Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali.
E’ ripreso stamani in Aran il negoziato per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali.
Nell’aprire la riunione il Presidente dell’Aran Naddeo, nel prendere atto delle modifiche normative intervenute con la conversione in legge del DL 80, in particolare per il nuovo ordinamento professionale, ha auspicato un’accelerazione del confronto per definire nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo, e ha fissato da subito tre riunioni che si terranno il 9, il 15 e il 22 settembre p.v., impegnandosi nel frattempo a predisporre una nuova proposta di articolato da sottoporre alla discussione.
Come FLP abbiamo confermato la nostra disponibilità a proseguire con ritmi serrati il negoziato, convinti come siamo che sia necessario dare al personale del comparto, al più presto, il nuovo CCNL, considerato che siamo ormai giunti quasi al termine della sua vigenza.
Permangono – è di tutta evidenza – numerose criticità, in particolare sulle risorse economiche complessivamente stanziate, sul trattamento dell’istituto della malattia e delle visite mediche, sul sistema di partecipazione e delle relazioni sindacali.
Così come è inaccettabile la mancata predisposizione del Decreto che deve ripartire tra le Amministrazioni del comparto i 70 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2020 per la perequazione delle indennità di amministrazione e che è, evidentemente, propedeutico all’utilizzo e alla ripartizione in sede contrattuale dei benefici economici.
Tutti aspetti sui quali continuerà la nostra iniziativa per rimuovere gli ostacoli ancora frapposti e migliorare le proposte iniziali presentate dall’Aran.
Per la FLP le questioni chiave che debbono essere affrontate in sede negoziale nelle prossime riunioni, unitamente a quelle sopra evidenziate, sono legate a come ricondurre nell’ambito contrattuale le modifiche normative intervenute sull’ordinamento professionale, sul superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni e la regolamentazione del lavoro agile a regime.
In particolare sul nuovo ordinamento bisognerà definire un nuovo quadro complessivo, organico e chiaro, che individui le nuove Aree e le relative declaratorie, le modalità di inquadramento all’interno delle stesse in sede di primo inquadramento, i criteri di accesso a regime, sia dall’interno che dall’esterno, le dinamiche professionali e di carriera all’interno e tra le aree con l’individuazione dei requisiti, delle procedure e delle forme di finanziamento, fornendo un quadro certo ed esigibile alla contrattazione integrativa.
In tale ambito rivendichiamo il pieno ruolo della contrattazione nel recepimento e nell’interpretazione delle nuove norme all’interno del CCNL.
Così come andranno definite con chiarezza le modalità di superamento dei tetti predeterminati dei Fondi di Amministrazione, mediante il pieno utilizzo delle risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni e non utilizzate, o rinvenienti da attività svolte conto terzi, da economie di gestione o da cessazioni dal servizio.
Sul lavoro agile intendiamo riaffermare la centralità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che non solo è uno strumento importante di conciliazione vita lavoro, ma anche una opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro, la qualità dei processi e dell’interazione con i cittadini egli utenti, fattore di modernizzazione e di miglioramento dell’azione delle nostre Amministrazioni.
In tale ambito andranno garantiti pienamente i diritti alla disconnessione, alla formazione, alle dotazioni infrastrutturali, alla pari dignità lavorativa, senza alcuna discriminazione professionale o economica rispetto al lavoro in presenza.
Questa potrà essere la migliore risposta a chi, come il Ministro Brunetta, pensa di intervenire sulla materia, nel pieno del confronto negoziale, con nuove norme che inopinatamente e in contrasto con lo stesso Atto di indirizzo, vorrebbero riportare indietro di decenni il lavoro pubblico e le innovazioni organizzative e procedurali.
Un lavoro quello che ci aspetta, quindi, non semplice, che svolgeremo con il consueto approccio, senza alcuna demagogia, ma anche senza scorciatoie, dimenticanze, o minimizzazioni.
Abbiamo contribuito in questi mesi, con la nostra iniziativa, a modificare aspetti che impedivano alla radice di affrontare positivamente molte delle questioni aperte (a partire dal nuovo ordinamento professionale e al riconoscimento del diritto alla carriera), permettendo così dopo anni di poterle affrontare in sede negoziale.
Non intendiamo quindi proprio ora mollare la presa e, tantomeno, cambiare registro.
La Segreteria Generale
E ovviamente gli argomenti in discussione rivestono rilevanza notevole per la Difesa, e in particolare la riforma dell’Ordinamento, con nuove regole per le progressioni verticali, e la disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, materia oggi resa controversa dalle drastiche prese di posizione del ministro Brunetta, rispetto alle quali il sindacato è chiamato ad esprimere la massima determinazione per riaffermare la piena validità e modernità di tale modalità di prestazione lavorativa, e la massima capacità di fronteggiare la voglia di oscurantismo dell’altra parte del tavolo.
Come sempre, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 3 agosto 2021 –
Genio campale dell’Aeronautica Militare
Il 29 luglio u.s. si è tenuta in videoconferenza una riunione di livello nazionale d’informativa, inspiegabilmente a tavoli separati e senza la preventiva comunicazione a tutte le OO.SS., avente come argomento la situazione relativa alle stabilizzazioni dei lavoratori occasionali dei Reparti Genio dell’Aeronautica Militare. Ha aperto la riunione il Capo del 1°Rep Generale D.A. Fabio Sardone che, per l’esposizione dello stato dell’arte relativo alle problematiche all’o.d.g. sorte dopo la stabilizzazione, ha lasciato la parola al Colonnello Antonio Genovese il quale ha rappresentato, con l’ausilio di slide illustrative che pubblichiamo in allegato al presente notiziario, un punto di situazione delineato ma sicuramente embrionale e che necessita, anche ad opinione dello stesso SMA, di ulteriori incontri da calendarizzare già dal mese di Settembre.
Dall’incontro informativo si evince che le azioni intraprese hanno portato a contratti di assunzione datati 31 maggio e 28 luglio, che hanno dato seguito alle procedure assunzionali di 143 Addetti e 47 Assistenti di profilo tecnico con destinazione nelle sedi disponibili in cui si sono svolte le attività dei cantieri del Campalgenio. Il personale addetto, interessato dalle stabilizzazioni, come previsto dal D.L. n°104 del 14 agosto 2020, viene inquadrato in un ruolo organico ad esaurimento nell’Area Seconda fascia retributiva F1 con decorrenza 1° gennaio 2021, ma rientrante comunque nelle facoltà assunzionali già maturate del Ministero della difesa, coerentemente con il piano triennale del fabbisogno del personale 2021-2023. Ne consegue la necessità di adeguamento delle posizioni organiche nelle sedi di assegnazione, a fronte di un iniziale impiego anche in sovrannumero nel profilo assegnato per concorso, ferma restando la responsabilità del datore del lavoro sul corretto impiego dello stesso personale. Particolare attenzione è stata posta dallo SMA, con la diramazione di specifiche linee guida firmate in data odierna ed inviate agli Enti interessati, sulla possibilità di svolgere attività di supporto, determinate con Ordine di Servizio del proprio Datore di Lavoro, da parte dei dipendenti stabilizzati collocati presso i Reparti Genio ed inquadrati nelle Sezioni tecniche distaccate infrastrutture, ad Enti coubicati nello stesso sedime di assegnazione; inoltre, sono state fornite indicazioni operative sulla gestione amministrativa (consulenza Sezione Personale Civile dei Reparti Genio/SMA) per risolvere residue criticità che si sono presentate in alcuni Enti.
La FLP DIFESA nel proprio intervento, dopo aver criticato la scelta da parte della F.A. di accettare la richiesta di tavoli separati per una sessione informativa, la mancata comunicazione di tale scelta alle altre OO.SS. e la mancata ricezione di preventive informazioni documentali, ha favorevolmente sottolineato la stabilizzazione dei colleghi che da anni vivevano una situazione di precariato, auspicando in tempi brevi di trovare soluzioni anche per l’atavica problematica del personale civile di 1^ area. Inoltre, ha rappresentato la necessità di adeguare in aumento (stante anche l’attuale volontà politica, con Disegni di legge in corso di esamina dalle Commissioni parlamentari, di rivisitazione in avanti della tempistica prevista dalla L.244/2012) e nel minor tempo possibile le TOO degli Enti interessati, per evitare che l’andare incontro alle giuste aspettative dei nuovi assunti, di assegnazione ai sedimi vicini alla proprie residenze e comunque negli Enti di ultimo impiego, pregiudichi in futuro, con la non auspicabile saturazione degli organici regionali, le possibilità di mobilità volontaria di molti colleghi che da anni attendono di avere la possibilità di un avvicinamento alle regioni di residenza propria o dei propri familiari. Parallelamente abbiamo evidenziato come, a nostro parere, il ricorso al supporto a favore di Enti coubicati, metta in luce una difficoltà a livello organico e rappresenti la necessità di successivi incontri a livello di SMA, e in discesa a livello territoriale, che riesaminino le recenti revisioni delle tabelle organiche in chiave riduttiva con l’anemizzazione o il congelamento di posizioni organiche risultate vacanti anche in Enti ad elevata criticità operativa.
Tra le varie ed eventuali, la FLP DIFESA ha chiesto alla F.A. di estendere alle OO.SS. Nazionali le circolari interne/linee guida che vengono diramate agli A.C. per poter ottimizzare i propri contributi, in una logica di collaborazione, esclusivamente su quelle realtà che dovessero presentare particolari criticità. Infine, ha rappresentato la necessità di uniformare, per il tramite di una comunicazione interna, le applicazioni territoriali delle normative sullo smart working emergenziale e sul rispetto del diritto alla privacy relativamente alla raccolta dati sulle vaccinazioni.
La FLP DIFESA seguirà con attenzione il percorso di stabilizzazione dei colleghi del Genio Campale per assicurare loro i giusti riconoscimenti e per evitare, contestualmente, che visioni settoriali possano creare future problematiche a carattere più generale. Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Pubblichiamo di seguito il Notiziario CSE n.9 del 30 luglio 2021, che riferisce dei contenuti della riunione del “Tavolo per il contrasto al caporalato” tenutasi il 27 luglio al Ministero del Lavoro, nella quale la Confederazione CSE è stata rappresentata da FLP:
“Si è tenuta il 27 luglio 2021 al Ministero del Lavoro una nuova riunione del Tavolo per il contrasto al caporalato per approvare le nuove linee guida nazionali di azione all’interno del Piano triennale 2020/2022.
Il Tavolo di lavoro, istituito a Dicembre 2018 ai sensi del D.L. n. 118/2018, è presieduto dal Ministro del Lavoro, con la partecipazione dei Ministeri delle Politiche agricole, dell’Interno, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni, dell’ANCI, e vede la presenza anche dei rappresentanti istituzionali dell’Arma dei carabinieri, della GDF, dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dell’INPS, dei soggetti del terzo settore e delle principali Confederazioni sindacali rappresentative dei lavoratori dipendenti, tra le quali la CSE rappresentata dalla Federazione FLP.
Ascriviamo grande importanza a quest’organismo, che costituisce un importante momento di analisi del fenomeno e di coordinamento operativo tra tutti i soggetti impegnati a contrastare l’odioso fenomeno del caporalato, come in generale di tutte le forme di sfruttamento lavorativo, per l’emersione del lavoro nero e di ogni profilo di evasione fiscale e contributiva.
Nel corso dell’incontro, nel confermare l’apprezzamento per i lavori di questi mesi, e nel condividere le linee guida presentate, considerato che la nostra Confederazione è maggiormente rappresentativa nei comparto del lavoro pubblico, e quindi impegnata direttamente e in prima persona, nei settori delle Amministrazioni centrali, abbiamo rappresentato la necessità, già evidenziata dal neo Capo dell’INL Bruno Giordano, di un maggior coordinamento tra le diverse forze impegnate nel campo del contrasto ad ogni forma di caporalato.
In particolare come CSE/FLP, nel ribadire la necessità di una maggiore sinergia e di una piena condivisione delle banche dati, ancora oggi in molti casi diversificate e non dialoganti, riteniamo necessario coordinare in modo più stringente le azioni di contrasto tra i diversi soggetti in campo con operazioni comuni che riguardino la verifica della sicurezza e della regolarità del rapporto di lavoro, il rispetto della normativa previdenziale e fiscale, l’emersione di illeciti penali e amministrativi.
Così come appare necessario rafforzare la governance dell’INL e allo stesso tempo procedere ad un rafforzamento degli organici del personale ispettivo, delle relative dotazioni infrastrutturali, superando le attuali indecisioni, o interpretazioni della norma, che hanno impedito in questi anni il pieno dispiegarsi delle azioni di coordinamento e contrasto.
Nei prossimi giorni invieremo sull’argomento, alla Segreteria del Tavolo e al Ministro Orlando, uno specifico documento di analisi e di proposta che definiremo d’intesa con i Coordinamenti nazionali FLP interessati.
La Segreteria generale CSE”
A margine, osserviamo ancora una volta come sia importante che il processo di innovazione tecnologica e informatizzazione della Pubblica Amministrazione sia percorso ineludibile e determinante anche ai fini del raggiungimento di una uniforme tutela dei lavoratori, in particolare di coloro che restano tuttora vittime di sfruttamento e schiavitù nell’ambito del sommerso lavoro nero, come clamorosamente documentato per l’ennesima volta dalle cronache di questi giorni.
Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 55 del 30 luglio 2021 –
Si è svolta oggi a Persociv alle ore 10,00 una riunione in videoconferenza con le OO.SS. nazionali, presieduta dal D.G. del personale civile dott.ssa Gabriella Montemagno, in accordo con la delegazione trattante di parte pubblica, finalizzata a calendarizzare le prossime riunioni dopo la pausa estiva su una serie di argomenti segnalati dalla FLP DIFESA e dalle altre OO.SS. della delegazione di parte sindacale.
CIRCOLARE AFFERENTE I LAVORATORI FRAGILI, SMART WORKING EMERGENZIALE SEMPLIFICATO E SORVEGLIANZA SANITARIA ECCEZIONALE
Come richiesto dalla FLP DIFESA con nota del 27 luglio u.s.(vds. Notdif. n°54 del 29.07.2021), abbiamo ricevuto notizia dalla dott.ssa Montemagno che, prima dell’inizio della riunione odierna, è stata firmata una specifica circolare in corso di pubblicazione sul sito internet di Persociv che recepisce le disposizioni derivanti dalle norme riportate nel DL 23.07.2021 n°105, in particolare: a) la conferma dell’applicazione dal 1° agosto al 31.12.2021 delle misure di cui al DPCM 02.03.2021 che prevedono lo SW emergenziale semplificato con le percentuali più elevate possibili; b) la proroga sino al 31.12.2021, dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 e delle disposizioni sulla sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori fragili e in condizioni di comorbilità/età di cui all’art. 83 dell’ex DL 34/2020; c) la proroga fino al 31.10.2021, con effetto retroattivo dal 1° luglio, delle misure emergenziali previste per dall’art. 26 comma 2-bis dell’ex DL 17.03.2020 n°18, afferenti il personale individuato come “fragile” in forza del parere del medico competente che ha prescritto o prescriva l’accesso al lavoro agile del medesimo quale modalità prescrittiva; d) la proroga fino al 31.12.2021 (attuale termine di cessazione dello stato di emergenza) delle misure emergenziali previste dall’art. 39 dell’ex DL 18/2020 (diritto a svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile se compatibile con le caratteristiche della prestazione) afferenti i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità entrambi i casi nelle condizioni di cui all’art. 3 comma 3 L.104/1992.
AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO NAZIONALE DIFESA SULLE MISURE DI PREVENZIONE E SICUREZZA CONTRO IL COVID-19 –
Il D.G. di Persociv si è reso disponibile ad aggiornare il Protocollo integrandolo con le normative succedutesi nel tempo, suggerendo di non modificare troppo i contenuti dello stesso e di anticipare formalmente le eventuali proposte di parte sindacale. La FLP DIFESA, nell’apprezzare la circolare del 30.07.2021 sui lavoratori fragili e sul lavoro agile, utile a dare un indirizzo uniforme a tutte le articolazioni della Difesa, ha evidenziato la necessità di un seguito alla stessa per sottolineare altre parti rilevanti del Protocollo attualmente vigente da attuare in tutti gli Enti della Difesa: es. applicazione del lavoro agile anche al personale in possesso di professionalità tecniche, che svolgono attività ordinariamente in presenza, appartenenti soprattutto agli enti dell’Area Tecnico/Industriale e Tecnico/Operativa; garantire quotidianamente la pulizia e l’igiene accurata degli ambienti lavorativi, delle postazioni individuali di lavoro, dei servizi igienici, degli spazi comuni e degli impianti, ecc…; programmare la sanificazione routinaria dei suddetti luoghi, nonché la pulizia dei filtri degli impianti di aerazione e condizionamento/climatizzazione; promuovere e potenziare il ricorso a misure atte a contenere la diffusione del contagio; comunicare e confrontarsi con le rappresentanze sindacali anche attraverso i Comitati permanenti, al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutelare la salute del personale e dell’utenza con quella di garantire la piena operatività dei luoghi di lavoro. La FLP DIFESA, inoltre, ha segnalato che in alcuni Enti, a volte anche in applicazione di direttive emanate da Vertici militari delle singole linee gerarchiche e nonostante che la legislazione vigente non lo consente, si sono verificate situazioni di violazione delle norme sulla privacy, da un lato, nel trattamento dei dati personali relativi a tutti gli aspetti relativi alla vaccinazione, ivi compresa l’intenzione o meno della lavoratrice e del lavoratore di aderire alla campagna, alla avvenuta somministrazione (o meno) del vaccino e ad altri dati relativi alle condizioni di salute del lavoratore; dall’altro lato, nel far derivare da tali dati, conseguenze organizzative negative in ragione della libera scelta del lavoratore in ordine all’adesione o meno alla campagna vaccinale, generando a volte discriminazioni fra i dipendenti. Per tale ragione, per essere subito incisivi ed evitare possibili contenziosi all’interno degli Enti, ha richiesto l’inserimento nella circolare integrativa a quella del 30.07.2021, di un richiamo alle direttive riportate nel Provvedimento del Garante della privacy del 13 maggio 2021 e seguenti ed in ogni caso, da inserire nel testo di aggiornamento del Protocollo nazionale. Il D.G. del personale civile, ha comunicato che valuterà le ns. richieste, rendendosi disponibile per la diramazione di una ulteriore circolare.
CCNI 2018-2020 parte normativa
La dott.ssa Montemagno, ha ricordato che della bozza di documento all’esame, nelle poche riunioni effettuate qualche articolo è stato già trattato e condiviso, pertanto, salvo contrasti con eventuali norme inserite nel CCNL FC 2019-2021 all’esame in sede ARAN, gli stessi articoli potrebbero intendersi già approvati e quindi si rende disponibile per proseguire subito la trattativa. La FLP DIFESA, come più volte richiesto formalmente e per le vie brevi nel corso di altre riunioni, ha ribadito il notevole ritardo e concordato per il riavvio immediato della trattativa e la calendarizzazione degli incontri, al fine di addivenire quanto prima ad un testo il più possibile condiviso e di riferimento, anche perché alcuni istituti contrattuali da trattare a livello periferico sono strettamente collegati con gli accordi di livello nazionale e la mancanza degli stessi pone ostacoli alle corrette relazioni sindacali.
INCOMPATIBILITA’
Il D.G. di Persociv ha comunicato di aver predisposto una nuova e specifica circolare in materia e di essere disponibile, nei primi giorni di settembre, ad un preventivo confronto prima di diramarla e pubblicarla sul sito. La FLP DIFESA ha concordato per il confronto preventivo.
MOBILITA’ ORDINARIA E STRAORDINARIA
La dott.ssa Montemagno ha recepito le richieste della FLP DIFESA e delle altre OO.SS., e si è resa disponibile per l’emanazione di un bando di mobilità ordinaria definendo prima le scelte, se proseguire con le regole concordate nei “confronti” del 2018 tra le OO.SS. (non dalla FLP DIFESA) e gli OO.PP., all’epoca dell’ex SSS Difesa on. D. Rossi, che, di fatto, sono risultate penalizzanti e che pochi dipendenti ne hanno potuto beneficiare, o se si rende necessario un intervento sul testo e modificarlo. Il D.G. ha inoltre evidenziato la necessità di rimodulare anche le regole per la mobilità straordinaria. La FLP DIFESA ha chiesto la riscrittura delle regole ed ha sottolineato il fallimento totale degli accordi derivanti dagli esiti dei confronti richiamati da Persociv e del bando di mobilità ed interpello collegato effettuati nel 2019 (per il quale FLP DIFESA, a differenza delle altre OO.SS., sostenne il suo annullamento/sospensione e chiese di andare ad un chiarimento prima dell’emanazione di un nuovo/rinnovato bando più in linea con le legittime aspettative dei lavoratori) che ha reso evidente gli effetti negativi prodotti dal mantenimento del “grado di scopertura zero”. Come non ricordare le regole del “protocollo d’intesa” del 29.09.2015 che avevano già prodotto criticità con il bando di mobilità volontaria ordinaria del 2016, nel quale erano stati fissati dagli OO.PP. “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo prof. prof.” decisamente alti e in molti casi addirittura pari allo “0”, soglie queste che portarono a esiti imbarazzanti: meno di un centinaio, i lavoratori trasferiti nelle Sedi richieste. Proprio per questo, nel 2017, dopo un lungo confronto con A.D. per modificare il protocollo, prima in sede tecnica e poi in sede politica, in data 13.12.2017 si pervenne all’accordo conclusivo con Difesa Gabinetto che prevedeva la cancellazione del “grado di scopertura zero” (vds. comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA in Notiziario n. 128 di pari data). Quell’accordo avrebbe dovuto fare da battistrada alla sottoscrizione del nuovo protocollo, cosa che invece non avvenne perché A.D., all’interno della quale si annidano tuttora i nostalgici della vecchia procedura con i pareri discrezionali degli OO.PP., colse al volo e fece propria la richiesta di CGIL-CISL-UIL+UNSA (3+1) di attendere il nuovo CCNL e di procedere in base alle nuove norme, che escludono alla radice qualsiasi protocollo e prevedevano solo il confronto ex art. 5 (con le scelte finali in capo ad A.D.) e la firma di un verbale di confronto (che è comunque cosa diversa da un protocollo d’intesa), atteso che il comma 2 dell’art.5 prevede che sia “redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”, ma non ne dispone di certo anche la firma. E’ così è poi avvenuto: il protocollo non è stato mai sottoscritto, nonostante i 3+1 lo avessero incredibilmente richiesto più volte, e, al suo posto, si sono svolti i confronti: prima a PERSOCIV quello sulle procedure (rimaste quasi analoghe alle precedenti) e poi quello con gli OO.PP. sui c.d. “gradi di scopertura”, confronti tutti ai quali FLP DIFESA non ha partecipato perché all’epoca esclusa dai tavoli per la non firma del CCNL FC 2016-2018 (firma tecnica avvenuta solo in data 21.09.2018). Dei confronti con gli OO.PP. per stabilire i “gradi di scopertura”, si sono conosciuti gli esiti attraverso la lettura dei comunicati unitari: per gli Enti di area SGD e per gli Enti della Giustizia Militare, il 20% per i profili tecnici e amministrativi; per gli Enti di area SMD, il 15% per i tecnici e il 25% per gli amministrativi; nulla invece per gli Enti dei CC. Così si era letto nei comunicati unitari, ma così poi non è avvenuto nei fatti, atteso che il bando pubblicato ha evidenziato per molti profili e per molti Enti un “grado di scopertura “0”, assolutamente inammissibile alla luce dell’accordo politico del 13.12.2017.
Ebbene, oggi, presa coscienza dei danni prodotti ai lavoratori, tutte le OO.SS. chiedono la rivisitazione delle regole sulla mobilità ordinaria e straordinaria: eliminazione del grado di scopertura zero; trasparenza sugli organici dei singoli Enti, ivi compresi i pensionamenti a breve e medio termine e gli effetti del Piano Triennale dei Fabbisogni di Personale civile 2021-2023; superamento dei pareri degli OO.PP. e decisione di Persociv per la mobilità volontaria straordinaria connessa con le norme di tutela sociale; sospensione dei continui tagli di posizioni organiche civili negli Enti, ancora legati alla riduzione organica prevista dalla L. 244/2012, nonostante che in Parlamento sono all’esame disegni di legge per rimodulare anche i termini temporali di tale legge; ecc…
La dott.ssa Montemagno ha riferito che per la questione delle T.O.O. dei singoli Enti, provvederà a sollecitare formalmente il riscontro agli OO.PP. visto che sono in ritardo da circa un anno e mezzo e che c’era stato un impegno politico a fornirli a Persociv ed alle OO.SS. nazionali. In merito ai pareri degli Stati Maggiori per le istanze di mobilità straordinaria, è necessario sciogliere un nodo di carattere politico legato a provvedimenti normativi che riconoscono tali competenze. Anche su questo argomento, il D.G. del personale ha invitato le OO.SS. ad inviare proposte formali di modifica delle regole sulla mobilità volontaria.
POLVERIFICI, LAVORI INSALUBRI E IMBARCO
Il D.G. di Persociv ha comunicato che le circolari sino ad ora emanate in materia, sono in linea con la normativa vigente e con la giurisprudenza della Corte dei Conti, sino al 2° grado, che si sta formando su casi di dipendenti del Ministero della Difesa; ha altresì riferito di essere a conoscenza che, anche per questi argomenti, le OO.SS. hanno presentato le problematiche a Gabinetto Difesa e richiesto un incontro. A riguardo, FLP DIFESA ha comunicato che in data 12 aprile 2021, in occasione del nuovo Governo, ha ripresentato la richiesta formale d’incontro a Gabinetto Difesa tramite il nuovo SSS alla Difesa, on. Giorgio Mulè, e che allo stato, pur comunicandoci di aver preso a carico la ns. richiesta, non ha convocato. Inoltre, FLP DIFESA ha richiesto un tavolo tecnico con Persociv, per ricercare soluzioni interne al Ministero, evidenziando che, non è accettabile far ricadere sui lavoratori aventi titolo e prossimi alla pensione, le inadempienze procedurali (di comunicazione e archiviazione) perpetuate nel tempo dai datori di lavoro e responsabili dell’impiego, che oggi ostacolano la produzione di attestazioni di periodi pregressi per mancanza di documentazione agli atti.
La dott.ssa Montemagno ha assunto l’impegno di interloquire con Gabinetto Difesa per convenire su come procedere per l’incontro con le OO.SS. (incontro congiunto Gab. Difesa e Persociv oppure due riunioni separate) e di verificare se ci sono margini di manovra per risolvere la problematica in esame in ambito di Dicastero, anche se sembra necessario un intervento legislativo per il quale serve il supporto della parte politica del Ministero.
SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE PERFORMANCE INDIVIDUALE
La dott.ssa Montemagno ha informato che il Ministro della Difesa ha predisposto due direttive per il sistema performance individuale, una per il personale dirigente ed una per il personale civile delle aree funzionali, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2022. A breve termine, Gabinetto Difesa provvederà a trasmetterle alle OO.SS. nazionali di riferimento per le due categorie di dipendenti e convocherà per il previsto confronto. A riguardo, è stato richiesto alle OO.SS. di inviare formalmente le proprie osservazioni.
Dopo la prima decade di settembre, si avvieranno gli incontri: la prima convocazione riguarderà l’aggiornamento del protocollo Covid-19, la seconda la mobilità ed a seguire i restanti argomenti.
Per finire, s’informa che la FLP DIFESA ha avviato analoga iniziativa verso AID, con lettera del 30.07.2021 che pubblichiamo sul ns. sito, al fine di calendarizzare le prossime riunioni su argomenti d’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e per la diramazione di una specifica circolare sui lavoratori fragili.
Come sempre, Vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti.
IL COORD. NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Come noto, il D.L. 22 aprile 2021, n. 52 è stato convertito, con modificazioni, nella Legge 17 giugno 2021, n.87 (in G.U. 21/06/2021, n.146), comprendendo nel testo così modificato anche le disposizioni recate dal DL n. 56 del 30 aprile 2021.
Per effetto di tale legge, in relazione all’organizzazione del lavoro nell’ambito degli uffici pubblici sono rimaste immutate le disposizioni recate dall’art. 263 (Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile) commi 1 e 2 dell’ex D.L. 19 maggio 2020 n.34 (ora Legge 17.07.2020 n°77) come modificato dal citato DL 56/2021, che prescrivono alle amministrazioni pubbliche, nell’ambito delle misure organizzative volte a regolare il riavvio delle attività economiche, produttive e sociali: a) di adeguare la presenza del personale nei luoghi di lavoro alle esigenze della progressiva riapertura di tutti gli uffici pubblici e a quelle dei cittadini e delle imprese connesse alla graduale riapertura e riavvio delle attività produttive e commerciali; b) di organizzare“… il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza applicando il lavoro agile, con le misure semplificate ….. (omissis)… e comunque a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente.”.
Pertanto, rimane, ferma – fino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi, ove previsti, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021 – la prescrizione relativa alle modalità organizzative sopra riportate, e dunque l’applicazione del lavoro agile in forma semplificata, senza una vincolata percentuale minima di applicazione di detta modalità. Rimane altresì fermo l’obbligo delle amministrazioni di adeguamento alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute e di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19 adottate dalle competenti autorità.
LAVORATORI “FRAGILI” E PROTOCOLLO NAZIONALE DIFESA DI PREVENZIONE E SICUREZZA DEI LAVORATORI DA COVID-19.
Per i lavoratori ‘fragili’, ferma restando l’esclusione della presenza in sede, stante il diverso contesto epidemiologico nonché l’evoluzione della realizzazione del piano vaccinale nazionale, sarà cura del dirigente acquisire la rinnovata valutazione del medico competente in ordine all’idoneità a svolgere attività lavorativa in sede, eventualmente fornendo indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente precauzionali. Con riferimento ai lavoratori in condizioni di rischiosi evidenziano alcune delle disposizioni recate dal recente D.L. n. 105 del 23 luglio u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, e nel particolare si segnala:
Che per i lavoratori fragili indicati nel comma 2 dell’art. 26 dell’ex D.L. 18/2020 convertito con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27 (i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104) è stata prorogata fino al 31 ottobre 2021 la disposizione di cui al comma 2 bis del medesimo art.26 secondo la quale i suddetti lavoratori “svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.”; inoltre, che per il periodo dal 1° luglio 2021 alla data di entrata in vigore del D.L. 105 cit. (23 luglio), è stato previsto espressamente che si applica la medesima disciplina, disponendo in tal modo la continuità dell’applicazione della medesima disposizione organizzativa.
Che è stata disposta la proroga fino al 31 dicembre 2021 del termine (già prorogato al 31 luglio p.v.) previsto dall’art. 83 dell’ex D.L. 34/2020 per il quale “fermo restando quanto previsto dall’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per garantire lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali in relazione al rischio di contagio, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza per rischio sanitario sul territorio nazionale, i datori di lavoro pubblici e privati assicurano la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.”.
La D.G. del personale civile nel diramare l’ultima direttiva in materia di lavoratori fragili con la circolare n°44385 del 05.07.2021, valorizzando il quadro normativo di riferimento a tale data ed evidenziando il “chiaro intento del legislatore volto a tutelare le categorie dei lavoratori più esposti al rischio“, ha legato lo svolgimento di norma della prestazione lavorativa in modalità agile per i lavoratori fragili e per i lavoratori in condizione di rischio sino al termine dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19 che era in precedenza previsto sino al 31 luglio u.s..
La FLP DIFESA, al fine di dare indicazioni univoche a tutte le articolazioni del Ministero Difesa, prima che errate o libere interpretazioni creino situazioni di inutili esposizioni a maggior rischio di contagio per le categorie di lavoratori in esame, con nota del 27 luglio u.s. che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina), ha richiesto al D.G. di Persociv:
Di diramare urgentemente una circolare di prosecuzione a quella del 5 luglio u.s., che ribadisca gli stessi contenuti e che preveda, per tali categorie di lavoratori a rischio, indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o non vaccinati, lo svolgimento di norma della prestazione lavorativa in modalità agile fino al 31 dicembre 2021,corrispondente alla nuova data di scadenza dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19 disposta con il DL 105/2021;
Di convocare le OO.SS. nazionali per il necessario aggiornamento del “Protocollo di accordo applicativo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti civili del Ministero della Difesa in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile – Aggiornamento novembre” sottoscritto in data 27.11.2020.
Come sempre, Vi terremo aggiornati.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
In data odierna, Persociv ha comunicato che nel testo inviato in data 2 luglio per la firma delle OO.SS. nazionali, sono stati riscontrati “alcuni refusi” che ritiene di dover correggere e quindi, ha trasmesso un testo di CCNI 2021-2023 rettificatoda sottoscrivere (Allegato 1) che sostituisce integralmente quello inviato in precedenza, lasciando invariati gli allegati A, B e C, perché modificato in quattro punti e precisamente:
all’articolo 15(Indennità di Imbarco/Lavorazione/Collaudo):
punto 1, è stato eliminato il riferimento “…al personale di tutte le FF.AA. …”;
punto 10, ( l’importo massimo giornaliero per il personale gruista è stato rettificato in € 25,00;
all’articolo 19 (Posizioni organizzative) let d) è stato inserito l’incarico di “Consiglierato”, in quanto incarico organicamente previsto in alcuni Enti;
all’articolo 32 (Ulteriori risorse variabili che dovessero affluire al FRD), è stata inserita la precisazione, riferita alle ulteriori risorse disponibili, che le stesse saranno comunicate alle Organizzazioni Sindacali.
FLP DIFESA, ritenendo accoglibili tutte le correzioni di Persociv, e in particolare quella riferita alla riduzione dell’indennità massima giornaliera per i gruisti, (più rispondente alle osservazioni da noi rappresentate nel corso dell’ultima riunione, di cui allo specifico notiziario, ha comunicato la sottoscrizione del testo oggi ricevuto.
In merito ai contenuti dell’accordo ed alle ns. considerazioni sul FRD 2021, riconfermiamo dunque quanto dettagliato nelnotiziario n. 47 del 3 luglio u.s. e nella nota del 30 giugno 2021 inviata a Persociv e dalla stessa riscontrata in data odierna (Allegato 2).
In definitiva, con la firma dell’Ipotesi di accordo dell’aumento dell’Indennità di Amministrazione (spesa 30 milioni di euro) e la firma dell’Ipotesi di Accordo del CCNI 2021-2023 riguardante il FRD 2021 e le progressioni economiche all’interno delle aree con decorrenza 1° gennaio 2021 (n. 10.352 unità calcolate sul 50% del personale in forza per ciascuna fascia retributiva, con una spesa di € 17.059.000,00), sono state utilizzate tutte le risorse economiche provenienti dalla Legge di bilancio 2021, a seguito dell’approvazione delle proposte di emendamento del DDL Bilancio, presentate lo scorso novembre 2020 da FLP DIFESA (e non da altre sigle che oggi tentano di rivendicarne i meriti) durante l’iter parlamentare (vds. ad es. Notdif n.105 del 1° dic. 2020e n.110 del 21.12.2020.
Restiamo fortemente criticie contrari alle proposte formulate nel corso della trattativa da alcuni Vertici militari ed a quelle analogamente messe in cantiere da altre OO.SS. per le trattative a venire, mirate a sopperire alle carenze di personale tecnico, alle mancate assunzioni nel Dicastero e alle temporanee esternalizzazioni del servizio (con spese a carico del Ministero), mediante il ricorso adincrementi spropositati all’indennità di cui all’art. 15 del FRD per incentivare il personale interno a svolgere specifiche attività tecniche; e ciò in quanto non può infatti sfuggire come una scelta di tal sorta, attingendo dalle risorse del FRD, andrebbe a pesare sul salario accessorio di tutti gli altri dipendenti civili della Difesa, con inevitabili effetti discriminatori: un vero e proprio “assalto alla diligenza delle risorse” e la trasformazione del FRD in un “bancomat della Difesa”. Invece noi siamo pienamente convinti che l’unica soluzione condivisibile sia quella di assumere personale civile, unica vera spending review per la Difesa.
Attendiamo ora di ricevere da Persociv le copie firmate delle due ipotesi di accordo (Indennità di Amministrazione e CCNI 2021-2023), auspicandone la certificazione da parte di FP e MEF, al fine di approdare rapidamente alla firma definitiva, ai pagamenti di ppl, turni e reperibilità già maturati nel 2021, e all’avvio delle tanto attese progressioni economiche.
È pervenuta da Persociv in data 2 luglio u.s.,a soli pochi giorni dalla ns. sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per l’Indennità di Amministrazione, e dall’invio della ns. formale richiesta di pervenire a definizione,(Notdif n.46 del 30.06.2021), la ipotesi di CCNI (in All.1)per il FRD 2021 e per le progressioni economiche all’interno delle aree (n. 10.352 unità calcolate sul 50% del personale in forza per ciascuna fascia retributiva) con decorrenza 1° gennaio 2021, per le quali sono accantonati € 17.059.000,00, finanziati con i 20 milioni di euro annui destinati al FRD dalla Legge di bilancio 2021, a seguito dell’approvazione di una proposta di emendamento del DDL Bilancio, presentata lo scorso novembre 2020 da FLP DIFESA (e non da altre sigle che oggi tentano di rivendicarne i meriti) durante l’iter di approvazione (vds. ad es. Notdif n.105 del 1° dic. 2020e n.110 del 21.12.2020.
Ebbene, dopo le interlocuzioni avvenute nelle tre precedenti riunioni, di cui ai Notiz.n.14 del 25.02.2021,n.36 del 18.05.2021en.42 del 14.06.2021, e dopo la ns. specifica richiesta del 30 giugno u.s., di firmare una ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche per avviarle quanto prima, previo placet degli Organi certificatori, e di chiudere anche l’accordo FRD 2021 onde avviare in tempi brevi le procedure per i pagamenti di ppl, turni e reperibilità già maturati nel 2021, FLP DIFESA ha ritenuto comunque condivisibile il testo definitivo elaborato da Persociv e comunicato la propria sottoscrizione.
Vediamo nel dettaglio i punti salienti dell’Ipotesi di CCNI firmata: come da noi richiesto, la rivisitazione in aumento del 15% degli importi attribuiti alle indennità per le Particolari Posizioni di lavoro, è estesa a tutte le voci, dunque anche a quelle che nel corso della trattativa ne erano state escluse, per un accantonamento complessivo di € 2.023.094,11 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro; per lareperibilità si continua ad applicare la disciplina di cui all’art. 20 del CCNL FC del 12.02.2018, avendo questa voce già goduto di specifico incremento nella precedente tornata contrattuale, e che è stata destinataria di un progressivo aumento della spesa, ivi compresa quelle prevista per l’anno 2021 (pur con la pandemia da Covid-19 in corso); per iturni sono state confermate le preesistenti condizioni contrattuali che già avevano portato ad un aumento delle indennità del 100%, attingendo dal FRD a carico delle altre voci; per le indennità diImbarco/Lavorazione/Collaudo (art. 15) è stata recepita la nostra richiesta (vds. proposteFLP Difesa in all. al Notdif 14/2021) di integrare, fra i destinatari della indennità di imbarco, il personale dei settori tecnici e del settore dei servizi generali coinvolto nella costruzione, oltreché di natanti e unità navali, anche di assimilati, quali passetti, bettoline e boe; anche per queste indennità, gli incrementi in aumento sono stati uniformati al 15% e sono stati dettagliati in una specifica tabella di facile lettura, rettificando dunque significativamente la precedente proposta di incrementi in misura compresa tra il 18% e l’ 800%, che avrebbero creato un effetto discriminatorio nei confronti del restante personale, e che sono stati oggetto di critiche reiterate: una proposta che era stata da noi considerata un vero e proprio “assalto alla diligenza delle risorse” e la trasformazione del FRD in un “bancomat della Difesa” per sopperire alle carenze di personale civile e alle mancate assunzioni. In merito rileva infatti come sia rimasto invariato l’aumento dell’indennità destinata al personale gruista che effettua attività di conduzione di gru e autogru, proposto direttamente dalla Marina, evidentemente per risolvere le problematiche interne derivanti dalla carenza di personale tecnico, dalle mancate assunzioni e dalla necessità di ricorrere a temporanea esternalizzazione del servizio con spese a carico del Ministero, facendo gravare la spesa direttamente sulle risorse del FRD, e dunque sul salario accessorio dei dipendenti civili della Difesa; operazione cui si associa l’incentivazione economica al cambio di profilo del personale appartenente a professionalità anche non in esubero e tecniche, a discapito persino di altre attività lavorative considerate “dirette e prioritarie” per gli Enti.
Ovviamente, un metodo che FLP DIFESA non condivide per due motivi:
Crea un grave precedente: attingere dalle risorse del salario accessorio di tutti per risolvere questioni che dovrebbero essere finanziate con risorse diverse, a carico del Ministero, per compensare le negative ricadute della Legge 244/2012 e della assenza di interventi di revisione della stessa.
Non è possibile rincorrere di volta in volta le attività lavorative che vanno in criticitàa seguito della progressiva riduzione organica di civili per pensionamenti ed avviare riconversioni professionali generalizzate; invece, è a ns avviso necessario condividere prima le scelte con tavoli locali/nazionali di confronto sindacale,in una visione completa ed a breve e medio termine, per stabilire insieme le priorità delle attività da supportare fra quelle assegnate agli Enti (tutte utili e indispensabili) in base alle forze umane disponibili in questo lasso di tempo, valutando la sostenibilità nel tempo di tali scelte senza modificare le mission dei singoli Enti e garantendo la minore spesa possibile al Ministero dovendo ricorrere “temporaneamente” all’esternalizzazione di alcune attività.
Siamo pienamente convinti che l’unica soluzione condivisibile sia quella di assumere personale civile: una scelta che costituisce unica vera spending review nel Dicastero.
Sono state aumentate le risorse economiche destinate all’AID, stabilite in € 3.147.909,55, che vengono considerate adeguate a coprire gli effettivi fabbisogni dell’Agenzia per l’anno 2021.
Per le Posizioni Organizzative, si reintroduce la condivisione delle parti nell’individuare le risorse da destinarvi, e oggi si incrementa di circa il 32% l’importo delle precedenti indennità (€ 3.123,26 per la 1^ Categoria ed € 1.925,99 per la 2^ Categoria, al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro).
Come da anni sostenuto da FLP Difesa e come da ns. proposta, a fronte di un più equilibrato incremento delle quote attribuite alle diverse particolari posizioni di cui all’art. 15, viene incrementata la Maggiorazione della performance organizzativa del personale di 1^ Area; finalmente si è trovata una forma di compensazione ai danni economici subiti per anni dal personale di quest’area mediante l’accantonamento nel FRD di un fondo pari a €. 1.375.000,00 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro per l’anno 2021, che dà luogo ad una quota individuale pari a €. 992,06.
Per laperformance organizzativa è stato confermato lo stanziamento di € 21.000.000,00 con una quota media pro capite pari a € 996,73 ed è stata rivisitata e ampliata la casistica delle assenze tutelate ai fini del computo della presenza in servizio. Per laPerformance Individuale, è confermato lo stanziamento di € 7.000.000,00 con una quota individuale pari ad €. 332,24 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro. Il FUS ammonta a €.9.915.554,81 e la quota media pro capite di € 470,62 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro. Benchè la materia sia di competenza della contrattazione locale, non è più espressamente indicato che in questa si stabiliscono i criteri di distribuzione, e si valorizzano i riferimenti alla performance, di fatto azzerando la contrattazione locale: su questo FLP Difesa sola si è battuta, nel silenzio assordante di tutte le altre OO.SS..
Infine, le risorse economiche derivanti dai risparmi di straordinario e buoni pasto non spesi nel 2021 di cui alla Legge di Bilancio 2021, saranno destinate nella misura del 30% ad incrementare la performance individuale e nella misura del 70% ad incrementare la contrattazione di sede (FUS).
Attendiamo ora di ricevere da Persociv le copie firmate delle due ipotesi di accordo (Indennità di Amministrazione e FRD 2021), auspicandone la certificazione da parte di FP e MEF, al fine di approdare rapidamente alla firma definitiva, ai pagamenti, e all’avvio delle tanto attese progressioni economiche.
È pervenuta alle OO.SS. nazionali lunedì 28 u.s. la ipotesi di accordo definitiva di Persociv, in all. 1 al presente notiziario, per l’incremento della Indennità di Amministrazione del personale civile di A.D. e A.I.D., con decorrenza 1° gennaio 2021, finanziato dalla legge di bilancio 2021 con l’ormai famoso fondo di 30 milioni di euro, che solo FLP Difesa(e non altri, che oggi ne rivendicano i meriti) ha chiesto con la proposta di emendamento presentata al DDL di bilancio di cui abbiamo riferito, fra l’altro e ad esempio, nei notiziari n.105 del 1° dic. 2020 e n.110 del 21.12.2020, nella quale si proponeva di destinare quelle risorse ad uno specifico Fondo Integrativo del trattamento economico accessorio del personale civile della Difesa, atto a remunerare la peculiare situazione d’impiego del personale civile, emolumento fisso, continuativo e pensionabile. Nel corso dell’iter parlamentare però la proposta è stata modificata, destinando le risorse all’incremento dell’Indennità di Amministrazione. Un risultato sicuramente positivo ma non soddisfacente rispetto alle aspettative dei lavoratori e di FLP DIFESA (in altri tempi anche da parte di altre sigle sindacali) che miravano ad eliminare il gap economico all’interno dello stesso Comparto.
Nello specifico, l’ipotesi di accordo è stata formulata da Persociv dopo aver soddisfatto il vincolo del raggiungimento dei numeri previsti dalla riforma Di Paola mediante il recente Decreto riportante il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale per il triennio 2021 – 2023. E dunque Persociv ha formulato la proposta di distribuzione dell’incremento della Indennità di Amministrazione sulla base della graduazione degli importi per gruppi di fasce retributive, come da precedenti Contratti, adeguando le differenze già esistenti alle nuove risorse disponibili. Calcolato in tal modo, l’incremento mensile viene così distribuito:
1^ area – F2 e F3: +€. 65,92
2^ area – F1 +€. 73,53
2^ area – F2 +€. 80,74
2^area – da F3 a F6 +€. 89,25
3^ area – F1 e F2 +€. 99,65
3^ area – F3 +€. 111,85
3^ area – da F4 a F7 +€. 121,14
Pur condividendo l’obbiettivo di velocizzare quanto più possibile l’attribuzione delle risorse a tutti i dipendenti, non può tuttavia sfuggire che l’istituto, così come formulato nella legge di bilancio per il 2021, ed elaborato dalla Direzione Generale, non porta gli stessi benefici a tutte le componenti del personale:
le differenze fra i gruppi di fasce retributive sono significative (ad es. tra area 1^ ed area 3^), e a nostro parere in contrasto con l’obbiettivo originario di colmare in modo omogeneo il gap economico;
la destinazione del Fondo all’Indennità di Amministrazione anziché ad una voce di salario fissa e continuativa, crea ricadute in particolare per la componente dei militari transitati. Su questo ultimo punto, come più sopra detto, noi la nostra parte l’avevamo fatta a novembre (e continueremo su questa strada), quando avevamo proposto la destinazione di quelle risorse ad uno specifico Fondo Straordinario per la Difesa, in analogia con quanto già accaduto qualche anno fa per il Ministero della Salute, ove costituisce, per l’appunto, quota di salario fisso. Su questo non siamo stati ascoltati, e oggi, invece di continuare a fare facili proclami di vittoria salendo sul carro dei vincitori a cose già fatte come alcune sigle continuano a fare, ci sarebbe bisogno di tutti per andare verso la giusta direzione e non accettare passivamente il semplice contentino, sostenendo con forza un intervento normativo mirato per aggiustare il tiro e puntare a sanare il divario.
Inoltre restano molti dubbi sulla procedura adottata, posto che questo Istituto sembrerebbe dover piuttosto essere ricondotto alla Contrattazione Collettiva di Livello ARAN. Tuttavia l’AD prova a promuovere una trattativa integrativa di Settore, tenuto conto della specifica destinazione delle risorse, ed alla luce delle norme contrattuali vigenti, mirando evidentemente ad ottenere per l’accordo una sanzione della Funzione Pubblica. Ciononostante FLP Difesa ritiene di sottoscrivere l’accordo, anche al fine di definire il percorso di cui alle proprie proposte in sede di legge di bilancio, e consentire comunque la distribuzione delle risorse ai colleghi in tempi quanto più possibile rapidi.
A margine, abbiamo presentato a Persociv anche la richiesta (in all. 2) di procedere allo stralcio di una prima parte di accordo sul FRD 2021, per la materia relativa alle progressioni economiche, posto che non vi sono particolari motivi per ritardare l’avvio delle procedure, e consentire anche ai pensionandi di fine anno di partecipare alle selezioni 2021.
Pubblichiamo di seguito il Notiziario del Dipartimento Studio e Legislazione FLP n. 34 del 24 giugno 2021, che riferisce delle novità in materia di assegni per il nucleo familiare:
La FLP informa che l’INPS, con messaggio n. 2331 del 17 giugno 2021, ha comunicato la rivalutazione degli importi in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 153/1988 e diramato le tabelle con i limiti di reddito familiare da considerare, sulla base del reddito conseguito nel 2020, ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei a decorrere dal 1° luglio 2021; inoltre, ha integrato le note delle relative tabelle riferite ai nuclei con figli per tenere conto delle maggiorazioni disposte dall’articolo 5, del decreto legge 8 giugno 2021, n. 79, recante “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, riconoscendo agli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare, a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, una maggiorazione di euro 37,50 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari con almeno tre figli.
Analoga comunicazione, è stata diramata dal MEF-Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato con la circolare n°17 del 23 giugno 2021.
Pertanto, i lavoratori dipendenti aventi titolo, possono presentare la consueta domanda ANF, come ogni anno, usufruendo per le mensilità da luglio a dicembre 2021 non solo degli importi mensili ANF, stabiliti dalle apposite tabelle ANF 2021-2022 dell’Inps, ma anche della maggiorazione degli assegni per il nucleo familiare stabilita dall’art. 5 del DL 79/2021.
A riguardo, precisiamo che le predette maggiorazioni sono una misura temporanea, valida esclusivamente per il secondo semestre del 2021, considerando che dal 1° gennaio 2022 l’assegno unico dovrebbe sostituire gli ANF, che saranno di fatto aboliti.
Infatti, recependo una norma introdotta dalla Legge di bilancio 2021 nel pacchetto famiglia, con la Legge n. 46 del 1° aprile 2021, il Governo è stato delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge, uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale.
Tale assegno, basato sul principio universalistico, costituirà un beneficio economico attribuito progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico, nell’ambito delle risorse disponibili previste per legge nonché delle risorse rivenienti dal graduale superamento o dalla soppressione di alcune misure previsti a sostegno delle famiglie (assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, assegno di natalità, premio alla nascita, fondo di sostegno alla natalità) e dal graduale superamento o dalla soppressione, nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, delle detrazioni fiscali e dell’assegno per il nucleo familiare.
I predetti decreti legislativi, prevederanno nuovi principi e criteri per accedere al beneficio e per determinare l’ammontare dell’assegno si terrà conto della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.
L’assegno unico e universale per i figli a carico sarebbe dovuto già partire per tutti dal 1° luglio 2021, ma il ritardo del passaggio alla fase attuativa, dovuto anche al cambio di Governo, ha portato il nuovo Esecutivo a fare una scelta alternativa e a doppio binario racchiusa nel Decreto Legge 8 giugno 2021, n. 79 e valida dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021:
Ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare (disoccupati, incapienti e autonomi) è riconosciuto un assegno temporaneo su base mensile, a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, siano in possesso congiuntamente dei requisiti indicati dall’art.1 con riferimento ai requisiti di accesso, cittadinanza, residenza e soggiorno, e con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità. L’assegno (art.2) è determinato in base alla tabella di cui all’Allegato 1 del DL 79/2021, la quale individua le soglie ISEE e i corrispondenti importi mensili dell’assegno temporaneo per ciascun figlio minore, in relazione al numero dei figli minori. Gli importi di cui all’Allegato 1 sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità. La domanda (art.3) è presentata in modalità telematica all’INPS ovvero presso gli istituti di patronato. Resta ferma la decorrenza della misura dal mese di presentazione della domanda stessa. Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, sono corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021.
Ai nuclei familiari che hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare (ANF) di cui all’articolo 2 del DL 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n.153, è riconosciuta una maggiorazione agli importi mensili in vigore e superiori a zero, di euro 37,50 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli.
Questi dunque gli aggiornamenti delle regole per il riconoscimento degli assegni per il nucleo familiare.
Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno:
Si è riaperta con una bozza di accordo tutta rielaborata la trattativa sul FRD e sulle progressioni 2021, e con una bozza di accordo integrativo per l’Integrazione della Indennità di Amministrazione, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sito.
Alla quarta riunione, dopo le prime tre che erano state caratterizzate dalla sostanziale riproposizione generale delle proposte sindacali, con l’Aran che si era limitata registrare le diverse posizioni, nella riunione di ieri sono iniziati ad emergere con sufficiente nettezza quelli che per l’Aran sono gli ambiti – e diremo noi i limiti – entro i quali dovrebbe muoversi il negoziato per il rinnovo contrattuale.
In buona sostanza, su alcune materie per noi rilevanti e che necessitano di interventi di profonda riscrittura – come il sistema di partecipazione, le relazioni sindacali, il rafforzamento della contrattazione, sia nelle materie che nei diversi livelli di relazione e, in particolare, il superamento delle norme punitive sul diritto alla salute -, tutte materie contenute nella proposta di articolato provvisorio presentata dall’Aran e su cui ci siamo confrontati in riunione, la posizione dell’Aran è stata di sostanziale chiusura.
Sono stati di nuovo rievocati i vincoli normativi che impedirebbero il ripristino della contrattazione sull’articolazione dell’orario di lavoro, sulla definizione dei profili professionali, sui criteri per le procedure di mobilità volontaria, sull’individuazione e la graduazione delle posizioni organizzative.
Così come il maquillage proposto per gli Organismi Paritetici per l’Innovazione appare inadeguato a renderlo effettivamente esigibile nelle Amministrazioni riottose, prevedendo inoltre tra le materie di confronto alcune tipicamente negoziali come le misure per il benessere organizzativo, la formazione , o il lavoro agile.
Mentre noi riteniamo che possano avere un ruolo solo se deputati al confronto sulle materie rientranti direttamente nelle potestà datoriali come l’organizzazione delle Amministrazioni e degli Uffici, e non certo come surrogato e depotenziamento della contrattazione.
Riscontriamo ancora una posizione di netta chiusura sul superamento dell’istituto delle 18 ore di permesso annue per visite mediche specialistiche ed esami diagnostici, che invece per noi devono essere ricondotti al trattamento di malattia, perché riteniamo non praticabile la proposta di altre Organizzazioni sindacali di misurarsi unicamente sull’aumento di ore di permesso.
Tra l’altro l’Aran, considerando detto innalzamento un costo contrattuale, ne vincola la rideterminazione a scapito delle già esigue risorse economiche stanziate per il rinnovo contrattuale.
Abbiamo ribadito nel nostro intervento che su queste materie, anche a invarianza normativa, vi sono le condizioni per migliorare il contratto vigente. I vincoli normativi evocati erano in gran parte già esistenti al momento della stipula dei contratti precedenti a quello delle Funzioni centrali 2016-2018, e nonostante questo, molti istituti relativi alla contrattazione continuano oggi ad essere presenti nei CCNL di altri comparti del lavoro pubblico.
Sulla nostra richiesta di mantenere l’istituto della malattia in caso di visite specialistiche ed esami diagnostici, ricordiamo che la norma – nel rinviare alla contrattazione le modalità applicative – non esclude tale fattispecie, tanto che è stata confermata anche nei rinnovi contrattuali 2016/2018, ad esempio per il personale docente.
Sugli altri punti oggetto della proposta di “riscrittura” dell’Aran portati in discussione, quali la regolamentazione dei turni abbiamo segnalato la necessità di garantire il recupero della maggiore attività lavorativa svolta, ad esempio nel caso dei turni festivi infrasettimanali, e per quanto concerne le ferie, la necessità di rendere coerenti gli archi temporali di fruizione in caso di rinvio per motivi di servizio, o motivate esigenze del lavoratore e di prevederne la fruizione fino almeno ai nove mesi dell’anno successivo a quello di maturazione.
Pur non essendo entrati ancora nel merito degli altri istituti fondamentali (la riunione di ieri era limitata agli aspetti sopra evidenziati) che costituiscono il vero banco di prova per il rinnovo del contratto (parteeconomica, ordinamento professionale, lavoro agile), questa fase conferma tutte le nostre preoccupazioni che sin dalla prima riunione ci hanno portato a definire questa, una trattativa in salita.
Dopo dieci anni di blocco contrattuale e un rinnovo 2016-2018 assolutamente insufficiente dal punto di vista economico e peggiorativo su quello normativo, è necessaria una svolta che non può certamente limitarsi alla riproposizione di gran parte del contratto precedente.
Questo non solo per riconquistare spazi di agibilità, di partecipazione, di tutela e di valorizzazione per le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche per fare del CCNL un formidabile strumento che sia in grado di accompagnare gli ineludibili processi di rilancio delle nostre Pubbliche Amministrazioni alla luce delle sfide richieste dall’attuazione del PNRR .
Dobbiamo contrastare il rischio dicotomia con l’approvazione da parte del Governo e del Parlamento di una serie di norme tutte mirate (almeno nelle intenzioni e nei titoli) alla modernizzazione e all’efficientamento, e un CCNL che invece stancamente ripropone soluzioni datate e inadeguate.
Dobbiamo cioè evitare un “contratto fotocopia” rispetto a quello relativo al triennio 2016-2018, che era apparso già da subito in molte parti inadeguato e che poi tale è risultato nei fatti dopo 3 anni di applicazione, ma che oggi, a fronte del quadro di situazione prodotto dall’emergenza Covid, apparirebbe del tutto anacronistico e inadatto rispetto alle esigenze delle PP.AA. e più in generale del Paese.
Il rinnovo del contratto non è infatti un adempimento burocratico, basato sui “precedenti”, ma deve essere in grado di recepire e normare tutte le modifiche che si sono succedute e guardare al futuro, per regolare e governare il cambiamento in atto.
La prossima riunione è stata fissata per il 1 luglio e in quella sede verificheremo l’ulteriore andamento del confronto.
Nel frattempo confermiamo le nostre iniziative a livello politico e parlamentare per migliorare i contenuti del DL 80 in sede di conversione in legge, allo scopo di agevolare il raggiungimento degli obiettivi che ci prefiggiamo, e continueremo a confrontarci, come abbiamo fatto in questi mesi con le lavoratrici ed i lavoratori, nel corso delle Assemblee indette in tutte le Amministrazioni del comparto.
LA SEGRETERIA GENERALE
La prossima riunione, dunque, il 1° luglio. E’ tutto, vi terremo aggiornati.
Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali. E’ ripreso stamani in Aran […]
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 3 agosto 2021 – Il 29 luglio u.s. si è tenuta in videoconferenza una riunione di livello nazionale d’informativa, inspiegabilmente a tavoli separati e senza la preventiva comunicazione a tutte le OO.SS., avente come argomento la situazione relativa alle stabilizzazioni dei lavoratori occasionali dei Reparti Genio dell’Aeronautica Militare. Ha […]
Notiziario FLP Difesa n. 56 del 02 agosto 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario CSE n.9 del 30 luglio 2021, che riferisce dei contenuti della riunione del “Tavolo per il contrasto al caporalato” tenutasi il 27 luglio al Ministero del Lavoro, nella quale la Confederazione CSE è stata rappresentata da FLP: “Si è tenuta […]
Notiziario FLP Difesa n. 55 del 30 luglio 2021 – Si è svolta oggi a Persociv alle ore 10,00 una riunione in videoconferenza con le OO.SS. nazionali, presieduta dal D.G. del personale civile dott.ssa Gabriella Montemagno, in accordo con la delegazione trattante di parte pubblica, finalizzata a calendarizzare le prossime riunioni dopo la pausa estiva […]
Notiziario FLP DIFESA n. 54 del 29.07.2021 – LAVORO AGILE SEMPLIFICATO Come noto, il D.L. 22 aprile 2021, n. 52 è stato convertito, con modificazioni, nella Legge 17 giugno 2021, n.87 (in G.U. 21/06/2021, n.146), comprendendo nel testo così modificato anche le disposizioni recate dal DL n. 56 del 30 aprile 2021. Per effetto di […]
Notiziario FLP Difesa n. 50 del 8 luglio 2021 – In data odierna, Persociv ha comunicato che nel testo inviato in data 2 luglio per la firma delle OO.SS. nazionali, sono stati riscontrati “alcuni refusi” che ritiene di dover correggere e quindi, ha trasmesso un testo di CCNI 2021-2023 rettificato da sottoscrivere (Allegato 1) che […]
Notiziario FLP Difesa n. 48 del 04 luglio 2021 – È pervenuta da Persociv in data 2 luglio u.s., a soli pochi giorni dalla ns. sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per l’Indennità di Amministrazione, e dall’invio della ns. formale richiesta di pervenire a definizione, (Notdif n.46 del 30.06.2021), la ipotesi di CCNI (in All.1) per il […]
Notiziario FLP Difesa n. 46 del 30 giugno 2021 – È pervenuta alle OO.SS. nazionali lunedì 28 u.s. la ipotesi di accordo definitiva di Persociv, in all. 1 al presente notiziario, per l’incremento della Indennità di Amministrazione del personale civile di A.D. e A.I.D., con decorrenza 1° gennaio 2021, finanziato dalla legge di bilancio 2021 […]
Notiziario FLP Difesa n. 45 del 26 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario del Dipartimento Studio e Legislazione FLP n. 34 del 24 giugno 2021, che riferisce delle novità in materia di assegni per il nucleo familiare: La FLP informa che l’INPS, con messaggio n. 2331 del 17 giugno 2021, ha comunicato la […]
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno: Si […]