Renzi & Madia: ed hanno pure il coraggio di sorridere….
Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del P.I.
” Da notizie in nostro possesso, confermate dal Giornale “Il Messaggero” in edicola oggi, solitamente ben informato sulle dinamiche interne a Palazzo Vidoni, il Governo avrebbe ormai ultimato la scrittura dell’atto di indirizzo all’ARAN, in vista dell’apertura delle trattative dei rinnovi contrattuali fermi come è noto da ben 7 anni.
Ebbene le linee ispiratrici sarebbero queste:
le cifre stanziate sono assolutamente irrisorie (300 milioni per 3.5000.000 di lavoratori) e allora che si fa… si decide di destinare gli aumenti contrattuali solo ad una parte dei lavoratori, perché gli altri, si sa, sono ricchi con stipendi di 1.300 euro;
la produttività va pagata solo a pochi, inserendo nei contratti le odiose fasce volute da Brunetta, per cui a buona parte dei lavoratori e delle lavoratrici (il 50% ) andrebbe automaticamente un salario accessorio dimezzato rispetto ad oggi e ad un restante 25% dei lavoratori un bel niente…
Ovviamente questo ricco contratto decorrerebbe dal 2016 perché del 2015, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, il Governo Renzi non ne vuole proprio sentir parlare…
Ecco questo è il menù che stanno predisponendo ai nostri danni…
A questa sciagurata ipotesi come FLP ci contrapporremo con forza :
sul piano contrattuale come Confederazione CGS con la presentazione della piattaforma contrattuale che riprende e rafforza quella già presentata negli anni scorsi come FLP a Governo ed Aran, chiamando le altre OO.SS a forme di lotte adeguate e non come sta avvenendo a scioperi di facciata;
sul piano giurisdizionale con il ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo (ricorsocgs.it), a cui hanno aderito già circa 30.000 lavoratori e con il quale chiediamo un indennizzo pari almeno a 4.000 euro per il pregresso e la condanna del Governo ad aprire con immediatezza le trattative per un reale rinnovo contrattuale
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL Messaggero di ieri
Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 10 in data di oggi con il quale la Confederazione CGS, preso atto della difficoltà di tantissimi lavoratori ad aderire al ricorso alla CEDU a causa del numero eccessivo di richieste di accesso alla piattaforma on line, rende noto che la predetta piattaforma sarà ancora accessibile per nuove adesioni al ricorso fino alle ore 12.00 del 20 maggio p.v.
” L’adesione dei lavoratori al nostro ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per ottenere un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali continua senza soste… anzi è aumentata vertiginosamente nelle ultime ore.
L’accesso simultaneo di migliaia di ricorrenti alla piattaforma informatica ha mandato in tilt la stessa per ben tre volte nella giornata di venerdì 13 maggio e quattro volte nella giornata successiva, impedendo a molte persone di registrarsi o di completare la registrazione.
Al Centro Gestionale del Ricorso stanno quindi arrivando migliaia di mail con richieste di notizie e anche di proroga dell’apertura della piattaforma per consentire la partecipazione al ricorso di quanti non sono ancora riusciti a registrarsi o a completare la registrazione.
Mentre i ricorrenti dell’ultima ora si accingono a partecipare alla nostra iniziativa, anche la UIL (sconfessando i denigratori della nostra iniziativa che la consideravano allineata alle loro posizioni) ha incominciato a raccogliere le adesioni per proporre un ricorso in Europa per ottenere un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali… con buona pace dei “pareripro veritate” e dei loro disinteressati divulgatori.
Questo è un fatto nuovo a sostegno della bontà della nostra iniziativa ricorsuale, che evidentemente non è così velleitaria come i nostri detrattori vorrebbero far credere.
La linea ricorsuale predisposta dai nostri avvocati impone (per rafforzare le argomentazioni di fronte alla CEDU) di presentare il ricorso a Strasburgo entro il 30 giugno 2016 e pertanto non ci sarà possibile prorogare i termini per aderire alla nostra iniziativa.
Tutto quello che possiamo fare – e che faremo – sarà tenere aperta la piattaforma ancora per qualche giorno – fino alle ore 12,00 di venerdì 20 maggio 2016 – per consentire a quanti hanno incontrato in questi giorni difficoltà a causa dei rallentamenti e dei crash della procedura informatica di registrarsi o di completare la registrazione per partecipare al ricorso.
Confidando nella comprensione di tutti suggeriamo di accedere alla piattaforma il più presto possibile, evitando l’accalcamento nelle ultime ore… nelle quali il collegamento potrebbe nuovamente presentare delle problematicità che, a quel punto,non potremo più risolvere.
Roma, 16 maggio 2016 La Segreteria Generale CGS “
Sollecitiamo pertanto tutte le nostre strutture a dare al presente Notiziario la massima diffusione tra tutti i lavoratori, mentre continuiamo a percepire un enorme consenso a questa nostra iniziativa anche nel Ministero Difesa, dove registriamo migliaia di adesioni tra i colleghi e centinaia di nuove iscrizioni a FLP. Mancano davvero pochi giorni alla scadenza dei termini, e ora che anche altre sigle si sono convinte della bontà del ricorso alla CEDU, è del tutto evidente la necessità di far presto per non perdere questo importante treno che potrebbe risarcire i lavoratori degli enormi danni subiti dal blocco contrattuale.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Quaderno FLP DIFESA n. 5/2016 (pubblicato il 16.05.2016) –
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2016″ recante il testo integrale della Legge 5 febbraio 1992, n.104 avente per oggetto “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”pubblicata nella G.U. Serie Generale n. 39 del 17 febbraio 1992, con il testo coordinato ed aggiornato sino alla Legge 11 agosto 2014, n. 114, che è statapubblicata nel S.O. n. 70, relativo alla G.U. 18/8/2014, n. 190).
Il presente testo è quello vigente alla data del 15.05.2016
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016 con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali, mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che sta evidenziando grande attenzione e straordinario interesse tra i colleghi.
” Il ricorso della CGS alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per l’ottenimento di un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali continua a provocare una serie di obiezioni (meglio sarebbe dire denigrazioni) sindacali sulle quali abbiamo già risposto con tre comunicati. Con quest’ultimo vogliamo fare ulteriore chiarezza sulle ultime (???) tre obiezioni che ci vengono poste (ad una obiezione invero avevamo già risposto ma la ripetiamo), soprattutto, da uno dei tre sindacati confederali c.d. storici. Non prima però di aver smentito le affermazioni contenute in un volantino pubblicato nei giorni scorsi: contrariamente a quanto falsamente affermato dalla CGIL FP, la CGS non ha mai promesso indennizzi certi ricorrendo alla CEDU, in quanto una confederazione seria non promette cose che non siano nella propria disponibilità ed è ovvio che, trattandosi di un ricorso dinanzi un giudice, nessuno mai potrà garantire una vittoria sicura e infatti noi non lo abbiamo fatto; abbiamo semplicemente, corroborati dai pareri dei nostri legali, messo a disposizione dei lavoratori uno strumento pienamente in linea con l’attuale giurisprudenza europea, che offre valide motivazioni per tentare la via di una richiesta di risarcimento per il blocco dei contratti di 7 anni (… come fu nel caso dell’impugnativa del blocco dei contratti dinanzi la Corte Costituzionale…), e abbiamo deciso di accollarci interamente i costi legali e organizzativi per tutti gli iscritti (salvo un contributo per spese vive pari al costo di una Raccomandata 1 internazionale). Promesse, raggiri, abusi della credulità e altre false accuse di questo genere le rispediamo al mittente, invitando a leggere quanto scriviamo prima di avventurarsi a scrivere volantini diffamatori. Veniamo alle domande:
Domanda: Le sentenze dei Tribunali Italiani che si sono pronunciati dopo la pronuncia della Corte Costituzionale n. 178/2015 (tra i quali il Tribunale di Reggio Emilia) escludono la possibilità di ottenere un risarcimento da parte della CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?
Risposta: FALSO. Le sentenze finora emesse dai Tribunali Italiani (peraltro su ricorsi presentati nel 2013 prima della pronuncia della Corte Costituzionale) dimostrano che si è esaurita la possibilità di ottenere azioni risarcitorie dai Tribunali Italiani, stante la preclusione in Italia derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale e, pertanto, consentono la possibilità di adire la CEDU per violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Domanda: L’articolo 35 della Convenzione CEDU prevede che siano ricevibili solo i ricorsi che siano stati proposti dopo aver esperito le vie di ricorso interne. È vero che ciò vuol dire che si può ricorrere solo in presenza di una sentenza della Cassazione, al termine di tre gradi di giudizio?
Risposta: FALSO. La CEDU ha chiarito che “…la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne deve applicarsi con una certa flessibilità e senza un eccessivo formalismo” (ricorso n. 46967/07, causa CGIL e Cofferati contro Italia). Ciò vuol dire che in presenza di una sentenza di primo grado emessa a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che rende impossibile l’accesso ai successivi gradi di giudizio, il ricorso è pienamente ricevibile. È il caso per l’appunto dei dipendenti pubblici italiani e, oltre al precedente citato, tra le pronunce possiamo citare quelle relative ai ricorsi n. 11084/02 e 15306/02, H.G e G.B contro Austria.
Domanda: È vero che per qualsiasi pronuncia della CEDU è fatto salvo uno spazio valutativo degli Stati nel bilanciamento tra vincoli internazionali e i principi costituzionali del Paese proponente?
Risposta: FALSO. La CEDU esamina i ricorsi con riferimento alla violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (e non è vincolata dalle sentenze delle Corti Costituzionali degli stati membri), e pertanto, sia con riferimento ai diritti e alle libertà fondamentali violati sia con riferimento al contenuto del danno patrimoniale effettivamente sofferto dai ricorrenti e, quindi, al ristoro economico che la CEDU può accordare. (in tal senso vedi anche parere reso dai legali CGIL FP sic!!!).
Purtroppo siamo di nuovo a rispondere alle stesse domande perché ignorare (o far finta) i fatti è umano (anche se drammatico per un sindacato) mentre mistificarli oltre che diabolico espone a brutte figure. Tra l’altro è già la seconda brutta figura che fa la CGIL, giacché la prima è stata sostenere la tesi della non ricevibilità del ricorso se non dopo sentenza di Cassazione quando sapeva bene che vi era un precedente illustre che riguarda proprio quel sindacato e l’allora Segretario Generale Cofferati. Forse non se lo vuole ricordare o non riesce a trovare la sentenza, nonostante abbiamo citato il numero già nel nostro precedente comunicato? Inoltre, ci domandiamo, è possibile che a sostegno delle proprie tesi diffonda un parere richiesto ad un avvocato, che tecnicamente, sconfessa quanto da loro stessi asserito?
Tralasciando gli aspetti tecnico legali che non ci compete commentare, e sorvolando sulla confusione da loro ingenerata anche nel legale sul fatto che la CGS sia una sigla sindacale degli infermieri (non si sono documentati neanche su questo), è estremamente interessante rilevare che la CGIL FP invii in giro e poggi la sua azione, anche politica, facendo sapere che, in fondo, “aver subito nel pubblico impiego per 7 anni un blocco contrattuale, potrebbe essere un fatto positivo, visto che il governo (con qualche fondamento) avrebbe potuto prevedere il ricorso a licenziamenti collettivi di quegli stessi dipendenti che adesso lamentano il blocco contrattuale”.
Altrettanto singolare è il finale che, escludendo qualunque possibilità di ristoro per danni patrimoniali e non patrimoniali, ribadisce che “gli incrementi retributivi dei (sudditi) dipendenti pubblici sono comunque connessi alle risorse che lo Stato (il Re) intende allocarvi”.
Solo la conclusione ci da un segnale di ottimismo quando afferma che la via del ricorso alla CEDU risulti solo “estremamente complicata“.
Considerato che, per il ricorso alla Corte Costituzionale presentato e vinto dalla FLP, gli stessi “soloni” avevano definito la via assolutamente impossibile, non possiamo che trarne un segnale positivo.
Infine un consiglio (alla CGIL) e una domanda (ai lavoratori): alla CGIL FP consigliamo, nel caso che continui ad avere ulteriori dubbi giuridici sul ricorso CEDU, di rivolgersi direttamente alle altre organizzazioni sindacali che si sono attivate per proporre ricorsi alla CEDU o altre iniziative in ambito europeo, tra le quali la UIL FPL, che sicuramente sarà ben disposta a fornire loro tutta la assistenza giuridica tramite il proprio Ufficio Legale, come già avvenuto in passato su altri ricorsi.
Ai lavoratori rivolgiamo una domanda, alla quale potranno rispondere e trarne le opportune conseguenze: poiché la CGIL FP (e altri) continuano a dire che la soluzione per il recupero degli arretrati sta solo nel rinnovo contrattuale, vi chiediamo: ritenete più probabile che una corte europea (per esempio la CEDU) decida di risarcire alcune decine di migliaia di lavoratori per i mancati rinnovi contrattuali oppure che il Governo Renzi stanzi, di sua spontanea volontà, oltre che i soldi che sono necessari per un rinnovo contrattuale decente, anche i circa 12-14 miliardi che servirebbero per pagare tutti gli arretrati per i mancati rinnovi a partire dal 2010? Ecco, datevi una risposta e poi decidete da soli chi davvero fa sindacato e chi invece vende fumo! …
LIBERI DI SCEGLIERE. LIBERI DI ADERIRE
Roma, 10 maggio 2016 La Segreteria Generale CGS “
Nel sollecitare tutte le nostre strutture sindacali a dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati, vi ricordiamo che la partecipazione al ricorso di quanti interessati sarà possibile solo sino alle ore 23,59 del 16 maggio p.v..
Intanto, i numeri dei partecipanti continuano a lievitare. Ed è questo, forse, che sta risultando così tanto indigesto per qualcuno.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 59 dell’ 11 maggio 2016 –
Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 8 di data odierna con il quale la nostra Confederazione CGS comunica la chiusura della piattaforma on line predisposta ai fini della partecipazione dei lavoratori interessati al ricorso risarcitorio promosso dalla stessa Confederazione alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per il danno subito a causa del blocco dei contratti.
” Come già preannunciato, per giorno il 16 maggio p.v., alle ore 23,59 è prevista la chiusura della piattaforma per poter partecipare al ricorso alla CEDU.
Pertanto, tutti coloro che intendono iscriversi o che devono completare la registrazione sono invitati a farlo con congruo anticipo, in quanto nelle ultime ore la piattaforma potrebbe essere intasata dai troppi collegamenti e divenire inaccessibile.
Inoltre, per quanto riguarda le spedizioni del materiale cartaceo, ricordiamo che queste dovranno essere recapitate entro e non oltre il 25 maggio 2016, al seguente indirizzo:
Federazione FLP – Via Aniene 14 – 00198 – Roma RM (sulla busta di spedizione scrivere la seguente dicitura: “Ricorso CEDU”)
Le spedizioni dovranno avvenire unicamente con raccomandata R/R – tipo 1, che arriva in 24 ore.
Per i pacchi (contenenti più pratiche) è possibile utilizzare il corriere.
Nota: La data ultima per la presentazione del ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è il 30 giugno 2016. Tuttavia abbiamo la necessità di concludere i lavori con congruo anticipo e di conseguenza non possiamo assicurare la lavorazione delle pratiche che saranno spedite dopo la data sopra indicata.
A chi vuole aderire al ricorso, ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa. Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.
Roma, 11 maggio 2016 LA SEGRETERIA GENERALE CGS”
Con l’occasione, ringraziamo i tantissimi colleghi civili della Difesa che in migliaia hanno aderito all’iniziativa promossa da CGS e un cordialissimo benvenuto in FLP DIFESA alle centinaia di colleghi che hanno sottoscritto in queste settimane la scheda di adesione alla nostra O.S.
L’incontro con la delegazione di FLP DIFESA ha chiuso la sessione informativa periodica di SME–RPGF(Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), dedicata anche questa volta all’esame di alcuni provvedimenti ordinativi allo studio.
Come al solito, il dettaglio dei provvedimenti è contenuto nella scheda tecnica di RFGF, che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina. In sintesi:
AREA FORMAZIONE
E’ attualmente allo studio una proposta di riorganizzazione dell’Accademia Militare di Modena che prevede il conferimento di più compiti e funzioni allo Stato Maggiore, ma mantenendo comunque separata l’area didattica da quella di staff. Lo studio prevede, alla luce dei volumi attribuiti alla F.A. con il DM 19.11.2014, la riduzione della dotazione organica dell’Ente a n. 110 posizioni complessive (oggi sono 167, e dunque con un taglio di 57), che ricomprendono anche le 17 posizioni di area 1^ allo stato non previste, rispetto ad un personale effettivo che risulta pari a 100 unità. La nuova configurazione dell’Ente prevede la ridenominazione di alcuni elementi di organizzazione (Sz. Segr benessere e Coord.; Sez. Studi; Uf addestramento studi e rapporti Università) e il mantenimento in capo a funzionari civili della Sz Pers. Civ. e Segreteria corsi co. ing. e co. sa., che è a nostro giudizio un po’ poco rispetto alla da noi auspicata maggiore civilizzazione. Ci siamo comunque riservati di presentare alla prossima riunione le nostre proposte, che emergeranno dal confronto che avremo con i lavoratori attraverso l’apposita assemblea che organizzeremo a giorni.
AREA LOGISTICA
RPGF aveva già preannunciato nel corso della riunione del 15.04.2014 (vds. Notiziario n. 40 di pari data), la soppressione dei Depositi di Malcontenta (VE), Morsano al Tagliamento (PN), Monte Cimarone e Zanetti in provincia di Brescia. La necessità di riallocare, presso il sedime oggi occupato a Malcontenta dal Deposito, il Rgt. Lagunari Serenissima, che dovrà necessariamente lasciare l’isola di Sant’Andrea che transiterà al Comune di Venezia, comporterà l’accelerazione del processo di soppressione del Deposito di Malcontenta, previsto entro l’anno 2016. Le funzioni afferenti al Deposito transiteranno ovviamente al CERIMANT di Padova. Abbiamo convenuto con SME DIPE sulla procedura ordinaria di reimpiego, che prevede l’espressione dei desiderata dei lavoratori sulla base delle collocabilità in ambito Difesa rese note da SMD. Abbiamo pure registrato la disponibilità di DIPE a prevedere eventuali reimpieghi anche presso il Rgt Lag.Serenissima.
Per quanto attiene al Comando Logistico dell’Esercito, RPGF si è limitato esclusivamente ad illustrare la proposta venuta dal Comandante, che interessa sia lo SM che i Comandi di settore (TRAMAT, SANVET e COMMISSARIATO), e nei termini di cui alle pagine 2, 3 e 4 della scheda tecnica predisposta da RPGF. Francamente, non abbiamo ben compreso la ratio e le finalità delle proposte avanzate da COM LOG, o almeno di alcune di esse (cambi tra assistenti e addetti; nuove U.O. nel Cdo TRAMAT e nel costituendo Ufficio del Comandante, tra cui il Nu RSPP “sottratto” al Comandante, da sempre sua collocazione naturale). Abbiamo chiesto a RPGF che questa proposta sia oggetto di confronto con le Rappresentanze locali, e ci siamo riservati alla prossima riunione di presentare le nostre osservazioni e proposte al riguardo dopo aver sentito il personale.
AREA OPERATIVA
Con riferimento al Multinational CIMIC Group, è previsto il cambio di dipendenza del Reparto alla Sede di Motta di Livenza e la ridenominazione del Cdo alla Sede in Comando Supporto nazionale. Annunciata anche la soppressione nel 2016 del Reparto alla Sede che gestiva la caserma “Francescatto” di Cividale, con solo tre unità civili interessate al reimpiego e prevista collocazione in Enti viciniori.
VARIAZIONI DI DECORRENZA
Slitterà a fine anno la soppressione del Centro di Selezione VFP1 di Palermo, in quanto la infrastruttura della Cecchignola che dovrà ospitare il Centro di Selezione di Roma che accentrerà tutte le attività, non è ancora disponibile. Abbiamo ribadito il nostro dissenso per la soppressione dei Centri di Napoli e Palermo.
IPOTESI DI RIORGANIZZAZIONE ALLO STUDIO
Nel quadro della nuova prassi positivamente avviata su nostra richiesta, RPGF ci ha comunicato le ipotesi di studio attualmente all’esame di RPGF. Che sono le seguenti.
Istituto Geografico Militare (IGM): l’ipotesi allo studio riguarda una nuova riorganizzazione dell’Ente, che prevede il mantenimento delle competenze storiche in materia cartografica e la perdita di quelle territoriali, che potrebbero essere attribuite o alla Divisione Friuli o ad un nascente CME (più probabile), atteso che in Toscana, a differenza di altre Regioni, non esiste allo stato un Comando Militare Esercito.
CE.SI.VA. (Centro Simulazione e Validazioni dell’Esercito): l’ipotesi di lavoro riguarda la riorganizzazione delle funzioni dell’Ente e la riconducibilità al 3° Reparto dello SME delle attività di simulazione e di addestramento.
COMFODIN, COMFODIS e CDO TRUPPE ALPINE: in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Correttivo del D. Lgs. n. 7/2014, che come noto prevede la riorganizzazione dei predetti Comandi di Padova, Napoli e Bolzano in Comandi Interregionali Multifunzione che accorperanno le funzioni operative, infrastrutturali e territoriali, il DM in itinere – già firmato dalla Ministra Pinotti e in fase di registrazione alla Corte dei Conti – ne prevede l’attuazione entro il 31.12.2016. Sciolto anche il rebus sulla nuova denominazione dei tre Enti, che dovrebbe essere COMFOP NORD per il Cdo di Padova, COMFOP SUD per quello di Napoli, mentre il Cdo di Bolzano non subirebbe variazioni rispetto all’attuale. Dal 1 gennaio 2017, i Reparti Infrastrutture insistenti nei rispettivi bacini di competenza transiteranno alla dipendenze dei Comandi Interregionali Multifunzione.
VARIE
Nell’ultima parte della riunione, RPGF ha fatto l’elencazione dettagliata dei riordini (riorganizzazioni e soppressioni) previsti da qui al 2018, in gran parte contenuti nel D. Lgs n. 7/2014 e alcuni altri introdotti dal Decreto correttivo adottato dal Consiglio dei Ministri del 22 Aprile u.s. non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per ciascuno dei quali ha indicato la natura del provvedimento che li renderà operativi (DM o Decreto Dirigenziale del Capo di SME) e la data di decorrenza. Avremo modo, non appena il decreto correttivo vedrà la luce in Gazzetta Ufficiale, di ritornare dettagliatamente sull’argomento anche per quanto attiene ai “pareri” approvati dalle Commissioni Difesa.
A conclusione, FLP DIFESA ha chiesto un punto di situazione rispetto al riordino dei servizi amministrativi della Forza Armata di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 13 del 26.01.2016, rispetto al quale RPGF ha fatto presente che, per quanto a propria conoscenza, non esistono elementi di novità. Ci risulta comunque che, a breve, il gen. S. Miccoli, “Ufficiale Generale di progetto” su nomina del Capo di SME, dovrebbe avviare un giro di incontri nelle sedi interessate, in particolare nelle tre Direzioni di Intendenza sperimentali (Padova, Belluno e Messina). Infine, anche in considerazione di alcune preoccupanti criticità che ci vengono segnalate, la nostra O.S. ha sollecitato l’attenzione della F.A., e di RPGF in particolare, su questo importantissimo riordino che interessa moltissimi lavoratori civili, e ha rappresentato altresì la necessità di un costante monitoraggio in merito allo stato di avanzamento del progetto e della più puntuale informazione alle OO.SS. nazionali.
Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti che lo hanno sottoscritto.
Come si ricorderà, l’art. 1, comma 2-bis, del D.Lgs n. 7/2014 prevedeva l’individuazione dei “criteri” per l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da recepire in apposito “Regolamento”. Era stato questo l’approdo più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (era il luglio 2013). Ebbene, nonostante le ripetute richieste e le sollecitazioni venute per quasi un anno solamente da FLP DIFESA (ne fanno fede i diversi comunicati sindacali), solo dopo oltre 15 mesi, e precisamente in data 15.07.2015, fu avviato il tavolo tecnico (si veda il Notiziario n. 79 di pari data), seguito a distanza di tre mesi dalla seconda riunione (vds. Notiziario n. 114 del 22.10.2015) e poi dalla terza (vds Notiziario n. 8 del 19.01.2016).
Nel frattempo, era avvenuto però un fatto che ha modificato profondamente lo scenario di fondo. Nell’incontro separato del 14.12.2015, la Ministra chiese e ottenne da CGIL-CISL-UIL l’abbandono della strada maestra legata al Regolamento e la sua sostituzione con un “protocollo d’intesa”, che è uno strumento diverso e comunque meno idoneo ed esigibile. FLP DIFESA avrebbe potuto, anche in maniera strumentale, assumere posizioni aventiniane e lasciare tutta intera sulle spalle di CGIL-CISL-UIL quella scelta al ribasso. E invece scegliemmo responsabilmente un’altra strada, quella di continuare a partecipare ai tavoli di confronto e a fornire contributi importanti, su alcuni aspetti anche decisivi come sa bene la stessa A.D., ai fini della messa a punto finale di questo “protocollo”. E lo abbiamo fatto avendo comunque chiari i limiti dell’operazione che si andava a fare(un “protocollo” è cosa ben diversa rispetto da un “regolamento”, non ci vuol poi molto a capirlo). E così, passo dopo passo e in pochi mesi, si è giunti a conclusione del lavoro.
Il testo finale non presenta certo contenuti sconvolgenti e rivoluzionari, di quelli che fanno la storia. Molti colleghi penseranno magari alla “montagna che ha partorito il topolino”, e forse rimarranno anche delusi dagli approdi conclusivi e dai suoi contenuti, che in molte parti più che segnare una novità storica, appare quasi come una fotografia dell’esistente.
FLP DIFESA è davvero ben conscia dei limiti attuali dell’operazione, pur tuttavia riteniamo che il “protocollo” vada colto come una “opportunità”, quanto grande si vedrà, e che vada al contempo raccolta la sfida che esso propone. La firma, politicamente pesante della Ministra che per questo abbiamo fortemente richiesto, supporta questa nostra convinzione.
Alcuni passaggi del protocollo appaiono significativamente innovativi: l’affermazione che i colleghi di 3^ area possono “dirigere e coordinare unità organizzative, anche di rilevanza esterna, la cui responsabilità non è riservata ai dirigenti, oltre a poter rappresentare l’Amministrazione anche di fronte a terzi” o il richiamo al “livello di responsabilità” anche per i lavoratori di altre aree, in primis la 2^; la previsione che le attività corrispondenti alle relative professionalità dovranno essere previste “nella configurazione ordinativa degli Enti, anche relativamente ai livelli di responsabilità”; l’elevazione al rango di “area” del settore industriale del MD; e altri ancora.
Questo, lo sappiamo bene, allo stato non garantisce alcunché in prospettiva. C’è, però, una sorta di “clausola sospensiva”, da noi espressamente richiesta e ottenuta: SMD e SGD predisporranno “entro tre mesi specifiche e coordinate direttive applicative”, precedute da apposite “sessioni informative con le OO.SS.” ed “entro 12 mesi” ci sarà la “verifica dell’attuazione del protocollo”. Quasi una clausola di garanzia, rispetto alla quale assumiamo l’impegno nei confronti dei colleghi che, laddove le direttive applicative non si ponessero in forte discontinuità con il passato e non offrissero garanzie e certezze, ne trarremmo subito le conseguenze e non aspetteremmo un solo istante a ritirare la nostra firma dal protocollo.
Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Confederazione intende fare chiarezza a proposito delle obiezioni principali poste da alcune OO.SS. in merito al ricorso risarcitorio promosso dalla CGS alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.
” Il ricorso della CGS alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per l’ottenimento di un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali ha provocato una serie di risposte sindacali sulle quali abbiamo già risposto con due comunicati. Con quest’ultimo vogliamo fare chiarezza, in modo schematico, semplice e speriamo definitivo sulle tre obiezioni principali che ci vengono poste, soprattutto, da due dei tre sindacati confederali. Proviamo a farlo in forma chiara, domanda e risposta:
Domanda: L’articolo 35 della Convenzione CEDU prevede che siano ricevibili solo i ricorsi che siano stati proposti dopo aver esperito le vie di ricorso interne. È vero che ciò vuol dire che si può ricorrere solo in presenza di una sentenza della Cassazione, al termine di tre gradi di giudizio?
Risposta: FALSO. La CEDU ha chiarito che “…la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne deve applicarsi con una certa flessibilità e senza un eccessivo formalismo” (ricorso n. 46967/07, causa CGIL e Cofferati contro Italia). Ciò vuol dire che in presenza di una sentenza di primo grado emessa a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che rende impossibile l’accesso ai successivi gradi di giudizio, il ricorso è pienamente ricevibile. È il caso per l’appunto dei dipendenti pubblici italiani e, oltre al precedente citato, tra le pronunce possiamo citare quelle relative ai ricorsi n. 11084/02 e 15306/02, H.G e G.B contro Austria.
Domanda: È vero che il ricorso poteva essere presentato – pena l’irricevibilità – entro sei mesi dalla decisione definitiva che, nel nostro caso, sarebbe la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 pubblicata il 29 luglio 2015?
Risposta: FALSO. I sei mesi decorrono dalla data della sentenza di primo grado emessa a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale e quindi siamo pienamente nei termini.
Domanda: è vero che, anche ammesso che il ricorso fosse dichiarato ricevibile e che la CEDU si pronunciasse a favore dei ricorrenti, questa non può liquidare risarcimenti monetari a favore dei ricorrenti in quanto sarebbe il Governo italiano a scegliere i mezzi e le modalità di applicazione della sentenza?
Risposta: FALSO. La CEDU può liquidare in via equitativa sia i danni morali che quelli materiali. Nella citata causa CGIL e Cofferati contro Italia, ad esempio, la CEDU ha liquidato a titolo di danno morale 8.000 euro a ciascuno dei due ricorrenti mentre non ha liquidato danni materiali perché i ricorrenti non li hanno quantificati. Nell’altra causa citata (H.G. e G.B. contro Austria) la CEDU ha liquidato la somma di 75.000 euro più spese al primo ricorrente e 15.000 euro più spese al secondo ricorrente. Chi sostiene la tesi della non liquidabilità dell’indennizzo da parte della CEDU, confonde in modo marchiano la CEDU con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE).
Dopo quanto esposto ciò che ci (e vi) chiediamo è: se un sindacato non vuole fare un ricorso, legittimamente, deve per forza tentare di screditare le azioni altrui? È credibile che la CGIL FP – che sostiene la tesi della non ricevibilità del ricorso se non dopo sentenza di Cassazione – non sapesse di un precedente illustre che riguarda proprio quel sindacato e l’allora Segretario Generale Cofferati?
Forse non se lo vuole ricordare?
L’altra spiegazione è che forse quella di Cofferati era un’altra CGIL …
Per quanto riguarda la CISL FP, è plausibile che un sindacato così importante confonda, in tema di risarcimenti, la CEDU con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e non sappia che il termine di sei mesi non decorre dalla sentenza della Corte Costituzionale? Oppure è lecito pensare che è solo una manovra affinché i lavoratori non partecipino ad iniziative che la CISL non ha voglia di organizzare?
Noi, come è ovvio, andremo avanti con il ricorso ma ci teniamo a chiarire che la nostra iniziativa non è contro qualcuno ma che tende solo a dare la possibilità ai lavoratori di recuperare quanto perso a causa del reiterato blocco contrattuale e non è alternativa alle mobilitazioni per ottenere al più presto il rinnovo contrattuale. In questi anni – oltre ad ottenere la sentenza della Corte Costituzionale che adesso è diventata patrimonio comune di tutti – abbiamo manifestato, scioperato, presentato per primi, con anni di anticipo rispetto agli altri sindacati, le piattaforme contrattuali. E lo scorso 28 novembre 2015 abbiamo organizzato la grande manifestazione del pubblico impiego unitamente a CGIL, CISL, UIL e CONFSAL.
Per questo non accettiamo lezioni da nessuno: siamo e sempre resteremo dalla parte dei lavoratori.
Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 20 del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Federazione dà conto ai colleghi delle ulteriori brutte notizie che vengono ai lavoratori pubblici dalle previsioni del Documento Economico Finanziario (DEF) adottato dal Governo qualche giorno fa.
“Dal testo del DEF (Documento Economico Finanziario) approvato dal Consiglio dei Ministri l’ 8 di aprile emergono ulteriori brutte notizie per il lavoro pubblico.
Non è previsto infatti alcun ulteriore stanziamento rispetto all’elemosina dei 5 euro previsti nella Legge di stabilità per il periodo 2016/2018, ma solamente la previsione della vacanza di indennità contrattuale a partire dal 2019 e l’ipotesi di pochi spiccioli per il triennio 2019/2022 pari guarda caso proprio a 5 euro.
Alla faccia delle affermazioni che con la definizione dei nuovi comparti contrattuali il Governo avrebbe avviato il rinnovo dei contratti.
Una nuova provocazione del Governo che non solo elude la Sentenza della Corte Costituzionale, ma continua a perseguire la politica di impoverimento dei lavoratori pubblici imponendo nuovi inaccettabili tagli al salario accessorio e l’inasprimento del turn over.
Non solo continua il blocco dei contratti, ma sono ora a rischio anche i contratti integrativi ed il salario aziendale.
Una ragione di più per dare finalmente senso e corpo ad una forte mobilitazione unitaria del lavoro pubblico che si opponga con decisione alle politiche punitive del Governo e per ricorrere tutti, con l’ importante e strategica iniziativa della CGS, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per vederci riconosciuti gli arretrati ed il diritto ad un contratto dignitoso “.
A tal riguardo, riportiamo anche di seguito il “Comunicato n. 6” diffuso da CGS in data 12 u.s.
“Dopo la firma del CCNQ per la definizione dei comparti, i sindacati confederali avevano esultato “..il governo non ha più scuse per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti …”.
Ne hanno dato notizia anche i media, precisando che restano confermate da parte del governo le somme stanziate per il rinnovo dei contratti (cinque euro) E CHE NON CI SARANNO ULTERIORI RISORSE AGGIUNTIVE.
Addirittura potete vedere che le risorse ipotizzate anche per il successivo triennio (2019-2021) sono pari sempre a 300 milioni di euro, il che significa sempre e solo cinque euro fino al 2021.
Tutti in coro, appassionatamente, GLI ALTRI SINDACATI, puntando sul rinnovo dei contratti avevano bollato come “NON S’HA DA FARE!”, il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, promosso dalla CGS, che ora più che mai, a nostro avviso, rimane l’unico strumento per cercare di ricevere un risarcimento per tutti i mancati rinnovi del nostro contratto dal 2010 ad oggi.
Noi ve lo proponiamo poi, chiaramente, ognuno è libero di sentire la “seduzione delle sirene” o agire per conto proprio “
In allegato, il testo della bozza del DEF 2016 entrata in Consiglio dei Ministri e due interessanti articoli, il primo su IL MESSAGGERO e il secondo su IL FATTO QUOTIDIANO, entrambi pubblicati in data 12 aprile u.s.
La Ministra Pinotti con l’attuale Capo di SMM amm. De Giorgi
Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere, avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci renziani sbarca anche nel Ministero Difesa” (vds. Notiziario n. 136/2015).
Ebbene, dopo la prima puntata sul problema ausiliari (vds. Notiziario 20 del 18.02.2016), proponiamo oggi la seconda sulla “tabella di equiparazione”
Iniziamo con il ricordare innanzitutto l’ “annuncio” della Ministra: “Si conferma altresì il contenuto della tabella di equiparazione tra gradi militari e qualifiche funzionali civili, inviata nel dicembre 2013 al Dipartimento della F.P. (in tal senso interlocuzione in corso con il medesimo Dipartimento per la finalizzazione del provvedimento, si veda l’allegato 4 pubblicato su questa pagina)Va benissimo ovviamente la conferma autorevole da parte della Ministra, ma perché allora da F.P. non esce ancora il DPCM con la nuova tabella di equiparazione?
Proviamo ad abbozzare qualche risposta. Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede che il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale (NSC 2010), la ridefinizione della tabella. La prima proposta di A.D. (Notiziario n. 45 del 18.04.2013) prevedeva per il grado apicale dei Sottufficiali (Luogotenenti e Primi marescialli) la possibilità di inquadramento in area 3^anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi. Rispetto a quella proposta, si saldò allora una posizione sindacale unitaria che prevedeva, come FLP DIFESA chiedeva da sempre, il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretario Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente A.D. inoltrò alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche, con lo stralcio delle due note asteriscate in calce (si veda l’allegato 2 pubblicato su questa pagina).
Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano ben 2 anni e mezzo, e in merito alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili non è giunto alcun segnale dalla F.P. . Nel frattempo, ha visto la luce il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione” che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, che sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17.09.2015 e che ripubblichiamo su questa pagina come allegato 3. E, più recentemente, il Presidente Renzi ha firmato, su proposta del Ministro della Salute di concerto con MEF, Ministero Difesa e Funzione Pubblica., il DPCM in cui vengono stabiliti “i criteri e le modalita’ di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della Croce Rossa Italiana (CRI) e quelli del personale appartenente al Corpo militare, nonche’ tra i livelli delle due predette categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della P.A.”, di cui al D. Lgs. 28.09.2012, n. 178 relativo alla riorganizzazione della Croce Rossa Italiana.
Dunque, mentre gli altri DPCM vengono adottati, quello relativo alla tabella di equiparazione tra militari e civili non vede mai la luce, a distanza di oltre 2 anni e mezzo dall’invio della proposta a F.P. La cosa, a nostro avviso, comincia a puzzare un po’.
Perché questo ritardo? E’ la Difesa che ha scarsa udienza presso FP e MEF oppure c’è dell’altro? Per esempio, un ripensamento in ambito Amministrazione Difesa alla luce delle previsioni del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli). O magari che il ritardo sia voluto dalla stessa A.D. per sfruttare ancora la vecchia tabella (D.I.M 18.04.2002) con i tantissimi ingressi di SU in area 3^.
Quale che sia il motivo vero, servono però risposte urgenti e per questo abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la lettera qui pubblicata come allegato 1, che chiede notizie anche in merito al lavoro del Gruppo costituito con DM 16.06.2015 (si veda a tal riguardo la nota del Gabinetto inviata alle OO.SS. in data 9.11.2015, che qui ripubblichaimo in allegato 5).
Notiziario n. 62 del 17 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 22 diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale FLP con il quale la nostra Federazione dà notizia degli intendimenti della premiata ditta Matteo Renzi & Marianna Madia, preannunciati dalla stampa, in merito al rinnovo dei contratti del […]
Notiziario n. 61 del 16 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 10 in data di oggi con il quale la Confederazione CGS, preso atto della difficoltà di tantissimi lavoratori ad aderire al ricorso alla CEDU a causa del numero eccessivo di richieste di accesso alla piattaforma on line, […]
Quaderno FLP DIFESA n. 5/2016 (pubblicato il 16.05.2016) – Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2016″ recante il testo integrale della Legge 5 febbraio 1992, n.104 avente per oggetto “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” pubblicata nella G.U. Serie Generale n. 39 del 17 febbraio 1992, con il testo coordinato ed aggiornato sino […]
Notiziario n. 60 del 12 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016 con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali, mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che […]
Notiziario n. 59 dell’ 11 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 8 di data odierna con il quale la nostra Confederazione CGS comunica la chiusura della piattaforma on line predisposta ai fini della partecipazione dei lavoratori interessati al ricorso risarcitorio promosso dalla stessa Confederazione alla Corte Europea per […]
Notiziario n 56 del 3 maggio 2016 – L’incontro con la delegazione di FLP DIFESA ha chiuso la sessione informativa periodica di SME–RPGF (Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), dedicata anche questa volta all’esame di alcuni provvedimenti ordinativi allo studio. Come al solito, il dettaglio dei provvedimenti è contenuto nella […]
Notiziario n. 55 del 2 maggio 2016 – Nel pomeriggio di oggi, la Ministra della Difesa R. Pinotti e le OO.SS. del personale civile hanno sottoscritto il “protocollo d’intesa sulle funzioni del personale civile”, che pubblichiamo su questa stessa pagina nel suo testo integrale e nei due allegati, con riserva di pubblicare quello con le firme […]
Notiziario n. 45 del 18 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Confederazione intende fare chiarezza a proposito delle obiezioni principali poste da alcune OO.SS. in merito al ricorso risarcitorio promosso dalla CGS alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. […]
Notiziario n 44 del 15 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario n. 20 del 13 aprile 2016 con il quale la nostra Federazione dà conto ai colleghi delle ulteriori brutte notizie che vengono ai lavoratori pubblici dalle previsioni del Documento Economico Finanziario (DEF) adottato dal Governo qualche giorno fa. “Dal […]
Notiziario n. 42 dell’ 11 aprile 2016 – Nel commento all’incontro che la Ministra Pinotti ha avuto con le OO.SS. il 22.12.2015, pochi giorni dopo l’invio da parte del Gabinetto alle OO.SS. della “comunicazione” con gli impegni “strappati” da CGIL CISL UIL sulle problematiche in essere, avevamo espresso il seguente giudizio: “La politica degli annunci […]