www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e si forniscono ulteriori risposte e precisazioni all’attacco concentrico sull’iniziativa CGS venuto da più parti sindacali, che invece di fornire soluzioni e indicare percorsi per sanare l’enorme danno subito dai lavoratori pubblici con il blocco dei contratti preferiscono invece contrastare le iniziative altrui.
“Oltre 10.000 ricorrenti sono stati inseriti nel portale www.ricorsocgs.it,la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.) organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.) contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.
Un importante segnale di attenzione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che dimostrano di apprezzare la bontà e la chiarezza della nostra iniziativa che, lo ribadiamo, è stata assunta esclusivamente come un’iniziativa di servizio per vedere riconosciuto il diritto all’indennizzo per gli anni di blocco contrattuale che vanno dal 2010 al 2015.
A fronte del lancio della nostra iniziativa quasi tutte le OO.SS. si sono lanciate in attacchi più o meno sindacali e più o meno forti, bollando l’iniziativa della CGS o come strumentale e impossibile dal punto di vista tecnico legale, o come tentativo di cercare soluzioni all’ingiustificato blocco dei contratti non con la mobilitazione, la lotta ed il negoziato, ma nelle aule di giustizia.
Preliminarmente dobbiamo ricordare ancora una volta come sia proprio grazie alla FLP (organizzazione fondatrice insieme a FGU GILDA, NURSIND e UNAMS della confederazione CGS) che ha portato il Governo di fronte alla Corte Costituzionale, che siamo riusciti a strappare la sentenza che oggi da più parti viene evocata senza che al momento opportuno le stesse OO.SS., ora tanto attente interpretatrici della Consulta avessero mosso un dito a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici del Pubblico impiego.
A questo aggiungiamo che ovviamente siamo ben consapevoli dei contenuti della sentenza che ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta del blocco dei contratti.
Proprio per questo, dopo uno studio della materia che è durato mesi, da parte di un pool di esperti avvocati con una vasta esperienza presso le Corti europee, che hanno dato già dimostrazione di riuscire a vincere non solo davanti ai Tribunali Italiani ma anche dinanzi la Corte Costituzionale (sblocco dei contratti) e presso la Corte Europea di Giustizia (precari della Scuola), abbiamo ritenuto assolutamente percorribile l’azione risarcitoria presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, organismo competente a pronunciarsi su violazioni da parte degli stati membri dei principi inseriti nella Convenzione.
Violazioni delle norme che riconoscono il diritto dei lavoratori ad associarsi in organizzazioni sindacali ed a concludere, anche per il tramite di tali organizzazioni, contratti collettivi per disciplinare il contenuto economico e normativo dei rapporto di lavoro. Violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, che ha provocato, con il reiterato blocco, un vulnus alle condizioni patrimoniali e reddituali dei lavoratori, determinando e cristallizzando una riduzione della base stipendiale sulla quale andare ad effettuare il ricalcolo per l’adeguamento inflazionistico una volta rimosso il blocco della contrattazione.
Danno che ha riflessi sotto il profilo pensionistico dal momento che una minore retribuzione determina una minore contribuzione e produce la riduzione del futuro trattamento pensionistico.
Se è vero che le condizioni economiche difficili di un Paese possono giustificare misure restrittive, la giurisprudenza della Corte Europea è consolidata nella direzione di garantire un giusto equilibrio tra gli interessi generali e la salvaguardia dei diritti fondamentali.
Per quanto concerne invece la questione, pure sollevata, che si può ricorrere dinanzi alla CEDU solo dopo aver esperito tutte le forme di ricorso interne, diciamo che è di tutta evidenza che la Sentenza della Corte Costituzionale sulla incostituzionalità sopravvenuta, di fatto chiude tutte le vie di ricorso interno sul riconoscimento del pregresso, come peraltro ribadito nelle varie sentenze in materia emanate dalla stessa CEDU (attraverso le quali vive e si deve applicare la convenzione stessa e quindi anche l’art. 35 della Convenzione). (Per gli aspiranti giuristi che abbiano voglia di approfondire la materia pubblicheremo nei prossimi giorni sul sito una sintesi delle principali sentenze e i link per trovare le sentenze integrali della CEDU. Può darsi che, in tal modo, qualche sindacato, che fa ancora confusione, scopra finalmente che CEDU è l’acronimo di Corte Europea Diritti dell’Uomo e che la CEDU ha sede a Strasburgo e non è un’istituzione che fa parte dell’Unione Europea, e che certamente non va confusa con la Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo ).
Il Ricorso alla CEDU è attivabile entro 6 mesi dalla chiusura del procedimento interno che, come è noto deve essere pronunciato dal giudice ordinario a cui ritorna la sentenza della Corte Costituzionale dopo la trasmissione degli atti. Data di chiusura che, viste le affermazioni scomposte di avvenuta scadenza del termine, è evidentemente ignota agli estranei al ricorso, ma che è ovviamente ben conosciuta da noi che siamo gli attori del giudizio.
Si ricorda, infine, che il risarcimento dei danni causati dal blocco dei contratti può essere disposto dalla Corte solo nei confronti dei ricorrenti.
Riteniamo pertanto ammissibile la presentazione del ricorso alla CEDU, un’iniziativa, che con piacere vediamo proposta anche da altre organizzazioni sindacali.
D’altronde nei mesi scorsi abbiamo più volte invitato pubblicamente, senza alcun riscontro, le altre organizzazioni sindacali a promuovere unitariamente tale iniziativa, dichiarandoci disponibili a condividere i nostri studi in materia, proprio per il bene generale della difesa dei diritti di tutti i lavoratori pubblici.
Evidentemente orgoglio e pregiudizio hanno ancora una volta prevalso sul bene comune.
Va segnalato, inoltre, che il ricorso alla CEDU non indebolisce il tavolo negoziale ma anzi lo rafforza.
Sempre per gli aspiranti giuristi, ricordiamo che la Corte Europea può non solo disporre il risarcimento danni per gli anni pregressi, come avviene ordinariamente, ma anche indicare agli Stati membri le modifiche normative e politiche atte a rimuovere le condizioni che hanno portato alla violazione. E quindi censurare il finanziamento fittizio presente nella legge di stabilità 2016 per aggirare la sentenza della Consulta. In definitiva riteniamo veramente di basso profilo gli attacchi che abbiamo ricevuto, che sottovalutano evidentemente la nostra iniziativa e gli approfondimenti di questi mesi.
Non riusciamo a comprendere l’atteggiamento di chi, ad esempio, si inventa uno stravagante ricorso dinanzi il Tribunale di Roma facendovi aderire i propri iscritti di tutta Italia per chiedere la mera riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali che, già nei fatti, è contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale, rischiando tra l’altro la condanna per lite temeraria per tutti i ricorrenti, in quanto i ricorsi in materia di lavoro vanno presentati esclusivamente presso i tribunali di competenza della sede del lavoro dei ricorrenti.
Quanto infine ai “politicamente corretti”, a quelli che confondono le iniziative risarcitorie per il pregresso con il rinnovo dei contratti, diciamo che se il Governo è stato costretto a far finta di voler rinnovare i contratti è grazie a noi e non alle loro lotte o ai loro sit-in, e che comunque negli anni scorsi siamo stati i primi a presentare ufficialmente le piattaforme per il rinnovo del Contratti a Funzione Pubblica e Aran.
Siamo sempre stati noi quelli che a seguito della sentenza della Corte abbiamo inviato tempestivamente una diffida al Governo nella quale chiedevamo l’apertura del negoziato con effetto immediato e, quindi, a partire quindi da luglio 2015.
Diffida che ha portato il Governo a formalizzare il rifiuto ad ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale per il secondo semestre del 2015, affermando che avrebbe provveduto a finanziare il rinnovo dei contratti soltanto a partire dal 2016 (stanziamento di ben 4 euro mensili pro-capite effettivi).
Siamo quelli che da mesi cercano di accelerare la certificazione dei dati all’Aran e l’individuazione dei nuovi comparti perché i contratti li vogliamo rinnovare e bene.
Non certamente, come probabilmente qualcuno già ha in mente di fare, a costo zero e con il recepimento delle norme punitive all’interno di inaccettabili contratti solo giuridici.
Il ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha quindi una valenza non solo economica per l’indennizzo degli arretrati negati, ma anche politica perché una condanna del legislatore italiano, che per anni ha negato il diritto al contratto a 3 milioni e mezzo di lavoratori, avrebbe un’incredibile effetto di contrasto nei confronti della continua e martellante campagna di denigrazione nei confronti del pubblico impiego che non ha precedenti in tutta Europa. Questo i lavoratori l’hanno capito. E non li fermeranno le menzogne e le provocazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE CGS
Roma, 31 marzo 2016 “
Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina le “FAQ” aggiornate al 31 marzo u.s. nel quale i colleghi interessati potranno trovare risposta rispetto ai diversi problemi segnalati all’attenzione di questo Coordinamento nazionale, in particolare sulle spese del ricorso (FAQ n. 11 e FAQ n. 23).
A tal proposito, si deve comunque far presente che la CGS ha reso disponibili agli interessati due indirizzi dedicati di posta elettronica:
segreteria@ricorsocgs.it per problemi connessi alla difficoltà o a problematiche di registrazione alla piattaforma informatica
info@ricorsocgs.it per porre domande o quesiti di carattere giuridico in merito alla nostra iniziativa ricorsuale,
ai quali i colleghi interessati dovranno direttamente rivolgersi per i rispettivi quesito al riguardo.
L’aula della Commissione Difesa del Senato, sede dell’audizione delle OO.SS.
LE OO.SS. CGIL, CISL, UIL ed FLP DIFESA sono state audite oggi pomeriggio in Senato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in merito allo schema di decreto correttivo dei due DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della L. 244/2012 per il riassetto delle FF.AA. Audizione, quella delle OO.SS., preceduta da quella del COCER interforze (in allegato 2 su questa stessa pagina, le convocazioni del Senato) e a cui seguiranno le audizioni dei Vertici delle FF.AA. (non prevista al momento, pur richiesta, l’audizione della Ministra).
Dopo un brevissimo intervento introduttivo del Presidente sen. La Torre, è seguito prima l’intervento di CGIL-CISL-UIL e poi quello di FLP DIFESA, che è servito a illustrare il documento che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, poi consegnato alla Presidenza, che reca le nostre considerazioni, osservazioni e proposte.
Le nostre considerazioni partono innanzitutto dal giudizio critico a suo tempo dato sul disegno di legge delega presentato nel 2012 dal Ministro Di Paola che, a nostro avviso, ha sprecato un’occasione per ripensare il ruolo del personale civile, riconoscerne la peculiarità d’impiego come già fatto per i militari, ma anche per operare una efficace spending review (il lavoro civile costa metà di quello militare).
Pur a fronte dei limiti oggettivi della delega, abbiamo ricordato le positive aperture venute dall’Amministrazione Difesa in occasione del confronto con le OO.SS. sugli schemi dei provvedimenti, profondamente modificati rispetto a quelli iniziali, e le novità positive registrate su più fronti (il previsto “Regolamento” per l’attribuzione di funzioni e compiti ai civili; le norme sulle reinternalizzazioni degli Enti industriali; il finanziamento di FUA e formazione con i risparmi derivanti dai riordini; la gestione morbida e garantita delle eccedenze civili al 2024; il deciso stop al tentativo di depotenziare l’area T/A (SGD) a favore dell’area T/O (SMD).
Abbiamo poi espresso le nostre osservazioni sullo schema di decreto correttivo (punto 3 del nostro documento) che, per la parte inerente al D.Lgs. n. 7(Capo I) propone interventi marginali (a parte la costituzione dei Cdi IR multifunzione Esercito), e per quella inerente al D.Lgs. n. 8 (Capo II), riguarda quasi in toto i militari. In particolare: abbiamo proposto l’estensione al personale civile dell’utilizzazione degli alloggi APP oggi negata; abbiamo espresso condivisione rispetto all’anticipo al 2017 di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini, che peraltro nasce da una nostra precisa proposta presentata nella riunione con il Sottosegretario on. Rossi del 12.11.2015, ma anche non condivisione sul dimensionamento percentuale del tutto identico a quello destinato al FESI dei militari (dal 2-5% al 4-10%), già beneficiati quest’anno dagli 80 € previsti in Legge di stabilità e dalla prevista equiordinazione con le Forze di Polizia di cui alla delega inserita dalla L. 22.01.2016, n. 9, che accentueranno la forbice retributiva tra civili e militari, e per questo la destinazione al FUA dei risparmi dovrebbe essere percentualmente superiore a quella al FESI; infine ci siamo espressi negativamente rispetto al potenziamento/estensione degli istituti dell’ausiliaria e dell’ARQ, che rappresentano misure ulteriori recanti benefici previdenziali a chi già ne ha tanti (unica categoria ad avere ancora il sistema retributivo!), e che vanno contro il sentire dei cittadini.
L’ultima parte del nostro intervento è stato invece dedicata alla rappresentazione delle problematiche non risolte o emerse ultimamente ex novo, e comunque legate ai decreti attuativi della delega ex L.244: dal Libro Bianco, alcune scelte del quale appaiono in forte contraddizione con gli attuali assetti delle FF.AA., non modificate dal correttivo; dagli squilibri di bilancio che si aggravano; dalla totale inadempienza delle FF.AA. su reinternalizzazioni e civilizzazione; dalla nuova tabella di equiparazione che non vede la luce; dal “Regolamento” su funzioni e compiti dei civili, oramai morto e sepolto anche grazie a CGIL-CISL-UIL.
In ultimo, abbiamo chiesto una sessione dei lavori delle Commissioni Difesa specificamente dedicata alle problematiche generali del personale civile, che ha trovato condivisione anche in alcuni suoi membri. Ne vedremo gli sviluppi!
Pubblichiamo altresì in allegato 4 il dossier predisposto dalla Camera sullo schema di decreto correttivo, e in allegato 5 la registrazione audio dell’audizione da parte di Radio Radicale
Quaderno FLP DIFESA n. 4/2016 (pubblicato in data 31.03.2016) –
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2016″ recante il testo integrale della Legge 7 agosto 1990, n. 241 recante ” Nuove norme sul procedimento amministrativo” (in G. U. 18 agosto 1990, n. 192), coordinato e aggiornato sino alla Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (in G.U. 18/01/2016, n.13). Il testo di cui alla presente pubblicazione è quello oggi in vigore.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
Si riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA, con il quale si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di migliaia di lavoratori pubblici al ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) promosso da CGS presso la CEDU (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo), cui potranno partecipare anche tutti i lavoratori civili della Difesa.
” Più di mille ricorsi al giorno sono stati inseriti nel portale www.ricorsocgs.it, la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.)organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.)contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.
Abbiamo predisposto una piattaforma informatica che ci consentirà di gestire, assieme al personale amministrativo dedicato e alla strumentazione in sede, circa 300.000 ricorsi dal 15 marzo fino a fine maggio 2016 (periodo in cui sarà possibile inviare le pratiche).
Già sono state inserite le prime risposte ai quesiti più frequenti e ad ogni ricorrente entro 24 è stata data risposta via mail a dubbi o errori di compilazione.
Un sistema altamente professionale a supporto di una causa importante. La CGS ha intrapreso questo ricorso consapevole di:
avere a disposizione un’organizzazione che garantisca il raggiungimento degli scopi prefissati;
dimostrazione di riuscire a vincere dinanzi la Corte Costituzionale (sblocco dei contratti) e presso la Corte Europea di Giustizia (precari della Scuola);
essere la confederazione che ha al proprio fianco forse i migliori avvocati, di sicuro tra i più esperti, nella materia per trattarla con competenza presso le corti europee;
aver dimostrato che i ricorsi li fa veramente e li fa fino in fondo a tutela dei diritti dei lavoratori;
voler presentare il ricorso per vincerlo e non per demagogia.
Con piacere vediamo che ora anche altre organizzazioni sindacali si stanno muovendo, chi per imitarci chi per denigrare l’iniziativa. Così è stato anche in occasione del ricorso alla Corte Costituzionale.
Pensiamo sia di buon auspicio per festeggiare un’altra vittoria.
A chi vuole aderire al ricorso ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa. Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.
Roma, 17 marzo 2016 “
Pubblichiamo su questa stessa pagina la locandina predisposta da FLP da affiggere nelle bacheche e da distribuire ai lavoratori, e sollecitiamo tutte le nostre strutture sindacali a pubblicizzare al massimo l’iniziativa della Confederazione CGS.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: la locandina FLP sul ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo
Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 –
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso la CEDU (Corte dei Diritti dell’Uomo), e al qualepotranno partecipare tutti i lavoratori civili della Difesa.
” La FLP, aderente alla nuova Confederazione sindacale CGS (Confederazione Generale Sindacale), è, unitamente a FGU, NURSIND e UNAMS, tra le OO.SS. promotrici dell’iniziativa che mira a ottenere la condanna del Governo a risarcire i lavoratori pubblici per il mancato rinnovo dei contratti dal 2010 al 2015 e per la mancata riapertura dei tavoli contrattuali, con adeguate risorse, a partire dal mese di luglio 2015, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 che si è pronunciata a giugno 2015 sul ricorso promosso dalla FLP.
Ricordiamo che la Legge di stabilità 2016, stanzia la cifra irrisoria di 5 euro lordi mensili e nulla dice per il passato, avallando un’inaccettabile scippo per le tasche dei lavoratori.
Col ricorso sarà chiesto alla CEDU –Corte Europea dei Diritti dell’Uomo un indennizzo monetario, che si stima essere superiore ai 5.000 euro per i dipendenti del comparto e ben più alto per l’area dirigenziale, e la copertura economica del Contratto da luglio 2015.
Il ricorso, che si prevede possa avere il suo esito entro due anni e che è direttamente esecutivo chiamando in causa il governo a risarcire i lavoratori ricorrenti, assume un duplice valore sindacale:
La difesa dei diritti dei lavoratori pubblici contrattualizzati ad avere un rinnovo del contratto e un adeguamento salariale in linea con gli indici stabiliti dalle parti;
La difesa del ruolo del sindacato quale organo di rappresentanza dei lavoratori, valore di rango costituzionale riconosciuto proprio nella sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 che è alla base del ricorso che presenteremo alla CEDU.
La dignità dei lavoratori pubblici richiede oggi più che mai una tutela sindacale determinata e le federazioni costituenti la CGS, con questa iniziativa, dimostrano di voler rendere concreta questa tutela attraverso tutte le strade che le relazioni sindacali e il diritto le consentono.
Purtroppo la situazione economica dei conti pubblici e il contesto internazionale non lascia ben sperare sulla volontà del Governo di aggiungere adeguate risorse economiche a quelle previste nella legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Procediamo quindi verso una esigibilità dei diritti previsti dai trattati europei, anche oltre quanto già statuito dalla Corte Suprema, costringendo il Governo a pagare direttamente ai lavoratori il danno derivante dal mancato rinnovo dei contratti.
Da ieri sera sul sito internet www.ricorsocgs.it è disponibile tutto il materiale necessario per attivare il ricorso, che sarà aperto a tutti i lavoratori del pubblico impiego. La macchina organizzativa infatti è già in moto in quanto i ricorsi dovranno essere depositati presso la CEDU entro i limite massimo di sei mesi ed è stimabile un’adesione che supererà sicuramente le 100.000 adesioni.
Sull’esito positivo della vertenza siamo particolarmente fiduciosi, in quanto ci avvaliamo di un pool di avvocati particolarmente esperti in questo ambito.
Questa, dopo la sentenza della Consulta, è un’altra iniziativa che farà storia.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
In allegato, il comunicato della CGS sull’iniziativa riscorsuale (Allegato 1), le tabelle per la stima del danno (Allegato 2), la locandina da affiggere in tutte le bacheche e da distribuire a tutti i lavoratori in copia (Allegato 3) e il video della presentazione del ricorso (Allegato 4).
Si ricorda che l’adesione al ricorso è possibile unicamente attraverso la piattaforma informatica pubblicata sul portale web: www.ricorsocgs.it
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data di ieri dalla FLP con la nota del nostro Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali che reca importanti informazioni di carattere previdenziale in merito alle regole che presiedono la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con le PP. AA. .
” Il Pensionamento d’Ufficio
Dopo l’approvazione del decreto legge sul pubblico impiego (Dl 101/2013) e del decreto legge sulla Pubblica Amministrazione (Dl 90/2014) sono profondamente cambiate le regole per la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
I due provvedimenti citati hanno perseguito l’obiettivo di limitare la possibilità di proseguire il rapporto di lavoro dopo il compimento dell’età pensionabile per i lavoratori del pubblico impiego, da un lato abolendo il trattenimento in servizio, quell’istituto che consentiva di restare per un altro biennio sul posto di lavoro dopo l’età per il pensionamento; dall’altro rendendo strutturale la facoltà di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro nei confronti dei lavoratori che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva (cioè 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne); ancora precisando che il limite ordinamentale per la permanenza in servizio (65 anni nella stragrande maggioranza delle Pa) possa essere superato solo per consentire al lavoratore il perfezionamento del diritto ad una prestazione pensionistica. A ben vedere queste limitazioni appaiono in contrasto con la stessa legge Fornero che, invece, incentivava la prosecuzione del rapporto lavorativo oltre il compimento dell’età pensionabile (sino a 70 anni) per dare la possibilità al lavoratore di agguantare un assegno più succulento.
Queste regole sono state cristallizzate nella Circolare della Funzione Pubblica 2/2015 con la quale Palazzo Vidoni ha individuato con precisione i limiti e le modalità per l’esercizio del potere di collocare in pensione d’ufficio i dipendenti pubblici.
La risoluzione obbligatoria
Allo stato attuale, per effetto delle innovazioni indicate in premessa, le pubbliche amministrazioni devono collocare in pensione d’ufficio a 65 anni (cioè al raggiungimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio) il personale che ha, a tale età, maturato un qualsiasi diritto a pensione.
In tale condizione si trovano, ad esempio, quei lavoratori che hanno maturato i requisiti di accesso al pensionamento entro il 31 dicembre 2011 (in pratica la vecchia quota 96) e coloro che hanno raggiunto la massima anzianità contributiva con le nuove regole Fornero (es. 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), ma, per questo ultimo caso, mancano gli atti di indirizzo dei Ministeri, per cui nessun provvedimento d’imperio a tutt’oggi è scattato.
In caso contrario il rapporto di lavoro prosegue sino all’età per la vecchiaia, ovvero sino a 66 anni e 7 mesi di età. Oltre tale data il rapporto non può più protrarsi ad eccezione del caso in cui il lavoratore non abbia maturato i 20 anni di contributi (cioè il requisito contributivo necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia). In tale circostanza è prevista, in via eccezionale, la possibilità di permettere il proseguimento dell’impiego fino ai 70 anni (più l’adeguamento alla stima di vita…) se tale prolungamento consente al lavoratore di perfezionare il requisito contributivo utile per la pensione di vecchiaia (cioè i 20 anni di contributi).
Per i soggetti con primo accredito contributivo a decorrere dal 1 gennaio 1996, si consegue il diritto a pensione:
– a 66 anni e 7 mesi, in presenza del requisito contributivo di 20 anni, se l’importo della pensione risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (c.d. importo soglia);
– al compimento dei 70 anni di età, con 5 anni di contribuzione ‘effettiva’ (obbligatoria, volontaria, da riscatto), con esclusione quindi della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo, a prescindere dall’importo della pensione. Per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita il requisito anagrafico dal 1.1.2016 al 31.12.2018 è di 70 anni e 7 mesi.
La risoluzione d’ufficio si esercita, invece, al compimento del 70° anno di età nei confronti dei magistrati, degli avvocati e procuratori dello stato, dei professori universitari in quanto, nei loro confronti, il limite di permanenza in servizio è più alto di 5 anni rispetto alla generalità degli altri dipendenti pubblici. Ciò consente a questi soggetti, quindi, di maturare un assegno pensionistico più elevato.
La Risoluzione Facoltativa
L’articolo 1, comma 5 del decreto legge 90/2014 consente, inoltre, alle amministrazioni pubbliche di anticipare ulteriormente la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro rispetto ai limiti ordinamentali qualora ciò risponda a specifiche esigenze interne dell’ente pubblico. In tal caso la risoluzione deve essere motivata al destinatario con riferimento alle esigenze organizzative e ai criteri di scelta adottati; e può essere esercitata solo nei confronti dei lavoratori che abbiano raggiunto la massima anzianità contributiva (cioè a 42 anni e 10 mesi di contributi se uomini, 41 anni e 10 mesi se donne) a condizione che il trattamento non sia interessato dalla cd. penalizzazione e considerato che fino al 31.12.2017 detta penalizzazione non viene applicata, si pensava in una accelerata di questa procedura che invece è rimasta sulla carta! Prima di agire l’amministrazione dovrà dare un preavviso di sei mesi al dipendente.
La facoltà in parola è tuttavia preclusa nei confronti dei dirigenti medici responsabili di struttura complessa (i primari), i magistrati, il personale difesa e soccorso pubblico e i professori universitari. Nei confronti dei dirigenti medici (non primari) la risoluzione non può essere attivata comunque prima dei 65 anni.
Si riporta di seguito il Notiziario n. 16 diffuso in data di ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia del Congegno, promosso insieme al Comitato Nazionale Vincitori e Idonei XXVII Ottobre, che avrà al centro dei propri lavori il rapporto tra riforma della PA e l’ingresso di nuove e qualificate leve all’interno degli Uffici pubblici, i vincitori di concorsi pubblici e gli idonei appunto, mediante l’inserimento nelle nostre Amministrazioni di migliaia di giovani che porterebbero negli Uffici della P.A. un indubbio valore aggiunto in termini di professionalità e di impegno lavorativo.
” Si terrà il 16 marzo 2016 a partire dalle ore 9 presso la sala del Consiglio nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in Via del Collegio Romano 27 e del complesso monumentale ex Chiesa di S. Marta, l’importante convegno dal titolo “VINCITORI ED IDONEI – LA VERA RIFORMA DELLA PA”, organizzato dal Comitato Nazionale XXVII Ottobre e dalla Segreteria nazionale FLP- CSE.
All’iniziativa, che segna e rafforza la continuità del proficuo rapporto costruito in questi anni dalla nostra Organizzazione sindacale con il Comitato XXVII Ottobre, importante realtà organizzata di chi, dopo aver superato un concorso è ancora incredibilmente in attesa dell’assunzione, parteciperanno importanti esponenti della Politica e delle Istituzioni come si evince dal programma dell’evento allegato al presente notiziario.
Per noi della FLP/CSE una vera riforma della PA non può che passare tramite un rafforzamento, e non certo il depauperamento, degli organici, mediante l’inserimento nelle nostre Amministrazioni di migliaia di giovani che porterebbero negli Uffici della PA un indubbio valore aggiunto in termini di professionalità e di impegno lavorativo.
Uno scandalo tutto italiano (aver indetto concorsi, averli espletati e poi non assumere i vincitori e gli idonei) che dimostra l’assoluta mancanza di programmazione e di progettualità della politica rispetto ad un settore così vitale per lo sviluppo del Paese.
Ecco il perché riteniamo che sia necessario connettere le lotte di chi deve essere assunto con quelle di chi, da anni, lavora nelle nostre Amministrazioni e che è alle prese con l’inaccettabile blocco dei contratti e del diritto alla carriera.
Non sono e non debbono essere in contrasto le due cose.
Chiediamo al Governo ed alle Amministrazioni di riprendere con immediatezza il percorso di riconoscimento professionale per gli sviluppi economici, di inquadrare gli idonei delle procedure interne, di superare i vincoli sui passaggi del personale interno tra le aree.
Ma anche con forza di modificare le norme restrittive sul turn over e sulle assunzioni, permettendo il reclutamento delle tante migliaia di uomini e donne che sono pronti a servire lo Stato e le Istituzioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina è pubblicato il programma dei lavori
Una suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito, sede dello SME
La sessione informativa periodica con SME–RPGF(Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito) è stata dedicata all’esame di numerosi provvedimenti ordinativi, molti dei quali di limitata portata, e di quelli, afferenti all’area territoriale originati dal decreto correttivo, che si innestano anche nel riordino dei Servizi Amministrativi dell’Esercito, avviato in forma sperimentale da gennaio 2016 e le cui linee essenziali ci sono state illustrate nella precedente riunione con RPGF del 26 gennaio u.s. .
Il dettaglio dei provvedimenti è contenuto nella scheda tecnica predisposta da RPGF, che pubblichiamo su questa stessa pagina e alla quale rinviamo; per alcuni di essi, che ci sembrano degni di maggiore attenzione, forniremo in questo Notiziario ulteriori elementi, corredati anche delle considerazioni/richieste da noi proposte al tavolo.
AREA OPERATIVA
possibile la soppressione della Compagnia Genio Guastatori di Castrovillari , a impatto zero sulle due unità di personale civile, in via di trasferimento a domanda a Cosenza; l’ infrastruttura verrà verosimilmente ceduta all’Arma dei Carabinieri;
la soppressione del Centro Ippico Militare del Rgt. Nizza Cavalleria di Pinerolo dovrebbe accompagnarsi alla riorganizzazione del comparto equestre, finalizzata ad un suo utilizzo non solo sportivo ma anche operativo;
è prevista la riconfigurazione dal tipo A a tipo B del Reparto alla sede della caserma Predieri di Firenze, a volumi organici invariati (14 unità), con contestuale riconfigurazione da RCSL a RCST della Friuli.
AREA LOGISTICA
come già concordato a conclusione del confronto sugli schemi di DM dei Poli di Mantenimento (Piacenza; Nola; Roma e Terni), poi entrati in vigore il 1.07.2015, a conclusione del primo anno di sperimentazione, si procederà alla verifica e ad eventuali modifiche/adeguamenti della struttura a valle dei Reparti;
verrà ridefinito l’organico del Dipartimento Lungodegenza di Anzio, allineandolo alle professionalità presenti; FLP ha inoltre sollecitato il pieno recupero della capacità ricettiva della struttura, oggi ridotta.
AREA DI VERTICE
Trasferimento delle Commissioni avanzamento Sottuficiali (COVAS) e Graduati (COVAG) alla Caserma Boltar di Roma.
AREA TERRITORIALE
Basi logistico-addestrative: verranno tutte riorganizzate in riduzione (soppressa solo quella di Piane di Mocogno), con forte contrazione nella dotazione organica (-142 posizioni) e allineamento alle presenze effettive (anche Ischia, su cui si opererà un taglio di 34 posizioni), dati corretti rispetto alla scheda. Le Basi perderanno il “plotone Servizi”; inoltre, a seguito di nostra richiesta, RPGF ha chiarito che non è stata ancora decisa la competenza amministrativa (transito alle D.I. o conferma su Comando Capitale Roma?);
Regione Militare NordTorino: la pesante riorganizzazione al 31 marzo p.v., da alto comando di area a CME Piemonte, comporterà la perdita di diverse competenze (in primis quelle su altri CME) e una struttura molto alleggerita (da 147 a 133 le posizioni civili, con perdita di tre posizioni/indennità di Capo U.O.); comporterà altresì il transito alle dipendenze del nascente Comando IR Multifunzione di Bolzano. Dunque, una notevole riduzione di rango, prevista dallo schema di decreto correttivo all’esame del Parlamento, rispetto al quale abbiamo ribadito alcune nostre perplessità, anche con riferimento alla nuova dipendenza;
Comando Militare Esercito Trentino di Trento: è prevista, anch’essa a seguito del decreto correttivo, la sua soppressione e l’innesto nel Cdo Multifunzione di Bolzano. Avrà due fasi: la prima, entro il 31.03.2016, non vedrà rilevanti modificazioni; nella seconda, entro il 31.12.2016, saranno transitate a Bolzano tutte le funzioni, ad eccezione dell’Uf. Documentale e della Sz. PRIP, in cui troveranno collocazione i 32 civili;
Comando Militare della Capitale Roma: sempre in base alle scelte operate dal decreto correttivo in itinere, perderà la funzione di vertice d’area e pertanto subirà anch’esso una riduzione di organico (da 81 a 55 le posizioni civili, rispetto agli attuali 41 effettivi) e di competenze (perderà la Sezione Addestramento);
Istituto Geografico Militare (IGM): su imput di CaSME, RPGF sta riconsiderando la dipendenza dell’Ente (da COMFODIN Padova direttamente a SME?) e, in attesa della scelta, permarrà sotto COMCAPITALE; inoltre, ma questo lo aggiungiamo noi, IGM potrebbe perdere le attuali attribuzioni territoriali, eredità dell’ex CME Toscana, e mantenere pertanto solo quelle storiche di natura cartografica. Incredibile a dirsi: durante i diversi confronti avuti nel 2012 sulla riorganizzazione dell’Ente, FLP DIFESA aveva ripetutamente espresso forti riserve sull’ipotizzato accorpamento di attività territoriali e industriali…..
Museo di Palmanova (UD): prossimo il trasferimento dalla FA alla Regione Friuli V.G.; reimpiego ovviamente ordinario, con ricollocazione prevista in Enti della Difesa del territorio provinciale.
RIORDINO DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI DELL’ESERCITO
Nella precedente riunione del 26 gennaio u.s. (vds. Notiziario n. 13 di pari data), RPGF aveva illustrato il progetto di riordino, che prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente/Enti non definiti) di “Direzioni di Intendenza (DI)” , titolari di tutte le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti, e, a livello di reggimento (CME, per es.) di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)”, che non avranno fondi e materiali propri nè gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI sovraordinata. Il progetto è già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova e Brigata Julia Udine per gli Enti delle aree di competenza; Brigata Aosta Messina per gli Enti Esercito di tutta la Sicilia), per il primo dei quale, il solo attualmente a impiegare personale civile, ci era stata illustrata la struttura del nuovo Ufficio Amministrazione, articolato in quattro Sezioni, e la dotazione organica, da cui emergeva che tutto il personale presente avrebbe trovato collocazione. L’impegno assunto con noi da RPGF era stato quello di rinviare alla riunione successiva (oggi) l’illustrazione di struttura, competenze e organico dei N.C.A. afferenti alle tre D.I. Impegno assolto per la verità solo parzialmente, e con l’aggiunta di una novità non di poco conto. La novità sta nella previsione di una nuova entità (la Sezione Amministrazione), che rappresenta il secondo elemento di organizzazione che, insieme a NCA anche se più strutturata rispetto ad esso, non avrà fondi e materiali propri nè gestione finanziaria e patrimoniale, e opererà come NCA solo a supporto della DI sovraordinata. Ebbene, in conseguenza dei provvedimenti di riordino già attuati o da attuare e a seguito della riorganizzazione degli attuali Uf. Amministrazione, saranno costituite Sezioni Amministrazione presso i CME Friuli, Abruzzo, Molise e Marche e il costituendo CME Sicilia, mentre NCA opereranno presso la Divisione Friuli, i CME Emilia R. e Umbria e il Presidio Militare di Venezia, Enti tutti posti alle dipendenze di COMFODIN e che conseguentemente, per quanto riguarda i servizi amministrativi, faranno capo a quella D.I. E’ stata anche illustrata da RPGF la comune struttura delle Sezioni Amministrazione, che, rispetto all’attuale Ufficio Amministrazione, prevede la soppressione della Sz. Contratti e acquisti e la riconfigurazione delle Sezioni in Nuclei, con dotazione organica che riproduce quella originaria degli attuali Uffici Amministrazione, senza ridefinirne la composizione in base agli effettivi e senza allineamento alle professionalità presenti, secondo un metodo in uso da tempo da parte della FA. Perché questa diversità, ci chiediamo? La risposta non è chiara, come non è assolutamente chiaro quale sarà la struttura base dei NCA, le loro articolazioni organizzative e dotazioni organiche, atteso che RPGF ha solo fornito i numeri delle posizioni previste, tutte peraltro confermate.
Dunque, come si vede, una illustrazione ancora complessivamente parziale, e comunque non ancora utile a comprendere bene il progetto nei suoi contenuti operativi e negli effetti che produce sul personale. Crediamo che questa parzialità sia frutto di un processo di riordino in costruzione e non ancora chiaro alla stesso SME. Avvertiamo comunque un rischio, di cui abbiamo già fatto cenno in precedenti Notiziari: che questo riordino possa essere portato avanti attraverso una sostanziale “decivilizzazione”, espellendo dagli Uffici professionalità che vi operano da anni e “militarizzando” incarichi e funzioni. Sarebbe una scelta incomprensibile, anche per la natura del settore che rappresenta il core business della presenza civile in FA. Per questo, seguiremo da vicino questa sperimentazione, monitorandone costantemente gli sviluppi anche sul livello locale, e cercando di ostacolare improvvidi tentativi di mortificare la presenza civile e di limitare il confronto con le Parti interessate. E, su questo, abbiamo richiamato l’attenzione dello SME.
PROVVEDIMENTI LEGATI ALLO SCHEMA DI DECRETO CORRETTIVO IN ITINERE
Come già riferito nel Notiziario n. 24 del 29 u.s., il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 26 u.s., ha “approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del 28 gennaio 2014 nn. 7 e 8, adottate ai sensi dell’articolo 1, c. 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244”, che ora sarà sottoposto, ai fini del previsto parere nel termine massimo dei 60 gg., all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. Che sarà interessante vedere come si esprimeranno anche in ordine ai 24 mesi previsti per l’esercizio della delega, che risulta già superato dal 26 febbraio u.s.
Le disposizioni integrative e correttive appaiono, sotto il profilo ordinamentale, tutto sommato modeste nei numeri (complessivamente, i provvedimenti passano da 368 a 374) e riguardano in grandissima parte l’Esercito. In primis, sulla base della positiva esperienza di COMFODIN durata due anni, è prevista la creazione di tre strutture di comando di livello intermedio a connotazione multifunzionale (operativa, territoriale e di gestione infrastrutturale), la cui denominazione con decorrenza 31.12.2016 non dovrebbe più essere “COINT”, come inizialmente previsto, ma “Comandi di Corpo d’Armata”, e situarsi nelle sedi di Bolzano (4° C.A.), Padova (5° C.A.) e Napoli (10° C.A.). Ognuno di queste macrostrutture interregionali avrebbe tre Vice Comandanti, uno per ogni livello di funzione (Operativo; Territoriale e Infrastrutturale). Per quanto riguarda i compiti attribuiti a questi Enti, si rinvia alla relazione illustrativa (pp.gg. 5, 6 e 7) che accompagna lo schema di provvedimento, e che è pubblicata sul nostro sito come allegato del Notiziario 24 (link sopra).
Fatta questa premessa, e tornando ai contenuti della riunione odierna, dobbiamo innanzitutto informare i colleghi che, stante il ritardo accumulato e la non praticabilità di prevedere ulteriori differimenti di data per i provvedimenti di riordino, nelle more dell’entrata in vigore del Decreto legislativo correttivo, è già all’attenzione di SMD il Decreto Ministeriale attuativo dei provvedimenti in vigore dal 31 marzo p.v., e della cui conferma di data, RPGF darà comunicazione a giorni agli Enti interessati con una propria nota.
I provvedimenti di riordino sono quelli contenuti a pg. 7 e 8 della relazione illustrativa precedentemente richiamata, e che RPGF ha in ogni caso riassunto nella propria scheda tecnica. Sono previsti in sintesi:
soppressione del Cdo 2° FOD di S. Giorgio a Cremano e transito di funzioni a COMFODIS Napoli;
riconfigurazione del Comando Divisione Aqui nella stessa sede e transito di alcune competenze a COMFODIS;
riorganizzazione degli attuali Comandi Autonomi Sicilia e Sardegna rispettivamente in CME Sicilia e Sardegna;
transito di dipendenza a COMFODIN Padova per i CME Marche, Abruzzo e Umbria (da IGM) e al Cdo Truppe Alpine Bolzano per i CME Liguria, Lombardia e Uf.ATP Valle d’Aosta (dal sopprimendo Cdo RMN Torino)
La data di decorrenza di tutti questi provvedimenti è appunto confermata al 31 marzo p.v.. Delle configurazioni, articolazioni organizzative e organici di questi Enti riordinati se ne parlerà più in avanti.
In ordine ai reimpieghi del personale, ad eccezione di Pinerolo, Palmanova e COVAG, abbiamo concordato con DIPE la procedura semplificata di reimpiego, trattandosi di cambi di denominazione e/o dipendenza.
Va detto infine che, molto lodevolmente, da qualche tempo, RPGF conclude le proprie schede tecniche, appositamente predisposte per le riunioni, con l’elencazione delle ipotesi di riordino allo studio. L’ultima scheda fa riferimento a ipotesi di riorganizzazione in corso per: Scuole Militari Nunziatella e Teuliè; COMSUP; COMFOT/COE; COMLOG; Comparti C4 e AVES. Queste indicazioni escluderebbero allo stato la fondatezza delle voci relative ad altre ipotesi di riordino (in particolare, Enti del settore logistico della FA), che anche recentemente ci sono state segnalate con preoccupazione da alcune nostre strutture.
A conclusione della riunione, abbiamo richiamato la necessità, di fronte a questo profondo processo di riordino, di corrette relazioni sindacali soprattutto sul fronte informativo e della necessaria attenzione nei confronti delle professionalità civili. Quanto sopra anche in ragione di alcune criticità, che in alcune sedi permangono, e in altre ci vengono segnalate come situazioni nuove e preoccupanti (Perugia, per es.) anche sotto il profilo delle relazioni sindacali, che porteremo, come sempre, all’attenzione del Capo di SME
Ci scusiamo per la particolare lunghezza del Notiziario, ma gli argomenti erano davvero tanti, e i colleghi che ci seguono sanno che noi vogliamo sempre far comprendere bene i contenuti e gli esiti delle riunioni.
Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi.
“ C’è da chiedersi come sia percepita dalle donne oggi la giornata dell’8 marzo, se sia ancora sentita come una occasione per riflettere sulla loro storia e su quanto siano recenti le loro conquiste sociali e politiche, poichè sembra che molte stiano rifuggendo dall’idea di un femminismo d’altri tempi. E c’è dunque da chiedersi se sia ancora un tema d’attualità, se la Giornata Internazionale della Donna serve ancora a darci lo spunto per ricordarci da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando, se è ancora il tempo di occuparsi di lotta contro discriminazioni e violenze di genere.
Eppure discriminazioni e violenze continuano ad essere di spaventosa attualità. I branchi di uomini organizzati che hanno aggredito le donne che festeggiavano il Capodanno 2016 a Colonia hanno mostrato quanto possano essere insicuri per le donne gli spazi pubblici anche in paesi che della sicurezza e della civiltà dei rapporti in pubblico hanno fatto la propria cifra. Quegli uomini hanno sfidato uno dei simboli della civiltà occidentale: la libertà delle donne di muoversi nello spazio pubblico senza essere aggredite. E questo episodio balzato alle cronache non ci porti a facili conclusioni anti-immigrati: le molestie ed aggressioni sulle donne europee ed occidentali nei propri paesi (1 su 3, secondo dati di Eurostat), provengono per lo più dalla mano di uomini, mariti, compagni, ex fidanzati, innamorati respinti.
Invece oggi più che mai la donna deve riaffermare la propria dignità, fronteggiare le conseguenze della esasperata mercificazione del suo corpo, imbattibile strumento di pubblicità, deve ambire al suo posto nel mondo, secondo le sue aspirazioni e le sue capacità. Oggi più che mai ciascuna dovrebbe poter aspirare a realizzare i propri sogni, pur in un mondo oppresso dalla crisi economica, dove maggiormente le donne sono chiamate ad assorbire le carenze conseguenti ai tagli alle politiche sociali, a concentrarsi sulle cure familiari; in un mondo sempre più anziano e bisognoso di assistenza, dove l’età della pensione per le donne lavoratrici si è spaventosamente allungata, quando si dovrebbe cominciare a badare di più alla propria salute, e diventa sempre più difficile conciliare orari di lavoro ed esigenze della famiglia.
A proposito: sarebbe significativo segnale da parte dell’ Amministrazione, in corrispondenza a questa giornata, il positivo riscontro alla iniziativa di FLP DIFESA, avviata nel lontano settembre 2015 (Notiziario n. 105 del 29.9.2015) e sollecitata recentemente con la lettera del 3 u.s. qui pubblicata, tesa al riconoscimento della possibilità, per i lavoratori “in peculiari situazioni personali, sociali e familiari” di ottenere, a domanda, una pausa pranzo ridotta a 10 minuti, con corresponsione del buono pasto, come previsto dal D. Lgs 8.04.2003, n. 66, come già in atto dal giugno 2015 presso il Ministero dei Beni Culturali.
Ci dia dunque questa giornata ancora una volta lo spunto per riflettere sulla nostra condizione, sulla nostra femminilità, sulla necessità che ciascuna possa raggiungere la giusta realizzazione personale e professionale, in casa, sul lavoro, nella società intera; non bastino le dichiarazioni di principio, c’è necessità anche di essere consapevoli, di non sottovalutare i rischi quando in gioco ci siamo noi, la nostra libertà e la nostra dignità. C’è necessità di ottenere dai nostri compagni quel rispetto che è alla base di ogni rapporto umano. Quella stessa cultura del rispetto che passa anche per l’insegnamento ai figli maschi di tenere nella dovuta considerazione prima le loro compagne di scuola, poi le colleghe e infine le donne che condividono la loro vita . Tanti auguri a tutte le donne, civili e militari, della Difesa! ”
E, anche da parte della nostra O.S., buon 8 marzo a tutte le amiche e colleghe, civili e militari, del Ministero della Difesa.
In allegato 1, la nota di FLP DIFESA all’attenzione del Direttore Generale di PERSOCIV; in allegato 2, la circolare del Ministero dei Beni Culturali
Quaderno FLP DIFESA n. 2 / 2016 (pubblicato in data 2.02.2016) –
Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 2/2016″ che reca:
la Direttiva del 10.11.2015 con il nuovo “Sistema di misurazione e valutazione della performanceindividualedel personale civile delle aree funzionali”, entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno e che esplicherà i propri effetti nell’anno a venire attraverso le valutazione dei Dirigenti, la successiva formazione delle graduatorie e la corresponsione dei premi connessi.
tutte le norme legislative di riferimento attualmente vigenti.
Dunque, uno strumento che riteniamo molto utile, e che la nostra O.S. mette a disposizione di tutti i lavoratori interessati alla vigilia della consegna delle schede di valutazione.
L’occasione è utile per fare il punto della situazione alla data odierna.
Ricordiamo innanzitutto che il nuovo sistema è entrato in vigore dal 1 gennaio di quest’anno, dopo una gestazione pare molto difficile e un parto lungo e laborioso da parte della nostra Amministrazione. Di esso non è ancora noto il genitore naturale, e cioè chi lo ha generato materialmente. L’altra volta (Direttiva del 23.10.2010) era stato l’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV Difesa), ma questa volta il suo ruolo appare del tutto marginale.
Come i colleghi ben sanno (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 25 gennaio u.s.), la nostra O.S. ha già notificato all’A.D. l’ atto di motivi aggiunti (che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) e, dunque, in continuità con quanto avvenne nel 2011, riporteremo l’Amministrazione Difesa in Tribunale, chiedendo l’annullamento di questo nuovo atto.
Nel Notiziario sopra richiamato (Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 25 gennaio u.s.) abbiamo fatto il riassunto delle puntate precedenti, seppur lontane nel tempo, precisando che “lo stesso D. Lgs. 150 prevede inoltre che la parte prevalente del FUA venga distribuita con criteri premiali, nella misura e con le destinazioni per fascia fissate dalla contrattazione (le tre fasce 25 – 50 – 25 %, cui devono corrispondere premi differenziati, con zero € per l’ultima), la cui applicazione, però, l’art. 6 del D. Lgs. 141/2011 ha poi differito a dopo il rinnovo e l’entrata in vigore del prossimo CCNL”. Abbiamo anche ricordato tutta la storia del nostro ricorso del 2011 e le ragioni che lo hanno supportato, la cui udienza di discussione del merito, fissata per il giorno 24 aprile 2012, non si tenne in quanto, in virtù delle enormi criticità emerse in sede di applicazione delle direttiva ma primariamente a causa di quel nostro ricorso, l’A.D. decise di sospendere l’applicazione del sistema di valutazione con la nota n. 500565 del 16.02. 2012 a firma del Sottosegretario on. Magri. Val la pena comunque di precisare che il nostro ricorso è tuttora iscritto a ruolo ed il “motivo aggiunto”, già notificato al Ministero, è in via di deposito al TAR Lazio che avverrà comunque entro i termini previsti dal Codice del processo amministrativo.
Nel frattempo, siamo a conoscenza che le linee guida elaborate in bozza da SMD per l’area operativa sono all’esame degli OO.PP. di quell’area, che però verosimilmente non riguarderanno l’area di SEGREDIFESA, che dovrebbe elaborare linee guida proprie. Aspettiamo dunque dette “linee guida” anche per individuare eventuali ulteriori “motivi aggiunti” da notificare al Ministero e da depositare al TAR Lazio.
Pubblichiamo inoltre su questa stessa pagina:
il msg di SMA del 29.01.2016 recante alcuni chiarimenti riguardo alla procedura (allegato 3);
il nuovo messaggio SME del 29.01.2016 (allegato 4);
il piano della performance organizzativa del M.D. per il triennio 2015-2017 (tomo 1; il tomo 2 con i discendenti obiettivi operativi “non è divulgabile all’esterno da parte dell’Amministrazione”), in allegato 5.
La pubblicazione del presente “Quaderno n. 2/2016” sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversale alta della stessa home page.
Notiziario n. 38 del 2 aprile 2016 – www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e […]
Notiziario n. 37 del 31 marzo 2016 – LE OO.SS. CGIL, CISL, UIL ed FLP DIFESA sono state audite oggi pomeriggio in Senato dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato in merito allo schema di decreto correttivo dei due DD. LLgs. nn. 7 e 8/2014 attuativi della L. 244/2012 per il riassetto delle FF.AA. Audizione, […]
Quaderno FLP DIFESA n. 4/2016 (pubblicato in data 31.03.2016) – Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2016″ recante il testo integrale della Legge 7 agosto 1990, n. 241 recante ” Nuove norme sul procedimento amministrativo” (in G. U. 18 agosto 1990, n. 192), coordinato e aggiornato sino alla Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (in G.U. 18/01/2016, […]
Notiziario n. 33 del 21 marzo 2016 – Si riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA, con il quale si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di […]
Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso […]
Notiziario n. 30 del 15 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data di ieri dalla FLP con la nota del nostro Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali che reca importanti informazioni di carattere previdenziale in merito alle regole che presiedono la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro con le PP. AA. . ” […]
Notiziario n. 28 dell’11 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 16 diffuso in data di ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia del Congegno, promosso insieme al Comitato Nazionale Vincitori e Idonei XXVII Ottobre, che avrà al centro dei propri lavori il rapporto tra riforma […]
Notiziario n. 27 dell’8 marzo 2016 – La sessione informativa periodica con SME–RPGF (Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito) è stata dedicata all’esame di numerosi provvedimenti ordinativi, molti dei quali di limitata portata, e di quelli, afferenti all’area territoriale originati dal decreto correttivo, che si innestano anche nel riordino dei […]
Notiziario n. 26 del 7 marzo 2016 – Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi. “ C’è da chiedersi come sia percepita dalle donne oggi la giornata dell’8 marzo, se […]
Quaderno FLP DIFESA n. 2 / 2016 (pubblicato in data 2.02.2016) – Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 2/2016″ che reca: la Direttiva del 10.11.2015 con il nuovo “Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali”, entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno e che […]