Notiziario n. 80 del 28 giugno 2016

Alzabandiera in divisa d'epoca presso COMFODIN Padova
Alzabandiera in divisa d’epoca presso COMFODIN Padova

La sessione informativa di giugno, che si è tenuta oggi pomeriggio nella sala riunione di SME–RPGF (Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e alla quale ha partecipato anche DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), è stata in gran parte dedicata alla configurazione dei nuovi Comandi Interregionali Multifunzione che rappresentano un’idea nuova di organizzazione sul territorio della F.A. Si è parlato però anche di altro, con riferimento alla scheda tecnica di RFGF, qui allegata.  In sintesi:

AREA OPERATIVA

Due i provvedimenti previsti, e anticipati al 2 settembre p.v.:

AREA TERRITORIALE

Orami prossimo il transito di dipendenza del Reparto alla sede e del Comando alla sede della caserma Pizzolato di TRENTO dal CME Trentino Alto Adige (che verrà soppresso entro il corrente anno, con transito di funzioni al COMTA di BOLZANO) al 2° Genio Guastatori, con conferma dell’attuale sede.

NUOVI COMANDI INTERREGIONALI

A seguito della positiva esperienza portata avanti a Padova attraverso l’apposito progetto pilota e in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Legislativo 26.04.2016, n. 91, correttivo del D. Lgs. n. 7/2014,  entro la fine di quest’anno avremo la riorganizzazione di CONFODIN PADOVA,  CONFODIS  NAPOLI  e  C.DO TRUPPE ALPINE (COMTA)  di BOLZANO  in comandi interregionali multifunzione che accorperanno le funzioni operative, infrastrutturali e territoriali, con cambio di denominazione dei primi due – rispettivamente in COMFOP Nord  e COMFOP Sud – mentre il terzo manterrà l’attuale sua denominazione.

In relazione alle funzioni attributive,  COMFOP e COMTA avranno una articolazione a tre settori, con a capo di  ciascuno un Vice Comandante: per la parte operativa, un Vice Cte e Cte della Divisione; per la parte territoriale, un Vice Cte per il Territorio; per la parte infrastrutturale, un Vice Cte per le Infrastrutture.  Per quanto riguarda il settore infrastrutturale, l’attribuzione delle competenze d’area ai COMFOP/COMTA  è ovviamente legata alla prossima soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord, Sud e Centro,  e vedrà il riversamento quasi in copia conforme della loro attuale struttura (Uf. Programmazione  Lavori; Ufficio Demanio; Uf. Risorse, Segreteria e Personale) all’interno del relativo settore di COMFOP/COMTA, che avranno competenze sui Reparti Infrastrutture.  Per quanto attiene alle nuove dotazioni organiche:

SME RPGF ha assicurato che tutti i lavoratori civili interessati ai predetti provvedimenti di riorganizzazione troveranno utile collocazione organica nei nuovi Comandi Interregionali, e che tutto il personale civile attualmente in posizione di capo sezione/nucleo troverà collocazione quale capo sezione/nucleo nelle nuove strutture organizzative. Ovviamente, e lo abbiamo ricordato ancora una volta a SME,  la garanzia di conferma delle attuali posizioni di responsabilità ci soddisfa però solo parzialmente, atteso che, in relazione alle previsioni dell’art. 1 del D. Lgs 7/2014 e con riferimento al protocollo 2.06.2016 (si veda il Notiziario n. 55 di pari data),  anche questi riordini non evidenziano quella maggior impronta civilizzatrice da noi sempre invocata.  E’ un problema che si riproduce ogni volta, in Esercito come in tutti gli altri pezzi dell’A.D., rispetto al quale, per quanto ci riguarda, l’ultima spiaggia saranno le direttive applicative del protocollo, che SMD ed SGD stanno definendo, e che saranno a breve oggetto di confronto con le OO.SS. nazionali.

Per quanto attiene alla configurazione di COMFOP/COMTA, ai nuovi organici e agli incarichi, che comunque saranno operativi a fine anno, ci siamo riservati di approfondirne tutti gli aspetti anche attraverso una verifica in loco e di presentare eventuali proposte al riguardo.

OTTIMIZZAZIONE INFRASTRUTTURE

Con riferimento al “protocollo” tra M.D., Ag. Demanio e Comune di Firenze che prevede anche la cessione della Caserma Redi (2017?),  è in agenda la rilocazione del Poliambulatorio,  oggi nella “Redi”, alla caserma Morandi,  operazione questa evidentemente non facile e anche molto costosa, a fronte  della quale abbiamo sollecitato la FA a investire anche nel potenziamento dei servizi sanitari offerti dal Poliambulatorio, oggi limitati (manca, per es., un servizio radiologico, pur in presenza di una apparecchiatura per la risonanza magnetica), allargando l’utenza alla Città, nel quadro di auspicabili sinergie tra sanità militare e civile.

 

IPOTESI DI RIORGANIZZAZIONE ALLO STUDIO

In merito alle ipotesi allo studio, si rinvia alla scheda predisposta da SME-RPGF, che fa in primo luogo riferimento all’intendimento di A.D. di operare una razionalizzazione delle strutture sanitarie.

Dopo la prima riorganizzazione del 2005 e quella più recente voluta dal Ministro Di Paola, è alle porte dunque una nuova riorganizzazione – in chiave questa totalmente interforze – della sanità militare, in linea con le previsioni del Libro Bianco.  Tra le strutture interessate, il Dipartimento di Lungodegenza di Anzio, oggetto recentemente di disposizioni restrittive da parte del Direttore del Celio, che hanno quasi azzerato i servizi all’esterno. Al riguardo, nel rappresentare la preoccupazione del personale e delle OO.SS./RSU, abbiamo riproposto la riflessioni generali sulla sanità militare già fatte per il Poliambulatorio di Firenze , e chiesto di avere informazioni urgenti sul futuro di Anzio. RPGF si è riservato a risposta.

Rinviate invece, sine die, le scelte in merito alle proposte di riordino avanzate dal Cte di COMLOG EI.

VARIE

A conclusione della riunione, abbiamo segnalato a DIPE, che si è impegnata ad approfondire le questioni:

Infine, abbiamo presentato alcune proposte in merito alla riorganizzazione di ’Accademia Mil. Modena che, insieme a COM LOG EI, è stato all’odg della precedente riunione del 3.05.2016 (Notiziario n. 56 pari data)

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Scheda per riunione con SME-RPGF e DIPE del 28 giugno 2016

Allegato 2: 22.06.2016-Resoconto-riunione-SMD-reimpiego-CONFODIS-e-altre

Notiziario n. 79 del 24 giugno 2916 –

CUG DifesaNotizSi è svolta lo scorso lunedì 20 giugno, c/o SEGREDIFESA, la riunione del “Comitato Unico di Garanzia“ (CUG) del Ministero della Difesa, alla quale ha partecipato per conto della nostra O.S. il collega Federico Cesaretti, che ha redatto la presente nota.

“La riunione di lunedì 20 giugno, l’ultima a svolgersi presso Palazzo Esercito prima del trasferimento a Palazzo Esto, ha riguardato principalmente la trattazione di due degli argomenti all’o.d.g. e precisamente la riconferma dell’attuale Consigliera di Fiducia, il cui mandato era in scadenza, e la costituzione del primo “Punto di ascolto” presso la nuova struttura di Centocelle.

In relazione al primo punto, il CUG si è espresso all’unanimità per la riconferma della Dott.ssa Angelina Daniela Lombardo, Psicologa, nell’incarico di Consigliera di Fiducia presso il Ministero della Difesa.  Il conferimento di un ulteriore mandato alla Dott.ssa Lombardo – che ricordiamo essere stata la prima a ricoprire tale importante funzione nell’ambito della nostra Amministrazione – è da attribuirsi al concorde riconoscimento del lavoro svolto in questi primi due anni di mandato e si pone l’obiettivo di garantire la necessaria continuità affinché possano essere portati a termine i numerosi progetti messi in cantiere. Alla Dott.ssa Lombardo vanno i più fervidi auguri da parte di FLP DIFESA, perché possa continuare a svolgere l’incarico di Consigliere di Fiducia con la stessa determinata passione e competenza sin qui dimostrate.

Per quanto concerne il secondo punto all’OdG, la costituzione del “Punto di Ascolto” presso il Comprensorio di Centocelle, si è proceduto ad una revisione del precedente Gruppo di Lavoro (GdL) finalizzato al supporto della Consigliera di Fiducia nelle attività di implementazione della sede che ospiterà la struttura di ascolto. Il nuovo GdL si connoterà per una struttura più snella – 4 componenti – e avrà il compito di valutare rapidamente l’idoneità dei locali individuati presso il Comprensorio di Centocelle e di individuare le risorse necessarie (umane e materiali) per consentire l’avvio delle attività di ascolto.

Il progetto di apertura del primo “Centro di ascolto” riveste, come evidente, una importanza primaria, in quanto non solo consentirebbe di monitorare un ambiente di lavoro particolarmente significativo sotto il profilo del “benessere del personale” – sia per il numero di Colleghi interessati, sia per le dinamiche interrelazionali che si sviluppano in un ambiente di lavoro completamente nuovo – ma anche quale “esperimento pilota” capace di generare un modello da replicare all’interno della nostra Amministrazione.

L’incontro si è concluso calendarizzando una nuova riunione del CUG entro il mese di luglio, in modo da poter seguire l’evoluzione dei lavori di costituzione del “Centro di Ascolto” e con il proposito di affrontare la questione del cosiddetto “Smart Working”, evoluzione del tele-lavoro, previsto dalla Legge 124/2014 c.d. “Madia”.

A luglio, dunque, per i prossimi aggiornamenti “

In allegato, la comunicazione a firma della Presidente del CUG a PERSOCIV

Pubblichiamo di seguito una foto che riprende il CUG al lavoro nella riunione del 20 giugno

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Nota CUG 46783-24.06.16 – incaricoConsigliera di Fiducia

La riunione del CUG del 20 giugno 2016
La riunione del CUG del 20 giugno 2016

Notiziario n. 78 del 23 giugno 2016 –

L'amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia
L’amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia

Addio con il botto, quello di ieri dell’amm. Di Giuseppe De Giorgi,  che ha lasciato il timone della Marina Militare nelle mani del Capo di Gabinetto della Ministra Pinotti, amm. Valter Girardelli. La cerimonia di cambio delle consegne, avvenuta sul piazzale di palazzo Marina in una cornice bella e accogliente, ha avuto un “prima” davvero irrituale e sorprendente, che ha colpito tutti e imbarazzerà sicuramente qualcuno.

Ebbene, nei minuti che hanno preceduto la cerimonia ufficiale e dunque prima dell’arrivo delle Autorità (Ministra Pinotti, Ministro Alfano, Sottosegretario Rossi, Capo SMD, Capi SM FF.AA., Cte Gen. CC, SGD), circondato da giovani marinai plaudenti in attesa di schierarsi e mentre gli altoparlanti diffondevano le musiche de “Il Gladiatore”,  ha pronunciato parole durissime, le più pesanti delle quali sono apparse queste: Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da fonti anonime, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro”,  ancorchè poi ridimensionate a “battute”.  Dichiarazioni certo legate all’amarezza e alla sofferenza per questo addio, che interrompe una brillante carriera e ottime prospettive future (si era anche parlato di un incarico al vertice della Protezione Civile), e che appare legato all’inchiesta di Potenza conosciuta come “Tempa Rossa”  e anche al coinvolgimento sui c.d. “festini a bordo” innescato da un dossier anonimo, che ha verosimilmente indotto il Governo ad accelerarne la sostituzione al vertice di M.M., al quale era stato chiamato su proposta del Ministro Di Paola  in dicembre 2012, entrando poi in carica il 28.01.2013.

Ma parole pesanti l’amm. De Giorgi li ha pronunciate anche nell’intervento di commiato ufficiale di fronte alle Autorità presenti, che ha salutato e ringraziato, ma alle quali ha comunque ricordato che la nostra navigazione non è stata sempre calma , e sapete a cosa mi riferisco. Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. 

“Interessi occulti”, una denuncia forte da parte di De Giorgi,  che ha messo in palese difficoltà anche la stessa Ministra la quale, sollecitata dai giornalisti a fine cerimonia, si è solo augurata che “che questi interessi occulti non ci siano”. Un po’ poco, francamente.

Naturalmente, nel suo intervento, l’amm. De Giorgi ha ripercorso i 3 anni e mezzo del suo incarico e i risultati ottenuti.  Tra i meriti che si è giustamente attribuito, quello in particolare legato alla “legge navale”, che – ha osservato l’amm. De Giorgi – ha impedito “la morte della flotta”  avendo ottenuto “la conferma delle 10 FREMM ma soprattutto di dar vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale,  navi economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, che daranno un contributo determinante alla sicurezza nazionale e alla difesa degli interessi vitali del Paese”.  Lascia “16 navi maggiori 16 navi maggiori e due unità minori”. Non è poco.

Nessun accenno, invece,  da parte dell’amm. De Giorgi, al progetto di difesa disegnato dal Libro Bianco  che invece è stata al centro dell’intervento del Capo di SMM subentrante oltre che – ma questo era più scontato – di quelli di Ministra e Capo di SMD.  Come è noto a tutti, l’amm. De Giorgi non ha condiviso molte delle scelte del Libro Bianco, in particolare quelle legate al potenziamento del ruolo di SMD a discapito delle FF.AA.,  e non è certo un caso che finora quelle scelte non siano approdate all’attuazione. Da oggi, forse, il percorso sarà molto più spedito. E a chi, come noi, le scelte del Libro Bianco sono apparse sin dall’inizio poco convincenti, le posizioni al riguardo dell’amm. De Giorgi sono apparse certo apprezzabili.

Infine i saluti e i ringraziamenti, indirizzati anche alle Confederazioni Sindacali  e pure alla FLP DIFESA, e la cosa ovviamente ci ha fatto particolarmente piacere.  Buona fortuna davvero, amm. De Giorgi!

Pubblichiamo di seguito il video della cerimonia e  il testo dei discorsi degli ammm. De Giorgi e Girardelli.

(Giancarlo Pittelli)

Il video integrale della cerimonia  

Allegato 1: Il discorso di commiato dell’amm. Giuseppe De Giorgito

Allegato 2: Discorso di assunzione dell’incarico dell’amm. Valter Girardelli

Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 –

La Ministra Madia: chissà cosa pensa, se pensa...
La Ministra Madia: chissà cosa pensa, se pensa…

Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP  con il quale  la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico.

” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi sul ricorso della FLP, ha dichiarato incostituzionale il blocco per legge dei contratti dei lavoratori pubblici.  Nonostante questo, il Governo conferma la sua posizione di chiusura, inscenando l’ennesima melina e cercando di dividere il fronte dei lavoratori.

Non avendo infatti più l’alibi della mancata definizione dei nuovi comparti di contrattazione, definiti il 4 aprile all’ARAN, e non ancora operativi per i ritardi del Governo nell’autorizzarne la sottoscrizione definitiva, la Ministra Madia ora preannuncia l’adozione di un atto di indirizzo mirato a rinnovare i contratti solo ad una parte dei lavoratori, quelli “più poveri”, come se vi fossero lavoratori pubblici ricchi o abbienti… Forse si confonde con gli stipendi dei Boiardi di stato o con quelli dei dirigenti generali, che la cattiva politica sforna ad ogni piè sospinto, per accontentare le proprie clientele e mantenere il dominio sulle strutture pubbliche.

Una dichiarazione oggettivamente priva di senso, quasi offensiva, che cerca di giustificare l’irrisorio stanziamento nella legge di stabilità 2016 che, come abbiamo detto più volte, è una posta quasi fittizia, strumento elusivo della sentenza della Corte Costituzionale. Nessun sindacato, anche quello più accondiscendente, potrà firmare un contratto a costo zero dopo anni di blocco e con stipendi falcidiati dall’aumento del costo della vita.

Eppure sui guasti del reiterato blocco dei contratti e su come i lavoratori della pubblica amministrazione italiana abbiano pagato da soli il peso del taglio della spesa pubblica si è pronunciata la stessa Corte di Conti con il rapporto sul lavoro pubblico, presentato al Paese nei giorni scorsi, e su cui poca pubblicità è stata data, guardo caso, dai mass media.  Uno studio che smonta tutte le teorie sull’alto numero dei lavoratori pubblici in Italia (il rapporto è tra i più bassi dei paesi industrializzati), sul costo del nostro lavoro pubblico (inferiore anche in questo caso a tutti i principali paesi europei), sui diversi livelli retributivi e sul rapporto tra stipendi pubblici e privati (ormai  invece assolutamente in linea). Che denuncia anche gli scarsi investimenti sul personale, la mancata formazione, il disconoscimento del merito e del diritto alla carriera.

Un rapporto, questo della Corte dei Conti, che indubbiamente dà ancora più forza alla nostra iniziativa, assunta come è noto all’interno della Confederazione CGS, di portare il Governo di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con il ricorso a cui hanno aderito decine di migliaia di lavoratori pubblici, per vedere condannato il comportamento del Governo, indennizzati i danni economici pregressi, avviata finalmente una vera contrattazione e non una mistificazione della stessa.

La nostra azione quindi prosegue con maggiore convinzione e forza, ad ogni livello – politico – giurisdizionale – di mobilitazione, per far cessare questa odiosa discriminazione.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Pubblichiamo su questa stessa pagina, per i colleghi interessati,  la relazione annuale della Corte dei Conti (allegato 1)  un articolo di qualche giorno fa de IL MESSAGGERO sul rinnovo contrattuale (allegato 2), e una mozione presentata da parlamentari di FdI-AN (primo firmatario l’on. W. Rizzetto) sullo stesso argomento, che fa riferimento anche alla nostra iniziativa ricorsuale alla CEDU.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Corte dei Conti – Relazione sul lavoro pubblico anno 2016

Allegato 2: Rinnovo contrattuale, articolo de IL MESSAGGERO

Allegato 3: FdI/AN mozione contratti pubblici

 

 

Notiziario n. 71 del 10 giugno 2016 –

Caccia F-35 in volo
Caccia F-35 in volo

La Ministra della Difesa ha recentemente presentato al Parlamento il “Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2016-2018” (DPP) che reca lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2016 e per il bilancio pluriennale 2016-2018, come fissato dalla Leggi 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità) e n. 209 (Legge di Bilancio). In quanto tale, rappresenta un documento fondamentale per comprendere lo situazione finanziaria dell’Amministrazione Difesa, sia in termini consuntivi  che previsionali sul triennio, con riferimento alle attività nelle quali è attualmente impegnata.

Lo pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e in copia scanner, atteso che non risulta ancora disponibile sul sito del Ministero della Difesa.

Il DPP di quest’anno appare fortemente intrecciato con il “Libro Bianco per la Sicurezza internazionale e la Difesa”  che ha visto la luce ad aprile 2015, rappresenta il progetto di difesa nel contesto di un orizzonte quindicinale e darà luogo ad una revisione della governance, dei flussi finanziari (l’idea è quella di superare la storica tripartizione del bilancio e di prevedere una legge sessennale sugli investimenti) e, infine, dell’assetto tecnico-operativo delle FF.AA. (ancora allo studio la  RSD – Revisione Strategica Difesa).

Il DDP 2016 si compone di tre parti: la prima, delinea il quadro generale con gli impegni operativi, le esigenze, le prospettive di sviluppo, gli obiettivi strategici e le priorità connesse all’attività dello strumento militare;  la seconda, è dedicata alle missioni e ai programmi del Dicastero, e contiene le previsioni di spesa distinte per la “funzione difesa” e la “funzione sicurezza del territorio” e articolate nei tradizionali capitoli (personale; esercizio; investimento); la terza, infine, reca un “appendice” con diversi grafici e tabelle.

Interessanti i dati relativi al 2016, nel raffronto con il 2015, per ciò che attiene la“funzione Difesa”:

Per completare il quadro di bilancio 2016, si deve ricordare che, sempre in base alla Legge di  stabilità, il MD subirà il blocco nel 2016 di 300 M€ per le disposizioni relative alle dismissione di immobili.

Ebbene, con riferimento agli investimenti e cioè alle risorse destinate “all’ammodernamento quantitativo dello strumento militare, al suo rinnovamento e alla ricerca”, dobbiamo dire che il DPP rappresenta un documento di fondamentale importanza per chi voglia addentrarsi nelle pieghe della spesa militare italiana, anche perché in esso vengono indicate le dotazioni finanziarie finalizzate all’acquisizione degli armamenti, anche per quanto attiene la quota parte delle risorse provenienti dal MISE.  Proprio per questo, pensiamo, il documento di che trattasi dovrà essere attentamente studiato e analizzato dal Parlamento al quale, alla luce delle novità introdotte con la Legge n. 244/2012, spetta comunque l’ultima parola in materia di spesa per armamenti.

All’interno della voce “investimento”, un posto particolare, anche in ragione dell’acceso dibattito politico sin qui registrato, spetta alla vicenda legata all’acquisto dei caccia F-35 (programma JSF), a cui peraltro il DPP dedica per la prima volta una scheda specifica. Al riguardo, il DPP prevede nel 2016 una spesa di 630 mln di €, e identiche risorse vengono imputate anche per i due anni successivi (2017 e 2018). Ma sugli F-35 ci sono ancora tanti interrogativi aperti e domande irrisolte, che hanno trovato spazio in un  interessante articolo comparso sul sito “Altreconomia”, che per gli interessati pubblichiamo su questa stessa pagina (vai al link, allegato 2).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa 2016 – 2018

Alleato 2: Articolo sulla spesa per gli F-35 comparso su Altreconomia.it

News FLP DIFESA dell’8 giugno 2016, ore 16.30 – 

dRiportiamo di seguito, in carattere corsivo colorato, la mail ricevuta pochi minuti fa da PERSOCIV a firma del Vice Direttore Generale Militare in ordine alla pubblicazione del bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa:

“Buonasera, vi informo che sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche relativamente alle posizioni, fornite dagli OP, da inserire in allegato al  bando mobilità, il cui testo è stato già approvato dal Direttore Generale di PERSOCIV. In tal senso, a parziale variante di quanto comunicato, la pubblicazione del 1° Bando mobilità sul portale on line avverrà  in data 20 giugno 2016.

Vi assicuro sin da ora che tale data sarà improcrastinabile.

Resto a disposizione per ogni chiarimento ritenuto utile al riguardo. Cordialmente.

IL VICE D.G.MIL – Col. a.(ter.) t. ISSMI Antonino CALABRO’ “

Prendiamo atto davvero con piacere che “sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche relativamente alle posizioni, fornite dagli OP, da inserire in allegato al  bando mobilità”, anche perchè ci pare che sia stata opportunamente raccolta la preoccupazione espressa da FLP DIFESA con il Notiziario n. 67 del 30 u.s., al quale naturalmente si rinvia, e che rendiamo accessibile attraverso il link di cui sotto. 

Con riserva di ulteriori informazioni al riguardo.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

 

Notiziario n. 66 del 27 maggio 2016 –

L'Ord. Mil. mons. Marcianò tra il personale con le stellette
L’Ord. mil. mons. Santo Marcianò dopo una funzione, tra i militari

La riorganizzazione in chiave riduttiva delle FF.AA., in termini di taglio di strutture (- 30% minimo al 2018) e di uomini (150.000 militari e 20.000 civili al 31.12.2024), avviata dalla legge 31.12.2012 n. 244 e attuata attraverso i due DD.LL.gs. nn. 7 e 8/2014 con le ultime correzioni introdotte dal decreto approvato recentemente dal Consiglio dei Ministri e non ancora pubblicato in G.U., dovrebbe essere accompagnata (finalmente) anche dalla riforma dell’Ordinariato Militare in Italia (OMI), con riduzione dei costi a carico dei cittadini. A tal riguardo, è partito qualche mese fa un tavolo di lavoro tra Vaticano/CEI (Conferenza Episcopale Italiana), da una parte, e Governo dall’altra, finalizzato alla riforma dell’“assistenza spirituale”.

L’OMI  è una circoscrizione della Chiesa cattolica, assimilata ad una diocesi,  che ha giurisdizione sul personale di tutte le FF.AA. (EI, MM, AM, CC, e anche G.d.F.).  E’ suddiviso oggi in sedici zone pastorali geografiche ed è guidato da un Vescovo (“Ordinario Militare”)  designato dal Papa, nominato con DPR e in possesso del grado di Generale di C.A., incarico questo rivestito oggi da mons. Santo Marciano. L’organigramma dell’OMI prevede anche un Vicario Generale  (Generale Divisione, attualmente mons. Angelo Frigerio)  e degli Ispettori (Generali Brigata). A livello territoriale, le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai Cappellani Militari Capi  (gradi a scalare da Colonnello a Maggiore) e dai Cappellani Militari Addetti (grado di Tenente).  Non poteva mancare  (della serie: non ci facciamo mai mancare niente..)  una scuola di formazione (“Scuola Allievi Cappellani Militari”, con sede a Roma) e anche un’associazione (ASFA) finalizzata a coadiuvare il lavoro dei Cappellani.

Che tutto questo pesi parecchio sulle casse pubbliche,  è del tutto ovvio. Secondo SEL, “nel 2013 la cura spirituale dei militari impegnati in missione è costata quasi 17 mln €; questa cifra comprende gli stipendi, le pensioni e il mantenimento degli uffici; solo questi pesano 2 milioni di euro l’anno”. Secondo una stima più recente, le attività  afferenti all’OMI costerebbero oggi dai 15 ai 20 mln all’anno.

Di cancellare,  o quantomeno fortemente  ridurre, questa costosa organizzazione si parlava da un po’ di tempo. I radicali nella scorsa legislatura, e in questa l’on. Giachetti  (PD) e l’on. Melilla (SI),  ci hanno provato con l’obiettivo di ridurre il numero dei Cappellani (oggi 204 in organico),  ma soprattutto di togliere agli stessi i gradi militari che fanno ovviamente lievitare i costi, tra i quali quelli previdenziali (156 oggi i pensionati, e tra questi il Presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ex Ordinario, che percepisce la pensione di Generale di C.A. ….).

Se questo è il quadro, una marcata cura dimagrante appariva una scelta quanto mai doverosa, anzi l’assurdo è stato che mentre si bloccavano i contratti, si tagliavano le pensioni e il welfare, e si mandavano a casa centinaia di migliaia di lavoratori,  i Governi hanno tollerato questa situazione e questi privilegi d’antan.

Il tavolo bilaterale Governo/Vaticano-CEI parrebbe essere ora approdato ad una intesa di massima. Ne ha riferito qualche giorno fa all’Agenzia AGI  il Vicario mons. Frigerio: «Il taglio, che dovrebbe riportare entro quota 5/6 milioni di euro le spese totali dell’assistenza spirituale alle FF.AA., sarà  reso possibile da una diminuzione di 46 cappellani (dai 204 previsti a 158) e da una davvero rilevante riduzione dei posti dirigenziali, dagli attuali 14 (un Generale di C.A., un Generale di D., 3 Ispettori Generali di B. e 9 Colonnelli) a solo due: l’ordinario militare (Generale C.A.) e il Vicario generale (Generale D.). Gli altri cappellani avranno meno carriera”  (sono previsti scatti di grado ogni 10 anni). La riduzione dovrebbe comunque avvenire solo attraverso i collocamenti a riposo e i mancati ripianamenti. Dunque, Cappellani ridotti sì nel numero,  dunque, ma con ancora i gradi militari!!!!

Ebbene, se questi sono gli approdi,  dobbiamo dire che emerge in tutta evidenza la mancata rinuncia ai gradi militari, su cui gli stessi Vertici dell’OMI  si erano impegnati.

Ci chiediamo: ma per fare assistenza spirituale al personale delle FF.AA. è proprio necessario che i preti siano anche militari con tanto di gradi e relativi soldi?  Non potrebbero farlo solo come semplici preti? O perché non affidare l’assistenza ai preti/parroci del luogo in cui hanno sede gli EDR della Difesa?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 65 del 25 maggio 2016 –

immagine lic. disc.Si riporta di seguito il testo del “comunicato” diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale CSE con il quale si dà notizia dell’audizione di Confederazione CSE da parte delle Commissioni Parlamentari “Affari Costituzionali” e “Lavoro” della Camera dei Deputati,  avvenuta il 16 maggio u.s. e relativa ai contenuti dello schema di provvedimento che reca modifiche all’articolo 55-quater del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165 in materia di “licenziamento disciplinare”.

Lunedì 16 maggio la CSE, unitamente ad altre Confederazioni sindacali, è stata audita dalle Commissioni Riunite Affari Costituzionali e Lavoro della Camera dei Deputati sullo schema di decreto legislativo che dovrebbe riformare i licenziamenti disciplinari in caso di falsa attestazione di presenza, i cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un provvedimento che va nello stesso senso dei governi precedenti e che tenta quindi una ripubblicizzazione del rapporto di lavoro, seguendo per di più l’onda mediatica provocata dalla scoperta di pochi delinquenti che si facevano timbrare il cartellino da altri; d’incanto sparisce ogni progettualità tesa a fornire servizi migliori alla collettività e ci si concentra sulla notizia del giorno, mostrando scarsa lungimiranza.

Uno schema di decreto legislativo che non mostra nemmeno lontanamente quel minimo di volontà riformatrice che dovrebbe essere alla base dell’azione di Governo ma propone solo misure da dare in pasto all’opinione pubblica, quasi che siano tutti delinquenti i dipendenti pubblici. Un provvedimento mal scritto, inapplicabile nei fatti, che nelle uniche parti in cui dovrebbe innovare rischia di creare un effetto boomerang che mantiene in servizio i delinquenti e semmai punisce in modo draconiano gli altri lavoratori per mancanze lievi o lievissime.

Come altrimenti definire uno schema di decreto legislativo che prevede la sospensione dal servizio entro 48 ore dal fatto commesso senza poi fissare i termini per l’inizio del procedimento disciplinare ma cavandosela con aggettivi e avverbi (immediatamente o in via immediata) che non hanno nulla di giuridico? Come chiamare una misura che per la prima volta sancirebbe la sospensione dal servizio con la privazione non solo della retribuzione ma dell’assegno alimentare, che non ha natura retributiva ma assistenziale, in una fase in cui l’illecito non è stato ancora accertato?

Come se non bastasse, in una catarsi punitiva, lo schema presentato prevede anche di punire il terzo che favorisce la falsa attestazione della presenza non solo per la condotta attiva ma anche per quella omissiva, senza però chiarire chi sarebbe il terzo in quest’ultimo caso e in cosa si sostanzia la condotta omissiva e rischiando così di punire qualcuno che non c’entra nulla. Ove non bastasse, si tenta la riscrittura anche del codice penale, inventando una nuova configurazione del reato di omissione di atti d’ufficio e si fissano regole per contestare addirittura un danno erariale. Misure che non stanno né in cielo né in terra.

La CSE ha sottolineato nell’audizione che queste due ultime due fattispecie esorbitano la delega conferita al Parlamento e che quindi devono essere affrontate con legge ordinaria, ammesso che siano fattispecie da affrontare.

La CSE ha anche ribadito che non intende in alcun modo difendere coloro che si sottraggono al lavoro risultando falsamente in servizio. Ma è credibile proporre delle leggi che vengono poi affossate dai giudizi per la loro inapplicabilità? Ad esempio abbiamo fatto notare che, come già successo con la Legge Brunetta, non esiste una gradualità delle sanzioni. Se tutti siamo d’accordo nel licenziare chi si fa timbrare il cartellino da altri e se ne va a spasso, è altrettanto giusto sanzionare con il licenziamento chi si assenta per pochi o pochissimi minuti dal posto di lavoro, comportamento certamente grave ma non tanto da giustificare un licenziamento?

Questo tipo di sanzioni vanno bene sulla carta ma laddove sono irragionevoli, vengono poi censurate in giudizio. E allora perché far finta di introdurre misure così ingiuste da deprimere la motivazione dei milioni di dipendenti pubblici onesti?

Per questo, pur facendo notare tutte le magagne tecniche contenute nello schema di decreto legislativo, la CSE si è concentrata sul suggerire al Governo la riscrittura del testo ma, ancor di più, sulla assenza di misure complessive che diano nuove motivazioni ai lavoratori pubblici, a partire dal rinnovo dei contratti bloccati ormai da sette anni, e rilancino il ruolo della contrattazione. In fondo, quanto c’è di buono anche in tema di licenziamenti disciplinari è ciò che è contenuto nei contratti collettivi che vorremmo continuare a preservare.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Pubblichiamo su questa stessa pagina il documento consegnato dalla delegazione CSE alle Commissioni Parlamentari Affari Costituzionali e Lavoro (allegato 1) e l’Atto Camera n. 292/2016 recante lo schema di provvedimento di che trattasi, adottato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri e relativo al c.d. “licenziamento disciplinare” (allegato 2)

FLP DIFESA – Coordinamento nazionale

Allegato 1: 16.05.2016 – Documento CSE sullo schema di provvedimento sul licenziamento disciplinare

Allegato 2: A.C. 292 – Schema Decreto Legislativo sul licenziamento disciplinare

Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati.

                                                  IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 64 del 23 maggio 2016 –

Amianto 2C’è ancora amianto in alcuni luoghi di lavoro del Ministero della Difesa, e dunque esiste tuttora una condizione di rischio di esposizione a questa sostanza nociva, dichiarata fuori legge sin dal lontano 1992?

La domanda appare plausibile a seguito delle risultanze  della visita avvenuta venerdì 20 u.s. nell’Arsenale della Marina Militare di Taranto da parte di una delegazione della Commissione d’inchiesta parlamentare sugli effetti dell’uranio impoverito, guidata nella circostanza dalla Vice Presidente, l’on. Donatella Duranti (SEL). Vediamo perché.

Con delibera datata 30.06.2015 a firma della Presidente della Camera Laura Boldrini, pubblicata nella G.U. n. 160 del 17 luglio s.a. e che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, è stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni. Dunque, la Commissione, che procede con gli stessi poteri  dell’autorità’ giudiziaria, ha il compito d’indagare sui sette argomenti indicati dall’art. 1 della delibera; concluderà i propri lavori entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione e riferirà i risultati del proprio lavoro attraverso una specifica relazione che conterrà osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della normativa nazionale e dei trattati internazionali vigenti in materia, anche con riferimento all’individuazione di misure di prevenzione e di assistenza adottabili, nonche’ sull’adeguatezza dei vigenti istituti di indennizzo, di natura previdenziale e di sostegno al reddito. Prevista  anche una relazione intermedia a metà mandato.

Ebbene, come ha  precisato la stessa on. Duranti, la predetta Commissione d’inchiesta “si occupa prevalentemente dell’uranio impoverito, del suo utilizzo e delle ricadute sulla salute, però, per delibera istitutiva, anche del rischio connesso all’utilizzo dell’amianto”. E, proprio a tale scopo, la Commissione ha  disposto una serie di visite in loco, partendo dagli Arsenali MM  (Taranto, seguiranno Augusta e poi La Spezia) e successivamente anche in altri Enti dell’A.M. (perché, ci chiediamo, non anche in altri Enti, in primis Poli Esercito e AID?).  La scelta di partire proprio dagli Arsenali è legata al fatto che in quegli Enti si fa la manutenzione delle navi della nostra flotta militare, alcune delle quali (non poche) ancora da bonificare. Comprensibile appare anche la scelta di partire proprio da Taranto dove, come ha detto la stessa on. Duranti, “a inizio degli anni 60, c’è stato un grande uso di amianto in reparti, officine e a bordo navi  (la memoria va al tristemente famoso “Magazzino 53”, una sorta di deposito di amianto all’interno dello Stabilimento). Negli anni, la MM ha accumulato ritardi e fatto omissioni. Oggi siamo di fronte a una situazione drammatica per i lavoratori già ammalati: dobbiamo comprendere le responsabilità pregresse e capire se ci sono rischi ancora importanti”.  

La Commissione ha richiesto pertanto a M.M. dati e documenti, in particolare rispetto a due aspetti fondamentali: da un lato, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, non solo quelli ex esposti all’amianto certificati dall’ INAIL (circa 350), ma di tutti i lavoratori impiegati nello Stabilimento; dall’altro, le bonifiche, quelle operate e quelle non.

Nel corso  della visita, la delegazione parlamentare ha incontrato anche le Rappresentanze sindacali, che hanno consegnato il documento unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che rappresenta da una parte un atto di denuncia forte sull’operato di AD e dall’altra segnala l’urgenza di intervenire, accompagnato da una “relazione tecnica”  a cura degli RLS che pubblichiamo anch’essa su questa pagina in allegato 3.

Vedremo le risultanze di queste denunce e gli approdi che essi  produrranno nel lavoro della Commissione,  che seguiremo molto da vicino.

In allegato 4, la rassegna stampa locale sulla visita della Commissione

Un’ultima notizia: il MD è stato condannato dalla Corte d’Appello di Roma per “condotta omissiva”  per non aver protetto il militare S. Vacca morto a 23 anni per leucemia a seguito di esposizione all’uranio impoverito (si legga l’articolo de IL FATTO QUOTIDIANO del 20 u.s.  che pubblichiamo su questa pagina in allegato 5)

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Delibera Presidenza Camera 30.06.2015 – Istituzione Commissione d’inchiesta

Allegato 2: 2016.05.20 – documento RSU e OO.SS. consegnato alla Commissione

Allegato 3: 2016 05 20 – relazione tecnica degli RR.LL.SS Arsenale MM Taranto

Allegato 4: Rassegna stampa locale sulla visita della Commissione 

Allegato 5: Articolo de IL FATTO QUOTIDIANO del 20.05.2016

Notiziario n. 63 del 18 maggio 2016 –

AID 2I numeri dei passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2016 per il personale civile di Agenzia Industrie Difesa (AID) sono significativamente cresciuti: dalle 94 progressioni inizialmente proposte dall’Agenzia e di cui  alla bozza iniziale di ipotesi di accordo (si veda il Notiziario n. 50 di pari data) che ripubblichiamo ad ogni buon conto in allegato 1 su questa stessa pagina,  l’intesa raggiunta nella riunione di ieri 17 maggio con la stessa Agenzia prevede la messa a concorso di n. 319 passaggi complessivi, di cui n. 304 per le progressioni in area 2^ e n. 15 per quelle in area 3^.

Cresce, conseguentemente, e in modo parimenti significativo, il rapporto tra numero di passaggi e personale effettivo:  in area 2^, rispetto ai 767 lavoratori presenti,  la copertura percentuale è pari ora al 39,63%, mentre in area 3^, rispetto ai 27 effettivi, la copertura è addirittura del 55,55%. Ricordiamo che il numero di passaggi inizialmente proposto da AID (94) garantivano una copertura complessiva addirittura inferiore al 10%, il che, dopo 6 anni di blocco delle retribuzioni, appariva una scelta certo molto negativa.

L’intesa raggiunta ieri con AID  è andata esattamente nella direzione auspicata e sollecitata da FLP DIFESA sin dalla prima riunione del 26 aprile u.s., peraltro in totale coerenza con quanto da  noi sostenuto con riferimento ai passaggi 2016 del personale Difesa.  Come noto (si veda il Notiziario n. 25 del 1.03.2016), le progressioni 2016 del MD (n. 7.002), dovrebbero assicurare, nelle intenzioni di chi questa scelta ha fatto, il passaggio di fascia ai lavoratori esclusi dal passaggio nella prima e precedente tornata con decorrenza 1.1.2010. Intendimento nobilissimo e condivisibilissimo, nel segno di quanto a suo tempo convenuto tra Parti sociali e A.D.  C’è solo un piccolissimo particolare che viene trascurato: che quell’impegno è stato ampiamente superato dal blocco delle retribuzioni intervenuto in questi anni, con i danni enormi procurati ai lavoratori.  Riprendere i passaggi dopo 4 anni di blocco chiudendo semplicemente la prima tornata,  appare ai nostri occhi enormemente riduttivo. Chiudere il primo giro è ovviamente prioritario, ma perché non iniziare già da quest’anno anche il secondo giro di progressioni alla scopo di assicurare a tutti, nel triennio, il secondo passaggio di fascia?

Da qui la nostra richiesta, prima a PERSOCIV e poi ad AID: aumentare in modo significativo i passaggi 2016,  anche perché così si alza la percentuale di probabilità che a tutti gli esclusi dei passaggi 2010 venga assicurato davvero il passaggio di fascia 2016.  Prevedere un numero di passaggi esattamente in linea con il numero degli esclusi 2010 non assicura in modo certo e automatico  che tutti i 7.002 vincitori della procedura selettiva 2016 siano proprio quelli, atteso che le graduatorie verranno formate attraverso i criteri selettivi  di cui all’art.18 CCNL 2006/2009  e che sui criteri prescelti opererà il controllo di FP e MEF. Il rischio allora è che, alla fine, il 2016 possa vedere l’esclusione ulteriore di lavoratori già esclusi del 2010  e, di contro, il secondo passaggio per lavoratori già beneficiati del passaggio di fascia nel 2010.

Inoltre, oltre a chiedere un numero significativamente maggiore di passaggi 2016, avevamo chiesto di definire i numeri insieme ai criteri per le selezioni e di sottoscrivere un’intesa tra le Parti per traguardare il secondo passaggio di fascia per tutti nel triennio.

La prima nostra richiesta (far salire i  numeri 2016)  è stata ieri recepita in Agenzia Industrie Difesa, ed è davvero una bella notizia: ora speriamo solo che si faccia lo stesso per il personale Difesa. Mancano ancora i criteri selettivi, che verranno definiti con accordo successivo, e soprattutto l’intesa triennale, e da qui l’allegata  nota a verbale che abbiamo già presentato.

Ma oggi la notizia positiva è che il numero dei passaggi 2016 previsti per AID crescono più del triplo rispetto agli intendimenti iniziali. Speriamo avvenga lo stesso nel MD, anche solo il doppio (14.000 invece di 7.002) sarebbe un bel risultato

Invieremo l’ipotesi di accordo FUA 2015 firmata dalla Parti, corretta nei numeri della reperibilità e con i nuovi numeri dei passaggi economici 2016 differenziati per fasce e aree, appena pervenuta da AID.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 26.04.2016 – Proposta AID ipotesi di accordo FUA 2015

Allegato 2: Nota a verbale FLP DIFESA ipotesi accordo FU Agenzia 2015

26.05.2016: Ipotesi di accordo FU Agenzia 2015 (testo con firme) 

flp difesa


Riunione a SME sui riordini dell’Esercito. La configurazione e le dotazioni organiche dei nuovi comandi interregionali multifunzione (CONFOP Nord Padova; CONFOP Sud Napoli; COMTA Bolzano)

29 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 80 del 28 giugno 2016 – La sessione informativa di giugno, che si è tenuta oggi pomeriggio nella sala riunione di SME–RPGF (Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e alla quale ha partecipato anche DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), è stata in gran parte dedicata alla configurazione dei nuovi Comandi Interregionali Multifunzione che rappresentano […]


Riunione del Comitato Unico di Garanzia. Sì alla riconferma della Consigliera di fiducia e costituzione del Gruppo di lavoro per l’attivazione di un “punto di ascolto” a Roma Centocelle

27 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 79 del 24 giugno 2916 – NotizSi è svolta lo scorso lunedì 20 giugno, c/o SEGREDIFESA, la riunione del “Comitato Unico di Garanzia“ (CUG) del Ministero della Difesa, alla quale ha partecipato per conto della nostra O.S. il collega Federico Cesaretti, che ha redatto la presente nota. “La riunione di lunedì 20 giugno, […]


L’addio col botto dell’amm. De Giorgi, sostituito al vertice della Marina dall’amm. Girardelli. Parole di fuoco e denuncia di “interessi occulti” tendenti a condizionare la F.A. La Ministra Pinotti: “speriamo non sia cosi”…

23 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 78 del 23 giugno 2016 – Addio con il botto, quello di ieri dell’amm. Di Giuseppe De Giorgi,  che ha lasciato il timone della Marina Militare nelle mani del Capo di Gabinetto della Ministra Pinotti, amm. Valter Girardelli. La cerimonia di cambio delle consegne, avvenuta sul piazzale di palazzo Marina in una cornice […]


I diversi dati sul lavoro pubblico forniti in sede di relazione 2016 dalla Corte dei Conti. Smentiti i luoghi comuni su numeri e costi alti rispetto all’Europa. Ma i media non ne parlano, ovviamente.

16 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 16 giugno 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del Notiziario n. 24 di oggi dalla Segreteria Generale FLP  con il quale  la nostra Federazione dà notizia del Rapporto della Corte dei Conti sul lavoro Pubblico. ” E’ passato ormai un anno dalla storica sentenza della Consulta che, pronunciandosi […]


Il documento programmatico pluriennale per la Difesa relativo al triennio 2018-2018, con le spese in bilancio per l’anno 2016

10 Giu 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 71 del 10 giugno 2016 – La Ministra della Difesa ha recentemente presentato al Parlamento il “Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2016-2018” (DPP) che reca lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2016 e per il bilancio pluriennale 2016-2018, come fissato dalla Leggi 28 dicembre 2015, n. 208 […]


Bando di Mobilità. Necessari ulteriori approfondimenti su posti vacanti e scoperture, la pubblicazione del bando slitta al 20 giugno e non sarà procastinabile. Raccolte dunque le nostre preoccupazioni.

8 Giu 2016 - Flp Difesa

News FLP DIFESA dell’8 giugno 2016, ore 16.30 –  Riportiamo di seguito, in carattere corsivo colorato, la mail ricevuta pochi minuti fa da PERSOCIV a firma del Vice Direttore Generale Militare in ordine alla pubblicazione del bando di mobilità interna volontaria del personale civile della Difesa: “Buonasera, vi informo che sono necessari ulteriori approfondimenti e verifiche […]


La riforma a metà dell’Ordinariato Militare. Riduzione dei ruoli dirigenti, ma restano i gradi militari. Con un costo ancora notevole per le casse dello Stato

27 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 66 del 27 maggio 2016 – La riorganizzazione in chiave riduttiva delle FF.AA., in termini di taglio di strutture (- 30% minimo al 2018) e di uomini (150.000 militari e 20.000 civili al 31.12.2024), avviata dalla legge 31.12.2012 n. 244 e attuata attraverso i due DD.LL.gs. nn. 7 e 8/2014 con le ultime […]


Audizione di CSE alla Camera sullo schema di decreto sul licenziamento disciplinare. Eccesso di delega e norme irragionevoli, dunque un testo da riscrivere

25 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 65 del 25 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato” diffuso in data odierna dalla Segreteria Generale CSE con il quale si dà notizia dell’audizione di Confederazione CSE da parte delle Commissioni Parlamentari “Affari Costituzionali” e “Lavoro” della Camera dei Deputati,  avvenuta il 16 maggio u.s. e relativa ai […]


C’è ancora amianto nei luoghi di lavoro dei Ministero della Difesa? Visita all’Arsenale di Taranto della Commissione parlamentare d’inchiesta. La denuncia unitaria di OO.SS. RSU e la relazione tecnica degli R.L.S.

23 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 64 del 23 maggio 2016 – C’è ancora amianto in alcuni luoghi di lavoro del Ministero della Difesa, e dunque esiste tuttora una condizione di rischio di esposizione a questa sostanza nociva, dichiarata fuori legge sin dal lontano 1992? La domanda appare plausibile a seguito delle risultanze  della visita avvenuta venerdì 20 u.s. […]


Accordo raggiunto in AID sul numero di passaggi economici 2016. Sono più del triplo di quanto inizialmente proposto. Ora si spera avvenga lo stesso per i passaggi 2016 del personale Difesa

18 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 63 del 18 maggio 2016 – I numeri dei passaggi economici interni con decorrenza 1.1.2016 per il personale civile di Agenzia Industrie Difesa (AID) sono significativamente cresciuti: dalle 94 progressioni inizialmente proposte dall’Agenzia e di cui  alla bozza iniziale di ipotesi di accordo (si veda il Notiziario n. 50 di pari data) che […]


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