Il Premier Renzi e il Ministro Padoan illustrano i contenuti del DDL bilancio 2017
Si riporta di seguito il testo del comunicato diffuso dalla nostra Confederazione in data 15 ottobre u.s., subito dopo il Consiglio dei Ministri di pari data e l’illustrazione via slide che ne hanno fatto il Premier Renzi e il Ministro Padoan nella conferenza stampa di presentazione del provvedimento.
“Il Governo, mentre è impegnato strenuamente nella battaglia referendaria sulla modifica della Costituzione, continua di fatto però a ignorare la sentenza della Corte Costituzionale scaturita dal ricorso fortemente voluta dalla FLP.
Con la legge di stabilità per il 2017, infatti, non stanzia le risorse necessarie per avviare un vero rinnovo contrattuale dei lavoratori pubblici.
Dai dati forniti in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri di oggi, presentati con varie slides dal Premier Renzi e dal Ministro dell’Economia Padoan, lo stanziamento di 1.9 miliardi che comprende non solo il rinnovo dei contratti ma anche il costo delle preannunciate 10.000 assunzioni nella P.A. si conferma assolutamente inadeguato a garantire un rinnovo dei contratti degno di questo nome.
In ogni caso, pur se fosse destinato interamente ai rinnovi, è assolutamente insufficiente dal momento che se solo utilizziamo l’indice IPCA ( quello che deve a legislazione vigente Indicare il beneficio contrattuale spettante) per il triennio la cifra da stanziare non è inferiore ai 7 miliardi di euro.
A questo punto, a distanza di 7 anni dall’ultimo rinnovo, non resta che la strada della mobilitazione e della lotta.
Saremo in piazza, in questi autunno che si preannuncia molto caldo, per costringere il Governo ad invertire la rotta. Coinvolgeremo nella nostra iniziativa, che non sarà di facciata o calata dall’alto, ma che partirà dai posti di lavoro e dalle realtà operative, tutte le forze sane del Paese e della società civile che hanno interesse veramente ad una pubblica amministrazione efficiente, e funzionale; e che non vogliono il suo smantellamento, che serve solo ai poteri forti e a chi vuole esternalizzarne i servizi per meri interessi di bottega.
LA SEGRETERIA GENERALE “
A distanza oramai di quattro giorni dal Consiglio dei Ministri, il testo del DDL non risulta ancora noto nella sua forma definitiva e non è stato ancora inviato alla Camera per l’avvio dell’esame in commissione. Ancora nebulosa è dunque la parte relativa al pubblico impiego, soprattutto per quanto attiene le risorse vere destinate ai rinnovi contrattuali, che saranno comunque del tutto insufficienti.
Attendiamo dunque di conoscere il testo del DDL che, appena noto, pubblicheremo sul questo nostro sito e inizieremo a spulciare pagina per pagina per trovare le norme di nostro maggiore interesse, prima fra tutti la norma per il fondo integrativo (vds. Notiziario n.117 del 10.10.2016) e quella annunciata proprio oggi dal Gabinetto sulle progressioni verticali, di cui diremo diffusamente con il prossimo Notiziario.
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 119 del 14 ottobre 2016 –
Nel pomeriggio di oggi, PERSOCIV ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 62108 di pari data con la quale fornisce in via anticipata importanti informazioni circa le modalità, le tempistiche, i percorsi operativi e la procedura per la gestione della procedura selettiva che avverrà rigorosamente ed esclusivamente on-line, attraverso la specifica piattaforma che si sta testando proprio in questi giorni (la circolare della D.G. è anche pubblicata su questa pagina in allegato 1).
La circolare “introduttiva” della Direzione Generale anticipa dunque il vero e proprio “bando” che vedrà la luce lunedì 31 ottobre, e solo dopo la sua pubblicazione sarà possibile per i lavoratori civili interessati, in servizio alla stessa data, proporre le istanze di partecipazione alla procedura. I giorni a disposizione per la proposizione per via telematica delle predette domande – su apposito modulo differenziato in relazione all’area di appartenenza – saranno 15 (termine perentorio) a partire dalla data di pubblicazione del bando, come peraltro avvenuto per la prima tornata realizzata nel 2011.
A tal proposito, atteso che la procedura sarà telematica, consigliamo ai colleghi interessati di effettuare da subito la pre-registrazione (accreditamento) attraverso il sito “concorsi on line” (accessibile anche da qui, cliccare sul link), spazio “Registrati”, opzione “Registrazione senza Smart Card”, avendo a portata di mano un documento di riconoscimento valido e un cellulare, al quale perverrà in corso di registrazione un “PIN” per l’identificazione del profilo. L’opzione “Registrazione con Smart Card”, per il tramite della Carta Multiservizi Difesa (CMD), non risulta allo stato attiva.
Attraverso la procedura di registrazione, il lavoratore acquisirà le proprie credenziali (username e password) per poter accedere al proprio profilo e procedere poi a tutte le operazioni successive.
Non sono ammesse modalità di partecipazione alla procedura selettiva diverse da quella on line ; i lavoratori che non fossero nelle condizioni di assolvervi, potranno far capo all’Ufficio personale del proprio Ente, presentando l’allegato 1 alla circolare (“fac-simile autocertificazione”), che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che dovrà essere compilato in ogni sua parte e debitamente sottoscritto, e sarà poi l’Ufficio Personale a trasporlo in forma telematica.
Tutte le comunicazioni di carattere collettivo, e dunque d’interesse della generalità dei partecipanti, e con valore di notifica, verranno pubblicate sul sito di Persociv, sezione “Sviluppi economici 2016”; quelli di carattere personale verranno invece veicolate direttamente agli interessati anche attraverso messaggio email inviato alla casella di posta elettronica indicata al momento della registrazione.
Il numero di passaggi 2016 messi complessivamente a concorso sono, come oramai ben noto a tutti, 7.002, che rispetto al numero dei dipendenti in servizio alla data di pubblicazione del bando danno una copertura di poco superiore al 25%. Poca cosa, davvero, rispetto a quanto si sta realizzando in altre Amministrazioni, dove le percentuali di copertura sono ben superiori ( 67% MEF; 75% MISE; 40% nella stessa AID-Agenzia Industrie Difesa).
Una scelta incomprensibile, quasi suicida (tenuto conto che in F.P. sono allo studio norme che limiteranno al 20% il numero di passaggi alla fascia superiore), di cui portano interamente la responsabilità, da una parte CGIL-CISL-UIL che hanno giudicato “scandalosa” e“irricevibile” la nostra proposta di arrivare a 16.974 sviluppi economici (il 63% circa), tutti con decorrenza 1.1.2016 (si veda il loro comunicato del 6.07.2016), e dall’altra l’Amministrazione Difesa che dopo aver ben compreso l’utilità e la praticabilità di quella proposta, non ha tirato fuori gli attributi necessari per difenderla.
E poi ci dicono che A.D. è impegnata a far crescere il nostro trattamento economico: e dopo sei anni di blocco delle retribuzioni, si butta alle ortiche la possibilità di aumentare sin da quest’anno lo stipendio di altri 10.000 lavoratori? Mah!!!
Buona partecipazione alla procedura alle colleghe e ai colleghi che vi prenderanno parte.
L’entrata del Pirotecnico di Capua, uno dei sei “polverifici” del M.D.
Si è tenuto oggi il primo incontro del tavolo tecnico per la “verifica, in chiave riduttiva, in relazione alle effettive esigenze di funzionalità dei servizi degli Enti dell’AD. e alle reali attività svolte nei medesimi, delle posizioni organizzative, delle particolari posizioni di lavoro, dei turni e della reperibilità” (Nota congiunta n. 1 all’Accordo definitivo FUA 2016, siglato il 30 settembre u.s.). Come si ricorderà, la FLP DIFESA non ha sottoscritto quell’accordo, con le motivazioni riportate nella nota a verbale (Notiziario n. 112 del 30/09/2016), ma ha comunque condiviso l’impegno contenuto nella predetta Nota congiunta, auspicando, al contempo, che il tavolo tecnico potesse raggiungere quegli obiettivi di razionalizzazione di P.O. e Turni/Reperibilità/PPL tante volte invocata e mai compiutamente realizzata (si veda l’ultimo capoverso della nota a verbale FLP DIFESA allegata al CCNI, che ripubblichiamo su questa stessa pagina).
A detto incontro, ha partecipato per la nostra O.S. il collega F. Cesaretti, che ha redatto queste note.
Nel merito, l’incontro ha avuto un contenuto meramente interlocutorio, atteso che A.D. – attraverso gli interventi di SMD e SGD – ha rappresentato di non aver ancora concluso la propria attività di verifica sugli istituti in esame, necessaria a presentare alle OO.SS le proprie proposte in materia e pertanto si è riservata di fornire al più presto alle parti Sociali le risultanze di tali lavori. Tuttavia, è emerso in modo abbastanza evidente l’orientamento di A.D. di intervenire prevalentemente sulle P.O. e sulla Reperibilità, attraverso una razionalizzazione ed attualizzazione di tali istituti, anche alla luce delle riorganizzazioni/accorpamenti che hanno interessato un numero significativo di Enti, piuttosto che su PPL e Turni, in cui maggiori appaiono i vincoli di natura normativa e di garanzia di funzionamento degli Enti.
Su tali considerazioni si è registrata una sostanziale convergenza delle OO.SS., ma la discussione di merito è stata rinviata ad un nuovo incontro, preceduto dall’invio alle OO.SS. della documentazione prodotta dall’A.D. Ed è proprio alla luce di tale convergenza che appare ancor più incomprensibile la richiesta di CGIL-CISL e UIL che i prossimi incontri (tecnici!) avvengano a tavoli separati. Perché? Lo abbiamo già detto più volte: non crediamo che sia questo il modo migliore per tutelare gli interessi dei Lavoratori (“divide et impera”, diceva qualcuno), ma la risposta la lasciamo a chi tavoli separati li chiede!!
In occasione dello stesso incontro, si è poi affrontata la spinosa questione dei “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi” e della relativa circolare della D.G. n. 16749 del 14.03.2016. Il confronto in sede tecnica non ha portato ad alcun progresso, atteso che A.D. ha ribadito la propria posizione in merito al contenuto ed agli effetti della circolare (Notiziario n. 52 del 28.04.2016), ritenendo la stessa il frutto del portato normativo e della giurisprudenza affermatasi con la nota sentenza della Corte dei Conti. Sul punto, tutte le OO.SS., sia pure con qualche distinguo, hanno ritenuto che i veri nodi da sciogliere siano da ricercare nella vetustà della norma di riferimento – difficilmente applicabile alle condizioni di lavoro presenti nell’A.D. e in mancanza del decreto attuativo mai adottato – e nel riferimento ad un sistema di classificazione dei lavoratori – l’ex carriera operaia – che non trova riscontro in una realtà che dagli anni ’80 ad oggi ha visto susseguirsi ben tre diversi sistemi di classificazione del Personale (312/80, NOP, NSC). Questioni che necessitano di specifici strumenti normativi e che esulano, quindi, dalle possibilità di un tavolo tecnico. Proprio per questo, la richiesta di parte sindacale, che anche in questo si è ritrovata concorde, è stata quello di ricondurre la discussione al più consono tavolo politico, l’unico capace di individuare le iniziative, anche di carattere legislativo, idonee a tutelare quei lavoratori che hanno operato in condizioni gravose e che hanno già visto o potrebbero vedere allontanarsi di colpo la prospettiva di benefici pensionistici.
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 28/2016 che riferisce dell’interessante sentenza n. 213 del 23 settembre 2016 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 33, comma 3, nella parte in cui esclude il convivente dal diritto ad usufruire dei permessi mensili per assistere una persona disabile a lui vicina.
” La FLP informa che, con sentenza n. 213/2016, la Corte Costituzionale ha stabilito il rilevante principio secondo cui anche al convivente di persona disabile – che si occupi dell’assistenza in favore del partner malato o invalido – ha diritto di usufruire, alla stessa stregua dei coniugi e dei parenti fino al secondo grado, dei tre giorni di permesso mensile retribuito e coperto da contribuzione figurativa previsti dalla legge 104 del 1992.
La storia da cui trae origine la sentenza si incardina in un procedimento sorto 3 anni fa tra una lavoratrice e l’ASL presso cui prestava servizio. Dopo che lavoratrice ha citato in giudizio l’ASL che non gli aveva riconosciuto l’uso dei permesso mensili, il Tribunale ordinario del lavoro con ordinanza del 15 settembre 2014 ha sollevato la questione di legittimità costituzionale del comma 3 dell’articolo 33, Legge 104/02.
La Corte Costituzionale, dopo aver ritenuto rilevante la questione e ricostruito la ratio legis dell’istituto del permesso mensile retribuito di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 1992, alla luce dei suoi presupposti e delle vicende normative che lo hanno caratterizzato, nel ricordare l’inviolabilità del diritto alla salute psico-fisica del disabile (previsto dall’articolo 32 delle Costituzione) ha dichiarato incostituzionale la legge n. 104/1992 e precisamente l’art. 33, comma 3 laddove esclude il convivente dal diritto ad usufruire del permesso mensile per assistere una persona disabile a lui vicina.
L’intento dei giudici della Consulta non è stato quello di imporre un’equiparazione fra la figura del coniuge e quella del convivente, bensì di sottolineare come l’articolo 2 e 32 della Costituzione intendono garantire e tutelare un diritto inviolabile, specialmente nei confronti di chi si trova in una situazione di oggettiva gravità.
A detta dei magistrati è quindi del tutto illogico che nell’elenco dei legittimati ad utilizzare i permessi retribuiti e mensili della Legge 104/92 non vengano menzionati anche i conviventi.
DIPARTIMENTO STUDI E LEGISLAZIONE DI FLP “
Pubblichiamo di seguito su questa stessa pagina in allegato 1 la sentenza della Corte Costituzionale n. 213 del 23 settembre 2016 e, in allegato 2,
La sentenza della Corte Costituzionale n. 213 del 23 settembre 2016 è pubblicata sul nostro sito, che reca anche la recente circolare PERSOCIV n. 57501 del 28.09.2016 relativa alla sentenza della Cassazione n. 5574/2016 anch’essa in materia di permessi Legge 104.
Parte da domani 6 ottobre, un programma di assemblee che vedrà impegnati i dirigenti FLP DIFESA su tutto il territorio nazionale, e che da qui a tutto novembre ci porterà negli Enti più importanti del M.D. (gli appuntamenti con i Dirigenti nazionali verranno segnalati nello spazio agenda nazionale di questo sito), e con una triplice finalità: informare i lavoratori interessati in merito agli ultimi sviluppi sulle importantissime partite attualmente in gioco; raccogliere valutazioni e contributi dai colleghi, ovviamente anche critici, all’interno di una grande campagna di ascolto dei lavoratori che serva anche in funzione di una vertenza sostenibile; avviare una forte mobilitazione della categoria che traguardi una iniziativa nazionale a sostegno delle nostre richieste nel caso di risposte inadeguate da parte di A.D.
Sono tre, in particolare, i temi relativi alla Difesa che porremo al centro di queste assemblee: l’incremento del trattamento economico civile; le linee attuative del protocollo 2.05.2016 sulle funzioni civili e la tabella di equiparazione tra gradi militari e posizioni civili; le scelte suicide dell’accordo FUA 2016. Naturalmente, parleremo anche d’altro: dalla c.d. riforma della P.A. ai temi legati al rinnovo contrattuale; dal processo di riordino delle FF.AA. alle preoccupanti prospettive disegnate dal Libro Bianco; dalle criticità della sistema di valutazione a quelle riferibili alla 1^ area, e altri argomenti eventualmente sollecitati direttamente dai colleghi. Ma i tre temi di cui sopra, per la loro importanza, occuperanno un posto rilevante.
Il primo dei tre temi, quello relativo all’incremento economico, è materia di strettissima attualità: origina dalla presa d’atto (finalmente!) da parte di A.D. dei livelli assolutamente insufficienti – nel confronto con le altre AA.PP., ma anche dentro il MD con i militari – del trattamento economico dei lavoratori civili. Rispetto alle quattro ipotesi prese in esame per accrescerlo (vds. Notiziario n. 47 del 20.04.2016), la scelta finale operata dalla Ministra è caduta sulla costituzione di un fondo integrativo, aggiuntivo rispetto al FUA, sul tipo di quello in essere nel Ministero Salute, alimentato da risorse provenienti in parte dal MD e in parte dal MEF (vds. Notiziario n. 105 del 13.09.2016). A tal riguardo, il Vertice politico ha già avanzato una proposta formale alla F.P. (competente per gli aspetti normativi) e al MEF (competente per gli aspetti finanziari), e dei relativi esiti il Sottosegretario Rossi informerà le OO.SS. nella riunione già convocata per il 10 ottobre.
Per quanto attiene alle linee attuative del protocollo del 2.05.2016, in data 22 u.s. è di fatto partito il confronto con SMD e SGD (vds. Notiziario n. 109 di pari data) ma, all’esame attento che abbiamo successivamente operato dei contenuti della bozza predisposta dai due Organi di vertice, sono emerse tutte una serie di criticità, in particolare sull’area tecnico/operativa, che abbiamo già puntualmente rappresentato a SMD e che confidiamo inducano ad una correzione di rotta, perché le linee applicative dovranno essere chiare ed esaustive, senza buchi e margini di indeterminatezza e di discrezionalità. Solo così, si potrà aprire una fase davvero nuovo nell’impiego civile nel MD. A tal proposito, diventa anche fondamentale la rapida adozione della nuova tabella di equiparazione, che langue (volutamente) da tre anni.
Per quanto riguarda infine le scelte suicide dell’accordo FUA 2016, i colleghi sanno bene che FLP DIFESA non ha sottoscritto quell’accordo per i motivi richiamati nella nota a verbale allegata all’accordo definitivo, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 112 del 30 u.s. (siamo stati l’unica O.S. a presentarla; ci si chiede: che fine hanno fatto le altre 4 note allegate all’Ipotesi? Problemi risolti? Non parrebbe proprio..).
A parte l’accordo FUA, oramai definitivo e di cui sarà interessante monitorare gli effetti (cominciano a fioccare i distinguo… ne riparleremo), e di tutta evidenza che trattamento economico, funzioni civili e tabella saranno al centro delle relazioni sindacali nelle prossime settimane.
Ma cosa si dovrà fare se le risposte dell’AD fossero inadeguate? Abbiamo aperto un apposito sondaggio sul nostro sito (in alto,a sinistra) cui invitiamo tutti a partecipare. Allo stato, oltre l’80% dei colleghi si è espresso per avviare “forti iniziative di lotta”. Siamo proprio d’accordo.
I lavoratori interessati a conoscere e a confrontarsi con FLP DIFESA negli Enti dove non abbiamo ancora una presenza organizzata, sono invitati a farcelo sapere. Cercheremo di non mancare al confronto!
Vi aspettiamo in tanti nelle nostre assemblee!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 113 del 4 ottobre 2016 –
I Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL felici e contenti dopo l’accordo con il Governo sull’APE
Si riporta di seguito il comunicato CSE diffuso in data 3 ottobre u.s. che esprime le proprie valutazioni al riguardo dell’accordo tra Governo e CGIL-CISL-UIL (solo loro…) sulle modifiche della legge Fornero e del varo con la prossima legge di stabilità dell’A.P.E. (Anticipo Pensionistico), presentato come “la soluzione” per dare più flessibilità in uscita. Mah!
” La Legge Fornero, che ha provocato lo slittamento della pensione per la maggior parte dei lavoratori italiani, è ormai universalmente riconosciuta come una legge iniqua, ma ha il pregio di non avere né babbo né mamma.
Benché, infatti, quasi tutti i partiti allora presenti in Parlamento l’abbiano votata, oggi non si trova più nessuno che ne rivendichi la paternità. Anzi, è usata come comodo paravento dalle forze politiche per continuare a far cassa sui lavoratori senza prendersi responsabilità, tanto la colpa è della Fornero.
Pensavamo quindi, che con il confronto sulle pensioni che si è aperto a Palazzo Chigi mesi fa, al quale “stranamente” sono stati invitati solo CGIL, CISL e UIL, si potesse dar corso alla modifica di una norma che ha portato l’Italia ad avere il triste primato di essere uno dei Paesi industrializzati con l’età pensionabile più alta.
Invece no, perché il nostro è un Paese in cui anche quando si tratta di correggere le iniquità più palesi, il gioco dei diritti è sempre a somma zero, cioè se si fa giustizia da una parte si deve togliere qualcosa dall’altra.
Così, il 28 settembre scorso, si è giunti alla firma di un verbale d’intesa tra Governo e triplice confederale nel quale, al fianco di condivisibili obiettivi quali l’aumento delle pensioni minime, la possibilità di ricongiungimento non oneroso di periodi contributivi o la revisione del regime pensionistico per lavoratori precoci e lavori usuranti (che però devono essere tradotti ancora in provvedimenti legislativi), è spuntato uno strano animale di cui si sente molto parlare: l’APE.
Eravamo abituati a sentir parlare di api regine o api operaie. Invece ora c’è anche l’APE bancaria, che sugge soldi da coloro che vorrebbero andare in pensione per portarli moltiplicati a banche e assicurazioni.
In cosa consiste l’APE Bancaria? Semplice! Si propone di mandare in pensione lavoratori a un’età che, prima della Legge Fornero, avrebbe dato diritto alla pensione di anzianità, previa accensione di un mutuo che, formalmente, il lavoratore chiede all’INPS, ma è erogato dalle banche, con l’obbligo ulteriore di stipulare un’assicurazione per il caso di premorienza.
In sintesi, per ridarti un diritto che era già tuo, devi accendere un mutuo ventennale al tasso del 5 per cento annuo – che per inciso è talmente alto da essere attualmente fuori mercato – al quale bisogna aggiungere un altro 5 per cento della somma sotto forma di premio assicurativo.
L’esborso medio per tre anni e sette mesi di anticipo ed un assegno pensionistico poco oltre i mille euro è di oltre 60.000 euro.
La misura è ancora più fuorviante, al limite del truffaldino, se pensiamo che per i primi tre anni di pensione la decurtazione è minima, mentre dal quarto anno in poi la pensione si abbassa drasticamente fino a portare il pensionato sotto la soglia di povertà.
Il metodo usato dai sindacati per giustificare l’APE è più o meno come quello che i politici hanno usato per la Legge Fornero cioè scaricare le proprie responsabilità. Infatti, il verbale siglato con il Governo prevede due parti: la prima, quella migliore (ma non perfetta) è preceduta dalla dicitura “le parti convengono”; la seconda, quella dell’APE, invece è una dichiarazione del Governo e i sindacati, formalmente, non aderiscono e possono dire di non essere d’accordo.
La realtà è che se un sindacato non è d’accordo con qualcosa chiede che venga tolta dall’accordo; se non lo fa sta dando il proprio assenso all’operazione. Appunto ciò che è avvenuto con il verbale del 28 settembre.
D’altronde, se è chiaro e lampante che questo Governo è amico delle banche, è altrettanto chiaro che i sindacati sono molto amici delle assicurazioni. E il nuovo insetto punge i lavoratori ma porta tanti soldi alle banche, ma anche alle società assicurative.
Alla fine, la previsione (e il rischio) è che solo i lavoratori già ricchi si avvarranno del nuovo strumento, il ché anziché diminuire le iniquità della Legge Fornero le farà aumentare, alimentando divisioni “di classe” tra chi potrà permettersi di farsi suggere soldi dall’APE Bancaria e chi no.
Con il consenso di chi dovrebbe difendere i lavoratori e invece, tra una crociera e l’altra, continua a difendere le caste. LA SEGRETERIA GENERALE “
Pubblichiamo su questa stessa pagina:
il verbale d’intesa firmato dalla triplice confederale;
una scheda tecnica sull’APE elaborata dal Dipartimento Politiche previdenziali della nostra Federazione.
Con mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016 aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto, il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute dagli Organi certificatori”, sarebbe stato messo in firma alla Parti sindacali nei giorni 29 e 30 c.m. (vds allegato 2).
Ebbene, coerentemente con le posizioni assunte durante tutto il corso della trattativa nazionale di cui c’è ampia traccia nei nostri Notiziari diffusi a conclusione di ogni riunione, e in linea peraltro con la scelta conclusiva operata dalla nostra Delegazione nazionale in ordine all’Ipotesi di accordo, FLP DIFESA non sottoscriverà l’accordo definitivo per i motivi ben noti ai colleghi e specificati nella “Nota a verbale”(in allegato 3), che abbiamo già inviato a PERSOCIV per essere allegata al C.C.N. Integrativo FUA 2016.
A nostro giudizio, la trattativa negoziale con l’A.D. per la distribuzione del FUA si è conclusa quest’anno nel peggiore dei modi, con un accordo decisamente al ribasso che prevede per l’anno in corso un numero di passaggi economici decisamente insufficienti, la cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione del FUS, addirittura con la previsione vergognosa di un possibile affidamento fiduciario al Dirigente delle relative risorse in abbinata a quelle destinate alla remunerazione della performance, e con la prepotente entrata in scena della valutazione della predetta performance,sia per quanto riguarda la gestione del 15% delle risorse locali che, ancor di più, per quanto attiene il suo peso all’interno dei criteri che presiederanno ai passaggi economici, decisamene sovradimensionato (50 punti, gli stessi di titoli e esperienza professionale!). Un mezzo disastro, sia per gli effetti che prevedibilmente produrrà sulla nostra gente che, ancor di più, per i pericolosi lasciti sul fronte delle relazioni sindacali.
A fronte di questi pesantissimi approdi negoziali, non potrà allora che apparire logica e coerente la scelta unanime della delegazione FLP DIFESA, peraltro condivisa e sostenuta da tutto il nostro gruppo dirigente, di non sottoscrivere il predetto CCNI. Un scelta di differenziazione alla quale la nostra O.S. non è usa, avendo sottoscritto responsabilmente tutti gli accordi degli ultimi quindici anni, ma che quest’anno, altrettanto responsabilmente, ha scelto di non sottoscrivere per non diventare complice di un’operazione che segna, a nostro avviso, il punto più basso degli accordi nazionali di questi anni.
Come si ricorderà, la trattativa era partita il 21 giugno u.s. (vds Notiziario n. 77 di pari data) ed era apparsa già segnata in partenza dalla “intesa programmatica” di cui all’art. 16 dell’accordo FUA 2015, che confermava i 7.002 passaggi economici 2016 richiesti da CGIL-CISL-UIL Difesa nella riunione del 21.01.2016 (vds comunicato di pari data) e seduta stante generosamente accolti dalla dr.ssa Corrado.
La vicenda rovinosa dei passaggi non può comunque, in nessun caso, far passare in second’ordine le due cadute verticali altrettanto rovinose richiamate in apertura, la prima legata all’avvento corposo su FUS e passaggi economici della performance individuale e la seconda, certo di maggior rilievo, che comporta il rischio della cancellazione di fatto della contrattazione locale per la distribuzione dl FUS.
A tal riguardo, ci permettiamo di rivolgere un appello a tutte le Rappresentanze locali affinchè non seguano la sollecitazione delle Parti firmatarie dell’accordo FUA (art. 14, comma 2) a valutare la possibilità di “destinare le somme del medesimo a incremento del trattamento economico accessorio correlato alla performance individuale di cui al precedente art. 12”. Andare su questa strada significa di fatto azzerare la contrattazione locale in materia di distribuzione delle risorse destinate ai progetti locali che è prevista dai nostri CCNL, in un momento in cui la richiesta di tutti i Sindacati del P.I. è rivolta alla modifica del D.Lgs. 150 e al recupero pieno della contrattazione (vds. IL SOLE 24 ORE del 28.09.2016) attraverso il nuovo CCNL.
Le contrattazioni FUS vanno pertanto mantenute, a tutti i costi!
3.10.2016 – Pubblichiamo il testo dell’accordo FUA 2016 con le firme delle Parti aderenti: ccni-fua-2016-del-30-09-2016
Notiziario n. 111 del 27 settembre 2016 –
Di media importanza (cambi di denominazione e dipendenza) i provvedimenti di riordino oggetto della sessione informativa odierna con SME–RPGF(Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), e anche per questo ne abbiamo approfittato per porre ai nostri interlocutori alcune questioni di carattere metodologico che toccano l’economia di queste sessioni informative e la loro prospettiva in funzione degli impegni futuri legati al complesso riordino della F.A.
Iniziamo dai provvedimenti illustrati, e di cui alla scheda tecnica predisposta da RPGF che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina.
AREA OPERATIVA
slitta al 30 settembre p.v. la riconfigurazione dell’attuale Comando Supporti (COM UP) di VERONA in Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER SPT), che avrà maggiori funzioni, gestirà circa 20.000 unità di personale, assorbirà l’organico (9 posizioni di area 2^) di COMFOTER, vedrà il reimpiego dei 6 civili oggi effettivi a quel Comando, e sarà inoltre accompagnata dalla ridenominazione del COMFOTER in COMFOTER COE (Comando Operativo Esercito) con trasferimento nella sede di ROMA;
connessa al provvedimento di cui sopra, la riorganizzazione della Scuola TRAMAT in Comando dei Supporti Logistici, con transito di dipendenza da COMFORDOT a CONFOTER SPT e mantenimento dei volumi organici dell’attuale Scuola (7 P.O., rispetto ai 6 effettivi, con procedura reimpiego semplificata);
questi i cambi di dipendenza connessi alle riorganizzazioni di cui sopra: dal COMFOTER al Capo di SME, di COMFODIN PADOVA, CONFODIS NAPOLI, COMTA BE e Cdo NATO di Solbiate O.; da CONFOTER a COMFOTERSPT, di C.do Artiglieria Bracciano, Cdo art. c/a Sabaudia, Cdo Genio Roma e Cdo TRS Anzio; da COMFOTER alle dipendenze della Divisione Friuli FIRENZE della Folgore LIVORNO ; infine, cambio di dipendenza da COMSUP a C.do SPT Logistici (ex Scuola TRAMAT) di due Reggimenti (BELLINZAGO e BUDRIO) e di 4 Rep. Sanità (TORINO, MILANO, MERANO E PERSANO).
AREA FORMAZIONE
COMFORDOT (Cdo Formazione) ROMA: prevista la sua riorganizzazione con soppressione dell’ LA e Standardizzazione e della Sz. TRAMAT, la ridenominazione di alcune Sezioni e la rilocazione dell’Uf. Sicurezza dallo SM SPT allo SM Operativo; confermati i volumi organici (15) e gli attuali profili prof.;
COMFOR SA (Scuola Applicazione) TORINO : prevista anche qui una riorganizzazione, che prevede tra l’altro: il transito di dipendenza del “polo alloggiativo Riberi” da CME Piemonte a COMFOR SA; la cancellazione della posizione di Vice Cte; l’abbassamento del rango del Cte Reparto Corsi; la soppressione dell’ Coord. Didattico e delle Segreterie di vari Uffici, la creazione di nuove Sezioni (Infrastrutture; C4; Studi e Dottrina; Formazione e add.to) e nuovi Nuclei, tra i quali quello “Formazione” all’interno della già esistente Sezione Personale Civile. La nuova dotazione organica di COMFOR SA passerà dalle attuali 173 a 156 posizioni (corretto in riunione rispetto a quanto contenuto nella scheda tecnica allegata), e dunque con un taglio di 16 posizioni, a fronte però di solo 139 posizioni effettive presenti.
AREA DI VERTICE
RA.LO.CE. ROMA: nel contesto del processo di razionalizzazione degli Organismi di Protezione Sociale (OPS), si provvederà da una parte a sopprimere quattro Sale Convegno(“Pio IX, Lungara, Unifica e Truppa) e, dall’altra, a costituire il “Circolo Ufficiali Pio IX e Lungara” e le “Sale Convegno Uniche”(“Castro Pretorio” e “Trincea”). Le P.O. civili verranno riassorbite all’interno della dotazione di RA.LO.CE., i lavoratori civili permarranno nelle sedi attuali e svolgeranno analoghe mansioni.
STATO MAGGIORE ESERCITO (SME): nel quadro della riorganizzazione in itinere di RPGF, è stata già resa operativa la separazione della gestione finanziaria da quella relativa alla pianificazione generale. In ogni caso, conseguentemente alla riorganizzazione COMFOTER/COMFOTER COE, la configurazione dello SME subirà un processo di riorganizzazione che, sul fronte del personale civile, produrrà una contrazione di circa 10 P.O. (dalle attuali 196 a 186), che rappresentano il saldo tra -11 P.O. di area 3^, – 2 P.O. di area 2^ e + 3 P.O. di area 1^, in ragione dell’allineamento alle presenze effettive di personale.
AREA DI VERTICE/OPERATIVA
In previsione della costituzione del VI° Reparto di SME, con funzioni di direzione e controllo del settore CIS di F.A. con connesso assorbimento di competenze da IV° Rep. SME, Cdo Logistico EI e Cdo TRS e Informazioni, l’operazione di riordino prefigurata da RPGF avrebbe comportato le soppressioni, le riorganizzazioni, le costituzioni ex novo e i transiti di cui a pag. 4 della scheda tecnica predisposta da RPGF, il che comporterebbe un taglio di 21 P.O. civili in ragione dell’allineamento alle presenze effettive. Il predetto riordino è però allo stato bloccato, in quanto SMD ha chiesto approfondimenti al riguardo.
NUOVI COMANDI INTERREGIONALI
Come già riferito nel precedente Notiziario n. 80 del 28 giugno 2016, in ottemperanza a quanto previsto dal Decreto Legislativo 26.04.2016, n. 91, correttivo del D. Lgs. n. 7/2014, entro la fine di quest’anno sarà attuata la riorganizzazione di CONFODIN PADOVA, CONFODIS NAPOLI e C.DO TRUPPE ALPINE (COMTA) di BOLZANO in comandi interregionali multifunzione che accorperanno le funzioni operative, infrastrutturali e territoriali, con cambio di denominazione dei primi due – rispettivamente in COMFOP Nord e COMFOP Sud – mentre il terzo manterrà l’attuale sua denominazione. Per quanto riguarda il settore infrastrutturale, l’attribuzione delle competenze d’area ai COMFOP/COMTA è ovviamente legata alla prossima soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord, Sud e Centro, e vedrà il riversamento quasi in copia conforme della loro attuale struttura, al netto dell’Uf. Risorse (personale), all’interno del corrispondente settore di COMFOP/COMTA, che avranno competenze anche sui Reparti Infrastrutture.
Ebbene, in ragione del fatto che lo schema di DM di soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord, Sud e Centro, già firmato dalla Ministra, è ancora in fase di registrazione alla Corte dei Conti, i predetti Comandi Infrastrutture resteranno in vita fino ad avvenuta registrazione del decreto ministeriale, e solo a seguire COMFOP NORD, COMFOP SUD e COMTA ne assorbiranno le relative competenze.
IPOTESI DI RIORGANIZZAZIONE ALLO STUDIO
Riguardano: Scuola di Fanteria CAPUA; i Reggimenti Addestramento Volontari (RAV); la Scuola Nunziatella di NAPOLI; i Reggimenti di sostegno (184° Cansiglio TREVISO e 44° Penne ROMA); infine, il Btg. Mezzi mobili campali della Scuola di Commissariato di MADDALONI. Ne vedremo gli approdfi.
La delegazione di FLP DIFESA, dopo aver preso atto delle comunicazioni venute da RPGF e DIPE e aver chiesto alcuni chiarimenti al riguardo di cui abbiamo già dato conto sopra, ha ritenuto di porre due questioni:
la prima fa riferimento alla necessità che dei provvedimenti di riordino a procedura semplificata siano oggetto di tempestiva informazione locale a RSU/OO.SS. Territoriali, cosa che non sempre viene fatta;
la seconda, che in relazione al corso avuto dalle più recenti riunioni, servirà chiarire quanto prima la natura vera e le finalità di queste sessioni informative, in quanto se le finalità non fossero solo quelle informative nei termini che conosciamo, ma quelle di un coinvolgimento preventivo ed effettivo delle Parti sociali in termini di loro contributi e proposte alle scelte finali della F.A in materia di riordini, sarebbe allora necessario che le informazioni della F.A. fossero più dettagliate con riferimento all’intera configurazione degli Enti, all’impiego del personale tutto e agli incarichi, che non dovrebbero avere natura riservata atteso che, un volta posti in essere, sono perfettamente individuabili e visibili a tutti;
in secondo luogo, che alle OO.SS. nazionali interessate sia concesso un tempo sufficiente per poter elaborare i propri contributi e le proposte, anche solo di un paio di settimane, come parrebbe ovvio.
In buona sostanza, abbiamo fatto presente a RPGF che, se la F.A. intende coinvolgere davvero le OO.SS. sui processi di riordino, occorrono più informazioni di dettaglio e un tempo per l’approfondimento e le proposte.
A tal riguardo, RPGF ci ha assicurato che sottoporrà la questione ai Vertici di F.A.
Come i colleghi ricorderanno, la fase finale della trattativa per l’Ipotesi di accordo FUA 2016 di luglio scorso è stata alquanto rumorosa: forti contenziosi in ordine alle posizioni di A.D.; polemiche tra sigle sindacali (ci riferiamo in particolare al botta e risposta tra CGIL-UIL ed FLP Difesa, di cui al Notiziario n. 85 e al Notiziario n. 89); spaccature all’interno di CGIL-CISL-UIL Difesa, rese ben evidenti da comunicati separati e diversi, anche nei giudizi e nelle proposte; infine, una variegata serie di iniziative sindacali su una serie di argomenti aperti ed irrisolti (problematiche area 1^; flessibilità tra i profili; etc. etc.).
Tra le iniziative delle OO.SS., quella che ci ha colpito in particolar modo è stata la lettera del 4.08.2016 di CGIL e UIL Difesa alla Ministra, nella quale, partendo dagli “impegni” assunti dalla sen. Pinotti nella riunione separata del 14.12.2015 (avvenuta, si afferma,“a solo poche ore della manifestazione dei lavoratori civili della difesa indetta da CGIL FP, CISL FP e UIL PA” : è lecito, sulla base di qualche piccola esperienza maturata nell’organizzazione di manifestazioni, nutrire qualche perplessità su questa narrazione?) e poi formalizzati con nota di pari data inviata dal Gabinetto a tutte le OO.SS, le due sigle danno un giudizio indiscutibilmente negativo sugli sviluppi registrati in questi mesi, arrivando addirittura a parlare di “quadro sconfortante”.
In effetti, il “quadro sconfortante” emerge davvero tutto intero dalla minuta elencazione delle questioni irrisolte che CGIL e UIL Difesa tracciano nella loro lettera: tabella di equiparazione militari/civili ancora “in mente dei”; risparmi derivanti dai riordini da destinare al FUA non ancora imputati (più che al 2016, noi penseremmo in primo luogo ai risparmi derivanti dal riordino sanità militare, di cui al protocollo SSS-OO.SS. 13.02.2013); progressioni tra le aree mai realizzate nel MD; lo spinoso ed irrisolto problema degli “ausiliari”; zero soluzioni ancora per l’incremento del trattamento accessorio dei civili, a distanza di oltre sei mesi dalla fine dei lavori del “Gruppo” insediato con DM 16.06.2015; il mancato avvio del tavolo tecnico sui benefici pensionistici legati a lavori insalubri, polverifici e imbarchi, al fine di arginare le imponenti falle aperte dalla ben nota (e poco accorta) circolare PERSOCIV del 3.03.2016; le enormi criticità legate alla difficile agibilità dei tavoli locali a seguito della disdetta da parte di AD del CCNI 6.07.2000; infine, i problemi legati al sistema di misurazione della performance individuale, che fa acqua da tutte le Parti.
Un’analisi impietosa, quella di CGIL e UIL Difesa, diversa da quella di qualche altra sigla storicamente imparentata che usa smarcare periodicamente improbabili obiettivi raggiunti, che sola essa evidentemente riesce a cogliere.
Un’analisi, questa, che però, dal nostro punto di vista, diventa ancor più impietosa, atteso che anche i due impegni che CGIL e UIL Difesa ritengono allo stato soddisfatti (passaggi economici 2016 e protocollo funzioni civili 2.05.2016) per noi non lo sono affatto: in materia di passaggi, riteniamo insoddisfacenti i 7.002 passaggi 2016, e con noi la gran parte dei lavoratori; in materia di “protocollo” delle funzioni, ricordiamo che esso (che non è il “Regolamento” !) reca solo impegni general generici, che necessitano di linee applicative ancora al di là da venire, mentre nel frattempo i riordini FF.AA. procedono con operazioni di sistematica militarizzazione. O no? Il quadro complessivo pertanto, ai nostri occhi, è ancora più fosco.
Ma noi non ne siamo affatto sorpresi. Sin da subito avevamo immaginato che gli impegni della Ministra fossero per gran parte scritti sulla sabbia: riportiamo il titolo, di per sé illuminante, del commento che ne facemmo, all’indomani dell’incontro con la Ministra del 22.12.2015, nel Notiziario n. 136 di pari data: “La politica degli annunci renziana sbarca nella Difesa”. Non è che siamo andati poi così lontani dalla realtà…….
Un’ultima riflessione: di fronte a questo “quadro sconfortante” , che si fa e come ci si muove?
Noi un’idea ce l’avremmo: avviare una iniziativa sindacale forte e unitaria, su alcuni punti qualificanti e condivisi, di mobilitazione e di “chiamata alle armi” del nostro popolo oramai allo stremo.
Qualcuno tra noi è d’accordo?
(Giancarlo Pittelli)
News FLP DIFESA del 3 settembre 2016, h. 18.00 –
Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 205 dei ieri 2 settembre 2016, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 29.06.2016 recante la “ripartizione della dotazione organica del personale civile delle aree, dei professori e dei ricercatori del Ministero della difesa, in applicazione del decreto del Presidente del Consigliodei ministri 22 gennaio 2013”.
A tal proposito, serve ricordare che FLP DIFESA ha già diffuso, a seguito della registrazione presso la Corte dei Conti avvenuta in data 29 luglio u.s., uno specifico Notiziario sul decreto in questione e sulle nuove tabelle di ripartizione, nel quale abbiamo un pò fatto la storia critica del provvedimento ed espresso le nostre valutazioni al riguardo, anche per quanto attiene i riflessi in ambito progressioni economiche interne alle aree, al quale rinviamo i colleghi interessati (Notiziario n. 100 del 29.08.2016)
In allegato, il testo integrale del DM 29.06.2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
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Notiziario n. 118 del 12 ottobre 2016 – Si è tenuto oggi il primo incontro del tavolo tecnico per la “verifica, in chiave riduttiva, in relazione alle effettive esigenze di funzionalità dei servizi degli Enti dell’AD. e alle reali attività svolte nei medesimi, delle posizioni organizzative, delle particolari posizioni di lavoro, dei turni e della […]
Notiziario n. 115 del 7 ottobre 2016 – Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 28/2016 che riferisce dell’interessante sentenza n. 213 del 23 settembre 2016 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’art. 33, comma 3, nella parte in cui esclude il convivente dal diritto ad usufruire dei permessi […]
Notiziario n. 114 del 5 ottobre 2016 – Parte da domani 6 ottobre, un programma di assemblee che vedrà impegnati i dirigenti FLP DIFESA su tutto il territorio nazionale, e che da qui a tutto novembre ci porterà negli Enti più importanti del M.D. (gli appuntamenti con i Dirigenti nazionali verranno segnalati nello spazio agenda nazionale di questo sito), […]
Notiziario n. 113 del 4 ottobre 2016 – Si riporta di seguito il comunicato CSE diffuso in data 3 ottobre u.s. che esprime le proprie valutazioni al riguardo dell’accordo tra Governo e CGIL-CISL-UIL (solo loro…) sulle modifiche della legge Fornero e del varo con la prossima legge di stabilità dell’A.P.E. (Anticipo Pensionistico), presentato come “la […]
Notiziario n. 112 del 30 settembre 2016 – Con mail del 27 u.s., PERSOCIV ha informato le OO.SS. nazionali che l’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FUA 2016 siglata il 3.08.2016 aveva avuto il sostanziale via libera di M.E.F. e F.P. (vds allegato 1) e che, pertanto, il testo dell’accordo, “conformato secondo le indicazioni ricevute […]
Notiziario n. 111 del 27 settembre 2016 – Di media importanza (cambi di denominazione e dipendenza) i provvedimenti di riordino oggetto della sessione informativa odierna con SME–RPGF (Reparto Generale Programmazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego del Personale Esercito), e anche per questo ne abbiamo approfittato per porre ai nostri interlocutori alcune questioni di carattere metodologico […]
Notiziario n. 104 del 12 settembre 2016 – Come i colleghi ricorderanno, la fase finale della trattativa per l’Ipotesi di accordo FUA 2016 di luglio scorso è stata alquanto rumorosa: forti contenziosi in ordine alle posizioni di A.D.; polemiche tra sigle sindacali (ci riferiamo in particolare al botta e risposta tra CGIL-UIL ed FLP Difesa, […]
News FLP DIFESA del 3 settembre 2016, h. 18.00 – Nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 205 dei ieri 2 settembre 2016, è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 29.06.2016 recante la “ripartizione della dotazione organica del personale civile delle aree, dei professori e dei ricercatori del Ministero della difesa, in applicazione del decreto del Presidente del […]