Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 –

Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati
Il Capo di SME, gen. D. Errico, tra due soldati

Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015.  E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la terza dall’inizio del mandato,  sono emerse la capacità di ascolto e l’attenzione del Generale nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo segni un ulteriore scatto nelle relazioni sindacali nazionali.

L’incontro è stato aperto da una brevissima introduzione del Vice Capo RPGF, gen. Ignazio Gamba, e subito dopo la parola è passata alle OO.SS., che hanno affrontato le diverse problematiche in campo.

Nel suo intervento, FLP DIFESA è partita dalla precedente riunione del 29 luglio (si veda il Notiziario n. 83 di pari data) nella quale le OO.SS. nazionali rappresentarono al Capo di SME  tutta una serie di criticità presenti nelle relazioni sindacali di livello locale. Per quanto ci riguarda,  segnalammo alla Sua attenzione le problematiche relative a CME Basilicata POTENZA, CERIMANT MILANO e 1° Reggimento Corazzato di TEULADA (CA) e  la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli “orari delle riunioni sindacali”, oggetto qualche giorno prima di apposita nota del DIPE (prot. 32462 del 23.07.2015, qui pubblicata in allegato 2).  Abbiamo dato pienamente  atto, e ringraziato,  il gen. Errico per avere dato seguito agli impegni assunti per comporre le vertenze in atto:  innanzitutto la nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 inviata ai Vertici di settore (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) con la quale ha chiesto Loro di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”,  cui ha poi fatto seguito più recentemente una seconda nota, datata 22.12.2015, nella quale, dopo aver precisato che eventuali studi di riorganizzazione degli Enti debbono essere autorizzati da SME ed essere in linea con il riassetto ordinamentale previsto dal D.Lgs. n. 7/2014,  ha ribadito i concetti di cui sopra in merito alle relazioni sindacali locali.  A ciò si aggiungano le iniziative poste in essere dal DIPE,  che ha richiesto agli Enti oggetto delle segnalazioni delle OO.SS. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali”  (che pubblichiamo in allegato 4 su questa pagina) e ha svolto pure videoconferenze. Va dato atto a SME di aver colto le criticità segnalate e di averne dato seguito con le iniziative richiamate.

Ciò premesso, abbiamo però fatto presente che le positive iniziative avviate dal Centro non hanno purtroppo registrato sinora effetti risolutivi in ordine a quelle criticità, che permangono quasi tutte e in alcuni casi (CapoTeulada, per esempio) si sono intensificate. Addirittura incredibile appare quanto avvenuto a Milano dove, nonostante il lodevolissimo e diretto intervento del gen. Puri che aveva portato al ritiro dell’auto sospensione della RSU, il Cte del CERIMANT ha di fatto riaperto il fronte con una non opportuna nota di precisazione recante passaggi ancora una volta virulenti nei confronti di rappresentanti sindacali.   Sembrerebbe proprio che, in alcuni Dirigenti locali,  le raccomandazioni/indicazioni che vengono dal Capo della F.A. e dai Suoi Uffici non trovino adeguata attenzione e corrispondente riscontro, e la circostanza non può non preoccupare. O come nel caso del Cdo RMN TORINO dove, a fronte delle precise indicazioni del DIPE,  le riunioni sindacali continuano ad essere convocate in orario di lavoro, perché (pare sia questa l’opinione del Cte) la nota DIPE si presterebbe ad altre e diverse letture. L’italiano è ostico si sa, ma in questo caso proprio no!  Il gen. Errico ha comunque prestato molto ascolto alle cose dette e anche alle carte da noi esibite (alcune anche consegnate), e ha promesso che, dopo i necessari approfondimenti, agirà rapidamente e in profondità.

Queste criticità nelle relazioni sindacali locali stanno diventando purtroppo un gran problema, che appesantisce enormemente il quadro di situazione in un momento di profonda trasformazione della F.A. che reca in sè naturali elementi di tensione, che occorrerebbe limitare al massimo e non invece appesantire. Come è avvenuto al CEDOC di Lecce, con iniziative in materia di controlli del personale che ledono la privacy e il diritto all’informazione preventiva,  fatti che, in assenza delle risposte che pur avevamo sollecitato alla F.A., abbiamo già portato all’attenzione  del Garante per i provvedimenti del caso. O come è avvenuto nel caso del Comando Logistico EI, con atteggiamenti fortemente penalizzanti il lavoro civile.  O come ancora nel caso dell’ Istituto Geografico Militare (IGM),  dove il Cte aveva avviato in autonomia uno studio per una nuova riorganizzazione, poi stoppato, dopo l’intervento sindacale, dalla nota del Capo SME del 22.12.2015. O come infine sta avvenendo a CEPOLISPE di Montelibretti, dove RSU e OO.SS. UIL, CGIL ed FLP hanno messo a punto una nota di forte denuncia che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e che abbiamo già consegnato a SME.  Dunque, come si vede, le vertenze locali non solo non vengono superate, ma tendono addirittura a crescere.

Venendo al piano più generale e nazionale, la nostra O.S. ha messo in luce alcuni recenti accadimenti in ambito F.A. che sembrerebbero divergere dal modello nazionale sinora positivamente sperimentato. Ci riferiamo alla già avvenuta soppressione di SAF e NAF e, ancor di più, al “riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito”,  operazioni ambedue  avviate senza la benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali.

In merito alla soppressione di SAF e NAF, il Capo di SME ha risposto alla nostra nota del 28.10.2015, giustificandone la chiusura con la scarsa domanda (solo il 36% del personale del MD ne ha utilizzato i servizi). Si pone ora il problema del “reimpiego” del personale , su cui per il momento tutto tace.

Ancor più clamorosa appare la vicenda che riguarda il riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito che, dopo due anni di studio, è approdato a un modello,  del tutto ancora sconosciuto alle OO.SS.,  che è comunque già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova; Brigata Aosta Messina e Brigata Julia Udine).  Da quanto ne sappiamo, e ne abbiamo riferito in riunione,  il modello prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente ancora non definito) di “Direzioni di Intendenza (DI)” che accentrerebbe le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti,   e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)”   a livello di Rgt  (CME; Enti anche importanti come IGM e Accademia M.; etc.) che non saranno più in possesso di fondi e materiali propri e non svolgeranno più la gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI.   I Reparti Infrastrutture sarebbero fuori da questo riordino. Incredibile a dirsi, parrebbe che le dotazioni organiche dei DI non prevedano personale civile…. Già operativo, invece, dal 1 gennaio u.s., il cambio di supporto amministrativo per le Basi logistiche. Nel quadro del riordino dei servizi Amministrativi, infine, è anche previsto che il CUSE accentrerà a Roma le funzioni del trattamento economico e la matricola di tutti gli Organismi dell’Esercito,  che pertanto non saranno più di competenza dei Servizi amministrativi.  Una rivoluzione, non c’è dubbio, che sconvolgerebbe l’attuale assetto di tanti Enti facendo saltare di fatto gli Uffici Amministrativi, e cioè quelli del settore di maggior impiego del personale civile. Incredibile a dirsi, detto progetto di riordino è già operativo in via sperimentale, senza che alle OO.SS. sia mai stata resa alcuna informazione al riguardo. Motivo per il quale abbiamo chiesto al gen. Errico che RPGF convochi rapidissimamente una specifica riunione sull’argomento.

A conclusione degli interventi delle OO.SS., ha preso la parola il Capo di SME. Che, in merito alle criticità locali, ha posto domande, chiesto chiarimenti, e ha assicurato monitoraggio e anche azioni concrete  e risolutive. Sulla vicenda SAF/NAF abbiamo già detto. In merito invece al pesantissimo riordino dei Servizi amministrativi, il gen. Errico ne ha confermato l’avvio in forma per ora sperimentale, un riordino che muoverebbe dalla contrazione dei numeri della FA in ragione del riassetto in chiave riduttiva ex L. 244/2014 e sarebbe giustificato da necessità di accentramento/razionalizzazione. Il Capo SME ha però accolto la nostra richiesta di fissare a breve una specifica riunione per l’illustrazione alle OO.SS. del riordino in argomento.

Ci sono stati altri passaggi estremamente interessanti nell’intervento conclusivo del gen. Errico. Il primo, è che i numeri di personale civile della FA sono in equilibrio con le previsione del D.Lgs. n. 8/2014. Il secondo, molto più interessante, è che, in ragione della scarsità di risorse e del turnover, le manutenzioni degli Stabilimenti saranno affidate all’industria privata con contratti decennali. In alternativa, o magari anche solo come tappa intermedia, il gen. Errico ha prospettato la possibilità di un transito dei Poli dentro Agenzia Industrie Difesa, ipotesi su cui sarebbero in corso i primi approfondimenti con il D.G. di AID, ing. Anselmino. Al quale FLP DIFESA non a caso ha già chiesto un incontro (vds Notiziario n. 3 del 9 u.s.).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 12.01.2016 – Nota UIL-CIGL-FLP ed RSU CEPOLISPE

Allegato 2: 23.07.2015 – disposizioni-SME-DIPE-orari-riunioni-sindacali

Allegato 3: 10.09.2015 – Lettera-Capo SME a Vertici su relazioni sindacali

Allegato 4: 05.11.2015 – Lettera DIPE a Enti segnalati dalle OO.SS.

Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 –

images bonusL’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda  nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel raffronto con il personale contrattualizzato di altre Amministrazioni Centrali (si veda a tal proposito la tabella allegata al Notiziario n. 133 del 133 del 14.12.2015) sia soprattutto nel raffronto con il personale militare operante in Difesa, che è cosa ben nota e per la quale non c’è bisogno di alcuna tabella esplicativa.

Anche per questo, è stato costituito con DM 16.06.2015 uno specifico Gruppo di lavoro presieduto dal Sottosegretario Rossi  finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”,  i cui  lavori procedono però molto a rilento (in sei mesi, due sole riunioni) e i tempi per conoscerne gli approdi finali si allungano di molto, stracciando la stessa road map fissata dal Sottosegretario (vds. fg. Gabinetto 09.11.2015 – Road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015).

Ma mentre gli annunci si sprecano e gli impegni buonisti vengono ribaditi a ogni favorevole occasione, i fatti purtroppo vanno in tutt’altra direzione, e cioè verso l’allargamento ulteriore della forbice retributiva nei confronti dei lavoratori militari.   Ci riferiamo al “bonus” di 80 € mensili netto IRPEF previsto dal comma 972 della Legge 28.12.2015, n. 208 (“legge di stabilità 2016”), che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina, che dispone che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”,  venga attribuito per il 2016 al personale militare “un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile..”,  autorizzando per questo “la spesa di 510,5 milioni di euro per l’anno 2016” . Il predetto “bonus”,  attribuito ai militari,  fa parte integrante di quel pacchetto sicurezza-cultura”  da 2,6 mld voluto dal Premier Renzi, che ha fatto lievitare la manovra  a oltre 32 miliardi,  e le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Cosa dirà a tal proposito l’Europa?

Tornando al “bonus” in argomento, va preliminarmente osservato che esso viene destinato a tutti (dicesi tutti) i militari in servizio e dunque non solo a chi è impiegato in particolari attività operative: basterà avere le stellette, dunque, per percepirlo, e dunque è di fatto configurabile come una sorta di “bonus ad categoriam”.  Osserviamo poi che il predetto “bonus” viene attribuito “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”.  Parrebbe anche una buona cosa,  ma allora ci chiediamo: perché la categoria dei civili ne è esclusa?  E ancora:  i lavoratori civili quotidianamente impegnati (poniamo) in un Arsenale militare nelle operazioni manutentive delle Unità Navali che presidiano il Mediterraneo,  contribuiscono anch’essi con il loro quotidiano lavoro a “fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, o no? Perché i militari impegnati all’interno di quell’Arsenale nelle medesime attività manutentive  percepiranno il “bonus” mentre i civili no?  C’è logica in questo?

No, è evidente che di logica in queste sceltece ne sia poca, per non dire nulla…. Con un risultato finale preciso: che la forbice retributiva tra civili e militari si andrà ancor più ad allargare, con buona pace del nostro Vertice politico che, come si vede, predica bene ma poi razzola davvero molto male. Da una parte insedia gruppi di lavoro che poi non vengono neanche convocati, dall’altra continua ad elargire bonus ad altri.

Il nostro malessere dentro questo Ministero cresce giorno dopo giorno, e dovremo essere capaci di trasformare questo malessere in  iniziative forti e in mobilitazione! Invece di legittimare gli annunci buonisti senza fondamento,  il Sindacato torni a fare il proprio mestiere.

Noi di FLP DIFFESA ci proviamo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Testo del comma 942, art 1, Legge di stabilità 2016

Quaderno FLP DIFESA n. 1/2016 (pubblicato il 7.01.2016) –

bPubblichiamo, di seguito, in allegato 1,  il “Quaderno FLP DIFESA n. 1/2016″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 29.11.20109, n. 150, coordinato e aggiornato sino alla Legge 11.08.2014, n. 114  e e ancora vigente alla data odierna, avente per oggetto Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni”

Trattasi della legge fortemente voluta dall’allora Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta,  che reca, al Titolo II, le norme relative alla misurazione, valutazione e trasparenza della “performance”. Norme queste che costituiscono pertanto il riferimento base del nuovo “sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale delle aree funzionali del Ministero della Difesa”  (che ripubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 2), che è entrato in vigore il 1 gennaio di quest’anno e che esplicherà i propri effetti nell’anno a venire con le valutazione dei Dirigenti, la successiva formazione delle graduatorie  e la corresponsione dei premi connessi.

Proprio per questo, il testo aggiornato di questa legge appare di strettissima attualità e come tale lo offriamo a tutti i colleghi.

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito;  successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversale alta della stessa home page.

IL COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato 1: Quaderno n. 01-2016 – DLgs 150-2009 agg. a L.114-2014 e vigente al 01.01.2016

Allegato 2: Il sistema di misurazione e valutazione performance individuale personale civile aree funzionali M.D. in vigore dal 1.1.2016

 

I

Notiziario n. 1 del 4 gennaio 2016 –

Immagine legge stabilitàNella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 sono state pubblicate:

che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e allegato 2.

Sui contenuti generali e sulle scelte di fondo che hanno ispirato la manovra finanziaria 2016, la nostra Federazione ha diffuso il Notiziario n. 53/2015, che riportiamo di seguito in forma integrale.

” Il 22 dicembre scorso, con il voto di fiducia ottenuto al Senato, è stata approvata definitivamente la Legge di stabilità 2016, piena di mance più che una Finanziaria anni ’80, di tagli lineari e di regali agli evasori, in cui brilla per assenza qualsiasi disegno strategico.

La prima conclusione che possiamo trarre è che ha fatto bene la FLP a proporre il ricorso alla Corte Costituzionale contro il blocco dei contratti. Ricorderete, infatti, che a giugno, all’indomani della sentenza che dichiarava incostituzionale il blocco contrattuale, il Ministro Madia (e purtroppo anche molti sindacati) si affrettava a dire che era una sentenza inutile poiché il Governo aveva già deciso di rinnovare i contratti dal 2016. Ebbene, lo stanziamento di circa 200 milioni nella Legge di stabilità, ovvero meno di 5 euro di aumento dopo sei anni di blocco, è la prova che il Governo non ha mai avuto nessuna intenzione di rinnovare i contratti e, se non ci fosse stata la sentenza della Corte Costituzionale, avrebbe prorogato il blocco.

Solo grazie alla FLP si è riaperto un dibattito che però rischia, anche a causa della timidezza del fronte sindacale, di finire di nuovo dinanzi ai giudici, stavolta europei, giacché la FLP di fronte alle chiusure governative ha già deliberato di rivolgersi alla Corte Europea di Giustizia.

Come se non bastasse, altri tagli lineari si abbattono sul lavoro pubblico, a partire da un nuovo blocco del salario accessorio, che nel 2016 non potrà essere maggiore del 2015, e del turn over, ridotto pesantemente rispetto a quanto previsto nelle norme precedenti.

Ma ciò che è peggio è che manca totalmente un progetto strategico sulla pubblica amministrazione e non solo sulla valorizzazione del personale. Continua a non essere chiaro quali debbano essere i livelli di servizio ai cittadini o la presenza dello Stato sul territorio mentre la stessa Riforma della Pubblica Amministrazione resta il solito cumulo di deleghe in bianco al quale questo Governo ci ha abituati. Anche in settori strategici come la Sanità, di certo ci sono solo le rassicurazioni del Premier Renzi le quali, come vedremo, sono ampiamente smentite dai fatti.

La logica di questa legge di stabilità riguardo al lavoro e ai diritti di cittadinanza è che non ci sono più garanzie ma solo concessioni del “principe”: anche laddove gli stipendi avranno una minima crescita – ad esempio per le forze dell’ordine – non vi è il riconoscimento di un diritto al giusto salario, alla contrattazione, al ruolo di servitori dello Stato ma solo un’elargizione “ad settores” per la quale gli interessati dovrebbero essere grati e ringraziare, semmai nelle urne.

Per il resto, c’è tutto l’armamentario di mance e regali, avviati con norme precedenti e che proseguono con la Legge di stabilità: alla decontribuzione, destinata non solo a chi aumenta i posti di lavoro ma anche a chi licenzia lavoratori con diritti per assumerne altri senza diritti, si aggiungono misure direttamente o indirettamente destinate ad aumentare l’evasione fiscale o a favore di chi non ha bisogno di ulteriori sconti fiscali.

L’abrogazione dell’obbligo di pagamento degli affitti con sistemi tracciabili aumenterà sicuramente il fenomeno dei pagamenti in nero sottraendo fondi alla collettività e l’aumento delle soglie d’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro di per sé non è detto che produca evasione diretta ma è un segnale forte dell’inversione di tendenza nella lotta ai furbi del fisco. Gli evasori votano e vanno coccolati anche a scapito della parte sana di questo Paese. Stesso discorso vale per l’abolizione delle imposte sulla prima casa, non legata al reddito o al valore dell’immobile, con la conseguenza che l’abolizione non riguarderà solo i ceti medio-bassi ma si regaleranno soldi a persone anche molto ricche mentre gli stessi miliardi di euro impegnati a tal fine si sarebbero potuti impiegare, ad esempio, per diminuire le tasse sul lavoro, aumentare le pensioni minime o gli investimenti che producono lavoro.

Di contro, si peggiorano le condizioni delle fasce deboli della popolazione: basta esaminare ciò che avviene sulla spesa sanitaria, che nelle parole di Renzi non è stata tagliata mentre invece, dai dati ufficiali, si è passati dalla spesa prevista di 113,1 miliardi ai 111 stanziati.

E badate bene, non si tratta di lottare contro gli sprechi giacché della spending review non si parla più e delle numerose denunce che la stessa FLP ha prodotto nel corso degli anni, nessuna è stata presa in seria considerazione. Parliamo invece del fatto che l’Italia continua a spendere complessivamente meno della media dei Paesi industrializzati e che lo stesso Ufficio Parlamentare di Bilancio nutre molti dubbi sul fatto che con la diminuzione delle risorse prevista in stabilità si riusciranno a mantenere i livelli essenziali di assistenza (LEA), se non attraverso tagli lineari le cui scelte saranno delegate alle regioni e che difficilmente lasceranno inalterate le prestazioni sanitarie, in un Paese che già oggi conta negli ospedali poco più di 3 posti letto per mille abitanti contro gli oltre 5 della media europea.

Ma di questo il Governo non si cura, tutto concentrato a dare messaggi di ottimismo, il quale sembra l’unica strategia per sostenere una crescita affidata alla congiuntura internazionale e che già mostra la propria debolezza. Lo 0,8 per cento di crescita del 2015 sbandierato dal Governo (che in realtà è lo 0,7 se lo depuriamo dai tre giorni in più lavorativi rispetto all’anno precedente), è in realtà concentrato maggiormente nei primi due trimestri rispetto agli ultimi due, segno che la ripresa rischia di essere già alle nostre spalle, anche perché ormai la produzione langue e i consumi leggermente cresciuti si stanno traducendo in un aumento delle importazioni.

In conclusione, quella approvata in questi giorni è una manovra che non investe nell’economia reale, non ha strategia di medio periodo, non rinnova i contratti pubblici, non combatte gli sprechi e l’evasione fiscale, peggiora le condizioni delle fasce deboli della popolazione. Inoltre, la situazione rischia di aggravarsi in corso d’anno attraverso una nuova stangata fiscale sotto forma di manovra correttiva, che si renderà necessaria se non verrà rispettato l’ambizioso ed immotivatamente ottimista obiettivo che fissa all’uno virgola sei per cento la crescita del PIL per il 2016.

Una Legge di stabilità che non può essere in alcun modo condivisa dalla FLP che, anzi, farà di tutto anche durante il prossimo anno affinché venga abbandonata la politica degli annunci in favore di una nuova svolta economica basata su investimenti e maggiore giustizia sociale.

                               IL DIPARTIMENTO POLITICHE ECONOMICHE E FISCALI FLP “

Avremo modo, nei prossimi giorni, di sofffermarci, attraverso specifici Notiziari, sugli aspetti di maggior importanza della manovra che ci interessano come cittadini e come dipendenti pubblici, e in particolare quelli che toccano più da vicino la Pubblica Amministrazione, il Ministero della Difesa e il suo personale civile e militare.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Legge 28.12.15 n.209 – Legge di stabilità 2016

Allegato 2: G.U. n. 302-30.12.15-Legge 28.12.15 n.209 – Bilancio Stato 2016 e bilancio pluriennale 2016-2018

News del 27 dicembre 2015, h. 18.00 –

Immagine legge stabilitàPubblichiamo Il testo della legge di stabilità 2016 recante “disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, che è stata votata in seconda e definitiva lettura dal Senato il 22 dicembre u.s.

Come già ricordato nella precedente “News” del 21 dicembre 2015 che recava in allegato il testo votato dalla Camera, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi  non ufficiali che abbiamo  pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre al Senato.

L’esame di questo ramo del Parlamento ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:

  • saranno esentati da TASI anche gli immobili concessi in comodato come prime case a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado;
  • sconto del 25 % sull’IMU a chi affitta a canone concordato, e dunque a prezzi inferiori a quelli di mercato, e stretta su affitti e contratti di locazione che devono essere registrati entro 30 gg.;
  • finanziamento dello sblocco degli scatti dei docenti universitari; 5 mln in più per le borse di studio degli studenti; 25 mln in più per le scuole paritarie e 10 per i libri di testo;
  • innalzamento del c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie senza obbligo di ristrutturazione (detrazione al 50%, e tetto che sale da 8mila  a 16mila €);
  • il canone RAI – che entrerà nella bolletta dell’elettricità e ridotto a 100 € annue (113.00 € nel 2015) –  verrà diviso in 10 rate mensili e pagato con la bolletta da gennaio a ottobre;
  • il tetto del contante, che il DDL elevava a 3000 € dai 1000 € attuali fissati dal Governo Monti, viene ripristinato a 1000 € ma solo per i c.d.“money transfer” (trasferimento di soldi attraverso circuiti alternativi alle Banche), che in base ad un’ analisi della Guardia di Finanza, spesso vengono utilizzati per operazioni illegali.

L’esame successivo della Camera, conclusosi domenica 20 dicembre u.s.,  ha portato ad ulteriori integrazioni e modifiche, facendo così lievitare la manovra a oltre 32 miliardi, le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Delle novità introdotte dalla Camera diamo di seguito una brevissima sintesi:

  • istituito un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi dopo il salvataggio delle quattro banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti);
  • previsti anche degli investimenti per il Sud e un pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi (previsto per i diciottenni un bonus di 500 € per le spese in cultura). Per quanto riguarda il pacchetto sicurezza, si segnala l’introduzione di una specifica disposizione che  “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, per l’anno 2016 al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale è riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel corso dell’anno 2016. Il contributo non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale”;
  • per i medici, invece, è stato dato il via libera a contratti flessibili fino a luglio e prorogabili fino a ottobre e il concorso straordinario destinato al 50% dei precari;
  • approvate infine le novità sull’autovelox che accerterà le violazioni di Rc auto e revisioni, e la possibilità di pagare con carte di credito e bancomat somme inferiori a un euro come caffè o il parchimetro.

Tra le conferme più importanti ci sono l’abolizione della Tasi sullaprima casa ma non sugli immobili di lusso, l’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi che hanno evitato gli aumenti di Iva e accise e l’ampliamento della “no tax area“ (esenzione dall’Irpef) per i pensionati over 75 con un reddito inferiore ai 8000 euro, contro i 7750 attuali.

A parte queste modifiche introdotte dai due rami del Parlamento, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione,  atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.

Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga). Dobbiamo pertanto prendere atto che il Governo è rimasto sordo alle richieste dei lavoratori pubblici venute anche dalla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma e alle sollecitazioni delle Parti sindacali. La circostanza, evidentemente,  non potrà non avere ricadute negative nelle relazioni sindacali.

Il provvedimento sarà ora inviato alla firma del Capo dello Stato, cui seguirà entro fine anno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le legge entrerà ovviamente in vigore il 1 gennaio p.v.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Il testo  della legge di stabilità 2016 approvata in via definitiva dal Senato  il 22.12.15

News del 21 dicembre 2015, h. 18.00 –

Immagine legge stabilitàCon 291 sì, 68 no e tre astenuti, la Camera dei Deputati, nella note di domenica 20 dicembre 2015, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame in seconda lettura del Senato, dove è già approdato in data di oggi (A.S. 2111-B, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina).  Il voto definitivo è previsto nei prossimi giornI  e comunque prima di Natale, dopodichè il testo approvato verrà inviato alla firma del Capo dello Stato, cui seguirà entro fine anno la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Le legge entrerà ovviamente in vigore il 1 gennaio p.v.

Come si ricorderà, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi  non ufficiali che abbiamo  pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre al Senato.

L’esame di questo ramo del Parlamento ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:

  • saranno esentati da TASI anche gli immobili concessi in comodato come prime case a figli, genitori o parenti disabili fino al secondo grado;
  • sconto del 25 % sull’IMU a chi affitta a canone concordato, e dunque a prezzi inferiori a quelli di mercato, e stretta su affitti e contratti di locazione che devono essere registrati entro 30 gg.;
  • finanziamento dello sblocco degli scatti dei docenti universitari; 5 mln in più per le borse di studio degli studenti; 25 mln in più per le scuole paritarie e 10 per i libri di testo;
  • innalzamento del c.d. “bonus mobili” per le giovani coppie senza obbligo di ristrutturazione (detrazione al 50%, e tetto che sale da 8mila  a 16mila €);
  • il canone RAI – che entrerà nella bolletta dell’elettricità e ridotto a 100 € annue (113.00 € nel 2015) –  verrà diviso in 10 rate mensili e pagato con la bolletta da gennaio a ottobre;
  • il tetto del contante, che il DDL elevava a 3000 € dai 1000 € attuali fissati dal Governo Monti, viene ripristinato a 1000 € ma solo per i c.d.“money transfer” (trasferimento di soldi attraverso circuiti alternativi alle Banche), che in base ad un’ analisi della Guardia di Finanza, spesso vengono utilizzati per operazioni illegali.

L’esame successivo della Camera, conclusosi domenica 20 u.s.,  ha portato ad ulteriori integrazioni e modifiche, facendo così lievitare la manovra a oltre 30 miliardi, sostenuta da una crescita del debito dal 2,2 al 2,4 %. Delle novità introdotte dalla Camera diamo di seguito una brevissima sintesi:

  • istituito un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti che hanno perso i loro risparmi dopo il salvataggio delle quattro banche (Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria, Carife e CariChieti);
  • previsti anche degli investimenti per il Sud, un pacchetto sicurezza-cultura da 2,6 miliardi, le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%. A tal riguardo, si segnala che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, per l’anno 2016 al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale è riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel corso dell’anno 2016. Il contributo non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale”;
  • per i medici, invece, è stato dato il via libera a contratti flessibili fino a luglio e prorogabili fino a ottobre e il concorso straordinario destinato al 50% dei precari;
  • approvate infine le novità sull’autovelox che accerterà le violazioni di Rc auto e revisioni, e la possibilità di pagare con carte di credito e bancomat somme inferiori a un euro come caffè o il parchimetro.

Tra le conferme più importanti ci sono l’abolizione della Tasi sullaprima casa ma non sugli immobili di lusso, l’eliminazione delle clausole di salvaguardia da 16,8 miliardi che hanno evitato gli aumenti di Iva e accise e l’ampliamento della “no tax area“ (esenzione dall’Irpef) per i pensionati over 75 con un reddito inferiore ai 8000 euro, contro i 7750 attuali.

A parte queste modifiche introdotte dai due rami del Parlamento, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione,  atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.

Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga). Dobbiamo pertanto prendere atto che il Governo è rimasto sordo alle richieste dei lavoratori pubblici venute anche dalla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma e alle sollecitazioni delle Parti sindacali. La circostanza, evidentemente,  non potrà non avere ricadute negative nelle relazioni sindacali.

Insieme con il testo del DDL votato dalla Camera e già approdato al Senato, pubblichiamo anche su questa stessa paginauna sintesi degli emendamenti approvati nelle due Commissioni Bilancio (allegato 2) e il resoconto dell’audizione della Corte dei Conti sul testo del provvedimento (allegato 3).

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 

News del 28 novembre 2015, h. 20.00 –

performance 2Il Gabinetto del Ministro della Difesa, con nota n. 45613 in data 27.11.2015 avente per oggetto: Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa, ha informato le OO.SS. nazionali che è in corso di pubblicazione sul sito istituzionale del Ministero della Difesa (vai al link) il nuovo sistema di valutazione che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.

A tal proposito, è utile ricordare ai colleghi che la bozza del nuovo sistema di valutazione era stata consegnata alle OO.SS. nella lontanissima riunione con il Sottosegretario Rossi del 22 dicembre 2014 (si veda il nostro Notiziario di pari data n. 133) con richiesta alle Parti sociali di offrire contributi e osservazioni, che la nostra O.O. espresse con la nota allegata al Notiziario n. 14 del 02.02.2015, che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina.

A tal riguardo, facciamo riserva di informazioni non appena il nuovo sistema di valutazione della performance individuale avrà visto la luce,  e anche di rendere pubbliche le valutazioni e le eventuali iniziative della nostra O.S.  dopo avere preso visione del testo e approfondito i diversi aspetti.

Va comunque osservato sin da subito che la pubblicazione e la successiva entrata in vigore dal 1 gennaio 2016 del sistema di valutazione della performance individuale non risolvono il problema che la nostra O.S. ha ripetutamente segnalato in merito alla mancanza, a tutt’oggi risultante, del sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS 2015, mancanza che non consente allo stato la definizione dell’ipotesi di accordo nazionale. Ricordiamo che, a tal proposito, la nostra O.S., dopo aver segnalato il problema in più sedi e riunioni, aveva inviato in data 3 novembre u.s. una nota al Sottosegretario Rossi, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3, a tutt’oggi non riscontrata a fronte di un problema enorme che permane e che è ben noto a tutte le Rappresentanze sindacali locali.

Per quanto sopra, atteso che la mancata sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2015 impedisce in primo luogo l’avvio delle progressioni interne alle aree (c.d. “passaggi interni”) che interessano enormemente i lavoratori civili i quali subiscono da sei lunghi anni il blocco delle loro retribuzioni e dei loro contratti, abbiamo deciso di avviare in data di lunedì 30 p.v. una precisa iniziativa nei confronti del Vertice politico, di cui daremo conto ai lavoratori nella prossima settimana.

FLP DIFESA – Coordinamento  Nazionale

Allegato 1: 27.11.2015 – Nota del Gabinetto del Ministro n. 45613 

Allegato 2: 31.01.2015 – nota FLP DIFESA su documento valutazione performance individuale 2015

Allegato 3: 02.11.15 – let. a Sottosegretario per distribuzione FUA-FUS 2015

News del 28 novembre 2015, h . 18.00 –

4-La FLP DIFESA in manifestazione
La FLP DIFESA in manifestazione

Pubblichiamo alcune foto della partecipazione con il nostro striscione e con le nostre bandiere alla manifestazione nazionale unitaria di oggi a Roma per il contratto.

Pubblichiamo altresì, in allegato a fine pagina,  un’agenzia di ItaliaInchieste che riferisce dellala nostra partecipazione alla manifestazione di Roma.

La testa del corteo. In foto: il Segr. Gen. FLP Carlomagno tra Camusso e Dettori (CGIL); a seguire Barbagallo (UIL) e  Faverin (CISL).
La testa del corteo. In foto: il Segr. Gen. FLP Carlomagno tra Dettori e Camusso (CGIL); a seguire Barbagallo (UIL) e Faverin (CISL).

 

 

6-Bandiere in manifestazione
Le nostre bandiere in manifestazione

 

7-L'arrivo in via dei Fori Imperiali
L’arrivo in via dei Fori Imperiali
3-La FLP DIFESA in manifestazione
La FLP DIFESA in corteo
9-Alle ultime battute, in via dei Fori Imperiali
Alle ultime battute, in via dei Fori Imperiali
8-Bandiere in via dei Fori Imperiali
Bandiere in via dei Fori Imperiali
2-L'ingresso di FLP DIFESA in corteo
L’ingresso di FLP DIFESA in corteo
1-Il nostro scriscione in manifestazione
Il nostro striscione in manifestazione

Un

 

 

Allegato:Agenzia ItaliaInchieste sulla manifestazione

Notiziario n. 128 del 27 novembre 2015 –

Baldari (FLP), Caldararo (CGIL), Angrisano (UIL), Ferri (CISL), l'on. Duranti e Bellangino (RSU) all'uscitya dall'audizione
Baldari (FLP), Angrisano (UIL), Caldaralo (CGIL), Ferri (CISL), l’on. Duranti e Bellangino (RSU) all’uscita dall’audizione alla Camera

Nuova puntata negli sviluppi della “vertenza Taranto”,  che si iscrive nel contesto più generale della “vertenza Difesa”  che, giorno dopo giorno, sta sempre di più marcando l’iniziativa nazionale: in data 24 u.s., si è tenuta l’audizione in Commissione Difesa della Camera delle Rappresentanze sindacali joniche.

Taranto è la città nella quale si intrecciano nodi storici irrisolti e problematiche più recenti (si pensi, per esempio, alla vicenda ILVA), e  nella quale si trova la base della MM più importante d’Italia con 15.000 militari e 3.850 civili, con al suo interno lo storico Arsenale che vive da anni altissime criticità, da tempo denunciate dalle Rappresentanze sindacali locali e nazionali.  Ma riepiloghiamo gli antefatti.

Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra (vds. nostro Notiziario n. 82/2015), l’assemblea  del 30 luglio con i lavoratori e la successiva riunione con l’Amministrazione  Comunale  (A.C.) del 10  agosto  delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88,   le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 3) nel quale, tra le altre cose, chiedevano  che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito “tavolo istituzionale permanente”, vedesse anche la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale in proiezione decennale, con la previsione di nuove attività lavorative e la conferma  del suo ruolo pubblico.  Dopo il Consiglio Comunale del 28 agosto, che ha recepito in toto le richieste delle Parti sociali, c’è stata il 10.09.2015  la visita a Taranto del Sottosegretario Rossi, di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 95, e l’impegno da lui assunto di fronte alle Rappresentanze locali di dare soluzione alle problematiche rappresentate, che però, ad oggi, non si è ancora concretizzato in nulla, come dimostrano ampiamente le scelte operate dal Governo con il DDL stabilità e dall’A.D. con gli schemi dei DD.LLgs. correttivi in attuazione della delega ex L.244.

In questo quadro ancora molto preoccupante di una lunga storia fatta di impegni disattesi e di crescenti criticità, si è celebrata martedì 24 u.s. l’ultima importante puntata: su espressa richiesta dell’on. Duranti,  la Commissione Difesa della Camera ha audito le Rappresentanze sindacali locali (per noi, Pasquale Baldari, nella sua veste di Coordinatore Territoriale di Taranto) che hanno innanzitutto illustrato, e poi anche consegnato,  il documento unitario appositamente redatto che pubblichiamo su questa pagina in  allegato 1,  e successivamente hanno risposto a tutte le domande dei parlamentari mettendo uno dietro l’altro le questioni che connotano e danno sostanza alla “vertenza Taranto”:   l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Arsenale;  la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione;  la cronica carenza di risorse e la necessità inderogabile di reperirne di certe  ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco  nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8/2014; infine, le notevoli opportunità per l’A.D. assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale. Argomentazioni e proposte tutte condivise dalla Commissione Difesa, che ha assicurato il proprio impegno by-partisan teso a ricercare le più idonee soluzioni, proprio a partire dalla legge di stabilità 2016. Lo speriamo davvero: per questo seguiremo gli sviluppi dell’iter parlamentare e ne riferiremo ai colleghi.

In allegato 2, la dettagliata nota in merito all’’audizione diffusa dal nostro Coordinamento Territoriale; in allegato 4, il resoconto del dibattito avvenuto nella Commissione Difesa del  25.11.2015 dopo l’audizione delle Rappresentanze di Taranto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 24.11.2015 – Documento unitario su audizione

Allegato 2: 24.11.2015-Nota FLP DIFESA Territoriale sull’audizione

Allegato 3: 25.08.2015- Documento unitario Taranto

Allegato 4: Resoconto Commissione Difesa Camera del 25.11.2015

News del 21 novembre 2016, h. 10.00 –

Immagine legge stabilitàCon 164 sì, 116 no e 2 astenuti, il Senato della Repubblica, in data di ieri, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame della Camera, dove approderà verosimilmente già lunedì 23 p.v. e verrà tempestivamente assegnato alla Commissione Bilancio. Il confronto in questo secondo ramo del Parlamento sarà verosimilmente più acceso, tenuto conto che alcuni temi di forte dibattito (primo fra tutti, la flessibilità in uscita per le pensioni) saranno verosimilmente ripresi.

Come si ricorderà, il DDL stabilità 2016 era stato approvato dal Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre u.s., e poi, dopo una lunga settimana in cui si sono succeduti diversi testi  non ufficiali che abbiamo  pubblicato in successione su questo nostro sito, è approdato infine in data 26 ottobre in Commissione Bilancio del Senato.

L’esame in Commissione Bilancio ha portato ad alcune modifiche rispetto al testo originario varato dal Consiglio dei Ministri, soprattutto in ordine alle misure per la casa (c.d. “pacchetto casa”). Dette modifiche si possono così brevemente riassumere:

A parte queste modifiche, le scelte di bilancio sono rimaste le stesse di quelle del DDL approvato dal Consiglio dei Ministri, e pertanto non potrà mutare il giudizio politico fortemente negativo espresso dalla nostra Federazione,  atteso che siamo di fronte a di una legge di stabilità non espansiva, che non opera investimenti, che non crea lavoro, che non incide significativamente sull’enorme tasso di disoccupazione giovanile, che non porta nulla al Sud, che certo riduce le imposte sulla prima casa, ma lo fa a tutti (anche a chi ha case da 1 milioni di € di valore!), che taglia la spesa sanitaria nel triennio, che non aumenta la flessibilità in uscita e, infine, che riduce la possibilità di una efficace lotta all’evasione attraverso l’aumento a 3000 € del limite dei pagamenti in contanti.

Non parliamo poi del pubblico impiego: dopo 6 anni di blocco di contratti e retribuzioni, superato solo attraverso il pronunciamneto di luglio scorso della Corte Costituzionale a seguito del ricorso presentato da FLP, per i rinnovi 2016/2018 vengono stanziate risorse risibili (300 mln, di cui 73 per il comparto sicurezza e difesa) che corrisponderanno a regime a incrementi altrettanto risibili, umilianti e offensivi per gli statali (5/6 euro netti in busta paga).  Da qui, la necessità da parte di tutti noi lavoratori pubblici di partecipare in massa alla grande e unitaria manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma, che, in previsione del prossimo esame della Camera dei Deputati, ne diventa un passaggio cruciale e decisivo.

In ogni caso, a seguito dell’introduzione delle modifiche da parte del Senato, il testo del DDL, originariamente composto da 52 articoli,  è stato rimodulato in un “maxiemendamento” di 556 commi, che pubblichaimo su questa stessa pagina insieme con il resoconto dei lavori dell’aula.

Detto “maxiemendamento”  approderà ora alla Camera, la quale sicuramente opererà ulteriori modifiche/integrazioni, e pertanto il nuovo testo dovrà essere sottoposto ad secondo voto del Senato prima di essere approvato in via definitiva. L’intero percorso parlamentare dovrà comunque essere  completato prima di Natale, e successivamente il testo definitivo della legge, dopo la firma del Presidente della Repubblica, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.

Seguiremo come al solito il prosieguo dell’esame del Parlamento e ne daremo tempestivamente notizia ai colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

flp difesa


Incontro con il Capo di SME. Criticità locali e riorganizzazione della F.A. Su nostra richiesta, a breve il confronto nazionale sul riordino già avviato dei servizi amministrativi dell’Esercito

14 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 – Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015.  E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la […]


Legge di stabilità 2016. Perchè il “bonus sicurezza” è attribuito solo ai militari? Ma i civili non contribuiscono anch’essi a fronteggiare le esigenze di sicurezza?

11 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 – L’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda  nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel […]


Quaderno FLP DIFESA con il Decreto Legislativo n. 150/2009 aggiornato ad oggi, che reca le norme generali per la misurazione, valutazione e trasparenza della performance

7 Gen 2016 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 1/2016 (pubblicato il 7.01.2016) – Pubblichiamo, di seguito, in allegato 1,  il “Quaderno FLP DIFESA n. 1/2016″ con il testo integrale del Decreto Legislativo 29.11.20109, n. 150, coordinato e aggiornato sino alla Legge 11.08.2014, n. 114  e e ancora vigente alla data odierna, avente per oggetto “Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. […]


Il testo della legge di stabilità 2016. Mance, tagli lineari, segnali positivi per gli evasori e problemi per le fasce deboli. E, in materia di P.A., niente soldi e nessun disegno strategico

4 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 1 del 4 gennaio 2016 – Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 sono state pubblicate: la legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” d. “legge di stabilità 2016” (supplemento ordinario n. 70/L); la legge 28 dicembre 2015, n. 209 […]


Pubblichiamo il testo della legge di stabilità 2016 votata in seconda e definitiva lettura dal Senato. Il provvedimento è alla firma del Capo dello Stato, poi la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

27 Dic 2015 - Flp Difesa

News del 27 dicembre 2015, h. 18.00 – Pubblichiamo Il testo della legge di stabilità 2016 recante “disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, che è stata votata in seconda e definitiva lettura dal Senato il 22 dicembre u.s. Come già ricordato nella precedente “News” del 21 dicembre 2015 che recava in […]


Pubblichiamo il testo del “maxiemendamento” votato dalla Camera e relativo alla legge di stabilità 2016. Nessuna novità per il rinnovo dei contratti. Il provvedimento già al Senato per la seconda e definitiva lettura

21 Dic 2015 - Flp Difesa

News del 21 dicembre 2015, h. 18.00 – Con 291 sì, 68 no e tre astenuti, la Camera dei Deputati, nella note di domenica 20 dicembre 2015, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame in seconda lettura del Senato, dove è già […]


In corso di pubblicazione sul sito del MD, il sistema di misurazione e valutazione della performance individuale dal 1.1.2016. Resta il problema della valutazione per il FUS 2015

30 Nov 2015 - Flp Difesa

News del 28 novembre 2015, h. 20.00 – Il Gabinetto del Ministro della Difesa, con nota n. 45613 in data 27.11.2015 avente per oggetto: ”Sistema di misurazione e valutazione della performance individuale del personale civile delle aree funzionali del Ministero della Difesa”, ha informato le OO.SS. nazionali che è in corso di pubblicazione sul sito istituzionale del […]


Le foto della partecipazione di FLP DIFESA alla straordinaria manifestazione nazionale unitaria del 28 novembre. Un solo, grande grido: “Contratto, subito!”.

30 Nov 2015 - Flp Difesa

News del 28 novembre 2015, h . 18.00 – Pubblichiamo alcune foto della partecipazione con il nostro striscione e con le nostre bandiere alla manifestazione nazionale unitaria di oggi a Roma per il contratto. Pubblichiamo altresì, in allegato a fine pagina,  un’agenzia di ItaliaInchieste che riferisce dellala nostra partecipazione alla manifestazione di Roma.     […]


Vertenza Taranto. Le OO.SS. territoriali e le RSU audite in Commissione Difesa della Camera. Attenzione sulle problematiche rappresentare, ora però servono i fatti

28 Nov 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 128 del 27 novembre 2015 – Nuova puntata negli sviluppi della “vertenza Taranto”,  che si iscrive nel contesto più generale della “vertenza Difesa”  che, giorno dopo giorno, sta sempre di più marcando l’iniziativa nazionale: in data 24 u.s., si è tenuta l’audizione in Commissione Difesa della Camera delle Rappresentanze sindacali joniche. Taranto è […]


Pubblichiamo il testo del “maxiemendamento” votato dal Senato e relativo alla legge di stabilità 2016. Nessuna novità per il rinnovo dei contratti. Lunedì il testo approderà alla Camera

21 Nov 2015 - Flp Difesa

News del 21 novembre 2016, h. 10.00 – Con 164 sì, 116 no e 2 astenuti, il Senato della Repubblica, in data di ieri, ha accesso la luce verde sul maxiemendamento relativo al disegno di legge (DDL) di stabilità 2016, che ora dovrà passare all’esame della Camera, dove approderà verosimilmente già lunedì 23 p.v. e […]


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