Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 8/2015″ con il testo coordinato e aggiornato della Legge 20 maggio 1970, n. 300 recante “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”, meglio conosciuta come lo “Statuto dei Lavoratori”.
Il testo della legge è quello aggiornato e coordinato sino al Decreto Legislativo 14.09.2015, n. 151 pubblicato nellaGazzetta Ufficiale n. 221 del 23.09.2015, Supplemento Ordinario n. 53/L, ed è in vigore dal 24 settembre 2015.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
La dr.ssa Corrado al momento della firma della convenzione con Difesa Servizi SpA (aprile 2015)
Con DPCM 15.10.2015, la dr.ssa Anita Corrado è stata nominata nuovo Direttore Generale di PERSOCIV e prende il posto della dr.ssa E. Preti, che la sostituirà nell’incarico di D.G. di COMMISERVIZI.
La dr.ssa Preti ha diretto per cinque anni la Direzione Generale per il Personale Civile, avendo ottenuto l’incarico nel dicembre 2009, e dunque solo qualche settimana dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27.10.2009, n. 150 – più tristemente conosciuto come Decreto Brunetta – che ha portato notevoli rivolgimenti (quasi tutti in negativo) nella vita delle Pubbliche Amministrazioni, e in particolare nelle relazioni sindacali, profondamente destrutturate rispetto alle regole fissate nei contratti di lavoro, e ancor più destrutturate nel nostro Ministero in conseguenza dalla miope scelta di separare i tavoli sindacali. Nello stesso periodo, molti cambiamenti sono avvenuti anche sotto il profilo organizzativo a causa della riorganizzazione in chiave riduttiva che l’area T/A (e dunque anche le DD.GG.) ha subito a seguito dei diversi tagli operati negli organici, l’ultimo dei quali recepito con DM 16.01.2013, tuttora vigente in attesa di quello discendente dal DL 95/2012 (spending review) non ancora attuato sino ad oggi in ambito M.D.. Ebbene, in questo quadro di situazione non facile, sono state fatte in questi cinque anni cose importanti (il CCNI 3.11.2010 sul Nuovo Sistema di Classificazione e la positiva gestione degli sviluppi economici 2010, per es.); altre su cui il nostro giudizio è stato diverso; altre, infine, che abbiamo non solo non compreso, ma anche apertamente osteggiato. Come delegata del Ministro alla contrattazione integrativa, la dr.ssa Preti è stata per noi un interlocutore serio e corretto, aperto al confronto, anche ostico in alcuni momenti, ma sempre attenta alle nostre ragioni e proposte, e sempre rispettosa del ruolo delle controparti, e di tutte le controparti. Non è merito di poco. Alla dr.ssa Enrica Preti, gli auguri di buon lavoro nel nuovo e importante incarico al quale è stata chiamata.
Da oggi, nuovo Direttore Generale di PERSOCIV è la dr.ssa Anita Corrado, che in questi ultimi cinque anni ha diretto COMMISERVIZI. Dalle note biografiche tratte direttamente dal sito del Ministero, leggiamo che è torinese di nascita ed è in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito presso l’Università degli Studi di Roma il 19/07/79. In servizio presso il Ministero della Difesa dal 20/6/82, ha lavorato dal 1982 al 1987 presso CONTENDIFE, quindi presso la Segreteria del Sottosegretario di Stato della Difesa on. Gaetano Gorgoni svolgendo mansioni dirigenziali, e poi presso GENIODIFE dal 1989 al 1995 acquisendo una notevole esperienza in materia contrattuale. Nominata Dirigente con D.M. 31 gennaio 1995, ha prestato servizio presso MARIPERS come Direttore della 10^Divisione Bilancio e Affari amministrativi dal 1° luglio 1995 al 15 giugno 1998; quindi, dal 1998 al 2002, ha prestato servizio presso la VI^ Divisione di COMMISERVIZI. Dal 2002 al 2007 è stata Capo del 4° Reparto di ARMAEREO, che si occupava degli aspetti giuridico-amministrativi relativi ai contratti nazionali ed internazionali. In quel periodo, ha frequentato diversi corsi di approfondimento e aggiornamento sulle normative e sulle tecniche contrattuali della P.A., svolti presso la Scuola Superiore della P.A. e presso CIVILSCUOLADIFE, oggi purtroppo soppressa, nonché corsi privati presso il CEIDA. Dal 20 febbraio 2007 al 13 ottobre 2009 è stata Vice Direttore Generale di GENIODIFE, ed ha presieduto il Gruppo di lavoro per la redazione del Regolamento per i lavori nell’ambito degli appalti nel settore della Difesa. Infine, il 14 ottobre 2009 è stata nominata Direttore Generale di COMMISERVIZI, incarico che ha svolto ininterrottamente sino al 12 u.s..
Alla dr.ssa Corrado, le più vive felicitazioni di FLP DIFESA per l’importante incarico al quale è stata chiamata, e gli auguri più sinceri di buon lavoro, anche nel rapporto con le OO.SS. nazionali. Distribuzione FUA 2015 e criteri di attribuzione sviluppi economici dal 1.01.2015, i primi e più importanti impegni dopo aver ricevuto la delega alla contrattazione da parte della Ministra Pinotti.
(Giancarlo Pittelli)
News del 16 ottobre 2014, h. 18.00 –
Il Consiglio dei Ministri n. 37, che si è tenuto a Palazzo Chigi in data 15 ottobre u.s. alle ore 13.15 sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. “Legge di Stabilità 2016”).
Ne pubblichiamo su questa pagina il testo ancora in bozza recante la data del 16.10.2015 (allegato 1), e dunque dopo la riunione del Consiglio dei Ministri, che però potrebbe però ancora subire alcune modifiche e integrazioni. Pubblichiamo anche le slide di illustrazione della manovra (allegato 2), il comunicato stampa del Governo (allegato 3) e il video relativo alla conferenza stampa del Presidente Renzi e del Ministro Padoan (allegato 4).
Si tratta, nel complesso, di una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare di ulteriori tre miliardi ove la Unione Europea decidesse di accogliere la richiesta italiana di utilizzare uno 0.2% di spazio di patto in più per la “clausola migranti”. Tra le misure annunciate, l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, ma per tutti i cittadini (e dunque anche per i possessori di prime case extra lusso), il che non ci sembra francamente una operazione accettabile, e l’abolizione della Tasi anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale. Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego c’è veramente poco per non dire nulla, al punto che neanche se ne fa cenno nel comunicato di Palazzo Chigi.
Nei prossimi giorni, avremo modo di tornare sui contenuti del disegno di legge, sia con riferimento a quelli di carattere generale e di impatto sul pubblico impiego che troveranno spazio nei comunicati della nostra Federazione, sia con riferimento a quelli che toccano più da vicino il Ministero della Difesa e il suo personale, cui dedicheremo specifici Notiziari.
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2015″ con il testo coordinato e aggiornato del D.Lgs. 30.03.2001, n. 165 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”,aggiornato sino alla LEGGE 7 agosto 2015, n. 124 (in G.U. 13.08.2015, n.187 e in vigore dal 28.08.2015).
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Si riporta, di seguito, la nota del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione che dà notizia della circolare INPS n. 154 del 17 settembre u.s., che reca alcuni chiarimenti in materia di trattamento della c.d. “buonuscita” dei lavoratori statali.
“Dopo l’entrata in vigore del decreto legge 90/2014, che ha modificato il potere unilaterale di risoluzione del rapporto di lavoro da parte delle pubbliche amministrazioni, e dell’art. 13 della legge 190/2014 (legge stabilità 2015), che ha congelato l’applicazione della penalizzazione, con riferimento ai lavoratori che maturano il diritto a pensione anticipata entro il 31 dicembre 2017, la cui decorrenza della pensione sia successiva al 31 dicembre 2014, erano necessarie alcune precisazioni tecniche sui termini di pagamento della buonuscita.
L’INPS, dopo la circolare n.74, ha finalmente fornito queste ulteriori indicazioni con la circolare n. 154 del 17 settembre 2015, che si pubblica su questa stessa pagina, chiarendo che per il personale che raggiunge la massima anzianità contributiva (42 anni e 6 mesi nel 2015 e 42 anni e 10 mesi dal 2016 per i maschi, mentre per le donne sono 41 anni e 6 mesi nel 2015 e 41 anni e 10 mesi dal 2016) il termine di pagamento della buonuscita è sempre pari non più a 24 mesi, ma a 12 mesi dalla cessazione dal servizio.
Solo in casi residuali il cui trattamento è colpito da riduzioni sulla pensione (taglio dell’1-2% per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 62 anni), il termine di pagamento slitta a 24 mesi dalla cessazione dal servizio.
Visto il congelamento dell’applicazione delle riduzioni e penalizzazioni fino al 31 dicembre 2017, il personale che va a riposo si giova quindi di una decorrenza più vantaggiosa rispetto alla precedente per avere in tasca la buonuscita.
Termini in vigore attualmente per liquidare il TFS o TFR nel P.I. dal 01.2014
Per inabilità o decesso 15 gg- +90 gg
per limiti di età /cessazione d’ufficio 12 mesi +90 gg
per dimissioni volontarie 24 mesi +90 gg
per scadenza contratti a termine 12 mesi +90 gg
per risoluzione unil. max anz. contr. 12 mesi + 90 gg
Rateizzazioni del TFS o TFR dal 1.01.2014
prima rata fino a 50 mila €
seconda rata importo lordo compreso tra 50 e 100 mila €
terza rata importo oltre 100 mila € DIPARTIMENTO POLITICHE PREVIDENZIALI E ASSISTENZIALI”
In allegato, la circolare INPS n. 154 del 17 settembre 2015
Il dr. Franco Massi, Vice Segretario Generale Civile
C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe dietro più retribuzione e più diritti. Ci sembra però che, allo stato, il progetto viaggi essenzialmente (per non dire: esclusivamente) negli Enti maggiori di Roma (appunto, i “palazzi”), visti gli scarsi risultati di diffonderlo nei molto più vasti territori periferici, e, in secondo luogo, che venga sospinto a piene mani da pezzi importanti (e interessati) dall’A.D. .
Cosa sta succedendo? Se lo chiedono in molti a Roma, e allora proviamo a dire la nostra ai colleghi.
Innanzitutto cerchiamo di dare sostanza e significato alla parola “specificità”, che è entrata nel vocabolario del Ministero della Difesa nel lontano 2010 (erano i tempi di Berlusconi, Tremonti, Brunetta e compagnia cantando) attraverso l’art. 19 della Legge 4.11.2010, n. 183, che ha appunto riconosciuto la “specificità” d’impiego del personale del comparto sicurezza e difesa, e al suo interno, ovviamente, anche dei militari appartenenti alle FF.AA. Una caratterizzazione fortemente voluta dai Vertici e dalle Rappresentanze militari, al fine di circoscrivere una sorta di “area protetta” nell’ambito del P.I., poi venuta utile in innumerevoli circostanze (pensiamo, per es., alla deroga introdotta dalla Legge Fornero).
La cosa non poteva passare inosservata, e certo non lo fu agli occhi di FLP DIFESA che rivendicò (da subito, apertamente e ripetutamente) l’urgenza di dare risposta alla non più rinviabile necessità di ridurre le forbici, normative e retributive, tra lavoratori civili e militari, che apparivano sempre più divaricate anche in ragione di quell’ intervenuto riconoscimento di “specificità”. FLP DIFESA lo rivendicò nelle piazze (manifestazione nazionale indetta dalla nostra O.S. in data 6.07.2012), su tutti i tavoli (ne fanno fede i resoconti delle riunioni), in tutte le circostanze e in tutte le sedi anche istituzionali: ripubblichiamo su questa stessa pagina il documento che consegnammo il 16.05.2012, in sede di audizione in Senato sul disegno di legge delega per il riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA (allegato 1), e quello consegnato alla Commissione Difesa della Camera nel corso dell’audizione del 22.10.2013 sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della L. 244, di cui riportiamo quanto scritto al punto n. 2, let H: ”Infine, abbiamo ritenuto grave l’assenza di qualsiasi richiamo alla specificità del ruolo del personale civile della Difesa…… e la mancanza di qualsiasi correttivo sul fronte delle problematiche che più stanno a cuore ai dipendenti civili: le enormi, e proprio per questo inaccettabili, differenze di trattamento, retributivo e normativo, tra la componente civile e militare nelle medesime condizioni di impiego” (allegato 2). Sarebbe davvero interessante comprendere dov’erano allora, e dove sono stati in tutti questi anni, i crociati di oggi.
Arriviamo così ai giorni nostri: dopo i tempi della disattenzione, arriva oggi il tempo del rilancio. Ma a rilanciare la questione è stranamente la stessa Amministrazione, che da storica matrigna dei lavoratori civili ne diventa per la prima volta mamma amorevole. Se ne fa carico, in particolare, il Vice Segretario Generale, che si dice sia rimasto colpito dalla “miseria” delle retribuzioni del personale civile. E cosa fa? Incontra la RSU di un Ente di Palazzo Esercito in data 18 giugno u.s., e parla di precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali” (da far recepire nell’allora DDL delega Madia, poi diventato legge ma senza risultato alcuno sotto questo profilo), il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto Ministeri; in aggiunta, legata al predetto ritorno, il Vice Segr. Generale avrebbe parlato anche della volontà di A.D. di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione ed in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione, e la rimanenza al FUA”. Di questi intendimenti dell’Amministrazione riferiti dal Vice Segretario Generale, c’è traccia scritta nel “verbale della riunione delle RSU dell’area amministrativa del Ministero della Difesa” (una diecina, le RSU rappresentate), che pubblichiamo su questa pagina (allegato 3). Certo, appare strano che di dette intenzioni l’A.D. non ne avesse mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali, come altrettanto strano appare il fatto che, a conclusione di quella riunione delle RSU dell’area T/A, sia stato deciso “un incontro con le OO.SS. per un tavolo tecnico riguardante la specificità del personale civile” mai avvenuto sinora: noi siamo stati invano in questi mesi in attesa di una chiamata per l’utile confronto…
E mentre langue il confronto vero sul fronte sindacale e si fa strada la demagogia, fervono invece le iniziative: l’AD promuove un “gruppo di lavoro” (Presidente il Sottosegretario Rossi; Coordinatore Tecnico il Vice Segretario Generale) per esaminare la tematica del trattamento economico e normativo del personale civile e prospettare soluzioni volte a “un incremento dei trattamenti economici” e alla messa a punto “di proposte, anche innovative, tenuto conto dello specifico contesto d’ impiego”. Di questo gruppo di lavoro, costituito con DM 16.06.2015, il Sottosegretario Rossi ne ha riferito alle OO.SS. solo il 6 agosto 2015. Perché?
C’è allora qualcosa di ancora poco chiaro in questa storia! Iniziamo a parlarne, dunque, in attesa dei futuri sviluppi.
L’ “operazione specificità” nasce da una iniziativa in prima persona della stessa A.D., e cioè del soggetto che sinora ha sempre fatto orecchie da mercante, e ancora di più in questo anno e mezzo di governo Pinotti, avendo la Ministra sinora tradito i suoi stessi proclami (audizione parlamentare del 15.03.2014). L’ultimo segnale: il Libro Bianco che, a detta di tutti, è scandalosamente privo di attenzione verso i civili. Ci chiediamo: ravvedimento operoso da parte dei Vertici politici e dell’Amministrazione, o c’è dell’altro?
L’ “altro” parrebbe emergere proprio dagli intendimenti manifestati dal Vice Segretario Generale e di cui c’è traccia nel verbale già richiamato della riunione del 19 giugno u.s. delle RSU dell’area T/A, laddove si parla di “implementare l’art. 3 del D. Lgs. tra le categorie speciali” . Attenzione, però: l’art. 3 del D. Lgs. 165 ha per titolo “personale in regime di diritto pubblico”, e riguarda dunque tutte le categorie non contrattualizzate (magistrati, avvocati/procuratori dello Stato, diplomatici, prefettizi, e infine il personale delle FF.AA. e delle Forze di polizia). Allora il disegno vero dell’A.D. potrebbe consistere nel far rientrare il personale civile nella sfera pubblicistica, cosa questa che sarebbe funzionale al quadro di prospettiva che abbiamo di fronte da qui al 2024, con centinaia di Enti da sopprimere/riordinare e migliaia di posti da cancellare, civili e militari (31.000, quanti di loro da transitare nei ruoli civili?). Riportarci nella sfera di diritto pubblico, potrebbe servire allo scopo, in quanto il nuovo status assicura mano libera all’A.D. E per raggiungere lo scopo, l’A.D è disponibile a trovare un po’ di soldi, anche se i 200 mln cui fa riferimento il verbale RSU appaiono di questi tempi una chimera. La cassa è in mano al MEF……. Sul tema, ci siamo trovati di fronte in questi giorni a raccolte di firme (ma perché, c’è qualcuno tra di noi che non vorrebbe più soldi o più diritti?) e improbabili comunicati sindacali in cui si afferma che il transito nelle categorie speciali ex art. 3 D.Lgs. 165 sarebbe compatibile con il permanere nel comparto contrattuale dei Ministeri, e che potremmo fare come i Vigili del Fuoco i quali invece, guarda caso, sono entrati nell’art. 3 proprio abbandonando il comparto di contrattazione! A Roma dicono: “o ce fanno o ce so’”. Scelgano loro la fattispecie più pertinente, ma non offendano la logica e l’intelligenza dei colleghi!
Al di la, comunque, di ogni strumentalizzazione, demagogia e del tentativo di dare sponda alle iniziative ancora così poco chiare (nei contenuti, ma soprattutto nei veri obiettivi) dell’A.D., noi di FLP DIFESA la pensiamo così:
– attenderemo serenamente le risultanze del “gruppo di lavoro”, preannunciate per la fine di questo mese, anche se –lo ridiciamo– non comprendiamo perché non anche una presenza sindacale al suo interno;
– parteciperemo in modo molto attivo e propositivo al successivo confronto con l’A.D. già preannunciato dal Sottosegretario, che intenderebbe chiudere entro novembre p.v.. per poter poi dar corso agli approfondimenti con MEF e FP. Solo in quella sede avremo modo di scoprire le carte vere (con le relative pezze giustificative, che esigeremo!) e i reali intendimenti di AD., e solo allora potremo farci un’idea sui pro e i contro dell’operazione proposta, dire la nostra, e assumere le idonee iniziative.
– nel frattempo, chiariamoci noi le idee e costruiamo una piattaforma unitaria. Facciamolo presto quel confronto chiesto dalle RSU area T/A: una bella assemblea pubblica, con la presenza di tutte le OO.SS. e le RSU interessate, in una grande sala di Roma, di fronte ai lavoratori. Facciamolo! Noi siamo pronti.
L’on. Tiziana Ciprini di M5S nell’intervento alla Camera
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 41 del 28 settembre 2015 con il quale la nostra Federazione ci informa di aver diffidato il Governo chiedendo l’immediata apertura delle trattative.
“Come anticipato con il Notiziario FLP n. 39 continua il pressing della FLP sul Governo per impedire le inaccettabili manovre dilatorie e ottenere l’immediata apertura del negoziato dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha accolto le ragioni alla base del ricorso presentato dalla nostra Organizzazione sindacale nel 2012.
Dopo la prima lettera indirizzata al Premier Renzi all’indomani della sentenza nella quale chiedevamo l’apertura del negoziato, ora facciamo un passo successivo e tramite i nostri legali abbiamo predisposto una diffida, in corso di notifica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia, al Ministro della Funzione Pubblica e all’Aran “per dare impulso al procedimento di contrattazione e, per l’effetto, a formulare i necessari atti di indirizzo, trasmettendoli al Governo, per il successivo invio all’A.RA.N. e la conseguente apertura da parte di quest’ultima del tavolo negoziale relativo ai comparti sopra indicati”.
Vi comunichiamo inoltre che nella serata di ieri è stata discussa finalmente alla Camera la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, predisposta d’intesa con la nostra struttura ben prima della decisione della Corte Costituzionale.
Anche questa iniziativa ha prodotto, eccome, i suoi effetti.
Non a caso in vista della discussione sono state presentate numerose mozioni da parte di altri gruppi parlamentari (predisposte però guarda caso dopo la sentenza della Corte e a dire il vero alcune non condivisibili perché presentate solo per coprire l’inattività del Governo).
E la Ministra Madia è stata costretta a rispondere in aula e ad uscire allo scoperto sui tempi e sulle intenzioni del Governo (Impegno a reperire le risorse nella legge di stabilità e ad aprire il negoziato).
Restano però tutte le criticità e le mancate risposte sull’entità degli stanziamenti anche alla luce delle affermazioni sulla “progressiva azione di rinnovo dei contratti” che lascerebbe presupporre la volontà, neanche troppo implicita, di stanziamenti irrisori e assolutamente non in linea con il recupero del potere di acquisto falcidiato da sei anni di blocco.
Non lasceremo quindi tregua alle controparti e non molleremo certamente la presa, continuando l’opera di sensibilizzazione e di affiancamento di tutte quelle forze, politiche e sociali, che dimostreranno di volersi impegnare al nostro fianco per porre fine a quest’ingiustizia e a ridare dignità e valore al lavoro pubblico.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Su questa stessa pagina, sono inoltre pubblicati anche i resoconti stenografici delle sedute del 21 e 24 settembre della Camera dei Deputati (allegati 1 e 2) e il link al video dell’intervento dell’on. Tiziana Ciprini (allegato 3).
Abbiamo sottoscritto in data 29 settembre, separatamente rispetto alle altre OO.SS. firmatarie e alla presenza del Sottosegretario Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (allegato A), per la mobilità volontaria ordinaria (allegato B) e straordinaria (allegato C), e il prospetto con criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (allegato D), tutti già pubblicati sul nostro sito, ma che ripubblichiamo su questa stessa pagina.
Come già anticipato nella “News” con la quale ne abbiamo dato notizia ai lavoratori, l’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che si è chiusa finalmente dopo quattro anni, anche per l’attenzione riservata a questa importantissima partita dall’on. Rossi , che si è molto impegnato e speso per il raggiungimento di un risultato certamente storico all’interno della Difesa.
Questa vicenda parte infatti da molto lontano, dalle piattaforme che FLP e CGIL-CISL-UIL avevano presentato nel 2008 per la definizione del 2° CCNI Difesa, mai organicamente riscritto se non per piccoli e separati pezzi. La nostra idea in piattaforma era che dovesse essere attuata la procedura di mobilità prevista dal 1° CCNI (bando annuale), che era stata sempre volutamente disattesa dall’A.D. Non se ne fece nulla, inizialmente. Il momento buono sembrò essere arrivato ad aprile 2011, con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi ancora una volta non se ne fece nulla, e per oltre un anno e mezzo. La ripresa del confronto avvenne solo nell’autunno 2012, con i tavoli tecnici a PERSOCIV dell’ 11 sett. (Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ott. (Notiziario n. 137 di pari data), ma anche allora la questione si arenò per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria Pinotti il 20.01.2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (la formulazione in quella circostanza proposta da A.D. fu:“parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”, dal contenuto molto chiaro ed evidente).
Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e complesso percorso, serve a comprendere il grande valore dell’accordo di oggi, che davvero costituisce un fatto storico nella nostra Amministrazione, atteso che per la prima volta i lavoratori civili avranno procedure di mobilità con regole chiare e definite come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non saranno più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (SS.MM., SGD, etc), come sempre avvenuto sinora. Dispiace che questo accordo non abbia visto la firma di tutte le OO.SS., verrebbe da pensare che chi non ha firmato, non lo ha fatto forse perché in cuor suo preferiva rimanessero in vita i “pareri” degli OO.PP.. “De gustibus non disputandum est”, sui gusti non si può discutere, dicevano gli antichi romani con grande saggezza…..
La FLP DIFESA esprime invece grande soddisfazione per la nuova procedura di mobilità, che traguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissati; minore soddisfazione esprimiamo, invece, sul fronte della nuova procedura di reimpiego, modificata rispetto a quella prevista dal CCNI. A questo risultato, la nostra O.S. ha contribuito in modo sostanzioso e su alcuni versanti addirittura decisivo, attraverso le proprie osservazioni e proposte (vds. Notiziari n. 76 e n. 93, e che ripubblichiamo su questa stessa pagina come allegati 1 e 2) e attraverso la trattativa conclusiva avvenuta in data 28 u.s., direttamente con il Sottosegretario on. Rossi.
Per quanto attiene alla mobilità volontaria, sin dal 2011 e poi anche nelle nostre “osservazioni e proposte” di cui ai Notiziari sopra richiamati, FLP DIFESA ha indicato con chiarezza gli obiettivi: “la necessità di allineamento alle procedure in essere nelle altre AA.CC. e che prevedono bandi di norma annuali, regolati da criteri ben precisi; la inderogabile necessità di eliminare i “pareri” -oggi praticamente vincolanti– degli O.P., affidando a PERSOCIV il ruolo di gestore pieno della procedura, in un quadro di regole ben definite come peraltro avviene nelle altre AA.CC., e non più quello, oggi in essere, di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti degli O.P.; infine, la previsione di deroghe e precise garanzie per situazioni gravi e legge 104”. Ebbene, dobbiamo dire che tutti e quattro questi obiettivi sono stati centrati: la nostra procedura è allineata a quella delle altre AA.CC. (bando annuale), è accompagnata da criteri ben definiti e trasparenti, è prevista una procedura straordinaria per situazioni ex L.104 e altre di particolare valore sociale, e soprattutto non esistono più i “pareri”. Meglio di così…….
Per quanto attiene invece alla nuova procedura di reimpiego, va preliminarmente considerato il nuovo quadro normativo introdotto dal D. Lgs. 150 (Brunetta), che ne ha condizionato la riscrittura rispetto a quella prevista dal CCNI 06.07.2000. La nuova procedura prevede inizialmente l’esame di livello locale, a similitudine di quanto sempre avvenuto; poi, alcuni passaggi intermedi che a nostro avviso appesantiscono un po’ la procedura con supervisione di SMD che assume un ruolo decisivo, nel segno del nuovo ruolo disegnato dal Libro Bianco; infine, nell’ultimo tratto del percorso, e qui sta il punto critico, il passaggio dal “consenso” sin qui richiesto alle OO.SS. nazionali sui piani di reimpiego definitivi e nominativi, alla semplice “partecipazione” (unica relazione prevista nella prima proposta dell’AD) poi divenuto anche ”avviso” (aggiunzione introdotta nella seconda proposta dell’Amministrazione su nostra sollecitazione), che è relazione comunque ben diversa rispetto al “consenso”. In questa perdita di ruolo e di interlocuzione delle OO.SS., hanno giocato certo le norme liberticide introdotte da Brunetta; ma ha giocato anche il fatto che, a tenere su questa posizione, è stata solo ed unicamente FLP DIFESA, come dimostrano le proposte formulate in corso di trattativa da altre sigle, in primis CGIL-CISL-UIL. E appare quanto meno paradossale leggere sul loro comunicato relativo alla riunione del 24 u.s. a SMA l’affermazione che i reimpieghi “devono essere programmati secondo l’iter previsto dal C.C.N.I.”, mentre nello stesso momento l’A.D. stracciava di fatto quell’iter dalla nuova procedura introducendo una gestione non condivisa, e su questo non si è detto nulla. Mah!
Preso atto allora che tutti i nostri sforzi in solitaria erano risultati vani per mantenere l’espressione del “consenso”, nell’ultima trattativa con il Sottosegretario Rossi abbiamo chiesto e ottenuto: la cancellazione in procedura del riferimento all’ambito dei 50 KM nei reimpieghi; la specificazione, nella procedura di mobilità, che il punteggio al personale già reimpiegato non vada attribuito a chi è destinatario di sedi espressamente richieste; infine, ed è la parte politicamente più significativa, l’introduzione nel protocollo dell’impegno delle Parti, e dunque anche dell’A.D., “a superare eventuali criticità connesse con il reimpiego del personale”, che, nel quadro di situazione che si era venuto a determinare, non è certo poca cosa. Sempre nel “protocollo”, documento politico e non tecnico, abbiamo richiesto e ottenuto l’impegno appunto “politico”, e non solo tecnico, dell’A.D. a fornire puntuali informazioni alle OO.SS. Pur tuttavia, rispetto alla procedura di mobilità, esprimiamo minore soddisfazione in ordine alla nuova procedura di reimpiego, significativamente modificata rispetto a quella prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000, che di fatto non vincola più l’AD a definire con le Parti sociali i piani di reimpiego. Ma, nelle condizioni di solitudine in cui di fatto ci siamo trovati e a fronte del nuovo quadro normativo, crediamo di aver quantomeno limitato i danni.
Per quanto attiene al “protocollo d’intesa”, abbiamo in parte già detto. Ne segnaliamo comunque ai colleghi le altre parti politicamente importanti, e in particolare l’affermazione del ruolo nuovo di PERSOCIV in materia di mobilità volontaria, per la quale ci battiamo da sempre. Segnaliamo infine che il “protocollo” reca l’impegno “a effettuare dopo il primo anno di applicazione della procedura una verifica circa la necessità di revisionare la stessa, attraverso un preventivo confronto sindacale”, come richiesto espressamente da FLP.
Dunque, possiamo dirci complessivamente soddisfatti del lavoro svolto e del risultato ottenuto, dando atto all’on. Rossi di essersi speso positivamente nella circostanza, soprattutto sulla questione “pareri” (in allegato 3 su questa pagina, la sua dichiarazione sull’accordo).
Mercoledì 7 p.v. è in calendario una nuova riunione con il Sottosegretario: si parlerà della tabella di equiparazione militari civili e delle attuali problematiche di accesso a internet (nostre richieste con lettere del 31.07.2015 e del 14.09.2015, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, allegati 4 e 5), e anche delle problematiche relative al FUA/FUS 2015, di cui abbiamo abbondantemente riferito nel Notiziario 105 dopo la riunione a PERSOCIV.
Si parlerà anche di Libro Bianco (ha fatto rumore il nostro Notiziario n. 99 del 21 settembre sul tentativo di affidare le carriere militari a SMD, oltre 3300 ad oggi gli accessi sul nostro sito) e della ripresa del confronto sul Regolamento ex D.Lgs. 7/2014.
Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi non risolti. Come i colleghi ricorderanno, la prima riunione, tenutasi il 29 luglio u.s., era servita solo a fare un primo punto di situazione sulle somme disponibili e a fornire una prima ipotesi di distribuzione delle somme. Nella riunione di oggi si è entrati più nel vivo, e la più importante novità da noi fortemente sollecitata da tempo e attesa dai colleghi, è la previsione di una seconda fase di passaggi interni alle aree dopo la prima tornata con decorrenza 1.1.2010, che non aveva avuto sinora repliche a causa del blocco delle retribuzioni introdotte dal 2011 da Berlusconi e poi confermato sino al 31.12.2014 dai Governi che sono succeduti. Ma andiamo con ordine.
Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015: le somme certe e disponibili del FUA 2015 sono pari quest’anno a € 52.860.917,00 al lordo oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00 rispetto al 2014. Rispetto a questa dotazione del FUA 2015, la distribuzione delle somme prevista dal prospetto allegato 12 della bozza di ipotesi pervenuta da PERSOCIV, che pubblichiamo come allegati 1 e 2 su questa stessa pagina, ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative (€ 2.525.281,00) e indennità di mobilità (€ 370.000) e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate a PERSOCIV dagli Organi Programmatori (SGD, SS.MM., etc.). La dotazione del Fondo per Agenzia Industrie Difesa è quest’anno pari a € 2.114.436, pari al solito 4% delle somme FUA disponibili per l’anno in corso. Per i passaggi interni con decorrenza 1.1.2015, l’accantonamento previsto è pari a € 2.025.112,64. Dunque, in ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite FUS 2015 si attesterebbe quest’anno a 837,54 € al lordo oneri AD., a fronte di € 963 (somme certe) + € 26,45 (somme variabili) nel 2014. Dunque quota FUS minore rispetto all’anno scorso.
Questo il quadro complessivo della proposta di distribuzione illustrata dalla dr.ssa Preti, rispetto ai cui contenuti abbiamo espresso come FLP DIFESA le seguenti osservazioni e proposte.
In merito alla dotazione del FUA 2015, al pari di quanto avvenuto negli anni precedenti sin dal 2013 (si veda il Notiziario n. 71 del 20 giugno), la nostra O.S. ha sollecitato la D.G. a richiedere al MEF il dettaglio relativo alla provenienza delle voci che compongono il FUA Difesa 2015, che il MEF ha sempre negato in questi ultimi anni alla faccia della tanto esibita, ma mai praticata, trasparenza. La dr.ssa Preti ci ha allora ricordato che, a seguito delle nostre sollecitazioni ripetute negli anni, ha richiesto sistematicamente il prospetto delle somme che alimentano il FUA, ma che il MEF li ha sempre altrettanto sistematicamente negati. Riproporremo il problema sul tavolo politico, atteso che mai quest’anno, a fronte del possibile taglio delle risorse variabili, è necessario avere piena conoscenza delle somme disponibili, e lo faremo nella già programmata riunione con il Vertice politico del 7 ottobre p.v..
Secondo problema sulla dotazione FUA 2015, ci sono quasi 4 mln in meno rispetto al 2014. Innanzitutto corre l’obbligo di segnalare che, su nostra richiesta, l’Amministrazione ha precisato che gli attuali € 52.860.917 al lordo oneri AD rappresentano la dotazione di partenza del FUA 2015, che potrebbe godere di una successiva implementazione, allo stato stimata in circa 6 milioni di € ulteriori. Che deriverebbero anche dall’applicazione dalla circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015 recante istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010 così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore stabilità. Come già da noi riferito in precedenza, ipotizzando il sopra richiamato incremento di circa 6 mln di €, la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €, ma su di essa pesa oggi, in ogni caso, la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015, già votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. 3305), che non prevede le somme c.d. “variabili” del FUA 2015, che nel 2014 erano state pari nel M.D. a € 1.128.838,00. Rappresenteremo il problema sul tavolo del 7 ottobre p.v., chiedendo un impegno del Vertice politico affinché lo scippo (perché tale appare) delle somme variabili non venga consumato. Resta però il problema antico: è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA. La dr.ssa Preti ha fornito nella riunione di oggi le risposte da noi sollecitate nella precedente del 29 luglio: le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 L. 662/1996, che il D.Lgs 165/2001 destina al FUA, per ISPEDIFE sarebbero pari solo a 22mila €, mentre per quanto attiene l’accordo del 13.02.2013 A.D./OO.SS. sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della Sanità militare, non sarebbe risultato alcun risparmio. Però! Porremo pure questa questione sul tavolo politico del 7 p.v., e vedremo le risposte del Vertice. Rimane comunque ferma la nostra convinzione sulla possibilità di implementazione delle risorse FUA attraverso l’anticipazione sin a partire da quest’anno delle risorse derivanti dai riordini delle FF.AA. di cui ai DD.LLgs. n. 7 e 8/2014, attuativi della legge delega 244/2012.
Per quanto riguarda turni, reperibilità e PPL, gli accantonamenti prospettati prevedono incrementi rispetto al 2014 per tutte le fattispecie, essendo state recepite tutte le esigenze segnalate dagli Organi Programmatori, al netto delle decurtazioni operate negli anni precedente (-16% reperibilità, -8% per PPL e -6% per turni). Colpisce in particolare l’incremento dell’assegnazione alla “reperibilità” (€ 4.530.497,39 € rispetto ai 3.582.900,00 € del 2014, ben oltre il 25%, che pare in gran parte dovuto alle richieste di SMM), di cui francamente non comprendiamo le ragioni atteso l’utilizzo eccessivo che di questo istituto si fa in ambito MD. A tal riguardo, la nostra O.S. ha detto alla dr.ssa Preti di non essere assolutamente d’accordo, atteso che ogni incremento di somme per la reperibilità comporta una corrispondente riduzione del FUS, e pertanto abbiamo chiesto di confermare l’accantonamento 2014.
La novità positiva del FUA 2015, invece, come già detto, potrebbe essere data dalla seconda tornata dei passaggi interni alle aree con decorrenza 1.1.2015, per i quali è confermata nella bozza di ipotesi di accordo predisposta dalla D.G. l’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza nelle diverse fasce retributive di personale: n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095 (in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale), con una spesa complessiva pari a € 2.025.112,64 anch’essa al lordo oneri datoriali. Va a tal riguardo precisato che la quantificazione dei passaggi, di cui al prospetto contenuto nell’art. 10 della bozza di ipotesi, originano dalla attuali disponibilità di fascia derivanti al 1.01.2015 dal rapporto tra organici e presenze effettive, ricomprendendo nel calcolo anche gli ipotizzati transiti dalla fascia inferiore. L’A.D. ha dunque fatta propria la nostra richiesta su nuovi passaggi entro l’area non appena fuori dal blocco delle retribuzioni, e di questo diamo ampiamente atto alla dr.ssa Preti per aver onorato l’impegno assunto (vds. nota congiunta AD-FLP di luglio 2013, che pubblichiamo questa pagina come allegato 3).
Con separato accordo integrativo, come già avvenuto nel 2010, saranno individuati criteri e punteggi per la formazione della graduatorie, trattandosi di selezione sulla base di requisiti e titoli posseduti.
La novità invece molto negativa, allo stato dell’arte, e che blocca l’accordo FUA 2015, è data dal vuoto cosmico che tuttora pervade la questione relativa al sistema di valutazione da adottare per la distribuzione del FUS. Cassata dai rilievi della FP la norma contenuta nell’accordo 2014 (valutazione da 1 a 1,5), ma anche nei precedenti, e non ancora varato a tutt’oggi dall’A.D. il nuovo sistema di valutazione della performance individuale (e non si sa ancora il perché), non esiste allo stato nella nostra Amministrazione un sistema di valutazione ai fini della distribuzione del FUS. Per il FUS 2014, la determina in data 15.02.2015 (vds allegato 4 su questa stessa pagina) a firma del Sottosegretario Rossi aveva salvato la situazione, recuperando i vecchi parametri di valutazione. Per il FUS 2015, invece, non c’è ancora nulla, atteso che la determina datata 1 agosto 2015 (vds. allegato 5 su questa pagina), anch’essa firmata dal Sottosegretario Rossi e resa nota alle OO.SS. nella riunione del 6 agosto c.a. (si veda il Notiziario di pari data n. 86), nulla dice al riguardo del FUS 2015, come avevamo già segnalato ai colleghi in quel Notiziario. Questo buco, evidente e clamoroso di cui non si comprendono ancora le ragioni, e che potrebbe produrre effetti negativi anche per quanto attiene i “passaggi interni”, impedisce di fatto la chiusura dell’accordo FUA, mentre il tempo passa e la fine dell’anno è sempre più vicina. Ma impedisce indirettamente anche il varo dei progetti locali (in molti Enti, in particolare a Roma, PERSOCIV in primis, non sono stati varati progetti locali di produttività in mancanza dell’accordo nazionale, cosa del tutto naturale in condizioni normali), e in ogni caso la sottoscrizione degli accordi per la distribuzione del FUS 2015. Una situazione incredibile, mai avvenuta negli anni precedenti, dunque di natura assolutamente straordinaria, rispetto alla quale occorre porre in essere accorgimenti straordinari, tenuto conto che siamo oramai all’ultimo trimestre dell’anno. Invitiamo pertanto le nostre strutture territoriali ed RSDU a prendere in esame l’utilità di sollecitare gli Enti a convocare urgentemente le OO.SS/RSU per il varo dei progetti locali 2015, laddove non ancora varati. Per quanto ci riguarda, nella riunione del 7 p.v., porremo con forza questa questione al Vertice politico, chiedendo innanzitutto spiegazioni e richiamando l’Amministrazione alle proprie responsabilità, che appaiono allo stato ben evidenti, facendo riserva sin da ora di azioni di tutela nelle opportune sedi.
Proseguiamo questo Notiziario con un rapido aggiornamento sui tempi di corresponsione delle somme FUA/FUS in arrivo, che peraltro conferma quanto da noi già anticipato in precedenti Notiziari. Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere Posizioni Organizzative e i 2/12 residui di turni, reperibilità e PPL 2014, che verranno corrisposte con il cedolino di ottobre. Per quanto invece riguarda turni, reperibilità e PPL 2015, verranno corrisposte con il cedolino di novembre p.v. ulteriori sei/dodicesimi (e non cinque, come in un primo tempo sembrava), e dunque comprenderanno le indennità fino a tutto il corrente mese di settembre. Le relative segnalazioni da parte degli Enti dovranno pervenire a BDUS improrogabilmente entro e non oltre il 14 p.v. (le nostre strutture territoriali sono invitate a vigilare affichè questa scadenza venga rispettata). Per quanto riguarda invece le ulteriori somme (c.d “variabili” del FUA 2014 pari a € 26,45 lordo lav., vds Notiziario n. 102 del 25.09.2015), se ne parlerà sicuramente nel 2016.
Concludiamo infine con il segnalare alle lavoratrici e ai lavoratori interessati che abbiamo consegnato alla dr.ssa Preti la circolare n. 161601 datata 17 giugno 2015 della competente Direzione Generale del Ministero dei Beni Culturali, che pubblichiamo come allegato 6 su questa stessa pagina, segnalando la necessità che anche il personale civile della Difesa “in peculiari situazioni personali sociali e familiari” possa usufruirne della possibilità riconosciuta ai nostri colleghi dei Beni Culturali ai quali, a domanda, può essere concessa “una pausa ridotta, con corresponsione del buono pasto, pari a 10 minuti, termine minimo indicato dall’art. 8 del Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante << attuazione delle direttive 93/104/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro >>”. IL D.G. si è riservato un approfondimento al riguardo, e una risposta a breve.
E’ stato sottoscritto in data odierna il “protocollo d’intesa” che reca le nuove procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e reimpieghi del personale civile non dirigente del Ministero della Difesa.
L’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 e che solo oggi si chiude, a distanza di oltre quattro anni. Diamo atto pubblicamente al Sottosegretario Rossi dell’attenzione riservata a questa vicenda e del notevole impegno profuso per il raggiungimento di un risultato certamente storico all’interno della nostra Amministrazione
Esprimiamo grande soddisfazione per la nuova procedura di mobilità, che traguarda gli obiettivi che ci eravamo prefissi, in primis la cancellazione dei pareri di fatto sempre vincolanti degli Organi Programmatori; minore soddisfazione esprimiamo invece sul fronte della nuova procedura di reimpiego, modificata rispetto a quella prevista dal CCNI Difesa 6.07.2000 sulla base del quadro normativo intervenuto successivamente.
Pubblichiamo di seguito il testo del “protocollo d’intesa” e i quattro allegati con le nuove procedure in materia di reimpiego (allegato A), di mobilità volontaria ordinaria (allegato B), di mobilità volontaria straordinaria (allegato C) e con i nuovi criteri e punteggi per la formazione delle graduatorie (allegato D).
Appena pervenuti dal Gabinetto, pubblicheremo tutti i documenti con le firme di sottoscrizione accompagnandoli con uno specifico Notiziario, nel quale daremo conto ai lavoratori delle risultanze della lunga trattativa e, naturalmente, anche delle nostre valutazioni e dei nostri giudizi al riguardo.
Concludiamo infine questa “News” informando i colleghi che oggi si è svolta la seconda riunione negoziale a PERSOCIV sulla distribuzione del FUA 2015, purtroppo ancora interlocutoria e non conclusiva, sulla quale daremo conto domattina con uno specifico Notiziario.
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Notiziario n. 109 del 6 ottobre 2015 – Si riporta, di seguito, la nota del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione che dà notizia della circolare INPS n. 154 del 17 settembre u.s., che reca alcuni chiarimenti in materia di trattamento della c.d. “buonuscita” dei lavoratori statali. “Dopo l’entrata in vigore del decreto […]
Notiziario n. 108 del 6 ottobre 2015 – C’è una parola che in queste settimane circola tanto tra i palazzoni romani del Ministero della Difesa: il suo nome è “specificità”, e il progetto che ne è alla base, è il dichiarato tentativo di far riconoscere la particolare condizione d’impiego del personale civile, che si porterebbe […]
Notiziario n. 107 del 2 ottobre 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 41 del 28 settembre 2015 con il quale la nostra Federazione ci informa di aver diffidato il Governo chiedendo l’immediata apertura delle trattative. “Come anticipato con il Notiziario FLP n. 39 continua il pressing della FLP sul Governo per impedire le […]
Notiziario n. 106 del 1 ottobre 2015 – Abbiamo sottoscritto in data 29 settembre, separatamente rispetto alle altre OO.SS. firmatarie e alla presenza del Sottosegretario Rossi, il “Protocollo d’intesa tra l’amministrazione della difesa e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale civile non dirigente”, che reca le nuove procedure per i reimpieghi (allegato A), per la […]
Notiziario n. 105 del 29 settembre 2015 – Seconda riunione, ancora del tutto interlocutoria e per nulla conclusiva, con la delegazione dell’AD presieduta dal Direttore Generale di PERSOCIV per la definizione dell’ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2115, operazione questa, mai come quest’anno difficile e complessa, anche in ragione della compresenza di alcuni nodi, tutt’oggi […]
News del 29 settembre 2015 – ore 19.00 E’ stato sottoscritto in data odierna il “protocollo d’intesa” che reca le nuove procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e reimpieghi del personale civile non dirigente del Ministero della Difesa. L’intesa raggiunta conclude una vicenda difficile, lunga e complessa, partita nel lontano aprile 2011 […]