Notiziario n 104 del 28 settembre 2015 –

Il D.G. AID Anselmino con il Gen. CC Galletta
Il D.G. AID Anselmino con il Gen. dei CC Galletta

n data odierna,  si è tenuto l’incontro a tavoli uniti tra le OO.SS. nazionali e Agenzia Industrie Difesa (AID), rappresentata nella circostanza dal Direttore Generale ing. Gian Carlo Anselmino e dal “Responsabile sviluppo del capitale umano e dell’organizzazione”,  dott. Pierluigi Palmigiani.

Al primo punto dell’ o.d.g., l’informazione relativa ai pensionamenti nelle Unità Produttive (U.P.) dell’Agenzia. A tal riguardo,  ci è stata rappresentata l’intenzione dell’Agenzia di avviare, in applicazione dell’art. 3 della circolare n. 2/2015 della Funzione Pubblica,  il percorso di “pensionamenti unilaterali” per favorire il “ricambio e il ringiovanimento del personale”  per coloro che hanno i requisiti richiesti e senza alcuna penalizzazione economica.  Il personale interessato a tale processo dovrebbe ammontare a circa un centinaio di dipendenti,  variamente distribuiti tra le  unità operative, e per  gli anni 2015, 2016, 2017.  Detti pensionamenti dovrebbero essere avviati nel mese di ottobre p.v., e successivamente saranno sottoposti al visto degli organi di controllo. L’ing. Anselmino ha voluto anche precisare che,  già adesso, si registra l’interesse e una generalizzata disponibilità dei lavoratori. Nel nostro intervento, abbiamo espresso apprezzamento per gli intendimenti di AID, ma rappresentando al contempo  l’esigenza di acquisire i numeri precisi relativi al personale diretto ed indiretto coinvolto. Abbiamo anche fatto presente la necessità di tener conto di eventuali indisponibilità al collocamento a riposo,  prevedendo comunque sin da subito affiancamenti al personale pensionando al fine di non disperdere il know-now.

Al secondo punto dell’o.d.g., la gestione dei contratti interinali e tirocini formativi.  Anche in questo caso ci è stata comunicata l’intenzione di incrementare l’attivazione, a carico dell’Agenzia, di contratti interinali legati alle effettive commesse stipulate. Con riferimento ai tirocini formativi, il D.G. ha espresso anche la volontà di ricercare con altre Istituzioni, oltre quelle già interessate, forme di collaborazione per incrementare il numero dei giovani interessati a questi percorsi formativi. Nel nostro intervento, abbiamo sottolineato il nostro apprezzamento per l’impegno dell’Agenzia nell’affrontare due temi che a noi stanno particolarmente a cuore, l’occupazione e la formazione, tenendo presente che l’obiettivo finale dovrà traguardare un’occupazione stabile attraverso contratti a tempo indeterminato e una formazione che permetta ai giovani di avere prospettive di lavoro certe,  e non sia una nuova forma di sfruttamento.

Va però detto che, in relazione agli impegni assunti in precedenza, attendevamo l’illustrazione del “Piano di rilancio delle attività”, che invece è stato riferito essere ancora in fase di elaborazione. Una volta pronto, come da noi richiesto, verranno avviati in ogni U.P dei confronti con le OO.SS./RSU in merito alle attività specifiche, ed entro fine dell’anno verrà fatto il punto conclusivo sul tavolo nazionale.

In relazione poi ad alcuni articoli di stampa riguardanti la demolizione di due fregate all’interno della Arsenale MM di La Spezia,  ci è stato riferito che  per la fregata “Alpino”  al momento non risulta nulla al riguardo,  mentre per la fregata “Carabiniere”  è stato sottoscritto un contratto in cui AID si farà carico della demolizione della stessa, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti.

Infine, il dr. Palmigiani ha comunicato alle OO.SS.  l’avvio del progetto “L’Agenzia siamo noi”, finalizzato alla formazione manageriale, al quale parteciperanno i Direttori di ogni Stabilimento,  i quadri direttivi e anche un rappresentante della RSU di ogni singola U.P.. Tale corso si svilupperà in quattro mezze giornate, individuate nei mesi di ottobre-novembre e gennaio-febbraio.

Concludiamo con alcune informazioni sui FUA. In data odierna, abbiamo sottoscritto l’accordo relativo alla distribuzione delle “ulteriori risorse 2014”  che diffonderemo appena ci perverrà da AID,  mentre per la trattativa FUA 2015, si è in attesa della definizione dell’ipotesi relativa al personale M.D.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 102 del 25 settembre 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgIn data 22 settembre u.s., a PERSOCIV,  è stato sottoscritto dalle Parti l’accordo definitivo per la distribuzione delle “ulteriori risorse” (altrimenti conosciute come “risorse variabili), del FUA 2014, la cui “ipotesi di accordo”, siglata il 26 marzo u.s., ha successivamente avuto il via libera degli Organi certificatori (l’accordo è pubblicato in allegato 1 su questa stessa pagina).

Come già detto in precedenza, si è trattato di una “prima volta” in senso assoluto, atteso che fino all’anno scorso gli accordi FUA prevedevano l’automatica destinazione al FUS delle risorse variabili, e quindi non erano soggette a nuova trattativa, come invece dal 2014 occorre fare per precisa imposizione del MEF.

Le “risorse variabili”  2014 ammontano in toto a € 1.128.838,00  al lordo degli oneri dell’AD, di cui 45.153,52 ( il solito 4%), è destinato al Fondo Unico dell’ A.I.D.  mentre la restante parte – € 1.083.684,48 – andrà ad incrementare il FUA dell’A.D., che dunque per il 2014 è pari  complessivamente a € 54.315.150,08. Rispetto alle somme in gioco (€ 1.083.684,48),  l’accordo prevede la destinazione di 1.000.000,00 di euro al FUS e la restante parte (€ 83.684,48) per coprire le maggiori esigenze segnalate da vari Enti relativamente alla “reperibilità”,  che – lo ripetiamo ancora – rappresenta l’indennità che,  in sede di assegnazione agli Enti dopo la ricognizione operata dalla DG. a marzo 2014, ha subito la riduzione maggiore (-16%,  contro il -8% per le PPL e il -6% per i turni).   Una scelta dunque anche giustificata,  ma che a nostro avviso – e lo abbiamo rappresentato in trattativa – si pone un po’ in contraddizione con quanto affermato dalla stessa D.G. nella circ. n. 46647 del 10.07.2014 (“l’ulteriore fabbisogno, qualora espressione di un’esigenza incomprimibile,  potrà essere finanziato dagli Enti con onere a carico del FUS, senza possibilità di attingere al FUA”).  E’ di tutta evidenza che quegli Enti che hanno scrupolosamente ottemperato a questa indicazione  risultano oggi in un qualche modo penalizzati,  e con essi il loro personale, rispetto a quelli che invece hanno chiesto di coprire le maggiori esigenze con il FUA. Però ribadiamo anche che queste 84mila € sottratte al FUS  verosimilmente vi rientreranno attraverso i risparmi FUA che  emergeranno sicuramente anche per il 2014.L’incremento di € 1.000.000,00  del Fondo Unico di Sede,  in rapporto alle 28.502 unità di personale presente al 1.01.2014,  porterà ad un aumento di €  26,45 (lordo lavoratore) della quota media pro capite del FUS, che pertanto passa dalle 963,00 € fissate nell’accordo FUA 2014 a € 989,45, sempre lordo lavoratore.

Parlando di risorse variabili, non possiamo certo non ricordare la tagliola che pende, determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015 votata dal Senato e oggi all’esame della Camera (A.C. n. 3305, il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina, allegato 2), che non vede stanziate le somme c.d. “variabili” dei FUA, con un  taglio complessivo per circa 80 mln di €, all’interno del quale ci sarebbero ovviamente anche le decurtazioni del FUA Difesa. Nell’attesa del pronunciamento della Camera, dobbiamo dire che non è ancora chiara la motivazione che supporta questa scelta del MEF, potendosi anche trattare di un semplice accantonamento prudenziale. Quello che possiamo ragionevolmente presumere  è che, come già detto nel Notiziario n. 84 del 30.07.2015, la dotazione del FUA 2015 potrebbe stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €. Ne riparleremo il 29 p.v., nel corso della seconda riunione negoziale per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015.

Prima di chiudere, proviamo a fare  il punto di situazione aggiornato sulle partite FUA/FUS ancora aperte.  Già corrisposto il FUS 2014 e i saldi FUS 2012 e 2013 con il cedolino di agosto, rimangono da corrispondere: i 2/12 a saldo di turni, reperibilità e PPL 2014, che dovrebbero essere corrisposte con il cedolino di ottobre;   le Posizioni Organizzative 2014  (per i percettori, vds. circolare PERSOCIV n. 55212 del 4.09.2015) che dovrebbero essere pagate pure in ottobre; per gli ulteriori 5/12 di turni, reperibilità e PPL 2015,  è invece probabile che i pagamenti slittino a novembre.  Per quanto riguarda invece le ulteriori somme del FUA 2014 (€ 26,45 lordo lav.)  di cui al presente Notiziario,  se ne parlerà sicuramente nel 2016.

Martedì 29 p.v., seconda riunione negoziale a PERSOCIV per definire l’ipotesi di accordo FUA 2015. Ne daremo, come al solito, ampiamente conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 22.09.2015- Accordo definitivo FUA 2014 risorse ulteriori

Allegato 2: Atto Camera n. 3305 (Disegno di legge per l’asssestamento 2015)

Notiziario n. 101 del 23 settembre 2015 –

Il Gen. Li Causi in visita al 64° Deposito AM di Porto S. Stefano
Il Gen. Li Causi in visita al 64° Deposito AM di Porto S. Stefano

Presso la sala riunioni del 1° Reparto di SMM di palazzo Aeronautica, si è svolta nel pomeriggio di oggi una riunione tecnica a tavoli separati presieduta dal Capo del 1° Reparto, gen. Maurizio Agrusti, che ha avuto all’o.d.g.  aggiornamenti sui progetti di riordino relativi agli Enti della AM per gli anni 2015-2016.

 Queste le questioni affrontate:

Progetti di riordino già conclusi: allo stato, risulta già attuato il provvedimento relativo alla revisione del settore “benessere” di COMAER: accentramento presso il Comando AM Roma di tali attività per tutti gli Enti del sedime di Centocelle, per il Comando Supporti di Vertice, per quelli dell’area SMA del palazzo AM. Soppresse analoghe articolazioni del CSA e del COMLOG in data 31 agosto 2015

Progetti di riordino in itinere: riportiamo di seguito i provvedimenti di riordino in corso di attuazione, indicando per ciascuno tipologia, procedura e data di reimpiego prevista, e il punto di situazione:

64° Deposito Terr. AM di Porto Santo Stefano

La riunione è stata l’occasione per fare un punto di situazione su questo Deposito AM,  la cui soppressione, originariamente prevista per il 2018,  è stata anticipata da SMA al 31.12.2016 e poi  ulteriormente  anticipata al 31.03.2016, con previsione di un Ufficio stralcio operativo per i tre mesi successivi, dal 1.4.2016 al 30.6.2016. LO SMA ha confermato l’intendimento di reimpiegare tutto il personale presso il 4° Stormo AM di Grosseto (oltre 50 km. di distanza dalla attuale sede), in assenza di altre soluzioni possibili in ambito MD o AA.PP.  A tal proposito, va detto che la  RSU dell’Ente e le OO.SS. territoriali CGIL-CISL-UIL-FLP si oppongono all’anticipo di chiusura anche in ragione della manifestata disponibilità di alcuni Comuni limitrofi a P.S. Stefano di prendere in carico alcune unità di personale (si vedano, a tal proposito, la nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP ed RSU datata 13.08.2015, il verbale di riunione locale del 26 agosto 2015 e la nota di risposta di SMA del 17.09.2015, tutti pubblicati su questa stessa pagina). Sul punto, la nostra O.S. ha sottolineato la necessità che vengano verificate in sede politica, celermente e fattivamente, possibili soluzioni legate al transito di tutto o di parte del personale presso gli Enti locali che hanno dato segnali di disponibilità in tal senso. Anche in ragione di quanto sopra,  abbiamo richiesto allo SMA un differimento del provvedimento di soppressione, o riportandolo alla data originaria (2018) o rimodulandone la tempistica nel 2016 al fine di poter verificare nel dettaglio le disponibilità manifestata da alcuni Comuni del circondario,  e approfondirne i termini. Stato Maggiore Aeronautica non ha escluso la possibilità di un differimento della data di decorrenza del provvedimento,  in presenza di impegni e percorsi ben definiti che ovviamente vedano l’imprimatur del Gabinetto del Ministro, rispetto al quale non mancheremo come O.S. di avviare  le più utili  iniziative.

Compenso lavoro straordinario per il personale civile di supporto alle attività legate alla esercitazione Trident 2015 . – In relazione alla iniziativa posta in essere dalla RSU del 37° Stormo AM di Trapani- Birgi che ha richiesto al proprio Comando, a fronte del possibile utilizzo di personale civile per le attività di supporto alla già citata Esercitazione, un potenziamento dei fondi per il lavoro straordinario,  FLP DIFESA ha sollecitato SMA ad attivarsi affinchè venga celermente soddisfatta la richiesta della RSU, peraltro successivamente fatta propria dallo stesso Comando dell’Ente. A tal riguardo, il gen. Agrusti si è riservato di fornisci una risposta quanto prima possibile.

Su questa stessa pagina sono pubblicate anche le slide di illustrazione dei provvedimenti predisposte dal 1° Reparto ed il resoconto della riunione con la nostra O.S.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Le slide di illustrazione della riunione predisposte da SMA

Allegato 2: 23.09.2015 – Resoconto riunione SMA-O.S. FLP DIFESA

Allegato 3: 13.08.2015-Soppressione Deposito AM S. Stefano, nota RSU

Allegato 4: 26.08.2015 -Soprressione Deposito AM S. Stefano – verbale riunione locale 26.08.2015

Allegato 5: 26.08.2015 – Nota unitaria CGIL-CISL-UIL- FLP ed RSU

Allegato 6: 17.09.2015 – Nota di risposta di SMA su problematiche 64° DEP. DI PORTO S.STEFANO

Notiziario n. 100 del 22 settembre 2015 –

imagesRiportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 39 del 17.09.2015 con il quale la nostra Federazione fa un punto di situazione, mentre il Governo sta mettendo a punto la manovra finanziaria 2016, sulle problematiche vecchie e nuove che affliggono  il pubblico impiego e sulle necessarie iniziative di contrasto da porre in essere urgentemente.

” Nonostante la sentenza della Corte che si è pronunciata positivamente sul ricorso della FLP mirato a ottenere lo sblocco dei contratti nazionali di lavoro nel pubblico impiego, il Governo continua a fare orecchie da mercanti e lancia segnali sempre più preoccupanti che lasciano intravvedere una volontà, neanche troppo mascherata, di arrampicarsi sugli specchi e non ottemperare, o a farlo solo apparentemente, a quanto disposto dalla Corte.

Come se non bastasse,  nella legge di assestamento di bilancio, approvata nei giorni scorsi al Senato e ora all’esame della Camera, il Governo per cercare di fare quadrare i conti in rosso a causa delle stime sbagliate derivanti da un calo delle entrate fiscali, dovuto in buona parte all’indebolimento delle politiche di contrasto all’evasione fiscale, ha pensato bene di non attribuire circa 80 milioni di euro ai Fondi di amministrazione, con il risultato di tagliare in modo ancora più drastico le già esigue risorse destinate alla produttività.

Una manovra inaccettabile che va respinta con forza.

E diciamo anche con chiarezza che nessuno pensi di barattare il reintegro di queste risorse, che ci spettano e sono già nostre, con un ulteriore rinvio dell’apertura della fase negoziale per il rinnovo dei contratti nazionali.

O che questo possa giustificare l’ignobile silenzio del governo sul rinnovo contrattuale!

L’iniziativa sul salario e sui diritti si intreccia con la difesa dei livelli di presenza e di democrazia sui territori.

Sta entrando infatti prepotentemente nella fase operativa l’operazione voluta da Monti con la spending  review di smantellamento degli Uffici sul territorio e di sostanziale depotenziamento delle Amministrazioni centrali.

L’inaccettabile operazione di chiusura di 23 Prefetture che segue di qualche mese quella delle Ragionerie territoriali dello Stato ( che già avevano visto scomparire qualche anno fa le Direzioni Provinciali del Tesoro) da il segno di quanto sta già avvenendo e  dovrà avvenire nei prossimi mesi con controriforme dipinte come azioni di rinnovamento  che non razionalizzano un bel nulla, non rendono più operative e fruibili le strutture, ma tagliano servizi, presidii  di legalità e colpiscono nella carne viva i diritti di decine di migliaia di lavoratori  e lavoratrici, alle prese con spostamenti di centinaia di chilometri per mantenere ( per quanto ?) il posto di lavoro, dopo essersi visto ridurre drasticamente lo stipendio.

La nostra opposizione a queste politiche miopi viene da lontano e le nostre iniziative in questi mesi si sono dispiegate su vari fronti:

 Su questa strada intendiamo andare  avanti con convinzione e decisione, perché la situazione è certamente difficile, ma è anche più in movimento di quanto non lo fosse fino a qualche mese fa, prima della pronuncia della Corte.

Nelle prossime ore comunicheremo in dettaglio a tutte le nostre strutture le iniziative che come FLP metteremo in campo da subito per ridare fiato, forza e gambe alle nostre proposte e rivendicazioni.

                                         LA SEGRETERIA GENERALE FLP”

 

Notiziario n. 99 del 21 settembre 2015 –

Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti
Il Capo di SMD Graziano e la Ministra Pinotti

Cominciano le manovre per il varo dei provvedimenti attuativi del “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (LB, vds. allegato 2 su questa stessa pagina),  e si inizia con provvedimenti molto pesanti. Come noto, all’art. 294, è scritto che il predetto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D.” ,  e anche per questo sono in piena attività, presso Stato Maggiore Difesa (SMD), i gruppi di lavoro che stanno studiando i provvedimenti e i percorsi più rapidi ed efficaci da sottoporre alla “valutazione del Ministro” per realizzare “una nuova struttura organizzativa dello strumento militare” che andrà a variare l’esistente.

L’obiettivo dichiarato del L.B., lo abbiamo ripetuto più volte, è il deciso potenziamento dell’organizzazione interforze (IF) e la crescita davvero notevole, di ruolo e di competenze, del Capo di SMD, il vero, nuovo “padrone” della Difesa”, che dovrebbe concretizzarsi attraverso modifiche  estremamente pesanti dell’attuale assetto: l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”,  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni (art. 173);  il transito della pesantissima funzione di Direttore Nazionale Armamenti dal Segretariato (SGD)  a SMD, accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e dall’istituzione del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede l’art. 174; la nascita della “Direzione di Formazione I.F.”,  altro passaggio notevole, che assorbirà tutte le competenze in materia di formazione;  e ancora, l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (art. 181), che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere militari  e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.  (1500 Ufficiali, contro gli attuali 60 esaminati di SMD).  Un tassello fondamentale, ovviamente,  forse il primo e il più importante,  nel ridisegno del ruolo potenziato di SMD e di contestuale depotenziamento delle singole FF.AA., e che produrrà “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente.

E, proprio in ragione della sua centralità, che è da qui che sembra stiano partendo le prime manovre. Siamo in possesso di una bozza di decreto, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, recante“proroga delle missioni internazionali delle FF.AA.”,  che il Consiglio dei Ministri dovrebbe varare entro il 30 p.v. che dovrebbe prorogare al 31 dicembre p.v. le missioni internazionali, in attesa della legge quadro ancora all’esame del Senato.

Incredibile a dirsi, all’interno di questo provvedimento,  ben conosciuto nei suoi contenuti abituali, qualcuno ci ha infilato, all’art. 8,  il regime transitorio dell’avanzamento degli ufficiali dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare a decorrere dall’anno 2016” che prevede anche un taglio della dirigenza militare, ma anche, ed questo è il punto, all’art. 10, alcune modifiche del D. Lgs. 15.03.2010, n. 66 (il c.d. “Codice dell’Ordinamento militare”)  che prevedono l’istituzione, al posto delle attuali “Commissioni di vertice” oggi in essere nelle FF.AA., di una “Commissione unica interforze” presieduta dal Capo di SMD,  e alla quale faranno capo tutte le scelte in materia di avanzamento della Dirigenza militare di tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi. Così si potenzia il ruolo del Capo SMD.

Ci chiediamo: ma l’istituzione di questa “Commissione Unica interforze”  ha i requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge per essere inserita in un decreto legge?  No, non li possiede, non c’è dubbio, e se non li ha, è di tutta evidenza la forzatura che si sta tentando per controllare un pezzo fondamentale delle FF.AA. (le carriere), e gli interrogativi che si pongono in merito al possibile riproporsi di analoghe forzature per quanto attiene altre parti del LB., anche quelli che ci interessano più da vicino come componente civile. E la cosa ci preoccupa!

Nel segnalare ai lavoratori quanto sopra, ci impegniamo a sollecitare forze politiche e Parlamento a vigilare per impedire il varo di norme non urgenti, da convertire poi in legge magari con voto di fiducia….

Vi invitiamo a partecipare al nostro sondaggio sull’uso dei decreti legge per attuare il Libro Bianco, che troverete nella parte a sinistra alta della home page di questo sito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La bozza Decreto proroga missioni internazionali

Allegato 2: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa

Notiziario n. 98 del 19 settembre 2015 –

Il prof. Tito Boeri, Presidente dell'INPS
Il prof. Tito Boeri, Presidente dell’INPS

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 38 del 15.09.2015  2015 con il quale il “Dipartimento politiche previdenziali ed assistenziali” della nostra Federazione fa un utilissimo punto punto di situazione sull’istituto della c.d “pensione anticipata” alla vigilia di possibili provvedimenti di modifica della legge Fornero di cui parlano quasi quotidianamente gli organi di informazione.

“Visto l’attuale balletto sulle modifiche alla Legge Fornero, e considerato che è in scadenza al 31.12.2015 la legge sulla “Opzione Donna”, il Dipartimento ritiene cosa utile  fare il punto della situazione pensionistica sull’istituto della cosiddetta “pensione anticipata” varata dal duo Monti-Fornero, prima che avvengano auspicabilmente modifiche a fine anno con la legge di stabilità 2016.

La pensione anticipata è una prestazione economica che i lavoratori dipendenti ed autonomi chiedono con apposita domanda e l’importo mensile erogato dall’INPS può aversi, quando non si raggiunge l’età anagrafica per accedere alla pensione di vecchiaia, soltanto, se sono stati versati i contributi per un certo numeri di anni (minimo 20).

Per i lavoratori dipendenti, dal 1 gennaio 2012 si può conseguire la pensione anticipata quando si matura un’anzianità contributiva pari a 42 anni e 1 mese per il 2012, 42 anni e 5 mesi per il  2013, 42 anni e 6 mesi nel 2015, e 42 anni e 10 mesi dal 2016 al 2019; per le lavoratrici dipendenti, invece, i requisiti sono ridotti in ogni caso di dodici mesi.

Il requisito contributivo aumenta in quanto soggetto all’adeguamento relativo alle “speranze di vita”. Per i soggetti il cui primo accredito contributivo decorre dal 1 gennaio 1996 si può conseguire il diritto a pensione anticipata, correlandola al compimento di 63 anni, a condizione che siano stati versati almeno 20 anni di contribuzione “effettiva” (obbligatoria, volontaria, da riscattare), con esclusione di quella “figurativa” e che l’ammontare mensile della prima rata di pensione dovrà risultare non inferiore ad un importo soglia mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.  Anche per questi dal 1 gennaio 2016 il requisito anagrafico viene elevato a 63 anni e 7 mesi, ma non operano penalizzazioni.

Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad una età inferiore a 62 anni, era prevista una riduzione pari ad un punto percentuale per ogni anno di anticipo nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni, elevata a due punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

Detta riduzione non si applica a coloro che accedono alla pensione anticipata a decorrere dal 1 gennaio 2015 e che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, anche se la decorrenza della pensione si colloca successivamente alla predetta data e l’interessato ha un età inferiore ai 62 anni alla data di collocamento in pensione (legge di stabilità 2015).

Per richiedere la pensione anticipata si presenta la domanda, informando l’Ufficio di appartenenza, via Web attraverso il portale INPS (www.inps.it) utilizzando l’apposito PIN, richiesto in precedenza allo stesso portale, oppure tramite Enti di Patronato che mettono a disposizione i necessari servizi telematici o infine tramite telefono chiamando il numero gratuito da rete fissa 803164 o il numero da rete mobile a pagamento  06164164.

La pensione anticipata spetta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, mentre per quelli iscritti ai Fondi decorre dal giorno successivo alla cessazione dal servizio, previa maturazione dei requisiti contributivi finora descritti.

Il Governo Renzi ha intenzione con la prossima legge di stabilità di intervenire sulle pensioni, introducendo una maggiore flessibilità in uscita, anche attraverso una riduzione dell’assegno INPS, per consentire ai lavoratori di decidere in piena libertà e così incentivare il ricambio generazionale.

Si parla di un’uscita flessibile con penalizzazioni che consentirebbe il pre- pensionamento ad una età minore rispetto a quella prevista, ma con una decurtazione percentuale del proprio assegno nell’ordine del 3% per ogni anno di mancata contribuzione… Ma soltanto nei prossimi mesi saremo in grado di conoscere la linea intrapresa dal Governo e i progetti di legge che andranno all’approvazione parlamentare, e vi terremo informati.

                        Il Dipartimento Politiche Previdenziali ed Assistenziali”

Vi terremo naturalmente informati degli sviluppi della questione.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 97 del 17 settembre 2015 –

La sede del Centro Documentale di Lecce
La sede del Centro Documentale di Lecce

Dopo la tradizionale pausa estiva,  è ripreso oggi il periodico confronto a cadenza mensile con SME-RPGF E DIPE.  Ed è ripreso con una novità importante, di cui ha dato notizia in avvio lo stesso gen. Antonello Vespaziani, che ha presieduto la riunione,  il quale ha comunicato alle OO.SS., nella circostanza a tavoli uniti, di essere stato destinato ad altro incarico e di lasciare pertanto a breve quello attuale di Capo Ufficio Organizzazione delle Forze, nel quale subentrerà il Col. a. c/a. t.ISSMI Fabrizio Argiolas.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha dato atto al gen. Vespaziani della disponibilità sempre manifestata nei confronti delle Rappresentanze dei lavoratori civili, del rispetto mai venuto meno del loro ruolo  e dello spirito di collaborazione che ne ha contraddistinto i rapporti in questi ultimi anni pur a volte nella profonda diversità di posizioni, che ha contribuito, in tutt’uno con il DIPE, al deciso passo in avanti nelle relazioni sindacali nazionali che oggi registriamo in ambito Esercito. Peccato solo che al deciso miglioramento delle relazioni sindacali sul livello nazionale faccia da contraltare, in molti Enti, un sostanzioso peggioramento delle relazioni sindacali di livello locale, come molte OO.SS. hanno già avuto modo di denunciare al Capo di SME nella riunione dl 29 luglio segnalando specifiche situazioni, rispetto alle quali siamo ancora in attesa di conoscere le iniziative, volte a risolvere i problemi, poste in essere dalla FA.

Al nuovo Capo dell’Ufficio, col. Argiolas,  le nostre felicitazioni più vive per l’incarico al quale è stato destinato dalla F.A. e un augurio di buon lavoro, anche e soprattutto nel rapporto con le OO.SS.

Il confronto è poi proseguito sul merito dei provvedimenti di cui alla scheda tecnica qui pubblicata in allegato 1,  e dei quali forniamo di seguito una rapida sintesi con le osservazioni/proposte formulate dalla nostra O.S.

AREA DI VERTICE

I provvedimenti di riordino interessano direttamente il RPGF (Reparto Generale Pianificazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), in quest’ultimo nel segno di una maggiore civilizzazione:

AREA FORMAZIONE

FLP DIFESA ha espresso non condivisione in merito al provvedimento che interessa la Scuola per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dove, al fine di sanare alcune improprie situazioni di impiego (così almeno ci è stata presentata), verrebbe espunta una posizione funzionariale civile dalla Sezione Gestione Patrimoniale  e transitata nel costituendo Nucleo Formazione dell’Ufficio Personale, con evidente “diminutio”  in termini di qualità della presenza civile, mentre (e anche questa operazione non ci convince) una p.o. di Funzionario San. psicologo viene rilocata nella Sz Controllo qualità: a far cosa?

A proposito della predetta Scuola, si segnala la difficoltà nelle relazioni sindacali stante l’insistenza dell’Ente, non condivisa da tutte le Parti interessate, di convocare le riunioni con OO.SS./RSU in orario di servizio (in quali istituti sono collocati i partecipanti?), in difformità alle previsioni del CCNQ 7.08.1998 e delle disposizioni di PERSOCIV (circ. 80048 del 10.12.2014) e della stessa F.A.. Ove la cosa dovesse proseguire, saremo costretti ad avviare iniziative di tutela, anche  investendo le AA.CC.

AREA OPERATIVA/TERRITORIALE

Con riferimento alle sede di Grosseto, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 2) il documento unitario sottoscritto dalle OO.SS. territoriali CGIL-CISL-FLP e delle RSU sul reimpiego del personale civile del 64° Deposito Territoriale di Porto Santo Stefano.

A conclusione del nostro intervento, abbiamo portato all’attenzione del tavolo, e dunque  dell’Amministrazione e di tutte le OO.SS. presenti, un problema che potrebbe, in un futuro quanto mai prossimo, estendersi ad altri Enti e interessare altri lavoratori del Ministero della Difesa.

Una breve premessa, ai fini di una migliore comprensione del problema. Qualche settimana fa, abbiamo letto tutti nei giornali della forte opposizione del Sindacato, e non solo, al colpo di mano posto in essere dal Governo Renzi che, non accogliendo il parere contrario unanimemente espresso dalla Commissione parlamentare che ha esaminato lo schema di decreto, ha previsto nell’ultimo provvedimento attuativo della riforma Poletti del mercato del lavoro (c.d “Jobs Act”) il controllo a distanza sui lavoratori attraverso telefonini, pc e tablet, con possibili implicazioni anche in materia disciplinare.

Ebbene, nel Ministero della Difesa c’è chi opera già controlli di questo tipo, e anche prima del decreto attuativo del Jobs Act:  ci riferiamo al Centro Documentale (CEDOC ) di Lecce.  Pubblichiamo su questa pagina (allegato 3) la nota molto dettagliata inviataci dal Coordinamento IR Sud Est di FLP DIFESA, che abbiamo consegnato a SME DIPE in aggiunta alla restante documentazione, chiedendo un urgente e risolutivo intervento centrale anche allo scopo di dare un segnale preciso sull’argomento “controlli a distanza”  in ambito F.A.  e di scongiurare così il  possibile riproporsi di analoghe situazioni a nostro avviso fortemente lesive della privacy del lavoratore.

Attesa l’importanza dell’argomento, che ha suscitato l’interesse delle altre OO.SS. e non poteva evidentemente che essere così, informeremo  i colleghi che ci leggono degli sviluppi futuri della vicenda.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Scheda tecnica predisposta da SME-RPGF

Allegato 2:  26.08.2015- Documento unitario Grosseto su Deposito S. Stefano

Allegato 3: 14. 09.2015- Nota FLP DIFESA Sud Est su problematiche controlli a distanza in CEDOC Lecce

Notiziario n. 96 del 16 settembre 2015 –

L'Arsenale M.M. di Taranto
L’Arsenale M.M. di Taranto

Come promesso dalla Ministra Pinotti nel brevissimo incontro con le OO.SS./RSU dell’Arsenale che ha poco felicemente concluso la sua trasferta a Taranto del  27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015),  il vertice politico del Ministero è tornato nella città jonica per uno specifico incontro con le Rappresentanze del personale arsenalizio.  Lo ha fatto, in questa circostanza, il Sottosegretario delegato, l’on. Domenico Rossi,  che aveva accompagnato la Ministra nella trasferta precedente, che ha avuto un confronto diretto con le Rappresentanze dei lavoratori, che ne hanno dato un giudizio positivo.

Ma riprendiamo, seppur sinteticamente, il filo della vicenda vertenziale di Taranto. Dopo il deludente incontro del 27 luglio con la Ministra,  le RSU dell’Arsenale  e le OO.SS. territoriali di Taranto avevano redatto un duro documento unitario e convocato un’assemblea dei lavoratori nella zona antistante lo Stabilimento il 30 successivo. A seguito del confronto assembleare, e dopo la riunione con l’Amministrazione Comunale  (A.C.) del 10  agosto,  delle cui risultanze abbiamo dato conto con il Notiziario n. 88 (impegno dell’A.C. a convocare un Consiglio Comunale ad hoc sulle problematiche dell’Arsenale, e più in generale degli Enti Difesa di Taranto), le RSU dell’Arsenale e le OO.SS. territoriali – quelle del Ministero Difesa e quelle afferenti alle aziende private metalmeccaniche e dei servizi – hanno redatto un documento unitario datato 25.08.2015 nel quale, tra le altre cose, chiedevano  che la discussione sulla “vertenza arsenale” fosse inserita nella discussione dell’istituito“tavolo istituzionale permanente”, vedesse la partecipazione delle Parti Sociali interessate, e che allo stesso tavolo venisse presentato il piano industriale dell’Arsenale,  con proiezione nei prossimi 10 anni,  previsione di nuove attività lavorative, e conferma  del suo ruolo pubblico. Il Consiglio Comunale del 28 agosto ha recepito tutte le richieste delle Parti sociali,  impegnando il Sindaco e chiedendo il coinvolgimento di altri soggetti istituzionali, con una mozione approvata all’unanimità (i due documenti sono pubblicati su questa stessa pagina, allegato 1).

Questi gli antefatti della visita a Taranto del 10 settembre dell’on. Rossi e del confronto con le OO.SS./RSU,  che l’A.D. ha voluto in Arsenale e non come richiesto dall’A.C in Municipio, e che – come chiarito in avvio dallo stesso on. Rossi – era teso a individuare le problematiche, con relative priorità, da portare e sostenere in sede di tavolo istituzionale.  E’ poi seguito il consueto giro di interventi del tavolo sindacale. La FLP DIFESA Territoriale di Taranto ha richiamato le parti più significative del documento unitario del 15 agosto ed ha espresso posizioni  molto chiare,  che fanno peraltro storicamente parte della analisi e della piattaforma nazionale di FLP DIFESA: l’esigenza di mettere a punto un piano industriale associato al riordino dell’Ente;  la contestuale esigenza di accompagnarlo con un piano straordinario di assunzioni che assicurino il turnover e con piani di formazione ad hoc, in un contesto di concreta civilizzazione, che rappresenta la prima operazione di spending review del M.D.; la cronica carenza di risorse, elemento comune alla prima riorganizzazione del duo Andreatta-Saragoza,  e la necessità inderogabile di reperirne di certe  ai fini dell’auspicato riefficientamento dell’Ente e per sostenere le spese di esercizio, anche con riferimento all’indotto privato; l’urgenza di dare risposte chiare sul futuro dello Stabilimento, anche in relazione alle sollecitazioni venute dalla Corte dei Conti, risolvendo in primis l’insanabile contraddizione (internalizzazioni o esternalizzazioni di servizi e lavorazioni?) esplosa dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel raffronto con le previsioni del D.Lgs. n. 8;  le opportunità per la Difesa da non disperdere, che sono assicurate dalla partecipazione attraverso lo stesso Sottosegretario Rossi al tavolo istituzionale.

A conclusione, l’on Rossi si è impegnato a rappresentare le predette problematiche al tavolo istituzionale  già convocato per il 23 p.v.,  e a riferirne degli esiti in un nuovo incontro con OO.SS./RSU.

A tal riguardo, le OO.SS./RSU hanno diffuso in data odierna il “comunicato stampa”  che pubblichiamo in allegato 2.

Infine, in allegato 3, il filmato del servizio del telegiornale di Telenorba sul’incontro di Taranto, con le interviste al Sottosegretario Rossi e al Coordinatore Territoriale FLP DIFESA di Taranto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota unitaria 25.08.2015 e mozione approvata dal Consiglio Comunale

Allegato 2: 15.09.2015 – Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale Taranto

Allegato 3 : la video intervista del Sottosegretario  e del nostro dirigente sindacale di Taranto

Allegato 4: 16.09.2015 – articolo della Gazzetta del Mezzogiorno, conferenza stampa OO.SS.-RSU

Notiziario n. 95 del 14 settembre 2015 –

Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali
Riunione al Gabinetto del Ministro tra Vertici politici e OO.SS. nazionali

In data 17 agosto u.s., la Corte dei Conti ha registrato il D.P.C.M. 26.06.2015 recante le “tabelle di equiparazione”  che dovranno regolare la mobilità dei lavoratori pubblici tra i diversi comparti, e qualche giorno fa la F.P. ha pubblicato il testo integrale, che rendiamo disponibile anche su questa stessa pagina (allegato 1)

Il provvedimento, come noto, era stato concepito in ragione delle esigenze di ricollocazione del personale dipendente delle Province soppresse. Come si ricorderà, sullo schema di DPCM presentato dalla Ministra Madia,  si era tenuta il 2 aprile u.s. una riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE)  e la Funzione Pubblica (F.P.)  per l’esame dello schema di provvedimento e delle c.d. “tabelle di equiparazione”  o “di corrispondenza”  tra i livelli economici di inquadramento, che serviranno a regolare i transiti tra  i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nell’Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente.  Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità,  in primis quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio. Il punto più critico ed importante stava allora nella ricerca di precise garanzie ai fini del mantenimento da parte del personale in mobilità dei livelli retributivi in godimento nell’Amministrazione cedente  (vds. Notiziario n. 36 del 7.04.2015), che però l’art. 3 del DPCM certo non risolve in quanto dispone sì la conferma dei trattamenti, ma  “limitatamente alle voci con carattere di generalità e natura fissa e continuativa”, che certo non garantiscono in toto.

Venendo ora alle questioni di casa nostra, dobbiamo dire che il DPCM 26.06.2015 non reca alcuna tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, cosa che invece interessa molto chi lavora nel M.D. Non se ne era parlato nella riunione in F.P. del 2 aprile, si pensò allora perché le tabelle esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato e i militari non lo sono,  ma ora abbiamo la conferma che il DPCM non reca nulla al riguardo, e la circostanza rafforza i dubbi da noi avanzati in precedenza.

Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche in via ordinaria (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002) nei ruoli civili, e rende  pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La prima proposta venuta da A.D. (Notiziario n. 45 del  18.04.2013, la tabella proposta da A.D. è ripubblicata su questa stessa pagina, allegato 3)  prevedeva  per il grado apicale dei SU. la possibilità di inquadramento in area 3^ anche senza laurea o in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza limiti temporali minimi.   Rispetto a questa proposta iniziale, si saldò poi una posizione unitaria di tutte le OO.SS. che prevedeva il transito secco dei SU. in area 2^ e  degli U. in area 3^, una posizione successivamente fatta propria dall’allora Sottosegretaria Pinotti nella riunione del 12.11.2013 (Notiziario n. 122 di pari data), e conseguentemente fu inoltrata alla F.P. una proposta di tabella con quelle previsioni secche,  priva dei due asterischi in calce (vds. allegato 3)

Ebbene, da quel lontano novembre 2013 sono già passati invano 22 mesi,  sviluppi non ce ne sono stati sinora e l’A.D. è apparsa sempre evasiva al riguardo. A nostro avviso,  la cosa comincia a puzzare un po’  e, dopo aver letto il Libro Bianco, anche di più.  Come già detto (Notiziario n. 86 del 6.08.2015, ultima riunione con il Sottosegretario), non ci sorprenderebbe molto se, alla luce delle previsioni del D. Lgs. 8/2014 sulla gestione delle eccedenze militari e del Libro Bianco (art. 217, incarichi di responsabilità per i Marescialli),  sia in atto un deciso ripensamento da parte dell’AD e che domani ci si possa magari trovare davanti, già bella e confezionata, una tabella diversa. O magari siamo di fronte a un tentativo di prendere tempo per sfruttare al massimo la vecchia tabella del D.I.M 18.04.2002 con centinaia di ingressi in area 3^.  In ogni caso, a nostro avviso, servono risposte urgenti, e in virtù di questa esigenza abbiamo inviato in data odierna al Sottosegretario Rossi la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2 

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DPCM 26.06.2015 – tabelle di corrispondenza tra comparti P.I.

Allegato 2: 14.09.15 – lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario per tabella di equiparazione mil-civ

Allegato 3: L’originaria tabella-di-corrispondenza-predisposta-da-SMD (quella poi concordata con l’on. Pinotti è priva delle note in basso con l’ asterisco)

Allegato 4:  31.07.2015-Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario su problematiche accessi internet

Aggiornamento 17.09.2015 – DPCM pubblicato in Gazzetta: G.U. 216-17.09.15-pubblicazione DPCM 26.06.15-tabelle equip. liv.inq. 

Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 –

Una suggestiva immagine notturna dell'Arsenale di La Spezia
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia

Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta  (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito,  risultano nei decreti definiti  solo sino al primo  livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.

Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc..  Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.  Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi  dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).

In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione,  l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C:  8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto).  Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi  per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.

C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM.  A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali  le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche,  e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne  gli sviluppi e/o le risultanze  (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.

Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.09.2015 Lettera FLP DIFESA su sch. DM Arsenali MM

Allegato 2: 03.09.2015 – Lettera SMM con schemi DD.MM. Arsenali MM

Allegato 3: 22.05.2015 – lettera SMM con proposta struttura completa Arsenali MM

 

flp difesa


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