Nel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) , l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su questa stessa pagina), rimodulati sulla scorta delle proposte avanzate dalle stesse OO.SS. rispetto alla prima bozza pervenuta in data 22 giugno u.s. (FLP DIFESA ha inviato al Sottosegretario le proprie “osservazioni e proposte” in data 8 luglio u.s., che ripubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina). In ordine ai nuovi schemi, ci eravamo riservati – prima della prossima riunione originariamente prevista per l’11 p.v. ma che forse slitterà – “una valutazione e anche eventuali ulteriori contributi”, che abbiamo evidenziato in una nota già inviata nella scorsa settimana al Sottosegretario Rossi e qui pubblicata in allegato 1.
Nel merito della nuova proposta dell’AD, dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi che i nodi sui quali questa trattativa si è sempre avvitata dal 2011 (prime due riunioni a PERSOCIV, 6 e 7 aprile di quell’anno) ad oggi, non sembra abbiamo ancora trovato riscontro positivo da parte dell’A.D. Ci riferiamo in primo luogo, al “nodo pareri”, rispetto al quale i nuovi schemi mantengono la previsione iniziale (“Gli Organi programmatori esprimono il parere ai sensi degli artt. 95 e 106 del TUOM – parere favorevole, favorevole con sostituzione indicando eventuali requisiti professionali – e trasmettono le istanze a PERSOCIV”), ancorchè condita nella circostanza dalla precisazione che la questione è ancora “in corso di approfondimento”. Nella riunione del 6 agosto, l’on. Rossi ci aveva detto di aver dato disposizioni a SMD per l’eliminazione dei “pareri” e la loro sostituzione con “criteri oggettivi” non meglio precisati, che l’Ente dovrà comunicare in sede di trasmissione delle istanze. Dunque, pareva accolta la sostanza della nostra richiesta sull’abolizione dei “pareri”, anche se, come osservammo allora, ci sarebbe stato comunque da “comprendere bene in cosa consistano di fatto questi <<criteri oggettivi>>”. Ma evidentemente così non è.
In secondo luogo, appare ancora non risolto anche il “nodo consenso” delle OO.SS. in materia di piani di reimpiego, anche se osserviamo con piacere che l’Amministrazione, a seguito della nostra forte e (pare) solitaria sollecitazione, ha operato un passetto in avanti passando dalla “partecipazione alle OO.SS. nazionali dei piani di reimpiego” alla “acquisizione dell’avviso” delle stesse OO.SS., che però è cosa palesemente diversa dal “consenso” che tutt’ora il Gabinetto raccoglie dalle OO.SS. nazionali in ordine a tutti i piani di reimpiego discussi a livello locale, prima di “dar corso ai successivi adempimenti finalizzati all’adozione dei provvedimenti di reimpiego da parte della competente Direzione Generale per il personale civile”. Non è questione di lana caprina, come si può ben comprendere, ma di autentica sostanza sindacale, in quanto tocca decisamente il ruolo delle OO.SS. nella definizione dei piani di reimpiego conseguenti ai riordini.
Di questi due “nodi” se ne sono accorti in molti tra i lavoratori civili, atteso che nel sondaggio pubblicato sul nostro sito (parte alta a destra della home) e a cui hanno risposto davvero tanti colleghi, oltre il 65% esprime un deciso “NO” rispetto agli intendimenti dell’A.D. di “gestire la mobilità volontaria attraverso i pareri degli O.P. e di definire anche da sola i reimpieghi”. Qualche cosa vorrà pure dire, o no?
In ogni caso, abbiamo provveduto a predisporre una nota di osservazioni alla nuova proposta dell’AD già inviata all’attenzione del Sottosegretario, che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario.
Restiamo per ora in attesa di convocazione da parte del Gabinetto della nuova riunione con il Sottosegretario e – soprattutto – degli esiti conclusivi dell’approfondimento in corso da parte dell’A.D.
In data di ieri, la Direzione Generale per il personale civile ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 55212 datata 4.09.2015 che reca gli elenchi nominativi del personale destinatario delle Posizioni Organizzative (PP.OO.) per l’anno 2014.
Detti elenchi risultano differenziati per “Enti Centrali” ed “Enti periferici” e appaiono articolati in due modelli: quelli contrassegnati come “Modello A” contengono il personale individuato attraverso i ben noti criteri contenuti nella circolare ricognitoria della D.G. n. 26001 del 14-04-2015; quelli contrassegnati come “Modello B” recano invece i nominativi del personale destinatario di ulteriori incarichi conferiti presso Enti non assegnatari nel precedente anno 2013 del “Fondo locale per le PO”, a seguito di precisa indicazione degli Organi di Vertice competenti e dentro i limiti delle risorse finanziarie a ciascuno di Essi assegnate dalla stessa PERSOCIV.
Pubblichiamo di seguito, su questa stessa pagina, la predetta circolare della D.G. (allegato 1) i quattro elenchi nominativi del personale destinatario (allegati dal 2 al 5) e infine la circolare ricognitoria di aprile scorso (allegato 6).
Per quanto attiene al pagamento delle PP.OO., dovrebbe concretizzarsi con il cedolino di ottobre, o al massimo con quello di novembre pp.vv., atteso che il caricamento dei dati è gestito, nella circostanza, direttamente dalla competente Divisione di PERSOCIV, senza passare attraverso BDUS.
L’on. Pippo Civati, promotore dei referendum con il movimento “Possibile”
iportiamo di seguito il testo integrale del Notiziario FLP n. 36 del 4.09.2014 con il quale la nostra Federazione dà notizia della propria adesione e del proprio impegno nella raccolta delle forme per dare con un “referendum” direttamente la parola ai cittadini sulle molto controverse leggi relative alla riforma del mercato del lavoro (“Jobs Act”) e a quella della scuola (c.d “buona scuola”).
“In un clima di semiclandestinità a causa dell’ostracismo della stragrande maggioranza della stampa e della totalità delle televisioni pubbliche e private è partita l’unica iniziativa concreta per riportare un minimo di democrazia nel mondo del lavoro pubblico e privato.
Il movimento “POSSIBILE” – sta raccogliendo le firme per l’indizione di otto referendum su materie che vanno dall’economia sostenibile alla legge elettorale ma, soprattutto, vi sono tre quesiti che riguardano il mondo del lavoro pubblico e privato.
Due quesiti riguardano il jobs act e, in particolare:
l’abrogazione della parte che ha cancellato le norme sui licenziamenti illegittimi e il conseguente ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori;
la cancellazione della norma che permette al datore di lavoro di demansionare il lavoratore a suo piacimento, legalizzando di fatto le pratiche di mobbing;
Il terzo quesito riguarda l’abrogazione della facoltà attribuita ai presidi di chiamata diretta degli insegnanti a prescindere dai punteggi nelle graduatorie, introdotto recentemente dalla legge cosiddetta “buona scuola” dal Governo Renzi.
Ebbene, la CSE e la FLP, dopo aver portato il Governo dinanzi alla Corte Costituzionale e fatto dichiarare illegittimo il blocco dei contratti pubblici, continua la sua azione concreta a supporto dei lavoratori pubblici e privati sostenendo i tre referendum citati e mobilitandosi per contribuire a raccogliere le 500.000 firme necessarie a portare i cittadini alle urne. La raccolta firme scade il 30 settembre e per questo serve l’aiuto e la partecipazione di tutti noi.
Purtroppo la maggior parte delle forze politiche e sindacali che in questi mesi hanno parlato di abrogazione del jobs act e della “buona scuola” si sono defilate accampando scuse e affermando di voler aprire un dibattito propedeutico ad una possibile campagna referendaria.
Solo che non c’è tempo: bisogna abrogare subito le norme liberticide e contro i lavoratori contenute nel jobs act, che oggi sono circoscritte al mondo del lavoro privato ma non tarderanno ad essere esportate nel lavoro pubblico. Così come bisogna subito abrogare il cuore della “buona scuola”, quella che permette il controllo politico dell’istruzione, i superpoteri ai presidi.
Ogni indugio, ogni rinvio può essere nefasto. Se fallisce la raccolta di firme, visti i tempi tecnici e le norme sui referendum, non si potrà votare prima del 2017.
Noi invece vogliamo abrogare queste norme prima che producano effetti devastanti sul mondo del lavoro e della scuola. Ancora una volta tocca a noi, nel mondo sindacale, il ruolo di forza concreta a fronte delle tante chiacchiere che il resto del mondo sindacale sta producendo: raccogliere le firme e lasciare che si esprimano i cittadini.
A brevissimo faremo avere a tutti maggiori istruzioni operative. È ora di mobilitarsi. Dimostriamo ancora una volta che la FLP e la CSE sono le uniche voci libere e concrete in un panorama sindacale sempre più parolaio e omologato! LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Con riserva di ulteriori notizie al riguardo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015 –
Pubblichiamo di seguito il “Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia con riferimento al personale del comparto Ministeri, aggiornati sino alla data del 29 luglio 2015.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
Nel corso di una delle ultime sue ultime riunioni prima della tradizionale sospensione estiva delle attività, la Commissione Difesa del Senato ha esaminato due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 2008) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014” e il secondo (A.S. 2009) recante “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2015”.
Per quanto riguarda il conto consuntivo 2014, val la pena di richiamare le valutazioni espresse dalla Corte dei Conti nella sua relazione sul rendiconto dello Stato, pubblicate lo scorso 15 giugno. Con riferimento al consuntivo del M.D., la Corte ha segnalato l’inversione del trend di spesa degli ultimi anni, atteso che, a partire dal 2008 e con la sola eccezione del 2011, gli stanziamenti di spesa sono risultati sempre in diminuzione. Per il 2014, si sono registrate nell’A.D. minori spese per 1,1 mld di euro (-5,14%), mentre le integrazioni di bilancio sono state pari e 740 mln contro i 1,5 mld di euro del 2013. La gestione finanziaria 2014 è stata complessivamente pari a 21,05 miliardi per gli stanziamenti definitivi di competenza, mentre le entrate extra-tributarie hanno visto 424 mln in riscossioni e 403 mln di versamenti. Nella sua relazione, la Corte dei Conti propone alcune considerazioni importanti: sul disegno riformatore del Libro Bianco, si riserva la valutazione dei risultati nell’esame dei successivi esercizi finanziari; per quanto attiene alle dismissioni del patrimonio immobiliare del MD non più utile ai fini istituzionali, ne sollecita un’azione ancor più incisiva; infine, con riferimento al riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (Legge 244/2012, modello a 150.000 entro il 31.12.2024), segnala l’utilità di anticiparne i tempi di attuazione, o rallentando il turnover o ricorrendo alla mobilità obbligatoria per il personale in esubero. Su quest’ultima considerazione, come O.S. esprimiamo una diversa opinione, atteso che la cura dimagrante è così cospicua (43.000 unità tagliate, di cui 10.000 civili) da necessitare di tempi congrui e non più ridotti. Avremo comunque modo di ritornare a breve sulle considerazioni della Corte dei Conti.
Per quanto invece riguarda il secondo provvedimento in esame (assestamento del bilancio 2015), va rilevato che rispetto alle previsioni iniziali contenute nella legge 191/2014 e relative alla “missione sicurezza e difesa del territorio”, si è registrato per il Ministero della Difesa un incremento della spesa da 19.706 a 19.985 milioni di euro in termini di competenza e da 21.021 a 21.301 milioni di euro in termini di cassa e, con riferimento a quest’ultima, maggiori contributi agli investimenti alle imprese, di cui 100 milioni destinati al programma relativo alle fregate FREMM. Rilevati inoltre, 518 mln di € di residui passivi per consumi intermedi e ben 2,5 mld di € di spese in conto capitate per investimenti lordi. Per quanto riguarda invece le spese relative ai programmi di approntamento e di impiego delle FF.AA., quelle dell’Arma dei CC registrano variazioni negative per circa 3,6 mln (competenza e cassa) e altrettanto quelle delle Forze Terrestri (31.669.000 euro per la competenza e 32.386.000 per la cassa); variazioni positive si registrano invece per la Forze navali (15.394.000 per la competenza e 12.871.000 per la cassa), come pure per le Forze aeree (18.889.000 per la competenza e 24.839.000 per la cassa). Infine, con riferimento al programma di pianificazione generale delle Forze armate e agli approvvigionamenti, si registra invece una rilevante variazione positiva di 182.098.000 € per la competenza e 181.035.000 € per la cassa.
Dunque, dall’esame di questi numeri, ci pare di potere dire che l’andamento del bilancio 2015 mostra una situazione di complessiva tenuta dei conti del M.D., che fa emergere lo sforzo in positivo che l ‘A.D. sta producendo ai fini della riduzione della spesa pubblica. Facessero così anche gli altri Ministeri…..
Su entrambi i provvedimenti, si esprimerà il Parlamento alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.
Pubblichiamo su questa stessa pagina il rendiconto economico 2014 diffuso in questi giorni dalla Ragioneria Generale e l’A.S. 2009 sull’assestamento di bilancio 2015.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Rendiconto economico 2014 (“Missione sicurezza e difesa” a pg. 46 del testo e “Analisi spesa Ministero Difesa” a pag. 446 del testo)
Pubblichiamo di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 5 / 2015″ che contiene il testo integrale della legge 7 agosto 2015, n. 124 recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2015, che entra in vigore da oggi 28 agosto 2015.
Come abbiamo già fatto presente nelle nostre precedenti News dedicate al provvedimento in argomento, trattasi di una legge delega che contiene ben 14 deleghe che dovrebbero sostanziarsi in una ventina di decreti legislativi attuativi, che dovranno vedere tutti la luce entro un massimo di diciotto mesi. Andiamo allora più nel dettaglio e vediamo le scadenze previste:
Dalla data odierna sono già operanti le nuove norme sul c.d. “silenzio assenso tra Amministrazioni” (ad eccezione dei Ministeri dei Beni culturali e della Salute, a tutte le AA.PP. è concesso un termine di 30 gg. per pareri e nulla osta, scaduto il quale si dà per acquisito il parere positivo; sull’autotutela (scadenza fissa di 18 mesi per l’annullamento di propri atti) e infine sugli incarichi/consulenze a pensionati (di nuovo possibili, ma solo a titolo gratuito e solo per un anno al massimo).
Per quanto attiene invece ai tempi concessi per l’esercizio delle deleghe, queste le scadenze previste dalla legge 124:
entro il 26 novembre 2015 (tre mesi dal 28 agosto 2015): un decreto attuativo ad hoc indicherà le norme rimaste inattuate che verranno abrogate;
entro il 28 febbraio 2016 (sei mesi dal 28 agosto 2015): uno specifico decreto attuativo provvederà allo snellimento degi oneri in materia di trasparenza e anticorruzione permettendo il collegamento tra banche dati, e indichera’ i soggetti che dovranno sanzionare le PP.AA. inadempienti;
entro il 28 aprile 2016 (otto mesi dal 28 agosto 2015); taglio del 50% dei costi delle intercettazioni;
entro il 28 agosto 2016 (dodici mesi dal 28 agosto): la maggior parte dei decreti attuativi dovranno vedere la luce entro questi tempi (riforma della Dirigenza pubblica con ruolo unico, incarichi a termine e licenziabilità; riforma delle Amministrazioni Centrali e dunque di Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali; tagli alle Prefetture, Camere di commercio e Autorità portuali; riordino partecipate e servizi pubblici locali; riforma dei giudizi della Corte dei Conti; riforma della conferenza dei servizi per le opere pubbliche; riforma del codice dell’amministrazione digitale e unico codice PIN per dialogare con tutte le AA.PP.; banda larga, priorità per turismo, scuola e sanità; riordino Forze di Polizia con nuovo destino del Corpo Forestale; libretto unico per auto e moto; definizione delle attività che possono essere avviate con SCIA e di quelle soggette a specifica autorizzazione)
entro il 28 febbraio 2017 (diciotto mesi dal 28 agosto 2015): riforma del pubblico impiego e dei meccanismi di accesso al lavoro nelle PP.AA..
E’ di tutta evidenza che le ultime due scadenze costituiscono la parte di maggior interesse dei lavoratori pubblici. Avremo modo, attraverso i Notiziari della nostra Federazione, di seguire da vicino l’evolversi del quadro normativo che, sulle materie sopra richiamate, interverrà con i diversi decreti legislativi attuativi della legge delega 124/2015, sulla quale comunque la nostra Confederazione e la nostra Federazione hanno già avuto modo di esprimere il proprio giudizio complessivamente negativo, ritenendola non adeguata da una vera ed efficace riorganizzazione della macchina pubblica che conferisca alla stessa efficienza ed efficacia vere.
La pubblicazione del presente “Quaderno” sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.
Facendo seguito alla nostra NEWS del 19 agosto u.s. dal titolo “Finalmente emanata dall’INPS la circolare con le istruzioni per la fruizione del congedo parentale in modalità oraria” con la quale abbiamo dato notizia dell’emanazione della molto attesa circolare INPS n. 152 del 18 agosto 2015 con la quale l’Istituto previdenziale forniva chiarimenti e istruzioni al riguardo, riportiamo di seguito il testo della nota diffusa dalla nostra Federazione con il Notiziario n. 35 di ieri con la quale il Dipartimento Studi e Legislazione FLP fornisce un quadro più esaustivo e reca utili indicazioni per i colleghi interessati.
” La FLP, informa che l’INPS, con la circolare n°152 del 18 agosto 2015 avente ad oggetto ‘Decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015 in attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9 della legge delega n. 183 del 2014 (Jobs Act) – Fruizione del congedo parentale in modalità oraria.’, dopo una breve premessa all’evoluzione normativa, ha indicato:
i “Criteri di fruizione, computo ed indennizzo del congedo parentale su base oraria”;
la “Contribuzione figurativa”;
le “Modalità operative”;
le “Istruzioni procedurali”.
Con la pubblicazione della predetta circolare INPS, dal 19 agosto è attiva la procedura on line per la presentazione della domanda ai fini della fruizione del congedo parentale su base oraria, che in questa fase iniziale potrà riguardare anche congedi orari fruiti in data antecedente alla presentazione della domanda.
L’Istituto ha ricordato che l’art. 1, comma 339 della legge di stabilità per il 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) ha modificato l’art. 32 del T.U. maternità/paternità (DLvo n. 151/2001) introducendo la possibilità per i genitori lavoratori dipendenti di fruire del congedo parentale in modalità oraria previa definizione, in sede di contrattazione collettiva, delle modalità di fruizione del congedo parentale ad ore, dei criteri di calcolo della base oraria e dell’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa. La stessa legge di stabilità ha previsto inoltre l’obbligo per il genitore richiedente di comunicare al datore di lavoro l’inizio e la fine del periodo di congedo parentale richiesto, nonché la possibilità per lavoratore e datore di lavoro di concordare, durante il periodo di fruizione di congedo, adeguate misure di ripresa dell’attività lavorativa, tenendo conto di quanto eventualmente previsto dalla contrattazione collettiva (comma 4 bis del citato art. 32).
Purtroppo, la materia non è stata ancora recepita dalla contrattazione collettiva e nel particolare per il pubblico impiego, non si è sin’ora tenuta a seguito del noto blocco dei contratti degli statali introdotto nel 2010 dal Governo Berlusconi e prorogato dai successivi Governi sino a tutto il corrente anno 2015, contratto degli statali chefinalmente è stato sbloccato grazie solo alricorso dellaFLPpresentato nel 2011 alla Corte Costituzionale, con esito favorevole (sentenza n. 178/2015).
Con il DLvo del 15 giugno 2015, n. 80, attuativo della delega contenuta nel Jobs Act (legge delega 10.12.2014, n. 183), il legislatore è nuovamente intervenuto sull’art. 32 citato introducendo un criterio generale di fruizione del congedo in modalità oraria che trova attuazione in assenza di contrattazione collettiva anche di livello aziendale (comma 1 ter dell’art. 32 cit.).
In particolare, secondo questo criterio generale, in assenza di una contrattazione collettiva che disciplini compiutamente il congedo parentale su base oraria, i genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale ad ore in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale.
Per espressa previsione di legge, qualora trovi applicazione il criterio generale di fruizione del congedo parentale ad ore è esclusa la cumulabilità del congedo stesso con permessi o riposi disciplinati dal T.U. maternità/paternità. Pertanto:
Il congedo ad ore quindi non può essere fruito nei medesimi giorni in cui il genitore fruisce di riposi giornalieri per allattamento ex artt. 39 e 40 del T.U. maternità/paternità oppure nei giorni in cui il genitore fruisce dei riposi orari ex art. 33 del T.U. cit. per assistenza ai figli disabili.
Risulta invece compatibile la fruizione del congedo parentale su base oraria con permessi o riposi disciplinati da disposizioni normative diverse dal T.U., quali ad esempio i permessi di cui all’art.33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104.
Rimane fermo che la contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, nel definire le modalità di fruizione del congedo parentale può prevedere diversi criteri di compatibilità(per esempio con un numero inferiore di ore al giorno).
La riforma in esame ha natura sperimentale ed è quindi attualmente in vigore per i periodi di congedo parentale fruiti dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, salva l’adozione di ulteriori decreti legislativi.
Rispetto alle modalità già in uso (giornaliera o mensile), l’introduzione della modalità oraria non modifica la durata del congedo parentale e pertanto rimangono invariati i limiti complessivi ed individuali entro i quali i genitori lavoratori dipendenti possono assentarsi dal lavoro a tale titolo; per altro, con il decreto legislativo n. 80 del 2015, è stato previsto l’ampliamento sia del periodo entro il quale è possibile fruire del congedo parentale (da 8 a 12 anni del bambino) sia del periodo entro il quale il congedo è indennizzabile a prescindere dalle condizioni di reddito (da 3 a 6 anni del bambino).
I genitori lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale nelle diverse modalità loro consentite (giornaliera o mensile o oraria). Pertanto giornate o mesi di congedo parentale possono alternarsi con giornate lavorative in cui il congedo parentale è fruito in modalità oraria, nei limiti eventualmente stabiliti dalla contrattazione collettiva.
L’INPS chiarisce che, “Ai fini del congedo parentale su base oraria, la contrattazione deve prevedere anche l’equiparazione di un monte ore alla singola giornata lavorativa. In assenza di contrattazione, la giornata di congedo parentale si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale (ossia lo stesso periodo preso a riferimento dal citato art. 23 per il calcolo dell’indennità). In assenza di ulteriori specificazioni di legge, per orario medio giornaliero si intende l’orario medio giornaliero contrattualmente previsto. In tale caso, il congedo orario è fruibile in misura pari alla metà di tale orario medio giornaliero.”
L’introduzione del congedo parentale su base oraria non ha modificato le regole di indennizzo del congedo stesso; pertanto il congedo parentale è indennizzato su base giornaliera anche nel caso in cui la fruizione avvenga in modalità oraria.
Le ore di congedo parentale – diano o non diano diritto all’indennità di cui all’art. 34 del D.lgls.151/2001 – sono coperte da contribuzione figurativa. Anche nel caso di fruizione oraria del congedo parentale, si applica quanto già disposto al punto 3 della circolare numero 139/2015 e cioè che la fruizione del congedo parentale tra il 25 giugno 2015 e il 31 dicembre 2015 è coperta da contribuzione figurativa fino al 12° anno di vita del bambino ovvero fino al 12° anno di ingresso del minore in caso di adozione o affidamento.
Il genitore lavoratore dipendente avente diritto al congedo parentale, secondo i presupposti di legge già noti, richiede il congedo al datore di lavoro ed all’Istituto, ai fini del trattamento economico e previdenziale.
Nella fase transitoria, la richiesta all’Istituto è presentata medianteun’apposita domanda on line, che è diversa dalla domanda telematica in uso per la richiesta del congedo parentale giornaliero o mensile. Per tale motivo, se in un determinato arco di tempo, il genitore intende fruire il congedo parentale in modalità giornaliera e/o mensile ed in modalità oraria, dovrà utilizzare le due diverse procedure di invio on line. L’applicazione per la presentazione all’Istituto delle domande di congedo parentale su base oraria è stata inserita all’interno del gruppo di servizi denominati “Domande di maternità on line”. L’acquisizione delle domande in oggetto è possibile tramite i seguenti tre canali: WEB, CONTACT CENTER INTEGRATO, PATRONATI.
A regime, analogamente a quanto avviene attualmente per la fruizione del congedo parentale a giorni, la domanda di congedo parentale dovrà essere presentata all’Istituto prima dell’inizio del congedo, al limite anche lo stesso giorno di inizio di fruizione; su tale regola non incidono i nuovi termini di preavviso previsti dall’art. 32, comma 3, del T.U. maternità/paternità per la richiesta del congedo parentale al datore di lavoro.
Si rammenta che, salvi i casi di oggettiva impossibilità, il genitore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro secondo le modalità e criteri definiti dai contratti collettivi e comunque, con un termine di preavviso non inferiore a 5 giorni, in caso di richiesta di congedo parentale mensile o giornaliero, e non inferiore a 2 giorni in caso di congedo orario (art. 32, comma 3, T.U.).
Si rammenta che il congedo parentale è fruibile in costanza di rapporto di lavoro con diritto alla retribuzione. Il congedo non è pertanto fruibile ed indennizzabile oltre la cessazione del rapporto di lavoro ed in generale nelle giornate in cui non sussista l’obbligo di prestare attività lavorativa.
FLP – Dipartimento Studi e Legislazione “
In allegato, lacircolare INPS n. 152 del 18.08.2015, peraltro già pubblicata sul nostro sito quale allegato alla nostra News del 19 agosto insieme al “Quaderno FLP DIFESA n.3/2015” che reca il testo del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151(“Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53– in G.U. 26 aprile 2001, n. 96, S.O.), aggiornato con il recente Decreto Legislativo 15.06.2015, n. 80, che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 2.
La caserma Garibaldi di piazza S. Ambrogio in Milano vista dall’alto
A distanza di un anni esatto dalla sottoscrizione del precedente che ha interessato Piazza delle Armi in via delle FF.AA. (328mila mq di superficie), i Magazzini di Baggio in via Olivieri (58mila mq) e la caserma Mameli in via Suzzani (117mila mq) per un totale complessivo di 48.300 di superficie edificata, un nuovo protocollo per la valorizzazione di immobili della Difesa, non più utili alle esigenze della nostra Amministrazione, è stato sottoscritto in data 6 agosto u.s. a Milano. Parti firmatarie del predetto protocollo sono state, oltre al M.D., l’Agenzia del Demanio, il Comune di Milano, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Università Cattolica, che ha il dichiarato obiettivo di valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, ampliare l’offerta universitaria cittadina e razionalizzare alcuni spazi in uso alle FF.AA, creando così “una straordinaria occasione per riqualificare e valorizzare parti importanti del territorio, senza consumo di suolo e nel mantenimento di edifici d’alto valore storico”.
La prima di queste operazioni riguarda la realizzazione della nuova sede della Polizia di Stato nella Caserma Montello di via Caracciolo, previo il trasferimento delle funzioni operative ora svolte dalla Difesa presso la Caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, e l’acquisizione da parte dell’Ateneo milanese della prospiciente Caserma Garibaldi.
A tali fini, il Protocollo prevede:
l’acquisizione in proprietà della Caserma Garibaldi da parte dell’Università Cattolica per 88 milioni di €;
l’impegno dell’Ateneo milanese a erogare l’importo di cui sopra mediante finanziamento dei costi di rimessa in funzione della Caserma Montello per le esigenze della Polizia di Stato e della Caserma Santa Barbara per le necessità manifestate dal Ministero della Difesa;
l’impegno del Comune di Milano a porre in essere tutte le attività necessarie a realizzare l’operazione e a garantirne la conformità urbanistica ed edilizia.
Il progetto, garantendo un’adeguata risposta alle esigenze delle realtà che attualmente occupano la Caserma Garibaldi, darà così vita a un grande polo culturale e formativo, di elevato prestigio anche dal punto di vista storico e architettonico, nel cuore dell’area metropolitana di Milano, consentendo in tal modo la razionalizzazione e il concentramento delle attività didattiche e scientifiche dell’Ateneo.
Al riguardo, particolare soddisfazione è stata espressa dalla Ministra Roberta Pinotti che ha dichiarato come il protocollo firmato a Milano confermi da parte del Ministero della Difesa “l’attenzione verso il territorio, in particolare nei confronti della città di Milano. Attraverso un processo di razionalizzazione delle proprie infrastrutture e di ottimizzazione logistica e operativa, la Difesa rende disponibili caserme non più utili ai fini istituzionali per aprirle a nuovi progetti, partecipandole, nel ricordo della loro storia, alle nuove realtà di sviluppo del territorio, dell’economia, della cultura e della qualità della vita dei cittadini. Questo nostro percorso è un viaggio che continuiamo a fare con l’Agenzia del Demanio e le diverse municipalità, convinti che solo con il gioco di squadra si possono ottenere risultati come quello odierno, impensabili fino a poco tempo fa”
Il Protocollo impegna inoltre le Parti firmatarie a definire un “accordo territoriale di sicurezza integrata” – alla cui definizione è stato delegato il prefetto di Milano, F.P. Tronca – per stabilire le tempistiche e le modalità attuative dell’operazione, anche tramite una suddivisione per lotti funzionali.
La FLP DIFESA condivide e apprezza lo sforzo che il MD sta facendo, per la prima volta in modo serio, in materia di dismissioni. Ritiene però che questo sforzo dovrebbe essere accompagnato anche da una puntuale informazione alle OO.SS. nazionali e alle Rappresentanze che operano in quelle strutture oggetto di dismissione, che invece continua purtroppo a mancare. L’hanno corso inviammo una nota specifica al Sottosegretario Rossi, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, ma che è rimasta sinora lettera morta…
Sul sito dell’INPS è stata finalmente pubblicata, dopo le polemiche di questi ultimi giorni innescate da un articolo del quotidiano “La Repubblica”, la circolare n. 152 del 18 agosto 2015 che reca indicazioni in merito alla fruizione del congedo parentale in modalità oraria, che – come noto – può oggi essere fruito fino al 12° anno di vita del bambino o di ingresso in famiglia in caso di adozione, e che si aggiunge alle vecchie modalità di fruizione su base giornaliera e su base mensile.
Detta circolare ha una storia particolarmente complessa e una genesi alquanto sofferta. Come noto, la possibilità di fruire del congedo parentale su base oraria, in aggiunta a quelle su base mensile e giornaliera, era stata introdotta dalle legge di stabilità 2013 (legge 24.12.2012, n. 228), che però ne aveva demandato la relativa regolamentazione alla contrattazione collettiva. Condizione questa, però, sinora mai soddisfatta e, per quanto attiene al settore pubblico, il motivo è ovviamente riconducibile al blocco dei contratti del pubblico impiego introdotto nel 2010 dal Governo Berlusconi e poi prorogato dai successivi Governi di periodo in periodo sino a tutto il corrente anno 2015, che solo il ricorso FLP del 2011, approdato recentemente al giudizio positivo della Corte Costituzionale (sentenza n. 178/2015), ne ha consentito finalmente la rimozione.
Preso atto che la regolamentazione per via contrattuale non è intervenuta in questi anni, il Governo ha ritenuto di dover intervenire e lo ha fatto con il Decreto Legislativo 15.06.2015, n. 80 attuativo della legge delega 10.12.2014, n. 183 (c.d. “Jobs Act”), che all’art. 1, commi 8 e 9, dispone appunto la possibilità di fruizione da parte della lavoratrice e del lavoratore anche in assenza di specifiche norme contrattuali di regolamentazione dell’istituto, e comunque “in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente a quello nel corso del quale ha inizio il congedo parentale”. I contratti collettivi potranno in ogni caso determinarne una durata oraria inferiore.
Con la sopra richiamata circolare n. 152 del 18 agosto 2015, l’INPS fornisce ora precise indicazioni sui “criteri di fruizione del beneficio, computo ed indennizzo del congedo parentale su base oraria” (punto 2) e sulla “contribuzione figurativa” (punto 3), e inoltre reca dettagliate istruzioni sulle “modalità operative” (punto 4) e sulle “istruzioni procedurali” (punto 5) per la presentazione delle domande, che dovranno essere inviate tramite i tre seguenti canali: WEB, Contact Center Integrato, Patronati.
Dunque, da oggi 19 agosto è attiva la procedura on line per la presentazione della domanda ai fini della fruizione del congedo parentale su base oraria, che in questa fase iniziale potrà riguardare anche congedi orari fruiti in data antecedente alla presentazione della domanda.
Ricordiamo infine, che come precisato dallo stesso INPS, “il genitore ha l’onere di comunicare al datore di lavoro la fruizione del congedo parentale su base oraria con due giorni di preavviso indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo”.
Attendiamo ora di vedere se PERSOCIV riterrà di intervenire al riguardo fornendo ulteriori indicazioni attraverso una propria circolare.
Pubblichiamo su questa stessa pagina: in allegato 1, la circolare INPS e, in allegato 2, il D. Lgs. n. 151/2001 aggiornato sino al D.Lgs. 80/2015 (“Quaderno FLP DIFESA n. 3/2015”). Inoltre, il link per il collegamento con il sito INPS
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
Nel contesto delle previsioni contenute nel “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015, quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali. La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR), in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie, secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande, quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco(art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.
La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica, poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo, ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.
Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione” al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”, e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.
Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS., e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali, il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
A tal proposito, come Sindacato nazionale proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:
in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate e le RSU dell’Arsenale schierate a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali, creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.
L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.
Notiziario n. 93 dell’8 settembre 2015 – Nel corso della riunione del 6 agosto u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi (si veda il Notiziario n. 86 di pari data) , l’A.D. ha consegnato alle OO.SS. nazionali nuovi schemi recanti la procedura e i criteri per la mobilità volontaria e i reimpieghi (allegato 2 su […]
News del 5 settembre 2015, h. 12.00 – In data di ieri, la Direzione Generale per il personale civile ha pubblicato sul proprio sito la circolare n. 55212 datata 4.09.2015 che reca gli elenchi nominativi del personale destinatario delle Posizioni Organizzative (PP.OO.) per l’anno 2014. Detti elenchi risultano differenziati per “Enti Centrali” ed “Enti periferici” e appaiono articolati in due modelli: quelli contrassegnati […]
Notiziario n. 92 del 5 settembre 2015 – iportiamo di seguito il testo integrale del Notiziario FLP n. 36 del 4.09.2014 con il quale la nostra Federazione dà notizia della propria adesione e del proprio impegno nella raccolta delle forme per dare con un “referendum” direttamente la parola ai cittadini sulle molto controverse leggi relative alla […]
Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015 – Pubblichiamo di seguito il “Quaderno FLP DIFESA n. 6 / 2015″ che reca gli “orientamenti applicativi” dell’Agenzia con riferimento al personale del comparto Ministeri, aggiornati sino alla data del 29 luglio 2015. La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la […]
Notiziario n. 91 del 31 agosto 2015 – Nel corso di una delle ultime sue ultime riunioni prima della tradizionale sospensione estiva delle attività, la Commissione Difesa del Senato ha esaminato due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 2008) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014” e il secondo (A.S. […]
Quaderno FLP DIFESA n. 5/2015 – Pubblichiamo di seguito, il “Quaderno FLP DIFESA n. 5 / 2015″ che contiene il testo integrale della legge 7 agosto 2015, n. 124 recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 13 agosto 2015, che entra in vigore da oggi […]
Notiziario n. 90 del 25 agosto 2015 – Facendo seguito alla nostra NEWS del 19 agosto u.s. dal titolo “Finalmente emanata dall’INPS la circolare con le istruzioni per la fruizione del congedo parentale in modalità oraria” con la quale abbiamo dato notizia dell’emanazione della molto attesa circolare INPS n. 152 del 18 agosto 2015 con […]
Notiziario n. 89 del 24 agosto 2015 – A distanza di un anni esatto dalla sottoscrizione del precedente che ha interessato Piazza delle Armi in via delle FF.AA. (328mila mq di superficie), i Magazzini di Baggio in via Olivieri (58mila mq) e la caserma Mameli in via Suzzani (117mila mq) per un totale complessivo di […]
News del 19 agosto, h. 18.00 – Sul sito dell’INPS è stata finalmente pubblicata, dopo le polemiche di questi ultimi giorni innescate da un articolo del quotidiano “La Repubblica”, la circolare n. 152 del 18 agosto 2015 che reca indicazioni in merito alla fruizione del congedo parentale in modalità oraria, che – come noto – […]
Notiziario n. 88 del 17 agosto 2015 – Nel contesto delle previsioni contenute nel “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015, quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta […]