News del 20 luglio 2015, h. 14.00 –

imm congedo parentalePubblichiamo di seguito, in allegato 1, il testo elaborato dal” Dipartimento studi e Legislazione della FLP” che reca una sintesi efficace delle norme relative alle “misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e  di lavoro”  introdotte recentemente dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80,  il cui testo integrale tratto dalla Gazzetta Ufficiale pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2.

Pubblichiamo inoltre, in allegato 3, documenti diffusi dall’INPS sull’argomento.

Infine, vi ricordiamo che abbiamo recentemente pubblicato sul nostro sito il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/2015” che reca il testo del D. Lgs. 151/2011 modificato e integrato dal sopra richiamato D. Lgs. 80/2015, che offre la normativa completa e attualizzata delle norme sulla tutela e il sostegno della maternità e della paternità (trovasi pubblicato ancora per qualche giorno sulla home page di questo sito  e, in pianta stabile, nello spazio “Quaderni FLP DIFESA” visibile sulla barra trasversale bianca nella parte alta di questo stesso sito).

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Allegato 1: Sintesi norme D.Lgs. 15.06.15, n. 80 misure per la conciliazione esigenze di cura, vita e di lavoro

Allegato 2: D.Lgs. n.80 15.06.15-misure per conciliazione esigenze cura, vita e lavoro

Allegati 3: INPS Circolare 139 del 17.07.2015 chiarimenti  INPS msg 4805 del 16.07.2015 chiarimenti x periodo transitorio  INPS  msg 4576 del 6.7.2015 chiarimenti x periodo transitorio

Notiziario n. 79 del 16 luglio 2015 –

La dr.ssa A. Fava con la sen. Pinotti nel saluto dopo la nomina della Ministra
La dr.ssa Fava con la sen. Pinotti nel saluto al Gabinetto dopo la nomina a Ministra

Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014.

Come si ricorderà, questa previsione normativa aveva costituito l’approdo certamente più significativo del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi di decreti attuativi della delega (luglio 2013), accompagnato dall’impegno dell’allora Sottosegretario Pinotti ad avviare il confronto con il Sindacato subito dopo la loro entrata in vigore.  Impegno poi disatteso sino ad oggi, nonostante quella Sottosegretaria fosse nel frattempo diventata Ministra e nonostante, in sede di presentazione del proprio programma, avesse avuto parole nuove e significative sulla necessità di valorizzazione della componente civile (audizione del 15 marzo 2014).  Quindici  mesi e oltre trascorsi invano, nonostante le ripetute richieste e sollecitazioni venute per quasi un anno dalla sola FLP (ne fanno fede i diversi comunicati pubblicati nei diversi siti),  ora però fortunatamente in ottima compagnia di tutte le sigle sindacali che, all’unisono, rivendicano oggi la messa a punto di questo Regolamento come la prima e più importante delle questioni da affrontare. Un ritardo che abbiamo scontato anche in questi ultimi tempi: quando molto giustamente OO.SS., nazionali e locali,  denunciano la scarsissima civilizzazione nell’operazione di riordino degli Stabilimenti industriali (Poli ed Arsenali), è di tutta evidenza che se il Regolamento ci fosse stato, gli esiti sarebbero stati certo diversi. Ma tant’è, oramai quello che è fatto è fatto,  e allora cogliamo il positivo nell’avvio di questo tavolo. Che però dovrà camminare speditamente, evitando così di aggiungere ulteriori ritardi a quelli già registrati.

La riunione tecnica di oggi è stata presieduta dalla Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha portato il saluto del Sottosegretario Rossi, ed è stata quindi introdotta dalle relazioni tecniche del 1° Reparto di SMD attraverso gli interventi prima del gen. U. Baldi e poi del col. A. Genovese, che hanno fatto una fotografia dell’esistente e messo a fuoco aspetti e analisi sottese al lavoro del tavolo tecnico.

Fotografia attuale: il personale civile della Difesa risulta oggi impiegato in tre macrosettori: il primo, quello amministrativo (gestione patrimoniale e finanziaria; gestione personale e matricola; contenzioso; contrattualistica e procurement); il secondo, quello tecnico (ricerca e sperimentazione; informatica; logistica; manutenzioni; meteorologia e antinfortunistica);  in ultimo , quello sanitario.   In base ai dati forniti da SMD, il personale civile con incarichi di responsabilità sarebbe oggi pari al 70% nel settore amministrativo,  al 72 % in quello tecnico e solo al 25% in quello sanitario. SMD non ha riferito in che modo e attraverso quali criteri sia stata operata detta rilevazione sulle posizioni di responsabilità,  che a lume di naso,  a noi sembrano francamente  ottimistiche.  Ci sarà però modo e tempo per comprenderlo.  Per quanto attiene alle questioni sottese al lavoro del tavolo tecnico, SMD ha indicato la necessità di approfondire alcuni aspetti (rimodulazione dei settori d’impiego; l’impiego in altri settori anche nuovi, come la cooperazione internazionale; l’incremento di responsabilità per il personale di area 3^; la connessione tra profili professionali e incarichi di responsabilità)  e di operare le scelte all’interno di un quadro di situazione  che tenga dentro più cose: la funzionalità degli Enti; le diverse tipologie di incarichi di responsabilità, alcune tipizzabili come civili in senso stretto e altre ascrivibili ad una linea di confine; la connotazione militare per alcuni incarichi in alcuni settori; l’armonizzazione con il modello a 20.000 previsto dalla legge 244/2012; infine, la previsione di procedure alternative in caso di mancata copertura di incarichi di responsabilità. Gli obiettivi finali da traguardare, ha concluso SMD, sono la valorizzazione del personale civile, l’attribuzione di maggiori responsabilità e infine, una maggiore integrazione tra componente militare e componente civile.

E’ poi seguito il giro di tavole con gli interventi di tutte le OO.SS. che hanno sostanzialmente parlato all’unisono e, pur con differenti sottolineature, rappresentato posizioni tra loro unitarie  e convergenti.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto della portata in un qualche modo storica del tavolo odierno, che finalmente, a oltre vent’anni dalla riforma Andreatta,  affronta per la prima volta l’argomento civilizzazione.  Non va però dimenticato  il corposo ritardo con il quale questo tavolo comunque parte,  quindici mesi dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 7,  che obbliga tutti gli attori a intensificare al massimo i tempi del confronto tecnico per poter rapidamente poi andare al tavolo politico, che è poi quello delle scelte finali. Occorre dunque fare presto, e pertanto serve sin da subito decidere una programmazione dei lavori molto stretta, sul tipo di quella positivamente sperimentata ai tempi del confronto tecnico sugli schemi dei DD. LLgs. attuativi della delega (anche allora era luglio, anno 2013). Come allora, anche ora c’è la necessità di fare presto, e dunque occorre procedere con estrema speditezza.

Ma per farlo, occorre confrontarsi su una base concreta. FLP DIFESA ha apprezzato lo sforzo di SMD di definire il quadro di situazione di partenza: la fotografia dell’esistente, le problematiche in campo, gli aspetti da approfondire, gli obiettivi da fissare. Uno sforzo serio, apprezzabile e da noi apprezzato,  che rappresenta certo una buona base di partenza, ma che presenta un unico vero limite: la mancanza di un ben definito orizzonte temporale (“quanto tempo ci diamo”?).  Un limite, questo, da colmare subito. E, subito dopo, l’AD deve iniziare a mettere sul tavolo le proprie proposte concrete: le OO.SS. hanno da tempo avanzato le proprie, per quanto ci riguarda FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato nei contenuti (vds Notiziario n. 130 del 12.12.2014), inviato al Sottosegretario in pari data data  e che ad ogni buon conto ripubblichiamo su questa stessa pagina,  e anche altre sigle (poche, per la verità) lo hanno fatto. Dunque, noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora è davvero tempo che l’AD faccia la propria. E la faccia, guardando certamente all’area 3^ per l’individuazione delle posizioni di responsabilità, ma anche all’area 2^ all’interno della quale, ordinamento professionale e declaratorie alla mano, ne dovranno essere individuate.

Quello che a nostro avviso non deve più accadere è subordinare il confronto sul Regolamento al Libro Bianco: l’AD lo ha già fatto una volta, era il 22 novembre 2014, quando il Sottosegretario  Rossi espresse l’avviso che l’avvio del tavolo sul Regolamento dovesse essere posticipato all’uscita del Libro Bianco.  In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), esprimemmo l’idea (e fummo allora purtroppo i soli a farlo) a che il “confronto sul “Regolamento” accompagni,  e non segua,  il “Libro Bianco” , atteso che “il Regolamento ex art. 1  D. Lgs. n. 7, rappresenta davvero la “madre di tutte le questioni”, e che  i due percorsi possono avere  “percorsi paralleli”, che quindi possono (e per noi devono) rimanere separati, anche se poi non potranno non incrociarsi tra loro”.  Continuiamo a pensarla così, anzi le nostre convinzioni, alla luce di quanto avvenuto,  si sono addirittura rafforzate.  Se qualcuno pensa di utilizzare strumentalmente il Libro Bianco per un ulteriore rinvio sine die della partita sul Regolamento, troverà in noi un contrasto forte:  d’altronde, è ben nota la nostra fermissima opposizione alle scelte del Libro Bianco (avremo già scritto una diecina di Notiziari al riguardo), figuriamoci se possiamo immaginare di attendere l’attuazione delle infelici scelte del Libro Bianco per discutere di civilizzazione……..

Avviare una discussione che abbia l’obiettivo di traguardare una efficace civilizzazione, significa però porsi anche il problema legato alla tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili. La proposta convenuta e condivisa con l’AD (allora Sottosegretario Pinotti) prevede il transito dei Sottufficiali in area 2^ e degli Ufficiali in area 3^: era il 22 novembre 2013, si veda il Notiziario n. 122 di pari data. Dopo di allora nulla, e le risposte fornite dall’AD alle ripetute sollecitazioni delle OO.SS. sono state del tipo “la tabella è ferma in FP”. Sono passati 20 mesi 20, la cosa comincia francamente a puzzare un po’,  e dopo aver letto il Libro Bianco (art. 217, dove si parla di incarichi di responsabilità per i Marescialli) ) ancor di più.  Non è che ci troveremo di fronte a qualche spiacevole sorpresa, magari scaricata sulla FP? In ogni caso, parlare di civilizzazione significa anche parlare di tabella di coorrispondenza, atteso che la stessa rappresenta un punto di riferimento in materia di  configurazione e assegnazione delle responsabilità.

Infine abbiamo ricordato all’AD. che, giusta risposta dell’on. Rossi alla nostra domanda, il tavolo tecnico dovrà occuparsi pure delle riorganizzazione e delle competenze dell’area TA, con la rivisitazione del DM 22.01.2013.

Infine, preso atto che tutte le OO.SS. hanno posto come prioritaria la “questione tempi”, la dr.ssa Fava si è riservata, entro i primi giorni della prossima settimana, di comunicarci la calendarizzazione dei lavori del tavolo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il documento di FLP DIFESA con le proposte sulla c.d. civilizzazione (inviato al Sottosegretario il 12 dicembre 2014)

Notiziario n. 78 del 15 luglio 2015 –

Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe  De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe De Giorgi

La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.

Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta,  emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo,  l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni,  hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.

Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.:  a  fattor comune  per  tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug;  Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover,  e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco.  Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali,  e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.

Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA,  ma permangono purtroppo ancora  punti critici.  In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale,  anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino,  che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura;  in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori,  in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali;  in terzo luogo,  vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.

SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed  ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato.  Questa la road map: SMM  rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame;  contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.

Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il progetto Arsenali messo a punto da COMLOG MM

Allegato 2: Note delle OO.SS./RSUNota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015        Nota RSU La Spezia 7 luglio 2015          Nota RSU Augusta 14 luglio 2015 

Notiziario n. 77 del 14 luglio 2015 –

Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD
Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD

Da quanto ne sappiamo, STAMADIFESA è impegnata in questi giorni in un grande sforzo di elaborazione sulle scelte del Libro Bianco (LB). Diversi i “gruppi di lavoro” all’opera già da settimane, riunioni tecniche che si susseguono una dopo l’altra, mai come ora SMD appare davvero l’ombelico del MD. Perché?

Il motivo è tutto da ricercare nelle opportunità che le prossime settimane, così ricche di eventi potenzialmente favorevoli,  potrebbe assicurare in relazione agli obiettivi fissati dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  (LB) , al cui  ultimo capitolo, il decimo, si afferma che detto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D. e pertanto gli obiettivi, quando riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente, vanno immediatamente perseguiti”. Più oltre (paragrafo 296),  il LB fissa anche dei tempi precisi: entro tre mesi, una ristretta Commissione non meglio precisata predisporrà la revisione della governance del Ministro;  entro sei mesi, “il Capo di SMD predisporrà per la valutazione del Ministro una nuova struttura organizzativa dello strumento militare”, che potrebbe variare pesantemente quella in essere, anche discendente dalla L. 244/2012 e dal D. Lgs. 7;  inoltre, sempre entro sei mesi, lo stesso “Capo di SMD predisporrà, per l’approvazione del Ministro, una Revisione Strategica della Difesa…e sarà elaborato un nuovo ciclo di pianificazione”. Una vera rivoluzione!

Se così è, il problema sta allora tutto nello stabilire quali siano “gli obiettivi, riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente”,  che potrebbero così essere “immediatamente perseguiti”  attraverso percorsi veloci e semplificati, evitando impegnativi passaggi legislativi ordinari o ulteriori deleghe.  Le domande allora sono: è obiettivo “raggiungibile  a normativa vigente”  l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni, con l’ausilio di un COI IF (para. 173)?  E lo è  il transito della funzione di Direttore Nazionale Armamenti da SGD a SMD,  che sarà accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e porterà alla nascita del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede il para. 174?  E lo è  l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (para. 181),  che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.?  E  lo è  l’istituzione di nuove strutture con relative posizioni apicali e staff,  come la nascente Direzione di Formazione I.F.,  che certo non ridurranno i livelli gerarchici come pure promette il LB? E lo è, infine, il depotenziamento delle FF.AA. e dei loro Vertici, a tutto vantaggio del ruolo del Capo di SMD?

Ebbene, di fronte a questa matassa intricata,  le  prossime scadenze parlamentari offrono un’opportunità irripetibile per accelerare e semplificare  i percorsi ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal LB:: l’estate incombe, e con essa la chiusura delle Camere;  le Commissioni Difesa sono alla vigilia della rielezione dei Presidenti;  in casa PD, l’ on. Scanu,  già dimessosi  da Capogruppo e che in passato qualche dispiacere lo ha dato alla Ministra, potrebbe essere il nuovo Presidente alla Camera. E i gruppi di opposizione hanno già richiamato la centralità delle Camere. Allora, forse è meglio accelerare i tempi……

Noi la pensiamo diversamente, convinti come siamo che gli obiettivi fissati dal LB,  alcuni dei quali molto preoccupanti perché orientati alla creazione dell’ uomo forte (il Capo di SMD) il che in materia di difesa pone pesantissimi problemi,  debbano tutti passare al vaglio o quantomeno alla discussione del Parlamento. Per questo lanciamo un appello: giovedì p.v., il Capo di SMD sarà in audizione in Parlamento, sarebbe davvero interessante che venisse interrogato sugli intendimenti che stanno maturando in ordine alle modalità, ai percorsi e ai tempi necessari per dare attuazione ai sopra richiamati obiettivi del Libro Bianco…

Alla nostra prossima puntata sul LB, vorremmo riflettere un pò sui nuovi poteri del Capo di SMD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:    Libro Bianco – 30.04.2015 

 

Notiziario n. 76 dell’11 luglio 2015 –

MobilitaMercoledì 8 luglio u.s., e dunque dentro i tempi stabiliti nel corso dell’ultima riunione del 1 luglio u.s. al Gabinetto del Ministro (vds. Notiziario n. 72 di pari data),  abbiamo inviato al Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi le nostre osservazioni e proposte in ordine agli intendimenti espressi dall’A.D. nei documenti inviati alle OO.SS. nazionali in data 22 u.s. in materia di mobilità volontaria e collettiva (c.d. “reimpieghi”).

Come è a tutti noto, l’argomento “mobilità” è da lungo tempo nell’agenda delle relazioni sindacali, essendo parte importante delle piattaforme presentate nel 2008 da noi e da CGIL-CISL-UIL per la ridefinizione del 2° C.C.N. Integrativo del personale non dirigente. Il momento buono sembrava essere arrivato ad aprile 2011,  con le riunioni tecniche a PERSOCIV del 6 e 7 di quel mese, ma poi non se ne fece nulla, anche perché quelle proposte della D.G. pare non fossero piaciute molto agli Organi Programmatori (O.P.), che (si disse allora) in un qualche modo le stopparono;  in ogni caso, la “questione mobilità”  fu riposta in un cassetto, dove poi è rimasta per oltre un anno e mezzo. La ripresa del confronto avvenne a PERSOCIV solo nell’autunno 2012 con i tavoli tecnici dell’ 11 settembre  (vds. Notiziario n. 120 di pari data) e del 17 ottobre (vds. Notiziario n. 137 di pari data),  ma poi anche allora non se ne fece più nulla per tutta una serie di punti controversi (pareri O.P.; trasferimenti funzionali, è cioè d’ufficio, in ambito regionale; graduatorie dei dipendenti in esubero; etc.). L’ultimo confronto, in ordine di tempo, fu quello avvenuto sul tavolo politico, presieduto dall’allora Sottosegretaria R. Pinotti,  il 20 gennaio 2014, che ancora una volta non approdò ad alcun risultato e non ebbe alcun seguito a causa del nodo irrisolto dei pareri dell’O.P. in materia di mobilità volontaria (nella circostanza, la formulazione proposta da AD era: “parere vincolante d’impiego in relazione alle esigenze funzionali di F.A. nel profilo professionale”),  al quale si aggiunse però, nell’occasione,  anche un nodo legato al palese ridimensionamento del ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego, oggetto di “esame congiunto” a livello locale e di “partecipazione” a livello nazionale, dunque fuffa o quasi. Un tentativo di ridimensionamento che faceva il paio con quanto avvenuto qualche mese prima, quando, in sede di esame degli schemi dei DD. LLgs. attuativi L. 244/2012, l’AD rigettò ogni nostra proposta di inserire all’interno del decreto sul personale un richiamo anche indiretto alla contrattazione in materia di reimpieghi.

Questa ricostruzione storica del lungo, ancorchè discontinuo, difficile e tuttora incompiuto confronto con l’AD che dura oramai da quattro lunghi anni,  serve a dimostrare la profondità e la sostanza vera del contrasto tra le Parti,  atteso che l’Amministrazione vorrebbe continuare ad avere mano libera sulle istanze di mobilità volontaria attraverso i “pareri” (che non esistono nelle altre AA.CC.)  e, in ultima istanza, decidere in proprio anche in materia di reimpiego del personale a seguito dei provvedimenti di riordino,  ricorrendo a formule tipo “partecipazione alle OO.SS.” che le consentirebbero un’amplissima gestibilità.

Dunque, al di là degli aspetti più tecnici legati alla procedura e ai criteri/punteggi, sono due i nodi politici sottesi al confronto con A.D. in materia di mobilità: il primo, è quello dei “pareri” sulle istanze di mobilità volontariail secondo, è il ruolo delle Parti sociali nella definizione dei piani di reimpiego. E non si tratta certamente, come si può ben comprendere, di questioncine di poco conto o scarsamente rilevanti.

E proprio perché i nodi, prima che tecnici, sono di natura politica, abbiamo volutamente anteposto alle nostre osservazioni e proposte tecniche  la messa a fuoco dei due nodi,  e lo abbiamo fatto nella parte relativa alle “Osservazioni generali”, pagine 2 e 3 del documento inviato all’attenzione del Sottosegretario, che pubblichiamo su questa stessa pagina,  dove sono anche pubblicati i documenti predisposti dall’Amministrazione.

Invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio on line che abbiamo predisposto in materia e che si trova nella parte alta a sinistra della home page.

(Giancarlo Pittelli)

Allegati:

frontespizio

Il documento FLP DIFESA:

Osservazioni e proposte FLP DIFESA su mobilità volontaria e reimpieghi (8.07.2015)

I documenti con le procedure e i criteri proposti dall’Amministrazione:

Mobilità Volontaria Ordinaria Mobilità Volontaria Straordinaria   Criteri mobilità volontaria   Procedura di reimpiego     Criteri mobilita reimpieghi

Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2015 –

bPubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/ 2015″ che contiene  il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53, pubblicato nella G.U. n. 96 – Supplemento Ordinario n. 93 – del 26 aprile 2001, testo coordinato e aggiornato sino al D. Lgs. 15.06.2015, n. 80 pubblicato nella G.U. n. 144 del 24.06.2015, insieme al D.Lgs. 81 (vds. allegato 2 pubblicato sul questa stessa pagina). Si precisa che Il nuovo testo è in vigore dal 5 luglio u.s.

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA”  collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.

Vi informiamo inoltre che la nostra Federazione sta predisponendo una scheda di facile consultazione per rendere più agevole la comprensione e l’utilizzo delle norme da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.

Vi informiamo infine che pubblicheremo a breve su questo nostro sito un altro “Quaderno FLP DIFESA”  con il D.Lgs. 8.04.2003, n. 66 (aspetti sull’organizzazione dell’orario di lavoro), anch’esso aggiornato sino al sopra richiamato. D. Lgs. 81/2015

COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato 1: Quaderno n. 03.2015- D.Lgs151.2001 agg. D.Lgs. 80.2015

Allehgato 2: G.U. 144 del 24.06.2015, S.O. n. 34/L – Decreti Legislativi nn. 80 e 81-2015

Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 –

La Corte Costituzionale ha dato ragione a FLP
La Corte Costituzionale ha dato ragione a FLP

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro del settore pubblico,  continuino i maldestri ma oramai infruttuosi tentativi da parte di alcune sigle, in primis CGIL-CISL-UIL,  di volersi appropriare di un risultano che certo non appartiene a loro e alle loro iniziative. Ma la verità storica è un’altra, e i lavoratori pubblici questo lo hanno già ben compreso.

” A distanza di circa due settimane dalla pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso della FLP continuano i tentativi da più parti di appropriarsi dei meriti di questa storica decisione.

E’ vero: le vittorie hanno sempre tanti padri.    Ma la verità è una sola!

Nel 2011 la FLP decise di mettere in campo una straordinaria iniziativa denominata “un euro per fare giustizia” che coinvolse migliaia di lavoratori e lavoratrici nel proporre  un ricorso, tramite il giudice del lavoro, per vedere riconosciuta l’incostituzionalità della norma che bloccava “sine die” i contratti del pubblico impiego.

Ma non ci siamo limitati a proporre ricorso.

In questi anni abbiamo accompagnato l’iniziativa giurisdizionale con una serie di azioni, di mobilitazione e di sensibilizzazione della politica e della società civile, portando la voce dei lavoratori pubblici all’interno del Forum PA e dei Palazzi di Camera e Senato nel corso di numerose audizioni.

Più di un anno fa abbiamo messo in mora le controparti inviando la piattaforma per il rinnovo dei contratti alla Funzione Pubblica e all’ARAN.

Se la Corte si è pronunciata per l’incostituzionalità, nonostante le fortissime pressioni del Governo e dei mass media, è perché in questi mesi abbiamo tenuto alta la vigilanza e la mobilitazione. Non dimentichiamoci da ultime le iniziative con il Movimento 5 Stelle e il Gruppo dei Verdi che in modo esplicito hanno appoggiato le nostre posizioni.

Se adesso si riparla di contratti, se CGILCISLUIL si affannano fuori tempo massimo a predisporre piattaforme contrattuali, tra l’altro generiche e prive di ogni reale riferimento economico,  il merito è solo della FLP.

Fino a pochi giorni fa “lor signori” balbettavano di compatibilità economiche, di privilegi dei lavoratori pubblici e chiedevano timidamente solo una contrattazione normativa, senza alcun beneficio economico, per non disturbare i governi amici.

Questa è la verità !

La FLP ha dimostrato che in questo paese se non si hanno scheletri nell’armadio, non si difendono apparati e caste di impresentabili, che hanno perso ogni rapporto con i lavoratori e i loro bisogni per gestire holding economiche, si può non solo fare sindacato, ma ottenere anche risultati concreti per i lavoratori.

Ma in questa vicenda si sono visti anche altri sindacati.

Quelli che si sono schierati dalla parte di “Tafazzi”, cercando di mascherare il proprio immobilismo parolaio e demagogico con comunicati nichilisti il cui assunto è “con la sentenza della Corte non cambia nulla e anzi vi tolgono pure gli 80 euro”.

A loro rispondiamo che per noi i contratti vanno rinnovati da subito e  con incrementi economici che riconoscano la perdita del potere d’acquisto degli ultimi sei anni.

Il riconoscere l’incostituzionalità sopravvenuta, come avrebbe statuito la Consulta  secondo il comunicato stampa diramato il 24 giugno, non significa in alcun modo che i contratti che andremo a rinnovare non possano prevedere il riconoscimento economico di quanto non corrisposto negli anni di blocco.

 Non te lo impedisce la contrattazione che invece dovrà prevedere forme di recupero di quanto ingiustamente sottratto.

E comunque, ove dovessero permanere resistenze e impedimenti a riconoscere quanto spettante in sede contrattuale, verificheremo tutte le iniziative affinchè comunque il personale venga indennizzato per il grave danno economico subito nel periodo di blocco contrattuale.

Come vedete quest’importante sentenza , che tra l’altro andrà attentamente letta quando depositata per coglierne appieno tutti gli aspetti e le potenzialità, interrompe l’inaccettabile situazione discriminatoria di questi anni e apre nuovi scenari di partecipazione per i lavoratori.

Nei giorni immediatamente successivi all’annuncio della sentenza la FLP ha scritto a Renzi e alla Madia chiedendo l’immediata apertura della contrattazione perché non un solo minuto ancora si può perdere.

E nelle prossime ore notificheremo alla Funzione Pubblica e all’Aran l’integrazione alla piattaforma presentata con l’indicazione delle  nuove richieste economiche e professionali.

Perché noi facciamo sul serio.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Ripubblichiamo su questa stessa pagina, a beneficio dei pochi che ancora non li avessero letti, i documenti della Corte, l’intervista al Segretario Generale FLP Marco Carlomagno sul quotidiano La Repubblica del 25 giugno 2015 e la lettera  inviata al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia all’indomani della sentenza con la richiesta di avvio immediato del tavolo negoziale all’ARAN.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato1:  I documenti della Corte Costituzionale: Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica    Corte Costituzionale – calendario dell’ udienza del 23.06.2015    Il comunicato Ufficiale della Corte Costituzionale

Allegato 2: La Repubblica 25.06.2015 – Intervista al Segretario Generale FLP

Allegato 3: La lettera del Segr. Gen. FLP al Presidente Renzi e alla Ministra alla PA Madia

Notiziario n. 73 del 6 luglio 2015 –

22.06.2015 -cambio di direzione all'Arsenale di Taranto
22.06.2015 -cambio di direzione all’Arsenale di Taranto

Lo Stato Maggiore Marina-1° Reparto, con email del 30 giugno u.s., ha anticipato alle OO.SS. nazionali il proprio intendimento di mettere in agenda per metà luglio la riunione nazionale che dovrebbe chiudere il confronto di doppio livello con le Parti sociali sulla riorganizzazione dei tre Arsenali in attuazione di quanto previsto dall’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014.  Molto opportunamente,  la email di MARISTAT precisa che la riunione conclusiva nazionale sul progetto Arsenali verrà posta “a valle della condivisione dello stesso a livello locale”,  che rappresenta in un qualche modo un impegno estremamente significativo della FA ed evidenzia in modo chiaro la sua volontà di far procedere il riordino in modo condiviso con le Parti sociali, il che non può che essere molto apprezzato dal Sindacato tutto. Se questo è l’intendimento,  occorre allora interrogarsi sul merito delle questioni e sulle prime risposte che stanno arrivando dal livello locale, dove si stanno effettuando in questi giorni i confronti.

Come già ricordato in un nostro precedente Notiziario,  la base di partenza dei confronti locali sono i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti”   dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino di SMM conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso molto opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.  Era stato lo stesso amm. Marzano, Cte  Logistico,   a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 aprile u.s. (vds. Notiziario n. 45),  nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità  di  un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission  specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione”, a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014.  E questo anche per poter avere una base condivisa di partenza dal livello nazionale , in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali con le OO.SS. e le RSU,  chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali.   Questa opzione è stata respinta da SMM,  che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Bene, anzi male dal nostro punto di vista, in ogni caso proviamo a vedere cosa sta avvenendo nei confronti locali.

Partiamo dall’Arsenale certamente più importante, quello di TARANTO.  Ebbene, dopo aver preso visione del nuovo organigramma proposto da COMLOG,  le OO.SS. (tranne CISL) e le RSU hanno diffuso una nota datata 22 u.s. (che pubblichiamo su questa stessa pagina) che esprime e motiva un “grave disappunto”, che ha pure registrato “la convinta adesione”  del Sindaco della città jonica,  che ha già scritto una lettera molto preoccupata alla Ministra Pinotti, pubblicata anch’essa su questa pagina. Invitiamo tutti a leggere la interessante nota unitaria delle OO.SS./RSU di Taranto,  vi si troveranno posizioni molto vicine – per non dire quasi coincidenti – con quelle da noi espresse nel Notiziario n.  60 del 12 giugno 2015.

Ad Augusta, dopo aver registrato alcuni passi in avanti rispetto alla prima proposta di SMM subito bocciata da OO.SS./RSU (ripubblichiamo sul nostro sito la nota congiunta di fine gennaio 2015),  la RSU dell’Arsenale, con propria nota del 1 luglio, ha invocato chiarimenti e chiesto un tavolo tecnico, già fissato il 10 p.v.,  segno evidente che qualche problemino c’è.   A La Spezia, infine, la richiesta che sta crescendo, comune agli altri due Arsenali, è quella di “più civilizzazione” rispetto alle previsioni di SMM/COMLOG, ed è possibile che, come su Taranto, si saldi una posizione sindacale unitaria e che vengano investite anche le Istituzioni Locali.  Dunque, come si vede, una situazione in movimento che, allo stato delle cose, non appare però orientata verso una piena condivisione del progetto Arsenali  messo a punto dalla MM.

Su questa stessa pagina, pubblichiamo il msg. di MARICAPITALE del 25 u.s. sull’utilizzo in missione delle strutture di ROMA.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 22.06.2015 – Nota unitaria OO.SS.-RSU Taranto

Allegato 2: 25.06.2015 – La risposta del Sindaco di Taranto e la lettera alla Ministra

Allegata 3: 01.07.2015 – Nota RSU Arsenale Augusta

Allegato 3: 25.05.2015 – Messaggio di MARICAPITALE sull’utilizzo delle strutture MM di Roma

Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 –

L'on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa
L’on. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa

Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi.  Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v.,  partirà finalmente il confronto con l’A.D. per  la definizione dei “criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non dirigente”, secondo la previsione contenuta nel  D. Lgs. 28.01.2014,  n 7 e con riferimento  al “Regolamento” previsto dall’art. 1.  Approda dunque ad un primo risultato operativo una questione che tocca profondamente il cuore della tanto invocata, ma mai realizzata, “civilizzazione”,  a nostro avviso la “madre” di tutte le questioni che toccano il personale civile della Difesa,  atteso che attraverso questa strada sarà possibile definire un quadro di regole che assicurino la differenziazione di impieghi e di responsabilità rispetto alla componente militare.  Una questione che la nostra O.S. ha posto da lungo tempo al primo posto della propria piattaforma, inizialmente in totale solitudine, e oggi fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle.  Ha anche trovato conferma nel Sottosegretario, a seguito di nostra precisa domanda, che  il confronto sul “Regolamento” ricomprenderà anche la riorganizzazione dell’area del Segretariato  (SGD; DD.GG.; UU.CC.  e UU.TT.TT.) discendente  dal DL 6.7.2012, n. 95 che ancora, a differenza di altre Amministrazioni Centrali., non si è ancora concretizzata in un provvedimento modificativo del DM 16.01.2013. Vedremo quali saranno gli sviluppi del confronto e le sue risultanze conclusive, per il momento registriamo in positivo e con molta soddisfazione l’impegno di apertura del tavolo a breve.

La riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, come noto, aveva come punto all’o.d.g.  la definizione delle  procedure in materia di mobilità volontaria (ordinaria e straordinaria) e la revisione di quelle relative alla mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”) connessa con i provvedimenti di riordino di Enti del M.D.. A tal riguardo, l’Amministrazione ha inviato alle OO.SS. le proprie proposte (schemi di procedura  e criteri per la formazione delle graduatorie, che pubblichiamo su questa pagina), che presentano qualche elemento di novità rispetto a quelle oggetto dell’ultimo confronto tecnico del 20.01.2014 (si veda il Notiziario n. 4 di pari data).

Per quanto attiene la mobilità volontaria, la nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario i punti per noi essenziali, già rappresentati nei precedenti confronti tecnici: l’allineamento alle procedure in essere nelle altre Amministrazioni  e che prevedono bandi di norma annuali;   la inderogabile necessità di eliminare i pareri – oggi praticamente vincolanti – degli OO.PP.,  affidando alla nostra Direzione Generale il ruolo di pieno gestore della procedura in un quadro di regole ben definite, come avviene peraltro nelle altre AA.CC.,  e non solo quello di sanzionare trasferimenti decisi sulla base di pareri di fatto vincolanti da parte degli OO.PP.;  infine, la previsione di deroghe/garanzie per situazioni gravi e legge 104.

Le proposte pervenute dall’A.D. presentano significative aperture sui punti da noi ritenuti essenziali, ad esclusione dei “pareri” che vengono ancora riproposti: in modo un po’ più attenuato a livello di Ente (“relazione funzionale del datore di lavoro”), e ancora ben marcato ed evidente a livello di Organo Programm. Trattasi della questione sulla quale si era arenato il precedente confronto, che purtroppo è stata nella sostanza riproposta. Noi non siamo d’accordo, continuiamo a non essere d’accordo. Gli artt. 95 e 106 TUOM, posti a fondamento del “parere”,  pongono in capo ai Capi degli OO.PP. “la determinazione…. delle esigenze di personale civile per gli EDR del MD”:  ebbene, l’individuazione delle “esigenze funzionali per aree e profili professionale”  ai fini dei bandi di mobilità danno attuazione a quella norma del TUOM, e configurano l’espressione di fatto di un “parere” a monte della procedura, senza bisogno di reintrodurlo a valle introducendo elementi discrezionali che oggettivamente confliggono con una ordinato sviluppo della procedura, e rappresentano  un unicum rispetto alle altre AA.PP. . Inoltre, il mantenimento del “parere” non assicura la gestione piena della mobilità da parte di PERSOCIV.

Per quanto riguarda  la mobilità collettiva (c.d. “reimpieghi”),  la questione da noi a suo tempo posta (anche qui praticamente in solitudine) riguardava la necessità di ottimizzare e semplificare la procedura prevista dal CCNI Difesa del 6.7.2000, ma nel quadro di un principio intangibile: la definizione condivisa dei piani di reimpiego.  Un principio sin qui perseguito e applicato, e che ha consentito la gestione di migliaia di reimpieghi in modo sostanzialmente indolore, senza operazioni di macelleria sociale. Si tratta di un principio che per noi dovrà essere salvaguardato  e continuare ad essere il nerbo della nuova procedura,  e su questo abbiamo invocato una chiara risposta da parte dell’A.D., atteso che nella nuova procedura questo principio andrà declinato in modo espresso e chiaro, in particolare per quanto attiene la “partecipazione alle OO.SS. nazionali”,  che, messa così,  non chiarisce la vera sostanza della relazione.

Per entrambe le due tipologie di mobilità, quella volontaria e quella collettiva, la proposta venuta dell’AD contiene sia la nuova procedura che  i criteri per la formazione della graduatoria, che sono già pubblicati sul nostro sito.  Al riguardo, avendo già sforato i tempi assegnati al nostro tavolo,  non abbiamo potuto completare l’avviata esposizione delle nostre osservazioni tecniche e delle nostre proposte al riguardo, motivo per il quale, su invito dell’on. Rossi, li riverseremo in una nota scritta che invieremo nella prossima settimana al Gabinetto, a premessa del successivo incontro che sarebbe utile avesse carattere tecnico, prima del tavolo politico conclusivo nel quale –se ci troveremo d’accordo – dovrebbe essere siglato uno specifico protocollo, seconda la finalizzazione da noi auspicata e che, a nostra richiesta, ha trovato conferma  da parte del Sottosegretario.

In conclusione, giudichiamo in modo positivo questa ripresa del confronto su una materia di grandissimo interesse dei lavoratori,  e auspichiamo che questa volta si possa chiudere rapidamente e in modo soddisfacente.

Nel corso della riunione, abbiamo anche rappresentato al Sottosegretario il corposo ritardo che si sta accumulando in materia di distribuzione del FUA 2015,  che vede oggi,  sul livello nazionale non ancora avviata la trattativa e, sui tavoli locali, tutta una serie di criticità, di cui abbiamo ampiamente riferito nel nostro precedente Notiziario n. 71 del 29 u.s. . Il problema sta nel mancato scioglimento da parte dell’A.D. del nodo relativo al sistema di valutazione delle performance individuale.  Atteso che siamo oramai arrivati a luglio, il che rende quantomeno problematico  l’avvio della “performance”,  al solo fine di sbloccare l’attuale stallo  abbiamo chiesto al Sottosegretario che venga valutata la possibilità di una “soluzione ponte” per l’anno in corso, sul tipo di quella adottata in ordine alla distribuzione del FUS 2014,  con il conseguente differimento al 2016 del sistema di valutazione della performance individuale, rispetto alla quale abbiamo comunque ribadito le nostre riserve di base e i nostri intendimenti, già  da tempo comunicati all’on. Rossi con nostra lettera del 31 gennaio 2015, pubblicata su questo nostro sito in allegato al Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2015.

Infine, in materia di esternalizzazioni, il Sottosegretario ha negato contraddizioni tra Libro Bianco e D. Lgs. n. 8., da noi segnalate. Ne riparleremo nell’apposito riunione prevista nel corrente mese di luglio. Questi, in sintesi, i contenuti e le risultanze della riunione di oggi con il Sottosegretario Rossi, nella quale, dopo molti mesi  di continui rinvii  e di non risposte,  abbiamo finalmente percepito un nuovo clima di attenzione e di confronto costruttivo e positivo con il Sindacato.  Speriamo duri, ce n’è davvero bisogno.

Chiudiamo con un’ultima importante informazione.  Di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario,  abbiamo trovato in sede  un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala,  nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali ex art.3 D.Lgs 165/2001” (da far recepire nel DDL delega Madia – attualmente all’esame della 1^ Commissione della Camera – che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri, ipotesi rispetto alla quale ci risulta anche depositato un emendamento da parte di un deputato ex M5S), e anche l’intendimento di reperire “200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”. Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare strano che non si sia mai fatto menzione negli incontri con le OO.SS. nazionali.  A tal proposito, attesa la grande rilevanza politica di entrambe le questioni, abbiamo già inviata alla Ministra Pinotti una richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”.

(Giancarlo Pittelli)

Le proposte dell’Amministrazione (clicca):  Procedura di reimpiego  Criteri mobilita reimpieghi Mobilita Volontaria Ordinaria Criteri mobilita volontaria  Mobilita Volontaria Straordinaria

Notiziario n. 71 del 29 giugno 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgSiamo arrivati oramai a fine giugno,  e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015.  Mai, nel corso degli ultimi anni,  avevamo registrato un ritardo di tale portata:  per ricordare solo l’ultimo anno,  l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata  sottoscritta il 13 giugno con la relativa trattativa che era partita l’8 aprile precedente!  Cosa sta succedendo, dunque? E’ la domanda che si fanno in molti e alla quale proviamo a dare qualche risposta, senza ovviamente la pretesa di essere esaustivi.

A nostra precisa domanda sui tempi di avvio della trattativa FUA 2015,  che ponemmo a conclusione della riunione avente per oggetto la distribuzione delle ulteriori risorse del FUA 2014 (vds. Notiziario n. 30 del 17.03.2015),  il Direttore Generale di PERSOCIV ci rispose che essi sarebbero dipesi dall’entrata in vigore del nuovo sistema di valutazione della performance individuale, cosa del tutto comprensibile atteso che uno dei compiti assegnati al tavolo nazionale era proprio quello di decidere il “quantum” di risorse da destinarvi.

Se così è, è di tutta evidenza il nesso causale tra sistema di valutazione della performance individuale e trattativa nazionale sul FUA 2015.  Come si ricorderà, nella riunione del 22 dicembre 2014,  è stata consegnata alle OO.SS. la bozza messa a punto dall’A.D. sulla “performance”, con l’invito alle stesse di formulare osservazioni e proposte entro gennaio p.v.. FLP DIFESA ottemperò a quell’ invito nei tempi richiesti (si veda il Notiziario n. 14 del 2.02.2015), e sappiamo che anche altre OO.SS. lo hanno fatto successivamente.  Ci chiediamo: che fine hanno fatto quei contributi?  Come mai l’AD non ha ancora sciolto il nodo,  così bloccando di fatto la trattativa nazionale sul FUA?  Blocco che ha ricadute notevoli sui tavoli locali e si comprende anche bene il perché: negli anni passati, come noto, spesso e volentieri gli accordi locali precedevano l’accordo nazionale, e questo perché i criteri di distribuzione del FUS si erano sostanzialmente stabilizzati negli anni e consentivano pertanto l’avvio dei progetti locali e anche la definizione dei criteri.

Quest’anno lo scenario si presenta invece assai diverso:  i criteri in uso da tempo nella nostra Amministrazione sono stati spazzati via dal rilievo (assurdo!) della F.P. (si veda il Notiziario n. 131 del 16.12.2014), che ha obbligato le Parti alla modifica dell’accordo FUA 2014 (vds. Notiziario n. 19 del 13.02.2015),  e altri criteri non possono prenderne il posto nell’accordo 2015,  atteso che la F.P. li ha ritenuti incontrattabili.   In aggiunta,  il sistema di valutazione della performance individuale nel Ministero Difesa sulla base della legge Brunetta (D.Lgs. 150/2009)  è stato sospeso nel 2012 (vds. Notiziario n. 25 del 16 feb di quell’anno),  e pertanto il combinato disposto tra rilievo della FP e performance sospesa  determinano nei fatti l’assenza, allo stato, di criteri di valutazione dell’apporto individuale alla progettualità locale. Appare allora perfettamente giustificabile come, di fronte a questo quadro di situazione, le OO.SS. Terr. /RSU nella maggioranza dei casi si rifiutino di definire i progetti locali  o, al massimo, avviino i progetti senza accompagnarli con la individuazione dei criteri di valutazione degli apporti partecipativi dei lavoratori. I tavoli locali sono davvero in grandissima sofferenza.

Il mancato avvio della trattativa nazionale per il FUA 2015, però, oltre a slittamenti e ritardi delle incombenze connesse ai tavoli locali, sta producendo danni evidenti anche su altri fronti.  Primo fa tutti, la possibilità di dare il via alla nuova fase di progressioni economiche interne alle aree (“passaggi economici”) dopo quella realizzata nel 2011 con decorrenza dal 1 gen. 2010,  il cui finanziamento doveva costituire l’elemento caratterizzante dell’accordo nazionale FUA 2015, dopo lo sblocco intervenuto con la L. 190/2014.

Anche per questo,  FLP DIFESA inviò nell’oramai lontano 14.01.2015 all’attenzione della Ministra una lettera che, partendo da una analisi sulla “stagione molto difficile e problematica in cui versa il nostro FUA”,  recava le nostre proposte per il FUA 2015 (la lettera è ripubblicata in allegato 1 su questa pagina).  Ne riportiamo, in corsivo, i passaggi più significativi con riferimento alle cinque proposte formulate:

  1. “Riteniamo che occorra irrobustire la dotazione del FUA della Difesa, anche attraverso risorse derivanti dalle economie legate ai riordini in atto, in primis attuando l’accordo del 13.02.2013 sulla Sanità militare, e inoltre anticipando i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM (D.Lgs. 7/2014)”.
  2. “Inoltre, e per noi questo punto assume una rilevanza del tutto prioritaria,  riteniamo che, nel quadro di un obiettivo teso a traguardare il progressivo spostamento di quote crescenti di risorse FUA  sul versante del trattamento economico fondamentale,  chiediamo che, in considerazione delle novità recate dalla Legge 190/2014,   l’AD proceda con urgenza alla convocazione delle Parti per l’avvio del confronto negoziale per la più rapida messa a punto dell’accordo sui passaggi interni con decorrenza 1.1.2015,come la scrivente aveva peraltro già richiesto in sede di trattativa FUA 2013 e  2014”.
  3. “Chiediamo che l’A.D. renda praticabile la possibilità di utilizzare, anche per i lavoratori civili, le anticipazioni con il “fondo scorta” per il pagamento anticipato di turni/reperibilità/PPL a servizi resi”.
  4. “Riteniamo necessario che l’accordo nazionale FUA 2015, al pari di quanto già avviene in altre Amministrazioni, sia scritto in modo più dettagliato, con particolare riferimento alle modalità di distribuzione del FUS, alla struttura generale dei progetti locali,  ai criteri di distribuzione e alla disciplina delle  assenze” anche allo scopo “di ridurrebbe di molto il rischio di rilievi sugli accordi locali…”;
  5. “Riteniamo auspicabile che gli accordi FUA assumano una valenza più politica che tecnica, e che pertanto, in sede di sottoscrizione dell’ipotesi,  vedano direttamente coinvolti,  per l’A.D, il Ministro o il Sottosegretario delegato, allo scopo di sottrarre detti accordi ad una lettura solo tecnica e al fine di  modificare il rapporto con MEF e FP, conferendo al Ministero Difesa maggior peso”.  

Quando scrivevamo queste cose, era metà gennaio 2015……..  Se l’AD avesse preso in seria considerazione la nostra proposta anche solo limitatamente al punto 1,  tutto il dibattito di questi giorni, con corredo di apposite assemblee e il conforto/supporto di qualche O.S. sulle ipotizzate intenzioni dell’A.D.  di dare ai dipendenti civili  qualche soldino in più (ma senza mai spiegare in che modo, da dove attingere le risorse e come connotare le eventuali risorse aggiuntive),  non sarebbe mai decollato o si sarebbe già esaurito.

E mentre noi siamo ancora fermi al palo dopo lo sblocco delle retribuzioni, in altre AA.PP. si sta lavorando già alle nuove progressioni economiche, mentre da noi PERSOMIL ha emanato qualche mese fa la circolare n. 120770 del 5.03.2015 con la quale Colonnelli e Generali hanno percepito già migliaia di euro dopo il blocco……. (si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina)

Ci chiediamo: invece di accreditare l’AD di buone intenzioni tutte ancora da dimostrare, perché non facciamo una battaglia  unitaria – oggi e subito –  per esigere il pieno ed immediato rispetto del protocollo firmato dall’allora Ministro Mauro e dalle OO.SS. nazionali il 13.02.2013, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2,  e per sottoscrivere un nuovo protocollo che impegni l’AD ad anticipare al 2015 i tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del COM, come richiesto da FLP DIFESA nella lettera inviata  alla Ministra il 14.01.2015?  A tal proposito, sarebbe quanto mai utile che non vivessimo solo di parole, ma di fatti concreti.

Ovviamente, riproporremo dette richieste per il FUA 2015 nella riunione del 1 luglio  p.v. con il Sottosegretario on. Rossi.

Prima di chiudere il Notiziario, proviamo a dare un aggiornamento sulle somme FUA-FUS in arrivo.

Come si ricorderà dal precedente Notiziario n. 55 del 29 maggio u.s., le partite in scadenza sono le seguenti:

FUS 2014: la quota pro capite è di € 963,00 lordo lavoratore per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, e sarà corrisposto sulla base dei criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU. Tenuto conto che stanno ancora arrivando a PERSOCIV i dati richiesti agli Enti, ne è a questo punto ipotizzabile il pagamento con il cedolino di agosto (speravamo a luglio, ma non sarà facile….);

Per quanto attiene alle somme relative al saldo (ultimi 2/12) di turni/reperibilità/PPL, all’indennità di mobilità e alle PP.OO., il pagamento potrebbe avvenire con il cedolino di agosto o slittare più avanti.

Infine, rimarranno da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di 26,45 lordo lavoratore (ipotesi accordo 26.03.2015,  vds. Notiziario n. 30/2015, che è ancora in via di certificazione).

FUA 2012 E 2013: i relativi saldi (80 € pro capite per il FUS 2012 ed € 77,13 pro capite per il FUS 2013) dovrebbero venire corrisposti insieme al FUS 2014 ( e dunque verosimilmente ad agosto).

Infine, a proposito di soldi, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 4) un interessante articolo de ILFATTOQUOTIDIANO del 18 giugno u.s.  su una storia di ordinari sprechi nel MD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.01.15- lettera a Ministra problematiche FUA e proposte per il 2015

Allegato 2: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Allegato 3: Circolare Persomil indennità di posizione dopo sblocco tetti stipendiali

Allegato 4: Articolo ILFATTOQUOTIDIANO sul Circolo Ufficiali Roma del 18.06.2015

flp difesa


D. Lgs. 80/2015. Misure per conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro. Sintesi delle norme

20 Lug 2015 - Flp Difesa

News del 20 luglio 2015, h. 14.00 – Pubblichiamo di seguito, in allegato 1, il testo elaborato dal” Dipartimento studi e Legislazione della FLP” che reca una sintesi efficace delle norme relative alle “misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e  di lavoro”  introdotte recentemente dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 80,  il cui testo […]


Partito il tavolo tecnico per l’attribuzione di compiti e funzioni ai civili. Manca la calendarizzazione, occorre fare presto

16 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 79 del 16 luglio 2015 – Prima riunione, oggi, del tavolo tecnico finalizzato ad esaminare e approfondire temi e problemi legati all’individuazione dei “criteri”  per  l’“attribuzione di compiti e funzioni tecnico-amministrativi al personale civile di livello dirigenziale e non dirigenziale”, da inserire nel “Regolamento” ex art. 1 del D. Lgs n. 7/2014. Come […]


Punto di situazione sul riordino degli Arsenali MM. Servono risposte politiche per dare gambe ad una efficace riorganizzazione

15 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 78 del 15 luglio 2015 – La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM. Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle […]



Le osservazioni e le proposte di FLP DIFESA in merito agli intendimenti dell’A.D. in materia di mobilità volontaria e reimpieghi

11 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 76 dell’11 luglio 2015 – Mercoledì 8 luglio u.s., e dunque dentro i tempi stabiliti nel corso dell’ultima riunione del 1 luglio u.s. al Gabinetto del Ministro (vds. Notiziario n. 72 di pari data),  abbiamo inviato al Sottosegretario delegato on. Domenico Rossi le nostre osservazioni e proposte in ordine agli intendimenti espressi dall’A.D. […]


Quaderno FLP DIFESA n. 3/2015 con il testo del D.Lgs 151/2011in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, aggiornato con le ultime norme

10 Lug 2015 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 3 / 2015 – Pubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 3/ 2015″ che contiene  il testo del Decreto Legislativo (D. Lgs.) 26 marzo 2001, n. 151 recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge […]


Continuano i maldestri tentativi di appropriazione. Ma i lavoratori l’hanno compreso bene: se i contratti del settore pubblico sono stati sbloccati, il merito è solo di FLP.

10 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 10 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 33 dell’8 luglio u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di due settimane dalla storica sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato nel 2011 da FLP che ha dichiarato illegittimo l’attuale blocco dei contratti di lavoro […]


Riordino degli Arsenali della Marina. I problemi cominciano ad emergere anche a livello locale nel confronto con RSU e OO.SS.

6 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 73 del 6 luglio 2015 – Lo Stato Maggiore Marina-1° Reparto, con email del 30 giugno u.s., ha anticipato alle OO.SS. nazionali il proprio intendimento di mettere in agenda per metà luglio la riunione nazionale che dovrebbe chiudere il confronto di doppio livello con le Parti sociali sulla riorganizzazione dei tre Arsenali in […]


A metà luglio, il confronto sul Regolamento su compiti e funzioni al personale civile. Ripreso il confronto su mobilità volontaria e reimpieghi. Il nodo “pareri”

1 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015 – Il Sottosegretario ha mantenuto l’impegno con noi assunto nella precedente riunione del 26 maggio u.s., ed è finalmente arrivata la risposta che attendevamo da mesi.  Questa: nella settimana dal 13 al 17 luglio p.v.,  partirà finalmente il confronto con l’A.D. per  la definizione dei “criteri per l’attribuzione […]


Ma che fine ha fatto la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015? I tavoli locali in grandissima difficoltà per l’avvio dei progetti

29 Giu 2015 - Flp Difesa

Ma che fine ha fatto la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015?  I tavoli locali in grandissima difficoltà per l’avvio dei progetti

Notiziario n. 71 del 29 giugno 2015 – Siamo arrivati oramai a fine giugno,  e ancora non è stata neanche avviata la trattava nazionale per la distribuzione del FUA 2015.  Mai, nel corso degli ultimi anni,  avevamo registrato un ritardo di tale portata:  per ricordare solo l’ultimo anno,  l’ipotesi di accordo FUA 2014 è stata  […]


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