News del 14 agosto 2015 – h. 8.00

La Ministra Madia in posa per Vanity Fair
La Ministra Marianna Madia in posa per Vanity Fair

Informiamo i colleghi che, dopo la firma del Capo dello Stato,  nella Gazzetta Ufficiale n. 187 di ieri 13 agosto 2015 è stata pubblicata la legge 7 agosto 2015, n. 124  recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Pubbliche Amministrazione, che era stata approvata in via definitiva dal Senato il 4 agosto u.s.  con 145 voti favorevoli e 97 contrari.

Su questa stessa pagina, in allegato 1, pubblichiamo il testo integrale della Legge 124 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Come già ricordato in nostre precedenti News, la c.d. “riforma” della P.A. voluta dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dalla Ministra alla P.A. Marianna Madia,   si è  articolata in due momenti:

– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70.  Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S..

– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato in prima lettura dal Senato in data 30 aprile 2015,  quindi approvato con  modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s., ed  definitivamente licenziato dal Senato il 4 agosto u.s.

Trattasi di una legge delega che contiene ben 14 deleghe che dovrebbero sostanziarsi  in una ventina di decreti legislativi attuativi,  che dovranno vedere la luce entro 18 mesi.

I punti più importanti della legge 124, con la quale ci dovremo confrontare nei prossimi mesi, riguardano: la riforma della dirigenza (previsto un solo ruolo diviso su tre livelli – statale, regionale e locale -, senza più distinzione tra 1 e 2^ fascia), la previsione di un testo unico per il pubblico impiego (superamento delle dotazioni organiche, nuove regole in materia di mobilità, potenziamento delle competenze dell’ARAN, etc.), la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero  delle Camere di Commercio.

Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa, e a tal riguardo la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^  Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s..

Ripubblichiamo in ogni caso, in allegato 2 su questa pagina, il comunicato stampa diffuso in data 5 agosto dalla Segreteria Generale FLP all’indomani dell’approvazione finale da parte del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:    Legge 7.08.2015, n. 124 – deleghe al Governo per la riorganizzazione delle PP.AA.

Allegato 2:    Comunicato stampa FLP del 5.08.2015 sulla legge Madia

Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2015 –

cPubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2015″ che contiene il Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 che reca “attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro” pubblicato sulla GU n. 87 del 14-4-2003 – S.O.n. 61, con testo coordinato e aggiornato sino al D. Lgs. 15.06.2015, n. 80 che è stato pubblicato nella G.U. n. 144 del 24.06.2015 insieme al D.Lgs. 81 (vds. allegato 2 pubblicato sul questa stessa pagina).

La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA”  che è collocata nella barra trasversa alta della stessa home page.

COORDINAMENTO  NAZIONALE  FLP DIFESA

Allegato 1: Quaderno n. 04.2015- D.Lgs66.2003 agg. D.Lgs. 80.2015

Allegato 2: G.U. 144 del 24.06.2015, S.O. n. 34 L – Decreti Legislativi nn. 80 e 81-2015

Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 –

Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015

Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico  e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.

Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè.  Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida  e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD.  Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri),  lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.

Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità;  ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio.  Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.).  Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale,  è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB  (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una  “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze”  e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto).  Solo un fugace accenno, invece,  ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su:  crescita  del ruolo  del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice;  LB come “direttiva ministeriale”  e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..

Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”,  zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari”   e  per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.

Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB,  se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione),  ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB “non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”,  le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra  che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere,  come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu  è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI.  A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…

Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha  protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..

(Giancarlo Pittelli)

*   Il video integrale dell’audizione del CaSMD del 6 agosto 2015 in Commissione Difesa della Camera  (clicca e ascolta)

Notiziario n. 85 del 31 luglio 2015 –

La Ministra della Difesa. sen. Roberta Pinotti
La Ministra della Difesa. sen. Roberta Pinotti

Siamo venuti a conoscenza che, per problemi legati alla sicurezza informatica, SMD-C4 avrebbe fortemente limitato,  e avrebbe intenzione di limitare ancor di più nel prossimo futuro,  l’accesso ai siti web degli Enti da esso amministrati sotto l’aspetto informatico (oltre che l’area di SMD, dipende da qualche tempo dal C4 per questi aspetti anche l’area del Segretariato Generale).  Parrebbe che SMD-C4,  dopo aver accentrato le citate competenze, non essendo verosimilmente in grado di gestire le problematiche legate alla sicurezza in ragione di possibili e temuti attacchi di pirateria informatica,  avrebbe maturato l’idea che l’unica soluzione possibile sarebbe allo stato quella di limitare gli accessi ai siti web compresi quelli istituzionali  e quelli che solitamente si consultano per lo svolgimento della normale attività lavorativa. Ci risulta anche che SMD-C4 starebbe studiando una  metodologia applicativa per il “controllo accessi”  e anche per questo stia chiedendo delle “white list” che saranno vagliate per gli aspetti legati alla sicurezza.

Appaiono di tutta evidenza le negative ricadute che questo comporta sullo svolgimento della normale attività lavorativa (ci sono segnalati diversi problemi legati al malfunzionamento dei servizi di rete, anche per quanto attiene i palazzi romani sedi di SS.MM., SGD, DD.GG., etc), essendo senza dubbio anacronistico e inaccettabile che nel 2015 si possa ritornare al passato in ordine all’accesso ai siti. Il che sarebbe peraltro fortemente in contrasto con la “Carta dei Diritti internet” approvata dalla Camera il 28 luglio u.s. (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 2), e che sarà il riferimento dell’attività legislativa in materia,

 Per quanto sopra, preso atto che nessuna comunicazione al riguardo è stata inviata alle OO.SS.,siamo intervenuti presso il Sottosegretario Rossi con la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 1),  nella quale, dopo aver dopo aver messo in luce che  la restrizione degli accessi appare in forte antitesi con la “Dichiarazione dei Diritti Internet” recentemente approvata dalla Camera dei Deputati,  auspichiamo un Suo intervento finalizzato  a far sì che  SMD-C4 riveda nell’immediato le politiche restrittive messe in atto adeguando le proprie politiche di sicurezza agli standard più avanzati.

Nella seconda parte della stessa nota,  abbiamo quindi segnalato al Sottosegretario che “a tutt’oggi non è pervenuta alcuna convocazione in ordine all’incontro che la S.V. aveva preannunciato entro luglio u.s.” (si veda il Notiziario n. 72 del 1 luglio 2015) e inoltre abbiamo rappresentato  “l’urgenza da parte del Vertice politico di fornire risposte rispetto alla questione da noi posta con la lettera inviata alla Ministra il 1 luglio”.  

A tal riguardo, con riferimento allo stesso Notiziario n. 72, dobbiamo ricordare ai colleghi  che “di ritorno dalla riunione con il sig. Sottosegretario, abbiamo trovato in sede  un documento/verbale di una assemblea RSU, inviato alle OO.SS. nazionali ma che risulta diffuso anche su più ampia scala, nel quale si fa riferimento a precise iniziative avviate dall’A.D. per il transito del personale civile nelle “categorie speciali”, il che configurerebbe di fatto un ritorno alla sfera pubblicistica del rapporto di lavoro e l’uscita dal comparto di contrattazione dei Ministeri,  e anche l’intendimento di reperire 200mil nel bilancio 2015 da destinare in prima opzione in parte preponderante nella quota fissa della retribuzione e la rimanenza al FUA”.

Trattasi di due questioni di notevole importanza, rispetto alle quali appare ben strano che non si sia mai fatto menzione alle OO.SS. nazionali.  A tal proposito, attesa la loro rilevanza politica,  avevamo  inviato in data 1 luglio alla Ministra una nota – qui pubblicata come allegato 3 – con la  richiesta “di incontro urgentissimo per comprendere gli esatti termini di una vicenda i cui contorni e le cui finalità non appaiono ancora ben evidenti e rispetto ai quali è doveroso fare chiarezza”,  di cui ora abbiamo sollecitato con la nostra nota odierna risposte urgenti da parte del Vertice politico.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 31.07.2015 – Lettera di FLP DIFESA al Sottosegretario su problematiche  internet e sollecito risposte transito categorie speciali

Allegato 2: Camera dei Deputati – Dichiarazione dei Diritti in Internet

Allegato 3: 01.07.15- lettera FLP DIFESA a Ministra per ipotesi transito rcategorie speciali

Notiziario n. 84 del 30 luglio 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgIn data odierna è formalmente partita a PERSOCIV la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015,  ma di fatto siamo ancora al punto zero.  E’ questa,  in buona sostanza, la sintesi conclusiva di della riunione odierna,  che è comunque servita a comprendere il quadro di situazione complessivo.

Partiamo innanzitutto dalla dotazione del FUA 2015:  la dr.ssa Preti ci ha consegnato il  prospetto di distribuzione delle somme disponibili per l’anno in corso (qui pubblicato in allegato 1), dal quale si evince innanzitutto che la dotazione certa del FUA è pari quest’anno a € 52.860.917,00  al netto oneri a carico dell’A.D., e dunque con una significativa differenza in negativo di € 3.821.531,00  rispetto al 2014.  Rispetto a questa dotazione del FUA 2015,  la distribuzione delle somme prevista dal prospetto consegnato dalla dr.ssa Preti qui allegato ripropone il modello consolidato di ripartizione, con una riconferma degli stanziamenti 2014 per posizioni organizzative e mobilità e una crescita di PPL, turni e reperibilità (soprattutto) in ragione delle esigenze comunicate alla DG a seguito della ricognizione disposta dalla circolare 21105 del 24.03.2015,  su cui certo andrà operata nel corso della trattativa una attenta verifica e valutazione. In ragione degli importi residuati a valle degli accantonamenti, la quota pro capite di FUS 2015 dovrebbe attestarsi intorno alle 894 € netto lav., a fonte di  € 963 (somme certe) + € 26,45 (variabili) 2014.

Va però considerato che questa dotazione di partenza del FUA 2015 dovrebbe godere di una successiva  implementazione, che allo stato viene stimata in circa 6 milioni di € ulteriori, derivanti dall’applicazione dalla recente circolare del MEF n. 20 dell’8 maggio 2015 (che pubblichiamo su questa stessa pagina, allegato 2) che reca istruzioni applicative circa il ricalcolo, a partire dal 2015, dei fondi della contrattazione integrativa in applicazione dell’art. 9 – comma 2 bis – del DL 78/2010  così come modificata dalla legge di stabilità 2014, al fine, attraverso la stabilizzazione delle decurtazioni intervenute, di conferire in futuro alla dotazione dei FUA una connotazione di maggiore strutturalità. Ipotizzando pertanto un incremento di circa 6 mln di €,  la dotazione definitiva del FUA 2015 potrebbe allora stare all’interno di una forbice compresa tra 58 e 59 mln di €,  ma sulla quale in ogni caso pesa oggi la tagliola determinata dalla legge di assestamento del bilancio 2015 all’esame del Senato (Atto Senato n. 2009, testo pubblicato su questa pagina) che non ha stanziato le somme c.d. “variabili” del FUA 2015, che nel 2014 sono state pari in Difesa a € 1.128.838,00.  Dunque il taglio, se confermato, potrebbe essere circa di tale entità.

A tal proposito, la delegazione FLP DIFESA ha fatto presente quanto segue, riprendendo posizioni già da noi espresse nella nota inviata alla Ministra il 14 .01.2015, che ripubblichiamo sul ns. sito.

  1. Anche in previsione del possibile impegno di risorse per avviare una nuova fase di passaggi economici interni alle aree, è necessario per quanto possibile irrobustire la dotazione del FUA. Nelle more della risposta dell’A.D. in ordine alla auspicata anticipazione dei tempi di attuazione dell’art. 2259-ter del D.Lgs 7/2014 (destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini), due cose si potrebbero fare subito: dare attuazione all’accordo del 13.02.2013 tra AD e OO.SS. sulla destinazione al FUA del 25% dei risparmi derivanti dal riordino in chiave interforze della sanità militare e implementare il FUA con le risorse derivanti dai recuperi relativi allo svolgimento di attività extra lavorative ex art. 1 della legge finanziaria 1997 (L. 662/1996) che il D.Lgs 165/2001 destina ai Fondo di produttività.  A tal proposito, la dr.ssa Preti si è riservata una attenta verifica e una risposta alla prossima riunione.
  2. Rimosso il blocco delle retribuzioni che dal 2011 al 2014 ne ha impedito la realizzazione, oggi sarebbe possibile riavviare i passaggi economici interni per il transito alla fascia retributiva superiore, su cui la nostra posizione favorevole è stata espressa nella già richiamata nota del 14 gennaio alla Ministra. A tal proposito, la dr.ssa Preti ha confermato l’apertura già espressa in precedenza,  ma ha ricordato il legame stretto che i passaggi avrebbero con la valutazione della performance individuale, che nella procedura 2010 è stata elusa in considerazione che il D. Lgs. 150 era entrato in vigore da poco (novembre 2009)  ma che oggi sarebbe arduo riproporre anche in virtù della obbligata certificazione degli accordi. In ogni caso, il Direttore Generale ha fornito anche i numeri possibili: nell’ipotesi più favorevole legata all’attuale consistenza di personale, i passaggi di fascia sarebbe così quantificabili: n. 481 in area 3^ e n. 614 in area 2^, per un numero complessivo di 1095;  in area 1^, come noto, non è possibile prevedere passaggi, atteso che tutto il personale ausiliario occupa la fascia apicale F3. La spesa preventivabile sarebbe all’incirca pari a 2 mln, e verrebbe posta a carico del FUA 2015.
  1. La questione passaggi rinvia dunque al problema legato al sistema di valutazione della performance, e, stando così le cose, richiama in proposito le responsabilità dell’Amministrazione.  Dopo la sospensione intervenuta con la nota datata 16.02.2012 a firma dell’allora Sottosegretario Magri,  che si è poi protratta nel tempo sino a tutto il 2014, nel corso della riunione del 22.12.2014 (vds. Notiziario di pari data n. 133) il Sottosegretario Rossi partecipò alle OO.SS. l’intenzione dell’AD di avviare nel 2015 il sistema di valutazione della performance individuale, e ne consegnò la bozza  alle stesse sollecitando i loro contributi entro il successivo mese di gennaio.  Cosa che puntualmente le OO.SS. fecero (per quanto ci riguarda, si veda il Notiziario n. 14 del 2.02.2014),  ma sino ad oggi non se ne è saputo più nulla.  Non è ben chiaro il motivo per il quale il nodo performance non sia stato sciolto a tutt’oggi, certo il ritardo non può essere in alcun modo imputato alle OO.SS. e conseguentemente neanche gli eventuali effetti in negativo indotti. Per quanto ci riguarda, abbiamo ricordato alla dr.ssa Preti la nostra storica posizione contraria alla performance per le motivazioni più volte espresse. Ma, proprio partendo da questo nostro no, nella lettera inviata al Sottosegretario datata 31.01.2015 abbiamo chiesto all’A.D. ”di astenersi dal dare impulso al sistema di valutazione nei termini indicati nel documento consegnato alle OO.SS. nazionali”,  invitando al contempo il Ministero a “farsi promotore delle opportune iniziative atte a congegnare il sistema di misurazione e valutazione della performance alle peculiarità dell’Amministrazione della Difesa,  al pari di quanto avvenuto per la Presidenza del Consiglio,  il MEF e le Agenzie Fiscali”.   L’AD non ha fatto né l’una cosa (varare il sistema di valutazione)  né l’altra che noi avevamo chiesto (deroga), ed oggi pensiamo non possa deresponsabilizzarsi in ordine alla supposta non praticabilità attuale dei passaggi economici interni.
  2. Il mancato scioglimento del nodo performance è verosimilmente alla base dell’avvio ritardato della trattativa 2015 sulla distribuzione del FUA (val la pena di ricordare che la trattiva 2014 è partita l’8 aprile e si è chiusa con la sottoscrizione dell’ipotesi il 13 giugno). Il nodo per la verità non è stato ancora formalmente sciolto, ma la nostra impressione è che l’A.D. stia pensando  a una nuova soluzione ponte per l’anno in corso  sul tipo “determina 2014” (una domanda: c’è qualche rischio al riguardo?) e  il varo del nuovo sistema di valutazione per il 2016. E di tutta evidenza che  fino a quando il nodo non sarà formalmente sciolto, la trattativa sul FUA 2015 non potrà decollare per gli approdi definitivi.
  3. Prima di chiudere il Notiziario, informiamo i colleghi che, dietro  nostra precisa domanda, la dr.ssa Preti ha confermato quanto già anticipato nel Notiziario n. 71 del 29.06.2015, e precisamente:

E con questa buona notizia sull’ imminente pagamento del FUS 2014 e dei residui 2012 e 2013, ci congediamo dai colleghi augurando loro buone vacanze e un arrivederci a settembre per il FUA 2015.

Invitiamo in ogni caso i colleghi a continuare a seguirci su questo nostro sito, che certo non andrà in ferie.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1. Ipotesi distribuzione somme FUA 2015

Allegato 2: Circolare MEF n. 20 dell’8.05.2015

Alleagto 3: Atto Senato n. 2009 –

Notiziario n. 83 del 29 luglio 2015 –

Il capo di SME, gen. C.A. Danilo Errico
Il capo di SME, gen. C.A. Danilo Errico

Bisogna dare atto al gen. Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, di aver onorato in tempi anche rapidi l’impegno assunto con le OO.SS. nel corso del primo e precedente incontro del 9 giugno u.s., forzatamente limitato ad un breve saluto per suoi sopraggiunti impegni, nel quale, accogliendo la richiesta unanime del tavolo sindacale, aveva rinviato ad una successiva riunione il confronto di merito sulle problematiche relative al personale civile impiegato negli Enti della F.A e sui contenuti del Libro Bianco.

In avvio di riunione, il gen. Errico ha salutato i presenti e ceduto la parola alle OO.SS., dichiarandosi interessato a discutere delle questioni del personale civile , che costituisce parte importante della F.A..

FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Capo di SME per la riunione odierna, e ha formulato l’auspicio che, per il futuro, questi incontri non costituiscano solo il tradizionale appuntamento in avvio di incarico, ma assumano una caratteristica di periodicità al fine di  consentire un utile interscambio di opinioni,  nella fase di difficile e complessa trasformazione quale è quella che la F.A. sta vivendo in relazione ai provvedimenti di riordino connessi al D. Lgs. 7/2014 e a quelli eventuali ed ulteriori legati al Libro Bianco.  A nostro avviso,  uno scenario così complesso lo si governa anche attraverso un sistema di relazioni sindacali mature e responsabili che, nel pieno rispetto dei diversi ruoli e competenze,  realizzi momenti di confronto e non di scontro, di collaborazione e non di contrapposizione tra le Parti,  evitando il più possibile i conflitti. A parere di FLP DIFESA, questa condizione è da tempo consolidata sul piano nazionale  e meno invece a livello locale,  dove in alcuni Enti (Milano; Teulada; Potenza; etc.,  ne hanno fatto cenno anche altre OO.SS.)  i Dirigenti esibiscono comportamenti letti come ostili, che poi innescano conflitti con le OO.SS/RSU e conducono inevitabilmente a contenziosi anche aspri, che hanno un prezzo evidente per i lavoratori ma anche  per la stessa F.A.. Rispetto a questo stato di cose, a parere della nostra O.S., è necessario che cresca davvero in tutta la F.A. la consapevolezza “che le relazioni sindacali siano orientate alla risoluzione delle problematiche esistenti, evitando l’insorgere di conflittualità e contrapposizione e cercando di mantenere un clima di fattiva collaborazione”,  come recita una recente nota del Comando TRAMAT,  e pertanto abbiamo chiesto al gen. Errico che SME avvii ogni più utile iniziativa ed eserciti un’azione permanente di monitoraggio perché sia limitate al massimo le occasioni di conflitto e si costruiscano proficui rapporti.

FLP DIFESA ha quindi affrontato il tema del giorno,  proposto peraltro da tutte le altre OO.SS., quello legato ai contenuti e alle scelte del Libro Bianco,  ricordando le nostre posizioni molto critiche, sia sul versante del metodo (scelte operate al netto di qualsiasi confronto preliminare, e non solo con le OO.SS…….) che su quello ben più sostanzioso dei contenuti:  la scarsissima attenzione nei confronti delle problematiche del personale civile, che nulla offre su temi storici e per noi essenziali come “civilizzazione”,  peculiarità d’impiego e  differenziali sempre più marcati nei confronti del personale militare sotto il profilo economico ed anche giuridico;  la prospettiva concreta di liquidazione di un pezzo storicamente importante della presenza civile nell’A.D, quello relativo agli Stabilimenti industriali, rispetto ai quali il Libro Bianco postula ipotesi preoccupanti di privatizzazioni ed esternalizzazioni in palese difformità rispetto alle disposizioni recate dal D. Lgs. n. 7/2014,  mentre occorrerebbero risorse ad hoc (sul tipo dei “piani Brin” della  MM) e turnover (in particolare nei ruoli tecnici)  per ridare efficientamento a quegli Enti e avviarne il rilancio, la cui esigenza inderogabile abbiamo fortemente rappresentato al gen. Errico;  il rapporto non chiarito con il riassetto in atto delle FF.AA. determinato dalla L. 244 e relativi decreti attuativi, che hanno visto la luce solo nel 2014 e su cui non si comprende ancora la necessità di un nuovo intervento riformatore;  il forte potenziamento del ruolo del Capo di SMD, che modifica gli equilibri al vertice dell’AD e viaggia peraltro in parallelo alle notevole perdita di competenze delle FF.AA. (in materia logistica, solo per fare un esempio). Su queste scelte, FLP DIFESA ha sollecitato una riflessione a tutto tondo, e la necessità di un confronto anche con le OO.SS. sulle ipotesi attuative che incideranno sulla vita lavorativa di donne e uomini della FA.

Ha infine toccato due argomenti anch’essi di stretta attualità: FUA e tabella di equiparazione.  Per quanto riguarda il FUA, che vedrà domani a PERSOCIV l’avvio (molto in ritardo) della trattativa nazionale per la distribuzione delle risorse 2015,  FLP DIFESA ha ricordato la necessita di implementare il fondo, oramai quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa,   anche al fine di consentirci l’avvio della seconda fase dei passaggi economici interni alle aree per limitare le ricadute in negativo sulle risorse destinate ai FUS.

Al netto delle un po’ azzardate ipotesi fatte circolare ad arte da pezzi di questa Amministrazione su improbabili sostanziosi incrementi dell’accessorio (qualcuno ha  parlato di 200mil…che botto!)  e di cui abbiamo chiesto precise conferme al Vertice politico che però allo stato non sono ancora arrivate  ma che esigiamo,  abbiamo segnalato al Capo di SME la necessità di dare segnali precisi in questa direzione operando su partite concrete come i risparmi derivanti dai riordini da destinare al FUA, primi fra tutti quelli derivanti dall’ultimo riordino della Sanità militare che ha toccato in modo corposo la FA Esercito,  rispetto ai quali è stato sottoscritto il 13.02.2013 un accordo AD-OO.SS. che ne destinava il 25% al FUA.

Infine, con riferimento ai continui transiti di personale militare nei nostri ruoli per motivi di inidoneità ex D.I.M. 18.04.2002  e a quelli prevedibilmente più corposi legati alla gestione delle eccedenze  ex L. Lgs. n. 8/2014, FLP DIFESA ha segnalato l’esigenza di una rapida entrata in vigore della nuova tabella di corrispondenza tra ruoli militari e posizioni civili nei termini concordati dalle OO.SS. nazionali e dall’allora Sottosegretaria Pinotti,  e che venga operato, in particolare dall’Esercito che è la FA più interessata, un costante monitoraggio sui transiti in soprannumero allo scopo di evitare in prospettiva l’insorgere di eccedenze come quelle registrate nel 2012 dopo la sanatoria intervenuta in sede di applicazione del D.L. 95/2012,  che ha portato alla regolarizzazione nei ruoli civili delle circa 1500 posizioni in soprannumero.

In sede di replica, il gen. Errico ha fornito le seguenti risposte in ordine alle questioni da noi poste:

Dunque, un incontro certo interessante e positivo quello di oggi con il gen. Errico, di cui abbiamo apprezzato la capacità di ascolto e l’attenzione manifestata nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo possa portare a un ulteriore scatto in avanti delle relazioni sindacali in ambito FA.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 82 del 28 luglio 2015 –

L'incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.
L’incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.

La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Delegato on. Domenico Rossi sono stati nella giornata di ieri a Taranto. L’appuntamento aveva una connotazione istituzionale di partenza, ma nel programma della Ministra ci sarebbe dovuto anche essere un incontro con le OO.SS/RSU dell’Arsenale di Taranto, che alla fine non c’è stato o, meglio, non c’è stato nei termini preannunciati ed attesi.

La Ministra (noi continuiamo a chiamarla al femminile secondo antica consuetudine, Lei invece preferisce il maschile) ha incontrato nella sede della Prefettura di Taranto il Prefetto, il Presidente della Provincia, della Regione, il Sindaco di Taranto, il Commissario Straordinario dell’Autorità portuale e i Vertici di Camera di Commercio e di Confindustria.  Al centro dell’incontro, la disponibilità e le iniziative del MD per il rilancio della Città (è stata annunciata la cessione da MM  al Demanio e all’Autorità portuale della banchina della stazione torpediniere su Mar Piccolo per riconvertirla a fini turistici), città che – come noto – vive da anni enormi criticità (pensiamo solo alla vicenda ILVA) e nella quale la presenza della Difesa è storicamente centrale.  In questa sede, la Ministra la ribadito la strategicità degli Arsenali in generale, e di quello di Taranto in particolare, ha negato qualsiasi ipotesi di privatizzazione e/o di riduzione degli attuali assetti (gira voce che il Capo di SMD ne abbia ipotizzato la riduzione da tre a uno) e ha anche escluso il blocco delle risorse per il completamento dei “piani Brin” (anche qui gira voce che il Capo di SMD avrebbe questa intenzione). Dopo aver affermato che 70 mln. sono già stati spesi, e a fronte dei 36 ancora da spendere per completare i lavori,  la sen. Pinotti ha promesso l’arrivo a Taranto per quest’anno di un altro milione e di ulteriori 6 nel 2016: poca cosa, comunque, possiamo dirlo? In materia di personale, la Ministra ha poi ricordato le recenti assunzioni in deroga, che erano a suo avviso il massimo oggi ottenibile (mah..). Infine, sulle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco, ne ha di fatto confermato la possibilità, aggiungendo però che non è il caso di “agitare paure che non esistono”. Gli agitatori sarebbero ovviamente le OO.SS. …..

Dunque,  affermazioni e precisazioni magari anche importanti, che sarebbe stato proprio il caso di ribadire de visu alle Rappresentanze sindacali convocate dalla Prefettura per un incontro con la Ministra (si veda la lettera di convocazione  pubblicata su questa stessa pagina, allegato 2), accettando magari anche un confronto con le stesse per chiarire ogni dubbio. Ma la Ministra ha scelto diversamente: all’incontro con le OO.SS./RSU ha inviato il Sottosegretario Rossi, notoriamente esperto di Arsenali della Marina essendo un Generale dell’Esercito in pensione, che ovviamente è apparso in difficolta e ad un certo punto ha dovuto sorbirsi le ovvie rimostranze delle Rappresentanze sindacali, che giustamente erano state convocate per un incontro con la Ministra e con Lei volevano discutere. Cosa che la Ministra molto renzianamente ha accuratamente evitato, preferendo discutere con Confindustria, e poi arrivando finalmente in Arsenale con grandissimo ritardo e solo per un brevissimo intervento di saluto di cinque minuti. Ogni commento appare superfluo.

Ovviamente, quanto accaduto a Taranto costituisce l’ultima dimostrazione dell’attenzione della Ministra nei confronti dei civili e delle questioni di loro primo interesse (e gli Arsenali lo sono). Le RSU/OO.SS. Taranto hanno predisposto una dura nota unitaria che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ed è anche annunciata una conferenza stampa per giovedì di fronte la Porta Principale dell’Arsenale.

Avremo modo di ritornare sul fatto: ma è nostra convinzione che questi comportamenti della Ministra non siano affatto casuali ma voluti, avendo Ella ben chiari i segnali che si vogliono lanciare e i loro destinatari.

In allegato 3, pubblichiamo infine la nota della parlamentare tarantina, on. Donatella Duranti in merito alla visita a Taranto della Ministra e delle dichiarazione da Lei rese.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Comunicato unitario OO.SS. Taranto-RSU Arsenale del 27.07.2015

Allegato 2: La lettera di convocazione della Prefettura per l’incontro con le OO.SS.-RSU

Allegato 3: Comunicato stampa on. Donatella Duranti

Allegato 4: Articolo GAZZETTA DEL MEZZOGIORN0 31.07.2015

Notiziario n. 81 del 27 luglio 2015 –

Al lavoro in uno Stabilimento Industriale della Difesa
Al lavoro in uno Stabilimento Industriale della Difesa

La c.d. “area industriale” del MD, denominazione oggi sicuramente impropria sotto l’aspetto tecnico-terminologico ma ancora alquanto efficace in quanto eredità storica di un passato tuttora vivo, e cioè quell’area che fa riferimento agli Stabilimenti industriali del M.D. (Arsenali della Marina, ex Arsenali oggi Poli Esercito, Centri tecnici¸ etc)  per molti decenni autentico vanto dell’A.D.  e luogo nobile di lavoro civile,  sta vivendo da molto tempo una stagione di grandi criticità. Criticità dovute in primis ad una ristrutturazione sbagliata,  quella di metà anni novanta voluta dall’allora Ministro Andreatta e malamente costruita dall’esperto straniero prof. Zaragoza,  ma che nel corso degli anni più recenti si è acuita per molteplici ragioni, in primo luogo per la scarsità di risorse da destinare al riefficientamento degli Stabilimenti e per l’assenza di turnover che ha fatto lievitare pericolosamente l’età media del personale e impedito la trasmissione dei saperi lavorativi.  E’ un problema che si trascina oramai da qualche anno, e che, in considerazione dell’importanza di quegli Enti,  le OO.SS. hanno sempre posto in cima ai propri pensieri.

Cosa avvenuta anche in occasione del confronto tra A.D. e OO.SS. nazionali sugli schemi dei decreti attuativi della delega per il riordino in chiave riduttiva delle F.A. (Legge 244/2012), quando il tavolo sindacale “impose” all’A.D. di affrontare in quella sede non solo gli aspetti legati al nuovo veicolo normativo (Decreti Ministeriali al posto dei vecchi Decreti Interministeriali Difesa/Economia/Funzione Pubblica) ma anche quelli riferibili ad aspetti di maggior sostanza e concretezza. Nacque attraverso quel confronto, infatti, l’art. 2259-sexies COM, che disponeva anche “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati,  nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” al fine evidente di determinare  quote crescenti di internalizzazioni, e prevedeva anche che i “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”.  Se a questa previsione si aggiunge quella contenuta nell’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 (“attribuzione di funzioni e compiti al personale civile, dirigente e non”)  e anche le parole della nostra Ministra in Parlamento sulla necessità della c.d “civilizzazione” e sulla strategicità di quegli Enti,  sembrava davvero che questa volta ci fossero le condizioni affinchè la riorganizzazione degli Stabilimenti industriali della Difesa potesse avere contenuti diversi e che fosse possibile aprire una stagione diversa.

Non è stato così, purtroppo.  Le cose non stanno andando così in Marina (riordino in corso degli Arsenali),  e non sono andate affatto così nel riordino, oramai definito e impacchettato, dei quattro Poli dell’Esercito. C’ è stato un lungo confronto con la F.A.,  a  livello nazionale e poi anche a livello locale, che si è di fatto chiuso con la riunione con SME-RPGF del 18 giugno 2015 (si veda il Notiziario n. 65),  atteso che  l’imprevista appendice delle riunione del 7 luglio sul PMAL di Terni,  nata da una richiesta di alcune sigle per negoziare alcune posizioni e gentilmente concessa dalla F.A. (Terni fa sempre storia a sé….),  è apparsa alla fine del tutto insignificante sul piano del riordino complessivo dei quattro Stabilimenti e di scarso rilievo anche sul piano della riorganizzazione dell’Ente,  rimasto di fatto quello che era il 18 giugno. Talmente insignificante per noi la riunione del 7 lug., che non abbiamo diffuso alcun Notiziario al riguardo.

Il nostro giudizio conclusivo sul riordino degli quattro Stabilimenti dell’Esercito è molto critico. Abbiamo certo apprezzato il coinvolgimento delle Parti Sociali che la F.A. ha voluto, a livello nazionale e poi anche a livello locale. Non abbiamo invece apprezzato per nulla le scelte finali della F.A. e gli sbocchi conclusivi del confronto, che hanno messo in un angolo e accantonato la gran parte delle richieste sindacali.

Ne diamo conto e prova attraverso il documento da noi elaborato, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, che riassume i termini del confronto nazionale e locale e i nostri giudizi al riguardo,  e che abbiamo inviato a SME con preghiera di allegarlo al resoconto dell’ultimo incontro.

Sempre su questa stessa pagina, pubblichiamo i nuovi organici dei quattro Poli (allegato 2) e la nuova configurazione del Comando TRAMAT (allegato 3)

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 24 07 2015 – Documento FLP DIFESA su esiti confronti riordino POLI

Allegato 2: Organico POLMANTSUD Nola Organico POLMANTNORD Piacenza Organico POLMANTEO Roma Organico PMAL Terni

Allegato 3: La nuova configurazione del COMANDO TRAMAT 

Notiziario n. 80 del 22 luglio 2015 –

Il Sottosegretario alla P.A., Angelo Rughetti
Il Sottosegretario alla P.A., Angelo Rughetti

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2  di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE)  nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di un emanando D.M. in materia di mobilità,  all’ultimo capoverso del quale è presente un preciso riferimento alla mobilità del personale civile del Ministero Difesa, sul quale diremo qualcosa a conclusione.

 “Nei giorni scorsi presso la Sala Tarantelli della FP si è tenuta una riunione, presieduta dal  Sottosegretario alla Funzione Pubblica Angelo Rughetti, a cui hanno partecipato le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego, con all’ordine del giorno la presentazione dello schema di DM recante le procedure e i criteri di mobilità del personale delle province, ai sensi di quanto previsto dalla Legge di stabilita 2015 (legge 190/2015). Schema che alleghiamo al notiziario.

La riunione è stata la prosecuzione di due precedenti incontri effettuati rispettivamente nelle date del 28 gennaio e del 2 aprile uu.ss., nei quali il Governo prima ha presentato il percorso di mobilità per i circa ventimila lavoratori delle province da ricollocare, poi il DPCM relativo alle modalità di equiparazione salariale e di inquadramento tra i diversi comparti di contrattazione e, da ultimo, la bozza di DM attuativo dei percorsi di mobilità.

 Il tutto, ovviamente e come da copione, in assenza di qualsivoglia vero confronto con le parti sociali, ma solo ed esclusivamente come mera e asfittica informazione.

Nello schema di DM viene previsto  di collocare il personale in soprannumero presso le regioni e i comuni, mentre per quanto riguarda le amministrazioni centrali viene confermata in primo luogo l’amministrazione della giustizia quale quella che dovrà ricevere parte del personale; in più, e contrariamente a quanto previsto a suo tempo da una specifica circolare interministeriale (Funzione Pubblica e Affari Regionali), il personale potrà essere ricollocato anche negli Enti del Servizio Sanitario Nazionale.

Analoghi percorsi sono previsti per il personale della Polizia Provinciale, della Croce Rossa, il tutto con un cronoprogramma previsto all’interno del schema di DM e modalità applicative attraverso lo specifico portale “Mobilità gov”.

La nostra Confederazione – la CSE – in primo luogo ha stigmatizzato l’approccio che ha caratterizzato la presenza del Sottosegretario, in alcuni casi persino spocchioso, e comunque privo di sostanziali aperture al confronto.

Abbiamo  rappresentato che tutti i processi di mobilità verso le amministrazioni pubbliche, in particolare per la Giustizia, non potranno non scontare l’assoluta mancanza di una politica legata alla formazione del personale, indispensabile quando si cambiano attività e soprattutto si entra in Amministrazioni complesse e delicate.

In particolare, abbiamo denunciato il percorso contraddittorio e caotico di individuazione delle Amministrazioni riceventi.

Per quanto attiene l’Amministrazione della Giustizia, quest’ ultima proprio in ragione di un ricorso presentato e vinto da FLP Giustizia, sia in primo grado sia in appello, dovrà dare corso innanzitutto alla propria mobilità interna che interessa migliaia di lavoratori in attesa, da anni, prima di poter ricevere gli esuberi di qualsivoglia Amministrazione.

Per quanto riguarda il Ministero dell’Ambiente, se l’obiettivo vero è quello di renderlo maggiormente funzionale, l’occasione della riorganizzazione delle province da un lato e del Corpo Forestale dello Stato dall’altro, può essere utilizzata per devolvere a quella Amministrazione compiti e funzioni di grandissima rilevanza istituzionale e sociale, in ragione della necessità, da noi sostenuta, di rivedere, internalizzare e riposizionare sui territori, verso la cittadinanza,  le attività oggi svolte  invece specifica  da società in house che costano milioni di euro.

A questo si aggiunga lo stranissimo e inaspettato riferimento nella bozza del DM al personale civile del Ministero della Difesa che a far data dall’anno 2016 potrà essere oggetto di tali procedure di mobilità in ragione del possibile avvio di processi di trasferimento presso altre Amministrazioni. Una sorpresa, in negativo ovviamente, tenuto di conto che proprio in questa Amministrazione già la Legge Di Paola del 2012 ha  avviato un importante processo di riorganizzazione con la definizione di esuberi di personale (43.000) sia civile che militare.

Si delinea sempre più uno scenario assolutamente problematico, che a suo tempo avevamo previsto e denunciato, che invece di razionalizzare e rendere più efficiente i livelli di governo, non diminuisce i costi, rende meno servizi ai cittadini ed alle imprese mette in mobilità decine di migliaia di lavoratori.

Mentre la iper pubblicizzata riforma della PA, ora in vista della definitiva approvazione del Senato, rinvia a decine di decreti delegati gli ambiti di applicazione dei processi di riforma. In buona sostanza il governo ricolloca decine di migliaia di lavoratorio e lavoratrici senza sapere quale modello a regime vi sarà di amministrazione e di pubblica amministrazione. Quali gli organici e le missioni.

Il tutto mentre continua il colpevole silenzio del governo sul rinnovo dei contratti, nella speranza neanche celata, di continuare a farla franca, giocando sui tempi di deposito della sentenza della Corte, sulle decorrenze, sulle lungaggini dell’Aran e dei tempi connessi all’individuazione dei comparti e dell’emanazione dell’atto di indirizzo.

Nulla di nuovo sotto il sole. Ma lor signori sappiano che noi non molliamo.

Li porteremo al tavolo del negoziato e chiederemo il conto dei danni subiti dai lavoratori per questi anni di blocco dei contratti e di denigrazione del lavoro pubblico.

Prima di quanto pensino.

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Lo schema di DM presentato alle Parti sociali è pubblicato su questa stessa pagina.

Vale la pena di soffermarsi un momento sul periodo conclusivo dello schema di provvedimento, che riportiamo testualmente: “Per l’anno 2016 si terrà conto di quanto previsto dall’articolo 2259-ter del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, recante il codice dell’ordinamento militare, in merito all’avvio di processi di trasferimento presso altre amministrazioni pubbliche del personale civile del Ministero della difesa”.

Formulazione che appare un po’ strana, francamente di non facile comprensione, atteso che la norma richiamata è quella discussa con l’allora Sottosegretario Pinotti nel corso   dei confronti,  prima tecnici e poi politici,  sugli schemi del decreto attuativo della delega ex L.244 riguardante il personale, e che ha visto appunto la luce all’interno del D. Lgs. 28.01.2014.  Una norma legata alla rideterminazione triennale degli organici e che pone la mobilità verso altre PP.AA., intanto a conclusione di altri percorsi tesi a recuperare in ambito Difesa le eventuali eccedenze e, in secondo luogo, in condizioni di maggior favore, atteso che è prevista dalla stessa norma una riserva di mobilità verso altre AA.PP. in misura non inferiore al 15%,   in prima battuta per i civili della Difesa e, in seconda battuta, anche per il personale militare.

Avendo già conoscenza dei contenuti dello schema di DM, abbiamo posto la questione al tavolo tecnico sul Regolamento del 16 u.s., ma nella circostanza anche l’Amministrazione non è riuscita a fornire una lettura precisa al riguardo.

Vedremo di capirne qualcosa nei prossimi giorni, e ne riferiremo tempestivamente ai colleghi.                                                      COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Schema di DM sulla mobilità presentato alle OO.SS.

 

News del 21 luglio 2015 , h. 15.00 –

dPubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. approvato dalla Camera dei Deputati in data 17 luglio u.s. con modifiche rispetto al testo approvato dal Senato in data 30 aprile 2015. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” a suo tempo appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato.

Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti:

– il primo si è concretizzato con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” pubblicato sulla GU  n.144 del 24.06.2014 e poi convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 che è stata pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70.  Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3 il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2014” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. 

– il secondo momento è invece consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato approvato dal Senato in data 30 aprile 2015 ed ora con modifiche dalla Camera dei Deputati il 17 luglio u.s..

Il disegno di legge delega così licenziato dalla Camera dovrà ora essere risottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, e non è da escludere che su di esso il Governo ponga la fiducia per poter centrare l’obiettivo dichiarato di approvazione del provvedimento prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, cosa certamente non facile con i numeri di cui gode attualmente la maggioranza al Senato.

I punti più importanti di detto provvedimento riguardano come noto: la riforma della dirigenza, la previsione di un testo unico per il pubblico impiego, la carta della cittadinanza digitale, la c.d. “razionalizzazione” degli uffici periferici del Governo con il taglio di alcune Prefetture, il rafforzamento dei poteri della Presidenza del Consiglio, la soppressione del Corpo dei Forestali e la riduzione di numero  delle Camere di Commercio.

Il provvedimento in questione interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel  Ministero della Difesa,  e sui suoi contenuti la nostra Federazione ha già espresso le proprie valutazioni critiche con il documento inviato alla 1^  Commissione Affari costituzionali della Camera e di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 61 del 15 giugno u.s. (allegato 4)

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: DDL Madia riforma P.A. approvato dalla Camera dei Deputati

Allegato Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP. :

Allegato 3: Quaderno n. 07-2014 – testo coordinato L. 11.08.14, n. 114 di conversione DL. 90-2014

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n. 61 del 15.06.2015

flp difesa



Quaderno FLP DIFESA n. 4/2015 con il testo del D. Lgs 66/2003 sull’organizzazione dell’orario di lavoro, aggiornato sino al D.Lgs. 80/2015

14 Ago 2015 - Flp Difesa

Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2015 – Pubblichiamo di seguito, come allegato 1, il “Quaderno FLP DIFESA n. 4 / 2015″ che contiene il Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66 che reca “attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro” pubblicato sulla GU n. 87 del 14-4-2003 – S.O.n. 61, con testo coordinato e aggiornato […]



Nota di FLP DIFESA all’on. Rossi sulle problematiche dei servizi di rete e con sollecito a rispondere all’ipotesi transito dei civili alle categorie speciali

31 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 85 del 31 luglio 2015 – Siamo venuti a conoscenza che, per problemi legati alla sicurezza informatica, SMD-C4 avrebbe fortemente limitato,  e avrebbe intenzione di limitare ancor di più nel prossimo futuro,  l’accesso ai siti web degli Enti da esso amministrati sotto l’aspetto informatico (oltre che l’area di SMD, dipende da qualche tempo […]


Partita la trattativa nazionale sul FUA 2015, ma i problemi ci sono. Con il cedolino di agosto, il pagamento del FUS 2014 e altre somme FUA

30 Lug 2015 - Flp Difesa

Partita la trattativa nazionale sul FUA 2015, ma i problemi ci sono. Con il cedolino di agosto, il pagamento del FUS 2014 e altre somme FUA

Notiziario n. 84 del 30 luglio 2015 – In data odierna è formalmente partita a PERSOCIV la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015,  ma di fatto siamo ancora al punto zero.  E’ questa,  in buona sostanza, la sintesi conclusiva di della riunione odierna,  che è comunque servita a comprendere il quadro di situazione […]


Positivo incontro con il Capo di SME. Si è discusso di Libro Bianco e di problematiche del personale civile. E ad ottobre nuovo incontro

29 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 83 del 29 luglio 2015 – Bisogna dare atto al gen. Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, di aver onorato in tempi anche rapidi l’impegno assunto con le OO.SS. nel corso del primo e precedente incontro del 9 giugno u.s., forzatamente limitato ad un breve saluto per suoi sopraggiunti impegni, nel quale, […]



Riordino Stabilimenti industriali dell’Esercito (Poli). L’analisi e il giudizio critico di FLP DIFESA in un documento già inviato a SME

27 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 81 del 27 luglio 2015 – La c.d. “area industriale” del MD, denominazione oggi sicuramente impropria sotto l’aspetto tecnico-terminologico ma ancora alquanto efficace in quanto eredità storica di un passato tuttora vivo, e cioè quell’area che fa riferimento agli Stabilimenti industriali del M.D. (Arsenali della Marina, ex Arsenali oggi Poli Esercito, Centri tecnici¸ […]


Gli intendimenti della F.P. in materia di mobilità. Scelte sbagliate e nessun confronto vero con le OO.SS. E un riferimento alla Difesa…..

23 Lug 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 80 del 22 luglio 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2  di data odierna con la quale la nostra Confederazione riferisce dell’incontro che il Sottosegretario Rughetti ha avuto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE)  nel quale sono stati illustrati alle Parti sociali i contenuti di […]



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