Riportiamo di seguito il comunicato stampa congiunto diramato da FLP e dai Deputati del Movimento 5 Stelle (M5S) della Commissione Lavoro della Camera.
“La sentenza pronunciata ieri dalla Consulta ha confermato che la nostra battaglia era sacrosanta. Il blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, come abbiamo sempre affermato, è incostituzionale e, seppure dopo sei 6 lunghi anni, giustizia è fatta. Ora il Governo non ha più scuse e, quindi, deve immediatamente aprire il negoziato per il rinnovo dei contratti”.
Così in una nota congiunta la Flp – Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche – e i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro.
“Nell’attesa di conoscere nel dettaglio la sentenza, anche e soprattutto rispetto al passaggio relativo al non riconoscimento della retroattività economica, già ora possiamo dire che è stata messa fine a una palese ingiustizia e che ai lavoratori del comparto pubblico è stata riconosciuta l’importanza del loro operato al servizio dello Stato e dei cittadini”.
Per quanto riguarda l’Esecutivo, è suo dovere rispettare e attuare le decisioni della Corte costituzionale e degli Organi Giurisdizionali. Questa è un’occasione storica per scrivere finalmente la parola ‘fine’ rispetto agli attacchi e discriminazioni subite dai lavoratori pubblici che, in ogni caso, continueremo a difendere nell’interesse della collettività”.
ROMA, 25 giugno 2015L’UFFICIO STAMPA FLP “
Con l’occasione, vi informiamo che, a seguito del grandissimo lavoro di contro informazione che ha impegnato tutta la nostra Federazione e le sue Organizzazioni e che ha trovato la condivisione e il diretto coinvolgimento di migliaia di lavoratori che si sono spesi in proprio utilizzando anche i social e che per questo ringraziamo, siamo riusciti a correggere le prime info dei media che attribuivano a CGIL-CISL-UIL e altre il merito storico della sentenza della Consulta che riavvierà dopo 6 anni la stagione contrattuale.
A tal proposito, pubblichiamo su questa pagina l’ampia rassegna stampa di ieri, attraverso la quale si rende abbastanza evidente la correzione di tiro operata dai giornali.
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i lavoratori.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
RASSEGNA STAMPA 25 GIUGNO 2015 ( in rosso i giornali a diffusione nazionale)
La sentenza di ieri della Corte Costituzionale sul ricorso FLP ha avuto larghissima eco tra i media (pubblichiamo su questa stessa pagina una piccola rassegna stampa di articoli tratti dai siti on line, che oggi saranno ovviamente replicati nei quotidiani in edicola) e rappresenta un fatto di enorme portata politica in un settore, quello pubblico, dove i lavoratori hanno subito il blocco per sei anni dei loro contratti e delle loro retribuzioni, pagando così un peso enorme alla crisi che il Paese vive dal 2008 e che ha messo a dura prova anche la sua tenuta economica e sociale.
Il fatto di straordinaria portata politica è rappresentato dal fatto che la Corte Costituzionale ha affermato il principio che i contratti di lavoro non possono essere bloccati e che vanno dunque rinnovati, anche se poi la straordinaria e vergognosa campagna mediatica cui abbiamo assistito in questi giorni sul presunto impatto drammatico sui conti pubblici (l’Avvocatura aveva parlato di un buco di 35 mld, semplicemente pazzesco, atteso che il costo reale sarebbe stato all’incirca sui 10 mld) ne ha impedito i logici e coerenti effetti retroattivi sui sei anni ultimi (2010-2015) vissuti senza contratto. Ma il punto politico sul fatto che i contratti vanno rinnovati e non ancora bloccati, come sicuramente sarebbe avvenuto anche quest’anno e fino al 2017 , questo almeno è stato raggiunto, ed è un grandissimo risultato.
Anche per questo la nostra Federazione, dopo aver incassato questo straordinario risultato della propria iniziativa sindacale e averlo fatto incassare all’intera categoria, si è immediatamente attivata con la nota a firma dl nostro Segretario generale Marco Carlomagno – che pubblichiamo su questa stessa pagina – giàinviata al Presidente Renzi e alla Ministra Madia con la quale chiede “che vengano attivate con assoluta urgenza tutte le azioni di competenza del Governo per l’immediata apertura del negoziato”.
In tutta questa vicenda, due cose hanno però colpito colpito la nostra attenzione e le vogliamo denunciare ai lavoratori:
– il maldestro tentativo di CGIL, CISL, UIL e altre OO.SS. di appropriarsi di un risultato rispetto al quale il loro contributo è stato assolutamente pari a zero, atteso che il ricorso che ha portato alla sentenza della Consulta lo ha fatto, pagato e vinto la FLP, come dimostrano senza tema di smentita i due documenti di provenienza dalla stessa Corte Costituzionale (lettera di convocazione udienza e calendario dell’udienza di ieri), che indicano in FLP (e non in CGIL, CISL, UIL) il sindacato ricorrente;
– lo strombazzamento di molti media, televisioni e giornali, che nel parlare di questo straordinario risultato ottenuto dal nostro sindacato, tentano di attribuirlo di fatto ad altre sigle, con tanto di interviste e di dichiarazioni riportate dei vari Camusso, Furlan e Barbagallo che parlano di “grande vittoria” (loro????), evitando però di aggiungere con grande onestà intellettuale che, fosse stato per la loro iniziativa, i contratti sarebbe stati ancora bloccati fino al 2017 e anche oltre.
Quanta disinformazione in questo nostro Paese, non se ne può davvero più !!!
Ma i lavoratori pubblici questa volta non si faranno certamente ingannare, e sapranno a chi attribuire il merito di questa straordinaria vittoria di civiltà del lavoro e di democrazia.
p. IL COORDINAMENTO FLP DIFESA – Giancarlo Pittelli
Facendo seguito alla precedente News delle ore 16.00, riportiamo il secondo comunicato stampa diffuso pochi minuti dalla nostra Federazione a seguito della pubblicazione del comunicato ufficiale della Corte Costituzionale – pubblicato su questa stessa pagina – che si è pronunciata sul ricorso proposto dalla nostra Federazione contro il blocco dei contratti pubblici.
” Le ragioni alla base del nostro ricorso sono state accolte”, dichiara Marco Carlomagno, segretario generale della FLP, il sindacato che con il suo ricorso ha innescato la decisione della Corte.
“E’ incostituzionale sospendere il diritto alla contrattazione “sine die” e negare ai lavoratori pubblici il diritto ad un’equa retribuzione. Il reiterato blocco dei contratti e delle retribuzioni genera una indebita tassazione e una riduzione del montante pensionistico in capo ad una sola categoria di cittadini”.
A differenza degli altri sindacati che non hanno presentato ricorsi e in questi anni non si sono opposti a questo scempio, la FLP, che già da due anni ha presentato ufficialmente le sue proposte per i rinnovi contrattuali, ha chiesto al Premier Renzi l’immediato rinnovo dei contratti
Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
News del 24 giugno 2015, h. 16.00 –
Riportiamo il comunicato stampa diffuso pochi minuti dalla nostra Federazione a seguito dei primi lanci di agenzia sulla sentenza della Corte Costituzionale in merito al ricorso proposto dalla FLP contro il blocco dei contratti pubblici.
” Secondo le prime anticipazioni la Consulta in camera di consiglio ha pronunciato l’incostituzionalità del blocco dei contratti dei lavoratori pubblici che dura da ben 6 anni.
“Attendiamo di conoscere in dettaglio la sentenza“ dichiara Marco Carlomagno Segretario generale della FLP, il sindacato ricorrente, “ma possiamo dire da subito che giustizia è fatta ed è stata restituita ai lavoratori pubblici la dignità del proprio lavoro. Ora il Governo non ha più scuse. Apra subito il negoziato e rinnovi i contratti”
Roma, 24 giugno 2015 – L’UFFICIO STAMPA “
Si fa riserva di ulteriori informazioni non appena sarà diffuso il comunicato ufficiale della Corte Constituzionale.
COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 69 del 23 giugno 2015 –
La Madia preocccupata e pensierosa
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 22 giugno 2015 con il quale la nostra Federazione fa il punto sulle iniziative già avviate e quelle in corso per sbloccare i nostri contratti fermi al 2009.
“E se la Corte Costituzionale vi dà torto?” – questa è la domanda che, avvicinandosi il 23 giugno, ci stanno facendo molti lavoratori. E anche qualche sindacalista malevolo ci fa la stessa domanda, con il sorrisetto beffardo di chi pregusta uno scenario dannoso per i lavoratori ma buono per i suoi “interessi di bottega”.
Per noi della FLP, lo abbiamo detto più volte, l’udienza di domani alla Corte Costituzionale è già una vittoria, quella di chi le battaglie per i lavoratori le combatte anziché star lì a guardare. Aspettiamo con la tranquillità di chi sa di essere nel giusto e non ha bisogno di gonfiare i numeri come fa l’Avvocatura dello Stato per cercare di mettere pressione sulla Corte Costituzionale. Crediamo nella giustizia e per questo non ci chiediamo cosa succederà se la suprema Corte dovesse decidere in modo sfavorevole perché siamo certi che non avverrà.
Ma più di ogni altra cosa, non ce lo chiediamo perché la vertenza per il contratto l’abbiamo combattuta e continuiamo a combatterla su ogni fronte. E siamo gli unici a farlo!
In questi anni di blocco del contratto abbiamo fatto gli scioperi e le manifestazioni ma siamo stati anche l’unico sindacato a depositare le piattaforme contrattuali all’ARAN e alla Funzione Pubblica quasi tre anni fa mentre altri le presenteranno ai lavoratori solo nei prossimi giorni (e c’è da chiedersi se aprono solo ora la discussione con i lavoratori, dopo quasi sei anni di blocco contrattuale, quando le depositeranno?);
Abbiamo costruito un percorso nel Paese e in Parlamento come nessuno ha fatto: il convegno della scorsa settimana con i Verdi e soprattutto la convergenza di idee e azione tra FLP e Movimento 5 Stelle sull’esigenza di rilanciare la contrattazione, hanno prodotto un documento congiunto, una importante interrogazione parlamentare e infine una mozione – che alleghiamo al presente notiziario – presentata alla Camera nei giorni scorsi.
Abbiamo incentrato la nostra audizione alla Commissione Affari Costituzionali della Camera sul disegno di legge Madia di riforma della pubblica amministrazione sull’importanza della contrattazione. E nessuno lo ha fatto con la nostra forza.
Come vedete quindi, non abbiamo giocato tutte le nostre fiches su un’unica opzione, quella della Corte Costituzionale, ma aperto un confronto a tutto campo con le forze politiche e sociali di questo Paese sulla dignità dei salari, l’esigenza economica di far ripartire la domanda interna e l’importanza dei contratti, più che delle norme, per riformare davvero la Pubblica amministrazione e dare ai cittadini servizi migliori a costi più contenuti.
Quella del 23 giugno per noi è quindi solo una tappa, seppure forse la più importante, di una vertenza che stiamo, da soli, conducendo a 360 gradi.
Per questo siamo tranquilli e aspettiamo il giudizio della Consulta, convinti come siamo che le uniche battaglie che si perdono sempre e comunque sono quelle che si sceglie di non combattere. Per opportunismo, per pigrizia, per incapacità o semplicemente per non disturbare il manovratore politico di turno.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Su questa stessa pagina, è pubblicata la mozione presentata da alcuni parlamentari del M5S.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 31 del 19 giugno u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di poche ore dall’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso a suo tempo presentato da FLP contro il blocco dei nostri contratti, evidenzia come questa circostanza costituisca una grande occasione per mettere il lavoro pubblico al centro del dibattito politico e reca in allegato il calendario di udienza, dal quale si evince con chiarezza che FLP è l’ O.S. ricorrente, il che fa giustizia rispetto ai tanti che oggi vorrebbero assurgere al ruolo di primattori che certo non hanno.
” Mancano ormai solo 4 giorni all’udienza fissata presso la Corte Costituzionale per la discussione del riscorso FLP contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni dei lavoratori pubblici.
Nonostante i colpi bassi del Governo, che con la memoria presentata dall’Avvocatura ha truccato i conti preconizzando sciagure per l’economia del Paese ove la Corte riconoscesse la manifesta incostituzionalità di una norma che limita il diritto alla contrattazione, impoverisce milioni di lavoratori e nega diritti e dignità lavorativa, con la nostra iniziativa, con la nostra coerenza e credibilità, siamo riusciti in un’impresa difficilissima: portare dalla parte dei lavoratori pubblici importanti settori della politica e della società civile, superando, ostilità, diffidenza e luoghi comuni.
Il ricorso che la FLP ha fortemente voluto nel 2011, e che ha visto pronunciarsi favorevolmente il Tribunale di Roma a novembre 2013, è una straordinaria occasione per ridare centralità e dignità al lavoro pubblico, contrastando le scellerate politiche degli ultimi anni di smantellamento delle funzioni e delle amministrazioni pubbliche.
L’occasione per uscire dall’accerchiamento mediatico e dai luoghi comuni sui fannulloni, accendendo i riflettori sulla buona pubblica amministrazione, sul valore del lavoro pubblico, portando sul banco degli accusati le lobbies, i poteri forti, la cattiva politica che in questi decenni hanno utilizzato i soldi pubblici per sprechi, ruberie e malaffare.
L’abbiamo potuto fare perché abbiamo le carte in regola, non abbiamo gli scheletri nell’armadio e rispondiamo unicamente ai lavoratori.
Ora in tanti cercano di prendersi il merito di un’iniziativa coraggiosa e allo stesso tempo difficile. Ma le carte parlano chiaro.
La FLP è il sindacato ricorrente come risulta dal calendario di udienza della Corte Costituzionale allegato. Al nostro appello, fortemente unitario, risposero solo la nostra Confederazione CSE, Gilda e Confedir, costituendosi in giudizio ad adiuvandum.
Gli altri non c’erano, o dormivano. E la storia non la si può cancellare.
Un nuovo incidente, questa volta conclusosi tragicamente con la morte del lavoratore, è avvenuto sabato scorso nel frusinate, e precisamente nello Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri, che è uno degli Enti a suo tempo conferiti ad Agenzia Industrie Difesa e dalla stessa Agenzia oggi gestiti.
L’incidente è avvenuto verso le 7.30 del mattino. Roberto Coratti (questo il nome del lavoratore che ha perso la vita), 60 anni, dipendente civile dello Stabilimento, era intervenuto a seguito di un guasto in una centralina elettrica quando è stato investito da una scarica dell’alta tensione rimanendo folgorato e perdendo così tragicamente la propria vita. Sono ovviamente in corso, da parte della Stazione dei Carabinieri di Sora, gli accertamenti tecnici per stabilire le cause del tragico incidente.
Lo Stabilimento Militare Propellenti, già Regio Polverificio sul Liri, è nato a fine del secolo scorso, precisamente nel 1893, ed è ubicato nella valle del fiume Liri nel basso Lazio, tra le province di Roma e Napoli. Come si legge sul sito AID, “attualmente lo Stabilimento dispone di impianti di produzione per nitrocellulose, nitroglicerina e polvere sferica, nonchè servizi e laboratori per l’effettuazione di test di prova chimico fisico e balistici sui propellenti, sulle materie prime, etc.”
Non è purtroppo la prima volta, negli ultimi mesi, che succede un incidente sul lavoro in uno Stabilimento di Agenzia Industrie Difesa. Si ricorderà – vds. Notiziario FLP DIFESA n. 12 del 28.01.2015 – come il 23 gennaio u.s. un altro incidente, fortunatamente non mortale in quella circostanza, avvenne nello Stabilimento MilitareRipristini e Recuperi del Munizionamento di Noceto (PR), nel quale due dipendenti della ditta “Esplodenti Sebino” erano rimasti gravemente feriti a causa dello scoppio di un ordigno.
Nell’esprimere alla famiglia del lavoratore di Fontana Liri deceduto la nostra affettuosa vicinanza e le nostre più sentite condoglianze, pensiamo che due incidenti di questa portata, il secondo conclusosi addirittura con la morte, sollecitino importanti interrogativi e impongano ai diversi attori, e in primo luogo al datore di lavoro, attenzione sui temi della salute e della sicurezza sui posti di lavoro.
Per questo, avviamo inviato in data odierna al Direttore Generale AID una nota che recita così:
“Un nuovo, grave incidente sul lavoro è avvenuto in uno Stabilimento di Agenzia Industri Difesa.
Dopo quello avvenuto in data 23 gennaio 2015 a Noceto Parmense, nel quale due dipendenti della ditta “Esplodenti Sebino” sono rimasti gravemente feriti a causa dello scoppio di un ordigno, in data 20 u.s. un lavoratore dello Stabilimento Militare di Fontana Liri è morto folgorato dall’alta tensione a seguito di un intervento per un guasto di una centralina elettrica.
Due incidenti così gravi in poco meno di sei mesi non possono che suscitare tutta una serie di giusti interrogativi in merito alla tutela e alla sicurezza del lavoro negli Stabilimenti di Agenzia Industrie Difesa, ed evidenziano l’assoluta necessità di fare un punto di situazione con riferimento a tutte le Unità Produttive, anche allo scopo di rassicurare i lavoratori e di discutere insienme quali presidi porre in essere urgentemente per impedire il riproporsi di analoghe situazioni per il futuro.
Per quanto sopra, si chiede alla S.V. un incontro con ogni possibile urgenza
Si ringrazia dell’attenzione e si resta in attesa di cortese riscontro”.
Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 65 del 19 giugno 2015 –
Palazzo Esercito, sede di SME, vista notturna
Il lungo e articolato confronto sul riordino degli Enti logistici più importanti dell’Esercito, i quattro Poli di Piacenza, Nola, Roma e Terni, si può dire concluso con la riunione di ieri – a tavoli separati per volontà di CGIL CISL UIL -, con SME-RPGF-O.F. (Reparto Programmazione Generale Finanziaria, Ufficio Organizzazione Forze) e SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), nella quale si è discusso anche dei provvedimenti di riordino di cui alla scheda pubblicata in allegato 4, già inviata alle nostre strutture. Proviamo, come al solito, a darne una sintesi.
AREA OPERATIVA-TERRITORIALE
Previsto il transito di dipendenza dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio dal Vice Cte del Comando Militare della Capitale al Vice Cte del Comando Genio, che non influenzerà in alcun modo le funzioni museali gestite direttamente da SME, e manterrà invariati sede, competenze e volumi organici dell’Istituto.
Previsto il transito di dipendenza del Reparto alla sede di tipo A del sopprimendo 2° Rgt. a. ter. (alpino) di stanza nella caserma “Pizzolato” di TRENTO al Comando Militare Esercito (CME Trentino) insistente nella stessa infrastruttura. Anche qui invariati volumi organici e profili, e con procedura di reimpiego semplificata.
AREA LOGISTICA-OPERATIVA
L’entrata in vigore, a far data dal 1 luglio p.v., della nuova configurazione (di cui diremo dopo) di POLMANTNORD di Piacenza e POLMANTSUD di Nola, alle cui dipendenze verranno posti CERIMANT e SERIMANT, è associata alla soppressione degli attuali COMLOG NORD di Padova e SUD di Napoli, il cui personale confluirà rispettivamente nei COMFODI (Cdi Forza Difesa Interr.) NORD Padova e SUD Napoli, che verranno trasferiti nelle infrastrutture dei sopprimendi COMLOG (cas. Salomone PD e pal. Salerno NA). Per quanto precede, in attesa di definire i piani di reimpiego – ovviamente a procedura ordinaria – del personale civile in servizio in quegli Enti, e a similitudine di quanto già avvenuto nella sede di Firenze in occasione della soppressione di CME Toscana e della riorganizzazione dell’IGM (Istituto Geografico Mil.), abbiamo concordato con SME-DIPE il pre-reimpiego a far data dal 1 luglio p.v. di tutto il personale civile dei COMLOG di Padova e Napoli all’interno dei COMFODI delle due rispettive sedi, in deroga a quanto disposto da COMLOG ESERCITO con msg. del 9 u.s. che ne prevedeva il transito nei nascenti Nuclei Stralcio posti alle dipendenze dei POLI di Piacenza e Nola, che avrebbe comportato tutta una serie di diseconomie e disinergie facilmente intuibili. SME-DIPE sta lavorando attualmente alla prima ipotesi dei piani di reimpiego del personale civile, sulla base delle “desiderata” espresse dai lavoratori interessati delle due sedi, che poi sarà successivamente oggetto di confronto locale con OO.SS. Territoriali ed RSU, alle quali parteciperà direttamente anche SME-DIPE con il Ca. Uf. Impiego Personale Civile, col. A. Calabrò (la prima riunione, a Padova, è in calendario per il 30 giu p.v.). E siccome la maggioranza del personale ha chiesto il reimpiego sui COMFODI, i tempi dovrebbero essere brevi.
AREA LOGISTICA-RIORGANIZZAZIONE DEI POLI DELL’ ESERCITO
Come anticipato in avvio, la riunione di oggi ha di fatto concluso la fase lunga e articolata di confronto con il Sindacato, avviata quasi un anno fa, in merito agli Stabilimenti di POLMANTNORD Piacenza, POLMASNTSUD Nola, PMAL Terni e POLMANTEO Roma, la cui riorganizzazione era prevista dall’art. 2188-bis, let. b), del COM (Codice Ordinamento Militare) introdotto dall’art. 5 del D. Lgs. n. 7/2014.
Ebbene, dopo la registrazione in data 24 marzo u.s. alla Corte dei Conti dei quattro Decreti Ministeriali, uno per Polo (pubblicati su questa pagina), che hanno definito la fisionomia degli Enti sino a livello Ufficio, e dopo i confronti sui tavoli locali avvenuti in queste ultime settimane a seguito della circolare ordinativa diramata da SME-RPGF in data 20 aprile u.s. e finalizzati alla definizione della configurazione a valle dei diversi elementi di organizzazione, la F.A. ci ha illustrato oggi la nuova “fisionomia” dei quattro Poli con la relativa dotazione organica in profili professionali per ciascun degli Uffici/Sezioni/Settori in cui si articola lo Stabilimento (vds. allegati rispettivamente n. 1 e n. 2 pubblicati su questa stessa pagina).
Dobbiamo dire subito che, nella configurazione a valle degli Uffici, è cambiato poco rispetto alle proposte originarie di SME-RPGF in quanto le proposte locali non sono state di massima recepite, fatto questo molto negativo, con la sola eccezione di POLMANTEO Roma dov’è stato sottoscritto un accordo. Pubblichiamo su questa stessa pagina, le slide con la fisionomia originariamente proposta da RPGF e quella futura dei Poli, e pubblichiamo anche le dotazioni di profilo professionale per i diversi elementi di organizzazione (Uffici/Sezioni/Settori).
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha preso atto di quanto illustrato dal Capo Ufficio OO.FF., col. A. Vespaziani, riservandosi naturalmente un approfondimento successivo con le proprie strutture locali, anche per verificare nel dettaglio quanto recepito dalla FA in ordine alle proposte venute dalle Rappresentanze locali (a parte POLMANTEO, le proposte di OO.SS. ed RSU non sono state fatte proprie dai Direttori degli Stabilimenti, e a Piacenza sono state addirittura segnalate situazioni di tipo conflittuale con la Direzione e un no a riconvocazioni).
La nostra O.S. ha quindi proposto alcune valutazioni di carattere generale a conclusione di questo riordino. Abbiamo innanzitutto dato atto a SME-RPGF di aver formalmente coinvolto il Sindacato nell’operazione di riordino: ne fanno fede i ripetuti confronti e aggiornamenti sul tavolo nazionale, partiti dal lontano maggio 2014, e per ultimo i confronti di livello locale in tutti e quattro gli Stabilimenti. Abbiamo pure dato atto alla F.A. che la nuova configurazione, rispetto alla vecchia, presenta alcuni elementi significativi di civilizzazione (sono previste posizioni apicali per tutti i funzionari civili), ma osservando al contempo che detta civilizzazione è ancora ben lontana da quella possibile e da noi auspicata, anche alla luce delle previsioni di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 8/2014, attuativo della L. 244/2012. Questo, con particolare riferimento alle “lavorazioni”, praticamente tutte “militarizzate”. La prova sta anche nelle scelte operate in ordine agli elementi di vertice degli Enti, tutti a presenza di personale militare, nella mancanza di Vicedirettori civili salvo Nola, e in una visione asimmetrica anche per quanto riguarda alcune figure di primo piano. Nel dettaglio:
gli incarichi di Direttore, Vice Direttore e Direttore dei Lavori, sono tutti e tre appannaggio di personale militare (solo a Nola è previsto un Vice Direttore civile), scelte queste che non possiamo ovviamente condividere e accettare, e lo abbiamo detto a più riprese anche nei tavoli precedenti;
non è stata accolta la nostra richiesta che prevedeva, a fattor comune per tutti e quattro i Poli, che a capo di alcune unità organiche (Sezione Segreteria e Sicurezza; Sezione relazioni con il pubblico; Servizio prevenzione e protezione; Sezione Assicurazione Qualità; Ufficio Amministrativo; Ufficio Programmazione Finanziaria e Ufficio supporto generale) fossero previsti dei funzionari civili, che invece in alcuni casi figurano assegnate a militari in ragione di incomprensibili situazioni, forse legate ad aspetti localistici;
in tutte le articolazioni organizzative della Direzione Lavori (Ufficio tecnico; Ufficio lavorazioni; Ufficio Collaudi) dei quattro i Poli, tutti gli incarichi apicali sono assegnati a personale Possibile – abbiamo ribadito, senza risposta – che non ci sia uno Stabilimento nel quale un funzionario tecnico possa esercitare l’incarico poniamo di Capo Ufficio collaudi? Questa scelta continua ad apparirci come una pregiudiziale posta nei confronti di incarichi civili nel settore lavorazioni, e come tale non possiamo accettarla;
non sono arrivati impegni o soluzioni da parte della F.A. in direzione di una “civilizzazione” delle altre posizioni potenzialmente assegnabili a lavoratori civili, ma oggi attribuite a militari.
Abbiano anche rilevato la sostanziale inattuazione delle previsioni contenute nell’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, che prevedono “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” al fine di determinare quote crescenti di internalizzazioni, e i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Oggi, ci siamo ancora chiesti, cosa succederà a fronte della controtendente previsione del Libro Bianco (paragrafo n. 280: “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” ), che dunque parla di esternalizzazioni? La risposta, ovviamente, non poteva venire dal tavolo tecnico di F.A., essendo riferibile a decisione di più alto livello, certamente politico e, in parte, anche tecnico in ragione del costituendo Comando Logistico della Difesa. Abbiamo infine ribadito in termini negativi la mancanza di un piano industriale effettivo.
La fisionomia a valle degli Uffici dei quattro Poli, come presentata ieri, entrerà in vigore dal 1 luglio p.v. e sarà ora oggetto di apposito provvedimento del Capo di SME. Il col Vespaziani ha però condiviso la nostra richiesta di conferirne al momento una connotazione solo di tipo sperimentale, dopo la quale eventualmente procedere a modifiche della parte a valle degli Uffici, da recepire con successivo decreto del Capo di SME.
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 30 del 17 giugno u.s. che dà notizia del convegno organizzato al Senato dalla nostra Federazione e dal Gruppo Verdi che ha avuto al centro, alla vigilia del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso da FLP contro il blocco dei contratti pubblici, le tematiche connesse alla riforma P.A. e alla ripresa della contrattazione.
” Ha riscosso molti consensi ed è stata l’occasione per un approfondito e proficuo confronto con i rappresentanti della politica e della società civile il Convegno organizzato il 15 giugno al Senato dalla FLP e dal Gruppo Verdi del Senato.
L’imminente sentenza della Corte costituzionale, che si pronuncerà il 23 giugno sul ricorso della FLP contro il blocco dei contratti e la discussione alla camera del Disegno di legge sulla riforma della PA, sono stati l’occasione per mettere a fuoco le proposte della nostra federazione sull’improcrastinabilità dello sblocco dei contratti per ridare fiato al potere d’acquisto, sull’importanza della contrattazione per una vera riforma della PA che metta al centro la partecipazione ed il lavoro come fattore di cambiamento, sulla necessità che si metta fine agli sprechi, alle esternalizzazioni, agli appalti ed alle ruberie, sventando l’operazione di smantellamento dello stato sul territorio che invece è e deve essere sempre più garanzia di legalità e di corretta erogazione di servizi alla cittadinanza.
Al Convegno, moderato dal Prof. Avv, Antonio Paparo, consigliere giuridico del Senato, e presieduto dalla Senatrice Paola De Pin Copresidente della Federazione Verdi del Senato, ha portato il suo saluto il Presidente dell’Aran Sergio Gasparrini che ha ribadito nel suo intervento l’importanza e la necessità della ripresa della contrattazione.
Dopo le relazioni della Segreteria generale FLP sono intervenuti Stefano Pedica del Partito Democratico e l’economista Antonino Galloni.
Presenti anche il Senatore Bartolomeo Pepe Copresidente del Gruppo Verdi e l’On.le Ferraresi del Movimento 5 stelle.
Di particolare rilevanza per gli approfondimenti tematici e le denunce sulla situazione in cu versano i più importanti settori della nostra PA sono state le comunicazioni dei coordinatori generali di settore della FLP che hanno evidenziato le criticità e proposto interventi e soluzioni.
Sul nostro sito www.flp.it trovate pubblicato il programma completo dei lavori ed una galleria fotografica dell’evento. LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo su questa stessa pagina: :
l’intervento del Coordinatore Generale FLP DIFESA Giancarlo Pittelli sulle problematiche legate alla riorganizzazione del Ministero Difesa e al Libro Bianco uscito di recente (allegato 1);
A memoria nostra, una riunione così insignificante e inconcludente come quella ultima del 26 maggio u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi, non si era mai vista. Eppure di questioni da discutere e di risposte da dare ce n’erano moltissime.
Dalla questione “Regolamento” (Art. 1 D. Lgs. n. 7/2014: criteri per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile dirigente e non, la madre di tutte le questioni, che sinora sembrava interessasse solo FLP DIFESA) alla questione “tabella di equiparazione” tra gradi militari e posizioni civili d’inquadramento, che da novembre 2013 giace nei cassetti della FP con una AD incapace da un anno e mezzo a farsi dare l’attesa risposta positiva; dalla questione legata alla valutazione della performance individuale alla paralisi attuale sul FUA 2015 (non è mai successo che a metà giugno non sia ancora avviata la trattativa nazionale, a fronte di una esigenza quest’anno di fare prestissimo per riavviare i passaggi economici), che pone in grandissima difficolta i tavoli locali per l’avvio dei progetti senza più il sistema di valutazione per la distribuzione del FUS azzerato dalla FP; dalla questione legata ai permessi di servizio, incredibilmente azzerati dalla nota a firma dr.ssa Preti, che continua a creare enormi problemi ai tavoli locali con evidenti costi in più per l’AD, alla mancata riorganizzazione post DL 95/2012 delle strutture centrali dell’AD (SGD; DD.GG. e UU.TT.). E l’elenco potrebbe ancora continuare… pensiamo solo all’ultima puntata, l’uscita del Libro Bianco con il solito frasario trito e ritrito e nessuna scelta concreta su specificità e valorizzazione dei civili.
Dunque, un oceano di mancati impegni e un deserto di risposte: questo il bigliettino da visita di Ministra e Sottosegretario a 14 mesi dal loro insediamento. Colpisce soprattutto la “mutazione” della Ministra Pinotti: da militante/dirigente politica di sinistra, sensibile e attenta alle ragioni dei lavoratori, che poi da Sottosegretario ha ben colloquiato con il Sindacato (si pensi solo alle positive risultanze del luglio 2013 sui decreti attuativi della delega) alla recente, decisa virata al credo renziano, che ha marginalizzato il Sindacato (da mesi le OO.SS. Le chiedono invano un incontro), fatto riforme via mail e infine operato un incredibile giro di valzer sulla stessa civilizzazione, dopo gli impegni assunti anche in Parlamento.
E’ questa, in estrema sintesi, la storia di questi quattordici mesi: il buio assoluto e il continuo rinvio dei problemi. Dobbiamo però anche riconoscere gli errori del Sindacato: se, di fronte a questo quadro desolante, le OO.SS. avessero avviato una vertenza unitaria sulla base di una piattaforma condivisa invece che dar oggettivamente una mano alla controparte con la scelta suicida dei tavoli separati, oggi forse non saremmo a questo punto.
Ma oggi le cose stanno cambiando: il quadro fortemente rassicurante emerso dopo la tornata elettorale europea 2014 è entrato da qualche mese in grande crisi, e il recente voto amministrativo lo dimostra: il modello renziano è entrato in sofferenza, forse definitivamente, ed ora cominciano davvero i dolori, come le ultime vicende, in particolare quella legata alla c.d riforma della scuola, sembrano dimostrare. E, allora, occorre finalmente cogliere l’occasione, anche all’interno della nostra Amministrazione.
Il quadro è in evoluzione: c’è – ci sembra – una consapevolezza nuova tra le OO.SS. (lo dimostrano la quasi totale convergenza dei giudizi sull’ultima deludente riunione con il Sottosegretario), anche se manca sinora lo spunto decisivo finale, quello della costruzione di una piattaforma unitaria di pochi ma qualificati punti, che poi fanno riferimento alla mancate risposte di questi mesi del Vertice politico, e l’avvio di una vertenza vera; e ci sono anche iniziative movimentiste, dai posti di lavoro, come quella, interessante e positiva, che domani è organizzata a Roma con l’assemblea delle RSU di area SGD.
L’obiettivo ineludibile dei prossimi giorni dovrà essere dunque quello della costruzione di una piattaforma unitaria e di una forte vertenza, che chiami l’AD a dare le risposte concrete che attendiamo e che non possono esaurirsi nei soliti impegni fumosi, e su di esse costruire poi un vasto fronte unitario di lotta. Il tempo sta scadendo.
Notiziario n. 70 del 25 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa congiunto diramato da FLP e dai Deputati del Movimento 5 Stelle (M5S) della Commissione Lavoro della Camera. “La sentenza pronunciata ieri dalla Consulta ha confermato che la nostra battaglia era sacrosanta. Il blocco dei contratti dei lavoratori pubblici, come abbiamo sempre […]
News del 25 giugno 2015, h. 7.00 – La sentenza di ieri della Corte Costituzionale sul ricorso FLP ha avuto larghissima eco tra i media (pubblichiamo su questa stessa pagina una piccola rassegna stampa di articoli tratti dai siti on line, che oggi saranno ovviamente replicati nei quotidiani in edicola) e rappresenta un fatto di enorme portata politica […]
News del 24 giugno 2015, h. 18.00 – Facendo seguito alla precedente News delle ore 16.00, riportiamo il secondo comunicato stampa diffuso pochi minuti dalla nostra Federazione a seguito della pubblicazione del comunicato ufficiale della Corte Costituzionale – pubblicato su questa stessa pagina – che si è pronunciata sul ricorso proposto dalla nostra Federazione contro […]
News del 24 giugno 2015, h. 16.00 – Riportiamo il comunicato stampa diffuso pochi minuti dalla nostra Federazione a seguito dei primi lanci di agenzia sulla sentenza della Corte Costituzionale in merito al ricorso proposto dalla FLP contro il blocco dei contratti pubblici. ” Secondo le prime anticipazioni la Consulta in camera di consiglio ha pronunciato l’incostituzionalità del […]
Notiziario n. 69 del 23 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 32 del 22 giugno 2015 con il quale la nostra Federazione fa il punto sulle iniziative già avviate e quelle in corso per sbloccare i nostri contratti fermi al 2009. “E se la Corte Costituzionale vi dà torto?” – questa […]
Notiziario n. 68 del 22 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 31 del 19 giugno u.s. con il quale la nostra Federazione evidenzia come, a distanza oramai di poche ore dall’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso a suo tempo presentato da FLP contro il blocco dei nostri contratti, evidenzia come questa […]
Notiziario n. 67 del 22 giugno 2015 – Un nuovo incidente, questa volta conclusosi tragicamente con la morte del lavoratore, è avvenuto sabato scorso nel frusinate, e precisamente nello Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri, che è uno degli Enti a suo tempo conferiti ad Agenzia Industrie Difesa e dalla stessa Agenzia oggi gestiti. L’incidente […]
Notiziario n. 65 del 19 giugno 2015 – Il lungo e articolato confronto sul riordino degli Enti logistici più importanti dell’Esercito, i quattro Poli di Piacenza, Nola, Roma e Terni, si può dire concluso con la riunione di ieri – a tavoli separati per volontà di CGIL CISL UIL -, con SME-RPGF-O.F. (Reparto Programmazione Generale […]
Notiziario n. 64 del 19 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 30 del 17 giugno u.s. che dà notizia del convegno organizzato al Senato dalla nostra Federazione e dal Gruppo Verdi che ha avuto al centro, alla vigilia del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso promosso da FLP contro il blocco dei […]
Notiziario n. 63 del 18 giugno 2015 – A memoria nostra, una riunione così insignificante e inconcludente come quella ultima del 26 maggio u.s. con il Sottosegretario on. D. Rossi, non si era mai vista. Eppure di questioni da discutere e di risposte da dare ce n’erano moltissime. Dalla questione “Regolamento” (Art. 1 D. Lgs. […]