Notiziario n. 62 del 17 giugno 2015 –

flp_m5sLa data del 23 giugno si avvicina, e con essa l’udienza pubblica in Corte Costituzionale sul ricorso presentato a suo tempo da FLP,  in assoluto prima O.S. a proporlo, rispetto al quale la Corte dovrà decidere in merito alla legittimità del blocco dei contratti di lavoro dei lavoratori pubblici. Cresce l’attesa dei lavoratori, mai come ora attenti a questa scadenza, ma crescono anche i tentativi di condizionare il Collegio: valga per tutti la favola sparsa in giro dall’Avvocatura di un costo per le casse pubbliche di circa 35 mld nel caso di pieno pronunciamento favorevole al ricorso. Balle, solo enormi balle!!

A tal riguardo, riportiamo il documento sottoscritto in data di ieri da FLP e GILDA (Sindacato del Comparto Scuola) con il Movimento 5 Stelle (M5S) che fa chiarezza a tal riguardo:

 “L’Avvocatura dello Stato si sbaglia di grosso se pensa di poter influenzare la decisione della Corte costituzionale, peraltro propalando numeri a nostro avviso gonfiati”.

 Lo fanno sapere i deputati M5S che oggi hanno incontrato FLP e CGU-GILDA, i sindacati del pubblico impiego promotori del ricorso contro il blocco della contrattazione sindacale su cui, il prossimo 23 giugno, dovrebbe esprimersi la Consulta.

“Dopo cinque anni di congelamento, è ormai improrogabile far ripartire la dinamica contrattuale – dice in sintesi il documento siglato oggi dal M5S e dai rappresentanti dei lavoratori della Pa.

Si tratta di ristabilire un diritto conforme ai principi della retribuzione proporzionata e dignitosa, su cui si concentra l’articolo 36 della Costituzione”.

“Inoltre, non è vero, come sostiene l’Avvocatura, che una piena bocciatura del blocco contrattuale da parte della Corte costituzionale costerebbe 35 miliardi per il passato e 13 a regime.

In base ai numeri della Corte dei conti e dell’Aran, considerando anche la bassa inflazione dell’ultimo biennio, il costo non supera i 10-12 miliardi, peraltro al lordo delle tasse”, spiegano M5S, Flp e Cgu Gilda.

“Dopo, in pratica, sei anni di stop agli adeguamenti salariali, coincisi peraltro con la grande crisi, non si può più parlare di provvedimento temporaneo. Inoltre, siamo di fronte a una tassazione indiretta che discrimina in modo esclusivo il segmento del pubblico impiego. E, in più, il blocco ha di fatto paralizzato anche l’applicazione degli istituti contrattuali legati alla produttività”, osservano M5S e sigle sindacali.

“Il governo la smetta di fare pressioni indebite sulla Consulta, come accaduto con il parere dell’Avvocatura.  A Palazzo Chigi hanno idea del valore del sacrosanto principio della separazione dei poteri?  Stigmatizziamo ogni genere di intimidazione nei confronti dei giudici costituzionali e  chiudono Cinquestelle, Flp e Cgu-Gilda – ci affidiamo senza riserve alla loro serena equanimità di giudizio.                           ROMA, 16 giugno 2015″

Pubblichiamo di seguito lìOrdinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP e l’avviso di convocazione in Corte Costituzionale dell’udienza pubblica. Pubblichiamo inoltre il video con la risposta del Governo sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera del 17 u.s. a seguito interrogazione

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

L’ordinanza del Tribunale di Roma sul ricorso FLP sul blocco dei contratti pubblici

* Avviso della Cancelleria della Corte Costituzionale di udienza pubblica sul ricorso presentato da FLP

* Il video con la risposta del Governo all’interrogazione del M5S sul blocco dei contratti pubblici nel “question time” alla Camera di oggi 17.06.2015 (al minuto 31,52)

Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 –

L'on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera
L’on. Paolo Sisto, Presidente della 1^ Commissione della Camera

Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella serata del 3 giugno ultimo scorso.

Il DDL delega di riforma delle Pubbliche Amministrazioni per il quale siamo auditi è in preoccupante continuità con gli interventi normativi effettuati dal Governo Berlusconi e dal recente Decreto Legge 90/2014, che porta il nome dell’attuale Ministro della Pubblica Amministrazione, convertito nella Legge n. 114/2014.

Volendo riassumere i principi sui quali si basano tutti i provvedimenti citati, è possibile affermare che sono:

Al contrario, l’idea di Pubblica Amministrazione della CSE, in accordo con i principi costituzionali, è basata sul principio dell’apparato amministrativo-burocratico che produce valore per il Paese anziché frenarlo, assicurando al contempo l’attività di regolazione dell’attività economica prevista dall’articolo 41, secondo e terzo comma, della Costituzione e i livelli minimi di servizio che assicurino il diritto di cittadinanza anche alle fasce più deboli della popolazione.

Se la missione delle pubbliche amministrazioni deve essere quella di promuovere l’innovazione necessaria alla libera attività economica e creare le condizioni per il dispiegarsi del concetto di cittadinanza, non può essere al contempo oggetto di una “furia riformatrice” né piegata a logiche di parte; deve prevedere forme di partecipazione organizzata, non consociative o assembleari, dei lavoratori che devono essere non solo formati ma motivati e coinvolti nell’attività e nel rapporto con i cittadini; una dirigenza fortemente responsabilizzata ma non precarizzata, che promuova la crescita collettiva della struttura burocratica governata, assicuri livelli di accountability, attui piani e programmi fissati dall’autorità di governo – nazionale o locale – senza essere a questa subordinata.

Pertanto la CSE chiede di sostituire alla “furia riformatrice” alla quale si assiste  senza sosta da oltre vent’anni, un riordino dei principi di azione basilari ai quali le pubbliche amministrazioni devono attenersi che permetta la responsabilizzazione dei lavoratori pubblici ad ogni livello ma in un quadro di continuità e di tregua normativa che torni a valorizzare la partecipazione dei lavoratori attraverso la contrattazione, il pieno dispiegarsi delle professionalità acquisite, la valorizzazione del merito in un quadro quanto più possibile condiviso che promuova la crescita, il rapporto sempre più osmotico con le varie forme di cittadinanza, organizzate e non.

Più concretamente, la CSE condivide l’esigenza del Governo di assicurare sempre maggiore trasparenza dell’attività amministrativo-burocratico, anche attraverso un uso più consapevole e responsabile delle nuove tecnologie; chiede però che il fulcro della norma sia costituito: dalla individuazione dei livelli di Governo e della presenza dello Stato sul territorio che assicurino gli standard minimi di servizi necessari alla piena attuazione della libertà di impresa ma anche dei diritti di cittadinanza; dal riordino del sistema delle società partecipate; dalla razionalizzazione delle risorse e al contempo dei livelli di investimenti necessari al miglioramento dell’azione amministrativa.

La CSE chiede invece che tutto ciò che si riferisce ai rapporti di lavoro sia oggetto di un puntuale atto di indirizzo del Ministro della Pubblica Amministrazione ai soggetti che curano l’attività di contrattazione per conto del Governo e la conseguente apertura di una stagione contrattuale che, ridando fiato al potere d’acquisto di più di 3 milioni di lavoratori pubblici dopo 6 anni di ingiustificato blocco degli stipendi e delle retribuzioni, promuova e accompagni l’azione di modernizzazione delle pubbliche amministrazioni.   

Nel merito dell’articolato del disegno di legge, quindi, la CSE chiede preliminarmente di ridurre gli eccessi e l’indeterminatezza delle numerose deleghe richieste al Parlamento e di seguito propone alcuni emendamenti al testo in discussione alla camera.

Articolo 7 – Organizzazione/Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato

Ribadiamo che ogni processo di riorganizzazione debba comunque salvaguardare i livelli occupazionali e le professionalità del personale interessato da tali processi.

Si propone di inserire la garanzia delle relazioni sindacali previste dai CCNL nei processi di riorganizzazione e di conseguente ricollocazione del personale all’interno del comma 1, lettere a e c, di tale articolo.

Si propone di affidare ai Prefetti solo ed esclusivamente compiti di coordinamento organizzativo quali responsabili di UTS e non quelli legati alla responsabilità della erogazione dei servizi all’utenza che devono rimanere in capo ai dirigenti degli uffici preposti delle singole amministrazioni centrali sul territorio, modificando quanto previsto al  comma 1 lettera d, di tale articolo.

Inoltre la riduzione del numero degli UTS non è in alcun modo condivisibile perché ridurrebbe ancora di più la presenza dello Stato sul territorio, i livelli di erogazione di servizi e di presidio.

Articolo 9 – Personale/Dirigenza Pubblica

La previsione dei ruoli unici della dirigenza comporta la necessità di individuare specifiche modalità di equiparazione tabellare.

L’interscambiabilità e la mobilità tra comparti ed amministrazioni diverse può comportare disconoscimento di professionalità e peggioramento di servizi resi all’utenza.

Non è accettabile l’ipotesi di decadenza dalla funzione a seguito di mancato incarico.

Si propone inoltre di prevedere l’inserimento all’interno dell’articolato, di specifici riferimenti al mantenimento della contrattualizzazione del rapporto di lavoro e della contrattazione quale elemento di garanzia nella regolazione dello stesso.

Articolo 10 – Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca

Si propone di prevedere un meccanismo che introduca risorse nuove per favorire la ricerca e non che preveda lo sviluppo del settore in ragione della invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili. Si propone di cassare tale riferimento  previsto al comma 1 dell’articolo.

Articolo 11 – Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nella amministrazioni pubbliche

Si propone di inserire nell’articolato, ed in particolare al punto 1, uno specifico riferimento alla definizione di tali materie e della loro regolazione,  attraverso i CCNL

Articolo 13 – Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze della amministrazioni pubbliche

Si propone l’inserimento, nell’articolato, di un comma che, nel prevedere una specifica delega al riguardo, modifichi gli aspetti penalizzanti della normativa oggi vigente,  avvii  e consenta il riordino di tali  materie attraverso l’emanazione di atti di indirizzo che successivamente possano essere trasformati in specifici CCNQ o CCNL fra Aran e Parti sociali.

Quanto sopra, riprendendo una prima e datata iniziativa in tal senso ed allo scopo primario di  definire un rinnovato sistema di relazioni sindacali nel pubblico impiego che superi l’attuale fase di stallo e di blocco dei contratti, per costruire una pubblica amministrazione che metta al centro della riforma, progetti di sviluppo del lavoro pubblico e del proprio personale.    

 LA SEGRETERIA GENERALE FLP-CSE “

Su questa stessa pagina pubblichiamo anche il testo del disegno di legge sulla c.d. riforma della P.A. votato dal Senato e oggi all’esame della Camera dei Deputati,  e il relativo dossier a cura del Servizio Studi del Senato.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1:  Riforma P.A. – DDL Madia – testo approvato Senato 30.04.2015

Allegato 2:  Dossier del Servizio Studi del Senato sull’A.S. n. 1577 riorganizzazione AA.PP.

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 –

L'amm. PL Ricca, Capo 1° Rep SMM, con  l' amm. Binelli Mantelli gia Capo SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex  Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)

Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118),  a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.

Come si ricorderà,  era stato lo stesso Ctomandante  Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45),  nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità  di  un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission  specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr.  e le RSU,  chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali.   Questa opzione,  non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti,  ha registrato evidentemente il “niet” di SMM,  che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto,  comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).

Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso,  a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.

  1. L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare  quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
  2. Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
  3. Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
  4. Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
  5. Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora,  oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?  

Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.

Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de  IL FATTO QUOTIDIANO.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Deliberazione Corte dei Conti n. 22-2014-G esiti indagine Arsenali MM

Allegato 2: Nota di sintesi di FLP DIFESA sulla delibera Corte Conti n.22-2014 

Allegato 3: Messaggio MARICOMLOG 1.06.15-risorse per servizi pulizie

Allegato 4: Piano dismissioni navi MM entro 2025

Allegato 5: L’articolo de Il Fatto Quotidiano del 28.05.2015

Notiziario n. 59 del 9 giugno 2015 –

Il nuovo Capo di SME, gen. CA Danilo Errico
Il nuovo Capo di SME, gen. CA Danilo Errico

L’incontro di oggi pomeriggio a palazzo Esercito tra il gen. C.A. Danilo Errico, che dal 26 febbraio u.s. ha assunto l’incarico di nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha avuto una connotazione  essenzialmente formale, di presentazione, accompagnato però dall’impegno dell’Alto Ufficiale, a seguito della richiesta unitaria di tutte le OO.SS. presenti,  di ricalindarizzare a breve un incontro, questa volta specificamente destinato all’esame delle diverse problematiche in essere all’interno della Forza Armata.

E’ questo, in estrema sintesi, il succo del “breve cenno di saluto”  (così era stato presentato l’incontro nella mail di convocazione  di SME-RPGF)  che, a causa di sopraggiunti e indifferibili impegni del gen. Errico,  è stato ancor più breve del previsto, e dunque non ha consentito quel primo confronto di merito che le OO.SS. immaginavano.  Da qui, la richiesta di riprogrammazione della riunione venuta a fattor comune da tutte le OO.SS. nazionali, in merito alla quale il Capo di SME si è dichiarato prontamente disponibile.

Nel suo breve intervento iniziale,  il gen. Errico ha ricordato l’impegno attuale dell’Esercito a portare avanti l’importante processo di riordino in chiave riduttiva avviato dai due decreti attuativi  della L.244/2012;  si è quindi soffermato  sull’argomento del giorno, il “Libro Bianco sulla sicurezza internazionale e la difesa”,  che vede la F.A. presente in tutti i Gruppi di lavoro appositamente costituiti per la messa a punto delle scelte operative e dei percorsi connessi alle indicazioni in esso contenute;  ha infine sottolineato il ruolo essenziale del personale civile all’interno dell’Esercito,  e ha richiamato l’importanza del confronto con le Forze Sociali,  dichiarandosi da subito disponibile a discutere sempre, e a confrontarsi, con le OO.SS., nel quadro di un rapporto di stretta e proficua collaborazione tra F.A. e le Rappresentanze del personale.

Alla breve prolusione del gen. Errico, hanno fatto seguito gli interventi, anch’essi ovviamente brevi, di tutte le OO.SS. presenti.  Per quanto ci riguarda, abbiamo rappresentato le attuali, enormi preoccupazioni del personale civile dell’Esercito,  che oggi vive una fase estremamente difficile e complessa della propria vita lavorativa,  all’interno di una F.A. che è oggi stretta tra l’impegnativo processo di riordino in atto, che vedrà da qui al 2018/2019 centinaia di provvedimenti di riorganizzazione/soppressione e migliaia di posti di lavoro tagliati al 2024,  e questa nuova fase di riorganizzazione preannunciata da Libro Bianco, sostanzialmente calata dall’alto e senza alcun coinvolgimento di coloro che vivono e operano all’interno della Difesa,  che potrebbe determinare grandi rivolgimenti nell’assetto attuale delle FF.AA. (pensiamo solo alla costituzione del Comando Logistico Difesa e al forte potenziamento della governance politica e, soprattutto, di quella del Capo di SMD, che ovviamente comporterà il depotenziamento delle attuali governance di F.A.). Le preoccupazioni nascono soprattutto dalle contraddizioni che emergono sempre più evidenti tra il riordino ex L.244 e quello disegnato dal Libro Bianco: solo per fare un esempio, in materia di lavorazioni e servizi degli Stabilimenti militari, il riordino ex. L.244 ne prevede la reinternalizzazione,  mentre il Libro Bianco  la esternalizzazione, addirittura estendendola al personale in servizio. Dunque una fase di trasformazione pesante, difficile, complessa e complicata, che va governata anche attraverso un rapporto di permanente collaborazione e di interscambio tra OO.SS. e  F.A..   Che già esiste positivamente attraverso RPGF e DIPE, ma che ora, per FLP DIFESA,  è opportuno coinvolga periodicamente anche lo stesso Comandante in capo.

Una breve annotazione conclusiva: nelle risposte del gen. Errico, abbiamo colto considerazioni e riflessioni sul Libro Bianco che, su alcuni aspetti,  non ci sono apparse molto lontane dalle nostre (si veda a tal riguardo il nostro  Notiziario n. 48).

Concludiamo con una informazione sul riordino dei quattro Poli dell’Esercito:  praticamente completati  i confronti locali, è previsto per il 18 giugno p.v. il tavolo nazionale conclusivo tra RPGF e OO.SS. sulla nuova organizzazione e sugli organigrammi a valle di quanto già determinato dai DD.MM. del 31.12.2014.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 58 dell’ 8 giugno 2015 –

ANFRiportiamo il Notiziario FLP n. 26 del 3 giugno 2015 redatto dal  “Dipartimento Studi e Legislazione” della nostra Federazione che dà notizia delle nuove tabelle dell’assegno per il nucleo familiare (ANF),  recentemente aggiornate dall’INPS e decorrenti dal 1 luglio p.v.

“La FLP informa che l’INPS, con la circolare n.109 del 27.05.2015, ha comunicato che a decorrere dal 1° luglio 2015 sono stati rivalutati dello 0,2% i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.

In relazione a quanto sopra, sono state aggiornate le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

A CHI SPETTA

L’Assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori dipendenti agricoli, ai lavoratori domestici, ai lavoratori iscritti alla gestione separata, ai titolari di pensioni (a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, fondi speciali ed Enpals), ai titolari di prestazioni previdenziali ed ai lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

MISURA DELLA PRESTAZIONE

È calcolata secondo la tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti il nucleo familiare e del reddito complessivo del nucleo stesso, con previsione di importi e fasce reddituali più favorevoli per situazioni di particolare disagio (esempio: nuclei monoparentali o con componenti inabili).

COMPOSIZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE

Gli ANF spettano per nucleo familiare che può essere composto da:

Il nucleo per i titolari di pensione ai superstiti ha diritto all’ANF se composto dal coniuge superstite che ha titolo alla pensione e dai figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni o maggiorenni inabili titolari o contitolari della pensione. Il nucleo familiare può essere composto da una sola persona se il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuto a orfano minorenne, vedova minorenne o maggiorenne inabile.

DOMANDA 

Deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto:

  1. al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP (SR16). In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni.
  2. all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali, attraverso uno dei seguenti canali:
    • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto – servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”;
    • Contact Center – attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
    • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell’ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni.

Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).

REDDITI DEL NUCLEO

Il reddito familiare da considerare ai fini della corresponsione dell’assegno è costituito dall’ammontare dei redditi complessivi conseguiti dai suoi componenti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno.

I redditi del nucleo familiare da prendere in considerazione per la concessione dell’assegno sono quelli assoggettabili all’Irpef al lordo delle detrazioni d’imposta, degli oneri deducibili e delle ritenute erariali.

Ai fini del diritto all’assegno si considera la somma dei seguenti redditi imponibili fiscalmente:

Pertanto, se la richiesta di assegno per il nucleo familiare riguarda periodi compresi nel 1° semestre, da gennaio a giugno, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti 2 anni prima, mentre, se i periodi sono compresi nel 2° semestre, da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell’anno immediatamente precedente.

 I redditi sono ricavabili dai seguenti documenti fiscali:

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente ed assimilato.

                                           FLP – Dipartimento Studi e Legislazione

Su questa pagina,  sono pubblicati come allegati al presente Notiziario:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 

Allegato 1: Circolare INPS n.109 del 29.05.2015- livelli reddituali 2015-2016 assegno per il nucleo familiare

Allegato 2: Tabelle ANF dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016

News del 5 giugno 2015, h. 16.00 –

WM DIRETTIVA SME-DIPE FORMAZIONE 2015Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 56 del 1 giugno u.s. relativo al Catalogo SEGREDIFESA dei corsi di formazione 2015, pubblichiamo la “Direttiva Tecnica di settore formazione del personale civile anno 2015 e linee guida per la programmazione finanziaria E.F. 2016”, pervenuta in data odierna dall’Ufficio Personale civile dello stesso SME-DIPE.

Con riferimento al predetto nostro Notiziario, e anche in relazione ad alcuni chiarimenti richiesti da colleghi in merito alle “istruzioni” che accompagnano il “Catalogo”, cogliamo l’occasione per precisare che il termine improrogabile fissato ad oggi 5 giugno 2015 per le segnalazioni di partecipazione ai corsi deve intendersi riferito solo al personale degli Enti dell’Area T-A, in quanto per il restante personale dell’area T-O la procedura e la tempistica sono fissati direttamente dagli OO.PP. 

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: DIRETTIVA SME-DIPE FORMAZIONE 2015

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP CSE

Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A.

” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito dell’ indagine conoscitiva relativa al disegno di legge  A.C. 3098, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, in discussione alla Camera dopo l’approvazione dell’altro ramo del Parlamento.

Sarà l’occasione per evidenziare la posizione di forte dissenso della nostra Confederazione, maggiormente rappresentativa nel comparto del pubblico impiego, su molti aspetti di un provvedimento omnibus, adottato senza alcun reale confronto con le parti sociali, che vuole regolamentare, mediante l’istituto della legge delega ( con indicazioni in molti casi generiche  che lasciano di fatto mani libere al Governo sui reali contenuti della stessa) i più rilevanti aspetti della funzionalità della pubblica amministrazione (accessibilità, digitalizzazione, semplificazione, organizzazione, dirigenza, rapporto di lavoro.)

Materie in buona parte già disciplinate con i provvedimenti normativi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che vengono riprodotti, in molti casi , senza grande originalità, nel disegno di legge in esame.  In particolare abbiamo denunciato come l’approccio sia, in piena continuità con i Governi precedenti, ancora una volta quello non di riformare ma di “tagliare” e depotenziare servizi e funzioni essenziali per la collettività, in ossequio ad un logica di contenimento dei costi che non tocca i veri sprechi quali le consulenze , gli appalti e le esternalizzazioni, ma solo il reddito e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.

A fronte del blocco che dura da ormai sei anni dei contratti nazionali di lavoro e di quelli integrativi, su cui la Corte Costituzionale il 23 giugno p.v. si esprimerà a seguito del ricorso della nostra Federazione FLP che ha visto il Tribunale di Roma condividerne i contenuti e trasmetterne gli atti alla Suprema Corte per la pronuncia di incostituzionalità, nel disegno di legge si  riducono ulteriormente  i livelli di contrattazione decentrata e le materie che si possono discutere a livello territoriale, riconducendo tutto il rapporto di lavoro nell’ambito delle prerogative datoriali, dalla valutazione delle prestazioni, al riconoscimento del merito, dall’orario di lavoro al telelavoro, alle pari opportunità etc.

In buona sostanza si vuole “riformare” il lavoro pubblico rafforzando l’idea tanto cara ai poteri forti che per fare funzionare meglio la PA bisogna dare più poteri ai dirigenti, (oggetto di una riforma che li rende più precari e ricattabili) affinchè questi, godendo della piena agibilità su risorse umane sottopagate e prive di prospettive professionali,  possano rispondere in proprio dei risultati da raggiungere.

La FLP/CSE proporrà  alla Commissione di modificare gli aspetti controversi e penalizzanti del DDL, riconoscendo il ruolo e le proposte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, ai fini di una riforma della P.A. che possa essere veramente fattore di crescita e modernizzazione del Paese.

                                                           LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 56 del 1 giugno 2015 –

Frontespizio per sitoPortiamo all’attenzione dei colleghi che “nelle more del perfezionamento del DM 17.04.2015 che prevede la costituzione dell’ “Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” (testo su questa stessa pagina), SEGREDIFESA (SGD) ha pubblicato sul proprio sito web l’edizione 2015 del “Catalogo generale dei corsi di formazione, che vede la luce quest’anno con un certo ritardo rispetto alla precedente edizione 2014.

Detto “Catalogo” contiene l’insieme dell’offerta formativa fissa per l’anno 2015, e comprende corsi e seminari di formazione e di aggiornamento; è articolato in 7 aree didattiche (Area formazione generale e per il personale neo assunto; Area della comunicazione; Area dei contratti, della  logistica e del procurement; Area tecnico specialistica dell’A.D.Area informatica-telematicaArea linguistica e Area della sicurezza e dell’ambiente e, infine,  Area dei corsi particolari per specifiche esigenze dell’A.D.). Rispetto al precedente catalogo 2014 targato CEFODIFE, mancano 3 aree didattiche  (Area giuridico – amministrativa  e Area del bilancio e della contabilità,  ricondotte a SNA,  e  l’Area dei corsi particolari per specifiche esigenze dell’A.D., quest’anno evidentemente non previsti).  Nella programmazione di quest’anno, invece, sono stati incrementati “i corsi dell’Area Tecnico – Specialistica, inserendo ulteriori tipologie formative, i cui programmi didattici sono attualmente in fase di predisposizione”.

Nella nota a firma del dirigente dr. Massimo Mangani ex Direttore di CEFODIFE, che accompagna il catalogo e reca “le istruzioni per la compilazione delle segnalazioni numeriche”,  viene  precisato che, per quanto attiene gli Enti dell’area T-Ale stesse dovranno essere inviate improrogabilmente entro il 5 giugno 2015, motivo per il quale invitiamo tutte le nostre strutture territoriali interessate a intervenire presso gli Enti per assicurarsi che le segnalazioni  vengano correttamente inoltrate entro quella data e che dette segnalazioni  siano state precedute quanto meno dall’informazione alle  Rappresentanze locali. Per gli Enti dell’area T-O, procedura e tempistica sono definiti dagli SS.MM.

La precisazione è quanto mai opportuna,  atteso che la nota dell’ex Direttore di CEFODIFE non reca, come negli anni scorsi,  alcun richiamo alle relazioni sindacali in materia,  pur a fronte di precise disposizioni contrattuali che riconducono al sistema di partecipazione sindacale e al dovere di informazione/confronto “i programmi di formazione del personale” (art.6, let.A, CCNL 1998/2001).  Circostanze, queste, che contribuiscono a rendere ancor più evidente, allo stato,  l’ assoluta necessità di ridefinire percorsi operativi e modalità di relazione ai diversi livelli con l’Amministrazione,  che in questi ultimi anni è apparsa alquanto disattenta in ordine alla necessità della massima trasparenza e del rapporto con le Rappresentanze sindacali in materia di formazione, come peraltro avviene sistematicamente in altre Amministrazioni centrali.  Una necessità, questa, che, a nostro avviso,  oggi appare ancor più evidente alla luce delle gravissime ricadute  conseguenti alla soppressione di CEFODIFE.   L’Amministrazione  ha messo in campo in questi mesi tutta una serie di iniziative anche positive per pararne il colpo durissimo (protocolli con SNA; costituzione dell“Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” in  ambito Segredifesa; costituzione  di un “gruppo di lavoro” in ambito Stamadifesa; etc.),  rispetto alle quali vi è oggi però l’esigenza di mettere a fuoco e comprendere bene  il disegno complessivo dell’A.D. in materia di formazione che allo stato ancora non è chiaro,  e, rispetto a questo nuovo quadro di situazione,  ridefinire  i percorsi di coinvolgimento delle OO.SS. sui diversi livelli, nazionale e locale.

Per quanto riguarda le segnalazioni per i corsi di antinfortunistica, va precisato che le stesse dovrebbero essere già state inoltrate dagli Enti in applicazione della circ. SGD 92222 del 21.11.2014.

Il “Catalogo 2015”, con le relative “Istruzioni” ,  è pubblicato su questa stessa pagina.

Pubblichiamo anche la Direttiva SME, pervenuta in data 5 giugno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Catalogo Generale SGD corsi formazione 2015

Allegato 2: Istruzioni per le segnalazioni 2015

Allegato 3: Schema DM mod. DM 13 gen 2013

Notiziario n. 55 del 29 maggio 2015 –

rp_Foto-FUA-per-sito4-300x213.jpgInformiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia e Finanze (MEF),  la Corte dei Conti ha registrato il decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA e FUS 2012, 2013 e 2014.  Rispetto agli anni precedenti, registriamo una notevole accelerazione nei tempi, che ci consente così di recuperare il molto tempo perso per la sottoscrizione dell’accordo definitivo 2014. Si vede che siamo alla vigilia di elezioni, sì amministrative, ma con sicuri effetti sul piano politico…

Proviamo allora a fare il punto di situazione sulle partite relative ai FUA 2012, 2013, 2014 e 2015.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2014

Dopo il lungo e complesso percorso legato alla necessaria certificazione da parte del MEF e della Funzione Pubblica (FP) avviato nel lontano luglio 2014, in data 13 febbraio 2015 è stato finalmente sottoscritto l’accordo definitivo FUA 2014 (qui pubblicato), avendo le Parti modificato l’ipotesi di accordo 13.06.2014 nei termini richiesti da FP e MEF.  L’avvenuta registrazione da parte della Corte dei Conti consente ora di avviare l’ultimo tratto di strada per poter procedere al pagamento delle somme, anche se per la verità dovrebbe ancora mancare il “decreto di riparto” di BILANDIFE che renderà materialmente disponibili le somme.  Agli Enti varrà assegnata una somma pari  alla quota pro capite del Fondo Unico di Sede (FUS) 2014 che è di € 963,00 lordo lavoratore (l’accordo definitivo 13.02.2015 è pubblicato sul nostro sito) per il numero di dipendenti in servizio alla data del 1.01.2014, che sarà poi distribuito sulla base dei  criteri fissati dagli accordi locali con le OO.SS./RSU.  E’ ipotizzabile, sulla base dell’esperienza, che il FUS 2014 possa venir corrisposto già a luglio o ad agosto pp.vv..

Sempre con riferimento al FUA 2014, il decreto registrato alla C.C., oltre alle somme FUS, contiene anche l’assegnazione delle somme relative al saldo (ultimi due/dodicesimi) di turni/reperibilità/PPL,  all’indennità di mobilità e alle Posizioni Organizzative, il cui pagamento però avverrà più in avanti.

Ovviamente, le spettanze relative al FUS 2014 non si esauriscono qui, rimanendo ancora da corrispondere le ulteriori somme pari ad una quota pro capite di 26,45 lordo lavoratore (ipotesi di accordo 26 marzo 2015, pubblicato su questa pagina, si veda  il precedente Notiziario n. 30 del 17.03.2015),  con percorso di certificazione in itinere.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2012 E 2013

Lo stesso decreto reca anche l’assegnazione alla nostra Amministrazione delle somme relative ai saldi FUS dei  precedenti anni 2012 e 2013, la cui esistenza avevamo peraltro già anticipato. Trattasi, per la precisione di:  8.80 € pro capite per il FUS 2012   e  di € 77,13 pro capite per il FUS 2013 lordo lavoratore, che costituiscono le  quote pro capite assegnate al Fondo di ciascun Ente per il numero di dipendenti in servizio al 1 gennaio,  rispettivamente dell’anno 2012 e 2013, e che verranno distribuite in  funzione dei relativi accordi locali. Pubblichiamo su questa stessa pagina la circolare PERSOCIV n. 36719 del 27.05.2015.

FONDO UNICO DI AMMINISTRAZIONE 2015

In virtù del principio di ultrattività dell’accordo dell’anno precedente con riferimento alle fattispecie relative a Turni, reperibilità e Particolari Posizioni di Lavoro (PPL), sono già state assegnate al MD con decreto precedente le somme relative a tutto l’anno 2015. Le indennità riferite ai primi tre/dodicesimi (gen/feb/mar)  dovrebbero essere già state corrisposte ai lavoratori con il cedolino di maggio; per gli ulteriori tre/cinque dodicesimi, è ipotizzabile il pagamento per luglio/agosto p.v..

Per quanto riguarda la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA 2015, allo stato tutto è bloccato, anche perché il Direttore Generale di Persociv non può convocare le OO.SS. prima che si sciolga il rebus relativo all’adozione del nuovo sistema di valutazione della performance individuale. E lo deve sciogliere ovviamente la Ministra, che non ci sembra ultimamente molto attenta alle nostre cose.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Circolare PERSOCIV n. 36719 del 27.05.2015 – FUA 2012, 2013 e 2014

Allegato 2: 13.02.2014 Accordo definitivo distribuzione FUA 2014

Allegato 3: 26.03.2014 – Ipotesi di accordo FUA 2014 variabali con firme

Notiziario n. 53 del 22 maggio 2015 –

Il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi
Il Sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi

A parte qualche accenno isolato, apparso a tutti davvero molto stonato sulla presunta “opportunità” offerta dalla riforma in arrivo, mai come questa volta, di fronte al Sottosegretario on. Domenico Rossi,  le OO.SS. della Difesa hanno mostrato la schiena dritta,  parlato lo stesso linguaggio ed espresso i medesimi giudizi negativi sul “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa”  (LB), che è stato partorito come noto da professoroni ed “esperti”  ben pagati e nel chiuso delle stanze del Ministero,  i quali hanno disegnato la difesa dei prossimi 15 anni senza però aver mai ascoltato coloro che nel Ministero della Difesa  ci vivono e ci operano dalla mattina alla sera.  Così si fa nell’epoca del renzismo dilagante,  che trova nella nostra Ministra, e non da oggi, una convinta estimatrice e sostenitrice.

Il Sottosegretario ha parlato per oltre 40 minuti,  un fatto per Lui alquanto inusuale dal momento che l’essenzialità è sempre stato uno dei tratti essenziali nel suo rapporto con le OO.SS.. Evidentemente, l’on. Rossi  era ben conscio dell’impatto estremamente negativo che la pubblicazione del LB aveva generato nei lavoratori civili (nel sondaggio attivo sulla home page del nostro sito, al momento in cui scriviamo, oltre il 60% lo giudica “pessimo” e un altro 7% “insufficiente”) e nelle loro Rappresentanze. Ed allora, essendo evidentemente Egli stesso ben conscio dell’inadeguatezza complessiva – di analisi, ma soprattutto di proposta – del LB sui temi del personale civile,  ha cercato di esaltarne le grandi potenzialità in prospettiva futura, nel cui orizzonte sta scritta a Suo dire una presenza civile fortemente valorizzata nelle professionalità che esprime, e finalmente liberata dai tantissimi lacci e lacciuoli che sinora l’hanno imprigionata e subordinata alla componente militare. E, naturalmente, non poteva mancare in questo quadro il riferimento alle misere retribuzioni del personale civile (una grande scoperta dei professoroni ed esperti che hanno messo a punto il LB ?),  rispetto alle quali l’on Rossi pensa si possa aprire ora una stagione nuova segnata dall’impegno dell’AD a ridurne le forbici con i militari e anche con altri pezzi della P.A.. Dunque, nella rappresentazione che ne ha fatto il Sottosegretario, sembra proprio che il LB possa essere la panacea di tutti i nostri mali. Ad un certo punto, l’on Rossi si è accorto dei dubbi generati nell’altra parte del tavolo, e allora si è chiesto: << Non vorrei che qualcuno pensasse alla canzone di Mina “parole, parole, parole”>>, riferendosi verosimilmente al richiamo del nostro Notiziario n. 48 dell’11 u.s.

Nel suo intervento,  FLP DIFESA ha riproposto il giudizio fortemente negativo sul LB già espresso in precedenza, e più dettagliatamente nel Notiziario sopra richiamato. Negativo innanzitutto sul piano del metodo, atteso che le Parti Sociali sono state escluse da ogni confronto: il Sottosegretario ci ha chiesto a dicembre scorso un contributo, lo abbiamo anche dato, e pure dettagliato (12 le pagine del nostro “contributo”, che ripubblichiamo sul questa stessa pagina), ma non ce n’è traccia nel LB, neanche infinitesimale:  probabilmente,  non è stato neanche letto dai professoroni ed esperti che l’hanno redatto! Troppo sforzo, per lor signori. Ma giudichiamo il LB in modo complessivamente negativo anche e soprattutto sul piano dei contenuti: il mancato coinvolgimento del Parlamento e la sua temuta estromissione dalle scelte di riforma definite nel LB già “direttiva ministeriale”;  il preoccupante depotenziamento del ruolo del Segr. Gen. che perde la pesantissima funzione di Direttore Nazionale degli Armamenti a vantaggio del Capo di SMD (per questo da oggi potrà essere un civile!) e con essa verosimilmente le DD.GG. tecniche; l’annunciata privatizzazione (sinonimo di liquidazione) dell’area industriale del MD, e in particolare di Poli ed Arsenali, che nel question time  in Parlamento del 21 u.s. (qui pubblicato) la Ministra ha esteso anche agli Stabilimenti AID, con quello che si porterà dietro in termini di effetti sulla presenza civile (e menomale che il D.Lgs. n. 8/2014 prevedeva un’operazione diffusa di reinternalizzazioni!);  la crescita enorme ed abnorme della governance  del Capo di SMD che diventa il vero “padrone” della Difesa (le leve effettive di riforma sono più in mano sua che del Ministro, lo hanno capito tutti) con il conseguente depotenziamento delle singole FF.AA. (pensiamo solo agli effetti prodotti nel loro ambito dalla costituzione del Comando Logistico Difesa),  su cui si è espresso in modo preoccupato anche l’ex Capo di SMM amm. Luigi Binelli Mantelli;  il non chiarito rapporto con il riassetto in atto delle FF.AA., innescato dalla L. 244/2012 e regolato dai due decreti attuativi n. 7 e n. 8/2014, semplicemente dimenticati dai professoroni ed esperti nei 10 capitoli del LB che hanno scritto;  l’altrettanto non chiarito argomento relativo al “chi paga” il costo finanziario di questa ennesima riforma, con i chiari di luna che oggi vivono le casse dello Stato; e, infine, il forte legame che viene disegnato dal LB tra Difesa e industria privata, che diventerà in futuro l’asse centrale e strategico.   Sono questi, a  nostro giudizio,  i punti più critici del LB, che comunque – lo abbiamo detto – presenta anche aspetti positivi e interessanti: gli intendimenti in materia di formazione; la previsione di una legge pluriennale sugli investimenti; l’idea che occorra far crescere nel Paese l’attenzione e la cultura sui grandi temi della Difesa.  Ma certo, alla fine, il nostro giudizio è, e resta, complessivamente negativo.

Sulle problematiche legate alle scelte del LB in materia di lavoro civile, c’è stato un giudizio unanime e molto negativo da parte di tutte (o quasi) le OO.SS. presenti. La nostra O.S. ha ricordato al Sottosegretario come il LB, al riguardo, non dica assolutamente nulla di nuovo, tradendo le promesse di chi aveva parlato del  LB come una sorta di  “carta dei diritti” della componente civile.  Solo una mezza paginetta in un testo di 68 pagine e 6 miseri paragrafi rispetto ai 300 totali del LB (lo stesso on. Rossi ha parlato freudianamente in riunione di “capitoletto”);  4 righe e mezzo nella relazione di oltre 22 pagine della Ministra nell’audizione alle Commissioni Esteri e Difesa del 14 u.s. (si veda il resoconto stenografico della seduta che pubblichiamo su questa stessa pagina): sono i segni del rilievo che hanno nel LB i lavoratori civili. Solo forma ed apparenza, ha detto l’on. Rossi… ma in questi casi la forma diventa sostanza!  Se poi leggiamo quei 6 paragrafi del LB, ha proseguito la nostra O.S.,  a parte i positivi intendimenti in materia di formazione,  lo sconforto è evidente:  si parla di introdurre il precariato nel MD (il “riequilibrio” di cui al paragrafo 233) e  si ricorre (paragrafi nn. 231 e 234) al solito armamentario, oramai trito e ritrito, sulla “valorizzazione” del personale civile e sulla necessita di superare gli “steccati” che storicamente hanno circoscritto i civili in ruoli inadeguati rispetto ai militari. Queste cose le abbiamo sentite già parecchie volte, in particolare dalla Ministra Pinotti. La domanda è: cosa si è fatto in questi 14 mesi? Nulla!

In tutto questo tempo, FLP DIFESA ha continuamente posto e riproposto, sino a un paio di mesi fa da sola e ora fortunatamente in ottima compagnia di altre sigle,  l’urgenza prioritaria di avviare il tavolo per la scrittura del “Regolamento” previsto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 allo scopo di fissare una volta per tutte i criteri  per l’attribuzione di compiti e funzioni ai lavoratori civili, dirigenti e non. Nell’impegno dell’allora Sottosegretaria Pinotti, sembrava dovesse essere il primo appuntamento in agenda: in questi 14 mesi non se ne è fatto invece niente, zero assoluto. E, nel frattempo, in sede di definizione degli organigrammi e incarichi  degli Enti riorganizzati nel quadro del riassetto delle FF.AA. previsto dal D.Lgs. n. 7/2014,  il peso complessivo dei lavoratori civili è rimasto lo stesso, se non anche peggiorato: altro che civilizzazione!

Se questa è la storia, diventa allora davvero poco credibile riparlare di “valorizzazione” e di “superamento degli steccati”, dal momento che in questi mesi non si fatto nulla,  e questa è una responsabilità precisa dell’attuale Vertice politico. Le parole della Ministra Pinotti avevano generato tanta speranza, ed anche per questo oggi la delusione è più cocente e la rabbia è montata enormemente. Ad avviso dell’on. Rossi, l’ “inadempienza”  sarebbe stata causata essenzialmente dalla necessità  di mettere a punto le strategie con il Libro Bianco prima di agire concretamente.  Bene, abbiamo replicato noi, se così è,  allora non c’è più ragione oggi di rimanere fermi al palo,  e dunque ci sono le condizioni per cominciare a smontare da subito, uno ad uno, gli “steccati”. Per questo, la nostra O.S. ha proposto al Sottosegretario di avviare rapidamente, da subito, il tavolo di confronto tra OO.SS. e AD  sul “Regolamento”.  L’on. Rossi, però, ci ha detto di aver ancora bisogno di qualche giorno per darci risposta sui tempi di avvio del tavolo. Siamo ovviamente, e comprensibilmente, un po’ perplessi (ancora approfondimenti dopo 13 mesi di ripetute  nostre richieste?),  ma – si sa – la pazienza è la virtù dei forti.

Martedì 26 p.v. rivedremo l’on. Rossi, e non potremmo non chiedergli qualcosa di più preciso al riguardo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa 

Allegato 2: 10.12.2014 il documento di FLP DIFESA con le proposte per il Libro Bianco 

Allegato 3: 14.05.2015-Resoconto stenografico audizione Ministra

Allegato 4: 21.05.2015 – Question time Ministra Pinotti

flp difesa



Audizione in Camera dei Deputati. Le osservazioni e proposte di FLP CSE sul DDL Madia recante la c.d. riforma della Pubblica Amministrazione

15 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 61 del 15 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il documento di sintesi che la nostra Confederazione CSE ha inviato al Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera On.le Francesco Paolo Sisto al termine dell’audizione delle Parti sociali sull’Atto Camera 3098 (DDL delega per la riforma della PA) che si è tenuta nella […]


Riordino Arsenali MM. Avviati i tavoli locali. Le questioni che precedono e accompagnano i confronti con le RSU e le OO.SS. Territoriali

12 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 – Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della […]


Il breve saluto alle OO.SS. del nuovo Capo di SME. A breve, nuovo incontro per il confronto di merito sulle problematiche Enti e personale F.A.

9 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 59 del 9 giugno 2015 – L’incontro di oggi pomeriggio a palazzo Esercito tra il gen. C.A. Danilo Errico, che dal 26 febbraio u.s. ha assunto l’incarico di nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha avuto una connotazione  essenzialmente formale, di presentazione, accompagnato però dall’impegno dell’Alto Ufficiale, a seguito della richiesta unitaria di […]


Circolare INPS con i nuovi livelli reddituali dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016 ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare

8 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 58 dell’ 8 giugno 2015 – Riportiamo il Notiziario FLP n. 26 del 3 giugno 2015 redatto dal  “Dipartimento Studi e Legislazione” della nostra Federazione che dà notizia delle nuove tabelle dell’assegno per il nucleo familiare (ANF),  recentemente aggiornate dall’INPS e decorrenti dal 1 luglio p.v. “La FLP informa che l’INPS, con la […]


Direttiva SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) sulla formazione del personale civile in servizio presso Enti della FA per l’anno 2015

5 Giu 2015 - Flp Difesa

News del 5 giugno 2015, h. 16.00 – Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 56 del 1 giugno u.s. relativo al Catalogo SEGREDIFESA dei corsi di formazione 2015, pubblichiamo la “Direttiva Tecnica di settore formazione del personale civile anno 2015 e linee guida per la programmazione finanziaria E.F. 2016”, pervenuta in data odierna dall’Ufficio Personale […]


Audizione di FLP/CSE in 1^ Commissione della Camera sulla c.d. riforma Madia. Molta attesa per l’udienza della Corte Costituzionale sul ricorso FLP

3 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 57 del 3 giugno 2015 – Riportiamo di seguito il Comunicato stampa FLP/CSE diffuso in data odierna con il quale vengono anticipate le nostre posizioni estremamente critiche sul DDL Renzi-Madia di riforma della P.A. ” Si terrà stasera  presso la Camera dei Deputati  – 1^ Commissione Affari Costituzionali, l’audizione della nostra Organizzazione sindacale  nell’ambito […]


Catalogo Generale Segredifesa dei corsi di formazione 2015. Le segnalazioni degli Enti area T-A improrogabilmente entro il 5 giugno p.v.

1 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 56 del 1 giugno 2015 – Portiamo all’attenzione dei colleghi che “nelle more del perfezionamento del DM 17.04.2015 che prevede la costituzione dell’ “Ufficio Formazione Specialistica e Didattica” (testo su questa stessa pagina), SEGREDIFESA (SGD) ha pubblicato sul proprio sito web l’edizione 2015 del “Catalogo generale dei corsi di formazione”, che vede la luce quest’anno con […]


Registrato il decreto sul FUA 2014. Forse a luglio, il pagamento del FUS 2014, dei saldi FUA 2012 e 2013 e della seconda tranche di turni, reperibilità e PPL 2015

29 Mag 2015 - Flp Difesa

Registrato il decreto sul FUA 2014. Forse a luglio, il pagamento del FUS 2014, dei saldi FUA 2012 e 2013 e della seconda tranche di  turni, reperibilità e PPL 2015

Notiziario n. 55 del 29 maggio 2015 – Informiamo i colleghi che, dopo il via libera da parte del Ministro dell’Economia e Finanze (MEF),  la Corte dei Conti ha registrato il decreto di variazione del bilancio relativo alle somme FUA e FUS 2012, 2013 e 2014.  Rispetto agli anni precedenti, registriamo una notevole accelerazione nei […]


Incontro con il Sottosegretario alla Difesa, D. Rossi. Sul Libro Bianco, il giudizio fortemente negativo delle OO.SS. nazionali sul metodo e sul merito

22 Mag 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 53 del 22 maggio 2015 – A parte qualche accenno isolato, apparso a tutti davvero molto stonato sulla presunta “opportunità” offerta dalla riforma in arrivo, mai come questa volta, di fronte al Sottosegretario on. Domenico Rossi,  le OO.SS. della Difesa hanno mostrato la schiena dritta,  parlato lo stesso linguaggio ed espresso i medesimi […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: