Venerdì prossimo, 1° maggio, è anche la festa di tutte le lavoratrici ed i lavoratori civili della Difesa.
Detta ricorrenza cade quest’anno in un momento non facile nella vita della nostra Amministrazione, impegnata da anni in un processo di ristrutturazione lungo complesso faticoso e senza fine, e che oggi è alla vigilia di una nuova e corposa riorganizzazione, quella disegnata dal Libro Bianco, che necessariamente sarà foriera di ulteriori e più pesanti problemi per i lavoratori, che si aggiungeranno ai tanti ereditati dal passato e non risolti per la miopia della nostra classe dirigente. E questo preoccupa enormemente le colleghe e i colleghi, che giustamente si pongono tanti interrogativi sulle prospettive future del lavoro civile in Difesa.
Una ricorrenza che purtroppo anche quest’anno vede i Sindacati nazionali della Difesa su tavoli separati nelle relazioni e nel confronto con l’Amministrazione, per volontà di alcune Organizzazioni che non abbiamo mai né compreso nelle motivazioni né condiviso nelle finalità. Una modalità, questa, del tutto anacronistica a oltre venti anni dalla caduta del muro di Berlino, che nasce ovviamente dalla loro difficolta di confrontarsi con le altre Parti sindacali nel rapporto con l’A.D., ma che sicuramente porta acqua al mulino della nostra controparte e certo non dà forza alle ragioni dei lavoratori civili e del Sindacato.
Il nostro auspicio è che la ricorrenza di domani possa costituire per tutti noi una occasione di profonda riflessione, per ritrovare tutti insieme, Lavoratori e Sindacato, le ragioni di una comune battaglia a difesa della nostra categoria, per dare soluzione ai tanti problemi che ci sono e per difendere fino in fondo il ruolo insostituibile dei lavoratori civili della Difesa.
Buon 1° maggio a tutte le colleghe e a tutti i colleghi!
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 43 del 24 aprile 2015 –
Atleti e striscione Associazione sportiva CONFODI Nord
Nella mattinata di ieri, si è svolta a palazzo Esercito, a tavoli separati, la sessione informativa mensile con SME RPGF (Reparto Programmazione Generale delle Forze) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) nella quale si è discusso dei provvedimenti di riordino di cui alla scheda che pubblichiamo su questa stessa pagina e, in particolare, fatto un punto di situazione sulla riorganizzazione dei POLI. Proviamo a darne una sintesi.
AREA LOGISTICA
Nel quadro della razionalizzazione del settore Commissariato, illustrata nella precedente riunione del 19 marzo u.s. (vds. Notiziario n. 31 di pari data) che prevede tre CERICO e una sola SERICO, sono in agenda:
la riconfigurazione di SERICO PALERMO in CERICO, che assorbirà parte delle competenze del sopprimendo CERICO di NAPOLI (dotazione organica n. 42 (+ 7), con + 2 posizioni di Capo Sezione);
la riorganizzazione del CERICO di VERONA (dotazione organica n. 84 (=); costituzione n. 2 nuove Sezioni (Gestione Materiali e Contratti) con a capo Funzionari Civili, analogamente a CERICO ROMA;
la riorganizzazione in chiave riduttiva del CERICO di ROMA (dotazione organica n. 42 (-44);
la riorganizzazione della SERICO di CAGLIARI (dotazione organica n. 42 (-2) ,
Le dotazioni di tutti e cinque gli Enti risultano capienti rispetto agli effettivi (+ 10% circa). A tal riguardo la nostra O.S. ha segnalato l’opportunità di una verifica della capienza dei nuovi organici di CERICO ROMA e VERONA in funzione dei prevedibili reimpieghi futuri. La F.A. ha assicurato la verifica, segnalando comunque che su Roma esistono allo stato, complessivamente, tantissime posizioni vacanti.
AREA OPERATIVA
Previste: la riorganizzazione del Comando Artiglieria C/A di SABAUDIA, che assorbirà il sopprimendo Rep. Comando, e una rimodulazione delle pp.oo. del Reparto alla Sede – Caserma Manara di SOLBIATE O.
AREA FORMAZIONE
Nel corso del 2014, l’80° RAV Roma”, impegnato come Centro di Eccellenza Nazionale per la Security Force Assistance che cura la formazione/addestramento di militari di FF.AA. straniere, ha dato ampia prova della sua utilità, che ha indotto la F.A. a un ripensamento in ordine al previsto ridimensionamento (riorganizzazione in battaglione) e alla rilocazione in VITERBO. Conseguentemente, è stata anche bloccata la rilocazione del 33° Reggimento RISTA EW da TREVISO a CASSINO, prevista per il 2016.
AREA INFRASTRUTTURE
RPGF ha informato le OO.SS. che, allo scopo di allinearne l’articolazione a quella degli altri Rep. Infra., verrà costituita una “Squadra Lavori” anche all’interno dell’ 8° Rep.di ROMA per i pronti interventi.
PUNTO DI SITUAZIONE SUI REIMPIEGHI IN ITINERE
SME-DIPE ha illustrato lo stato di avanzamento dei reimpieghi in itinere:
Sede di FIRENZE: l’ipotesi di piano di reimpiego legata al provvedimento di riordino di IGM convenuto con OO.SS. Terr/RSU è stato inoltrato a SMD per il seguito di competenza e l’invio al Gabinetto;
Sede di ROMA: è stato interessato SMD per il reperimento di ulteriori collocabilità interforze per il reimpiegando personale del PARCO TLC e dell’ 8° CERIMAN Per quanto riguarda la soppressione di questultimo Ente, il DIPE ha recepito le nuove richieste della RSU e, su nostra richiesta, ha assicurato la convocazione di un nuovo tavolo locale dopo la risposta di SMD sulle nuove eventuali collocabilità.
Sede di NAPOLI: abbiamo concordato la procedura semplificata per la ridislocazione del 10° Reparto Infastrutture dal comprensorio della Canzanella alla caserma Minucci, con l’impegno da parte della Forza Armata di valutare con la massima attenzione e disponibilità eventuali istanze di trasferimento verso altri Enti della sede dovuti a situazioni particolari (una diecina circa, emersi dall‘incontro in loco). E’ esattamente quello che aveva richiesto FLP DIFESA (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 31/2015).
Per quanto attiene la costituzione del COMFODIS (Comando Forze di Difesa SUD), va innanzitutto ricordato che, al pari di quanto previsto per la sede di PADOVA, il percorso per la costituzione del nuovo Ente verrà articolato in due fasi: la prima, soppressione di CEDOC e costituzione dell’Uf. Documentale di CME; la seconda, riconfigurazione di CME in CONFODIS e assorbimento del personale del sopprimendo COM LOG SUD. A tal riguardo, abbiamo concordato con DIPE: per la prima fase, la procedura di reimpiego semplificata (anche qui, c’è disponibilità della F.A. ad accogliere eventuali istanze di trasferimento in Enti diversi) e, per la seconda, quella ordinaria che interesserà tutto il personale civile che al momento risulterà impiegato in CME Campania e COM LOG SUD, in analogia a quanto previsto per PADOVA. Procedura ordinaria anche per il personale civile del sopprimendo CERICO di NAPOLI. A conclusione, FLD DIFESA ha rappresentato la complessità e le possibili criticità legate ai reimpieghi connessi ai diversi riordini nella sede di Napoli, e ha sottolineato la necessità di procedere in modo unitario e avendo a riferimento il quadro d’insieme dei provvedimenti interessanti la sede napoletana.
Sede di TORINO: dopo la soppressione del CEDOC e la sua riconfigurazione in Documentale del Cdo Regione Militare Nord prevista per il 30 p.v. (si veda il Notiziario n. 128/2014), abbiamo concordato con DIPE la procedura semplificata per il reimpiego del riconfigurando NIF in Centro Gestione Archivi.
RIORGANIZZAZIONE DEI POLI DELL’ ESERCITO
Su nostra espressa richiesta, SME-RPGF ha fatto il punto di situazione sull’importantissimo riordino degli Stabilimenti industriali della F.A. (POLMANTNORD Piacenza, POLMASNTSUD Nola, PMAL Terni e POLMANTEO Roma) previsto dall’art. 2188-bis, let. b), del COM, introdotto dall’art. 5 del D.Lgs. n. 7/2014. I decreti ministeriali di struttura (quattro, uno per ogni Polo, come avvenuto in passato con i vecchi decreti interministeriali) sono stati registrati alla Corte dei Conti in data 24 marzo u.s., e nelle more della possibile (ma non certa, come per tutti i DD.MM.) pubblicazione in G.U., SME ha già predisposto e inviato ai quattro Enti la circolare ordinativa che indica il percorso di definizione della configurazione ordinativa a valle degli Uffici, fino al quale livello dispone, come noto, il D.M.. Detta circolare reca la struttura complessiva dell’Ente per come allo stato individuata dal Capo di SME, che, rispetto all’attuale -come fortemente richiesto da FLP DIFESA – presenta una configurazione con elementi significati di civilizzazione (sono previste posizioni apicali per tutti i funzionari civili), anche se non va dimenticato che non ci sono ancora arrivate risposte da RPGF per la “civilizzazione” delle altre posizioni oggi attribuite a militari. La circolare reca anche l’indicazione ai Direttori di avviare le procedure informative, e dunque di avviare i confronti locali con OO.SS./RSU per l’esame e la messa a punto di eventuali proposte modificative/varianti aggiuntive, auspicabilmente concordate con la Direzione dell’Ente per darne più forza, che dovranno esaurirsi in tempi che consentano il varo della nuova articolazione interna al 30 giugno p.v., data nella quale i POLI subentreranno ai COM LOG NORD e SUD nella gestione degli Organi esecutivi (CERIMANT, SERIMANT, etc.). Abbiamo anche chiesto che la nuova configurazione abbia connotazione sperimentale di 1 anno, per procedere ad eventuali ulteriori modifiche.
Come risulta evidente, la riorganizzazione dei POLI è premessa indispensabile per la soppressione dei COM LOG d’area (NORD PADOVA e SUD NAPOLI). A tal proposito, informiamo i colleghi che è stato registrato alla Corte dei Conti anche il Decreto Ministeriale che reca le date di decorrenza di alcuni provvedimenti di riordino, tra i quali anche quelle dei sopprimendi COM LOG, che a questo punto è oramai certo avverrà il 30 giugno, atteso che a quella data gli Organi Esecutivi transiteranno ai riordinati POLI. SME RPGF sta già predisponendo la relativa circolare ordinativa, che potrebbe vedere la luce entro qualche settimana. A seguire, una volta formalizzata la data di soppressione, verranno avviate le procedure di reimpiego che, per come da noi richiesto, SME DIPE ha confermato in riunione che sarà quella ordinaria e interesserà tutti i dipendenti degli Enti che confluiranno nei COMFODI, attesa la particolarità del riordino in argomento nel quale l’Ente accorpante dovrà essere ridislocato nella sede dell’Ente soppresso (a Padova, caserma Salomone; a NAPOLI, palazzo Salerno, quasi certamente). Se ne parlerà nella prossima riunione, prevista per il 21 maggio p.v..
La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa
A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale prevedeva la “presentazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa e indicazioni programmatiche per l’attuazione delle misure di riforma delle Forze Armate”.
Un evento, quello del Libro Bianco, che ha occupato le cronache della Difesa nel corso degli ultimi due anni, e per questo davvero molto atteso. L’idea originaria era stata dell’ex Ministro Mauro che, dopo l’entrata in vigore della Legge L. .244/2012 e alla luce del nuovo quadro geo politico internazionale, chiedeva una profonda riflessione sul “modello Difesa” ai fini di una sua possibile riforma. Un’idea fatta propria dall’attuale Ministra, che ne ha fatto di sicuro il punto programmatico più esibito del proprio Dicastero. Da qui, l’individuazione del “gruppo di esperti”, la prima informativa al CSD del 15.06.2014, e infine la pubblicazione delle “Linee guida”, 90 tesi per i diversi argomenti, redatte dal “gruppo di esperti”. L’ obiettivo dichiarato delle “Tesi” era quello di fissare la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni, attraverso “una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, e di individuare per questo “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” e “”il più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”, razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. A tal riguardo, un ruolo fondamentale era assegnato al personale civile e militare e, “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. Queste le premesse, forse un po’ troppo trionfalistiche e anche strumentali.
Oggi, a distanza di quasi un anno, il Libro Bianco ha visto finalmente la luce con la presentazione al Presidente del la Repubblica nella riunione di ieri del CSD. FLP DIFESA è venuta in possesso del corposo testo (67 pagine, 8MB), e lo rende immediatamente disponibile attraverso il proprio sito pubblicandolo su questa pagina. Lo leggeremo con grande attenzione, soprattutto per quanto attiene la parte relativa al lavoro civile, per il momento ci limitiamo a esprimere alcune primissime sensazioni, anche attingendo allo stesso “comunicato” del Quirinale (anch’esso qui pubblicato).
All’orizzonte del nostro Ministero, si delinea dunque “una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l’attuale modelloprofessionale”. Se questo è l’obiettivo della riforma, occorrerà realizzarlo “attraverso una complessa opera di riorganizzazione” (un’altra ancora? e di quella attualmente in fase iniziale di attuazione ex DD. LLgs. 7 e 8/2014 che ne facciamo?), “unitamente alle conseguenti misure di revisione dellavigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore dellaDifesa sulla base delle direttive del Ministro”. A nostro giudizio, assegnare questo ruolo a commissioni tecniche guidate dal Capo di SMD, prevedibilmente formate da Generali e Ammiragli, potrebbe significare per la politica abdicare al proprio ruolo e consegnarsi ai Vertici militari. Colpisce anche nel comunicato del Quirinale l’auspicio formulato dal CSD a che “nell’ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze”. Ma come, non doveva proprio il Libro Bianco a dire qualcosa di preciso al riguardo? E siamo ancora a livello di auspici? Mah!
In conclusione, la primissima impressione è che il “Libro Bianco” sia tale proprio perché vuoto di indicazioni, e che di fatto si sia deciso di non decidere. Ne riparleremo diffusamente e a breve!
In merito al presente Notiziario, nella tarda mattinata di oggi abbiamo ricevuto dal Gabinetto del Ministro una mail recante la seguente testuale precisazione:
“Buongiorno, si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa. Quanto sopra per il seguito di competenza. Cordiali saluti”.
Nel prenderne atto, ne diamo doverosamente conto ai nostri lettori e colleghi. Abbiamo comunque bene a mente il comunicato del Quirinale che recita testualmente “Il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti”. Attenderemo il testo ufficiale definitivo, che il Gabinetto sicuramente ci trasmetterà prontamente, e vedremo quali e quante differenze emergeranno rispetto a quello da noi pubblicato reperito via internet.
Giancarlo Pittelli
Notiziario n. 41 del 21 aprile 2015 –
Sommergibile ai lavori in bacino nell’Arsenale di Messina
Siamo venuti a conoscenza del testo, sottoscritto dalla Ministra Roberta Pinotti e dal nuovo Direttore Generale Gian Carlo Anselmino in data 18.12.2014, della nuova “Convenzione” tra Ministero della Difesa (MD) e Agenzia Industrie Difesa (AID) relativa al triennio 2015-2017 (l’ultima, quella relativa agli esercizi 2012-2014, l’abbiamo pubblicata in allegato al Notiziario n. 142 del 2.11.2011).
La convenzione, come noto, “definisce gli obiettivi AID e disciplina i rapporti tra MD e AID” per il triennio in corso, e dunque costituisce punto di riferimento obbligato per le attività facenti capo ad AID. Pur tuttavia, nel sito istituzionale dell’Agenzia non ve ne è ancora traccia…… quando si dice la trasparenza! Consultando il sito, si vede che in materia di “consulenti e collaboratori” l’ultimo aggiornamento è di settembre 2014; che su “retribuzioni e incarichi dei Dirigenti” si è fermi al 31.12.2014; che non appare ancora il nuovo Direttore di Arsenale Militare di Messina subentrato il 18 gen. u.s., … Il problema andrà posto: in epoca di internet, gli aggiornamenti dovrebbe avvenire con più frequenza e le notizie fornite!
La “Convenzione 2015-2017”, formata da 15 articoli, è pubblicata su questa stessa pagina. L’art. 2 riguarda gli “obiettivi”, questa volta distinti in “principali” (comma 2.1) e “ulteriori” (comma 2.2). Tra i primi, particolarmente importanti appaiono: la previsione di un “piano di rilancio della competitività”; l’innovativo “obiettivo di promuovere l’occupazione giovanile, agevolando il turn-over dell’organico con l’inserimento di nuove risorse umane”; l’impegno a “incrementare il grado di soddisfazione del cliente interno (captive)” e, infine, l’adozione di “modelli organizzativi e gestionali … attraverso specifiche unità di coordinamento afferenti determinate aree strategiche (Business Unit – BU)”. Tra gli “obiettivi ulteriori”, il dichiarato “particolare impulso” che “dovrà essere impresso alle attività di Ricerca e di Sviluppo tecnologico in settori innovativi e di specifico interesse per lo strumento militare” e l’idea “di potenziare le capacità produttive e tecnologiche dello Stabilimento Chim. Far. di Firenze”, che in futuro potrebbe “immettere in commercio medicinali d’interesse pubblico” (esempio, trattamenti salvavita). L’art. 4 riguarda il “personale civile” di cui si avvale AID, tra il quale questa volta è pienamente ricompreso anche quello di Gaeta (co 1, let c), e stabilisce le regole di gestione del rapporto di lavoro, che fa riferimento al CCNL del comparto Ministeri come per il personale del MD. L’art. 6 regola il “ricorso a manodopera interinaleper lavorazioni non eseguibili con le professionalità a disposizione delle UU.PP”. L’art. 7 regola i rapporti tra AD e AID, al cui centro c’è la “valorizzazione dei sistemi d’arma e dei beni in dismissione delle FF.AA.”, con i relativi “criteri operativi” che li governeranno, primo fra tutti quello che fa di AID “lo strumento operativo di cui la Difesa si avvale per assicurare supporto alle FF.AA.”. Per la formazione del proprio personale, AID si avvarrà di “strutture/organizzazioni del MD” mediante “accordi di programma”. L’art. 11 fissa i termini temporali di trasmissione al Ministro dei bilanci (consuntivi, previsionali e di revisione) ed , entro ottobre, del “piano di attività dell’esercizio successivo”. Infine, l’art. 13 affida ad OIV il controllo strategico e il monitoraggio delle performance (organ. e indiv.).
Questi, in estrema sintesi, i principali contenuti della “convenzione”, che pubblichiamo sul nostro sito.
Cogliamo infine l’occasione per informare che, in relazione all’impegno assunto dal D.G. Anselmino su nostra richiesta, è iniziato da Messina il giro che porterà il nuovo Responsabile Risorse Umane di AID, dr. PG Palmegiani, in tutte le UU.PP., per un primo contatto e confronto con le OO.SS. Terr. e le RSU. Ricordiamo che l’impegno assunto dal D.G. è riferibile a tavoli tecnici di confronto specifici in ogni U.P..
Nell’incontro di Messina, solamente interlocutorio, il dr. Palmegiani ha comunque parlato dei nuovi organici dell’Agenzia e ha riferito che AID ha in corso un bando da 2 mln. € per due anni per il lavoro interinale.
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 21 di data odierna che dà notizia del pronunciamento del TAR Lazio che ha annullato la circolare n. 2/2014 emanata dalla F.P. che aveva imposto ai lavoratori pubblici di utilizzare permessi personali per assenze dal lavoro per visite mediche, esami e accertamenti.
” Il TAR del Lazio, pronunciandosi su un ricorso della CGIL FLC, con sentenza n. 5714 pubblicata in data 17 aprile 2015 ha annullato la famigerata circolare n. 2/2014 del Dipartimento dalla Funzione Pubblica che interpretando le norme sopravvenute (art. 4 comma 16 bis del DL101/2013) aveva imposto ai lavoratori di utilizzare le ore di permesso personale in caso di assenza per visite specialistiche.
In particolare il giudice amministrativo, pur riconoscendo la differenza tra gli istituti dell’assenza e del permesso come introdotti dalla nuova normativa, ha affermato che la nuova disposizione non può intervenire sic et simpliciter nell’ambito della normativa contrattuale vigente, rilevando la differenza delle finalità che la norma contrattuale attribuisce ai permessi per motivi personali (limitati a pochi giorni) rispetto alle assenze per malattia nelle quali rientrano le visite specialistiche, le terapie e gli accertamenti diagnostici.
La circolare della Funzione Pubblica ha di fatto posto un limite al diritto dei lavoratori a tutelare la propria salute ed “è illegittima” in quanto la materia “trova il suo naturale elemento di attuazione nella disciplina contrattuale da rivisitare e non in atti generali che impongono modifiche unilaterali in riferimento a CCNL già sottoscritti”.
Le amministrazioni, quindi, in applicazione della sentenza non potranno chiedere di utilizzare permessi personali, permessi brevi o banca delle ore per coprire le “assenze” per visite mediche specialistiche.
La decisione del TAR conferma quanto da noi più volte denunciato in questi mesi. Grazie alla nostra iniziativa infatti il Ministro Madia, subentrata nel frattempo all’On.le D’Alia che aveva firmato la contestata circolare, aveva emanato circa un anno fa sulla materia uno specifico atto di indirizzo all’Aran per la definizione pattizia della questione. Trattativa iniziata e poi incredibilmente arenatasi all’Aran.
Ora però è di tutta evidenza che è interesse di tutti che il negoziato riprenda e si concluda in tempi brevi.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Come già detto nella “NEWS” pubblicata in mattinata sul nostro sito e già inviata a tutti i nostri iscritti per email, è di tutta evidenza che il pronunciamento del Giudice Amministrativo afferma indirettamente che le Amministrazioni non possono emanare circolari per cambiare unilateralmente quanto stabilisce e regola il contratto di lavoro. Questa affermazione appare di notevole portata, anche con riferimento ad alcuni accadimenti interni alla Amministrazione della Difesa, per esempio con riferimento ad altra tipologia di permesso. Vedremo di approfondire quanto prima la questione.
Dopo averlo già fatto nella NEWS che abbiamo pubblicato stamattina, ripubblichiamo su questa pagina sia la sentenza del TAR (allegato 1) che la circolare FP in argomento (allegato 2).
Con l’occasione, ripubblichiamo anche la nota FP prot. n. 24210 del 16.04.2014 (allegato 3) con la quale la Funzione Pubblica ha fornito chiarimenti al Comune di Brescia sulla propria circolare n. 2/2015 e più precisamente sull’ impatto dell’art.1, comma 113, della legge di stabilità 2015.
Presso la sala Piccio di palazzo Aeronautica, si è svolta nella mattinata di ieri una riunione tecnica – presieduta dal nuovo Capo del 1° Reparto, gen. Maurizio Agrusti -che peraltro ha riaperto, anche per questa F.A. ultimamente immune, la stagione dei tavoli separati così tanto amati da CGIL-CISL-UIL che evidentemente soffrono molto il confronto con le altre sigle dinnanzi alla controparte. Contenti loro…
Questi i temi affrontati:
Progetti di riordino già conclusi: allo stato, risultano già attuati i seguenti provvedimenti, nella tipologia e data a fianco di ciascuno indicata:
– 21° Gruppo Radar Poggio Ballone (GR): riorganizzazione in Sq. Radar remota – 12.11.2014
– Centro Naz. S.R. Montecavo (RM): soppressione – 23.12.2014
– 15° Stormo Cervia.: transito di alcune articolazioni verso 1^ Brigata Op. Sp. – 14.10.2014
– Infermeria Principale Roma: soppressione e confluenza in Istituto Medicina Spaziale – 1.12.2014
– COM LOG AM Roma: riconfigurazione Sz. personale Civile – 19.03.2015
– UCOPREVA: riorganizzazione e ridenominazione in UCOPRATA e transito ad esso funzioni soppresse di SIPP, CSA, COM LOG E COMAER – 12.01.2015.
4° RTM Borgo Piave (LT):ridenominazione in 4^ Brigata TLC e Sist. Dif. Aer. e Ass. Volo – 15.12.2014;
Cdo Aeroporto/Gruppo Volo a vela Guidonia (RM) : ridenominazione in 60° Stormo – 15.02.2015
Progetti di riordino in itinere: riportiamo di seguito i provvedimenti di riordino in corso di attuazione, indicando per ciascuno tipologia, procedura e data di reimpiego prevista, e punto di situazione:
Gruppo Rifornimenti di Torricola (RM): rilocazione su Borgo Piave; procedura ordinaria, in fase di elaborazione l’ipotesi di piano di reimpiego;
2° Deposito Gallarate: soppressione e transito delle funzioni a Cameri (NO), con procedura ordinaria; già espletata fase di concertazione in loco e definita l’ipotesi di reimpiego con accoglimento di tutte le desiderata dei lavoratori tranne 7, il cui reimpiego allo stato sarebbe previsto per Cameri, e per i quali, anche su nostra richiesta, si sta verificando la collocabilità in altre AA.PP. (Giustizia-BB.CC.);
Squadriglia TLC di Ciampino (RM): soppressione e transito delle funzioni su Borgo Piave, con procedura ordinaria; piano di reimpiego già definito e approvato, in attesa di sanzione da PERSOCIV;
50° Stormo Piacenza: soppressione entro il 2015 con rilocazione della componente operativa a Ghedi (BS); allo studio la costituzione di un Distaccamento Aer. in loco e, nel caso, procedura semplificata;
Cdo 1° Reparto Genio AM Milano: rilocazione funzioni sul sedime di Villafranca (VR), piano di reimpiego già definito e approvato, e in attesa di sanzioni da parte di PERSOCIV;
64° Deposito Terr. AM Porto S. Stefano: soppressione anticipata al 31.12.2016, la F.A. sta verificando con SMD la collocabilità dei 10 dipendenti, con sede probabile di reimpiego Grosseto.
La nostra O.S. ha chiesto informazioni precise sul destino del RSSTA di Decimomannu, essendo circolate sui media locali notizie di una possibile soppressione finalizzata a rendere disponibile il sedime, che comunque il gen. Agrusti ha allo stato smentito, atteso anche che lo stesso è occupato al 50% dalla A.M. tedesca che possiede sistemi di proprietà, e non suscettibili pertanto di “sfratto”.
Stato di avanzamento progetto “Modulo Organizzativo Standard”:
Il progetto di che trattasi, in acronimo MOS, da anni allo studio della F.A., è sostanzialmente finalizzato a costruire dei “moduli organizzativi standard” destinati a diventare la struttura base, individuata anche attraverso accorpamenti di EDO e modulata per fasce di Ente (1^ Plus; 1^; 2^ e 3^). Il tutto in funzione dell’assetto futuro delle della F.A., a conclusione del processo di riordino della stessa, nel contesto del più generale riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. fissato dai decreti attuativi della Legge 244/2012 (al 31.12.2024, dotazioni organiche civili fissate a 20.000 unità. Naturalmente, proprio perché progetto di lungo periodo, il MOS dovrà essere connotato da una certa flessibilità e adeguato a tutte le progressive trasformazioni che la F.A. subirà da qui al 2024, con i diversi passaggi intermedi che, a partire dal 1.1.2016 e fino a conclusione del processo nel 2024, vedranno la successiva riduzione triennale degli organici, come previsto dal D. Lgs. n. 8/2014. All’interno di questo periodo intermedio, i MOS costituiranno punto di riferimento per la F.A. e vedranno una gestione flessibile dell’impiego del personale: la F.A. ha assicurato in ogni caso la salvaguardia del personale effettivo eventualmente eccedente la previsione organica, come da noi richiesto a tutela delle attuali posizioni mentre, nel caso di carenze di professionalità, SMA orienterà le proprie scelte d’impiego (per es., relativamente a istanze di mobilità a domanda; a eventuali nuove assegnazioni; etc.) nella direzione finalizzata ad un ripianamento progressivo delle carenze in essere.
Il progetto MOS è stato avviato nel 2011 con la circolare ordinativa datata 15 giugno, ed è stato accompagnata da uno studio sulla razionalizzazione e l’efficientamento del sistema dei rifornimenti- servizio amministrativo;. successivamente, nel 2013, si è entrati in fase di sperimentazione attraverso la costituzione di alcuni elementi di organizzazione individuati dagli AA.CC.; infine, in questo corrente anno 2015, il processo relativo al MOS del servizio amministrativo dovrebbe essere ultimato, prevedendo l’accorpamento di diversi elementi di organizzazione e appunto la rivisitazione ottimizzata delle posizioni organiche. Per quanto attiene la gestione dei Magazzini dell’AM, gli Enti verranno suddivisi in due aree: la prima, che ricomprenderà Enti a valenza operativa (gli Stormi) in cui la gestione dei materiali sarà effettuata dal Servizio Rifornimenti M.A., e la seconda (Enti a valenza logistico-amministrativa) la gestione dei cui materiali sarà effettuata dal Servizio Amministrativo con l’incarico di “consegnatario” espressamente previsto per professionalità civili.
Nel prosieguo del processo, i MOS dovrebbero essere estesi anche agli altri settori della FA (“sicurezza” in primis, e, successivamente “impianti”; “servizio controllo spazio aereo”; “antinfortunistica”; “motorizzazione”; etc. etc.). Questo il progetto e lo stato di attuazione.
Nel suo intervento, la nostra O.S. nel prendere atto delle comunicazioni della F.A., ha espresso una valutazione complessivamente positiva sul contenuto e sulle finalità generali del progetto, inserito in una operazione proiettata verso il futuro della F.A. e finalizzata a ottimizzare le risorse e a ridurre i costi. Ha però al tempo stesso evidenziato come gli effetti reali del processo si renderanno visibili solo nel tempo, e saranno solo quelli a decretare il successo dell’operazione. Sul piano delle relazioni sindacali, nha chiesto che degli sviluppi di questa operazione, che ha indubbiamente una valenza strategica per la FA, sia data puntuale informazione alle OO.SS. nazionali nel corso delle sessioni informative periodiche. Inoltre, ha chiesto che, prima dell’attuazione dei MOS nelle articolazioni organizzative degli Enti, sia data preventiva informazione alle OO.SS. Terr/RSU in ordine alla previsione organica, e con esse avviato un confronto tenuto anche conto che le dotazioni dei MOS dovranno essere compatibilizzate con gli organici regionali e di F.A. di cui al DM 19.11.2014. Il gen. Agrusti ha fornito ampie assicurazioni al riguardo.
Infine, FLP DIFESA ha segnalato che, alla luce di quanto disposto dall’art. 1 del D.Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, nella individuazione della dotazione organica dei MOS e degli incarichi attribuiti al personale, occorrerà non solo “salvaguardare” ma significativamente “implementare” le posizioni civili.
Accesso ad internet in A.M.
FLP DIFESA ha denunciato l’ inaccettabile discriminazione che ci risulta essere stata operata dal COM LOG che, con circolare n. 124075 del 14.11.2014, ha ufficializzato l’accesso ad internet negli Enti di F.A. solo ai siti web di alcune OO.SS. (segnatamente CGIL e CISL) escludendone le altre, e tra queste naturalmente quello della nostra O.S. che peraltro, per il settore Difesa, risulta il più attenzionato. Ha chiesto pertanto che venga rimossa urgentemente questa discriminazione, rendendo così possibile l’accesso internet ai siti i tutte le OO.SS. da parte di tutto il personale. Il gen. Agresti ha assicurato che ci sarà fornita a breve una risposta al riguardo.
Pubblicheremo su questa stessa pagina, non appena pervenute da SMA, le slide illustrative della riunione.
In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare, hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.
Una situazione incredibile, originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.
A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%. Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD, ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2. A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina, che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM. Ad Augusta, infine, la situazione appare ancor più critica, i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.
Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!! E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti, si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie. Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale. Di fronte a questo stato di cose, la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.
L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM. Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014, vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti, SMM ha deciso comunque di andare avanti. Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.
A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.
Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM. Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)
Il Libro Bianco dovrebbe vedere la luce già in aprile e dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire gli obiettivi assegnati.Un ruolo fondamentaleverrebbe assegnato anche al personale civile, ma sinora, nonostante gli impegni, nulla è cambiato nell’impiego, nei compiti e nelle funzioni assegnate ai civili, e la nostra gente se ne è accorta… L’intenzione del Governo è quella di promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, e inoltre, sulla base delle risultanze del Libro Bianco, di procedere ad una nuova opera di riforma e di adeguamento delle FF.AA. Ancora una? La risposta sugli F-35.
La Ministra Roberta Pinotti in Parlamento
Nel “question time” alla Camera, nella seduta del 9 u.s., la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti ha risposto a due interrogazioni a risposta immediata, la prima sugli sviluppi legati alla messa a punto del “Libro Bianco” e la seconda sulla riduzione dei caccia F-35 (su questa stessa pagina pubblichiamo il resoconto e l’audio).
Sulla prima questione, va preliminarmente ricordato come, dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa avvenuta il 15.06.2014 (Notiziario n. 67/2014), sono state pubblicate sul sito del Ministero Difesa le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco (che ripubblichiamo su questa pagina). Trattasi di 90 tesi per i diversi argomenti, redatte da un “gruppo di esperti”, che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro, che fisserà la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni. Le tesi muovono dal contesto attuale, caratterizzato da “una diffusa e frequente instabilità” e segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”. Il Libro Bianco dovrà dunque individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire gli obiettivi assegnati. Occorrerà dunque individuare ”il più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici” , e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. Un ruolo fondamentale è assegnato al personale civile e militare: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”. Importante l’affermazione che segue: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. FLP DIFESA lo chiede da anni alla sen. Pinotti, perché non se ne è fatto ancora nulla?
Nella sua risposta, la Ministra ha confermato che il “Libro Bianco” è prossimo a vedere la luce. Dopo la presentazione al Presidente della Repubblica, che avverrà verosimilmente nel prossimo C.S.D. di aprile, sarà trasmesso al Parlamento che “avrà un ruolo decisivo in quanto i principi di indirizzo contenuti nel Libro Bianco dovranno poi trovare concreta attuazione in provvedimenti legislativi..”. A tal proposito, la Ministra ha detto che “è intenzione del Governo promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, al fine di garantire risorse finanziarie certe per garantire risorse certe e stabili”. La sen. Pinotti ha infine rilevato che gli elementi contenuti nel libro Bianco “costituiranno un punto di partenza per una complessa opera di riforma e adeguamento delle nostre FF.AA…”. Ancora un nuovo giro? Ancora un’altra riforma, magari sulle linee gattopardesche sinora osservate, della serie si fa finta di cambiare per non cambiare nulla? Siamo proprio ansiosi di conoscere gli approdi e le indicazioni di questo taumaturgico Libro Bianco, per il momento ci limitiamo a ribadire quanto già fatto presente nella nostra lettera del 26 marzo u.s. indirizzata alla Ministra (che ripubblichiamo sul sito), nella quale lamentavamo che, a distanza di oltre un anno dalla Sua nomina, sul fronte del lavoro civile non era assolutamente cambiato nulla, ma proprio nulla, risultando non attuati né le previsioni dell’art. 1 D.Lgs. n. 7/2014 né gli impegni programmatici della stessa Ministra. Se ne sono accorti in molti tra i colleghi: il nostro sondaggio line, al quale invitiamo tutti a partecipare, evidenzia allo stato una percentuale altissima – oltre il 70% – di giudizi di “insufficienza” nell’azione del Vertice politico sul fronte del lavoro civile. Sembra di essere tornati ai tempi di La Russa..
Ovviamente, quella nostra lettera non ha ancora avuto risposta e chissà se mai l’avrà! Il confronto politico è oramai ridotto ai minimi termini, rimane solo quello tecnico.A quando il prossimo tavolo tecnico?
Sulla seconda questione oggetto del “question time”, la Ministra è apparsa alquanto evasiva. Ha ricordato l’impegno del Governo di “riesaminare il programma per dimezzare il budget finanziario” e ha detto che si procederà “alla luce delle risultanze del Libro Bianco”.C’è qualcuno che crede ancora ai tagli?
Pubblichiamo su questa pagina (allegato 1) il testo del disegno di legge delega recante la riorganizzazione delle PP. AA. trasmesso alla Presidenza del Senato in data 2 aprile u.s., che reca le modifiche/integrazioni introdotte sul testo del Governo dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato e che ora sarà sottoposto al vaglio dell’assemblea. Pubblichiamo anche (allegato 2) il “dossier” appositamente predisposto dal Servizio Studi del Senato
Come si ricorderà, la c.d. “riforma” della P.A. pensata dal Governo Renzi è stata articolata in due momenti: il primo si è già concluso con l’entrata in vigore del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, pubblicato sulla GU n.144 del 24.06.2014, e già convertito nella legge 11 agosto 2014, n. 114 pubblicata nella G.U.n.190 del 18.08.2014 – Suppl. Ordinario n. 70. Trattasi della legge che ha introdotto la mobilità d’ufficio sui 50 KM, che ha soppresso CEFODIFE, che ha dimezzato permessi e distacchi sindacali, etc., e di cui ripubblichiamo il testo recepito nel “Quaderno FLP DIFESA” a suo tempo predisposto dalla nostra O.S.. A tal proposito, ripubblichiamo anche il Documento critico messo a punto dalla nostra Confederazione CSE e consegnato in sede di audizione parlamentare avvenuta il 9.07.2014.
Il secondo momento è consistito nella presentazione, da parte del Presidente del Consiglio di concerto con i Ministri alla P.A. e dell’Economia e Finanze, di un disegno di legge delega recante “riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche”, che è stato trasmesso da Palazzo Chigi alla Presidenza del Senato il 23.07.2014, e dalla Stessa assegnato alla 1^ Commissione permanente Affari Costituzionali (Atto Senato n. 1577, relatore il sen. Giorgio Pagliari con nomina del 3.09.2014, più recentemente (1.04.2015) divenuto relatore di maggioranza). Parte essenziale del provvedimento, come noto, la c.d. riforma della dirigenza.
Il disegno di legge d’iniziativa del Governo è stato sottoposto all’esame e al parere di diverse Commissioni del Senato, tra le quali anche la IV Commissione Difesa (pg. 4 del testo che pubblichiamo in allegato 1). A conclusione del quale percorso consultivo, su proposta del relatore, la Commissione ha predisposto un nuovo testo ( pg. 34 del testo che pubblichiamo in allegato 1) che reca modifiche e integrazioni rispetto al testo originario adottato dal CdM.
Il disegno di legge delega così licenziato dalla 1^ Commissione Affari Costituzionali del Senato dovrà ora essere sottoposto all’esame e al voto dell’aula del Senato, per poi passare al vaglio della Camera dei Deputati.
Seguiremo attentamente, con successivi Notiziari, gli sviluppi del disegno di legge delega, che interessa da vicino tutti i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni, e dunque anche chi lavora nel Ministero della Difesa, e daremo puntualmente conto anche delle osservazioni al riguardo delle nostre Confederazione e Federazione.
Palazzo Vidoni Caffarelli, a Roma, sede della F.P.
Come ampiamente anticipato nei giorni scorsi dai nostri Notiziari, si è tenuta il 2 aprile u.s. la riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (FP) per l’esame dello schema di DPCM e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza” tra i livelli economici di inquadramento (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nella Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente. Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità, e proprio a partire da quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio.
A conclusione della riunione in FP, la CSE ha diffuso una nota nella quale ha fatto presente che “per noi la materia riveste caratteristiche precipuamente contrattuali per le ricadute sulle condizioni economiche e professionali dei lavoratori interessati ai processi di mobilità “coatta”, e che non accettiamo l’idea di un ruolo delle OO.SS. consultivo e senza un vero potere negozialesu un’operazione che rischia di essere unicamente a perdere per i lavoratori pubblici. Una mobilità che non tiene conto delle professionalità possedute, delle funzioni svolte e di quelle da svolgere, senza formazione e senza un piano organico di riassetto delle funzioni delle amministrazioni centrali e locali non solo non produce economie e risparmi, ma indebolisce la presenza e la qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche nel nostro Paese ”. Il Capo di Gabinetto B. Polverari, che ha presieduto la riunione, ha chiesto alle OO.SS. di formulare le proprie osservazioni entro il 9 aprile p.v. e comunque prima della riunione della Conferenza Stato-Regioni che si dovrebbe tenere il 15 p.v. ai fini della formulazione del parere.
Nel corso della predetta riunione, non si è invece minimamente accennato alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, che notoriamente interessa molto da vicino chi lavora nel MD. Non se ne è parlato forse perché le tabelle di corrispondenza esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato, mentre le prime riguardano lavoratori non contrattualizzati (i militari).
Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche ordinari (e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002, che pubblichiamo su questa stessa pagina) nei ruoli civili, e rende pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella. La proposta venuta dall’AD. (riunione con il Sottosegretario Magri, Notiziario n. 45 del 18 aprile 2013) prevedeva per il il grado apicale dei Sottufficiali (1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente) l’inquadramento in area 3^- prima fascia retributiva- qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del Codice Ordinamento Militare (D. Lgs. n. 66/2010). Dunque, la proposta dell’AD prevedeva la possibilità di inquadramento in area 3^ di SU. non in possesso di laurea, e anche solo in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza neanche indicare l’ambito temporale minimo.
Rispetto a questa proposta dell’Amministrazione, si saldò allora una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei SU. in area 2^ e degli U. in area 3^. Una posizione, questa, che a conclusione della riunione del 22.11.2013, l’allora Sottosegretaria Pinotti fece propria, e pertanto fu inoltrata alla FP una proposta di tabella priva dei due asterischi in calce (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).
Di questa tabella non si è parlato nella riunione in FP con le OO.SS., ma siamo comunque a conoscenza che, nel corso di un precedente tavolo con l’AD, la FP avrebbe dato un via libera di massima alla tabella proposta dal MD (transito secco dei SU. in 2^ e degli U. in 3^ area). Attendiamo ora il DPCM.
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