Si riporta di seguito il Notiziario n. 50 diffuso in data di ieri con il quale la nostra Federazione dà notizia che l’iniziativa avviata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno nei confronti delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego e finalizzata a realizzare la massima unità sindacale in previsione della manifestazione del 28 novembre p.v. a Roma, ha avuto successo. Pertanto, la FLP, insieme ad altre Federazioni di categoria, entra tra i soggetti promotori della predetta manifestazione, inizialmente indetta anche da GILDA (O.S. rappresentativa nel comparto scuola), che insieme a FLP e NURSIND (comparto Sanità) hanno dato vita alla nuova Confederazione CGS, che scenderà in campo subito dopo la definizione di nuovi comparti di contrattazione e l’accertamento delle rappresentatività.
” Nei giorni scorsi con la lettera inviata dal Segretario generale FLP Marco Carlomagno ai Segretari generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel pubblico impiego avevamo sollecitato la massima unità del fronte sindacale nelle mobilitazioni da mettere in campo prima dell’approvazione della legge di stabilità per contrastare le inaccettabili politiche del Governo in materia di lavoro pubblico e di rinnovo dei contratti,
Un’iniziativa, la nostra, fortemente voluta dalla base dei lavoratori, dai delegati, dalle RSU, che sempre più richiedono l’adozione di risposte adeguate e non frammentate agli attacchi subiti, e a cui abbiamo risposto e aderito con convinzione.
Consapevoli che in questa fase più che alimentare i motivi di divisione, vanno ricercati, con convinzione e coerenza, quelli possibili di unità.
In tale direzione come FLP (in rappresentanza delle Amministrazioni delle Funzioni centrali), insieme alla FGU GILDA (in rappresentanza dei lavoratori della Scuola e degli Istituti di alta formazione) e alla NURSIND (in rappresentanza dei lavoratori della Sanità) siamo tra i promotori, unitamente alle Federazioni di categoria di CGIL, CISL, UIL e CONFSAL, della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 28 novembre 2015 con concentramento a Piazza della Repubblica alle ore 12 e corteo fino a Piazza Venezia, dove è previsto il comizio finale.
Vi alleghiamo il manifesto dell’evento e a breve forniremo ulteriori dettagli organizzativi per la massima partecipazione all’iniziativa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori della Difesa a partecipare a quella che si annuncia come la più imponente e unitaria manifestazione degli ultimi 10 anni, per testimoniare la nostra rabbia e per gridare il nostro diritto a un dignitoso rinnovo contrattuale.
Alla manifestazione del 28, parteciperemo ovviamente anche come settore Difesa e dunque con lo striscione di FLP DIFESA, di cui forniremo a seguire i dettagli organizzativi.
In data 10 u.s., è stato emanato il Decreto del Segretario Generale, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1, che aggiorna il precedente decreto del 18/09/2015 di nomina del nuovo Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavoro e contro le discriminazioni del personale civile, dirigenziale e non, del Ministero della Difesa (in sigla, CUG) in sostituzione del precedente Comitato che aveva concluso il proprio mandato (pubblicato su questa pagina come allegato 2). Mercoledì 2 dic. p.v. riprenderanno i lavori del CUG (la convocazione è pubblicata su questa pagina come allegato 3), a partire dalle attività già avviate dal precedente Comitato.
A tal proposito, riportiamo la nota che ci ha inviato la nostra Maria Pia Bisogni, confermata membro effettivo FLP in seno al nuovo CUG, che opera una ricognizione sul lavoro già fatto, le partite ancora aperte e il lavoro da fare.
” 1.Il Codice del/la Consigliere/a di Fiducia : uno specifico Gruppo di Lavoro del Comitato aveva elaborato un testo utile ad una più compiuta ed adeguata disciplina del ruolo e del modus operandi del Consigliere di Fiducia, e degli Sportelli di Ascolto, da recepire nel Regolamento Interno del CUG. Nel corso della ultima riunione del 15 giugno u.s., alla presenza della prof.ssa Calafà della facoltà di Giurisprudenza di Verona, si era ragionato sulla figura della Consigliera Nazionale di Fiducia, e sull’elaborato in questione, che è stato oggetto di alcune osservazioni significative: è stata da questa rappresentata la necessità che la disciplina di dettaglio venisse realizzata al di fuori del Regolamento interno del CUG, e inoltre che dovesse assumere la connotazione di uno specifico Codice del/la Consigliere/a di Fiducia, da adottarsi da parte della A.D., che in tale modo l’avrebbe legittimata in modo più efficace ed inequivocabile. Si era pertanto deciso di dare mandato al Gruppo di Lavoro di procedere in tal senso.
Nel corso della stessa riunione, si era inoltre convenuto che il CUG dovesse esprimersi in merito al “Libro bianco sulla sicurezza nazionale e sulla Difesa” c on un proprio documento di valutazione, nel quale si riversassero le valutazioni dei singoli membri. A tal proposito il membro FLP ha fatto acquisire a verbale, come contributo della nostra OS ai fini del redigendo documento finale, il Notiziario FLP DIFESA n. 48 del 11 mag., al quale si fa rinvio per i rilievi e le osservazioni di merito sul Libro Bianco.
Rimangono comunque in campo altre questioni, frutto delle attività non completate del vecchio CUG:
– il Codice di Condotta per il contrasto al Mobbing, approvato dal Comitato Unico da tempo immemore, vaga sperduto in chissà quale meandro dei vertici della AD senza trovare definitiva consacrazione, per il quale sarebbe veramente opportuno comprendere perché non trovi ufficializzazione;
– non abbiamo notizie degli sviluppi di un bellissimo elaborato, già approvato dal CUG, in materia di Telelavoro, che potrebbe costituire una notevole opportunità per molti colleghe/i e dunque una “azione positiva” assolutamente innovativa, a nostro parere possibile e praticabile almeno in alcuni settori MD;
– si è fermato il “Questionario in materia di Pari Opportunità, Mobbing, Benessere Organizzativo” , che ha comportato un notevole impegno da parte del relativo Gruppo di Lavoro, e che pur essendo stato da tempo approvato dal CUG, si è arenato perché in concomitanza stava girando quello prodotto dall’OIV, benchè questo avesse ben altre motivazioni e obbiettivi (la valutazione di AD da parte OIV);
– si è anche fermata l’analisi dei dati statistici relativi al personale del Ministero della Difesa, ormai obsoleti, e rispetto ai quali si potrebbe ora richiedere un tempestivo aggiornamento;
– resta infine ancora da vedere come si potrà realizzare l’obbiettivo di dare vita a Sportelli di ascolto periferici, che presumibilmente saranno subordinati alle attività della Consigliera.
Da parte nostra, la volontà di contribuire fattivamente alla realizzazione degli obiettivi, in particolare quelli propri del Comitato, primariamente connessi alla lotta alle discriminazioni “.
Vi terremo come sempre puntualmente aggiornati sui lavori del nuovo Comitato.
Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data 12 novembre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dei contenuti e delle risultanze della riunione avvenuta il giorno prima in ARAN, nella quale l’Agenzia ha presentato la propria proposta per il ridefinizione dei comparti di contrattazione (max quattro, ex D.Lgs. 150/2009) considerata irricevibile dalla nostra Federazione.
Di fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al tentativo di cancellare la contrattazione nel pubblico impiego, il Segretario generale FLP, Marco Carlomagno, ha scritto alle altre sigle e lanciato un’ appello per una grande mobilitazione immediata e unitaria fino allo sciopero generale, e ha confermato l’intendimento della nostra O.S. di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
Questo il comunicato della nostra Federazione datato 12 novembre:
” Nella giornata di ieri, presso la sede Aran, si è svolta la prevista riunione fra la stessa Agenzia e le Confederazioni maggiormente rappresentative del Pubblico Impiego con all’ordine del giorno la problematica legata alla definizione dei comparti di contrattazione secondo le indicazioni previste dal dlgs 150/2009, la c.d. riforma Brunetta.
L’incontro trae le mosse da una precedente riunione nella quale l’Aran, dopo aver ricevuto dal Ministro Madia una scarna e generica direttiva, di fatto invitava le parti a comunicare i propri intendimenti al riguardo, ricevendo di contro una forte e coesa presa di posizione rispetto alla necessità primaria e ineludibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, di rinnovare i contratti del Pubblico Impiego partendo dal 2015 (proprio come da sentenza) e traguardando un triennio contrattuale 2016/2018 caratterizzato da un deciso incremento contrattuale.
I giorni che sono seguiti da quella riunione ci parlano di una legge di stabilità che assegna al rinnovo contrattuale di più di tre milioni di pubblici dipendenti appena 230 milioni di euro o giù di li, al netto del possibile stanziamento per il comparto sicurezza e quindi una cifra irrisoria, offensiva, assolutamente inadeguata a riconoscere un dignitoso rinnovo contrattuale.
Il tutto mentre latitano sugli arretrati e sulle decorrenze che comunque derivano dalla pubblicazione della sentenza della Corte.
Infatti il Dipartimento della Funzione Pubblica, rispondendo alla diffida che la FLP ha notificato al Governo a fine settembre 2015 per l’apertura immediata delle trattative (documento che alleghiamo in copia), afferma che non verrà stanziata alcuna somma per il periodo pregresso al 1 gennaio 2016 in quanto le somme per finanziare la stagione contrattuale vengono previste dalla legge di Stabilità.
Come se nel frattempo tra il deposito della sentenza della Consulta e la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (luglio 2015) non fosse stata approvata la legge di assestamento 2015. L’ennesima provocazione che va rispedita al mittente.
E allora la riunione di ieri è scorsa intorno a questo grande nodo irrisolto, ovviamente senza risposte da parte dell’ARAN che, invece, ha iniziato a ragionare di comparti, compartoni etc..
In buona sostanza al di là della definizione di tre o quattro comparti, quella che è emersa è la volontà di parte governativa di ridurre non solo la contrattazione ma anche la specificità dei contratti e la possibilità per gli stessi di regolare in modo intelligente non solo il rapporto di lavoro ma anche la partecipazione e il contributo dei lavoratori ai processi di riforma delle PA.
Un progetto che per i prossimi mesi prevederebbe contratti nazionali di primo livello senza risorse, generici e di fatto appiattiti al ribasso, limitazione della contrattazione integrativa con sempre minori risorse a disposizione e con ripetute incursioni legislative tese unicamente alla limitazione dei diritti dei lavoratori.
L’intervento della delegazione CSE/FLP, nel denunciare la volontà governativa di voler eludere quanto statuito dalla Corte Costituzionale, ha rilanciato annunciando pubblicamente che porterà il governo di fronte alla Corte di giustizia europea a rispondere del mancato rinnovo contrattuale e chiedendo di riconoscere un risarcimento per gli anni di blocco pregresso.
Riteniamo che ci sia bisogno di un’azione unitaria di tutto il mondo sindacale presso la Corte di giustizia europea, così come per quanto riguarda le iniziative tese a sostenere un rinnovo contrattuale degno di questo nome e che non offendano la dignità dei lavoratori.
Nel nostro intervento abbiamo richiamato con forza la necessità che mai come in questo momento si debbano unire le forze concentrando le iniziative di livello nazionale e sui territori, per dare risposte forti e coese a quella che non può non essere definita una delle più ostili controparti che le rappresentanze del mondo del lavoro pubblico hanno fronteggiato in questi anni di confronto politico sindacale.
Valutazioni, le nostre, per la maggior parte condivise dal tavolo sindacale.
Adesso però occorre passare dalle parole ai fatti e quindi occorre perseguire un percorso di forte unità dei lavoratori, e in ragione di questo, come FLP abbiamo inviato una nota a tutti i Segretari Generali delle OO.SS. maggiormente rappresentative nel Pubblico Impiego.
Per questo riteniamo indispensabili e ci batteremo per iniziative unitarie di lotta, una grande manifestazione che veda tutti i lavoratori pubblici pretendere a gran voce il rinnovo del contratto, una unica, grande giornata di lotta e di sciopero generale come elemento di forte pressione e di impegno da parte di tutto il mondo del lavoro pubblico e di quella parte della politica che ancora difende e si impegna per i diritti chi lavora
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
In allegato, la risposta della Funzione Pubblica alla diffida della nostra O.S.
La Ministra Roberta Pinotti, a cui le OO.SS. hanno chiesto un incontro urgente
Mai, come oggi pomeriggio nell’incontro con il Sottosegretario Rossi, era avvenuto che le OO.SS. nazionali, nella circostanza convocate a tavoli uniti, avessero parlato all’A.D., ancorchè con una comunque irrilevante eccezione, la stessa lingua e di fatto a una sola voce. Un saggio davvero straordinario di unità.
All’o.d.g. della riunione, gli schemi dei decreti correttivi dei due decreti legislativi (nn. 7 e 8/2014) attuativi delle legge delega sul riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (pubblichiamo su questa stessa pagina gli schemi in allegato 1 e la relazione illustrativa che li accompagna in allegato 2).Una circostanza, questa, certo non prevista dalle OO.SS., atteso che in più circostanze l’on. Rossi aveva giustificato i ritardi dell’AD e i ripetuti rinvii sulle questioni d’interesse del personale civile con la necessità di avere prima un quadro di situazione più definito attraverso le risultanze conclusive dei “gruppi di lavoro” e le scelte attuative del Libro Bianco.
Comprensibile, pertanto, la sorpresa dell’intero tavolo sindacale di fronte a questi schemi di decreti correttivi, la cui urgenza peraltro non è ci stata sufficientemente spiegata, atteso che sotto il profilo ordinamentale le modifiche vengono connotate come “marginali” dalla stessa relazione illustrativa (riguardano di fatto solo l’Esercito, con la creazione dei 3 COINT -Comandi IR- multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). E giustificata, dunque, conseguentemente, la richiesta forte e unitaria di posticipare ad altra e successiva data il confronto di merito su quegli schemi proposta dalle OO.SS., che invece hanno rappresentato la necessità, prima e inderogabile, che dal Vertice arrivino finalmente le risposte alle questioni che da tempo si trascinano insolute e che riguardano nell’ordine:
il Regolamento per l’attribuzione di funzioni e compiti al personalecivile (non c’è allo stato neanche una bozza, a distanza di oltre 18 mesi dal D. Lgs. n. 7/2014);
la tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili (l’intesa sulla nuova tabella con l’allora Sottosegretaria Pinotti era stata raggiunta esattamente due anni fa – era il 12.11.2013 -, e tuttavia siamo ancora in attesa del relativo DPCM, mentre i transiti nei ruoli civili continuano attraverso la vecchia tabella di cui al D.I.M. 18.04.2002);
i ritardi sulla trattativa FUA 2015;
infine, i continui rinvii del confronto sulle proposte del “Gruppo di lavoro” di cui al DM 16.06.2015, che tardano ad arrivare (ci risultano due sole riunioni del “Gruppo” in 5 mesi……..), mentre nel frattempo qualcuno lascia strumentalmente circolare l’idea, non smentita sinora, di 200 mln di € destinati ad accrescere il trattamento economico dei civili (si vedano i nostri Notiziari n. 108 e n. 122).
Le risposte venute dall’on. Rossi sono state ancora una volta interlocutorie e non risolutive:
sul “Regolamento”, una nuova riunione tecnica il 25 p.v.;
sulla “tabella”, l’impegno ad ottenere il via libera dalla F.P. entro dicembre p.v. e una nota chiarificatrice nella prossima settimana;
sul “trattamento economico”, infine, l’impegno di presentare alle OO.SS. entro la prima decade di dicembre le risultanze del “Gruppo di lavoro”, e dunque già dieci giorni oltre rispetto alla “road map” fissata dal Gabinetto con nota del 9 u.s. che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3. L’on. Rossi ha però smentito le voci sui 200 milioni già disponibili.
Le risposte non hanno però convinto il tavolo sindacale che,unitariamente, ha chiesto una urgente riunione con la Ministra, che le OO.SS. non vedono dal lontano 17 aprile 2014, primo e sinora unico incontro nonostante le nostre ripetute richieste.
Sui decreti correttivi, di cui si dovrà comunque riparlare, l’on. Rossi ha comunque impegnato l’Ufficio Legislativo a valutare attentamente la proposta di FLP DIFESA sull’incremento della quota (dal 3/5 al 20%) e sull’anticipazione al 2016 dei tempi di destinazione al FUA dei risparmi derivanti dai riordini.
Infine, una buona notizia, anticipata oggi dall’on. Rossi: rientrano nella dotazione del FUA 2015 della Difesa 6,1 milioni di euro. Ne abbiamo avuto conferma dalla nostra Federazione, che ci ha informato che, in riunione al MEF, il Sottosegretario Baretta ha dato notizia alle OO.SS. che è stato firmato proprio oggi il DPCM che riassegna ai FUA le risorse scomparse dalle tabelle della legge di assestamento, e che scongiura anche analoghi rischi per il 2016 (i FUA dovranno essere in linea col 2015).
Dopo i diversi testi che si sono succeduti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 u.s., che via via abbiamo pubblicato sul nostro sito, è formalmente approdato in Senato il DDL n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c.d. Legge di stabilità 2016, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1. Se ne sta occupando anche la Commissione Difesa del Senato, limitatamente alla “Tabella 11” che reca lo stato di previsione del MD. per l’esercizio 2016. Diamo allora uno sguardo più da vicino ai numeri relativi al 2016 che riguardano esclusivamente il M.D., lasciando in questa sede da parte tutti gli altri aspetti che ci riguardano come cittadini e lavoratori, in primis l’elemosina stanziata dal Governo per i rinnovi contrattuali.
Va detto subito che, a differenza degli anni precedenti, il DDL stabilità 2016 non opera più un’analisi degli aggregati (c.d. “funzioni”: difesa, sicurezza pubblica, etc.), al cui interno sarebbe poi stato possibile distinguere le spese per personale, esercizio ed investimento. Prima volta, dunque, in assoluto, nella direzione indicata dal Libro Bianco circa il superamento della storica tripartizione del bilancio del M.D.
Entrando nei numeri, il fatturato complessivo del M.D. previsto per il 2016 risulta di 19.424,1 mln di €, pari all’1,16 % del PIL previsto, con una riduzione di 567,8 mln rispetto alle risorse assestate 2015. Andando più nel dettaglio, il DDL Stabilità 2016 stanzia ai fini del c.d. “approntamento ed impiego delle forze”:per la F.A. Esercito € 4.690,7 mln (-24,5 mln rispetto 2015); per la Marina, € 1.958 mln (-59,6 mln rispetto 2015); per l’Aeronautica, € 2.440 miln (-82,8 mln rispetto 2015); infine, per i Carabinieri € 5.594,7 mln (+ 275,5 mln rispetto 2015). Per la pianificazione generale delle FF.AA. vengono stanziati € 3.144,3 mln (-971,6 mln rispetto 2015), e 460,3 mln per gli interventi non direttamente connessi con l’operatività dello strumento. Ammontano complessivamente a € 18.648,4 mln (-864,1 mln rispetto 2015) gli stanziamenti previsti per le spese del personale (militare e civile), per i consumi intermedi e per gli investimenti fissi lordi. Per la missione “ricerca ed innovazione” sono destinati € 58,1 mln come per il 2015; per il c.d. “indirizzo politico” € 24,1 mln, ed € 225, 4 mln per i servizi affari generali (-23 mln sul 2015).
In merito alla spesa per ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, e con riferimento alla stato di previsione del Ministero Sviluppo Economico (MISE) come per le missioni internazionali finanziate nel 2016 con € 937,7 mln., nel 2016 vengono stanziati € 2.755 per il sostegno della nostra partecipazione alla NATO e ai programmi europei interforze (dentro i caccia Eurofighter e le fregate FREMM). Inoltre, è previsto lo stanziamento di € 472 mln. per il finanziamento della c.d. legge navale per l’acquisto di 10 unità. Altre misure per il M.D.: vengono stanziati € 376,5 mln per la c.d. “ausiliaria” ed € 688.285 per gli Enti vigilati; le assunzioni militari sono fuori dal blocco del 25% della spesa dei cessati 2015 imposto alle altre assunzioni nel P.I.; stanziati € 83 mln per le operazioni “strade sicure” e “terra dei fuochi” e € 5 mln per gli asili nido. Infine, in materia di spending review, c’è un taglio di 10 mln alla ricerca tecnologica, mentre 300 mln di € dovranno arrivare dalla dismissione degli immobili del M.D. e versati direttamente all’entrata del bilancio dello Stato.
Questi, in estrema sintesi, i numeri del DDL Stabilità 2016 che interessano il M.D.. Cosa dire? Non è poi andata così male, atteso che i tagli di bilancio annunciati da Padoan alla vigilia non parrebbero recepiti in toto. Va detto infatti che i decrementi sopra richiamati rispetto al 2015 sono riferiti alle somme assestate 2015, mentre, se il riferimento va ai previsionali, le risorse 2016 risultano circa 50 mln in più del 2015.
Ultima importante annotazione: nè norme migliorative nè risorse aggiuntive sono presenti nel DDL stabilità 2016 in materia di trattamento economico/normativo dei civili. Era già successo con la Legge 114/2014 (1^ riforma Madia della P.A.), quindi con la Legge di stabilità 2015 e infine con la Legge 125/2015 (legge delega per la riforma Madia della P.A.), succede ora di nuovo con il DDL stabilità 2016. Lo segnaliamo sommessamente al Vertice Politico, impegnato (si dice) su quel fronte.
Su questa stessa pagina, pubblichiamo in allegato 2 il resoconto del dibattito del 4 novembre u.s. in Commissione Difesa del Senato.
La telenovela sulla distribuzione del FUA/FUS 2015 non è ancora arrivata alla sua ultima puntata. L’impegno assunto dal Sottosegretario Rossi di approfondire il problema e di dare urgente e risolutiva risposta (si veda il nostro Notiziario n. 112 del 14 ottobre u.s.), impegno successivamente riconfermato dalla Vice Capo di Gabinetto nella seconda riunione tecnica sul Regolamento ex art. 1 del D.Lgs. 7/2014 (si veda il nostro Notiziario n. 114 del 22 u.s.), è stato totalmente disatteso sino a oggi e pertanto, in materia di distribuzione del trattamento di produttività dell’anno in corso, permane una situazione davvero kafkiana, attesa l’incomprensibilità dei comportamenti posti in essere dall’Amministrazione. Comportamenti che, giunti a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, presentano versanti anche potenzialmente pericolosi ai fini della distribuzione del FUA/FUS, di cui, nel caso, dovrà rispondere in prima persona la stessa A.D. Se questa è la tanto affermata attenzione nei confronti del personale civile, campa cavallo che l’erba cresce!
Gli antefatti sono già abbondantemente noti da tempo ai colleghi: sino al 2014, i criteri per la distribuzione del FUA/FUS erano sostanzialmente consolidati, e conseguentemente consolidati erano anche i percorsi locali per la messa a punto dei progetti di produttività, la loro realizzazione e la valutazione dell’’apporto partecipativo del dipendente. Il modello è entrato in crisi a fine 2014 a seguito del rilievo mosso dalla F.P. in sede di certificazione dell’accordo FUA 2014 con la nota n. 50850 del 13.12.2014, con la quale ha dichiarato non contrattabile il sistema di valutazione fissato negli accordi FUA. Eravamo a fine anno, e dunque del tutto giustificata era apparsa la “soluzione ponte”, poi concretizzatasi nella determina del Sottosegretario Rossi datata 13.02.2015, che recuperava, “in via transitoria per il 2014” , il sistema di misurazione e di valutazione dell’apporto partecipativo del singolo dipendente (“coefficiente compreso tra 1 e 1,5”) previsto dagli accordi FUA degli anni precedenti, nelle more dell’ ”aggiornamento in corso del sistema di valutazione della performance individuale”.
Da allora sono passati quasi nove mesi, e nel frattempo l’A.D., da una parte non ha varato il nuovo sistema di valutazione e, dall’altra, non ha prodotto alcuna iniziativa tesa a fissare, anche solo in via provvisoria, il sistema di valutazione per il FUS 2015. Con questo straordinario risultato: che, a meno di 60 giorni dalla fine dell’anno, i Dirigenti degli Enti del MD non conoscono ancora i criteri con i quali dovranno valutare l’apporto del dipendente e i lavoratori non sanno ancora con quali criteri verranno valutati, per il semplice motivo che, allo stato dell’arte, non esiste nel M.D. un sistema di valutazione formalmente adottato. Mirabile esempio di straordinaria trasparenza e certezza delle regole.
Noi pensiamo che su questa vicenda il Vertice politico si sia incartato: inizialmente ha sottovalutato il problema, come spesso gli succede in materia di personale civile, dimenticando che la soluzione ponte 2014 dovesse essere necessariamente seguita nel 2015 da una soluzione rapida e di carattere strutturale; e, quando se ne è reso finalmente conto, è entrato in confusione, anche perché non è facile trovare una soluzione praticabile, sostenibile ed efficace all’undicesimo mese dell’anno e, al punto in cui siamo giunti, forse sta attendendo la fine dell’anno per giustificare (chissà come) una nuova (ma ardua) soluzione ponte.
Sappiamo che il problema è attenzionato da tempo dagli OO.PP. e dalla stessa PERSOCIV, che hanno segnalato a più riprese lo stallo della situazione che impedisce l’avvio e/o la chiusura dei tavoli negoziali, nazionale e locali, ma senza risultati a tutt’oggi. L’unica cosa prodotta, anche a seguito del grido di allarme da noi lanciato, è stata la “news” del 21 u.s. della D.G. che ripubblichiamo su questa pagina, che forse non convince neppure PERSOCIV stessa atteso che, ad oggi, non sono state ancora convocate le Parti per la definizione dei progetti locali per la distribuzione del FUS 2015.
Alla luce di questo quadro di situazione, abbiamo inviato al Sottosegretario Rossi la nota, pubblicata su questa stessa pagina in allegato 1, con la quale segnaliamo formalmente il problema, nelle more di successive iniziative che stiamo attentamente valutando.
Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al taglio delle risorse variabili dei Fondi Unici di Amministrazione, avvia la mobilitazione immediata fino allo sciopero generale e preannuncia il proprio intendimento di portare il Governo di fronte alla Corte di Giustizia Europea.
” L’avevamo ampiamente previsto. Il DDL di stabilità, presentato nei giorni scorsi in Senato, stanzia somme irrisorie per il rinnovo dei contratti (pochi euro al mese…) e contemporaneamente taglia le risorse destinate ai Fondi di amministrazione mediante la solita operazione ragionieristica di fissare un tetto massimo, questo volta calcolato sul 2015, anno nel quale, guarda caso, il Governo con la legge di assestamento non ha riassegnato alle singole Amministrazioni le risorse variabili, operando una riduzione sul 2015 in molti casi vicina al 30% della consistenza totale dei fondi.
Continua la logica dei tagli non sugli sprechi e le esternalizzazioni, ma sul salario dei lavoratori e delle lavoratrici, che si vedono ancora una volta negare il diritto al contratto e ridurre il potere d’acquisto con una forte riduzione della retribuzione complessiva percepita.
Non ci sono più parole per commentare quanto sta avvenendo.
Ad un Governo che elude una sentenza della Corte Costituzionale, che come FLP siamo riusciti a strappare con un’iniziativa senza precedenti nel panorama sindacale, e bara sui conti, non rispettando neanche le insufficienti regole vigenti sul calcolo dei benefici economici, risponderemo portandoli sul banco degli accusati di fronte alla Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuta la ripetuta violazione dei diritti contrattuali, il mancato adeguamento alla sentenza della Consulta e la quantificazione immediata del danno economico subito in questi sette anni.
Rilanceremo le iniziative nelle diverse Amministrazioni, negli Uffici, nelle grandi aree metropolitane mettendo insieme le buone ragioni dei lavoratori pubblici per il diritto al contratto, alla giusta retribuzione, alla valorizzazione delle professionalità con i bisogni e le attese dei cittadini e della società civile di avere una pubblica amministrazione che funzioni.
Cose che abbiamo detto ormai più di 1 anno e mezzo fa, quando abbiamo messo in mora Governo e Aran presentando, anche su questo da soli e per primi, la Piattaforma per il rinnovo dei contratti. Senza fermarci.
Decisi a batterci per una giornata di sciopero generale nazionale che metta finalmente insieme tutti i lavoratori, senza divisioni di sorta o manifestazioni di facciata, che sarebbero non solo incomprensibili ma anche dannose.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 117 del 29 ottobre 2015 –
Una suggestiva immagine notturna di Palazzo Esercito
Si è tenuta oggi la consueta sessione informativa a palazzo Esercito con l’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), la prima presieduta dal nuovo Capo dell’Ufficio col Fabrizio Argiolas, e che, come di consueto, ha visto la presenza al tavolo anche del DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito). Solo tre i punti all’o.d.g., ma pesanti, rispetto ai quali offriamo ai colleghi una breve sintesi della discussione e delle risultanze.
AREA DI VERTICE
Nella riunione con RPGF del 29.10.2014 (vds. Notiziario n. 113 di pari data), si era parlato della riconfigurazione del CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito) a seguito della soppressione di PERVAMILES e anche della riconfigurazione delle esistenti SAF (Sezioni Assistenza Fiscale) in NAF (Nuclei Assistenze Fiscali) nelle sedi di PADOVA,TORINO,FIRENZE, PALERMO, CAGLIARI e NAPOLI.
Nessun preannuncio dunque, in quella sede, di provvedimenti di soppressione in vista. Pur tuttavia, nei mesi scorsi, siamo stati informati da alcune nostre strutture di voci crescenti, in loco, di chiusura al prossimo 31 dic. dei servizi di assistenza fiscale, voci che però non avevano trovato conferma in RPGF.
Anche per questo, è giunto inatteso l’intendimento presente nella scheda tecnica predisposta da RPGF per la riunione odierna (vds allegato 1 su questa pagina) che, in ragione del supposto superamento della “gestione periferizzata” e della “necessità di operare una razionalizzazione organizzativa sfruttando le maggiori possibilità offerte dai sistemi di data management”, ipotizza l’eliminazione delle sei strutture attuali (tre SAF e tre NAF).
Nei giorni scorsi abbiamo operato delle verifiche in alcune delle sedi interessate, a seguito delle quali, con nota inviata alla diretta attenzione del Capo di SME gen. Errico che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 2, abbiamo espresso le nostre motivate riserve sia sul piano del metodo che su quello del metodo, evidenziando in particolare le importanti criticità che quella scelta avrebbe comportato e gli effetti in negativo che ricadrebbero sul personale militare e civile che ha usufruito sinora di quei servizi. Nella stessa nota, abbiamo quindi formulato una proposta, che non confligge con le previsioni del D. Lgs. n. 7/2014, e che prevede “il mantenimento degli attuali servizi decentrati di assistenza fiscale, funzionalmente dipendenti dal CUSE, ma ridislocati con il proprio personale all’interno degli AA.CC. TT. Di F.A. (Cdo RMN Torino; CMA Sicilia Palermo; CMA Sardegna Cagliari; COMFODIN Padova; IGM Firenze e COMFODIS Napoli”. Considerazioni e proposta, le nostre, che abbiamo rappresentato a RPGF in riunione sollecitandone l’accoglimento, rispetto alle quali il col. Argiolas ha tenuto a precisare che la questione è ancora in fase di studio e che la nostra proposta verrà attentamente esaminata.
AREA LOGISTICA
Il provvedimento illustrato riguarda la rivisitazione delle tabelle organiche dello SM del Comando Logistico Esercito, dettagliate nell’allegata scheda tecnica predisposta da RPGF, che evidenzia il taglio di due posizioni amministrative di area 2^, che però verranno ricostituite nella redigenda nuova dotazione organica del Comando Commissariato (ex Dipartimento). Posto in questi termini, sembrerebbe un provvedimento di scarso rilievo, ma così non appare nella realtà, tenuto conto del confronto di livello locale tra COMLOG e OO.SS./RSU che lo ha preceduto e di cui c’è ampia traccia nei verbali (riunione locale dell’8 set u.s.; tavoli tecnici con le RSU; riunione del 7 ott. u.s.), che evidenziano una totale chiusura del Cte Logistico a recepire le richieste unitarie venute dal tavolo sindacale per una maggiore civilizzazione degli incarichi apicali, ridotti in dotazione organica -in un Ente di quel livello- a soli due, “di cui una ricoperta da un Ufficiale”. La dichiarazione unitaria di parte sindacale, recepita nel verbale del 7 ottobre, rende evidente la presa di distanza e il dissenso delle OO.SS. territoriali e delle RSU rispetto alla chiusura del Cte Logistico, che pare muovere in una direzione di marcia diversa rispetto alle previsioni contenute nel D. Lgs. n. 7/2014 (art.1: “incarichi e funzioni al personale civile”). Una chiusura così malamente avvertita in loco, che il nostro Coordinamento Territoriale di Roma ha ritenuto opportuno scrivere, nostro tramite, una nota a SME, che ci è apparso non a piena conoscenza degli antefatti e della vertenza in atto peraltro documentata dai verbali, atteso che gli elementi di conoscenza in possesso di RPGF pareva evidenziassero condivisione da parte RSU al progetto di riordino
C’è pero dell’altro nella nota del nostro Coordinamento Territoriale che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 3: la denuncia delle palesi diseconomie organizzative di riunioni, necessariamente fuori orario di lavoro a seguito della disapplicazione del CCNI, ma con una presenza sovradimensionata della parte pubblica, verosimilmente pagata con “straordinario” e dunque molto costosa. Emergono qui in tutta evidenza le contraddizioni del modus operandi di questa Amministrazione, che da una parte taglia i permessi di servizio e dall’altra consente situazioni di questo tipo, che producono diseconomie ben maggiori, anche e soprattutto di carattere economico. Ne riparleremo su altri e superiori tavoli di questo problema.
A seguito della pesante situazione che si è generata dunque nelle relazioni locali, con evidenti riflessi anche di carattere politico, e tenuto pure conto dell’opportunità di differire il presente riordino in considerazione delle previsioni contenute nel Libro Bianco sull’istituzione di una logistica interforze alle dirette dipendenze del DNAL (Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica) , abbiamo chiesto a RPGF di “fermare le bocce” e, nelle more delle determinazioni operative in materia di riorganizzazione della logistica in chiave interforze, abbiamo chiesto di riavviare il percorso di confronto partendo, come da prassi ampiamente consolidata, dal confronto nazionale a cui far poi seguire quello locale.
Il col. Argiolas ha preso atto delle nostre considerazioni e richieste, e si è riservato una risposta a breve, dopo avere sentito gli altri tavoli e doverosamente approfondito i termini del problema.
AREA OPERATIVA
Siamo stati informati della costituzione, in ambito COMFODIN Padova, di una Sezione di Rappresentanza Militare inquadrata nell’Ufficio Personale, che configura di fatto l’istituzione di un quinto COIR presso quell’Alto Comando (il sesto sarà verosimilmente costituito presso COMFODIS Napoli), al fine di dotarlo (si legge testualmente nella scheda tecnica) di “specifiche risorse”.
La nostra O.S. ha preso atto della comunicazione, non mancando però di evidenziare la forte e stridente contraddizione che esiste proprio sul versante delle risorse attribuite alle diverse rappresentanze, atteso i benefit concessi a quella militare (risorse economiche, umane, strumentali e logistiche) e invece i ripetuti tagli (distacchi, permessi sindacali, permessi di servizio, etc.) subiti dalle OO.SS..
Nella parte conclusiva della riunione, avvenuta su tavoli separati rispetto alle altre sigle, abbiamo posto alcune questioni relativi ad alcuni Enti della sede di Napoli, anche a seguito della sollecitazioni che ci sono arrivate dai lavoratori nel corso delle assemblee indette dalla nostra sigla nella passata settimana.
CERICO: l’operazione di reimpiego a seguito del provvedimento di soppressione dell’Ente presenta importanti criticità, atteso che la richiesta prevalente dei lavoratori (n. 35 rispetto ai 55 effettivi) in sede di espressione dei desiderata è indirizzata verso l’UTT (Ufficio Tecnico Territoriale), a fronte della quale SGD ha fornito solo 9 disponibilità. Preso atto di questo quadro di situazione, confermato nel corso dell’ assemblea che la nostra O.S. ha tenuto in data 21 u.s., e avuto conferma dal DIPE nella riunione odierna che, ancorchè sollecitata, SGD non ha aperto a ulteriori disponibilità, FLP DIFESA ha chiesto a RPGF di valutare la fattibilità e la sostenibilità di una opzione, emersa dai colleghi nel corso della nostra assemblea, tesa a costituire, all’interno della infrastruttura attualmente occupata da UTT, una Sezione/Magazzino posta alle dipendenze di CERICO Roma.
COMFODIS: in considerazione della situazione sopra descritta, e sentite le OO.SS. nazionali, DIPE manderà avanti la procedura per il reimpiego del personale civile ex CME, CEDOC e COMLOG SUD;
10° REPARTO INFRASTRUTURE: a breve, si darà corso al trasferimento dell’Ente dalla attuale sede sita all’interno del comprensorio della Canzanella alla nuova collocata nella caserma Minucci.
A distanza di più di una settimana dalla sua formale approvazione in Consiglio dei Ministri, il Disegno di Legge di stabilità 2016 si avvia finalmente, dopo i diversi testi che si sono succeduti in questi giorni e che abbiamo pubblicato su questo nostro sito, alla sua stesura definitiva.
Ne pubblichiamo oggi, su questa stessa pagina, il testo che, al punto in cui siamo, dovrebbe essere quello definitivo, dopo le ultime integrazioni e modifiche operate dalla Presidenza del Consiglio.
L’articolato finale, dopo l’esame e la firma del Capo dello Stato, sarà trasmesso alla Presidenza del Senato, che l’assegnerà, come da prassi, alla Commissione Bilancio. Ed è proprio da qui, lunedì 26 ottobre p.v., che prenderà il via l’iter parlamentare che occuperà, da qui a fine anno, la grande parte dei lavori dei due rami del Parlamento, e che si concluderà (verosimilmente qualche giorno prima di Natale, come è avvenuto quasi sempre sinora) con l’approvazione definitiva della legge di bilancio per l’anno a venire che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016.
Avremo modo, nei giorni che seguiranno, a entrare diffusamente nel merito delle misure in esso contenute, con riferimento sia a quelle che ci interessano come cittadini sia a quelle che invece ci toccano direttamente come lavoratori e come lavoratori pubblici in particolare.
Il gen. Umberto Baldi, Capo 1° Reparto SMD, presente in riunione
Si è svolta oggi al Gabinetto Difesa, incredibilmente in sede separata, la riunione del tavolo tecnico per la definizione del Regolamento sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non dirigente (art.1 D. Lgs. n. 7/2014, attuativo della Legge 2014/2012)..
La riunione di oggi seguiva la prima, svoltasi a tavoli uniti in data 16 luglio 2015 (vedasi Notiziario 79 di pari data) nella quale l’A.D. aveva presentato, con l’ausilio di slide, la fotografia della situazione d’impiego in essere, suddividendo le attività attualmente svolte dal personale civile in macro e sotto settori (amministrativo, tecnico e sanitario e relativi sotto settori), e aveva rinviato alla seconda riunione, e dunque proprio a quella di oggi, la discussione di merito anche in ordine alle proposte formulate da alcune OO.SS., e tra queste FLP DIFESA (si veda il documento datato 10.12.2014, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2).
Ebbene, nella riunione di oggi, l’AD ha presentato un proprio documento scritto, che alleghiamo al presente Notiziario come allegato 1, e che giudichiamo non soddisfacente in quanto sviluppa molto parzialmente i settori di impiego del personale civile, non entrando nel merito rispetto al livello di responsabilità affidato alle professionalità civili e al relativo elemento di organizzazione (reparto, ufficio, divisione, sezione, nucleo, settore, segreteria), con riferimento peraltro al solo personale dirigente e a quello di terza area, con rimando ad un prossimo e ulteriore step della parte relativa agli incarichi attribuibili all’area seconda.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha criticato l’intento evidente dell’AD di “allungare il brodo” ulteriormente a dopo l’attuazione del “Libro Bianco”, a ben 20 mesi di distanza dall’entrata in vigore del D. Lgs. 7/2014 (e anche i tavoli separati appaiono a funzionali a tal proposito), rinviando ancora le scelte su un problema fortemente sentito dal personale civile, e tutto ciò mentre proseguono le operazione legate ai processi di riorganizzazione di Enti importantissimi in precedenza a forte tasso di civilizzazione e adesso, dopo il riordino, a forte tasso di militarizzazione. Abbiamo citato in proposito la recente riorganizzazione dei Poli Esercito, degli Arsenali e dei Centri Tecnici di MM, uno per tutti quello del CISAM di San Piero a Grado, in cui la quasi totalità di compiti e funzioni è appannaggio della componente militare, pur a fronte di una forte presenza di funzionari.
Abbiamo anche rappresentato che nessuna risposta è arrivata dell’AD rispetto alle proposte avanzate dalla nostra O.S. con il documento sopra richiamato del 10.12.2014 che recava le nostre precise opzioni in ordine ai settori di esclusivo impiego da parte del personale civile, alle quali, solo per fare un primo esempio, viene oggi contrapposto dall’A.D. l’intendimento di connotare civilmente solo i posti apicali di Vicedirettore e di Direttore Amm. di Poli e Arsenali MM, Enti ad alta presenza di funzionari civili, e peraltro a riordini oramai completati, come quelli dei Poli dell’Esercito nei quali i Vice Direttori non sono più civili ma militari. Abbiamo dunque segnalato la nostra contrarietà nel metodo e nel merito rispetto al percorso allungato in maniera sospetta e ancora privo di quei connotati che consentirebbero di comprendere bene gli intendimenti di AD, ma abbiamo precisato al contempo che non avremmo comunque fatto mancare le nostre osservazioni sui contenuti del documento oggi presentato, anche ai fini della prossima riunione previsto entro la metà del mese di novembre, nel quale auspicabilmente si dovrebbe entrare finalmente nel merito delle questioni. E, infine, abbiamo denunciato il ritardo notevole relativo alla riorganizzazione dell’area T/A che, a differenza di quanto avvenuto in altre AA.CC. e a distanza di più di tre anni dal DL 95/2012, non ha ancora visto la luce (e l’AD non ha mai spiegato il perché). “Regolamento” su funzioni e compiti al personale civile e riorganizzazione dell’area T/A sono tra loro connessi e intrecciati, ma AD non procede conseguentemente.
Nel corso della riunione, abbiamo anche riproposto la spinosissima questione legata al blocco di fatto della trattativa FUA 2015, di cui abbiamo ampiamente riferito nei Notiziari n. 105 e 112 rispettivamente del 29 set e del 14 ott. uu. ss., ma a tal riguardo predisporremo a seguire uno specifico Notiziario.
Notiziario n. 126 del 18 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 50 diffuso in data di ieri con il quale la nostra Federazione dà notizia che l’iniziativa avviata dal Segretario Generale FLP Marco Carlomagno nei confronti delle Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative del pubblico impiego e finalizzata a realizzare la massima unità […]
Notiziario n. 125 del 17 novembre 2015 – In data 10 u.s., è stato emanato il Decreto del Segretario Generale, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 1, che aggiorna il precedente decreto del 18/09/2015 di nomina del nuovo Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavoro e contro […]
Notiziario n. 124 del 14 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso in data 12 novembre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dei contenuti e delle risultanze della riunione avvenuta il giorno prima in ARAN, nella quale l’Agenzia ha presentato la propria proposta per il ridefinizione […]
Notiziario n. 123 del 12 novembre 2015 – Mai, come oggi pomeriggio nell’incontro con il Sottosegretario Rossi, era avvenuto che le OO.SS. nazionali, nella circostanza convocate a tavoli uniti, avessero parlato all’A.D., ancorchè con una comunque irrilevante eccezione, la stessa lingua e di fatto a una sola voce. Un saggio davvero straordinario di unità. All’o.d.g. della […]
Notiziario n. 120 del 6 novembre 2015 – Dopo i diversi testi che si sono succeduti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri del 15 u.s., che via via abbiamo pubblicato sul nostro sito, è formalmente approdato in Senato il DDL n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello […]
Notiziario n. 119 del 4 novembre 2015 – La telenovela sulla distribuzione del FUA/FUS 2015 non è ancora arrivata alla sua ultima puntata. L’impegno assunto dal Sottosegretario Rossi di approfondire il problema e di dare urgente e risolutiva risposta (si veda il nostro Notiziario n. 112 del 14 ottobre u.s.), impegno successivamente riconfermato dalla Vice […]
Notiziario n. 118 del 3 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 46 diffuso in data 30 ottobre dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP, a fronte degli impegni disattesi dal Governo, alla stanziamento di risorse irrisorie per il rinnovo dei contratti dopo sei anni di blocco e al […]
Notiziario n. 117 del 29 ottobre 2015 – Si è tenuta oggi la consueta sessione informativa a palazzo Esercito con l’Ufficio Organizzazione delle Forze di SME-RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria), la prima presieduta dal nuovo Capo dell’Ufficio col Fabrizio Argiolas, e che, come di consueto, ha visto la presenza al tavolo anche del DIPE (Dipartimento […]
News del 24 ottobre 2015, h. 15.00 – A distanza di più di una settimana dalla sua formale approvazione in Consiglio dei Ministri, il Disegno di Legge di stabilità 2016 si avvia finalmente, dopo i diversi testi che si sono succeduti in questi giorni e che abbiamo pubblicato su questo nostro sito, alla sua stesura […]
Notiziario n. 114 del 22 ottobre 2015 – Si è svolta oggi al Gabinetto Difesa, incredibilmente in sede separata, la riunione del tavolo tecnico per la definizione del Regolamento sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile, dirigente e non dirigente (art.1 D. Lgs. n. 7/2014, attuativo della Legge 2014/2012).. La riunione di oggi seguiva […]