Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali, alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda a conclusione della precedente riunione del 13 u.s. nella quale il dr. Magri aveva comunque confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica, così come richiamato dal nostro Notiziario n. 174 di pari data.
In avvio, con l’ausilio di apposite slides che troverete pubblicate sul nostro sito web, il gen. Marmo di IGESAN ha ripercorso tutte le scelte del Ministro Di Paola su tale importantissimo riordino; di seguito, la parola è passata alle OO.SS. Nazionali, alcune delle quali, evidentemente, erano arrivate alle riunione con speranze, o forse meglio, con aspettative diverse. Infatti, un comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL a valle della precedente riunione del 13 u.s., aveva preannunciato la riapertura del confronto politico su tale argomento, lasciando un po’ tutti francamente sorpresi.
Invece la sorpresa (scontata) della riunione odierna è stata quella della conferma da parte del Sottosegretario di tutto il pacchetto relativo al riordino in argomento, con la piccola eccezione del DDML di Chieti sul quale, come peraltro avevamo già segnalato in precedenza, proprio in considerazione della estrema difficoltà di reimpiego del personale in loco, vi potrebbero essere sviluppi anche diversi. Il primo giro di tavolo della parte sindacale è stato “fortemente” unitario, e ha visto tutti richiedere la sospensione dei provvedimenti e l’apertura di tavoli per ragionare sui provvedimenti e sulle diverse ricadute in ordine all’impiego del personale in servizio presso gli Enti interessati. Nella replica, però, il Sottosegretario Magri ha “smazzato le carte”, e con la grande bonomia ha fatto apparentemente una piccola apertura, “concedendo” la possibilità di tavoli tecnici locali per meglio comprenderne la “ratio” dei provvedimenti, ma dall’altro confermandone pienamente l’operatività. Ed allora è saltato tutto!!
C’è stato, sul tavolo sindacale, chi ha apprezzato la “concessione”, espresso la propria condivisione, ed ha rilanciato chiedendo che i risparmi (ma quali?) di questa riorganizzazione venissero in parte utilizzati per finanziare il FUA. E c’è stato chi ha addirittura plaudito alla disponibilità espressa dal dr. Magri in ordine all’avvio di tavoli locali di confronto. La FLP DIFESA, ma per la verità anche altre OO.SS. presenti, ha invece confermato il proprio forte dissenso sul complesso di quei provvedimenti di riordino, che sono stati incomprensibilmente anticipati e stralciati rispetto al riordino complessivo dello strumento militare di cui alla legge delega votata dal Parlamento, un dissenso forte e totale sia sul piano del merito che del metodo; ha riproposto la richiesta di blocco o, in subordine, di sospensione per almeno sei mesi; ha infine sottolineato che i tavoli locali per il reimpiego del personale non potevano essere considerati una benevola concessione del Sottosegretario, essendo un preciso e codificato obbligo contrattuale.
Ebbene, a fronte di tutto ciò, il Sottosegretario ha solo fatto gli auguri di Natale ed ha chiuso la riunione confermando l’attuazione dei provvedimenti e le connesse scelte organizzative, dando solo indicazione a SMD di emanare una direttiva per pianificare l’avvio e lo svolgimento delle procedure di reimpiego e convocando una ulteriore riunione di approfondimento per la seconda settimana di gennaio.
Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati. E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi. Buon Natale!
Palazzo Vidoni, sede del Dipartimento Funzione Pubblica
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 29 del 05 dicembre 2012 relativo all’ incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre presso la sede della Funzione Pubblica.
” Nulla o poco di nuovo, il risultato dell’incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre u.s. presso i locali della Funzione Pubblica.
Altri gli auspici e le indicazioni che erano emersi dalle parole del Consigliere Naddeo, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, che nella precedente riunione del 28 novembre aveva anticipato alle parti sociali che, nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista per il venerdì successivo, si sarebbero concretizzate delle soluzioni tecniche finalizzate alla proroga dei contratti in scadenza al 31.12 dei lavoratori precari della P.A..
Ed invece, secondo le parole del Ministro, il provvedimento che dovrà essere adottato è ancora in corso di predisposizione e, fatto ancora più preoccupante, deve essere individuato lo strumento legislativo più adeguato che consenta di rendere efficace la possibile proroga fino al 31 luglio 2013 dei contratti in essere.
Il Ministro ha confermato nuovamente la volontà espressa negli incontri precedenti e cioè che la proroga al 31 luglio 2013 consentirà di avere il tempo necessario per avviare trattative finalizzate alla stipula di un accordo quadro per la gestione a regime della materia relativa ai lavori precari nell’ambito più generale della regolamentazione delle flessibilità in entrata nel pubblico impiego, recependo così – anche nel Pubblico Impiego – le nuove norme introdotte dalla riforma Fornero.
Ha confermato inoltre che sono in preparazione norme per l’effettuazione di concorsi per contratti a tempo indeterminato con la previsione della riserva di posti al personale con contratto a termine di durata almeno triennale.
La delegazione CSE presente al tavolo manifestando le proprie perplessità in ordine alla sostanziale assenza di novità rispetto alla riunione della scorsa settimana, ha ribadito comunque la propria contrarietà alla previsione di ennesimi “concorsi” con il meccanismo della riserva dei posti o di titoli preferenziali quale unico sistema di soluzione di un fenomeno di precariato diffuso oramai “storicizzato”, proponendo anche la previsione di processi di stabilizzazione di almeno una parte lavoratori precari di lungo corso.
Il Ministro ha toccato poi l’argomento della “spending review” comunicando che sulla partita delle eccedenze nella P.A. si sta completando il quadro di riferimento e che a breve sarà possibile avviare uno specifico confronto sulla gestione degli esuberi.
Come CSE confermiamo il nostro giudizio negativo sulla scelta governativa mirata a far cassa con un nuovo taglio lineare. Oggi ci troviamo di fronte ad un primo pacchetto di eccedenze su cui, nella maggior parte dei casi, non si è proceduto ad effettuare alcun esame congiunto ne informazione preventiva o successiva con le Organizzazioni Sindacali di singolo Settore/Amministrazione.
Nel frattempo, proprio in Consiglio dei Ministri sono state effettuate le prime compensazioni fra le proposte di organico delle diverse Amministrazioni Centrali e anche su questo, il silenzio più assoluto, salvo leggere sulle cronache dei giornali, da parte del Ministro Patroni Griffi, di ulteriori 3.300 esuberi oltre i 4028 già annunciati.
In relazione a quanto sopra, come CSE chiediamo con forza al Ministro un concreto impegno affinché venga avviato un vero confronto:
– a livello di singola amministrazione, sulle relative dotazioni organiche anche se si tratta di scelte oramai operate; sui regolamenti di amministrazione; sui percorsi di pensionamento; sui processi di riorganizzazione in essere ed in prospettiva;
– a livello di Funzione Pubblica e/o di Aran, su nuove relazioni sindacali; sui criteri legati alla mobilità del personale; sulla formazione del personale; sul modello di riorganizzazione della PA e sulle possibili ricadute in termini di sostenibilità.
Su tutti questi aspetti chiediamo al Ministro Patroni Griffi la definizione di un percorso chiaro, calendario alla mano, di impegni precisi che possano e debbano proseguire anche oltre il tramonto della attuale compagine governativa, chiediamo che onori le scelte per le quali si è battuto da tecnico e da politico attraverso un atto di responsabilità per una parte così importante quale è la Pubblica Amministrazione Italiana.
LA SEGRETERIA GENERALE CSE “
Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 –
La Commissione Difesa della Camera; in primo piano, il Presidente Cirielli
Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569 già approvato dal Senato e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa.
Nel corso dell’audizione, che è stata presieduta dal Presidente on. Cirielli, FLP DIFESA ha presentato un documento molto dettagliato, allegato al presente Notiziario, che riprende, ovviamente attualizzandole, le considerazioni e le osservazioni critiche che la nostra O.S. aveva già posto all’attenzione del Ministro Di Paola e successivamente della Commissione Difesa del Senato.
In estrema sintesi: da parte della nostra O.S. c’è piena consapevolezza sulla necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, che è una esigenza indifferibile alla luce dei corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni. Non ci convincono però le direttrici di marcia che Di Paola propone: da una parte, la riduzione nei prossimi sei anni minimo del 30% dell’assetto attuale della Difesa, una cura di cavallo che potrebbe, nelle condizioni attuali, peggiorare lo stato del malato; dall’altra, la cancellazione da qui al 2024 di 43.000 posti di lavoro, di cui 10mila civili, che si andrebbero così a sommare alle quasi 12mila posizioni già tagliate nel periodo 2008-2011. Una scelta, questa, che peraltro appare in contraddizione con l’apertura all’ingresso consistente nei ruoli civili del personale militare eccedente, previsto addirittura in soprannumero e per il quale noi invece chiediamo che avvenga nel limite delle dotazioni organiche previste.
Abbiamo quindi espresso fortissime riserve in merito alla mancata previsione di interventi sulle questioni che toccano da vicino il personale civile (“civilizzazione”, formazione; riqualificazioni; reinternalizzazione delle lavorazioni in tutte le aree etc.), che, se affrontate in modo corretto, potrebbero finalmente dare ruolo, funzioni e prospettive alla componente civile del Ministero della Difesa, con effetti importanti e positivi anche sotto il profilo finanziario.
Abbiamo inoltre rappresentato la nostra convinta opinione che, prima di cancellare posti di lavoro, occorra agire preliminarmente in due direzioni: a) riducendo, o meglio eliminando, i tanti privilegi e sprechi che ancora purtroppo esistono nella Difesa (un recente articolo di La Repubblica ne ha offerto un saggio eloquente); b) riducendo ulteriormente e significativamente la spesa per armamenti.
Abbiamo poi espresso forte preoccupazione per l’avvio di processi di riordino di settori della Difesa, come sta avvenendo attualmente per la Sanità militare in senso interforze, prima che il Parlamento approvi la legge delega; e una preoccupazione ancora maggiore per l’eventualità non remota che l’emanazione dei decreti delegati, recanti la lista dei provvedimenti di riduzione/soppressione/riorganizzazione e che avranno ricadute pesanti sulla vita e sul lavoro di migliaia di lavoratori civili e militari e delle loro famiglie, possa avvenire a Camere sciolte, e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento che noi reputiamo imprescindibile in un processo riformatore che riguarda uno dei settori nevralgici del Paese.
E proprio in considerazione dell’importanza che la riforma della Difesa assume per il Paese e della necessità che la stessa avvenga sotto il controllo del Parlamento, abbiamo invitato le forze politiche presenti in Parlamento a prendere in seria considerazione l’ipotesi di rinviare ogni scelta alla prossima legislatura.
Vedremo nelle prossime settimane, attraverso il dibattito che si svilupperà in Commissione, le posizioni che emergeranno dai vari Gruppi, e ne daremo conto ai colleghi. Ma non siamo certamente ottimisti……
Il Ministro Di Paola; dietro, il Capo di SMD Abrate
Martedì 13 novembre u.s. la Commissione Difesa della Camera ha iniziato l’esame del disegno di legge recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, già approvato dal Senato (Notiziario n. 149 del 7 u.s.) e che alla Camera avrà come relatori gli onn. Cirielli e Garofani.
Nel suo intervento iniziale di illustrazione del provvedimento (Atto Camera n. 5569, pubblicato sul nostro sito insieme ai Resoconti parlamentari), il Presidente della Commissione nonché relatore on. Cirielli ha richiamato quelli che a lui appaiono i principali filoni d’intervento del disegno di legge delega (DDLD):
– la razionalizzazionedelle risorse anche attraverso una migliore allocazione delle stesse;
– la funzionalità dello strumento militare a fronte della prevista contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni, che “imporrà di intervenire mediante accorpamenti, unificazioni di funzioni in ottica interforze, e ridefinizione di procedure e compiti delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativa… riorganizzazione degli organismi di vertice e territoriali, delle strutture preposte al settore infrastrutturale e alla formazione e addestramento, degli arsenali e dei poli di mantenimento, nonché degli stabilimenti e dei centri manutentivi”.
– “l’impatto sul personale della revisione dello strumento” che rappresenta “il punto più delicato del provvedimento” e prevede “la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare a 150.000 unità, nonché del personale civile del Ministero della difesa a 20.000 unità, da conseguire entro l’anno 2024”, e – aggiunge l’on Cirielli – “con riferimento al personale civile, la riduzione delle dotazioni organiche potrà avvenire anche con: agevolazioni della mobilità interna; trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale; il ricorso a forme di lavoro a distanza; trasferimenti presso altre pubbliche amministrazioni“ . Ammazza quanti vantaggi avremo per perdere 10mila posti di lavoro!
Conclusivamente, l’on. Cirielli ha detto che “si tratta di un provvedimento di grande rilievo, per il quale auspica che la Commissione possa svolgere in tempi serrati l’istruttoria più ampia e approfondita possibile, compatibilmente con i tempi di esame dettati dalla necessità di concluderne l’esame parlamentare entro la fine della legislatura”, auspicio ribadito subito dopo anche dal Ministro, presente ai lavori, che ha riproposto, passo passo, la stessa analisi e le identiche considerazioni che gli abbiamo sentito svolgere in molte altre Sedi.
Sono poi iniziati gli interventi, primi fra tutti quelli degli onn. Cicu (PDL) e Rugghia (PD), che hanno espresso entrambi valutazioni positive sul provvedimento, con quest’ultimo che, in relazione alla “marcata” riduzione del personale, ha detto che questa riduzione “non può non accompagnarsi a misure di comprensione per i problemi che riguardano tale personale” (vorremmo capire in cosa si tradurranno queste misure di comprensione). Ci sono stati anche interventi critici: dell’on. Speciale che ha affermato che il provvedimento“ è stato costruito sulla pelle del personale”; dell’on. Di Stanislao che ha detto che “è sospetta tutta questa fretta di approvare il provvedimento” ; infine, dell’on. Calipari che ha affermato che “le ineludibili esigenze di celerità dell’attività istruttoria debbano coniugarsi con lo sforzo di svolgere un esame consono al ruolo ed al prestigio dell’istituzione parlamentare, che risulterebbero sviliti ove si intenda semplicemente ratificare il testo approvato dal Senato”. Approviamo incondizionatamente!
L’esame del DDLD proseguirà in Commissione questa settimana, e per domani 20 nov. ore 14.45 è in agenda l’audizione informale delle OO.SS. nazionali, alla quale parteciperemo e nella quale, sulla base delle considerazioni già svolte, chiederemo una attenta riflessione sul testo approvato dal Senato. E lo stesso (pensiamo) chiederanno anche le Rappresentanze militari, molto critiche, come noi, sul DDLD.
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 26 del 13 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni con il Ministro della F.P. Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. i primi dati, parziali e controversi, su organici ed esuberi conseguenti alla Legge 135/2012 e nella quale è stato preannunciato per l’ennesima volta l’esame congiunto su DPCM organici/mobilità e l’apertura del confronto all’Aran su relazioni sindacali e precariato, che era stata la richiesta a suo tempo fatta dalla CSE e accolta dal Ministro.
” In data odierna si è svolta a Palazzo Vidoni un incontro fra il Ministro Patroni Griffi e le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative, propedeutico all’esame congiunto che si dovrà tenere nelle prossime settimane, sempre al tavolo politico, per le valutazioni sul DPCM che recepisce le nuove dotazioni organiche del personale dei diversi comparti del Pubblico Impiego, ridotte nelle percentuali previste dal DL 95/2012, quello della c.d. spending review, e sui criteri connessi ai processi di mobilità del personale in soprannumero.
Il materiale che è stato consegnato dalla Funzione Pubblica comprende i dati relativi al personale dirigente e delle aree funzionali di alcune delle Amministrazioni Centrali del Comparto Ministeri, degli Enti Pubblici di ricerca, di alcuni degli Enti Pubblici non economici e della Autorità di Bacino; mancano ancora i numeri di diverse Amministrazioni, Agenzie ed Enti per poter avere un quadro di insieme che, mettendo in relazione le nuove dotazioni organiche con le presenze effettive, possa dare un primo segnale in ordine alle reali eccedenze numeriche del personale.
A un primo esame dobbiamo subito rilevare come appare assolutamente non condivisibile il metodo utilizzato che pone in molti casi il sindacato di fronte al fatto compiuto, considerato che i rappresentanti del Ministero della Funzione Pubblica hanno dichiarato di aver in qualche caso, e per alcune amministrazioni, già provveduto ad effettuare in modo assolutamente unilaterale compensazioni sulle dotazioni organiche.
Inoltre, lo stesso dato che emerge dalla documentazione, rilanciato pomposamente da dichiarazioni stampa del Ministro Patroni Griffi pari al momento a presunte 4.028 unità di personale in eccedenza, è calcolato non sul rapporto tra dotazioni organiche e presenti di singolo Ente o Amministrazione, ma per area funzionale, con il risultato che in parecchie amministrazioni, pur a fronte di notevoli carenze in alcune aree, viene dichiarato in eccedenza il personale dell’altra area.
Il tutto assume caratteristiche grottesche in alcune Amministrazioni (vedi Ministero dei Beni Culturali) dove viene rilevato un esubero di personale di seconda area che ha già superato le procedura di passaggio interno per la terza area e che è in attesa di stipulare il contratto.
Ricordiamo comunque che in ogni caso, e a voler tenere per buoni i “numeri” dati dal Ministro, deve essere ancora verificata l’applicazione di quanto previsto dall’art. 2 del già citato DL 95/2012 in ordine al pensionamento secondo il regime ordinario, ed alle previsioni di cui alla lettera a) comma 11 del già citato articolo 2 (l’applicazione delle norme ante Fornero).
L’altro punto affrontato nel corso della riunione è stato quello connesso alla emanazione da parte del Ministro Patroni Griffi di due direttive all’Aran che dovrebbero consentire alla stessa Agenzia, presente al tavolo odierno, di stipulare con le Confederazioni maggiormente rappresentative due veri e propri contratti riguardanti la problematica delle relazioni sindacali, di fatto congelate dopo l’accordo del maggio 2012 e le “prescrizioni” del DL 95, e quella del precariato nel Pubblico Impiego.
Si tratta dell’ennesimo annuncio rispetto agli impegni presi dal Ministro nelle precedenti riunioni. Rileviamo però come mancano all’appello, ancora, le parti salienti dell’accordo che noi come CSE abbiamo proposto e che riteniamo vadano inserite all’interno della direttiva all’Aran. Ci riferiamo in particolare alle modalità di utilizzo dei risparmi di gestione della PA ai fini del rilancio della contrattazione integrativa, un nuovo modello contrattuale e la possibile rivisitazione di alcune delle attuali norme sul lavoro pubblico, da noi considerate “vessatorie” e sulle quali riteniamo occorra un ripensamento anche di carattere politico.
In definitiva, resta inalterato il giudizio negativo della nostra Confederazione sull’impatto della spending review nella P.A. italiana, una legge, lo ricordiamo, votata purtroppo da tutto il Parlamento a larghissima maggioranza.
Per quanto riguarda gli effetti sui lavoratori pubblici riteniamo necessario avviare una serie di ulteriori approfondimenti con i Coordinamenti Nazionali di Settore che consentano di acquisire informazioni e indicazioni per la imminente trattativa in Funzione Pubblica, mentre sul versante delle singole Amministrazioni occorrerà aprire specifici tavoli tecnici per meglio comprendere le ricadute ed i riflessi legati alla applicazione della norma nelle sue diverse fasi attuative.
Si allega copia del materiale consegnato dalla Funzione Pubblica a carattere riepilogativo (dirigenti e personale delle aree funzionali) e si fa riserva di comunicare la data della riunione dei Coordinamenti Nazionali di Settore.
La Funzione Pubblica ha accolto in toto la proposta della A.D. sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, c.1, L. n. 135(“spending review”), proposta messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva F.P. n. 10/2012 (vds. nostri Notiziari n. 129 del 2 e n. 136 del 17 ottobre 2012).
La norma sopra richiamata dispone il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” con riferimento al personale non dirigente. Rispetto alla dotazione organica attuale discendente dal D.L. 138/2011 ( n. 30.283, di cui: n. 63 in area 1; n. 26.590 in area 2^ e n. 3.630 in area 3^), il via libera della Funzione Pubblica attesta la nuova dotazione organica del personale civile non dirigente in complessive n.27.777 unità, così distribuite: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori. Per quanto riguarda il personale dirigente, la nuova dotazione organica è pari a n. 117 (erano n. 133 post DL 138).
Balza immediatamente agli occhi la vera, grande novità: il rientro in organico di 1.761 lavoratori di area 1^ (1824 – 63) , fino ad oggi tutti in eccedenza e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” al 1.07.2013 e di collocamento in disponibilità (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi, e poi il licenziamento). Era stata, come i colleghi ricorderanno, la prima richiesta di FLP DIFESA, giudicata in un primo momento difficilmente praticabile dallo stesso Ministro Di Paola, e poi invece resa possibile dalle indicazioni venute dalla Direttiva FP n. 10/2012 che, in relazione alla c.d. “compensazione interna”, ha previsto che “.. il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”. Opportunità colta al volo dalla nostra Amministrazione, alla quale va dato atto, nella circostanza, del positivo lavoro fatto.
Ora parte la seconda fase di attuazione della “spending”.Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 (si veda la tabella da noi messa a punto e allegata al Notiziario n.136) sono le seguenti: n. 2.046 in area 1^; n. 24.586 in area 2^ e n. 2.506 in area 3^. Rispetto alle nuove dotazioni organiche approvate dalla F.P., , emergerebbero dunque eccedenze in area 1^ per n. 222 unita e in area 2^ per n. 1.340, e invece carenze per n. 175 unità in area 3^.
Nel complesso, la “eccedenza assoluta”, come la definisce la F.P., , è pari a n. 1.562 unità, a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014 sarebbe però di molto superiore (dai nostri calcoli, n. 232 in area 1^ e n. 2.560 in area 2^, per un totale di n. 2.792 posizioni soprannumerarie riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1, let. a) della Legge 135.
Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 lug.2013, e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma di cui alla richiamata Direttiva FP n. 10, si dovrà tradurre entro il 31 dicembre p.v., tra le altre cose, nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”; nella individuazione nominativa “del personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”; infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.
Come si può capire, la strada da fare è ancora davvero molto lunga e complessa. Ne riparleremo a breve.
In allegato: – la tab. 1 dell’emanando DPCM, relativa alle nuove dotazioni organiche civili della Difesa.
Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete pubblicata in questa pagina. E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che è: un tentativo alquanto scoperto di “captatio benevolentiae” nei confronti dei lavoratori, che avevano a suo tempo riposto molte attese nel nuovo Ministro, profondo conoscitore delle cose di casa Difesa, ma che oggi, a distanza di quasi un anno dall’inizio del suo incarico, appaiono estremamente delusi del suo operato: ne fanno testo non solo i giudizi impietosi che arrivano quotidianamente dalle rappresentanze del personale, ma anche le contestazioni di cui il Ministro è stato oggetto in questi ultimi tempi, come quella plateale di Pisa durante il passaggio in rassegna di un reparto della Folgore. Il Presidente della Provincia di Livorno, presente alla manifestazione, ha detto di “essere rimasto molto sorpreso per la contestazione rivolta a un ministro proveniente dal mondo militare”. La cosa, invece, non sorprende affatto il popolo della Difesa, che in questi mesi lo ha visto all’opera.
In questa lettera, come nelle precedenti due, il Ministro sembra animato da un’ intenzione positiva di trasparenza e di coinvolgimento del proprio personale in ordine alle diverse e complesse questioni sul tappeto, prima fra tutte quella relativa alla riduzione dello strumento militare (disegno di legge delega – D.D.L.D. – A.S. 3271) che proprio qualche giorno fa ha avuto il via libera dal Senato. Anche noi lo pensavamo all’inizio del suo mandato; oggi però non lo pensiamo più, avendo nel corso di questi mesi sperimentato che trasparenza e coinvolgimento sono due parole purtroppo poco frequenti nel vocabolario del Ministro Di Paola. Le vicende sindacali di questi mesi lo provano ampiamente: tanto fumo (leggasi riunioni e fiumi di parole), ma molto poco arrosto, come è testimoniato dal fatto che il nostro Ministro usa decidere senza tenere in nessun conto le proposte che vengono dalle Forze sociali (per es.: il DDLD di riforma dello strumento militare) e in molti casi al netto di qualsiasi confronto preventivo (per es.: il recente riordino della sanità militare).
Tra le proposte che FLP DIFESA aveva fatto in merito alla riassetto della Difesa, c’era al primo posto la questione relativa al taglio di sprechi e privilegi, ancora presenti in abbondanza nella Difesa. Sin da quando il progetto di riforma era ancora in costruzione, avevamo segnalato con forza il problema: nel nostro Notiziario n. 14 del 27.01.2012, che ripubblichiamo in questa pagina, avevamo suggerito al Ministro “un ordine diverso di interventi: prima di pensare a tagli del personale, a esuberi e a ipotetiche mobilità verso altre PP.AA.. ….forse è meglio avviare l’operazione cominciando ad azzerare gli sprechi esistenti e a cancellare alcuni privilegi davvero fuori luogo e fuori tempo che, nel mentre mancano negli Enti le risorse per le cose più elementari (pulizie dei locali; acquisti materiali ufficio; sfalcio sterpaglie; etc.), vengono incredibilmente mantenuti suscitando la crescente e critica attenzione della pubblica opinione”, concludendo alla fine con questo invito: “Sig. Ministro, prima di mandar via personale, cominci da qui l’operazione tagli… sarà più credibile!”. Come sempre, il Ministro non ha tenuto alcun conto della nostra sollecitazione, ed è andato avanti con il suo progetto di riforma, non toccando sprechi e privilegi (in quel Notiziario ne avevamo segnalato alcuni) ma in compenso tagliando 43.000 posti di lavoro tra civili e militari. E la cosa appare davvero vergognosa!
Se ne è avuta una ulteriore conferma da un articolo apparso venerdì 9 u.s. su “La Repubblica”, che ha fatto parecchio rumore nei palazzi romani e che alleghiamo al presente Notiziario per l’utile conoscenza da parte dei colleghi. Leggendolo, si comprende bene perché il progetto di riforma del Ministro Di Paola appaia così poco credibile, e per questo dovrebbe essere stoppato: noi lavoreremo in proposito!
Su questa stessa pagina , troverete allegato il testo integrale del disegno di legge delega approvato dal Senato.
Si è svolta il 30 ottobre u.s. a palazzo Aeronautica una riunione presieduta dal Capo del 1° Reparto nella quale la F.A. ha illustrato i provvedimenti di riordino previsti per il quadriiennio 2012-2015 e le linee di indirizzo per l’impiego del personale in previsione dello scenario futuro (nuova riduzione delle dotazioni organiche ex Legge 135/2012 e riassetto in chiave riduttiva della strumento militare ex DDLD Di Paola).
Questi in sintesi gli argomenti trattati (le slides di presentazione sono pubblicate sul nostro sito).
* Aggiornamento provvedimenti di riordino avviati in vigenza del D.Lgs. 253/2005:
i piani di reimpiego del 32° GRAM Otranto e 34° GRAM Siracusasaranno resi operativi dal 1 lug. p.v.:
procedura ordinaria di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Cagliari Elmas (avvio concertazione locale in novembre p.v. sulla base della disponibilità rilevate da SMA in ambito A.M. -R.S.S.T.A. Decimomannu – e in ambito altre FF.AA. – n. 2 Esercito e n. 5 Marina-)e per il 14° D.C. Modena (il piano di reimpiego è all’attenzione del Gabinetto dopo la già avvenuta concertazione locale);
procedura semplificata di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Brindisi, atteso che la F.A., in ragione delle proprie esigenze, intende ridimensionare la struttura, ma mantenerne alcune attività;
procedura di reimpiego sospesa invece per l’ 11° RMV di Sigonella che dovrebbe essere riconfigurato per diventare sede di attività manutentive di altro sistema d’arma (esigenza di riconversione professionale per le 35 unità effettive) e per il 2° GRUMAUTO di Forlì che continuerà a vivere e operare almeno fino al 2020, anno della possibile rilocazione nella sede di Cervia, ancora allo studio.
* Provvedimenti di riordino 2012-2015
Conferma dei provvedimenti previsti per il 2012 illustrati nella riunione del 30 mag. u.s. e precisamente:
– riorganizzazione dell’Infermeria presidiaria di Bari e Milano, della Infermeria Polifunzionale di Pozzuoli eComm. Sanitaria d’ Appello, tutti a procedura semplificata e in attuazione dal 1 nov. p.v.;
– soppressione del 5° STD di Venezia Tessera e del 3° STD di Finale Ligure, entrambi a procedura ordinaria (per Finale Ligure, il provvedimento potrebbe anche slittare al 2013).
Preannuncio dei nuovi provvedimenti di cui alle slides allegate, dei quali: alcuni traguarderanno il 2015, saranno a procedura ordinaria di reimpiego e interesseranno il 1° Rep. Genio Milano, il 2° D.C. Gallarate (rilocazione funzioni a Cameri), il 50° Stormo Piacenza (riorganizzazione) e il Gruppo Rifornimenti Torricola (riorganizzazione su Borgo Piave); altri, il CNSR Monte Cavo (soppressione) e la Sq.TLC Ciampino (rilocazione su Borgo Piave) saranno a procedura ordinaria, in anno non ancora definito.
Detti provvedimenti potrebbero essere inseriti nei decreti attuativi della legge delega di riforma, o, una volta ottenuto l’avallo dal Vertice politico, essere ricondotte alle competenze dei Capi SMD o SMA.
* Ridefinizione delle dotazioni organiche a seguito dei tagli ex art. 2 Legge 135/2012
In conseguenza del nuovo taglio degli organici disposto dalla L. 135/2012, nel quadro delle nuove dotazioni civili della Difesa (n. 27.747 ?), la quota parte per A.M. dovrebbe aggirarsi intorno alle 4.100 unità circa rispetto ad una consistenza effettiva attualmente pari a n. 4.429, considerata al lordo dei soprannumeri. La nuova dotazione dovrà poi essere “esplosa” su tutti gli Enti di F.A., che pertanto andranno incontro ad una revisione riduttiva cui si provvederà entro giugno 2013, che sarà oggetto di specifica circolare ordinativa e, su espressa richiesta FLP, sarà accompagnata dalla consultazione di RSU e OO.SS. territ. La revisione degli organici locali avverrà attraverso la graduale anemizzazione delle posizioni vacanti e di quelle non più funzionali alle esigenze della F.A., privilegiando comunque le posizioni tecnico-manutentive.
Nella mattinata di oggi si è svolta in Roma, di fronte a Palazzo Baracchini, una assemblea dei lavoratori civili di Persociv promossa unitariamente dalle OO.SS. CGIL-CISL-UIL-FLP-CONFSAL/UNSA e UGL/INTESA Territoriali di Roma a seguito delle notizie, confermate dalla stessa dr.ssa Preti (vds. Notiziario n. 126 del 27 set. u.s.), circa il possibile trasferimento di sede dalla nostra D.G. nel comprensorio della Cecchignola che sarebbe connesso ad una ipotesi di accorpamento delle due attuali Direzioni Generali del personale (Persomil e Persociv) e potrebbe interessare anche Previmil. A tal riguardo, l’Amministrazione ha affidato ad una multinazionale americana di servizi alle imprese, la Price Waterhouse Coopers, uno studio di fattibilità al costo (pare) di 400.000 euro (davvero una enormità in tempi di spending review) che è già stato oggetto di interrogazioni parlamentari (on. Rugghia e altri).
E’ facile immaginare come una proposta del genere abbia dato la stura ad una serie di comprensibili e giustificate preoccupazioni: in primo luogo, da parte dei circa 400 lavoratori direttamente interessati al trasferimento a causa dei notevoli disagi cui andrebbero incontro di fronte ad uno spostamento davvero “dall’altra parte del mondo”; in secondo luogo, da parte di coloro che frequentano Persociv, che verrebbe con il trasferimento ad assumere una posizione fortemente decentrata; e, infine, da parte dell’intera categoria e di tutto il Sindacato che giustamente vedono nell’ipotesi di accorpamento di Persociv l’inaccettabile tentativo di mettere in discussione la nostra D.G. E tutto questo, nel quadro di un processo di riforma, quella voluta dal Ministro Di Paola, di cui assistiamo quotidianamente al trapelare di notizie legate a “pacchetti d’ordine” con chiusure (Sanità militare), riorganizzazioni prive di senso logico (IGM e CME Firenze, di cui diremo in un prossimo Notiziario), revisioni di interi settori (Logistico), il tutto al netto di ogni confronto preventivo con le OO.SS.
Ed ecco allora che, alla preoccupazione dei colleghi di Persociv, si è aggiunta quella delle OO.SS. nazionali che hanno ritrovato le ragioni dell’unità per scendere in piazza insieme ai tantissimi lavoratori presenti di fronte a Palazzo Baracchini, dando vita ad una manifestazione riuscitissima, nel corso della quale una delegazione formata da alcuni lavoratori, dalla RSU di Persociv, da rappresentanti delle OO.SS. territoriali e dai Dirigenti nazionali è stata ricevuta dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa A. Fava.
Nel corso dell’incontro, tutte le Parti sociali hanno rappresentato l’inderogabile necessità di “fermare le bocce” su Persociv e su tutta la fase in divenire di livello nazionale, e di aprire con urgenza un tavolo di confronto sui vari provvedimenti in gestazione e sulle ricadute degli stessi, prima della loro attuazione. La dr.ssa Fava ha preso atto delle richieste unitarie e si è impegnata a riferire immediatamente all’Autorità Politica.
Un approdo che è apparso un po’ deludente all’assemblea, ma dalla quale è comunque emersa la forte volontà di tutti di mantenere alto il livello di mobilitazione e di attenzione rispetto ad un problema che ha un forte significato politico e una portata notevole per i tutti i dipendenti civili della Difesa, e che, per le ricadute in loco, vedrà coinvolte in primo luogo le RSU di Persociv e le OO.SS. terr. In allegato, il comunicato nazionale unitario emesso a conclusione dell’assemblea, con preghiera di massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori e di affissione in tutti i posti di lavoro.
Dentro la manifestazione (sulla sinistra, di spalle, E. Di Grazia).
Notiziario n. 139 del 22 ottobre 2012 –
La Camera dei Deputati
Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 24 del 19.10.2012 relativo al disegno di legge di stabilità 2013 che, nel testo inviato alla Camera dei Deputati, risulta fortunatamente privo dell’ art. 8 presente nello schema di provvedimento entrato in Consiglio dei Ministri e che recava le misure estremamente penalizzanti per i lavoratori pubblici che avevamo denunciato nel nostro precedente Notiziario n. 133 del 10 u.s..
” Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri nella giornata del 9 u.s. del DDL di Stabilità, ancora una volta si è levata forte l’indignazione di tutti lavoratori ed in particolare quelli pubblici per i quali, oltre al previsto aumento dell’IVA e conseguente aumento delle tariffe e dei prezzi ed al taglio di un miliardo di euro per la Sanità con conseguente riduzione della qualità e quantità dei servizi alla salute per i cittadini, veniva operato “un trattamento di favore” con un ulteriore taglio al salario attraverso il blocco dei contratti per gli anni 2013-2014 e la soppressione dell’indennità di vacanza contrattuale.
A questo, il Governo aggiungeva il taglio della retribuzione relativa ai tre giorni di permesso di cui alla legge 104/1992 per l’assistenza ai genitori disabili, retribuzione che prima veniva corrisposta per intero: una misura indegna di un paese civile e che aggiungeva una incomprensibile disparità di trattamento fra lavoratori pubblici e lavoratori privati.
Forse perché consapevoli della pesantezza dei provvedimenti nei confronti dei lavoratori, forse perché si sta avvicinando la fase elettorale, finalmente anche sul fronte della politica si è mosso qualche cosa e sia le forze che sostengono il Governo Monti sia quelle di opposizione stanno intervenendo in maniera pesante sul Governo per modificare la manovra, almeno così sembra.
Ebbene, la prima e forse unica buona notizia che possiamo rilevare dalla lettura del testo relativo al provvedimento di legge che è approdato alla Camera è quella legata alla parte relativa al Pubblico Impiego con la completa “sparizione” del ex art. 8 del testo che era apparso sulla stampa e sul web e delle conseguenti norme vessatorie; quindi, allo stato, tutto rimane come prima, contratti, indennità di vacanza contrattuale, permessi etc..
Ovviamente seguiremo con attenzione il confronto parlamentare per vigilare affinché le sorprese non rispuntino, e proprio dalle aule del Parlamento, e confermiamo il nostro impegno ed il nostro intendimento a costruire un percorso che provi a coinvolgere tutte le forze sindacali andando oltre i problemi di singola categoria, per opporci al “potere dei poteri forti” e difendendo il diritto al lavoro ed alle tutele, per una società più giusta soprattutto per i lavoratori e per i cittadini.
Notiziario n. 176 del 20 dicembre 2012 – Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali, alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda a conclusione della […]
Notiziario n. 169 del 6 dicembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 29 del 05 dicembre 2012 relativo all’ incontro con il Ministro Patroni Griffi che si è tenuto nel pomeriggio del 3 dicembre presso la sede della Funzione Pubblica. ” Nulla o poco di nuovo, il risultato dell’incontro con il Ministro […]
Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 – Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569 già approvato dal Senato e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa. Nel […]
Notiziario n. 158 del 19 novembre 2012 – Martedì 13 novembre u.s. la Commissione Difesa della Camera ha iniziato l’esame del disegno di legge recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, già approvato dal Senato (Notiziario n. 149 del 7 u.s.) e che alla Camera avrà come relatori gli onn. Cirielli […]
Notiziario n. 154 del 14 novembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 26 del 13 novembre 2012 relativo alla riunione avvenuta in pari data a Palazzo Vidoni con il Ministro della F.P. Patroni Griffi nella quale sono stati forniti alle OO.SS. i primi dati, parziali e controversi, su organici ed esuberi conseguenti […]
Notiziario n. 152 del 13 novembre 2012 – La Funzione Pubblica ha accolto in toto la proposta della A.D. sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, c.1, L. n. 135 (“spending review”), proposta messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva F.P. n. 10/2012 (vds. nostri Notiziari n. 129 del 2 e n. […]
Notiziario n. 151 del 12 novembre 2012 – Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete pubblicata in questa pagina. E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che […]
Notiziario n. 146 del 2 novembre 2012 – Si è svolta il 30 ottobre u.s. a palazzo Aeronautica una riunione presieduta dal Capo del 1° Reparto nella quale la F.A. ha illustrato i provvedimenti di riordino previsti per il quadriiennio 2012-2015 e le linee di indirizzo per l’impiego del personale in previsione dello scenario futuro […]
Notiziario n. 142 del 26 ottobre 2012 – Nella mattinata di oggi si è svolta in Roma, di fronte a Palazzo Baracchini, una assemblea dei lavoratori civili di Persociv promossa unitariamente dalle OO.SS. CGIL-CISL-UIL-FLP-CONFSAL/UNSA e UGL/INTESA Territoriali di Roma a seguito delle notizie, confermate dalla stessa dr.ssa Preti (vds. Notiziario n. 126 del 27 set. […]
Notiziario n. 139 del 22 ottobre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 24 del 19.10.2012 relativo al disegno di legge di stabilità 2013 che, nel testo inviato alla Camera dei Deputati, risulta fortunatamente privo dell’ art. 8 presente nello schema di provvedimento entrato in Consiglio dei Ministri e che recava le misure […]