Nella giornata di venerdì 6 u.s., Persociv ha pubblicato sul proprio sito la circolare qui allegata n. 52028 di pari data avente per oggetto i pensionamenti in soprannumero previsti dalla L. 7.08.2012, n. 135 (conversione in legge del DL 95, spending review), con la quale ha offerto alcuni chiarimenti e invitato gli Enti a operare entro il 20 set. le verifiche del caso, in particolare per quanto riguarda gli esodi volontari.
Come si ricorderà, la Funzione Pubblica ha emanato in data 29 luglio u.s. la circolare n. 3 con la quale ha fornito indirizzi e criteri per dare attuazione ai pensionamenti nel caso di posizioni soprannumerarie risultanti dal confronto tra le attuali presenze effettive di personale e le dotazioni organiche rideterminate sulla base di quanto disposto dalla stessa L. 135, e poi recepite nel DPCM 22.01.2013. Nello specifico della Difesa, le posizioni soprannumerarie risultano tutte a carico della 1^ e (soprattutto) della 2^ area, e dovrebbero attualmente aggirarsi in tutto intorno al migliaio circa. Detta circolare della F.P. stabilisce innanzitutto che “il riassorbimento della soprannumerarietà deve essere compiuto dando priorità ai pensionamenti secondo le regole ordinarie”, e cioè secondo le nuove regole introdotte dalla legge Fornero; in via subordinata, e l’ipotesi riguarda sicuramente la Difesa, si dovrà dar corso ai pensionamentiricorrendo in primo luogo all’esodo volontario, e cioè all’uscita dal servizio per dimissioni del lavoratore, e, in secondo luogo, alla risoluzione unilaterale obbligatoria del rapporto di lavoro del dipendente, con collocazione dello stesso in pensione (si veda il Notiziario n. 88 del 5 agosto u.s.). Va inoltre ricordato a tal proposito che il Decreto Legge n. 101 del 31 agosto u.s. ha spostato al 31 dicembre 2015 (invece che al 31 dicembre 2014) il termine previsto per la maturazione dei requisiti pensionistici in base alla previgente disciplina ai fini dell’assorbimento delle posizioni soprannumerarie.
Ebbene, anche alla luce delle novità di cui sopra, la nostra Direzione Generale con la circolare del 6 set. u.s. ha innanzitutto invitato gli Enti della Difesa a “ricontrollare l’esattezza dei dati e a confermare/correggere gli stessi” che sono riportati negli elenchi allegati alla circolare (ma non pubblicati sul sito), messi a punto e più volte aggiornati in questi mesi; in secondo luogo, ha chiesto agli Enti di comunicare i nominativi di coloro che, in possesso dei requisiti pre Fornero (l’allegato 3 della circolare reca una utilissima tabella esplicativa) “intenderebbero avvalersi della procedura di esodo volontario”. Gli Enti dovranno ottemperare agli adempimenti richiesti dalla D.G. entro il 20 settembre p.v.
Il termine del 20 settembre è probabilmente legato anche alla disposizione contenuta nel Decreto Legge n. 101 (pubblicato sul nostro sito) che, all’art. 2, comma 1, let a), prevede che la predisposizione della “previsione delle cessazioni dal servizio” ai fini della verifica della riassorbibilità delle posizioni soprannumerarie, originariamente prevista entro il 31.12.2012, sia effettuata dalle Amministrazioni entro il 30 settembre 2013, e questo anche ai fini della copertura dei posti vacanti nelle aree con carenze, che il D.L. 101 dispone debbano essere computate “al netto di un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario al complesso delle unita’ soprannumerarie”. La cosa interessa molto la nostra Amministrazione, che ha necessità di assumere le 175 unità carenti in area 3^, che porterebbero un po’ di ossigeno alla pesante situazione che vivono molti Enti, in particolare quelli della c.d. area industriale, oltre che assicurare il lavoro a coloro che, già vincitori di concorso, sono da tempo in attesa di assunzione
Infine, con riferimento alla possibilità di individuare gli “ulteriori criteri” per i pensionamenti in soprannumero, segnaliamo la richiesta avanzata da FLP DIFESA con la nota dell’8 agosto u.s. qui allegata.
Dopo lunghissima attesa, il 29 luglio u.s. è stata finalmente emanata la circolare della Funzione Pubblica (F.P.) sui pensionamenti in caso di soprannumero previsti dalla legge n. 135/2012, che in quella data abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito. Tenuto conto delle tante richieste di chiarimento che ci continuano a pervenire, proviamo a darne una sintesi ragionata con l’occhio rivolto alla Difesa.
Partiamo dall’inizio: in applicazione dell’art. 2, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135 (“spending review”), che aveva disposto “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico” del personale non dirigente, l’ A.D. ha provveduto a rimodulare al 31.10.2012 le dotazioni organiche civili, che il DPCM 22.01.2013 fissa oggi in: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63 a seguito L.148/2011); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. La nuova dotazione del personale dirigente è invece pari a n. 117 (erano n. 133).
A seguito delle riduzioni di cui sopra, poste in essere attraverso la scrupolosa attuazione degli indirizzi di cui alla Direttiva n. 10/2012 della F.P., (qui allegata), nel confronto tra i nuovi organici e le presenze effettive di personale, risultavano, a quella data (31.10.2012), eccedenze (“soprannumeri”) in area 1^ (n. 222) e soprattutto in area 2^ (n. 1.340), mentre l’area 3^ risultava carente per 175 posizioni, destinate tutte ai vincitori di concorso. Dunque, la Difesa registrava alla data del 31.10.2012un soprannumero complessivo di circa 1.500 posizioni, che però, allo stato, in conseguenza delle cessazioni dal servizio intervenute dall’ottobre 2012 a oggi, si è certo ridotto (i soprannumeri non dovrebbero superare oggi le 1.100 unità circa). Detti soprannumeri si sarebbero trasformati entro il 30 giugno 2013 inveri e propri esuberi da collocare in disponibilità (la cassa integrazione degli statali, prevista dall’art. 33 D.Lgs. 165/2001 così come riscritto da Brunetta attraverso l’art. n. 16 della L. 183/2011), con trattamento economico complessivo ridotto, di fatto, al 60 % rispetto a quello attualmente in godimento.
Lo stesso articolo della L.135/2012, al comma 11, prevedeva però la possibilità di riassorbimento di quei lavoratori in soprannumero che fossero in possesso, alla data del 31.12.2014, dei requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione con le regole vigenti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero (art. 24 D.L. 6.12.2011, n. 201), e cioè con il sistema delle c.d. “quote”.
Ebbene, con riferimento alla situazione della Difesa, la ricognizione operata da Persociv evidenziava la presenza al 31.10.2012 di un numero ben superiore, quasi il doppio, di lavoratori in possesso dei requisiti pre Fornero (si veda la tabella, allegata al Notiziario n. 136 del 17.10.2012, che qui ripubblichiamo in allegato, a suo tempo predisposta da FLP DIFESA sulla base dei dati forniti dal Gabinetto), condizione questa che da una parte scongiura infauste ipotesi di esubero, ma dall’altra impone il rientro “nei limiti della necessità di riassorbimento”, che dalla ricognizione di Persociv, come si può vedere, risulterebbero molto inferiori rispetto al personale in possesso dei requisiti pre legge Fornero.
In questo contesto, la F.P. ha emanato in data 29 luglio 2013 la circolare n. 3 (qui allegata) che reca indirizzi e criteri per dare attuazione ai “pensionamenti in caso di soprannumero” previsti dalla L. 135/2012 sulla spending review,ma precisando al contempo che “le Amministrazioni che intendano adottare criteri ulteriori ed eventualmente diversi rispetto agli indirizzi contenuti nella presente circolare dovranno comunque adottare criteri generali ed oggettivi da seguire, previa informativa ed eventuale esame con le organizzazioni sindacali rappresentative..”.
La circolare della F.P. stabilisce innanzitutto che “il riassorbimento della soprannumerarietà deve essere compiuto dando priorità ai pensionamenti secondo le regole ordinarie”, e cioè secondo le nuove regole introdotte dalla legge Fornero; in via subordinata, e l’ipotesi riguarda sicuramente la nostra Amministrazione, si darà corso ai pensionamentiricorrendo in primo luogo all’esodo volontario, e cioè all’uscita dal servizio per dimissioni del lavoratore, e, in secondo luogo, alla risoluzione unilaterale obbligatoria del rapporto di lavoro del dipendente, con collocazione dello stesso in pensione.
La circolare della F.P. prevede anche che “gli ambiti istituzionali e/o territoriali in cui applicare i pensionamenti in deroga possono essere prestabiliti da ciascuna Amministrazione sulla base di criteri oggettivi e predeterminati, previa informativa ed eventuale esame sindacale…, che tengano conto dei fabbisogni e del livello di copertura degli organici per sede o per ambito istituzionale”.
Due evidenti flessibilità, dunque, la prima relativa alla possibilità di adottare in ambito Amministrazione “criteri ulteriori ed eventualmente diversi” e la seconda relativa “agli ambiti istituzionali e/o territoriali in cui applicare i pensionamenti in deroga”, rispetto ai quali appare utile un approfondimento e un confronto con l’Amministrazione, che abbiamo già richiesto con la nota che si allega in copia al presente Notiziario.
Torniamo ai pensionamenti in soprannumero. Due, in buona sostanza, le opzioni previste dalla circolare:
Esodo volontario
La leva principale per l’assorbimento dei soprannumeri è costituita certamente dal “ricorso prioritario, nei limiti del soprannumero, all’esodo volontario, ossia l’attuazione dei pensionamenti in base alle domande presentate dai dipendenti muniti dei requisiti necessari”. E con questa importante precisazione: in caso di domande eccedenti il contingente del soprannumero, è ragionevole seguire il “criterio della maggiore anzianità contributiva” .
A tal proposito, l’Amministrazione dovrà porre in essere “ogni necessaria attività di immediata informazione sulla accessibilità del diritto a pensione” per i lavoratori in possesso dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico con le regole previgenti all’entrata in vigore della Legge Fornero
Risoluzione unilaterale del rapporto obbligatoria e pensionamenti in deroga
Questa seconda opzione può essere utilizzata dall’Amministrazione solo nel caso in cui non sia stato possibile assorbire tutte le posizioni soprannumerarie attraverso l’esodo volontario, e prevede la risoluzione del rapporto di lavoro senza necessità di motivazione e con un preavviso di sei mesi. Anche qui tre importanti precisazioni presenti nella circolare della F.P.:
– in caso di più soggetti possibili destinatari della disposizione, anche in questo caso l’Amministrazione dovrà ragionevolmente seguire il criterio “della maggiore anzianità contributiva”;
– l’Amministrazione dovrà “collocare a riposo in via prioritaria anche in presenza di altri possibili destinatari” quei lavoratori che, nell’ambito dei soprannumeri, “maturano i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o raggiungono il limite ordinamentale dei 65 anni, essendo già titolari del diritto a pensione, o il requisito dei 40 anni di anzianità contributiva per la pensione di anzianità a prescindere dall’età”.
– detti pensionamenti riguardano in ogni caso “anche i dipendenti già collocati in esonero, alle stesse condizioni degli altri dipendenti”
E’ importante sottolineare, a tal riguardo, che l’accesso a questo speciale regime di pensionamento è esteso a tutti i lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalle regole pre riforma Fornero che matureranno entro il 31.12.2014, ma (attenzione!) “nei limiti in cui la decorrenza del trattamento avvenga entro tale termine”. Pertanto, il 31 dicembre 2014 va considerato come termine ultimo con esclusivo riferimento alla “decorrenza del trattamento”, ivi compresa dunque il tempo per far scattare la la c.d. “finestra mobile”, e non già come termine di maturazione dei requisiti per l’accesso al trattamento.
Ai fini della decorrenza del trattamento, dovendo necessariamente tener conto della “finestra mobile” entrata in vigore il 1 gennaio 2011, “la pensione avrà decorrenza immediata per coloro che hanno maturato i requisiti prima del 1 gennaio 2011 e nei confronti di coloro per i quali sono già decorsi 12 mesi dalla maturazione dei primi requisiti per l’accesso a pensione”, che dovranno però essere raggiunti “al massimo entro la data del 30 dicembre 2013” in quanto la decorrenza della pensione avrebbe corso dal 31.12.2014. Per quanto riguarda invece i 40 anni di contribuzione indipendentemente dall’età anagrafica, detto limite deve essere raggiunto entro la data del 30.10.2013, con decorrenza pensione dal 31.12.2014.
I requisiti di accesso al trattamento pensionistico con le regole pre Fornero sono quelle indicate al punto 7. della circolare della F.P., con riferimento sia alla “pensione di vecchiaia” – punto 7.1, let.a) – che alla “pensione di anzianità” – punto 7.2, alla quale rinviamo per questi aspetti.
Va però opportunamente ricordato, a tal proposito, che la riforma Fornero ha mantenuto in vigore il regime sperimentale speciale previsto per le lavoratrici, che consente l’accesso alla pensione con anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed età pari o superiore a 57 anni, a condizione però che la liquidazione del trattamento previdenziale avvenga solo con le regole del sistema contributivo.
Per quanto attiene la liquidazione del trattamento di fine servizio (TFS) , la circolare ricorda le due fattispecie, individuate dall’art.2, comma 11, let. a), sub 1 e 2, della legge 135/2012, sulla base della data di maturazione dei requisiti:
– per i lavoratori che maturino i requisiti alla data del 31.12.2011, il TFS “verrà corrisposto al momento della maturazione del diritto alla corresponsione dello stesso sulla base di quanto stabilito dall’art.1, commi 22 e 23 della Legge 14.09.2011, n. 148”
– viceversa, per i lavoratori che maturino i requisiti successivamente al 31.12.2011, il TFS sarà corrisposto “al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione dello stesso secondo le disposizioni dell’art.24 del DL n.201 del 2011 (riforma Fornero) e sulla base di quanto stabilito dall’art.1, comma 22, della Legge 14.09.2011, n. 148”
Questi i contenuti principali della circolare F.P. n. 3 del 29.07.2013, che, lo ripetiamo, vede la luce con notevole ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti dalla Direttiva n. 10/2012 della stessa F.P.
A causa di detti ritardi, è di tutta evidenza che il cronoprogramma contenuto nella Direttiva di cui sopra, con riferimento alle fasi dalla n. 3 in avanti, non potrà essere attuato nei tempi previsti in quanto il termine indicato per ciascuna fase è superato. In particolare, risulta abbondantemente scaduto il termine: a) per la predisposizione dei piani previsionali delle cessazioni dal servizio fino al 31.12.2014 e delle cessazioni secondo il regime ordinario; b) per l’ individuazione nominativa del personale in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso allo speciale regime di pensionamento previsto dall’art. 2 legge n. 135/2012 e del personale che cessa secondo il regime ordinario.
A tal riguardo, però, la circolare della F.P. non reca assolutamente nulla, come peraltro non fissa termini temporali precisi per la presentazione delle domande relativi all’esodo volontario, chepotrebbero pertanto essere diversamente fissate da ciascuna A.P. interessata, e dunque anche dalla Difesa.
Di seguito, in allegato, la lettera già inviata al Sottosegretario Pinotti con richiesta di incontro per approfondire tutti gli aspetti legati ai pensionamenti in soprannumero; la restante documentazione di cui si fa cenno in questo Notiziario, è anch’essa pubblicata di seguito.
E’ approdato in Commissione Difesa della Camera lo “Schema di DPR concernente regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione”.
Come noto, allo scopo di “ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare la qualita’ delle attivita’ formative” e nel quadro del processo di razionalizzazione e ottimizzazione di tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche fissato dalla c.d. “spending review”, l’art art. 11, comma 2, del D.L. 6.07.2012, n. 95 ha disposto che ”con uno o piu’ regolamenti adottati su proposta del Ministro della difesa di concerto con i Ministri MEF e per la P.A., entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto…. si provvede al riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione in conformità con i criteri indicati al comma 1” del sopra citato art. 11 del DL 95.
Lo “Schema“ , il cui testo pubblichiamo in questa pagina, è stato predisposto dal nostro Ufficio Legislativo ed è stato oggetto di esame sul tavolo nazionale nella riunione del 13 dic. 2012 (vds. Notiziario n. 174 di pari data). Questi i provvedimenti previsti: per l’Esercito, la soppressione entro il 31 dicembre 2014 del Raggruppamento unità addestrative per la formazione dei volontari dell’Esercito e del 47o Reggimento addestramento volontari «Ferrara», entrambi con sede a Capua; per l’Aeronautica, la soppressione, entro il 31 dicembre 2013, del Centro di formazione didattica e manageriale dell’Aeronautica militare (CEFODIMA) di Firenze; per la Marina, la soppressione entro il 31 dicembre 2016 di MARICENTRO Taranto; e infine, per l’Arma dei CC, la soppressione entro il 31 dicembre 2013 della Scuola allievi carabinieri con sede a Benevento e della Scuola allievi carabinieri con sede a Fossano;
Nella riunione del 13 dic. 2012, la nostra O.S. ebbe a lamentare che mentre per quanto riguarda Esercito ed Aeronautica, i rispettivi Stati Maggiori avevano assolto al dovere di informazione nei confronti delle OO.SS. nazionali nelle riunioni tecniche appositamente convocate (riunione con SMA, in data 2.11.2012, vds nostro Notiziario n. 146 di pari data; riunione con SME in data 6.12.2012, vds. Notiziario n.168 di pari data), lo stesso non era avvenuto, almeno fino a quella data, per la Marina e per l’Arma CC. Con questa differenza: che mentre il provvedimento d’interesse della Marina era previsto per il 2016, quelli di competenza dell’Arma dei CC erano previsti invece per il corrente anno 2013.
In sede di illustrazione dello schema di DPR in Commissione Difesa della camera del 15 u.s..(vds. “resoconto” che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato) il relatore ha osservato che “il provvedimento in titolo attua solo parzialmente la delega” di cui al sopra citato art. 11 DL 95 e pertanto, “atteso che il Governo intende adottare ulteriori schemi di regolamento”, vi è la necessità di “esplicitare il rapporto tra lo schema di regolamento in esame e il decreto legislativo che sarà adottato in adempimento della summenzionata delega” (in sede di replica, il Sottosegretario ha poi confermato che trattasi solo “della prima tappa”). Successivamente,con riferimento al reimpiego del personale degli Enti soppressi, preso atto che lo “Schema di DPR” prevede che i relativi provvedimenti vengano adottati “in base alla disciplina vigente, tenuto conto delle esigenze funzionali del Ministero stesso”, ha osservato che la disposizione “appare alquanto generica, soprattutto con riferimento al personale docente e non docente in servizio presso le Scuole Allievi CC di Benevento e Fossano”.
In relazione a quanto sopra, tenuto conto che, a differenza di quanto avvenuto per altre FF.AA., l’Arma dei CC non ha ancora convocato alcuna riunione in sede tecnica con le OO.SS. nazionali per il necessario confronto preliminare in ordine alle ricadute sul personale civile della soppressione degli Enti (di fatto solo Benevento, perché Fossano non ha civili), abbiamo inviato al Gabinetto la nota qui allegata.
Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s., in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il Ministro ha incaricato SMD di dare attuazione ai piani di reimpiego predisposti dagli SS.MM. a seguito dei tavoli locali.
A questa conclusione, che ha saltato completamente l’esame nazionale sulle proposte di reimpiego messe a punto dagli SS.MM., si è giunti a seguito del “disinteresse”(chiamamolo così) manifestato da altre sigle sindacali e in particolare da CGIL-CISL-UIL. Infatti, a differenza di FLP DIFESA che in data 4 u.s. ha chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale” per l’esame, le altre OO.SS. non hanno dato riscontro alcuno agli intendimenti manifestati dal Gabinetto nella nota n. 11907 del 29.03.2013 (”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai piani di reimpiego”, dunque ai trasferimenti. Con il seguente, scontato risultato: cancellare il confronto conclusivo nazionale, dando così il sostanziale via libera ai reimpieghi del personale sulla base delle “proposte” unilaterali elaborate dagli SS.MM., sulle quali sarebbe stato invece quanto mai necessario un ulteriore esame. Un esempio per tutti: il MAGASAN di S.Maria Capua a Vetere (Caserta), la cui proposta di reimpiego prevede che una quindicina di lavoratori venga destinata al “Nucleo Stralcio”, senza indicare per gli stessi la destinazione finale a fine Nucleo. Sarebbe stato necessario che l’A.D. ne discutesse con le OO.SS., e con esse definisse le destinazioni definitive. Il non averlo fatto, produrrà l’effetto che sarà unilateralmente SMD a sceglierne la destinazione definitiva, cosa mai avvenuta, come ci è stato espressamente chiarito nella riunione del 17 u.s. dal Capo del 1° Reparto. Col risultato di eludere il caposaldo che ha sempre governato negli ultimi vent’anni i reimpieghi: che le destinazioni, tutte le destinazioni, siano definite d’intesa con le OO.SS. e con i percorsi previsti dal CCNI.
Naturalmente, non possiamo prendercela con l’A.D., che con la richiamata nota del Gabinetto del 29 marzo u.s. era stata molto chiara; se siamo arrivati a questo punto, lo dobbiamo evidentemente a chi ha ritenuto di non alzare il dito per fermare una conclusione già anticipata. E’ di tutta evidenza, infatti, che se a richiedere l’esame nazionale è una sola sigla sindacale, quel confronto e quell’esame non si faranno mai.
Una riflessione, a questo punto, si impone a tutti noi. Sappiamo bene che la legislazione di questi anni (Legge Brunetta in primis) ha spiazzato su molti terreni il Sindacato, e sappiamo tutti quanto sia presente il tentativo di marginalizzarci il più possibile. Ebbene, se invece di contrastare decisamente questi tentativi, le OO.SS. ne aiutano indirettamente la loro concretizzazione, allora gli effetti e le ricadute sono evidenti. Riflettiamo molto su quanto avvenuto nel riordino della Sanità: provvedimenti decisi dal Ministro al netto finanche di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS.; confronti locali avviati in tutta fretta (durante il periodo natalizio!!!) per chiudere gli Enti il prima possibile e senza che fossero chiarite le motivazioni di quelle chiusure; infine, i piani di reimpiego definitivi messi a punto dagli SS.MM., con le OO.OO. nazionali in veste di semplici (e disattenti) osservatori. Ce n’è davvero abbastanza, per auspicare una profonda riflessione, tenuto anche conto di quello che ci attende nei prossimi mesi dopo l‘adozione dei Decreti attuativi della delega (L. 244), che prevede la soppressione da qui al 2018 del 30% minimo degli Enti Difesa.
Dal 19 u.s. gli Enti Sanità in soppressione hanno cessato di vivere e stanno per arrivare i dispacci di trasferimento, e tutto questo mentre si alzano ancora le grida di protesta di OO.SS./RSU. Sul nostro sito: gli ultimi documenti pervenuti da CH e PA, e il msg con la marcia indietro di COM LOG a seguito della nostra iniziativa sulla modifica d’autorità degli orari di alcuni Enti (vds. Notiziario n. 36 del 25 mar 2013).
Quell’interrogativo che campeggiava nel titolo del nostro Notiziario n. 43 del 12 u.s. (“Tabella di equiparazione: dove sta il nostro interesse a discuterne oggi?”), verosimilmente alla fine condiviso da tutto il fronte sindacale, spiega forse meglio di ogni altra cosa l’esito della riunione di ieri al Gabinetto Difesa presieduta dal Sottosegretario Magri che, alla fine, si è risolta nella semplice presentazione della bozza di tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili, e nell’avvio del confronto tra le Parti.
Come si ricorderà, la riunione era nata da un richiesta di CISL CISL UIL, avanzata nel corso della precedente riunione del 9 u.s., alla quale aveva fatto seguito, a sole 72 ore di distanza (record assoluto nelle relazioni sindacali della Difesa!), l’immediata convocazione del tavolo, segno evidente, a nostro avviso, dell’interesse dei Vertici a cogliere al volo l’occasione offerta da quelle OO.SS. per chiudere rapidamente una partita storicamente complicata, e oggi certamente molto di più alla luce del combinato disposto contenuto nelle leggi 183/2011 (transito personale militare verso altre AA.PP. nel rispetto delle dotazioni organiche vigenti e dei vincoli assunzionali ) e n. 244/2012 (transito personale in esubero nei ruoli civili della Difesa, senza vincoli, e dunque in soprannumero). Nella differenza delle regole di accesso, che limitano enormemente gli ingressi nelle altre AA.PP. e aprono invece un’autostrada senza barriere nella Difesa con le ovvie e naturali ricadute sul personale civile attualmente in servizio (pensiamo solo ai limiti nelle progressioni economiche e di area), sta il nodo centrale, e tutto politico, del problema, che Di Paola non ha voluto affrontare e risolvere come avevamo chiesto, e che pertanto dovrà essere ridiscusso (noi questo chiederemo al Ministro che verrà) a premessa di qualsiasi confronto sulla tabella di corrispondenza. E’ quello che FLP DIFESA ha detto ieri al dr. Magri, ed è la considerazione che probabilmente hanno fatto anche le stesse CGIL-CISL-UIL (la riunione è avvenuta a tavoli rigorosamente separati, come da copione voluto dalle stesse CGIL-CISL-UIL), che si sono limitate solo a prendere atto della tabella elaborata dall’A.D. chiudendo velocissimamente il loro tavolo. C’era proprio bisogno di parlarne ora di questa questione?
E veniamo alla nuova tabella, messa a punto dall’Amministrazione e illustrata alle OO.SS., e che alleghiamo al presente Notiziario. L’impostazione base prevede l’inquadramento dei Sottufficiali in area 2^ e quello degli ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza. Fanno eccezione i gradi apicali dei Sottufficiali (Luogotenente e 1° Maresciallo) per i quali è previsto il transito in area 3^, prima fascia retributiva, qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali” ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del C.O.M. (L.66/2010).
Questa la tabella elaborata da SMD, che rappresenta certo, a nostro giudizio, un superamento in positivo rispetto alla vigente tabella allegata al D.I.M. 18.04.2002 (e anche rispetto a quella concordata da CGIL-CISL-UIL con l’Amministrazione, e poi arenatesi nelle secche del MEF). Ma che rappresenta anche un deciso passo in avanti nella direzione richiesta da FLP DIFESA (si veda il Notiziario n. 9 del 18.01.2012 relativo all’audizione delle OO.SS. da parte del Presidente del “Gruppo di lavoro” costituito con DM 21.12.2011). C’è solo una piccolissima questione: no problem da parte nostra a discutere di inquadramento in area 3^ di Primi Marescialli e Luogotenenti in possesso dei requisiti indicati a piè della tabella presentata dall’Amministrazione, ma a condizione che si trovino percorsi e strumenti idonei a garantire analoga progressione al personale civile attualmente inquadrato in area 2^ in possesso di requisiti assimilabili (lauree specialistiche e funzioni/incarichi/titoli), che certo non rappresentano merce rara in quell’area.
Va risolto comunque, e per noi in primis, il problema legato agli accessi non vincolati nei ruoli civili.
Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a conguaglio non corrisposte con le buste paga di febbraio e marzo.
Diciamo subito che ha trovato piena conferma in riunione il quadro che avevamo delineato, sulla base delle segnalazioni dei colleghi, nel nostro precedente Notiziario n. 41 del 5 u.s. NoiPA ha effettivamente provveduto alla emissione dei cedolini straordinari, ancorchè in alcuni casi ancora non visibili on line nel dettaglio, e le relative somme sono già nella disponibilità dei colleghi. Dovremmo essere dunque, e finalmente, sulla buona strada, pur non potendosi certo negare che “anche con i cedolini di marzo si sono verificati errori non trascurabili” (lo afferma SME, msg. n. 1492 del 28.03.2013). A questi errori non risolti, lo abbiamo già detto nel nostro Notiziario precedente, occorre però ora dare risposte ad hoc, e in questa direzione vanno i “numeri verdi” attivati dal 2 u.s.. Nel corso della riunione, ci sono stati forniti dei dati contenuti nel prospetto che pubblichiamo sul nostro sito: nei giorni dal 2 al 5 aprile, le telefonate ai numeri verdi sono state in tutto 1026; le problematiche rappresentate hanno riguardato in gran parte detrazioni e assegni familiari; di esse, oltre il 60% può dirsi risolto (con relativa comunicazione agli interessati di chiusura del ticket), mentre per il restante 40% sono ancora in corso le relative verifiche, e si pensa che nel giro di qualche giorno anche questi ticket potranno essere chiusi. Per quanto ci riguarda, possiamo dire che ha anche ben funzionato l’indirizzo dedicato di p.e. (cedolino@flpdifesa.it) reso disponibile dalla nostra O.S.: abbiamo girato a SMD le segnalazioni pervenute, e le relative risposte, già giunte dallo stesso SMD, provvederemo a inoltrare rapidamente agli interessati. Naturalmente, può sempre succedere che alcuni errori rimangano irrisolti, o che magari si riproducano anche nei cedolini dei prossimi mesi: a tal riguardo, l’Ufficio legale della nostra O.S. ha predisposto un modello di “atto di diffida” che è pubblicato sul nostro sito web (vds allegato al Notiziario n.41) per tutti coloro che ritenessero di farlo proprio. Una tutela in più che non guasta certo!
Bisognerà ora attendere gli stipendi di aprile, che vedranno nell’ occasione non solo la consueta emissione ordinaria del cedolino NoiPA, ma anche un prospetto paga aggiuntivo di BDUS, allo scopo di mettere a raffronto gli importi (lordi!) e di individuare eventuali errori da correggere. Anche a maggio ci dovrebbe essere questa doppia emissione BDUS-NoiPA, dopodiché si dovrebbe andare a pieno e esclusivo regime NoiPA. A maggio, il cedolino dovrebbe anche assumere una nuova struttura grafica, al fine di renderlo più leggibile da parte dei lavoratori. SMD ci ha anche comunicato in riunione che l’accesso da parte degli Enti al sistema NoiPA è stato negato dal MEF sulla base di quanto previsto dal DPCM 8.04.2008 (G.U. n. 90 del 16.04.2008). Detto con franchezza, a noi la cosa appare una forzatura davvero incredibile nella situazione data, atteso che l’accesso a NoiPA da parte degli Enti appariva come la via più breve per individuare e correggere gli errori. In ogni caso, provvederemo alle verifiche del caso. Infine, siamo stati informati che i 24.448 soggetti già accreditati al sistema NoiPA (ne mancano ancora 1.351, che verranno contattati dai Servizi Amm.) riceveranno dall’11 apr. p.v., sulla mail istituzionale, il PIN di accesso all’area riservata del sistema NoiPA per poter effettuare modifiche e richieste prestiti.
La nostra O.S. ha quindi posto all’attenzione del Sottosegretario due problemi che ci appaiono alquanto rilevanti. Il primo, riguarda la questione relativa al mancato addebito per gennaio/febbraio 2013 di alcune ritenute stipendiali (cessioni, pignoramenti, riscatti, prestiti, trattenute sindacali, etc.), che secondo alcune fonti (CAEI di Roma) dovrebbe essere sanato non da NoiPA, ma dagli stessi lavoratori, o direttamente o per il tramite dei propri Enti, sui cui conti correnti gli interessati dovrebbero bonificare le relative somme: lo SMD si è impegnato a far correggere il tiro, allo scopo di non gravare sui lavoratori per la regolarizzazione delle mancate trattenute anche per i primi due mesi 2013.
Il secondo problema da noi segnalato riguarda le problematiche connesse con la prossima dichiarazione dei redditi. SMD ha confermato che i CUD 2012 verranno rilasciati dai sostituti d’imposta della Difesa, e non da NoiPA come da qualche parte si sente dire; per quanto riguarda i modd. 730 2013 (redditi 2012), ancora per quest’anno rimarranno in operatività i Servizi Fiscali della Difesa, che daranno assistenza ai lavoratori per la prossima dichiarazione dei redditi (smentite dunque alcune comunicazioni di F.A. – ultima, Mariugcra msg. dell’ 8.04.2013 – che negherebbe tale possibilità avendo invitato il personale a rivolgersi “al sistema NoipA o a CAF esterni”). SMD si è impegnata a garantire ai lavoratori, anche per quest’anno, i servizi fiscali e, nel prendere atto con soddisfazione di questa precisazione, abbiamo segnalato a SMD la inderogabile necessità che i rimborsi relativi ai modd. 730 2013 (redditi 2012) non subiscano ritardi nella corresponsione in busta paga.
Ovviamente, continueremo a seguire da vicino la vicenda cedolini, e ne daremo come sempre conto ai colleghi che ci seguono e che ringraziamo per la costante attenzione che ci riservano.
Nella seconda parte della riunione, si è parlato del riordino della Sanità militare. I colleghi conoscono la lunga e complessa vicenda legata a questo riordino, deciso dal Ministro al netto di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS. e “stralciato” per volere dello stesso amm. Di Paola dai percorsi previsti dalla legge delega (L. n. 244/2012) e dalle indicazioni del Parlamento (odg Cirielli), scelte queste in merito alla quali la nostra O.S. ha espresso in più sedi e ripetutamente il proprio giudizio negativo.
Allo stato dell’arte, gli OO.PP. hanno predisposto le proposte relative ai piani nominativi di reimpiego, che sono già state consegnate ai Sindacati nazionali nella riunione del 20 marzo u.s. (vds. nostro Notiziario n. 34 di pari data), sui quali non si è potuto ancora discutere sul tavolo nazionale a causa delle problematiche cedolino che tutte le OO.SS. hanno ritenute assolutamente prioritarie.
La vicenda riordino Sanità ha fatto però registrare recentemente un fatto nuovo e (per noi) imprevisto: il Gabinetto, con nota prot. n. 11907 datata 29 marzo 2013 qui allegata, ha reinviato formalmente alle OO.SS. nazionali i piani di reimpiego predisposti dagli Stati Maggiori, rappresentando al contempo che ”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai ripetuti piani di reimpiego” . A detta comunicazione, FLP DIFESA ha già risposto in data 4 aprile u.s. con la nota qui allegata, con la quale ha motivatamente chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale per il relativo confronto sulle proposte messe a punto dagli OO.PP.”.
Nel corso della riunione odierna, la nostra O.S. ha ribadito, ulteriormente motivandola, la richiesta di cui sopra, tenuto anche conto che in alcuni dei piani consegnati alle OO.SS., si evidenziano scelte di reimpiego che necessitano di alcuni necessari aggiustamenti (MAGASAN S. Maria Capua a V., in primis). Ci è parso che l’idea manifestata a tal proposito dal Sottosegretario Magri fosse invece di segno diverso, non ritenendo Egli necessaria alcuna riunione nazionale atteso che i piani di reimpiego fossero già ampiamente definiti e oramai giunti alla tappa conclusiva. Questi i termini del problema, nudi e crudi.
Cosa dire? Quali previsioni fare? Le “due settimane” concesse alle OO.SS. scadono venerdì 12 p.v.. E’ di tutta evidenza che se a chiedere l’esame sui piani di reimpiego della Sanità fossimo solo noi di FLP DIFESA, l’Amministrazione avrebbe buon gioco a dar corso ai “successivi adempimenti” che, tradotti in soldoni, significa la trasmissione dei predetti piani a Persociv per la conseguente sanzione dei trasferimenti del personale. Andrà proprio così? Noi ci auguriamo di no, anche perché pensiamo che sia utile davvero, anche alla alla stessa A.D. l’esame di quei piani che mostrano, in alcuni casi, crepe evidenti.
Nel caso in cui invece l’Amministrazione decidesse di andare avanti negandoci l’esame richiesto, valuteremo le più idonee iniziative da intraprendere per dare piena attuazione alle previsioni del CCNI.
Monti, Giarda e Bondi, gli attori principali della spending review
La Corte dei Conti ha registrato in data 18 marzo u.s. il DPCM datato 22.01.2013 che recepisce i nuovi organici di alcune AA.CC. tra cui la Difesa, in applicazione del D.L. n. 95/2012(“spending review”).
Come si ricorderà, la norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non) e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico ..” del personale non dirigente. Rispetto alla dotazione organica discendente dal D.L. 138/2011, il DPCM fissa così le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc.; la nuova dotazione organica del personale dirigente è invece pari a n. 117 (erano n. 133 dopo il D.L. 138). Il DPCM recepisce in toto la proposta messa a punto dall’A.D. attraverso il positivo confronto con il Sindacato (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012) e reca una novità grande e positiva: il rientro in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005 tutti in eccedenza, e sui quali pendeva maggiormente il “rischio esubero” al 1 luglio 2013 e di collocamento in disponibilità.
Ora dovrebbe (il condizionale è, al punto in cui ci troviamo, però d’obbligo..) partire la seconda fase di attuazione della “spending”, con la gestione della c.d. “eccedenza assoluta” (la definizione è della F.P.), che nella Difesa al 31.10.2012 era stimata a n. 1.560 unità circa (oggi meno), a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014 sarebbe risultato quasi doppio. Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 luglio p.v., e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma allegato alla Direttiva FP n. 10/2012, si dovrebbe tradurre, tra le altre cose, nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”; nella individuazione nominativa “del personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”; e, infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”. Come si può capire, la strada è ancora lunga e complessa.
Rendiamo anche noto ai colleghi interessati che nel Supplemento Ordinario n. 20 della Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26 marzo u.s., è stato pubblicato il Decreto Ministeriale datato 16.01.2013 recante “Struttura del Segretariato generale, delle Direzioni generali e degli Uffi ci centrali del Ministero della difesa..” .Trattasi del provvedimento attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011, di cui abbiamo riferito in vari nostri Notiziari(nn. 116 e 119/2011 e n. 12 e n. 157/2012), e che è stato oggetto di confronto con le OO.SS. nazionali in data 13 dic. u.s. (vds. Notiziario n.174 di pari data). Il D.M. recepisce l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa. Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex Civilscuoladife, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le novità già indicate nel Notiziario n. 174 sopra richiamato. E’ bene però precisare, a tal riguardo, che le strutture di SGD, DD.GG. e UU.CC. così come configurate nel DM 16.01.2013, risultano di fatto già superate, rendendosi necessaria un’ulteriore loro riorganizzazione in senso riduttivo in attuazione degli ulteriori tagli agli organici ex DL 95, e di cui al DPCM 22.01.2013.
Comunichiamo infine che, nella G.U. n. 78 del 3 u.s., è stato pubblicato il DPR 12.02.2013, n. 29 che reca la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare in attuazione della spending review.
In allegato le tabelle dell’A.D.; i testi integrali di DPCM, DM e DPR sono invece pubblicati sul nostro sito.
Nel pomeriggio di oggi, al Gabinetto, si è tenuta una nuova riunione tra la nostra O.S. e il Sottosegretario Magri in merito allo spinosissimo problema legato al cedolino unico MEF/NoiPA, riunione da noi richiesta con la nota inviata al dr. Magri il 15 u.s. (vds. Notiziario n. 32 di pari data).
Nel suo intervento d’apertura, il Sottosegretario ha fatto il punto di situazione attuale, confermando quanto da noi anticipato nel Notiziario sopra richiamato e cioè che, in relazione alle somme mancanti (per detrazioni, per assegni familiari, etc. etc .) nelle buste paga di febbraio e marzo, NoiPA sta emettendo in questi giorni uno (e in alcuni casi due) cedolini straordinari, alcuni già visibili ora e gli altri che lo saranno entro il 29 p.v.. Dunque, il grosso dei problemi dovrebbero essere risolti a sentire il Sottosegretario, rimanendo allo stato ancora aperte solo alcune ben individuate situazioni (finanziamenti non ancora accreditati presso NoiPA; IBAN non corretti forniti dai lavoratori; etc.), ma di entità numericamente poco rilevante.
In merito alle attivazioni non autorizzate di RID a beneficio del MEF a carico di conti correnti di lavoratori, il Sottosegretario ha precisato che trattasi di iniziativa non legata al transito a NoiPA della gestione degli stipendi, ma di azione ordinaria, posta in essere su imput della Banca d’Italia in base a norme vigenti, e praticata solo da alcuni Istituti (Casse di risparmio, per es.). Verificheremo.
Infine, il dr. Magri ha comunicato che dal 2 aprile p.v. verranno attivati i seguenti numeri verdi: 800184981per le tre FF.AA. (cinque postazioni) e 800271661per l’Arma CC, a cui potranno rivolgersi direttamente i dipendenti civili per rappresentare problematiche irrisolte dei propri cedolini.
La nostra O.S. ha preso atto di quanto rappresentato dal dr. Magri, ma ha espresso il proprio convincimento che, in base a quanto ci viene segnalato dai colleghi, i problemi sono in buona parte ancora irrisolti e che, allo stato, l’ emissione dei cedolini straordinari non è ancora visibile on line. Ha inoltre segnalato che, al punto in cui siamo giunti, occorrono soluzioni certe e definitive, perché non è neanche lontanamente ipotizzabile la riproposizione dei problemi e degli errori nei prossimi cedolini di aprile. Il Sottosegretario ha preso atto delle nostre segnalazioni, ci ha comunicato che prenderà parte domani a una riunione di verifica con NoiPA, e pertanto la riunione con FLP è stata aggiornata al 28 p.v.
Nella seconda parte dell’incontro, si è parlato delle vicenda legata alle originalissime iniziative assunte dal Comandante Logistico dell’Esercito, di cui abbiamo riferito anche nel Notiziario di ieri (n.36).
In merito alle disposizioni d’autorità assunte dal Gen. Roggio in materia di orari, per noi inaccettabili sul piano delle regole contrattuali e delle relazioni sindacali prima ancora che su quello della sostanza (saltano i servizi mensa, con ovvie ricadute anche economiche sui lavoratori… di questi tempi, poi!), l’Amministrazione ha tentato una comprensibile difesa d’ufficio, proponendoci una lettura nobile dell’iniziativa (“é destinata a sanare alcune criticità…”: solo oggi, ci chiediamo? E in Enti già soppressi o in imminente soppressione?).
Il Sottosegretario ci ha poi detto di avere appreso dal Capo di SME che l’iniziativa del gen. Roggio di convocare il 20 u.s. a Palermo circa 200 persone da tutta Italia per il precetto pasquale, con costi (enormi!) a carico dello Stato (missioni), era finalizzata a far conoscere a tutti la splendida realtà del SERICO di Palermo…. Mah! E il precedente evento (Roma, 12 dic. 2012, auguri natalizi), con il doppio di convocati da tutta Italia, era anch’esso finalizzato a far conoscere le sette meraviglie di Roma? Abbiamo sottolineato l’incoerenza dei comportamenti e l’inaccettabilità degli stessi in tempi di spending review, il dr Magri ne ha ben compreso la portata, e ci ha chiesto di fornirgli ulteriori elementi che sottoporrà poi alla valutazione del Ministro. E noi, ovviamente, lo faremo presto.
In allegato, la circolare recentemente emanata da Com Log Aeronautica sulle problematiche del cedolino unico.
Parrebbe esserci uno strano modo di intendere la “spending review” nella Difesa da parte di alcuni nostri Dirigenti: ed è bene che queste cose vengano portate in superficie e denunciate alla pubblica opinione.
Nel quadro del processo di riordino in atto della Sanità militare, il Comandante Logistico dell’Esercito, gen. Mario Roggio, è salito alla ribalta per una iniziativa che fa davvero discutere molto. Per quanto ci è dato sapere, il gen. Roggio non è per la verità nuovo ad iniziative diciamo discutibili. In questa circostanza, ha “disposto” d’autorità che, a partire dal prossimo 31 marzo, i DMML, e tra questi sicuramente quelli di Roma, Cagliari, Messina, Caserta, Chieti e Palermo “adottino il seguente orario di servizio: dal lunedì al sabato inizio attività ore 08.00, termine attività ore 14.00”, che comporta di fatto l’azzeramento dei servizi mensa, orario che “dovrà essere osservato da tutto il personale militare e civile” (in allegato, di seguito, la lettera del Com Log Sud). Non vogliamo qui discutere delle implicazioni di tale iniziativa sul fronte delle regole contrattuali e delle relazioni sindacali, che appaiono fatte a pezzi nella circostanza: val solo la pena di ricordare che la materia dell’ orario di lavoro è ricondotta all’autonomia dei livelli locali, e dunque in primo luogo dei Dirigenti degli Enti. FLP DIFESA ha già posto la questione all’attenzione dei Vertici politici e militari (vds. Notiziario n. 27 del 4 marzo u.s.), da cui attendiamo ancora risposte. In questo momento, ci interessa però di più la motivazione che ne è alla base: negli intendimenti del gen. Roggio, l’iniziativa è finalizzata al “contenimento della spesa”, e dunque è inquadrabile nel contesto più generale della “spending review” che produce soppressioni di Enti, taglio di posti di lavoro, grossi disagi – personali, familiari e professionali – per il personale, ricadute enormi.
Vista sotto questo profilo, l’iniziativa del gen. Roggio, certamente indigeribile sotto il profilo delle relazioni sindacali e della prassi, assumerebbe una luce meno negativa, anzi per certi versi addirittura meritoria: l’imperativo categorico di oggi è “tagliare la spesa pubblica”, e chi opera in questa direzione assume, nei confronti del Paese, meriti evidenti. Poi però ci fermiamo un attimo a domandarci: il gen. Roggio opera sempre coerentemente in quella direzione? E qui, a pensarci bene, qualche dubbio ci sovviene! Ci è stato infatti segnalato che, mercoledì 20 u.s., a Palermo, nella caserma Bighelli sede del SERICO, sarebbero arrivati da tutta Italia circa un duecento persone (Ufficiali, Sottufficiali e Civili in rappresentanza dei propri Enti) per partecipare al c.d. “precetto pasquale”, con costi di viaggio, alloggio, pasti, rinfresco etc. etc. interamente a carico delle finanze pubbliche. E, in questa circostanza, siamo venuti a conoscenza che anche a Notale, esattamente in data 12 dic. 2012 in Roma Cecchignola, il gen. Roggio avrebbe chiamato un numero di personale addirittura superiore (qualcuno ha parlato di oltre 400 persone), sempre da tutta Italia, per lo scambio di auguri natalizi, con costi in tal caso addirittura superiori al primo evento…
Ora, se le iniziative del Cte Logistico vengono accostate l’una all’altra, la contraddizione appare davvero macroscopica. Da una parte, si vorrebbe fare cassa addirittura modificando d’autorità gli orari di lavoro e cancellando le mense; dall’altra, però, si sarebbe consumata una parte considerevole di quella stessa cassa per eventi (auguri, precetti, etc..) che appaiono oggi davvero fuori dal tempo e dalla storia. Sono stati spesi davvero tanti soldi per questi eventi? E quanti ne sono stati spesi? Il Vertice di F.A. ne era informato? E i Vertici politici? E, se quanto da noi riferito dovesse trovare conferma, cosa si intende fare a fronte di contraddizioni così macroscopiche? Sono domande legittime, ci pare, che rivolgiamo al sig. Ministro, dal quale attendiamo risposte precise, in particolare rispetto ai costi delle iniziative, anche se sappiamo bene che l’amm. Di Paola ha oggi ben altre questioni da affrontare, prima fra tutte quella dei “marò” , oggetto di un sondaggio pubblicato sulla home pagina del nostro sito. Delle risposte, però, le attendiamo!
La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino, ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che alleghiamo, con la quale, “rendendosi necessario provvedere al completamento delle procedure per la ricollocazione dei dipendenti interessati”, ha disposto: l’elaborazione di “piani dettagliati di reimpiego” che, nel caso di mancata espressione di desiderata da parte dei lavoratori, dovranno avere a riferimento il piano messo a punto da SME per ciascun Ente in riordino e inviato al Comando territoriale competente in allegato alla stessa circolare; “l’indizione di apposita riunione con le OO.SS. per l’esame congiunto/contrattazione” dei predetti piani; e, infine, “la formulazione a SME delle proposte definitive di trasferimento”, operazioni, queste, tutte “da completare entro e non oltre il 12 marzo p.v.”.
I contenuti della circolare di SME confermano una volta per tutte quanto da noi scritto nel Notiziario n. 15 del 4 febbraio u.s., e cioè che l’ultima riunione nazionale al Gabinetto era approdata ad un “rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego”, circostanza questa che abbiamo ritenuto “non di poco conto”. Le contrattazioni locali per la definizione dei piani di reimpiego dovranno dunque concludersi “entro e non oltre il 12 marzo 2013”, e immaginiamo che, a distanza di qualche giorno, il Gabinetto del Ministro riconvocherà i tavoli nazionali per acquisire il “consenso politico” delle OO.SS. nazionali, momento questo che, da tappa intermedia nella normale procedura di reimpiego, dovrebbe dunque diventare la tappa conclusiva di questi reimpieghi, dopo la quale ci saranno i trasferimenti del personale disposti da Persociv.
Ovviamente, fermo restando sul piano politico i giudizi critici e le riserve da noi ripetutamente espresse in ordine al metodo e al merito di questo riordino, anticipiamo che, ai fini dell’espressione del nostro “consenso politico”, valuteremo con attenzione le singole situazioni, tenuto conto in primo luogo delle risultanze conclusive delle contrattazioni locali. In ogni caso, ribadiamo in questa sede le indicazioni contenute nel Notiziario sopra richiamato e che riportiamo:
• negli Enti nei quali i lavoratori hanno espresso i propri desiderata sulla base delle disponibilità interforze rese note dall’Amministrazione, si potrà procedere alla contrattazione locale;
• negli Enti invece dove invece la prima fase della procedura è saltata, occorrerà a nostro avviso partire necessariamente dalla raccolta dei desiderata dei lavoratori espresse sulla base delle disponibilità interforze fornite dall’Amministrazione, per poter procedere alla contrattazione;
• tenuto conto che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv, deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali, è di tutta evidenza che questo potrà avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise. Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, dove le maggiori diponibilità offerte dall’Arma e lo slittamento al 2018 della soppressione del locale CEDOC, hanno aperto scenari meno problematici, in attesa di conoscere la praticabilità effettiva in materia di mobilità verso Uffici di altre Amministrazioni Pubbliche nella sede di Chieti e provincia.
Con l’occasione, informiamo anche i colleghi che, in ordine ad alcuni problemi intervenuti in Enti del settore Logistico e in primis della Sanità, abbiamo inviato al Capo di SME la nota qui allegata, che reca anche l’ implicito invito ad un incontro del Capo dell’Esercito con le OO.SS. nazionali.
Notiziario n. 97 del 9 settembre 2013 – Nella giornata di venerdì 6 u.s., Persociv ha pubblicato sul proprio sito la circolare qui allegata n. 52028 di pari data avente per oggetto i pensionamenti in soprannumero previsti dalla L. 7.08.2012, n. 135 (conversione in legge del DL 95, spending review), con la quale ha offerto […]
Notiziario n. 88 del 5 agosto 2013 – Dopo lunghissima attesa, il 29 luglio u.s. è stata finalmente emanata la circolare della Funzione Pubblica (F.P.) sui pensionamenti in caso di soprannumero previsti dalla legge n. 135/2012, che in quella data abbiamo provveduto a pubblicare sul nostro sito. Tenuto conto delle tante richieste di chiarimento che […]
Notiziario n. 59 del 23 maggio 2013 – E’ approdato in Commissione Difesa della Camera lo “Schema di DPR concernente regolamento recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione”. Come noto, allo scopo di “ottimizzare l’allocazione delle risorse e migliorare la qualita’ delle attivita’ formative” e nel quadro del […]
Notiziario n. 46 del 22 aprile 2013 – Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s., in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il […]
Notiziario n. 45 del 18 aprile 2013 – Quell’interrogativo che campeggiava nel titolo del nostro Notiziario n. 43 del 12 u.s. (“Tabella di equiparazione: dove sta il nostro interesse a discuterne oggi?”), verosimilmente alla fine condiviso da tutto il fronte sindacale, spiega forse meglio di ogni altra cosa l’esito della riunione di ieri al Gabinetto […]
Notiziario n. 42 del 9 aprile 2013 – Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a […]
Notiziario n. 40 del 3 aprile 2013 – La Corte dei Conti ha registrato in data 18 marzo u.s. il DPCM datato 22.01.2013 che recepisce i nuovi organici di alcune AA.CC. tra cui la Difesa, in applicazione del D.L. n. 95/2012(“spending review”). Come si ricorderà, la norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% […]
Notiziario n. 37 del 26 mar 2013 – Nel pomeriggio di oggi, al Gabinetto, si è tenuta una nuova riunione tra la nostra O.S. e il Sottosegretario Magri in merito allo spinosissimo problema legato al cedolino unico MEF/NoiPA, riunione da noi richiesta con la nota inviata al dr. Magri il 15 u.s. (vds. Notiziario n. […]
Notiziario n 36 del 25 marzo 2013 – Parrebbe esserci uno strano modo di intendere la “spending review” nella Difesa da parte di alcuni nostri Dirigenti: ed è bene che queste cose vengano portate in superficie e denunciate alla pubblica opinione. Nel quadro del processo di riordino in atto della Sanità militare, il Comandante Logistico […]
Notiziario n. 27 del 4 marzo 2013 – La lunga e complessa vicenda legata al riordino della Sanità Militare si arricchisce di una nuova importante puntata. Lo SM dell’Esercito, la forza armata di gran lunga più toccata dai provvedimenti di riordino, ha inviato ai Comandi territoriali interessati la circolare prot. n. 425 datata 28.02.2013, che […]