Notiziario n. 108 del 31 luglio 2012 –

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.19 del 31.07.2012, con il quale la nostra Confederazione CSE riferisce sul deludente incontro con il Ministro della F.P., Filippo Patroni Griffi.

 “La buona notizia è che non taglieremo le tredicesime”. Basterebbero queste parole, con le quali il ministro Patroni Griffi ha aperto il confronto con i sindacati ieri, a comprendere il livello raggiunto.

Il ministro non ha presentato nessun piano industriale e nemmeno si è giustificato per il fatto che l’accordo del 3 maggio non è stato tramutato né in una legge né recepito da nessun provvedimento legislativo in discussione. Si è limitato ad addurre problemi di finanza pubblica, a negare anche l’evidenza sostenendo che non ci sono tagli lineari e a minimizzare la portata dei decreti legge sulla “spending review”, sui quali peraltro ha tentato di deresponsabilizzarsi e gettare la croce sul Parlamento. Infine si è limitato a dire che è disposto ad affrontare la materia relativa alla gestione degli esuberi, tra l’altro sventolando tabelle che poi si è rifiutato di darci e nelle quali dovrebbero essere quantificati gli esuberi divisi per amministrazione.

Dal punto di vista sindacale la situazione non è stata molto più incoraggiante; l’interesse principale sembrava essere se sulla gestione degli esuberi ci fosse la concertazione, l’esame congiunto o la consultazione.  Come se la discussione tra quale di questi istituti sia applicabile, tutti tra l’altro molto blandi, bastasse ad affievolire la gravità della situazione o ad offrire maggiori garanzie ai lavoratori.

 La CSE nel suo intervento ha invitato il Ministro a prendersi le sue responsabilità sui provvedimenti della “spending review” visto che il maxi-emendamento votato oggi dal Senato è opera del governo di cui lui fa parte; il Segretario Generale della CSE ha poi lamentato la mancanza di un piano industriale per migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e il totale abbandono dell’accordo del 3 maggio che, lo ricordiamo, prevedeva lo sblocco della contrattazione integrativa – anche con la possibilità di passaggi economici – un piano di riorganizzazione discusso preventivamente con il sindacato che migliorasse i servizi ai cittadini e il clima interno alle amministrazioni deteriorato dagli insulti di Brunetta degli ultimi tre anni, la revisione profonda del Decreto Legislativo 150/2009 a partire dalle improponibili fasce di merito brunettiane e, nel caso si fossero resi necessari provvedimenti di mobilità, piani di formazione e ricollocazione contrattati con il sindacato.  Abbiamo contestato la visione di questo governo che invece ha deciso di partire dal fondo: taglia migliaia di posti di lavoro e di servizi ai cittadini e poi ci costruisce sopra un piano di riorganizzazione ingestibile che renderà inefficienti anche i servizi che oggi sono efficienti e darà la stura ai prossimi governi per dire che la pubblica amministrazione non funziona e bisogna tagliarla.  In sostanza, trattano i servizi pubblici e i dipendenti pubblici come se fossero dei bancomat ai quali attingere in caso di necessità senza riguardo alcuno né per i cittadini né per i lavoratori e tanto meno per i diritti costituzionali di entrambe queste parti.

 Surreale è stata la risposta del ministro alla domanda della CSE sul come contava di attuare l’accordo firmato il 3 maggio. Ci ha detto che purtroppo ci sono parti che si possono attuare e parti che non si potranno attuare. Come se uno che firma un contratto potesse decidere quali parti rispettare e quali no. In Italia è possibile anche questo!!

 Purtroppo però, questo comportamento arrogante è non solo tollerato ma alimentato da buona parte della controparte sindacale. La CSE non ha nessuna intenzione di lasciare correre comportamenti irresponsabili nel merito e nel metodo di un governo che non ha visione e preferisce salvare le banche piuttosto che fornire servizi, tutelare la salute, la ricerca e la scuola; che se deve escludere qualcuno dai tagli “salva” la politica con i suoi costi e si dimentica dei disabili. Per questo nei prossimi giorni continueremo sulla strada già intrapresa  che ha visto la CSE impegnata in forti azioni di contrasto alle scelte sbagliate di governo e parlamento, concretizzatesi nella giornata di mobilitazione nazionale dello scorso 25 luglio. Riuniremo  a breve i nostri organismi statutari e decideremo quali nuove iniziative assumere, ricercando  in questo il massimo di convergenza sindacale possibile e non escludendo nessuna forma di lotta, compreso lo  sciopero generale nazionale dei lavoratori pubblici .

                                                                                                                                         LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Notiziario n. 107 del 31 luglio 2012 –

Il Sottosegretario alla Difesa dr. Gianluigi Magri

Nella giornata odierna si è svolta a palazzo Baracchini una riunione tra la nostra O.S. e il  Sottosegretario dr. G. Magri, che ha avuto all’o.d.g. il D.L. 6.07.2012, n. 95 sulla c.d. “spending review”.

Come si ricorderà, l’art. 2 del predetto D.L. che proprio oggi ha avuto il via libera del Senato,  prevede una riduzione del 20% degli Uffici dirigenziali, di livello generale e non,  e un taglio del 10% della spesa rispetto agli organici derivanti dall’attuazione del D.L. 138/2011. Una nuova sforbiciata, dunque, la quarta in ordine di tempo dal 2008 ad oggi, che  potrebbe avere questa volta effetti pesanti, come abbiamo avuto modo di segnalare al Ministro nel corso dell’incontro del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100).

Nel suo intervento iniziale,  il Sottosegretario Magri, posto che la legge di conversione non dovrebbe recare modifiche all’art. 2 nella parte di nostro interesse, ci ha comunicato che l’Amministrazione ha approfondito alcuni aspetti relativi alla possibilità, offerta dal comma 11, let a),  di accesso al trattamento pensionistico con le regole ante riforma Fornero per i lavoratori che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi entro il 31.12.2014.   Da questi approfondimenti, e dalle simulazioni effettuate incrociando i dati anagrafici e quelli relativi all’anzianità contributiva,  emergerebbero dati interessanti che in ogni caso dovranno essere verificati in sede INPS.  Per quanto attiene la mobilità,  seconda leva per evitare i collocamenti in disponibilità,  il Sottosegretario ha ribadito gli indirizzi impartiti dal Ministro (si veda la nota consegnata in riunione e allegata al presente Notiziario), segnalando l’imminente avvio dei tavoli tecnici (la prima riunione è prevista il 2 p.v. a Persociv)

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto ribadito il proprio dissenso in merito alla scelta del Governo di ricomprendere anche la Difesa tra le Amministrazioni destinatarie dei tagli di cui sopra, pur a fronte di una spending review molto in profondità quale è quella prevista dalla riforma Di Paola, ma che in ogni caso non tocca sprechi, privilegi borbonici e  acquisti di armamenti (F35 in primis).

 FLP DIFESA ha preso atto dei dati rilevati in ordine ai pensionamenti fino al 2014, che aspettiamo di conoscere nel dettaglio;  ha segnalato però che, anche nel caso in cui i pensionamenti risolvessero in  toto il problema esuberi,  laddove l’ attuale  dotazione di area 1^ trovasse conferma nel DPCM sui nuovi organici che dovrà vedere la luce entro il 31 ottobre p.v., permarrebbe comunque la condizione di esubero della quasi totalità dei lavoratori di prima area, che, stante la difficile collocabilità in altre AA. PP., aprirebbe la prospettiva nefasta del collocamento in disponibilità (24 mesi con retribuzione al 60%, e poi il licenziamento). Per evitare questo problema, occorrerà trovare una soluzione ad hoc, che per FLP DIFESA potrebbe consistere in una norma che preveda che il soprannumero  sia rilevato con riferimento alle  dotazioni complessive di Ministero e non con riferimento alle singole aree.

In merito alla “questione mobilità”,  la nostra O.S. ha preso positivamente atto dell’avvio dei tavoli tecnici, ribadendo la propria richiesta che si parta dalla mobilità interna, tenuto anche conto della necessità di disporre di un quadro di riferimento più preciso per quanto riguarda le collocabilità in ambito altre AA.PP. (il Ministro Patroni Griffi ha detto ieri alle OO.SS. che fornirà numeri e dati a settembre).

Infine, su nostra richiesta, il dr. Magri ha precisato che, in questa fase,  è intendimento dell’A.D. di far transitare nei ruoli civili il solo personale militare non idoneo ex D.M. 18.04.2002, evitando così ulteriori ingressi che graverebbe sulle posizioni soprannumerarie.  Bene, ma resta comunque il problema legato alle previsioni del disegno di legge delega di riforma dello strumento militare (transiti in soprannumero nei ruoli civili del personale militare in esubero) che crediamo non subiranno modifiche durante il percorso in Parlamento.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Nota Gabinetto Difesa del 31.07.2012 sulla mobilità del personale civile

Notiziario n. 101 del 20 luglio 2012 –

Sen. Valerio Carrara, nuovo Presidente Commissione Difesa Senato

Settimana particolarmente impegnativa,  quella che sta per concludersi, per la Commissione Difesa del Senato,  i cui lavori sono stati quasi per intero occupati dall’esame del Decreto Legge (DL) 06.07.2012, n. 95 sulla spending review e dal prosieguo della discussione generale sul disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare nazionale, provvedimenti sui quali si è  peraltro  concentrato l’ intervento del Ministro Di Paola nel corso della sua audizione del 18 u.s. in Commissione.

Per quanto riguarda il DL 95 sulla spending review (Atto Senato n. 3996) che, ricordiamolo, tra le altre cose prevede il taglio del 20 % degli uffici dirigenziali e del 10% degli organici civili (spesa) che produrranno migliaia di posizioni effettive soprannumerarie  rispetto alle nuove dotazioni rimodulate in riduzione, la Commissione Difesa, dopo un dibattito per la verità molto affrettato anche a seguito dei tempi ristrettissimi richiesti dal Governo (il DL andrà in settimana al voto dell’Aula), ha dato “per quanto di competenza, parere favorevole” con le motivazioni contenute nel resoconto qui allegato, segnalando comunque la  “la necessità di una armonizzazione”  del DL 95 con il DDLD e la necessità, nell’ambito delle previste riduzioni (stimate in circa 18.000 unità per il personale militare, e circa 3.000 unità per il personale civile), di garantire il più possibile le aspettative del personale del comparto”. Vedremo come…

Per quanto riguarda invece la discussione sul DDLD di riforma dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi la singolare richiesta venuta dal sen. Del Vecchio che ha segnalato “l’opportunità di procedere alla soppressione dell’Agenzia industrie difesa (con trasferimento delle relative funzioni al Segretario generale)…”, al quale altrettanto singolarmente ha risposto il Sottosegretario Magri che ha affermato che  “verrà fatto quanto possibile per arrivare alla liquidazione dell’Agenzia industrie difesa al termine del biennio previsto ed in maniera il più possibile vantaggiosa da un punto di vista economico”. Una risposta che ci ripromettiamo di approfondire direttamente con il Direttore Generale nella riunione del 27 p.v. che verterà sulle prospettive degli Enti.

Nel pomeriggio del 18 u.s., c’è poi stata l’audizione del Ministro Di Paola, dei cui contenuti si trova ampia traccia nel resoconto parlamentare che alleghiamo.  In quella sede,  il Ministro ha riproposto la posizione già espressa nell’incontro con le OO.SS. del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100) circa la supposta continuità tra i tagli previsti dal suo progetto di riforma e quelli presenti nel DL 95, che a suo dire rappresenta solo un’accelerazione e “un tassello iniziale della riforma generale contenuta nel disegno di legge delega”. Un giudizio che FLP DIFESA non condivide, per i motivi che abbiamo già espresso al Ministro in sede di riunione e che qui riprendiamo, riproponendo il passaggio del precedente Notiziario: se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero  che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio”. Sotto il profilo delle ricadute reali, la discontinuità è evidente. Altro che semplice accelerazione!  Il Ministro ha comunque assicurato che la Difesa cercherà di gestire al meglio il processo di riforma anche avendo riguardo alla tutela delle famiglie..”. A vedere cosa sta facendo il Governo, il dubbio rimane tutto!

Per il resto, nulla di nuovo nell’intervento del Ministro Di Paola, che ha riproposto analisi che già conosciamo e la solita convinta difesa degli acquisti di armamenti, i caccia F35 in primis: anche su questo, la pensiamo diversamente, perché migliaia di posti di lavoro valgono molto più di 90 aerei, pur strategici.

Ultima notizia: alla Presidenza della Commissione Difesa del Senato è stato eletto il sen. Valerio Carrara.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Commissione Difesa Senato 18.07.2012 – seduta antimeridiana

Allegato2: Commissione Difesa Senato 18.07.2012 – seduta pomeridiana – audizione Ministro

Notiziario n. 100 del 17 luglio 2012 –

Nella mattinata di oggi, a palazzo Baracchini, il Ministro della Difesa ha incontrato le OO.SS. nazionali della Difesa; all’o.dg., i contenuti e le ricadute in ambito Difesa del secondo provvedimento adottato dal Governo sulla c.d. “spending review” e che si è tradotto nel Decreto Legge 6.07.2012, n. 95.

Nel suo brevissimo intervento introduttivo, il Ministro Di Paola ha sottolineato innanzitutto l’importanza strategica che il Governo annette al DL 95, che rappresenterebbe a suo avviso solo un’accelerazione  al percorso disegnato dal disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare,  e che avrà purtroppo ricadute pesanti  sul personale, sia civile che militare: a tal riguardo, rinviamo al Notiziario n. 95 del 12 u.s. già diffuso e pubblicato sul nostro sito www.flpdifesa.org

Nel suo intervento, la nostra O.S è partita innanzitutto dal giudizio fortemente critico già espresso più volte sulla incomprensibile  scelta del Governo di riproporre gli odiosi e tanto vituperati tagli lineari,  che sparano indiscriminatamente nel mucchio con logiche puramente di cassa:  pensavamo appartenessero ad un’ epoca superata, ma evidentemente non è così.  FLP DIFESA ha poi ritenuto di segnalare che se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero  che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio.

Abbiamo quindi rappresentato al Ministro la nostra grande sorpresa e la profonda preoccupazione in ordine ai contenuti del DL 95.  Sorpresa, perché con una “spending review” di profondità  quale è quella sottesa al DDLD (43.000 tagli tra militari e civili da qui al 2024 e riduzione del 30% dell’attuale assetto della Difesa nei prossimi 6 anni), non avremmo mai immaginato di cadere sotto la tagliola del Commissario Bondi e del provvedimento legislativo ispirato al suo lavoro, un convincimento, questo, che peraltro avevamo maturato anche sulla scorta delle rassicurazioni venute dal Sottosegretario Magri a seguito di  nostra precisa richiesta nel corso dell’incontro del 19 giugno u.s. (si veda il Notiziario n. 86 di pari data). Preoccupazione, perché gli effetti dei tagli previsti (-20% Uffici dirigenziali e – 10% dotazioni organiche)  produrranno enormi criticità nella nostra A.D. e si tradurranno verosimilmente nell’ennesima soppressione di altra (altre?)  Direzione Generale e  nel taglio di circa 3000 posizioni civili, che si andranno così a sommare agli 11.800 tagli intervenuti dal 2008 al 2011, ma che questa volta potrebbero produrre (usiamo eufemisticamente il condizionale) esuberi reali in carne e ossa.

Da qui la nostra prima, naturale richiesta al Ministro: far ricomprendere la Difesa, destinataria di un provvedimento ad hoc di spending,  tra quelle escluse dai tagli del DL 95 (comma 7 dell’art. 2) evitando la perdita immediata di 3000 posizioni civili e di 18.000 posizioni militari, mettendo in campo  i risparmi di spesa già effettuati e di cui il Ministro ha parlato in Consiglio Supremo di Difesa e avviando una efficace e profonda operazione di taglio agli sprechi e ai privilegi, che costituiscono un terreno tuttora inesplorato  (un collega della Dirigenza ha parlato di 2 mln. di spese annue per le medaglie mauriziane..). Naturalmente, ha proseguito la nostra O.S., ci è ben chiaro che non sarà facile traguardare  questo obiettivo; ed allora, più realisticamente, conviene affrontare sin da subito le problematiche derivanti dall’applicazione nella  Difesa delle disposizioni  contenute nel DL 95, in particolare dell’art.2.

Prima nostra considerazione al riguardo: entro il 31 ottobre 2012, a pena del blocco nelle assunzioni “a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”,  dovrà essere adottato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) con le nuove dotazioni organiche civili conseguenti ai tagli del DL 95, da  cui emergeranno le posizioni soprannumerarie.  Possiamo già da ora fare un piccolo calcolo: con il nuovo taglio del 10% della spesa, le dotazioni organiche civili passeranno dalle attuali  30.283 conseguenti all’applicazione  del D.L. 138/2011  a circa 26.800; tenuto conto delle presenze effettive ad aprile scorso (circa 29.300),  è ragionevole ipotizzare in n. 2800/3000 circa le posizioni soprannumerarieMa in quale area, e in quali profili professionali, emergeranno i soprannumeri?

Sta qui,  a nostro avviso, il cuore del problema, e dunque diventa assolutamente centrale la scelta  dei criteri che presiederanno al nuovo taglio degli organici, perché è evidente che le scelte di rimodulazione degli organici faranno da battistrada alla individuazione delle eccedenze. Se la scelta fosse ancora quella adottata dal 2005 ad oggi,  di mantenere praticamente a zero l’area 1^ (solo 63 posizioni previste), è di tutta evidenza che le eccedenze investirebbero in primis i c.d. “terzi livelli” pur colpendo comunque anche l’area 2^: e questa, ha aggiunto la nostra O.S., sarebbe la degna conclusione di un approccio di straordinaria sottovalutazione che l’A.D. ha messo purtroppo  in campo dal 2005 a oggi, con i risultati che ben conosciamo. Dunque, il momento della rimodulazione delle dotazioni organiche, con le scelte a monte ad essa connesse, diventa il passaggio cruciale, e per questo FLP DIFESA ha chiesto un tavolo di confronto preliminare, in cui le OO.SS. possano discutere e offrire contributi di analisi e di proposta ai fini delle scelte  da operare:  dunque, un cambio di passo notevole rispetto a quanto avvenuto nella messa a punto dello schema di  DPR attuativo DL. 138/2011, che ha visto escluse le OO.SS. dalle scelte dell’A.D.

Una volta rivisti gli organici ed emerse le posizioni soprannumerarie, occorrerà avviare i percorsi previsti dallo stesso D.L.95:  oltre all’adozione del nuovo regolamento di riorganizzazione degli Uffici (entro aprile 2013), si dovranno avviare le procedure e misure previste dal comma 11 dell’art.2  per la gestione delle posizioni soprannumerarie,  di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 95 del 12 u.s.  Da qui la seconda nostra richiesta al Ministro: che l’A.D. attivi con urgenza una ricognizione di quanti lavoratori potrebbero essere interessati alle misure previste dal comma 11: pensionamenti con le vecchie regole ante riforma Fornero; mobilità guidata verso altre Amministrazioni;  eventuali compensazioni; part time. Disporre di questi dati, e rapidamente, diventa essenziale ai fini delle scelte da operare per la stessa rimodulazione degli organici.  L’obiettivo è evidente: far rientrare il maggior numero di posizioni soprannumerarie nelle opzioni di cui sopra, ben sapendo che le posizioni che rimarranno soprannumerarie al 30.06.2013 verranno configurate come “eccedenze” e collocate “in disponibilità” ex art. 33 D.Lgs. 165/2001, così come riscritto dall’art. 16 della L.183/2011.

Nella sua replica, il Ministro ha dichiarato che appare  molto difficile, allo stato, la possibilità che la Difesa venga esclusa dalle riduzioni previste dal DL 95, e ha confermato il taglio di circa 3000 posizioni civili da noi ipotizzato (vds anche l’intervista del Ministro sul Corriere della Sera); ha comunque dichiarato di essere perfettamente consapevole delle criticità che si innescheranno a causa del provvedimento  e, in particolare,  le posizioni soprannumerarie  che toccherebbero oltre alla 1^ anche la 2^ area, anche se siamo ancora nel campo delle semplici previsioni;  ha poi espresso la disponibilità dell’Amministrazione a porre in essere tutte le iniziative possibili per temperare le criticità e ridurre al minimo i danni (a tal riguardo, ha confermato il via libera alle mobilità a domanda verso altre AA.PP., impegnando gli Organi Programmatori, mobilità che però non potrà avere sulle posizioni soprannumerarie che effetti molto parziali);  infine, ha risposto positivamente alla nostra richiesta di un tavolo di confronto preliminare alle scelte da recepire nel DPCM con le nuove dotazioni organiche, dando mandato al Sottosegretario Magri di avviare e presiedere questo tavolo. E qui la riunione è finita.

            L’impressione conclusiva è che, preso atto delle posizioni un pò arrendevoli  espresse dal Ministro, le riduzioni ci saranno e con esse i soprannumeri e le eccedenze: si apre dunque da oggi una fase completamente nuova nel nostro Ministero, complessa difficile e tortuosa, che per la prima volta ci metterà di fronte alla possibilità concreta di perdita di molti  posti di lavoro. Per affrontare questa fase e ridurre il danno,  occorrerà  piena consapevolezza da parte di tutti della posta in gioco, a partire dalle OO.SS.: se pensiamo di difendere i posti di lavoro con i tavoli separati, campa cavallo!!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: L’intervista al Ministro sul Corriere della Sera del 18 luglio 2012

Notiziario n. 98 del 17 luglio 2012 –

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 17 diffuso in data odierna che contiene le proposte della nostra Confederazione per modificare i provvedimenti già in vigore sulla c.d. “spending review” (D.L. 27.06.2012, n. 87 e D.L. 6.07.2012, n. 95),  e comunica che la Federazione FLP  ha indetto  per mercoledì 25 luglio p.v. una giornata di mobilitazione nazionale dei lavoratori pubblici in concomitanza con la riunione  convocata in pari data dal Ministro Patroni Griffi.

Dopo aver accantonato l’accordo del 3 maggio scorso e aver avallato le inique norme sul lavoro pubblico all’interno del decreto legge n. 95 del 6 luglio 2012 sulla spending-review, il ministro Patroni Griffi ha convocato le confederazioni sindacali per il 25 luglio, probabilmente per dare immediata attuazione alle parti più vincolanti e punitive per i lavoratori pubblici del predetto decreto.

 Altro che legge delega e confronto sui decreti attuativi, che avevano portato la CSE a suo tempo a firmare l’accordo del 3 maggio con il quale si era concordata la fine dei tagli lineari, la valorizzazione del personale, la riorganizzazione della macchina pubblica anche attraverso specifici programmi di formazione e riqualificazione del personale, la revisione e l’introduzione di nuovi e diversi criteri di managerialità e di valutazione reale delle performance.

 Con questi presupposti ci presenteremo alla riunione del 25i luglio e chiederemo conto al Ministro delle scelte operate, chiedendo al Governo e al Parlamento chiamato a convertire in legge il decreto, le modifiche necessarie per rispettare gli impegni assunti e invertire l’inaccettabile politica di smantellamento della pubblica amministrazione e dei diritti dei lavoratori.

                                                                                          LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Si prega di dare la massima diffusione tra i lavoratori della Difesa al presente Notiziario.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: Proposte di CSE per la spending review

Allegato 2: Locandina iniziative FLP

Allegato 3: Convocazione Funzione Publica per il 25 luglio 2012

Notiziario n. 95 del 12 luglio 2012 –

E menomale che la Difesa doveva rimanere fuori dalla spending review del duo Bondi-Giarda!  Come si ricorderà, nel corso dell’ultimo incontro con il Sottosegretario Magri (vds. Notiziario n. 86 del 19 giu. u.s.),  FLP DIFESA aveva chiesto di “conoscere le relazioni tra il disegno di legge delega sul riordino della Difesa e l’operazione di spending review”  in arrivo. La risposta del dr. Magri era stata molto netta, anche in considerazione delle risultanze di un recente  incontro con  il Ministro Giarda: “il contributo, anche notevole,  all’operazione spending da parte della Difesa è tutto all’interno del disegno di legge delega di riordino”.   Purtroppo,  non è proprio così, in quanto la Difesa, e in particolare il suo personale, sta dentro, e anche pesantemente, nella spending review!  Vediamo dunque il perché.  

Nel S.O. n. 141/L della G.U. n. 156 di pari data, è stato pubblicato il Decreto Legge (DL) 6.07.2012, n. 95 (vds. “Quaderno” sul ns. sito) che reca “disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”: trattasi del secondo provvedimento di spending review (il primo – DL 27.06.2012, n. 87 – ha interessato l’Amministrazione finanziaria e la Presidenza del Consiglio), che questa volta tocca direttamente le AA.CC. e il personale statale (ivi compreso purtroppo il personale civile della Difesa), e sui cui contenuti hanno preso duramente posizione sia la Confederazione CSE che la Federazione FLP.  La mazzata più forte è contenuta nell’art. 2, comma 1: è prevista una nuova riduzione del 20% degli Uffici dirigenziali di livello generale (salterà Previmil?)  e non generale (quali?) e un nuovo taglio del 10% della spesa rispetto alle dotazioni organiche derivanti dall’attuazione del D.L. 138/2011. Siamo dunque al quarto taglio lineare degli organici, dopo quelli già intervenuti con i DD.LL. 112/2008, 194/2009 e 138/2011 e che hanno già prodotto la perdita secca di 11.800 posti di lavoro. E questa quarta riduzione potrebbe avere questa volta effetti pesantissimi, leggasi eccedenze, che dovranno essere formalizzate (responsabilità disciplinari in capo al Dirigente) e poi gestite con le procedure ex art. 33 D.Lgs. 165/2001, così come riscritto dall’art. 16 L.183/2011 voluto da Brunetta.   I commi dal 3 in avanti dell’art. 2  del DL 95 tracciano il percorso operativo di questo nuovo taglio:

– entro il 31 ott. p.v.,  dovrà essere adottato il DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) sui nuovi organici, con riduzioni selettive e anche compensate da maggiori tagli di altre AA., in assenza del quale interverrebbe il blocco delle “assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”  (fino all’emanazione del DPCM, gli organici vengono rideterminati sulla base delle presenze al 6 luglio 2012);

– entro i sei mesi successivi al  DPCM,  l’A.D. dovrà adottare il nuovo regolamento di organizzazione;

 le posizioni in soprannumero risultanti dal rapporto tra nuovi organici e presenze effettive (circa 2.000?) dovranno essere gestite con le “seguenti procedure e misure in ordine prioritario”:

   • in primo luogo, individuazione concreta dei soggetti in soprannumero interessati all’anticipo del pensionamento tra coloro che:  o hanno già maturato con le vecchie regole i requisiti entro il 31.12.2011 optando per il posticipo o che ne sono in possesso ai fini della maturazione della decorrenza entro il 31.12.2014 (l’Amministrazione dovrà predisporre entro il 31 dicembre 2012 un piano relativo alle cessazioni dal servizio indicando i tempi per il riassorbimento delle posizioni soprannumerarie);

   • per le restanti posizioni in soprannumero non riassorbibili, l’Amministrazione dovrà avviare la “procedura di mobilità guidata”, anche  verso AA.PP. di altri comparti, che sarà disposta con DPCM, previo esame con le OO.SS. da concludersi entro 30 gg., e tramite apposita tabella di equiparazione;

   • per le posizioni residue, partendo da quelle con maggiore anzianità contributiva, l’Amministrazione ne dovrà dichiarare formalmente l’eccedenza, e solo per esse verranno esaminati con le OO.SS. “criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale”, da definire in proporzione alle eccedenze;

   • infine, il personale che risulti non riassorbibile a conclusione di tutti i percorsi di cui sopra, verrà “collocato in disponibilità”  (la cassa integrazione degli statali) non oltre il 30 giugno 2013, rimanendo a casa per 24 mesi con stipendio all’80 % (ma con retribuzione effettiva ridotta a circa il 60/65 % di quella attualmente in godimento, tenuto conto che I.d.A. e FUA/FUS non verrebbero più percepiti); detto periodo potrà essere prorogato fino a 48 mesi per il personale che maturi i requisiti per la pensione.  La F.P. pubblicherà sul proprio sito i posti vacanti, aggiornandone progressivamente i dati, e le Amministrazioni dovranno obbligatoriamente accogliere le domande del personale in disponibilità. In ogni caso, decorso tale periodo di 24 mesi, c’è il licenziamento definitivo e l’uscita dai ruoli dello Stato.

Questa la complessa procedura che riguarda la gestione delle posizioni soprannumerarie del personale non dirigente.  Prima questione, la più importante: ci saranno  posizioni soprannumerarie per noi civili della Difesa?  Probabilmente sì, tenuto conto che rispetto al quadro attuale (dotazioni organiche conseguenti L.148/2001, n. 30.283; presenze  effettive n. 29.350 circa ad aprile 2012),  il nuovo taglio degli organici, presumibilmente quantificabile in 2800/3000 posizioni circa,  determinerebbe esuberi reali, in carne e ossa. Seconda domanda: a quali aree verranno imputate le posizioni da sopprimere? Se si dovesse seguire lo schema adottato nelle riduzioni precedenti, è di tutta evidenza che le eccedenze toccherebbero in primis l’area 1^. Questo è uno dei nodi da sciogliere entro il 31 ottobre p.v.: come andranno rimodulati gli organici civili della Difesa? Noi speriamo che, a differenza di quanto avvenuto per lo schema di DPR attuativo della L. 148/2011, e al di là della natura della relazione sindacale che il DM 95 addirittura modifica,  l’A.D. operi un coinvolgimento preventivo ed effettivo delle OO.SS. ai fini della non facile scelta da fare, e dalla quale emergeranno le eccedenze reali.  Poi ci saranno i passaggi successivi: individuazione delle posizione soprannumerarie assorbibili, prima attraverso i pensionamenti e poi attraverso mobilità e part-time;  quindi, entro giugno 2013, la dichiarazione formale sulle eccedenze, che verranno collocate nelle liste di  disponibilità, anticamera del licenziamento.

A questo punto, dobbiamo tornare alla amara considerazione fatta in apertura di Notiziario: a differenza di come ci era stato detto, nonostante la Difesa abbia in itinere una propria spending review (disegno di legge delega di riduzione dello strumento militare) che prevede 10.000 tagli da qui al 2024, il personale civile della Difesa è interessato a questo ulteriore trattamento, ed in tempi molto più rapidi. La cosa non ci sta per niente bene, è incredibile ed inaccettabile questa assurda sovrapposizione, e lo diremo al Ministro Di Paola nell’incontro già convocato per martedì 17 p.v., al quale arriveremo con una proposta ben precisa: il personale della Difesa, al pari di quello del comparto sicurezza e delle altre categorie individuate dal comma 7 dell’art. 2 del DL 95, venga escluso dalla riduzione di organici e degli Uffici ex DL 95. Questo il Ministro dovrebbe cercare di ottenere per il suo personale, anche per coerenza con le scelte del DDLD che porta la sua firma, e per allontanare il rischio che una Amministrazione un po’ matrigna con alcuni suoi figli (pensiamo ai lavoratori di area 1^), possa diventare  alla fine addirittura figlicida. Sentiremo il Ministro, e poi trarremo le relative riflessioni e assumeremo le conseguenti iniziative,  auspicabilmente insieme alle altre OO.SS.: se anche in questo momento, e in quelli più difficili che verranno,  ci si presenterà ai tavoli divisi e separati, allora la vocazione suicida sarà ben evidente!

Nel DL 95, la Difesa è comunque toccata anche su altri fronti: innanzitutto la riduzione non inferiore del 10% (art.2, comma 3) del personale militare, con la differenza che il personale soprannumerario non riassorbibile andrà in ARQ e non in disponibilità (e scusate se è poco!); poi, le riduzioni di spesa di cui al comma 5 dell’art. 7, che interessano anche i finanziamenti 2012-2014 per A.I.D., in un momento decisivo per la sorte di alcuni Stabilimenti (è di pochi giorni fa l’idea di fare dell’Arsenale di  Messina un centro di eccellenza NATO); ridotte di un terzo le spese per le missioni all’estero;  invece, le spese per la mini naia vengono parzialmente mantenute: un assurdo!  Su una cosa il Ministro ha tenuto, e  bene: l’acquisto dei 90 aerei F-35, duecento milioni di dollari l’uno (vds. allegato). Potremmo allora chiudere con una battuta: gli aerei volano, ma buona parte del personale resterà a terra!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Quaderno 2-12-D.L. 6.07.2012, n. 95

Allegato 2: Articolo de La Repubblica

Spending Review





INCONTRO CON IL MINISTRO DI PAOLA: CONFERMATO IL TAGLIO DI TREMILA POSTI CIVILI. ENTRO OTTOBRE IL D.P.C.M. CON LE NUOVE DOTAZIONI, DA CUI EMERGERANNO LE POSIZIONI SOPRANNUMERARIE

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