Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 –

Facciata del DMML di Caserta
Facciata del DMML di Caserta

Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri.

La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa richiesta dal dr. Magri nel corso dell’ultimo incontro,  doveva servire ad acquisire “il consenso in sede politica”  delle OO.SS. nazionali sulle “ipotesi di piano di reimpiego a carattere generale”,  e “in caso di raggiungimento dell’accordo politico, detto piano di reimpiego” sarebbe stato “trasmesso in sede locale per l’avvio della specifica contrattazione volta a dare concreta esecutività allo stesso” (i corsivi virgolettati si riferiscono alla procedura prevista dal capo IV, art. 3, del CCNI Difesa 6.07.2000).  Ebbene,  il “consenso in sede politica” oggi non è certamente venuto dalla nostra O.S. che, dopo aver ricordato i giudizi critici ripetutamente espressi da FLP DIFESA sul riordino in argomento, ha fatto presente come, a parte qualche eccezione (Cdo Sanità Nord, per es.),  nella stragrande maggioranza dei casi,  negli Enti soggetti a riordino,  i lavoratori non avevano ancora espresso i desiderata  e, conseguentemente, non si erano ancora svolte le concertazioni locali.  Detto “consenso”  è evidentemente mancato anche su altri tavoli (la riunione è stata effettuata come al solito a tavoli separati per volontà di CGIL-CISL-UIL) e pertanto  l’approdo conclusivo è stato quello di un rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego. Cosa non di poco conto.

Ed allora,  visto che in alcuni Enti è saltata la prima fase della procedura, è di tutta evidenza che:

E’ appena il caso di ricordare che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali (OO.SS. ed  RSU), e immaginiamo che questo possa avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, le cui criticità di reimpiego sono ben note a tutti, anche all’Amministrazione, e a tutti suggeriscono di lavorare per verificare fino in fondo eventuali soluzioni alternative (ricordiamo che la Direttiva SMD del 24.10.2012 fissa al 30.09.2013 la decisione del Capo di SME sulla soppressione o riconfigurazione dell’Ente, e noi ci batteremo per la sua riconfigurazione).    Abbiamo infine convenuto con la dr.ssa Fava che,  a conclusione della fase di contrattazione locale,  il Gabinetto indirà una riunione nazionale conclusiva per fare il punto di situazione prima dell’ invio a Persociv dei piani di reimpiego definitivi per il seguito di competenza della D.G. (trasferimenti). E’ di tutta evidenza che,  con queste varianti intervenute in corso d’opera,  la procedura di reimpiego avrà tempi prevedibilmente più lunghi,  e quasi certamente slitterà oltre i tempi del mandato di Di Paola.

Nella seconda parte della riunione, la FLP DIFESA ha fatto presente la propria posizione in merito al “protocollo riguardante la destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali risparmi aggiuntivi”  preannunciato dal Gabinetto nella lettera di convocazione e che dovrebbe essere  sottoposto alla sottoscrizione delle OO.SS.  “di massima per la metà del mese di febbraio 2013”. 

Come noto, una  richiesta in tal senso è stata avanzata da CGIL-CISL-UIL (comunicato del 20 dic. u.s.), ed è apparsa a tutti come una sorta di  “merce di scambio” richiesta all’Amministrazione per dare il sostanziale via libera sul riordino della sanità militare, rispetto al quale solo qualche giorno prima (comunicato del 13 dic. u.s.) quelle stesse OO.SS. avevano espresso un “netto dissenso di metodo e di merito” .  E, proprio per questo, nella riunione del 7 gennaio (vds. nostro Notiziario n. 3 dell’8.01.2013), in risposta al Sottosegretario  Magri che aveva espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUAe alla premialità  parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini,  esprimemmo le nostri forti riserve sul  momento che si era scelto per affrontare questo problema,  ricordando che “quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese”.

Manteniamo per intero le nostre riserve sul punto; pur tuttavia, di fronte al preannuncio di un protocollo in arrivo, abbiamo ritenuto opportuno precisare la nostra posizione nei termini che seguono.

  1. Abbiamo dichiarato la piena disponibilità da parte di FLP DIFESA a sottoscrivere un protocollo che fissi condizioni e percorsi e detti le regole per la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”
  2. Abbiamo chiesto che detto protocollo disciplini in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi saranno accertati i risparmi,  e che venga precisato in cosa consistano i risparmi “aggiuntivi”  nella Difesa da destinare in quota parte al FUA.  Abbiamo chiesto anche che,  con cadenza annuale e prima dell’avvio della contrattazione per la distribuzione del fondo di produttività,  le Parti si incontrino per quantificare la quota di risorse disponibili destinate al FUA.  Noi pensiamo che la precisa definizione di tutti questi aspetti non sia solo un’operazione necessaria sotto il profilo della trasparenza,  ma costituisca  condizione essenziale sia per evitare contenziosi successivi sia anche per dare a questo accordo una prospettiva nel tempo,  visto la messe di soppressioni/riorganizzazioni in arrivo e  visto anche che la Parte politica che lo firmerà è in scadenza di mandato.
  3. Abbiamo anche  espresso in modo netto la nostra richiesta a che le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate “alla contrattazione integrativa” e poi distribuite con  criteri fissati annualmente dall’accordo nazionale sulla distribuzione del FUA.  Qualsiasi esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE) costituirebbe un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo, per noi e (pensiamo) anche per quelle OO.SS. che non sottoscrissero con Brunetta il 4 febbraio 2011 i contenuti dell’Intesa.  Sta evidentemente all’Amministrazione di predisporre un testo che traguardi un obiettivo che è condiviso, ma  nel quale tutte le Parti sociali possano riconoscersi.
  4. Abbiamo chiesto infine che la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”  venga estesa retroattivamente anche ai provvedimenti di riordino successivi a luglio 2008,  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008.

Abbiamo infine chiesto, data l’enorme valenza politica del protocollo, che il testo predisposto dall’Amministrazione sia, come sempre deve essere in questi casi, inviato con congruo anticipo alle Parti sociali,  anche per consentire loro un’ attenta valutazione e una verifica al proprio interno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota RSU DMML di Palermo del 4.02.2013

Allegato2: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP di Chieti del 5.02.2013

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 –

Il Ministro Di Paola in visita a Herat
Il Ministro Di Paola in visita a Herat

Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, fissato dalla stessa legge, di riduzione del 30%  minimo dell’attuale assetto delle FF.AA.

Comprendiamo bene lo stupore che si è generato nei lavoratori interessati, civili e militari; comprendiamo però molto meno, anzi quasi per nulla,  l’esibita incredulità  di  alcuni addetti ai lavori come noi che dovrebbero conoscere bene le cose di casa Difesa, e che sono invece in cerca di conferme formali

Proviamo a riassumere le puntate precedenti.  Il Ministro Di Paola presenta al Senato il disegno di legge delega (ddld)  in data 23 apr.2012, esaminato il giorno 6 precedente dal Consiglio dei Ministri. Il complesso iter parlamentare del provvedimento dura quasi otto mesi, e si conclude solo l’11 dic. u.s. con il voto favorevole della Camera.  E’ di tutta evidenza che, in questi lunghi mesi di attesa, lo SMD e gli SS.MM. di F.A. abbiamo lavorato alacremente per definire per tempo i provvedimenti attuativi di riordino, tenuto anche conto che  l’orizzonte temporale del Ministro era breve (ad aprile scadeva la legislatura) e che Egli stesso ci teneva a chiudere  per tempo il cerchio con il varo dei decreti attuativi. Noi queste cose le abbiamo ripetute più volte, ne fanno fede i nostri Notiziari; per questo abbiamo richiesto un confronto preliminare con l’A.D., ovviamente non concesso. E d’altronde il lavoro intenso degli SS.MM. era a conoscenza di tutti: quante riunioni interne e quante teleconferenze fatte in questi mesi!

Ora sappiamo bene come è andata a finire: il Parlamento ha alla fine votato la legge, anche dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla efficientissima lobby dell’industria della difesa,  ma lo ha fatto sulla base di un compromesso che “obbliga”  il Ministro Di Paola  a non portare avanti durante il suo mandato i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino, e questo sulla base di impegni richiesti e pubblicamente assunti da Di Paola e delle precise indicazioni venute dalla Camera.  Motivi per i quali la bozza di decreto attuativo con i provvedimenti, già messo a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM,  è stato necessariamente “riposto nei cassetti”, come  abbiamo ripetuto più volte nei nostri Notiziari di questi ultimi mesi.  Ma accantonato temporaneamente, non certo cestinato!

E da quei “cassetti”  è ora emerso,  ha cominciato a girare anche negli Enti,  e la FLP DIFESA ne è venuta a conoscenza nella scorsa settimana.  Non è la prima volta che succede, non sarà certo l’ultima!  I colleghi ricorderanno lo schema di legge delega entrato a Palazzo Chigi e da noi pubblicato (vds Notiziario n. 53 del 10.04.2012): anche allora molti dubbi, ma poi alla fine si comprese come era proprio quello il testo di ddld che il Ministro aveva sottoposto al Consiglio dei Ministri. E la storia sembra ripetersi oggi.

CGIL-CISL-UIL, a seguito della pubblicazione sul nostro sito, hanno scritto al Ministro Di Paola chiedendo un incontro urgente “al fine di chiarire la veridicità di quanto pubblicato in rete e di dominio pubblico”.   Veridicità?  Mah……..   Può darsi non sia tutto vero, lo abbiamo già precisato nel Notiziario n. 13,  e che qualcosa possa ancora cambiare.  Ma la sostanza è vera, non c’è dubbio. E, comunque,  anche se il documento non fosse vero,  appare quantomeno verosimile, vista la perfetta coerenza delle scelte in esso presenti con quelle recentemente illustrate alle OO.SS. dagli SS.MM., in particolare SME: pensiamo all’accorpamento fra le aree Territoriale e Infrastrutturale, i provvedimenti ci sono proprio tutti!

Noi pensiamo comunque che il problema non sia la “veridicità” del documento, bensì il fatto che, ancora una volta, le decisioni, quali che siano, vengono prese senza un confronto preliminare con le Parti sociali. Vogliamo affrontare questo problema, una volta per tutte e senza divisioni tra le OO.SS.?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 –

fotoCome vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.

La nostra O.S., pur comprendendo le ragioni che sono alla base di quel provvedimento e che traggono origine dalla situazione di grave sofferenza e di squilibrio del bilancio della Difesa, ha espresso un giudizio fortemente negativo sia nel metodo (mancanza di qualsiasi confronto vero ed effettivo con le Rappresentanze del personale) sia soprattutto nel merito,  atteso che  la legge delega propone una cura di cavallo su un organismo già debilitato e risulta totalmente mancante di scelte qualificate  e significative sul versante del personale civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.), i cui ruoli peraltro potrebbero diventare la valvola di sfogo di migliaia e migliaia di esuberi militari. 

Ebbene, nonostante la ferma opposizione dei Sindacati e anche dei COCER, e nonostante il marcato dissenso di grandissima parte del personale della Difesa, militare e civile (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, il giudizio negativo su Di Paola raggiunge quasi il 90%!), la legge è stata votata da una larga maggioranza del Parlamento. Ciò è avvenuto dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla pesantissima lobby dell’industria della Difesa,  e sulla base di un compromesso al ribasso, un “do ut des”, che ha portato un Parlamento già scaduto ad approvare a fine legislatura una riforma epocale e il Ministro Di Paola a impegnarsi a non varare i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino. Per questo, lo abbiamo detto più volte nei nostri Notiziari, gli schemi dei decreti attuativi,  già messi a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM.,  sono stati necessariamente “riposti nei cassetti”.  Ma qualcuno li ha tirati fuori nei giorni scorsi, e così hanno cominciato a girare.

Noi di FLP DIFESA ne siamo venuti in possesso nella scorsa settimana, e nella riunione con il Sottosegretario Magri del 23 u.s. (ne sono testimoni i presenti, ed erano davvero tanti) abbiamo segnalato al Sottosegretario, esibendo nella circostanza copia del documento in nostro possesso, che lo schema di D.Lgs. messo a punto dall’Uf. Legislativo in attuazione della delega stava cominciando a girare, e che avrebbe creato certamente  un pericoloso allarme e una forte preoccupazione tra il personale tutto.  Per questo (si legga la parte finale del nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s.),  abbiamo riproposto al dr. Magri  “ la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei DD. Delegati” .

Siccome  “la risposta a breve” che attendevamo non è purtroppo arrivata,  e tenuto conto che i files dello schema di D. Lgs con l’elenco dei provvedimenti sono già comparsi sul  sito “forzearmate.org” che peraltro ha contestualmente pubblicato il nostro Notiziario sul recente incontro a SME,  trasmettiamo alle nostre strutture, e pubblichiamo contestualmente anche noi sul nostro sito, lo  schema di decreto attuativo della delega che reca l’elenco dei provvedimenti da qui al 2018, parte dei quali – quelle relativi al 2013 –  già comunicati  alle OO.SS..  Un elenco che potrebbe certo ancora cambiare, ma che consente di comprendere le direzioni di marcia, su cui naturalmente avremo presto modo di ritornare.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Testo Schema Decreto Legislativo

Allegato 2: Appendice Tabella A – soppressioni Esercito

Allegato 3: Appendice Tabella B – Riorganizzazioni Esercito

Allegato 4: Annesso 1-riorganizzazioni e soppressioni Esercito

Allegato 5: Annesso 2 -Riorganizzazioni Marina

Allegato 6: Annesso 3 – Riorganizzazioni A.M.

Notiziario n. 12 del 29 gennaio 2013 –

untitledSi è tenuta oggi presso la sala Diaz di palazzo Esercito una riunione a tavoli uniti tra lo Stato Maggiore Difesa e le OO.SS., che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto gen. F. Marsiglia ed è servita a fare il punto di situazione sulla complessa vicenda legata al transito della gestione delle buste paga del personale civile dell’area operativa al sistema NoiPA del MEF.

Innanzitutto, ha trovato conferma in riunione che i problemi sono scaturiti in massima parte dalle forti incompatibilità esistenti tra il sistema BDUS della Difesa e il sistema NoiPA del MEF, purtroppo verificate solo a posteriori in quanto il MEF ha negato una fase transitoria e sperimentale che servisse ad allineare i due sistemi prima di avviare il “cedolino unico”, come peraltro era avvenuto anni fa per il transito dell’area centrale.  I molti e gravi errori che si sono evidenziati nei cedolini di gennaio, alcuni in eccesso altri in difetto,  sono stati quasi tutti risolti, e nei termini già riferiti nel nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s., al quale rinviamo.  Permangono allo stato, tuttavia,  alcune criticità, tra le quali la più importante  appare quella relativa alle mancate ritenute verso terzi creditori, che potrebbero innescare per gli interessati problemi di natura fiscale e non solo,  su cui molto opportunamente alcune OO.SS. hanno richiamato l’attenzione di SMD, chiedendo che l’Amministrazione si faccia carico del problema e garantisca una qualche copertura. Ma la situazione si dovrebbe normalizzare entro un paio di mesi.

Per gli stipendi di gennaio, le criticità sono state dunque tamponate; ma identica situazione  potrebbe riprodursi anche nei cedolini di febbraio, atteso che per le regolarizzazioni il sistema NoiPA richiede tempi più lunghi rispetto al sistema BDUS. Nel caso, da parte del MEF si procederà comunque, e rapidamente, nei termini già utilizzati per risolvere gli errori di gennaio. Per marzo, invece, la situazione si dovrebbe normalizzare definitivamente, anche perché la BDUS (Banca Dati Unica Stipendiale) dovrebbe aver operato le definitive verifiche sui flussi di ritorno dal NoiPA, che il MEF ha assicurato.    

Diamo conto delle informazioni venute oggi da SMD anche con riferimento ad altri problemi. Il primo: la casella di p.e.. Come oramai noto a tutti, il sistema NoiPA prevede l’esistenza di una casella di p.e. a cui arrivano le credenziali ai fini della registrazione on line. Ebbene, su questo c’è stato verosimilmente un errore di valutazione da parte della nostra Amministrazione, che ha ritenuto essere attive le caselle istituzionali in rete @persociv.difesa.it  di tutti  i dipendenti, e queste caselle ha comunicato al MEF,  quando in effetti la realtà è ben diversa: molti colleghi usano caselle nella rete della propria F.A., altri quelle delle specifiche  reti  degli Enti d’impiego; altri, infine,  non hanno tuttora alcuna casella di p.e.. E siccome senza casella non c’è registrazione e senza registrazione non c’è cedolino, il gioco è presto fatto: visibilità zero!  La situazione si va però progressivamente normalizzando, gli Enti sono stati allertati per fornire massimo ausilio ai lavoratori per l’apertura delle caselle, e il MEF ha reso noto che  possono essere utilizzate anche caselle non istituzionali fornite da gestori privati

Altro problema di non poco conto, l’IBAN:  nel sistema NoiPA, la comunicazione relativa al codice in argomento è premessa fondamentale per l’accreditamento dello stipendio in conto corrente, e anche in questo caso la mancata comunicazione ha comportato il non accreditamento delle competenze. Per la mensilità di gennaio, il MEF ha accettato di spacchettare il cedolino, accreditando le somme presso la locale Tesoreria Provinciale. Così, però, non sarà più possibile per febbraio, e pertanto i lavoratori che non lo avessero già fatto sono invitati a comunicare la modalità di pagamento prescelta: conto corrente bancario; conto corrente postale; libretto postale.  Invece, per quanto riguarda chi non ha allo stato l’IBAN e fa fatica ad ottenerlo (es. i “protestati”),  il MEF assicurerà l’apertura di libretti postali ad hoc.

Dopo la relazione del gen. Marsiglia, è seguito il consueto giro di tavolo sul fronte sindacale.

La nostra O.S. ha ribadito sul tavolo di SMD quanto già proposto all’attenzione del tavolo politico.

La scelta di abbandonare il sistema BDUS e di fare la convenzione con il MEF per il transito del personale civile al sistema NoiPA è apparsa, a nostro avviso, frettolosa e poco opportuna: a nostro parere, in considerazione della particolarità della nostra Amministrazione nel panorama delle altre AA.CC. richiamata anche da altre OO.SS., si sarebbe potuto e dovuto scegliere la seconda delle opzioni previste dall’art.5, comma 10, del D.L. 95/2012, che prevedeva la possibilità  di utilizzare “ parametri di qualita’ e di prezzo … per l’acquisizione dei medesimi servizi sul mercato di riferimento. La comparazione avviene con riferimento ai costi di produzione dei servizi, diretti e indiretti, interni ed esterni sostenuti dalle PP.AA.”.  Peraltro, non si comprende come, ai fini del contenimento delle spese, si sia operato il transito al MEF del solo personale civile (circa 29.000 dipendenti) mentre sia rimasta al  BDUS la gestione delle buste paga dei 180.000 militari. Come è rimasta a suo tempo in Difesa la gestione della materia previdenziale dei militari, mentre quella civile è da tempo in capo all’INPS ex INPDAP. Se la logica della scelta è quella legata al contenimento delle spese, è di tutta evidenza come essa non possa non essere estesa anche alla gestione delle buste paga dei militari. E così verosimilmente sarà, anche se in tempi più lunghi, perché naturalmente il transito al cedolino unico è per i militari operazione certo più complessa.

Abbiamo poi dato atto a SMD di aver operato con grande tempestività e positivamente  presso il MEF,  risolvendo in pochi giorni la gran parte dei problemi che si sono evidenziati. Pur tuttavia, questo doveroso riconoscimento, non ci esime dall’ individuare alcune “pecche” che, a nostro giudizio,  pure ci sono state, e anche grosse: la prima, la mancanza di informazione e di comunicazione adeguate, alle OO.SS. ma anche  e soprattutto ai lavoratori, che hanno appreso da noi del cambio di gestione dei propri stipendi;  la seconda, i ritardi nelle informazione/formazione  degli Uffici amministrativi degli Enti,  che si sono trovati spiazzati e in grande difficoltà rispetto alle richieste e domande che venivano dai lavoratori. E su questa analisi abbiamo registrato piena convergenza da parte dell’intero tavolo sindacale.

Abbiamo anche segnalato le problematiche ancora presenti negli Enti AID e in quelli dell’Arma dei Carabinieri; inoltre, in ragione della inadeguata comunicazione registrata, abbiamo chiesto a SMD che venga predisposta dall’Amministrazione apposita circolare a tutti gli Enti dell’area SMD con  l’elencazione delle criticità che permangono e le precise indicazioni di carattere operativo per rimuoverle,  e che di questa circolare, e anche delle precedenti già emanate, sia fornita copia alle OO.SS. nazionali.  

Il gen. Marsiglia ha preso atto delle osservazioni nostre e delle altre sigle presenti, su alcune delle quali si è riservato una risposta al prossimo incontro,  che comunque è previsto nella prima decade di febbraio in presenza anche degli altri OO.PP., e che  servirà a fare un ulteriore punto di situazione anche alla luce delle verifiche che SMD opererà sui cedolini NoiPA, a cui il MEF dovrebbe dare finalmente accesso alla nostra Amministrazione.

A tal riguardo, invitiamo nuovamente le nostre strutture e segnalarci  eventuali problemi in essere o criticità ancora presenti.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 11 del 28 gennaio 2012 –

Il Ministro Patroni Griffi con il Capo Dip. Naddeo
Il Ministro Patroni Griffi con il Capo Dip. Naddeo

Il Ministro della F.P. Patroni Griffi, per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il Ministro dell’Economia e Finanze Grilli,  hanno finalmente firmato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)  che reca la data del 22.01.2013 e recepisce i nuovi organici di alcune AAAmministrazioni Centrali, tra le quali anche la Difesa, in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 6.07.2012, n. 95 (“spending review”).

Come si ricorderà, la  norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” con riferimento al personale non dirigente.  Rispetto alla dotazione organica discendente dal D.L. 138/2011 unità, il DPCM fissa così le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. Invece,  la nuova dotazione organica del personale dirigente è pari a n. 117  (erano n. 133 dopo il D.L. 138).

IL DPCM recepisce in toto la proposta messa a punto dalla Difesa anche attraverso il positivo confronto con il Sindacato (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012)  e reca  una novità grande e positiva: il rientro in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005  tutti in eccedenza, e sui quali pendeva  maggiormente il “rischio esubero” al 1.07.2013  e di collocamento in disponibilità  (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi, e poi il licenziamento).  Era stata, come si ricorderà,  la prima richiesta di FLP DIFESA, che era stata giudicata in un primo momento poco praticabile dallo stesso Ministro, e poi invece resa possibile dalle indicazioni venute dalla Direttiva FP n. 10/2012  che, in relazione alla c.d. “compensazione interna”,  aveva previsto che “….il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”.  Opportunità colta al volo dall’A.D., alla quale va dato atto del positivo lavoro fatto.

Ora dovrebbe partire la seconda fase di attuazione della “spending”.  Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 (si veda la tabella da noi messa a punto e allegata al Notiziario n. 136) erano le seguenti: n. 2.046 in area 1^; n. 24.586 in area 2^ e n. 2.506 in area 3^.  Rispetto alle nuove dotazioni organiche recepite nel DPCM, emergerebbero  dunque  eccedenze in area 1^ per n. 222 unita e in area 2^ per n. 1.340, e invece  carenze per n. 175 unità in area 3^.  Nel complesso, la “eccedenza assoluta”,  come la definisce la F.P., , è pari a n. 1.562 unità, a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014  sarebbe però di molto superiore (dai nostri calcoli, n. 232 in area 1^ e n. 2.560 in area 2^, per un totale di n. 2.792 posizioni soprannumerarie riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1,  let. a) del DL 95, poi convertito nella Legge 135. Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 lug.2013, e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma allegato alla richiamata Direttiva FP n. 10, si dovrà tradurre ora, tra le altre cose,  nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”;  nella individuazione nominativa  “del personale in possesso dei requisiti”  per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”;  e,  infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.  Come si può capire, la strada da fare  è ancora abbastanza  lunga e complessa.

In attesa della pubblicazionedel provvedimento  in Gazzetta Ufficiale, pubblichiamo di seguito   il testo integrale del DPCM  22.01.2013 e le tabelle che interessano il Ministero della Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DPCM 22.01.2013 – testo integrale

Allegato 2: DPCM 22.01.2013 – tabelle di interesse del Ministero Difesa

 

Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013 –

Esercito ItalianoLo SME-RPGF-Uf. OO.FF.  ha incontrato in data odierna, a tavoli separati, le OO.SS. nazionali per fornire loro informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L.135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni).  

In apertura di riunione, il Col. Vespaziani, Capo Ufficio RPGF-OO.FF., ha illustrato  i provvedimenti previsti, che ci erano stati anticipati nella scheda già pubblicata sul nostro sito nello spazio “Agenda Nazionale” e ora di seguito allegate ,  e con l’ausilio di slides che alleghiamo al Notiziario.  Il piano di riordino interessa tutte le aree della F.A. e, per ciascuna di esse,  si svilupperà con la tempistica e le modalità di seguito indicate:

Area di Vertice: è prevista nell’arco temporale di 3 anni la riorganizzazione dello SME per adeguarne la configurazione a quella di SMD, il che comporterà quasi certamente la creazione di un nuovo Reparto. Prevista anche la riorganizzazione del settore “selezione e reclutamento”, con soppressione dei Centri VFP1 di Bologna, Bari e Cagliari che comporterà il reimpiego complessivo di 19 lavoratori.

* Area Operativa:  il riordino è articolato in tre fasi temporali, ed ha l’obiettivo di ridurne la configurazione,  garantendo in ogni caso la mission  della F.A.. Le “Brigate di manovra” assumono un  ruolo centrale e peraltro potenziato dal conferimento delle capacità logistica ed esplorante,  e verranno tutte concentrate nelle vicinanze delle aree addestrative. Nel quadro del più ampio progetto NATO, dette Brigate, ridotte a n. 9, dipenderanno dai  Comandi divisionali, che sostituiranno i FOD; è pure prevista la costituzione a Pisa del COMFOSE.  I provvedimenti per il 2013 sono indicati nella slide n. 14, mentre nella n. 15 sono elencati tutti i cambi di dipendenza, che abbiamo concordato con SME avverranno tutti, per questa come per le altre aree, con procedura semplificata di reimpiego. Il personale civile toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta complessivamente a 31 unità.

Area Formazione: il piano di riordino di quest’area è stato oggetto di informazione nella precedente sessione informativa del 6 dicembre u.s., e pertanto per il dettaglio si rinvia al Notiziario n. 168 di pari data. Aggiungiamo solo che i provvedimenti previsti per il 2013 sono indicati nella slide n. 23 e che l’unica soppressione riguarda il 57° BTG. “Abbruzzi” e coinvolge n. 6 unità di personale civile.

Area Logistica: l’obiettivo è quello di ridurre le catene di comando, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. Da qui la soppressione, prevista entro il 2015, dei Cdi Logistici Nord (Padova) e Sud (Napoli), e la riconfigurazione di alcuni organi esecutivi (Cerimant; Parchi; Cerico; etc.). Conseguentemente, gli Enti faranno capo ai costituendi (nel 2013) Comandi di settore (Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nasceranno per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti. I provvedimenti previsti per il 2013 sono quelli indicati nella slide n. 30, mentre il personale complessivamente toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta a n. 261 unità, comprensive di quelli  legati al riordino della Sanità militare (DMML, etc.) che è, come noto a tutti, materia di strettissima attualità e sulla quale pertanto rinviamo ai diversi e precedenti Notiziari.

Area Territoriale / Infrastrutture: il cuore del riordino di questa costituenda area è dato dall’accorpamento  dell’attuale “area territoriale”, che ha competenza sulle infrastrutture, con l’attuale “area infrastrutturale”,  che ne gestisce il mantenimento, con le nuove competenze indicate nella slide n. 42. E’ prevista la costituzione nel 2016 in Roma del Comando unificato di vertice (COMTERINFRA), che avrà alle sue dipendenze n. 6 alti comandi territoriali (TO, NA, PD, FI, CA e PA).  In merito ai provvedimenti di riordino 2013, è prevista  la soppressione di n. 8 Centri Documentali (BA; CZ; FI; NA; PD; PE; TN e PZ-Uf.Doc) che verranno riconfigurati quali Uffici Documentali dei CME sovraordinati. Contemporaneamente, verranno riconfigurati in senso capacitivo i CME di BA, CZ, NA, PE e TN, mentre il CME Toscana verrà soppresso con contestuale transito di funzioni all’IGM di Firenze, in ordine al quale provvedimento abbiamo già espresso le nostre motivate perplessità (vds. Notiziario n. 168 del 6.12.2012).  E’ inoltre prevista anche la riconfigurazione del CEDOC di Roma in “Centro Unico Gestione Archivi”.  Per quanto invece riguarda l’attuale area infrastrutturale, nel 2013 è prevista la soppressione dei Nuclei tecnici di PE, CZ, ME, Solbiate, TV  e LI e anche quella, più corposa in termini di personale coinvolto,  della Sezione Staccata di Verona, che impiega attualmente 39 lavoratori.

Questi, in sintesi, i contenuti della illustrazione, cui è seguito l’intervento della nostra O.S. che:

– ha preso atto dei provvedimenti che per l’Esercito, come per la Marina e la Sanità militare, appaiono al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli) e in alcuni casi fortemente velocizzati;

– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici  per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al  riordino delle aree di maggior presenza del personale civile  (logistica e territoriale/infrastrutturale),  su cui RPGF-OO.FF. ha dato piena disponibilità, e che dovrà a nostro avviso essere accompagnata dall’avvio di tavoli di informazione/confronto con OO.SS./RSU in merito alle ricadute in loco e ai riflessi sul personale;

– ha preso positivamente atto delle rassicurazioni fornite dall’Amministrazione circa la completa tenuta degli attuali livelli occupazionali civili da qui al 2024, che però a nostro avviso dovrà essere accompagnata  da uno “scatto” che attendiamo dalla F.A. nell’impiego e nella valorizzazione del personale civile all’interno del suo nuovo modello di organizzazione;

– ha segnalato la necessità che le OO.SS. vengano coinvolte sin da subito in ordine agli  intendimenti della F.A. legati ai processi di riordino per gli anni successivi al 2013,  e che si andranno ad iscrivere nelle scelte, per gran parte probabilmente  già definite, di attuazione della spending review  (al 2016) e della legge delega (al 2024), operazione questa che necessita di massima trasparenza nelle scelte, negli obiettivi e nei percorsi e che andrà auspicabilmente gestita attraverso il confronto con il Sindacato;   

– ha rappresentato infine la necessità che le procedure di reimpiego vengano puntualmente attuate anche sotto il profilo della tempistica, non essendo ammissibile a nostro avviso, come è avvenuto qualche giorno fa,  che venga comunicato ai lavoratori la  soppressione del proprio Ente e,  qualche ora dopo, venga loro richiesto in termini perentori l’espressione di desiderata,  senza peraltro informarli preventivamente circa le collocabilità intra ed extra Difesa, come da regole e prassi consolidate.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Slides riunione SME 24 gen 2013

Allegato 2: scheda informativa riordino Strum.Mil. Terrestre

Notiziario n. 8 del 22 gennaio 2013 –

Marina militareNella mattinata di oggi,  si è tenuta a Palazzo Marina la riunione da noi richiesta in data 10 u.s. con Stato Maggiore Marina, che  è stata  presieduta dal Capo del 1° Reparto,  Amm. P. Luciano Ricca.

Come si ricorderà, la nostra richiesta di incontro urgente era scaturita dalla “scoperta” della Direttiva n. 2/2012  a firma dell’attuale Capo di SMM e prossimo Capo di SMD, che dettava tutta una serie di disposizioni  di cui abbiamo riferito nel  Notiziario n. 4 dell’11 u.s,  recante in allegato il testo integrale della Direttiva.  In estrema sintesi: il riordino va inquadrato nel contesto delle disposizioni di cui  alla Legge 135/2012  (“spending review”) e alla Legge 244/2012 (legge delega riordino strumento militare); sotto il profilo ordinativo, è prevista la riarticolazione della F.A. in quattro aree  (centrale; operativa; logistica e formativa). Per quanto attiene l’area operativa,  il Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV) viene elevato a unico referente operativo della F.A..  Fortemente innovativa appare la revisione dell’area logistica/territoriale (costituzione, entro il 31 dic.2013,  dei Comandi logistici di area per riconfigurazione dei preesistenti Alti Comandi), strettamente connessa al riordino dell’area centrale, che prevede entro il 30 aprile p.v. la costituzione in Roma, per riconfigurazione dell’attuale Navispelog,  del Comando Logistico Nazionale.   Quest’ultimo in futuro dovrebbe essere trasferito a Nisida (ex base Nato), e, nella nuova sede, dovrebbero ad esso far capo varie attività di supporto, che garantirebbero in prospettiva anche l’attuale personale di Maridist Napoli.  Inoltre, entro il 30 apr. p.v., è prevista la riconfigurazione dell’attuale Ispettorato in Comando Scuole, che successivamente avrà sede in Ancona. 

In questo quadro sinteticamente delineato,  si innestano  i provvedimenti per il  2013 (allegato 1),   con il maggior dettaglio di cui all’allegato 2 in ordine ai riflessi sul personale per quelli previsti entro il 30 giu.

Nel suo intervento,  la nostra O.S:

–  ha espresso la propria non condivisione  rispetto a provvedimenti che, per la Marina come per la Sanità militare, appaiono fortemente velocizzati nei tempi e a nostro avviso anche disposti al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli);

– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici  per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al  riordino di ciascuna area (provvedimenti, tempistiche; riflessi sull’impiego del personale, etc.);  sui  livelli territoriali,  l’avvio urgente di tavoli di informazione/confronto con RSU ed OO.SS., richieste entrambe accolte dallo SMM;

– ha affermato il proprio disappunto per la mancanza nella Direttiva di qualsiasi riferimento all’impiego dei civili, mentre per SU e LGT si prevedono “incarichi di responsabilità “ finora riservati solo agli Ufficiali;

– ha denunciato la mancanza di qualsiasi informazione/confronto in ordine allo spinoso ed irrisolto problema del riefficientamento degli Arsenali, su cui continuiamo a registrare l’assordante silenzio della F.A.;

– ha infine rappresentato la forte preoccupazione nostra,  delle OO.SS./RSU  (vds. nota unitaria allegata, che abbiamo consegnato a SMM) e dei lavoratori,  per la prevista soppressione al 31.12.2013 di Maridist Messina, che comporterebbe il reimpiego  di  210 unità in una sede e in un’area a forte criticità sotto il profilo della reimpiegabilità, sia interna che esterna alla Difesa.  Per questo, la nostra O.S. ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico specifico su Maridist Messina allo scopo di verificare la praticabilità di soluzioni alternative finalizzate al mantenimento degli attuai livelli occupazionali in M.M.  L’amm. Ricca ha accolto questa nostra richiesta, precisando che il termine d’attuazione del provvedimento deve intendersi comunque non perentorio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Provvedimenti di riordino M.M. per il 2013

Allegato 2: Provvedimenti urgenti di riordino M.M. – 1° semestre 2013

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. territoriali di Messina

Allegato 4: Direttiva Capo di S.M.M. n. 2 del 31.12.2012

Allegato 5: Pubblicazione M.M.-Cambiare per crescere – v.0612

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 –

Il Ministro della Difesa amm. G.P. Di PaolaIl Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: nella prima, viene tracciato il quadro politico strategico, ad impronta fortemente europeista e atlantica, nel quale l’Italia  è chiamata ad assumere un ruolo chiave; nella seconda,  si parla dello “strumento militare” che deve essere improntato sulla qualità anche a costo di sacrificare, quando necessario, la dimensione quantitativa delle Forze”; nell’ultima, infine, il Ministro detta le direttive operative vere e proprie, ed è su queste che vogliamo soffermarci.

Il punto di partenza è sempre lo stesso, quello di carattere finanziario: il bilancio della Difesa è sbilanciato e in grande sofferenza e pertanto occorre tendere al progressivo riequilibrio, riducendo gli impegni di spesa sul personale fino al 50% (oggi sono al 70%) e riequilibrando in aumento le due altri voci (25% esercizio – oggi al 12% – e 25% investimenti – oggi al 18%).  Vanno in questa direzione le riduzioni degli organici, civili e militari operate con la “spending review” (L.135);  e vanno nella stessa direzione le ulteriori riduzioni previste dalla legge delega, quelle sugli organici (-43.000 posizioni al 2024) e quelle sulle  strutture (-minimo 30% al 2018).  

Alcuni passaggi della Direttiva ci sembrano particolarmente significativi:

– per le eccedenze di personale militare ”si dovrà continuare a fare ricorso ai transiti nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa..”,  che rappresenta sicuramente il percorso più agevole e facilitato tra quelli individuati dalla legge delega per la gestione degli esuberi;  

“la rimodulazione delle dotazioni organiche …dovrà avvenire mediante l’adozione di piani di riduzione graduale, informati al principio dell’elevazione qualitativa delle professionalità.  Il processo dovrà essere mirato alla valorizzazione del personale”;

“nella considerazione che la formazione professionale costituirà uno dei pilastri della riforma, il personale civile dovrà acquisire nuove e più articolate capacità, partecipare attivamente ai cicli formativi ed integrarsi sinergicamente con il personale militare. Il principio della valorizzazione delle risorse professionali civili dovrà, comunque, essere a presidio delle occorrenti misure dirette a limitare al massimo le eventuali ricadute sul personale delle riduzioni organiche, agevolando la mobilità interna, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, il ricorso a forme di lavoro a distanza ed il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni”;

– infine, “dovranno essere tutelate le esigenze di continuità e di funzionalità dell’Amministrazione, con particolare riguardo a quelle prioritarie e specifiche degli arsenali e degli stabilimenti militari. La riaffermata valorizzazione delle professionalità civili dovrà trovare una sua concreta attuazione anche mediante l’ampliamento dei settori di impiego, in modo da ottimizzarne le potenzialità”.

Affermazioni nuove ed importanti le ultime due,  che ovviamente condividiamo pienamente, anche perché appare  in esse (finalmente!) il riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni dei civili. Un passo importante, ma purtroppo sinora limitato solo alle parole: sul piano concreto, infatti,  abbiamo visto davvero poco, per non dire nulla, in questo anno di gestione Di Paola! Ne è un esempio l’attenzione che in questi quattordici mesi è stata riservato agli arsenali e stabilimenti militari, che nella proposta iniziale di legge delega non comparivano neanche. E i lavoratori se ne sono certamente  accorti, se il giudizio che esprimono sull’operato del Ministro nel sondaggio che troverete nella home page del nostro sito (e al quale invitiamo tutti a partecipare) vede al momento una schiacciante prevalenza delle espressioni negative di voto.  Parole dunque, quelle del Ministro, che sin quando non si tradurranno in fatti concreti, non ci faranno fare un solo passo in avanti.  

Colpisce anche, in negativo, nella Direttiva, la mancanza di ogni riferimento al rapporto con le Rappresentanze civili e militari, e alle relazioni sindacali.  E’  di tutta evidenza che, nelle intenzioni di Di Paola, questa riforma epocale della Difesa dovrebbe essere gestita in assoluta e totale solitudine dall’Amministrazione e dagli Stati Maggiori, con le Rappresentanze del personale coinvolte solo a valle di ogni decisione, e in tempi abbondantemente successivi.  E’ quello che nei nostri Notiziari abbiamo definito il “metodo Di Paola”  e che abbiamo sperimentato in quattordici mesi di rapporto con il Vertice politico, buon ultimo il riordino della Sanità Militare in chiave interforze, portato avanti con una velocità impressionante e fuori dal controllo del Parlamento, con ciò “tradendo” in qualche modo lo stesso impegno assunto da Di Paola alla Camera e le precise indicazioni del Parlamento (o.d.g. Cirielli votato all’unanimità).   Un riordino, quella della sanità,  che afferma la stessa Direttiva “dovrà procedere senza indugi nella riorganizzazione in chiave interforze”, con nessuna attenzione nei confronti delle richieste delle OO.SS.

Sotto questo profilo, appaiono di ancor maggiore interesse le direttive che il Ministro dà per il riordino dell’area tecnico-amministrativa. Secondo Di Paolasarà necessario procedere con un’incisiva riorganizzazione dell’area tecnico-amministrativa mediante:

un accorpamento a guida civile delle Direzioni del Personale (Persomil, Persociv, Previmil), nonché una revisione e semplificazione delle procedure adottate per la trattazione delle rispettive competenze;

una razionalizzazione e snellimento di COMMISERVIZI……. una razionalizzazione e snellimento di GENIODIFE…… una revisione delle funzioni delle Direzioni Tecniche, mediante l’accorpamento delle funzioni similari e una migliore integrazione delle attività di marketing..;

la maggiore efficienza dell’area tecnico-amministrativa dovrà essere ricercata anche mediante una ulteriore e decisa razionalizzazione nell’utilizzo delle infrastrutture, giungendo ad un sollecito completamento della struttura di Centocelle, unificando tutto il settore del personale nella esistente struttura presso la Cecchignola e alienando le strutture non più necessarie”.

            Già tutto deciso, dunque, in primo luogo il tanto contestato accorpamento “3 in 1”  di Persomil-Persociv-Previmil,  alla faccia dei lavoratori interessati e delle loro Rappresentanze che avevano espresso opinioni diverse,  e tutto deciso nelle secrete stanze al di fuori di qualsiasi confronto di merito.  Colpisce quel riferimento alla “guida civile”  della costituenda macro Direzione Generale, un piccolo contentino che non sposta di un millimetro il problema  e che rappresenta solo uno specchietto per le allodole: come se la guida civile in una struttura a fortissima impronta militare potesse modificare i termini del problema….. Noi avevamo avanzato altre proposte a tal riguardo, sempre nell’ottica di una efficace spending review: perché non transitare all’INPS ex INPDAP la gestione della previdenza militare, e magari anche quella della gestione delle buste paga, così come è stato fatto  per i lavoratori civili?  Neanche considerate!!

E permane un buio pesto su tutta l’enorme partita delle spese esagerate, dei tantissimi sprechi  e dei privilegi borbonici che ancora albergano nella Difesa.  Non un  solo gesto di buona volontà…. Per fare un esempio, nel 2013, come letto recentemente in un articolo, l’aumento dei costi per l’ausiliaria sarà del 21 per cento, con altri 74 milioni di euro di costo. ..nel 2013 serviranno ben 431 milioni di euro, ..nel 2008 pesava per 231 milioni di euro, che sono praticamente raddoppiati nel giro di cinque anni”.  E vogliamo parlare dei costi degli alti gradi militari? “C’è un generale ogni 381 militari. Il censimento del 2010 ne evidenziava ben 480, mentre la Germania ne ha poco più di duecento. Inoltre nei ranghi si contano oltre 2.300 colonnelli, destinati quasi tutti alla promozione, spesso in maniera esclusivamente formale: molti indosseranno i gradi solo alla vigilia del pensionamento, in modo da assicurarsi però il diritto all’ausiliaria”. Come mai qui la spending qui non è ancora arrivata?  E i costi esagerati per gli armamenti: vogliamo parlarne?  Dopo gli F35, ancora soldi (2 miliardi di euro, la metà dell’IMU versata per la prima casa!) per l’acquisto di due sommergibili U-212!

            Caro Ministro, era da qui (sprechi, privilegi, spese militari) che occorreva iniziare, altro che dal taglio di 43.000 posti di lavoro!  Proprio per questo non appare credibile ai nostri occhi!  E menomale che il tempo a sua disposizione sta finendo, l’eredità che lascia sulle spalle del successore è davvero pesante!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della Direttiva ministeriale sulla politica militare 2013

Notiziario n. 5 del 14 gennaio 2013 –

Il Ministro dell'Economia, V.  Grilli
Il Ministro dell’Economia, Vittorio Grilli

Da qualche giorno  si trova  pubblicato sul sito di Persociv il Decreto Ministeriale datato 25.09.2012 che reca le dotazioni organiche provvisorie del personale civile ,  individuate ai sensi dell’art. 2, comma 6, del Decreto Legge 6.07.2012, n. 95  ( “spending review”), poi convertito nella Legge 7.08.2012, n. 135.  La cosa ha generato qualche equivoco tra i colleghi, che certo ricordano bene gli esiti del confronto con l’A.D. sulla riduzione degli organici e non comprendono come questo DM rechi numeri diversi. Per questo  motivo, è utile inquadrare bene la questione anche per evitare equivoci ed errate interpretazioni.

Partiamo dall’inizio:  il comma 2 dell’ art. 2  della Legge 135 ha disposto un nuovo taglio del 10% della spesa rispetto ai costi relativi alle dotazioni organiche ridefinite in attuazione della Legge 148/2011. La Direttiva della F.P. n. 10/2012 ha tracciato il percorso operativo per dare attuazione a questo nuovo taglio, che la nostra Amministrazione, a differenza di altre, ha seguito alla lettera e che si è tradotto nella proposta convenuta con le OO.SS. nazionali,  la quale, rispetto alle dotazioni organiche di personale civile non dirigente discendenti dalla L. 148/2011,  le rimodula in complessive n. 27.777 unità così distribuite: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590);  n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori.  Per quanto invece riguarda il personale civile dirigente, la nuova dotazione organica è stata rideterminata in n. 117 posizioni (erano n. 133 nelle dotazioni discendenti dalla Legge 148).

Sappiamo che la F.P. ha già approvato quella proposta,  che aveva peraltro due  grandi meriti di cui abbiamo a suo tempo dato ampiamente atto all’Amministrazione: in primo luogo, far “rientrare” in organico il personale di area 1^ che dal 2005 era praticamente tutto eccedente;  in secondo luogo, certificare sì n. 1.562 esuberi, ma tutti comunque ampiamente riassorbibili, una parte in area 1^ (n. 222) e una parte ben maggiore in area 2^(n. 1340).  Sarà dunque questa la nuova dotazione organica del personale civile non dirigente, ma, per esserlo formalmente, dovrà essere recepita in un Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) recante le nuove dotazioni organiche delle Amministrazioni centrali, che però, allo stato, non ha ancora visto la luce in quanto, per quello che a noi risulta, il DPCM è fermo al MEF in attesa del necessario “concerto” del Ministro Grilli.  Come altrettanto ferma, in attesa anch’essa dello stesso “concerto”,  ci risulta essere la Direttiva della F.P. che dovrà dettare i criteri per la gestione e il riassorbimento degli esuberi con le regole ante Fornero, che doveva veder la luce entro novembre u.s.  Ritardi forse entrambi dovuti a “congelamenti” di carattere elettorale: l’ipotesi, non peregrina, è venuta dal quotidiano IL SOLE 24 ORE.

Nelle more del DPCM con le nuove e definitive dotazioni,  in via solo provvisoria gli organici attuali del personale civile sono quelli recepiti nel D.M. 25.09.2012,  registrato dalla Corte dei Conti in data 27 nov. u.s., pubblicato sul sito di Persociv  e anche su questa pagina come allegato.  A tal riguardo,  occorre ricordare il contenuto del comma  6 dell’art. 2  del D.L. 95,  che dispone che fino all’emanazione del DPCM, “le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data di entrata in vigore del presente Decreto”, e dunque alla data del 7.07.2012, e che sono poi quelle recepite nel D.M. 25.09.2012.

L’occasione è anche utile per informare i colleghi che il Consiglio dei Ministri dell’ 11 u.s., su proposta del Ministro della Difesa di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, ha approvato in via definitiva il Regolamento attuativo dell’art.2, comma 3, del D.L. 95 che dispone la riduzione degli organici militari (esclusi Carabinieri e Corpo delle Capitanerie di Porto) da 190mila a 170mila; contestualmente,  il prof. Monti ha firmato un DPCM che disciplina la predetta riduzione a 170mila unità delle dotazioni organiche dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1 : DM 25.09.2012 dotazioni organiche civili provvisorie

Allegato 2 : DPCM con i nuovi organici militari

Notiziario n. 4 dell’ 11 gennaio 2012 –

L'amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM
L’amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM

Da mesi, in tantissimi Enti della Marina, circolavano voci su riorganizzazioni allo studio dello Stato Maggiore di F.A., in particolare per quanto riguarda la parte logistica, e queste voci, nelle sedi a maggior presenza della  Marina,  avevano innescato una decisa attenzione dei media (ultimo episodio ad Ancona).
Dopo tanto studio, alla fine il parto c’è stato, e proprio l’ultimo giorno dell’anno.  Ci riferiamo alla Direttiva n. 2  a firma del Capo di Stato Maggiore Marina e prossimo Capo di SMD e Cte delle FF.AA.,  amm. Luigi Binelli Mantelli,  che riporta la data del 31 dic. 2012 e reca in oggetto “Revisione organizzativa dello strumento militare – disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico”, che  alleghiamo al presente Notiziario con preghiera ai nostri dirigenti di massima diffusione tra il personale interessato.
Il punto d’innesco è riferito alla legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”) e al modello a cui la Marina dovrà necessariamente pervenire entro gennaio 2016,  a causa delle minori risorse finanziare disponibili a quella data per assolvere ai propri compiti istituzionali.  Il progetto di ridimensionamento, “in linea con le  direttive di SMD e omologo a quello delle altre FF.AA.”, prevede “la riorganizzazione della Forza Armata in quattro aree” (area di Vertice; area operativa; area logistica e area formativa), con l’accorpamento della funzione territoriale e di quella logistica.
Questi gli obiettivi a nostro avviso più importanti fissati dalla Direttiva per le diverse aree:
– area centrale: il 1° Reparto verrà riorganizzato “acquisendo la policy della formazione, dell’impiego e del supporto al personale” ;  riorganizzati anche il 3° Reparto con “trasferimento di tutte le competenze operative a CINCNAV”   e il 4° Reparto “che assorbe le competenze di pianificazione dell’attuali Reparto Infrastrutture e Reparto Logistica”;
– area territoriale e formativa:  in conseguenza dell’istituzione del Comando Logistico, verrà operato un riassetto territoriale con la soppressione di Maridipart Ancona (“prevista l’istituzione del Comando Scuole”, cui farà capo l’area della formazione), quella molto preoccupante di Maridist Messina e la riconfigurazione di Maridipart Taranto e La Spezia, di Marisicilia e Maricapitale in Cdi logistici di area;
– area operativa: verrà soppresso da qui al 2018 “un significativo numero di unità”, una trentina circa “a fronte dell’ingresso di soli 8” ;  verrà operata la “totale concentrazione dei reparti e unità nei tre poli di Taranto/Brindisi; La Spezia e Augusta/Catania” e la riorganizzazione della strutture di comando, con l’elevazione di CNCNAV “a unico referente operativo di F.A.” ; riconfigurati anche CONFORAL, COMFORSBARC, COMFORDRAG, COMFORAUS, COMFORSUB E COMSTANAV;
– area sanitaria: riordinamento di MARISPESAN separando le funzioni di indirizzo e coordinamento degli organismi sanitari di F.A. da quella deputata a funzioni di sostegno, incardinata nel Comando Logistico; per il resto, i provvedimenti sono quelli già noti e previsti dal riordino interforze della sanità militare.
Questi gli obiettivi più importanti fissati dalla Direttiva, nel merito dei quali al momento non entriamo. Poniamo però due problemi, che ci sembrano di non poco conto:  la mancanza di ogni confronto preventivo con le Forze Sociali,  nonostante le richieste da noi avanzate in più sedi e a più riprese, secondo un modello “dipaoliano” che si sta sempre più diffondendo e consolidando in Difesa;  la mancanza  nella Direttiva, pur essenzialmente tarata sul personale militare,  di qualsiasi accenno al personale civile cui fanno da contraltare  gli espliciti riferimenti alla necessità di valorizzare le figure di Luogotenente e Primo Maresciallo “prevedendo per essi incarichi di responsabilità”. Perché non anche per i funzionari civili?
Abbiamo pertanto inviato in data di ieri al Capo di SMM la nota allegata con richiesta di incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Direttiva del Capo di S.M.M. n. 2 del 3.12.2012

Allegato 2: 11.01.2013 – lettera FLP DIFESA a Capo SMM con rich. incontro

Spending Review


Riordino sanità militare: per i piani di reimpiego del personale civile, si va direttamente alle contrattazioni locali

4 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 – Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri. La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa […]


Bozza di decreto attuativo della delega pubblicato da FLP: non sarà tutto vero, ma certo è verosimile

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Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 – Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, […]




Firmato il DPCM con le nuove dotazioni organiche del personale civile della Difesa

28 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 11 del 28 gennaio 2012 – Il Ministro della F.P. Patroni Griffi, per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il Ministro dell’Economia e Finanze Grilli,  hanno finalmente firmato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)  che reca la data del 22.01.2013 e recepisce i nuovi organici di alcune AAAmministrazioni […]




La Direttiva del Ministro sulla politica militare per l’anno 2013

18 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 – Il Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: […]


Le dotazioni organiche provvisorie del personale civile della Difesa

14 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 5 del 14 gennaio 2013 – Da qualche giorno  si trova  pubblicato sul sito di Persociv il Decreto Ministeriale datato 25.09.2012 che reca le dotazioni organiche provvisorie del personale civile ,  individuate ai sensi dell’art. 2, comma 6, del Decreto Legge 6.07.2012, n. 95  ( “spending review”), poi convertito nella Legge 7.08.2012, n. 135.  […]


Direttiva del Capo di Stato Maggiore sulla riorganizzazione della Marina Militare

11 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 4 dell’ 11 gennaio 2012 – Da mesi, in tantissimi Enti della Marina, circolavano voci su riorganizzazioni allo studio dello Stato Maggiore di F.A., in particolare per quanto riguarda la parte logistica, e queste voci, nelle sedi a maggior presenza della  Marina,  avevano innescato una decisa attenzione dei media (ultimo episodio ad Ancona). […]


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