Notiziario n. 4 dell’ 11 gennaio 2012 –

L'amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM
L’amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM

Da mesi, in tantissimi Enti della Marina, circolavano voci su riorganizzazioni allo studio dello Stato Maggiore di F.A., in particolare per quanto riguarda la parte logistica, e queste voci, nelle sedi a maggior presenza della  Marina,  avevano innescato una decisa attenzione dei media (ultimo episodio ad Ancona).
Dopo tanto studio, alla fine il parto c’è stato, e proprio l’ultimo giorno dell’anno.  Ci riferiamo alla Direttiva n. 2  a firma del Capo di Stato Maggiore Marina e prossimo Capo di SMD e Cte delle FF.AA.,  amm. Luigi Binelli Mantelli,  che riporta la data del 31 dic. 2012 e reca in oggetto “Revisione organizzativa dello strumento militare – disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico”, che  alleghiamo al presente Notiziario con preghiera ai nostri dirigenti di massima diffusione tra il personale interessato.
Il punto d’innesco è riferito alla legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”) e al modello a cui la Marina dovrà necessariamente pervenire entro gennaio 2016,  a causa delle minori risorse finanziare disponibili a quella data per assolvere ai propri compiti istituzionali.  Il progetto di ridimensionamento, “in linea con le  direttive di SMD e omologo a quello delle altre FF.AA.”, prevede “la riorganizzazione della Forza Armata in quattro aree” (area di Vertice; area operativa; area logistica e area formativa), con l’accorpamento della funzione territoriale e di quella logistica.
Questi gli obiettivi a nostro avviso più importanti fissati dalla Direttiva per le diverse aree:
– area centrale: il 1° Reparto verrà riorganizzato “acquisendo la policy della formazione, dell’impiego e del supporto al personale” ;  riorganizzati anche il 3° Reparto con “trasferimento di tutte le competenze operative a CINCNAV”   e il 4° Reparto “che assorbe le competenze di pianificazione dell’attuali Reparto Infrastrutture e Reparto Logistica”;
– area territoriale e formativa:  in conseguenza dell’istituzione del Comando Logistico, verrà operato un riassetto territoriale con la soppressione di Maridipart Ancona (“prevista l’istituzione del Comando Scuole”, cui farà capo l’area della formazione), quella molto preoccupante di Maridist Messina e la riconfigurazione di Maridipart Taranto e La Spezia, di Marisicilia e Maricapitale in Cdi logistici di area;
– area operativa: verrà soppresso da qui al 2018 “un significativo numero di unità”, una trentina circa “a fronte dell’ingresso di soli 8” ;  verrà operata la “totale concentrazione dei reparti e unità nei tre poli di Taranto/Brindisi; La Spezia e Augusta/Catania” e la riorganizzazione della strutture di comando, con l’elevazione di CNCNAV “a unico referente operativo di F.A.” ; riconfigurati anche CONFORAL, COMFORSBARC, COMFORDRAG, COMFORAUS, COMFORSUB E COMSTANAV;
– area sanitaria: riordinamento di MARISPESAN separando le funzioni di indirizzo e coordinamento degli organismi sanitari di F.A. da quella deputata a funzioni di sostegno, incardinata nel Comando Logistico; per il resto, i provvedimenti sono quelli già noti e previsti dal riordino interforze della sanità militare.
Questi gli obiettivi più importanti fissati dalla Direttiva, nel merito dei quali al momento non entriamo. Poniamo però due problemi, che ci sembrano di non poco conto:  la mancanza di ogni confronto preventivo con le Forze Sociali,  nonostante le richieste da noi avanzate in più sedi e a più riprese, secondo un modello “dipaoliano” che si sta sempre più diffondendo e consolidando in Difesa;  la mancanza  nella Direttiva, pur essenzialmente tarata sul personale militare,  di qualsiasi accenno al personale civile cui fanno da contraltare  gli espliciti riferimenti alla necessità di valorizzare le figure di Luogotenente e Primo Maresciallo “prevedendo per essi incarichi di responsabilità”. Perché non anche per i funzionari civili?
Abbiamo pertanto inviato in data di ieri al Capo di SMM la nota allegata con richiesta di incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Direttiva del Capo di S.M.M. n. 2 del 3.12.2012

Allegato 2: 11.01.2013 – lettera FLP DIFESA a Capo SMM con rich. incontro

Notiziario n. 3 dell’8 gennaio 2013 –

Il dr. Magri in visita in Libano a novembre scorsoQuarta riunione in data odierna con il Sottosegretario Magri sui provvedimenti di riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Dopo le precedenti del 7 nov , 13 e 20 dic (si vedano i nostri Notiziari rispettivamente nn. 150, 174 e 176),  si è tenuta oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini una nuova riunione per fare un punto di situazione e per alcune comunicazioni relative all’avvio delle  procedure di reimpiego.

Nel suo intervento introduttivo, dopo aver ricordato le scelte e la tempistica dei provvedimenti, il dr. Magri ha comunicato che gli Organi Programmatori (OO.PP.) interessati (SME e SMM) hanno già avviato le procedure di reimpiego,  con le modalità previste dal CCNI Difesa e richieste da FLP sin dalla prima riunione,  rendendo note per ciascuna sede le disponibilità in ambito F.A.. Notizia questa che la nostra O.S. ha già partecipato ai colleghi con il Notiziario n. 1 del 2 u.s., cui era  allegata la nota FLP DIFESA spedita a SMD che recava la richiesta di differimento del termine perentorio fissato dagli OO.PP. per la conclusione delle concertazioni locali legate alla raccolta dei desiderata (il 5 gennaio, addirittura!), richiesta accolta dall’Amministrazione che ne ha differito il termine di una diecina di giorni.  Accolta anche la nostra richiesta di conoscere le disponibilità di reimpiego in ambito F.A. nelle diverse sedi, che gli OO.PP. ci hanno inviato e che pubblichiamo di seguito.  Il Sottosegretario ci ha quindi comunicato che sono in corso di verifica le disponibilità  di reimpiego in ambito interforze,  e ci ha anticipato che, a conclusione delle concertazioni locali e dunque tra una quindicina di giorni (23 gennaio?), vi sarà un nuovo incontro nazionale per l’esame, previsto dal CCNI Difesa,  dell’ “ipotesi generale di piano di reimpiego” , alla quale dovrebbero poi seguire (immaginiamo anche qui in tempi ristrettissimi) le contrattazioni locali per la messa a punto dei piani definitivi di reimpiego, cui seguiranno i trasferimenti di personale disposti da Persociv. Una accelerazione incredibile, come si può capire, davvero mai vista in decenni di riordini,  e  per questo un po’ sospetta  in quanto rende evidente la volontà decisa e precisa dell’attuale Vertice di chiudere rapidamente questa partita della Sanità, e in ogni caso di chiuderla prima di cedere il passo al nuovo Vertice del Dicastero che scaturirà dalle prossime elezioni politiche.  Il dr. Magri si è quindi soffermato sulla critica situazione di Chieti, da noi già segnalata all’attenzione dell’Amministrazione, informandoci che il Cdo Generale ha esteso a n. 6 le disponibilità in loco in  Enti dell’Arma CC, e che il Prefetto di Chieti ha assicurato il rapido avvio della “Conferenza dei Servizi” per la verifica delle disponibilità di posti in altre Pubbliche  Amministrazioni.  Infine, a conclusione del suo intervento, il Sottosegretario ci ha comunicato che l’Amministrazione aveva deciso di accettare la richiesta di CGIL-CISL-UIL di “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, che dovranno però essere prima verificate e quantificate a provvedimenti ultimati e successivamente assegnate in percentuale al FUA e (udite, udite!) alla “premialità” (testuale!!!!).

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito il proprio fermo dissenso, di metodo e di merito, sul riordino in argomento, ed ha ricordato come le richieste di FLP DIFESA avanzate nelle precedenti riunioni (rinvio ai Decreti attuativi della delega per la riduzione della strumento militare o, in subordine,  sospensione di sei mesi per una ulteriore verifica delle scelte alla luce degli spazi nuovi offerti dagli emendamenti introdotti al Senato su “convenzioni” e “intramoenia”) siano state entrambe rigettate dall’Amministrazione.  Un fermo dissenso, il nostro,  che era condiviso inizialmente da tutto il fronte sindacale,  anche da CGIL-CISL-UIL (“netto dissenso di metodo e di merito”, vds. comunicato del 13.12.2012), che poi incomprensibilmente (o forse troppo comprensibilmente) hanno dato un sostanziale via libera ai provvedimenti, come si evince dalla lettura del comunicato del 20 dicembre che reca l’elencazione delle richieste: destinare parte dei risparmi al FUA; avviare le procedure di reimpiego, che su nostra richiesta l’Amministrazione aveva comunque confermato sin dalla prima riunione; esame delle situazioni di criticità locali legate al reimpiego. Richieste, ovviamente, tutte accolte dal dr. Magri.

Quanto avvenuto successivamente, e in particolare la velocizzazione cui stiamo assistendo in questi giorni, si inquadra certo nel contesto nuovo di situazione emerso dalla riunione del 20 dic.: l’avvio della prima fase di livello locale (raccolta desiderata e relative concertazioni) da concludersi perentoriamente durante il periodo natalizio (cose mai viste!) e di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 2;   e, più recentemente,  l’emanazione del Decreto del Capo di SMD del 21 dic. u.s. che reca la ridefinizione delle competenze territoriali delle Comm. Mediche di 2^ istanza e delle CC.MM.OO.,  che per gli interessati pubblichiamo di seguito.

In merito al reimpiego del personale civile, FLP DIFESA ha preso atto che non dovrebbero esserci particolari problemi nelle sedi di Torino, Firenze e Caserta; ha segnalato che nella sede di Taranto il personale ex DMML è stato già formalmente assegnato a Marispedal, come da comunicazione a FLP DIFESA da parte di SMM, e non si comprende come mai lo si sia già fatto dal momento che il verbale di riunione con le OO.SS territoriali nulla reca in proposito;  ha ricordato i contenuti della nota pervenuta alle OO.SS. nazionali dalle Rappresentanze del DMML di Palermo, che contestano decisamente i dati sulla produttività dell’Ente forniti dall’A.D. chiedendo un ripensamento; infine, per quanto riguarda il DMML di Chieti, che presenta a giudizio di tutti le maggiori criticità, FLP DIFESA ha preso atto delle maggiori disponibilità offerte dall’Arma e dall’avvio prossimo della Conferenza dei servizi,  ma ha espresso le proprie perplessità circa il fatto che tutto il personale civile dell’Ente (27 unità) possa trovare utile collocazione in loco, tenuto conto che di Difesa non c’è praticamente più nulla (le disponibilità in ambito Esercito toccano le sedi di L’Aquila e addirittura di Roma) e anche delle probabili insufficienti risposte delle altre AA.PP. Per questo, la nostra O.S. ha sollecitato l’A.D. ad un profondo ripensamento e ad  accogliere la proposta inviataci dalle OO.SS./RSU in data 28 u.s. (che in pari data abbiamo trasmesso al Gabinetto), proposta che abbiamo motivato in riunione, anche facendo riferimento alla ipotesi di implementazione delle attività,  con positivi ritorni anche economici, frutto di uno studio avviato in loco e di cui abbiamo fornito copia al dr. Magri, che si è riservato di approfondire  e di risponderci  nella prossima riunione.

Nella seconda parte del nostro intervento, abbiamo avanzato due richieste che toccano altre problematiche di carattere più generale:

– la prima, che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con gli OO.PP. in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino delle FF.AA. in attuazione della delega recentemente approvata dal Parlamento, una esigenza questa che avvertiamo fortemente anche alla luce di alcune operazioni annunciate da alcune FF.AA. e decise al netto di ogni confronto con le OO.SS.

– la seconda, la necessità di verificare/riscrivere  alcune parti del CCNI Difesa, messe pesantemente in discussione da alcune posizioni unilaterali venute da AA.CC.

Su entrambe le richieste, il Sottosegretario ci darà risposta nella prossima riunione.

In sede di replica al nostro intervento, il dr.  Magri ha espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUA parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini, come da richiesta di CGIL-CISL-UIL.

Abbiamo risposto al Sottosegretario che la cosa non ci era certo sfuggita, ma che avevamo preferito glissare per non evidenziare un’altra spaccatura  del fronte sindacale, già diviso (anche oggi, tavoli separati… se pensiamo di difendere così le buone ragioni dei lavoratori, campa cavallo!).  Ma di fronte alla sollecitazione del dr. Magri, non abbiamo evitato di esprimere il nostro dissenso rispetto a questa richiesta,  non solo perché essa fa riferimento all’accordo politico con Brunetta del 4 febbraio 2012 che la nostra O.S. ha osteggiato, ma anche per una questione di pudore: quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Reimpieghi Esercito – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 2: Reimpieghi Marina – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 3: Decreto Capo SMD 21.12.2012- rideterminazione bacini utenza Commissioni mediche 2a istanza e CC.MM.OO.

Notiziario n. 1  del 2 gennaio 2013-

Il DMML di Chieti
Il DMML di Chieti

Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare  “un confronto vero con il sindacato”  in merito ai provvedimenti di  riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 dicembre u.s..  La realtà è purtroppo ben diversa: gli Organi Programmatori, e precisamente SME-DIPE e SMM 1° Reparto, con note qui allegate rispettivamente  prot. n. 2308 e. n. 10092743 entrambe del 21 dic. u.s. inviate  agli AA.CC. interessati di Esercito e Marina,  in coordinamento con lo SMD, hanno già avviato le procedure di reimpiego previste dal CCNI Difesa 6.07.2000:
– comunicando, per ogni Sede interessata, le disponibilità di ricollocazione in ambito Enti Forza Armata (quelli in ambito interforze saranno verificate e rese note successivamente);
– invitando gli AA.CC. a procedere all’acquisizione dei “desiderata”  dei lavoratori interessati e a formulare e inoltrare agli OO.PP.  una ipotesi di piano di reimpiego  che dovrà comunque preliminarmente passare al vaglio della concertazione locale con le OO.SS. territoriali e le RSU. , operazione questa che, in base alle indicazioni degli OO.PP.,  dovrà comunque essere perentoriamente ultimata “entro e non oltre il 5 p.v.”.

Dobbiamo a tal riguardo registrare:  da una parte, la conferma in toto dei provvedimenti e del cronoprogramma  fissato dalla nota SMD n. 384 del 24.10.2012 (allegata al nostro Notiziario n. 155 del 15.11.2012);  dall’altra, una forte accelerazione che imporrebbe di concludere la prima fase della procedura (raccolta dei desiderata e concertazione locale) addirittura entro sabato prossimo 5 gennaio, termine perentorio ma al tempo stesso difficilmente praticabile;  proprio per questo,  abbiamo inviato agli OO.PP. le note qui allegate  che ne chiedono il differimento.

Dunque, avevamo ragione noi (vds. Notiziario n. 174 del 13.12.2012)  a ritenere che il Sottosegretario, su indicazione del Ministro Di Paola,  avendo rigettato la nostra proposta di sospendere pro tempore l’attuazione dei provvedimenti,  aveva di fatto chiuso a qualsiasi ipotesi di riconsiderazione delle scelte già operate, e che trovano oggi puntuale conferma nell’iniziativa degli OO.PP.  Un convincimento, il nostro,  che aveva poi trovato piena conferma anche nel successivo incontro del 20 dicembre u.s., come abbiamo scritto nel Notiziario FLP DIFESA n. 176 di pari data, di cui riportiamo il passaggio conclusivo: “Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati.  E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi”.  Dunque, siamo stati buoni profeti, anche perché abbiamo in tutti questi mesi imparato bene il c.d. “metodo Di Paola”,  che prevede molte riunioni con le OO.SS., ma la barra dritta sulle scelte già operate al netto di ogni confronto vero con le OO.SS..  Ora, una nuova riunione è in programma con il Sottosegretario per l’8 p.v.:  per dirci cosa? Oramai,  i buoi sono scappati,  e le procedure di reimpiego, che hanno trovato conferma nelle note degli OO.PP.,  prevedono percorsi precisi, già avviati.   Mah…………
La cosa che certo non faremo, a differenza di altre sigle, è chiedere di  “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, richiesta questa che appare oggi francamente di dubbio gusto, a cadavere ancora caldo degli Enti cancellati.
Infine, entrando nel merito delle disponibilità di reimpiego indicate dagli OO.PP.,  dobbiamo dire che, come avevamo anticipato, la maggiore criticità è presente nella sede di Chieti: le disponibilità individuate da SME toccano addirittura le sedi de L’Aquila e di Roma!  Sul DDML di Chieti, ribadiremo al richiesta di deciso ripensamento,  nelle linee indicate nella allegata nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP territoriali di Chieti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota di SME DIPE del 21.12.2012

Allegato 2: Nota di SMM 1 Reparto del 21.12.2012

Allegato 3: Lettera FLP DIFESA allo SME-DIPE

Allegato 4: Lettera FLP DIFESA a SMM 1° Reparto

Allegato 5: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP CHieti 28.12.2012

Notiziario n. 176 del 20 dicembre 2012 –

Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali,  alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda  a conclusione della precedente riunione del 13 u.s. nella quale il dr. Magri  aveva comunque confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica, così come richiamato dal nostro Notiziario n. 174 di pari data.

In avvio, con  l’ausilio di apposite slides che  troverete pubblicate sul nostro sito web, il gen. Marmo di IGESAN ha ripercorso  tutte le scelte del Ministro Di Paola su tale importantissimo riordino; di seguito,  la parola è passata alle OO.SS. Nazionali, alcune delle quali, evidentemente, erano arrivate alle riunione con speranze, o forse meglio, con aspettative diverse. Infatti,  un comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL a valle della precedente riunione del 13 u.s., aveva preannunciato la riapertura del confronto politico su tale argomento, lasciando un po’ tutti francamente sorpresi.

Invece la sorpresa (scontata) della riunione odierna è stata quella della conferma da parte del Sottosegretario di tutto il pacchetto relativo al riordino in argomento, con la piccola eccezione del DDML di Chieti sul quale, come peraltro avevamo già segnalato in precedenza, proprio in considerazione della estrema difficoltà di reimpiego del personale in loco, vi potrebbero essere sviluppi anche diversi.  Il primo giro di tavolo della parte sindacale è stato “fortemente” unitario, e ha visto tutti richiedere la sospensione dei provvedimenti e l’apertura di tavoli per ragionare sui provvedimenti e sulle diverse ricadute in ordine all’impiego del personale in servizio presso gli Enti interessati.  Nella replica, però, il Sottosegretario Magri ha “smazzato le carte”, e con la grande bonomia ha fatto apparentemente una piccola apertura, “concedendo” la possibilità di tavoli tecnici locali per meglio comprenderne la “ratio” dei provvedimenti, ma dall’altro confermandone pienamente l’operatività. Ed allora è saltato tutto!!

C’è stato, sul tavolo sindacale, chi ha apprezzato la “concessione”, espresso la propria condivisione, ed ha rilanciato chiedendo che i risparmi (ma quali?) di questa riorganizzazione venissero in parte utilizzati per finanziare il FUA.   E c’è stato chi ha addirittura plaudito alla disponibilità espressa dal dr. Magri in ordine all’avvio di tavoli locali di confronto.  La FLP DIFESA, ma per la verità anche altre OO.SS. presenti,  ha invece confermato il proprio forte dissenso sul complesso di quei provvedimenti di riordino,  che sono stati incomprensibilmente anticipati e stralciati rispetto al riordino complessivo dello strumento militare di cui alla legge delega votata dal Parlamento, un dissenso forte e totale sia sul piano del merito che del metodo;  ha riproposto la richiesta di blocco  o, in subordine, di sospensione per almeno sei mesi; ha infine sottolineato che i tavoli locali per il reimpiego del personale non potevano essere considerati una benevola concessione del Sottosegretario, essendo un preciso e codificato obbligo contrattuale.

Ebbene, a fronte di tutto ciò, il Sottosegretario ha solo fatto gli auguri di Natale ed ha chiuso la riunione confermando l’attuazione dei provvedimenti  e le connesse scelte organizzative, dando solo indicazione a SMD di emanare una direttiva per pianificare l’avvio e lo svolgimento delle procedure di reimpiego e  convocando una ulteriore riunione di approfondimento per la seconda settimana di gennaio.

Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati.  E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi.  Buon Natale!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Slides presentazione riordino Sanità Militare

Notiziario n. 175 del 18 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola

E, così, alla fine, la Camera ha approvato il disegno di legge delega (DDLD) sul riordino dello strumento militare nazionale, senza introdurre alcuna modifica rispetto al testo votato dal Senato il 6 novembre u.s..  Il Ministro Di Paola ce l’avrebbe dunque fatta, e potrebbe essere oggi soddisfatto perché la mission che si era dato appare alla fine compiuta. Ma, forse, a guardar bene le cose, potrebbe non essere   proprio così… La legge è passata, certo, ma la cornice di fondo appare notevolmente diversa da come il Ministro l’aveva forse immaginata. Proviamo a ricordare i diversi passaggi e a rifletterci sopra.

Sin dalla sua prima dichiarazione dopo la nomina a Ministro, l’amm. Di Paola aveva indicato con estrema chiarezza la mission che attribuiva al suo mandato: far votare dal Parlamento una legge delega per il riordino in chiave riduttiva dello strumento militare.  Tutta la prima parte del suo mandato è stata impegnata, in tutte le Sedi e in ogni occasione, a convincere gli interlocutori sulla necessità di una profonda riforma della Difesa, cosa sulla quale tutti erano scontatamente d’accordo. Il problema era un altro: in che modo, e rispetto a quali obiettivi, quella riforma dovesse essere strutturata. Ed è qui che purtroppo sono sorte le difficoltà: il Ministro ha fatto finta di coinvolgere tutti, ma alla fine ha deciso tutto lui, tenendo in nessuna considerazione le osservazioni e i contributi dei diversi interlocutori.

In ogni caso, dopo alcuni mesi di lavoro nel chiuso delle secrete stanze del Ministero, in data 6 aprile il Ministro Di Paola presenta in Consiglio dei Ministri la propria proposta. Non incontra molto entusiasmo tra i suoi colleghi, se è vero come è vero che il testo che approda in Senato appare modificato in molti punti importanti,  e peraltro alla fine reca solo la sua firma.  In Commissione Difesa, l’esame del provvedimento procede a rilento, molte le posizioni discordanti, e ad un certo punto viene accantonato perché la Commissione ha altro di ben più importante e urgente cui pensare (D.L. 95 sulla spending review).  Il lavoro riprende dopo la pausa estiva e il 6 novembre il Senato approva il DDLD: il testo votato reca  significative modifiche,  in primis la soppressione dei poteri straordinari del Ministro della difesa che,  nel testo presentato dal Governo, poteva svolgere, anche per conto di altri Paesi, attività negoziali per la commercializzazione di sistemi d’arma prodotti dall’industria nazionale.  Molte sono comunque le posizioni discordanti, in particolare sul fronte del personale.  Il giudizio che viene dalle Rappresentanze dei lavoratori, civili e militari, risulta decisamente negativo: FLP DIFESA organizza una manifestazione nazionale, tutte le OO.SS. appaiono critiche,  e altrettanto critici il COCER interforze e i COCER di Forza Armata.  Come si può pensare in queste condizioni di portare avanti una riforma che tocca in primo luogo il personale in totale dissenso?

L’interrogativo se lo pongono certamente in Commissione Difesa della Camera, ma fortissime pressioni per far presto vengono da tante parti: dai più alti livelli istituzionali, allo stesso Ministro; dai Vertici militari a settori importantissimi dell’ industria privata della Difesa.  Prende allora corpo e consistenza un’altra ipotesi: dare il via libera alla delega nel testo varato dal Senato (non ci sarebbe stato tempo sufficiente per una seconda lettura del Senato),  ma creare le condizioni affinché il  Ministro non possa esercitare nei fatti detta delega durante il corso del  mandato. Una soluzione tipicamente all’italiana, dunque, e peraltro anche nel bel mezzo di una crisi politica irreversibile, che si è tradotta nel “si” dei tre partiti della “strana maggioranza” (PDL, PD e UDC),  ma che viene accompagnata anche dall’approvazione  di alcuni ordini del giorno (o.d.g.) , il più politicamente pesante dei quali appare quello con il n. 22, che reca la firma di Cirielli e di esponenti di primissimo piano tutte le forze parlamentari presenti in Commissione Difesa, e che peraltro è stato votato all’unanimità.

Proviamo a leggere i passaggi centrali dell’o.d.g. Cirielli, che si leggono a pg. 54 del file nominato “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”), che pubblichiamo sul nostro sito web:

– “a garantire, nelle fasi di predisposizione degli schemi dei decreti legislativi, la consultazione, tramite l’acquisizione dei rispettivi pareri, dei sindacati e del COCER su tutte le materie che afferiscono alle loro competenze e a dare attuazione con specifici provvedimenti” ;

“tenendo conto del prossimo scioglimento delle Camere e dei tempi di ricostituzione delle Commissioni parlamentari, ad adottare i decreti legislativi in modo da consentire che il nuovo Parlamento possa pienamente esplicare i propri poteri di indirizzo e di controllo in relazione ai contenuti degli atti attuativi della delega conferita con il provvedimento in esame”.

Tradotto in parole povere, significa che il Ministro Di Paola non potrà chiedere, a Parlamento sciolto come sarà a giorni,  il varo dei Decreti delegati recanti i diversi  pacchetti di riordino delle Forze Armate e dei settori in cui sono articolate, già messi a punto dallo Stato Maggiore Difesa dopo un lavoro di parecchi mesi, e che ora dovranno necessariamente essere riposti nel cassetto.  E se questi pacchetti verranno mai recuperati (la storia d’Italia è comunque piena di deleghe accantonate…),   lo saranno  ad opera del  nuovo Ministro (si spera non tecnico, l’esperienza fatta non è apparsa molto positiva),  che sicuramente vorrà vederci più chiaro (e noi lo chiederemo), e poi esaminati dal nuovo Parlamento, che speriamo lo faccia con più attenzione.

 Va a tal riguardo anche aggiunto che, sulla base di una precisa sollecitazione venuta da alcuni Deputati, il Ministro Di Paola, nel suo intervento  del 5 u.s. in Aula, aveva testualmente dichiarato ”Io non sono un parolaio ! Io posso dare la parola, la mia parola può essere creduta o meno, ma io non sono un parolaio e la mia parola l’ho data in Commissione e la do in quest’Aula, che i provvedimenti, i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e, quindi, approfittando del silenzio assenso. Questo non avverrà mai!”  (vds. Resoconto sommario del  5 dicembre 2012, p. 29, anch’esso pubblicato sul nostro sito).   E’ di tutta evidenza che la rassicurazione del Ministro ha fatto da battistrada all’odg Cirielli.

Ma se detto odg. (votato all’unanimità!) contiene senza alcun dubbio l’impegno politicamente più rilevante,  va detto che anche in altri  ordini del giorno votati dalla Camera si leggono impegni significativi per il Governo. Proviamo a leggerne i passaggi più interessanti: “Il Governo è impegnato a:

– “ad assumere iniziative urgenti, anche di carattere straordinario che accelerino le procedure per l’attuazione del piano Brin, ivi compresi lo sblocco delle risorse ad esso già destinate, risorse che, attraverso la normativa sulla perenzione, rischiano di essere irrimediabilmente perdute”  (o.d.g.  n. 4 a firma on. Vico, pg. 38 dei “Documenti esaminati nel corso della seduta dell’11 dic. 2012”);

 “ a prevedere, nell’attuazione dei decreti legislativi di cui alla delega in premessa, ogni utile iniziativa idonea a sopprimere l’istituto dell’ausiliaria, i richiami in servizio, le promozioni all’ultimo giorno di servizio, l’omogeneizzazione stipendiale e le indennità antiesodo per i piloti e controllori di volo”  (o.d.g.  n. 10  a firma on. Bernardini e altri, pg. 42, “Documenti esaminati…”);

– “a non emanare i decreti in premessa senza aver acquisito il parere che le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari saranno chiamate ad esprimere quale sintesi dei pareri e delle proposte formulate dagli organismi di base e intermedi” (o.d.g. 11 on. Farina  etc., pg.43, “Documenti esaminati..”);

 “per l’insieme delle questioni che riguardano il personale, a riconoscere agli organismi di rappresentanza del personale militare e ai sindacati del personale civile un effettivo ruolo negoziale dando luogo, per gli aspetti di competenza degli organismi citati, a una fase di interazione ai sensi di quanto disposto dall’articolo 19, comma 3 della legge 4 novembre 2010 n. 183, al fine di raggiungere risultati di comune soddisfazione” (odg.11 a firma on. Rugghia e altri, pg.51  “Documenti esaminati…”):    al Ministro Di Paola sarà venuta sicuramente l’orticaria a leggere del “ruolo negoziale” da riconoscere alle OO.SS… .

Il quadro che allora emerge dalla lettura dei documenti parlamentari disegna una situazione decisamente diversa da quella verosimilmente auspicata dal Ministro Di Paola,  rispetto alla quale anche il Sindacato, tenuto da Di Paola rigorosamente fuori da ogni confronto vero, rientra pienamente in partita.  L’approvazione della delega è una vittoria del Ministro? Forse, ma una vittoria di Pirro, che di fatto lo esclude dalle decisioni vere ed effettive, che vengono rinviate al prossimo Ministro.

  (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto sommario Aula Camera 5 dic. 2012

Allegato 2: Resoconto sommario Aula Camera 11 dic. 2012

Allegato 3: Documenti esaminati seduta 11 dic. 2012

Notiziario n. 174 del 13 dicembre 2012 –

Il Sottosegretario Magri seguito dal Capo di SMD gen. Abrate

Si è tenuta oggi al Gabinetto un incontro tra le OO.SS. e il Sottosegretario Magri, alla presenza di Rappresentanti di tutti gli SS.MM., SGD, Cdo Gen. CC e Igesan. Questi gli argomenti trattati:

1. Schema di Regolamento per il riordino delle scuole e degli istituti militari di formazione

Trattasi del provvedimento predisposto dall’Amministrazione in attuazione dell’art. 11, come 1 e 2, della Legge 135/2012, finalizzato a razionalizzare e a ottimizzare tutto il sistema delle scuole di formazione pubbliche nel contesto della c.d. “spending review”. Gli interventi previsti sono quelli illustrati nel corso delle recenti riunioni tecniche con SMA (vds. Notiziario n. 146 del 2 nov u.s.) e con SME (vds. Notiziario n.168 del 6 u.s.), mentre per gli interventi di interesse della Marina e dell’Arma CC,  i rispettivi Organi Programmatori hanno omesso ogni informazione preventiva alle OO.SS.   La FLP DIFESA ha denunciato questa inadempienza, in particolare per l’Arma (a Benevento,  è stata data notizia al personale, dalla sera alla mattina, della chiusura della Scuola, con forte impatto sui media…)

2. Schema D.M. attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011

Sull’argomento, abbiamo riferito in vari nostri Notiziari precedenti (nn. 116 e 119/2011, e in maniera ancor più dettagliata nel Notiziari n. 12 del 23 gen. e n. 157 del 19 nov , ai quali rinviamo). Trattasi di un provvedimento provvisorio in attesa dell’attuazione della “spending review”, e prevede l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva  (la terza, dal 2008 ad oggi)  dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa.  Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex CIVILSCUOLADIFE, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le attribuzioni di cui all’art. 5, comma 3, dello schema di DM. In  particolare, viene previsto la costituzione dell’ “Albo dei Docenti” (finalmente!!!) e di un “Comitato Scientifico”, al quale è demandata la predisposizione del piano annuale di formazione del personale. A tal riguardo, la nostra O.S. ha richiamato l’attenzione del tavolo sul fatto che, ai fini della messa a punto del predetto piano, non è previsto alcun confronto con le OO.SS. nazionali, che invece costituisce prassi costante in tutte le altre AA.PP. e ne ha richiesto l’introduzione nello schema di DM.

La “dimenticanza” si lega peraltro ad un’altra operazione contenuta nel provvedimento di che trattasi, quella della soppressione  della ex 10^ Divisione (“Formazione, aggiornamento e riqualificazione”) che viene accorpata alla 2^ Divisione che tratta di mobilità e riordini e, da ora, anche di formazione.  A giudizio della FLP DIFESA, il combinato disposto delle due cose offre una ulteriore dimostrazione della scarsa rilevanza che nella nostra Amministrazione assume la formazione, che è gestita in modo separato, poco trasparente  e scoordinato, con modalità non al passo con i tempi, e al netto di ogni confronto con le OO.SS.  A tal proposito, su nostra sollecitazione, il Vice Segretario Generale si è impegnato, di fronte a tutto il tavolo, di convocare entro il prossimo mese di gennaio una riunione con le OO.SS. nazionali sul tema “formazione”, che FLP DIFESA ha chiesto nella riunione a SGD del 3 ott. (si veda il Notiziario n. 131 dell’8.10.2012). Ulteriori rinvii, a questo punto, apparirebbero prese in giro.

L’ultima nostra annotazione riguarda i nuovi organici di SGD, DD.GG. e UU.CC. , che sul fronte del personale civile vengono corposamente ridotte, mentre decisamente molto di meno sul quello militare.

La questione si lega a quella, di strettissima attualità, relativa all’ipotesi di accorpamento “3 in 1” (Persociv-Persomil-Previmil) e legata alla imminente nuova riorganizzazione in chiave riduttiva discendente dalla L. 135/2012. A tal riguardo, a seguito di nostra pressante sollecitazione, il Sottosegretario ha dichiarato che l’ipotesi accorpamento ( e conseguente trasferimento di Persociv) è ancora allo studio, che la decisione sarà conseguente, e che non è escluso che la stessa possa essere assunta dal Ministro Di Paola,  pur a Governo dimesso e a Parlamento sciolto. Affermazioni certamente poco rassicuranti, che inducono a mantenere alto lo stato di mobilitazione unitaria già in atto.

3. Riordino Sanita Militare in chiave interforze

Come noto,  il riordino della Sanità militare in chiave interforze era uno dei punti oggetto della delega richiesta dal Ministro per la riforma dello strumento militare presentato ad aprile scorso al Senato. Mentre il disegno di legge delega (DDLD) era ancora all’esame della Commissione Difesa del Senato, il Ministro firma l’8 agosto una direttiva che prevede la soppressione di importanti strutture, al netto di qualsiasi informazione e confronto con le OO.SS. nazionali.  La nostra O.S. intercetta a fine agosto questa Direttiva, la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 117 del 7 set.), e viene giù il putiferio negli Enti interessati, tutti assolutamente all’oscuro.  L’incontro con il Sottosegretario avviene a oltre due mesi di distanza dalla nostra richiesta (vds Notiziario n. 150 del 7 nov.),  e in quella sede il dr. Magri conferma le scelte di soppressione, rinviando ad un successivo incontro con le OO.SS. la messa a punto delle  “azioni” e della “tempistica” dei provvedimenti.  Si comprende allora bene la nostra incredulità nel leggere la nota agli SS.MM. e Cdo Gen. CC a firma del Capo di SMD, che reca “azioni” e “tempistica” dei provvedimenti, e che risulta datata antecedentemente alla riunione del 7 nov. Ancora una volta la nostra O.S. intercetta questa nota,  la pubblica sul proprio sito (vds. Notiziario n. 156 del 15 nov. u.s.) e viene per la seconda volta giù il diluvio, tenuto conto che alcuni Enti interessati apprendono di dover chiudere a distanza di un mese e mezzo!  Oggi, a quasi un mese di distanza dalla nostra richiesta, la nuova riunione con il Sottosegretario.  Nel suo intervento iniziale, il dr. Magri ha:

confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica di cui alla nota del Capo di SMD, e in primo luogo quelli che sopprimono al 31 dic. p.v.  le attività medico legali dei DMML di  Torino e Palermo e delle attività di altri Enti (Cdi Sanità di Padova e Napoli; Magasan di Caserta; etc.);

– precisato, per quanto attiene agli Enti in soppressione al 31 dicembre p.v., che il  reimpiego del personale civile non presenta particolari difficoltà, atteso che tra le costituende posizioni (Poliambulatori Regioni Mil. Nord Torino e Sud  Palermo; potenziamento di CESEL Palermo) e quelle disponibili in altri Enti delle Sedi interessate (oltre a Palermo e Torino, anche Padova e Napoli) vi è la necessaria capienza per il reimpiego in ambito Difesa (vds prospetto allegato consegnato in riunione);

chiarito che non emergerebbero allo stato difficoltà particolari al reimpiego in ambito Difesa del personale civile in servizio negli altri Enti in soppressione nel 2013,  ad eccezione di Caserta (a fronte della soppressione combinata di Magasan il 31 dic. p.v. e DMML il 31.03.2013, emergerebbero disponibilità solo in A.M. Grazzanise) e di Chieti (disponibilità Arma per reimpieghi in Enti CC Chieti), sedi nelle quali i Prefetti dovranno, su richiesta dell’A.D.,  convocare presto Conferenze dei Servizi;

affermato che le scelte di soppressione nascono comunque da precise verifiche sui carichi di lavoro, che avrebbero evidenziato una insufficiente produttività di quegli Enti a fronte dei costi accertati.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha riproposto il proprio netto dissenso rispetto alla scelta del Ministro di procedere al riordino della Sanità Militare prima dell’approvazione della legge delega, che pure lo contiene (art. 2, comma 1, let b, sub 5); ha rappresentato che, in base agli elementi in proprio possesso frutto di recenti assemblee, non risultano i deficit di produttività dichiarati (abbiamo consegnato una nota RSU DMML Palermo); ha chiesto di rinviare ogni decisione al prossimo Ministro, riportando il riordino della Sanita nel solco tracciato dagli impegni del Ministro e dall’o.d.g. Cirielli votato all’unanimità dalla Camera e, in subordine, il differimento di sei mesi dei provvedimenti, anche per avere più tempo per attivare i percorsi previsti dagli emendamenti introdotti al Senato (convenzioni ed intramoenia). La risposta del dr. Magri è stata, come prevedibile,  di totale chiusura, anche se se ne riparlerà in un prossimo incontro, che dovrebbe essere previsto per il 20 p.v.

Infine, su nostra sollecitazione anticipata da nota formale (Notiziario n. 168 del 6 dic u.s.), è arrivata la conferma in riunione che verranno poste in essere le procedure di reimpiego previste dal CCNI.

(Giancarlo Pittelli

Allegato 1: Riordino Sanità Militare – Provvedimenti in data 31.12.2012

Allegato 2: Schema di DPR Regolamento riordino Scuole e Ist. Form. Militari

Notiziario n. 172 del 12 dicembre 2012 –

L’Aula della Camera dei Deputati

Ieri sera, alle ore 19.55,  la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega (A.C. 5569) per la riforma dello strumento militare nazionale nello stesso testo uscito dal Senato il 6 novembre u.s..   E così, il progetto di riforma fortemente voluto dal Ministro Di Paola è diventato legge, ed è dunque accaduto quello che avevamo preannunciato con il nostro precedente Notiziario n. 171 di ieri.

 Pur nel mezzo della crisi politica oramai irreversibile del Governo Monti,  nella riunione di ieri mattina la Conferenza dei Capigruppo aveva deciso di procedere comunque nell’esame del disegno di legge delega e di arrivare al voto finale nella stessa giornata.  Come avevamo denunciato ai colleghi nel nostro Notiziario di ieri,  le fortissime pressioni venute dai Vertici militari e non solo (pensiamo solo all’industria privata del settore Difesa…)  hanno indotto, prima i  “soldatini” della Commissione Difesa (la definizione è dell’on. Paglia) e poi la Camera, ad approvare questa legge a tamburo battente,  mentre altri provvedimenti di ben diversa e superiore rilevanza (pensiamo solo alla delega fiscale, al decreto sviluppo o a quello che riduce le Province….) sono rimasti dietro.

Ritirati o bocciati tutti gli emendamenti presentati,  ridotto ai minimi termini il dibattito, tenute fuori dal confronto in Aula tutte le questioni irrisolte della riforma, la Camera, a nostro avviso, ha scritto ieri una brutta pagina di storia parlamentare. Non era mai accaduto, in tutto il sessantennio repubblicano, che un Parlamento moribondo attribuisse  ad un Governo già morto la delega per la riforma di uno dei settori nevralgici nella vita di un Paese.

Sarebbe stato molto più logico, come noi avevamo pure richiesto nel documento consegnato alla Commissione Difesa in sede di audizione, che,  partendo dal lavoro già fatto,  la scelta sui contenuti della delega venisse rinviata al nuovo Parlamento e che la delega venisse esercitato dal nuovo Ministro.  E’ uscito fuori invece un pateracchio all’italiana,  e  cioè  una delega attribuita ad un Esecutivo che non la potrà però esercitare, tenuto conto che (come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 171 di ieri)  è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dall’on. Cirielli, Presidente della Commissione Difesa,  su cui il Governo ha addirittura espresso parere favorevole,  che impegna il Governo attuale a non esercitare la delega, anche se comunque la stessa è stata di fatto già esercitata per il riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Una delega attribuita di fatto all’Esecutivo e al Ministro della Difesa che verranno dopo le prossime elezioni politiche,  che però, paradossalmente, potrebbero non essere d’accordo con l’impianto e i contenuti della delega approvata oggi.  Incredibile!

 Pur con gli occhi ancora increduli di fronte a quanto successo ieri alla Camera,  e che peraltro abbiamo seguito in diretta televisiva sul canale digitale della Camera dei Deputati,  invitiamo i colleghi, che sappiamo essere nella stragrande maggioranza molto critici come noi sul provvedimento,  a guardare comunque il lato positivo della medaglia: l’amm. Di Paola non potrà comunque esercitare la delega e sottoporre al Consiglio dei Ministri i decreti attuativi recanti i pacchetti di riordino che sappiamo essere comunque già pronti da tempo e che, per il momento, dovranno invece essere riposti nel cassetto.

 Il nostro giudizio di merito sui contenuti della delega è decisamente negativo, come i lavoratori ben sanno,  soprattutto i tanti che hanno condiviso la nostra ferma opposizione che si è concretizzata nelle diverse iniziative avviate e  nella manifestazione nazionale contro il progetto Di Paola che abbiamo organizzato il 6 luglio u.s. sotto palazzo Baracchini. Solo tagli di personale e di strutture; mancanza di una seria riqualificazione della spesa; nessuna misura concreta per il personale civile;  niente riduzioni di spesa in armamenti; non toccati in alcun modo i tantissimi privilegi e i tanti sprechi che ancora si annidano nella Difesa.

 Non consideriamo comunque ancora persa la nostra battagliaLa riprenderemo con rinnovato vigore di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi attraverso un  confronto preventivo, vero e serio,  con le Rappresentanze del personale e dunque anche con le OO.SS., e questo anche in  linea con l’impegno che oggi il Ministro Di Paola ha assunto con il Parlamento esprimendo parere favorevole su un altro ordine del giorno approvato dall’Aula nel corso della stessa seduta odierna.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della legge delega approvato da Senato e Camera dei Deputati

Notiziario n. 170 del 10 dicembre 2012 –

Il Ministro della Difesa amm. Gianpaolo Di Paola

Il disegno di legge delega (d.d.l.d.) di riforma della Difesa fortemente voluto dal Ministro Di Paola è avviato ingloriosamente al capolinea,  e a questo punto appare praticamente impossibile la sua traduzione in legge dentro l’orizzonte di questa legislatura.

A questo situazione si è arrivati a seguito della recente presa di posizione di una forza politica della maggioranza, che ha deciso di togliere il proprio sostegno al Governo, cui è seguita la risposta del prof. Monti che ha annunciato le irrevocabili dimissioni dell’Esecutivo dopo l’approvazione della legge di stabilità, situazione questa che provocherà verosimilmente lo scioglimento del Parlamento entro dicembre e il voto a febbraio.

Siamo ovviamente preoccupati per le ovvie ricadute negative di questa nuova crisi politica;  lo siamo invece molto di meno,  anzi a dire il vero per nulla,  per lo stop al progetto di Di Paola,  che, mal concepito e poi anche mal gestito, non è mai stato amato dai lavoratori determinando dure prese di posizione delle Rappresentanze, e che avrebbe potuto davvero “affondare la Difesa” secondo il grave giudizio del COCER  I.F. .

Ricordiamo le ultime tappe in Parlamento:  dopo le modifiche, in alcuni casi anche significative (per es., su area industriale e sanità militare), e la successiva approvazione da parte del Senato avvenuta in data 6 novembre u.s.,  il d.d.l.d. è passato alla Camera. La Commissione Difesa, cui il provvedimento era stato assegnato,  ne ha fatto un esame davvero sbrigativo dedicandovi complessivamente solo 8 ore e 44 minuti di lavoro, in pratica meno di una giornata,  accompagnato dal solito rituale di audizioni (anche quelle delle OO.SS. nazionali) che non hanno però spostato di una sola virgola l’orientamento della “strana maggioranza” (PDL-PD-UDC) che in data 29 u.s. ha bocciato frettolosamente tutti (sottolineiamo: tutti)  gli emendamenti presentati (oltre 50) e ha quindi licenziato positivamente il d.d.l.d,   il tutto al solo fine di arrivare alla più rapida approvazione del provvedimento da parte dell’Aula, come chiedeva Di Paola.

La discussione generale era iniziata in Aula il 4 dic. u.s. ed era proseguita il giorno successivo, nel quale si era registrato l’intervento rassicurante del Ministro Di Paola. Il quale, in ordine alla possibilità che l’adozione dei decreti attuativi della delega potesse avvenire a Camere sciolte e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento sui provvedimenti di riordino (l’obiezione era stata sollevata dalla nostra O.S. in sede di audizione,  vds. Notiziario n. 159 del 20.11.2012),  aveva dato la propria parola che “i decreti, non saranno da me proposti in assenza delle Camere e quindi, approfittando del silenzio assenso” (i resoconti di entrambe le sedute d’aula  sono pubblicati sul nostro sito web www.flpdifesa.org).   

La ripresa della discussione generale sul d.d.l.d.  era in calendario per martedì 11 dicembre p.v., e il voto finale sul provvedimento era previsto entro il 20 p.v., anche se l’imminente arrivo in aula del c.d. “decreto sviluppo” avrebbe potuto farlo slittare di qualche giorno.  In ogni caso, l’intendimento fermo era quello di approvare il provvedimento prima di Natale nello stesso testo votato dal Senato,  il che avrebbe comportato la conclusione dell’iter legislativo, cui sarebbe poi seguito la firma del Capo dello Stato, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e infine  l’entrata in vigore della legge delega. Tutto in linea con gli auspici più volte espressi da Di Paola e fatti propri anche dal recente Consiglio Supremo di Difesa tenutosi in data 28 nov. u.s. (vds. comunicato stampa anch’esso pubblicato sul nostro sito web).

La crisi politica in atto, del tutto imprevista, complica forse irrimediabilmente questo percorso, rendendo  oramai impraticabile il varo della legge.  Dunque, con buona pace dell’amm. Di Paola, di riforma della Difesa se ne riparlerà nella futura legislatura, se il nuovo Ministro lo vorrà, ma ripartendo da zero!

Vi invitiamo a partecipare al sondaggio sul nostro sito, esprimendo un giudizio sullo stop al d.d.l.d.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto Commissione Difesa Camera 29.11.2012

Allegato 2: Resoconto Aula Camera 04.12.2012 (vds. da pg. 115)

Allegato 3: Resoconto Aula Camera 05.12.2012

Allegato 4: Comunicato Consiglio Supremo Difesa del 28.11.2012

Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 –

La Commissione Difesa della Camera; in primo piano, il Presidente Cirielli

Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della  Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569  già approvato dal Senato  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa.

Nel corso dell’audizione,  che è stata  presieduta dal Presidente on. Cirielli, FLP DIFESA ha presentato un documento molto dettagliato, allegato al presente Notiziario, che riprende, ovviamente attualizzandole, le considerazioni e le osservazioni critiche che la nostra O.S. aveva già posto all’attenzione del Ministro Di Paola e successivamente della Commissione Difesa del Senato.

In estrema sintesi: da parte della nostra O.S. c’è piena consapevolezza sulla necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, che è una esigenza indifferibile alla luce dei  corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni.  Non ci convincono però le direttrici di marcia che  Di Paola propone:  da una parte, la riduzione nei prossimi sei anni minimo del 30% dell’assetto attuale della Difesa,  una cura di cavallo che potrebbe, nelle condizioni attuali,  peggiorare lo stato del malato; dall’altra,  la cancellazione da qui al 2024 di 43.000 posti di lavoro, di cui 10mila civili,  che si andrebbero così a sommare alle quasi 12mila posizioni già tagliate nel periodo 2008-2011. Una scelta, questa, che peraltro appare in contraddizione con l’apertura all’ingresso consistente nei ruoli civili del personale militare eccedente, previsto addirittura in soprannumero e per il quale noi invece chiediamo che avvenga nel limite delle dotazioni organiche previste.

Abbiamo quindi espresso fortissime riserve in merito alla mancata previsione di interventi sulle questioni che toccano da vicino il personale civile (“civilizzazione”, formazione; riqualificazioni; reinternalizzazione delle lavorazioni in tutte le aree etc.), che, se affrontate in modo corretto, potrebbero finalmente dare ruolo, funzioni e prospettive alla componente civile del Ministero della Difesa, con effetti importanti e positivi anche sotto il profilo finanziario.

Abbiamo inoltre rappresentato la nostra convinta opinione che, prima di cancellare posti di lavoro,  occorra agire preliminarmente in due direzioni: a) riducendo, o meglio eliminando, i tanti privilegi e sprechi che ancora purtroppo esistono nella Difesa (un recente articolo di La Repubblica ne ha offerto un saggio eloquente);  b) riducendo ulteriormente e significativamente la spesa per armamenti.

Abbiamo poi espresso forte preoccupazione per l’avvio di processi di riordino di settori della Difesa, come sta  avvenendo attualmente per la Sanità militare in senso interforze, prima che il Parlamento approvi la legge delega;  e una preoccupazione ancora maggiore per l’eventualità non remota che l’emanazione dei decreti delegati, recanti la lista dei provvedimenti di riduzione/soppressione/riorganizzazione e che avranno ricadute pesanti sulla vita e sul lavoro di migliaia di lavoratori civili e militari e delle loro famiglie, possa avvenire a Camere sciolte, e dunque senza il fondamentale controllo del Parlamento che noi reputiamo  imprescindibile  in un processo riformatore che riguarda uno dei settori nevralgici del Paese.

E proprio in considerazione dell’importanza che la riforma della  Difesa assume per il Paese  e della necessità che la stessa avvenga sotto il controllo del Parlamento, abbiamo invitato le forze politiche presenti in Parlamento a prendere in seria considerazione l’ipotesi di rinviare ogni scelta  alla prossima legislatura.

Vedremo nelle prossime settimane, attraverso il dibattito che si svilupperà in Commissione, le posizioni che emergeranno dai vari Gruppi, e ne daremo conto ai colleghi. Ma non siamo certamente ottimisti……

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Documento FLP DIFESA audizione Camera del 20.11.2012

Notiziario n. 158 del 19 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola; dietro, il Capo di SMD Abrate

Martedì 13 novembre u.s. la Commissione Difesa della Camera ha iniziato l’esame del disegno di legge recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale, già approvato dal Senato (Notiziario n. 149 del 7 u.s.)  e che  alla Camera avrà come relatori gli onn. Cirielli e Garofani.

Nel suo intervento iniziale di illustrazione del provvedimento (Atto Camera n. 5569, pubblicato sul nostro sito insieme ai Resoconti parlamentari), il Presidente della Commissione nonché relatore on. Cirielli ha  richiamato quelli che a lui appaiono i principali filoni d’intervento del disegno di legge delega (DDLD):

– la razionalizzazione delle risorse anche attraverso una migliore allocazione delle stesse;   

– la funzionalità dello strumento militare a fronte della prevista contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento, entro sei anni, che “imporrà di intervenire mediante accorpamenti, unificazioni di funzioni in ottica interforze, e ridefinizione di procedure e compiti delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativariorganizzazione degli organismi di vertice e territoriali, delle strutture preposte al settore infrastrutturale e alla formazione e addestramento,  degli arsenali e dei poli di mantenimento, nonché degli stabilimenti e dei centri manutentivi”.

“l’impatto sul personale della revisione dello strumento” che rappresenta “il punto più delicato del provvedimento”  e prevede “la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare a 150.000 unità, nonché del personale civile del Ministero della difesa a 20.000 unità, da conseguire entro l’anno 2024”, e – aggiunge l’on Cirielli – “con riferimento al personale civile, la riduzione delle dotazioni organiche potrà avvenire anche con:  agevolazioni della mobilità interna; trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale; il ricorso a forme di lavoro a distanza; trasferimenti presso altre pubbliche amministrazioni “ . Ammazza quanti vantaggi avremo per perdere 10mila posti di lavoro!

Conclusivamente,  l’on. Cirielli ha detto che “si tratta di un provvedimento di grande rilievo, per il quale auspica che la Commissione possa svolgere in tempi serrati l’istruttoria più ampia e approfondita possibile, compatibilmente con i tempi di esame dettati dalla necessità di concluderne l’esame parlamentare entro la fine della legislatura”, auspicio ribadito subito dopo anche dal Ministro,  presente ai lavori, che ha riproposto, passo passo,  la stessa analisi e le identiche considerazioni che gli abbiamo sentito svolgere in molte altre Sedi.

Sono poi iniziati gli interventi, primi fra tutti quelli  degli onn. Cicu (PDL) e Rugghia (PD), che hanno espresso entrambi valutazioni positive sul provvedimento, con quest’ultimo che, in relazione alla “marcata” riduzione del personale, ha detto che questa riduzione “non può non accompagnarsi a misure di comprensione per i problemi che riguardano tale personale”  (vorremmo capire  in cosa si tradurranno  queste misure di comprensione).  Ci sono stati anche interventi critici:  dell’on. Speciale che ha affermato che  il provvedimento“ è stato costruito sulla pelle del personale”;   dell’on. Di Stanislao che ha detto che “è sospetta tutta questa fretta di approvare il provvedimento” ;  infine, dell’on. Calipari che ha affermato che “le ineludibili esigenze di celerità dell’attività istruttoria debbano coniugarsi con lo sforzo di svolgere un esame consono al ruolo ed al prestigio dell’istituzione parlamentare, che risulterebbero sviliti ove si intenda semplicemente ratificare il testo approvato dal Senato”. Approviamo incondizionatamente!

 L’esame del DDLD proseguirà in Commissione questa settimana, e per domani 20 nov. ore 14.45 è in agenda  l’audizione informale delle OO.SS. nazionali, alla quale parteciperemo e nella quale, sulla base delle considerazioni già svolte,  chiederemo una attenta riflessione sul testo approvato dal Senato. E lo stesso (pensiamo) chiederanno anche le Rappresentanze militari, molto critiche, come noi,  sul DDLD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Atto Camera 5569 – DDLD per la revisione dello strumento militare nazionale

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 13.11.2012

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa Camera del 14.11.2012

Riforma Difesa


Direttiva del Capo di Stato Maggiore sulla riorganizzazione della Marina Militare

11 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 4 dell’ 11 gennaio 2012 – Da mesi, in tantissimi Enti della Marina, circolavano voci su riorganizzazioni allo studio dello Stato Maggiore di F.A., in particolare per quanto riguarda la parte logistica, e queste voci, nelle sedi a maggior presenza della  Marina,  avevano innescato una decisa attenzione dei media (ultimo episodio ad Ancona). […]



Riordino Sanità militare: SME e SMM hanno già avviato la procedura di reimpiego del personale degli Enti in soppressione

2 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 1  del 2 gennaio 2013- Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare  “un confronto vero con il sindacato”  in merito ai provvedimenti di  riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 […]


Niente di nuovo, i provvedimenti di riordino della Sanità militare vanno avanti.

20 Dic 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 176 del 20 dicembre 2012 – Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali,  alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda  a conclusione della […]






Audizione in Commissione Difesa della Camera. Il documento con le osservazioni critiche di FLP DIFESA sulla riforma Di Paola

20 Nov 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 159 del 20 novembre 2012 – Come anticipato con il nostro precedente Notiziario, nel pomeriggio di oggi si è tenuta alla Camera dei Deputati l’audizione delle OO.SS. della  Difesa in merito al disegno di legge delega A.C. n. 5569  già approvato dal Senato  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa. Nel […]



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