Il Ministro Mauro e le AA.AA. al funerale del cap. La Rosa
A distanza di 40 giorni dal giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, e dopo un periodo molto denso di impegni sia sul fronte internazionale (Herat, Kabul e Beirut) sia su quello interno, il nuovo Ministro della Difesa sen. Mario Mauro ha incontrato le OO.SS. rappresentative del personale civile. E’ stato un incontro molto breve, anche perché avvenuto a solo qualche ora di distanza dalla celebrazione del funerale di stato del cap. Giuseppe La Rosa, morto tragicamente in Afghanistan sabato scorso, che dunque non ha reso possibile alcun confronto di merito. Pur tuttavia, le parole di saluto che il Ministro ha rivolto alle OO.SS, di cui ha riconosciuto il ruolo importante, e soprattutto i primi segnali che da Lui sono venuti in merito alle relazioni sindacali, ci consentono di esprimere una valutazione sicuramente positiva di questo primo incontro, che ci lascia ben sperare circa il prosieguo del confronto. Ma andiamo con ordine.
La riunione è stato aperta dal Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha presentato al Ministro le delegazioni sindacali presenti. E’ intervenuto successivamente, a nome di tutte le OO.SS. presenti, il collega Bonomo che ha in primo luogo espresso il cordoglio delle Forze Sociali per la tragica scomparsa del cap. La Rosa, e a seguire ha segnalato al Ministro la necessità di avviare con la maggiore rapidità possibile il confronto di merito sulle diverse questioni ancora aperte che toccano i civili, a partire innanzitutto dai contenuti dei decreti attuativi della legge delega di riordino dello strumento militare.
Nel suo intervento, il Ministro Mauro ha innanzitutto presentato alle Parti sindacali i due Sottosegretari di Stato presenti all’incontro, la sen. Roberta Pinotti, alla quale ha attribuito la delega alle relazioni sindacali, e l’on. Gioacchino Alfano, che seguirà invece i rapporti con le rappresentanze militari. Ha poi incentrato quasi tutto il suo intervento sull’attuazione della legge delega, ricordando innanzitutto che le Camere l’hanno approvata a larghissima maggioranza, e senza neanche il ricorso al voto di fiducia. Ha poi evidenziato l’obiettivo di fondo sotteso alla riforma delle FF.AA., che è quello di un riequilibrio di bilancio che ci avvicini alle medie degli altri Paesi (50% personale; 25% investimentiistro le delgazioni siche cxi avvicini alle mediecc; 25% esercizio), allontanandoci progressivamente dagli squilibri attuali (rispettivamente 70, 18 e 12 %); ma ha anche opportunamente ricordato che l’approccio a questo traguardo non può essere di tipo né rigido né ideologico, e che pertanto tutte le soluzioni attuative vadano attentamente vagliate nei loro effetti “affinchè il personale si senta garantito” , aggiungendo che, sotto questo profilo, il confronto di merito con le OO.SS. assume una valenza decisiva.
E questo, ha proseguito il Ministro, anche per comprendere meglio i problemi, i bisogni e le aspettative del personale, civile e militare, che devono rappresentare un punto di riferimento obbligato nella costruzione e nell’attuazione dei provvedimenti attuativi. Per far questo, ha aggiunto il sen. Mauro, è necessario “uno scambio costante di informazioni” tra Parti sociali e A.D., che vedrà nel Sottosegretario Pinotti il primo soggetto di interlocuzione, “diretta e continua”, con le OO.SS. e la pianificazione di “momenti di confronto a scadenze precise”. Il primo incontro potrebbe avvenire a breve, avvierà il confronto sui contenuti dei decreti attuativi della delega e consentirà di “entrare nel merito dei passaggi, normativi e legislativi, sin dal primo divenire delle bozze”. A seguire, e sulla scorta delle risultanze degli incontri con l’on. Pinotti, il Ministro si è reso disponibile sin da ora ad un secondo incontro con le OO.SS., finalizzato ad affrontare le questioni eventualmente ancora aperte.
Questo primo incontro si è poi chiuso con l’invito del Ministro alle OO.SS. di partecipare alle esequie del cap. La Rosa, invito pienamente raccolto dalla nostra delegazione che è stata presente alla celebrazione, alla cui famiglia vogliamo far giungere i sentimenti di cordoglio e di solidarietà di tutta la nostra O.S.
E’ stato pubblicato in questi giorni sul sito del Senato il resoconto dell’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, che si è tenuta il 22 u.s. presso le Commissioni congiunte Difesa di Camera e Senato.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che, nel quadro delineato dal “Documento Programmatico pluriennale 2013-2015” presentato ad aprile scorso dall’ex Ministro Di Paola(che pubblichiamo sul nostro sito come allegato al presente Notiziario, insieme al resoconto dell’audizione), tre sono gli indirizzi che considera irrinunciabili per assicurare al Paese una Difesa credibile ed efficace. Innanzitutto l’operatività dello strumento militare; in secondo luogo “la ricerca della massima integrazione interdisciplinare con tutte le realtà e con i Dicasteri che concorrono al sistema di sicurezza e difesa nazionale”; in terzo luogo, una costante attenzione “all’identità e ai ruoli di ogni singola Forza armata, in un quadro di sinergico impiego delle componenti operative, logistiche e di supporto”.
Dopo aver ricordato la mission delle FF.AA. (“difesa dello Stato” e “compiti duali di concorso alla comunità nazionale”), a cui vanno associate le operazioni all’estero, il Capo di SMD ha parlato del personale, civile e militare, che ha detto di considerare ”la risorsa più pregiata e delicata delle Forze armate”. Ha quindi aggiunto chele riduzioni di personale previste dalla legge delega da qui al 2024 (-33mila militari; – 9.500 civili ) devono essere viste non già come mero taglio, ma come “una imperdibile opportunità di rivedere criticamente le realtà organizzative, infrastrutturali e logistiche, assicurando una migliore qualità della vita e dell’ambiente di lavoro al nostro personale e un complessivo efficientamento del sistema”. Condividiamo in pieno l’opinione del Capo di SMD, è proprio quello che abbiamo più volte segnalato all’ex Ministro Di Paola e ribadito più recentemente a tutti i Vertici Militari, in abbinata alla contestuale necessità di eliminare sprechi e privilegi. Purtroppo però, almeno sul fronte delle previsioni per il personale civile, le norme scritte nella legge delega non appaiono ispirate da questa filosofia. L’amm. Binelli Mantelli si è poi soffermato sugli obiettivi di riduzione di ciascuna F.A., quindi sulle infrastrutture della Difesa precisando che quelle “non più utili ai fini istituzionali sono un patrimonio per l’intera comunità nazionale” e pertanto che occorre “un ulteriore impulso al piano di dismissione degli immobili non più necessari attivando meccanismi che favoriscano la riassegnazione in bilancio delle relative risorse”. Sull’argomento risorse, il Capo di SMD ha fornito i dati previsionali di ripartizione tra le tre voci fondamentali del bilancio 2013 (personale 67%, esercizio 9% e investimento 24%), segnalando comunque la virtuosità della Difesa che è riuscita “nel triennio 2008-2011 a impegnare oltre il 99 per cento delle assegnazioni”, a fronte di una media di tutti i Dicasteri di circa il 94 per cento.
In merito al personale civile, il Capo di SMD ha detto che occorre favorire il necessario turnover e che occorre valorizzare la sua potenzionalità “attraverso una sua mirata formazione in una prospettiva di sempre più spinta integrazione in tutte le attività istituzionali del Dicastero”. Poco o nulla, invece, su altre questioni per noi importanti (il riefficientamento di Poli e Arsenali MM, per esempio) e su tutti i temi comunque legati alla c.d. “civilizzazione”. Una riflessione da parte nostra: sentiamo spesso dai Vertici politici e militari questi continui richiami alla necessità di valorizzare il personale civile, ma nessuno dice mai in quale modo questo possa concretizzarsi. Il nostro pensiero al riguardo lo abbiamo già espresso più volte: i decreti attuativi della delega potrebbero essere l’occasione per definire finalmente attraverso quali scelte, percorsi e tempi, questo intendimento possa finalmente concretizzarsi.
L’argomento è peraltro attuale: l’amm. Binelli Mantelli ha segnalato la necessità di addivenire rapidamente ai decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare, rispetto ai quali ha detto che“è previsto già dai prossimi giorni un confronto, sia con i COCER sia con le rappresentanze sindacali”. E’ una buona notizia, attendiamo fiduciosi!
Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha incontrato le OO.SS. nazionali. Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME, davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che interessano il personale civile.
Il confronto è stato avviato dall’intervento introduttivo del gen. Graziano che ha ricordato il momento difficile che il Paese sta attualmente attraversando, nel cui contesto si iscrive anche la riforma dello strumento militare, finalizzata a migliorarne l’assetto complessivo in termini qualitativi e ad adeguarlo agli intervenuti mutamenti geostrategici. Ha ricordato i tagli di personale da qui al 2024 (-33.000 militari e -10.000 civili) e l’impegnativo riordino strutturale (-30% minimo in sei anni), con le accelerazioni impresse dalla “spending review”. Una profonda riforma del suo assetto operativo, dunque, è quella che attende nei prossimi anni la F.A. , rispetto alla quale il Capo di SME ha segnalato la necessità di una piena valorizzazione delle professionalità civili e di un rapporto di collaborazione con le Parti sociali. E’ poi seguito il consueto giro di interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, che sono apparsi abbastanza convergenti tra di loro.
Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha riproposto gli stessi argomenti già posti all’attenzione degli altri Vertici militari. La prima questione, la più importante, riguarda l’imminente riordino delle FF.AA. in attuazione della legge delega voluta dall’ex Ministro Di Paola, con il connesso rosario di provvedimenti che troveranno posto nei Decreti delegati di prossima adozione. L’Esercito sarà, di gran lunga, la F.A. maggiormente interessata, e anche, per questo, abbiamo segnalato anche al gen. Graziano la necessità di un coinvolgimento a monte e non a valle delle scelte connesse ai provvedimenti di riordino. Immaginare di procedere prescindendo da questo aspetto, significa a nostro avviso muovere con il piede sbagliato, convinti come siamo che riforme di tale portata viaggino molto meglio attraverso la ricerca di “soluzioni condivise” e inclusive, piuttosto che attraverso soluzioni imposte, percorsi autoritativi ed esibizioni muscolari, che a volte sembrano orientare l’azione di qualche nostro Dirigente. Recenti accadimenti, su cui abbiamo richiamato l’attenzione del tavolo, ci convincono che esiste oggi un rischio di questa natura, il che preoccupa. Analogamente, abbiamo sollecitato un coinvolgimento delle OO.SS. anche per quanto attiene la imminente rivisitazione delle dotazioni organiche, con la connessa rideterminazione degli assetti organizzativi degli Enti e degli incarichi: trattasi di una partita decisiva, le cui scelte avranno riflessi importanti su più versanti (FUA/FUS; progressioni; mobilità; reimpieghi), sui quali ultimi abbiamo richiamato la necessità di una puntuale osservanza delle procedure del CCNI.
Abbiamo infine sollecitato l’attenzione del Capo di SME sul problema relativo al progressivo invecchiamento delle professionalità civili (l’età media è vicina ai 56 anni!), questione particolarmente importante per i Poli, e per questo abbiamo segnalato la questione relativa all’assunzione dei vincitori di concorso nei termini già posti all’attenzione del Capo SMD (vds. Notiziario 53).
Il Capo di SME ha preso atto degli argomenti sollevati, riservandosi su alcuni di essi un successivo approfondimento, in particolare sulle problematiche dei Poli, il cui potenziamento, ha detto il gen. Graziano, rappresenta comunque per la F.A. una priorità rispetto a tante altre (anche agli stessi F35). Infine, il Capo SME si è detto disponibile ad ulteriori confronti e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere le OO.SS. nei processi di riordino, confermando comunque il progetto di accorpamento delle aree territoriale e infrastr.
Il confronto di oggi chiude il ciclo di incontri con i Vertici militari, che ha certamente rappresentato un fatto nuovo e positivo nelle relazioni sindacali nazionali, e che ci auguriamo abbia un seguito in futuro.
Di seguito, pubblichiamo come allegato la “Direttiva tecnica” emanata da SME sulla formazione del personale civile dell’anno 2013.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, amm. Luigi Binelli Mantelli, ha incontrato nel pomeriggio di ieri le OO.SS. nazionali a tavoli uniti. E’ stato un incontro per noi estremamente utile e interessante, che è servito a fare un giro d’orizzonte su alcune delle principali questioni che interessano la componente civile.
Nel suo intervento iniziale, il Capo di SMD ha ricordato la fase estremamente difficile che il Paese sta attraversando, nel cui contesto si inquadra anche il momento che vive la Difesa, chiamata a rivedere nei prossimi anni in chiave fortemente riduttiva il proprio assetto, impegno questo che impone a tutti gli attori del processo riformatore comportamenti responsabili e coerenti con gli obiettivi imposti dalla legge delega. Per far questo, a parere dell’amm. Bini Mantelli, occorre che tutti i soggetti interessati abbandonino i vecchi schemi e le vecchie logiche di difesa delle proprie posizioni, e guardino al processo riformatore con occhi nuovi e convergenti per portare a compimento il processo di razionalizzazione dello strumento militare. Alle OO.SS. ha chiesto collaborazione, dichiarando la massima disponibilità al confronto.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le OO.SS. presenti, che ancora una volta hanno evidenziato posizioni ravvicinate e convergenti, pur con sfumature e sottolineature diverse.
La FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato l’amm. Binelli Mantelli per questo incontro, che cogliamo come un segnale di attenzione nei confronti della categoria e delle OO.SS. In merito alla riforma dello strumento militare voluta dal Ministro Di Paola, la nostra O.S. ha ricordato il proprio dissenso, sia in termini di metodo (i contenuti della riforma ci sono stati semplicemente comunicati a posteriori) che nel merito, in particolare per quanto riguarda il personale civile. La riforma poteva e doveva essere l’occasione per un ripensamento complessivo sulla componente civile per dare alla stessa ruolo, funzioni e prospettive, ma di questo, purtroppo, non c’è traccia alcuna nella legge delega, che propone solo pesanti tagli di organico, senza accompagnarli, come pure la riforma Andreatta aveva fatto, a impegni precisi in termini di riqualificazioni, progressioni, formazione, etc. Ebbene, i decreti attuativi della delega offrono l’occasione per correggere queste pesanti “dimenticanze”, e per questo abbiamo richiesto l’impegno del Capo SMD in questa direzione.
In merito ai decreti attuativi della delega, e in particolare ai provvedimenti di riordino delle FF.AA., la nostra O.S. ha chiesto il coinvolgimento a monte delle Parti sociali e non solo, come avvenuto sinora, a valle di decisioni già assunte. Su questo, in sede di replica, l’amm. Binelli Mantelli ha sottolineato che l’onere decisionale in merito alle scelte da operare è interamente in capo all’Amministrazione, e che le OO.SS. verranno coinvolte “per migliorare l’attuazione e per evitare scompensi”. Nessuno mette in discussione il diritto-dovere dell’Amministrazione rispetto alle scelte da operare, noi vorremmo solo che i processi decisionali avvenissero in modo più inclusivo, tutto qua. Siamo infatti convinti che una riforma di profondità, quale quella alla quale la Difesa si sta accingendo, potrebbe raggiungere risultati di gran lunga migliori e più efficaci se fosse accompagnata dal coinvolgimento e dalla ricerca di condivisione di tutti gli attori, e anche per questo abbiamo letto con piacere la frase di chiusura della notizia stampa apparsa sul sito di SMD in merito all’incontro di ieri con il capo di SMD, che recita testualmente così: “Quello di oggi è stato un primo incontro tecnico di presentazione, sicuramente incoraggiante per il clima costruttivo che lo ha caratterizzato e significativo per individuare soluzioni condivise che coniughino le esigenze di revisione dello strumento militare alle aspettative del personale civile” . Siamo perfettamente d’accordo.
La nostra O.S. ha poi segnalato al Capo di SMD la necessità che, in materia di reimpiego, le procedure previste dal CCNI Difesa trovino in occasione dei futuri riordini puntuale e totale applicazione.
FLP DIFESA ha quindi posto all’attenzione dell’ amm. Binelli Mantelli altre rilevanti questioni.
– in primo luogo, i problemi innescati dalla progressiva perdita di professionalità civili, dovute alle cessazioni e alla mancanza di turnover, presenti in particolare negli Arsenali e negli altri Enti della c.d. area industriale; ha segnalato che la Difesa ha già espletato in questi anni diverse procedure concorsuali e che sono in attesa di assunzione circa 200 vincitori, prevalentemente di area 3^, che se assunti potrebbero assicurare un po’ di ossigeno a quegli Enti; ha però anche segnalato che la validità delle graduatorie verrebbe a cessare al 30 giugno p.v. ove, nel frattempo, non fossero intervenute o l’attesa autorizzazione della F.P. o, in via subordinata, una proroga della validità delle graduatorie. A tal riguardo, il Capo di SMD, già in corso di riunione, ha interessato i propri Collaboratori presenti all’incontro affinché la questione venga approfondita con urgenza e con essa le più idonee modalità di iniziativa;
– sulle vicende legate al transito al sistema NoiPA della gestione del trattamento economico del personale degli Enti dell’area operativa, ha dato atto al 1° Reparto di aver profuso al riguardo il massimo impegno per risolvere i tantissimi problemi intervenuti che oggi sono, per la gran parte, avviati a soluzione, ma ha anche richiamato la necessità di continuare il monitoraggio, atteso che alcuni problemi rimangono irrisolti;
– infine, sulla questione della “tabella di corrispondenza” tra gradi militari e posizioni civili, in merito alla quale una O.S. ha segnalato la necessità di una sua definizione a breve, la nostra O.S. ha ribadito quanto a suo tempo rappresentato in sede politica all’allora Sottosegretario Magri (si veda il Notiziario n. 45 del 18.04.2013) e cioè che vada risolto preliminarmente “il problema legato agli accessi non vincolati nei ruoli civili”. La nuova tabella, infatti, non regolerà solo i transiti del personale militare nei ruoli civili per inidoneità fisica, ma anche quelli ordinari legati alla legge delega di riordino dello strumento militare, che prevede da qui al 2024 ben 33.000 esuberi militari. E’ facile comprendere che, una cosa sarebbe il transito nei ruoli civili nei limiti delle dotazioni organiche vigenti e nel rispetto dei vincoli assunzionali dell’Amministrazione Difesa, ben altra cosa sarebbe invece il transito in soprannumero, come oggi avviene per i transiti per inidoneità. E’ un aspetto, a nostro avviso, da chiarire preliminarmente, anche perché la legge delega, mentre prevede espressamente quei limiti per il transito verso le altre Pubbliche Amministrazioni, per quanto riguarda i transiti verso i ruoli civili della Difesa nulla prevede al riguardo.
A conclusione dell’incontro, il Capo di SMD ha ringraziato le OO.SS. per il clima sereno e costruttivo, ed ha assicurato la propria disponibilità a ulteriori confronti con le OO.SS. nazionali. Ha infine comunicato che SMD redigerà e invierà al Vertice politico della Difesa una nota dettagliata in merito ai contenuti e alle risultanze dell’incontro con le OO.SS., e che proporrà la realizzazione di un convegno nazionale specificatamente dedicato alle problematiche del personale civile, idea questa che apprezziamo molto e che speriamo possa concretizzarsi in tempi celeri.
Venerdì 10 p.v., alle ore 9.30, è in programma l’incontro con il Capo di SME, gen. Claudio Graziano, che chiuderà il cerchio degli incontri con i Vertice delle Forze Armate, inaugurate dalla riunione con il Capo di SMM amm. Giuseppe De Giorgi (12 febbraio), proseguite poi con l’incontro con il Capo di SMA gen. Pasquale Preziosa (21 marzo), e che ha visto nel pomeriggio di ieri la riunione con il Comandante in capo delle Forze Armate Italiane. Un ciclo di incontri assolutamente interessanti e tutti positivi, sinora inediti nella pratica delle relazioni sindacali nazionali, che noi auspichiamo vivamente non abbiano un carattere meramente episodico, ma costituiscano appuntamenti periodici di confronto e di interscambio tra i Vertici delle Forze armate e le Rappresentanze del personale civile, che è parte viva e vitale di questa nostra Amministrazione.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 46 del 22 aprile 2013 –
Il DMML di CHIETI, cancellato dal 19 aprile
Il riordino della Sanità militare è oramai giunto alla tappa conclusiva del suo tormentato percorso. La conferma è venuta direttamente dal Sottosegretario Magri il quale, nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto del 17 u.s., in risposta a precisa domanda di FLP DIFESA, ha reso noto che il Ministro ha incaricato SMD di dare attuazione ai piani di reimpiego predisposti dagli SS.MM. a seguito dei tavoli locali.
A questa conclusione, che ha saltato completamente l’esame nazionale sulle proposte di reimpiego messe a punto dagli SS.MM., si è giunti a seguito del “disinteresse”(chiamamolo così) manifestato da altre sigle sindacali e in particolare da CGIL-CISL-UIL. Infatti, a differenza di FLP DIFESA che in data 4 u.s. ha chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale” per l’esame, le altre OO.SS. non hanno dato riscontro alcuno agli intendimenti manifestati dal Gabinetto nella nota n. 11907 del 29.03.2013 (”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai piani di reimpiego”, dunque ai trasferimenti. Con il seguente, scontato risultato: cancellare il confronto conclusivo nazionale, dando così il sostanziale via libera ai reimpieghi del personale sulla base delle “proposte” unilaterali elaborate dagli SS.MM., sulle quali sarebbe stato invece quanto mai necessario un ulteriore esame. Un esempio per tutti: il MAGASAN di S.Maria Capua a Vetere (Caserta), la cui proposta di reimpiego prevede che una quindicina di lavoratori venga destinata al “Nucleo Stralcio”, senza indicare per gli stessi la destinazione finale a fine Nucleo. Sarebbe stato necessario che l’A.D. ne discutesse con le OO.SS., e con esse definisse le destinazioni definitive. Il non averlo fatto, produrrà l’effetto che sarà unilateralmente SMD a sceglierne la destinazione definitiva, cosa mai avvenuta, come ci è stato espressamente chiarito nella riunione del 17 u.s. dal Capo del 1° Reparto. Col risultato di eludere il caposaldo che ha sempre governato negli ultimi vent’anni i reimpieghi: che le destinazioni, tutte le destinazioni, siano definite d’intesa con le OO.SS. e con i percorsi previsti dal CCNI.
Naturalmente, non possiamo prendercela con l’A.D., che con la richiamata nota del Gabinetto del 29 marzo u.s. era stata molto chiara; se siamo arrivati a questo punto, lo dobbiamo evidentemente a chi ha ritenuto di non alzare il dito per fermare una conclusione già anticipata. E’ di tutta evidenza, infatti, che se a richiedere l’esame nazionale è una sola sigla sindacale, quel confronto e quell’esame non si faranno mai.
Una riflessione, a questo punto, si impone a tutti noi. Sappiamo bene che la legislazione di questi anni (Legge Brunetta in primis) ha spiazzato su molti terreni il Sindacato, e sappiamo tutti quanto sia presente il tentativo di marginalizzarci il più possibile. Ebbene, se invece di contrastare decisamente questi tentativi, le OO.SS. ne aiutano indirettamente la loro concretizzazione, allora gli effetti e le ricadute sono evidenti. Riflettiamo molto su quanto avvenuto nel riordino della Sanità: provvedimenti decisi dal Ministro al netto finanche di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS.; confronti locali avviati in tutta fretta (durante il periodo natalizio!!!) per chiudere gli Enti il prima possibile e senza che fossero chiarite le motivazioni di quelle chiusure; infine, i piani di reimpiego definitivi messi a punto dagli SS.MM., con le OO.OO. nazionali in veste di semplici (e disattenti) osservatori. Ce n’è davvero abbastanza, per auspicare una profonda riflessione, tenuto anche conto di quello che ci attende nei prossimi mesi dopo l‘adozione dei Decreti attuativi della delega (L. 244), che prevede la soppressione da qui al 2018 del 30% minimo degli Enti Difesa.
Dal 19 u.s. gli Enti Sanità in soppressione hanno cessato di vivere e stanno per arrivare i dispacci di trasferimento, e tutto questo mentre si alzano ancora le grida di protesta di OO.SS./RSU. Sul nostro sito: gli ultimi documenti pervenuti da CH e PA, e il msg con la marcia indietro di COM LOG a seguito della nostra iniziativa sulla modifica d’autorità degli orari di alcuni Enti (vds. Notiziario n. 36 del 25 mar 2013).
Nella tarda serata di oggi, è pervenuta alle OO.SS. dal Gabinetto l’allegata e inattesa convocazione per il 17 p.v. per discutere della tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili.
La convocazione pare sia nata da una richiesta della O.S. CISL a margine della riunione al Gabinetto del 9 u.s., come si legge nel comunicato di pari data della stessa sigla (CGIL e UIL la condividono? nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione del 9 u.s. non se ne fa menzione…..). Una richiesta, va opportunamente sottolineato, alla quale l’Amministrazione ha dato riscontro con inusuale e (sospetta) tempestività, tenuto conto che fra la richiesta e l’invio della convocazione sono passate meno di 72 ore! Un record assoluto, considerando i tempi medi di risposta della A.D.: vogliamo ricordare, solo per limitarci alle ultime vicende, che ci sono voluti due mesi per avere la riunione sul riordino della Sanità già disposto dal Ministro, o che è passato quasi un mese prima di poter discutere delle problematiche del cedolino NoiPA?
Viene innanzitutto da chiedersi da dove nasca la necessità o l’utilità di discutere della tabella di equiparazione militari-civili, in questo momento e con un Vertice Politico a fine mandato; e viene anche da chiedersi come mai lo stesso Vertice Politico abbia raccolto rapidissimamente la richiesta, quando su altre questioni (per es, la rivisitazione di alcune parti del CCNI) lo stesso Sottosegretario, proprio in considerazione della parzialità attuale del mandato, abbia solo un mese fa espressamente dichiarato a FLP DIFESA la propria indisponibilità a discuterne, e abbia rinviato tutto al nuovo Ministro. Vorremmo capire!
L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola i transiti nei ruoli civili del personale militare inidoneo per motivi sanitari, è cosa sulla quale le OO.SS. della Difesa si sono sempre dichiarate interessate, e tra queste FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi, contro quella tabella organizzò a suo tempo una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.
Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta piena disponibilità da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità verso le AA.PP., dalla L. 183/2011. E, per questo, con D.M. 22.12.2011, fu costituito un “Gruppo di lavoro” ad hoc, presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione tra personale militare e personale civile”. Gruppo di lavoro nel quale, va ricordato, non ha trovato posto nessun esponente sindacale, come pure FLP DIFESA aveva chiesto ripetutamente.
Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012, si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla, sino ad oggi. Nel frattempo, però, è entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di (tanti) transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, in soprannumero e senza vincoli rispetto alle dotazioni organiche e alle possibilità assunzionali.
Ci chiediamo allora: ma non avevamo tutti chiesto modifiche della legge delega su questo punto? E dove sta, a fronte delle attuali previsioni della L. 244, il nostro interesse a definire in questo momento la tabella? Noi non ne comprendiamo davvero le ragioni e l’utilità, e abbiamo il dubbio che l’Amm. abbia colto al volo l’ assist fornito da chi ne ha fatto richiesta, per chiudere subito la partita e aggiungere un altro tassello al progetto di gestire il grosso degli esuberi militari attraverso un corposo transito nei ruoli civili.
Nuova riunione oggi pomeriggio con il Sottosegretario Magri, che era già stata fissata, su nostra richiesta, a conclusione della precedente del 28 u.s. allo scopo di fare il punto di situazione sulle “problematiche cedolino” all’indomani dell’emissione da parte di NoiPA del/i cedolino/i straordinario/i con le somme a conguaglio non corrisposte con le buste paga di febbraio e marzo.
Diciamo subito che ha trovato piena conferma in riunione il quadro che avevamo delineato, sulla base delle segnalazioni dei colleghi, nel nostro precedente Notiziario n. 41 del 5 u.s. NoiPA ha effettivamente provveduto alla emissione dei cedolini straordinari, ancorchè in alcuni casi ancora non visibili on line nel dettaglio, e le relative somme sono già nella disponibilità dei colleghi. Dovremmo essere dunque, e finalmente, sulla buona strada, pur non potendosi certo negare che “anche con i cedolini di marzo si sono verificati errori non trascurabili” (lo afferma SME, msg. n. 1492 del 28.03.2013). A questi errori non risolti, lo abbiamo già detto nel nostro Notiziario precedente, occorre però ora dare risposte ad hoc, e in questa direzione vanno i “numeri verdi” attivati dal 2 u.s.. Nel corso della riunione, ci sono stati forniti dei dati contenuti nel prospetto che pubblichiamo sul nostro sito: nei giorni dal 2 al 5 aprile, le telefonate ai numeri verdi sono state in tutto 1026; le problematiche rappresentate hanno riguardato in gran parte detrazioni e assegni familiari; di esse, oltre il 60% può dirsi risolto (con relativa comunicazione agli interessati di chiusura del ticket), mentre per il restante 40% sono ancora in corso le relative verifiche, e si pensa che nel giro di qualche giorno anche questi ticket potranno essere chiusi. Per quanto ci riguarda, possiamo dire che ha anche ben funzionato l’indirizzo dedicato di p.e. (cedolino@flpdifesa.it) reso disponibile dalla nostra O.S.: abbiamo girato a SMD le segnalazioni pervenute, e le relative risposte, già giunte dallo stesso SMD, provvederemo a inoltrare rapidamente agli interessati. Naturalmente, può sempre succedere che alcuni errori rimangano irrisolti, o che magari si riproducano anche nei cedolini dei prossimi mesi: a tal riguardo, l’Ufficio legale della nostra O.S. ha predisposto un modello di “atto di diffida” che è pubblicato sul nostro sito web (vds allegato al Notiziario n.41) per tutti coloro che ritenessero di farlo proprio. Una tutela in più che non guasta certo!
Bisognerà ora attendere gli stipendi di aprile, che vedranno nell’ occasione non solo la consueta emissione ordinaria del cedolino NoiPA, ma anche un prospetto paga aggiuntivo di BDUS, allo scopo di mettere a raffronto gli importi (lordi!) e di individuare eventuali errori da correggere. Anche a maggio ci dovrebbe essere questa doppia emissione BDUS-NoiPA, dopodiché si dovrebbe andare a pieno e esclusivo regime NoiPA. A maggio, il cedolino dovrebbe anche assumere una nuova struttura grafica, al fine di renderlo più leggibile da parte dei lavoratori. SMD ci ha anche comunicato in riunione che l’accesso da parte degli Enti al sistema NoiPA è stato negato dal MEF sulla base di quanto previsto dal DPCM 8.04.2008 (G.U. n. 90 del 16.04.2008). Detto con franchezza, a noi la cosa appare una forzatura davvero incredibile nella situazione data, atteso che l’accesso a NoiPA da parte degli Enti appariva come la via più breve per individuare e correggere gli errori. In ogni caso, provvederemo alle verifiche del caso. Infine, siamo stati informati che i 24.448 soggetti già accreditati al sistema NoiPA (ne mancano ancora 1.351, che verranno contattati dai Servizi Amm.) riceveranno dall’11 apr. p.v., sulla mail istituzionale, il PIN di accesso all’area riservata del sistema NoiPA per poter effettuare modifiche e richieste prestiti.
La nostra O.S. ha quindi posto all’attenzione del Sottosegretario due problemi che ci appaiono alquanto rilevanti. Il primo, riguarda la questione relativa al mancato addebito per gennaio/febbraio 2013 di alcune ritenute stipendiali (cessioni, pignoramenti, riscatti, prestiti, trattenute sindacali, etc.), che secondo alcune fonti (CAEI di Roma) dovrebbe essere sanato non da NoiPA, ma dagli stessi lavoratori, o direttamente o per il tramite dei propri Enti, sui cui conti correnti gli interessati dovrebbero bonificare le relative somme: lo SMD si è impegnato a far correggere il tiro, allo scopo di non gravare sui lavoratori per la regolarizzazione delle mancate trattenute anche per i primi due mesi 2013.
Il secondo problema da noi segnalato riguarda le problematiche connesse con la prossima dichiarazione dei redditi. SMD ha confermato che i CUD 2012 verranno rilasciati dai sostituti d’imposta della Difesa, e non da NoiPA come da qualche parte si sente dire; per quanto riguarda i modd. 730 2013 (redditi 2012), ancora per quest’anno rimarranno in operatività i Servizi Fiscali della Difesa, che daranno assistenza ai lavoratori per la prossima dichiarazione dei redditi (smentite dunque alcune comunicazioni di F.A. – ultima, Mariugcra msg. dell’ 8.04.2013 – che negherebbe tale possibilità avendo invitato il personale a rivolgersi “al sistema NoipA o a CAF esterni”). SMD si è impegnata a garantire ai lavoratori, anche per quest’anno, i servizi fiscali e, nel prendere atto con soddisfazione di questa precisazione, abbiamo segnalato a SMD la inderogabile necessità che i rimborsi relativi ai modd. 730 2013 (redditi 2012) non subiscano ritardi nella corresponsione in busta paga.
Ovviamente, continueremo a seguire da vicino la vicenda cedolini, e ne daremo come sempre conto ai colleghi che ci seguono e che ringraziamo per la costante attenzione che ci riservano.
Nella seconda parte della riunione, si è parlato del riordino della Sanità militare. I colleghi conoscono la lunga e complessa vicenda legata a questo riordino, deciso dal Ministro al netto di qualsiasi informazione preventiva alle OO.SS. e “stralciato” per volere dello stesso amm. Di Paola dai percorsi previsti dalla legge delega (L. n. 244/2012) e dalle indicazioni del Parlamento (odg Cirielli), scelte queste in merito alla quali la nostra O.S. ha espresso in più sedi e ripetutamente il proprio giudizio negativo.
Allo stato dell’arte, gli OO.PP. hanno predisposto le proposte relative ai piani nominativi di reimpiego, che sono già state consegnate ai Sindacati nazionali nella riunione del 20 marzo u.s. (vds. nostro Notiziario n. 34 di pari data), sui quali non si è potuto ancora discutere sul tavolo nazionale a causa delle problematiche cedolino che tutte le OO.SS. hanno ritenute assolutamente prioritarie.
La vicenda riordino Sanità ha fatto però registrare recentemente un fatto nuovo e (per noi) imprevisto: il Gabinetto, con nota prot. n. 11907 datata 29 marzo 2013 qui allegata, ha reinviato formalmente alle OO.SS. nazionali i piani di reimpiego predisposti dagli Stati Maggiori, rappresentando al contempo che ”trascorse due settimane dalla presente comunicazione, si darà corso ai successivi adempimenti per dare concreta esecutività ai ripetuti piani di reimpiego” . A detta comunicazione, FLP DIFESA ha già risposto in data 4 aprile u.s. con la nota qui allegata, con la quale ha motivatamente chiesto al Gabinetto di “non dar corso agli intendimenti preannunciati” e di fissare “la riunione nazionale per il relativo confronto sulle proposte messe a punto dagli OO.PP.”.
Nel corso della riunione odierna, la nostra O.S. ha ribadito, ulteriormente motivandola, la richiesta di cui sopra, tenuto anche conto che in alcuni dei piani consegnati alle OO.SS., si evidenziano scelte di reimpiego che necessitano di alcuni necessari aggiustamenti (MAGASAN S. Maria Capua a V., in primis). Ci è parso che l’idea manifestata a tal proposito dal Sottosegretario Magri fosse invece di segno diverso, non ritenendo Egli necessaria alcuna riunione nazionale atteso che i piani di reimpiego fossero già ampiamente definiti e oramai giunti alla tappa conclusiva. Questi i termini del problema, nudi e crudi.
Cosa dire? Quali previsioni fare? Le “due settimane” concesse alle OO.SS. scadono venerdì 12 p.v.. E’ di tutta evidenza che se a chiedere l’esame sui piani di reimpiego della Sanità fossimo solo noi di FLP DIFESA, l’Amministrazione avrebbe buon gioco a dar corso ai “successivi adempimenti” che, tradotti in soldoni, significa la trasmissione dei predetti piani a Persociv per la conseguente sanzione dei trasferimenti del personale. Andrà proprio così? Noi ci auguriamo di no, anche perché pensiamo che sia utile davvero, anche alla alla stessa A.D. l’esame di quei piani che mostrano, in alcuni casi, crepe evidenti.
Nel caso in cui invece l’Amministrazione decidesse di andare avanti negandoci l’esame richiesto, valuteremo le più idonee iniziative da intraprendere per dare piena attuazione alle previsioni del CCNI.
Nel quadro delle periodiche sessioni informative della F.A., si è svolto in data odierna a Palazzo Esercito un incontro tra la nostra O.S. e SME-RPGF (Reparto Pianificazione delle Forze) dedicato all’esame di alcuni provvedimenti di riordino interessanti le diverse aree dell’Esercito, con particolare riferimento a quelle riferite all’ area fiorentina che, come è noto, in aggiunta alla imminente soppressione del DMML, prevederebbero anche la cancellazione di CME Toscana e del CEDOC Firenze e l’inserimento delle funzioni e delle attività di questi ultimi all’interno dell’Istituto Geografico Militare (IGM), nel quadro della complessiva riorganizzazione dell’area territoriale della F.A. nella città di Firenze.
A tal proposito, vale la pena di ricordare che, nelle precedenti riunioni con SME-RPGF, questa O.S. aveva espresso il proprio netto dissenso in ordine alla scelta di sopprimere il CME Toscana e di concentrare le attività territoriali presso l’IGM, la cui vocazione a carattere industriale è stata da sempre uno dei fiori all’occhiello della Forza Armata e della stessa città, con reparti ed officine di alta specializzazione ed una specifica Scuola di Alta Formazione riconosciuta a livello europeo. A nostro avviso, anche su questa problematica, le divisioni del mondo sindacale nella Difesa (i famigerati tavoli separati) hanno giocato ancora una volta la loro parte in negativo, come per certi versi è analogamente avvenuto nel riordino della Sanità militare, e questo chiama tutti noi ad una seria e profonda riflessione.
La riunione è stata avviata dalla presentazione da parte di SME-RPGF di un quadro di sintesi con l’illustrazione dei provvedimenti relativi alle diverse aree della F.A. e di cui alla scheda allegata, tra i quali va segnalata in particolare la posticipazione al 2016 della soppressione di due Nuclei Infrastrutture e della Sz. Staccata di Verona, scelta sulla quale FLP DIFESA aveva sollecitato un ripensamento.
Per quanto riguarda l’Area Territoriale, vengono confermate le scelte di riordino interessanti l’area fiorentina (IGM, CME e CEDOC) così come sopra evidenziato, ma è saltata, come FLP aveva chiesto, la data del 31 marzo 2013 come data di effettuazione dei provvedimenti. Parallelamente, è stata confermata in riunione la disponibilità all’apertura di un tavolo locale presso l’IGM con la diretta partecipazione di SME, che FLP DIFESA ha fortemente sollecitato, al fine di analizzare e approfondire tutti gli aspetti legati alle nuove dotazioni organiche, ai compiti, alle funzioni del “nuovo” Istituto Geografico Militare che, in prospettiva, al proprio personale dovrà accorpare il personale civile e militare proveniente dal CME, dal Plotone Infrastrutture, e dal CEDOC e, parzialmente, anche dal DMML.
La delegazione FLP DIFESA, integrata nell’occasione dalla presenza del Coordinatore della nostra struttura territoriale di Firenze, pur confermando a monte il giudizio negativo sulle scelte di carattere nazionale connesse ai provvedimenti di riordino e di spending review, ha preso atto delle comunicazioni ricevute, della apprezzabilissima scelta di non definire allo stato la data di soppressione degli Enti interessati, e, in particolare, della disponibilità ad avviare a livello territoriale, con la diretta partecipazione di SME, un confronto a tutto tondo sulle criticità dell’area fiorentina, così come peraltro unitariamente richiesto da tutte le OO.SS. territoriali con la nota unitaria che pubblichiamo sul nostro sito. Infine, la nostra O.S. ha rappresentato a SME-RPGF alcune osservazioni specifiche, in particolare in merito ai nuovi organici dell’IGM, che costituiranno certamente il piatto forte del nascente tavolo locale.
Segnaliamo infine, che la nostra richiesta di incontro con il Capo di SME, gen. Graziano, avanzata con la nota del 4 marzo u.s. (vds. Notiziario n. 27 di pari data), potrebbe concretizzarsi anche a breve.
Prima riunione tecnica tematica, oggi, a Palazzo Marina, tra la nostra O.S. e lo Stato Maggiore, che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Luciano Ricca. Come si ricorderà, nel corso della riunione del 22 gennaio u.s. nella quale lo SMM ha illustrato le linee generali di riordino della Forza Armata, la nostra O.S. chiese che venissero calendarizzate specifiche riunioni tecniche a tema, con riferimento ai provvedimenti specifici relativi a ciascuna area. La riunione di oggi ha aperto gli incontri tematici, e ha avuto al centro il progetto di costituzione in via sperimentale di MARISTANAV La Spezia.
Come è noto, il progetto di riordino della Marina prevede la riarticolazione della F.A. in quattro aree (centrale; operativa; logistica e formativa). Per quanto attiene l’area operativa, la Direttiva n. 2 del 31.12.2012 a firma dell’allora Capo SMM amm. Binelli Mantelli (vds.Notiziario n. 4 dell’11.01.2013), prevede:
– la concentrazione dei Reparti e delle Unità nei tre poli di Taranto/Brindisi, La Spezia e Augusta/Catania;
– la revisione della struttura di comando attraverso: l’elevazione a unico referente operativo di F.A. del Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV); la riorganizzazione dei diversi Comandi Forze (COMFORAL; COMFORSUB; etc.).
In questo quadro, è prevista la costituzione dei Comandi stazione navale (COMSTANAV) per riconfigurazione dei MARIBASE, che assorbiranno le funzioni di supporto diretto (le DSD) attualmente inserite negli Arsenali, avranno sede a Taranto, Spezia e Augusta, e dipenderanno da un Comando Forze.
Nelle intenzioni della F.A. (seconda Direttiva a firma dell’amm. Binelli Mantelli, vds Notiziario n. 16 del 7.02.2013), la costituzione dei COMSTANAV verrà resa effettiva in data 31.12.2013. Ma il nuovo Capo di SMM, amm. De Giorgi, ha deciso di accelerare i tempi di costituzione della nuova struttura di La Spezia, che dovrebbe essere anticipata al 1 maggio p.v. e avviata in forma inizialmente sperimentale.
Nei prossimi giorni, lo SMM si muoverà pertanto in due direzioni: da una parte verrà interessato il Gabinetto per la predisposizione del D.M. di costituzione di MARISTANAV Spezia, che dovrebbe essere articolata in 5 Uffici (amministrativo; assistenza navi; operazioni portuali; supporto generale e difesa); dall’altra, verranno immediatamente attivati i competenti Enti territoriali, anche per l’attivazione del confronto con le Rappresentanze sindacali locali in previsione dell’avvio delle operazioni di reimpiego del personale.
Nel suo intervento la nostra O.S. ha preso atto della scelta operata dallo SMM, ritenendo molto positiva la strada della sperimentazione e più semplice, in relazione allo stato delle cose, l’individuazione della sede spezzina per la realizzazione del modello organizzativo. Pur tuttavia, FLP DIFESA ha richiamato la necessità che dopo questa prima fase di informazione a carattere generale e nazionale, si vada rapidamente, e prima dell’avvio della procedura di reimpiego, all’informazione e al confronto con le OO.SS./RSU, che consentirà loro di meglio comprendere le funzioni del nuovo Ente, di discutere del suo organico e dell’impiego del personale, e anche dei servizi interni al nuovo Ente e di quelli che transiteranno al costituendo Com Log Nord (mensa; vigilanza; etc.). Su questo, lo SMM ha fornito ampie assicurazioni.
Nel corso della riunione, l’amm. Ricca ci ha informato anche sugli sviluppi della vicenda legata alla soppressione di Maridist Messina: la Marina sta mettendo a punto uno propria proposta per la creazione in loco di una struttura di supporto quale attività dislocata di Marisicilia, che potrebbe assicurare il reimpiego nella stessa base navale di gran parte del personale. Detta proposta sarà inizialmente portata all’attenzione delle Rappresentanze sindacali locali, e successivamente diventerà oggetto di confronto con le OO.SS. nazionali nello specifico tavolo tecnico da noi richiesto e previsto entro il corrente mese.
Con l’occasione, pubblichiamo di seguito la rispsota del nuovo Capo di SMM amm. De Giorgi alla nostra lettera allegata al Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s.
E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero” che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare. In allegato, copia del protocollo che reca le firme del Ministro Di Paola e di tutte le OO.SS. del Dicastero.
Come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione al Gabinetto del 4 febbraio u.s. la FLP DIFESA rappresentò la propria posizione in merito all’ipotesi di sottoscrizione di un protocollo che stabilisse la destinazione al FUA di quota parte delle risorse derivanti dai tagli della Sanità militare. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 15 del 4.02.2013), la nostra O.S. espresse “piena disponibilità” al riguardo, ponendo però alcuni paletti e facendo alcune richieste che hanno trovato oggi pieno riscontro nel testo del “Protocollo d’Intesa” . Da qui, la nostra convinta adesione e la sottoscrizione del documento.
Avevamo chiesto che il protocollo disciplinasse “in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti e in che tempi” verranno individuate le risorse da destinare al FUA, e ci pare che i contenuti del protocollo rispondano a nostra questa richiesta. Avevamo poi chiesto (e questo era per noi il vero punto irrinunciabile) che “le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate alla contrattazione integrativa”, senza alcun “esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE ) che avrebbe costituito un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo”, e così è stato, atteso che il protocollo non contiene alcun passaggio che preveda la destinazione di una parte delle risorse alla premialità. Inoltre, con l’intendimento dichiarato di dare al Protocollo una valenza che andasse oltre il riordino della Sanità, avevamo chiesto che la destinazione al FUA venisse estesa anche alle risorse derivanti dai riordini precedenti e “successivi a luglio 2008 atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa è contenuta nell’art. 61, comma 17, del D.L. 112/2008”, e, sul punto, il protocollo va addirittura oltre, offrendo una prospettiva di più lungo termine che travalica il riordino della Sanità militare e si protende anche ai riordini successivi, che certo non saranno pochi, in particolare per l’Esercito. Infine, va anche segnalata ai colleghi l’entità della percentuale destinata al FUA, il 25%, che appare significativamente più alta di quanto originariamente immaginato dalla stessa Amministrazione, atteso che si parlava di non oltre il 10%.
Nel complesso, un protocollo importante, dalla forte valenza politica, e che ha raccolto l’adesione di tutte le sigle sindacali. Un fatto, questo, davvero molto significativo, il cui merito va ascritto a chi ha saputo costruire un testo condiviso, in cui tutte le Parti hanno potuto riconoscersi. Nell’affermare l’importanza e il valore politico dell’intesa odierna, non possiamo però dimenticare che il Protocollo reca per l’A.D. la firma di un Ministro a conclusione di mandato… Ci sono, a tal riguardo, precedenti importanti che non vanno dimenticati, come il Protocollo del 29.11.1996 (giudicato allora “epocale” dalle OO.SS., era Ministro l’on. Parisi) e poi letteralmente stracciato dal successore, l’ on. la Russa. La cautela non guasta!
E non possiamo neanche dimenticare che il risultato odierno (più soldi al FUA) è il frutto di chiusure di Enti e di cancellazione di posti di lavoro, che recheranno un gravissimo disagio a molti nostri colleghi. Non dobbiamo dimenticarlo, e per questo evitiamo di cantar vittoria e trionfalismi fuori posto.
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