Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia
Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei Deputati.
Il voto di fiducia assicura continuità all’attuale esecutivo, e dunque anche al Vertice politico della Difesa, la cui azione potrà ora riprendere secondo le direttrici politiche tracciate dal Ministro nel corso della sua prima audizione parlamentare (vedasi Notiziario n. 58 del 20 maggio u.s.) e, per quanto attiene le questioni che afferiscono alle relazioni sindacali, nel solco degli impegni assunti con le OO.SS.
Proviamo a metter in fila le questioni sulle quali dovrà svilupparsi prioritariamente il confronto con l’Amministrazione.
Al primo posto, ci sono naturalmente i Decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare (Legge 31.12.2012, n. 244). Come i colleghi ricorderanno, l’8 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha adottato i due schemi di decreto legislativo, che dovranno ora passare all’esame delle Commissioni Difesa che dovranno esprimere il “parere” entro 60 giorni dall’assegnazione. Nella parte d’interesse del personale civile, quei provvedimenti recano punti concordati con i Sindacati e anche novità in positivo, ma fanno anche registrare, purtroppo, punti di arretramento rispetto alle cose convenute negli incontri di luglio con le Parti sociali, e punti irrisolti e rinviati a successivi confronti. Ebbene, tenuto conto dei ristretti limiti di tempo per il varo dei decreti attuativi, è urgente, a nostro avviso, riprendere il confronto tra le Parti: c’è ancora troppa distanza tra lavoratori civili e militari nelle opzioni offerte al personale eccedentario, e questa forbice deve essere riavvicinata in un qualche modo.
Nel stesso contesto delle problematiche comunque afferenti ai decreti attuativi, si iscrivono altre questioni per noi di prioritaria importanza, che qui brevemente proviamo a richiamare per punti:
– Mobilità e reimpieghi: c’è nel testo dello schema di decreto sul personale la previsione di mobilità interna non a domanda su base regionale, ed è un nodo che va affrontato, altrimenti nel 2016 potremmo trovarcelo sul groppone; e c’è poi la necessità, alla vigilia di una nuova e corposa fase di riordino, di rivisitare la procedura contrattuale di reimpiego fissandone meglio i tempi, i percorsi e le modalità.
– Tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili: è uno dei nodi gordiani, da affrontare rapidamente; la nostra proposta è quella emersa unitariamente nei confronti di luglio, è che si traduce molto semplicemente in questa semplicissima equazione: Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^.
– Funzione e compiti del personale civile: abbiamo apprezzato l’apertura contenuta nello schema di decreto “ordinamentale” (“tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi…..”), ora però occorrerà declinarla puntualmente e fissarla nel redigendo “Regolamento” e anche all’interno del d.d.l. di riforma dei ruoli e delle carriere di cui al comunicato del C. dei Ministri dell’8 agosto u.s.
– Area industriale: lo schema di decreto attuativo reca alcune importanti e significative novità richieste dal Sindacato, ma che non sono sufficienti evidentemente a rilanciare un’area ritenuta strategica dalla stessa A.D.. Occorre far ripartire il confronto su un progetto di riefficientamento di Poli e Arsenali.
– Ridefinizione organici: a distanza di oltre nove mesi dall’entrata in vigore del DPCM 23.01.2013, è il caso di avviare rapidamente il confronto sulla loro articolazione in profili e sulla distribuzione tra gli OO.PP.
Infine, c’è la questione dei pensionamenti in soprannumero che reca dietro di sé le problematiche innescate dal D.L. 101 con riferimento all’ assunzione dei vincitori di concorso, che appare essenziale per la stessa area industriale.
Tanta carne al fuoco, dunque, e per questo è bene riprendere prestissimo il confronto tra A.D. e OO.SS. su tutte le materie di cui sopra.
Attendiamo pertanto di essere convocati a breve.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 –
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.
Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92, alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD); “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI) mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,“riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli” e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata” (sen. Battista, M5S).
Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.
E questa è davvero una notizia, atteso che la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio, e dunque il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending review (L. 135/2012) e la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).
In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità. A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101, ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.
Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute. E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.
Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.
A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato l’allegata richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali
Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza, desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito, esaurienti informazioni al riguardo.
Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi, anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici, preannunciando comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti, riconoscendone così indirettamente il ruolo di interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola. La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.
Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso, pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA. E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI
Transiti nei ruoli civili: l’art. 3, comma 2, let. a), della Legge 244 prevede che la riduzione delle dotazioni organiche civili sia ispirata al principio della “elevazione qualitativa delle professionalità”. Ebbene, se così è, appare evidente che per rispettare questo principio occorra primariamente non inflazionare i ruoli civili, come accadrebbe giocoforza nel caso di massicci transiti del personale militare, che costituisce una delle opzioni, la più praticabile, tra quelle messe in campo dalla legge delega. Occorre allora mettere dei vincoli precisi per quel transito: rispetto delle dotazioni organiche e dei vincoli assunzionali vigenti. E’ stata la nostra prima richiesta (inascoltata) a Di Paola, e purtroppo in perfetta solitudine. Oggi abbiamo sentito posizioni analoghe da parte di altre sigle.
Gestione eccedenze civili: come appare in tutta evidenza, questa operazione ha valenza politica più che tecnica, e per questo abbiamo proposto la rimodulazione dell’art. 2259-quater al fine di dare spessore al profilo politico delle scelte e alle relazioni sindacali (esame e accordo tra le Parti): abbiamo anche chiesto che gli elenchi vengano fatti con riferimento solo ad area e profilo (e non anche alla fascia retrib.). Per quanto attiene i pensionamenti, abbiamo proposto che venga inserita nel provvedimento legislativo allo studio di riforme della legge Fornero una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore di cui alla L. 135/2012.
Formazione: se l’obiettivo è elevare la qualità professionale dei civili, la formazione ne diventa lostrumento decisivo. Abbiamo pertanto chiesto innanzitutto più risorse, e per questo, con riferimento all’art. 4, comma 1, let c) della delega, abbiamo proposto che quota parte dei risparmi certificati derivanti dalla riduzione delle FF.AA. sia destinata a fare formazione, e di qualità. In secondo luogo, atteso anche le limitazioni imposte dal DPR 70/2013, abbiamo segnalato la necessità che i piani straordinari annuali d prevedano anche moduli formativi per i lavoratori di area 2^ e 1^.
Fondo di produttività: tenuto conto della crescente riduzione della dotazione del FUA a causadelle norme introdotte da Tremonti, e in considerazione della necessità di procedere già nel 2014 ad una nuova tornata di passaggi interni, abbiamo chiesto, sempre in base all’art. 4, comma 1, let c) della delega, che nel decreto legislativo venga inserita una espressa norma che destini annualmente al FUA quota parte dei risparmi certificati dell’anno precedente derivanti dai riordini delle FF.AA..
Area industriale: nel condividere l’estensione al 2019 della riserva del 60% delle nuove assunzioni, abbiamo segnalato al Ministro la situazione di estrema criticità degli Stabilimenti di lavoro, Arsenali MM e Poli in primis, e abbiamo sollecitato un suo intervento urgente sulla F.P., per ottenere l’autorizzazione richiesta da Persociv per l’assunzione di 208 vincitori di concorsi che fornirebbe un po’ di ossigeno. In aggiunta, per il riefficientamento di quegli Enti, abbiamo segnalato la necessità di un piano straordinario di assunzioni, attingendo in primis agli idonei dei concorsi già espletati.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI
Segretariato: nel segno delle scelte della L. 25 sui Vertici, abbiamo espresso la nostra contrarietà al suo depotenziamento, reso evidente dalle bozze, a tutto vantaggio di SMD, e abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alle novità che si intende introdurre agli artt. art. 15 e 41 Codice Ordinamento Mil.
Organi consultivi: abbiamo proposto la costituzione di un “Osservatorio” a composizione mista paritetica A.D.-OO.SS., con il compito di seguire e monitorare tutte le fasi del processo di riordino.
Reimpieghi: abbiamo richiesto che, ai fini della ricollocazione del personale, il Decreto attuativo faccia espresso riferimento alla procedura di cui al CCNI 2000, anche rivisitata attraverso specifico accordo
A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto, tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).
Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione. Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!
E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.
Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013). Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale);formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.
Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste, ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi, che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili, lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi. Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.
Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesa, ha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze. Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).
Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.
Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 –
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con le accelerazioni impresse dal DL 95/2012 (spending review). Di seguito, offriamo una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area Operativa e Area Formazione: è prevista la riconfigurazione del Cdo Logistico di proiezione in Scuola TRAMAT con transito di dipendenza dal COMFOTER al nuovo Cdo di vertice COMFORDOT. Sette i dipendenti interessati, che troveranno comunque, tutti, utile impiego nella nuova struttura.
* Area Logistica: SME-RPGF ha ipotizzato una variante organica all’Ufficio Amministrativo del MACRA di Piacenza che, pur mantenendo la posizione di “funzionario amministrativo” nelle tabelle organiche dell’Ente, vorrebbe connotarla “anche per i militari”, rendendone così possibile la temporanea copertura da parte di un militare. A tal riguardo, FLP DIFESA ha espresso netta discordanza, sia per ragioni di carattere generale (la c.d civilizzazione la si fa recuperando posizioni e incarichi attualmente attribuiti a militari, e non aprendo ulteriori varchi ai tanti già esistenti) sia per ragioni di carattere specifico atteso che, all’interno del MACRA, la posizione risulta attualmente già coperta da un funzionario amministrativo e che prestano servizio nello stesso Ente altri colleghi di pari profilo professionale. SME-RPGF ha preso atto delle nostre argomentazioni e si è riservata un approfondimento al riguardo.
Nel corso della riunione, SME-RPGF ha fornito anche alcuni chiarimenti in merito al POLMANTEO di Roma, Ente nel quale un sopralluogo effettuato recentemente da personale di Difesa Servizi SpA aveva suscitato un comprensibile allarme da parte dei lavoratori. A tal riguardo, SME-RPGF ha affermato che non esiste, allo stato, alcun intendimento della F.A. di rilocare l’Ente in altre strutture, per il quale ci sono invece progetti allo studio ai fini di un potenziamento delle attività.
* Area Territoriale: dando seguito a quanto ci era stato anticipato nella precedente riunione del 12 giu. u.s., SME-RPGF ha illustrato la struttura organizzativa del nascente Comando Forze di Difesa Interregionale (COFOD) Nord di Padova, che sarà uno dei sei alti Comandi periferici (gli altri saranno: CMI Nord Torino; COFOD Sud Napoli; IGM e i due CMA Sicilia Palermo e Sardegna Cagliari).
Il COFOD Nord nascerà il 1 ottobre 2013 dalla riorganizzazione del CME VenetoPadova e dalla soppressione del CEDOC Padova e del 1° FOD (Comando Forze Difesa) di Vittorio Veneto, provvedimento già decretato (DM 20.02.2013 a firma Di Paola, pubblicato nella G.U. n. 153 del 2 u.s.).
La struttura organizzativa del nuovo Ente prevede una dotazione organica civile di 157 unità, di cui 15 di Area 1^, 133 di area 2^ e 9 di area 3^, e tiene conto anche della soppressione, prevista per il 2014, del Comando Logistico Nord Padova. Sotto il profilo delle quantità , la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (sono 167 le unità oggi complessivamente effettive nei tre Enti, dunque dieci in più, ma si deve anche considerare che sono previsti alcuni pensionamenti ex DL 95); a giudizio di FLP DIFESA, però, per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere la struttura organizzativa dell’Ente, l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno, con i relativi incarichi. Dire, per esempio, che sono previsti 9 funz. amm. senza aggiungervi dove saranno impiegati e con quali incarichi, significa per noi non poter comprendere appieno gli effetti del riordino. E’ di tutta evidenza, dunque, che senza quei dati di conoscenza, il confronto con le OO.SS. risulta mancante di elementi essenziali ai fini di una corretta valutazione, anche per quanto attiene i reali intendimenti della F.A. in merito alla c.d. “civilizzazione” che dovrebbe orientare il processo di riforma. Abbiamo pertanto chiesto a SME-RPGF di fornirci i dati di cui sopra (organigramma, professionalità e incarichi) e di aggiornare conseguentemente la riunione a successiva data, sospendendo nell’attesa ogni determinazione. A tal riguardo, SME-RPGF ha preso atto della nostra richiesta e si è riservata una risposta a breve.
Abbiamo anche chiesto che, analogamente a quanto avvenuto per altri Enti riorganizzati (IGM di Firenze, per esempio), si apra quanto prima possibile il tavolo locale per approfondire tutte le questioni comunque legate alle attività del nuovo Ente e all’impiego del personale, allo scopo di determinare le migliori condizioni di partenza. Ovviamente, lo stesso ragionamento è stato proposto da FLP DIFESA anche per la Scuola TRAMAT e verrà riproposto per tutti gli Enti di nuova costituzione.
Sempre con riferimento all’area territoriale, su precisa richiesta di FLP DIFESA scaturita dalla lettura dei provvedimenti inseriti negli “annessi” degli schemi di decreti attuativi della delega consegnati alle OO.SS. il 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data), SME-RPGF ha precisato che, a seguito dell’entrata in vigore del DPR 15 novembre 2012, n.236 recante il nuovo Regolamento del Ministero della difesa in materia di lavori, servizi e forniture in vigore dal 6 luglio 2013 (vds Quaderno FLP DIFESA n. 6, pubblicato come “News” sul nostro sito web), la F.A. è stata obbligata ad un ripensamento in merito all’originale intendimento di accorpare le aree territoriale e infrastrutturale (vds. Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013). Le due aree rimarranno dunque separate: al vertice dell’area territoriale sarà posto, entro il 31.12.2014, il Comando per il territorio per riconfigurazione dell’attuale Comando militare della Capitale, mentre al vertice dell’area infrastrutturale sarà posto il costituendo Dipartimento Infrastrutture dello SME da cui dipenderanno direttamente gli Enti periferici (Reparti Infrastrutture etc.), essendo comunque confermata per il 2016 la soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord di Padova , Centro di Firenze e Sud di Napoli cui attualmente fanno capo gli Enti periferici.
Infine, e ancora con riferimento all’ area territoriale, a seguito di nostra precisa richiesta, SME-RPGF ha confermato l’invio delle nuove dotazioni organiche a carattere sperimentale dell’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze, che, come è noto, è stato riorganizzato accorpando alle storiche competenze cartografiche anche quelle nuove di carattere territoriale in capo ai sopprimendi CME Toscana e CEDOC Firenze, operazione questa da noi non condivisa per i motivi più volte spiegati.
A tal riguardo, e con l’intendimento di dare una corretta partenza della sperimentazione, abbiamo chiesto che SME-RPGF solleciti l’Ente a fornire rapidamente alle OO.SS./RSU interessate le nuove dotazioni/organigrammi/incarichi dell’IGM, e con le stesse Rappresentanze locali definisca il percorso, i tempi e le verifiche di questa sperimentazione. E’ di tutta evidenza che, senza questa necessaria premessa, diventa improponibile dare il via alla procedura di reimpiego del personale, atteso che il reimpiego ha come presupposto essenziale la conoscenza delle possibilità effettive d’ impiego.
Pubblichiamo di seguito la “scheda illustrativa” predisposta da SME-RPGF in previsione della riunione di ieri, già in possesso delle nostre strutture, e le slides utilizzate per l’illustrazione in riunione, che ci sono state fornite da SME-RPGF su nostra richiesta.
Davvero un giorno da ricordare. A oltre 13 anni dalla sottoscrizione del primo C.C.N. Integrativo della Difesa (6 luglio 2000), che ne recava (al Capo 6°) l’accordo per quell’anno, l’A.D. e le OO.SS. nazionali hanno finalmente ridiscusso di formazione del personale civile nel corso dell’incontro del 5 u.s. a Cefodife (ex Civilscuoladife) presieduto dal Vice Segr. Gen. di Segredifesa, avv. P. Di Palma, presente anche SMD. Un confronto richiesto da tempo da FLP DIFESA, sin dalla presentazione della piattaforma per il rinnovo del CCNI che conteneva (unica, rispetto alle altre) un intero capitolo sull’argomento (vds. Notiziario n. 88 del 1.07.2088). E per questo, vogliamo dare atto all’avv. Di Palma di aver onorato l’impegno con noi assunto di avviare un tavolo tecnico di confronto con le OO.SS. sulla formazione (Notiziario n. 131 dell’8 ott. u.s.).
Nel suo intervento introduttivo, il Vice Segretario Generale ha detto cose assolutamente condivisibili, che ruotavano tutte intorno ad una idea di formazione e di gestione della formazione che apprezziamo. Ne ha segnalato a più riprese la “strategicità” ai fini dello stesso processo di riforma della Difesa; ha auspicato il superamento della storica autoreferenzialità in materia di formazione dell’A.D., che oggi può e deve aprirsi all’esterno (la convenzione con l’Avvocatura dello Stato ne è in un qualche modo un’esperienza pilota), anche in relazione alla sua collocazione nell’ambito del “Sistema unico” di cui al DPR 19.04.2013, n. 70; ha segnalato la centralità di Cefodife, che verrà intitolata all’ex Ministro Andreatta; ha detto che serve una maggiore integrazione tra civili e militari e che la “civilizzazione” può esserne lo strumento; infine, ha valorizzato enormemente il confronto con le OO.SS., che dovrà assumere un respiro strategico e traguardare punti di sintesi condivisi. Tutte posizioni che abbiamo davvero molto apprezzato.
Ha poi preso poi la parola il Capo del 1° Rep. di SGD, dr.ssa Cristiana D’Agostino, che ha presentato il documento messo a punto dal Segretariato, allegato al presente Notiziario, che contiene: la relazione illustrativa sulle attività formative 2012 (9.707 i frequentatori, di cui però –noi immaginiamo- solo un terzo di personale civile…) e relativi fondi impiegati da Cefodife (non è emerso il dato, pur importante, relativo alla formazione extra Cefodife); il piano annuale della formazione 2013 recante l’analisi dei bisogni, gli obiettivi e i settori d’intervento. Un “documento aperto”, lo ha definito l’avv. Di Palma, che ha sollecitato contributi dalle OO.SS. ai fini della messa a punto definitiva del testo da inviare al Gabinetto.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, che ancora una volta ha evidenziato posizioni sindacali sostanzialmente convergenti. FLP DIFESA ha ritenuto di dover innanzitutto sottolineare il ritorno al confronto con il Sindacato in materia di formazione, come noi chiedevamo da tempo e in analogia a quanto avviene in altre PP.AA.. Ha quindi ricordato la centralità della formazione (CCNL: “leva strategica fondamentale…..” ) e indicato le criticità attuali: massiccia riduzione delle risorse a seguito dei tagli disposti dal DL 78/2010 che hanno colpito l’ex Civilscuoladife, lasciando invece immuni le Scuole militari; la gestione separata, in capo ai diversi OO.PP., che operano in modo autonomo l’uno dall’altro, certo con diversa sensibilità, ma ciascuno con parametri propri ai fini della programmazione formativa; l’oggettiva maggior concentrazione delle attività formative in Roma, con effetti penalizzanti per il personale delle sedi periferiche. Proprio a partire da queste criticità, la nostra O.S. aveva messo a punto, con il contributo delle proprie strutture territoriali, un documento recante “idee e proposte per la formazione”, che però non abbiamo consegnato in quanto necessita di rivisitazione a seguito dei più recenti accadimenti (recente entrata in vigore del DPR 70/2013 e, soprattutto, le previsioni in materia di formazione presenti nelle bozze dei decreti attuativi della delega consegnate alle OO.SS., in grandissima parte non condivisibili). Rivedremo il nostro documento, e lo consegneremo prima della prossima riunione già fissata per il 17 luglio p.v.
Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”, che abbiamo immediatamente pubblicato sul nostro sito.
Nel suo breve intervento introduttivo, l’on. Pinotti ha espresso piena disponibilità per un confronto a tutto tondo con le OO.SS. sulle problematiche del personale civile, a partire innanzitutto e prioritariamente dalle questioni più direttamente riconducibili alla delega. In merito alle bozze consegnate alle OO.SS., il Sottosegretario ha innanzitutto tenuto a sottolineare che le stesse vengono rese pubbliche solo dopo la riunione odierna del Consiglio Supremo di Difesa, sulla quale torneremo a conclusione di questo Notiziario; in secondo luogo, ha richiamato l’attenzione sulla connotazione di “documenti in progress”,e dunque di documenti aperti al contributo delle OO.SS. A tal riguardo, l’on. Pinotti ha espresso la piena disponibilità dell’Amministrazione sia a incontri tecnici preliminari di approfondimento sia ad una seconda riunione di livello politico, prima dell’incontro, immaginiamo conclusivo, con il Ministro Mauro che dovrebbe essere in agenda per la seconda metà di luglio.
Ha poi preso la parola il Vice Capo di Gabinetto, dr.ssa Antonietta Fava, che ha illustrato per linee generali i provvedimenti: trattasi degli schemi di due decreti legislativi, il primo relativo al personale (militare e civile) mentre il secondo è riferito al riassetto ordinamentale delle FF.AA., con il corredo di quattro “annessi”, riferiti ai provvedimenti di riordino, e di quattro “tabelle” relative alle carriere militari. Per quanto attiene il primo dei provvedimenti, la dr.ssa Fava ha richiamato alcuni aspetti di particolare rilevanza e relative alla valorizzazione delle professionalità civili, alla formazione, alle dotazioni organiche, alla mobilità e all’ area industriale), segnalandoli all’attenzione delle OO.SS..
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo, con gli interventi di tutte le sigle presenti che, pur con sottolineature e con sfumature diverse, anche questa volta hanno espresso posizioni comuni e condivise, toccando altre questioni, alcune delle quali non immediatamente riconducibili ai provvedimenti attuativi.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto dato atto al nuovo Vertice politico di una novità, positiva e sostanziale, nel piano del metodo delle relazioni sindacali: a differenza del passato (Ministri La Russa e Di Paola), dove le OO.SS. erano state informate solo a posteriori del contenuto dei provvedimenti (per esempio del disegno di legge delega di riordino, del cui testo siamo venuti a conoscenza dopo l’adozione in Consiglio dei Ministri e attraverso documenti circolati sul web), questa volta sembra chiaro l’intendimento di un coinvolgimento a monte delle Parti Sociali, con una dichiarata disponibilità al confronto. Un fatto nuovo e positivo, che va registrato e sottolineato in via preliminare.
Trattandosi del primo incontro con il Sottosegretario, ci è poi sembrato corretto e necessario rappresentare il nostro giudizio politico in merito ai contenuti della delega, che rimane complessivamente negativo, come sanno i colleghi, sia sulle scelte di percorso adottate sia sui contenuti. Sul piano delle scelte, Di Paola aveva volutamente escluso ogni confronto con le Parti sociali, anche con le rappresentanze militari che hanno reagito energicamente (COCER: “Di Paola sta affondando la Difesa”).
Sul piano dei contenuti: la nostra O.S. ha ben compreso la scelta di riforma in chiave riduttiva in ragione degli squilibri di bilancio attuali, che però qualcuno ha alimentato, per esempio facendo lievitare la spesa del personale (militare) a livelli insostenibili, con contestuale e progressiva riduzione dell’esercizio. Non ha però condiviso, la nostra O.S., anzi ha contestato e contrastato (manifestazione nazionale del 6 luglio 2012, vds. Notiziario n. 94/2012) le scelte contenute del disegno di legge, e in particolare quelle relative al personale civile. Noi abbiamo sempre pensato che la riforma potesse fornire un’occasione e un’opportunità, forse irripetibili, per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, anche in chiave strettamente economica (a parità d’impiego, e in molti casi così è, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, i ruoli civili subiranno una ulteriore cura dimagrante, dopo le 15.000 posizioni tagliate da Tremonti e Monti, e al 2024 l’organico dovrà attestarsi sulle 20.000 unità, ma di altro non c’è nulla o quasi. Una riforma che, per come è stata congegnata, a FLP DIFESA non piace, anche perché totalmente priva di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (formazione, riqualificazione, progressioni, impiego, civilizzazione, etc.) e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari, che potrebbero produrre permanenti condizioni di esubero. Lo abbiamo segnalato più volte e ripetuto anche all’on. Pinotti, è per noi indispensabile capire, a premessa di ogni discussione sulla tabella di corrispondenza, con quali regole e con quali limiti il personale militare in esubero potrà accedere ai ruoli civili: è, questo, uno dei punti non chiari della legge delega. E direttamente intrecciato a questo problema, c’è quello della mobilità, che dovrà essere approfondito e ben definito, atteso che potrebbero esserci in giro per la Difesa dei sostenitori della mobilità d’ufficio, di ambito regionale e magari anche nazionale, dopodiché si aprirebbero le porte per il collocamento in disponibilità. Questo sarà uno dei punti nodali nel confronto sui decreti attuativi. Sempre in tema di esuberi, abbiamo ricordato all’on. Pinotti l’operazione positiva condotta in Difesa a ottobre 2012 (ridefinizione delle dotazioni organiche e reintegro di quasi tutte le unità di area 1^) che ha consentito di azzerare gli esuberi, ma che non è stata ancora completata a causa della mancata emanazione della seconda Direttiva della F.P. sui criteri per la formazione delle graduatorie del personale in possesso dei requisiti al 31.12.2014 per andare in pensione con le regole pre riforma Fornero. Abbiamo quindi richiamato l’attenzione del Sottosegretario sulle criticità dell’area industriale della Difesa, risegnalando per l’ennesima volta all’Amministrazione l’urgenza di procedere alle assunzioni dei vincitori/idonei dei concorsi civili, che manca ancora dell’ autorizzazione della F.P.. Infine, abbiamo anticipato la nostra intenzione di chiedere che venga inserito nel decreto attuativo della delega la previsione che quota parte, fissata in percentuale, dei risparmi di gestione conseguenti ai provvedimenti di riordino venga destinata alla produttività, atteso la forte cura dimagrante alla quale il FUA è stato sottoposto negli anni scorsi dall’accoppiata Tremonti-Brunetta. In ultimo, abbiamo espresso il nostro auspicio a che i decreti attuativi possano costituire l’occasione per declinare in positivo, attraverso impegni concreti e definiti, una serie di partite comunque legate alla delega, che hanno avuto nella L. 244 solo un richiamo generale alla “elevazione qualitativa della professionalità civili”.
Sul contenuto delle bozze consegnate, ci esprimeremo ovviamente dopo averne preso visione e dopo i necessari approfondimenti e le verifiche con le nostre strutture e sui territori.
Prima di concludere, abbiamo segnalato all’esponente del Governo le nostre vive preoccupazioni sia per la previsione dell’art. 48 del D.L. 69/2013 che, come ha detto il generale Mini, fa del nostro Ministero un “trafficante e piazzista di armi al servizio di Finmeccanica”, che per la poco comprensibile posizione espressa oggi dal Consiglio Supremo di Difesa (il Parlamento non ha “diritto di veto su decisioni operative e provvedimenti tecnici” che spettano solo al Governo). La questione riguarda, evidentemente, anche i riordini delle FF.AA., una puntualizzazione efficace in apertura di confronto….
A conclusione del giro di tavolo, il Sottosegretario Pinotti ha detto di aver preso nota delle osservazioni formulate dalle OO.SS., che ha invitato a formalizzare eventuali proposte e contributi a premessa dei successivi incontri. Non mancheremo ovviamente di raccogliere la sollecitazione del Sottosegretario e, a tal fine invitiamo i colleghi a inviarci, solo per e-mail, eventuali loro osservazioni e proposte, una volta presa visione dei documenti consegnati che pubblichiamo di seguito insieme con il testo della legge delega
Nel quadro delle audizioni disposte dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato ai fini di una ricognizione, in avvio di legislatura, delle problematiche relative alla Difesa, dopo le audizioni del Ministro, del Capo di SMD e del Capo di SME, nella giornata di mercoledì 19 u.s. è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Marina, amm. G. De Giorgi, che ha svolto un’ interessante relazione, della quale però non è ancora disponibile il resoconto stenografico. Pur tuttavia, proviamo a fornire ai colleghi una sintesi delle linee programmatiche esposte dall’Ammiraglio, attingendo dal documento reperito sul sito della Marina, che pubblichiamo in questa pagina come allegato.
Dopo aver ricordato i numeri di cui dispone la F.A. (al 31.03.2013: 30.923 militari e 2.981 civili) e la sua articolazione che si sviluppa principalmente sui tre poli di Taranto, La Spezia e Augusta, il Capo di SMM ha accennato alla “radicale ristrutturazione in corso, che è destinata a concludersi entro l’inizio del 2014” con la nuova configurazione relativa alle aree operativa, logistica e formativa, e di cui alla Direttiva del precedente Capo di SMM datata 31.12.2012 e alle successive riunioni tecniche cha abbiamo avuto con SMM-1° Reparto. E’ poi seguita l’elencazione delle “criticità” che riguardano il personale: molto dettagliate quelle che toccano i militari (“insufficienza delle retribuzioni”; “collocazione sotto la soglia di povertà del personale divorziato”; etc.), molto più stringata, invece, la parte relativa al personale civile, ma con una importante affermazione circa “il mancato riconoscimento della specificità del loro ruolo, che è complementare a quello del personale militare ed è fondamentale per l’efficienza complessiva della Marina”.
A seguire, l’esame della situazione degli Arsenali “che impiegano complessivamente 2.500 addetti, di cui 1.434 a Taranto, 796 a La Spezia e 270 ad Augusta”. Diverse le criticità evidenziate dall’amm. De Giorgi: mancato riconoscimento delle specificità professionali delle maestranze; pensionamenti senza sostituzioni per il blocco del turn over; carenza di operai specializzati; invecchiamento della forza lavoro e, infine, obsolescenza delle infrastrutture e del naviglio di supporto. Cosa fare allora rispetto a questa gravissima situazione? La ricetta indicata è precisa: sbloccare il turn over per assicurare il ringiovanimento delle maestranze e la trasmissione delle conoscenze; rivitalizzare la formazione “riaprendo le scuole allievi operai” e reperendo “ulteriori risorse per l’attività formativa”; rinnovare il naviglio di supporto portuale; infine, portare a compimento il c.d. “piano Brin” e accelerare i processi di adeguamento infrastrutturale.
Successivamente, dopo aver illustrato i compiti della Marina, ricordato le diverse missioni che hanno coinvolto la F.A. negli ultimi 35 anni e delineato lo scenario internazionale, l’amm. De Giorgi si è soffermato sulle forti criticità della nostra flotta, che negli ultimi dieci anni ha già perso 20 unità (sostituite da sole 10) e che da qui al 2025, in assenza di “interventi correttivi”, ridurrà la propria consistenza “dalle attuali 60 a sole 22 unità”. Il grafico di pg. 16 del documento che pubblichiamo sul nostro sito dà visivamente l’immagine della perdita di consistenza della nostra flotta nell’arco temporale dal 1970 al 2020. Da qui la sintetica, amara conclusione finale dell’amm. De Giorgi: “entro il prossimo decennio la Marina perderà la capacità di operare nella maggioranza delle missioni e di assolvere i compiti d’istituto”. Occorrerebbe dunque invertire la tendenza, e per farlo propone di “investire in navi”, cosa questa che non solo eviterebbe la scomparsa della flotta, ma potrebbe apportare “notevoli vantaggi per il Paese” (più lavoro e un saldo positivo di quasi 2 mld per i conti pubblici). E, a tal riguardo, il Capo di SMM indica anche dove reperire le risorse necessarie per finanziare il rilancio della cantieristica militare e avviare un piano di costruzioni navali. Dunque, un grido di allarme molto forte quello dell’Ammiraglio, che ci auguriamo venga ascoltato.
Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Claudio Graziano, che è stato audito il 5 giugno u.s.. Ne diamo conto solo ora, perché il resoconto con l’intervento del Capo di SME è stato pubblicato sul sito del Senato solo qualche giorno fa.
Il Capo di SMD ha esordito dicendo che la F.A. è alla vigilia di una profonda trasformazione, che “costituisce una vera sfida” e “inciderà su tutti i settori, imponendo scelte dolorose, ma inevitabili”. Detta riorganizzazione comporterà una contrazione del personale militare del 20% rispetto al modello 2001, e dunque da 112.000 a 90.000 unità, “con una riduzione del 30% dei dirigenti e del 30 % delle strutture organizzative, da conseguire entro il 2018”. Per quanto riguarda il personale civile, “che nell’Esercito conta attualmente circa 9.800 unità” , si dovrà arrivare “ad una consistenza pari a 6.800 unità a fine processo… che avverrà”, come dirà più oltre, “in modo graduale in base alle fuoruscite fisiologiche”
Dopo aver fornito alcuni numeri in merito all’impegno della F.A., “chiamata a garantire, senza soluzione di continuità, un impegno medio annuo nelle operazioni all’estero di circa 6000 uomini e donne” , il gen. Graziano è passato ad illustrare l’attuale organizzazione dell’Esercito; ha poi fornito dati molto interessanti sul bilancio finanziario della F.A. (“oggi, ben il 79% delle risorse finanziarie è dedicato al personale, il 15% all’investimento in mezzi e materiali e solo il restante 6%, in prima approssimazione, è dedicato all’Esercizio”), che denotano squilibri ben superiori rispetto alla media finora indicate dal Vertice politico (rispettivamente: 70, 18 e 12%), segnalando che la F.A. riesce a tenere ancora sul fronte finanziario “solo grazie alle risorse aggiuntive rese disponibili dal finanziamento delle missioni internazionali”.
Entrando successivamente nel merito del processo di riorganizzazione della F.A. in attuazione della legge delega n. 244/2012, il Capo di SME ha confermato che “l’area territoriale e quella infrastrutturale saranno accorpate per ottenere una gestione unitaria delle infrastrutture, riducendo i relativi organi da 20 a 7” ; per quanto attiene l’area territoriale ex LRM (leva, reclutamento e mobilitazione), il processo di riduzione sarà più corposo, essendo prevista “la chiusura di 87 Enti e unità e la riorganizzazione di 127 Enti, da completare entro il 2018”. Si tratta di numeri che danno la misura della profondità del processo di riduzione cui andrà incontro l’Esercito nei prossimi anni, che interroga tutti sulla possibilità della F.A., già fortemente debilitata dai tagli dell’era Berlusconi-Tremonti, di uscire bene da un processo di queste dimensioni in così pochi anni. E’ una domanda che avevamo rivolto a Di Paola, senza ottenere alcuna risposta.
Successivamente, il Capo di SME si è soffermato sui due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento, il primo relativo alla c.d. “armonizzazione” delle regole per il collocamento in pensione del personale militare per adeguarlo a quelle più penalizzanti della riforma Fornero; il secondo, relativo alla proroga del blocco al 31.12.2010 del trattamento economico, che tocca anche il personale militare. In merito al primo provvedimento, dopo aver ricordato che il personale militare non dirigente ha la possibilità di lasciare il servizio a 55 anni di età atteso che con tutti gli abbuoni “vengono mediamente raggiunti i previsti contribuiti di 41 anni e 5 mesi”, ha auspicato il mantenimento delle attuale regole, con il plauso convinto di molti parlamentari dell’attuale maggioranza. Chissà cosa ne pensano i lavoratori esodati o le molte “vittime” della riforma Fornero, tra le quali vanno annoverati anche i tanti lavoratori civili per i quali il pensionamento è stato rinviato di alcuni anni! Per quanto riguarda invece la proroga del blocco dei trattamenti economici in essere al 31.12.2010, il gen Graziano ha detto che, in qualità di Capo di SME, sentiva “il dovere di rappresentare a quelle Commissioni l’aspettativa forte del personale affinchè si tenga conto della specificità del comparto”, ricordando a tal riguardo “che le progressioni di carriera e le anzianità di servizio rappresentano altrettanti aspetti importantinella struttura organizzativa e nella sua efficienza”, addirittura affermando esiste c’è “un problema etico connesso a tale situazione”. E’ di tutta evidenza che il Generale Graziano, pronunciando queste frasi che abbiamo tratto testualmente dal testo del resoconto, ha parlato verosimilmente più da militare che da Capo dell’Esercito, e diciamo questo con una certa amarezza. Ove il gen. Graziano avesse infatti parlato da Capo dell’Esercito, si sarebbe ricordato che dentro la sua Forza Armata, oltre ai colleghi militari degni di giuste attenzioni, operano anche migliaia di lavoratori civili che hanno trattamenti economici di gran lunga inferiori a quelli dei militari con i quali debbono comunque mantenere le proprie famiglie, non godono di benefit di alcuna natura (per esempio, pagano l’affitto per la propria abitazione o pagano un mutuo, non godendo di appartamenti di servizio) e hanno le carriere anch’esse bloccate, atteso che neanche i passaggi di fascia (non le promozioni!) possono oggi essere corrisposti. Se allora parliamo, come ha fatto il gen. Graziano, di “problema etico”, beh, quello che tocca i lavoratori civili in conseguenza dei blocchi intervenuti non può che essere considerato almeno altrettanto “etico”, ma di esso il gen. Graziano non ha fatto menzione alcuna. Proprio per questo, questa parte dell’intervento del gen. Graziano ci è apparsa davvero una caduta di tono, che non possiamo evitare di segnalare con amarezza ai colleghi.
Troverete pubblicato, di seguito, l’intervento integrale del gen. Graziano pronunciato nel corso dell’audizione del 5 u.s. ; in aggiunta, troverete pubblicato anche il testo dell’intervento del Capo del 1° Reparto di SMD, gen. Franco Marsiglia, che è stato audito, qualche giorno dopo, in merito al Regolamento di armonizzazione pensionistica attualmente all’esame della Commissione Difesa, su cui si è anche soffermato il gen. Graziano.
Mercoledì 20 p.v., è prevista l’audizione del Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, su cui riferiremo in un successivo Notiziario.
Nella mattinata di oggi, si è tenuto a Palazzo Esercito un nuovo incontro tra SME-RPGF/DIPE e la nostra O.S., che si pone in sostanziale continuità con la riunione del 24 gen. u.s. (si veda il Notiziario n. 10 di pari data) e finalizzato a fornire ulteriori informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L. 135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni), con particolare riferimento a “talune ipotesi di soppressione di EDR riferite all’arco temporale 2013-2019”
Di seguito, proviamo a fornire una sintesi dei provvedimenti previsti con riferimento alle aree interessate, e degli altri argomenti da noi sollevati e oggetto di confronto nella riunione odierna.
* Area di Vertice: riarticolazione di alcuni Uffici del Reparto Pianificazione Generale e Finanziaria (RPGF), per renderli più funzionali e nel quadro della preannunciata riorganizzazione dello SME; in aggiunta, dal prossimo 30 giugno, il RALOCE passerà alle dirette dipendenze di SME.
* Area Operativa: soppressione di alcuni Reparti alla Sede di Enti soppressi o trasferiti, con conseguente attivazione della procedura di reimpiego per i lavoratori coinvolti (cas. Cantore, Tolmezzo; cas. Rossi, L’Aquila; cas. Montello, Milano; cas. Gasparro, Messina e cas. Ulivelli, Roma).
* Area Logistica: l’obiettivo strategico del riordino di quest’area, come noto, è quello di ridurre le catene di comando e gli organi esecutivi, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. E’ prevista la riorganizzazione del Comando Logistico nazionale, che contempla la trasformazione degli attuali “Dipartimenti” (con compiti di indirizzo) in “Comandi” (Commissariato; Tecnico; Tramat e SanVet) con assunzione di compiti di gestione diretta degli Organi esecutivi (Cerimant/Serimant; Cerico/Serico; Parchi;etc.), anch’essi in gran parte riconfigurandi in chiave riduttiva. Conseguentemente, gli attuali Cdi Logistici d’area (Nord – Padova e Sud – Napoli) verranno soppressi, con provvedimenti forse anticipati al 31.12.2014 (erano previsti per il 2015). Abbiamo altresì segnalato la necessità di un ripensamento su alcuni “declassamenti” da Cerimant a Serimant. Infine, da qui a settembre, previste alcune rilocazioni (Parco TLC e A.Me.L.T.A.I. di Roma, rispetto al quale abbiamo chiesto di evitare la rilocazione, anticipando il provvedimento di riordino già previsto).
* Area Infrastrutturale: come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione del 24 gen. u.s. ci era stato anticipata l’intenzione della F.A.. di accorpare le attuali aree “infrastrutturale” e “territoriale”. Sono in atto alcuni ripensamenti: dopo il già deciso rinvio al 2016 della soppressione della Sz. Staccata di Verona, SME-RPGF ha comunicato oggi la posticipazione allo stesso anno 2016 dei provvedimenti di soppressione dei “Nuclei Tecnici” di Treviso, Perugia, Messina e Pescara. Si aggiunga a questo il ripensamento sui “Reparti Infrastrutture” che dovrebbero rimanere in vita; invece, la soppressione dei ComandiNord e Sud è confermata per il 2016, mentre il Cdo Centro forse si salverà
* Area Territoriale: rispetto a quanto già noto dalla riunione del 24 gen. u.s., sono intervenuti dei “temperamenti” in merito alla soppressione di alcuni Centri Documentali (Genova, anticipato dal 2018 al 2013; Napoli, posticipato al 2014; Bari, Catanzaro, Perugia e Trento, tutti previsti in corso d’anno). L’assorbimento delle relative funzioni (e anche del personale) avverrà all’interno dei costituendi “Uffici Documentali” dei CME, le cui nuove dotazioni organiche saranno, in quasi tutte le sedi, allineate alle presenze effettive (fa eccezione il CME Puglia, che ha più organico).
Per quanto riguarda i costituendi due COFOD di Padova e Napoli (nuova denominazione rispetto a quella inizialmente utilizzata di CIFOD, si veda il Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013 relativo alla riunione di pari data), che verranno posti alle dirette dipendenze di COMTERINFRA (cdo di vertice), si partirà dalla costituzione di COFOD Nord Padova, che assume a tutti gli effetti una valenza pilota.
Nel prossimo mese di luglio, ci sarà una specifica riunione con le OO.SS. nazionali per esaminare la struttura e la dotazione organica del COFOD Nord di Padova, che dovrà ovviamente tener conto che al suo interno confluirà la gran parte di personale del sopprimendo Comando Logistico Nord.
Sempre con riferimento all’area territoriale, e su nostra richiesta, SME-RPGF ci ha informato in merito agli sviluppi del progetto che interessa l’area fiorentina (soppressione di CME e CEDOC Firenze, e inglobamento delle funzioni territoriali all’interno dell’IGM), un progetto su cui FLP DIFESA, come si ricorderà, espresse a suo tempo alcune riserve (vds. riunione del 27 marzo u.s., Notiziario n. 38 di pari data) trattandosi di realtà tra loro disomogenee e storicamente diverse (area ex Leva, il CME e il CEDOC; area industriale, l’IGM), tutte peraltro ribadite dalla nostra O.S. nell’incontro del 10 giugno u.s. di SME RPGF e DIPE con le OO.SS. terr. e le RSU Enti Es. di Firenze. RPGF ha messo a punto la nuova dotazione organica dell’IGM, recependo le nostre proposte di implementazione sul fronte delle professionalità tecniche in particolare di area 2^, e portando così l’organico complessivo a 625 unità (si vedano le slides pubblicate sul nostro sito). Abbiamo chiesto che detta nuova dotazione organica abbia, allo stato, un caratterizzazione solamente sperimentale, e che su di essa si avviino rapidamente i necessari approfondimenti/confronti di livello locale rispetto a tutta una serie di aspetti (organizzazione del lavoro e impiego del personale, in primis). A tal riguardo, proprio per l’importanza che lo stesso SME annette al progetto di riordino dell’Esercito nell’area fiorentina (“progetto pilota”), abbiamo segnalato la necessità che tutti i percorsi legati al riordino vengano gestiti attraverso percorsi condivisi, a partire innanzitutto dall’avvio della procedura di reimpiego per il personale del CME, che dovrebbe avvenire a breve, atteso che SME-DIPE è già in possesso di quasi tutte le disponibilità in ambito interforze acquisite dagli altri Organi Programmatori.
Pubblichiamo di seguito: la “scheda informativa” sui contenuti della riunione odierna predisposta da SME-RPGF; le slides illustrative predisposte dallo stesso SME-RPGF ai fini della riunione odierna, che recano la lista dei provvedimenti di soppressione previsti per il periodo 2013-2019 con a fianco il relativo riferimento temporale di attuazione (più in avanti, la F.A. ci fornirà anche l’elenco dei provvedimenti di riorganizzazione).
In merito a detti provvedimenti abbiamo definito con il DIPE quelli a procedura di reimpiego semplificata (il personale permane in loco) rispetto a quelli a procedura di reimpiego ordinaria (o contrattuale) che comportano il trasferimento del dipendente dall’attuale sede di lavoro(vds slides predisposte da SME-DIPE)
Questi gli altri argomenti affrontati nella riunione odierna:
Riordino dell’Esercito.: la nostra O.S. ha segnalato la necessità che i provvedimenti di riordino, a differenza di quanto avvenuto per quello interforze della Sanità militare che FLP DIFESA ha ripetutamente denunciato, trovino posto tutti all’interno dei decreti attuativi della delega per il riordino (legge 31.12.2012, n. 244), e dunque sotto il controllo del Parlamento (esame in sede di Commissioni Difesa), come peraltro previsto dall’o.d.g. Cirielli approvato all’unanimità dalla Camera.
Rimodulazione dotazioni organiche di F.A.: su precisa richiesta della nostra O.S., SME RPGF ha comunicato che, a seguito della pubblicazione del DM 16.01.2013 che reca le nuove dotazioni organiche del personale civile discendenti dai tagli della spending review (DL 95/2012), i Vertici della Difesa hanno avviato l’operazione di distribuzione tra le diverse aree e, all’interno dell’area di SMD, tra le diverse FF.AA. La nuova dotazione organica complessiva dell’Esercito dovrebbe attestarsi intorno alle 9.500 unità, che dovranno poi essere distribuite tra gli Enti di F.A.
A tal riguardo, FLP DIFESA ha chiesto: in primo luogo, che SME fornisca alle OO.SS. una costante e puntuale informazione in merito agli sviluppi di questa operazione e, in secondo luogo, che la rimodulazione delle dotazioni organiche degli Enti, Distaccamenti e Reparti sia oggetto di confronto locale OO.SS. ed RSU. SME RPGF ha accolto queste nostre due importanti richieste.
Notiziario n. 108 del 2 ottobre 2013 – Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei […]
Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 – “Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale. Come è noto, il […]
Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 – Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di […]
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 80 dell’ 11 luglio 2013 – Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con […]
Notiziario n. 79 dell’8 luglio 2013 – Davvero un giorno da ricordare. A oltre 13 anni dalla sottoscrizione del primo C.C.N. Integrativo della Difesa (6 luglio 2000), che ne recava (al Capo 6°) l’accordo per quell’anno, l’A.D. e le OO.SS. nazionali hanno finalmente ridiscusso di formazione del personale civile nel corso dell’incontro del 5 u.s. […]
Notiziario n. 77 del 3 luglio 2013 – Dunque il gran giorno tanto atteso è finalmente arrivato! Nel corso della riunione odierna al Gabinetto, presieduta dal Sottosegretario on. Roberta Pinotti, sono state infatti consegnate alle OO.SS. nazionali le bozze dei provvedimenti attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello […]
Notiziario n. 74 del 27 giugno 2013 – Nel quadro delle audizioni disposte dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato ai fini di una ricognizione, in avvio di legislatura, delle problematiche relative alla Difesa, dopo le audizioni del Ministro, del Capo di SMD e del Capo di SME, nella giornata di mercoledì 19 u.s. è […]
Notiziario n. 67 del 15 giugno 2013 – Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo […]
Notiziario n. 66 del 12 giugno 2013 – Nella mattinata di oggi, si è tenuto a Palazzo Esercito un nuovo incontro tra SME-RPGF/DIPE e la nostra O.S., che si pone in sostanziale continuità con la riunione del 24 gen. u.s. (si veda il Notiziario n. 10 di pari data) e finalizzato a fornire ulteriori informazioni […]