Notiziario n. 18 del 12 febbraio 2013 –

Il nuovo Capo di SMM , amm. Giuseppe De Giorgi
Il nuovo Capo di SMM , amm. Giuseppe De Giorgi

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Marina,  amm. Giuseppe De Giorgi, ha incontrato nella mattinata di oggi, a tavoli uniti, le OO.SS. nazionali.  E’ stato un incontro davvero molto proficuo e positivo,  che è servito a operare una prima ricognizione dei principali problemi sul tappeto e un primo scambio di opinioni.
Val la pena di sottolineare in premessa come, nella pratica consolidata delle relazioni sindacali nazionali,  non è capitato spesso (anzi, quasi mai)  alle OO.SS. di incontrare i massimi Vertici delle FF.AA. e di discutere con loro dei vari problemi e di quelli più generali della Difesa.  Che il nuovo Capo di SMM, a solo qualche giorno  di distanza dall’assunzione dell’incarico, abbia voluto incontrare le OO.SS. nazionali,  e che lo stesso abbia anche fatto con le Rappresentanze locali nel suo primo giro presso le basi navali (La Spezia),  è  cosa che denota sensibilità ed attenzione nei confronti dei civili, che non può non essere rimarcata da chi, come noi, ha spesso denunciato le gravi disattenzioni di altri settori dell’Amministrazione.
Nel suo intervento introduttivo, l’amm. De Giorgi ha ricordato innanzitutto le scelte e le finalità connesse al processo di riordino della F.A. (Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22 gennaio 2013 – vds. nostri Notiziari n. 4 e n. 16/2013)  che si collocano nel contesto disegnato dalle Leggi 135 e 244/2012,  e ha sottolineato come la riorganizzazione in atto non comporti criticità importanti sul versante dell’impiego.
Ha quindi dedicato molto spazio alle questioni attinenti al riefficientamento degli Arsenali, tema a noi molto caro;  ha segnalato alcune criticità (invecchiamento della forza lavoro e mancanza di turnover); ha proposto alcuni temi di confronto con le Parti sociali (è possibile definire regole ad hoc per il personale dell’area industriale?);  ha  indicato alcune esigenze nuove della F.A. (disporre di personale civile imbarcato per più tempo e in numero maggiore);  ha infine manifestato alcuni intendimenti precisi (una scelta decisa verso le reinternalizzazioni  e un maggiore utilizzo delle “permute”).  Ha inoltre accennato brevemente al ridisegno delle attività degli Arsenali che, con lo scorporamento delle DSD, verranno orientate verso le manutenzioni ordinarie delle Unità Navali,  atteso che la gestione degli interventi urgenti sarà affidata agli Organi logistico-operativi.   La Spezia diventerà la sede di sperimentazione della nuova organizzazione della Forza Armata che sarà poi estesa alle altre due basi navali (Taranto/Brindisi ed Augusta)
E’ poi seguito il giro di tavolo delle Parti sindacali presenti, che hanno espresso un generale apprezzamento per l’incontro odierno e per l’attenzione riservata dal nuovo Capo di SMM alle problematiche civili,  mettendo a fuoco nei diversi interventi  le questioni di maggiore rilevanza.
La nostra O.S. ha innanzitutto osservato come il tema del riefficientamento degli Arsenali sia tornato oggi finalmente  in superficie,  dopo che per tre anni è stato sistematicamente escluso da ogni confronto con le OO.SS.  Riparlare degli Arsenali significa, a nostro avviso,  affrontare finalmente i problemi irrisolti (il mancato turnover, le assunzioni bloccate dalla L.135,  le scarsissime risorse disponibili, etc. etc. ) e avviare un percorso virtuoso fatto di scelte politiche precise e di azioni concrete:  reinternalizzare tutto quello che è possibile (il mito dei risparmi di spesa è morto e sepolto);  una deroga urgente rispetto al blocco delle assunzioni intervenuto con la spending;  un piano di assunzioni straordinarie nell’arco dell’anno; l’avvio di percorsi seri di formazione e di aggiornamento, anche attraverso strumenti nuovi; il reperimento delle risorse necessarie a completare il piano Brin e a procedere nell’ammodernamento delle strutture e alla loro messa in sicurezza.  Ha infine segnalato la necessità che  venga finalmente valorizzato il lavoro dei civili (la ridefinizione degli organici sarà, sotto questo profilo,  un test decisivo)  e si attribuisca qualità e continuità al confronto con il Sindacato.  Ne vedremo gli sviluppi.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 16 del 7 febbraio 2013 –

Roma, 28.01.2013 - Cambio di consegne al vertice della M.M.
Roma, 28.01.2013 – Cambio di consegne al vertice della M.M.

Nel Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s., abbiamo dato notizia ai colleghi della Direttiva n. 2 datata 31.12.2012 con la quale l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Luigi Binelli Mantelli, ha dettato disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico nel quadro dei processi di riordino della F.A. connessi alle riduzioni di spesa imposte dalla Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”) e nel contesto più complessivo del ridimensionamento dello strumento militare di cui alla legge delega 31.12.2012, n. 244.

Il progetto di riordino della M.M. prevede “la riorganizzazione della F.A. in quattro aree” (area di Vertice; area operativa; area logistica e area formativa), con l’accorpamento delle funzioni territoriale e logistica  e la costituzione del Comando Logistico e dei Comandi logistici d’area tramite riconfigurazione di Maridipart Taranto,  Maridipart La Spezia, Marisicilia e Maricapitale.   Previste, inoltre, la soppressione di Maridipart Ancona con l’istituzione in quella sede del “Comando Scuole” a cui farà capo l’area della formazionee quella, molto più preoccupante, di Maridist Messina con oltre 200 lavoratori civili da reimpiegare in una area e in una sede a forte criticità sotto il profilo della reimpiegabilità, e su questo abbiamo già lanciato l’allarme nel corso della riunione a SMM del 22 u.s. (vds. Notiziario n. 8 di pari data).

Ebbene, l’amm. Binelli Mantelli, prima di lasciare la F.A. per assumere il nuovo e prestigioso incarico di Capo di Stato Maggiore Difesa e dunque di Comandante in capo delle FF.AA. italiane, ha firmato una seconda Direttiva, la n. 3 datata 22 gennaio 2013, che tratta dell’ “attuazione della razionalizzazione organizzativa della Marina”  eche i colleghi interessati troveranno pubblicata sul nostro sito web.

Questi i passaggi, a nostro avviso i più interessanti, stralciati dalla nuova Direttiva:  “l’istituzione del COMLOG  e del COMSCUOLE saranno inseriti in un  decreto ministeriale con decorrenza 30 aprile 2013”;  come da noi già anticipato, “il COMLOG , a regime, si stabilisce a Napoli”, nella struttura ex NATO di Nisida, e le relative tabelle organiche dovranno essere approvate “entro il prossimo 1° marzo 2013, con decorrenza delle stesse a partire dal 30 aprile 2013”;  il COMSCUOLE si trasferirà ad Ancona “entro il 1° luglio 2013”  ed entro il 1° aprile p.v. dovranno essere fissate le dotazioni del Comando nella sede di Ancona; infine, il 1° Reparto di SMM, riorganizzato attraverso l’acquisizione della policy della formazione, dell’impiego e del supporto del personale, dovrà assumere l’assetto definitivo entro il 1° settembre 2013, data entro la quale “deve acquisire le piene funzioni relative alla politica della formazione/impiego”.

Per quanto attiene all’”area territoriale”,  il nuovo assetto dovrà essere raggiunto entro il corrente anno, con i connessi provvedimenti di soppressione (Maridist Messina, in primis) e di riorganizzazione (riconfigurazione dei Maridipart),  mentre  (così è scritto testualmente) “i rimanenti provvedimenti sono stati inseriti nella bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega con decorrenza 31 dic. 2013”.  Affermazione importante, questa, soprattutto per l’uso del verbo al passato, che dovrebbe far comprendere una buona volta  ai dubbiosi di casa nostra, tuttora in cerca di conferme ufficiali addirittura dal parte del Ministro Di Paola,  che la bozza di decreto esiste, eccome se esiste, pur non essendo certamente, quella da noi pubblicata, la stesura definitiva,  e pur non potendo il decreto essere ancora adottato per lo stop imposto al Ministro dalla Camera (o.d.g. Cirielli).  Ma c’è  qualcuno che pensa davvero che quel documento sia stato confezionato da mani esterne alla Difesa? Suvvia, cerchiamo di essere seri!

Tornando alla Direttiva, ci sembra che l’ Amm. Binelli Mantelli, prima di lasciare l’incarico di Capo di SMM,  abbia tracciato la strada della F.A. per i  prossimi anni, e che ora, da nuovo Capo di SMD,  si accinga a intrecciare questo processo con quello più generale che interesserà tutte le FF. AA. nei prossimi anni.

Intanto, il nuovo Capo di SMM amm. G. De Giorgi incontrerà le OO.SS. nazionali martedì 12 p.v. .

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva n. 3 del 22.01.2013 del CSMM – attuazione della razionalizzazione organizzativa della MM

 

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 –

Facciata del DMML di Caserta
Facciata del DMML di Caserta

Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri.

La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa richiesta dal dr. Magri nel corso dell’ultimo incontro,  doveva servire ad acquisire “il consenso in sede politica”  delle OO.SS. nazionali sulle “ipotesi di piano di reimpiego a carattere generale”,  e “in caso di raggiungimento dell’accordo politico, detto piano di reimpiego” sarebbe stato “trasmesso in sede locale per l’avvio della specifica contrattazione volta a dare concreta esecutività allo stesso” (i corsivi virgolettati si riferiscono alla procedura prevista dal capo IV, art. 3, del CCNI Difesa 6.07.2000).  Ebbene,  il “consenso in sede politica” oggi non è certamente venuto dalla nostra O.S. che, dopo aver ricordato i giudizi critici ripetutamente espressi da FLP DIFESA sul riordino in argomento, ha fatto presente come, a parte qualche eccezione (Cdo Sanità Nord, per es.),  nella stragrande maggioranza dei casi,  negli Enti soggetti a riordino,  i lavoratori non avevano ancora espresso i desiderata  e, conseguentemente, non si erano ancora svolte le concertazioni locali.  Detto “consenso”  è evidentemente mancato anche su altri tavoli (la riunione è stata effettuata come al solito a tavoli separati per volontà di CGIL-CISL-UIL) e pertanto  l’approdo conclusivo è stato quello di un rinvio diretto alla contrattazione locale, che dunque avverrà senza il preventivo avallo del livello nazionale sull’ipotesi generale di reimpiego. Cosa non di poco conto.

Ed allora,  visto che in alcuni Enti è saltata la prima fase della procedura, è di tutta evidenza che:

E’ appena il caso di ricordare che il piano di reimpiego definitivo, per poter diventare esecutivo e dar luogo ai movimenti sanzionati da Persociv,  deve essere sottoscritto dall’ Amministrazione e dalle Parti sindacali (OO.SS. ed  RSU), e immaginiamo che questo possa avvenire solo quando tutte le problematicità evidenziate in loco abbiano trovato soluzioni condivise.  Questo dovrà valere per tutti gli Enti, ma in particolare per il DMML di Chieti, le cui criticità di reimpiego sono ben note a tutti, anche all’Amministrazione, e a tutti suggeriscono di lavorare per verificare fino in fondo eventuali soluzioni alternative (ricordiamo che la Direttiva SMD del 24.10.2012 fissa al 30.09.2013 la decisione del Capo di SME sulla soppressione o riconfigurazione dell’Ente, e noi ci batteremo per la sua riconfigurazione).    Abbiamo infine convenuto con la dr.ssa Fava che,  a conclusione della fase di contrattazione locale,  il Gabinetto indirà una riunione nazionale conclusiva per fare il punto di situazione prima dell’ invio a Persociv dei piani di reimpiego definitivi per il seguito di competenza della D.G. (trasferimenti). E’ di tutta evidenza che,  con queste varianti intervenute in corso d’opera,  la procedura di reimpiego avrà tempi prevedibilmente più lunghi,  e quasi certamente slitterà oltre i tempi del mandato di Di Paola.

Nella seconda parte della riunione, la FLP DIFESA ha fatto presente la propria posizione in merito al “protocollo riguardante la destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali risparmi aggiuntivi”  preannunciato dal Gabinetto nella lettera di convocazione e che dovrebbe essere  sottoposto alla sottoscrizione delle OO.SS.  “di massima per la metà del mese di febbraio 2013”. 

Come noto, una  richiesta in tal senso è stata avanzata da CGIL-CISL-UIL (comunicato del 20 dic. u.s.), ed è apparsa a tutti come una sorta di  “merce di scambio” richiesta all’Amministrazione per dare il sostanziale via libera sul riordino della sanità militare, rispetto al quale solo qualche giorno prima (comunicato del 13 dic. u.s.) quelle stesse OO.SS. avevano espresso un “netto dissenso di metodo e di merito” .  E, proprio per questo, nella riunione del 7 gennaio (vds. nostro Notiziario n. 3 dell’8.01.2013), in risposta al Sottosegretario  Magri che aveva espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUAe alla premialità  parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini,  esprimemmo le nostri forti riserve sul  momento che si era scelto per affrontare questo problema,  ricordando che “quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese”.

Manteniamo per intero le nostre riserve sul punto; pur tuttavia, di fronte al preannuncio di un protocollo in arrivo, abbiamo ritenuto opportuno precisare la nostra posizione nei termini che seguono.

  1. Abbiamo dichiarato la piena disponibilità da parte di FLP DIFESA a sottoscrivere un protocollo che fissi condizioni e percorsi e detti le regole per la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”
  2. Abbiamo chiesto che detto protocollo disciplini in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi saranno accertati i risparmi,  e che venga precisato in cosa consistano i risparmi “aggiuntivi”  nella Difesa da destinare in quota parte al FUA.  Abbiamo chiesto anche che,  con cadenza annuale e prima dell’avvio della contrattazione per la distribuzione del fondo di produttività,  le Parti si incontrino per quantificare la quota di risorse disponibili destinate al FUA.  Noi pensiamo che la precisa definizione di tutti questi aspetti non sia solo un’operazione necessaria sotto il profilo della trasparenza,  ma costituisca  condizione essenziale sia per evitare contenziosi successivi sia anche per dare a questo accordo una prospettiva nel tempo,  visto la messe di soppressioni/riorganizzazioni in arrivo e  visto anche che la Parte politica che lo firmerà è in scadenza di mandato.
  3. Abbiamo anche  espresso in modo netto la nostra richiesta a che le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate “alla contrattazione integrativa” e poi distribuite con  criteri fissati annualmente dall’accordo nazionale sulla distribuzione del FUA.  Qualsiasi esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE) costituirebbe un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo, per noi e (pensiamo) anche per quelle OO.SS. che non sottoscrissero con Brunetta il 4 febbraio 2011 i contenuti dell’Intesa.  Sta evidentemente all’Amministrazione di predisporre un testo che traguardi un obiettivo che è condiviso, ma  nel quale tutte le Parti sociali possano riconoscersi.
  4. Abbiamo chiesto infine che la “destinazione alla contrattazione integrativa di quota parte degli eventuali  risparmi aggiuntivi”  venga estesa retroattivamente anche ai provvedimenti di riordino successivi a luglio 2008,  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008.

Abbiamo infine chiesto, data l’enorme valenza politica del protocollo, che il testo predisposto dall’Amministrazione sia, come sempre deve essere in questi casi, inviato con congruo anticipo alle Parti sociali,  anche per consentire loro un’ attenta valutazione e una verifica al proprio interno.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota RSU DMML di Palermo del 4.02.2013

Allegato2: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP di Chieti del 5.02.2013

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 –

Il Ministro Di Paola in visita a Herat
Il Ministro Di Paola in visita a Herat

Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, fissato dalla stessa legge, di riduzione del 30%  minimo dell’attuale assetto delle FF.AA.

Comprendiamo bene lo stupore che si è generato nei lavoratori interessati, civili e militari; comprendiamo però molto meno, anzi quasi per nulla,  l’esibita incredulità  di  alcuni addetti ai lavori come noi che dovrebbero conoscere bene le cose di casa Difesa, e che sono invece in cerca di conferme formali

Proviamo a riassumere le puntate precedenti.  Il Ministro Di Paola presenta al Senato il disegno di legge delega (ddld)  in data 23 apr.2012, esaminato il giorno 6 precedente dal Consiglio dei Ministri. Il complesso iter parlamentare del provvedimento dura quasi otto mesi, e si conclude solo l’11 dic. u.s. con il voto favorevole della Camera.  E’ di tutta evidenza che, in questi lunghi mesi di attesa, lo SMD e gli SS.MM. di F.A. abbiamo lavorato alacremente per definire per tempo i provvedimenti attuativi di riordino, tenuto anche conto che  l’orizzonte temporale del Ministro era breve (ad aprile scadeva la legislatura) e che Egli stesso ci teneva a chiudere  per tempo il cerchio con il varo dei decreti attuativi. Noi queste cose le abbiamo ripetute più volte, ne fanno fede i nostri Notiziari; per questo abbiamo richiesto un confronto preliminare con l’A.D., ovviamente non concesso. E d’altronde il lavoro intenso degli SS.MM. era a conoscenza di tutti: quante riunioni interne e quante teleconferenze fatte in questi mesi!

Ora sappiamo bene come è andata a finire: il Parlamento ha alla fine votato la legge, anche dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla efficientissima lobby dell’industria della difesa,  ma lo ha fatto sulla base di un compromesso che “obbliga”  il Ministro Di Paola  a non portare avanti durante il suo mandato i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino, e questo sulla base di impegni richiesti e pubblicamente assunti da Di Paola e delle precise indicazioni venute dalla Camera.  Motivi per i quali la bozza di decreto attuativo con i provvedimenti, già messo a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM,  è stato necessariamente “riposto nei cassetti”, come  abbiamo ripetuto più volte nei nostri Notiziari di questi ultimi mesi.  Ma accantonato temporaneamente, non certo cestinato!

E da quei “cassetti”  è ora emerso,  ha cominciato a girare anche negli Enti,  e la FLP DIFESA ne è venuta a conoscenza nella scorsa settimana.  Non è la prima volta che succede, non sarà certo l’ultima!  I colleghi ricorderanno lo schema di legge delega entrato a Palazzo Chigi e da noi pubblicato (vds Notiziario n. 53 del 10.04.2012): anche allora molti dubbi, ma poi alla fine si comprese come era proprio quello il testo di ddld che il Ministro aveva sottoposto al Consiglio dei Ministri. E la storia sembra ripetersi oggi.

CGIL-CISL-UIL, a seguito della pubblicazione sul nostro sito, hanno scritto al Ministro Di Paola chiedendo un incontro urgente “al fine di chiarire la veridicità di quanto pubblicato in rete e di dominio pubblico”.   Veridicità?  Mah……..   Può darsi non sia tutto vero, lo abbiamo già precisato nel Notiziario n. 13,  e che qualcosa possa ancora cambiare.  Ma la sostanza è vera, non c’è dubbio. E, comunque,  anche se il documento non fosse vero,  appare quantomeno verosimile, vista la perfetta coerenza delle scelte in esso presenti con quelle recentemente illustrate alle OO.SS. dagli SS.MM., in particolare SME: pensiamo all’accorpamento fra le aree Territoriale e Infrastrutturale, i provvedimenti ci sono proprio tutti!

Noi pensiamo comunque che il problema non sia la “veridicità” del documento, bensì il fatto che, ancora una volta, le decisioni, quali che siano, vengono prese senza un confronto preliminare con le Parti sociali. Vogliamo affrontare questo problema, una volta per tutte e senza divisioni tra le OO.SS.?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 –

fotoCome vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.

La nostra O.S., pur comprendendo le ragioni che sono alla base di quel provvedimento e che traggono origine dalla situazione di grave sofferenza e di squilibrio del bilancio della Difesa, ha espresso un giudizio fortemente negativo sia nel metodo (mancanza di qualsiasi confronto vero ed effettivo con le Rappresentanze del personale) sia soprattutto nel merito,  atteso che  la legge delega propone una cura di cavallo su un organismo già debilitato e risulta totalmente mancante di scelte qualificate  e significative sul versante del personale civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.), i cui ruoli peraltro potrebbero diventare la valvola di sfogo di migliaia e migliaia di esuberi militari. 

Ebbene, nonostante la ferma opposizione dei Sindacati e anche dei COCER, e nonostante il marcato dissenso di grandissima parte del personale della Difesa, militare e civile (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, il giudizio negativo su Di Paola raggiunge quasi il 90%!), la legge è stata votata da una larga maggioranza del Parlamento. Ciò è avvenuto dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla pesantissima lobby dell’industria della Difesa,  e sulla base di un compromesso al ribasso, un “do ut des”, che ha portato un Parlamento già scaduto ad approvare a fine legislatura una riforma epocale e il Ministro Di Paola a impegnarsi a non varare i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino. Per questo, lo abbiamo detto più volte nei nostri Notiziari, gli schemi dei decreti attuativi,  già messi a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM.,  sono stati necessariamente “riposti nei cassetti”.  Ma qualcuno li ha tirati fuori nei giorni scorsi, e così hanno cominciato a girare.

Noi di FLP DIFESA ne siamo venuti in possesso nella scorsa settimana, e nella riunione con il Sottosegretario Magri del 23 u.s. (ne sono testimoni i presenti, ed erano davvero tanti) abbiamo segnalato al Sottosegretario, esibendo nella circostanza copia del documento in nostro possesso, che lo schema di D.Lgs. messo a punto dall’Uf. Legislativo in attuazione della delega stava cominciando a girare, e che avrebbe creato certamente  un pericoloso allarme e una forte preoccupazione tra il personale tutto.  Per questo (si legga la parte finale del nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s.),  abbiamo riproposto al dr. Magri  “ la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei DD. Delegati” .

Siccome  “la risposta a breve” che attendevamo non è purtroppo arrivata,  e tenuto conto che i files dello schema di D. Lgs con l’elenco dei provvedimenti sono già comparsi sul  sito “forzearmate.org” che peraltro ha contestualmente pubblicato il nostro Notiziario sul recente incontro a SME,  trasmettiamo alle nostre strutture, e pubblichiamo contestualmente anche noi sul nostro sito, lo  schema di decreto attuativo della delega che reca l’elenco dei provvedimenti da qui al 2018, parte dei quali – quelle relativi al 2013 –  già comunicati  alle OO.SS..  Un elenco che potrebbe certo ancora cambiare, ma che consente di comprendere le direzioni di marcia, su cui naturalmente avremo presto modo di ritornare.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Testo Schema Decreto Legislativo

Allegato 2: Appendice Tabella A – soppressioni Esercito

Allegato 3: Appendice Tabella B – Riorganizzazioni Esercito

Allegato 4: Annesso 1-riorganizzazioni e soppressioni Esercito

Allegato 5: Annesso 2 -Riorganizzazioni Marina

Allegato 6: Annesso 3 – Riorganizzazioni A.M.

Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013 –

Esercito ItalianoLo SME-RPGF-Uf. OO.FF.  ha incontrato in data odierna, a tavoli separati, le OO.SS. nazionali per fornire loro informazioni in merito ai provvedimenti di riordino in chiave riduttiva che la F.A. intende varare per raggiungere gli obiettivi fissati dalla L.135/2012 (“spending review”, -2385 posizioni organiche) e dalla L. 244/2012 (legge delega riordino strumento militare, -7894 posizioni).  

In apertura di riunione, il Col. Vespaziani, Capo Ufficio RPGF-OO.FF., ha illustrato  i provvedimenti previsti, che ci erano stati anticipati nella scheda già pubblicata sul nostro sito nello spazio “Agenda Nazionale” e ora di seguito allegate ,  e con l’ausilio di slides che alleghiamo al Notiziario.  Il piano di riordino interessa tutte le aree della F.A. e, per ciascuna di esse,  si svilupperà con la tempistica e le modalità di seguito indicate:

Area di Vertice: è prevista nell’arco temporale di 3 anni la riorganizzazione dello SME per adeguarne la configurazione a quella di SMD, il che comporterà quasi certamente la creazione di un nuovo Reparto. Prevista anche la riorganizzazione del settore “selezione e reclutamento”, con soppressione dei Centri VFP1 di Bologna, Bari e Cagliari che comporterà il reimpiego complessivo di 19 lavoratori.

* Area Operativa:  il riordino è articolato in tre fasi temporali, ed ha l’obiettivo di ridurne la configurazione,  garantendo in ogni caso la mission  della F.A.. Le “Brigate di manovra” assumono un  ruolo centrale e peraltro potenziato dal conferimento delle capacità logistica ed esplorante,  e verranno tutte concentrate nelle vicinanze delle aree addestrative. Nel quadro del più ampio progetto NATO, dette Brigate, ridotte a n. 9, dipenderanno dai  Comandi divisionali, che sostituiranno i FOD; è pure prevista la costituzione a Pisa del COMFOSE.  I provvedimenti per il 2013 sono indicati nella slide n. 14, mentre nella n. 15 sono elencati tutti i cambi di dipendenza, che abbiamo concordato con SME avverranno tutti, per questa come per le altre aree, con procedura semplificata di reimpiego. Il personale civile toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta complessivamente a 31 unità.

Area Formazione: il piano di riordino di quest’area è stato oggetto di informazione nella precedente sessione informativa del 6 dicembre u.s., e pertanto per il dettaglio si rinvia al Notiziario n. 168 di pari data. Aggiungiamo solo che i provvedimenti previsti per il 2013 sono indicati nella slide n. 23 e che l’unica soppressione riguarda il 57° BTG. “Abbruzzi” e coinvolge n. 6 unità di personale civile.

Area Logistica: l’obiettivo è quello di ridurre le catene di comando, passando da una strutturazione per area a quella per funzione. Da qui la soppressione, prevista entro il 2015, dei Cdi Logistici Nord (Padova) e Sud (Napoli), e la riconfigurazione di alcuni organi esecutivi (Cerimant; Parchi; Cerico; etc.). Conseguentemente, gli Enti faranno capo ai costituendi (nel 2013) Comandi di settore (Tramat, Commissariato, Sanvet e Tecnico), che nasceranno per riorganizzazione degli attuali Dipartimenti. I provvedimenti previsti per il 2013 sono quelli indicati nella slide n. 30, mentre il personale complessivamente toccato dai provvedimenti di soppressione ammonta a n. 261 unità, comprensive di quelli  legati al riordino della Sanità militare (DMML, etc.) che è, come noto a tutti, materia di strettissima attualità e sulla quale pertanto rinviamo ai diversi e precedenti Notiziari.

Area Territoriale / Infrastrutture: il cuore del riordino di questa costituenda area è dato dall’accorpamento  dell’attuale “area territoriale”, che ha competenza sulle infrastrutture, con l’attuale “area infrastrutturale”,  che ne gestisce il mantenimento, con le nuove competenze indicate nella slide n. 42. E’ prevista la costituzione nel 2016 in Roma del Comando unificato di vertice (COMTERINFRA), che avrà alle sue dipendenze n. 6 alti comandi territoriali (TO, NA, PD, FI, CA e PA).  In merito ai provvedimenti di riordino 2013, è prevista  la soppressione di n. 8 Centri Documentali (BA; CZ; FI; NA; PD; PE; TN e PZ-Uf.Doc) che verranno riconfigurati quali Uffici Documentali dei CME sovraordinati. Contemporaneamente, verranno riconfigurati in senso capacitivo i CME di BA, CZ, NA, PE e TN, mentre il CME Toscana verrà soppresso con contestuale transito di funzioni all’IGM di Firenze, in ordine al quale provvedimento abbiamo già espresso le nostre motivate perplessità (vds. Notiziario n. 168 del 6.12.2012).  E’ inoltre prevista anche la riconfigurazione del CEDOC di Roma in “Centro Unico Gestione Archivi”.  Per quanto invece riguarda l’attuale area infrastrutturale, nel 2013 è prevista la soppressione dei Nuclei tecnici di PE, CZ, ME, Solbiate, TV  e LI e anche quella, più corposa in termini di personale coinvolto,  della Sezione Staccata di Verona, che impiega attualmente 39 lavoratori.

Questi, in sintesi, i contenuti della illustrazione, cui è seguito l’intervento della nostra O.S. che:

– ha preso atto dei provvedimenti che per l’Esercito, come per la Marina e la Sanità militare, appaiono al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli) e in alcuni casi fortemente velocizzati;

– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici  per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al  riordino delle aree di maggior presenza del personale civile  (logistica e territoriale/infrastrutturale),  su cui RPGF-OO.FF. ha dato piena disponibilità, e che dovrà a nostro avviso essere accompagnata dall’avvio di tavoli di informazione/confronto con OO.SS./RSU in merito alle ricadute in loco e ai riflessi sul personale;

– ha preso positivamente atto delle rassicurazioni fornite dall’Amministrazione circa la completa tenuta degli attuali livelli occupazionali civili da qui al 2024, che però a nostro avviso dovrà essere accompagnata  da uno “scatto” che attendiamo dalla F.A. nell’impiego e nella valorizzazione del personale civile all’interno del suo nuovo modello di organizzazione;

– ha segnalato la necessità che le OO.SS. vengano coinvolte sin da subito in ordine agli  intendimenti della F.A. legati ai processi di riordino per gli anni successivi al 2013,  e che si andranno ad iscrivere nelle scelte, per gran parte probabilmente  già definite, di attuazione della spending review  (al 2016) e della legge delega (al 2024), operazione questa che necessita di massima trasparenza nelle scelte, negli obiettivi e nei percorsi e che andrà auspicabilmente gestita attraverso il confronto con il Sindacato;   

– ha rappresentato infine la necessità che le procedure di reimpiego vengano puntualmente attuate anche sotto il profilo della tempistica, non essendo ammissibile a nostro avviso, come è avvenuto qualche giorno fa,  che venga comunicato ai lavoratori la  soppressione del proprio Ente e,  qualche ora dopo, venga loro richiesto in termini perentori l’espressione di desiderata,  senza peraltro informarli preventivamente circa le collocabilità intra ed extra Difesa, come da regole e prassi consolidate.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Slides riunione SME 24 gen 2013

Allegato 2: scheda informativa riordino Strum.Mil. Terrestre

Notiziario n. 9 del 23 gennaio 2012 –

Il Sottosegretario Magri in Afghanistan
Il Sottosegretario Magri in Afghanistan

Nel pomeriggio di oggi, si è tenuta al Gabinetto una riunione con il Sottosegretario Magri, che aveva all’o.d.g. il riordino della Sanità militare. Ma, come era nostra intenzione anticipata agli iscritti in due successive mail, il primo argomento affrontato è stato quello delle problematiche legate al transito al MEF della gestione delle buste paga con il sistema del c.d. “cedolino unico”.

Come è noto, la nostra O.S. ha dato notizia per prima di questa novità con il Notiziario n. 2 del 7 gen u.s., sino ad allora del tutto sconosciuta ai colleghi e possiamo aggiungere anche agli stessi Uffici Amministrativi, e che recava in allegato la prima nostra lettera inviata a SMD. Nei giorni a seguire, siamo stati tempestati di mail e telefonate di colleghi che denunciavano gli errori presenti nelle buste paga,  nella gran parte dei casi in difetto (mancanza delle voci IdA, assegni familiari, detrazioni fiscali, competenze accessorie 2012, etc.),  in altri casi in eccesso (stipendio pieno a personale in part time, per es.) o addirittura in super eccesso (un nostro iscritto ex militare si è visto accreditare 7000 € lordi!), mentre qualcuno lo stipendio non lo aveva neanche visto (per mancato IBAN o anche per mancato riconoscimento del proprio IBAN da parte del sistema NoiPA, come successo a Bari e Galatina). Preso atto di questa situazione, e anche delle mancate risposte che ai colleghi  venivano dai propri Uffici amministrativi, abbiamo scritto in data 15 u.s. a SMD risegnalando i problemi e chiedendo un incontro urgente, inizialmente convocato per domani 24, e poi slittato al 29 dietro richiesta di alcune sigle. 

Nel corso di questi giorni, abbiamo lavorato davvero su più fronti e, anche per questo,  sentita la relazione sull’argomento del Capo del 1° Rep. di SMD gen. Marsiglia, confermiamo davvero con piacere quanto abbiamo anticipato ai nostri iscritti nell’ email inviate in data 21 e 23

I problemi sono stati causati dalla scarsa compatibilità tra il sistema in uso in Difesa (Sistema BDUS) e quello del MEF (Sistema NoiPA) e dal no del MEF ad adottare per alcuni mesi un regime transitorio. Il punto di maggiore diversità sta in questo: la Difesa predisponeva il cedolino circa il 20 del mese con pagamento al giorno 24 successivo;  il MEF lo predispone circa in pari data, ma per il mese successivo.  Il Capo del 1° Reparto di SMD ha dato anche alcuni numeri: dei 25.785 amministrati transitati al MEF, circa 1000 lavoratori hanno percepito stipendi ridotti,  a fronte dei circa 6.000 che invece hanno avuto buste con più soldi. In ogni caso, i problemi sono in via di soluzione, e gran parte di essi possono dirsi risolti in questo modo:

per coloro che hanno preso stipendi ridotti: il“Sistema informatico NOIPA del M.E.F. emetterà specifici conguagli, che saranno accreditati auspicabilmente entro il prossimo 28 gennaio con distinti cedolini” (DIRAM A.M. ha già invitato gli Enti della F.A. a rendere edotto il personale di quanto sopra, e lo stesso faranno a breve verosimilmente le altre FF.AA.);

per coloro che hanno preso stipendi più alti:  verranno operate trattenute mensili per la  restituzione totale delle somme indebitamente percepite nell’arco di 12 mesi;

per chi non era in possesso di IBAN e ha ricevuto stipendio zero, il MEF spacchetterà il cedolino e provvederà al relativo pagamento;  

– permane allo stato il problema delle mancate trattenute in busta paga a favore di terzi (cessioni quinto; finanziamenti; etc), per la cui regolarizzazione ci vorranno  un paio di mesi;

per chi non ha percepito le competenze accessorie riferite al 2012 (turni, reperibilità, etc.),  Persociv ha già emanato in data 18 u.s.  la circolare n. 2675 (qui allegata) nella quale viene precisato che le competenze non erogate “dovranno essere oggetto di liquidazione a sé stante”.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato atto ad SMD di aver operato con grande prontezza per dare soluzione ai problemi, ma ha espresso al contempo alcune riserve sia per la scelta fatta dall’A.D. (perché non si è adottata la seconda opzione prevista dall’art. 5, comma 10, del DL 95?) che per la insufficiente informazione. Inoltre, FLP DIFESA ha segnalato le criticità ancora esistenti negli Enti dei CC e in AID. Su nostra richiesta, l’Amministrazione ha comunque precisato che il passaggio al sistema NoiPA  riguarderà in futuro anche il personale militare.  Confermata infine per il  29 p.v. la riunione sull’argomento da noi richiesta con SMD.

Nella seconda parte della riunione, si è passati alla trattazione del punto iscritto all’o.d.g, che riguardava il riordino della Sanità militare in chiave interforze.

Queste le novità illustrate dal Sottosegretario: la raccolta dei desiderata, con relative concertazioni locali,  saranno ultimate nel giro di due/tre settimane. A seguire,  vi sarà una nuova riunione di livello nazionale  per l’esame e il varo dei piani generali di reimpiego, che riguarderanno tutti gli Enti interessati indipendentemente dalla data del provvedimento e a cui poi seguiranno le contrattazioni locali per la definizione dei piani definitivi di reimpiego. Come già detto in precedenti Notiziari, siamo di fronte ad una velocizzazione incredibile, con piani generali di reimpiego portati al  tavolo nazionale prima ancora della data di decorrenza dei  provvedimenti di soppressione. Cose davvero mai viste!  In sede di riunione, ci sono state comunque consegnate le disponibilità d’impiego interforze,  che pubblichiamo sul nostro sito web.

Per quanto riguarda la sede di Chieti, il Sottosegretario ci ha informati che i lavoratori da ricollocare sono 34, comprendendovi anche il personale del soppresso 123°. L’Arma ha offerto maggiori disponibilità di reimpiego in propri Enti (11 per il DMML, 1 per il 123°), mentre SME sta verificando la possibilità di mantenere in vita ancora per qualche anno il CEDOC per avere ulteriori collocabilità.  In aggiunta, la Conferenza dei Servizi promossa dal Prefetto ha permesso di individuare le disponibilità di collocamento in altre  AA.PP. (si veda la nota unitaria pubblicata sul nostro sito), che però, come ha sottolineato FLP DIFESA, andranno verificate con le AA.CC. che spesso, in precedenti occasioni, hanno negato le disponibilità venute dagli Uffici periferici.

La nostra O.S. ha anche consegnato al dr. Magri due note riguardanti il DMML di Palermo, pubblicate sul nostro sito, che chiedevano la sospensione del provvedimento, che però il Ministro Di Paola nega volendo chiudere la “partita sanità” prima di lasciare l’incarico.

A conclusione della riunione, abbiamo riproposto al Sottosegretario la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei Decreti Delegati verosimilmente già pronti ancorchè per il momento necessariamente  riposti nel cassetto alla luce degli impegni del Ministro e delle sollecitazioni venute dalla Camera.   Il dr. Magri si è riservato di parlarne con il Ministro, e pertanto attendiamo risposta  a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: CircPersociv2675-18.01.13-cedolino unico, comp. acc. 2012

Allegato 2: Disponibilità interforze nelle sedi degli Enti della sanità militare in soppressione

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. Chieti

Allegato 4: Note OO.SS. Palermo ed RSU DMML

Notiziario n. 8 del 22 gennaio 2013 –

Marina militareNella mattinata di oggi,  si è tenuta a Palazzo Marina la riunione da noi richiesta in data 10 u.s. con Stato Maggiore Marina, che  è stata  presieduta dal Capo del 1° Reparto,  Amm. P. Luciano Ricca.

Come si ricorderà, la nostra richiesta di incontro urgente era scaturita dalla “scoperta” della Direttiva n. 2/2012  a firma dell’attuale Capo di SMM e prossimo Capo di SMD, che dettava tutta una serie di disposizioni  di cui abbiamo riferito nel  Notiziario n. 4 dell’11 u.s,  recante in allegato il testo integrale della Direttiva.  In estrema sintesi: il riordino va inquadrato nel contesto delle disposizioni di cui  alla Legge 135/2012  (“spending review”) e alla Legge 244/2012 (legge delega riordino strumento militare); sotto il profilo ordinativo, è prevista la riarticolazione della F.A. in quattro aree  (centrale; operativa; logistica e formativa). Per quanto attiene l’area operativa,  il Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV) viene elevato a unico referente operativo della F.A..  Fortemente innovativa appare la revisione dell’area logistica/territoriale (costituzione, entro il 31 dic.2013,  dei Comandi logistici di area per riconfigurazione dei preesistenti Alti Comandi), strettamente connessa al riordino dell’area centrale, che prevede entro il 30 aprile p.v. la costituzione in Roma, per riconfigurazione dell’attuale Navispelog,  del Comando Logistico Nazionale.   Quest’ultimo in futuro dovrebbe essere trasferito a Nisida (ex base Nato), e, nella nuova sede, dovrebbero ad esso far capo varie attività di supporto, che garantirebbero in prospettiva anche l’attuale personale di Maridist Napoli.  Inoltre, entro il 30 apr. p.v., è prevista la riconfigurazione dell’attuale Ispettorato in Comando Scuole, che successivamente avrà sede in Ancona. 

In questo quadro sinteticamente delineato,  si innestano  i provvedimenti per il  2013 (allegato 1),   con il maggior dettaglio di cui all’allegato 2 in ordine ai riflessi sul personale per quelli previsti entro il 30 giu.

Nel suo intervento,  la nostra O.S:

–  ha espresso la propria non condivisione  rispetto a provvedimenti che, per la Marina come per la Sanità militare, appaiono fortemente velocizzati nei tempi e a nostro avviso anche disposti al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli);

– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici  per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al  riordino di ciascuna area (provvedimenti, tempistiche; riflessi sull’impiego del personale, etc.);  sui  livelli territoriali,  l’avvio urgente di tavoli di informazione/confronto con RSU ed OO.SS., richieste entrambe accolte dallo SMM;

– ha affermato il proprio disappunto per la mancanza nella Direttiva di qualsiasi riferimento all’impiego dei civili, mentre per SU e LGT si prevedono “incarichi di responsabilità “ finora riservati solo agli Ufficiali;

– ha denunciato la mancanza di qualsiasi informazione/confronto in ordine allo spinoso ed irrisolto problema del riefficientamento degli Arsenali, su cui continuiamo a registrare l’assordante silenzio della F.A.;

– ha infine rappresentato la forte preoccupazione nostra,  delle OO.SS./RSU  (vds. nota unitaria allegata, che abbiamo consegnato a SMM) e dei lavoratori,  per la prevista soppressione al 31.12.2013 di Maridist Messina, che comporterebbe il reimpiego  di  210 unità in una sede e in un’area a forte criticità sotto il profilo della reimpiegabilità, sia interna che esterna alla Difesa.  Per questo, la nostra O.S. ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico specifico su Maridist Messina allo scopo di verificare la praticabilità di soluzioni alternative finalizzate al mantenimento degli attuai livelli occupazionali in M.M.  L’amm. Ricca ha accolto questa nostra richiesta, precisando che il termine d’attuazione del provvedimento deve intendersi comunque non perentorio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Provvedimenti di riordino M.M. per il 2013

Allegato 2: Provvedimenti urgenti di riordino M.M. – 1° semestre 2013

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. territoriali di Messina

Allegato 4: Direttiva Capo di S.M.M. n. 2 del 31.12.2012

Allegato 5: Pubblicazione M.M.-Cambiare per crescere – v.0612

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 –

Forze armateE’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA.,  e che abbiamo seguito in questi mesi in tutti i passaggi.

Come noto, il progetto trae origine dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (oggi al 70%,  di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili)  a beneficio  del c.d. “esercizio”.   Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” attraverso l’estensione dell’ARQ a tutti e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che a FLP DIFESA è piaciuto poco, anche perché totalmente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.)  e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari.  Per questi motivi,  FLP DIFESA si è  mobilitata da subito, con centinaia di  assemblee fatte in tutta Italia; è scesa in piazza con la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio (Notiziario n.94 del 9.07.2012);  ha lavorato anche sul versante parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a buon segno (riordino Sanità militare e Stabilimenti militari).

Il provvedimento è stato votato dall’Aula del Senato il 6 novembre, e successivamente lo stesso testo ha ottenuto anche il voto favorevole della Camera dei Deputati l’11 dicembre u.s.,  a crisi di governo già aperta.   Insieme ad altri,  avevamo chiesto e sperato nel rinvio alla prossima legislatura del varo della legge,  anche allo scopo di rendere possibile una ulteriore riflessione su alcune criticità;   ma le forti pressioni venute dai Vertici politici e militari e dai c.d. “poteri forti”, in primis quelli che fanno capo alla potentissima industria della difesa,  hanno prodotto un’accelerazione mai vista e, infine, il disco verde. Ma con un compromesso, a tutti ben evidente: il Parlamento ha votato il provvedimento, ma impedendo a Di Paola di esercitare la delega nel corso del suo mandato;  ha chiesto al Ministro e ottenuto l’ impegno formale di non mandare avanti i decreti attuativi (già pronti e ora per la gran parte riposti nei cassetti di SMD)  e, per essere più sicuri, la Camera ha votato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa, l’on. Cirielli) che impegna il Ministro a rinviare al nuovo Parlamento e al suo successore l’attuazione della riforma.   Dunque, una vittoria di Pirro per l’amm. Di Paola che però, dimentico un po’ degli impegni, sembra voler andare avanti comunque:  non si spiegano altrimenti i ritmi incredibilmente accelerati impressi in queste settimane al riordino della Sanità militare e di altri settori delle FF.AA. (nella prossima settimana, ben tre riunioni nazionali!), e gli ultimi imput sull’area centrale.

Poca cosa, comunque, rispetto al grosso che verrà certamente con la prossima legislatura. A noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla.  La riprenderemo con forza  di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un  confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene  (vds, buon’ ultima,  la Direttiva politica per il 2013)  ma razzolato davvero male!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Legge 16.01.13, n. 244 – revisione strumento militare nazionale

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 –

Il Ministro della Difesa amm. G.P. Di PaolaIl Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: nella prima, viene tracciato il quadro politico strategico, ad impronta fortemente europeista e atlantica, nel quale l’Italia  è chiamata ad assumere un ruolo chiave; nella seconda,  si parla dello “strumento militare” che deve essere improntato sulla qualità anche a costo di sacrificare, quando necessario, la dimensione quantitativa delle Forze”; nell’ultima, infine, il Ministro detta le direttive operative vere e proprie, ed è su queste che vogliamo soffermarci.

Il punto di partenza è sempre lo stesso, quello di carattere finanziario: il bilancio della Difesa è sbilanciato e in grande sofferenza e pertanto occorre tendere al progressivo riequilibrio, riducendo gli impegni di spesa sul personale fino al 50% (oggi sono al 70%) e riequilibrando in aumento le due altri voci (25% esercizio – oggi al 12% – e 25% investimenti – oggi al 18%).  Vanno in questa direzione le riduzioni degli organici, civili e militari operate con la “spending review” (L.135);  e vanno nella stessa direzione le ulteriori riduzioni previste dalla legge delega, quelle sugli organici (-43.000 posizioni al 2024) e quelle sulle  strutture (-minimo 30% al 2018).  

Alcuni passaggi della Direttiva ci sembrano particolarmente significativi:

– per le eccedenze di personale militare ”si dovrà continuare a fare ricorso ai transiti nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa..”,  che rappresenta sicuramente il percorso più agevole e facilitato tra quelli individuati dalla legge delega per la gestione degli esuberi;  

“la rimodulazione delle dotazioni organiche …dovrà avvenire mediante l’adozione di piani di riduzione graduale, informati al principio dell’elevazione qualitativa delle professionalità.  Il processo dovrà essere mirato alla valorizzazione del personale”;

“nella considerazione che la formazione professionale costituirà uno dei pilastri della riforma, il personale civile dovrà acquisire nuove e più articolate capacità, partecipare attivamente ai cicli formativi ed integrarsi sinergicamente con il personale militare. Il principio della valorizzazione delle risorse professionali civili dovrà, comunque, essere a presidio delle occorrenti misure dirette a limitare al massimo le eventuali ricadute sul personale delle riduzioni organiche, agevolando la mobilità interna, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, il ricorso a forme di lavoro a distanza ed il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni”;

– infine, “dovranno essere tutelate le esigenze di continuità e di funzionalità dell’Amministrazione, con particolare riguardo a quelle prioritarie e specifiche degli arsenali e degli stabilimenti militari. La riaffermata valorizzazione delle professionalità civili dovrà trovare una sua concreta attuazione anche mediante l’ampliamento dei settori di impiego, in modo da ottimizzarne le potenzialità”.

Affermazioni nuove ed importanti le ultime due,  che ovviamente condividiamo pienamente, anche perché appare  in esse (finalmente!) il riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni dei civili. Un passo importante, ma purtroppo sinora limitato solo alle parole: sul piano concreto, infatti,  abbiamo visto davvero poco, per non dire nulla, in questo anno di gestione Di Paola! Ne è un esempio l’attenzione che in questi quattordici mesi è stata riservato agli arsenali e stabilimenti militari, che nella proposta iniziale di legge delega non comparivano neanche. E i lavoratori se ne sono certamente  accorti, se il giudizio che esprimono sull’operato del Ministro nel sondaggio che troverete nella home page del nostro sito (e al quale invitiamo tutti a partecipare) vede al momento una schiacciante prevalenza delle espressioni negative di voto.  Parole dunque, quelle del Ministro, che sin quando non si tradurranno in fatti concreti, non ci faranno fare un solo passo in avanti.  

Colpisce anche, in negativo, nella Direttiva, la mancanza di ogni riferimento al rapporto con le Rappresentanze civili e militari, e alle relazioni sindacali.  E’  di tutta evidenza che, nelle intenzioni di Di Paola, questa riforma epocale della Difesa dovrebbe essere gestita in assoluta e totale solitudine dall’Amministrazione e dagli Stati Maggiori, con le Rappresentanze del personale coinvolte solo a valle di ogni decisione, e in tempi abbondantemente successivi.  E’ quello che nei nostri Notiziari abbiamo definito il “metodo Di Paola”  e che abbiamo sperimentato in quattordici mesi di rapporto con il Vertice politico, buon ultimo il riordino della Sanità Militare in chiave interforze, portato avanti con una velocità impressionante e fuori dal controllo del Parlamento, con ciò “tradendo” in qualche modo lo stesso impegno assunto da Di Paola alla Camera e le precise indicazioni del Parlamento (o.d.g. Cirielli votato all’unanimità).   Un riordino, quella della sanità,  che afferma la stessa Direttiva “dovrà procedere senza indugi nella riorganizzazione in chiave interforze”, con nessuna attenzione nei confronti delle richieste delle OO.SS.

Sotto questo profilo, appaiono di ancor maggiore interesse le direttive che il Ministro dà per il riordino dell’area tecnico-amministrativa. Secondo Di Paolasarà necessario procedere con un’incisiva riorganizzazione dell’area tecnico-amministrativa mediante:

un accorpamento a guida civile delle Direzioni del Personale (Persomil, Persociv, Previmil), nonché una revisione e semplificazione delle procedure adottate per la trattazione delle rispettive competenze;

una razionalizzazione e snellimento di COMMISERVIZI……. una razionalizzazione e snellimento di GENIODIFE…… una revisione delle funzioni delle Direzioni Tecniche, mediante l’accorpamento delle funzioni similari e una migliore integrazione delle attività di marketing..;

la maggiore efficienza dell’area tecnico-amministrativa dovrà essere ricercata anche mediante una ulteriore e decisa razionalizzazione nell’utilizzo delle infrastrutture, giungendo ad un sollecito completamento della struttura di Centocelle, unificando tutto il settore del personale nella esistente struttura presso la Cecchignola e alienando le strutture non più necessarie”.

            Già tutto deciso, dunque, in primo luogo il tanto contestato accorpamento “3 in 1”  di Persomil-Persociv-Previmil,  alla faccia dei lavoratori interessati e delle loro Rappresentanze che avevano espresso opinioni diverse,  e tutto deciso nelle secrete stanze al di fuori di qualsiasi confronto di merito.  Colpisce quel riferimento alla “guida civile”  della costituenda macro Direzione Generale, un piccolo contentino che non sposta di un millimetro il problema  e che rappresenta solo uno specchietto per le allodole: come se la guida civile in una struttura a fortissima impronta militare potesse modificare i termini del problema….. Noi avevamo avanzato altre proposte a tal riguardo, sempre nell’ottica di una efficace spending review: perché non transitare all’INPS ex INPDAP la gestione della previdenza militare, e magari anche quella della gestione delle buste paga, così come è stato fatto  per i lavoratori civili?  Neanche considerate!!

E permane un buio pesto su tutta l’enorme partita delle spese esagerate, dei tantissimi sprechi  e dei privilegi borbonici che ancora albergano nella Difesa.  Non un  solo gesto di buona volontà…. Per fare un esempio, nel 2013, come letto recentemente in un articolo, l’aumento dei costi per l’ausiliaria sarà del 21 per cento, con altri 74 milioni di euro di costo. ..nel 2013 serviranno ben 431 milioni di euro, ..nel 2008 pesava per 231 milioni di euro, che sono praticamente raddoppiati nel giro di cinque anni”.  E vogliamo parlare dei costi degli alti gradi militari? “C’è un generale ogni 381 militari. Il censimento del 2010 ne evidenziava ben 480, mentre la Germania ne ha poco più di duecento. Inoltre nei ranghi si contano oltre 2.300 colonnelli, destinati quasi tutti alla promozione, spesso in maniera esclusivamente formale: molti indosseranno i gradi solo alla vigilia del pensionamento, in modo da assicurarsi però il diritto all’ausiliaria”. Come mai qui la spending qui non è ancora arrivata?  E i costi esagerati per gli armamenti: vogliamo parlarne?  Dopo gli F35, ancora soldi (2 miliardi di euro, la metà dell’IMU versata per la prima casa!) per l’acquisto di due sommergibili U-212!

            Caro Ministro, era da qui (sprechi, privilegi, spese militari) che occorreva iniziare, altro che dal taglio di 43.000 posti di lavoro!  Proprio per questo non appare credibile ai nostri occhi!  E menomale che il tempo a sua disposizione sta finendo, l’eredità che lascia sulle spalle del successore è davvero pesante!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della Direttiva ministeriale sulla politica militare 2013

Riforma Difesa



Nuova direttiva del Capo di Stato Maggiore della Marina. Definito il nuovo assetto della F.A. e la tempistica dei provvedimenti

7 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 16 del 7 febbraio 2013 – Nel Notiziario n. 4 dell’11 gennaio u.s., abbiamo dato notizia ai colleghi della Direttiva n. 2 datata 31.12.2012 con la quale l’allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Luigi Binelli Mantelli, ha dettato disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico nel quadro dei processi di riordino […]


Riordino sanità militare: per i piani di reimpiego del personale civile, si va direttamente alle contrattazioni locali

4 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 15 del 4 febbraio 2013 – Sesta riunione di livello nazionale, oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini, sul riordino della Sanità militare, che è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa Antonietta Fava in assenza del Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali, dr. Gianluigi Magri. La riunione odierna, per come confermato dietro nostra precisa […]


Bozza di decreto attuativo della delega pubblicato da FLP: non sarà tutto vero, ma certo è verosimile

2 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 – Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, […]






E’ legge dello Stato la delega per la revisione dello strumento militare nazionale

19 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva […]


La Direttiva del Ministro sulla politica militare per l’anno 2013

18 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 – Il Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: […]


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