Il Ministro ammiraglio Di Paola colpisce ancora, e questa volta non solo il Sindacato ma, incredibile a dirsi, anche (e soprattutto) il Sottosegretario Magri che si era impegnato con le Forze sociali su una cosa mentre il suo Ministro era già andato verso un’altra direzione, che verosimilmente non era a conoscenza dello stesso Sottosegretario delegato alle relazioni sindacali. Una cosa veramente incredibile, mai successa, che dà veramente il senso di come Di Paola usa gestire i problemi, un modo oramai scopertamente pericoloso per la stessa nostra Amministrazione che sta davvero “affondando” (il giudizio è del COCER Interforze, che sottoscriviamo in pieno). Ma veniamo ai fatti!
Nella recente riunione del 7 u.s. con le OO.SS. nazionali, riunione concessa a “soli” due mesi dalla nostra richiesta del 3 settembre 2012, il Sottosegretario Magri si era impegnato a promuovere a breve un nuovo incontro con le forze sociali per la dovuta informazione e il naturale confronto con le OO.SS. sulle scelte concrete di carattere operativo in ordine ai provvedimenti di riordino della Sanità militare, e questo con particolare riferimento ai DMML – Dipartimenti di Medicina Militare legale (si legga, a tal riguardo, il nostro Notiziario n. 150 del 7 novembre 2012) . E a quella riunione eravamo presenti in tanti, e fanno fede, oltre al nostro Notiziario, anche i comunicati delle OO.SS. presenti che hanno tutte sottolineato questo aspetto e dato notizia dell’impegno preciso con noi assunto dal Sottosegretario.
Ebbene, mentre il dr. Magri si era impegnato in quella direzione, e noi non abbiamo motivo di ritenere che non lo avesse fatto in piena coscienza e consapevolezza, il Ministro aveva già deciso ogni cosa e assunto tutte le relative scelte operative, come dimostra senza tema di smentita la nota, che alleghiamo, a firma del Capo SMD, che in data 24 ott. 2012 ( e cioè due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri) aveva già dettato ai Capi di SM delle FF.AA. e al Cdo Arma CC le “azioni” e “la tempistica” decise dal Ministro in merito al riordino della Sanità Militare in senso interforze.
Queste le decisioni e il relativo cronoprogramma contenuto nella nota a firma del gen. Abrate:
– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN), già operativa a far data dal 1 novembre u.s.;
– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli) e del Direzioni di Sanità (La Spezia e Taranto) entro il 31.12.2012;
– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e trasformazione della struttura di Anzio in RS.A.;
– trasformazione dell’Ospedale Baggio di Milano in DMML entro il 31 gen. 2013, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto se ne prevede l’efficientamento entro la fine del corrente anno:
– soppressione dei DMML di Torino e Palermo entro il 31 dicembre p.v. e dei DMML di Firenze e Caserta entro il 31 marzo 2013, con previsione di successive scelte in ordine alla loro soppressione o riconfigurazione che viene demandata al Capo di SME, mentre per il DMML di Chieti la decisione è rinviata al 30 settembre 2013, il che apre evidentemente alcuni spiragli in ordine al mantrenimento della struttura (avevamo già detto che era questa una delle maggiori criticità del riordino);
– soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE) entro il 31 dicembre p.v.
Tutto deciso dunque, e sin dal 24 ottobre 2012, e dunque due settimane prima della riunione con il Sottosegretario Magri e dei suoi impegni con le OO.SS..
Crediamo non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento al riguardo.
In ogni caso, abbiamo richiesto a Sottosegretario un incontro urgente.
Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete pubblicata in questa pagina. E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che è: un tentativo alquanto scoperto di “captatio benevolentiae” nei confronti dei lavoratori, che avevano a suo tempo riposto molte attese nel nuovo Ministro, profondo conoscitore delle cose di casa Difesa, ma che oggi, a distanza di quasi un anno dall’inizio del suo incarico, appaiono estremamente delusi del suo operato: ne fanno testo non solo i giudizi impietosi che arrivano quotidianamente dalle rappresentanze del personale, ma anche le contestazioni di cui il Ministro è stato oggetto in questi ultimi tempi, come quella plateale di Pisa durante il passaggio in rassegna di un reparto della Folgore. Il Presidente della Provincia di Livorno, presente alla manifestazione, ha detto di “essere rimasto molto sorpreso per la contestazione rivolta a un ministro proveniente dal mondo militare”. La cosa, invece, non sorprende affatto il popolo della Difesa, che in questi mesi lo ha visto all’opera.
In questa lettera, come nelle precedenti due, il Ministro sembra animato da un’ intenzione positiva di trasparenza e di coinvolgimento del proprio personale in ordine alle diverse e complesse questioni sul tappeto, prima fra tutte quella relativa alla riduzione dello strumento militare (disegno di legge delega – D.D.L.D. – A.S. 3271) che proprio qualche giorno fa ha avuto il via libera dal Senato. Anche noi lo pensavamo all’inizio del suo mandato; oggi però non lo pensiamo più, avendo nel corso di questi mesi sperimentato che trasparenza e coinvolgimento sono due parole purtroppo poco frequenti nel vocabolario del Ministro Di Paola. Le vicende sindacali di questi mesi lo provano ampiamente: tanto fumo (leggasi riunioni e fiumi di parole), ma molto poco arrosto, come è testimoniato dal fatto che il nostro Ministro usa decidere senza tenere in nessun conto le proposte che vengono dalle Forze sociali (per es.: il DDLD di riforma dello strumento militare) e in molti casi al netto di qualsiasi confronto preventivo (per es.: il recente riordino della sanità militare).
Tra le proposte che FLP DIFESA aveva fatto in merito alla riassetto della Difesa, c’era al primo posto la questione relativa al taglio di sprechi e privilegi, ancora presenti in abbondanza nella Difesa. Sin da quando il progetto di riforma era ancora in costruzione, avevamo segnalato con forza il problema: nel nostro Notiziario n. 14 del 27.01.2012, che ripubblichiamo in questa pagina, avevamo suggerito al Ministro “un ordine diverso di interventi: prima di pensare a tagli del personale, a esuberi e a ipotetiche mobilità verso altre PP.AA.. ….forse è meglio avviare l’operazione cominciando ad azzerare gli sprechi esistenti e a cancellare alcuni privilegi davvero fuori luogo e fuori tempo che, nel mentre mancano negli Enti le risorse per le cose più elementari (pulizie dei locali; acquisti materiali ufficio; sfalcio sterpaglie; etc.), vengono incredibilmente mantenuti suscitando la crescente e critica attenzione della pubblica opinione”, concludendo alla fine con questo invito: “Sig. Ministro, prima di mandar via personale, cominci da qui l’operazione tagli… sarà più credibile!”. Come sempre, il Ministro non ha tenuto alcun conto della nostra sollecitazione, ed è andato avanti con il suo progetto di riforma, non toccando sprechi e privilegi (in quel Notiziario ne avevamo segnalato alcuni) ma in compenso tagliando 43.000 posti di lavoro tra civili e militari. E la cosa appare davvero vergognosa!
Se ne è avuta una ulteriore conferma da un articolo apparso venerdì 9 u.s. su “La Repubblica”, che ha fatto parecchio rumore nei palazzi romani e che alleghiamo al presente Notiziario per l’utile conoscenza da parte dei colleghi. Leggendolo, si comprende bene perché il progetto di riforma del Ministro Di Paola appaia così poco credibile, e per questo dovrebbe essere stoppato: noi lavoreremo in proposito!
Su questa stessa pagina , troverete allegato il testo integrale del disegno di legge delega approvato dal Senato.
Nel pomeriggio di oggi si è tenuto al Gabinetto l’incontro da noi richiesto sul riordino della sanità militare, presieduto dal Sottosegretario Magri e alla presenza di rappresentanti di tutti gli OO.PP. .
Come si ricorderà (vds. Notiziario n. 117 del 3 set. u.s.), FLP DIFESA era venuta a conoscenza a fine agosto che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di SMD, il Ministro Di Paola aveva espresso le proprie “valutazioni e direttive” per una nuova fase di riordino della Sanità Militare in chiave interforze dopo quella posta in essere negli anni 2005/2006. E questo, al netto di qualsiasi informazione e/o confronto con le OO.SS., ancora una volta tenute fuori in ordine a scelte aventi ricadute dirette sulla pelle dei lavoratori. Da qui, sempre in data 3 settembre, la nostra richiesta di incontro urgente al Sottosegretario, cui sono poi seguite analoghe richieste da parte di altre OO.SS.
Nel suo intervento introduttivo, il dr. Magri ha riepilogato i principali contenuti della Direttiva del Ministro, che brevemente richiamiamo nelle parti di maggior interesse: costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare (IGESAN) che coordinerà tutta l’area interforze, e che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario; soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli); conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio; depotenziamento dell’ Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”, mentre per il Centro Ospedaliero di Taranto si prevede l’efficientamento; drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con soppressione dei Dipartimenti di Torino, Firenze, Chieti, Caserta e Palermo) e soppressione del Magasan di S. Maria Capua a Vetere (CE).
Due, in particolare, le precisazioni venute dal Sottosegretario: la prima, riguarda la tempistica di attuazione dei provvedimenti relativi ai Comandi di Padova e Napoli, che ne prevede la soppressione nel corrente mese di novembre; la seconda, più importante, riguarda invece i sopprimendi D.M.M.L., di cui si prevede l’azzeramento delle attuali funzioni medico-legali entro settembre 2013. Per essi, verrà comunque operata una attenta verifica sotto il profilo della convenienza e del costo-efficacia in ordine alla possibilità di mantenere in vita, in toto o in parte, le attuali strutture, ovviamente riconvertite attraverso l’individuazione di nuove incombenze funzionali anche riferibili alla c.d. “area di aderenza” delle FF.AA., sulle quali verrebbe dimensionata la necessità di professionalità civili che permarrebbero in loco, le altre dovendo naturalmente essere reimpiegate altrove. Il dr. Magri ha tenuto a sottolineare, e lo ha fatto più volte, che è comunque preciso impegno dell’Amministrazione di “tutelare” al massimo gli oltre 300 dipendenti civili toccati dal processo di riordino, fornendoci le più ampie garanzie al riguardo.
E’ poi iniziato il giro degli interventi delle Parti sindacali presenti (CGIL, CISL, UIL ed FLP), che, lo diciamo subito, hanno espresso valutazioni e proposte di segno sostanzialmente identico e in piena condivisione, il che ha offerto l’ennesima prova che, sul piano delle rivendicazioni, l’unità delle OO.SS. c’è.
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha posto innanzitutto due questioni di ordine politico:
– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessiva dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente al vaglio delle Camere? Perché questa fuga in avanti? La cosa appare del tutto ingiustificata, anche perché si dimostra irriguardosa nei confronti delle prerogative del Parlamento.
– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere, e ancora una volta dobbiamo assistere a scelte operate al netto di ogni confronto con le OO.SS.? Ancora una volta, siamo di fronte a un metodo inaccettabile, l’ esclusione delle Parti sociali dal coinvolgimento sulle scelte da fare.
A tal riguardo, insieme con tutte le altre OO.SS., abbiamo richiamato la necessità che l’Amministrazione fornisca in tempi rapidissimi tutte le risposte in merito alla vicenda relativa al trasferimento di sede di Persociv e alla ventilata ipotesi di accorpamento a tre (Persociv-Persomil-Previmil), naturalmente inserite nel contesto più generale delle scelte relative alla riorganizzazione discendente dai tagli della L.135. Ove così non fosse, le OO.SS. sarebbero pronte a riscendere in piazza. Come appare altrettanto urgente e non più rinviabile il confronto sulle scelte delle FF.AA., alcune delle quali stanno portando avanti operazioni di riordino anch’esse al netto di ogni confronto preventivo con le OO.SS. nazionali: è notizia di questi giorni la scelta della Marina di scorporare il DSD dagli Arsenali, ponendolo all’interno della nuova struttura logistica a sua volta inserita nel costituendo Com. Log. M.M..
Tornando al riordino della sanità militare, queste le considerazioni svolte da FLP DIFESA: in merito ai provvedimenti annunciati, la nostra O.S. condivide la costituzione di IGESAN, la previsione di Vertici sanitari di F.A., il potenziamento del Policlinico Celio e l’efficientamento del Ce.Osp. Taranto; non condivide in alcun modo il depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano ridotto a “day hospital”, davvero un lusso ( e uno spreco) per una struttura che ha fatto la storia della sanità militare; FLP DIFESA non condivide altresì la scelte relative alle soppressioni previste dalla Direttiva del Ministro, ed in particolare quelle riferite ai D.D.M.L., che ci sembra, in ragione delle incombenze ad essi iscritte, producano in prospettiva più danni di quelli che l’A.D. ritiene essere alla base del taglio. A tal riguardo, la nostra O.S. ha fornito all’Amministrazione le note intersindacali provenienti da Palermo e da Chieti, dove si evidenziano le situazioni di maggiore criticità (in allegato).
In generale, ha continuato la nostra O.S., ancora una volta ci troviamo di fronte a tagli ispirati da una evidente logica di risparmio economico. Una logica comprensibile, ma che in relazione al particolare settore d’intervento (strutture, strumentazioni e professionalità specialistiche) dovrebbe interrogare tutti sulla sua reale efficacia. Abbiamo segnalato al tavolo di aver letto in questi giorni relazioni di Gruppi di lavoro che, in ordine a soppressioni di strutture sanitarie, ne denunciavano i maggiori costi rispetto allo stesso loro mantenimento in vita, e per questo abbiamo sollecitato una ulteriore riflessione da parte dell’Amministrazione.
E’ praticabile e credibile un’alternativa in tal senso? A nostro avviso, e lo abbiamo detto in chiaro al tavolo, un’alternativa è possibile se si cambia la direzione di marcia, rendendo le strutture sanitarie militari punti di erogazione anche di sanità civile. L’emendamento votato dalla Commissione Difesa e inserito nel testo del disegno di legge delega uscito dal Senato, pur diverso da come inizialmente concepito dai proponenti (on. Pinotti e altri) e da noi fortemente sollecitato, offre sotto questo profilo una opportunità nuova che va colta laddove fa espresso riferimento ad una riorganizzazione della sanità militare “sulla base di convenzioni stipulate tra Ministero della Difesa, Ministero della Salute, MEF e le Regioni interessate..”. A tal riguardo, esiste già una “convenzione quadro” sottoscritta da SMD e Regione Lazio; altre se ne potrebbero utilmente aggiungere, nel cui contesto verrebbero ad inserirsi le convenzioni specifiche interessanti le singole strutture sanitarie. E utile potrebbe venire anche l’emendamento votato l’altro giorno al Senato sull’attività intramoenia. A nostro avviso, é una strada da seguire e un percorso da intensificare.
Ultima informazione. Dietro precisa richiesta della nostra O.S., l’Amministrazione ha assicurato che, nelle more delle scelte da operare, la soppressione delle strutture riguarda per ora solo le loro funzioni, e non implica alcun movimento di personale. Operate le scelte, nel caso in cui si rendessero necessarie ricollocazioni di personale, verranno attuate le procedure di reimpiego con le regole vigenti.
Il confronto sul riordino della sanità militare proseguirà a breve con una nuova riunione.
Come avevamo largamente anticipato nel nostro recente Notiziario n. 147 del 5 u.s., il Senato della Repubblica ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale con 252 voti a favore e solo 12 voti contrari, e dunque con il sostegno di una amplissima maggioranza che si era già resa evidente al momento del voto finale della Commissione Difesa.
Nei nostri diversi Notiziari dedicati negli ultimi dieci mesi all’argomento, abbiamo più volte evidenziato le motivazioni e gli obiettivi ripetutamente dichiarati dallo stesso Ministro Di Paola che è il primo ispiratore di questa riforma; al tempo stesso, riteniamo che sia altrettanto noto ai colleghi che ci seguono, il giudizio negativo della nostra O.S. per i motivi anch’essi più volte illustrati e che ci hanno portato a scendere in piazza con la manifestazione nazionale del 6 luglio u.s. (Notiziario n.94 del 9 lug.).
Nel corso della tre giorni di discussione nell’Aula del Senato, ci sono stati molti interventi (45 circa), e tra questi anche quelli dell’amm. Di Paola che ha inteso replicare in prima persona ai Senatori intervenuti, ma senza aggiungere grandi elementi di novità rispetto alle considerazioni precedentemente espresse. Riteniamo comunque utile riportare un paio di passaggi del discorso del Ministro Di Paola:
– la spending review determinerà una riduzione iniziale di 20.000 unità nei primi quattro anni;
– la riorganizzazione territoriale e organizzativa terrà conto di molteplici fattori, quali l’esistenza di adeguate infrastrutture e di aree addestrative, ma anche di una certa distribuzione territoriale, quindi del Centro-Sud Italia”; e ancora: “nel Centro-Sud e nelle isole vi sono e continueranno ad esservi importanti realtà e presenze militari (nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, nelle Puglie, in Calabria, in Sicilia ed in Sardegna);
– la riorganizzazione dell’area tecnico-industriale della Difesa verrà valorizzata proprio grazie alla revisione proposta, che consentirà di disporre di più adeguate risorse di esercizio e di investimento da dedicare alla manutenzione tecnico-industriale di mezzi, equipaggiamenti e dotazioni. Anche nella riconfigurazione dei ruoli del personale civile, le professionalità necessarie per gli stabilimenti dell’area tecnico-industriale della Difesa riceveranno attenzione e priorità. “.
Le dichiarazioni di voto finali a favore del provvedimento sono state pronunciate dai sen. Carrara (Misto), Sbarbati (UDC), Torri (LNP), Pinotti (PD) e Ramponi (PdL). Il sen. Caforio (IdV) ha espresso una dichiarazione di voto contraria, mentre la Lega Nord ha sollecitato modifiche presso l’altro ramo del Parlamento. In dissenso dal Gruppo, i sen. Perduca e Poretti (PD) si sono invece astenuti su un provvedimento che ritengono non condivisibile.
Il disegno di legge delega passa ora all’esame della Camera dei Deputati, dove arriverà verosimilmente nella prossima settimana e verrà sicuramente assegnato alla Commissione Difesa. Ricomincia dunque un nuovo giro, che la nostra O.S. continuerà a seguire da vicino informando puntualmente i colleghi, come peraltro già fatto per l’esame del Senato. E lavoreremo con tutte le nostre forze per verificare la possibilità di introdurre modifiche in quell’art. 3 (criteri per i tagli di personale), che le forze politiche hanno di fatto accettato a scatola chiusa, in particolare per quanto riguarda i civili. E’ di tutta evidenza che nel caso in cui il provvedimento dovesse subire modifiche, dovrà ritornare al Senato, e i tempi di approvazione si allungherebbero conseguentemente mettendo a forte rischio la sua approvazione nei tempi oramai ristretti che ci separano dalla conclusione della legislatura.
(Giancarlo Pittelli)
L’Aula del Senato
Notiziario n. 147 del 5 novembre 2012 –
Mercoledì 31 ottobre, l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministroper la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale.
Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria e disequilibrata situazione finanziaria della Difesa, che penalizza in particolare il c.d. “esercizio” risultando invece sovradimensionata sul versante della spesa per il personale, che incide per il 70% sul bilancio complessivo, di cui però solo il 10% riguarda la componente civile: per questo, il DDLD è finalizzato al riequilibrio della spesa.
Dopo il vaglio del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s., che aveva modificato in più parti la proposta originaria messa a punto dall’amm. Di Paola, il DDLD è stato presentato al Senato in data 23 aprile. Prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% minimo dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave riduttiva, anche a livello interforze, e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che, come i colleghi ben sanno, a FLP DIFESA è piaciuto molto poco, anche perché privo di scelte nuove e importanti in materia di personale civile, i cui ruoli peraltro rischiano di diventare luogo di assorbimento degli esuberi militari, e anche per questo siamo scesi in piazza il 6 luglio u.s. per chiedere modifiche significative del provvedimento. Il vaglio operato dalla Commissione Difesa, durato oltre sei mesi anche a causa del sovrapporsi del D.L. 95 sulla c.d. “spending review” che ha anticipato una buona parte dei tagli previsti dal DDLD, non ha portato certamente alle modifiche da noi richieste, ad eccezione di un paio di emendamenti su “area industriale” e “sanità militare” che avevamo fortemente sollecitato.
Il testo votato dalla Commissione e ora al vaglio dell’Aula risulta modificato in alcune parti rispetto a quello approdato al Senato ( in allegato, il testo con le parti nuove evidenziate in verde). L’art. 3, che contiene le disposizioni di maggiore interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo presentato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dalle OO.SS. e dalle Rappresentanze militari hanno trovato accoglimento dalle forze politiche della c.d. “strana maggioranza”. Le quali, alla fine, hanno approvato quel testo, accompagnandolo da giudizi molto lusinghieri che, almeno per alcune di esse, ci hanno un po’ sorpreso.
Il nostro giudizio rimane invece fortemente negativo, per i motivi più volte evidenziati: solo tagli di personale e di strutture; manca una vera riqualificazione della spesa; non ci sono le opportune riduzioni di spesa in armamenti; non vengono toccati in alcun modo i privilegi che ancora esistono (pensiamo solo all’”ausiliaria”!) e i tantissimi sprechi che ancora si evidenziano nel Ministero della Difesa. Ultima, in ordine di tempo, la incredibile vicenda del lavoro commissionato alla Price Waterhouse Cooper per la verifica di fattibilità dell’accorpamento di Persociv-Persomil-Previmil alla modica somma di 400mila €, oggetto di interrogazione da parte dello stesso relatore del DDLD on. Scanu (vds. allegati). Il quale senatore, però, nell’intervento di presentazione in aula del DDLD di cui c’è traccia nel resoconto che alleghiamo, afferma che “poiché il testo rappresenta un’ottima sintesi tra le posizioni in campo, è auspicabile che sia approvato all’unanimità”.
Forse l’auspicio è un po’ eccessivo, ma l’ampia maggioranza che sostiene il provvedimento garantisce il voto favorevole del Senato, previsto già per questa settimana. E poi alla Camera, per il secondo pezzo di strada.
Si è svolta il 30 ottobre u.s. a palazzo Aeronautica una riunione presieduta dal Capo del 1° Reparto nella quale la F.A. ha illustrato i provvedimenti di riordino previsti per il quadriiennio 2012-2015 e le linee di indirizzo per l’impiego del personale in previsione dello scenario futuro (nuova riduzione delle dotazioni organiche ex Legge 135/2012 e riassetto in chiave riduttiva della strumento militare ex DDLD Di Paola).
Questi in sintesi gli argomenti trattati (le slides di presentazione sono pubblicate sul nostro sito).
* Aggiornamento provvedimenti di riordino avviati in vigenza del D.Lgs. 253/2005:
i piani di reimpiego del 32° GRAM Otranto e 34° GRAM Siracusasaranno resi operativi dal 1 lug. p.v.:
procedura ordinaria di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Cagliari Elmas (avvio concertazione locale in novembre p.v. sulla base della disponibilità rilevate da SMA in ambito A.M. -R.S.S.T.A. Decimomannu – e in ambito altre FF.AA. – n. 2 Esercito e n. 5 Marina-)e per il 14° D.C. Modena (il piano di reimpiego è all’attenzione del Gabinetto dopo la già avvenuta concertazione locale);
procedura semplificata di reimpiegoper il Distaccamento aeroportuale di Brindisi, atteso che la F.A., in ragione delle proprie esigenze, intende ridimensionare la struttura, ma mantenerne alcune attività;
procedura di reimpiego sospesa invece per l’ 11° RMV di Sigonella che dovrebbe essere riconfigurato per diventare sede di attività manutentive di altro sistema d’arma (esigenza di riconversione professionale per le 35 unità effettive) e per il 2° GRUMAUTO di Forlì che continuerà a vivere e operare almeno fino al 2020, anno della possibile rilocazione nella sede di Cervia, ancora allo studio.
* Provvedimenti di riordino 2012-2015
Conferma dei provvedimenti previsti per il 2012 illustrati nella riunione del 30 mag. u.s. e precisamente:
– riorganizzazione dell’Infermeria presidiaria di Bari e Milano, della Infermeria Polifunzionale di Pozzuoli eComm. Sanitaria d’ Appello, tutti a procedura semplificata e in attuazione dal 1 nov. p.v.;
– soppressione del 5° STD di Venezia Tessera e del 3° STD di Finale Ligure, entrambi a procedura ordinaria (per Finale Ligure, il provvedimento potrebbe anche slittare al 2013).
Preannuncio dei nuovi provvedimenti di cui alle slides allegate, dei quali: alcuni traguarderanno il 2015, saranno a procedura ordinaria di reimpiego e interesseranno il 1° Rep. Genio Milano, il 2° D.C. Gallarate (rilocazione funzioni a Cameri), il 50° Stormo Piacenza (riorganizzazione) e il Gruppo Rifornimenti Torricola (riorganizzazione su Borgo Piave); altri, il CNSR Monte Cavo (soppressione) e la Sq.TLC Ciampino (rilocazione su Borgo Piave) saranno a procedura ordinaria, in anno non ancora definito.
Detti provvedimenti potrebbero essere inseriti nei decreti attuativi della legge delega di riforma, o, una volta ottenuto l’avallo dal Vertice politico, essere ricondotte alle competenze dei Capi SMD o SMA.
* Ridefinizione delle dotazioni organiche a seguito dei tagli ex art. 2 Legge 135/2012
In conseguenza del nuovo taglio degli organici disposto dalla L. 135/2012, nel quadro delle nuove dotazioni civili della Difesa (n. 27.747 ?), la quota parte per A.M. dovrebbe aggirarsi intorno alle 4.100 unità circa rispetto ad una consistenza effettiva attualmente pari a n. 4.429, considerata al lordo dei soprannumeri. La nuova dotazione dovrà poi essere “esplosa” su tutti gli Enti di F.A., che pertanto andranno incontro ad una revisione riduttiva cui si provvederà entro giugno 2013, che sarà oggetto di specifica circolare ordinativa e, su espressa richiesta FLP, sarà accompagnata dalla consultazione di RSU e OO.SS. territ. La revisione degli organici locali avverrà attraverso la graduale anemizzazione delle posizioni vacanti e di quelle non più funzionali alle esigenze della F.A., privilegiando comunque le posizioni tecnico-manutentive.
La Commissione Difesa del Senato ha dato il via libera il 17 u.s. al disegno di legge delega per la riduzione dello strumento militare presentato dal Ministro il 23 aprile u.s. (Atto Senato n. 3271).
Il progetto di riforma nasce dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo le spese per il personale (circa il 70% sul complessivo, di cui per il personale civile solo il 10%) a beneficio del c.d. “esercizio”. Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto di riforma che a FLP è piaciuto poco, anche perché completamente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (no formazione, no riqualificazione, no civilizzazione, etc.) e con la preoccupante prospettiva di diventare lo sfogatoio di tantissima parte degli esuberi militari. Per questo la nostra O.S. si è mobilitata con le centinaia di assemblee fatte nella primavera scorsa, siamo scesi in piazza con la grande manifestazione nazionale del 6 luglio (vds. Notiziario n.94 del 9.07.2012) e abbiamo lavorato sul fronte parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a segno.
Il nuovo testo votato dalla Commissione Difesa del Senatorisulta modificato in alcune parti rispetto a quello adottato dal Consiglio dei Ministri e di cui all’A.S.n.3271, che comunque risultava già cambiato in alcune parti significative rispetto a quello iniziale proposto dal Ministro. In allegato, il nuovo testo votato dalla Commissione, coordinato con le integrazioni/modifiche evidenziate in verde.
Le novità più rilevanti riguardano la parte finanziaria (art.4): viene assicurata (e menomale!) centralità al ruolo del Parlamento, che è chiamato ad esprimere pareri vincolanti, e viene eliminata la previsione che assegnava al Ministero Difesa la possibilità di attività negoziali sugli armamenti all’estero.
L’ art.2 (principi e criteri della riforma) contiene due novità che FLP DIFESA aveva sollecitato (riordino sanità militare –co. 5– e Stabilimenti industriali –let. d-bis-), anche se con contenuti un pò diversi di quelli da noi immaginati (per es: non c’è nessun accenno al riefficientamento di Arsenali e Poli!).
L’art. 3 (“Princìpi e criteri direttivi per la revisione delle dotazioni organiche del personale militare e civile…”), checontiene la parte di più stretto interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo entrato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dal Sindacato (si vedano i documenti consegnati nell’audizione parlamentare) hanno trovato accoglimento dalle forze politiche. Speravamo che almeno in questa circostanza ci fosse un po’ più di attenzione sulle questioni che toccano da vicino i civili, ma evidentemente sbagliavamo.
In allegato, il resoconto parlamentare della seduta della Commissione del 17 u.s., nel quale sono registrate le dichiarazioni di voto finale delle forze politiche, che esprimono quasi tutte pieno apprezzamento per il progetto del Ministro, anche quelle che si dichiaravano inizialmente critiche. Il nostro giudizio è invece fortemente negativo: ancora una volta, solo tagli di personale e di strutture; non c’è dentro una vera riqualificazione della spesa; non ci sono misure di abbattimento di sprechi e privilegi borbonici che sono ancora tanti; non c’è riduzione di spesa in armamenti. Una riforma che nasce già vecchia, e di cui pagheremo le pesanti conseguenze nei prossimi anni. Un giudizio negativo, il nostro, che fa però il paio con quello delle Rappresentanze militari: il COCER Esercito parla di “totale non condivisione” del progetto e di “provvedimenti devastanti”! E noi non possiamo che essere d’accordo!
E’ ripreso in Commissione Difesa del Senato l’esame congiunto sul disegno di legge delega (DDLD) per la riduzione dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), presentato dal Ministro Di Paola in data 23 apr. u.s. e dei cui contenuti ci siamo già occupati in molti Notiziari (in particolare, nn. 53, 60 e 68 c.a.).
Come è ben noto, il progetto del Ministro è finalizzato a riequilibrare la spesa sul versante del c.d. “esercizio” riducendo le spese del personale. Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% dell’assetto attuale della Difesa attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione, in chiave soprattutto interforze, e il taglio al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari, la gran parte dei quali smaltiti tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto che a noi non è piaciuto molto e rispetto al quale abbiamo indetto una manifestazione nazionale di protesta il 6 luglio u.s..
Come è però altrettanto noto, in modo del tutto imprevisto anche per gli stessi Vertici della nostra Amministrazione, il DDLD è stato superato in corsa dal D.L. 95 (“spending review”), che ha determinato una forte e preoccupante accelerazione in ordine ai tagli di organici e Uffici, di cui vedremo gli approdi (“posizioni soprannumerarie”) nel DPCM che dovrà essere adottato entro il 31 ottobre p.v. .
Tornando alla Commissione Difesa del Senato, chiuso ad agosto l’iter parlamentare per la conversione del D.L. 95, è ripreso in questi giorni l’esame del DDLD, che come si ricorderà aveva visto nei primi di luglio la presentazione di parecchi emendamenti, alcuni dei quali sollecitati dalla nostra O.S. (area industriale e riordino sanità, in particolare). Nella riunione del 27 u.s., è stata decisa la riapertura del termine per la presentazione di ulteriori emendamenti, che potrebbe essere fissato per domani. Entro metà ottobre ci potrebbe essere il pronunciamento conclusivo della Commissione Senato, e quindi il rinvio all’Aula per il voto; successivamente, il DDLD dovrà approdare alla Camera (Commissione Difesa e poi Aula). Domanda cruciale: ce la farà il DDLD a diventare legge prima della fine della legislatura?Qualche dubbio è a questo punto lecito, tenuto conto che si voterà probabilmente a marzo; diventa comunque difficile immaginare che Di Paola riesca a far adottare i decreti delegati (attuativi) prima della fine del suo mandato. Forse anche per questo assistiamo alle fughe in avanti di questi giorni (riordino Sanita; accorpamento DD.GG.), al netto di qualsiasi informazione e/o confronto con le OO.SS.
In attesa di conoscere il testo votato dal Senato, è interessante soffermarsi su alcuni passaggi della relazione tecnica al DDLD predisposta dalla Ragioneria Generale dello Stato. Interessanti le considerazioni svolte in merito alla riduzione organica del personale militare, laddove si afferma che, per raggiungere l’obiettivo dei 150mila nel 2024, le misure “dirette ad agevolare il transito di contingenti di personale militare nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa e delle altre PP.AA., ovvero ad agevolare e accelerare la fuoruscita anticipata del personale militare, dovranno interessare non meno di 22.669 unità..” (di questi, quale sarà numero dei transitati nei ruoli civili? migliaia certamente!). Ma ancor più interessanti risultano i passaggi che la relazione della Ragioneria offre sul versante dei tagli di personale civile: la dotazione organica discendente dalla L. 135 dovrebbe attestarsi su 9 dirigenti generali e 144 non generali, mentre quella riferita al personale non dirigente dovrebbe attestarsi sulle 27.800 unità, con una perdita secca di 2.481 posti rispetto agli organici attuali (30.281). Tenuto conto delle presenze effettive (al 30 giu. u.s. eravamo in 29.430), i soprannumeri dovrebbero dunque attestarsi sui 1.600 circa e la totale riassorbibilità potrebbe essere allora un traguardo raggiungibile
In allegato, la relazione della Ragioneria e il nuovo “Dossier” del Senato sul DDLD.
L’Ospedale Baggio di Milano, che sarà fortemente ridimensionato
FLP DIFESA è venuta a conoscenza che, con lettera a sua firma prot. n. 004 del 9 agosto u.s. indirizzata al Capo di Stato Maggiore Difesa, il Ministro amm. Gianpaolo Di Paola ha espresso le proprie “valutazioni e direttive” per il nuovo riordino della Sanità Militare in senso interforze.
Trattasi del secondo riordino in chiave interforze dopo quello posto in essere negli anni 2000, avvenuto nel 2005/2006 e discendente dal D. Lgs. 253/2005 (riordino area operativa), e che vide la nascita dei DMML (Dipartimenti Militari di Medicina Legale) e la riorganizzazione/soppressione dei vecchi Ospedali Militari, primo fra tutti quello di Bari che fu oggetto di un forte contenzioso tra le Parti.
Giova ricordare a tal proposito come quel primo riordino avvenne in un contesto di relazioni sindacali profondamente diverso da quello attuale, essendo stato gestito attraverso un sistema di regole fissato da specifico protocollo d’intesa sottoscritto dalle Parti in data 6.12.2006 (si veda il Notiziario FLP DIFESA n. 141 del 7.12.2006), a sua volta ispirato dall’accordo madre in materia di “regole della relazioni sindacali nei processi di riorganizzazione” che era stato sottoscritto in data 29.11.2006 dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario delegato pro tempore (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 137 di pari data).
La lettura di questi documenti qui allegati dà la misura della differenza con i tempi attuali: allora le OO.SS. erano a tavoli uniti, e i risultati si vedevano; oggi, per volontà di CGIL-CISL-UIL, ci sono i tavoli separati, e anche per questo le decisioni si assumono senza neanche informare il Sindacato, come è avvenuto per questo secondo riordino della Sanità Militare. Crediamo ci sia materia di utile riflessione per qualcuno!
Queste le scelte di riordino più importanti che emergono dalla lettura della lettera del Ministro:
– costituzione dell’Ispettorato di Sanità Militare, che coordinerà tutta l’area della Sanità interforze, che vedrà comunque il mantenimento all’interno di ogni singola F.A. di un proprio Vertice Sanitario;
– soppressione dei Comandi Servizi Sanitari Nord (Padova) e Sud (Napoli);
– conferma del Policlinico militare Celio di Roma quale unico “polo ospedaliero polifunzionale” e specialistico in materia di medicina d’urgenza, e mantenimento del Dipartimento lungodegenza di Anzio ; al contempo, depotenziamento dell’Ospedale Baggio di Milano e sua trasformazione in “day hospital”;
– drastico ridimensionamento dei DMML (ne rimarranno 7, con chiusura di Palermo, Firenze, Chieti etc.).
La tempistica di attuazione indicata dallo stesso Ministro appare davvero stringente, e prevede entro fine mese la “road-map” di dettaglio con le date di attuazione dei provvedimenti” . Una velocizzazione davvero notevole, fatta di scelte che hanno lasciano finora completamente fuori le OO.SS. nazionali.
Noi non entriamo per il momento nel merito di queste scelte; solleviamo però sin da subito fortissime riserve sul metodo che è stato sinora seguito, e poniamo essenzialmente due questioni:
– la prima: perché si procede al riordino della sanità militare “prima” e “al di fuori” del processo di riforma complessivo dello strumento militare che sta dentro il disegno di legge delega attualmente all’attenzione de Senato? Perché questa fuga in avanti che esclude il coinvolgimento del Parlamento?
– la seconda: perché nelle tante riunioni che sono state fatte in questi mesi con Ministro e Sottosegretario mai si è accennato ad una eventualità di questo genere e ancora una volta le scelte sono state operate al netto delle OO.SS.? Ancora una volta, ci troviamo di fronte a un metodo inaccettabile:varie riunioni con le OO.SS. naz., ma sistematica esclusione dal coinvolgimento effettivo sulle scelte.
In relazione a quanto sopra, abbiamo inviato al Sottosegretario richiesta di incontro urgente.
Sen. Valerio Carrara, nuovo Presidente Commissione Difesa Senato
Settimana particolarmente impegnativa, quella che sta per concludersi, per la Commissione Difesa del Senato, i cui lavori sono stati quasi per intero occupati dall’esame del Decreto Legge (DL) 06.07.2012, n. 95 sulla spending review e dal prosieguo della discussione generale sul disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare nazionale, provvedimenti sui quali si è peraltro concentrato l’ intervento del Ministro Di Paola nel corso della sua audizione del 18 u.s. in Commissione.
Per quanto riguarda il DL 95 sulla spending review (Atto Senato n. 3996) che, ricordiamolo, tra le altre cose prevede il taglio del 20 % degli uffici dirigenziali e del 10% degli organici civili (spesa) che produrranno migliaia di posizioni effettive soprannumerarie rispetto alle nuove dotazioni rimodulate in riduzione, la Commissione Difesa, dopo un dibattito per la verità molto affrettato anche a seguito dei tempi ristrettissimi richiesti dal Governo (il DL andrà in settimana al voto dell’Aula), ha dato “per quanto di competenza, parere favorevole” con le motivazioni contenute nel resoconto qui allegato, segnalando comunque la “la necessità di una armonizzazione” del DL 95 con il DDLD e “la necessità, nell’ambito delle previste riduzioni (stimate in circa 18.000 unità per il personale militare, e circa 3.000 unità per il personale civile), di garantire il più possibile le aspettative del personale del comparto”. Vedremo come…
Per quanto riguarda invece la discussione sul DDLD di riforma dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), dobbiamo innanzitutto segnalare ai colleghi la singolare richiesta venuta dal sen. Del Vecchio che ha segnalato “l’opportunità di procedere alla soppressione dell’Agenzia industrie difesa (con trasferimento delle relative funzioni al Segretario generale)…”, al quale altrettanto singolarmente ha risposto il Sottosegretario Magri che ha affermato che “verrà fatto quanto possibile per arrivare alla liquidazione dell’Agenzia industrie difesa al termine del biennio previsto ed in maniera il più possibile vantaggiosa da un punto di vista economico”. Una risposta che ci ripromettiamo di approfondire direttamente con il Direttore Generale nella riunione del 27 p.v. che verterà sulle prospettive degli Enti.
Nel pomeriggio del 18 u.s., c’è poi stata l’audizione del Ministro Di Paola, dei cui contenuti si trova ampia traccia nel resoconto parlamentare che alleghiamo. In quella sede, il Ministro ha riproposto la posizione già espressa nell’incontro con le OO.SS. del 17 u.s. (vds. Notiziario n. 100) circa la supposta continuità tra i tagli previsti dal suo progetto di riforma e quelli presenti nel DL 95, che a suo dire rappresenta solo un’accelerazione e“un tassello iniziale della riforma generale contenuta nel disegno di legge delega”. Un giudizio che FLP DIFESA non condivide, per i motivi che abbiamo già espresso al Ministro in sede di riunione e che qui riprendiamo, riproponendo il passaggio del precedente Notiziario: “se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio”. Sotto il profilo delle ricadute reali, la discontinuità è evidente. Altro che semplice accelerazione! Il Ministro ha comunque assicurato che “la Difesa cercherà di gestire al meglio il processo di riforma anche avendo riguardo alla tutela delle famiglie..”. A vedere cosa sta facendo il Governo, il dubbio rimane tutto!
Per il resto, nulla di nuovo nell’intervento del Ministro Di Paola, che ha riproposto analisi che già conosciamo e la solita convinta difesa degli acquisti di armamenti, i caccia F35 in primis: anche su questo, la pensiamo diversamente, perché migliaia di posti di lavoro valgono molto più di 90 aerei, pur strategici.
Ultima notizia: alla Presidenza della Commissione Difesa del Senato è stato eletto il sen. Valerio Carrara.
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