Notiziario n. 100 del 17 luglio 2012 –

Nella mattinata di oggi, a palazzo Baracchini, il Ministro della Difesa ha incontrato le OO.SS. nazionali della Difesa; all’o.dg., i contenuti e le ricadute in ambito Difesa del secondo provvedimento adottato dal Governo sulla c.d. “spending review” e che si è tradotto nel Decreto Legge 6.07.2012, n. 95.

Nel suo brevissimo intervento introduttivo, il Ministro Di Paola ha sottolineato innanzitutto l’importanza strategica che il Governo annette al DL 95, che rappresenterebbe a suo avviso solo un’accelerazione  al percorso disegnato dal disegno di legge delega (DDLD) per la riforma dello strumento militare,  e che avrà purtroppo ricadute pesanti  sul personale, sia civile che militare: a tal riguardo, rinviamo al Notiziario n. 95 del 12 u.s. già diffuso e pubblicato sul nostro sito www.flpdifesa.org

Nel suo intervento, la nostra O.S è partita innanzitutto dal giudizio fortemente critico già espresso più volte sulla incomprensibile  scelta del Governo di riproporre gli odiosi e tanto vituperati tagli lineari,  che sparano indiscriminatamente nel mucchio con logiche puramente di cassa:  pensavamo appartenessero ad un’ epoca superata, ma evidentemente non è così.  FLP DIFESA ha poi ritenuto di segnalare che se è ben vero che i tagli del DL 95 rappresentano un’accelerazione rispetto a quelli previsti dal DDLD, è altrettanto vero  che esiste una sostanziale differenza: i tagli del DL 95 produrranno esuberi veri e collocamenti in disponibilità entro 12 mesi, mentre quelli del DDLD sarebbero stati assorbiti con gli esodi naturali e le cessazioni dal servizio.

Abbiamo quindi rappresentato al Ministro la nostra grande sorpresa e la profonda preoccupazione in ordine ai contenuti del DL 95.  Sorpresa, perché con una “spending review” di profondità  quale è quella sottesa al DDLD (43.000 tagli tra militari e civili da qui al 2024 e riduzione del 30% dell’attuale assetto della Difesa nei prossimi 6 anni), non avremmo mai immaginato di cadere sotto la tagliola del Commissario Bondi e del provvedimento legislativo ispirato al suo lavoro, un convincimento, questo, che peraltro avevamo maturato anche sulla scorta delle rassicurazioni venute dal Sottosegretario Magri a seguito di  nostra precisa richiesta nel corso dell’incontro del 19 giugno u.s. (si veda il Notiziario n. 86 di pari data). Preoccupazione, perché gli effetti dei tagli previsti (-20% Uffici dirigenziali e – 10% dotazioni organiche)  produrranno enormi criticità nella nostra A.D. e si tradurranno verosimilmente nell’ennesima soppressione di altra (altre?)  Direzione Generale e  nel taglio di circa 3000 posizioni civili, che si andranno così a sommare agli 11.800 tagli intervenuti dal 2008 al 2011, ma che questa volta potrebbero produrre (usiamo eufemisticamente il condizionale) esuberi reali in carne e ossa.

Da qui la nostra prima, naturale richiesta al Ministro: far ricomprendere la Difesa, destinataria di un provvedimento ad hoc di spending,  tra quelle escluse dai tagli del DL 95 (comma 7 dell’art. 2) evitando la perdita immediata di 3000 posizioni civili e di 18.000 posizioni militari, mettendo in campo  i risparmi di spesa già effettuati e di cui il Ministro ha parlato in Consiglio Supremo di Difesa e avviando una efficace e profonda operazione di taglio agli sprechi e ai privilegi, che costituiscono un terreno tuttora inesplorato  (un collega della Dirigenza ha parlato di 2 mln. di spese annue per le medaglie mauriziane..). Naturalmente, ha proseguito la nostra O.S., ci è ben chiaro che non sarà facile traguardare  questo obiettivo; ed allora, più realisticamente, conviene affrontare sin da subito le problematiche derivanti dall’applicazione nella  Difesa delle disposizioni  contenute nel DL 95, in particolare dell’art.2.

Prima nostra considerazione al riguardo: entro il 31 ottobre 2012, a pena del blocco nelle assunzioni “a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”,  dovrà essere adottato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) con le nuove dotazioni organiche civili conseguenti ai tagli del DL 95, da  cui emergeranno le posizioni soprannumerarie.  Possiamo già da ora fare un piccolo calcolo: con il nuovo taglio del 10% della spesa, le dotazioni organiche civili passeranno dalle attuali  30.283 conseguenti all’applicazione  del D.L. 138/2011  a circa 26.800; tenuto conto delle presenze effettive ad aprile scorso (circa 29.300),  è ragionevole ipotizzare in n. 2800/3000 circa le posizioni soprannumerarieMa in quale area, e in quali profili professionali, emergeranno i soprannumeri?

Sta qui,  a nostro avviso, il cuore del problema, e dunque diventa assolutamente centrale la scelta  dei criteri che presiederanno al nuovo taglio degli organici, perché è evidente che le scelte di rimodulazione degli organici faranno da battistrada alla individuazione delle eccedenze. Se la scelta fosse ancora quella adottata dal 2005 ad oggi,  di mantenere praticamente a zero l’area 1^ (solo 63 posizioni previste), è di tutta evidenza che le eccedenze investirebbero in primis i c.d. “terzi livelli” pur colpendo comunque anche l’area 2^: e questa, ha aggiunto la nostra O.S., sarebbe la degna conclusione di un approccio di straordinaria sottovalutazione che l’A.D. ha messo purtroppo  in campo dal 2005 a oggi, con i risultati che ben conosciamo. Dunque, il momento della rimodulazione delle dotazioni organiche, con le scelte a monte ad essa connesse, diventa il passaggio cruciale, e per questo FLP DIFESA ha chiesto un tavolo di confronto preliminare, in cui le OO.SS. possano discutere e offrire contributi di analisi e di proposta ai fini delle scelte  da operare:  dunque, un cambio di passo notevole rispetto a quanto avvenuto nella messa a punto dello schema di  DPR attuativo DL. 138/2011, che ha visto escluse le OO.SS. dalle scelte dell’A.D.

Una volta rivisti gli organici ed emerse le posizioni soprannumerarie, occorrerà avviare i percorsi previsti dallo stesso D.L.95:  oltre all’adozione del nuovo regolamento di riorganizzazione degli Uffici (entro aprile 2013), si dovranno avviare le procedure e misure previste dal comma 11 dell’art.2  per la gestione delle posizioni soprannumerarie,  di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 95 del 12 u.s.  Da qui la seconda nostra richiesta al Ministro: che l’A.D. attivi con urgenza una ricognizione di quanti lavoratori potrebbero essere interessati alle misure previste dal comma 11: pensionamenti con le vecchie regole ante riforma Fornero; mobilità guidata verso altre Amministrazioni;  eventuali compensazioni; part time. Disporre di questi dati, e rapidamente, diventa essenziale ai fini delle scelte da operare per la stessa rimodulazione degli organici.  L’obiettivo è evidente: far rientrare il maggior numero di posizioni soprannumerarie nelle opzioni di cui sopra, ben sapendo che le posizioni che rimarranno soprannumerarie al 30.06.2013 verranno configurate come “eccedenze” e collocate “in disponibilità” ex art. 33 D.Lgs. 165/2001, così come riscritto dall’art. 16 della L.183/2011.

Nella sua replica, il Ministro ha dichiarato che appare  molto difficile, allo stato, la possibilità che la Difesa venga esclusa dalle riduzioni previste dal DL 95, e ha confermato il taglio di circa 3000 posizioni civili da noi ipotizzato (vds anche l’intervista del Ministro sul Corriere della Sera); ha comunque dichiarato di essere perfettamente consapevole delle criticità che si innescheranno a causa del provvedimento  e, in particolare,  le posizioni soprannumerarie  che toccherebbero oltre alla 1^ anche la 2^ area, anche se siamo ancora nel campo delle semplici previsioni;  ha poi espresso la disponibilità dell’Amministrazione a porre in essere tutte le iniziative possibili per temperare le criticità e ridurre al minimo i danni (a tal riguardo, ha confermato il via libera alle mobilità a domanda verso altre AA.PP., impegnando gli Organi Programmatori, mobilità che però non potrà avere sulle posizioni soprannumerarie che effetti molto parziali);  infine, ha risposto positivamente alla nostra richiesta di un tavolo di confronto preliminare alle scelte da recepire nel DPCM con le nuove dotazioni organiche, dando mandato al Sottosegretario Magri di avviare e presiedere questo tavolo. E qui la riunione è finita.

            L’impressione conclusiva è che, preso atto delle posizioni un pò arrendevoli  espresse dal Ministro, le riduzioni ci saranno e con esse i soprannumeri e le eccedenze: si apre dunque da oggi una fase completamente nuova nel nostro Ministero, complessa difficile e tortuosa, che per la prima volta ci metterà di fronte alla possibilità concreta di perdita di molti  posti di lavoro. Per affrontare questa fase e ridurre il danno,  occorrerà  piena consapevolezza da parte di tutti della posta in gioco, a partire dalle OO.SS.: se pensiamo di difendere i posti di lavoro con i tavoli separati, campa cavallo!!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: L’intervista al Ministro sul Corriere della Sera del 18 luglio 2012

Notiziario n. 97 del 16 luglio 2012 –

Sen. Roberta Pinotti, Vice Presidente Commissione Difesa Senato

Alla scadenza del termine (ore 20 di mercoledì 11 luglio 2012) fissato dalla Presidenza della Commissione Difesa del Senato per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge delega (DDLD) – Atto Senato 3271 – per la revisione della strumento militare nazionale, risultavano presentati,  in totale, un ordine del giorno e n. 83 emendamenti (si veda l’allegato resoconto della seduta della Commissione del 12 u.s.).

Come si ricorderà, dopo le diverse audizioni di cui abbiamo dato puntualmente conto nei nostri Notiziari precedenti, nell’ultima settimana di giugno è stata avviata  in Commissione Difesa la discussione generale sull’A.S. 3271 e quindi fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. In previsione di questa scadenza, la nostra O.S. aveva avviato dei contatti con Gruppi parlamentari  sollecitando la presentazione di emendamenti finalizzati a introdurre significative modifiche in quelle parti del provvedimento che riguardano il personale civile e che  a noi appaiono, e non solo a noi,  le più penalizzanti.

Le modifiche che noi abbiamo sollecitato  sono quelle – in carattere rosso grossettato – contenute nel documento che alleghiamo ad ogni buon conto al presente Notiziario, e riguardano tutti i punti della  piattaforma della riuscitissima manifestazione nazionale che FLP DIFESA ha organizzato a Roma in via XX settembre, sotto le finestre del Ministro, il 6 luglio u.s,  e che ci pare siano sostenuti da un larghissimo consenso, come dimostrano i risultati ad oggi del sondaggio pubblicato sul nostro sito www.flpdifesa.org,  a cui invitiamo tutti a parteciparerilancio/efficientamento degli Enti della c.d. “area industriale” della Difesa, Arsenali M.M. e Poli Esercito  in primis;  meno tagli alle dotazioni civili;  più formazione anche attraverso risorse aggiuntive ad hoc;  progressioni economiche  e professionali, con priorità per il personale che permane  inquadrato in area 1^; infine, per il personale militare in esubero, previsione di transito nell’aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa, previo assenso dell’interessato e nei limiti delle facoltà assunzionali annuali previste per l’Amministrazione Difesa, e sulla base di apposita tabella di equiparazione tra gradi militari e qualifiche del personale civile approvata, sentito il Consiglio centrale di rappresentanza militare e le OO.SS. rappresentative.

Ebbene, la lettura del resoconto parlamentare della seduta del 12 u.s. porta a dire che almeno un obiettivo l’abbiamo raggiunto: è stato infatti presentato un emendamento, a nome della sen. Pinotti e altri, che prevede l’aggiunzione di una lettera d-bis  nel comma 1 dell’articolo 2 e che così recita: “Adeguamento e ammodernamento degli Arsenali, dei principali Poli di mantenimento nonché degli stabilimenti e dei centri di manutenzione della difesa, al fine di limitare il ricorso all’acquisizione di beni e servizi in out-sourcing e privilegiare l’esecuzione dei lavori in economia, garantendo la piena efficienza dell’area industriale della difesa”.  Manca nell’emendamento presentato il richiamo al “piano straordinario di assunzioni” che noi avremmo voluto,  ma possiamo ritenerci soddisfatti lo stesso. Speriamo almeno che il Governo esprima al riguardo parere favorevole, e un primo tangibile risultato l’avremmo così raggiunto.

            Per il resto, a leggere il contenuto degli emendamenti trattati nella seduta del 12 u.s., di personale civile c’é davvero poco, e quel poco in alcuni casi appare addirittura peggiorativo: ci riferiamo all’emendamento proposto dal sen. Caforio, dell’IDV, che propone addirittura che i diecimila tagli di personale civile avvengano in un periodo più breve (invece che da qui al 2024, l’ illuminato senatore ne chiede l’accorciamento al 2018!!), esempio straordinario di opposizione al Governo e anche al DDLD.

            Seguiremo gli sviluppi della discussione e dei voti in Commissione e ne daremo conto ai colleghi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: AS3271 – Resoconto seduta 12.07.2012 dela Comm. Difesa Senato

Allegato 2: AS 3271 – emendamenti sollecitati da FLP DIFESA

Notiziario n. 96 del 13 luglio 2012 –

La riunione del Consiglio Supremo di difesa
Si è tenuta in data 4 luglio u.s.,  al Palazzo del Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri,  il Ministro degli Esteri,  il Ministro degli Interni, il Vice Ministro per l’Economia e le Finanze,  il Ministro della  Difesa, il Ministro per lo sviluppo economico e  il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Hanno altresì presenziato alla riunione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Antonio Catricalà,  il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Cons. Donato Marra e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, gen. Rolando Mosca Moschini.

Diversi i temi trattati nel corso della riunione. In primo luogo, gli impegni militari dei nostri contingenti, in ordine ai quali, “ è emerso il convincimento di promuovere iniziative di cooperazione tra gruppi anche ristretti di partner europei,  così  da avere “piu’ Europa”  nello sviluppo e nell’impiego delle capacita’ militari”.   Sono state quindi valutate le situazioni di instabilita’ e di potenziale rischio che destano maggiori preoccupazioni, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo e quella del Medio Oriente. Il Consiglio ha poi “pienamente condiviso la necessita’ di rafforzare ed estendere i partenariati per la sicurezza e la stabilita’ internazionali”,  punto questo  di particolare rilevanza per l’Italia “in relazione all’impatto che piu’ efficaci forme di partenariato possono avere sull’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, soprattutto nell’attuale situazione di profonda trasformazione politica, sociale ed economica della Regione”.

Ma, dal nostro punto di vista,  il piatto forte della riunione dell’Organo costituzionale era rappresentato dal giudizio dell’Organo costituzionale sul testo definitivo del disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale presentato al Senato dal Ministro Di Paola in data 23 aprile u.s.,  che risulta modificato in alcune parti essenziali rispetto al testo entrato in Consiglio dei Ministri che era stato costruito sulle linee annunciate al Parlamento e allo stesso Consiglio Supremo nella precedente riunione dell’8 febbraio u.s..   Ebbene, leggiamo dal comunicato emanato a fine riunione dalla Presidenza del Consiglio,  che “il Consiglio superiore della Difesa nella sua collegialità ha espresso pieno sostegno al progetto (di riforma delle Forze Armate), che è fondamentale per assicurare l’efficienza dello strumento militare in un periodo di forte compressione delle risorse disponibili, e ha auspicato la conversione del disegno di legge da parte dei due rami del Parlamento entro il corrente anno”.  

Lo stesso comunicato segnala che il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola “ha messo in luce i risparmi di spesa già effettuati e indicato gli ulteriori provvedimenti previsti nel quadro della Spending Review e ha quindi illustrato lo stato di attuazione del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle Forze Armate ed ha riferito sull’iter parlamentare di approvazione del relativo disegno di legge delega”.    Infine, conclude  il comunicato, ” il Ministro ha indicato i provvedimenti di riduzione delle spese correnti della Difesa nel quadro della spending review del Governo”.

Da queste ultime righe, non emerge il giudizio del nostro Ministro in merito all’accelerazione che ha subito il suo progetto di riforma con il Decreto Legge 95 sulla spending review, in particolare per quanto riguarda i tagli lineari sugli Uffici (20%) e sul personale (10%),  tagli contestati anche dagli Uffici del Senato oltre che precedentemente dalla Corte dei Conti nella relazione annuale sul pubblico impiego.

Vedremo di saperne di più nella riunione che avremo martedì  17 luglio con il Ministro Di Paola proprio sui contenuti e sugli effetti del secondo provvedimento sulla spending (DL 6.07.2012, n. 95).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato della Presidenza del Consiglio

Notiziario n. 94 del 9 luglio 2012 –

E’ stata davvero una gran bella manifestazione,  ordinata, allegra, molto colorata e festosa, ma anche ricca di tanta sostanza e di contenuti significativi.   La manifestazione nazionale promossa da FLP DIFESA a sostegno della nostra richiesta di modifiche del disegno di legge delega (DDLD) per la riduzione dello strumento militare, è pienamente riuscita, anzi possiamo dire tranquillamente che è andata al di là delle nostre più rosee aspettative.

L’iniziativa era sta decisa dal Comitato Direttivo Nazionale della nostra O.S. riunito a Chianciano il 26 e 27 maggio u.s.. Questa manifestazione (a Roma, in via xx settembre, di fronte a Palazzo Baracchini, sotto le finestre dell’Ufficio del Ministro)  l’abbiamo fortemente voluta, pur convinti della difficoltà della prova,  l’abbiamo vissuta come una sfida con noi stessi per verificare fino in fondo la capacità organizzativa e di “presa” della nostra O.S., e ci siamo impegnati per la sua riuscita.

Le premesse non erano certamente delle migliori:  fare una manifestazione a luglio è di per sé molto difficile (ma non c’erano alternative, il DDLD a settembre forse sarà già legge…),  il caldo, molti colleghi già in ferie, etc.;  in aggiunta, i limiti rigidissimi imposti dalla Questura per la sua effettuazione in via XX settembre (max 150 partecipanti!) per comprensibili motivi legati alla sicurezza in una strada dove, oltre al Ministero della Difesa, si trova anche il Ministero dell’Economia, cosa che ci ha costretto a dire no a tantissime richieste di partecipazione dai territori;  infine, botta finale, lo sciopero nella stessa giornata dei trasporti pubblici, che ha paralizzato Roma (bus e metro ferme fino alle 17), creato parecchi problemi di accesso alla città e conseguentemente impedito la partecipazione di molti colleghi, romani in particolare.

Pur in questo quadro certamente non allettante e agevole, la manifestazione è,  per unanime giudizio, ampiamente riuscita, e ne è prova il richiamo contenuto nell’articolo pubblicato il giorno successivo sul giornale “Il Messaggero”, con tanto di foto della nostra manifestazione (vds. allegato).  Non ricordiamo, a memoria, nulla di simile almeno negli ultimi dieci anni. I lavoratori civili sono tornati a scendere in piazza, e, preso atto  che tutti i segnali che avevamo lanciato alle altre sigle sindacali per una manifestazione unitaria sono caduti nel dimenticatoio, hanno avuto il coraggio di scendere in piazza anche da soli, testimonianza straordinaria di un orgoglio civile ritrovato. Un grazie di cuore, dunque, a tutti coloro che hanno partecipato alla nostra manifestazione,  ma in particolare (ed era la stragrande maggioranza)  alle colleghe (tantissime!) e ai colleghi che, per esserci, si sono sobbarcati un viaggio lungo e faticoso e ci hanno rimesso un giorno di ferie, esempio di attaccamento alla bandiera e alla causa.

Qualcuno tra i componenti delle forze dell’ordine presenti, ha parlato di oltre duecento partecipanti alla manifestazione,  probabilmente saranno stati anche di più, ma non è il numero che conta in questi casi. Conta la sostanza, e la sostanza è che i lavoratori civili sono scesi in piazza per chiedere profonde modifiche del disegno di legge delega (DDLD) di riforma dello strumento militare, che vede la componente civile estremamente penalizzata sul piano delle scelte. Da qui la nostra richiesta di profonde modifiche di quel provvedimento, che si sono tradotte nelle parole d’ordine della manifestazione: meno tagli e più lavoro, più formazione, più riqualificazione,  motivi che abbiamo ripreso in un sondaggio pubblicato sul nostro sito, al quale vi invitiamo a partecipare per esprimere la vostra opinione.

La manifestazione è partita a mezzogiorno, forzatamente, per dar modo alle delegazioni provenienti dai diversi territori (dal Nord, dal Centro, dal Sud e dalle Isole) di arrivare in via XX settembre. L’intervento introduttivo è stato  dello scrivente  Coordinatore Generale, che, dopo aver ringraziato i partecipanti,  ha ricordato le ragioni, le motivazioni e le finalità dell’iniziativa, soffermandosi sulle problematiche in essere della categoria, e in particolare su quelle afferenti all’area industriale e all’eccedenza dell’ area 1^, problema drammaticamente rilanciato dal nuovo taglio del 10% sulle dotazioni organiche che proprio  nella notte il Governo Monti aveva deciso e inserito nell’emanando secondo decreto legge sulla spending review (D.L. 6 luglio 2012, n. 95).  Ha infine ricordato la nota stonata di questa manifestazione, l’assenza delle altre sigle sindacali della Difesa nonostante gli appelli che pure avevamo lanciato, ha segnalato i rischi di una divisione sindacale (tavoli separati) che CGIL-CISL-UIL vogliono incomprensibilmente mantenere anche in questo difficilissimo momento,  ed ha lanciato un appello all’unità delle OO.SS. della Difesa, auspicando una forte iniziativa unitaria.

 A seguire, tutta una serie di testimonianze di lavoratori (di Taranto, di La Spezia, di Padova, di Venezia, di Napoli, etc.), nel mentre la delegazione muoveva verso Palazzo Baracchini. Dobbiamo davvero ringraziare sentitamente il Sottosegretario alla Difesa, dr. Gianluigi Magri, per la sensibilità  che ha mostrato anche in questa circostanza, per la disponibilità che ha avuto a riceverci in una giornata densissima di altri impegni,  e per l’ascolto che ha riservato alle nostre ragioni. La delegazione, guidata dallo scrivente Coordinatore Generale, era volutamente composta da semplici lavoratori civili provenienti da diversi sedi, alcuni neanche iscritti a FLP!

Nel corso dell’incontro con il Sottosegretario Magri, la delegazione ha innanzitutto ricordato le nostre critiche  e le nostre preoccupazioni in merito al DDLD, che peraltro, dal  nostro osservatorio,  ci pare siano condivise dalla stragrande  maggioranza dei colleghi. Un componente della delegazione, lavoratore di area prima, ha parlato del problema molto serio che vive come lavoratore in eccedenza. Infine, le richieste  al Vertice politico: ridurre i tagli nelle dotazioni organiche civili e introdurre modifiche nella legge delega in direzione di una più efficace civilizzazione del Ministero: più lavoro, anche attraverso le reinternalizzazione delle lavorazioni, più formazione (con risorse aggiuntive), riqualificazione e progressioni, più attenzione verso le attività degli Enti della c.d. area industriale, ed  in primis degli Arsenali M.M. e dei Poli Esercito.

Il Sottosegretario ha ascoltato le richieste della delegazione, ha assicurato attenzione in ordine ai problemi sollevati e si è riservato di approfondirne tutti gli aspetti, in  particolare per quanto attiene gli sviluppi della problematiche dell’area 1^ alla luce dell’ulteriore taglio degli organici inserito nell’emanando D.L. sulla spending review,  ancora non noto nel testo al momento dell’incontro.

A conclusione dell’incontro con il sottosegretario Magri, durato circa mezz’ora, la delegazione è rientrata in manifestazione, e lo scrivente  Coordinatore Generale ha illustrato ai presenti i contenuti e le risultanze del colloquio, esprimendo grande soddisfazione e l’auspicio che le nostre richieste possano alla fine trovare spazio nel testo della legge delega, per cui stiamo lavorando anche in sede parlamentare.

L’intervento del Coordinatore Generale ha di fatto chiuso la manifestazione, che si è conclusa con una grande applauso e la convinzione da parte di tutti di aver partecipato ad una iniziativa che lascerà un segno importante, che ha dimostrato tutto il coraggio e la forza della nostra O.S., dei suoi dirigenti e dei suoi militanti, un coraggio ed una forza fatti soprattutto di consapevolezza del difficile momento che la nostra categoria sta attraversando e del dovere di ciascuno di noi di dare una mano e di contribuire a difendere una storia antica ma ancora attuale, quella scritta da decenni di attività e di lavoro dai dipendenti civili della Difesa.

Sul sito sono  pubblicate alcune foto della manifestazione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: L’articolo de IL MESSAGGERO

Allegato 2: Foto 1-25

Allegato3: Foto 26-33

Allegato 4: Foto 34-49

Notiziario n. 89 del 28 giugno 2012 –

E’ ripreso in Commissione Difesa del Senato l’esame del disegno di legge delega (DDLD) – Atto Senato 3271 – per la revisione della strumento militare nazionale.  Dopo l’ audizione delle OO.SS. nazionali (vds. Notiziario n. 68 del 16 mag) e quella successiva dei Vertici Militari (vds. Notiziario n. 74 del 28 mag.), la Commissione ha proceduto a  ulteriori audizioni che si sono concluse nella scorsa settimana.  In questa settimana, invece,  è partita la discussione generale, attraverso la quale conosceremo finalmente la posizione dei singoli Gruppi parlamentari sul provvedimento presentato dal Ministro Di Paola (in allegato, il resoconto della riunione di ieri).  Inoltre, a breve, dovrebbe essere fissato il termine per la presentazione degli emendamenti. A tal riguardo, la nostra O.S. ha già avviato dei contatti con Gruppi parlamentari  sollecitando la presentazione di emendamenti finalizzati a introdurre significative modifiche in quelle parti del provvedimento che riguardano il personale civile e che  appaiono, per noi,  le più penalizzanti.

Le posizioni della nostra O.S. dovrebbe essere  sufficientemente chiare, non fosse altro per il fatto che tanto sull’argomento abbiamo scritto e detto, posizioni che peraltro abbiamo puntualmente  rappresentato anche nelle riunioni con il Vertice politico e nella audizione al Senato.  Vogliamo ribadirle  ancora una volta, in sintesi: FLP DIFESA comprende la necessità di una profonda  riforma dello strumento militare, che è resa necessaria e urgente dalla difficile situazione di bilancio della Difesa, messo a durissima prova dai tagli intervenuti dal 2008 ad oggi, e che si sono riversati quasi tutti sul settore del c.d. “esercizio”.  FLP DIFESA comprende anche che, alla luce della attuale composizione della spesa,  occorra agire riducendo le spese del personale oggettivamente cospicue (siamo al 70%),  anche se a nostro avviso un ulteriore sforzo andrebbe fatto anche nella parte relativa agli “investimenti”.   Ma per agire sulla spesa del personale, non si può non partire dai dati consolidati, che evidenziano che la spesa per il personale civile incide solo per il 10% sulla spesa complessiva del personale.   Invece,  il Ministro intende tagliare molte più posizioni civili (10.000 su 30.000 effettivi, il 33%),  peraltro già falcidiate dalle manovre di Tremonti  ( – 11.800 posizioni dal 2008 a oggi!),  rispetto a quelli previsti per il personale militare (33.000 su 183.000 effettivi, il 18% circa). In una ottica di spending review,  sarebbe forse più utile investire in personale civile, restituendo al personale  militare le funzioni che gli sono proprie e ai civili quelle per le quali sono stati assunti i 30.000 dipendenti oggi in servizio, ai quali purtroppo sono state sottratte in questi anni quote importanti di lavoro anche per la scelta suicida delle esternalizzazioni.  Occorre ricordare che, per unità di prodotto lavorato, il costo del lavoro civile è sensibilmente inferiore a quello militare, e dunque costituisce uno spreco impiegare un militare  in un lavoro non operativo quando lo stesso lavoro potrebbe essere svolto in modo economicamente più vantaggioso da un dipendente civile, in particolare  per quanto riguarda le attività di carattere amministrativo-contabile, giuridico-gestionale, tecnico e logistico.  Ridare ruolo, funzioni e lavoro ai lavoratori civili significherebbe fare, con quasi vent’anni di ritardo, quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma degli  anni 90.

 Se questa è la cornice di fondo, è facile intuire quali modifiche noi vorremmo fossero introdotte nel provvedimento per temperare l’impianto attuale: 1. innanzitutto, ridurre sensibilmente i tagli di posizioni civili, anche per evitare ulteriori diseconomie; 2. definire in via generale i diversi ambiti ambiti di impiego del personale della Difesa, evitando le sovrapposizioni e le confusioni di ruolo cui abbiamo purtroppo assistito in questi anni; 3. recuperare alla componente civile quote significative di lavoro attraverso le progressiva reinternalizzazione delle lavorazioni attualmente appaltate all’esterno, in particolare nell’area industriale (Arsenali; Poli Esercito), e l’adozione di un piano straordinario di assunzioni; 4. promuovere la crescita professionale,  attraverso piani di formazione e di aggiornamento permanenti, finanziati con risorse aggiuntive rispetto alle attuali insufficienti disponibilità; 5. prevedere con cadenza biennale progressioni economiche e professionali, a partire dall’ area 1^,   legate allo stato di avanzamento della riforma e alle esigenze dello strumento militare riformato; 6. ridurre le attuali disparità tra personale militare e civile nelle medesime situazioni di impiego.

Questo programma può riassumersi in uno slogan, buono per una davvero efficace spending review: “investire in personale civile”.  E’ questa la rivoluzione copernicana che chiediamo alla riforma dello strumento militare nazionale, rispetto alla quale le forze sociali, e tra queste in primis FLP DIFESA, accetterebbero la sfida e non mancherebbero di dare il proprio contributo positivo e propositivo.

Intimamente connesse e intrecciate con le richieste di cui sopra, ci appaiono due questioni importanti e ineludibili per una riforma che voglia davvero incidere in profondità.  La prima, riguarda la fondamentale partita legata ai tanti sprechi e privilegi che tuttora esistono in Difesa. Nel documento presentato al Senato ne abbiamo richiamato qualcuno, la lista è lunga, ma nel DDLD non c’è alcun richiamo e alcun impegno in quel senso. Abbattere sprechi e privilegi è un imperativo di ordine morale prima che economico, e servirebbe comunque a dare maggiore credibilità all’intera operazione.

La seconda questione riguarda invece la gestione delle eccedenze del personale militare. Il DDLD prevede tutta una serie di percorsi possibili, tra i quali le tre opzioni più importanti appaiono l’estensione  della ARQ (Aspettativa Riduzione Quadri), la mobilità verso altre PP.AA. e il transito verso i ruoli civili.  E’ nostra precisa convinzione che,  in ragione della scarsa praticabilità delle prime due, l’opzione più realistica e concreta rimane allo stato quella del transito verso i ruoli civili, per i quali il DDLD costruisce una sorta di percorso privilegiato e a mano libere: non è previsto l’assenso dell’interessato; i transiti avverranno “in soprannumero” e con l’ausilio di tabelle di equiparazione sottratte ad ogni confronto con il Sindacato.  Una volta ingolfati i ruoli civili,  la gestione delle eventuali eccedenze verrebbe effettuata  ricorrendo all’art. 16 L. 183/2011, ma la cosa coinvolgerebbe poi tutti noi, senza distinzione alcuna tra chi c’era già nei ruoli e chi c’è entrato dopo.  Noi  pensiamo che le professionalità militari eccedenti debbano essere tutelate mantenendole dentro lo specifico militare, e cioè all’interno del Comparto sicurezza e Difesa, prevedendone il progressivo transito negli altri pezzi del comparto (Polizia; Vigili del Fuoco; Guardie giudiziarie, forestali,  etc.) e di altri comparti (Polizie urbane e provinciali).  Noi non siamo contrari all’ingresso nei nostri ruoli di colleghi attualmente militari: chiediamo solo che il transito avvenga a domanda dell’interessato,  con riferimento vincolante alle dotazioni organiche e nei limiti assunzionali vigenti, e con l’ausilio di  una tabella di equiparazione definita attraverso un confronto con le OO.SS.

Queste sono le richieste di FLP DIFESA,  che in questi giorni stiamo illustrando ai lavoratori nelle decine e decine di iniziative che stiamo facendo (vds. allegato articolo da Taranto), e che ci sembra siano condivise dai colleghi.

 A sostegno di questa nostra “piattaforma”, e in previsione del prossimo passaggio in aula del provvedimento, abbiamo deciso una manifestazione nazionale che si terra a Roma in via XX settembre venerdì 6 luglio  p.v., dalle ore 12.00 alle ore 14,00, nella quale, pur con le limitazioni di partecipazione che ci sono state imposte dalla Questura per comprensibili motivi di sicurezza,  molti lavoratori verranno a Roma da tante parti d’Italia per chiedere modifiche profonde di quel progetto di riforma che ci penalizza (in allegato, la locandina da affiggere in tutte le bacheche e da diffondere).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Locandina manifestazione

Allegato 2: Articolo da Taranto

Notiziario n. 79 del 5 giugno 2012 –

Il Capo di SMD, gen. Biagio Abrate

Proseguono in Commissione Difesa del Senato le audizioni in merito al progetto di riduzione dello strumento militare: nella scorsa settimana, è stata la volta del Segretario Generale e del Capo di SMD.

L’ intervento del Segretario Generale, gen. Claudio Debertolis (vedi allegato)  ha fatto l’excursus storico dei precedenti processi di riorganizzazione cui è andata incontro l’area tecnico-amministrativa; ha quindi illustrato l’attuale articolazione dell’area;  infine, ha espresso un giudizio positivo sulla novità prevista dal disegno di legge delega (DDLD) che autorizza il Ministero a svolgere attività contrattuale per conto di altri Paesi per l’acquisto di armamenti prodotti dall’industria nazionale e/o per fornire supporti, che potrebbero assicurare una opportunità di crescita alla nostra industria.

Molto più interessante, dal nostro punto di vista, l’intervento del Capo di SMD, gen. Biagio Abrate (vedi allegato)  il quale, memore forse delle critiche venuta al Capo di SME (vds. Notiziario n. 74 del 28 u.s.), ha chiarito subito in apertura  che il DDLD era da Lui condiviso pienamente per finalità e contenuti”.  E’ quindi partito dalla critica situazione finanziaria della Difesa, che grava in particolar modo sul c.d. “esercizio”,  che impone una decisa cura dimagrante che però, ha chiarito, non modificherà in alcun modo né i compiti delle FF.AA. né il  modello professionale.  Si è poi soffermato su quelli che, a suo avviso, sono i quattro “pilastri” su cui si regge la riforma. Il primo pilastro dovrebbe essere la “stabilità finanziaria”  intesa come certezza di poter contare nei prossimi anni su risorse ridotte, ma sicure: solo un auspicio però, a nostro avviso, se solo si ricorda che l’AS 3271 non reca la disposizione originariamente presente nel testo entrato in Consiglio dei Ministri che prevedeva che, fino al 2024, fosse assicurato alla Difesa “un flusso finanziario costante minimo annuo non inferiore a quello previsto per l’anno 2014”: perché allora è stata cassata questa parte?.  Il secondo pilastro sarebbe la “flessibilità di bilancio”  prevista nel DDLD,  ancorchè (è bene ricordarlo) sotto l’attento controllo del MEF, condizione questa anch’essa non prevista dal testo iniziale.  Il terzo pilastro riguarda la riduzione al 2024 del personale, sia militare (33.000, il 30% nella componente dirigenziale ) che civile (10.000 posizioni), che,  assicura il Capo di SMD, “continuerà ad essere una componente essenziale, vitale e complementare di quella militare” e che costituisce “una preziosa risorsa specialistica che non potrà che essere esaltata e valorizzata dall’operare all’interno di una struttura moderna ed efficiente”  (lo speriamo davvero, ma, per la verità,  nel DDLD non c’è nulla in questa direzione…: e sta proprio qua,  la nostra prima e sostanziale critica…).  Il quarto pilastro, infine,  sta nella salvaguardia della capacità operativa dello strumento militare,  alla cui base per il Capo di SMD ci dovranno essere i due seguenti criteri:  il riordino (“la razionalizzazione”) in chiave interforze e la “riduzione dei Comandi e della cosiddetta “sovrastruttura”: Stati Maggiori ed Organizzazioni territoriale, logistica e scolastico-addestrativa”.  Per il gen. Abrate, “il progetto di revisione delle strutture e delle infrastrutture richiede, infatti, una necessaria ottimizzazione dell’impiego e della “movimentazione” del personale che dovrà essere ridislocato dalle infrastrutture ritenute non più essenziali a quelle che rimarranno in vita”  e “in tale ottica, rappresenta un obiettivo anche la concentrazione delle attività in “poche basi” . Parole, queste ultime, che fanno pensare,  e che lasciano immaginare un futuro fatto di traslochi e di esodi di massa, che però sono cose che costano…( ma il DDLD prevede che la riforma non debba determinare per la finanza pubblica “nuovi  o maggiori oneri”).

Infine, dal capo di SMD,  un ultimo accenno al settore infrastrutturale “per il quale sono previste anche nuove procedure per la valorizzazione, la dismissione e la permuta degli immobili militari…” .

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Intervento del capo di SMD

Allegato 2: Slides illustrazione intervento Capo di SMD

Allegato 3: Intervento del Segretario Generale

 

Notiziario n. 74 del 28 maggio 2012 –

Gen. Claudio Graziano, Capo di SME

Abbastanza deludenti nel loro complesso, a nostro giudizio, le audizioni dei Capi di Stato Maggiore di Forza Armata che si sono tenute nella scorsa settimana in Commissione Difesa del Senato.

Come si ricorderà, nel contesto dell’esame del Disegno di legge delega (DDLD) presentato dal Ministro Di Paola al Senato in data 23 aprile u.s. (Atto Senato n. 3271) e relativo alla riforma in  chiave riduttiva dello strumento militare nazionale, la Commissione Difesa ha disposto una serie di audizioni,  tra le quali anche quella delle OO.SS. che si è tenuta in data 16 u.s. (vds. Notiziario n. 68).  Nella scorsa settimana è stata quindi la volta dei Capi di SM dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che sono stati auditi rispettivamente il 22, 23 e 24 maggio e i cui interventi saranno pubblicati sul nostro sito web.

            Questi i passaggi più interessanti fatti dai Capi di SS.MM e   riportati nei resoconti parlamentari.

            Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano, ha focalizzato il suo intervento sulla revisione della Forza Armata, che “orienterà il 70% della forza alla componente operativa, e il 30% a quella del sostegno generale”,;  ha  affermato che sarà razionalizzata la catena di comando “attraverso l’eliminazione di comandi intermedi”  e, per quanto riguarda gli aspetti infrastrutturali, ha detto che  “la soluzione ideale sarebbe quella di concentrare la Forza Armata in 15 o 20 macrobasi”. Davvero straordinario, poi, l’unico passaggio che riguarda al componente civile che, a suo avviso, “potrebbe, in futuro, essere integrata, in larga misura, dal personale militare”.  Alla faccia della civilizzazione!!

            Il Capo di Stato Maggiore della Marina amm. Luigi Binelli Mantelli ha descritto la situazione di una forza armata a due facce, in cui  “aree di straordinaria eccellenza convivono con realtà ancora utili ed efficienti” che hanno però costi sempre più insostenibili, ed ha auspicato il varo di “nuove procedure che agevolino ed accelerino l’attuazione degli accordi locali e delle dismissioni infrastrutturali”.  L’amm. Binelli Mantelli è stato l’unico a soffermarsi sul ruolo del personale civile che riveste un ruolo centrale sia perché in grado di assicurare l’indispensabile continuità di impiego rispetto ai militari soggetti a maggiore mobilità, sia perché tenutario di professionalità preziose e insostituibili in molteplici settori quali le lavorazioni arsenalizie, i collaudi, l’idrografia, i servizi portuali, la sperimentazione tecnica e l’attività amministrativa”, ed ha poi sostenuto come le due componenti civile e militare, “differenziate nello status”, siano da ritenersi facenti parte “di un unico comparto, essendo complementari e indispensabili”.

            Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, gen. Giuseppe Bernardis, ha detto che il percorso di riduzione individuato passa “attraverso una serie di provvedimenti di soppressione, riorganizzazione accorpamenti e razionalizzazione che coinvolgono 92 Enti ed articolazioni”, con riduzione del 30% di presenza territoriale, e “processi di trasformazione che, nel triennio 2012-2015, interesseranno 31 Enti nelle more dell’emanazione della legge delega”. In merito al personale civile, solo un velocissimo richiamo alla “assoluta utilità dei compiti” che svolgono i lavoratori impiegati. Un po’ poco, ci pare!

            Nel complesso,  la lettura dei tre interventi mette in luce, al di là della formalmente dichiarata condivisione del progetto di riforma del Ministro di Paola, una significativa mancanza di valutazioni sui diversi contenuti del provvedimento, che ha addirittura  spinto il sen. Scanu ad osservare, in merito all’intervento del Capo di SME,  come esso apparisse “non attinente ai contenuti del disegno di legge n. 3721, non fornendo su di esso alcuna valutazione”.   Sul fronte del personale civile, invece, la cosa che emerge maggiormente negli interventi dei Capi di SME e SMA è l’assenza di fatto di qualsiasi riferimento al ruolo del personale civile. E il Ministro sostiene che noi non saremmo più “figli di un Dio Minore” !

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Intervento del Capo di SME

Allegato 2: intervento del Capo di SMM

Allegato 3: Intervento del capo di SMA

Allegato 4: Resoconto audizione Capo di SME

Allegato 5: Resoconto audizione Capo di SMM

Allegato 6: Resoconto audizione Capo di SMA

Notiziario n. 73 del 24 maggio 2012 –

La dr.ssa Preti alla Festa degli Anziani di Padova

E’ pervenuta nella giornata di ieri alle OO.SS. nazionali una nota a firma del Capo di Gabinetto – d’ordine del Ministro – con la quale viene comunicato che “il Sottosegretario Magri ha avviato con i competenti organi tecnici gli occorrenti provvedimenti sulle tematiche riguardanti il personale civile” connesse al disegno di legge delega A.S. 3271. Immaginiamo che gli approfondimenti avviati riguardino le diverse problematiche segnalate dalle OO.SS. nel corso della recente audizione in Commissione Difesa del Senato dove, seppur in ordine sparso e non tutte, hanno rappresentato posizioni sostanzialmente condivise su tutta una serie di aspetti legati alle ricadute della riforma sul personale civile (la nostra O.S. li ha condensate nel documento consegnato alla Commissione, e che è allegato al Notiziario n. 68 del 16 u.s.).

Giudichiamo naturalmente in modo positivo questa iniziativa del Vertice politico dell’Amministrazione, che cogliamo come un gesto di attenzione, di sensibilità  e di apertura,  segno però evidente che le problematiche rappresentate dal Sindacato non erano fondate sul nulla e  andavano necessariamente approfondite, come noi avevamo richiesto senza successo,  in fase di costruzione del provvedimento, e che speriamo possa oggi avvenire prima del pronunciamento definitivo del Senato.

Questa sensibilità l’avevamo per la verità anche colta in occasione della celebrazione della “Festa degli Anziani”  che si è tenuta in varie Sedi nella  giornata di venerdì 18 u.s.,  un appuntamento  quest’anno organizzato con maggiore solennità  per volontà  precisa del Ministro Di Paola, che ha voluto prenderne parte di persona presenziando alla cerimonia di Roma,  mentre in altre sedi, in rappresentanza del Ministro,  sono intervenuti, rispettivamente,  i Sottosegretari alla Difesa Filippo Milone (Taranto), Gianluigi Magri (La Spezia) ed il Direttore Generale per il Personale Civile, dr.ssa  Enrica Preti (Padova).

Apprezziamo davvero questi gesti di sensibilità e di attenzione da parte del Ministro, che peraltro seguono altri significativi gesti di questi mesi (le lettere aperte ai dipendenti; i ripetuti incontri con le OO.SS.), anche se alcuni passaggi del Suo indirizzo di saluto ai premiati di Roma  (il riferimento alle supposte “mazzate” da Lui ricevute dai rappresentanti sindacali,  l’ affermazione che non ci sarà alcuna “macelleria sociale”  e la negazione che i civili nella Difesa siano ancora oggi nella Difesa dei “figli di un Dio minore”, locuzione da noi spesso utilizzata nei Notiziari) qualche dubbio lo fanno francamente venire.

E di tutta evidenza, però,  che per convincere i lavoratori civili  sulla bontà delle intenzioni,  occorrono fatti concreti, che finora purtroppo sono mancati, anche , dispiace dirlo, con il Ministro. E sono proprio i fatti concreti che noi aspettiamo dalla riforma che è nelle intenzioni dell’amm. Di Paola.

Tra i fatti concreti,  a differenza di alcune sigle che pare già inneggino all’evento, non ci sentiremmo di includere  la concessione che la nota allegata a firma del Capo di Gabinetto fa in materia di mobilità.  Gli effetti sono da capire meglio: in cosa si sostanzia, per esempio, l’annunciata  “prima iniziativa di SMD volta a favorire la mobilità verso altre PP.AA.” ? Come se per transitare in altre Amministrazioni fosse sufficiente il via libera della Difesa: purtroppo non è così, lo sappiamo bene tutti,  gli ultimi reimpieghi lo dimostrano ampiamente.  Ma c’è un altro aspetto che segnaliamo all’attenzione dei colleghi: noi pensiamo, lo abbiamo detto in più occasioni,  che il progetto del Ministro Di Paola prevede il transito di migliaia di militari verso i ruoli civili (le tabelle dello studio di SMD datato 26 gen. 2012 lo dimostrano ampiamente). Abbiamo allora un dubbio: non è che aprendo alla mobilità esterna, si svuotano i ruoli civili e si rendono così più capienti per i successivi transiti dei colleghi militari? Prima di inneggiare, proviamo a interrogarci su questo!

Noi speriamo di sbagliare, in ogni caso ci chiariremo ogni dubbio negli incontri che sono stati preannunciati.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:  Nota del Gabinetto del Ministro

Notiziario n. 68 del 16 maggio 2012 –

L'aula della Commissione Difesa del Senato

Come anticipato con il nostro precedente Notiziario n. 66 del 15 maggio, nel pomeriggio di oggi si è tenuta in Senato l’audizione delle OO.SS. della  Difesa (non tutte presenti!) in merito al disegno di legge delega A.S. n. 3271 presentato dal Ministro Di Paola  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa, che prevede una corposa riduzione  dello strumento militare nazionale. L’audizione,  inizialmente prevista  per mercoledì 9 u.s. e poi rinviata alla giornata di oggi a causa dell’improvvisa scomparsa del Presidente Giampiero Cantoni,  è stata presieduta dal Vice Presidente sen. Valerio Carrara e ha visto la presenza attenta di parecchi membri pur a fronte  di tempi assegnati agli interventi delle OO.SS. che  sono stati estremamente risicati. In previsione di questa importante scadenza, FLP DIFESA ha predisposto un documento molto dettagliato, che alleghiamo al presente Notiziario, che è stato illustrato nei suoi punti essenziali e poi consegnato alla Commissione Difesa,  e che riassume le considerazioni e le osservazioni critiche che la nostra O.S. aveva già posto all’attenzione del Ministro Di Paola nel corso dell’incontro del 3 maggio u.s. . Da parte della nostra O.S. c’è piena consapevolezza sulla necessità di operare una revisione in senso riduttivo dello strumento militare, che è una esigenza indifferibile alla luce dei  corposi tagli al bilancio intervenuti nel corso degli ultimi anni, e in particolare dal 2008 ad oggi. Comprendiamo bene che, in considerazione della attuale ripartizione percentuale delle risorse all’interno del bilancio della Difesa (70% personale; 18% investimenti e 12% esercizio), occorra agire in chiave riduttiva sulle spese per il personale (tagli alle dotazioni organiche da qui al 2024)  per il riequilibrio necessario sul fronte dell’esercizio, anche se a nostro avviso qualche ulteriore sforzo in riduzione andrebbe fatto pure sul versante degli investimenti.  Siamo però convinti  che i percorsi previsti per lo gestione delle eccedenze  (10.000 nei ruoli civili; 33.000 in quelli militari) siano difficilmente praticabili sul fronte del personale militare con la sola eccezione del transito nei ruoli civili della Difesa, che ne diventerebbero così lo sfogatoio,  mentre sul fronte del personale civile i tagli delle 10.000 unità da qui al 2024 non sono accompagnati da previsioni  concrete che facciano di questa riforma un’opportunità finalizzata  a correggere  le errate scelte politiche del passato e a determinare, nello stesso interesse dell’A.D.,  un impiego diverso del personale civile che da tempo rivendica ruolo, funzioni, prospettive e pari dignità.  Vedremo nelle prossime settimane, attraverso il dibattito che si svilupperà in Commissione, le posizioni che emergeranno dai vari Gruppi, e quali saranno gli orientamenti che prenderanno corpo. Lavoreremo sin da subito perché siano proposti degli emendamenti sui punti per noi più sensibili e ovviamente vedremo quali saranno le risposte del Governo e le posizioni delle diverse Parti politiche. Nel frattempo, non possiamo stare certo con le mani in mano, attendendo l’evolversi della situazione, anche perché rischieremmo di restare davvero con un pugno di mosche. Proprio per questo, nei giorni di 26 e 27 maggio p.v.,  abbiamo convocato a Chianciano Terme il Comitato Direttivo Nazionale della nostra O.S. allargato  ai quadri territoriali, che discuterà sulle cose da fare e sulle iniziative da mettere in cantiere rapidamente per modificare un disegno di riforma che grande parte dei colleghi considerano molto penalizzante per i lavoratori civili, come dimostra anche il sondaggio pubblicato sul nostro sito, che invitiamo a visitare per esprimere la vostra opinione al riguardo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Documento FLP DIFESA consegnato alla Commissione Difesa del Senato

Notiziario n. 66 del 15 maggio 2012 –

On. Roberta Pinotti, Vice Presidente della Comm. Difesa

E’ prevista per domani in Senato l’audizione delle OO.SS. nazionali sui contenuti dell’ A.S. n. 3271 presentato dal Ministro Di Paola  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa.

Come si ricorderà, detta audizione era stata richiesta dalla nostra O.S. all’indomani della decisione della Commissione Difesa del Senato del 21 marzo u.s. di sentire le rappresentanze sindacali del personale civile in merito alla preannunciata operazione di riduzione dello strumento militare, e da noi formalizzata con lettera del 26 marzo u.s. (vds. Notiziario n. 45 di pari data). L’audizione delle OO.SS. era stata inizialmente calendarizzata per mercoledì 9 u.s., ma l’improvvisa scomparsa del Presidente Cantoni ne aveva imposto ovviamente il rinvio di una settimana, e dunque a mercoledì 16 maggio, ore 15.15.

Dalla decisione della Commissione di sentire i Sindacati ad oggi, è passato un bel po’ di tempo: quelle che erano delle semplici “linee guida” che il Ministro Di Paola aveva già esposto prima in Consiglio Supremo di Difesa, poi in Parlamento e poi anche alle OO.SS. nella riunione del 16 febbraio 2012,  si sono tradotte in un disegno di legge. Come si ricorderà, il Ministro ha presentato in Consiglio dei Ministri la sua proposta in data 6 aprile u.s.  e, a leggere il comunicato stampa di Palazzo Chigi, ottenne il via libera.  Resta comunque il fatto che il disegno di legge delega:  è stato presentato in Parlamento e comunicato alla Presidenza  solo in data 23 aprile 2012, e dunque a distanza di quasi 20 giorni dalla riunione del Consiglio dei Ministri;  reca la sola firma del Ministro della Difesa;  e, infine,  il testo definitivo appare in molti punti modificato rispetto a quello che ci risulta essere entrato in Consiglio dei Ministri e diffuso da molti siti web  (il nostro Notiziario n. 61 del 3.05.2012 reca in allegato il confronto tra i due testi).

Sui contenuti del DDLD presentato dal Ministro Di Paola, la FLP DIFESA ha espresso le proprie valutazioni critiche, sia sotto il profilo generale sia con riferimento alla parte che tocca più da vicino la componente civile, e lo ha fatto anche nel recente incontro con il Ministro della Difesa del 3 maggio u.s. (si veda sempre il Notiziario n. 61 di pari data).   Ci sono tante cose che non ci convincono;  molte sono le domande che mancano ancora di risposte convincenti;  netto e negativo, da parte nostra, comunque,  il giudizio sulla parte che riguarda i tagli di 10.000 unità negli organici civili da qui al 2024,  anche perché non sono accompagnati da “principi e criteri direttivi”  che diano il senso di un profondo cambio di passo nell’impiego del personale civile. Nella prima riunione con il Ministro, avevamo espresso il nostro convincimento sul fatto  che a preoccuparci non erano tanto i tagli delle 10.000 unità, verosimilmente assorbibili con gli esodi naturali, quanto il futuro lavorativo delle altre 20.000 unità che sarebbero rimaste nella Difesa. La nostra idea è che, quale contrappeso ai tagli, la riforma dovesse prevedere un diverso utilizzo dei civili fatto di più lavoro, di più ruolo e di più funzioni ( la c.d.“civilizzazione”). Di tutto questo, a nostro avviso, c’è davvero poco nel testo presentato al Senato, forse nulla, se non quel richiamo general generico all’ “elevazione qualitativa delle professionalità” senza alcuna declinazione concreta.

Ma c’è una domanda che molti si fanno in questi giorni: all’appuntamento con questa riforma che si annuncia davvero epocale, come si presenterà il Sindacato? Sicuramente in ordine sparso, i tavoli separati voluti da CGIL-CISL-UIL sono lì a dimostrarlo;  ma noi speriamo comunque che le posizioni siano almeno ravvicinate. Alcuni interventi sentiti nella riunione del 3 u.s.  con il Ministro e alcune documenti diffusi da altre sigle  (e non del tavolo autonomo!) lascerebbero ben sperare.  Chi vivrà, vedrà!

Sul nostro sito,  é pubblicato il Dossier n. 355 del Servizio Studi del Senato sulla riforma Di Paola.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Dossier_355-maggio2012

Riforma Difesa


INCONTRO CON IL MINISTRO DI PAOLA: CONFERMATO IL TAGLIO DI TREMILA POSTI CIVILI. ENTRO OTTOBRE IL D.P.C.M. CON LE NUOVE DOTAZIONI, DA CUI EMERGERANNO LE POSIZIONI SOPRANNUMERARIE

17 Lug 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 100 del 17 luglio 2012 – Nella mattinata di oggi, a palazzo Baracchini, il Ministro della Difesa ha incontrato le OO.SS. nazionali della Difesa; all’o.dg., i contenuti e le ricadute in ambito Difesa del secondo provvedimento adottato dal Governo sulla c.d. “spending review” e che si è tradotto nel Decreto Legge 6.07.2012, n. […]



LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA

13 Lug 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 96 del 13 luglio 2012 – Si è tenuta in data 4 luglio u.s.,  al Palazzo del Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri,  il Ministro degli Esteri,  il Ministro degli Interni, […]


IL CORAGGIO DI ESSERCI, ANCHE DA SOLI !

9 Lug 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 94 del 9 luglio 2012 – E’ stata davvero una gran bella manifestazione,  ordinata, allegra, molto colorata e festosa, ma anche ricca di tanta sostanza e di contenuti significativi.   La manifestazione nazionale promossa da FLP DIFESA a sostegno della nostra richiesta di modifiche del disegno di legge delega (DDLD) per la riduzione dello […]


VENERDI’ 6 LUGLIO MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER CHIEDERE PROFONDE MODIFICHE AL PROGETTO DI RIFORMA DEL MINISTRO DI PAOLA

28 Giu 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 89 del 28 giugno 2012 – E’ ripreso in Commissione Difesa del Senato l’esame del disegno di legge delega (DDLD) – Atto Senato 3271 – per la revisione della strumento militare nazionale.  Dopo l’ audizione delle OO.SS. nazionali (vds. Notiziario n. 68 del 16 mag) e quella successiva dei Vertici Militari (vds. Notiziario […]


LE AUDIZIONI DEL CAPO DI SMD E DEL SEGRETARIO GENERALE IN MERITO AL PROGETTO DI RIDUZIONE DELLO STRUMENTO MILITARE

5 Giu 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 79 del 5 giugno 2012 – Proseguono in Commissione Difesa del Senato le audizioni in merito al progetto di riduzione dello strumento militare: nella scorsa settimana, è stata la volta del Segretario Generale e del Capo di SMD. L’ intervento del Segretario Generale, gen. Claudio Debertolis (vedi allegato)  ha fatto l’excursus storico dei […]




IL DOCUMENTO CONSEGNATO DA FLP DIFESA ALLA COMMISSIONE DIFESA DEL SENATO

16 Mag 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 68 del 16 maggio 2012 – Come anticipato con il nostro precedente Notiziario n. 66 del 15 maggio, nel pomeriggio di oggi si è tenuta in Senato l’audizione delle OO.SS. della  Difesa (non tutte presenti!) in merito al disegno di legge delega A.S. n. 3271 presentato dal Ministro Di Paola  e relativo al […]


DOMANI 16 MAGGIO AUDIZIONE DELLE OO.SS. IN COMMISSIONE DIFESA DEL SENATO

15 Mag 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 66 del 15 maggio 2012 – E’ prevista per domani in Senato l’audizione delle OO.SS. nazionali sui contenuti dell’ A.S. n. 3271 presentato dal Ministro Di Paola  e relativo al riassetto organizzativo e funzionale della Difesa. Come si ricorderà, detta audizione era stata richiesta dalla nostra O.S. all’indomani della decisione della Commissione Difesa […]


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