Notiziario FLP Difesa n. 100 del 16 novembre 2020 –
Si è svolta in data odierna la riunione a PERSOCIV con la delegazione trattante per l’aggiornamento del protocollo nazionale sicurezza da Covid-19, ancora una volta interlocutoria in ragione della riserva da parte dell’AD di valutare le reiterate richieste di parte sindacale. In ogni caso la DG ha ribadito la necessità di pervenire con urgenza alla firma dell’aggiornamento del protocollo, prevedendo già da ora la possibilità di integrarlo successivamente, e di provvedere alla sua emanazione e diffusione mediante una circolare attuativa; e contestualmente ha annunciato essere in corso sia la predisposizione di una bozza di accordo per lo SW in fase emergenziale che la elaborazione del Piano Organizzativo per il Lavoro Agile che l’Amministrazione dovrà presentare entro il 31 gennaio p.v., che da tempo FLP DIFESA richiede .
Rispetto alla bozza dell’A.D. (che si pubblica in allegato in questa pagina) la nostra O.S. ha chiesto in particolare: 1) di procedere quanto prima al confronto sulla bozza di Regolamento del Lavoro Agile nell’emergenza e sui lavori relativi alla redazione dei POLA; 2) di ripristinare nel protocollo la previsione di un impegno pieno da parte dell’A.D. al potenziamento degli accessi da remoto per tutto il personale che svolge attività telelavorabili; 3) di configurare come tavolo tecnico le riunioni dei Comitati locali, in ragione della natura tecnico/antinfortunistica delle attività svolte; 4) di dirimere i dubbi rispetto al corretto istituto da applicare per i casi di malattia o quarantena con sorveglianza attiva o isolamento domiciliare fiduciario, disposta dal sanitario ma non associata allo stato di malattia certificata, posto che l’art 87 comma 1 Legge 27/2020 prevede che l’assenza sia equiparata a ricovero ospedaliero, mentre il DM FP art 4 comma 2 prevede il ricorso al lavoro agile; 5) Prevedere il collocamento in SW del dipendente che autonomamente comunichi a scopo precauzionale il rischio di essere coinvolto in possibili contagi, e sia per questo posto in quarantena, in attesa dei dati più certi, come già proposto da FLP Difesa e come peraltro previsto nella circ. interna di Persociv del 28.10.2020, pag. 3; 6) di prevedere il ricorso allo SW per realizzare progetti formativi specialistici da destinare alle professionalità tecniche, giusto quanto previsto dal DM FP 19.10.2020 art 3 comma 1 lettera c), al fine di consentire la tutela di questi ultimi, avuto conto delle situazioni di maggior rischio conseguenti alla evoluzione della pandemia in aree ad alta densità di tecnici, quali l’area tecnico-industriale; 7) di inserire fra i lavoratori da collocare prioritariamente in SW anche il personale immunodepresso o con familiari conviventi immunodepressi di cui all’art 39 comma 2-bis L. 27/2020; 8) di inserire la previsione di una cadenza “orientativamente almeno quindicinale” delle sanificazioni periodiche; 9) di prevedere la piena condivisione dei dati epidemiologici di Ente con i Comitati, in coerenza con quanto previsto al punto 2) del protocollo stesso; 10) di eliminare la previsione contenuta nella bozza di Protocollo relativa alla necessità che il lavoratore concordi con il datore di lavoro la scelta del luogo della prestazione lavorativa in SW , in quanto in palese contrato con i principi fondanti della normativa sul lavoro agile, che deve invece svolgersi “senza vincolo di orario e di luogo di lavoro”, e che alimenterebbe il convincimento di una potestà di controllo da parte del datore di lavoro che invece la norma non consente; 11) di rendere obbligatorio il richiamo al Protocollo Nazionale Sicurezza in sede di redazione dei singoli Protocolli Aziendali; 12) che la preannunciata circolare esplicativa del Protocollo, elaborata congiuntamente da Persociv con SMD E SGD, sia strumento di massima valorizzazione presso tutte le articolazioni periferiche.
A margine, FLP DIFESA ha evidenziato al tavolo le forti preoccupazioni derivanti dalla bozza di DDL bilancio 2021 circolante sul web, dalla quale si evincerebbe che allo stato non siano previste assunzioni di civili per la Difesa, e inoltre che i risparmi ipotizzati potrebbero essere materialmente spendibili solo dal 2022 (saltano le progressioni interne del 2021, dopo essere saltate nel 2019 e nel 2020?).
Infine, su precisa ns. domanda ci è stata data conferma che nei primi mesi del 2021 saranno emanati i bandi e si effettueranno le progressioni verticali previste dal Piano triennale 2018-2020, dalla 1^ area alla 2^ (50 posti) e dalla 2^ area alla terza (50 posti), previo incontro con le OO.SS. per definire i criteri di selezione e le modalità procedurali. Gli altri bandi sono in fase di arrivo.
Come sempre, vi terremo aggiornati.
P. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 98 del 13 novembre 2020 –
Dopo le audizioni in Commissione parlamentare Difesa dei Capi di SS.M. di F.A., gen. Farina (EI), gen. Rosso (AM) e amm. Cavo Dragone (SMM) – si vedano rispettivamente i nostri Notiziari n. 90 del 23.10 , n. 96 del 3.11 e n. 97 del 5.11.2020 – nella prima mattinata di martedì 10 u.s. è stata la volta del Capo di SMD, gen. Enzo Veciarelli, che è stato audito in merito ai contenuti del Documento Programmatico Pluriennale (DPP) per il triennio 2020-2022.
Il DPP, il cui testo pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, costituisce il documento con il quale il Ministro presenta al Parlamento (sarebbe dovuto comunque arrivare entro aprile) il piano di previsione della spesa per il triennio in corso e contiene l’aggiornamento delle attività su cui la Difesa è impegnata, documento che accompagnerà la legge di bilancio. In allegato 2 su questa pagina, il resoconto della seduta della Commissione Difesa della Camera sul DPP.
Ne ricordiamo i contenuti più importanti, attraverso la relazione che ne ha fatto in audizione il gen. Veciarelli, il cui filo conduttore è stato la lamentazione sulle supposte esiguità delle risorse assegnate al Ministero della Difesa e sulla inadeguatezza dei mezzi e dei sistemi a sua disposizione a fronte dei sempre più gravosi impegni.
Il bilancio 2020 per la Difesa ammonta a 22,9 miliardi di euro, circa 1,5 in più rispetto allo scorso anno. Se si esclude la funzione “sicurezza del territorio” in capo all’Arma dei carabinieri, di fatto le risorse disponibili scendono a 15,3 miliardi.
A dette risorse, vanno poi aggiunte quelle rese disponibili dal MISE sul fronte degli investimenti e anche quelle destinate al finanziamento delle missioni internazionali di pace, che a giudizio del gen. Veciarelli mitigano in parte le dichiarate criticità di bilancio,portando il totale delle risorse effettivamente disponibili per l’approntamento dello strumento militare a 20 mld, divisi nella classica tripartizione: “personale” (11,3 mld); “esercizio” (2,9 mld) e “investimento” 5,8 mld.
In termini percentuali, fanno il 56,5% per il personale, il 14,5 % per l’esercizio e il 29% per l’investimento.A prima vista, emerge una robusta riduzione della spesa per il personale, a fronte di una marcata crescita per investimenti e delle invece permanenti criticità nell’esercizio.
Sorprende molto il dato sulla spesa per il personale, atteso che, a fronte dei dati forniti in precedenza, quelli attuali evidenziano una davvero troppo marcata inversione di tendenza di oltre il 16%, atteso che la spesa per il personale negli anni scorsi risultava superiore al 73%.
In ogni caso, la spesa per investimenti (in sistemi d’arma) è invece praticante raddoppiata, e la circostanza, in periodo di Covid e di criticità per milioni di cittadini, a noi appare eccessiva, anche se, come ricordato dal Capo di SMD, “ogni € investito nel comparto genera ben 2,9 € di valore aggiunto nell’economia”. Per questo occorre, a suo dire, guardare al settore come a un’opportunità di rilancio (anche con il Recovery Fund), in quanto “attraverso il virtuoso volano di investimenti e il pregiato comparto industriale di riferimento la Difesa dispone delle più promettenti caratteristiche per fungere da precursore della ripresa del sistema Paese”.
Sono comunque diversi i progetti di nuovo avvio previsti dal DPP, e tra questi spiccano quelli dedicati ai nuovi domini operativi, tra cyber e spazio, alle tecnologie c.d “disruptive” e al concetto di multi-dominio e connettività. Eppure, il 93% delle risorse per investimenti sono vincolate ai progetti avviati nell’ultimo ventennio
Il Capo di SMD ha ripreso più volte il tema della supposta insufficienza delle risorse di bilancio del MD. Per questo motivo, chiede più risorse e, nel contesto di una visione integrata interforze, indica un preciso obiettivo, quello di portare il budget della Difesa all’1,58% del Pil, allineandosi così alla media dei Paesi Europei.
Appaiono invece importanti le riflessioni sulla legge 244: a parere del Capo SMD, a fronte di un quadro di riferimento decisamente mutato rispetto al 2012 quando venne varata la legge 244 per la revisione dello strumento militare,emerge oggi l’esigenza di aggiornare e adeguare la legge, pur preservandone l’impianto.
Considerazioni di questo tipo sono musica per le nostre orecchie, atteso che – è sempre utile ricordarlo – quando a fine 2011 l’allora Ministro Di Paola presentò il DDL delega, FLP DIFESA fu l’unica O.S. che si oppose in tutte le sedi fino anche a promuovere una manifestazione contro il 6 luglio 2012 (vds il Notiziario n. 94/2012).
Oggi, nella critica all’impianto della L. 244 e nella richiesta di revisione, noi di FLP DIFESA siamo davvero in buona compagnia, e tra questi buon ultimo anche il Consiglio Supremo di Difesa che nella riunione del 27 ott. u.s., ha chiesto di individuare dei “correttivi” alla legge Di Paola (vds comunicato di pari data del Quirinale in allegato 3 su questa stessa pagina).
Ne siamo contenti, attendiamo solo che alle parole seguano i fatti, ma i fatti tardano purtroppo a venire!
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 98 del 12 novembre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione del Tavolo Tecnico sul bando di stabilizzazione del personale del Genio Campale dell’Aeronautica Militare, nel corso della quale si è anche fatto il punto di situazione rispetto all’intero pacchetto “assunzioni”, a partire dai contenuti del Piano Triennale del Fabbisogno del personale 2018-2020.
Ma partiamo dall’argomento all’ordine del giorno, ilBando di stabilizzazione dei 214 lavoratori del Genio Campale dell’AM; due le procedure in corso: un concorso pubblico riservato per 50 posti di “assistente tecnico”, riconducibile al Piano Triennale del fabbisogno del Personale 2018-2020, autorizzato con DPCM 2019, che consente intanto la stabilizzazione dei 38 diplomati. Col secondo bando di assunzioni straordinarie ai sensi del D.Lgs.vo 75/2017, saranno messi a concorso 145 posti di “addetto tecnico” dei diversi settori (21 add. t. SG, 2 add. t El., 54 add. t. ed., 68 add. t. lav. e mecc.), per i quali è sufficiente la licenza elementare o il diploma di scuola media inferiore. La selezione è necessaria sia perché i numeri a disposizione sono leggermente inferiori ai candidati, sia in ragione della eventuale scelta della sede di destinazione: non possono essere assegnati infatti tutti i vincitori alla rispettiva sede di provenienza, Roma Ciampino e Bari Palese, ma dovranno sceglierla fra quelle individuate dall’A.D. su tutto il territorio nazionale (come da prospetti che si pubblicano in allegato su questa pagina); in merito la D.G. si è impegnata a cercare di incrementare l’accoglibilità di questo personale nel centro-sud.
La procedura on line di presentazione della domanda, la modalità di svolgimento delle prove in modalità videoconferenza, e il tempestivo formarsi della graduatoria dovrebbero consentire il completamento delle procedure entro la fine del 2020, posto che peraltro è già stata individuata la Commissione.
Questi i titoli utili (dichiarati, non documentati),e i criteri di selezione, simili per entrambe le selezioni: -cittadinanza italiana; – requisito di buona condotta; aver maturato 3 anni anche non continuativi di esperienza presso il Genio Campale negli anni 2013-2020, con maggiorazione del punteggio su base mensile connesso con una maggior esperienza professionale, che può essere articolata su più profili diversi (viene dichiarato dall’interessato quale sia stato il prevalente); – carichi di famiglia; -invalidità civile. In caso di parità di punteggio vale la maggior anzianità anagrafica, e la graduatoria viene lasciata aperta, per consentire lo scorrimento. A martedì prossimo l’aggiornamento in materia.
In merito FLP Difesa ha messo in evidenza la totale assenza di contestuali iniziative inerenti la 1^ Area: a fronte degli ingressi in 2^ area previsti per il personale del Genio Campale dell’AM, di cui ovviamente condividiamo la necessità della stabilizzazione, nulla è stato avviato per le progressioni verticali di questi colleghi, dopo anni di emarginazione, e nonostante le reiterate dichiarazioni d’intenti sottoscritte dall’AD negli accordi nazionali degli ultimi anni. Il D.G. ha risposto che è allo studio la elaborazione di un apposito bando di progressione verticale, la cui pianificazione numerica potrebbe trarre vantaggio proprio dalla coesistenza con gli accessi in 2^ Area del personale del Genio Campale. E poiché peraltro nel 2020 scade il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale, nel 2021 dovrà essere formalizzato il nuovo Piano, all’interno del quale creare le condizioni per le progressioni verticali di questi colleghi.
FLP Difesa ha poi chiesto di fare il punto di situazione rispetto alle altre procedure in corso, e questo è lo stato dell’arte.
Di concerto con la FP e la Commissione RIPAM, sono stati approntati i sottonotati bandi, per i quali dovrà essere emanato a breve il Decreto Interministeriale Difesa-Funzione Pubblica:
il bando per 13 Dirigenti amministrativi e 2 Tecnici, in unica procedura che verrà sviluppata dal FORMEZ, uscirà entro la fine dell’anno, con prova in modalità “accorpata” che dovrebbe svolgersi nei mesi di marzo/aprile 2021;
il bando di concorso per 30 Funzionari Tecnici, più altri 30 circa, autorizzati in deroga con DPCM;
il bando per le assunzioni straordinarie dei 294 tecnici per gli enti dell’Area Industriale (30 di area 3^ e 264 di area 2^) già autorizzati con legge 145/2018, che dovrebbe cumulare i numeri riducendo i frazionamenti annuali,
il bando di corso-concorso dei 315 tecnici da destinare all’Arsenale di Taranto: SMM dovrà gestire il corso in sede decentrata, e le prove con modalità “accorpata” (prova teorica+prova pratica). La procedura dovrebbe chiudersi entro il 2021, COVID permettendo.
Le note positive: almeno questi numeri stanno andando avanti, nella certezza delle risorse loro assegnate.
Come sempre, vi terremo aggiornati
P. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
La FLP DIFESA informa che l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance (OIV) del Ministero della Difesa, con lettera del 24.09.2020 e trasmessa al il 28.09.2020, ha validato nel suo complesso la “Relazione sulla performance dell’anno 2019 dell’Amministrazione Difesa”approvata con DM 15.09.2020 e trasmessa all’OIV. Al documento di validazione, è allegata la “Relazione di accompagnamento” che riporta le procedure seguite e le motivazioni conclusive raggiunte in merito a ciascuno degli 11 criteri – oggetto di valutazione – previsti nella procedura di validazione indicata nelle linee guida per la Relazione annuale sulla performance n.3/2018 della PCM – Dipartimento della F.P. . Il documento è pubblicato in allegato su questa pagina.
A seguito di tale validazione da parte dell’OIV, come già segnalato nel Notiziario n. 82 del 30.09.2020,le spettanze economiche per la performance organizzativa e la performance individuale, previste nell’accordo FRD 2019, dovrebbero essere pagate a breve, la organizzativa a novembre p.v. e la individuale a dicembre: il saldo della quota media pro capite di €.636,85 per la prima, e di € 75,82 per la seconda, cifre al netto degli oneri a carico del datore di lavoro.
Nel merito del documento di OIV, ci sembra utile evidenziare due rilievi indicati nella relazione di accompagnamento della validazione, che appaiono in linea con quanto da sempre sostenuto dalla FLP DIFESA:
Il primo, che “appare opportuno che l’A.D. ridefinisca la tempistica – anche procedendo all’aggiornamento del Sistema di misurazione e valutazione della performance – dell’intero processo di redazione della Relazione, affinché il documento venga trasmesso con adeguato anticipo rispetto al sopracitato termine (comunque non oltre il 31 maggio), per consentire all’OIV di condurre efficacemente le attività e le verifiche di competenza.”;
Il secondo, che se OIV da un lato ha considerato positivamente il processo di misurazione e valutazione dei risultati di performance organizzativa e individuale adottato dall’A.D., dall’altro lato ha rilevato chel’A.D. è a tutt’oggi inadempiente nell’attuazione della previsione normativa di cui all’art. 7, comma 1 del DL.vo n.150/2009 come novellato dal DL.vo n. 74/2017, che prevede l’aggiornamento annuale – previo parere vincolante dell’OIV –dei predetti Sistemi di misurazione e valutazione delle performance (che nel caso delle “aree funzionali” è fermo addirittura all’edizione del 2015), da far confluire in unico Sistema.
Il primo di questi rilievi (riduzione della tempistica) è certamente in linea con le richieste della FLP DIFESA (Notdif n. 86 del 15.10.2020) per come già rappresentate a Persociv (avvio ad inizio anno della trattativa sul FRD; richiesta anticipata al MEF di conoscere la quantificazione delle risorse economiche disponibili e la composizione del Fondo; trasmissione in tempi rapidi dell’ipotesi di accordo al MEF e F.P. per la prevista certificazione e firma definitiva dell’accordo) di “cambiare rotta” rispetto alla tempistica adottata negli ultimi anni, richieste tutte finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per il pagamento degli acconti in corso d’anno(per le PPL, Turni, Reperibilità)e dei conguagli nei primi mesi dell’anno successivo alla maturazione del diritto di tutte le voci di salario accessorio contenute nel FRD, nonché per poter effettuare in corso d’anno e senza fretta le progressioni economiche tanto attese dai lavoratori.
In merito al secondo rilievo dell’OIV fatto all’A.D., riferito all’aggiornamento annuale previsto per legge del Sistema di misurazione e valutazione delle performance (individuale, e ora anche organizzativa), corre invece l’obbligo di ricordare che l’ultimo confronto in materia con la Delegazione di parte pubblica risale al 15 novembre 2018, durante il quale era in esame lo schema predisposto da A.D. in data 11.10.2018 e per il quale FLP DIFESA, ferma restando la nostra storica contrarietà di principio ad un sistema che misura e valuta, nel medesimo ambiente di lavoro e sui medesimi obiettivi, solo la performance del personale civile e non anche quella del personale militare, ha costruito e consegnato ad A.D. un documento datato 5 novembre 2018 con le nostre osservazioni e proposte (Notdif125 del 15.11.2018). A seguito del quale incontro, AD si era riservata di valutare le osservazioni avanzate dalle parti sociali, di provvedere alle eventuali integrazioni e modifiche dello schema inviato alle OO.SS., e di avviare un percorso interno che avrebbe dovuto portare al recepimento del nuovo Sistema di misurazione e valutazione delle performance con D.M. per entrare poi in vigore nel 2019.
Anche in questo caso, i percorsi e la tempistica indicata da A.D. “ha fatto acqua da tutte le parti”.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti.
In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le resistenze e la disattenzione generalizzata al Protocollo Nazionale, rilevate fin dalla sua emanazione: spesso non ve ne è stato richiamo nei riferimenti normativi dei Protocolli locali, (mentre è costante il rinvio alle Linee Guida, alle Direttive e alle Circolari emanate dagli organi di vertice); addirittura in taluni Enti è adottata per il personale civile la modulistica prevista per i militari, nella quale restano i richiami ai codici disciplinari militari. E vi sono Enti dove le relazioni sindacali sono pressochè sconosciute, altri nei quali i Comitati, pur costituiti, rimangono “inattivi”, altri che diradano le relazioni e le riunioni con le OO.SS, altri ancora indisponibili a fornire anche ai loro stessi Comitati le informazioni e documenti relativi alle misure adottate e alle situazioni di positività al COVID 19. E spesso i Protocolli locali non sono aggiornati alle normative più recenti. Pertanto ci siamo dichiarati favorevoli alla intenzione dell’AD di emanare circolari congiunte Persociv/SMD/SGD, utili a incidere sugli Enti dipendenti; non potevamo però non rilevare che l’impegno di AD a nostro parere dovrebbe più specificamente guardare alla massima promozione e diffusione del Protocollo Nazionale su cui si sta lavorando, e alla sua implementazione, che lo renda esaustivo rispetto alle problematiche specifiche.
Peccato allora che, rispetto allo stato delle cose, il Direttore di Persociv non abbia dato certo un buon esempio di riguardo alle relazioni sindacali e alle controparti nazionali, nell’emanare, un giorno prima della riunione, una Direttiva interna a Persociv, che di fatto reca l’aggiornamento delle misure antiCovid-19, al netto delle risultanze del confronto di oggi e dell’aggiornamento del Protocollo nazionale, che sarà dalla stessa sottoscritto in qualità di Presidente della delegazione trattante. E peraltro non passa inosservato che sono passati quasi 3 mesi dalla nostra richiesta di aggiornamento del 7 agosto u.s. seguita alla sottoscrizione del Protocollo 24 luglio 2020 e della successiva circolare della Funzione Pubblica in pari data.
In ogni caso, premesso che lo stato di emergenza è prorogato al 31 gennaio 2021, che le cronache documentano un massiccio incremento della diffusione del virus, e che abbiamo notizia di molteplici segnalazioni anche all’interno della Difesa, è impellente l’urgenza di procedere all’Aggiornamento del Protocollo di sicurezza, e di procedere alla sua tempestiva diffusione a tutti i Comandi/Enti, come punto di riferimento obbligato per il successivo aggiornamento dei protocolli locali.
A tal proposito, FLP Difesa ha formulato le seguenti considerazioni e proposte:
Preso atto che sono state recepite molte delle proposte da noi formulate il 7 ottobre, peraltro presenti in particolare nel Decreto F.P. del 19.10.2020, abbiamo riproposto anche le altre richieste relative a: – coinvolgimento delle OO.SS.sulla mappatura locale e nazionale delle attività eseguibili in lavoro agile, -sottoscrizione di un Protocollo di accordo applicativo per la definizione degli assetti del lavoro agile; -l’avvio del confronto ai fini della stesura dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile richiesti dalla Funzione Pubblica per il 31 gennaio p.v. .
Posto che sono state recepite le proposte di inserire fra le norme di riferimento le due leggi introduttive del Lavoro Agile del 2015 e del 2017, abbiamo chiesto di non escludervi la discendente Direttiva F.P. n.3/2017;
In merito alla Direttiva interna a Persociv, ferma restando l’obiezione di metodo sopra evidenziata, abbiamo proposto di riprodurre nel Protocollo Nazionale la parte relativa alle modalità organizzative in SW per i casi di quarantena effettuata dai dipendenti individualmente a scopo “precauzionale”, cosa che peraltro riscontra una problematica già posta da FLP Difesa;
Abbiamo chiesto di inserire la previsione del ricorso al lavoro agile finalizzato alla formazione per quei lavoratori che, per la natura della loro professionalità sono per lo più obbligati a svolgere attività in presenza (vds p.p. tecnici), come previsto dall’art 3, comma 1, lettera c) del Decreto FP 19.10.2020;
Abbiamo ribadito la necessità che il Protocollo indichi una periodicità minima quindicinale degli interventi di igienizzazione e sanificazione dei singoli Enti;
Abbiamo chiesto di rafforzare l’impegno dell’AD di assicurare la disponibilità degli accessi da remoto alle piattaforme dell’AD e di mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali necessari;
Abbiamo ribadito la necessità di: -dare impulso e valorizzazione del ruolo dei Comitati permanenti quali “tavoli tecnici”; -promuovere l’adozione di modalità di comunicazione e di coordinamento fra gli enti; -assicurare informazione chiara sulle misure adottate e massima trasparenza nei confronti dei citati organi tecnici nell’evenienza di casi di positività al Covid-19 .
Un nuovo elaborato sarà prodotto dalla AD per il vaglio di SMD e SGD; dunque ancora un aggiornamento della riunione, presumibilmente alla prossima settimana. E’ tutto.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 93 del 28 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, per il prosieguo del confronto sulle risorse derivanti dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale civile della Difesa 2016-2019 ex l. 244/2012, sviluppato sulla base della documentazione prodotta dall’AD, e di cui si riportano di seguito le risultanze.
L’AD ha riepilogato i dati di interesse in una relazione tecnica, allegata alla bozza di decreto 2020 (che si pubblica in allegato su questa pagina), nella quale sono quantificati i risparmi derivanti dalle cessazioni del personale per ciascun anno del periodo 2016-2019, in complessivi 118 milioni di €; di questi il 10%, pari a 11, 8 milioni dovrebbe andare al FUA/FRD del personale civile della Difesa. Intanto la tabella in questione dovrà essere rielaborata alla luce del rilevamento di alcuni errori contabili, per cui il saldo potrebbe essere suscettibile di rettifiche. E’ stato specificato anche che non confluiscono nei risparmi di cui al presente documento le risorse riconducibili a Difesa Servizi, in quanto definite “minori esigenze” dell’Amministrazione, e destinate ad alimentare il funzionamento della Difesa, come previsto dalla riforma Di Paola.
In realtà i risparmi verificati ammontano complessivamente per il periodo 2016-2019 a €. 164.830.620,04, (e il 10% destinato al personale civile ammonterebbe a €. 16.483.062) e avrebbero dovuto essere a suo tempo oggetto di Decreto Interministeriale Difesa – MEF ai fini della destinazione al FUA/FRD; ma questi decreti annuali pregressi non sono stati fatti, e ora corriamo il rischio che il MEF tenga in considerazione solo gli importi relativi all’ultimo triennio, con esclusione intanto almeno dei risparmi imputabili al 2016 (€. 26.833.032,90). Da qui già si rileva il grave danno economico per il personale civile, con le connesse ricadute negative derivanti dalla mancata stabilizzazione nel FUA/FRD del 10% dei risparmi di ciascun anno precedente, che si riverberano negli anni successivi; danni che, ovviamente, denunciamo tutti per intero, riservandoci le valutazioni del caso e le eventuali iniziative.
FLP ha chiesto chiarimenti in merito agli importi mancanti, che nella tabella sono identificati con le quote destinate “All’abbattimento del blocco del turnover”, e quantificate nel 75% dei risparmi del 2016 e 2017 (per complessivi €. 46.573.618,56, il cui 10% non potrà più essere destinato al FUA/FRD). Questa la risposta: Posto che per gli anni 2016-2017 non sono stati fatti i decreti relativi alla quantificazione dei risparmi annuali della Difesa, validati dal MEF, tali risorse non “cristallizzate” sono confluite al MEF. Oggi AD chiede al MEF di farsi riconoscere per quegli anni almeno il 25% dei risparmi, che avrebbero potuto essere destinati alle assunzioni in base alla l. 208/2015. Soldi (€15.524.618,56) che non sono ovviamente stati spesi in virtù dei limiti numerici di personale imposti dalla legge 244/2012, e che confluirebbero nel conteggio finale.
In sintesi i danni subiti dal personale civile della Difesa: riduzione degli organici di 10.000 unità con la Legge 244; tagli dei risparmi per la legge sulla spending review; blocco delle assunzioni; -perdita considerevole di quote strutturali di FUA/FRD (che per es. potevano essere destinate anche alle progressioni economiche negli anni)
E poiché inoltre avrebbero dovuto confluire nel FUA/FRD di questi anni anche le risorse derivanti dalle Indennità di Amministrazione dei cessati, abbiamo chiesto conferme in merito. E’ stato dato mandato a Persociv di verificare e fornire le informazioni richieste da FLP DIFESA.
Particolare la problematica dei dirigenti, in corso di verifica, per i quali la RIA, la retribuzione di risultato e la retribuzione di posizione confluiscono interamente nel Fondo.
Il Capo di Gabinetto ha espresso il massimo impegno dell’AD a cercare di ottenere quanto più possibile dalla interlocuzione col MEF per le annualità pregresse, consapevole che sarà dura vedersi riconosciuti i risparmi più vecchi, fermo restando l’impegno politico a cercare di recuperarli in qualche modo nel caso di esito negativo delle procedure avviate, e ha ribadito che non ci sono le condizioni per prevedere una tempistica rispetto agli sviluppi della questione.
A lui dalle parti è stata riconosciuta la trasparenza, l’aver fatto emergere con chiarezza il problema, e l’impegno per mettere un punto fermo a questa vicenda le cui responsabilità sono evidentemente da andare a ricercare negli anni passati.
Dal Capo di Gabinetto il ringraziamento per il riconoscimento del lavoro fatto, e per il contributo e lo stimolo arrivato dalle parti sociali, fondamentale per affrontare questa spinosissima vicenda. Entro fine settimana saranno comunicati i nuovi appuntamenti. Vi terremo aggiornati.
LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Nel tardo pomeriggio del 26 u.s., la Direzione Generale per il personale civile ha inviato e reso pubblico il testo integrale dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, con l’indicazione delle Parti firmatarie e di quelle non firmatarie con le relative note (testo in allegato 1 su questa stessa pagina)
La trattativa FRD 2020 è partita con enorme ritardo (31 luglio 2020), ma il confronto di fatto si è sviluppato solo a partire dalla seconda riunione (era il 30 set 2020, si veda il Notiziario n. 82 di pari data), e sin da quel momento è apparso chiaro come, preso atto che gli impegni assunti dal Ministro Guerini a luglio u.s. per implementare significativamente la dotazione del FRD 2020 non erano approdati purtroppo ad alcun risultato, una parte delle OO.SS. fosse orientata a non realizzare comunque alcuna progressione economica per il 2020.
Detto orientamento è diventato certezza nel corso della riunione del 15 u.s. (vds. Notiziario n. 86 di pari data), nella quale la delegazione trattante di AD presentò due diverse Ipotesi di accordo, la prima con previsione di n. 2.574 progressioni economiche e la seconda con zero progressioni; in entrambe, poi, come da noi riferito in Notiziario, nessuna previsione di misure finalizzate alla valorizzazione economica del personale di area 1^.
Rispetto all’alternativa proposta dalla Delegazione di AD, la nostra scelta fu da subito molto chiara: quella di avviare una fase di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2020, che era molto attesa dalla stragrande maggioranza dei colleghi, e che si rendeva a nostro avviso doverosa dopo la mancata realizzazione di progressioni per l’anno 2019.
Fummo perciò molto chiari al tavolo di trattativa, chiedendo di avviare le 2.574 progressioni con decorrenza 1.1.2020, modificando al contempo i criteri a maggior beneficio della anzianità, e, nel caso successivamente fossero arrivati davvero le risorse da risparmi L. 244 su cui si era impegnato il Ministro, nulla avrebbe vietato di avviare una nuova e molto più corposa fase di progressioni economiche.
La delegazione trattante si era da subito dichiarata disponibile a tal proposito, poi invece nei giorni successivi, è emersa invece in modo evidente una posizione della Delegazione trattante un po’ pilatesca, del tipo: a noi va bene tutto, scelgano le OO.SS.
E le OO.SS. in maggioranza (tutte, tranne UNSA ed FLP DIFESA,che ha presentato la nota a verbale in allegato 2 su questa stessa pagina)hanno scelto di non fare le progressioni e, incredibile a dirsi, dei 5 mln risparmiati neanche un solo € è andato al personale di 1^ Area che si dice di voler valorizzare. A babbo morto, però: lo si è detto nel 2019 per il 2020; ora nel 2020 per il 2021, ma risultato zero € in tasca!
Per giustificare la scelta di non fare le progressioni 2020, si sono utilizzati due argomenti.
Il primo, che essendo già a metà ottobre, non si sarebbe arrivati con le graduatorie emanate entro il 31 dicembre 2020. Il riscontro storico è però ben diverso: nel 2018, il bando per n. 6898 progressioni (tre volte il numero previsto per il 2020) è stato pubblicato il 21 nov 2018, e in data 22 dic le graduatorie sono poi state pubblicate. Dunque, siglando l’Ipotesi entro il 20 ott 2020, era ragionevole immaginare, magari anche operando pressioni su MEF/FP, che entro 30 giorni l’accordo avrebbe potuto essere certificato, e a seguire si sarebbe dato il via alla procedura.
Il secondo argomento appare ancor più insostenibile: che, nell’ ipotesi di mancata pubblicazione delle graduatorie entro il 31 dicembre 2020, si sarebbe corso il rischio della perdita del relativo finanziamento ( i 5 mln), posizione questa che nei post diffusi da alcune sigle si mette in bocca alla stessa D.G.. Non è proprio così….
Alle sigle firmatarie, e nel caso anche alla nostra DG, facciamo presente a tal proposito che, intanto si sarebbe potuto inserire in accordo una clausola di salvaguardia (vds nota a verbale FLP); in secondo luogo, facciamo loro presente che, in risposta a un quesito dell’Università di Ferrara avente per oggetto “diverso utilizzo delle somme stanziate” per progressioni, assunto a prot. con il n. 6400/2014, l’ARAN con nota n. 12333 del 11.07.2014 (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) rispondeva che le somme non utilizzate nell’anno in corso “devono essere portate in aumento delle risorse dell’anno successivo”, fatta salva la medesima finalizzazione.
In buona sostanza: se le progressioni con decorrenza 1.1.2020 non fossero arrivate al traguardo, i 5 mln impegnati non sarebbero andati persi, ma sarebbero transitati nel FRD 2021 sempre per finanziare progressioni. Perché allora il no?
Questi i fatti, nudi e crudi, e ci è parso doveroso precisare la nostra scelta di fronte ai colleghi.
In allegato, l’Ipotesi di accordo FRD 2020 con firme e note, e in file separato la nota a verbale FLP DIFESA
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno:
L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi con privati per l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture militari, per il tramite di Difesa Servizi, e consente alla Difesa di provare a fare cassa creando sinergie tra pubblico e privato, con convenzioni e accordi locali da cui reperire risorse da destinare, ovviamente fatte salve le priorità operative e manutentive di F. A., al mantenimento/ampliamento dei livelli occupazionali sul territorio, a riattivare Scuole Allievi Operai, ad avviare iniziative formative specialistiche a livello locale. Sarà compito degli SS.MM. di indicare i siti utili allo scopo. L’idea di A.D. è di introdurre un modello che nel contempo valorizzi infrastrutture (x es. il sistema alloggiativo) e porti alla qualificazione del personale. In tale contesto l’A.D. ha ampiamente riaffermato il principio del pieno coinvolgimento delle OO.SS. nei processi decisionali che a partire da domani definiranno contenuti e clausole di accordi e convenzioni (come a suo tempo richiesto da FLP Difesa-vds Notiziario 63/2020). In merito, FLP DIFESA non poteva che apprezzare l’idea di un percorso che nel portare beneficieconomici alla Difesa comportasse benefici per il personale, in particolare in termini di professionalità, e tuttavia rappresentando una qualche preoccupazione sulla necessità di trasparenza dei percorsi da intraprendere per raggiungere l’obbiettivo; ha inoltre ribadito la necessità e l’urgenza di salvaguardare i livelli occupazionaliterritoriali anche in ottica di reinternalizzazione, e ribadito come imprescindibile il ricambio generazionale, stante il progressivo vistoso depauperamento delle risorse umane.
La programmazione strategica di assunzioni del personale civile con proiezioni al 31.12.2024. Il Capo di Gabinetto, Gen. Serino e il CV Burzi del 1° Reparto/SMD hanno introdotto e illustrato il Pianostrategico, sul quale pesa l’obbiettivo di raggiungere le 20.000 unità di personale civile entro il 31.12.2024 di cui ai vincoli assunzionali della L. 244/2012; in realtà il personale civile sta “dimagrendo” molto più velocemente delprevisto, in virtù del maggior numero di pensionamenti conseguenti all’introduzione della “Quota 100”, e perciò, alla luce delle proiezioni di uscita del personale civile, Persociv, di concerto con gli OO.PP., ha consegnato aGabinetto Difesa un piano previsionale di assunzioni da attuare entro il 31.12.2024, per complessive 3.061unità, articolato per profili professionali, Enti e Regioni di destinazione, con riconfigurazione degli organici dal 1 gennaio 2025, al netto degli ex militari transitati all’impiego civile. Il tutto nei limiti assunzionali previsti dallanorma, e subordinato alla quantificazione dei risparmi annualmente conseguiti dall’AD ed agli organici.
La FLP DIFESA nel suo intervento ha rappresentato la necessità:
di un intervento normativo che consenta la proroga del termine del 31.12.2020, sulla riserva del 60% delle assunzioni di tecnici per gli Arsenali, Poli Esercito e stabilimenti militari;
di dare finalmente avvio ad una proposta normativa di riconoscimento della peculiarità del personale civile, in analogia con quanto a suo tempo fatto per il personale militare, che consenta di superare i prevedibili rilievi degli organi certificatori sia ai fini di uno specifico incremento salariale, che ai fini delle assunzioni;
di intervenire con urgenza per rendere strutturali i 21 milioni frutto dell’accordo 5.4.2017 attualmente destinati alla produttività, e in particolare alla performance organizzativa, attualmente certi solo fino a dicembre 2021;
di intervenire sulla legge 244/2012 e sui numeri da questa previsti per il personale civile;
l’importanza della azione politica del Dicastero in merito alle previsioni di assunzioni ordinarie e straordinarie contenute nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2020-2022, e nell’atto d’indirizzo 2021, e in merito all’avvio di strumenti idonei a sostenere incrementi del salario del personale civile utili a colmare il gap;
la necessità di notizie certe in merito ai bandi di concorso ordinari e straordinari già autorizzati;
di porre rimedio alla grave carenza organica attuale che in particolar modo colpisce l’area industriale, e al rischio “collasso”, di cui alle “grida di allarme” rappresentate in diverse sedi, comprese quelle parlamentari, non solo da parte nostra, ma anche dagli Organi di Vertice del Dicastero. Si sottolinea che i numeri autorizzati NON coprono, e sempre meno copriranno, le fuoriuscite di tecnici e di amministrativi in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa e val la pena citare ad esempio la situazione degli Arsenali: il Piano Industriale Integrato 2020-2025 presentato da Maricomlog il 4 giugno u.s., segnalava una carenza di personale al 31.12.2014, del 70% all’Arsenale di Taranto, del 60% a la Spezia e del 55% ad Augusta; e in quel Piano già si parlava di assumere per il 2020, 893 unità di tecnici (445 a Taranto, 273 a Spezia e 175 ad Augusta). Dunque, solo per fare un esempio, vediamo cosa succede all’Arsenale di Taranto: sono previste assunzioni straordinarie di 105 unità per ogni anno dal 2020 al 2022, per un totale di 315 unità (per le quali non sono ancora pronti i bandi di corso-concorso), a fronte delle 445 unità tecniche richieste solo per l’anno 2020; intanto l’Ente già entro fine 2020 presenterà una carenza generale di 626 unità. E le 315 assunzioni autorizzate sono molto inferiori rispetto alle 590 richieste per il triennio 2020-2022. Se questa è la prospettiva per un Ente che pure può considerarsi “fortunato”, non immaginiamo cosa potrà succedere in tutti gli altri, anche nelle altre FF.AA. ;
di intervenire sulle modalità di pianificazione delle assunzioni, da formularsi non più in base alle carenze organiche ma alle effettive esigenze, dunque con la possibilità di adeguare numeri e profili professionali;
di attivare il tavolo tecnico in materia di ex militari transitati all’impiego civile, come concordato lo scorso luglio al Gabinetto a seguito di una nostra storica richiesta, anche in ragione delle possibili ricadute sulla programmazione assunzionale in corso.
Il Capo di Gabinetto ha registrato le richieste, ma ovviamente ha tenuto a precisare che i lavori presentati da SMD e Gab. Difesa non avrebbero potuto prescindere dai limiti imposti dalla legge 244/2012; ed ha preannunciato l’illustrazione del documento al termine della riunione (sui risparmi) di mercoledì 28 ottobre, nella quale sarà fornito un calendario preciso dei successivi incontri.
Notizie più specifiche in merito alle procedure in atto sono state fornite dal D.G. di Persociv, e in particolare:
sono già stati completati a luglio presso la Commissione RIPAM concorsi quali quello per 48 amministrativi, e per 38 dirigenti, e altri saranno gestiti sempre dal RIPAM e dal FORMEZ;
sono in corso interlocuzioni con la F.P. per la predisposizione di un bando unico comprendente le assunzioni straordinarie già autorizzate di 2^ e 3^ area;
sono in fase avanzata le interlocuzioni con FP per l’emanando DM relativo al corso concorso di 315 unità per l’Arsenale di Taranto, che prevede una prima selezione, poi un corso/stage presso l’Arsenale, e l’ esame finale;
sono in corso di definizione i criteri di selezione per l’assunzione del personale di Campalgenio;
i dati elaborati per la pianificazione delle assunzioni sono al netto del personale militare transitato;
è in via di predisposizione il Piano Triennale di Fabbisogni, posto che l’attuale scade quest’anno.
E’ tutto, vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 88 del 19 ottobre 2020 –
Il Capo di Gabinetto gen. C.A. P. Serino. che ha presieduto la riunione
Si è svolta oggi al Gabinetto del Ministro della Difesa la riunione del tavolo tecnico con all’o.d.g. il decreto di accertamento dei risparmi ex L.244/2012 (riordino FF.AA) e la previsione dei risparmi per cessazione del personale fino al 2024.
Di seguito, riassumiamo quanto riferito in avvio di riunione dal Capo di Gabinetto, gen. Pietro Serino:
È stata resa nota la quantificazione dei risparmi della Difesa di cui alla legge 244/2012 negli anni pregressi (10 mln all’anno circa per i periodi 2016-2018 e altri 65 per il 2019), dunque 95 milioni in tutto, il cui 10% da destinare al FRD Difesa ammonta a 9,5 mln; le tabelle analitiche e la relazione illustrativa allegate allo schema di decreto sono state da A.D. anticipate al MEF per la certificazione e ne è stato assicurato l’invio entro questa settimana anche alle OO.SS., per le eventuali modifiche/integrazioni da sottoporre eventualmente al MEF ;
I risparmi della Difesa per il 2020 sono presuntivamente quantificati in 72 milioni di euro, ma ovviamente potranno essere accertati solo nel 2021, e in questo caso il 10%, sarebbe pari a 7,2 milioni con analoga destinazione al fondo di produttività 2021 del personale civile, anche qui previa certificazione del MEF;
a tal riguardo, il Ministro ci ha fatto sapere di aver chiesto di inserire nel DDL Bilancio 2021 una norma che incrementa le percentuali dei risparmi da destinare al FRD del personale civile dal 4-10% attuali al 25-70%, il che porterebbe ad un forte incremento delle risorse utili a ridurre, già dal 2021, il GAP retributivo del pers.civile;
lo stesso DDL bilancio dovrebbe contenere norme per l’attuazione dell’operazione di perequazione delle Indennità di Amministrazione fra dipendenti pubblici, per come previsto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27.12.2020, n. 160, art. 1 commi 143 e 144) che ha disposto l’istituzione di un fondo pari a 80 milioni di euro destinato all’armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri a decorrere dall’ anno 2021. A partire dal 2020, il fondo potrà essere inoltre alimentato, con le eventuali somme che si rendessero disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021, da attuare da gennaio 2021.
FLP DIFESA nel suo intervento ha innanzi tutto contestato il ritardo nella calendarizzazione della riunione odierna, attesa già per la prima metà di settembre, posto che i suoi esiti hanno pesantemente condizionato la trattativa sul FRD 2020 e che, salvo “ripensamenti dell’ultima ora” di altre sigle, a tutt’oggi vede solo la FLP DIFESA sostenere, con le risorse attualmente disponibili, la seconda proposta dell’A.D., vale a dire quella comprensiva delle progressioni economiche per 2574 unità; ha contestato la riduzione delle risorse da risparmi come oggi quantificate, e denunciato la loro indisponibilità per le progressioni economiche nel 2020, che, se unite a quelle già individuate nel FRD 2020 Difesa, avrebbero consentito di colmare le zero progressioni 2019; ha chiesto conferme in merito alla stabilizzazione dei 21 milioni di euro di cui all’accordo CGIL-UIL-FLP del 5 aprile 2017 destinati a compensare il GAP economico e poi destinati alla performance organizzativa, risorse che per ora non sono strutturali; ha chiesto di conoscere i dati analitici relativi ai risparmi pregressi e a quelli 2020, ivi compresi ovviamente i dati relativi ai pensionamenti; ed ha chiesto infine di sapere se il Gabinetto abbia formulato una qualche proposta normativa per il riconoscimento della peculiarità del ruolo del personale civile, in analogia con quanto già avvenuto per il personale militare, che consenta l’attribuzione di risorse utili a colmare il GAP retributivo con altri dipendenti pubblici anche tramite l’istituzione di un Fondo Integrativo Speciale.
Val la pena di riferire che alla richiesta di altre sigle di riferire in merito alla proposta di istituire una Indennità di Funzione, la delegazione AD ha espresso perplessità circa la sua percorribilità in ragione delle difficoltà che incontrerebbe in F.P. (come da tempo FLP Difesa ha rilevato, e da qui la ns. proposta alternativa).
Questi i contenuti del tavolo tecnico odierno, che proseguirà i propri lavori il 28 ottobre p.v., mentre come noto il 26 p.v. è previsto il tavolo tecnico in materia di assunzioni e sulle Capitanerie di porto. Tavoli tecnici, però, dove è mancata l’Autorità Politica, che avrebbe dovuto rispondere sulle diverse questioni che hanno tutte una prevalente connotazione politica.
Nell’attesa, attendiamo ora il DDL Bilancio 2021….
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 87 del 17 ottobre 2020 –
Sono avviati già da mesi, presso il Ministero del Lavoro, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini di una riforma previdenziale che si ponga come obiettivo il superamento di tutte le criticità innescate dalla riforma Fornero. Del tavolo precedente, abbiamo riferito nel Notiziario n. 79 del 21 sett. u.s., ed aveva riguardato le novità da inserire nel DDL Bilancio; quello in agenda per mercoledì 14 ott u.s., invece, avrebbe dovuto riguardare le scelte di riforma della L. Fornero, ma così non è stato, nel senso che si è ancora parlato delle opzioni da inserire in finanziaria.
Riportiamo qui di seguito il comunicato diffuso a fine riunione dalla nostra Confederazione.
“ La riunione tenutasi ieri con il vertice politico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si è limitata a prendere atto delle proroghe e delle altre misure da inserire nella legge di Bilancio 2021, già annunciate nella riunione del 18 settembre.precedente, abbiamo riferito c
Sostanzialmente si tratta della proroga degli istituti Opzione donna e Ape sociale (è ancora da verificare la fattibilità economica di una estensione dei beneficiari anche ai lavoratori fragili da noi richiesta), dell’estensione del contratto di espansione alle imprese al di sotto dei mille dipendenti, di un possibile ricalcolo ai fini pensionistici dei periodi di part time, e di un alleggerimento dei costi sostenuti dalle aziende per lo scivolo dei dipendenti verso la pensione (isopensione).
Abbiamo di nuovo confermato la nostra sostanziale condivisione rispetto a queste misure, ma come CSE abbiamo ribadito la necessità che non vada perso l’impegno assunto dalla Ministra Catalfo all’atto di insediamento di questi tavoli di confronto, sulla necessità di riformare in modo compiuto e organico il sistema pensionistico.
Il Paese, gli attuali pensionati e chi dovrà andare in pensione, hanno bisogno di una profonda riforma che elimini le attuali iniquità, garantisca il riconoscimento del lavoro svolto, tuteli il reddito, riconosca ai fini pensionistici i lavori usuranti rivisti anche alla luce dei fenomeni pandemici in atto.
Abbiamo quindi ribadito le principali priorità che dovranno essere affrontate nei prossimi giorni in sede di confronto politico e tecnico:
individuazione delle finestre di uscita al termine del triennio sperimentale di quota 100 che superino le iniquità della legge Fornero;
rivalutazione del montante di aggiornamento delle pensioni, al fine di tutelare il potere d’acquisto degli attuali pensionati;
staffetta generazionale con meccanismi che consentano l’uscita dal lavoro e nuove assunzioni;
separazione tra previdenza e assistenza;
rivisitazione e aggiornamento dei lavori usuranti;
superamento degli inaccettabili vincoli sull’erogazione del TFS/TFR ai pensionati pubblici.
Condizioni queste necessarie a dare senso e dignità al confronto con le parti sociali che altrimenti rischia di essere solo un mero, e inutile, esercizio formale”
Nelle prossime settimane ci dovrebbe essere una nuova convocazione Vi terremo puntualmente informati.
Notiziario FLP Difesa n. 100 del 16 novembre 2020 – Si è svolta in data odierna la riunione a PERSOCIV con la delegazione trattante per l’aggiornamento del protocollo nazionale sicurezza da Covid-19, ancora una volta interlocutoria in ragione della riserva da parte dell’AD di valutare le reiterate richieste di parte sindacale. In ogni caso la […]
Notiziario FLP DIFESA n. 98 del 13 novembre 2020 – Dopo le audizioni in Commissione parlamentare Difesa dei Capi di SS.M. di F.A., gen. Farina (EI), gen. Rosso (AM) e amm. Cavo Dragone (SMM) – si vedano rispettivamente i nostri Notiziari n. 90 del 23.10 , n. 96 del 3.11 e n. 97 del 5.11.2020 […]
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Notiziario FLP Difesa n. 95 del 2 novembre 2020 – La FLP DIFESA informa che l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance (OIV) del Ministero della Difesa, con lettera del 24.09.2020 e trasmessa al il 28.09.2020, ha validato nel suo complesso la “Relazione sulla performance dell’anno 2019 dell’Amministrazione Difesa” approvata con DM 15.09.2020 e trasmessa all’OIV. […]
Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 – Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti. In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le […]
Notiziario FLP Difesa n. 93 del 28 ottobre 2020 – Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, per il prosieguo del confronto sulle risorse derivanti dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale civile della Difesa 2016-2019 ex l. 244/2012, sviluppato sulla base della documentazione prodotta dall’AD, e di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 28 ottobre 2020 – Nel tardo pomeriggio del 26 u.s., la Direzione Generale per il personale civile ha inviato e reso pubblico il testo integrale dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, con l’indicazione delle Parti firmatarie e di quelle […]
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