Si è svolta oggi a Persociv la riunione avente ad oggetto il FRD 2020, e le progressioni economiche 2020. Dopo l’ultima ricognizione delle esigenze relative ai primi nove mesi dell’anno per ppl, turni e reperibilità, la D.G. ci ha sottoposto due nuove bozze di accordo, nelle quali si prevede, in alternativa l’attuazione di 2574 progressioni 2020, per €. 4.930.419,98 €, (che FLP DIFESA vuole) o la non attuazione (come vogliono altre sigle) delle stesse progressioni per l’anno in corso, e dunque con decorrenza 1.1.2020, preferendo il rinvio al 2021 esattamente come nel 2019 quando si era fatto rinvio al 2020, senza poi centrare l’obiettivo. Errare humanum est, perseverare diabolicum! FLP DIFESA non ci sta! FLP DIFESA pensa che le progressioni, ancorché in numero limitato, vadano comunque fatte anche per recuperare un percorso già interrotto nel 2019. Che va ripreso! A tal proposito, Persociv ha confermato la sua disponibilità a dare seguito alle procedure per le progressioni 2020, pur con le difficoltà della ristrettezza dei tempi di esecuzione. Ed è significativa al proposito l’esperienza del 2018, quando il bando di concorso dell’AID, felicemente concluso, recava la data del 22 novembre 2018.
La D.G. ha chiarito le variazioni intervenute rispetto alle precedenti versioni: il MEF ha reso disponibili le risorse provenienti dal FESI incrementando il FRD di 600.000 €.; AID ha chiesto di incrementare di 300.000 €. la propria quota per remunerare turni già effettuati, la cui spesa è lievitata in costanza di prestazioni in conseguenza dell’aumento di tale indennità dopo la contrattazione nazionale del 2018 , richiesta che ha trovato l’accoglimento del tavolo. A tale proposito, la stessa AID, presente all’incontro ha preannunciato l’intendimento di chiedere, in sede di rinnovo della convenzione triennale con la Difesa, che le risorse per il salario accessorio vengano attribuite sulla base delle effettive esigenze e non più in base alla mera proporzione numerica di personale in forza.
Queste le richieste e le valutazioni di FLP Difesa:
Alla luce dell’esperienza 2019 e 2020 in AID e in AD, è di tutta evidenza la necessità di riavviare al più presto tavoli tecnici per la razionalizzazione di ppl, turni e reperibilità al fine di pianificare in modo trasparente e chiaro le risorse necessarie per queste attività, e i relativi pagamenti;
E’ del Ministro della Difesa la grande responsabilità di aver condizionato la tempistica dell’accordo, senza dare riscontro agli impegni presi per settembre; in ogni caso, poiché anche le scelte della D.G. hanno diluito ulteriormente i tempi, oggi FLP Difesa, nel sostenere con fermezza l’ipotesi che prevede le progressioni 2020,chiede all’Amm.ne di spendersi con tutte le proprie forze per realizzarle, promuovendo la procedura a tutti i livelli istituzionali, come già positivamente sperimentato nel 2018.
In merito ai criteri proposti dall’AD per le eventuali progressioni, abbiamo chiesto di diminuire il punteggio da 32 a 27 riferito al “Periodo di servizio nella medesima fascia retributiva” e di aumentare il punteggio massimo previsto per la voce “Competenza professionale” da 15 a 20 punti, al fine di agevolare al massimo le maggiori anzianità di servizio; e come già nel 2018, abbiamo espresso perplessità rispetto ai punteggi da assegnare in caso di assenza di scheda di valutazione. Ma ad ogni buon conto abbiamo precisato che, anche ove le nostre proposte di modica del criterio anzianità non avessero trovato accoglimento, in ogni caso avremmo confermato la disponibilità a firmare solo l’accordo che prevede le progressioni. Ciò anche tenuto conto del fatto che la convocazione del tavolo tecnico al Gabinetto del Ministro non ci dà certezza del reperimento dei promessi ed agognati 20 milioni da destinare alle progressioni, e nella considerazione che una nuova nota congiunta all’accordo come quella del 2019, da noi non sottoscritta, che impegni le parti a nuove progressioni, non porti ad alcun risultato concreto, come è avvenuto per l’anno in corso.
Abbiamo chiesto di rendere trasparenti nell’accordo i numeri delle posizioni organizzative, e l’avvio di una procedura che renda leggibili in busta paga dei dipendenti gli elementi costitutivi delle singole voci del salario accessorio;
Abbiamo chiesto di anticipare all’inizio dell’anno l’avvio della trattativa 2021, per evitare il riproporsi della situazione odierna, e per agevolare i pagamenti delle varie voci di salario accessorio già nel corso dell’anno.
In conclusione Persociv valuterà le nostre proposte, ritenute di per sè accettabili, riservandosi le decisioni alla fine degli incontri odierni; in ogni caso ne conosceremo gli approdi nella giornata di domani, quando sarà trasmesso alle parti il testo definitivo. Vedremo le scelte conclusive, sulle quali ovviamente torneremo per una più attenta riflessione.
E resta sempre di attualità l’incapacità di trovare soluzioni anche economiche di valorizzazione dei colleghi di 1^ Area, per i quali nulla è previsto anche nel testo che non prevede le progressioni 2020.
Intanto il protocollo COVID 19 è in elaborazione alla luce delle normative intervenute nel frattempo, e dovrà essere condiviso con SMD e SGD prima dell’invio alle OO.SS. per la riunione da tenersi giovedì 22 o venerdì 23 p.v. .
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 7 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione per l’aggiornamento del Protocollo sulle misure di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile. Il Protocollo infatti portava la data dello scorso 22 giugno, e ovviamente aveva perso la sua incisività dopo la emanazione della l. 77/2020, e della Direttiva n. 3 della Funzione Pubblica, e la autonoma emanazione da parte degli Organi di Vertice di atti e circolari interne senza interfacie con le OOSS., giustificandosi così al livello locale la gestione unilaterale della fase del rientro. Tuttavia la recrudescenza dell’epidemia, che si è manifestata anche all’interno della Difesa con diversi focolai, insieme all’aumento dei rischi determinato oggi dalla riapertura delle scuole, fanno si che non possiamo assolutamente dirci fuori dall’emergenza, e che le misure per la sua gestione debbano continuare ad essere monitorate ed adeguate all’interno dei nostri luoghi di lavoro.
Il testo proposto dall’AD è stato adeguato agli aggiornamenti normativi intervenuti da giugno in poi, e contiene due modifiche sostanziali: è stata eliminata la previsione dell’impegno dell’A.D. ad acquisire accessi da remoto a tutto il personale in lavoro agile, ed è stata “alleggerita” la parte relativa alla sanificazione degli ambienti; in merito FLP Difesa ha chiesto: 1) che venga riaffermato l’impegno di AD a proseguire nell’attività di implementazione degli accessi da remoto, nell’ottica di uno smart working sia emergenziale che ordinario e di un processo di digitalizzazione irreversibile; 2) che il punto relativo alla sanificazione venga riformulato in modo più preciso sancendo l’impegno alla periodicità almeno quindicinale della sanificazione volumetrica e della igienizzazione degli ambienti di lavoro e degli impianti di aerazione e condizionamento/climatizzazione, tramite aziende specializzate e con l’utilizzo dei prodotti aventi le caratteristiche previste dall’Autorità sanitaria.
Ma più in generale le proposte di FLP Difesa sono state mirate alla compiuta applicazione dell’art. 263 del d.l. 34/2020, modificato in l. 77/2020 e delle sue finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 da adottare sino al 31.12.2020, (termine aggiornato al 31 gennaio 2021 con DPCM pubblicato proprio oggi in G.U): il ricorso al lavoro agile in modalità semplificata e la rimodulazione dell’organizzazione del lavoro attraverso una maggiore flessibilità degli orari di lavoro.
Pertanto, abbiamo presentato proposte su più fronti, e ne riepiloghiamo punti salienti rinviando al testo integrale per una analisi più approfondita:
il recupero della disciplina del lavoro agile come originariamente concepita dalla normativa del 2015 e del 2017 e dalla direttiva della FP n. 3/2017, tenuto conto che la normativa anti COVID ne semplifica solo le modalità di adozione, ma non interviene su quelle di attuazione; in particolare l’art 18, c.1 della L 81/2017 introduce e promuove “…il lavoro agile.. … quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato…:
senza precisi vincoli di orario: la prestazione ha i soli vincoli del limite di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. E perciò abbiamo chiesto:
il riconoscimento al dipendente dell’autonomia di gestione del proprio orario nell’arco della giornata all’interno dell’orario di servizio dell’Ente, fino al completamento della prestazione lavorativa prevista per quel giorno;
Il riconoscimento del diritto alla disconnessione mediante la previsione di un periodo di riposo di almeno undici ore.
la autocertificazione come documentazione probante la durata della prestazione, le eventuali sospensioni e le riprese;
la creazione di apposita voce del sistema di rilevamento dell’orario per la registrazione delle attività rese.
Senza precisi vincoli di luogo di lavoro: la prestazione lavorativa può essere eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa.
la valorizzazione delle relazioni sindacali nell’emergenza COVID 19, e in particolare dei Comitati: abbiamo chiesto di integrare il protocollo con le seguenti previsioni:
la partecipazione alle relative riunioni sia considerata attività di servizio a tutti gli effetti di legge;
sia assicurata la costante ed esaustiva comunicazione, il coordinamento fra enti dello stesso territorio tenendo conto delle ditte esterne che vi prestano servizi, il massimo coinvolgimento dei Comitati in caso di insorgenza di eventuali contagi;
la ricognizione delle attività telelavorabili sia eseguita congiuntamente.
Sia ricondotta al confronto locale la organizzazione del lavoro nella fase della ripresa sino al 31 dicembre 2020, (ora 31 gennaio 2021) , e dunque i seguenti temi:
la flessibilità dell’orario di lavoro e articolazione giornaliera e settimanale: – possibilità di ampliamento dell’orario di servizio; – individuazione di un più ampio ventaglio di articolazioni di orario di lavoro, al fine di evitare assembramenti in accessi e uscite nella sede di servizio, di contemperare le esigenze di cura familiare, di rendere compatibili gli orari con quelli dei servizi pubblici, quali scuole e mezzi di trasporto; – la articolazione mista della prestazione lavorativa, parte in presenza e parte in smart working nella stessa giornata oppure per giornate intere alternate per le due fattispecie; – la possibilità di maturare situazioni di debito/credito orario da compensare entro due mesi nei giorni di rientro nella sede di servizio;
la gestione dei rientri eapplicazione al lavoro agile di almeno il 50% del personale impiegato nelle attività telelavorabili;: devono essere evitati rientri massivi e indiscriminati, e si deve tutelare la fragilità, le esigenze di cura familiare, il pendolarismo, anche mediante la esclusione dal computo della quota percentuale. Ciò anche tenuto conto che la FP si è espressa nel senso che tale percentuale possa arrivare anche al 100%. Si chiede inoltre di calcolare la quota sulla base dell’intera compagine di lavoro, e non solo sulle presenze di civili, tenuto conto della sproporzione numerica delle due anime..
L’aggiornamento/implementazione della mappatura delle attività telelavorabili, sia in ottica antinfortunistica che in quella di stabilizzazione del lavoro agile nella PA, come da normativa.
Le misure antinfortunistiche in senso stretto: abbiamo chiesto fra l’altro: – di definire la posizione giuridica in cui si viene a trovare il dipendente positivo ai test sierologici, posto in quarantena di tre giorni; – la predisposizione di locali di isolamento/biocontenimento per il dipendente sintomatico e di mezzi per il suo rientro a domicilio; -l’impegno dell’AD a fornire anche ai civili che ne facciano richiesta test sierologici e molecolari, e il vaccino antinfluenzale.
Infine abbiamo ribadito la necessità di approdare entro il 31 gennaio 2021 alla redazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA), e chiesto l’impegno a concludere un separato accordo per il lavoro agile nella Difesa nella forma ordinaria.
L’AD invierà a breve un testo coordinato, su cui riprendere il confronto il prossimo 15 ottobre p.v. . La data sarà utile anche per riprendere, e possibilmente chiudere, il percorso sul FRD 2020. Ma non ci sono novità in merito ai 20 milioni promessi dal Ministro per le progressioni. In allegato il testo con le nostre proposte.
Vi aggiorneremo, come sempre, quando avremo nuovi elementi utili. Fraterni saluti
Notiziario FLP Difesa n. 82 del 30 settembre 2020 –
Si è tenuta oggi a Persociv una riunione avente inizialmente all’ordine del giorno sia il FRD 2020 che l’aggiornamento del Protocollo COVID, a distanza di ben due mesi e mezzo dagli interventi normativi di luglio con tutte le importanti ricadute sulla organizzazione del lavoro in progressivo rientro, con tutti i rischi connessi, che avrebbero dovuto essere regolamentati in dettaglio con l’aggiornamento del Protocollo Difesa, insieme ad una disciplina più adeguata del lavoro agile nell’emergenza. Va precisato che nel corso della riunione sul FRD 2020 dello scorso fine luglio le parti avevano concordato di aggiornare la riunione a settembre, dopo la prevista riunione al Gabinetto del Ministro Guerini, nella quale lo stesso avrebbe riferito in merito agli sviluppi del suo impegno di recuperare e rendere esigibili i 20 milioni dei risparmi di bilancio della Difesa, che avrebbero cambiato le sorti della contrattazione e della pianificazione delle progressioni 2020. Nessuna convocazione è arrivata dal Gabinetto del Ministro a oggi, e nessuna notizia dei 20 milioni. Perciò Persociv ha deciso di superare gli indugi, e ci ha finalmente convocato unendo nell’ordine del giorno le due tematiche. A Persociv va la nostra impietosa contestazione rispetto alla scelta di aver ritardato incomprensibilmente e pesantemente l’avvio dell’aggiornamento del Protocollo COVID, e di avere deciso ancora oggi di anteporre a questo tema, che sarà oggetto della riunione del prossimo 7 settembre, quello del FRD 2020, di cui peraltro, visti i contenuti, non si comprende l’urgenza.
Dobbiamo piuttosto rendere un immenso e dovuto grazie a tutti quei dirigenti sindacali che sul territorio si sono spesi infaticabilmente per contribuire ai lavori dei Comitati e per dare forma compiuta ai protocolli locali e alle misure utili a salvaguardare l’incolumità e la salute dei nostri colleghi e delle loro famiglie, anche in assenza di un aggiornamento del Protocollo nazionale dopo la emanazione della normativa di luglio. E intanto la situazione non si è risolta, anzi stanno notoriamente aumentando i casi di contagio nella difesa.
Ad ogni buon conto, solo nel tardo pomeriggio di ieri ci sono state fornite le bozze di accordo e oggi il confronto si è concentrato sulle questioni inerenti il FRD 2020 e sulle relative Progressioni.
Abbiamo analizzato le due proposte, che ad ogni buon conto pubblichiamo in allegato 1 e 2 su questa pagina, e le abbiamo riepilogate nella tabella di seguito riportata, nella quale sono indicati:
I dati relativi al FRD 2019;
quelli contenuti nella proposta FRD 2020, presentata dall’Amministrazione lo scorso luglio;
le due nuove proposte FRD 2020 dell’Amministrazione discusse oggi, di cui una prevede l’accantonamento di 3 milioni per le progressioni e l’altra le esclude totalmente.
Come anticipato all’inizio, non c’è segnale di vita dei 20 milioni che il Ministro si era impegnato a recuperare, e dunque per ora è preclusa la possibilità di bandire nel 2020 le relative progressioni per circa 12.000 passaggi di fascia; per quanto riguarda invece la distribuzione delle risorse nelle diverse voci, vediamo che:
Il FRD aumenta dai 47.361.688 euro del 2019 ai 48.395.055 euro del 2020;
Le risorse per le Posizioni Organizzative, quantificate nel 2019 in €. 2.437.305, restano invariate;
Le risorse per la reperibilità, quantificate nel 2019 in €. 2.990.656, restano pressoché invariate;
Le risorse per le Particolari Posizioni di Lavoro (indennità di rischio, disagiata, indennità di imbarco, etc) passano dagli iniziali €. 2.131.278 del 2019 a €. 1.448.628 della proposta di luglio 2020, evidentemente derivanti dalle minori esigenze conseguenti all’emergenza, ma tornano ai valori del 2019 nella bozza di settembre (ritenendo che le minori esigenze iniziali possano compensarsi con maggiori esigenze della seconda parte dell’anno);
Le risorse per i turni, quantificate nel 2019 in €.10.399.597, nella proposta di luglio sono state quantificate in €. 8.381.381, e nella odierna proposta vengono riportate alla situazione ante-COVID, a €. 10.399.597, con la stessa logica di cui al punto precedente;
La performance organizzativa, la performance individuale, il FUS e le Progressioni invece si modificano sensibilmente, secondo il seguente prospetto:
PERFORMANCE ORG.
PERFORMANCE IND.
FUS
PROGRESSIONI
FRD 2019
21.000.000
(Quota ind. 845,10)
2.500.000
(Quota ind. 100,61)
5.832.849
(Quota ind. 234,73)
/////////////////
BOZZA FRD 2020 LUGLIO 2020
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
2.500.000
(Quota ind. 105,90)
4.609.470
(Quota ind. 195,26)
5.000.000
(circa 2.500-3.000 passaggi di f.r.)
+ 20.000.000 derivanti dai risparmi di bilancio
(circa 12.500-15.000 pas
saggi)
BOZZA FRD 2020
SETT 2020
CON PROGRESSIONI
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
1.600.000
(Quota ind. 67,78)
4.776.216
(Quota ind. 201,90)
3.000.000
(circa 1.700 circa)
BOZZA FRD 2020
SETT 2020
SENZA PROGRESSIONI
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
3.000.000
(Quota ind. 127,08)
6.366.216
(Quota ind. 269,77)
////////////////////
Due proposte difficilmente accettabili, soprattutto se si tiene conto che:
Persociv asserisce di aver fornito al Gabinetto del Ministro tutta la documentazione di competenza sui risparmi di cui alla l. 244, dunque la questione è tutta nelle mani del Ministro Guerini, che non ha per ora riscontrato (soprassediamo sul diverso livello di attenzione nei confronti del personale in divisa); resta dunque al palo l’aspettativa di bandi per un numero significativo di progressioni (i 20 milioni, sommati ai 5 di luglio, avrebbero portato, a spanne, a 12.500 progressioni, circa 1 su 2);
la proposta FRD 2020 dell’Amministrazione non evidenzia i risparmi derivanti dal ricorso, durante l’emergenza, all’esenzione o alla rotazione con minor numero di prestazioni rese in presenza; piuttosto è stata proposta nella bozza di settembre l’adozione della indennità per turni per le giornate/ore di lavoro agile “a disposizione” (una forma di reperibilità per turnisti in lavoro agile). Ma questa proposta presenta profili di illegittimità che si presterebbero ai rilievi degli organi certificatori, come da noi rappresentato, e peraltro condiviso con il D.G., per cui questa voce dovrebbe essere cassata. Ovvio che i risparmi di cui sopra potrebbero direttamente alimentare il FUS, e per quanto possibile le progressioni 2020; perciò l’Amministrazione si è impegnata ad avviare una nuova ricognizione sulle particolari posizioni di lavoro, turni e reperibilità che faccia il punto di situazione delle risorse realmente utilizzate nei primi 9 mesi dell’anno;
le risorse per le progressioni sono ridotte dai 5 milioni di €. indicati a luglio a 3 milioni indicati a settembre;
l’altra alternativa è di stralciare la previsione di progressioni e potenziare FUS e le due performances.
Proposte che lasciano aperte ferite ancora dolenti: le continue perdite subite negli anni dai colleghi di 1^ area, e la mancata attuazione di progressioni nel 2019. La trattiva riprenderà dopo la ricognizione di cui sopra, e intanto chiediamo (vds all.) un incontro urgente presso il Ministro per avere riscontro sullo stato attuale della procedura e della necessaria certificazione del Mef per la esigibilità dei tanto attesi 20 milioni di €. entro il 2020.
In merito ai pagamenti di performance organizzativa e individuale, sono state validate due giorni fa da OIV e andranno in pagamento a novembre; non risulta invece possibile procedere agli anticipi di PPL, turni e reperibilità 2020 prima che si firmi l’ipotesi di accordo FRD 2020.
In allegato 3, la lettera da noi inviata al Gabinetto
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati, cordialissimi saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 –
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile nell’ambito della Pubblica Amministrazione nell’emergenza, e alle potenzialità del suo decollo a regime:
Nel rimandarvi alla lettura dell’articolato sottolineiamo come lo stesso affronta diversi aspetti e non si limita a definire unicamente quelle che dovrebbero essere le proposte per il decollo del lavoro agile a regime.
La situazione attuale, infatti, è purtroppo caratterizzata ancora da una evidenza epidemiologica, nazionale e internazionale, assolutamente preoccupante e quindi è necessario affrontare questi mesi con la dovuta attenzione, utilizzando ancora le modalità straordinarie del lavoro agile o da remoto, come fattore di prevenzione del contagio.
Le fughe in avanti di troppe Amministrazioni, dovute ad un’interpretazione letterale e molto spesso restrittiva del comma 263 del Decreto rilancio, tra l’altro adottato in una fase che sembrava diversa dal punto di vista del diffondersi del Covid 19, con il rientro in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso senza le dovute attenzioni neanche dei cosiddetti lavoratori fragili, comporta a nostro parere, la necessità di una modifica del quadro normativo o comunque di direttive precise da parte della Ministra Dadone.
La scansione temporale prevista dal comma 263 (cessazione del lavoro agile come modalità di svolgimento ordinario della prestazione dal 15 settembre 2020 e lavoro agile per il 50 per cento del personale impiegabile nelle attività cosiddette “smartabili” fino al 31 dicembre 2020) deve essere riorientata, e correlata all’andamento epidemiologico, con particolare riferimento anche all’apertura delle scuole, attese le ricadute che si stanno già avendo , in particolare per i genitori con figli minori di 14 anni, sia per le chiusure degli Istituti che per gli orari diversificati e i turni di lezione.
Così come vanno definite meglio, ed in modo più flessibile e semplice, le misure di prevenzione per i lavoratori fragili, meritevoli di una maggiore attenzione sanitaria quanto più aumenta la presenza nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici.
Per quanto concerne invece gli aspetti a regime il documento parte dal presupposto che, per far decollare veramente questa nuova modalità di articolazione della prestazione lavorativa, è necessario un vero cambio di paradigma, che modifichi l’organizzazione degli Uffici e del lavoro, rafforzi la capacità tecnologica delle Amministrazioni, superi il gap infrastrutturale delle reti, aumenti la dotazione degli apparati informatici, implementi la digitalizzazione dei processi, la creazione e l’interoperabilità delle banche dati, renda fruibili da remoto a cittadini, imprese e addetti la totalità dei servizi e delle prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni.
E’ di tutta evidenza che l’adozione del lavoro agile produrrà a regime notevoli ricadute anche sul rapporto di lavoro; andranno quindi rivisti e riscritti numerosi istituti, compresi quello relativo all’articolazione dell’orario di lavoro e alle sue modalità di rilevazione, il riconoscimento del diritto alla disconnessione, le nuove modalità di individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e le condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono).
Così come andranno ridefinite le modalità di riconoscimento del salario di produttività e dei buoni pasto, i sistemi di valutazione, il riconoscimento dei permessi e tutte le garanzie contrattuali relative al rapporto di lavoro.
Ma il punto centrale, che spesso viene sottaciuto o non affrontato con la dovuta attenzione, è quello del nuovo ordinamento professionale.
Il lavoro agile a regime comporta certamente nuovi livelli di responsabilità e di autonomia connessi alla lavorazione di intere fasi del processo, oggi disarticolato in più fasi, di scelte da adottare in tempo reale, oggi invece centralizzate burocraticamente e di competenza del vertice della piramide gerarchica.
Per fare questo è necessario individuare nuovi profili e una diversa articolazione delle attuali aree professionali, riaprire con decisione le carriere, oggi ingessate da inaccettabili vincoli normativi riconoscendo le tante professionalità presenti nei nostri Uffici, procedere ad una stagione di formazione dedicata e diffusa, incrementare gli organici con assunzioni mirate nei settori strategici e per le professionalità necessarie.
E’ necessario quindi un quadro organico di azioni e misure, che preveda l’utilizzo coerente dei diversi strumenti necessari ( da quello normativo a quello regolamentare, a quello contrattuale.
In questo ambito un Accordo quadro del Governo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali appare a nostro parere la cornice indispensabile per permettere finalmente il decollo del lavoro agile e allo stesso tempo una vera modernizzazione delle nostre Amministrazione. Che è quello che da tempo ci chiede il Paese tutto.
Infine, occorre anche ricordare che l’art. 263 della legge 77/2020 prevede che “… entro il 31 gennaio 2021, le Amministrazione Pubbliche rendono, sentite le Organizzazioni Sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA)”, che dovrà recare le modalità attuative del lavoro agile, per le cui attività è previsto che “almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersene”, e che dovrà al contempo definire “le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti”.
Tenuto conto che il 31 gennaio non è poi così lontano, e considerate altresì l’importanza della predetta scadenza e l’attesa e l’interesse che suscita nei colleghi, invitiamo i nostri Coordinamenti Nazionali a seguire con grande attenzione questa partita sollecitando le Amministrazioni ad aprire da subito i confronti con le Parti sindacali.
La Segreteria Generale FLP
Sottolineiamo la particolare rilevanza di questo studio e di queste proposte, dettagliate nel citato articolato che pubblichiamo in allegato 1, che mirano alla introduzione di una disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, e dunque della citata prestazione lavorativa in “modalità ordinaria”.
Segnaliamo in merito l’iniziativa adottata da questa Segreteria Nazionale con la Nota al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 2, con la quale si chiede l’avvio di un percorso operativo che porti alla redazione entro il 31 gennaio 2021, come previsto dall’art. 263 della l. 77/2000, di un Piano Organizzativo per l’attuazione del Lavoro Agile (POLA) all’interno della Difesa.
Notiziario FLP Difesa n. 79 del 21 settembre 2020 –
la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 35 del 18 u.s. della Segreteria Generale della FLP, relativo all’incontro della delegazione CSE con la Ministra del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia CATALFO in materia di pensioni:
“Bene la proroga di opzione donna e APE Sociale. Ora però bisogna mettere mano all’impianto complessivo del sistema, per superare le attuali iniquità” E’ quanto affermato dalla delegazione CSE al tavolo di confronto con la Ministra Catalfo nella riunione tenutasi ieri.
L’dea di inserire nella prossima legge di bilancio la proroga dei due istituti è accoglibile, ma riteniamo che già in tale sede possano essere previste ulteriori misure che implementino la platea dei destinatari, ad esempio ai lavoratori con patologie croniche o esposte al rischio COVID 19.
Così come è necessario finalmente entrare nel merito delle problematiche relative:
alla rivalutazione del montante di aggiornamento delle pensioni;
alla questione della staffetta generazionale;
alle finestre di uscita al termine del triennio sperimentale di quota 100;
alla separazione tra previdenza e assistenza;
all’individuazione dei lavori usuranti;
al superamento degli inaccettabili vincoli sull’erogazione del TFR ai pensionati pubblici.
Vanno a tal fine attivate senza indugio le Commissioni su separazione tra previdenza e assistenza e sulla ridefinizione dei lavori usuranti previste dalla legge di Bilancio 2020 e non ancora attivate.
Il 2021 deve essere l’anno della riforma e il tavolo di confronto con le parti sociali, partito con tante ambizioni a fine 2019, non può limitarsi solo a prendere atto di proroghe di istituti comunque insufficienti.
Già a partire dalla prossima riunione, prevista per il 28 settembre, per la CSE è necessario un cambio di passo.
La Segreteria Generale FLP
Ci associamo alle valutazioni della Federazione, soprattutto tenendo conto di quanto interesse la questione rivesta per i nostri colleghi della Difesa, che, nell’essere per buona parte vicini all’uscita, data l’età media notoriamente avanzata, ovviamente sono i prossimi destinatari degli interventi del legislatore.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 pubblicato in data 18 settembre 2020 –
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 recante il testo del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 recante “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” aggiornato al d.lgs. 31 luglio 2020 n. 101 e pubblicato nel S.O. n. 29 alla G.U. 12.08.2020, n. 201.
La presente pubblicazione raccoglie la normativa citata aggiornandola alla luce degli interventi del legislatore emanati nel corso dell’anno in tutela del lavoratore e della collettività contro i rischi di diffusione della pandemia da COVID 19.
Il documento sarà mantenuto solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente potrà essere reperito presso la sezione “I Quaderni di FLP Difesa” collocata nella barra traversa alta del sito.
Quaderno FLP Difesa n. 7/2020 pubblicato in data 11 settembre 2020 –
Pubblichiamo, di seguito, il“Quaderno FLP DIFESA n. 7/2020” riportante il “Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare” (T.U.O.M.) di cui al DPR 15 marzo 2010, n. 90, e dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246″, pubblicato per la prima volta nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 18.06.2010, Supplemento Ordinario n. 131.
Il testo che pubblichiamo è aggiornato al D.P.R. 15 marzo 2018, n. 40- pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 21 alla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 02.05.2018 – ed è quello vigente alla data di pubblicazione del presente Quaderno FLP DIFESA.
La pubblicazione del “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2020” segue quella avvenuta in data 5 settembre u.s. (“Quaderno FLP DIFESA n. 6/2020”) e relativa al “Codice dell’Ordinamento Militare” (D.lgs. n. 66/2010 , aggiornato al D.L. 76/2020, nelle more di eventuali modifiche che potrebbero essere apportate in sede di conversione in legge).
A tal proposito, vogliamo segnalare ai colleghi l’importanza di questo lavoro della nostra O.S., che con queste due pubblicazioni rende disponibile a tutti il “corpus normativo” vigente delle disposizioni che regolano la vita del nostro Ministero, e che costituiscono un punto di riferimento obbligato per tutti coloro che vi operano al suo interno.
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Con la pubblicazione della L. 17.07.2020, n. 77 e della circolare FP n. 3 del 24.07. sono state apportate rilevanti modifiche alla disciplina dell’emergenza, prevedendo: la possibilità di rivedere l’articolazione dell’orario di lavoro giornaliera e settimanale; l’applicazione del lavoro agile sul 50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità sino al 31 dicembre 2020; il rientro del personale anche per le attività non indifferibili e urgenti; il superamento dell’istituto dell’esenzione; la mappatura aggiornata delle attività telelavorabili, l’aggiornamento delle misure di gestione del rischio da rientro in servizio.
FLP Difesa è di conseguenza intervenuta con una lettera al Ministro di cui abbiamo riferito nel Notiziario FLP Difesa n. 75 del 07/08/2020, segnalando le criticità insorte, fra i quali assumeva particolare rilievo la questione connessa con la revoca dell’esenzione per i lavoratori fragili, e ribadendo comunque la necessità di una riapertura del tavolo nazionale per l’aggiornamento del Protocollo COVID-19 nel Ministero della Difesa.
Ebbene, segnaliamo alle lavoratrici e ai lavoratori che il Gabinetto ha recepito le richieste di FLP DIFESA, e con la nota n° 33339 del 2 u.s., che si pubblica in allegato in questa pagina, ha dato disposizioni alla delegazione trattante affinchè si provveda all’aggiornamento del Protocollo Difesa “curando il dialogo già aperto sull’argomento con le OO.SS.”, sia sul piano delle misure di sicurezza che su quello della definizione degli assetti del lavoro agile.
Peccato però che attraverso la stessa nota abbia gia dato disposizioni operative a tutti gli organismi di vertice (procedere ad organizzare il lavoro dei propri dipendenti ai sensi dell’art. 263 della Legge n°77/2020; aggiornare e implementare la mappatura delle attività che possano essere svolte in modalità di lavoro agile dal 50 per cento del personale secondo le indicazioni contenute nell’art. 263 in argomento; di adeguarsi in ambito Difesa al già citato Protocollo “Rientro in sicurezza” sottoscritto in data 24 luglio u.s. da FP- Confederazioni del P.I.), quando sarebbe stato più opportuno che le questioni di cui sopra fossero state interamente rimesse al tavolo di confronto con le OO.SS. e le indicazioni operative fossero venute dopo l’adeguamento del nostro protocollo.
Il prossimo incontro con la Delegazione trattante di A.D. sarà comunque l’occasione utile per discutere anche le altre criticità di cui alla ns. lettera del 7 agosto u.s., senza riscontro nella nota del Gabinetto Difesa:
difficoltà in ordine a segnalazioni di non corrette relazioni sindacali locali quali: la disapplicazione del confronto sindacale per l’applicazione del Protocollo nazionale, la costituzione di Comitati “sulla carta”, di fatto non operanti; incomprensibili arroccamenti e chiusure da parte di Delegazioni locali di Parte Pubblica;
disomogenea applicazione dell’art.263 nella formulazione contenuta nella Legge 77/2020, certamente influenzata dal mancato aggiornamento del Protocollo nazionale Difesa aggiornato, con particolare riguardo: alle modalità dl graduale rientro entro il 15 settembre p.v., alle angolazioni sui diritti dei lavoratori e sulle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in lavoro agile; alle nuove modalità di tutela dei lavoratori fragili in esenzione, il cui rientro richiede necessariamente precise tutele alla luce dei maggiori rischi: per costoro bisogna intervenire mediante un accesso al lavoro agile in deroga alle percentuali già stabilite, e comunque specifiche modalità di prestazioni lavorative che ne garantiscano la sicurezza;
adozione a livello locale di decisioni unilaterali e indiscriminate i materia di rientri, in spregio delle previste modalità di relazione sindacale (informazione, confronto, costituzione dei Comitati, contrattazione sindacale locale come previsto dall’art. 7 lettera k) del CCNL vigente), con ciò sottraendosi ad es. alla verifica del rispetto degli standard di pulizia giornaliera e della sanificazione periodica, alla adozione della flessibilità dell’orario, alla revisione delle articolazioni dell’orario di lavoro (con particolare riguardo alle esigenze del personale pendolare), alla gestione dei rientri tenendo conto di tutto il personale in forza (civili e militari), al fine evitare che le percentuali di presenza complessiva nei luoghi di lavoro vadano ben oltre a quella prevista, con le scontate ricadute di maggiore rischio da contagio.
Il Ministro della Difesa Guerini con il Presidente del Consiglio Conte
In data 30 luglio u.s., riprendendo il confronto su tutti gli argomenti rimasti in sospeso a febbraio causa emergenza epidemiologica Covid-19, il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, ha incontrato le OO.SS. (vds. Notdif n. 72 del 31 luglio 2020) assumendo alcuni impegni politici, fra i quali:
l’attuazione di un piano straordinario di assunzioni di personale civile per gli anni 2019-2024 e l’avvio, da settembre p.v., di un tavolo di confronto specifico per esaminare le esigenze di tutti gli Enti della Difesa;
l’annuncio che, a settembre p.v., la F.P. emanerà il bando di concorso per l’assunzione straordinaria di 294 unità tecniche (30 di area 3^ e 264 di area 2^) nel triennio 2019-2021 (98 unità all’anno) da ripartire fra 13 enti dell’area industriale, in attuazione delle autorizzazioni già ricevute per legge circa 1 anno e 8 mesi fa (L. 145/2018 art 1 commi 305 e 306); inoltre, che MEF e FP avevano dato il via libera alla norma che era stata inserita nella bozza di DL per Taranto, per l’assunzione di 315 tecnici (105 unità all’anno per tre anni) per l’Arsenale MM, attraverso un corso-concorso selettivo speciale;
l’annuncio di iniziative legislative per la stabilizzazione dei lavoratori dei reparti Genio campale dell’A.M e possibile revisione della legge 244/2012 in termini di prolungamento della tempistica per l’attuazione della riduzione degli organici civili e militari.
Una manna dal cielo sentire parlare, fra l’altro, di un urgente “piano straordinario di assunzioni di personale civile per gli anni 2019-2024”, dopo aver subito per anni il blocco delle assunzioni nella Difesa rispetto alle altre PP.AA. e l’invecchiamento continuo dei lavoratori che, inesorabilmente, vanno in pensione senza un adeguato ricambio generazionale.
Novità che FLP DIFESA non poteva che accoglierle tutte positivamente, ma di cui attendeva di verificarne la effettiva realizzazione, visto che sino ad oggi i risicati concorsi fatti hanno portato solo a un irrilevante numero di assunzioni (come ad es. il concorso per 30 Ass. Tecnici nel 2019 o quello da poco indetto per 48 F.A.), insufficienti persino per quei pochi enti beneficiari.
Diamo atto al Ministro che qualcosa di quanto annunciato si è concretizzato in poco tempo attraverso l’inserimento nel cd. “Decreto Agosto” (DL n°104/2020) di due articoli: l’art. 11, che autorizza le assunzioni in tre anni di 315 tecnici (105 unità all’anno dal 2020 al 2022) in favore dell’Arsenale MM di Taranto, attraverso un corso-concorso selettivo speciale bandito dal Cefodife, che dovrà essere regolamentato da un DM della difesa, di concerto con il Ministro per la P.A., e l’art.36, che autorizza la stabilizzazione a partire dal 1° gennaio 2021, di 145 unità su 166 presenti, dei lavoratori del Genio campale assunti con contratti a tempo determinato (pubblichiamo, su questa stessa pagina in allegato, il testo dei due articoli).
A riguardo, corre l’obbligo di ricordare che per l’Arsenale di Taranto, nel mese di gennaio 2020, il numero di assunzioni (315) ipotizzate nella bozza di Decreto per Taranto venivano già considerati insufficienti ed a “spizzichi e mozzichi” da parte della FLP DIFESA e di tutti gli altri Sindacati (perché diluiti in tre anni) e suggerivano di modificare la norma, prevedendo un bando di concorso unico e l’assunzione immediata per l’anno 2020 di almeno 600 unità tecniche, stante le forti carenze organiche già presenti nell’Ente.
Numeri pressoché identici alle esigenze rappresentate in data 4 giugno u.s. (vds. Notdif n. 55 del 6 giugno 2020) e riportati analiticamente nel Piano Industriale Integrato (P.P.I.) degli Arsenali 2020-2025 predisposto da Maricomlog ed approvato dallo SMM (La percentuale delle carenze del personale civile stimate alla data del 31.12.2024 (60% per l’Arsenale La Spezia, 70% per l’Arsenale Taranto e 55% per l’Arsenale Augusta);. Il piano di assunzioni per i tre Arsenali della Marina pari a n°1527 unità, da spalmare nell’arco di sei anni (2020-2025): n°893 nell’anno 2020 (445 TARANTO, 273 LA SPEZIA, 175 AUGUSTA), n°71 nell’anno 2021 (47 TARANTO, 20 LA SPEZIA, 4 AUGUSTA), n°142 nell’anno 2022 (98 TARANTO, 33 LA SPEZIA, 11 AUGUSTA), n°162 nell’anno 2023 (105 TARANTO, 53 LA SPEZIA, 4 AUGUSTA), n°213 nell’anno 2024 (142 TARANTO, 65 LA SPEZIA, 6 AUGUSTA) e n°46 nell’anno 2025 (24 TARANTO, 20 LA SPEZIA, 2 AUGUSTA).
Come FLP DIFESA, auspicavamo che il DL 104/2020 recepisse richieste del Ministro della Difesa più coraggiose ed ambiziose in termini di assunzioni straordinarie nel Dicastero, visto che sino ad oggi le stesse non hanno mai trovato l’avallo del MEF e della FP (per i vincoli imposti dalla L. 244/2012) e di conseguenza spazio nelle precedenti norme ad es. della legge di bilancio 2020 o del cd. Decreto rilancio (ex DL 34/2020).
Una condizione di ostacolo, a ns. avviso, che sembrerebbe essere stata superata, proprio perché le due relazioni di accompagnamento del DL 104/2020 certificano non solo il via libera alle 315 assunzioni ma soprattutto la piena conoscenza anche del MEF e di F.P., dei pensionamenti certi nel Ministero della Difesa pari a 8.734 unità (di cui: n. 465 nel 2018; n.670 nel 2019; n.939 nel 2020; n. 1.188 nel 2021; n. 1.545 nel 2022; n. 1.836 nel 2023; n.2.091 nel 2024), che portano al 1° gennaio 2025 a una consistenza effettiva di 16.902 unità (compresi dirigenti, professori e ricercatori) al netto delle possibili assunzioni ordinarie e quindi al di sotto della dotazione organica a regime di 20.000 unità previste dall’art. 2259-ter de DL.vo n. 66/2010.
A tale riguardo, la FLP DIFESA ritiene ancora il DL 104/2020, attualmente disponibile, come l’utile strumento per una radicale inversione di tendenza in favore delle assunzioni straordinarie di personale civile nel Ministero della Difesa, visto che deve ancora seguire l’iter parlamentare per la sua conversione in legge e che da più parti si odono vere e proprie gride di allarme, ora anche dalle Commissioni parlamentari Difesa, dai Vertici delle linee gerarchiche militari e dagli stessi OO.PP., al fine di evitare il possibile “collasso”, derivante dai continui pensionamenti di civili, da più parti ipotizzato per dicembre 2024 qualora non vi sia un cambio di rotta..
A ns. avviso, oggi più che mai, sarebbe utile valorizzare ed aggiornare in aumento, la specifica richiesta di PERSOCIV di “un piano straordinario di assunzioni” (vds. Notdif n.119 del 27 ottobre 2018), che teneva conto delle esigenze prospettate dagli Organi Programmatori, comunicata in risposta alla mail del 9 agosto 2018 della F.P. che chiedeva di conoscere in quel momento le effettive esigenze del Ministero della Difesa, risultanti pari a n. 200 unità di area 3^ (n. 80 funzionari ammi.vi e restanti 120 di altri profili); n. 1.227 unità in area 2^ (1.027 assistenti tecnici e 200 amministrativi) e n. 7 unita dirigenziali di 2^ fascia, per un numero totale di 1.434 unità, e che dovevano aggiungersi alle 561 unità determinate sempre da Persociv con il piano triennale del fabbisogno di personale 2018-2020, elaborato sulla sola base delle “linee guida” limitative della F.P. indicate nel Decreto 18.05.2018, e recepito con il DM 10.08.2018 (vds. Notdif n. 93 del 30.08.2018).
Stante le condizioni evidenziate che sembrerebbero oggi più favorevoli, attendiamo fiduciosi i prossimi incontri con il Ministro, programmati per settembre p.v., per conoscere gli sviluppi e le iniziative legislative assunte per le assunzioni straordinarie auspicate per tutti gli Enti della Difesa, per la revisione della legge 244/12 e per il superamento del GAP economico esistente rispetto ai dipendenti di altre Amministrazioni pubbliche.
In allegato, il gli articoli 11 e 36 del DL 104/2020 e la parte d’interesse delle due relazioni di accompagnamento.
A pochi giorni dalla riunione del 30 luglio u.s., la FLP DIFESA ha ritenuto opportuno interessare nuovamente il Ministro della Difesa con la lettera che si pubblica in questa pagina in allegato 1, chiedendo l’urgente aggiornamento del Protocollo COVID 19 della Difesa al fine di promuovere, presso i diversi Organi di vertice e le relative articolazioni territoriali, una gestione ordinata, oculata e soprattutto graduale del rientro in servizio del personale, in condizioni di accertata e totale sicurezza. Dobbiamo infatti evitare fughe in avanti e comportamenti pericolosi da parte dei singoli Enti, come invece segnalato dai territori dove, di fatto, si sono già verificati i casi di Dirigenti che hanno dato l’avvio al rientro del proprio personale civile, anche in percentuali più elevate rispetto a quelle previste dalle nuove norme; peraltro non può sfuggire il fatto che a tali presenze si aggiungono quelle, ben più significative in termini di numeri e di proporzioni percentuali, della componente in divisa, il che produce inevitabilmente un ulteriore innalzamento del rischio da contagio.
E’ urgente la necessità di intervenire, a seguito della emanazione della circolare n. 3 della Funzione Pubblica dello scorso 24 luglio, e della circolare n. 45700 del 04/08/2020 di Persociv, alla luce delle numerose segnalazioni pervenute dalle ns. strutture Territoriali che, a fronte dell’esistenza di un Protocollo COVID 19 della Difesa vigente dal 15 maggio u.s., e aggiornato al 22 giugno u.s., a tutt’oggi evidenziano casi di mancato avvio del confronto con le Parti Sociali, della costituzione solo formale di Comitati mai di fatto insediatisi, e delle inaccettabili posizioni di chiusura messe in essere da alcuni Enti, fra i quali incredibilmente proprio quelli di Vertice del Dicastero nella sede di Roma, che dovrebbero invece essere di esempio ed indirizzo alle articolazioni periferiche (vds. la nota sottoscritta da TUTTE le Segreterie Territoriali di Roma dello scorso 4 agosto 2020, che si pubblica in allegato 2 in questa pagina, a seguito della quale, al momento, solo presso SMD vi è stato un successivo e positivo cambiamento di rotta.
Vengono segnalate per contro situazioni in cui il Dirigente, dopo aver lungamente procrastinata l’applicazione in sede di quanto previsto dal Protocollo COVID 19 Difesa, improvvisamente si attiva per applicare oggi, in modo drastico e certamente non graduale, le disposizioni contenute nel comma 1 dell’attuale art.263, interpretandole in modo estremamente restrittivo, spesso unilateralmente, pur consapevole che quella norma sta creando non poche criticità. L’adozione cogente di un rientro massivo, spesso in assenza di relazioni sindacali e di scelte condivise anche in materia di flessibilità, articolazione dell’orario, e verifiche sui rischi connessi con il ripopolamento massivo dei posti di lavoro, confligge peraltro con la attuale collocazione temporale del termine dell’emergenza, fissato dalla norma al 15 ottobre 2020. E tutto ciò in vigenza di quanto previsto dal comma 2 dello stesso articolo 263, che recita: “Le amministrazioni… …si adeguano alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità.”
Vi sono poi vistose contraddizioni tra la scelta di molti di riportare più gente possibile nei posti di lavoro, e la previsione normativa di aggiornare la mappa delle attività tuttora telelavorabili, al fine di creare le condizioni per l’evoluzione del lavoro agile da “modalità ordinaria di prestazione lavorativa nell’emergenza” a modalità di prestazione lavorativa da stabilizzare secondo gli obbiettivi indicati dalla Funzione Pubblica.
Inoltre la percezione che si ha è che la Difesa non stia lavorando nella direzione di promuovere l’adozione del lavoro agile, prova ne sia, oltre a quanto detto più sopra, il fatto che la stragrande maggioranza del personale in lavoro agile nell’emergenza non ha potuto disporre degli accessi da remoto, e che non sembra essere stato colto il messaggio di acquisire strumentazioni informatiche da destinare al potenziamento del lavoro agile.
Non ultimo, è naturalmente il problema dei “lavoratori fragili”: per questi ovviamente i rischi, ove fatti rientrare, sono maggiori, e bisognerebbe prevedere sia accessi al lavoro agile al di fuori dei limiti percentuali previsti dalla norma, sia, ove in esenzione, specifiche modalità di prestazioni lavorative che ne garantiscano la sicurezza.
E’ di tutta evidenza che sia necessaria una disciplina di dettaglio che consenta un percorso graduale di rientro da completare, nei termini previsti dalla norma, entro il 15 settembre; oltre naturalmente ad indicazioni operative urgenti anche al fine di chiarire le nuove modalità di tutela dei lavoratori fragili.
Cordialissimi saluti
LA SEGRETERIA NAZIONALE . Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
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