Notiziario FLP Difesa n. 27 del 12 aprile 2023 –

Regolamento Lavoro Agile

Si è svolta oggi a Persociv la riunione con la delegazione trattante, avente ad oggetto la definizione del Regolamento per il Lavoro Agile nella Difesa.

Nel corso del confronto, FLP Difesa ha rappresentato ancora una volta come la nuova versione della Bozza (in allegato al Notiziario), fatta pervenire alle OO.SS. soltanto ieri pomeriggio, proprio a ridosso della riunione stessa, pur recependo diverse modifiche fra quelle da noi proposte, non modifica sostanzialmente il taglio del documento originario, a partire dalle premesse: il documento infatti, figlio di quello elaborato più di un anno fa dalla D.G. dell’epoca, non recepisce l’intera disciplina del lavoro a distanza, come previsto dal CCNL 2019-2021, pure ormai vigente da quasi 1 anno, ma si concentra sulla disciplina del solo lavoro agile, eliminando qualsiasi richiamo al “lavoro a distanza”, e menzionando il lavoro da remoto come opzione da approfondire e studiare ancora. E intanto le caratteristiche del lavoro agile si mescolano con quelle del lavoro da remoto, da cui si esportano in particolare i vincoli di luogo.

Infatti non viene recepita (art. 2) la nostra proposta di inserire fra i criteri di flessibilità che definiscono il lavoro agile la “Assenza di una postazione fissa per le attività svolte in modalità agile al di fuori della sede di lavoro”, come chiaramente sancito da normativa e CCNL.

E sempre all’art. 2, punti 4) e 5), l’AD resta rigida sul fatto che fra le attività smartabili possano essere comprese anche attività che non richiedono espressamente l’uso di computer e l’accesso alle reti (eppure non vanno ignorate le pratiche che richiedono studio e approfondimento al di là dell’elaborazione digitale).

Ancora all’art. 2, nel prevedere che la mappatura delle attività smartabili sia di competenza esclusiva del datore di lavoro, è ancora in discussione la richiesta di prevedere informazione e confronto locale, che pure sarebbero assolutamente legittimabili e preziose al fine di un proficuo contributo delle parti sociali alla promozione del lavoro agile, oggi in via di estinzione a partire dalle periferie per oggettiva scarsa motivazione dei datori di lavoro locali. Allo stesso modo resta in discussione nostra pari richiesta di prevedere relazioni sindacali locali in materia di ammissione al lavoro agile, di applicazione di criteri di priorità in caso di necessità, e di mancato accoglimento delle istanze.  Sul punto FLP Difesa ha rappresentato l’importanza di inserire un richiamo in tal senso, pena l’impossibilità di riportare a ragionevolezza eventuali ingiustificate pregiudiziali del datore di lavoro nei confronti del lavoro agile o dei lavoratori interessati. Riconosciamo che l’Amministrazione ha raccolto lo spunto e si è impegnata a ragionare sulla possibile integrazione del documento nel senso richiesto. Ovviamente restiamo in attesa di vedere gli sviluppi su questo punto.

Non vengono inoltre recepiti in nessun punto del documento i richiami alle responsabilità che la norma pone in capo al datore di lavoro di reperire strumentazione informatica finalizzata alla promozione del lavoro agile, di cui all’art, 17 del D.L.gvo 82/2005, laddove si prevede la nomina del Garante per il Lavoro Agile in coinvolgimento col Responsabile per la Transizione al Digitale, anche al fine di assicurare Pari Opportunità nei confronti del personale economicamente svantaggiato; inoltre, posto che per il lavoro agile il CCNL prevede che la citata strumentazione sia fornita “di norma” dall’AD, l’AD precisa di conseguenza che è possibile anche il ricorso alla strumentazione in possesso del lavoratore, mentre nel caso del lavoro da remoto, ove il CCNL non prevede espressamente tale possibilità, l’AD non prova nemmeno per un attimo a estendervi la deroga, ribadisce l’impossibilità dell’utilizzo della strumentazione del lavoratore, e con ciò giustifica l’esigenza di un rinvio della disciplina del lavoro da remoto.

E’ stata invece recepita la nostra richiesta di precisare che le istanze di accesso al lavoro agile possono essere presentate in qualsiasi momento dell’anno.

Per quanto attiene all’Accordo individuale (art. 7), (ovviamente previsto per il solo lavoro agile…), restano confermati gli elementi già noti dalle precedenti stesure; ma mentre il CCNL ribadisce con estrema chiarezza che tale modalità lavorativa si svolge SENZA VINCOLI DI LUOGHI (come più sopra richiamato al primo punto trattato, relativo all’art. 2) , E CHE SOLO OVE NECESSARIO PER LA TIPOLOGIA DELL’ATTIVITA’ SVOLTA E/O PER ASSICURARE LA PROTEZIONE DEI DATI TRATTATI IL LAVORATORE CONCORDA CON L’AMMINISTRAZIONE I LUOGHI DOVE E’ POSSIBILE SVOLGERE L’ATTIVITA’, la Bozza di Regolamento ripropone, evidentemente per tutti gli Accordi, a prescindere, l’individuazione DEL (SOLO) LUOGO in cui è possibile svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile. Un concetto che viene poi ripreso anche al successivo art. 11, specificamente riferito al “Luogo di lavoro”. Abbiamo per l’ennesima volta energicamente contestato la contraddizione emergente fra le indicazioni del contratto e quelle della Bozza di Regolamento, vedremo anche qui se l’Amministrazione avrà ragionato sulla possibilità di adeguare questo punto per renderlo più conforme al contratto.

Sempre in materia di Accordo individuale, è stata recepita la nostra proposta di specificare che i controlli in capo al Dirigente debbano attenere ai soli risultati ottenuti in modalità agile, e non anche  alle modalità di svolgimento della prestazione agile. Una integrazione che si è resa necessaria al fine di evitare eventuali visite “di cortesia” già note, mirate a controlli sul luogo (e sul tempo) di effettivo svolgimento della prestazione lavorativa.

In merito alle modalità di esecuzione della prestazione agile (art. 8), avevamo chiesto di prevedere una modulazione temporale della prestazione agile per almeno 8 giorni al mese, al fine di non vanificare lo spirito dell’istituto e le sue finalità di conciliazione. La montagna al momento ha partorito il topolino, e ora l’AD ha modificato il tempo minimo di prestazione agile da 4 giorni al mese a un giorno alla settimana (sigh!!!). Abbiamo rilanciato sull’ipotesi ad almeno 8 giorni al mese, e vedremo se si riesce a trovare la quadra su questo punto.

Nulla di nuovo sulla nostra rivendicazione del diritto al Buono pasto anche per i lavoratori agili, in virtù del principio di conservazione del trattamento economico reso in presenza, come peraltro riconosciuto dall’ARAN: l’AD mantiene il suo atteggiamento pregiudiziale “stante l’inconciliabilità della modalità di lavoro agile… … con gli istituti della pausa psico-fisica… dal momento che il lavoratore è libero di organizzare la propria attività come meglio ritiene…”.

La prossima riunione è stabilita per il 19 aprile p.v., a tavoli uniti. E’ tutto, cordialissimi saluti

p IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia BISOGNI – Leonia CARDONE

Allegato :2023.04.12 PERSOCIV – bozza di regolamento lavoro agile

Notiziario FLP Difesa n. 24 del 23 marzo 2023

Si è tenuta in data 22 marzo u.s. la riunione a Persociv per proseguire il confronto sul Regolamento per il Lavoro Agile, dopo l’incontro del 20 febbraio u.s. di cui abbiamo dato informazione con il Notdif n. 12 del 20.02.2023.

Di seguito le osservazioni e le proposte di FLP Difesa al nuovo testo aggiornato della bozza di regolamento in esame, relazionate in sede di riunione e formalizzate con rispettiva nota a Persociv:

  1. È stata ribadita, in premessa del confronto, la pregiudiziale di FLP DIFESA, sulla necessità di definire un Regolamento unico immediatamente attuativo, di tutti gli istituti contrattuali previsti dal Titolo V “Lavoro a distanza” del CCNL FC 2019-2021 e quindi del “Lavoro agile” e del “Lavoro da remoto”; una richiesta non interamente recepita nel testo predisposto dall’Amministrazione che, per quanto riguarda il lavoro da remoto, non lo rende immediatamente esigibile da parte dei dipendenti e, invece, si limita a citarne l’istituto contrattuale, a dichiarare che “reputa necessario un ulteriore periodo di approfondimento per elaborare, anche in sinergia con i vari ambiti del Dicastero, le eventuali iniziative da intraprendere volte ad una significativa valorizzazione di tale figura in accordo con la strategia organizzativa dell’AD.” e a rimandare il confronto su tale materia e, quindi, rende di fatto non operativo tale istituto per chissà quanto tempo.
  2. Abbiamo ribadito che per la ns. O.S. la richiesta dell’11.01.2023 afferente all’avvio del confronto sindacale ai sensi dell’art.5, comma 3, lettera g) del CCNL FC 2019-2021, riguarda l’interezza, e non in modo parziale come vorrebbe fare l’Amministrazione, delle materie previste dalla norma contrattuale, norma che recita testualmente “i criteri generali delle modalità attuative del lavoro agile e del lavoro da remoto nonché i criteri di priorità per l’accesso agli stessi;”.
  3. E’ stato rappresentato che per FLP DIFESA rimangono confermate tutte le osservazioni/proposte e pregiudiziali già presentate in data 20 febbraio 2023 e nelle precedenti riunioni, non ancora recepite nell’attuale documento presentato dall’Amministrazione, a partire soprattutto dalla modalità di effettuazione della prestazione lavorativa svolta con lavoro agile rispetto a quella svolta con lavoro da remoto, mediante accordo tra le parti, laddove per il lavoro agile l’art. 36 comma 2 del CCNL FC 2019-2021 prevede specificatamente “senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro”, “senza una postazione fissa e predefinitae solo per casi particolariOve necessario per la tipologia di attività svolta dai lavoratori e/o per assicurare la protezione dei dati trattati, il lavoratore concorda con l’amministrazione i luoghi ove è possibile svolgere l’attività.”. Situazione quest’ultima che per FLP DIFESA non può riconoscersi per la totalità delle attività smartabili della Difesa come invece sostenuto dalla Delegazione trattante di parte pubblica e riportato nella bozza di Regolamento oggi in esame e che porterebbe a trasformare di fatto tutto il lavoro agile in lavoro da remoto, pur essendo i due istituti regolamentati da norme contrattuali differenti.
  4. È stata ribadita la ns. pregiudiziale, richiedendo la previsione nel Regolamento della modulazione temporale di almeno 8 giorni al mese della prestazione con lavoro a distanza per i lavoratori full time, in sostituzione di quanto invece riportato dall’Amministrazione (almeno 4 giorni), che certamente limita gli obbiettivi della conciliazione;
  5. Abbiamo richiesto di inserire nel testo che i rientri del personale, disposti dal Dirigente per sopravvenute esigenze di servizio, devono costituire un fatto eccezionale per non vanificare l’accordo di lavoro a distanza;
  6. È stato chiesto di prevedere nel Regolamento che per il lavoro agile la fascia di contattabilità sia prevista per un massimo di 3 ore giornaliere, sottolineando che durate maggiori della fascia di contattabilità assimilerebbero il lavoro agile al lavoro da remoto, quando invece i due istituti sono regolamentati per finalità differenti;
  7. È stato evidenziato che l’Amministrazione, alla data odierna, avrebbe dovuto trovarsi in una condizione più favorevole riguardo la fornitura della strumentazione informatica, tecnica e di comunicazione, dopo il periodo di sperimentazione “forzata” del “lavoro a distanza” nel periodo di emergenza Covid-19 e il successivo periodo di attuazione del lavoro agile, favorendo l’applicazione del lavoro a distanza e quindi anche del lavoro da remoto. Tutto ciò tenendo conto sia del fatto che negli ultimi due anni per legge sono state stanziate risorse economiche ad hoc, o perché anche il Ministero della Difesa ha nominato, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgsvo 82/2005 in qualità di Garante per il Lavoro Agile, il competente Responsabile per la transizione al digitale che avrebbe dovuto impegnarsi ad agevolare la acquisizione della strumentazione informatica destinata proprio a supportare il ricorso al lavoro agile, anche al fine di assicurare pari opportunità nei confronti del personale economicamente svantaggiato, ma sia anche perché vi sono state occasioni in cui le apparecchiature informatiche (PC, PC portatili, server), ad esempio, si potevano ricevere gratuitamente partecipando semplicemente al bando emanato dall’Agenzia delle Entrate ( n° AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE.0458126.13-12-2022.U) con scadenza 3 febbraio 2023 e per il quale, nonostante la ns specifica segnalazione e richiesta dell’11.01.2023, non si sono ricevute conferme di partecipazione da parte del ns. Dicastero.
  8. Sono state nuovamente argomentate le sottonotate osservazioni/proposte/richieste di FLP DIFESA riferite ai singoli articoli emendati:
    • Sia inserito nel Regolamento un punto che preveda relazioni sindacali a livello locale in merito alle mappature di singolo Ente, al fine di verificare la rispondenza delle scelte operate dal singolo datore di lavoro;
    • Sia previsto espressamente che il lavoratore possa presentare le istanze di prestazione lavorativa a distanza, in qualsiasi momento dell’anno, in relazione all’insorgenza di esigenze di conciliazione dei tempi della vita personale e professionale (dal testo parrebbe di evincere che ci sia un punto di inizio a fattore comune;
    • negli Enti caratterizzati da articolazioni complesse ove siano presenti più dirigenti cui afferiscono unità organizzative differenti, sia prevista l’indicazione per i datori di lavoro di adottare metodologie uniformi di accesso al lavoro agile al fine di evitare l’insorgenza di discriminazioni interne;
    • sia previsto che il diniego da parte del Dirigente all’accesso al lavoro a distanza sia formulato tempestivamente per iscritto motivandone le ragionii;
    • i criteri di priorità per l’accesso al Lavoro a distanza, siano integrati di alcune voci non espressamente già tutelate rientranti nelle “particolari necessità” come previsto da contratto non coperte da altre misure di tutela come da contratto (ad esempio: l’inserimento dell’età anagrafica superiore a 60 anni, del tempo di percorrenza nelle località ad alto traffico urbano) in aggiunta alla distanza chilometrica tra il domicilio del dipendente e la sede di lavoro);
    • La verifica dei risultati conseguiti avviso dovrebbe coincidere con la scheda della performance individuale e, fermo restando il rispetto di quanto disposto dall’art. 4 della Legge 300/1970 e s.m.i., deve essere ben chiarita la limitazione dei controlli sulla prestazione resa dal lavoratore all’esterno dei locali dell’Amministrazione: infatti controlli da parte del datore di lavoro devono essere volti esclusivamente a finalità di monitoraggio dello stato di raggiungimento degli obiettivi/compiti/attività assegnati e di valutazione dei risultati raggiunti in termini di impatto sulla qualità dei servizi e sull’efficienza/efficacia dell’azione amministrativa;
    • Non comprendiamo la posizione preclusiva adottata da AD in merito alla somministrazione di buoni pasto sostitutivi nelle giornate di prestazione lavorativa a distanza (lavoro agile e lavoro da remoto) di durata complessivamente superiore a sei ore, nel rispetto del principio di conservazione del trattamento economico reso in presenza, come da parere ARAN DFP-0047621 – P – 10/6/2022;
    • Non comprendiamo la preclusione da parte di AD alla possibilità di fare ricorso a strumenti informatici propri del dipendente in caso di lavoro da remoto. Risulta infatti che in altre Amministrazioni tale possibilità abbia integrato il relativo Regolamento, nelle more dell’approvvigionamento e della assegnazione delle risorse necessarie per fornire strumentazione dell’Amministrazione.

Ancora una volta abbiamo l’impressione che il documento sia stato redatto solo come adempimento forzato, non gradito, e da non promuovere in alcun modo perché sono deboli i segnali presenti nel testo che fanno percepire la consapevolezza e la condivisione degli obbiettivi che la norma legislativa e contrattuale si prefigge. Invece, è evidente la lontananza culturale della AD rispetto ad un modello nuovo che proprio molte aziende del privato stanno adottando convintamente per le utilità che produce. Una scelta gravissima, che denunciamo nuovamente, convinti della sua irragionevolezza, rilevando l’atteggiamento pregiudiziale dell’AD, evidente nella misura in cui il Regolamento pone condizioni ostiche per l’accesso al Lavoro Agile e al Lavoro da remoto, così da portare facilmente ad un utilizzo marginale in Difesa.

In merito abbiamo presentato all’Amministrazione la bozza di Regolamento rielaborata con le nostre proposte di modifica e integrazione, che pubblichiamo in allegato su questo sito internet .

A margine della riunione la FLP DIFESA ha chiesto di ricevere risposte o notizie sui seguenti argomenti:

  1. Riavvio della contrattazione nazionale per definire il CCNI DIFESA parte normativa, fermo dal 2018;
  2. Riavvio della contrattazione nazionale su tutte le materie previste dal CCNL FC 2019-2021 come ad esempio le competenze professionali, le progressioni economiche all’interno delle aree, le Indennità di specifiche responsabilità, la banca delle ore, ecc..;
  3. Riavvio del confronto nazionale su tutte le materie previste dal CCNL FC 2019-2021 come ad esempio la circolare riguardante le “Linee di indirizzo in materia di orario di lavoro articolato in turni”, le progressioni verticali fra le aree, la mobilità ordinaria, ecc…
  4. Notizie sulle iniziative assunte dall’Amministrazione per risolvere il mancato pagamento delle progressioni economiche 2021 sia al personale in servizio che a quello in pensione, sollecitando a riguardo la diramazione di una specifica comunicazione (Rileviamo che sull’argomento Persociv ha subito accolto la ns richiesta e ha pubblicato sul sito dell’Amministrazione la circolare n°21890 datata 23 marzo 2023);
  5. Il blocco che risulta essere stato disposto da Persociv sul ricorso alla banca delle ore, già operante dal 2001;
  6. Richiesta di un prospetto aggiornato sui concorsi Difesa non banditi e ripartizione dei posti nelle singole FF.AA. e SGD, richiamati nel PTFP 2023-2025 inserito nel PIAO;
  7. Aggiornamenti sul Regolamento discusso nel 2021 per la ripartizione degli incentivi per funzioni tecniche e sull’avvio del confronto sul nuovo Regolamento con valenza dal 2016 in poi, nonché notizie sulle iniziative già assunte in ambito Difesa per la definizione degli elenchi nominativi dei beneficiari e della quantificazione delle risorse economiche accantonate nel corso degli anni.
  8. Richiesta di riscontro alla ns lettera del 28.12.2022 afferente i consuntivi 2021 e 2022 per ppl, turni e reperibilità e la istituzione di uno specifico tavolo tecnico.

Per ora è tutto, cordialissimi saluti a tutti.

 p IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Leonia CARDONE

Allegato :2023.03.22 FLP DIFESA – osservazioni e proposte su BOZZA REG. LAVORO A DISTANZA

Notiziario FLP Difesa n. 23 del 17 marzo 2023 –

Si è svolto oggi, a Palazzo Esercito, il terzo incontro dall’inizio del mandato con  il Capo di SM della F.A., Gen. Pietro Serino, che ha aperto la riunione proponendo alcune considerazioni già svolte nel corso della sua ultima audizione parlamentare, e più precisamente sulla necessità di riconoscere la specificità del personale civile, tema sul quale e peraltro sarebbe stata avviata una interlocuzione con SMD, ma non chiarendo attraverso quali vie e con quali modalità andrebbe realizzata, perché ovviamente il nodo vero sta tutto qua; ha altresì richiamato la necessità di implementare le dotazioni organiche del personale civile, carenti in particolare negli Enti dell’area industriale.

Ha poi passato la parola al Gen. Cuoci, Capo del DIPE,  al fine di  fornirci alcune risposte su questioni poste nel corso delle precedenti riunioni: sulla diversità tra civili e militari del trattamento di missione è in corso da parte del 1° Reparto un approfondimento;  sullo spinoso problema legato al personale ex militare transitato nei ruoli civili, che nell’Esercito assommano complessivamente a 1.673 unità (il 28% del personale civile effettivo), ha comunicato che è stato avviato presso Segredifesa un tavolo tecnico di approfondimento delle diverse problematiche, che come FLP DIFESA peraltro chiediamo dal 2012, che però non prevede la presenza anche delle OO.SS.; sul riordino dell’area infrastrutturale, ha espresso l’intendimento della F.A. di potenziare il progetto ai fini di una maggiore razionalizzazione e di una maggiore tutela del personale; sempre in materia di riordini, ha comunicato che entro luglio p.v. dovrebbe  andare in operativo  l’accorpamento tra Cdo Capitale (area territoriale) e COMFOTER (area operativa) unificandone le attività ma senza effetti riduttivi sull’impiego del personale civile e, per quanto riguarda IGM,  ha espresso il convincimento che il transito in area operativa porterà ad un potenziamento delle attività in capo a quell’Ente; in materia di formazione, ha ribadito che lo SME è impegnato a potenziarne l’offerta, sia tramite DIFEFORM-SNA sia a livello decentrato; infine, per quanto attiene le nuove assunzioni, nulla di nuovo rispetto a quanto registrato nelle precedenti riunioni.

               E’ seguito poi il giro di tavolo in ordine di rappresentatività nel MD. Nel suo intervento, il quarto dopo CGIL, CISL, UIL, la delegazione FLP, dopo aver ringraziato il gen. Serino per la sua disponibilità, ha toccato i seguenti punti:

Nel prendere atto della posizione espressa in sede di audizione, abbiamo precisato al Capo di SME che la nostra O.S. si batte da tanti anni per il giusto (e oramai tardivo) riconoscimento della peculiarità dei compiti assegnati al personale civile, ma con una pregiudiziale netta rispetto alla permanenza in ambito contrattazione collettiva, che è opinione diversa, evidentemente, rispetto a chi immagina l’uscita dall’ambito contrattale e l’ingresso all’interno delle categorie speciali previste dall’art. 3 del D. Lgs. 165, tra le quali è ricompreso anche il personale delle FF.AA. E’ comunque alquanto paradossale che, dopo le conclusioni non favorevoli alla specificità individuate dal Gruppo di Lavoro presieduto dal SSS Rossi nel 2015, a perorare ancora la causa della c.d. “specificità” siano sempre i Vertici militari della Difesa, senza trovare soluzioni efficaci né i necessari finanziamenti; quale ne è il motivo vero e gli obiettivi? Qualche domanda è lecito porsela a tal riguardo…o no? Il problema vero sta nelle differenze retributive inaccettabili in materia di salario accessorio, un problema antico solo parzialmente temperato dai 21 mln di € che per tre anni sono confluiti nel FRD, e che si è fortemente aggravato con la mancata proroga dopo 4 anni , e che  occorrerà recuperare tutti nel 2023 anzi molti di più.

Sempre con riferimento all’intervento del Capo di SME  nel corso della recente audizione, e più precisamente alla parte in cui ha affermato la necessità di procedere all’unificazione del corpo ingegneri e dell’arma trasporti e materiali, FLP DIFESA ha segnalato come questa affermazione abbia destato parecchia preoccupazione tra il personale di MONTELIBRETTI E CIVITAVECCHIA, perché si intravede in questo progetto una scarsa considerazione del lavoro svolto da quei Centri Tecnici e si teme di essere in un qualche modo fagocitati da altri Enti.

L’altra settimana si è svolto l’incontro delle OO.SS. con il Ministro Crosetto e in quella sede il Ministro espresse il suo avviso sulla necessità di procedere a modifiche della legge voluta dall’amm. Di Paola. Non avendo ben capito, però, quali interventi vengono immaginati, se quelli di un mero differimento temporale anche per i civili sul tipo dello slittamento decennale varato per gli organici militari all’interno però di un riconfermato impianto della L. 244, oppure se si pensa viceversa a rimettere mano ad una nuova riforma dello strumento militare, magari con un modello diverso da quello Di Paola (150.000 militari e 20.000 civili), anche su questo punto abbiamo chiesto lumi al Capo di SME.  

La riorganizzazione di questa area è stata oggetto, su nostra specifica richiesta, della riunione del 22 giugno 2020 con SME-RPG, nel quale ci sono state delineate le tre diverse fasi di riordino, con un maggior dettaglio per la prima (costituzione Cdo genio e diminutio progressiva dei Comandi multifunzione) e molto ma molto meno per le altre due fasi relative alla riconfigurazione dei Reparti Infrastrutture secondo le due tipologie “A” e “B”, che potessero essere oggetto di successivi incontri che però non ci sono state.

Al 1 gennaio 2023, al netto di qualsiasi confronto preliminare con le OO.SS., è stata resa operativa la revisione ordinativa e organica del 5°, 6°, 7° e 12° Reparti Infrastrutture. Ebbene, a tal proposito, si stanno evidenziando parecchie criticità, sia di carattere operativo in alcuni Enti che lamentano l’oggettiva difficoltà a portare a compimento le attività programmate, sia per quanto attiene la riconfigurazione organica e l’impiego del personale, in particolare di quello civile, che finora è stata componente fortemente presente, e anche con posizioni di responsabilità.

Con questa nuova riorganizzazione, stiamo registrando purtroppo alcune scelte poco condivisibili: non poche posizioni civili saltano a favore di personale militare;  l’incarico di RSPP è stato sempre civile, ora la connotazione non é più civile,  il che evidentemente lascia spazio alla possibilità di individuazione dell’incarico anche all’interno della componente militare; vengono operate alcune variazioni di profilo incomprensibili: al demanio, per esempio, viene previsto un funzionario tecnico in sostituzione di quello amministrativo, in un ufficio in cui si fanno solo procedure amministrative; infine, non vengono previste incomprensibilmente alcune storiche posizioni, come quelle di civili che gestiscono da anni attività informatiche e che nella nuova organizzazione non sono previsti .

Con queste premesse, allora, è di tutta evidenza come l’operazione di riordino organico appaia a tutti gli effetti un depotenziamento della presenza civile e una “militarizzazione” di ruoli e funzioni storicamente civili, nonostante oggi manchi anche il personale militare. Nel segnalare queste criticità, abbiamo richiesto un incontro tecnico con la F.A. per fare il punto di situazione sul riordino dell’area infrastrutturale dell’Esercito e poter offrire, come O.S., il nostro apporto conoscitivo dei problemi e il nostro contributo per risolverli.

Per quanto riguarda il lavoro agile, abbiamo dato atto al Gen. Serino del suo impegno a favore di una decisa sensibilizzazione sul tema in ambito FA e della ricerca di soluzioni organizzative tese a favorirne al massimo la diffusione. Abbiamo però fatto presente che la bozza di regolamento presentato recentemente dalla Delegazione Difesa va in una direzione diversa rispetto al suo sforzo, in quanto svuota del suo significato innovativo lo S-W riducendolo solo ad un brutta e misera copia del telelavoro, e su questo abbiamo sollecitato iniziative della F.A.

Per quanto attiene lo straordinario, il problema riguarda la riduzione delle relative assegnazioni agli Enti. E‘ di tutta evidenza che il combinato disposto tra pensionamenti consistenti nel numero e mancate assunzioni/assegnazioni producono un effetto vistoso: che lo stesso lavoro deve essere fatto  da un numero sempre minore di lavoratori. Se però il carico lavorativo rimane lo stesso, è di tutta evidenza che ad esso si può far fronte solo ricorrendo a prestazioni di lavoro straordinario, e se è così, è allora di altrettanta evidenza che le assegnazioni su quel capitolo dovrebbero aumentare e non diminuire.

   E, legata allo straordinario, abbiamo posto un’altra questione che è in un qualche modo complementare alla prima, ed è la praticabilità in ambito F.A. dell’istituto della Banca Ore, avendo appurato che in alcuni Enti pare si sia risposto negativamente alla richiesta di attivarla, perché mancherebbero disposizioni attuative. Ovviamente, la Banca Ore è un istituto che data da lungo tempo, peraltro oggetto a suo tempo di specifiche circolari di PERSOCIV, che è stato riconfermato nell’ultimo CCNL, e che quindi  deve trovare applicazione anche in ambito Esercito.

A conclusione degli interventi delle OO.SS., sono state fornite le prime risposte rispetto alle questioni da noi poste, e più precisamente:

per quanto attiene agli intendimenti in ad una eventuale revisione della Legge 244 e ad una rivisitazione dello in  merito all’area infrastrutturale, la F.A. ha confermato nelle sue scelte il  progetto di riordino, ma ha dato la disponibilità ad un tavolo tecnico di confronto con le OO.SS. che auspichiamo venga convocato a breve;

sulla Banca delle Ore, è stato assicurato che l’istituto è attivabile in ambito FA in quanto non esistono posizioni ostative a tal riguardo;

– sulla questione “MONTELIBRETTI E CIVITAVECCHIA”, innescata da alcune affermazioni venute dal Gen. Serino nel corso della sua audizione, non sono arrivate risposte esaustive, motivo per il quale a fine riunione abbiamo consegnato al Gen. Cuoci una nota in cui poniamo formalmente il problema e invochiamo risposte al riguardo.

Sulle altre questioni da noi poste, attendiamo dalla F.A. le risposte richieste, delle quali, come sempre, daremo tempestivamente conto alle lavoratrici e ai lavoratori interessati.

 Cordiali saluti a tutte/i.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo

Notiziario FLP Difesa n. 19 del 8 marzo 2023 –

Ha ancora senso oggi parlare della festa della donna, istituita il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti  in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi? La risposta  arriva da sè in conclusione delle riflessioni sullo stato dell’arte ai giorni nostri: le cronache degli ultimi tempi ci aggiornano sui nuovi importanti incarichi a cui per la prima volta ha avuto accesso una donna: Giorgia Meloni Presidente del Consiglio, ed Elly Schlein è la nuova Segretaria del più importante partito di opposizione; Margherita Cassano prima donna nella storia a guidare la Corte di Cassazione. E altre donne italiane si sono distinte a livello internazionale per l’eccezionale livello di professionalità raggiunto, basti pensare alla dott.ssa Ilaria Capua, virologa di fama internazionale sostenitrice della “Salute circolare”, che dopo aver Diretto il Centro di Eccellenza One Dealth dell’Università della Florida, ha annunciato “di aver fatto pace con l’Italia”, per cui tornerà a lavorare qui, e alla dott.ssa Antonella Viola, immunologa notissima ai media, professoressa di Patologia Generale dell’Università di Padova.

Dunque i tetti di cristallo sembrano cominciare a sgretolarsi. Eppure continua ad essere di attualità il concetto ampio della violenza, come riconosciuto e ratificato dalla convenzione di Istanbul del 2011: “violazione dei diritti umani che può provocare danni o sofferenze  di natura fisica, sessuale, psicologica e/o economica”; e sulla violenza economica è stato pubblicato dalla Global Thintings  Foundation, nata nel 2016, un manuale che ne individua l’evoluzione: in termini pratici l’uomo mette in atto nei confronti della compagna il controllo sullo stipendio, sulle spese e sul c/c, magari vieta l’uso della carta di credito/bancomat; l’accompagna in ogni sua spesa, può arrivare ad occultare il denaro, utile poi in caso di separazione. Una condizione di isolamento della donna che si associa ad altri dati ISTAT: solo il 53% delle donne in Italia oggi lavora (65% al nord, 36% al sud), contro il 64% della media europea, mentre il 44% delle donne è inattivo, cioè neanche lo cerca, il lavoro. Eppure il lavoro porta denaro, e il denaro la libertà di scelta.

Ma la statistica ci dice anche che solo il 20% delle donne ha un c/c personale, mentre l’80%, se lo possiede, l’ha in condivisione col marito/compagno, al quale spesso è delegata la gestione di soldi, investimenti e risparmi. E la dipendenza porta alla sudditanza. Per contro le buone pratiche suggeriscono alle donne di non rinunciare mai al proprio conto corrente, di tenerlo separato da quello del compagno, e di mantenere la propria autonomia lavorativa, condizione indispensabile per una vita di libere scelte. E’ anche per questo che nel 2021-2022 il Governo dell’epoca aveva finanziato il “Reddito di Libertà” (400 euro al mese per 12 mesi) per consentire le donne vittime di violenza di provare ad uscire dal rapporto “malato” e ricostruirsi una vita.

Dall’altra parte le  cronache di questi giorni riportano i dati delle previsioni statistiche che indicano nel 2050 l’anno in cui avremo la nascita dell’ultimo bimbo italiano: in Italia non si fanno più figli, nonostante non si sia mai smesso di desiderarli. Già nel 2022 il tasso di fertilità era di 1,3 figli per donna. Se non cambia qualcosa, la tenuta di welfare, sanità, pensioni, in pratica il sistema paese, è a rischio. Ma quali le cause della denatalità? Servizi primari come l’asilo nido soddisfano solo il 26% dell’utenza, l’assegno unico non basta a sostenere i costi della genitorialità, il congedo di paternità di 10 giorni è molto al di sotto della media Europea. In assenza di significativi interventi pubblici, il costo di un figlio diventa motivo di rinvio a tempi migliori, così l’età media delle puerpere è andata oltre i 32 anni, le probabilità di infertilità crescono, e per le più coraggiose si crea un significativo squilibrio fra lavoro, vita sociale e cura. E capita pure che le esigenze di cura non siano tenute in debita considerazione neppure quando specificamente tutelate dalle norme, come nel recente caso della dipendente del Ministero della Giustizia (proprio la Giustizia!), madre di un bimbo portatore di handicap grave, che non riusciva ad ottenere il trasferimento verso la residenza del figlio. Meno male che in quel caso una giovane avvocata appassionata e una Giudice sensibile abbiano risolto favorevolmente la questione in sede giudiziale…

Eppure un figlio non è solo un fatto privato, ha riflessi sulla vita della comunità, e dunque chi lo genera e lo cura sta lavorando per tutti…

E la scelta di non fare figli è comunque poi foriera di sensi di colpa da parte della donna rispetto al suo ruolo, che lo stereotipo vuole realizzata solo se moglie e madre (e non importa se intanto ha realizzato i suoi progetti e i suoi sogni professionali), come recitato dall’attrice Chiara Francini in un monologo dedicato al suo bambino mai nato: “Da qualche parte penso di essere sbagliata perché non ho avuto figli… …ma io volevo solo essere brava, volevo essere preparata, volevo che tu fossi fiero di me..”.

Ecco perché non bisogna smettere di lottare, partendo dalle scuole, dalla formazione, e ancor prima dall’alveo familiare e dall’educazione impartita ai nostri bambini.

Buon 8 marzo a tutte le donne, e un pensiero triste va ai naufraghi di Crotone, alle studentesse avvelenate in Iran, ai popoli di Turchia e Siria colpiti dal terremoto; va infine a quelli della martoriata Ucraina, e alle sue donne, oggi che invece delle mimose continuano dopo un anno di invasione a ricevere le bombe !!!

 LA COORDINATRICE GENERALE FLP DIFESA  – Maria Pia BISOGNI

Notiziario FLP Difesa n. 18 del 06 marzo 2023 –

Crosetto_BIO

Si è svolta stamane la 1^ riunione in videoconferenza col Ministro della Difesa on. Guido Crosetto, e col SSS, on. Matteo Perego. Il Ministro ha fatto un breve intervento introduttivo, nel quale ha annunciato la volontà di rivedere il modello Difesa come delineato dalla legge 244/2012, che è necessario oggi modificare (come da noi, soli, da sempre richiesto) ed oggi adeguare, alla luce del mutato scenario politico internazionale e delle nuove tecnologie e professionalità, potenziando i numeri sia per la componente militare che per quella civile, e ricorrendo a nuove assunzioni (ad oggi ne sono state previste circa 6000 già inserite nei PTFP in aggiunta a quelle derivanti dai concorsi in atto), anche tenuto conto in particolare che l’organico del personale civile si ridurrà a breve al di sotto delle 10.000 unità effettive in ragione dei previsti pensionamenti, ed ha evidenziato gli sforzi del Dicastero per dare definizione alle procedure in corso, per le quali il 2023 sarà un anno cruciale.

Per quanto attiene al trattamento economico, ha richiamato i miglioramenti economici intervenuti nel 2021-2022, a seguito dell’assegnazione dei 50 milioni di risparmi all’incremento dell’Indennità di Amministrazione e al FRD, riducendo almeno in parte la forbice esistente con le altre amministrazioni pubbliche; ha inoltre ribadito il suo impegno al recupero dei 21 milioni perduti alla performance organizzativa nel 2022. Più in generale, ha affermato che la sua presenza debba essere letta come un segnale di effettivo e non formale interesse ed attenzione, e che intende restare a disposizione quale strumento politico interessato a farsi portatore delle istanze del personale e a valorizzarne le peculiarità. Dopodiché ha lasciato la riunione lasciando la parola al SSS Difesa on. Perego, che ha a sua volta ripreso gli argomenti di cui sopra, ribadendo la sua massima apertura a ogni forma di dialogo e confronto, ed ha richiamato poi ulteriori tematiche connesse con la mobilità (che ritiene debbano essere valutate alla luce delle nuove assunzioni), e col Lavoro Agile, sdoganato con la pandemia, nel corso della quale si sono potuti garantire adeguati standards lavorativi, nei confronti del quale non ci devono essere discriminazioni.

Ha poi passato la parola alle parti, e la nostra O.S., quarto intervento nell’ordine di rappresentatività interna alla Difesa, dopo gli auguri di buon lavoro all’on. Perego per il prestigioso incarico alla Difesa, ha espresso apprezzamento per le intenzioni manifestate dal Ministro circa le nuove linee programmatiche di riassetto del Dicastero intese a superare la legge Di Paola, ed a dar vita ad un modello della Difesa adeguato coi tempi e rimpolpato nei numeri anche per quanto riguarda il personale civile.

FLP Difesa ha rappresentato tuttavia che la realtà attuale è altra, già ampiamente rappresentata anche dagli stessi vertici militari nel corso delle audizioni parlamentari, non ultima quella del Capo di SMM Amm. Credendino: è concreto l’allarme circa le gravissime condizioni in cui versano le attività sostenute da numeri residuali rispetto alle esigenze di lavorazione, si vedano le lavorazioni dell’area industriale (Poli dell’Esercito e Arsenali della Marina Militare). Ma anche gli Enti che sviluppano attività di tipo tecnico-amministrativo non riescono più a trovare soluzioni ragionevoli alle carenze organiche: i carichi di lavoro si riversano sul personale residuo, si fa ricorso allo straordinario (che comunque viene ridotto di anno in anno) e non si risolve il problema perché senza risorse il personale va a recupero compensativo, a discapito delle esigenze subentranti. E non è una soluzione ragionevole l’esternalizzazione di attività che richiedono elevata specializzazione e il possesso della memoria storica.

Invece come FLP Difesa rileviamo che, pur se il Piano Triennale dei Fabbisogni del Personale (PTFP) 2022-2024 prevede assunzioni per 2.217 unità oltre alle assunzioni già autorizzate, a fine luglio 2022 il Governo nell’autorizzare 14.167 assunzioni per la P.A. ha escluso totalmente la Difesa. Urge dunque un piano di assunzioni straordinarie che consenta fra l’altro il passaggio di conoscenze tecniche ma anche amministrative dalle vecchie alle nuove generazioni. Ma rileva anche il fatto che il PTFP 2023-2025 (che deve essere inserito nel PIAO 2023), non faccia menzione delle progressioni verticali fra le aree previste dal CCNL FC 2019-2021 (in primis dalla 1^ alla 2^ area per avviare finalmente lo svuotamento della 1^ area e finalmente il giusto riconoscimento a questi lavoratori) e la mancanza di previsioni numeriche dell’organico per la 4^ area, quella delle Elevate Professionalità;

In merito allo stato delle relazioni sindacali, abbiamo rappresentato come si stiano verificando nel territorio nazionale diversi episodi di ricorso ai procedimenti disciplinari nei confronti di dirigenti sindacali, che evidentemente potrebbero prestare il fianco ad ipotesi di uso indiscriminato di questo istituto da parte del datore di lavoro, in alcuni casi utilizzato come deterrente avverso la controparte. Ovvia la necessità che l’Amministrazione vegli su queste situazioni, ad impedire e prevenire eventuali usi distorti dell’azione disciplinare.

A nostro avviso è necessario che l’AD formi la componente che andrà ad assumere la gestione di personale affinché abbia piena consapevolezza della disciplina delle relazioni sindacali, e delle utilità che buoni rapporti con queste possono portare nello svolgimento del proprio mandato. Cosa che non è evidentemente patrimonio di tutti i nostri datori di lavoro, come documentato dalla rottura delle relazioni sindacali, vedasi ad esempio quanto si verifica in Enti siti nell’area di La Spezia, e da problematiche complesse già rappresentate ai vertici, quale quella inerente la linea gerarchica della Logistica dell’Esercito.

In merito alla spinosa questione inerente la circolare sull’orario dei turnisti, abbiamo chiesto di non considerare chiuso il confronto con la competente delegazione trattante, e di riprenderlo.

Sul tema del “Lavoro Agile” FLP Difesa ha rappresentato il proprio disappunto sulla bozza di Regolamento del Lavoro Agile” oggetto dell’avvio del confronto a Persociv: un lavoro che non tiene conto delle novità introdotte dal CCNL FC col “Lavoro a distanza” e che prova ad applicare al Lavoro Agile le regole del Lavoro da Remoto, evidentemente più gradite all’AD. Ovvia la necessità di mettere gran mano al documento di che trattasi. In merito fra l’altro FLP Difesa ha chiesto che l’A.D. riconosca al suo lavoratore a distanza il diritto al buono pasto, anche tenuto conto del pronunciamento dell’ARAN in merito alla competenza in tal senso di ciascuna Amministrazione.

Trova spunto dal precedente argomento la necessità di dare al CUG un nuovo Presidente dopo il collocamento in quiescenza ormai da un anno della storica Presidente, la Dott.ssa Cristiana D’Agostino. Né pare una giustificazione attendere la naturale scadenza dell’organismo prevista per fine anno, e non invece formalizzare nell’incarico l’attuale Vice Presidente.

In merito al Regolamento degli incentivi al personale impegnato in funzioni tecniche collegate agli appalti, abbiamo sollecitato l’avvio della trattativa per il nuovo Regolamento, posto che a oggi la materia è disciplinata solo fino al 2016, e deve essere rivisitata alla luce delle norme intervenute dopo quell’anno.

Abbiamo poi lamentato la discriminazione subita dal personale civile in merito all’adozione della Assistenza sanitaria gratuita già riconosciuta al personale militare, chiedendone l’estensione anche ai civili.

In materia di trattamento economico, FLP Difesa ha evidenziato il quasi dimezzamento dei benefici derivanti dalla destinazione dei sopracitati 50 milioni all’Indennità di Amministrazione e al FRD in conseguenza della inaccettabile perdita dei 21 milioni destinati fino al 2021 alla performance organizzativa di cui al c. 2bis art. 614 D.lgs.vo15.03.2010, n.66 che, invece, dopo tre anni dovevano essere stabilizzati, e ha auspicato che l’impegno assunto dal Ministro in merito possa concretizzarsi quanto prima, anche mediante la quantificazione dei risparmi derivanti dalle cessazioni del personale per il 2021 e 2022, risparmi che in virtù della legge speciale di Di Paola (L.244/2012) devono essere destinati per una quota dal 4 al 10% al FRD, in deroga al principio che prevede l’attribuzione dei risparmi di bilancio al MEF.

In merito alle criticità già in precedenza da noi lamentate sulla scarsa trasparenza dei cedolini stipendiali, ricondotta dall’AD al modello di gestione di NoiPA, FLP Difesa ha rappresentato la necessità che i cedolini soddisfino l’esigenza di verificare i dati contabili da parte del dipendente, per esempio nel caso dell’applicazione di decurtazioni a vario titolo, o, come avvenuto nel corso del 2022, nel caso dell’attribuzione di incrementi salariali e relativi arretrati, salvaguardando in tal modo il diritto di replica degli interessati nel caso di riscontro di possibili errori contabili. La problematica riveste anche maggiore interesse nel caso degli ex militari transitati, per i quali si sta operando il recupero degli incrementi già riconosciuti e assoggettati al recupero compensativo sull’assegno ad personam, spesso senza alcuna interlocuzione preventiva con l’interessato anche in merito alla possibilità di rateizzazione.

Su questi argomenti FLP Difesa ha ribadito la propria richiesta di tavoli tecnici di approfondimento e di ricerca delle soluzioni:

Infine abbiamo chiesto l’avvio della contrattazione/confronto sulle materie contrattuali da regolamentare nel CCNI DIFESA parte normativa, essendo la trattativa di fatto interrotta al 2019.

Queste le risposte del SottoSegretario:

Sugli altri argomenti citati nella riunione odierna, il SottoSegretario si è riservato i dovuti approfondimenti.

In definitiva, riteniamo moderatamente soddisfacente il primo incontro con i Vertici politici del Ministero della Difesa e verificheremo in corso d’opera l’effettiva attuazione degli impegni assunti nel corso della riunione.

Ci scusiamo per la lunghezza del presente notiziario, ma riteniamo che i molti argomenti in campo fossero tutti meritevoli di essere attenzionati così come si sono sviluppati nel corso del confronto.

E’ tutto, fraterni saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA  Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Link : Sul sito della Difesa la news e le foto dell’incontro del Ministro

Notiziario FLP Difesa n. 17 del 28 febbraio 2023 –

Capo di SMM Amm.Sq. Enrico CREDENDINO

Si è svolta, in data 23 febbraio u.s., un’audizione, in 3^ Commissione Affari Esteri e Emigrazione, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Sq Enrico Credendino, sulle linee programmatiche del suo mandato. L’occasione è stata utile per rilanciare quanto già affermato dal CASMM in sede di audizione in Commissione Difesa della precedente legislatura, che si era svolta a marzo 2022.

In sintesi, nella sua relazione, l’Amm. Credendino ha voluto sottolineare come, a fronte di un mutato quadro geo-politico dove, rispetto a quello, ad esempio, degli anni ’80, in cui il ruolo della Marina Militare era più quello di cuscinetto tra le grandi potenze, oggi, le FFAA e in particolare la MM, rivestono  invece un importante ruolo strategico e di equilibrio nel mediterraneo. Pertanto, il modello attuale, sia in termini di flotta navale che di personale, non è più adeguato all’attuale scenario, soprattutto a quello che si è venuto a delineare nell’ultimo anno a seguito del conflitto RUSSIA-UCRAINA, con una TURCHIA che, di contro, sta diventando sempre più potente sia in termini di flotta che di uomini.

A fronte di un impegno sempre maggiore, prosegue l’Ammiraglio, oltre alla necessità di incrementare la flotta, la più grande e urgente necessità è quella di aumentare i numeri del personale militare che, secondo la stima dello Stato Maggiore Marina, ad oggi, è al di sotto di circa 5000 unità con una presenza di circa 29000 unità di personale militare che, nell’ipotesi di un “modello adeguato”, dovrebbe essere di 39000 unità, mentre, nell’ipotesi del “fabbisogno minimo indispensabile”,  di almeno 35000 unità. Pertanto, a similitudine di quanto richiesto nella sua audizione dal Capo di SME, Generale Serino, il CASMM auspica un ritorno a un modello antecedente la Legge 244/2012, quando erano previste  190.000 unità di personale militare. (Quanto aveva ragione FLP Difesa, purtroppo unica O.S. a contestare all’epoca la riforma Di Paola!)

Sempre in relazione al personale militare, il CASMM, mette in evidenza un forte sbilanciamento, in termini di distribuzione tra le Forze Armate, delle unità di personale dove l’esercito, con il 60%, ha la fetta più grande di personale, l’aeronautica il 22% e la Marina Militare solo il 18%. Una distribuzione, questa, anch’essa non più adeguata all’attuale quadro geo-politico dove, ad esempio, altre nazioni come la Francia e l’Inghilterra, che possiedono una flotta molto simile alla nostra, hanno mediamente circa 10000 unità di personale militare in più rispetto alla MM italiana, e dove il personale è equamente distribuito tra Aeronautica e Marina.

Il problema della carenza organica è, per la Marina, aggravato dagli esodi di personale militare nei ruoli del personale civile. Dal 2012 ad oggi in Marina ci sono stati, infatti, 2621 transiti per motivi sanitari, mentre nell’esercito circa 1000 e solo 105 in aeronautica. Tale esodo, prosegue l’Ammiraglio, è dovuto alle cattive  “condizioni di vita del marinaio” che, soprattutto nei primi 15 anni di carriera, a causa dei frequenti imbarchi, dei ritmi a cui è sottoposto, resi ancor più stressanti a causa della carenza di personale, non riesce ad avere un adeguato recupero psico-fisico, così come ha difficoltà a crearsi una regolare vita familiare.

Al contempo, queste 2621 unità di personale transitato dal 2012 ad oggi, costituiscono un vincolo per il reclutamento di nuovo personale, in quanto rimangono “a carico” (testuale) degli organici del personale militare fin quando non andranno in pensione, situazione questa che, unita agli effetti della Legge 244, diventa veramente insostenibile. Per questo, nel corso dell’audizione, l’Ammiraglio Credendino chiede al governo un intervento d’urgenza per dare una diversa collocazione organica a questa componente del personale in forza.

E veniamo al personale civile: nel riconoscere il ruolo altrettanto importante da questo svolto nella F.A., l’amm.Credendino ha evidenziato anche qui la grave carenza organica, che è attestata intorno al 50% rispetto a un “modello adeguato” che dovrebbe essere di 9000 unità e che invece è ad oggi di circa 4700 unità e che, dato ancora più preoccupante, al 2028, nonostante le 1298 assunzioni previste, scenderà a 3500. La carenza attuale è di circa l’85% tra i dirigenti , del 44% tra il personale tecnico e del 28% tra il  personale amministrativo, con un’eta media che a inizi 2025 salirà a 58 anni.

Le soluzioni prospettate dal CASMM nella slide illustrativa sono, da una parte, l’assunzione di personale operaio, anche con la riapertura delle scuole allievi operai, per far fronte alla gravissima situazione in cui versano gli arsenali e gli stabilimenti di lavoro e, dall’altra, la necessità di migliorare il sistema di transito dei militari non più idoneo, collocandoli organicamente nei ruoli del personale civile ed eliminando il vincolo della destinazione di impiego su base regionale.

E qui, sinceramente, relativamente alle problematiche del personale civile, ci sarebbe piaciuto ascoltare qualche proposta in più e anche un po’ più incisiva.

Si sarebbe potuto chiedere, come da tempo la nostra sigla chiede, un piano straordinario di assunzioni, perché quelle previste, come affermato dallo stesso CASMM, mitigano solo in parte il grave problema della carenza organica di personale civile.

Così come si sarebbe potuta chiedere, anche per il personale civile, una proroga della scadenza dei termini della Legge 244 come è stato fatto per il personale militare con la legge 119 dell’agosto 2022, impegno questo  assicurato anche dal Capo del 1 °reparto di SMM, Amm Giurelli, nella riunione del 23 novembre 2022 (vds notiziario n. 73 del 24 nov. 2022).

Se non si mette mano a questa situazione, urgentemente, come più volte affermato e denunciato dalla nostra OS, il rischio è quello di una forte militarizzazione di quelle funzioni ed incarichi che invece dovrebbero essere ad appannaggio del personale civile e, per quanto riguarda gli stabilimenti di lavoro, in primis, gli arsenali, assisteremo inoltre, come in parte già stiamo assistendo, ad una pericolosa ed antieconomica esternalizzazione dei servizi di manutenzione delle navi, finora ad appannaggio delle nostre maestranze civili che, con il loro “know-how” specifico e altamente qualificato, hanno da sempre garantito prontezza, qualità ed economicità degli interventi, caratteristiche queste che le aziende private non possono certamente garantire.

Capitolo a parte merita la situazione dei nostri colleghi transitati, più volte anche questa denunciata dalla nostra O.S. , per la cui soluzione abbiamo chiesto, in diverse occasioni, l’apertura di un tavolo tecnico con la F.A..

La soluzione prospettata dal CASMM che, almeno da come esposta in Commissione , forse anche a causa di una tempistica ristretta, ci è apparsa come una soluzione pilatesca, e non come una strategia mirata al reale miglioramento delle condizioni del personale transitato. Vorremmo dire all’Amm. Credendino che se, da un lato, organicamente questa componente incide sui numeri del personale militare, dall’altro, quando viene assegnato negli Enti, viene ad occupare delle posizioni organiche del personale civile, con le prevedibili ricadute nell’impiego e di questa altra componente. Ma questo poco inciderebbe: ben vengano i colleghi transitati ad alimentare le risorse del personale civile, ma siano motivati, formati e, soprattutto, messi nelle condizioni di poter vivere la nuova situazione in modo adeguato, sereno e vicino ai propri affetti.

Nella maggior parte dei casi, invece, così non è, e i colleghi, anche nel nuovo status, continuano a subire dei disagi, si ritrovano ancora lontani dal nucleo familiare, e continuano a vivere in condizioni di pendolarismo: i motivi che hanno contribuito a determinare l’esodo dalla FA. Con la differenza che, se da militari avevano maggiori possibilità di trasferimento, e dunque di avvicinarsi col tempo a casa, nei ruoli civili invece si scontrano col muro di una mobilità ingessata ormai da quattro anni; e la speranza svanisce, a meno che non si versi in gravissime condizioni di salute, utili alla istanza di mobilità straordinaria, vincolata all’ “utile impiego” negli Enti richiesti. A queste condizioni, pur con tutta la buona volontà ma, non di rado, con limiti psico-fisici anche molto importanti, senza una preparazione adeguata al nuovo impiego e in una perdurante situazione di disagio, i militari transitati rappresentano, frequentemente, una risorsa con qualche limitazione di impiego. Certamente, la richiesta da parte del CASMM, di superare il criterio della “regionalità” in fase di assegnazione (criterio per il quale, a norma di legge, il militare che transita viene assegnato nell’ultima regione in cui prestava servizio da militare), aiuterebbe notevolmente la causa.

Di questo e di tanto altro, ci piacerebbe parlare con il CASMM che, purtroppo e con nostro rammarico, a distanza di più di un anno dalla sua nomina, non ha ancora avuto modo di incontrare le rappresentanze dei lavoratori, nonostante le criticità da lui stesso denunciate e le varie richieste di incontro da parte delle rappresentaze dei lavoratori.

Attendiamo fiduciosi e vi terremo aggiornati. È tutto, cordialissimi saluti.

 p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA 

        Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 16 del 24 febbraio 2023 –

Gen_CA_Portolano

In data odierna si è svolto l’incontro con il Segretario Generale della Difesa Generale C.A. Luciano Portolano, presso palazzo Guidoni a Centocelle.

La riunione si è aperta con i consueti saluti di benvenuto da parte del Generale, che ha messo in evidenza come nella la sua lunga carriera abbia più volte incontrato le rappresentanze sindacali ed auspicato che anche nel ruolo che attualmente ricopre possano esserci incontri proficui e produttivi.

Ha sottolineato, inoltre, la peculiarità del Ministero Difesa nell’importante ruolo che ricopre nel sistema paese e il fondamentale contributo della componente civile in questo compito e evidenziandone l’apprezzamento a tutti i livelli. Ha poi lasciato la parola alle parti sociali per una prima rappresentazione delle problematiche.

Tutte le sigle hanno ringraziato il Generale per la convocazione e l’apprezzamento da lui formulato nei confronti del ruolo del personale civile, ma hanno anche lamentato il ritardo sia nella convocazione che nell’affrontare le criticità nei rapporti con le OO.SS..

Nel nostro intervento abbiamo:

In conclusione, nella replica sia del Segretario Generale sia del Dott. Lunerti membro della delegazione trattante, pur sottolineando nuovamente la rilevanza del ruolo della componente civile nel Ministero della Difesa, è stata ribadita la scelta di un taglio, per quanto riguarda il decreto di riorganizzazione del Segretariato Generale,  di 13 dirigenti e 361 unità  derivanti dall’applicazione dei vari decreti in essere e che, comporterà se nulla cambierà da un punto di vista legislativo, ulteriori pesanti tagli al 2024.

Per quanto riguarda la bozza di decreto di struttura pur ammettendo che lo stesso è in fase di rielaborazione non è stata data alcuna disponibilità ad un incontro specifico prima che venga inviato a Gabinetto Difesa.

Per quanto riguarda la soppressione del 4°ufficio per l’antinfortunistica, in precedenza dipendente dal 1° Reparto, la motivazione addotta è stata che il Segretario Generale ha ritenuto opportuno avocare direttamente a sé l’ufficio data la rilevanza della materia.

Infine è stata illustrata una slide che riepilogava i concorsi per le assunzioni banditi fino ad oggi e quelli previsti per il presente anno: 431 unità di cui: 374 assistenti tecnici e amm.vi e 57 funzionari tecnici e amm.vi; 1676 unità di cui: 1257 assistenti tecnici e amm.vi e 419 funzionari tecnici e amministrativi; non ne è tuttavia stata rilasciata copia alle parti, che pure l’hanno richiesta, evidentemente evitando così verifiche e approfondimenti.

In conclusione, non possiamo ritenerci soddisfatti degli esiti della riunione, pur a fronte della dichiarata  disponibilità da parte del Gen. Portolano ad avviare una serie di incontri a cadenza definita o in presenza di situazioni particolari, come da noi specificatamente richiesto, ed auspichiamo che per il futuro si possano individuare risposte più esaustive e percorsi di confronto che consentano soluzioni condivise alle problematiche rappresentate e alle legittime istanze. Restiamo comunque in attesa degli sviluppi dei prossimi incontri.

E’ tutto, cordialissimi saluti.

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Leonia CARDONE – Giampietro CROCETTI

Notiziario FLP Difesa n. 12 del 20.02.2023 –

Si è tenuta stamane la riunione a Persociv per proseguire il confronto sulla circolare che aggiorna la gestione dei turni, e per avviare quello sul Regolamento per il Lavoro Agile. Di seguito le osservazioni e le proposte di FLP Difesa, relazionate in sede di riunione e formalizzate con rispettive note per Persociv:

Turni:

 Regolamento per il Lavoro Agile:

la premessa di ordine generale è che ad una prima lettura del documento pare evidente come siano ben poche le modifiche portate alla bozza dello stesso documento che risale all’incirca a un anno fa, e mai giunta a perfezionamento, come se in mezzo non ci fosse stata la enorme novità del “Lavoro a distanza” di cui al titolo V° del CCNL FC 2019-2021 e l’introduzione a fianco del Lavoro Agile anche del Lavoro da Remoto.

L’impressione che se ne ricava è che il documento sia stato redatto senza alcuna convinzione, se non quella di doverlo fare come adempimento forzato, non gradito, ed a non promuovere in alcun modo. Nessun segnale è presente che faccia percepire la consapevolezza e la condivisione degli obbiettivi che la norma si prefigge: conciliare i tempi di lavoro e di vita in una contestuale ottica di miglioramento del servizio; promuovere la mobilità sostenibile riducendo gli spostamenti non necessari, in ottica ambientalista che miri alla diminuzione del traffico urbano; promuovere la cultura della prestazione lavorativa per obbiettivi; cercare soluzioni organizzative che portino ad economie di gestione: contemperare le esigenze di mobilità territoriale con la continuità del servizio. E  se la connotazione primaria dello S-W è il lavoro per obiettivi e la responsabilizzazione del lavoratore, ebbene di tutto questo non c’è traccia alcuna nel testo predisposto da AD, con ciò evidenziandosi la lontananza culturale della AD rispetto ad un modello nuovo che proprio molte aziende del privato stanno adottando convintamente per le utilità che produce. Una scelta gravissima, che denunciamo, convinti della sua irragionevolezza,  rilevando  l’atteggiamento pregiudiziale dell’AD, evidente nella misura in cui il Regolamento pone condizioni ostiche per l’accesso al Lavoro Agile, così da portare facilmente ad un utilizzo marginale in Difesa. A conferma di quanto sopra, il documento :

In merito abbiamo presentato all’Amministrazione la bozza di Regolamento rielaborata con le nostre proposte di modifica e integrazione, che alleghiamo al presente notiziario.

La riunione sarà aggiornata presumibilmente ai primi di marzo. Per ora è tutto, cordialissimi saluti a tutti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA  Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Allegato : 20.02 2023 A Persociv – proposte FLP Difesa su bozza Regolamento L.A.

Notiziario FLP Difesa n. 10 del 15 febbraio 2023 –

Dopo la sottoscrizione, lo scorso mese di dicembre, dell’Accordo sul FRD 2022 come modificato a seguito dei rilievi degli organi certificatori (il Mef in data 14 novembre 2022 aveva rilevato il grave errore procedurale-contabile dell’A.D. relativo alla mancata detrazione dalle risorse disponibili del Fondo, dell’importo dei 17 milioni destinati alle progressioni orizzontali 2021), di cui abbiamo dato conto ai lavoratori con il notiziario FLP Difesa n. 71 del 17 novembre 2022, nel quale abbiamo riferito in merito alle ragioni della nostra firma con Nota a Verbale, e denunciato altresì “lacune ed ombre” in merito alle modalità procedurali adottate dall’A.D. in ordine alle risorse che confluiscono nel Fondo, in data odierna è pervenuta la nota informativa (che si allega al presente notiziario), con le indicazioni di dettaglio riguardo ulteriori risorse resesi disponibili.

Queste le risorse che andranno ad alimentare ulteriormente il FRD 2022, che dovranno essere ripartite fra AD e AID:

In conformità a quanto previsto dall’art. 29 del CCNI 2021-2023, le citate ulteriori somme vanno ad incrementare:

Ora restiamo di attesa ovviamente di conoscere la tempistica dei pagamenti relativi alle diverse voci e i risparmi di gestione dell’anno 2022 riferiti a tutte le voci di salario accessorio del FRD 2022 che dovrebbero confluire nel FRD 2023. È tutto, vi terremo informati, cordialissimi saluti.

p IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari

Allegato : 2023.02.09 Persociv FRD 2022- ulteriori risorse disponibili

Notiziario FLP Difesa n. 07 del 24.01.2023 –

Si è tenuta oggi a Persociv la riunione convocata per il confronto sulla bozza di circolare che dovrà aggiornare la regolamentazione degli istituti che disciplinano il personale turnista e per il testo revisionato del nuovo NOP (Allegato 1).

In premessa il DG ha comunicato la certificazione positiva del CCNI stralcio sulle famiglie professionali, la cui ipotesi era stata sottoscritta dalle parti lo scorso 31 ottobre, da parte di MEF e FP in data 18 gennaio u.s. (Allegati 2 e 3), che si sono espresse con pesanti rilievi recepiti nella versione oggi sottoposta alla firma delle OO.SS. nazionali. La D.G. ha tenuto a precisare che le parti eliminate dal testo originario non sono andate perdute, in quanto non è stata richiesta la modifica della relazione illustrativa allegata all’ipotesi di Accordo, e che pertanto i loro contenuti saranno recepiti nella relativa circolare di prossima emanazione. Restano dunque confermate le prime indicazioni fornite da Persociv con la circolare 76593 del 5 dic. u.s.. In merito FLP Difesa osserva ancora una volta come gli organi certificatori abbiano arrogantemente assunto il ruolo di censori della contrattazione, senza alcun riguardo nemmeno per il termine di 30 giorni che la norma prevede per il loro pronunciamento, arrivato dopo quasi 3 mesi dalla sottoscrizione dell’Ipotesi di Accordo; di qui la riserva in merito alla firma del documento definitivo; abbiamo inoltre sollecitato il riscontro della D.G. in merito ai nostri contributi di cui alla nota del 28 dicembre u.s. sulla Ipotesi di CCNI stralcio sulle competenze delle famiglie professionali, auspicandone la rapida definizione e sottoscrizione.

Per quanto attiene invece alla bozza di circolare sui turnisti, il confronto non si è esaurito oggi, ma proseguirà nella prossima riunione calendarizzata a fine mese, nella quale sarà posto all’ordine del giorno anche il Regolamento del lavoro agile. Intanto la D.G. ha registrato le nostre proposte, contenute nelle note inviate a Persociv il 27 maggio 2022 e il 18 gennaio 2023 (Allegati 4 e 5), che sono state illustrate ed integrate nel corso della riunione, sottolineandone i punti di maggior rilievo, fra cui:

La D.G. ha registrato le nostre proposte, esprimendo apprezzamento complessivo per il contributo, riservandosi le decisioni nel prosieguo del confronto.

Per ora è tutto, vi terremo aggiornati.

Fraterni saluti.

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Allegato 1 :CCNI famiglie profess. revisionato 24.01.2023

Allegato 2 : Certificazione MEF 18.01.2023

Allegato 3 : Certificazione FP 18.01.2023

Allegato 4 : Nota FLP DIFESA 27.05.2022

Allegato 5 : Nota FLP DIFESA 18.01.2023

maria pia bisogni


Ancora una riunione interlocutoria a PersocivRegolamento del Lavoro Agile. Recepite alcune delle nostre proposte, ma sostanzialmente restano immodificati i punti più controversi: il rinvio della disciplina del lavoro da remoto, che pure il CCNL ha già introdotto da un anno ormai; il costante richiamo al vincolo di concordanza sul luogo di lavoro (il CCNL lo prevede solo “ove necessario”); la modulazione temporale delle giornate di lavoro agile diventa “almeno un giorno alla settimana”, in netta contraddizione con le finalità di conciliazione delle esigenze di vita privata del lavoratore. Prossimo appuntamento il 19.04

13 Apr 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 27 del 12 aprile 2023 – Si è svolta oggi a Persociv la riunione con la delegazione trattante, avente ad oggetto la definizione del Regolamento per il Lavoro Agile nella Difesa. Nel corso del confronto, FLP Difesa ha rappresentato ancora una volta come la nuova versione della Bozza (in allegato al […]


Niente di nuovo nella riunione di oggi a Persociv sul Regolamento del Lavoro Agile. La delegazione trattante non dà segno di recepire le richieste formulate dal sindacato. La mancata attuazione del lavoro da remoto si giustificherebbe forse per gli oneri di fornitura del materiale informatico in capo ad AD, come previsto nel CCNL (chissà come hanno fatto le altre Amm.ni che non hanno formulato riserve!). Mantenuto il vincolo di luogo e di tempo, che il CCNL attribuisce solo al lavoro da remoto. Evitando l’attivazione del lavoro da remoto si tenta di fare un cocktail dei due istituti.

24 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 24 del 23 marzo 2023 – Si è tenuta in data 22 marzo u.s. la riunione a Persociv per proseguire il confronto sul Regolamento per il Lavoro Agile, dopo l’incontro del 20 febbraio u.s. di cui abbiamo dato informazione con il Notdif n. 12 del 20.02.2023. Di seguito le osservazioni e […]


3° incontro a SME col Capo di Stato Maggiore gen. C.A. Pietro SERINO e col Capo del DIPE Gen. CUOCI. Fra gli argomenti trattati, i riordini, con particolare riguardo a quello delle infrastrutture (per il quale FLP Difesa ha chiesto l’avvio di apposito tavolo tecnico con le OO.SS.) e all’unificazione tra Comando Capitale e COMFOTER, la necessità di revisione delle legge 244/2012 e di nuove assunzioni, l’avvio a Segredifesa di un tavolo tecnico per le problematiche del personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile. Assicurata la fruizione in ambito F.A. della Banca delle Ore

18 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 23 del 17 marzo 2023 – Si è svolto oggi, a Palazzo Esercito, il terzo incontro dall’inizio del mandato con  il Capo di SM della F.A., Gen. Pietro Serino, che ha aperto la riunione proponendo alcune considerazioni già svolte nel corso della sua ultima audizione parlamentare, e più precisamente sulla necessità […]


Si celebra ancora una volta la festa delle donne. Usiamola come spunto per fare il punto di situazione: si stanno sgretolando diversi tetti di cristallo, due donne sono al vertice della politica, Giorgia Meloni capo del Governo ed Elly Schlein del maggior partito dell’opposizione, ma anche Margherita Cassano alla guida della Corte di Cassazione, e ancora Ilaria Capua e Antonella Viola esprimono una prestigiosa presenza femminile in un campo, quello scientifico, che non è più appannaggio esclusivo dei maschi. Ma nella media la situazione non è soddisfacente, e ancora molto c’è da fare, a partire dalla formazione dei nostri bimbi

8 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 19 del 8 marzo 2023 – Ha ancora senso oggi parlare della festa della donna, istituita il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti  in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi? La risposta  arriva da sè in conclusione delle riflessioni sullo stato dell’arte ai giorni nostri: le cronache degli ultimi […]


1^ riunione con il Ministro della Difesa on. Crosetto e col SottoSegretario on. Perego. Il Ministro annuncia l’intenzione di mettere mano ad un riassetto del Dicastero che porti al superamento del modello Di Paola (da noi da sempre richiesto) adeguando la Difesa alle nuove tecnologie e a nuove professionalità, potenziando i numeri sia di militari che di civili. L’impegno del Ministro e del SSS a recuperare i 21 milioni a suo tempo destinati alla performance organizzativa e perduti con le leggi di bilancio per il 2022 e il 2023

7 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 18 del 06 marzo 2023 – Si è svolta stamane la 1^ riunione in videoconferenza col Ministro della Difesa on. Guido Crosetto, e col SSS, on. Matteo Perego. Il Ministro ha fatto un breve intervento introduttivo, nel quale ha annunciato la volontà di rivedere il modello Difesa come delineato dalla legge […]


Audizione in Commissione Difesa del Senato dell’Amm. Credendino, Capo di SMM. Sottolineato il mutato scenario geopolitico, con la guerra non lontana, evidenziata la necessità di assicurare il ruolo strategico e di equilibrio della Marina nel Mediterraneo, è sempre più grave ed urgente superare la legge 244/2012 ( e il “fabbisogno minimo indispensabile) e guardare a un modello organico adeguato ai tempi, sia per il personale militare che per quello civile, dove 9.000 sono i numeri “adeguati”, mentre l’organico effettivo, oggi a 4.700, arriverà a essere nel 2028 a 3.500, nonostante le assunzioni previste.

1 Mar 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 17 del 28 febbraio 2023 – Si è svolta, in data 23 febbraio u.s., un’audizione, in 3^ Commissione Affari Esteri e Emigrazione, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm. Sq Enrico Credendino, sulle linee programmatiche del suo mandato. L’occasione è stata utile per rilanciare quanto già affermato dal CASMM […]


Riprendono dopo un lungo silenzio le relazioni sindacali a Segredifesa alla presenza del Gen. C.A. Portolano. Fra le criticità dela bozza di decreto di riordino di SGD: i tagli all’organico di Persomil, la soppressione dell’Ufficio Infortunistico, la soppressione del Centro per la Formazione della Difesa. La grave situazione dell’UTTAT di Nettuno: la sua RSU presenta un documento durissimo, che annuncia lo stato di agitazione del personale e l’avvio di iniziative di denuncia delle enormi difficoltà a proseguire nella attività dell’Ente a causa della grave emorragia di personale, privo di turnover.

28 Feb 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 16 del 24 febbraio 2023 – In data odierna si è svolto l’incontro con il Segretario Generale della Difesa Generale C.A. Luciano Portolano, presso palazzo Guidoni a Centocelle. La riunione si è aperta con i consueti saluti di benvenuto da parte del Generale, che ha messo in evidenza come nella la […]


Si è svolto a Persociv il confronto sulla circolare sui turni e sul Regolamento del Lavoro Agile. Materie complesse: molto tecnica quella dei turni, dove l’AD sta stringendo i cordoni della borsa, nell’intento di razionalizzare la spesa (il 20% delle risorse del FRD 2022 è andato in quella direzione), avvalendosi di pareri ARAN e dei limiti contrattuali. Molto politica quella del Lavoro Agile, dove FLP Difesa ha denunciato lo scoperto tentativo dell’A.D. di renderlo impraticabile, ignorando scientemente Il CCNL FC 19-21, e tentando di disciplinarlo in modo restrittivo con le regole del Lavoro da Remoto

21 Feb 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 12 del 20.02.2023 – Si è tenuta stamane la riunione a Persociv per proseguire il confronto sulla circolare che aggiorna la gestione dei turni, e per avviare quello sul Regolamento per il Lavoro Agile. Di seguito le osservazioni e le proposte di FLP Difesa, relazionate in sede di riunione e formalizzate […]


Dopo la sottoscrizione del FRD 2022, lo sorso mese di dicembre, Persociv comunica che sono state quantificate le “ulteriori risorse disponibili”, provenienti da: – FESI, – incrementi annuali della quota stabile del FRD come da previsione contrattuale, – un incremento “una tantum” della stessa voce per il 2021. Queste risorse vanno ad integrare il Fondo Risorse decentrate 2022, e saranno destinate, come da previsione contrattuale, per il 30% ad incrementare la Performance individuale, e per il 70% il Fondo Unico di Sede.

17 Feb 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 10 del 15 febbraio 2023 – Dopo la sottoscrizione, lo scorso mese di dicembre, dell’Accordo sul FRD 2022 come modificato a seguito dei rilievi degli organi certificatori (il Mef in data 14 novembre 2022 aveva rilevato il grave errore procedurale-contabile dell’A.D. relativo alla mancata detrazione dalle risorse disponibili del Fondo, dell’importo […]


NOP: dopo quasi 3 mesi dalla sottoscrizione della Ipotesi di Accordo, eliminati dagli organi certificatori tutti i riferimenti ai profili professionali di confluenza. Riunione interlocutoria sulla bozza di circolare sui turni: prioritario per FLP Difesa riaffermare il principio che le prestazioni complessivamente rese da turnisti e non turnisti ammontino complessivamente a un pari monte ore annuale; fra le nostre proposte, l’avvio della trattativa per le 35 ore e l’elevazione del numero massimo dei turni notturni e festivi, e la deroga all’obbligo di pausa psicofisica per esigenza di continuità dei servizi

25 Gen 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 07 del 24.01.2023 – Si è tenuta oggi a Persociv la riunione convocata per il confronto sulla bozza di circolare che dovrà aggiornare la regolamentazione degli istituti che disciplinano il personale turnista e per il testo revisionato del nuovo NOP (Allegato 1). In premessa il DG ha comunicato la certificazione positiva […]


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