In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno u.s., con la presenza per il Governo dei Sottosegretari di Stato per la Difesa Calvisi e Tofalo, la Commissione Difesa del Senato ha concluso l’esame dell’”Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell’area industriale della difesa (n. 257)” con l’approvazione della risoluzione Doc. XXIV, n. 19. La presidente GARAVINI, in qualità di relatrice, ha presentato in votazione uno schema di risoluzione, frutto delle attività di approfondimento svolte e degli elementi emersi dal ciclo di audizioni fra cui quella con il Cte Logistico della Marina, amm. E. Serra (vds. NOTIZIARIO N. 60 DEL 4 LUGLIO 2019), con il Cte Log. dell’Esercito, gen. P.F. Figliuolo (vds. NOTIZIARIO N. 64 DELL’11 LUGLIO 2019), con le OO.SS. della Difesa (vds. NOTIZIARIO N. 67 DEL 23 LUGLIO 2019), con il Capo SMD GEN. VECIARELLI (vds. NOTIZIARIO N. 76 DEL 29 AGOSTO 2019) e con il Capo di SMM, Amm. Cavo Dragone (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 73 del 5 agosto 2019)e dalle visite effettuate ad es. all’Arsenale MM Taranto (vds. NOTIZIARIO N. 82 DEL 17 SETTEMBRE 2019), all’Arsenale Militare di Messina, all’Arsenale MM di La Spezia e al Polo di manutenzione pesante di Piacenza, ed ha sottolineato che gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell’area industriale della Difesa:
Svolgono funzioni essenziali per garantire l’autonomia e la piena funzionalità dello strumento militare, assicurando le competenze e le condizioni tecniche, infrastrutturali e di sicurezza degli interventi sugli assetti operativi;
Rappresentano uno strumento diretto e efficace per garantire il costante supporto tecnico-logistico e manutentivo alle attrezzature dell’intero comparto.
Sono strutture indispensabili per garantire l’efficienza e la prontezza dei mezzi e degli armamenti della Difesa e dunque assetti strategici a cui il Paese non può rinunciare, innanzitutto per motivi di sicurezza perché sarebbe pericoloso demandare il funzionamento dei propri assetti militari solamente a dei manutentori privati, magari stranieri, fornitori dei diversi sistemi, e poi perché tutelano il corretto funzionamento anche di tutti quegli strumenti militari (navi, carri armati, veicoli militari, armamenti) la cui manutenzione non sia più garantita da uno specifico contratto di supporto e manutenzione tecnica.
Inoltre, la presidente GARAVINIha evidenziatoil forte stato di sofferenza degli enti in questione, sia per il carente rinnovamento infrastrutturale (cui peraltro cercano di fare fronte le misure contenute nel DL 34/2020), sia per la forte contrazione degli organici, in particolare nei ruoli tecnici del personale civile della Difesa, rimarcando che tale contrazione potrebbe, nel giro di pochi anni, produrre effetti negativi irreversibili sulla funzionalità delle strutture in questione. Pertanto, stante il quadro di riferimento, ha sostenuto che gli impegni al Governo contenuti nello schema di risoluzione appaiono di cruciale importanza, anche considerato che dagli enti dell’area tecnico industriale dipendono la manutenzione dei mezzi e degli armamenti in uso alle Forze armate.
Nel rimandare al testo integrale della risoluzione approvata all’unanimità, che si pubblica in questa pagina in allegato 1, si riporta solo la parte finale:
“impegna il Governo:
a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell’area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall’emergenza Covid-19;
b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l’assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori;
c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), anche esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge; così da evitare di disperdere ulteriormente l’alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all’uscita, con riferimento ad un’età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni;
d) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall’obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e efficientamento energetico, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico;
e) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo di fondi della programmazione dell’Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l’azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall’Agenzia industrie difesa;
f) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa), considerando che quelle a basso contenuto tecnologico possono essere facilmente reperite presso l’indotto locale (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese);
g) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. “piano Brin”), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. “
Dunque la Commissione ha adottato una risoluzione che recepisce sotto diversi aspetti le analisi, le osservazioni e le proposte formulate dalla nostra O.S., di cui c’è traccia nel documento – che ripubblichiamo in allegato 2 – presentato alla stessa Commissione Difesa del Senato nel corso della audizione lo scorso 23 luglio 2019 e del quale abbiamo a suo tempo riferito col Notiziario n.67 di pari data.
Data la rilevanza della risoluzione adottata dalla Commissione Difesa del Senato, le criticità denunciate, e la necessità di procedere al loro superamento, FLP DIFESA ha provveduto ad inviare una lettera al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 3, richiedendo la convocazione, in modalità di videoconferenza stante l’attuale fase emergenziale da Covid-19, per gli approfondimenti ed interscambi utili alle iniziative da avviare.
Il gen. Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore Esercito
Non è facile riferire ai colleghi dei contenuti della riunione di ieri in video-conferenza tra lo SME-RPG (Reparto Pianificazione Generale), nella circostanza rappresentata dal Gen. Casella e dal col Fambrini dell’ Uff. Organizzazione delle Forze (O.F.) che l’hanno presieduta, e le OO.SS., e questo per il carattere surreale che l’ha caratterizzata per l’impostazione che la F.A. ha voluto dare.
Detto incontro, è ben ricordarlo in premessa, è stato originato da una specifica richiesta di FLP DIFESA con la lettera del 28 maggio, iniziativa avviata a seguito delle notizie in nostro possesso in ordine al “briefing decisionale” avvenuto in data 5 maggio e organizzato da RPG con il supporto di slides illustrative, nella quale il Reparto aveva illustrato ai partecipanti le linee portanti del nuovo riordino dell’area infrastrutturale, delle quali abbiamo riferito ai colleghi nel Notiziario n. 52 del 29 maggio u.s..
Successivamente, lo SME ha dato notizia alle OO.SS. del riordino in argomento, ma lo ha fatto in modo molto sbrigativo pur se rassicurante, tale da non rendere comprensibili le scelte di riordino a regime. Da qui, la nostra risposta alla F.A., e la riconferma da parte nostra della richiesta di incontro in base all’art. 5 c.2 del CCNL, incontro che la F.A. ha concesso, ma dandogli un taglio molto riduttivo.
Per capirne la portata, è bene partire dal “briefing decisionale” interno alla F.A. del 5 maggio u.s., e dalle slides utilizzate per illustrare il riordino in argomento,che a questo punto è utile pubblicare su questa pagina (allegato 1) .
Da quel che si legge, il processo di riordino dovrebbe molto sinteticamente avvenire in tre fasi:
la prima, vedrebbe l’accentramento dei Reparti Infrastrutture alle dipendenze del costituendo (entro il corrente anno 2020) Comando Genio nella sua qualità di responsabile unico delle Infrastrutture ad uso della F.A., con la conseguente eliminazione delle attuali dipendenze dai Comandi Multifunzione, che era stata la scelta portante del precedente riordino, la cui sperimentazione era stata grandemente esaltata nella relazione illustrativa al Lgs. N. 91/2016, e il voler tornare, dopo soli quattro anni, alla casella di partenza costituisce ammissione di un errore;
la seconda, vedrebbe la riconfigurazione nel 2021 di tutti i Reparti Infrastrutture della F.A. secondo due distinte tipologie, “tipo A” e “tipo B”, che si accompagnerebbe alla soppressione del settore infrastrutturale che ha attualmente al suo vertice il Vice Comandante dei Comandi Multifunzione;
la terza (2022), vedrebbe invece la soppressione dei Reparti Infrastrutture di Milano, Bologna e Sz. Staccata di Pescara con le conseguenti operazioni di reimpiego per il personale civile, che sarebbe accompagnata da una nuova distribuzione delle competenze tra i restanti Reparti. Preoccupa in particolare la soppressione della Sz. St. di Pescara in ragione della non facile reimpiegabilità in loco.
Ebbene, a fronte di queste scelte (“briefing decisionale” (le parole avranno un senso o no?), nella riunione di ieri la F.A. ha parlato solo della prima fase omettendo le altre due, e in particolare la terza che prevede la soppressione dei Reparti Infra. di Milano e Bologna e della Sezione St. di Pescara.
Perchè questa scelta, che appare una modalità nuova nelle relazioni sindacali con la F.A. sempre improntate al dialogo e al confronto e alla trasparenza delle scelte? E una domanda che ci si pone!
L’illustrazione da parte di SME della prima fase del riordino è stata accompagnata da parole rassicuranti: l’attuale Cdo Genio verrà riarticolato e avrà alle sue dirette dipendenze un Comando Tecnico (Comando Infrastrutture) ed un Comando Operativo/Addestrativo vo (Comando Brigata Genio) e sarà strutturato per gestire unitariamente le due componenti del Genio, la tecnico-infrastrutturale e quella operativa, e sarà collocato all’interno della Cecchignola, senza ricadute sul personale civile.
Da SME-RPG sono venute parole altrettanto rassicuranti per quanto riguarda la situazione della Sz. Staccata di Pescara, la cui soppressione a vedere le slides è prevista nel 2022, rassicurazione basata su un protocollo del 2016 con il Comune di Pescara, che riguarda però l’utilizzo di infrastrutture ed esula dal processo di riordino e dal destino del personale civile attualmente in forza alla Sz. Staccata.
Tutta qui la riunione, e di fronte alle nostre obiezioni che il riordino dell’area infrastrutturale, per quanto a noi noto, non si limitasse solo alla prima fase, ma ne comprendesse altre due anche con evidenti elementi di criticità, la risposta che è venuta da RPG è stata che ancora le scelte relativamente alle altre due fasi non erano state assunte, e che di queste scelte al momento opportuno le OO.SS. sarebbero state puntualmente informate. E questo botta e risposta tra SME-RPG e FLP DIFESA è avvenuto a due voci, senza che le altre Parti sindacali presenti all’incontro abbiano detto qualcosa o posto interrogativi e sollecitato la F.A. ad essere più chiara e trasparente in proposito. Una domanda, in particolare, ci si sarebbe dovuto porre: perché nel “briefing decisionale” si è illustrato per intero un percorso di riordino che invece con le OO.SS. lo si è voluto limitare alla prima fase? Perché?
Invitiamo pertanto i colleghi interessati a guardare le slides che pubblichiamo sul nostro sito web, e che peraltro circolano da giorni negli EntI. Perché SME non ne ha riferito appieno?
Ma dobbiamo aggiungere un altro e più preoccupante elemento: stanno circolando altre info sul riordino dell’area infrastrutturale, dalle quali si evincono situazioni potenzialmente critiche:
a conclusione del riordino, il personale civile perderebbe ben 53+144 posizioni; di contro, quello militare aumenterebbe di 200+120 unità, il che farebbe pensare all’ennesima “militarizzazione”;
le linee progettuali prevedono la valorizzazione del personale civile nella componente “gestione patrimoniale” e l’orientamento del personale militare nella componente contrattuale, pur a fronte del fatto che la gran parte del personale civile attuale ha expertice e practices in materia;
nella nuova configurazione dell’area infrastrutturale, per la componente civile si verrebbero a perdere gli incarichi e le funzioni di Capo Servizio Amministrativo, Capo Gestione Finanziaria, Ufficiale Rogante, posizioni oggi occupate da Funzionari civili a tutto vantaggio di personale militare;
non è ben chiaro, dalle slide, quale sia il destino delle BCM, e la cosa non appare irrilevante;
infine, mancano elementi precisi in merito alla soppressione dei Reparti Infra di Milano, Bologna e in particolare della S. St. di Pescara a causa delle problematiche legate alla difficile ricollocabilità in loco
Avremmo desiderato avere risposte precise su queste e altre questioni, ma la scelta del “non dire” da parte di SME-RPG e la incomprensibile, sostanziale accettazione di questa impostazione da parte di altre sigle, ci hanno impedito di rendere più proficuo e produttivo l’incontro di oggi. La cosa fa certamente notizia e crea un precedente non da poco sulla scelta di chiusura della F.A, reso evidente anche dalla precisazione contenuta nella mail di convocazione (“La riunione verterà esclusivamente sul citato argomento”), che lascia francamente perplessi e che solo FLP DIFESA in riunione ha segnalato.
Tante dunque le nostre perplessità sull’incontro odierno, ma ne vedremo gli sviluppi in futuro e speriamo siano confortanti, come SME-RPG ha fatto intendere. Ma qualche dubbio è lecito e fondato.
A conclusione del proprio intervento, la nostra O.S. ha espresso apprezzamento per quanto la F.A. sta facendo in materia infrastrutturale con il progetto “caserme verdi”, i cui contenuti sono stati illustrati in Parlamento il 16 u.s. dal Capo di SME, la cui audizione pubblichiamo sul nostro sito web, e i cui contenuti/finalità sarebbe utile portare all’attenzione anche delle Rappresentanze dei lavoratori.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
Si è svolta ieri 22 giugno 2020 la riunione con la delegazione trattante per conto del Ministro della Difesa in materia di aggiornamento del Protocollo per la gestione dell’emergenza da COVID 19 nel nostro Dicastero. In premessa, posto che il Protocollo sottoscritto sabato 15 maggio 2020 è stato diramato da SMD solo in data 15/06/2020, senza riportare né data né firmatari dello stesso, e per giunta precisando che lo stesso sarebbe stato “sostituito” da altro alla luce dei riferimenti normativi aggiornati, FLP Difesa ha voluto chiedere conto in merito all’effettivo potere contrattuale e decisionale della delegazione trattante di parte pubblica. E questo alla luce di quanto avvenuto, atteso che è apparso evidente a tutti che sia la tempistica che il modo di diffondere il documento abbiano avuto rilevanti ricadute negative sia sulle relazioni sindacali territoriali (es. CISAM di Pisa, Arsenale Ta, ecc..), sia sulla costituzione a macchia di leopardo dei previsti Comitati di Verifica, che sulle modalità di impostazione della ripresa, e dunque della rivalutazione in merito alle attività indifferibili da rendere in presenza, alle rotazioni, alle turnazioni, alla evoluzione delle attività rese in lavoro agile.
A tal proposito, il delegato SMD Gen. Salticchioli ha tenuto a rappresentare la necessità di rendere coerente il contenuto del Protocollo alla normativa interna del CSMD.
Perciò la richiesta di FLP Difesa è stata di prevedere in calce al Protocollo del 15 maggio u.s. oggi aggiornato, una volta integrato con le proposte che saranno condivise, l’immediata entrata in vigore, la pubblicazione sul sito sia del Protocollo del 15.05.2020 che del Protocollo odierno di aggiornamento, nonché la diffusione alle articolazioni territoriali. Persociv ha assicurato che avrebbe provveduto, una volta ricevuto l’assenso alla sottoscrizione da parte delle OO.SS., anche al fine di evitare fughe in avanti e la diffusione di informazioni non corrette sulla reale data di formalizzazione dello stesso.
FLP DIFESA ha inoltre rappresentato, rivolgendosi in particolare a SMD, le problematiche connesse con l’appalto vigente in materia di pulizie dei locali di lavoro: infatti è sotto gli occhi di tutti il fatto che non ha senso disinfettare e sanificare se non prima viene assicurata una adeguata pulizia straordinaria, che allo stato non solo è ridotta al lumicino, ma addirittura, per esplicita previsione contrattuale, risulta non prevedere la cura di importanti spazi quali sono le officine.
Sempre a SMD è stata anche rappresentata la questione relativa alle disponibilità degli accessi da remoto alle piattaforme dell’AD, presupposto fondamentale per il successo della sperimentazione del lavoro agile: risulta infatti che il COR, competente per l’informatizzazione nella Difesa, abbia dato per possibile la diffusione su vasto raggio di tali accessi, mentre nella realtà abbiamo assistito ad un razionamento massiccio, che certamente ha condizionato il compiuto svolgimento delle attività in smart- working, insieme alla scarsa disponibilità di attrezzature informatiche, benché la normativa abbia previsto espressamente la loro acquisizione proprio in ottica di supporto al ricorso allo smart working. Non a caso i media, in relazione ai prossimi rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, hanno provveduto a diffondere la voce del fallimento dello smart working nelle PP.AA., nelle quali, come noto, regnano a loro giudizio i fannulloni. Il delegato SMD si è impegnato a rappresentare le questioni allo Stato Maggiore.
Abbiamo poi chiesto aggiornamenti in merito agli sviluppi delle due questioni sospese del riconoscimento dei buoni pasto nel lavoro agile, e del possibile collocamento dei turnisti nella citata condizione. Su questi punti, Persociv ha preannunciato l’elaborazione di una bozza di accordo sulla quale avviare a breve un tavolo nazionale.
Infine abbiamo chiesto notizie in merito all’avvio della trattativa FRD 2020 da tempo sollecitata, in merito alla quale Persociv ha riferito che non sono allo stato state fornite notizie in merito alla quantificazione delle risorse dal MEF, dato indispensabile per partire.
Queste le modifiche/integrazioni richieste da FLP Difesa sulla bozza di Protocollo inviata da Persociv:
Valorizzare già dal titolo la vigenza del precedente Protocollo del 15.05.2020, per il quale oggi si è provveduto solo al suo aggiornamento e non alla sua sostituzione; analogo richiamo dovrebbe essere riportato in calce al punto 22;
Integrare i richiami normativi con due documenti riguardanti la disciplina delle sanificazioni, il rapporto dell’IIS n. 25/2020 del 15 maggio e la circolare del Ministero della Salute n. 17644 del 22 Maggio 2020 quest’ultima, fra l’altro, inviata anche al Ministero della Difesa Ispettorato Generale della Sanità Militare;
Inserire nell’elencazione dei nuovi provvedimenti legislativi di riferimento, il DL 33/2020;
Modificare il termine del 31.07 con quello del 31.12.2020 come presumibile durata dell’emergenza, in linea con i contenuti dell’art. 90 c.4 del DL 34/2020;
Sostituire le parole “Uffici” con “Luoghi di lavoro”;
Reinserire al punto 12, nella parte riferita all’installazione e distribuzione di dispenser di prodotti disinfettanti per le mani, il richiamo “soprattutto nelle aree di uso comune (mense, sale di attesa, spogliatoi, zone dove sono situati i badge, vicino alle pulsantiere degli ascensori, ecc..)”.
Persociv ha concordato con le proposte di FLP Difesa, si è riservata di raccogliere nel più breve tempo possibile la condivisione delle parti sul documento finale con modalità ARAN, impegnandosi a divulgarlo immediatamente dopo il perfezionamento con l’assenso delle parti.
FLP Difesa, valutata positivamente la riunione nei termini trattati, aveva già dichiarato la propria concordanza.
In allegato si pubblica in questa pagina la versione definitiva del Protocollo, pervenuta stamane alle parti per la firma definitiva; Flp Difesa ha confermato la propria firma; il documento sarà perfezionato quando Persociv avrà registrato le posizioni di tutti e completerà il documento con le diciture: Firmato/Non firmato.
Villa Pamphili sede degli Stati Generali dell’Economia
Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa del 15 giugno 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riporta le considerazioni e le proposte presentate agli Stati Generali dell’Economia.
“La Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE) è intervenuta oggi agli Stati Generali dell’Economia convocati a Villa Pamphili dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
La CSE ha presentato un documento che elenca i problemi storici della nostra economia, le occasioni perdute degli ultimi trent’anni e gli errori da non ripetere se si vuole ripartire con una crescita non solo sostenuta, ma anche solida e duratura. Nell’ultima parte del documento vengono, infine, declinate le ricette proposte dal sindacato al Governo.
Il problema della nostra economia è storicamente la specializzazione basata sui settori a basso valore aggiunto, unita a una catena di politiche industriali – dichiara Carlomagno al termine della sessione di confronto.
Siamo fra i paesi che arrivano costantemente tardi all’appuntamento con l’innovazione tecnologica, attiriamo pochi investimenti dall’estero e spesso ci accontentiamo di competere sul prezzo con economie che possono vantare mano d’opera a basso costo. A forza di assecondare le spinte neoliberiste abbiamo finito per distruggere la legislazione sul lavoro, una volta fra quelle più avanzate al mondo.
Abbiamo indicato al Governo quattro punti sui quali lo Stato deve intervenire, con massicci investimenti pubblici e riorganizzazioni: nell’immediato è necessario il sostegno alla domanda interna attraverso risorse che coprano le emergenze di cittadini e imprese. Subito dopo deve partire la spinta all’innovazione attraverso una profonda riorganizzazione della pubblica amministrazione, lo snellimento delle procedure burocratiche, investimenti pubblici nel capitale umano e nell’innovazione e ricerca di base.
Abbiamo già perso due formidabili occasioni, nell’ultimo trentennio, per modificare la struttura della nostra economia – conclude Carlomagno – la prima dopo la crisi valutaria del 1992, la seconda dopo il “quantitative easing” avviato dalla BCE. Entrambe le volte le risorse sono andate ad alimentare il capitalismo finanziario e di relazione. E’ ora che lo Stato intervenga direttamente, finanziando la transizione verso la green economy e gli investimenti diretti nella ricerca, soprattutto di base. Non vorremmo più vedere interventi a pioggia ma solo investimenti mirati. Se non cambiamo rotta adesso saremo condannati ad un ruolo irrilevante nella competizione internazionale.”
Roma, 14 giugno 2020
L’Ufficio Stampa”
Pubblichiamo in allegato su questa pagina il documento “Progettiamo il rilancio” presentato da CSE agli Stati generali dell’Economia di Villa Pamphilj lunedì 15 giugno 2020.
Si è svolta giovedì 11 giugno una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del Comparto FF.CC., avente ad oggetto la revisione e l’allineamento degli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici – EPNE). La Commissione, a termini di contratto avrebbe dovuto concludere i propri lavori entro maggio 2018; i lavori invece non sono allo stato ancora conclusi, e dovrebbero portare alla redazione di un documento di analisi e proposta, propedeutico alla redazione di apposita disciplina all’interno del nuovo CCNL. In merito si riporta di seguito la nota redatta dalla nostra Federazione :
“Come anticipato nei giorni scorsi nella giornata di ieri si è tenuta una nuova riunione della Commissione Paritetica istituita presso l’Aran per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni Centrali. Nel corso dell’incontro il Presidente Naddeo ha presentato la bozza di documento redatta dall’Aran nel quale vengono forniti elementi di dettaglio e di analisi dell’attuale situazione nei tre settori che compongono l’attuale comparto delle Funzioni Centrali (Ministeri, Agenzie Fiscali, Enti dell’ex Parastato), viene presentata la proposta formulata dall’Aran e riassunte, per linee omogenee, le diverse proposte fatte al tavolo in questi mesi dalle Organizzazioni sindacali.
Nel nostro intervento come FLP abbiamo apprezzato l’operazione di ricognizione fatta dall’Aran sulla situazione attuale e dato atto dello sforzo compiuto nel cercare di riassumere e di mettere a fattor comune, per quanto possibile le diverse ipotesi prospettate dal Sindacato.
Abbiamo però rappresentato la nostra posizione critica in merito alla proposta Aran, che così come formulata, appare sostanzialmente ancorata all’attuale modello, non fornisce spunti innovativi e si limita ad alcune operazioni di pura manutenzione che, a nostro parere, sono del tutto riduttive rispetto alle questioni poste e alla necessità di dotare le Pubbliche amministrazioni di un nuovo ordinamento, capace di valorizzare le professionalità esistenti, adeguando gli inquadramenti alla nuova organizzazione del lavoro e dei processi, che è sempre più all’ordine del giorno, se vogliamo rispondere con efficacia alle esigenze di modernizzazione e di sviluppo del nostro Paese.
Abbiamo sottolineato le nostre priorità che sono quelle di una riscrittura delle attuali aree che a nostro parere debbono essere individuate rispettivamente in quella delle Attività Operative, in quelle del Funzionariato e in quella dei Quadri, con il superamento del mansionismo e dell’attuale prima area.
Un ordinamento professionale aperto, che garantisca il passaggio tra le aree, superando gli attuali vincoli in termini di percentuali di posti da coprire e di titolo di studio per l’accesso, che non utilizzi le risorse dei Fondi di Amministrazione per le procedure di progressioni economiche all’interno delle aree, che vanno riviste in termini numerici, di accesso e di livelli retributivi.
Riteniamo necessario che la Commissione faccia un buon lavoro, produttivo e lo faccia in tempi brevi, considerato che l’ordinamento professionale deve essere uno dei punti centrali del rinnovo dei contratti scaduti a dicembre 2018, insieme alla riscrittura dello stipendio (necessario a superare l’ingiusta trattenuta e le decurtazioni sulle indennità di amministrazioni) e alla modifica delle parti penalizzanti sui diritti e sui trattamenti di malattia. Contratti che chiediamo vengano rinnovati, senza ulteriori alibi o perdite di tempo.
Ecco il perché abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a confrontarci in tempi brevi con tutte le altre OO.SS. per verificare la possibilità di una maggiore convergenza delle diverse posizioni espresse, al fine di poter accelerare i lavori e permettere il recepimento delle proposte, ove largamente condivise, nel documento finale che in quel caso potrebbe anche orientare l’Atto di indirizzo che il Governo dovrà emanare.
Il Presidente Naddeo, nel confermare che il documento prodotto è una bozza che fotografa l’attuale situazione, ha auspicato che tale convergenza possa realizzarsi e a tal fine ha preannunciato una nuova riunione che si terrà entro la fine del mese di giugno.
La Segreteria Generale FLP”
Dalla bozza di documento redatta dall’ARAN, si evince, fra le altre cose, che non è ancora stata ipotizzata la eliminazione della 1^ Area; ma poiché tutte le OO.SS. al tavolo hanno condiviso un opposto orientamento, speriamo che si possa finalmente trovare soluzione all’annoso e spinoso problema di questi colleghi, per i quali FLP da 10 anni chiede il transito in area 2^ .
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 58 del 11 giugno 2020 –
In data odierna è convocata presso l’ARAN una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del nuovo comparto FF.CC., posto che fosse necessario ed inderogabile rivedere e allineare gli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici non Economici – EPNE). A tal proposito, il CCNL ha istituito (con l’art. 12) una Commissione Paritetica con compiti essenzialmente istruttori e propositivi, che avrebbe dovuto concludere i propri lavori entro maggio 2018, lavori che invece non sono allo stato ancora conclusi. Stamattina, alle 11.00, una nuova convocazione, sui cui contenuti e temi la nostra Federazione ha prodotto una nota, che riportiamo integralmente.
“ A seguito delle nostre sollecitazioni, formulate da ultimo in sede di sottoscrizione definitiva in Aran della sequenza contrattuale relativa al personale a contratto del Ministero degli Affari Esteri, è stata convocata per il giorno 11 giugno 2020 una nuova riunione della Commissione paritetica per la definizione del nuovo ordinamento professionale del personale delle Funzioni centrali.
In tale sede riaffermeremo le proposte più volte rappresentate in questi mesi dalla FLP nel corso delle riunioni, poi interrotte per l’emergenza Covid-19, per rendere l’ordinamento professionale più moderno e aderente alla nuova organizzazione del lavoro, uno strumento che sia in grado di superare tutte le criticità di questi anni e possa garantire un reale percorso di carriera al personale, riconoscendone la professionalità acquisita ed espressa, a garanzia del buon funzionamento delle nostre Amministrazioni.
Non una pura e semplice operazione di manutenzione, quindi, quella che noi rivendichiamo, ma una vera riscrittura delle aree, dei profili, con il superamento del mansionismo e della prima area, l’individuazione di una specifica area delle alte professionalità.
Un ordinamento professionale aperto, che garantisca anche la possibilità di passaggio tra le attuali aree, e che possa superare gli attuali vincoli in termini di percentuali di posti da coprire e di titolo di studio per l’accesso. E che non utilizzi le risorse sempre più esangui dei Fondi di Amministrazione per le procedure di progressioni economiche all’interno delle aree.
Pur comprendendo la situazione di questi mesi e le urgenze che abbiamo affrontato come sistema Paese per contrastare il diffondersi della pandemia, garantendo nel contempo lo svolgimento di tutte le funzioni e i servizi essenziali assicurati dalla Pubblica Amministrazione, riteniamo che sia però necessario rimettere al centro del confronto con il Governo e l’Aran il tema del rinnovo dei contratti scaduti ormai da diciotto mesi.
Ecco il perché chiederemo di concludere in tempi brevi i lavori della Commissione per portare sul tavolo negoziale, che è quello deputato alle scelte finali, non solo le questioni dell’ordinamento professionale, ma anche quelle relative ai benefici economici del triennio di vigenza contrattuale, alla struttura dello stipendio, per superare le artificiose trattenute sulle indennità di amministrazione, al superamento dei tetti sui Fondi decentrati ,che impediscono di erogare le risorse già stanziate e disponibili.
Questione quest’ultima di estrema rilevanza, attesi anche i consistenti risparmi che le Amministrazioni hanno fatto in questi mesi per la mancata erogazione dei buoni pasto e degli straordinari, e che non possono certamente essere sottratti alle lavoratrici ed ai lavoratori, ma a nostro parere dovranno essere destinati ad incrementare i Fondi Risorse Decentrate, senza nessun taglio o impedimento.
La Segreteria Generale FLP”
FLP Difesa condivide naturalmente la linea della Federazione ed auspica in particolare che, in sede di costruzione dell’ordinamento del nuovo comparto, trovi soluzione anche l’annoso e spinoso problema legato al personale di area 1^, rispetto al quale FLP da 10 anni chiede il transito di tutti in area 2^
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 08.06.2020 –
Continuiamo come da tradizione a svolgere il nostro compito di riferire in merito agli sviluppi delle attività del Comitato Unico di Garanzia, consci dell’interesse rivestito dalle materie trattate, della imprescindibilità e della liceità dell’informazione, consapevoli del ruolo svolto dal membro di componente sindacale di un Comitato Paritetico, e convinti che sia l’informazione a dare compiutezza a quel ruolo.
Si è tenuta in data 28 maggio ultimo scorso, in videoconferenza, la riunione del CUG con la quale sono proseguiti i lavori iniziati il 14 maggio u.s. della cui riunione abbiamo riferito col notiziario FLP Difesa nr. 49 del 20.05.2020, in cui avevamo dato notizia con rammarico del protrarsi della discussione, e dell’ulteriore rinvio per l’approvazione o meno degli elaborati prodotti dai Gruppi di Lavoro (già da tempo conclusi e presentati al Comitato); e avevamo auspicato che si riuscisse presto a concluderne l’iter senza ulteriori invii, dando così operatività e propulsività alle iniziative e ai progetti sul tavolo, come è previsto dalla “mission” del CUG.
Ha partecipato alla riunione per conto di FLP Difesa la collega Albertina Pettenella, che ha redatto la nota di seguito riportata:
Sono stati ripresi in esame e discussi nella riunione di ripresa dei lavori del 28 maggio i seguenti documenti: l’elaborato che analizza le problematiche della 1^ Area; la lettera conche analizza le criticità derivanti dall’applicazione della Tabella di equiparazione dei profili fra il personale civile e militare; e l’ articolato lavoro di analisi delle problematiche del personale “ex militare transitato nei ruoli del personale civile”, nel quale sono formulate proposte di azioni positive per dare soluzione alle notevoli criticità emerse.
Tutti argomenti storicamente cari alla nostra sigla, che ha fatto parte dei citati Gruppi di Lavoro, nella convinzione che possano costituire il valido contributo del CUG a che si intraprendano nelle sedi opportune strade percorribili al fine di superare l’impasse e i rilevati disagi lavorativi, se non addirittura alle vere e proprie discriminazioni che l’attuale stato dell’arte tuttora presenta.
Finalmente questi documenti sono stati messi ai voti e approvati. Alleghiamo in questa pagina la relazione sulle problematiche del personale ex militare transitato, e si fa riserva di pubblicare gli altri due documenti, che devono essere oggetto di alcune rettifiche.
Questi gli altri argomenti avviati nella riunione: il rinnovo del Piano delle Azioni Positive; il “bilancio di genere” nel conto del bilancio del MEF e la direttiva nr. 2 2019 della Funzione pubblica sul ruolo dei CUG nelle PP.AA.; la possibilità concreta di lavorare in sintonia con l’ Organismo Paritetico per l’Innovazione nelle materie comuni; la convocazione del CUG ai tavoli nazionali con funzione di “sentinella” relativamente ai temi di competenza come, appunto, le pari opportunità e il benessere lavorativo.
C’è molta carne al fuoco, la prossima riunione verterà su argomenti attuali e cruciali per la nostra categoria, così come non mancheranno proposte per i nuovi Gruppi di Lavoro.
In data 4 giugno u.s., in modalità “conference-call”, si è svolta una riunione con il Comandante Logistico della Marina Militare, Amm. Serra, in accoglimento della richiesta della FLP DIFESA di cui al nostro notiziario FLP Difesa n. 9 del 27.01.2020, per la presentazione del Piano Industriale Integrato (PII) degli Arsenali 2020-2025 (che si pubblica in allegato su questa pagina), predisposto da Maricomlog nel mese di aprile u.s., ed approvato dallo SMM a maggio.
In premessa l’Amm. Serra ha precisato che il Piano è in linea con quanto già rappresentato ed agli atti della Commissione Difesa del Senato nell’audizione del 2 luglio 2019, e con la deliberazione n. 22-2014-G del 12.12.2014 della Corte dei Conti relativa alla verifica della spesa per il “Processo di razionalizzazione e valorizzazione degli Arsenali Militari gestiti dal Ministero della Difesa”. Queste le parti più salienti del Piano:
Confermata la missione degli Arsenali e l’attuale modello organizzativo cantieristico navale, basato sulle risorse umane specializzate, prevalentemente civili, sulle infrastrutture e gli impianti, di pregio e strategici, sulla autonomia di gestione di beni, lavori e servizi; i programmi di manutenzione e i carichi di lavoro sono calibrati sulle capacità e sui limiti degli Stabilimenti, tenendo anche conto delle potenzialità dell’indotto locale, e delle potenziali attività “complementari”;
Messa a sistema di un modello integrato: ciascun Arsenale contribuisce a soddisfare anche le esigenze degli altri, e viene salvaguardata la capacità di governance del personale militare e civile apicale;
Acquisizione delle capacità necessarie per garantire le attività core della manutenzione e supporto navale per tutte le UU.NN. di nuova generazione (le cosiddette manutenzioni preventive di 3° livello e concorso a preventive/correttive di livello 2B e 3); mantenimento della capacità d’intervento nei settori ritenuti strategici della manutenzione navale e delle attività ad alto contenuto tecnologico nei settori difficilmente esternalizzabili o collocabili sul mercato esterno o da assicurare per motivi di prontezza operativa della Flotta; internalizzazione delle attività in specifici settori di eccellenzaa medio contenuto tecnologicorisultanti vantaggiose, attraverso i contratti di supporto integrati; ricorso all’indotto locale per le attività a basso contenuto tecnologico, per la Marina non convenienti come costo-efficacia; esternalizzazione delle manutenzioni più complesse;
Sono rilevate le criticità e i ritardi nell’approntamento dello strumento operativo, conseguenti alla “spending review” (blocco del turn-over, aumento dei costi delle esternalizzazioni in via emergenziale, l’ammodernamento solo parziale di infrastrutture e impianti, realizzazione parziale del Piano Brin) nonché alle oggettive difficoltà di garantire adeguati livelli di efficienza e produttività conseguenti alla continua evoluzione della normativa sui Contratti Pubblici; e non aiuta la disciplina dei profili professionali del personale civile laddove non valorizza la peculiarità delle attività svolte nel Ministero della Difesa e soprattutto negli SS.LL.);
Il PII 2020-2025 di Forza Armata è la linea guida per l’individuazione delle esigenze di assunzioni e di formazione, per la individuazione degli interventi infrastrutturali e impiantistici di cui al Piano Brin e al Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) da parte di ciascun Arsenale; e a livello di Arsenale dovrà essere elaborato un Piano Operativo Attuativo (POA) entro luglio-agosto 2020, soggetto a revisione/aggiornamento periodico, che dovrà essere presentato alle OO.SS. territoriali, ed implementato nel quadriennio 2021-2025.
Obbiettivi da raggiungerenel periodo 2020-2025 sono: lo sblocco del turn over, la formazione del personale civile neoassunto, il completamento dell’ammodernamento infrastrutturale/impiantistico, e la effettiva manutenzione; il tutto ovviamente previa disponibilità di adeguate risorse economiche;
LA PRESENZA DI PERSONALE CIVILE alla data del 31.12.2024 è stimata in circa il 60% dell’organico previsto per l’Arsenale di La Spezia, il 70% per l’Arsenale di Taranto e il 55% per l’Arsenale di Augusta; e la carenza è destinata a peggiorare sia per il progressivo massivo esodo da pensionamenti, sia per il mancato ripianamento delle vacanze organiche conseguente al blocco delle assunzioni e alla riduzione a 20.000 civili entro il 2024 di cui alla Legge 244/2012; da qui la prospettiva del “collasso” dell’attuale modello organizzativo alla fine del 2024, a dispetto degli investimenti già sostenuti o programmati:;
E’ previsto un PIANO DI ASSUNZIONI pari a n°1527 unità, da spalmare nell’arco di sei anni (2020-2025): n°893 nel 2020 (445 xTARANTO, 273xLA SPEZIA, 175xAUGUSTA), n°71 nel 2021 (47xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°142 nel 2022 (98xTARANTO, 33xLA SPEZIA, 11xAUGUSTA), n°162 nel 2023 (105xTARANTO, 53xLA SPEZIA, 4xAUGUSTA), n°213 nel 2024 (142xTARANTO, 65xLA SPEZIA, 6 xAUGUSTA) e n°46 nel 2025 (24xTARANTO, 20xLA SPEZIA, 2xAUGUSTA).
I Costi per le assunzioni: per il ripianamento delle TOO circa 29,1 milioni di euro (a cui aggiungere 4,6 milioni di euro per la formazione) mentre per coprire i pensionamenti 2021-2025 circa 20,1 milioni di euro. Le nuove assunzioni comporteranno una riduzione della spesa del personale pari a circa il 17%, derivante dalla partenza stipendiale con una minore fascia retributiva rispetto al personale andato in quiescenza.
Si punta a valorizzare la Scuola Allievi Operai e formazione del personale nel periodo dal 2020-2025.
Le risorse economiche necessarie per completare il PIANO BRIN, sono valutate in circa130 milioni di euro.
L’attuazione del PII assicurerà le attività manutentive la cui eventuale esternalizzazione costerebbe circa 190 milioni di euro nel periodo 2020-2025; ciò in aggiunta ai costi della manutenzione navale da esternalizzare nel periodo 2020-2025 stimati in circa 861 milioni di euro.
Nel suo intervento FLP DIFESA ha innanzitutto rilevato la difficoltà di formulare proprie valutazioni in assenza di una preventiva visione del Piano, che è stato visto solo in corso di riunione, e dunque si è riservata di approfondire e di far pervenire successivamente eventuali note. In ogni modo, sulla base di quanto illustrato in riunione, abbiamo osservato che il PII appare in linea con quanto da noi sostenuto da decenni, e di cui all’audizione del 23 luglio 2019 davanti alla Commissione Permanente Difesa del Senato (vds Notdif n.73 del 5.8.2019): la necessità del mantenimento del ruolo pubblico degli Arsenali e della internalizzazione delle lavorazioni a media e alta tecnologia, con notevoli ricadute in termini di risparmio e di mantenimento di una elevata qualità, stante l’unicità e la peculiarità di alcune professionalità tecniche presenti solo negli Arsenali. Altresì a nostro parere nessun piano industriale di rilancio degli Arsenali può prescindere da tempestive assunzioni, dallaformazione specialistica, dal completamento del Piano Brin, e da finanziamenti certi.
Abbiamo Inoltre chiesto notizie in merito a:
lo stato dell’arte dei bandi di concorso per le assunzioni già autorizzate e delle iniziative assunte per la revisione della Legge 244/2012, contestata dalla ns. O.S. fin dalla prima stesura (Notdif n. 13 del 29 gennaio 2013). Sarebbe imminente sia l’emanazione dei bandi che la revisione della L.244/2012.
Quali professionalità a concorso: abbiamo chiesto di sapere se i profili corrispondono alle carenze organiche e se sono adeguati alle esigenze connesse con le moderne tecnologie delle nuove UU.NN.; infatti, senza l’assunzione di personale giovane e con formazione specialistica rispondente a queste esigenze, resterebbero non esternalizzabili solo le attività sulle vecchie UU.NN.; mentre per le nuove UU.NN., si dovrà ricorrere necessariamente alle stesse ditte costruttrici, attraverso i “service” attualmente compresi nei contratti quinquennali di costruzione; quando i contratti scadranno, non ci sarà più nessuno in grado, all’interno degli Arsenali, di riparare queste nuove Fremm, con un notevole aumento della spesa per le manutenzioni difficilmente sostenibile. In merito l’Amm. Serra ha asserito che tali esigenze sono recepite nel PII 2020-2025.
Avendo lo stesso lamentato la assenza di forme di riconoscimento economico per le professionalità tecniche, FLP Difesa ha rimarcato come sia da tempo in corso un confronto con i vertici politici, finalizzato alla compensazione del cosiddetto “gap economico” tra il personale civile della Difesa e quello delle altre Pubbliche Amministrazioni, attraverso il riconoscimento della peculiarità di impiego del personale civile; e dunque sarebbe anche nell’interesse della Amministrazione concorrere al buon esito del confronto politico, nel comune intento di raggiungere una maggiore e più adeguata retribuzione dei dipendenti, e una maggiore motivazione sia per il personale in forza che per quello che aspira ad entrarvi.
Abbiamo rappresentato inoltre la necessità di prevedere un piano industriale anche per i CC.TT. della Marina, e l’Amm. Serra ha asserito che la materia è già allo studio e che presto i Piani saranno presentati alle OO.SS. .
In merito ai contenuti del DL 34/2020, il cosiddetto “Decreto Rilancio”, con particolare riguardo all’art 211, laddove si dispone la possibilità “…di affidamento in affitto o la cessione di aree degli Enti della Difesa, compresi capannoni, officine, bacini etc,” rispetto al quale FLP DIFESA ha già chiesto di essere audita presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato (Notdif n. 51 del 26.05.2020), chiedendone lo stralcio in sede di conversione in legge, o almeno la riformulazione dell’articolo in termini più vantaggiosi per la Difesa, in sede di riunione abbiamo chiesto di conoscere le ragioni per cui la Difesa, non abbia inserito fra le richieste di esigenze da inserire nel Decreto Rilancio le assunzioni di personale civile che il Ministro ci aveva promesso. L’Amm. Serra ha rappresentato che la F.A. non è stata coinvolta in tal senso, e che la stessa non è favorevole a tali scelte, che si pongono in controtendenza con gli obiettivi del PII, per cui sta chiedendo la rivisitazione, se non addirittura la cassazione dell’articolo, in totale sinergia, sembrerebbe, con la nostra richiesta alla Commissione Difesa.
In merito ai numeri del personale previsto dal PII, abbiamo chiesto di sapere se vi siano comprese le presenze e le previsioni di personale ex militare. La risposta é stata negativa, in ragione della complessità delle condizioni personali della categoria, che spesso presenta limitazioni di operatività. E sulle problematiche della categoria abbiamo chiesto aggiornamenti in merito alla ipotesi della costituzione di un tavolo tecnico, di cui già si era parlato lo scorso febbraio in sede di riunione con il CSMM Amm Cavo Dragone. La risposta è stata evasiva, rinviando ai lavori sul tavolo specificamente allestito presso SMD; dunque si è palesata l’opinione che al momento i tempi non siano maturi per un confronto sindacale.
In relazione alla conclamata necessità di un turn-over connesso alla avanzata età media del personale degli arsenali, abbiamo ribadito la necessità di dare attuazione a livello territoriale al protocollo difesa sulla sicurezza del 15 maggio u.s. . Abbiamo in quella sede avuto conferma della veridicità delle segnalazioni pervenute in merito al fatto che SMD non abbia provveduto alla diramazione del documento, e dunque si sono aggiunti ancor maggiori elementi a sostegno della fondatezza e della correttezza della nostra segnalazione in tal senso al Gabinetto del Ministro (nota del 3 giugno in allegato al notdif n. 53 stessa data), rispetto alla quale pare che qualcosa si possa muovere già nei prossimi giorni. Discutibile ritardo, ma in ogni caso almeno la nostra nota al Gabinetto del Ministro pare aver prodotto un qualche effetto.
L’ incontro ci sembra proficuo e costruttivo; speriamo che non rimanga una mera enunciazione di principi, e che si possa vederne gli sviluppi. Occorrerà vigilare, e noi ci saremo, sull’attuazione dello stesso attraverso il previsto confronto con le Rappresentanze Sindacali locali, e sulla determinazione della politica di destinare risorse economiche ed umane all’area industriale della Difesa.
Ci scusiamo per la lunghezza del notiziario, ma ci è sembrato importante dettagliarne i contenuti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Vincenza Teofili
FLP Difesa ha scritto a Persociv con lettera del 2 giugno ultimo scorso (che si pubblica in questa pagina in allegato), chiedendo di conoscere la tempistica di pagamento delle prestazioni in oggetto già rese nello scorso periodo ottobre-dicembre 2019.
La Direzione Generale ha risposto in data odierna con propria lettera, inviata anche alle altre OO.SS., il cui contenuto si riporta di seguito.
Con riferimento allo stato dei pagamenti delle competenze accessorie al personale civile della Difesa si rappresenta quanto segue:
1.Con i cedolini stipendiali di maggio e giugno 2020 sono state pagate le competenze relative alle mensilità residue dello straordinario effettuato nel 2019.
2. Con il cedolino stipendiale di agosto 2019 saranno messe in pagamento le PPL, i TURNI e la REPERIBILITA’ relativi all’ultimo trimestre del 2019 salvo la possibilità di anticipare il pagamento al mese di luglio qualora le risorse finanziarie siano accreditate in tempo utile. Al momento il decreto di riassegnazione delle somme è sottoposto al controllo della Corte dei Conti.
3. Il pagamento delle performance individuale e organizzativa relative al 2019, potrà essere effettuato dopo la validazione della relazione della performance da parte dell’OIV.
Per accelerare i pagamenti, sono già stati acquisiti i dati dei punteggi relativi alla performance individuale e sono in corso di acquisizione i dati relativi alla soglia di partecipazione necessari per la liquidazione della performance organizzativa.
Si presume che il pagamento di tali competenze possa avvenire nel cedolino di ottobre 2020.
4. Quanto a PPL, TURNI e REPERIBILITA’ 2020 occorre attendere le indicazioni del MEF al fine di definire l’ammontare del Fondo 2020 e la contrattazione integrativa.
5. Per lo straordinario del 2020, il pagamento sarà possibile solo dopo l’assegnazione delle risorse con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In base all’esperienza degli anni precedenti tale decreto viene adottato solitamente nel mese di luglio. Pertanto presumibilmente i primi pagamenti potranno essere disposti con il cedolino stipendiale di settembre.
Per il pagamento del FUS del 2019, oltre all’assegnazione delle somme è necessario che siano stipulati i contratti integrativi di sede.
La FLP DIFESA, con nota datata 2 giugno u.s., che si pubblica in questa pagina in allegato 1, ha rappresentato a PERSOCIV le lamentele e le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, in merito ai tempi di pagamento delle indennità accessorie previste dal FRD 2019 maturate e non corrisposte, con particolare riferimento alle somme che attengono al saldo delle prestazioni relative al periodo ottobre-dicembre 2019 per le PPL, i turni e le reperibilità, prestazioni ritenute essenziali per la stessa funzionalità della Difesa, e comunque già rese dai lavoratori; a queste, si aggiungano ovviamente le somme maturate nell’anno in corso per le analoghe prestazioni rese nei primi mesi.
Pertanto, dopo averlo sollecitato nel corso delle ultime due riunioni dello scorso mese di maggio (Notiziario FLP Difesa n. 50 del 22 maggio 2020), la nostra O.S. ha ribadito l’urgenza di pervenire alla firma definitiva dell’accordo FRD 2019, così come rettificato alla luce dei rilievi degli Organi certificatori. Va anche ricordato che successivamente, in data 20 maggio u.s., FLP DIFESA aveva già dato il proprio assenso alla bozza di accordo definitivo predisposto da PERSOCIV, anche al fine di chiudere quella partita, sbloccare il pagamento delle indennità previste ed avviare la trattativa FRD 2020, in cui potrebbero trovare spazio quelle progressioni economiche già disattese nel 2019.
Ebbene, comunichiamo ai colleghi che, in accoglimento della ns. richiesta, alle ore 15,53 del pomeriggio di ieri Persociv ha sottoposto alle OO.SS. nazionali il testo definitivo dell’accordo FRD 2019 per perfezionarlo con la sottoscrizione delle parti; il testo è uguale a quello già inviato in bozza, con la sola modifica della nota congiunta, per allinearla al rilievo degli Organi certificatori sulla decorrenza delle progressioni economiche, modifica che consente ora alla nostra O.S. di sottoscriverla. La sottoscrizione avverrà con le modalità in uso ai tempi del Covid (ogni sigla sindacale comunicherà la propria volontà di sottoscriverlo ovvero di non sottoscriverlo, e al termine il documento sarà perfezionato da Persociv inserendo nel documento la voce “firmato” ovvero “non firmato” in corrispondenza di ogni singola Parte.) Sarà cura della FLP DIFESA di pubblicizzare il testo finale con le firme.
Protocollo nazionale Difesa per la gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19
La FLP DIFESA con nota del 3 giugno u.s.,che si pubblica in questa pagina in allegato 2, ha chiesto al Ministro della Difesa d’intervenire per dare urgente attuazione al Protocollo nazionale Difesa per la gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19, già condiviso e sottoscritto in data 15.05.2020 tra la delegazione trattante della Difesa (SMD, SGD, PERSOCIV) all’uopo investita dal Gabinetto e le OO.SS. nazionali, attraverso una efficace pubblicizzazione dello stesso, la esaustiva diffusione presso tutte le articolazioni del M.D. e l’indicazione agli Enti di convocare subito le Parti sociali. Detta nostra iniziativa si è resa necessaria al fine di superare le forti resistenze riscontrate da parte di responsabili di singoli Comandi sulla base (così pare) di disposizioni ricevute dalle SS.AA. che avrebbero richiesto di rallentare l’avvio delle attività informative, di confronto, di contrattazione e di nomina dei Comitati, in contrasto sia con il CCNL vigente che con i Protocolli sottoscritti dalle OO.SS. con la Funzione Pubblica in data 3 e 8 aprile c.a. ed in ultimo nella Difesa.
Si tratta, a ns. avviso, di una evidente manovra posta in campo con il tentativo di delegittimare l’accordo e le Parti firmatarie, con motivazioni che non scalfiscono la validità del documento e l’obbligo di attuarne in sede locale i contenuti; né la sopravvenuta emanazione di ulteriore normativa consente di considerare superato il Protocollo; piuttosto, come indicato da PERSOCIV, lo stesso potrà essere integrato nel corso di successive riunioni e confronti negoziali tra le stesse Parti che lo hanno sottoscritto.
p. LA SEGRETERIA GENERALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 63 del 25 giugno 2020 – In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno […]
Notiziario FLP Difesa n. 62 del 23 giugno 2020 – Non è facile riferire ai colleghi dei contenuti della riunione di ieri in video-conferenza tra lo SME-RPG (Reparto Pianificazione Generale), nella circostanza rappresentata dal Gen. Casella e dal col Fambrini dell’ Uff. Organizzazione delle Forze (O.F.) che l’hanno presieduta, e le OO.SS., e questo per […]
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 23 giugno 2020 – Si è svolta ieri 22 giugno 2020 la riunione con la delegazione trattante per conto del Ministro della Difesa in materia di aggiornamento del Protocollo per la gestione dell’emergenza da COVID 19 nel nostro Dicastero. In premessa, posto che il Protocollo sottoscritto sabato 15 maggio […]
Notiziario FLP Difesa n. 60 del 18 giugno 2020 – Pubblichiamo di seguito il Comunicato Stampa del 15 giugno 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riporta le considerazioni e le proposte presentate agli Stati Generali dell’Economia. “La Confederazione Indipendente Sindacati Europei (CSE) è intervenuta oggi agli Stati Generali dell’Economia convocati a Villa Pamphili dal […]
Notiziario FLP Difesa n. 59 del 15 giugno 2020 – Si è svolta giovedì 11 giugno una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del Comparto FF.CC., avente ad oggetto la revisione e l’allineamento degli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie Fiscali ed Enti Pubblici […]
Notiziario FLP Difesa n. 58 del 11 giugno 2020 – In data odierna è convocata presso l’ARAN una riunione della Commissione Paritetica ex art. 12 CCNL per la definizione del Nuovo Ordinamento Professionale del nuovo comparto FF.CC., posto che fosse necessario ed inderogabile rivedere e allineare gli ordinamenti professionali dei tre comparti originari (Ministeri; Agenzie […]
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 08.06.2020 – Continuiamo come da tradizione a svolgere il nostro compito di riferire in merito agli sviluppi delle attività del Comitato Unico di Garanzia, consci dell’interesse rivestito dalle materie trattate, della imprescindibilità e della liceità dell’informazione, consapevoli del ruolo svolto dal membro di componente sindacale di un Comitato Paritetico, […]
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Notiziario FLP Difesa n. 53 del 4 giugno 2020 – FRD 2019 E FRD 2020 La FLP DIFESA, con nota datata 2 giugno u.s., che si pubblica in questa pagina in allegato 1, ha rappresentato a PERSOCIV le lamentele e le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori civili della Difesa, in merito ai tempi di […]