È stata pubblicata, sul Supplemento ordinario n°16/L alla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29 aprile 2020, la Legge 24 aprile 2020, n. 27 avente ad oggetto la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, (cd. decreto cura Italia) recante “misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l’adozione di decreti legislativi”.
Nel particolare, evidenziamo le norme di maggior interesse dei lavoratori pubblici, tra i quali naturalmente quelli civili della Difesa, e quelle che riguardano il nostro Dicastero:
L’articolo 16 reca, al comma 1, ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, alcune norme transitorie sull’uso (disciplinato dall’articolo 5-bis, comma 3, ed identico al comma 3 dell’articolo 34 del D.L. n. 9 del 2020, che viene ora abrogato), negli ambienti di lavoro in generale, di mascherine chirurgiche reperibili in commercio tra i dispositivi di protezione individuale (DPI), con riferimento a tutti i casi in cui i lavoratori, nello svolgimento della loro attività, siano oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro.
Il comma 2, prevede norme transitorie sull’uso, nell’ambito dell’intera collettività, di mascherine filtranti prive del marchio CE previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio. Tali norme si applicano sull’intero territorio nazionale fino al termine dello stato di emergenza in oggetto (termine che, in base alla delibera del C.d.M. del 31 gennaio .2020, scade il 31 luglio 2020).
L’articolo 39 dispone al comma 1 che, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica (in luogo del termine precedente fissato al 30 aprile 2020)i lavoratori dipendenti con disabilità grave o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave, nonché (comma 2-bis) ailavoratori immunodepressi e ai familiari conviventi di persone immunodepresse, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile (ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della L. 81/2017) a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
L’articolo 63 prevede l’erogazione di un bonus di 100 euro a favore dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, con reddito complessivo dell’anno precedente non superiore a 40.000 euro che, durante il periodo di emergenza sanitaria COVID 19, continuino a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo 2020. La misura erogata non concorre alla formazione della base imponibile, ai fini delle imposte dirette, ed è ragguagliato ai giorni in cui il lavoro è prestato nella sede ordinaria. Il premio è attribuito, in via automatica, dal datore di lavoro, che lo eroga se possibile con la retribuzione relativa al mese di aprile, e comunque entro i termini previsti per le operazioni di conguaglio di fine anno.
L’articolo 74, al comma 2, prevede lo stanziamento di risorse pari complessivamente a 681.122 euro per l’anno 2020, di cui 19.537.122 euro per spese di sanificazione e disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi e per l’acquisto dei dispositivi di protezione personale, nonché per l’acquisto di prodotti per illavoro agile.
Il comma 7-bis, introdotto nel corso di approvazione della legge, al fine di procedere all’immediata assunzione di dirigenti statali, detta alcune disposizioni relative alle modalità di conclusione del VII corso-concorso per il reclutamento di dirigenti, bandito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), attualmente in fase di svolgimento, nonché alla conseguente assegnazione degli allievi alle amministrazioni di destinazione, sulla base delle preferenze espresse secondo l’ordine della graduatoria di merito definita a seguito del citato esame conclusivo. La disposizione fa salvo quanto previsto dai commi 4 e 5 dell’art. 3 della L. 56/2019 (c.d. Legge concretezza) che ha introdotto, con riferimento al triennio 2019-2021, alcune norme transitorie volte a ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego.
Il comma 7-ter, introdotto nel corso di approvazione della legge, prevede che a seguito delle misure di sospensione delle procedure concorsuali adottate per il contrasto al fenomeno epidemiologico da COVID-19, in via sperimentale e comunque con effetto fino al 31 dicembre 2020,allo scopo di corrispondere all’esigenza del ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni, di semplificare le modalità di svolgimento delle procedure concorsuali e di ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego, con regolamento da adottare entro il 31 luglio 2020 (ex art. 17, co. 1, della L. 400/1988), su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, si provvede ad aggiornare la disciplina regolamentare vigente in materia di reclutamento e di accesso alla qualifica dirigenziale e agli impieghi nelle PP.AA.
L’articolo 75, modificato in corso di conversione in legge, autorizza le pubbliche amministrazioni, fino al 31 dicembre 2020, adacquistare beni e servizi informatici e servizi di connettività, con durata massima non superiore a trentasei mesi, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ed in deroga al Codice dei contratti pubblici e ad ogni altra disposizione di legge che disciplina i procedimenti di approvvigionamento, affidamento e acquisto di beni, forniture, lavori e opere, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. La disposizione è finalizzata: ad agevolare la diffusione del lavoro agile, a favorire la diffusione di servizi in rete, ivi inclusi i servizi di telemedicina e ad agevolare l’accesso ai servizi in rete.
L’articolo 87, modificato nel corso di conversione in legge, con il recepimento nel corpo della norma in esame di alcune disposizioni dell’art. 19 del dl 9/2020, al fine di contrastare il fenomeno della diffusione del COVID-2019, stabilisce al comma 1, che per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni il periodo trascorso, in relazione al virus COVID-19, in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero. Inoltre, dispone che, fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019 o ad una data antecedente stabilita con dpcm, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione, il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle suddette pubbliche amministrazioni e che le stesse limiteranno la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza e prescinderanno dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 (comma 1, lett. b))
Il comma 2, prevede che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione.
Il comma 3, prevede che qualora non sia possibile ricorrere alle forme di lavoro agile nella forma semplificata di cui al comma 1, lett. b), e per i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni, imposti dai provvedimenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – adottati nella vigenza dell’articolo 3, comma 1, del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, in base alle modifiche apportate nel corso di conversione in legge del DL 18/2020, utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto della contrattazione collettiva. Esperite tali possibilità le amministrazioni possono motivatamente esentare il personale dipendente dal servizio: in tal caso, il periodo di esenzione costituisce servizio prestato a tutti gli effetti di legge, prevedendosi comunque l’equiparazione del periodo trascorso in esenzione” al servizio prestato, ai fini degli effetti economici e previdenziali.
Il comma 3-bis, introdotto nel corso di conversione in legge del DL 18/2020, esclude, per i dipendenti delle suddette pubbliche amministrazioni, i periodi di assenza dal servizio per ricovero ospedaliero in strutture del Servizio sanitario nazionale per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza (LEA),dall’applicazione della norma di limitazione della misura del trattamento economico per i primi dieci giorni di assenza per malattia, prevista dell’art. 71, comma 1, del dl 112/2008 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 133 del 2008), disposizione che viene quindi conseguentemente modificata (Si ricorda che l’art. 71, comma 1, del dl 112/2008 riconosce il solo trattamento economico fondamentale, con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio, fatto salvo il trattamento più favorevole per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. Pertanto, per la maggior parte del personale pubblico contrattualizzato l’applicazione di tale norma restrittiva è già attualmente esclusa, in base ai relativi contratti collettivi, per i casi di ricovero ospedaliero.).
Il comma 4-bis, introdotto in fase di conversione in legge del DL 18/2020,dal Senato, prevede
che fino alla data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019 o ad
una data antecedente stabilita con dpcm e comunque non oltre il 30 settembre 2020, al fine di fronteggiare le particolari esigenze emergenziali connesse all’epidemia da COVJD-19, anche in deroga a quanto stabilito dai contratti collettivi nazionali vigenti, i dipendenti delle amministrazioni pubbliche possono cedere, in tutto o in parte, i riposi e le ferie maturati fino al 31 dicembre 2019, ad altro dipendente della medesima amministrazione di appartenenza, senza distinzione tra le diversa categorie di inquadramento o al diverso profilo posseduto. La cessione avviene in forma scritta ed è comunicata al dirigente del dipendente cedente e a quello del dipendente ricevente, è a titolo gratuito, non può essere sottoposta a condizione o a termine e non è revocabile. Restano fermi i termini temporali previsti per la fruizione delle ferie pregresse dalla disciplina vigente e dalla contrattazione collettiva.
Il comma 5, sempre al fine di ridurre i rischi di contagio dell’epidemia, prevede la sospensione per sessanta giorni, a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, dello svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego. Sono escluse dalla sospensione, le procedure nelle quali la valutazione dei candidati avviene esclusivamente su base curriculare o in modalità telematica. Resta ferma nelle pubbliche amministrazioni la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati, nonché la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, che si istaurano e si svolgono in via telematica e che si possono concludere anche utilizzando le modalità del lavoro agile, ivi incluse le procedure relative alle progressioni di cui all’articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75.
L’articolo 87-bis, introdotto nel corso di conversione il legge del DL 18/2020 e che riproduce il contenuto dell’articolo 18 del decreto-legge n.9/2018 (non convertito in legge), è volto a promuovere il lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni, aumentando le forniture di personal computer portatili e tablet. A tal fine viene modificata la normativa che ne regola gli acquisti attraverso la Consip S.p.A..
Il comma 1, prevede l’aumento delle quantità massime previste dalle vigenti convenzioni-quadro di Consip S.p.A. per la fornitura di personal computer portatili e tablet, nella misura del 50% del valore iniziale delle convenzioni. È fatta salva la facoltà di recesso dell’aggiudicatario in relazione a tale incremento (da esercitare entro 15 giorni dalla comunicazione della modifica da parte della stazione appaltante).
Ai sensi del comma 2, nel caso l’aggiudicatario eserciti la facoltà di recesso o qualora le quantità disponibili a seguito dell’incremento del valore contrattuale non siano comunque sufficienti a fare fronte all’incremento del fabbisogno delle amministrazioni, la Consip S.p.A. può avvalersi di una procedura semplificata, fino al 30 settembre 2020, per la stipula di nuovi accordi-quadro e convenzioni-quadro per la fornitura di personal computer portatili e tablet. In particolare, si prevede la possibilità di svolgere procedure negoziate senza pubblicazione dei bandi di gara.
Il comma 3 prevede che in tali casi le offerte possono essere presentate sotto forma di catalogo elettronico, mentre la raccolta delle relative informazioni può avvenire con modalità completamente automatizzate.
Il comma 4 specifica che alle procedure negoziate senza pubblicazione dei bandi di gara, le pubbliche amministrazioni e gli organismi di diritto pubblico possono accedere previa attestazione della necessità e urgenza di acquisire le relative dotazioni al fine di poter adottare le misure di lavoro agile per il proprio personale.
Il comma 5, nel sopprimere le parole: «per la sperimentazione» riportate nell’art, 14, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124, dispone l’operatività a regime della disposizione secondo cui le pubbliche amministrazioni adottano misure organizzative volte all’attuazione del lavoro agile.
L’articolo 103, come modificato nel corso di conversione in legge del DL 18/2020, dispone con efficacia retroattiva la sospensione di tutti i termini inerenti allo svolgimento di procedimenti amministrativi e dei procedimenti disciplinari pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, per il periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020 (commi 1 e 5) (Segnaliamo, al riguardo, che l’articolo 37 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23, entrato in vigore mentre il D.L. n. 18 era in corso di conversione in legge, proroga il termine del 15 aprile 2020 al 15 maggio 2020.).
Al contempo, il comma 1 prevede che, nonostante la sospensione, le pubbliche amministrazioni siano tenute ad adottare ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati. Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento.
La disposizione ha portata generale, con le sole eccezioni dei termini stabiliti da specifiche disposizioni dei decreti-legge sull’emergenza epidemiologica in corso, e dei relativi decreti di attuazione, nonché dei termini relativi a pagamenti di stipendi, pensioni, retribuzioni, emolumenti per prestazioni a qualsiasi titolo, indennità da prestazioni assistenziali o sociali comunque denominate nonché di contributi, sovvenzioni e agevolazioni alle imprese (co. 3 e 4). Rientrano nella sospensione, tra gli altri, anche i termini relativi ai processi esecutivi e alle procedure concorsuali, nonché ai termini di notificazione dei processi verbali, di esecuzione del pagamento in misura ridotta, di svolgimento di attività difensiva e per la presentazione di ricorsi giurisdizionali (co. 1-bis).
Mentre scriviamo questo Notiziario, abbiamo avuto notizia che la Ministra per la Funzione Pubblica Fabiana Dadone ha firmato la Direttiva n. 3/2020 avente per oggetto: “Modalità di svolgimento della prestazione lavorativa nell’evolversi della situazione epidiemologica da èparte delle PP.AA.”, che pubblichiamo in Allegato 3
Si è svolta il 30 aprile u.s. la riunione in videoconferenza con il D.G. AID ing. G. Carlo Anselmino, a seguito delle sollecitazioni di cui alla nostra lettera ai vertici AID e AD del 20 aprile (vds Notiziario n. 36 del 20 aprile u.s.) .
La riunione si è svolta ancora una volta a tavoli separati; a tal riguardo, FLP Difesa ha sottolineato l’inopportunità di mantenere tale modalità di relazione, che rende tutto il percorso irto di ostacoli e ne riduce l’incisività, ancor più nell’emergenza, dove gli obiettivi dovrebbero essere comuni e condivisi.
In avvio di riunione, essendo emerso che la Direzione Generale AID ha nei fatti privilegiato le relazioni sindacali di livello locale dando precise indicazioni in tal senso alle Unità Produttive (U.P.) , FLP Difesa, pur riconoscendo che sul piano del merito AID ha ben lavorato, ha prima di tutto lamentato la scarsezza di informazioni e di relazioni sindacali al livello nazionale, riformulando in questa sede due proposte (che per primi abbiamo presentato, e alle quale siamo contenti siano state condivise da altre OO.SS.): 1) la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa condiviso con le OO.SS., che definisca in AID gli aspetti relativi alla fase 2 dell’emergenza coronavirus e alla tutela della salute; 2) la costituzione di un Comitato PariteticoNazionale per il monitoraggio della pandemia.
AID ha recepito la prima proposta, ipotizzando già dalla prossima settimana l’invio di apposita bozza. In merito alla seconda proposta, AID ha in alternativa prospettato l’invio di una informazione con visibilità mensile, nella quale venga riepilogata la situazione complessiva delle diverse Unità Produttive.
In merito alle richieste di informazioni relative al ricorso al lavoro agile (o Smart-Working S-W), con particolare riguardo alle diverse professionalità che vi hanno fatto ricorso, ci verranno forniti non appena possibile. E’ stato inoltre formulato un giudizio complessivamente favorevole sull’attuazione dell’istituto, condividendo le dichiarazioni della Ministra Dadone rispetto alle prospettive di un suo consolidamento anche oltre l’emergenza, ipotizzando il ricorso in via stabile allo SW per 1 giorno alla settimana. Unico limite è stata la impossibilità di dare a tutti i dipendenti l’accesso da remoto per i limiti imposti dal C4 Difesa; tuttavia avendo AID una gestione informatica centralizzata, questo ha permesso l’accesso ai dipendenti per lo scambio di dati. In ogni caso è stato confermato che l’attuale modalità di prestazione lavorativa proseguirà fino a luglio .
In merito alla questione delle ferie residue 2019, sono state date di massima indicazioni di flessibilità.
Per quanto attiene al riconoscimento del buono pasto ai lavoratori in SW, posto che Persociv si è riservata di esprimersi, AID resta in attesa che la questione venga chiarita.
In merito allo stato dell’arte dei bandi di assunzione avviati nel 2019, AID ha riferito che per gli assistenti le prove orali saranno a distanza presso il più vicino Stabilimento, cominceranno il 18 maggio e le assunzioni potrebbero già avvenire entro fine giugno. I funzionari sono in attesa di fare la seconda prova che dovrà essere effettuata in presenza, cosa che allungherà i tempi.
Sono state fornite informazioni in merito alla copertura assicurativa contro i rischi da COVID19, attivata da AID nei confronti di tutti i dipendenti
In risposta alle nostre sollecitazioni di avviare velocemente la trattativa nazionale per il Fondo Risorse Decentrate2020, anche al fine di dare avvio alle progressioni economiche 2020, AID ha espresso le proprie perplessità rispetto alla nostra richiesta, in quanto allo stato non si conosce nemmeno la quantificazione delle risorse, e questo ha già creato problemi per quanto attiene i turni 2019.
Nel corso della riunione, sono state anche esaminate le situazioni delle varie Unità Produttive, dove, si è avuto conferma dell’attuazione delle disposizioni e del varo dei protocolli di sicurezza, ma abbiamo sottolineato la necessità di monitorare l’impatto applicativo dei protocolli e la necessità che i Comitati siano messe in condizione di operare le verifiche di competenza.
Con particolare riguardo ad alcune Unità Produttive, è emerso in particolare che:
Spolettificio di Torre Annunziata: il personale è in attesa che parta il nuovo piano industriale per la produzione di mascherine, AID ci ha comunicato che per tale produzione ci sarà bisogno di 3 file di produzione , h. 24, per 7 giorni alla settimana. A tal fine serviranno 50 dipendenti ed è stato dato incarico a ditta esterna per la selezione. La prossima settimana si chiuderà il bando, l’11 maggio comincerà la formazione, per metà maggio arriverà la macchina dalla Cina, e da qui a fine maggio saranno avviate le assunzioni per una parte di questo personale.
Farmaceutico Militare di Firenze: abbiamo ricevuto copia di un articolo di cronaca fiorentina del 22 aprile, che riferiva della produzione in tale sede di un farmaco sperimentale anticovid, dal quale risulta essere già in atto l’acquisto del principio attivo ai fini della produzione. AID in merito ha riferito che in realtà è in atto la produzione di idrossiclorochina, farmaco antireumatico ritenuto utile anche per la cura del COVID19, commissionato dal Ministero della Salute.
Pirotecnico di Capua, avendo ricevuto dalla nostra struttura aziendale tutta la documentazione prodotta all’interno dell’U.P. con il varo del Comitato interno per la Verifica , abbiamo constatato che è stata realizzata una operazione ben strutturata, nella quale sono state individuate le consistenze massime di personale, le modalità di fruizione dei servizi, e la gestione della prevenzione secondo quanto previsto dal protocollo, con la partecipazione delle rappresentanze sindacali interne e territoriali. Pertanto non si è compreso il grido di allarme di alcune sigle sindacali nazionali, che pure avevano sottoscritto i documenti di interesse sul tavolo locale.
Arsenale di Messina: abbiamo preso atto del varo del protocollo locale e della costituzione del Comitato interno, ma abbiamo segnalato le sollecitazioni del personale in merito: alla corretta applicazione dei contenuti del protocollo; all’assegnazione a tutti i lavoratori, in particolare quelli di profilo tecnico, delle dotazioni DPI; alla realizzazione di corrette operazioni di sanificazione e al necessario incremento delle operazioni di pulizia.
Ed ora, martedì 5 p.v., si terrà – sempre da remoto – la riunione a PERSOCIV per la definizione del protocollo per il personale degli Enti Difesa richiesto dalla nostra O.S.
Con riserva di ulteriori informazioni sia in merito alla bozza di protocollo in arrivo da AID sia a quello che si discuterà il 5 p.v. a PERSOCIV, cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE: Maria Pia Bisogni e Maria Tersa D’Urzo
Notiziario FLP DIFESA n. 40 del 30 aprile 2020 –
Domani, 1° Maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero Difesa.
Una festa, val la pena di ricordarlo sempre, nata dal grande movimento di lotta di fine XIX secolo che mobilitò milioni di lavoratori, in Europa e in America, per la conquista delle otto ore lavorative, e che ebbe la sua pagina di sangue con l’eccidio di Chicago del 4 maggio 1886, dove una irresponsabile carica della polizia su un presidio inerme di lavoratori lasciò sul terreno decine di morti e di feriti.
Una festa, quella del 1° Maggio, che mantiene ancora oggi una straordinaria forza evocativa, in quanto serve a ricordarci la centralità del lavoro nella vita di una democrazia per poter ottenere più sviluppo, più crescita e più progresso sociale, ed è da qui che nasce il dovere di continuare a lottare per estendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
La ricorrenza 1° Maggio cade però quest’anno nel momento in cui il Paese sta vivendo una fase drammatica della propria vita, verosimilmente la più dura dal dopoguerra ad oggi, che ha prodotto sinora oltre 27.500 vittime alle quali va il nostro più deferente ricordo, e oltre 200mila positivi al contagio cui esprimiamo solidarietà e vicinanza, e che sta mettendo in grandissima difficolta tutto il Paese nei suoi diversi pezzi ed articolazioni, tutta la nostra economia e la nostra società, e in particolare le sue fasce più deboli.
Il Paese sta fortunatamente reagendo con un grandissimo senso di responsabilità, e pare proprio che la fase più dura sia fortunatamente dietro di noi, anche se siamo tutti ben consapevoli delle difficolta di una ripresa che si annuncia non facile e gravida di preoccupazioni e di problemi.
La Difesa sta dando un grande contributo in questa emergenza, con le sue strutture organizzative, con i Suoi Stabilimenti Industriali e le loro produzioni, ma anche con i suoi Operatori, lavoratori militari e civili, che vogliamo qui ringraziare e salutare.
Ci chiediamo, di fronte a questi problemi e a questa emergenza, quale possa essere il significato della festa dei lavoratori di domani 1° maggio 2020, che sarà senza bandiere, manifestazioni, parole d’ordine.
Noi pensiamo che il nostro primo dovere sia quello di essere orgogliosi di quello che il lavoro pubblico ha fatto vedere in questa circostanza drammatica, l’impegno eroico dei lavoratori della Sanità in primo luogo, ma anche dei tantissimi lavoratori che, in presenza o in lavoro agile, hanno continuato a far camminare le AA.PP. e anche il M.D. per dare servizi. Altro che fannulloni!
Il secondo dovere è quello di un impegno che deve essere di tutto il Sindacato nella direzione di una profonda riorganizzazione della macchina pubblica, con meno burocrazia, più semplificazione, più risorse e soprattutto più valorizzazione dei lavoratori.
Infine, un ultimo pensiero. Quando vediamo che, anche di fronte a questa emergenza, continuano a vivere nella Difesa (nella riunione di oggi ad AID, il 5 p.v. anche a PERSOCIV) i tavoli separati – ancorchè virtuali e da remoto – tra le OO.SS. che rappresentano legittimamente tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della Difesa, comprendiamo bene che il riscatto del lavoro pubblico, rispetto a chi lo ha sempre considerato una palla al piede del Paese, passa anche attraverso l’unità di tutti i lavoratori e delle loro Rappresentanze.
Viva il 1 Maggio! Viva le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della Difesa.
IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA – Maria Pia Bisogni
Notiziario FLP Difesa n. 39 del 29 aprile 2020 –
La Ministra Dadone alla camera nell’audizione in video conferenza di ieri
Nella tarda mattinata di ieri, la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone è stata audita dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in merito alle iniziative adottate dalla Funzione Pubblica per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
Diversi i temi in discussione: l’introduzione del lavoro agile (S-W) come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA.; la sospensione delle procedure concorsuali nel P.I. e la semplificazione delle procedure; la sospensione temporanea dei procedimenti amministrativi e disciplinari, ed altre. Nell’occasione, la Ministra ha anche svolto alcune interessanti considerazioni in merito alla riorganizzazione della PA nel dopo Coronavirus, in particolare nella direzione di una maggiore digitalizzazione e di una semplificazione delle procedure.
A fine audizione, la CSE ha diffuso il seguente comunicato stampa che reca le considerazioni al riguardo della Confederazione:
“ Abbiamo apprezzato particolarmente i contenuti dell’audizione di oggi della Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone in Commissione Affari Costituzionali della Camera. La conferma del lavoro agile come importante momento di innovazione organizzativa, di semplificazione dei processi, di valorizzazione delle competenze, di conciliazione vita-lavoro, con l’obiettivo dopo la conclusione della fase emergenziale di mantenere almeno il 30 per cento del personale in lavoro agile, sono indicazioni importanti che vanno nella direzione di proseguire con fermezza sulla strada del cambiamento delle nostre Pubbliche Amministrazioni” dichiara Marco Carlomagno Segretario Generale della Confederazione CSE.
“Così come è stato importante che abbia ribadito che in questa fase, caratterizzata ancora da una grave situazione di emergenza sanitaria, il lavoro agile, adottato in via straordinaria con il DL 18/2020, resta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa , allo scopo di contenere il contagio e contribuire a diminuirne la curva epidemica, garantendo nel contempo il livello di servizi che la PA offre a cittadini e imprese. Questo, continua Carlomagno, fa chiarezza su come le Amministrazioni Pubbliche debbono gestire la cosiddetta fase due, evitando le fughe in avanti, che in qualche caso sono iniziate con proposte che prevedono ingiustificati abbandoni di massa del lavoro agile, rientri massicci nella attività in presenza non giustificati, con conseguente ricadute sull’utilizzo dei mezzi pubblici, sull’affollamento degli Uffici, sul mancato rispetto delle norme di sicurezza, sugli enormi problemi creati ai genitori nell’accudimento dei figli minori, in presenza della chiusura delle scuole”.
“Bene anche il forte impulso alla digitalizzazione dei processi e all’interoperabilità delle banche dati, prosegue Carlomagno, l’individuazione di nuove risorse e procedure più veloci per gli acquisti di beni e servizi tecnologici, l’impegno a supportare le Amministrazioni in ritardo a colmare in tempi brevi il gap tecnologico, l’attenzione alla necessità di rafforzare la formazione e le nuove competenze con il superamento del tetto delle spese sulla formazione, l’accelerazione sul tema dello svolgimento dei concorsi, mediante adempimenti semplificati e procedure digitalizzate” .
“Come CSE, dopo aver siglato l’importante Protocollo sulla salute e la sicurezza del lavoro negli Uffici pubblici, abbiamo chiesto alla Ministra di proseguire il percorso di confronto e condivisione, definendo un nuovo Protocollo. L’obiettivo è quello di uno strumento che possa accompagnare questa seconda fase, per gestirla, attraverso un continuo lavoro di monitoraggio, nella massima sicurezza, per non disperdere il patrimonio di innovazione e di qualità del lavoro che si è raggiunto in questi giorni, confrontandoci sui nuovi modelli organizzativi e sugli aspetti legati al rapporto di lavoro in smart working in quanto non più sperimentale. Ci auguriamo che il confronto, che è ripreso nei giorni scorsi, possa portare a tale importante risultato”, conclude Carlomagno.
Va anche segnalato che, alla fine dell’audizione, è scoppiata una polemica molto forte tra la Ministra per la PA Dadone e l’ex Ministro Salvini.
A tal proposito, riportiamo di seguito nel suo testo integrale l’agenzia ADNKRONOS di ieri pomeriggio che dava notizia dell’accaduto:
“ Invece di aiutare i lavoratori, che aspettano da settimane la cassa integrazione promessa, il governo pensa di togliere anche i buoni pasto… Ma hanno capito che siamo in guerra e i lavoratori hanno fame e famiglia o no?”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini sui dubbi espressi dal ministro Fabiana Dadone oggi in commissione affari costituzionali alla Camera sui buono pasto dati a chi è in smart working”.
A stretto giro la dura replica della ministra: “Capisco la noia di stare a casa e la depressione da calo dei consensi – attacca Dadone -, ma cosa c’entrano i dipendenti pubblici con la cassa integrazione? E dov’era Salvini quando il centrodestra al governo massacrava il pubblico impiego? Se vuole aiutare, doni parte del suo stipendio”.
Su questa pagina, in allegato 1, pubblichiamo l’audiovideo integrale dell’audizione di ieri della Ministra integrale e, in allegato 2, il link con l’Ufficio Studi della Camera con il dettaglio delle misure adottate in questa fase di emergenza in materia di Pubbliche Amministrazione.
In ultimo, venendo alle questioni d’interesse della Difesa, ricordiamo ai colleghi che, a seguito delle nostre ripetute sollecitazione l’ultima delle quali con la lettera di cui al Notiziario n. 36 del 20 aprile u.s., sono in agenda per i prossimi giorni:
la riunione in video conferenza con la DG AID di domani 30 aprile;
la riunione in video conferenza con la Delegazione trattante Difesa presieduta dal D.-G. PERSOCIV inizialmente programmata per il 6 p.v. ma che, a seguito nostra richiesta (vds. Notiziario n. 38 del 27 aprile u.s.) è stata anticipata al 5 maggio (in allegato 3, la lettera di riconvocazione della D.G.).
Alla Funzione Pubblica, si è svolto un importante incontro tavolo tecnico fra la Ministra Dadone e le Confederazioni Sindacali (tra queste, CSE e CGS), che è stata l’occasione di un interessante confronto tra le Parti sullo Smart Working (S-W) nel lavoro pubblico a seguito dell’emergenza COVID-19.
A riguardo, come è noto, la Ministra in più occasioni ha valutato essere stata un’esperienza positiva, tenuto conto dello stato di emergenza e della modalità in grandissima parte nuova per tanti Uffici, affermando anche che, sulla scorta dell’esperienza maturata, intende mantenere anche nella c.d. “fase 2”, e cioè nella fase della ripresa dall’emergenza da COVID 19, e poi proiettarla verso la “fase 3”, quella del ritorno alla c.d “normalità”.
Sono i concetti che la Ministra ha ribadito in apertura del proprio intervento, per poi dare la parola alle Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego presenti in riunione.
A tal proposito, si riportano di seguito le considerazioni venute del Segretario Generale della CSE, Marco Carlomagno, e contenute nel comunicato stampa diffuso a fine riunione:
“E’ necessario un nuovo, importante sforzo per contemperare il diritto alla salute di lavoratori e cittadini con la piena efficienza e funzionalità delle Pubbliche Amministrazioni, per permettere al Paese di ripartire dopo più di 2 mesi di blocco. Il lavoro agile, che in questo frangente è divenuto la modalità ordinaria di lavoro, con notevoli risultati, non può essere ridotto o depotenziato. Deve invece essere ancora meglio implementato, per farne a regime uno degli strumenti principali di innovazione organizzativa, di miglioramento dell’efficacia dell’azione delle nostre Amministrazioni, di modernizzazione e semplificazione dei processi lavorativi.
Per scongiurare i terribili effetti della crisi economica, derivante dal blocco delle attività, è necessario che le risorse economiche siano immediatamente erogate ai cittadini e alle imprese, che le procedure siano al massimo semplificate, che le risposte avvengano in tempo reale. Il ruolo delle nostre Amministrazioni è, quindi, ora più che mai decisivo. E le lavoratrici e i lavoratori pubblici, che in questi mesi hanno dimostrato in tutti i settori il loro straordinario impegno per fronteggiare l’epidemia, sapranno ancora una volta fare fino in fondo la propria parte. Abbiamo però bisogno di una nuova organizzazione del lavoro, che dovrà tenere conto sia degli obbiettivi complessivi, e saranno necessariamente orientati per far fronte alle emergenze economiche in atto, che delle modalità miste di lavoro, agile e in presenza, che nella fase di riapertura coesisteranno negli uffici.
Abbiamo apprezzato il lavoro di questi mesi della Ministra Dadone, e dell’impulso che ha dato al lavoro agile, iniziativa che ha permesso che si continuassero a svolgere le funzioni, garantendo i servizi, con la tutela della salute degli addetti e degli utenti. Una scelta, frutto di ascolto e condivisione, che ci ha portato a sottoscrivere con la Ministra il giorno 8 aprile che l’importante protocollo sulla salute e la sicurezza del lavoro negli uffici pubblici. Ora si tratta di proseguire su quella strada. Nel corso dell’incontro abbiamo ribadito la richiesta, già formulata nei giorni scorsi, di definire congiuntamente i passi successivi, per gestire al meglio questa seconda fase. Un percorso che per noi deve avere necessariamente un quadro di riferimento e di garanzie definito con la Ministra, che poi possa essere declinato in sede di confronto in ogni singola Amministrazione.”
A conclusione dell’incontro, che – particolare importante – era stato sollecitato da CSE, CGS e altre Confederazioni autonome con la lettera che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, la Ministra Dadone ha ribadito i concetti espressi in apertura ringraziando tutti i partecipanti dell’incontro, che ha avviato di fatto il confronto tra le Parti sull’argomento lavoro agile e che proseguirà nelle prossime settimane.
Dentro la Difesa invece, nonostante il CCNL preveda in particolare che in materia di misure antinfortunistiche siano attivate relazioni sindacali sia al livello nazionale che locale, dopo tante settimane di informazione prossima allo zero che la nostra O.S. ha ripetutamente denunciato, i primi segnali di avvio del confronto arrivano solo ora, a distanza di 2 mesi dall’inizio dell’emergenza, e anche dietro sollecitazioni sempre più pressanti da parte nostra (vds il precedente Notiziario FLP Difesa n. 36 del 21-04-2020).
E qualche risultato inizia proprio a vedersi. Infatti, diamo notizia ai colleghi che il Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa ha risposto prontamente alla nostra iniziativa con la lettera che si pubblica in allegato 2 su questa stessa pagina, e che ci è stata anticipata l’intenzione di convocare le parti sindacali da remoto per il 30 aprile p.v.; contestualmente, è arrivata anche la convocazione da noi richiesta sulle problematiche che afferiscono alla Difesa, che si terrà a PERSOCIV il 6 maggio p.v., che pubblichiamo in allegato 3 sempre su questa stessa pagina.
E intanto nel territorio continuano a verificarsi situazioni che dimostrano approcci pregiudizialmente negativi nei confronti del lavoro agile. Come è avvenuto presso ISMA (Istituto Studi Militari Aeronautici) di Firenze e 46^ Brigata Aerea sempre di Pisa, che hanno disposto controlli domiciliari attraverso le Forze dell’Ordine nei confronti di dipendenti in smart working.
In merito, questa O.S. ha attenzionato la problematica allo Stato Maggiore dell’Aeronautica, come da nota che pubblichiamo su questa pagina in allegato 4, chiedendo di verificare la correttezza delle procedure adottate, di intraprendere le iniziative più opportune affinché sia sgombrato il campo dalla possibilità di contenziosi, e di fornirne ovviamente riscontro.
L’on Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difea
FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, e dunque vi è ancora un rischio temibile, nell’attesa che arrivi la convocazione per il confronto previsto in materia, ha scritto ai vertici del Dicastero una nota, nella quale sono riepilogati i temi da mettere prioritariamente in agenda, il cui testo si riporta di seguito:
“In data 8 aprile u.s., è stato sottoscritto, da CSE e dalle più importanti e rappresentative Confederazioni della dirigenza pubblica (CIDA, COSMED e CODIRP) con la Ministra per la P.A., il “protocollo di accordo sulla prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19”. Detto protocollo, a differenza di altri firmati nei giorni scorsi sulla medesima fattispecie, reca in modo esplicito l’affermazione che, nella fase emergenziale che il Paese vive, “sono importanti la valorizzazione e il coinvolgimento del personale, nonché la piena promozione da parte della dirigenza nell’implementazione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro”, e ciò anche allo scopo di superare le interpretazioni, in molti casi errate e restrittive, di chi continua a osteggiare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa (e nella Difesa ci sono a tal proposito esempi illuminanti) e ad impegnare in modo esplicito la Dirigenza pubblica a un’azione coerente con i contenuti del Protocollo.
Detto protocollo di accordo impegna inoltre le AA.PP. ad attivare momenti di confronto con le OO.SS. “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”.
Per quanto attiene ad Agenzia Industrie Difesa, si chiede che la D.G. si attivi rapidamente per darne informazione a tutti i propri Enti.
Per quanto attiene invece alla Difesa, il Gabinetto ha direttamente investito la Delegazione trattante di parte pubblica del M.D. in ordine alle incombenze informative nei confronti delle OO.SS., ma lo ha fatto solo con riferimento al “protocollo” siglato in data 3 aprile e non anche a quello dell’8 aprile, che alla data di invio della propria nota a SMD, SGD e DG (10.04.2020, prot. n. 14775) era già pubblicato da due giorni sul sito della F.P., e peraltro con tanto di nota aggiuntiva di commento della stessa Ministra Dadone.
A tal riguardo, si deve necessariamente rilevare l’improprietà del comportamento posto in essere nella circostanza da codesto Gabinetto e, nel ricordare la posizione super partes che deve sempre orientare l’operato di una P.A., si chiede che codesto Gabinetto faccia un seguito alla propria nota del 10 u.s. con altra nota riferita questa volta al protocollo dell’8 aprile 2020.
Al momento in cui scriviamo, non ci è ancora pervenuta da parte della Delegazione trattante alcuna comunicazione in ordine a possibili, vicini incontri tra le Parti anche via remoto, e pertanto, in attesa che ciò avvenga, la scrivente O.S. desidera segnalare alcuni aspetti a proprio giudizio di primario interesse.
Informazioni alle OO.SS.
A differenza di quanto fatto da Altre, A.D. ed AID hanno decisamente brillato in tutte queste settimane per la quasi totale mancanza o quantomeno la grave carenza di informazioni alle OO.SS. nazionali in merito alle ricadute e alle problematiche vissute nella Difesa nell’attuale emergenza Covid-19.
Questo enorme gap informativo deve essere, a nostro avviso, rapidissimamente colmato con riferimento:
ai diversi versanti nei quali A.D. e AID sono allo stato impegnate sull’emergenza Covid, con le diverse iniziative poste in essere, di cui si ha avuto notizia dai media, con il suo personale, civile e militare;
alle eventuali ricadute della pandemia sui propri dipendenti (eventuali casi e sedi di contagio; eventuali casi di quarantena con sorveglianza sanitaria; etc.) in particolare nei territori più esposti alla diffusione del contagio (Lombardia; Piemonte; Veneto, etc.);
in terzo luogo, all’acquisto e alla messa in disponibilità di DPI, ed eventualmente di quali, con quali costi e con quali destinazioni;
infine, ai presidi di pulizia attivati e alle operazioni di sanificazione periodica degli ambienti di lavoro poste in essere negli Enti e Uffici e alla loro frequenza.
Smart Working
A differenza di quanto avvenuto in altre PP.AA., nella Difesa e in Agenzia Industrie Difesa non è stato fornito alle OO.SS. nazionali alcun dato in merito all’utilizzo del lavoro agile negli Enti della Difesa come modalità ordinaria di prestazione lavorativa, per come previsto dalla Direttiva n. 2 della FP e per come successivamente disposto dall’art. 87, comma 1, del DL 18/2020.
Di contro, abbiamo assistito in molti Enti alla non corretta applicazione delle disposizioni in materia di S-W. Il nostro convincimento è che, nei confronti del lavoro agile, vi sia stata da parte di taluni Dirigenti una sorta di approccio pregiudizialmente negativo, che pare originato dall’idea che in ambito F.A. l’istituto in argomento non trovi idonee condizioni di attuazione, idea questa che né l’emergenza e né le disposizioni introdotte dal DL 18 hanno evidentemente incrinato.
La scrivente O.S. ha anche provveduto a segnalare alcune situazioni paradossali che sono maturate in alcuni Enti, come quelle osservate nel PMPN di Piacenza, l’Ente di F.A. a più alta presenza civile, dove il Direttore ha affermato “che la prestazione in S-W incontra presso il PMPN insuperabili preclusioni oggettive”, o nel 3° CERIMANT di Milano, dove a giudizio del Comandante lo S-W risulterebbe “inattuabile”, pur se in entrambi gli Enti trovano impiego diversi dipendenti civili con profili riconducibili ad attività notoriamente telelavorabili, come quelle amministrative, o ancora nell’Arma dei Carabinieri. Per non parlare di alcune attività di controllo effettuate presso il domicilio di lavoratori in SW per verificare se gli stessi fossero realmente a casa, come accaduto in alcuni Enti quali l’ISMA di Firenze.
Gli effetti prodotti da questo approccio appaiono evidenti a tutti, e consistono nel ricorso agli istituti alternativi previsti dal comma 3 dell’art. 87 del D.L. 18: in primis, le “ferie pregresse”.
A tal proposito, in aggiunta ai dati sull’effettivo utilizzo del S-W in ambito Difesa ed Agenzia , chiediamo una profonda riflessione al riguardo di quanto avvenuto nei nostri Enti e l’avvio degli interventi più efficaci e delle iniziative più idonee al fine di evitare approcci così riduttivi, e anche al fine di traguardare, al momento del superamento dell’emergenza, la massima utilizzazione possibile dello S-W quale modalità lavorativa per il personale di tutto il territorio nazionale che ne faccia richiesta.
Ripresa delle attività e “fase 2” nel Ministero della Difesa
Giungono alla scrivente Segreteria Nazionale segnalazioni provenienti da alcuni Enti del MD in merito all’intendimento da parte dei rispettivi Dirigenti di riprendere le attività ordinarie alla fine del periodo di “lockdown” previsto dal DPCM 10-04-2020, e dunque alla data del 4 mag. p.v., mentre invece, si ricorda, la data presunta della fine dello stato di emergenza, attualmente prevista, e quella del 31 luglio 2020. Posto che non pare si possa ancora dire che siamo vicini alla conclusione dell’emergenza, non essendo l’epidemia ancora debellata, considerato che specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, le strutture sanitarie sono tuttora massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, FLP DIFESA ritiene inaccettabile un ritorno allo svolgimento dell’attività lavorative da rendere in presenza, anziché in smart working, sia nelle suddette aree, sia in quelle meno fittamente colpite dal virus. Giudica, altresì, in ogni caso, ineludibile che il suddetto ritorno debba discendere solo ed esclusivamente da una disposizione del Governo, così come lo stesso, con il DL 18 all’ art 87, ha disposto che “ Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, ovvero fino ad una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, il lavoro agile é la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche Amministrazioni”.
In ogni caso, in ordine alla ripresa delle attività, noi riteniamo si debba aprire immediatamente il confronto tra AD e Parti sociali per discutere delle ricadute sul personale di questa scadenza, in termini di sicurezza sanitaria e di organizzazione delle attività.
Per quanto attiene AID, abbiamo preso atto dell’Atto Organizzativo 9/2020 del 3.04.2020 e i seguiti che si sono registrati negli Stabilimenti, in primis Capua di cui all’allergato verbale con le OO. SS. Terr. del 14. u.s.
Ciò premesso, noi chiediamo ad AD e ad AID, ciascuno per la propria parte, di definire e sottoscrivere con le OO.SS. naz. un protocollo d’intesa che, in attuazione dei protocolli 3 e 8 aprile, definisca tutti gli aspetti relativi alla c.d fase 2 e alla tutela della salute, ivi compreso l’adeguamento dei DVR alle esigenze del momento, alle misure da adottare per garantire il rispetto del mantenimento delle distanze, la rarefazione delle presenze del personale negli Uffici e in generale nei diversi luoghi di lavoro, la garanzia della dotazione di adeguati e diffusi presidi sanitari, l’adozione di un regime molto più ampio di flessibilità degli orari di lavoro. E chiediamo la costituzione, sia per AD che per AD, di un Organismo Paritetico ad hoc finalizzato a monitorare periodicamente l’applicazione dei protocolli FP e Difesa ai fini della loro più puntuale attuazione.
Per quanto riguarda le ferie pregresse, preso atto positivamente delle indicazioni fornite da PERSOCIV con nota n. 21054 del 10.04.2020, chiediamo l’assunzione da parte dell’Autorità politica di una chiara ed inequivocabile iniziativa finalizzata al rinvio al 30 giugno, per tutto il personale civile della Difesa che ne gli aggioranfaccia richiesta, delle ferie pregresse non godute per ragioni di carattere personale.
In ultimo, si chiede a AD e ad AID che siano avviati immediatamente i confronti, anche con modalità da aremoto, tra Delegazione trattante pubblica e OO.SS. della Difesa, per la più celere definizione delle rispettive Ipotesi di accordo per la distribuzione del FRD 2020 e, in primis, dei contingenti e dei criteri per le progressioni economiche 2020, al fine di scongiurare il rischio di arrivare tardi alla sigla degli accordi, come già purtroppo avvenuto nell’anno precedente, fatto questo che ha prodotto la mancata effettuazione delle progressioni economiche 2019 con gravissimo danno per i lavoratori interessati. Ciò in via prioritaria, mentre rimangono ovviamente sul tappeto tutte le attività in corso prima dell’inizio della fase di emergenza
Firmato il Coordinatore generale Maria Pia Bisogni.”
Naturalmente restiamo in attesa degli sviluppi, dei quali forniremo aggiornamento.
La sede della Direzione Generale per il Personale Civile
In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano.
Questo il testo del comunicato:
“Le misure economiche a sostegno delle imprese e delle famiglie finora adottate dal Governo si sono dimostrate insufficienti nella loro entità e, soprattutto, ancora non erogate, a causa della farraginosità delle procedure burocratiche e dei vincoli europei che ne hanno rallentato l’attivazione”.E’ quanto ha dichiarato Marco Carlomagno, Segretario generale della CSE che oggi ha riunito, in conference call, gli Uffici di staff e i responsabili dei Dipartimenti economici, fiscali e previdenziali della Confederazione, per fare il punto sulla gestione della fase 2 dell’emergenza economica a seguito della pandemia da COVID19.
“Ancora troppe sono le risposte che bisogna dare alle imprese, agli artigiani, alle famiglie duramente colpite dall’emergenza economica. Bisogna velocizzare i pagamenti del bonus, l’erogazione della Cassa Integrazione, adottare urgenti iniziative per sostenere il reddito delle famiglie e di chi ha perso il lavoro a seguito del blocco delle attività produttive, prevedere iniziative economiche adeguate a sostegno degli artigiani e delle piccole e medie imprese, così come dei commercianti, delle imprese legate al settore turistico e a quelle dello spettacolo” ha proseguito Carlomagno.
Per la CSE è necessario che con il Decreto Legge in predisposizione il Governo cambi passo e metta insieme iniziative eccezionali di sostegno al reddito, con altre capaci di rimettere in moto l’economia, agendo su più direttrici:
La prima è quella di sostenere e implementare le misure economiche a sostegno di famiglie e imprese, allargandone la platea e gli importi, rendendo le somme immediatamente esigibili, sia quelle a fondo perduto che quelle di prestito garantito dallo Stato; un sostegno necessario per tutte quelle attività che per loro stessa natura non possono beneficiare di una graduale ripresa essendo legate in particolare ai settori della ristorazione, del turismo, della ricezione alberghiera, della cura delle persone, del cinema e dello spettacolo, e delle altre che versano in analoghe condizioni;
La seconda è quella di prevedere una riapertura delle attività produttive, a partire da quelle collegate alle filiere dell’agroalimentare, della sicurezza sanitaria, delle apparecchiature elettromedicali, della componentistica e della logistica, garantendo la piena sicurezza degli operatori;
La terza è l’immediato sblocco delle opere infrastrutturali e dei cantieri che potrebbero mettere in campo risorse fino a 150 miliardi di euro sbloccando gli investimenti fermi, quelli già finanziati dall’Unione Europea e quelli che potrebbero essere attivati con le risorse della Cassa Depositi e Prestiti;
La quarta è l’immediato pagamento dei crediti delle imprese vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.
“Queste” – conclude Carlomagno – “sono le proposte che la Confederazione CSE sottoporrà al Governo, a tutte le forze politiche, alle Associazioni imprenditoriali e sindacali, alla società civile per affrontare insieme questa difficile fase di gestione della ripresa, in un momento in cui la pandemia è tutt’altro che sconfitta”.
Roma, 16 aprile 2020 “
FLP Difesa condivide totalmente il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase 2”, quella della ripresa seppur parziale, che dovrà essere definita e organizzata in modo da azzerare i rischi, posto che l’epidemia non è ancora debellata e che dunque, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, quali la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte, dove ancora le strutture sanitarie sono massicciamente impegnate nelle cure dei pazienti da coronavirus, la ripresa delle attività è ancora un rischio temibile.
A tal proposito, invieremo nei prossimi giorni all’ Amministrazione una lettera con alcune nostre riflessioni e proposte in previsione del tavolo di confronto che dovrebbe essere avviato a breve.
Anche per questo, FLP DIFESA ribadisce ancora una volta la necessità che l’Amministrazione Difesa, ai diversi livelli nazionali e territoriali, dia seguito alle indicazioni venute dal Gabinetto del Ministro, laddove “…si chiede alla delegazione trattante di parte pubblica … … di fornire riscontro a tutte le organizzazioni sindacali, nella convinzione che il particolare momento emergenziale in atto richiede un dialogo costante con le parti sociali.”, e contestualmente dia attuazione a modalità di confronto, compatibili con le limitazioni alla mobilità in atto, mediante il ricorso agli strumenti informatici più adatti.
Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato la circolare PERSOCIV n 21415 in data odierna avente per oggetto il pagamento residui straordinari 2019
E’ stato sottoscritto alla Funzione Pubblica un nuovo protocollo in materia di prevenzione e sicurezza, che introduce il richiamo alla necessità che il lavoratore pubblico non sia visto solo quale destinatario di misure di tutela contro il contagio, ma anche come portatore del fattivo contributo alla emergenza, da valorizzare con il potenziamento del ricorso al lavoro agile. Questo il testo della informativa della nostra Federazione.
” Nella giornata dell’8 aprile 2020 la Confederazione CSE ha sottoscritto con la Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone un importante protocollo di accordo sulla prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19
Il Protocollo, firmato anche dalle più importanti e rappresentative confederazioni della dirigenza pubblica (CIDA, COSMED e CODIRP), costituisce un notevole riconoscimento dell’azione svolta in questi mesi di grave emergenza dalla CSE in materia di tutela del lavoro pubblico e dei livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro, di implementazione del lavoro agile e di definizione dello stesso come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, di garanzia del mantenimento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi pubblici in un momento così difficile per il Paese.
Il Protocollo siglato non si limita a ribadire le direttive e le Circolari diramate in questi mesi dal Ministero della Pubblica Amministrazione e, a differenza dell’altro protocollo firmato nei giorni scorsi sulla medesima fattispecie, prevede in modo esplicito che in tale fase “sono importanti la valorizzazione e il coinvolgimento del personale, nonché la piena promozione da parte della dirigenza nell’implementazione del lavoro agile quale modalità ordinaria di lavoro”.
Ciò anche allo scopo di superare le interpretazioni, errate e restrittive, di chi continua a osteggiare il lavoro agile come modalità ordinaria della prestazione lavorativa e frappone ancora ostacoli all’adozione di idonee misure di prevenzione e contrasto al diffondersi del contagio.
L’accordo, oltre ad affermare un chiaro riconoscimento del ruolo del personale e della sua necessaria valorizzazione, impegna in modo esplicito la dirigenza pubblica a un’azione coerente con i contenuti del Protocollo, allo scopo di valorizzare al meglio tutte le professionalità, superando una visione burocratica e spesso punitiva ancora purtroppo presente in molte amministrazioni in questa delicata fase di gestione dell’emergenza.
L’accordo non è neanche una semplice dichiarazione d’intenti in quanto “impegna le Amministrazioni a promuoverne l’adozione” mediante l’attivazione di momenti di confronto con le OO.SS. “al fine di condividere informazioni e azioni volte a contemperare la necessità di tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione di servizi pubblici essenziali e indifferibili”.
E’ previsto inoltre “il prosieguo del confronto con la Ministra della Pubblica Amministrazione”, che si esplicherà anche con una fase di monitoraggio dell’applicazione dell’intesa, con il coinvolgimento dell’Ispettorato per la Funzione Pubblica sugli esiti delle segnalazioni ricevute.
Invitiamo quindi tutte le nostre strutture a dare la massima diffusione ai contenuti del Protocollo e a richiedere da subito l’attivazione del confronto alle singole Amministrazioni.
Si allegano il testo del Protocollo, la dichiarazione stampa della Ministra Dadone e alcuni primi lanci di agenzia e di stampa sulla firma del Protocollo.
La Segreteria Generale FLP “
Alle iniziative della Federazione, si allinea FLP Difesa con la lettera ai vertici del nostro Dicastero, nella quale si chiede l’immediata attivazione del confronto utile a condividere informazioni e azioni a tutela del nostro personale, così come disposto contestualmente dal Gabinetto del Ministro con proprio documento nel quale “…si chiede alla delegazione trattante di parte pubblica … … di fornire riscontro a tutte le organizzazioni sindacali, nella convinzione che il particolare momento emergenziale in atto richiede un dialogo costante con le parti sociali.”.
Da segnalare, infine, la circolare emanata dalla Direzione Generale del Personale Civile, che in particolare fornisce riscontro alle ormai innumerevoli sollecitazioni di questa O.S. in materia di ferie residue 2019, significando che “…i dirigenti, nell’ambito delle proprie prerogative datoriali, potranno valutare CON MAGGIORE FLESSIBILITA’ le ragioni di servizio che consentiranno, qualora residui un contenuto numero di ferie pregresse, di rinviarne la fruizione fino al 30 giugno.”
In allegato 1 su questa stessa pagina, il testo del protocollo FP-CSE; in allegato 2, la lettera inviata da FLP Difesa ai Vertici del Dicastero; in allegato 3, alcuni articoli di stampa sul protocollo FP-CSE; infine in allegato 4, la circolare PERSOCIV sulle ferie residue.
La recente normativa in materia di emergenza da coronavirus, ha introdotto in modo drastico nel mondo del lavoro il principio che la prestazione lavorativa ordinaria debba essere svolta in “smart working”, tanto che il dl 9 del 2 marzo 2020 all’art. 18 incentiva le amministrazioni a maggiormente dotarsi di materiale informatico al fine di gestire l’emergenza, che successivamente il DPCM 11 marzo 2020 all’art. 1 c.6 ribadisce che “…le pubbliche amministrazioni assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente…”, e che ancora il DL 18 del 17 marzo 2020 all’art. 87, commi dall’1 al 3, sancisce :
che, sino alla cessazione dello stato di emergenza, il lavoro agile rappresenta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA. che, conseguentemente, limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche per la gestione dell’emergenza, e prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi di cui agli artt. da 18 a 23 della L. 81/2017;
che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione;
che solo quando non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto del CCNL;
infine che, esperite tali possibilità, le amministrazioni motivatamente possono esentare il personale dipendente dal servizio, configurando tale assenza come servizio prestato a tutti gli effetti senza la corresponsione dell’indennità di mensa ove prevista.
Tale disciplina è stata fatta propria e dettagliata dalla Funzione Pubblica con propria Direttiva, la n. 2 del 02 aprile 2020, evidentemente con relativamente scarso successo, tanto da indurre la nostra Federazione a rappresentare – in maniera ripetuta e in tutte le sedi, Funzione Pubblica in primo luogo ma anche presso le diverse Amministrazioni, tra le quali naturalmente la Difesa – la necessità di dare attuazione in forma massiva alle disposizioni relative al lavoro agile proprio al fine di garantire contestualmente l’attività delle Amministrazioni e la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori oltre che della collettività intera.
Quale estrema ratio, FLP è arrivata addirittura a diffidare (nota S.G. FLP del 12.03.2020) tutte le Amministrazioni affinchè fosse data immediata, piena e completa attuazione a quanto previsto dalla norma, e dunque prima di tutto il collocamento di tutto il personale possibile alla modalità di lavoro agile, senza pregiudiziali, e l’individuazione immediata e concreta delle attività considerate indifferibili da rendere in presenza.
Ebbene, come abbiamo avuto modo di evidenziare in precedenti Notiziari, nella nostra Amministrazione si sono registrate notevoli resistenze in molti Enti all’applicazione delle norme e delle indicazioni sopra richiamate, nonostante le indicazioni anche corrette che sono venute dagli Organi Programmatori, con il ricorso alla forzata utilizzazione delle ferie pregresse e dell’esenzione dal servizio.
Questa impropria applicazione è avvenuta in modo più significativo nella Forza Armata Esercito, e in particolare in alcuni Enti di primaria importanza come il Polo di mantenimento Pesante Nord di Piacenza e il Cerimant di Milano, Enti che peraltro insistono nelle aree martoriate pesantemente dalla diffusione del coronavirus, e che dunque dovrebbero essere maggiormente attenzionate dai dirigenti territoriali, anche tenuto conto delle gravissime responsabilità penali che la disciplina antinfortunistica attribuisce loro.
In merito FLP Difesa ha scritto una nota per il Capo di SME, in allegato al presente Notiziario.
p.. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
Sono ben note a tutti le resistenze che, in molte Amministrazioni e tra queste certamente la Difesa, alcuni Dirigenti, centrali e periferici, stanno opponendo all’attuazione dello Smart-Working (lavoro agile) nei termini previsti dalla Direttiva FP n. 2, oggi diventata norma legislativa con il DL 18. Presone atto, la Segreteria Generale FLP ha avviato un importante iniziativa, di cui dà conto nella nota che di seguito si riporta in riquadro:
“In queste settimane di grave emergenza sanitaria nazionale, a fronte del diffondersi sul territorio nazionale del contagio da coronavirus, si sono succeduti numerosi atti normativi, sia sotto forma di Decreto legge che di DPCM che di Ordinanze regionali, che sempre più hanno ribadito la necessità di eliminare gli assembramenti, ridurre al minimo gli spostamenti, riconoscere il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa.
I servizi pubblici da assicurare vengono ricondotti solo a quelli strettamente essenziali, e quelli da svolgere “di presenza” vengono circoscritti solo ad alcune attività, che in nessun modo possono essere svolte da remoto. Inoltre la sospensione e il differimento per legge di molte attività rendono ancora più applicabile, con urgenza e in modo generalizzato, il lavoro a distanza.
Nonostante queste disposizioni, che non si sono limitate, come dicevamo, all’emanazione delle pur importanti Direttive della Funzione Pubblica, e all’aggravarsi della situazione sanitaria che ha portato all’emanazione dell’ultimo DPCM, permangono, purtroppo, in parecchie Amministrazioni e in molti Uffici, su tutto il territorio nazionale, comportamenti assolutamente restrittivi e penalizzanti e resistenze diffuse che mettono a rischio non solo la salute delle lavoratrici e dei lavoratori delle Amministrazioni interessate, ma di tutta la cittadinanza.
Ecco il perché, proseguendo nella nostra iniziativa, che in questo mese è stata di proposta, ma anche di denuncia, abbiamo deciso di attivare un canale diretto, riservato a tutti i colleghi che volessero segnalare le situazioni dei loro Uffici in cui vi è una mancata, o parziale, attuazione delle norme a tutela della salute pubblica (mancata concessione del lavoro a distanza – attività che forzosamente e unilateralmente sono state individuate come indifferibili di presenza – obbligo di rientro settimanale, etc.).
Le segnalazioni vanno inoltrate alla casella di posta elettronica dedicata: covid19@flp.it.
Sarà nostra cura trasmetterle in forma aggregata, mantenendo ovviamente riservata la fonte, alla Ministra della Funzione Pubblica F. Dadone e all’Ispettorato dello stesso Ministero, allo scopo di rimuoverne gli effetti.
Invitiamo altresì le nostre strutture nazionali e territoriali di coordinamento, centrali e di Ente, a sollecitare le rispettive Amministrazioni per essere informati con tempestività in merito agli atti con i quali sono stati individuati i servizi indifferibili di presenza al fine di verificarne la congruità e la reale rispondenza rispetto alla grave situazione in atto.
Alleghiamo inoltre al presente notiziario due fac-simile (qui in allegato 1 e 2) che i lavoratori potranno utilizzare in caso di mancata concessione del lavoro a distanza e di obbligo di rientro non motivato, da indirizzare al Dirigente della propria struttura e per conoscenza alla scrivente Segreteria Generale FLP, al fine di farsi formalizzare i motivi del diniego o degli obblighi imposti.
In un momento come questo al Sindacato spetta anche questo compito.
E continueremo a svolgerlo senza esitazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Invitiamo pertanto tutte le nostre Strutture sindacali e le nostre RSU a dare ampia diffusione alla presente iniziativa tra tutti i lavoratori, segnalando al contempo la necessità di esigere dall’Amministrazione informazioni precise e aggiornata circa l’individuazione delle attività indifferibili da rendere in presenza.
Con l’occasione pubblichiamo anche, in allegato 3, la nota datata 23 marzo 2020 che, sull’emergenza in atto, abbiamo inviato ai Vertici della Difesa.
Infine, in allegato 4, pubblichiamo un interessante “speciale” di Nomos – aggiornato alle 18.30 di ieri – che reca tutti i provvedimenti del Governo, delle Regioni e di altri Enti Locali sull’emergenza in atto, uno strumento utile anche per l’attività sindacale.
Notiziario FLP DIFESA n. 42 del 5 maggio 2020 – È stata pubblicata, sul Supplemento ordinario n°16/L alla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29 aprile 2020, la Legge 24 aprile 2020, n. 27 avente ad oggetto la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, (cd. decreto cura Italia) recante “misure […]
Notiziario FLP Difesa n. 41 del 2 maggio 2020 – Si è svolta il 30 aprile u.s. la riunione in videoconferenza con il D.G. AID ing. G. Carlo Anselmino, a seguito delle sollecitazioni di cui alla nostra lettera ai vertici AID e AD del 20 aprile (vds Notiziario n. 36 del 20 aprile u.s.) . […]
Notiziario FLP DIFESA n. 40 del 30 aprile 2020 – Domani, 1° Maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero Difesa. Una festa, val la pena di ricordarlo sempre, nata dal grande movimento di lotta di fine XIX secolo che mobilitò milioni di lavoratori, in Europa e in America, per la […]
Notiziario FLP Difesa n. 39 del 29 aprile 2020 – Nella tarda mattinata di ieri, la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone è stata audita dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati in merito alle iniziative adottate dalla Funzione Pubblica per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Diversi i temi in discussione: l’introduzione del lavoro agile (S-W) […]
Notiziario FLP DIFESA n. 37 del 24 aprile 2020 – Alla Funzione Pubblica, si è svolto un importante incontro tavolo tecnico fra la Ministra Dadone e le Confederazioni Sindacali (tra queste, CSE e CGS), che è stata l’occasione di un interessante confronto tra le Parti sullo Smart Working (S-W) nel lavoro pubblico a seguito dell’emergenza […]
Notiziario FLP DIFESA n. 36 del 20 aprile 2020 – FLP Difesa, in sintonia con il richiamo della Confederazione alla necessità di arrivare organizzati alla “Fase2”, quella della ripresa, che non può essere avviata senza una adeguata rete di protezione, posto che l’epidemia non è ancora debellata, specialmente nei territori più martoriati del nostro Paese, […]
Notiziario FLP DIFESA n. 35 del 16 aprile 2020 – In data odierna è stato diffuso il comunicato stampa della confederazione CSE, nel quale sono riportate le valutazioni e le critiche rispetto ai limiti delle misure finora adottate dal Governo, e sono formulati alcune proposte in merito agli interventi che necessitano. Questo il testo del […]
Notiziario Flp Difesa n. 34 del 10 aprile 2020 – E’ stato sottoscritto alla Funzione Pubblica un nuovo protocollo in materia di prevenzione e sicurezza, che introduce il richiamo alla necessità che il lavoratore pubblico non sia visto solo quale destinatario di misure di tutela contro il contagio, ma anche come portatore del fattivo contributo […]
Notiziario FLP DIFESA N. 33 del 9 aprile 2020 – La recente normativa in materia di emergenza da coronavirus, ha introdotto in modo drastico nel mondo del lavoro il principio che la prestazione lavorativa ordinaria debba essere svolta in “smart working”, tanto che il dl 9 del 2 marzo 2020 all’art. 18 incentiva le amministrazioni […]
Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 24 marzo 2020 – Sono ben note a tutti le resistenze che, in molte Amministrazioni e tra queste certamente la Difesa, alcuni Dirigenti, centrali e periferici, stanno opponendo all’attuazione dello Smart-Working (lavoro agile) nei termini previsti dalla Direttiva FP n. 2, oggi diventata norma legislativa con il DL 18. […]