Si riporta, di seguito, il testo del comunicato della Segreteria Generale della FLP del 19 marzo 2020, che fornisce il dettaglio normativo e i chiarimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri PCM sulle diverse situazioni disciplinate dal decreto “Cura Italia” per tutelare nella emergenza da coronavirus i lavoratori portatori di handicap/che assistono un portatore di handicap:
“Il varo da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge c.d. “Cura Italia” recante nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza nuovo coronavirus sull’economia, è stato prima preceduto e poi anche seguito, in ragione del fatto che ancora non era noto l’articolato definitivo, da una serie di interrogativi riguardanti l’estensione della durata dei permessi retribuiti ex art. 33 comma 3 della L. 104/92 (fruibili dal lavoratore disabile con handicap grave e /o per l’assistenza a familiari con handicap grave).
Gli interrogativi riguardavano in particolare il numero complessivo e i mesi di riferimento, la possibilità di fruizione cumulata per più di un familiare, e anche le modalità di richiesta e di utilizzo, ed erano supportati dalla circolazione in rete di testi di articolato e di relazioni tecniche (Ufficio Studi Senato, per es.) che alimentavano i dubbi (il primo: 12 giorni per “ciascuno” dei mesi di marzo e aprile, e dunque 24, o solamente 12?).
La pubblicazione del testo del D.L. 18, in G.U. nella serata dello stesso giorno, e alcuni chiarimenti intervenuti attraverso alcune FAQ dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno contribuito a delineare un quadro di riferimento più preciso. Proviamo allora a mettere in fila gli elementi di interesse, partendo dalle norme sulla disabilità del D.L. 18:
l’articolo 24 del D.L. prevede che il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa ex art. 33 c. 3 della L. 104 sia incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020 (comma 1); che al personale sanitario il predetto beneficio sia riconosciuto compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed Enti del S.S.N. impegnati nell’emergenza COVID-19 e del Comparto Sanità (comma 2); per il finanziamento dell’operazione, stanziati 590 milioni di euro;
l’art. 26 comma 2 stabilisce che fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero ex art 19, co.1, DL 2 mar 2020, n. 9;
l’art. 39 del decreto stabilisce infine che fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili in condizioni di gravità, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave, abbiano diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Questi i chiarimenti interpretativi poi intervenuti, anche da parte dell’Ufficio della PCM. In particolare:
l’aumento di 12 giorni di permesso è complessivo, e va spalmato nei mesi di marzo e aprile;
i lavoratori che assistono una persona con disabilità grave e quelli a cui è riconosciuta disabilità grave hanno a disposizione, complessivamente per i mesi di marzo e aprile 2020, 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa (gli ordinari giorni 3 di marzo + i 3 giorni di aprile + 12 giorni aggiuntivi da usare entro aprile); dunque i giorni di permesso non “scadono” a fine mese;
le modalità per la richiesta e l’utilizzo di questi permessi rimangono le stesse di sempre e pertanto, se era possibile cumulare i due permessi in precedenza, sarà possibile cumulare adesso anche le relative estensioni (esempio: se prima avevi diritto a 6 giorni di permesso totali al mese per due familiari, adesso hai diritto a 36 giorni da poter utilizzare fra marzo e aprile 2020);
fino al 30 aprile, l’assenza dal lavoro è equiparata al ricovero ospedaliero o alla quarantena obbligatoria (e quindi alla malattia).
In allegato, lo screenshot delle FAQ; si riporta, inoltre, il link dell’Ufficio disabilità della PCM
Con il presente Notiziario, forniamo un utile strumento operativo per dipanare i dubbi applicativi e consentire a tutte le lavoratrici e ai lavoratori interessati di esercitare il diritto di accedere alle citate modalità di assenza.
Lavoratori civili impegnati nelle lavorazioni al Farmaceutico di Firenze
Nella tarda serata di ieri, dopo la firma del Presidente Mattarella, è stato pubblicato nella G.U. n. 70 il Decreto Legge di pari data recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, varato il 16 u.s. e che qui pubblichiamo in allegato 1. In allegato 2, l’interessante “speciale” di Nomos che reca tutti i provvedimenti del Governo, delle Regioni e di altri Enti Locali sull’emergenza in atto.
Il Decreto, c.d. “cura Italia”, contiene nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia e prevede: il finanziamento e altre misure per il potenziamento del SSN, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; il sostegno all’occupazione e ai lavoratoriper la difesa del lavoro e del reddito; il supporto al creditoper famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; infine, la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.
Per quanto attiene le misure che interessano i lavoratori pubblici, viste le resistenze che ancora si osservano nelle PP.AA. e anche nel Ministero Difesa, la FLP ha diffuso ieri un ulteriore comunicato stampa che qui si riporta:
“Nonostante ormai la vigilanza sanitaria si estenda in tutto il Paese con interventi sempre più restrittivi c’è ancora chi non capisce, o fa finta di non capire.
Eppure, le ultime misure previste nel Decreto Legge approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri e la Direttiva emanata a fine settimana dalla Ministra della PA Fabiana Dadone, non si prestano a equivoci. Bisogna tutelare la sicurezza del personale, ridurre la presenza all’interno degli Uffici, impedire al massimo gli spostamenti casa-lavoro, limitare al minimo le attività di presenza solo ai servizi indifferibili” – dichiara Marco Carlomagno, Segretario generale FLP/CSE.
“Il comportamento irresponsabile di molti dirigenti delle Amministrazioni sta creando situazioni di grande pericolosità sociale e sanitaria. In queste ore abbiamo notizia di numerosi casi di contagio che interessano intere sedi delle Amministrazioni centrali come la Presidenza del Consiglio, l’Agenzia delle Entrate, il Ministero della Giustizia, il Ministero delle Politiche Agricole, il Ministero dell’Ambiente, il Dipartimento delle finanze e altre, mentre sui territori sono ormai centinaia gli Uffici delle Amministrazioni centrali in cui si contano casi di dipendenti pubblici contagiati “, continua Carlomagno.
E’ evidente che bisogna cambiare passo e stroncare il reiterarsi di tali comportamenti. E in questo caso, in presenza di ulteriori inerzie dei Capi delle strutture e degli stessi Ministri interessati, deve essere il Governo nel suo complesso, e il Ministero della Funzione Pubblica, a esercitare fino in fondo la sua funzione di controllo e di direzione adottando misure dirette e immediatamente esecutive.
“Ma un altro aspetto ci preoccupa fortemente. E’ la totale assenza di ogni presidio medico sanitario per il personale che in questi giorni o per l’ignavia di molti Dirigenti, o perché deputato a garantire i servizi indifferibili in presenza, lamenta la mancanza di mascherine di protezione, di appositi divisori che garantiscano il mantenimento della distanza minima rispetto agli utenti, la possibilità di svolgere le attività esterne in sicurezza “
“Ecco il perché la FLP, al fine di fronteggiare l’espandersi dell’epidemia e di tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, ha chiesto in data odierna al Governo la chiusura di tutti quegli Uffici che non sono in grado di garantire il rispetto di questi elementari presidi di sicurezza sanitaria. Siamo consapevoli di essere al servizio della Nazione, ma lo Stato in qualità di datore di lavoro non può essere colpevolmente assente” conclude il Segretario Generale FLP, Marco Carlomagno.
Il D.L. contiene misure che riguardano espressamente la Difesa: reclutamento straordinario per medici e infermieri militari; più risorse per lavoro straordinario; acquisto di ospedali da campo; potenziamento del Celio; risorse a favore dello Stabilimento AID Chimico Farmaceutico di Firenze per produrre disinfettanti; e altre.
A tal proposito, con riferimento ad una problematica molto avvertite negli Enti della Difesa e di AID e che FLP DIFESA ha già rappresentato più volte ai Vertici della Difesa e anche sul livello territoriale, segnaliamo il contenuto dell’art. 74 del DL 18 che, al comma 2, stanzia importanti risorse per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso anche alle FF.AA., nonché per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale e l’idoneo equipaggiamento al relativo personale impiegato.
Ci attiveremo nella stessa giornata di oggi, con specifica nota, per richiamare i Vertici dell’Amministrazione a procedere senza indugi al riguardo, al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e di chi opera in Difesa.
Con l’occasione, informiamo che sul nostro sito, spazio News, a beneficio dei colleghi interessati, sono pubblicati tutti provvedimenti (Decreti Legge; DPCM; etc) che riguardano l’emergenza coronavirus, e anche tutte i documenti e le Direttive interne alla Difesa (SGD; SME; SMA; SMM; AID; etc.)
Si riporta, di seguito, il testo del comunicato stampa della Segreteria Generale della FLP del 16 marzo 2020, relativo alle nuove misure adottate dal Governo con il Decreto Legge emanato ieri, ad ogni buon conto allegato a questo Notiziario, nel quale sono state varate misure di emergenza per la sospensione o il rinvio di termini di adempimenti economici, in materia di lavoro pubblico e privato, e in primis sul fronte della Sanità e della Sicurezza:
“Il nostro pressing sulle Amministrazioni, con la diffida notificata nei giorni scorsi, ha ottenuto importanti risultati. Ma in parecchie Amministrazioni vi è ancora incredibilmente un approccio burocratico sull’applicazione generalizzata del lavoro agile e si frappongono paletti ingiustificati, disattendendo le direttive del Governo e mettendo fortemente a rischio la salute dei lavoratori e dei cittadini”- dichiara Marco Carlomagno Segretario generale FLP/CSE.
“E’ necessario ribadire che il lavoro agile in questa fase è l’ordinaria modalità di prestazione lavorativa e uscire dall’equivoco dell’individuazione dei servizi essenziali di presenza lasciata alla decisione dei singoli dirigenti. Gran parte dei servizi sono disponibili per via telematica e con la sospensione di tutti i termini e scadenze non vi è alcun motivo per sottoporre il personale a rischi incalcolabili” – prosegue Carlomagno.
“Manifestiamo soddisfazione quindi per l’accoglimento, all’interno del Decreto legge approvato in queste ore dal Consiglio dei Ministri, di quanto da noi richiesto circa il riconoscimento di congedi straordinari retribuiti per tutto quel personale che, per effetto dei ritardi delle Amministrazioni o per la particolare tipologia di lavoro, non accede al lavoro agile, ma la cui permanenza negli Uffici e i trasferimenti casa lavoro metterebbero a forte rischio la loro salute e quella dei cittadini” – continua Carlomagno.
“A fronte di tutto ciò continueremo come FLP/CSE la nostra continua azione di vigilanza e non esiteremo a segnalare alla Funzione Pubblica le Amministrazioni inadempienti, oltre che a denunciare i dirigenti responsabili di tali inaccettabili comportamenti” – conclude Carlomagno.
Roma, 16 marzo 2020
La nostra Federazione ha dunque ottenuto un importante risultato, che si somma a tutte le iniziative messe in atto sia a livello dei vertici dell’Amministrazione, sia in modo capillare sui territori, al fine di sostenere i colleghi nel percorso per “RESTARE A CASA” senza dover passare ancora una volta per i fannulloni che non siamo. In Allegato 1 la bozza finale del DL e in allegato 2 il comunicato di Palazzo Chigi con i contenuti principali del provvedimento.
In allegato 3 e 4, le due iniziative avviate da FLP Difesa riguardanti: la prima, destinata a SMD, per il rinvio dei termini per l’inoltro, a carico degli Uffici Personale, della documentazione relativa alla performance 2019; la seconda, destinata al Comando Generale dei CC, che segnala la necessità che la normativa sia applicata uniformemente anche per il personale civile in forza all’Arma dei Carabinieri.
Notiziario FLP DIFESA n. 17 del 24 febbraio 2020 –
Si è tenuto a Persoviv, lo scorso giovedì 20 febbraio, il terzo incontro per il prosieguo della contrattazione nazionale del CCNI 2018-2020 – parte giuridica. Come la precedente, la riunione si è tenuta a tavoli separati su precisa richiesta di alcune OO.SS., determinando un allungamento dei tempi della contrattazione che certo non torna a vantaggio dei Lavoratori. Ricordiamo che il precedente appuntamento si era sviluppato sugli articoli relativi alla materia delle relazioni sindacali. In merito, l’Amministrazione aveva presentato una piattaforma molto scarna che certamente poco e nulla integrava rispetto al CCNL Funzioni Centrali e FLPDIFESA aveva, per contro, già l’anno scorso presentato una propria piattaforma articolata e approfondita, comprendente diversi argomenti che non avevano trovato spazio nella bozza dell’A.D.Nella riunione dello scorso giovedì si è ripartiti proprio dal sistema delle relazioni sindacali: nella bozza di AD erano stati ripresi i principi generali già contenuti nel CCNL, mentre FLP DIFESA ha chiesto di inserire nel testo una serie di integrazioni necessarie per assicurare il pieno esercizio delle relazioni sindacali, a partire dalla esigibilità del diritto a ricevere informazioni su quanto attiene al rapporto di lavoro del Personale civile, che abbia ricadute sullo stesso o riguardi l’applicazione della direttiva in materia di impiego del Personale civile (basti pensare alla necessità di conoscere, ad esempio, i dati relativi agli organici degli Enti, materia rispetto alla quale l’AD, di prassi, si trincerava dietro la “riservatezza”). La nostra O.S ritiene, infatti, che solo garantendo la trasparenza attraverso l’informazione sia possibile attivare il successivo confronto e dunque sia necessario rafforzare questo principio in seno al CCNI. Il relativo articolo sulla informazione è stato perciò riformulato, anche alla luce delle indicazioni della FLP DIFESA e dovrebbe consentirne la piena fruizione del diritto all’informazione; tuttavia permane qualche dubbio, a parere di questa O.S., sulle modalità di conferimento dei dati da parte degli SS.MM. a Persociv, che dovrebbe divenire l’interlocutore di tutti i soggetti sindacali interessati.Secondo tema affrontato è stato quello relativo al confronto: l’Amministrazione ha accolto quanto rappresentato da FLP DIFESA in merito alla necessità che la prevista “sintesi” del confronto, redatta dall’Amministrazione, non resti atto unilaterale, ma condiviso dalle Parti sociali, in modo tale da assicurarne una soddisfacente rispondenza con i contributi delle stesse. Ancora, è stato chiesto l’inserimento nel CCNI della specifica previsione del Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa e dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione, che l’AD ha di principio condiviso.Abbiamo poi proposto di favorire la costituzione di “tavoli tecnici”, sia di livello nazionale che territoriale, tra Amministrazione e Parti sociali che non ha trovato per ora spazio per una previsione di livello contrattuale, lasciando aperta la ben nota problematica delle difficoltà derivanti dalla riduzione dei permessi e dunque dei margini di agibilità sindacale. Particolare attenzione FLP DIFESA ha posto nel chiedere il rispetto dei tempi di avvio delle contrattazioni integrative nazionali e locali; in proposito la nostra O.S. ha formalmente sollecitato l’A.D. ad avviare, in tempi rapidi, ad un confronto sul prossimo bando di mobilità, previa valutazione degli interventi atti a superare i limiti del modello attuale, oggi ingessato dal vincolo del “grado di scopertura”. Su tale ultima questione FLP DIFESA ha rappresentato la propria ferma volontà di portare la tematica all’attenzione del Vertice politico, per superare le resistenze degli SS.MM..La seconda parte della discussione ha riguardato la materia dell’orario di lavoro, con particolare riguardo agli aspetti integrativi della “flessibilità in entrata e in uscita”. In merito, si è convenuto sulla necessità di assicurare il riconoscimento del diritto sia al personale a tempo pieno che a tempo parziale e di rinviare alla contrattazione integrativa locale l’individuazione delle fasce di flessibilità in entrata e in uscita, anche mediante l’individuazione dell’arco temporale di necessaria “compresenza”.Infine si è molto discusso sulle modalità consentite di compensazione. Se da un lato non si sono registrati problemi riguardo al fatto che la flessibilità possa dare luogo a compensazioni in conseguenza di un debito orario, da compensare entro il mese successivo alla stessa stregua dei permessi, non si è palesata pari disponibilità nel riconoscere ammissibile la compensazione a partire da un credito, pur maturato nell’ambito della flessibilità, perché questa situazione determinerebbe la maturazione di un compenso economico, in analogia con lo straordinario. Su tale possibilità l’A.D. si è dimostrata assolutamente indisponibile ad accogliere proposte di formulazioni alternative. Ovviamente di parere opposto FLP DIFESA che ha rimarcato un comportamento dell’A.D. estremamente fiscale nel conteggiare il minutaggio del dipendente da recuperare, a favore dell’A.D. ma non altrettanto quando il minutaggio in eccesso, rispetto all’orario di lavoro, risulta a favore del lavoratore. Una stridente contraddizione questa, in una stagione in cui dovrebbero essere incentivate, in tutta l’Amministrazione, modalità di lavoro efficiente, come lo smart-working (e l’attuale vicenda relativa alla diffusione del corona virus rende ancora più evidente i ritardi dell’Amministrazione su questi temi).A latere della riunione, abbiamo risollecitato Persociv a rendere pubblica sul proprio sito la nota del 08/10/2019 sulla volontarietà della partecipazione del Personale civile ad eventi celebrativi, affinché tale parere costituisca l’orientamento dell’Amministrazione, con valenza generale.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE – (Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni)
Notiziario FLP DIFESA n. 05 del 20 gennaio 2020 –
Si è svolta lo scorso 13 gennaio, in sessione plenaria, la prima riunione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Difesa – nella sua composizione rinnovata con Decreto di SEGREDIFESA del 29/11/2019 (in allegato). Vi hanno partecipato, per conto di FLP Difesa, le colleghe Albertina Pettenella, titolare e Ilaria Gualtieri, supplente, che hanno redatto per noi la nota di seguito riportata:
Dopo il saluto di benvenuto ai partecipanti della riunione plenaria da parte della riconfermata Presidente, Dott.ssa D’Agostino, si è proceduto all’insediamento del nuovo Comitato come risultante dal Decreto di costituzione di Segredifesa del 29 novembre 2019. E’ seguita una breve presentazione di ciascun componente, posto che accanto a diversi componenti storici vi sono molti membri nuovi. Da subito sono state rappresentate le criticità connesse con la scarsa visibilità del CUG all’esterno e in merito la Presidente ha chiesto ai membri di della componente sindacale di sollecitare le proprie OO.SS affinché contribuiscano a dare maggior visibilità alle attività del CUG. Invito non certo rivolto a FLPDifesa che non solo ha sempre fornito il proprio appassionato, fattivo e costruttivo contributo alle attività del CUG ma ne ha, altresì, dato ampio risalto attraverso i propri Notiziari.
E’ stata inoltre rilevata la mancata convocazione, da parte di Persociv, di un rappresentante del CUG alle riunioni negoziali per la sottoscrizione del nuovo CCNI – parte giuridica – della Difesa, come invece espressamente previsto da contratto; in tale sede, la presenza di un delegato CUG in qualità di osservatore è fondamentale per monitorare il rispetto delle pari opportunità e per riferire al CUG sull’eventuale necessità di attivare tutte le iniziative utili a rimuovere condizioni che possano determinare qualsivoglia forma di discriminazione. In merito. il Comitato ha concordato di designare a tale incarico un suo membro a rotazione, su base delle disponibilità manifestate.
Particolare rilevanza, nel corso della riunione, ha assuntoil tema dell’aggiornamento del Piano triennale delle Azioni Positive (PAP), in scadenza in questo mese: tale documento, infatti, è parte della documentazione oggetto di valutazione da parte dell’Organo di Vigilanza Indipendente (OVI) in materia di Performance Organizzativa del Ministero della Difesa. Si è proceduto poi ad un riepilogo, ad opera dei rispettivi referenti, delle attività dei gruppi di lavoro (GdL) attivati dal precedente CUG e che continuano la loro attività:
GdL “Ex Militari Transitati”: è in fase di stesura finale un documento, da presentare al CUG, nella quale saranno esposte le criticità rilevate, in particolare quelle derivanti dalla normativa di settore e per le quali FLP Difesa ha fornito un prezioso contributo sia dal punto di vista statistico che dell’analisi dei dati;
GdL “Monitoraggio dello Smart Working”: sono state esposte le risultanze dell’analisi del progetto sperimentale avviato nella Difesa, evidenziandone i limiti derivanti dalla sperimentazione nelle sole aree centrali.Le altre criticità evidenziate sono state: la mancanza di adeguata formazione, la scarsa diffusione di informazioni in merito alle potenzialità di applicazione della norma, la scarsa pubblicizzazione sia nei confronti delle diverse articolazioni della Amministrazione che dei potenziali fruitori (ddegno di nota il fatto che su 83 posizioni disponibili solo 63 sono state effettivamente coperte); in merito è stata rappresentata una criticità emersa in particolare presso uno degli Enti in sperimentazione, dove è stata adottata una proroga del progetto pilota alla quale non risulta sia stata data adeguata pubblicità e che risulta non aver consentito l’accesso ai posti vacanti. Si auspica ora che gli esiti della sperimentazione consentano, sia pur in ritardo rispetto a quanto previsto dalla norma, una più ampia diffusione nella nostra Amministrazione di questo innovativo metodo di lavoro;
“GdL Area 1^”: è stata preannunciata la predisposizione di una proposta da sottoporre al Comitato, utile a suggerire possibili risposte alle criticità di questa Area, nelle more di una soluzione da adottare nell’ambito di un nuovo sistema di classificazione;
GdL “Tabella di equiparazione”: sono emerse profonde criticità legate sia alla equiparazione del grado di maresciallo senza laurea a profili di area III e fascia economica 3^, sia alla equiparazione del grado di Maggiore ai ruoli dirigenziali del personale civile.
La riunione è stata quindi aggiornata alla seconda metà di febbraio, nella quale verranno sviluppati ulteriormente i temi trattati e si procederà ad un aggiornamento della composizione dei GdL in funzione dell’ingresso di nuovi membri nel Comitato.
Il Coordinamento Nazionale (Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni)
Notiziario FLP DIFESA n. 106 del 5 dicembre 2019 –
Si è tenuto ieri, 4 dicembre, a Persociv, il primo incontro avente all’ordine del giorno la pianificazione delle attività connesse con l’avvio della contrattazione nazionale per la parte giuridica del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) 2018-2020.
Riunione di particolare rilevanza, se si tiene conto che questa contrattazione integrativa di Ministero arriva a distanza di quasi due anni dalla pubblicazione del 1° CCNL del Comparto Funzioni Centrali e a circa venti dal precedente e unico CCNI del Ministero della Difesa. In questo arco temporale profonda è stata l’evoluzione normativa – si pensi alle novità apportate dal D.Lgs 165/2001 e alle modifiche introdotte dall’on. Brunetta – ma altrettanto incisivi nel ridisegnare il rapporto di lavoro dei Dipendenti della Difesa si sono dimostrati i CCNL che si sono succeduti.
Di qui l’esigenza di un nuovo CCNI che si allinei alle novità legislative e contrattuali intervenute in questi anni ma anche capace di contemperarle con peculiarità del nostro Ministero e del suo Personale civile e questo con riferimento alle diverse materie: orario di servizio e di lavoro, flessibilità, turni e reperibilità, diverse tipologie di assenze, mobilità, ordinamento professionale (in attesa degli sviluppi dei lavori della Commissione Paritetica ex art. 12 che tornerà a riunirsi il 19 p.v.), flessibilità fra profili professionali, riconversione professionale, etc.
In premessa il D.G. ha ipotizzato di procedere seguendo un ordine progressivo dei lavori che comprenda una prima fase di analisi delle materie oggetto, ai sensi dell’art. 7 del vigente CCNL, di contrattazione integrativa – in modo tale da completare in un testo unico il CCNI – e di proseguire successivamente con la trattazione delle tematiche che invece devono essere ricondotte ad altre forme di relazione sindacale, quali il confronto e la costituzione di tavoli tecnici tematici. L’obbiettivo è dare risposta alle problematiche in essere (una per tutte, la questione già rappresentata da FLP Difesa sulla necessità di rivedere la materia della “incompatibilità tra attribuzioni di P.O. e cariche sindacali, di cui alla circolare DG n. 37031 del 30.05.2018), di dirimere questioni “spinose”, di superare le criticità segnalate dai Territori.
Le riunioni avranno di massima una cadenza quindicinale e la prima data utile è già stata fissata per il 14 gennaio p.v..
A seguire, è iniziata la contrattazione vera e propria, esaminando unitariamente i primi tre articoli del CCNI, che attengono ai principi generali discendenti dal CCNL e dunque di facile condivisione:
il campo di applicazione, relativo a tutto il personale civile inquadrato nelle Aree Funzionali dell’AD;
la durata per il triennio 2018-2020, con rinnovo tacito annuale;
gli obbiettivi e gli strumenti/modelli delle relazioni sindacali, articolati nelle varie forme di partecipazione (informazione, confronto e organismi paritetici) e contrattazione integrativa.
In relazione a questi primi tre articoli, FLP Difesa ha proposto:
la previsione, con cadenza annuale, di un tavolo di verifica dello stato di attuazione del CCNI e di analisi delle eventuali criticità segnalate. La proposta è stata condivisa, inserendola alla voce “Verifiche”;
la diffusione tra tutti i Dipendenti civili del testo contrattuale, al fine di favorirne la massima conoscenza. In merito l’Amministrazione, pur rammentando che sul punto vige già una espressa previsione normativa, si è comunque impegnata anche ad un invio della documentazione su posta elettronica a tutto il Personale.
In ultimo dobbiamo riferire della scelta di alcune OO.SS. di insistere nel richiedere i Tavoli separati e davvero non ne riusciamo a comprendere le motivazioni, stante l’assenza di sostanziali divergenze di ordine politico-sindacale. Ancor meno comprendiamo la decisione dell’Amministrazione di concederli.
FLP DIFESA crede fermamente che presentarsi uniti al Tavolo di contrattazione renda il sindacato più forte ed efficace nel rappresentare i reali interessi del Personale civile e che per contro le divisioni riducano le possibilità di costruire un sistema di regole rispettoso dei contributi di tutte le parti in causa e soprattutto capace di garantire i Lavoratori. Ma tant’è e il 14 gennaio si proseguirà a tavoli separati.
(Federico Cesaretti – Maria Pia Bisogni)
In allegato, pervenuto da Persociv, il testo del CCNI predisposto dall’Amministrazione e già licenziato per quanto attiene agli artt. 1, 2 e 13
Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi.
” Anche quest’anno arriva la ricorrenza della Festa delle donne, e sempre più spesso si sente dire dalle stesse che non credono più al valore di questa giornata. Questo probabilmente non perché siano certe che la parità sia stata raggiunta, quanto piuttosto perché si sono convinte della inutilità della battaglia.
Sta di fatto che le cronache continuano a bombardarci di notizie che confermano che la parità e le pari opportunità sono ben lontane dall’essere raggiunte, che le molestie sessuali e lo stalking sono uno sport ancora molto praticato, e che il bilancio delle vittime di femminicidio è ancora molto alto, e non solo non accenna a diminuire, ma sembra continuamente aumentare.
Quanto alle molestie, ha provocato uno scandalo mondiale il caso del produttore americano molestatore seriale di attrici di calibro internazionale, che, dopo la denuncia da parte di una delle vittime che ha documentato la cruda verità, è stato accusato da una quantità di altre attrici di calibro internazionale che hanno trovato, a distanza di anni dai fatti, il coraggio di esporsi in massa.
Fa specie che le reazioni siano state clamorosamente contrastanti: da un lato sono scattate iniziative di sostegno al “molestatore”, e dall’altro fortunatamente sono state sottoscritte iniziative, quali quella vista nella recente cerimonia di premiazione degli Oscar americani, o quella italiana di “DISSENSO COMUNE”, atto di testimonianza e solidarietà di numerosissime e famose attrici italiane nei confronti delle colleghe che in Italia e nel mondo hanno avuto il coraggio di denunciare. In tale documento si ribadisce che il fenomeno non può essere circoscritto di volta in volta, attribuendo il ruolo di capro espiatorio al singolo e creando le condizioni perché, passata l’ondata di sdegno, non si cominci a chiedersi perché sia successo, e se le persone “molestate” non abbiano una qualche responsabilità nell’accaduto: non deve essere confuso il “gioco della seduzione” con la molestia sessuale, non deve essere trascurata la volontà di ciascuna delle persone coinvolte.
La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro mette a rischio tutte le donne, perché nella condizione di subordinazione gerarchica è più facile il ricatto: succede alla segretaria, all’operaria, all’immigrata, alle studentesse, alle specializzande, alle collaboratrici domestiche. Bella la chiusura di quel documento, ove si afferma che “quelle che sono state le vittime del sistema ora (insieme) hanno la forza per smascherarlo e ribaltarlo.” E a tal proposito, sempre dal cinema, ci arriva uno spunto di riflessione, con un film, ”Nome di donna”, che narra di una giovane donna che trova lavoro presso una residenza per anziani, dove la sua serenità viene intaccata dalle avances e dall’abuso di potere del direttore della struttura: la storia è emblematica, e si ragiona sui comportamenti di chi vive intorno ai protagonisti della vicenda.
Dunque è evidente come sia tuttora di estrema attualità il bisogno di lavorare sulle coscienze, affinché sia riaffermato il principio del rispetto dell’altro e della sua volontà, che parte dai modelli che ciascuno di noi offre alle nuove generazioni, nel proprio mondo pubblico e privato, affinché ciascuno sia rispettoso delle donne che incontra, dalla propria compagna di scuola, alla fidanzatina, alla moglie, alla collega, alla professionista, alla propria figlia.
Sembra strano dover ancora dire questo, se si tiene conto che dal 1991 il numero di donne laureate rispetto agli uomini è sempre stato maggiore, con il picco del 2011 (58,9%). L’eccellenza, la capacità delle donne nell’impegnarsi su più fronti, la loro visione dei tempi della vita, dovrebbero essere considerate una risorsa strategica rilevante, un fondamentale supporto allo sviluppo delle attività produttive; ciò, tanto più se si tiene conto che le attività di cura saranno sempre più necessarie, nella prospettiva di un mondo sempre più anziano.
C’è sempre molto da fare, e nessun altro ha interesse a sostenerci, perciò è necessario riprendersi la consapevolezza della sopravvivenza del gap di genere tuttora esistente.
E perciò riprendiamoci la festa, dobbiamo crederci.
Buon 8 marzo a tutte le donne !!! ”
E, anche da parte di FLP DIFESA, buon 8 marzo a tutte le amiche e le colleghe, civili e militari, del Ministero della Difesa.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FP DIFESA
Notiziario n. 129 del 14.11.2016 –
L’on. Tina Anselmi, Partigiana e già Ministra del Lavoro, ricordata dal CUG
Si è svolta martedì 8 u.s. a Segredifesa la riunione del “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG) del MD, alla quale ha partecipato per conto di FLP DIFESA la collega M. Pia Bisogni, che ci ha inviato la seguente nota.
“La riunione del CUG è partita dall’esame del Documento concernente istituzione del “Sistema benessere”, che è stato elaborato dal “Gruppo di Lavoro” nato per collaborare con la Consigliera di Fiducia alla costituzione di uno “sportello di ascolto” sperimentale a Centocelle, e per fornirle strumenti di lavoro che allo stato non ha, essendo titolata sì all’ascolto, ma non alla mediazione.
Atteso che in precedenza era stata ritenuta prioritaria l’individuazione di un modello di “sportelli di ascolto” per dare risposte alle situazioni di disagio lavorativo, in questa occasione si è invertito l’ approccio, puntando sulla prevenzione come azione positiva ad ampio respiro. Il datore di lavoro pubblico è chiamato ad operare in modo “esemplare”, ad inseguire il benessere organizzativo per raggiungere la massima efficienza possibile, ed è chiamato a rimuovere per quanto possibile i motivi di disagio e di stress, a vigilare, e a promuoverne attivamente la cultura. In quest’ottica, lo “sportello di ascolto” dovrebbe diventare strumento residuale, da usare quando il resto non ha funzionato. Per realizzare questo modello, sarà creata una rete di collegamenti e collaborazioni fra le diverse figure competenti dello stesso Sistema e con lo stesso datore di lavoro.
Questi, in sintesi, i contenuti del documento, mirato a disciplinare il corretto agire degli attori del “Sistema”, ed a valorizzarne le conoscenze tecniche e scientifiche. La bozza, che pubblichiamo su questa stessa pagina del nostro sito, sarà revisionata dal CUG per la definitiva approvazione nel corso della prossima riunione, presumibilmente verso la metà di dicembre.
Nel corso della riunione, è stato inoltre presentato il “Progetto di supporto alla Consigliera di Fiducia in ambito Palazzo ESTO in Roma. Sono state individuate risorse umane e locali utili all’avvio di un progetto pilota a Centocelle, coordinato da una psicologa, nel quale sono coinvolti il medico competente, il RSPP, i RLS.. Coinvolgerà il personale di Centocelle e di palazzo ESTO, e affronterà il tema del “cambiamento”, ivi comprese le ricadute destabilizzanti e ansiogene da reimpiego, tenuto conto dello stress e del malessere determinato da spostamenti di sede, da cambiamenti di incarico ma anche di relazioni umane (che fanno del reimpiego un evento negativo piuttosto che un’opportunità), e della sempre maggior necessità di contemperare le esigenze di conciliazione delle cure di familiari (anziani, invalidi) con i tempi del lavoro. Senza trascurare l’impatto sul personale mediamente invecchiato dal blocco del turnover e dall’allungamento dei tempi di collocamento in pensione, è evidente che sia nell’ interesse dell’Amministrazione sostenere e motivare il suo dipendente (magari ultrasessantenne con capacità di risposta ridotta), se vuole salvaguardare l’efficienza del suo Ufficio. Sono previsti incontri con il personale, attività informativa e formativa, offerta di ascolto, raccolta di indicazioni e proposte, la possibile somministrazione di un questionario che fornisca riscontri sul clima aziendale, da raccogliere e organizzare per trovare soluzioni alle questioni emerse.
Un pensiero è stato rivolto alle Celebrazioni per la scomparsa di Tina Anselmi, precursore dell’emancipazione femminile in Italia, prima donna Ministro del Lavoro, madre del Servizio Sanitario Nazionale, membro della Commissione Antimafia, colei che ci ha insegnato che la partecipazione femminile alla vita pubblica e’ un processo che va coltivato e difeso con impegno e fatica”
A questo ricordo, ci associamo tutti noi di FLP DIFESA.
Si è svolta a SEGREDIFESA la riunione del “Comitato Unico di Garanzia“ (CUG) del MD, alla quale ha partecipato per conto della nostra O.S. la collega Maria Pia Bisogni, che ha redatto la presente nota.
“Due i punti all’o.d.g della riunione del 14 u.s. del CUG Difesa: la relazione della Consigliera di fiducia (dF) sulle attività svolte in un anno e mezzo di mandato, e l’ingresso del CUG MD nel Forum dei CUG.
La CdF dott.ssa Lombardo ha premesso che, allo stato, le sue principali attribuzioni sono da ricondurre a quanto previsto dal Codice di condotta per il contrasto alle molestie sessuali della Difesa e dall’Atto Dispositivo di nomina, in base ai quali la Consigliera è allo stato legittimata ad operare in piena autonomia e senza vincolo di subordinazione SOLO negli ambiti della prevenzione e promozione del benessere organizzativo sia dei singoli che dell’intero contesto lavorativo, e nel ruolo dell’ascolto e del supporto nelle situazioni di disagio lavorativo, presunte discriminazioni e presunto mobbing.
NON ha invece, come sarebbe di più facile lettura, gli strumenti necessari alla fase di intervento diretto e di mediazione (!!!). A tal proposito la stessa ha riferito sia della sua attività di relatore in convegni sul disagio lavorativo e sul benessere organizzativo, sia di una casistica di 4 situazioni concrete da lei trattate, confrontandosi con i limiti di cui sopra. E sul suo incarico, nato con lei (ovviamente alla prima esperienza) in Difesa, e sulle carenze di strumenti giuridici utili sia al pieno esercizio del suo ruolo, e ancora sulle modalità organizzative delle sue attività, ha lavorato con un gruppo di altri membri del CUG: una esperienza importante, complessa e faticosa, e per la quale auspica la continuità pur con i richiesti assestamenti organizzativi.
Comunque ancora una volta si ripropone la necessità di dare finalmente risposta alla carenza normativa, questione della quale si è già riferito nelle nostre precedenti informative, e che non riesce a vedere la luce. Considerate le ormai annose difficoltà finora emerse in Difesa, è convinzione della nostra O.S. che la questione debba essere ricondotta in sede di F.P. anche al fine di dare nuovo ed uniforme impulso a tutti i settori della Pubblica Amministrazione, che operano allo stato in condizioni disomogenee.
La dott.ssa Lombardo ha poi presentato il progetto per una rete di sportelli, non di solo ascolto, da lei coordinati, con 2 addetti e un Coordinatore (un funzionario sanitario psicologo), individuati nell’ambito dei dipendenti Difesa, e dunque a costo zero per AD. Una rete che acquisisca col tempo la capacità di gestire in proprio le situazioni di disagio fin dove possibile, e rinviando solo i casi più complessi al CdF. Un lavoro basato su protocolli comuni, sistematica condivisione di attività, esperienze, competenze, in collaborazione con le figure professionali che a vario titolo si occupano del disagio lavorativo: il medico del lavoro, gli incaricati dell’antinfortunistica, etc. Dunque il progetto comincia ad assumere contorni meno sfumati, anche se la strada della concretezza è ancora accidentata. Renderemo conto degli sviluppi.
2° punto all’odg, la proposta di una partecipazione attiva dei membri del CUG Difesa nell’ambito delle attività svolte da appositi Gruppi di Lavoro nel Forum dei CUG della PA: a tal riguardo, FLP ha chiesto più precise indicazioni, per consentire ai membri CUG di valutare la proprie disponibilità al riguardo, e la Presidenza si è impegnata a fornire il materiale utile. Si fa dunque riserva di aggiornamenti.
Cordialissimi saluti a tutti/e “.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 26 del 7 marzo 2016 –
Alla vigilia della festa dell’8 marzo, ci è pervenuta dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG del M.D., la seguente riflessione che proponiamo alle colleghe e ai colleghi.
“ C’è da chiedersi come sia percepita dalle donne oggi la giornata dell’8 marzo, se sia ancora sentita come una occasione per riflettere sulla loro storia e su quanto siano recenti le loro conquiste sociali e politiche, poichè sembra che molte stiano rifuggendo dall’idea di un femminismo d’altri tempi. E c’è dunque da chiedersi se sia ancora un tema d’attualità, se la Giornata Internazionale della Donna serve ancora a darci lo spunto per ricordarci da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando, se è ancora il tempo di occuparsi di lotta contro discriminazioni e violenze di genere.
Eppure discriminazioni e violenze continuano ad essere di spaventosa attualità. I branchi di uomini organizzati che hanno aggredito le donne che festeggiavano il Capodanno 2016 a Colonia hanno mostrato quanto possano essere insicuri per le donne gli spazi pubblici anche in paesi che della sicurezza e della civiltà dei rapporti in pubblico hanno fatto la propria cifra. Quegli uomini hanno sfidato uno dei simboli della civiltà occidentale: la libertà delle donne di muoversi nello spazio pubblico senza essere aggredite. E questo episodio balzato alle cronache non ci porti a facili conclusioni anti-immigrati: le molestie ed aggressioni sulle donne europee ed occidentali nei propri paesi (1 su 3, secondo dati di Eurostat), provengono per lo più dalla mano di uomini, mariti, compagni, ex fidanzati, innamorati respinti.
Invece oggi più che mai la donna deve riaffermare la propria dignità, fronteggiare le conseguenze della esasperata mercificazione del suo corpo, imbattibile strumento di pubblicità, deve ambire al suo posto nel mondo, secondo le sue aspirazioni e le sue capacità. Oggi più che mai ciascuna dovrebbe poter aspirare a realizzare i propri sogni, pur in un mondo oppresso dalla crisi economica, dove maggiormente le donne sono chiamate ad assorbire le carenze conseguenti ai tagli alle politiche sociali, a concentrarsi sulle cure familiari; in un mondo sempre più anziano e bisognoso di assistenza, dove l’età della pensione per le donne lavoratrici si è spaventosamente allungata, quando si dovrebbe cominciare a badare di più alla propria salute, e diventa sempre più difficile conciliare orari di lavoro ed esigenze della famiglia.
A proposito: sarebbe significativo segnale da parte dell’ Amministrazione, in corrispondenza a questa giornata, il positivo riscontro alla iniziativa di FLP DIFESA, avviata nel lontano settembre 2015 (Notiziario n. 105 del 29.9.2015) e sollecitata recentemente con la lettera del 3 u.s. qui pubblicata, tesa al riconoscimento della possibilità, per i lavoratori “in peculiari situazioni personali, sociali e familiari” di ottenere, a domanda, una pausa pranzo ridotta a 10 minuti, con corresponsione del buono pasto, come previsto dal D. Lgs 8.04.2003, n. 66, come già in atto dal giugno 2015 presso il Ministero dei Beni Culturali.
Ci dia dunque questa giornata ancora una volta lo spunto per riflettere sulla nostra condizione, sulla nostra femminilità, sulla necessità che ciascuna possa raggiungere la giusta realizzazione personale e professionale, in casa, sul lavoro, nella società intera; non bastino le dichiarazioni di principio, c’è necessità anche di essere consapevoli, di non sottovalutare i rischi quando in gioco ci siamo noi, la nostra libertà e la nostra dignità. C’è necessità di ottenere dai nostri compagni quel rispetto che è alla base di ogni rapporto umano. Quella stessa cultura del rispetto che passa anche per l’insegnamento ai figli maschi di tenere nella dovuta considerazione prima le loro compagne di scuola, poi le colleghe e infine le donne che condividono la loro vita . Tanti auguri a tutte le donne, civili e militari, della Difesa! ”
E, anche da parte della nostra O.S., buon 8 marzo a tutte le amiche e colleghe, civili e militari, del Ministero della Difesa.
In allegato 1, la nota di FLP DIFESA all’attenzione del Direttore Generale di PERSOCIV; in allegato 2, la circolare del Ministero dei Beni Culturali
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