A pochi giorni dalla riunione del 30 luglio u.s., la FLP DIFESA ha ritenuto opportuno interessare nuovamente il Ministro della Difesa con la lettera che si pubblica in questa pagina in allegato 1, chiedendo l’urgente aggiornamento del Protocollo COVID 19 della Difesa al fine di promuovere, presso i diversi Organi di vertice e le relative articolazioni territoriali, una gestione ordinata, oculata e soprattutto graduale del rientro in servizio del personale, in condizioni di accertata e totale sicurezza. Dobbiamo infatti evitare fughe in avanti e comportamenti pericolosi da parte dei singoli Enti, come invece segnalato dai territori dove, di fatto, si sono già verificati i casi di Dirigenti che hanno dato l’avvio al rientro del proprio personale civile, anche in percentuali più elevate rispetto a quelle previste dalle nuove norme; peraltro non può sfuggire il fatto che a tali presenze si aggiungono quelle, ben più significative in termini di numeri e di proporzioni percentuali, della componente in divisa, il che produce inevitabilmente un ulteriore innalzamento del rischio da contagio.
E’ urgente la necessità di intervenire, a seguito della emanazione della circolare n. 3 della Funzione Pubblica dello scorso 24 luglio, e della circolare n. 45700 del 04/08/2020 di Persociv, alla luce delle numerose segnalazioni pervenute dalle ns. strutture Territoriali che, a fronte dell’esistenza di un Protocollo COVID 19 della Difesa vigente dal 15 maggio u.s., e aggiornato al 22 giugno u.s., a tutt’oggi evidenziano casi di mancato avvio del confronto con le Parti Sociali, della costituzione solo formale di Comitati mai di fatto insediatisi, e delle inaccettabili posizioni di chiusura messe in essere da alcuni Enti, fra i quali incredibilmente proprio quelli di Vertice del Dicastero nella sede di Roma, che dovrebbero invece essere di esempio ed indirizzo alle articolazioni periferiche (vds. la nota sottoscritta da TUTTE le Segreterie Territoriali di Roma dello scorso 4 agosto 2020, che si pubblica in allegato 2 in questa pagina, a seguito della quale, al momento, solo presso SMD vi è stato un successivo e positivo cambiamento di rotta.
Vengono segnalate per contro situazioni in cui il Dirigente, dopo aver lungamente procrastinata l’applicazione in sede di quanto previsto dal Protocollo COVID 19 Difesa, improvvisamente si attiva per applicare oggi, in modo drastico e certamente non graduale, le disposizioni contenute nel comma 1 dell’attuale art.263, interpretandole in modo estremamente restrittivo, spesso unilateralmente, pur consapevole che quella norma sta creando non poche criticità. L’adozione cogente di un rientro massivo, spesso in assenza di relazioni sindacali e di scelte condivise anche in materia di flessibilità, articolazione dell’orario, e verifiche sui rischi connessi con il ripopolamento massivo dei posti di lavoro, confligge peraltro con la attuale collocazione temporale del termine dell’emergenza, fissato dalla norma al 15 ottobre 2020. E tutto ciò in vigenza di quanto previsto dal comma 2 dello stesso articolo 263, che recita: “Le amministrazioni… …si adeguano alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità.”
Vi sono poi vistose contraddizioni tra la scelta di molti di riportare più gente possibile nei posti di lavoro, e la previsione normativa di aggiornare la mappa delle attività tuttora telelavorabili, al fine di creare le condizioni per l’evoluzione del lavoro agile da “modalità ordinaria di prestazione lavorativa nell’emergenza” a modalità di prestazione lavorativa da stabilizzare secondo gli obbiettivi indicati dalla Funzione Pubblica.
Inoltre la percezione che si ha è che la Difesa non stia lavorando nella direzione di promuovere l’adozione del lavoro agile, prova ne sia, oltre a quanto detto più sopra, il fatto che la stragrande maggioranza del personale in lavoro agile nell’emergenza non ha potuto disporre degli accessi da remoto, e che non sembra essere stato colto il messaggio di acquisire strumentazioni informatiche da destinare al potenziamento del lavoro agile.
Non ultimo, è naturalmente il problema dei “lavoratori fragili”: per questi ovviamente i rischi, ove fatti rientrare, sono maggiori, e bisognerebbe prevedere sia accessi al lavoro agile al di fuori dei limiti percentuali previsti dalla norma, sia, ove in esenzione, specifiche modalità di prestazioni lavorative che ne garantiscano la sicurezza.
E’ di tutta evidenza che sia necessaria una disciplina di dettaglio che consenta un percorso graduale di rientro da completare, nei termini previsti dalla norma, entro il 15 settembre; oltre naturalmente ad indicazioni operative urgenti anche al fine di chiarire le nuove modalità di tutela dei lavoratori fragili.
Cordialissimi saluti
LA SEGRETERIA NAZIONALE . Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 32 del 31 luglio 2020 della Confederazione Indipendente Sindacati Europei, che riferisce della richiesta alla Funzione Pubblica di intervenire sulla materia del riavvio delle attività in presenza di cui alla deroga all’art. 87 del DL 18 marzo 2020, formulando istruzioni di dettaglio indispensabili per evitare l’applicazione indiscriminata della norma, con particolare riguardo alla necessità di effettuare una ricognizione delle attività telelavorabili, di assicurare che il rientro si svolga comunque in totale sicurezza, di assicurare specifiche garanzie per i lavoratori “fragili”.
Come è noto nei giorni scorsi la Confederazione CSE, unitamente alle altre confederazioni, ha sottoscritto con la Ministra per la Pubblica Amministrazione un nuovo Protocollo sicurezza per definire congiuntamente tutte le misure idonee a garantire un graduale riavvio delle attività in presenza, garantendo la massima sicurezza alle lavoratrici, ai lavoratori e ai cittadini che frequentano gli Uffici pubblici.
Le misure del Protocollo coesistono con il nuovo quadro normativo delineato dalla conversione in legge del Decreto rilancio che all’art. 263 detta nuove misure in materia di lavoro agile, sia nella fase transitoria fino al 31 dicembre 2020, che a regime.
Ma è proprio tale norma che nella sua applicazione sta creando numerose difficoltà interpretative, per la sua oggettiva formulazione contradditoria che sta portando a pericolose fughe in avanti in numerose amministrazioni.
Comportamenti e azioni che non tengono conto della situazione sanitaria ancora critica, in particolare a livello internazionale, e che non è questo certamente il momento di prevedere rientri del personale in forma generalizzata, vanificando tra l’altro l’esperienza di questi mesi che ha dimostrato come il lavoro agile, seppure emergenziale, sia una formidabile occasione per innovare i processi, garantire i servizi a cittadini e imprese, conciliare i tempi vita lavoro, tutelare la sicurezza e la salute pubblica.
Che la situazione necessiti ancora di una particolare attenzione lo dimostra la proroga di queste ore dello stato di emergenza nazionale fino al 15 ottobre 2020.
Ecco il perché la Confederazione CSE nella giornata di ieri ha inviato una nota alla Ministra Dadone – allegata al presente notiziario – nella quale, oltre a sollecitare una modifica normativa da apportare al più presto con uno dei decreti di prossima emanazione, chiede di diramare da subito opportune istruzioni che, seppure all’interno del quadro normativo vigente, superino le interpretazioni restrittive, punitive e pericolose di queste ore, e garantiscano il pieno rispetto dei contenuti del Protocollo sottoscritto.
la Segreteria Generale FLP
Pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, la lettera del Segretario Generale CSE Marco Carlomagno alla Ministra Dadone, e in allegato 2 la mail di convocazione del Ministro P.A. per il giorno 6 agosto p.v. ore 17,30, avente ad oggetto il “lavoro agile”.
Cordialissimi saluti IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Si è svolta stamane la riunione in videoconferenza con la delegazione trattante a Persociv per la contrattazione relativa al FRD 2020, che FLP DIFESA ha chiesto con la lettera, e che si pubblica in questa pagina in all. 1), sulla quale tante aspettative sono riposte dai colleghi che, dopo il blocco delle progressioni 2019, attendono vigili le progressioni 2020.
In previsione dell’incontro, il DG ha inviato la bozza di Ipotesi di accordo, che si pubblica in all. 2), con questi contenuti:
il FRD 2020 ammonta complessivamente a €. 50.485.104,18, di cui €. 2.090.083 destinati ad AID, e €. 48.395.020,87 per AD.
A oggi vengono destinati €. 5.000.000 al finanziamento delle progressioni economiche 2020, per un n. ipotizzato da Persociv in 3.000 progressioni, meno della metà del 2018 con il 2019 a zero (ipotesi peraltro generosa, se la si confronta con i costi delle precedenti tornate); il numero appare francamente inadeguato, e certamente merita l’impegno all’incremento assunto ieri dal Ministro di recuperare le altre risorse di cui sopra.
Le particolari posizioni di lavoro subiscono una riduzione dai 1.600.000€ del 2019 a 1.091.656 del 2020 al netto datoriale; i turni dai € 7.800.000 del 2019 a € 6.316.37 del 2020; la reperibilità è pressochè invariata.
La quota media della performance organizzativa al netto degli oneri a carico del datore di lavoro è di €. 670,36. Quella della performance individuale è di €. 79,80. Quella del FUS è di €.147,14.
Questo il canovaccio previsto dalla bozza AD, al quale si dovranno associare in seguito le ulteriori risorse derivanti dalle cessazioni dal servizio (che reintroducono RIA, ex pos. Super, percorsi formativi, sviluppi economici, indennità di amministrazione), dai risparmi di spese del personale, dal FESI. Queste ulteriori risorse saranno poi destinate per il 30% alla performance individuale, e per il 70% al FUS.
Ciò premesso, va detto che questo incontro arriva però il giorno dopo quello al Gabinetto del Ministro, nel corso del quale sono stati resi noti i dati relativi ai risparmi previsti dalla legge 244 (circa 10 milioni di euro per il periodo 2016-2018, il cui iter di accertamento non è perfezionato, ma che il Ministro si è impegnato a recuperare e rendere esigibili entro il 2020; circa 40 milioni di euro per il periodo 2019-2024, di cui 10 milioni riferiti al 2019); in conclusione, dovrebbero essere recuperati alle progressioni economiche nel 2020 altri 20 milioni di euro, da aggiungere ai 5 milioni oggi prospettati da Persociv. La questione ovviamente cambierebbe i termini della prospettiva, che oggi avrebbe consentito un bando per sole 2500-3000 progressioni complessive, a fronte di una ipotesi notevolmente superiore se il ministro porta a termine, e in tempo utile, l’impegno assunto. Perciò oggi si è ritenuto di ragionare sulla bozza di accordo con la consapevolezza di doverci ritrovare a settembre, dopo la prevista riunione di aggiornamento col Ministro. Sono ovviamente emersi gli aspetti di maggiore incertezza: intanto le risorse destinate ad alimentare il Fondo sono state individuate da Persociv sulla scorta di dati ancora in via di certificazione e dunque non definitivi, e sui ragionamenti grava anche l’effetto dell’emergenza COVID19 sulle diverse voci di spesa: FLP Difesa ha chiesto in merito di conoscere i dati disaggregati delle ricognizioni effettuate nel 2020 relativamente a particolari posizioni di lavoro, turni e reperibilità, pervenuti a Persociv dagli organi programmatori, anche ai fini di una analisi di dettaglio dei comportamenti tenuti nelle diverse realtà in seno all’emergenza.
All’ordine del giorno anche il Regolamento per la destinazione e ripartizione degli incentivi destinati alle funzioni tecniche del settore infrastrutturale. Ma la stessa D.G. ha inteso aggiornare la discussione a settembre, riservandosi gli approfondimenti necessari per la corretta formulazione dell’accordo, alla luce della evoluzione normativa specialistica della materia.
Dunque ci si rivede a settembre. Cordialissimi saluti.
la SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Il nuovo Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini
Ieri 30 luglio si è tenuto l’incontro in videoconferenza con il Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, presente anche il Sottosegretario on. Tofalo, dopo numerose sollecitazioni anche da parte di FLP DIFESA a riprendere le relazioni sindacali interrotte a febbraio dall’emergenza Covid-19. In merito Il Ministro tenuto a manifestare grande apprezzamento nei confronti del personale civile e militare del Dicastero e della sua capacità di risposta sin dalle sue prime fasi; ed ha espresso apprezzamento per la redazione del “Protocollo COVID 19 della Difesa” sottoscritto da Ad e OO.SS. lo scorso 15 maggio ed aggiornato il 22 giugno 2020, ribadendo l’intendimento di darvi applicazione in tutte le articolazioni territoriali della Difesa. Obbiettivo della riunione era di riprendere in esame le problematiche sul tappeto, dalle più vecchie a quelle più attuali e cogenti, e impostare percorsi condivisi, alla luce delle numerose sollecitazioni ricevute dalle OO.SS., non ultima FLP Difesa. Questi gli argomenti trattati:
La quantificazione dei risparmi derivanti dalla Legge 244/12 da destinare al personale civile: la norma prevede che di quei risparmi del bilancio della Difes, venga destinato al personale civile il 10% del 50% (la restante parte di quel 50% viene destinata alle spese di funzionamento degli Enti); l’altro 50% invece confluisce nelle casse del MEF; ebbene, la quota parte da destinare al personale civile per il periodo 2016-2018 è stata finalmente quantificata in circa 10 milioni di euro (netto Mef), ma allo stato vi è un qualche problema sull’effettiva certificazione da parte del MEF, legata a una presumibile problematica di gestione amministrativa degli organi programmatori, che il Ministro si è personalmente impegnato a risolvere in tempi ragionevolmente brevi, al fine di rendere le risorse esigibili e liquidabili entro il 2020. Per il periodo 2019-2024, invece, i risparmi sono stati quantificati in circa 40 milioni di euro (netto Mef), e sono state date disposizioni a Persociv, affinchè i prospetti analitici annuali definiti ed accertati dal MEF, siano diramati alle OO.SS. anche nell’ ottica delle trattative sui Fondi Risorse Decentrate, a partire da quella dell’anno in corso. Per il 2020 i risparmi che il Ministro si è impegnato a recuperare in tempo utile sono quelli relativi all’arco temporale 2016-2019, pari a 20 milioni di euro, che dovrebbero sostenere le nuove progressioni interne 2020;
La questione del GAP economico: il Ministro ha da tempo investito il suo Gabinetto di trovare la soluzione di questa annosa questione a partire, come da tempo FLP Difesa sostiene, dalla predisposizione di una specifica norma di legge, in analogia con il percorso fatto per il personale militare, che riconosca la peculiare condizione del personale civile della Difesa, fornendo così il presupposto normativo che consenta l’attribuzione di una voce aggiuntiva del salario. (Che è la tesi da tempo sostenuta da FLP Difesa). Fin qui tutto bene, ma il Ministro ha anche rappresentato che la ipotesi di una nuova voce da chiamare “Indennità di Funzione” (noi avevamo proposto un “Fondo straordinario aggiuntivo, in analogia col precedente del Ministero della Salute), è oggetto di perplessità e resistenze da parte della Funzione Pubblica. In ogni modo il Ministro intenderebbe reperire le risorse per questa operazione impiegando a tal fine tutta la quota (50% dei risparmi di cui alla legge 244/12) che resta nel bilancio della Difesa, quantificata in 70 milioni di euro, assorbibili di anno in anno e da formalizzare nella legge di bilancio 2021. La seconda opzione, ove la prima non si potesse attuare, è quella di portare un incremento dell’indennità di amministrazione.
I 21 milioni annui di cui all’accordo CGIL-UIL-FLP dell’aprile 2017, destinati alla performance organizzativa, che la norma ha confermato sino al 2021: il Ministro si è impegnato alla stabilizzazione dopo il 2021, come originariamente previsto, ed a provare a dirottare anche queste risorse economiche in una voce di salario fissa quale la “Indennità di Funzione” .
Assunzioni di personale civile: posto che ormai è ormai ampiamente nota e condivisala necessità di procedere a nuove assunzioni e in particolare è necessario intervenire rispetto alla situazione di emergenza e di prossimo collasso dell’area industriale, rappresentata da lungo tempo ed a gran voce sia dalle OO.SS. che dai Vertici delle linee gerarchiche militari, il Ministro si è impegnato ad attuare un piano straordinario di assunzioni 2019-2024 per profili specifici ed aree geografiche e ad avviare già da settembre un tavolo specifico di confronto; ricordando le iniziative già avviate, quali il concorso effettuato per 30 Ass. Tecnici nel 2019, e da ultimo quello da poco indetto per 48 F.A.; ed ha annunciato che a settembre la F.P. avvierà il bando di concorso per le famose 294 unità già autorizzate (98 unità ad anno per tre anni), con il via libera di MEF e FP, sulla scorta della norma prevista nel Decreto Legge per Taranto, che prevede 315 assunzioni per l’Arsenale MM Taranto.
Le assunzioni dei lavoratori del Genio Campale: MEF e F.P. hanno espresso parere favorevole anche per l’inserimento di una norma di legge per l’assunzione di questi lavoratori in un ruolo ad esaurimento dedicato.
La valorizzazione di infrastrutture militari di cui all’art 211 dell’ex DL RILANCIO (legge 77/2020): non sono previste esternalizzazioni; si intende invece valorizzare le aree industriali, agevolando l’utilizzo degli spazi nei territori interessati; a tal proposito sarà avviato da settembre p.v. un tavolo tecnico ad hoc con le OO.SS. finalizzato ad un protocollo condiviso.
Buoni pasto elettronici: saranno operativi da gennaio 2021 per tutto il Dicastero.
Nel proprio intervento FLP DIFESA , nel manifestare soddisfazione per la ripresa del confronto, ha tuttavia lamentato la scarsezza delle risposte ricevute rispetto alle molteplici istanze rappresentate in emergenza, in particolare legate alle disomogeneità e alle anomalie dei comportamenti tenuti nelle varie articolazioni del Dicastero rispetto ai contenuti dei Protocolli nazionali Covid-19 della Difesa; ha inoltre rappresentato la notevole carenza rilevata di accessi da remoto, per la gestione del lavoro agile, sollecitando l’Amministrazione a metterli a disposizione per tutte le attività ad esso riconducibili, e a promuovere l’acquisizione a tal fine previsti dalla norma, anche al fine di dare il maggiore supporto alle attività gestite in smart-working, e di creare le basi per attuare anche in Difesa il progetto di lavoro agile, secondo la disciplina nata con la legge Madia, e secondo le intenzioni della Ministra per la Funzione Pubblica, on. Dadone.
FLP Difesa ha poi rappresentato la necessità che il Ministero attui una nuova politica per la gestione delle pulizie, attualmente ridotte al lumicino, e che invece sono la premessa per una corretta sanificazione, rivedendo le regole dei contratti di appalto, e aumentando le risorse ad esse destinate, in linea con quanto previsto in tal senso da normativa recente e dai protocolli COVID 19 ai diversi livelli;
E’ stato poi chiesto da FLP Difesa di sapere quali siano gli orientamenti del Ministero rispetto alla necessità, ormai unanimemente condivisa, di rivisitare la legge 244/12, e se le modifiche attengano ad una proroga dei tempi di attuazione, o ad un diverso orientamento sulla riduzione organica del personale civile.
In merito alla questione “assunzioni”, FLP Difesa ha poi rilevato la incoerenza delle scelte operate dalla Difesa: da un lato ci sono i segnali forti di una situazione prossima al collasso per carenze organiche di personale di 3^ area e di figure tecniche, particolarmente sentite nell’area tecnico-industriale, e dall’altro diamo il nulla osta al personale che, evidentemente spinto da insoddisfazione professionale associata a quella sul fronte della bassa retribuzione, va incontro all’ esodo verso altre Amministrazioni, con il placet del nostro Ministero. E mentre i colleghi se ne vanno, lasciano scoperte posizioni anche di rilievo, come accade a Taranto per due funzionari amministrativi con Posizioni Organizzative di prestigio, e analogamente accade a Padova. E naturalmente è quasi scontato che i loro posti vengano occupati da militari. Non possiamo che condividere le motivazioni e le legittime aspettative di questi colleghi, ma la questione deve portare questa Amministrazione a correre ai ripari, trovando definitivamente il modo di colmare il GAP economico e di restituire la dignità della propria funzione al suo personale.
Ancora, FLP Difesa ha chiesto di riportare sul tavolo la questione della mobilità interna del personale civile, attualmente ingessata dal vincolo dei “gradi di scopertura”.
Ed ha ribadito la necessità di ripristinare relazioni sindacali soddisfacenti ed efficaci, a partire dall’istituto della informazione, che recenti esperienze quali il riordino dei Centri Documentali, o del settore delle Infrastrutture, hanno dimostrato essere gestiti con modalità quantomeno “criptiche”. In analogia, ovviamente anche la necessità di una informazione chiara, analitica ed esaustiva sui prospetti annuali relativi alle voci dei risparmi derivanti dalla legge 244/12, funzionali in particolare alle contrattazioni sul FRD. Infine, FLP DIFESA ritiene che al fine di superare i paventati rilievi da parte di MEF e FP in merito alle proposte per risolvere la questione del GAP economico, la strada maestra sia quella di affermare per via legislativa la peculiarità del ruolo, funzioni e impiego del personale civile della Difesa, senza necessità di uscire dal Comparto Funzioni Centrali, in analogia con quanto già positivamente fatto per il personale militare con la Legge 183/2010 art. 19, con la quale è stata sancita la specificità del ruolo nelle FF.AA. e con la quale si è dato sostegno giuridico al riordino delle carriere ed ai relativi miglioramenti economici, senza rilievi da parte di MEF e F.P..
Il Ministro si è dimostrato attento alle istanze di parte sindacale, riscontrando positivamente la richiesta di rafforzare le relazioni sindacali e di dare informazioni chiare ed esaustive, di assicurare la diffusione dei protocolli di sicurezza nazionali; ha raccolto la richiesta di potenziare gli accessi da remoto, e di acquisizione di strumentazioni informatiche atte a promuovere il lavoro agile; ha confermato la volontà di proporre l’introduzione di una norma legislativa che consenta il superamento del GAP economico, dandosi l’obbiettivo di perseguirla entro il 2020 e renderla esigibile da gennaio 2021; in merito alla revisione della legge 244/12 la ipotesi perseguita è di allungare della tempistica oltre il 2024; ha ribadito la intenzione di assegnare al personale civile tutti i risparmi derivanti dalla Legge 244/12 destinati al bilancio della Difesa per sostenere la soluzione del GAP economico; ha confermato che i risparmi disponibili derivanti dalla Legge 244/12 ammontano a circa 20 milioni di euro, ancora però da certificare, preannunciando l’aggiornamento della situazione per il prossimo settembre, previo coinvolgimento di Persociv, che dovrà fornire le informazioni di competenza sui risparmi annualmente conseguiti ed oggi esigibili.
Ha messo in previsione, orientativamente per metà settembre, l’attivazione dei tavoli:
– in materia di assunzioni sia per l’area industriale che per le altre articolazioni, e l’emanazione di disposizioni alle diverse FFAA, affinchè non siano avviate iniziative unilaterali a discapito del personale civile;
– in materia di GAP economico / indennità di funzione;
– in materia di convenzioni di cui all’art 211 del DL Rilancio, ora legge 77/2020.
Sarà inoltre presa in esame la problematica relativa alla sostituzione dei dirigenti civili della Difesa in scadenza di mandato, ruoli suscettibili di militarizzazione.
Da ultimo, il SSS alla Difesa Tofalo ha annunciato anche l’avvio di un tavolo tecnico per le problematiche degli ex militari transitati e di un altro per le problematiche dei lavori insalubri, segnalando l’intendimento di affrontare anche le criticità rappresentate in materia di mobilità interna.
Molta la carne al fuoco, se ne riparla a settembre.
Cordialissimi saluti
LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 71 del 29 luglio 2020 –
Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP
Nel corso del digital debate, cui hanno partecipato la ministra Dadone, alti esponenti della PA fra cui il Presidente dell’ARAN Naddeo, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, e per FLP il Segretario Generale Marco Carlomagno, l’impegno alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione mediante la stabilizzazione del lavoro agile, il potenziamento della digitalizzazione e della formazione continua. Si riporta di seguito il comunicato stampa di FLP sull’evento.
“La nostra volontà è quella di andare avanti e di portare a regime, con i dovuti adattamenti l’esperienza del lavoro agile: può diventare la vera svolta per la Pubblica Amministrazione, non solo sul piano organizzativo, ma anche su quello della contrattazione”, ha dichiarato la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone nel corso del Digital Debate Riorganizzare il pubblico per rilanciare il privato, organizzato da Consenso Europa – business unite del gruppo Hdrà dedicata a Public Affairs e Comunicazione Strategica, e da FLP (Federazione dei Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche).
Alta partecipazione, tra esponenti delle istituzioni e rappresentati di organizzazione di lavoratori e quadri di diversi settori della PA, introdotto e coordinato dal giornalista di Huffington Post Pietro Salvatori, hanno partecipato alla discussione il Segretario Generale FLP Marco Carlomagno, il Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Mauro Coltorti (M5S), il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, ed Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni).
“L’appello che faccio ai dirigenti è quello di non arroccarsi nella paura del nuovo.” ha continuato la Ministra Dadone: “alla dirigenza l’onere di individuare i tipi di funzioni che possono essere svolte da remoto: l’obiettivo è arrivare al primo gennaio 2021 con in lavoro agile il 50% dei lavoratori pubblici che possono svolgere le loro mansioni da remoto.”
“Da parte mia c’è l’impegno per garantire più risorse per la formazione continua del personale, anche per quello in età avanzata”, ha concluso la ministra.
“Serve una visione strategica” secondo Marco Carlomagno, segretario generale di FLP: “la PA deve diventare il propulsore per il rilancio del sistema economico e produttivo del Paese”. Un obiettivo per realizzare il quale è necessario affrontare tre temi fondamentali:
“la riorganizzazione dellavoro, che deve essere svolto per obiettivi, e dunque deve passare dal semplice adempimento burocratico ad una logica di risultati”;
l’innovazione digitale, “che deve però essere intesa non solo in termini di innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto in termini di investimenti in personale: per assumerne di nuovo, promuovere il ricambio generazionale, e garantire la necessaria formazione continua”;
e infine il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici, che non deve solo riguardare i trattamenti economici, ma che “deve essere inteso come opportunità per rinnovare completamente la struttura di salario basata sui risultati e non sulla presenza fisica negli uffici”.
Di formazione continua ha parlato anche il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che ha sottolineato come “anche la migliore delle leggi per essere attuata ha bisogno che le donne e gli uomini che lavorano nella PA siano messi nelle condizioni di attuarle”.
“In materia fiscale” ha continuato Ruffini, “le leggi sono troppe, la semplificazione del fisco passa necessariamente dalla semplificazione normativa, ma questo non può prescindere dalla formazione: di per sé una norma non può semplificare se non si danno gli strumenti necessari alla PA per rendere il più veloce possibile la fase di apprendimento e di applicazione della norma.”
“Lo smart working è strettamente legato alla semplificazione” ha sostenuto il presidente di ARAN, Antonio Naddeo. “La migliore norma degli ultimi tempi in termini di semplificazione è stata adottata proprio durante l’epidemia: in pochi commi ha permesso a milioni di lavoratori e alle amministrazioni pubbliche di lavorare da remoto”.
“È un esempio positivo delle pubbliche amministrazioni che in pochissimi giorni, dal lavoro in presenza sono riusciti ad organizzare il lavoro agile, spesso con mezzi propri dei lavoratori.” ha continuato Naddeo. “La fase d’emergenza ci ha insegnato quanto è importante questo strumento, che consente ai lavoratori di operare da casa ed efficientare il proprio il tempo.”
“Naturalmente”, ha concluso il presidente di ARAN, “non tutte le attività si possono fare in smart working. Per il futuro è necessario regolamentarlo da un punto di vista contrattuale, ed organizzare questo tipo di strumento all’interno di uno strumento più ampio, cioè la riorganizzazione complessiva delle Pubbliche Amministrazioni.”
“Molte delle norme inserite nel DL Semplificazioni servono ad accorciare i tempi ed essere sicuri che gli appalti partano e contribuiscano a generare economia di sostegno al mondo del lavoro” ha affermato il senatore Mauro Coltorti. “Abbiamo adottato norme, come nei casi dei commissariamenti, che consentono di accelerare notevolmente le procedure rispetto agli anni precedenti, ed è stato fatto un grande sforzo per rendere immediata la disponibilità dei fondi che si deve riversare nel mondo dell’economia reale.”
l’Ufficio Stampa
La soddisfazione per il livello del dibattito e per i suoi contenuti è anche la nostra, ovviamente le affermazioni di principio dovranno trovare linfa reale per la loro attuazione, ma le questioni trattate sono senz’altro di primo piano ai fini della evoluzione del modello di Pubblica Amministrazione che tutti aspiriamo a perseguire. Pubblichiamo in questa pagina in allegato al presente notiziario:
La locandina dell’evento “Riorganizzare il pubblico per rilanciare il privato”;
i link per vedere e ascoltare i diversi interventi succedutisi, a partire da quello del Segretario FLP e della Ministra per la PA:
Cordialissimi saluti IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 69 del 26 luglio 2020–
Con la conversione in legge del decreto rilancio sono state portate modifiche all’impianto normativo vigente, fra le quali di rilevante interesse l’introduzione dei POLA (Piani Operativi per il Lavoro Agile), strumenti operativi finalizzati al superamento della sfida per l’innovamento della PA alla luce della esperienza dell’emergenza. Era dunque necessario riprendere il confronto sul protocollo dell’8 aprile, che CSE ha sollecitato con la lettera di cui al Notiziario n. 30 in data 22 luglio u.s. . Il confronto è approdato venerdì scorso alla sottoscrizione presso la FP del nuovo protocollo, cui è seguita, nello stesso giorno, la circolare n. 3 della Ministra della F.P. on. Dadone , che si pubblica in questa pagina in all.1, che lo recepisce. Si riporta, di seguito, il comunicato stampa della confederazione CSE del 24 luglio :
Nella giornata di oggi, dopo un proficuo confronto articolatosi su più riunioni, la CSE ha sottoscritto con la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone, unitamente alle altre Confederazioni del pubblico impiego, un secondo Protocollo sulla sicurezza in materia di contrasto all’emergenza Coronavirus.
“Siamo molto soddisfatti” ha dichiarato Marco Carlomagno, Segretario generale della Confederazione “perché siamo stati tra i promotori dell’iniziativa, convinti che fosse necessario dare seguito all’importante Protocollo sottoscritto dalla CSE con la Ministra in piena emergenza sanitaria lo scorso 8 aprile, per gestire in piena sicurezza per i cittadini ed i lavoratori del pubblico impiego anche tutta la fase di riapertura delle attività, dopo il lungo lockdown”.
“Un Protocollo quello firmato oggi” ha proseguito Carlomagno “validato anche dal Comitato Tecnico – Scientifico del Ministero della Salute, che non solo precisa in modo analitico le misure da adottare, ma riconferma in modo chiaro il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori e definisce come metodo generalizzato per tutte le Amministrazioni, il costante confronto con le OO.SS. per attuare le misure ivi contenute e allo stesso tempo garantire la massima efficienza degli Uffici e la tutela del personale”.
“Ora siamo impegnati a proseguire il confronto con il Governo e con l’Aran” afferma il Segretario Generale, perché bisogna dare continuità all’esperienza del lavoro agile, anche mediante la piena attuazione del sistema di partecipazione nella definizione dei Piani Organizzativi del Lavoro Agile previsti dalla legge di conversione del Decreto rilancio, che si è dimostrata, pur nella particolarità della situazione, un’eccezionale opportunità di innovazione organizzativa, di valorizzazione del personale e di conciliazione vita/lavoro”.
“E’ giunto quindi il momento di ritornare a parlare e discutere dei rinnovi dei contratti di lavoro scaduti a dicembre 2018, che costituiscono la sede naturale per definire il nuovo ordinamento professionale del personale e un sistema di regole condivise” conclude Carlomagno, se si vogliono affrontare seriamente le nuove sfide della modernizzazione delle Pubbliche amministrazioni.
Roma, 24 luglio 2020 L’Ufficio stampa
In conseguenza del protocollo dovranno essere adeguati i contenuti degli specifici protocolli di Settore e quelli locali, posto che la norma supera la limitazione della presenza in servizio alle sole attività indifferibili, che è superato l’istituto della esenzione dal servizio, che deve essere rivista la mappatura delle attività con particolare riguardo a quelle telelavorabili, per le quali l’obbiettivo è il mantenimento in lavoro agile del 50% del personale in esse adibito, fatte salve le condizioni di tutela della sicurezza del posto di lavoro.
In allegato, la lettera datata 21 luglio 2020, che si pubblica in allegato 2, che la CSE ha inviato alla Ministra Dadone per sollecitare la sottoscrizione del nuovo protocollo sicurezza per i pubblici dipendenti.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 50 – 4^ serie speciale concorsi – del 30 giugno u.s., sono stati pubblicati due bandi di concorso per professionalità civili destinate alla Difesa, che pubblichiamo pure sul nostro sito:
il primo, emanato da SNA (Scuola Nazionale dell’Amministrazione), è relativo al “concorso pubblico, per esami, per l’ammissione di trecentoquindici allievi al corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale per il reclutamento di 210 dirigenti nelle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo e negli enti pubblici non economici”,dei quali n. 13 destinati al Ministero della Difesa;
il secondo, emanato dalla Commissione per l’attuazione del progetto RIPAM (RIqualificazione Pubbliche AMministrazioni), relativo al “concorso pubblico per titoli ed esami, per la copertura di 133 posti di personale non dirigenziale, a tempo pieno ed indeterminato, da inquadrare nell’Area III, posizione retributiva/fascia retributiva F1, o categorie o livelli equiparati, nel profilo di funzionario amministrativo, nei ruoli di diverse amministrazioni”, dei quali n.48 destinati al Ministero della Difesa.
Si tratta di due iniziative sicuramente importanti e degne di attenzione, che certamente porteranno un po’ di ossigeno rispetto alle criticità da tempo in essere nella nostra Amministrazione a causa delle carenze storiche di professionalità civili, in particolare di quelle tecniche, che costituiscono oramai da anni il “leit motiv” di ogni nostro incontro con i Vertici politici del Dicastero e pure di quelli con i Vertici tecnici delle FF.AA., in particolare con Esercito e Marina, che attraverso i rispettivi Comandi Logistici gestiscono gli Stabilimenti dell’area industriale e toccano con mano la gravità del problema.
Un problema, quello delle carenze di professionalità civili nel MD, che tende a crescere ed ad acuirsi di anno in anno, e questo a causa del crescente differenziale tra il numero dei lavoratori che lasciano il servizio (pensionamento o altro) e quello relativo ai nuovi ingressi nei ruoli civili, davvero esigui.
Un problema che ha avuto recentemente, sul fronte delle attività industriali della Difesa, giusto spazio e risalto nella risoluzione della Commissione Difesa del Senato sulle problematiche degli Enti industriali (ne abbiamo parlato nel Notiziario n. 63 del 25.06.2020), con accenti che lasciano immaginare come o si avvierà in Difesa una politica occupazionale finalmente seria ed efficace, oppure continueremo a gridare alla luna ma senza risolvere neanche in piccola parte il problema, come di fatto è avvenuto sinora.
Sul tema occupazionale, s’è registrato in questi giorni un fatto nuovo, che inevitabilmente si incrocia con i bandi di concorso, in quanto gli arrivi attesi di nuovo personale verranno compensati da uscite di altro personale. Ci riferiamo ai tanti lavoratori, anche di area 3^ e di profilo tecnico, che, spinti anche dal desiderio di migliorare la propria posizione professionale ma soprattutto economica (visto che allo stato non sono state ancora trovate soluzioni concrete alla vexata quaestio del GAP retributivo), si accingono a lasciare il MD per le Dogane essendo risultati vincitori dei bandi di mobilità indetti dall’Agenzia ad agosto 2019, (e noi siamo felici che ci siano riusciti e facciamo loro davvero molti auguri), e con tanto di “nulla osta” all’uscita da parte della nostra D.G. d’intesa con gli OO.PP. Un via libera che, però, appare oggettivamente in contraddizione rispetto alle ben note criticità e carenze di professionalità civili nel M.D.
A tal proposito, preso atto delle forti contraddizioni che emergono in questa vicenda e delle evidenti e preoccupanti ricadute sul piano interno agli Enti d’impiego, abbiamo scritto al Ministro Guerini e al Sottosegretario Tofalo la lettera che ad ogni buon conto pubblichiamo in questa pagina, con relativo allegato.
LA SEGRETERIA NAZIONALE (Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI)
FLP DIFESA, con la nota datata 10 luglio 2020, che si pubblica in questa pagina in allegato, ha risollecitato PERSOCIV (vedasi Notiziario FLP Difesa n. 50 del 22 maggio 2020 e Notiziario n. 53 del 4 giugno 2020) ad avviare il più rapidamente possibile il confronto negoziale tra le Parti per la definizione dell’Ipotesi di accordo relativa alla distribuzione del FRD 2020, chiedendo di conoscere preventivamente alla contrattazione la quantificazione esatta della dotazione finanziaria del Fondo 2020 e il dettaglio di tutte le somme che concorrono ad alimentarlo, e tra queste, ovviamente, in primo luogo, quelle relative ai risparmi di gestione riferiti alle spese del personale a seguito dei processi di riordino delle FF.AA..
Risorse, queste ultime, che risultano estremamente importanti e addirittura decisive ai fini della possibilità di realizzazione nell’anno in corso di una nuova fase di progressioni economiche, molto attese dai lavoratori dopo la mancata realizzazione nel 2019.
Segnaliamo che PERSOCIV con la circolare n°39703 emanata in data odierna, ha riavviato la ricognizione dei dati relativi a PPL, Turni e Reperibilità del corrente anno, che dovranno essere comunicati dagli Enti agli Organi di Vertice per la successiva trasmissione da parte di questi ultimi alla Direzione Generale per il personale civile entro il 20 luglio.
Il calcolo dovrà essere effettuato tenendo conto dell’effettivo fabbisogno riscontrato nel 1° semestre, moltiplicato per due, e delle indicazioni fornite nella stessa riferite all’applicabilità di detti istituti e relativa corresponsione dell’indennità, anche in regime di lavoro agile. Tutto ciò, al fine di procedere alla corretta quantificazione delle esigenze finanziarie connesse alle predette indennità da accantonare in sede di contrattazione nazionale per la distribuzione del FRD 2020.
Al riguardo, la FLP DIFESA ha comunque precisato, con la nota del 10.07.2020 di cui sopra, che si riserva un approfondimento in merito alle indicazioni fornite da Persociv agli Enti, soprattutto quelle riferite all’applicabilità dei turni in regime di smart working e quindi alla corresponsione dell’indennità, perché così come formulate potrebbero ingenerare differenti interpretazioni fra gli Enti, che avrebbero potuto essere evitate con una puntuale definizione di tutta la disciplina attraverso la contrattazione nazionale, più volte richiesta dalle OO.SS. nelle precedenti riunioni, ed a tutt’oggi mai avvenuta.
L’on Angelo Tofalo, Sottosegretario di Stato alla Difea
In data 12 giugno 2020 è apparso, sulla pagina facebook “Dipendenti civili della Difesa“, un video del SSS Difesa On. Angelo TOFALO con il titolo “Importanti aggiornamenti sui dipendenti civili della Difesa”, una modalità “inusuale” di dare informazioni e soprattutto poco in linea rispetto alle normali relazioni sindacali ed ai tavoli tecnici con le OO.SS. già avviati e sospesi solo per l’emergenza epidemiologica Covid-19. . Si pubblica in questa pagina in allegato 1 il testo integrale della comunicazione in argomento
I temi trattati hanno riguardato: la sperequazione salariale con altre Pubbliche Amministrazioni; le nuove assunzioni per affrontare la riduzione degli organici del DM da 27.751 a 20.000 nel 2024; la stabilizzazione dei civili del Campalgenio; il transito del personale militare non idoneo nei ruoli civili; il personale comandato presso altre pubbliche amministrazioni. A tal proposito, l’on. Tofalo ha rappresentato di aver completato un lavoro di studio approfondito, su delega del Ministro Lorenzo Guerini, su molte problematiche irrisolte che fanno capo ai dipendenti civili della Difesa e che tale dossier è stato consegnato al Ministro che valuterà quali delle proposte presentate possano trasformarsi in azioni concrete.
In attesa di conoscere le iniziative che il Ministro vorrà avviare, sulla madre di tutte le questioni che riguardano il personale civile, e cioè sul gap economico, val la pena di ricostruire la vicenda.
Il problema legato alle basse retribuzioni del personale civile è un problema vecchio, e per quanto ci riguarda da almeno un decennio FLP DIFESA lo denuncia e lo ha posto posto in cima alle proprie rivendicazioni. Nel 2016 il primo segnale di attenzione da parte dell’Amministrazione, che si è sostanziato nell’istituzione dell’apposito Gruppo di Lavoro dell’A.D. presieduto dall’allora SSS. Rossi, incaricato dell’analisi comparativa fra le retribuzioni delle diverse Amministrazioni Centrali vigenti nel 2013. Questi i risultati: differenziale medio per il personale non dirigente del -15% (circa 200-250 €. medi mensili in meno per questi ultimi rispetto alla media del P.I.), mentre per i dirigenti del -9%; le differenze riguardavano: il salario fisso per un -4% circa; mentre per il salario accessorio: più basso del -34% per il personale non dirigente , mentre per i dirigenti aveva un differenziale positivo +11%.
Il documento finale del GdL individuava 4 opzioni teoricamente possibili:
La creazione di un “Fondo Integrativo Speciale”, aggiuntivo rispetto al FUA, pensionabile, sul modello di quello in essere nel Ministero della Salute;
L’istituzione di una sessione contrattuale “ad hoc” presso l’ARAN;
L’incremento della Indennità di Amministrazione;
Il transito nei Ruoli Speciali ex art. 3 D.Lgs.165 (Comparto Sicurezza).
Il GdL rappresentò che, essendo la 2^ e la 3^ soluzione di competenza dei tavoli ARAN, le istanze della Difesa sarebbero state contrapposte a quelle analoghe di altri settori dello stesso Comparto, con scarsa possibilità di successo. La 4^ opzione, oltre che l’abbandono della sfera contrattuale e il rientro nella sfera pubblicistica, non avrebbe comunque garantito che il mero transito comportasse automaticamente benefici economici certi. Perciò la opzione che, a parere del GdL avrebbe assicurato maggiori possibilità di riuscita sarebbe stata l’istituzione di un “Fondo Speciale Aggiuntivo”, alimentato con risorse interne alla Difesa, pensionabile e implementabile annualmente, sul tipo di quello in essere presso il Ministero della Salute, destinato ad armonizzare i trattamenti economici di tutti i dipendenti contrattualizzati, e non alla premialità.
Su tale premessa fu siglato il successivo accordo del 05/04/2017 fra il vertice politico (la ex ministra Pinotti) e CGIL-UIL-FLP (vds ilNotiziario n. 39 del 5.4.2017),che prevedeva, al primo posto, l’impegno di istituire il “Fondo integrativo del trattamento economico del personale civile non dirigente” destinato a remunerare la sua “peculiare situazione di impiego”. Tale fondo sarebbe stato alimentato con 21 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020, con conseguente stabilizzazione nel bilancio statale, e possibile irrobustimento nel tempo con quota parte dei risparmi originati da riordini, come espressamente previsto dal D. Lgs. 26.04.2016, n.91 provenienti dal bilancio della Difesa.
Ciò portò al risultato concreto nella Legge di Bilancio 27/12/2017 n. 205 per il 2018, (art.1, comma 590) in cui sono state assegnate a tal fine le risorse dei 21 milioni all’anno per il 2018, 2019 e 2020. Tuttavia le risorse furono invece dirottate sulla Produttività (Fondo Risorse Decentrate), a causa del parere contrario del MEF. Come noto, a seguito dell’accordo sulla distribuzione del FRD 2018, i 21 mln. sono stati poi utilizzati per il pagamento della performance organizzativa (€. 607,21 pro-capite), con criteri e modalità che non ci sono piaciute al punto che quell’accordo FLP DIFESA non lo ha mai firmato, anche perché metteva una pietra sopra ogni legittima aspettativa di conoscere la performance organizzativa dei diversi Enti Difesa.
Successivamente, uno spunto di sviluppo importante è venuto dall’ “Atto di Indirizzo 2018” per la Performance del Personale Civile a firma della Ministra Trenta, nel quale si riconosceva che “…la componente civile della Difesa… opera in settori specialistici con professionalità PECULIARI non facilmente rinvenibili nelle altre PA…” e dal successivo “Atto di Indirizzo 2019”, ove è riaffermata la volontà di “…individuare le più opportune modalità volte al riconoscimento del personale civile del giusto corrispettivo economico in relazione alle PECULIARI attività di detto personale, funzionali all’operatività dello strumento militare nazionale… …e rilanciare e valorizzare le professionalità del personale civile in ogni articolazione del Dicastero, capitalizzando le variegate competenze professionali che operano a supporto delle Forze Armate”. (vds Notdif. 65/2019).
A seguire, FLP Difesa ha ripresentato la propria proposta (vds Notdif98/2018 e 3/2019) di costituire, a partire dal 2019, il “Fondo Speciale” per il personale civile della Difesa, implementabile annualmente e pensionabile, in cui far confluire i 21+21 milioni già assicurati per il 2019 e 2020 dalla Legge di Bilancio per il 2018, richiamando la controparte agli impegni assunti di implementare le risorse. Ma il MEF è intervenuto ancora una volta con proprio parere contrario, e ha reso impraticabile sia la nostra proposta, che quella di una “indennità funzionale” di 600€. lordi mensili pro-capite pensionabili avanzata da alcune sigle sindacali, che come FLP DIFESA avevamo giudicato un po’ demagogica, che avrebbe comportato peraltro ben altra spesa, quantificata dall’AD in 230mln di €.
Nel frattempo però era emerso che per il personale militare la storia era andata in modo opposto: l’art. 19 l. 04/11/2010, n. 183 sancisce la SPECIFICITA’ del ruolo del personale militare, e su tale base già nel 2019 il rinnovo contrattuale delle FFAA di cui al DPR 40/2018 ha determinato un incremento della spesa per il personale militare di 265,7 mln sul 2018 a seguito del riordino delle carriere, mentre per il personale civile il rinnovo contrattuale 2016/2018 ha portato un incremento di spesa di soli 27,6 mln: il rapporto del 90% ai militari e del 10% ai civili, a vistoso vantaggio per i primi. Detto per inciso, non può sfuggire all’osservatore come, a parità di impiego e di compiti (e sappiamo quante siano le situazioni di convivenza negli stessi uffici-enti), i costi per unità di prodotto per il personale civile siano infinitamente inferiori a quelle per i militari.
L’idea che FLP Difesa da tempo propone (vds Notdif. 27,29,30,45 e 46 del 2019), è che ove, analogamente a quanto fatto per il personale militare, venisse affermata per via legislativa la “Peculiarità” del ruolo, delle funzioni e dell’impiego del personale civile della Difesa ma rimanendo comunque sempre all’interno del comparto di contrattazione, sarebbero superate le argomentazioni che sostengono i rilievi del MEF sopra citati, e sarebbe possibile ripercorrere diverse possibili soluzioni utili a sanare il GAP retributivo superando i vincoli posti dal CCNL FFCC, e senza uscire dal Comparto FF.CC. per entrare nel “Comparto Sicurezza”.
Sulla questione gap, e sulle proposte diverse provenienti dal fronte sindacale, sono risultate totalmente inefficaci ai fini della soluzione del problema le molte riunioni con la ministra Trenta, proprio nello stesso periodo in cui la componente militare portava a casa il suo riordino delle carriere, con i relativi benefici economici; e purtroppo inefficace, sinora, anche quelle col ministro Guerini, cui va comunque riconosciuto il recupero in bilancio dei 21 milioni spariti “per errore” invece di essere stabilizzati dopo il triennio 2018-2020, come affermato all’epoca dall’AD (il che, tradotto in volgare, avrebbe fatto sparire dal 2021 i 601,27€. procapite della performance organizzativa). Dopodiché sono partiti tavoli tecnici con il SS Tofalo, interrotti dalla vicenda COVID 19 e mai ripresi, senza peraltro approdare di fatto ad alcun dato certo.
In conclusione:
I costi delle progressioni orizzontali hanno ridotto al lumicino il FRD, e dunque non vi è mai stato un reale miglioramento complessivo della retribuzione: all’aumento del salario fisso derivante dalla fascia retributiva superiore corrisponde la riduzione del salario accessorio; il bilancio dei singoli è stato mediamente in parità, ma naturalmente a discapito della 1^ area, che non hanno avuto pari possibilità di crescita economica;
dopo tanto tempo e tanti incontri non c’è riscontro in merito alla reale disponibilità di risparmi del bilancio Difesa per alimentare il GAP;
Sono tutti “allo studio” i possibili istituti mediante i quali attribuire le risorse, ove reperite;
Abbiamo certezza della effettiva destinazione dei 21 milioni (per ora riconducibili alla performance organizzativa) solo fino al 2021, e dunque invece che incrementare il salario, potremmo vederci sottrarre anche i 600 €. faticosamente conquistati da CGIL-UIL-FLP con l’accordo del 2017.
Dunque, cornuti e mazziati, a fronte delle vistose differenze con il trattamento economico del personale in divisa.
Ora il Sottosegretario con il comunicato Facebook, i cui contenuti riportiamo nel documento allegato, annuncia di aver inserito nelle linee programmatiche presentate al Ministro Guerini “un particolare riferimento… …ad una sorta di assegno, volto a dare il giusto riconoscimento economico alla componente civile…”
Diciamo che apprezziamo lo sforzo, ma rileviamo la scarsezza di elementi valutativi in merito alle possibili soluzioni da dare alla questione del GAP economico.
Abbiamo pertanto chiesto con la lettera che pubblichiamo in questa pagina in allegato 2 al Sottosegretario di riprendere un costruttivo dialogo sulle materie rimaste sospese in a causa dell’emergenza COVID 19 su tutte la questione del GAP retributivo, e al contempo di fare un punto anche sulle altre questioni aperte: le assunzioni straordinarie, quelle dei lavoratori del Genio Campale, etc. A tal fine abbiamo richiesto la convocazione di un incontro, anche in modalità videoconferenza.
Monitoraggio della FP sullo sw nell’emergenza COVID19
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 28 in data odierna della Segreteria Generale della FLP, relativo all’iniziativa di monitoraggio per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile attuata nell’ambito della Pubblica Amministrazione:
Importante iniziativa del Ministero della Pubblica Amministrazione.
E’ attivo infatti presso il portale PartecipaPa, al link partecipa.gov.it, una consultazione pubblica riservata ai lavoratori dipendenti della PA per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile svolta in questi mesi caratterizzati dalla grave emergenza sanitari. In particolare è prevista la ricognizione delle esperienze, giudizi, valutazioni e proposte di miglioramento necessari a definire lo sviluppo dello smart working, a regime, come uno dei principali strumenti di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico.Come è noto l’adozione del lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa ha permesso di assicurare la continuità delle prestazioni rese dagli Uffici garantendo la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che dei cittadini che hanno potuto fruire di gran parte dei servizi da remoto.
Ora si tratta di non disperdere questa importante esperienza, ma di renderla duratura, permettendo da subito un graduale riavvio in sicurezza delle attività connesse alle esigenze di ripresa dopo il lockdown e a regime una forte implementazione delle percentuali ora previste per il lavoro agile. Che dovrà diventare uno strumento non solo di conciliazioni vita lavoro, ma un formidabile strumento di digitalizzazione e di rivisitazione dei processi e di sviluppo delle competenze e delle professionalità. Ecco perché come FLP riteniamo molto importante questa iniziativa, che si inserisce all’interno di un processo più articolato di partecipazione dal basso, diffusa, in cui ogni operatore potrà contribuire all’elaborazione e alla definizione di prassi virtuose. Le nostre Amministrazioni non hanno bisogno di nuove norme che si accavallano a quelle già prodotte copiosamente in questi anni, ma di azioni concrete, comportamenti conseguenti, adeguamenti organizzativi che superino la visione burocratica e gerarchico funzionale che ancora oggi è troppo presente nelle nostre Amministrazioni. I contenuti della rilevazione costituiranno senza dubbio un utile strumento per tutti noi, specie ora che è imminente la riapertura del confronto con la Ministra Dadone proprio sul lavoro agile a regime. Invitiamo quindi tutte le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare alla rilevazione promossa dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione, per non perdere l’occasione di partecipare ad una iniziativa in cui ognuno di noi può dire la sua e contribuire a cambiare il volto del nostro lavoro e dei nostri Uffici. E invitiamo altresì i nostri Coordinamenti Nazionali ad avviare le più idonee iniziative presso le proprie Amministrazioni affinché le stesse operino al meglio per assicurare la piena riuscita dell’importante iniziativa della F.P. che è tesa, attraverso la ricognizione e l’analisi anche critica delle esperienze vissute durante l’emergenza Covid-19, a costruire le basi per la messa a punto delle concrete modalità di realizzazione a regime dello smart working.
La Segreteria Generale FLP
Ci associamo dunque all’iniziativa della Federazione, invitando tutti i colleghi a partecipare al rilevamento, dei cui esiti questa Segreteria Nazionale ha chiesto di essere messa a conoscenza con la nota che si pubblica in allegato in questa pagina.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
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Notiziario FLP Difesa del 29 giugno 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 28 in data odierna della Segreteria Generale della FLP, relativo all’iniziativa di monitoraggio per la rilevazione dell’esperienza di lavoro agile attuata nell’ambito della Pubblica Amministrazione: Importante iniziativa del Ministero della Pubblica Amministrazione. E’ attivo infatti presso il portale […]