La FLP DIFESA informa che l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance (OIV) del Ministero della Difesa, con lettera del 24.09.2020 e trasmessa al il 28.09.2020, ha validato nel suo complesso la “Relazione sulla performance dell’anno 2019 dell’Amministrazione Difesa”approvata con DM 15.09.2020 e trasmessa all’OIV. Al documento di validazione, è allegata la “Relazione di accompagnamento” che riporta le procedure seguite e le motivazioni conclusive raggiunte in merito a ciascuno degli 11 criteri – oggetto di valutazione – previsti nella procedura di validazione indicata nelle linee guida per la Relazione annuale sulla performance n.3/2018 della PCM – Dipartimento della F.P. . Il documento è pubblicato in allegato su questa pagina.
A seguito di tale validazione da parte dell’OIV, come già segnalato nel Notiziario n. 82 del 30.09.2020,le spettanze economiche per la performance organizzativa e la performance individuale, previste nell’accordo FRD 2019, dovrebbero essere pagate a breve, la organizzativa a novembre p.v. e la individuale a dicembre: il saldo della quota media pro capite di €.636,85 per la prima, e di € 75,82 per la seconda, cifre al netto degli oneri a carico del datore di lavoro.
Nel merito del documento di OIV, ci sembra utile evidenziare due rilievi indicati nella relazione di accompagnamento della validazione, che appaiono in linea con quanto da sempre sostenuto dalla FLP DIFESA:
Il primo, che “appare opportuno che l’A.D. ridefinisca la tempistica – anche procedendo all’aggiornamento del Sistema di misurazione e valutazione della performance – dell’intero processo di redazione della Relazione, affinché il documento venga trasmesso con adeguato anticipo rispetto al sopracitato termine (comunque non oltre il 31 maggio), per consentire all’OIV di condurre efficacemente le attività e le verifiche di competenza.”;
Il secondo, che se OIV da un lato ha considerato positivamente il processo di misurazione e valutazione dei risultati di performance organizzativa e individuale adottato dall’A.D., dall’altro lato ha rilevato chel’A.D. è a tutt’oggi inadempiente nell’attuazione della previsione normativa di cui all’art. 7, comma 1 del DL.vo n.150/2009 come novellato dal DL.vo n. 74/2017, che prevede l’aggiornamento annuale – previo parere vincolante dell’OIV –dei predetti Sistemi di misurazione e valutazione delle performance (che nel caso delle “aree funzionali” è fermo addirittura all’edizione del 2015), da far confluire in unico Sistema.
Il primo di questi rilievi (riduzione della tempistica) è certamente in linea con le richieste della FLP DIFESA (Notdif n. 86 del 15.10.2020) per come già rappresentate a Persociv (avvio ad inizio anno della trattativa sul FRD; richiesta anticipata al MEF di conoscere la quantificazione delle risorse economiche disponibili e la composizione del Fondo; trasmissione in tempi rapidi dell’ipotesi di accordo al MEF e F.P. per la prevista certificazione e firma definitiva dell’accordo) di “cambiare rotta” rispetto alla tempistica adottata negli ultimi anni, richieste tutte finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre i tempi di attesa per il pagamento degli acconti in corso d’anno(per le PPL, Turni, Reperibilità)e dei conguagli nei primi mesi dell’anno successivo alla maturazione del diritto di tutte le voci di salario accessorio contenute nel FRD, nonché per poter effettuare in corso d’anno e senza fretta le progressioni economiche tanto attese dai lavoratori.
In merito al secondo rilievo dell’OIV fatto all’A.D., riferito all’aggiornamento annuale previsto per legge del Sistema di misurazione e valutazione delle performance (individuale, e ora anche organizzativa), corre invece l’obbligo di ricordare che l’ultimo confronto in materia con la Delegazione di parte pubblica risale al 15 novembre 2018, durante il quale era in esame lo schema predisposto da A.D. in data 11.10.2018 e per il quale FLP DIFESA, ferma restando la nostra storica contrarietà di principio ad un sistema che misura e valuta, nel medesimo ambiente di lavoro e sui medesimi obiettivi, solo la performance del personale civile e non anche quella del personale militare, ha costruito e consegnato ad A.D. un documento datato 5 novembre 2018 con le nostre osservazioni e proposte (Notdif125 del 15.11.2018). A seguito del quale incontro, AD si era riservata di valutare le osservazioni avanzate dalle parti sociali, di provvedere alle eventuali integrazioni e modifiche dello schema inviato alle OO.SS., e di avviare un percorso interno che avrebbe dovuto portare al recepimento del nuovo Sistema di misurazione e valutazione delle performance con D.M. per entrare poi in vigore nel 2019.
Anche in questo caso, i percorsi e la tempistica indicata da A.D. “ha fatto acqua da tutte le parti”.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti.
In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le resistenze e la disattenzione generalizzata al Protocollo Nazionale, rilevate fin dalla sua emanazione: spesso non ve ne è stato richiamo nei riferimenti normativi dei Protocolli locali, (mentre è costante il rinvio alle Linee Guida, alle Direttive e alle Circolari emanate dagli organi di vertice); addirittura in taluni Enti è adottata per il personale civile la modulistica prevista per i militari, nella quale restano i richiami ai codici disciplinari militari. E vi sono Enti dove le relazioni sindacali sono pressochè sconosciute, altri nei quali i Comitati, pur costituiti, rimangono “inattivi”, altri che diradano le relazioni e le riunioni con le OO.SS, altri ancora indisponibili a fornire anche ai loro stessi Comitati le informazioni e documenti relativi alle misure adottate e alle situazioni di positività al COVID 19. E spesso i Protocolli locali non sono aggiornati alle normative più recenti. Pertanto ci siamo dichiarati favorevoli alla intenzione dell’AD di emanare circolari congiunte Persociv/SMD/SGD, utili a incidere sugli Enti dipendenti; non potevamo però non rilevare che l’impegno di AD a nostro parere dovrebbe più specificamente guardare alla massima promozione e diffusione del Protocollo Nazionale su cui si sta lavorando, e alla sua implementazione, che lo renda esaustivo rispetto alle problematiche specifiche.
Peccato allora che, rispetto allo stato delle cose, il Direttore di Persociv non abbia dato certo un buon esempio di riguardo alle relazioni sindacali e alle controparti nazionali, nell’emanare, un giorno prima della riunione, una Direttiva interna a Persociv, che di fatto reca l’aggiornamento delle misure antiCovid-19, al netto delle risultanze del confronto di oggi e dell’aggiornamento del Protocollo nazionale, che sarà dalla stessa sottoscritto in qualità di Presidente della delegazione trattante. E peraltro non passa inosservato che sono passati quasi 3 mesi dalla nostra richiesta di aggiornamento del 7 agosto u.s. seguita alla sottoscrizione del Protocollo 24 luglio 2020 e della successiva circolare della Funzione Pubblica in pari data.
In ogni caso, premesso che lo stato di emergenza è prorogato al 31 gennaio 2021, che le cronache documentano un massiccio incremento della diffusione del virus, e che abbiamo notizia di molteplici segnalazioni anche all’interno della Difesa, è impellente l’urgenza di procedere all’Aggiornamento del Protocollo di sicurezza, e di procedere alla sua tempestiva diffusione a tutti i Comandi/Enti, come punto di riferimento obbligato per il successivo aggiornamento dei protocolli locali.
A tal proposito, FLP Difesa ha formulato le seguenti considerazioni e proposte:
Preso atto che sono state recepite molte delle proposte da noi formulate il 7 ottobre, peraltro presenti in particolare nel Decreto F.P. del 19.10.2020, abbiamo riproposto anche le altre richieste relative a: – coinvolgimento delle OO.SS.sulla mappatura locale e nazionale delle attività eseguibili in lavoro agile, -sottoscrizione di un Protocollo di accordo applicativo per la definizione degli assetti del lavoro agile; -l’avvio del confronto ai fini della stesura dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile richiesti dalla Funzione Pubblica per il 31 gennaio p.v. .
Posto che sono state recepite le proposte di inserire fra le norme di riferimento le due leggi introduttive del Lavoro Agile del 2015 e del 2017, abbiamo chiesto di non escludervi la discendente Direttiva F.P. n.3/2017;
In merito alla Direttiva interna a Persociv, ferma restando l’obiezione di metodo sopra evidenziata, abbiamo proposto di riprodurre nel Protocollo Nazionale la parte relativa alle modalità organizzative in SW per i casi di quarantena effettuata dai dipendenti individualmente a scopo “precauzionale”, cosa che peraltro riscontra una problematica già posta da FLP Difesa;
Abbiamo chiesto di inserire la previsione del ricorso al lavoro agile finalizzato alla formazione per quei lavoratori che, per la natura della loro professionalità sono per lo più obbligati a svolgere attività in presenza (vds p.p. tecnici), come previsto dall’art 3, comma 1, lettera c) del Decreto FP 19.10.2020;
Abbiamo ribadito la necessità che il Protocollo indichi una periodicità minima quindicinale degli interventi di igienizzazione e sanificazione dei singoli Enti;
Abbiamo chiesto di rafforzare l’impegno dell’AD di assicurare la disponibilità degli accessi da remoto alle piattaforme dell’AD e di mettere a disposizione i dispositivi informatici e digitali necessari;
Abbiamo ribadito la necessità di: -dare impulso e valorizzazione del ruolo dei Comitati permanenti quali “tavoli tecnici”; -promuovere l’adozione di modalità di comunicazione e di coordinamento fra gli enti; -assicurare informazione chiara sulle misure adottate e massima trasparenza nei confronti dei citati organi tecnici nell’evenienza di casi di positività al Covid-19 .
Un nuovo elaborato sarà prodotto dalla AD per il vaglio di SMD e SGD; dunque ancora un aggiornamento della riunione, presumibilmente alla prossima settimana. E’ tutto.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 93 del 28 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, per il prosieguo del confronto sulle risorse derivanti dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale civile della Difesa 2016-2019 ex l. 244/2012, sviluppato sulla base della documentazione prodotta dall’AD, e di cui si riportano di seguito le risultanze.
L’AD ha riepilogato i dati di interesse in una relazione tecnica, allegata alla bozza di decreto 2020 (che si pubblica in allegato su questa pagina), nella quale sono quantificati i risparmi derivanti dalle cessazioni del personale per ciascun anno del periodo 2016-2019, in complessivi 118 milioni di €; di questi il 10%, pari a 11, 8 milioni dovrebbe andare al FUA/FRD del personale civile della Difesa. Intanto la tabella in questione dovrà essere rielaborata alla luce del rilevamento di alcuni errori contabili, per cui il saldo potrebbe essere suscettibile di rettifiche. E’ stato specificato anche che non confluiscono nei risparmi di cui al presente documento le risorse riconducibili a Difesa Servizi, in quanto definite “minori esigenze” dell’Amministrazione, e destinate ad alimentare il funzionamento della Difesa, come previsto dalla riforma Di Paola.
In realtà i risparmi verificati ammontano complessivamente per il periodo 2016-2019 a €. 164.830.620,04, (e il 10% destinato al personale civile ammonterebbe a €. 16.483.062) e avrebbero dovuto essere a suo tempo oggetto di Decreto Interministeriale Difesa – MEF ai fini della destinazione al FUA/FRD; ma questi decreti annuali pregressi non sono stati fatti, e ora corriamo il rischio che il MEF tenga in considerazione solo gli importi relativi all’ultimo triennio, con esclusione intanto almeno dei risparmi imputabili al 2016 (€. 26.833.032,90). Da qui già si rileva il grave danno economico per il personale civile, con le connesse ricadute negative derivanti dalla mancata stabilizzazione nel FUA/FRD del 10% dei risparmi di ciascun anno precedente, che si riverberano negli anni successivi; danni che, ovviamente, denunciamo tutti per intero, riservandoci le valutazioni del caso e le eventuali iniziative.
FLP ha chiesto chiarimenti in merito agli importi mancanti, che nella tabella sono identificati con le quote destinate “All’abbattimento del blocco del turnover”, e quantificate nel 75% dei risparmi del 2016 e 2017 (per complessivi €. 46.573.618,56, il cui 10% non potrà più essere destinato al FUA/FRD). Questa la risposta: Posto che per gli anni 2016-2017 non sono stati fatti i decreti relativi alla quantificazione dei risparmi annuali della Difesa, validati dal MEF, tali risorse non “cristallizzate” sono confluite al MEF. Oggi AD chiede al MEF di farsi riconoscere per quegli anni almeno il 25% dei risparmi, che avrebbero potuto essere destinati alle assunzioni in base alla l. 208/2015. Soldi (€15.524.618,56) che non sono ovviamente stati spesi in virtù dei limiti numerici di personale imposti dalla legge 244/2012, e che confluirebbero nel conteggio finale.
In sintesi i danni subiti dal personale civile della Difesa: riduzione degli organici di 10.000 unità con la Legge 244; tagli dei risparmi per la legge sulla spending review; blocco delle assunzioni; -perdita considerevole di quote strutturali di FUA/FRD (che per es. potevano essere destinate anche alle progressioni economiche negli anni)
E poiché inoltre avrebbero dovuto confluire nel FUA/FRD di questi anni anche le risorse derivanti dalle Indennità di Amministrazione dei cessati, abbiamo chiesto conferme in merito. E’ stato dato mandato a Persociv di verificare e fornire le informazioni richieste da FLP DIFESA.
Particolare la problematica dei dirigenti, in corso di verifica, per i quali la RIA, la retribuzione di risultato e la retribuzione di posizione confluiscono interamente nel Fondo.
Il Capo di Gabinetto ha espresso il massimo impegno dell’AD a cercare di ottenere quanto più possibile dalla interlocuzione col MEF per le annualità pregresse, consapevole che sarà dura vedersi riconosciuti i risparmi più vecchi, fermo restando l’impegno politico a cercare di recuperarli in qualche modo nel caso di esito negativo delle procedure avviate, e ha ribadito che non ci sono le condizioni per prevedere una tempistica rispetto agli sviluppi della questione.
A lui dalle parti è stata riconosciuta la trasparenza, l’aver fatto emergere con chiarezza il problema, e l’impegno per mettere un punto fermo a questa vicenda le cui responsabilità sono evidentemente da andare a ricercare negli anni passati.
Dal Capo di Gabinetto il ringraziamento per il riconoscimento del lavoro fatto, e per il contributo e lo stimolo arrivato dalle parti sociali, fondamentale per affrontare questa spinosissima vicenda. Entro fine settimana saranno comunicati i nuovi appuntamenti. Vi terremo aggiornati.
LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Nel tardo pomeriggio del 26 u.s., la Direzione Generale per il personale civile ha inviato e reso pubblico il testo integrale dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, con l’indicazione delle Parti firmatarie e di quelle non firmatarie con le relative note (testo in allegato 1 su questa stessa pagina)
La trattativa FRD 2020 è partita con enorme ritardo (31 luglio 2020), ma il confronto di fatto si è sviluppato solo a partire dalla seconda riunione (era il 30 set 2020, si veda il Notiziario n. 82 di pari data), e sin da quel momento è apparso chiaro come, preso atto che gli impegni assunti dal Ministro Guerini a luglio u.s. per implementare significativamente la dotazione del FRD 2020 non erano approdati purtroppo ad alcun risultato, una parte delle OO.SS. fosse orientata a non realizzare comunque alcuna progressione economica per il 2020.
Detto orientamento è diventato certezza nel corso della riunione del 15 u.s. (vds. Notiziario n. 86 di pari data), nella quale la delegazione trattante di AD presentò due diverse Ipotesi di accordo, la prima con previsione di n. 2.574 progressioni economiche e la seconda con zero progressioni; in entrambe, poi, come da noi riferito in Notiziario, nessuna previsione di misure finalizzate alla valorizzazione economica del personale di area 1^.
Rispetto all’alternativa proposta dalla Delegazione di AD, la nostra scelta fu da subito molto chiara: quella di avviare una fase di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2020, che era molto attesa dalla stragrande maggioranza dei colleghi, e che si rendeva a nostro avviso doverosa dopo la mancata realizzazione di progressioni per l’anno 2019.
Fummo perciò molto chiari al tavolo di trattativa, chiedendo di avviare le 2.574 progressioni con decorrenza 1.1.2020, modificando al contempo i criteri a maggior beneficio della anzianità, e, nel caso successivamente fossero arrivati davvero le risorse da risparmi L. 244 su cui si era impegnato il Ministro, nulla avrebbe vietato di avviare una nuova e molto più corposa fase di progressioni economiche.
La delegazione trattante si era da subito dichiarata disponibile a tal proposito, poi invece nei giorni successivi, è emersa invece in modo evidente una posizione della Delegazione trattante un po’ pilatesca, del tipo: a noi va bene tutto, scelgano le OO.SS.
E le OO.SS. in maggioranza (tutte, tranne UNSA ed FLP DIFESA,che ha presentato la nota a verbale in allegato 2 su questa stessa pagina)hanno scelto di non fare le progressioni e, incredibile a dirsi, dei 5 mln risparmiati neanche un solo € è andato al personale di 1^ Area che si dice di voler valorizzare. A babbo morto, però: lo si è detto nel 2019 per il 2020; ora nel 2020 per il 2021, ma risultato zero € in tasca!
Per giustificare la scelta di non fare le progressioni 2020, si sono utilizzati due argomenti.
Il primo, che essendo già a metà ottobre, non si sarebbe arrivati con le graduatorie emanate entro il 31 dicembre 2020. Il riscontro storico è però ben diverso: nel 2018, il bando per n. 6898 progressioni (tre volte il numero previsto per il 2020) è stato pubblicato il 21 nov 2018, e in data 22 dic le graduatorie sono poi state pubblicate. Dunque, siglando l’Ipotesi entro il 20 ott 2020, era ragionevole immaginare, magari anche operando pressioni su MEF/FP, che entro 30 giorni l’accordo avrebbe potuto essere certificato, e a seguire si sarebbe dato il via alla procedura.
Il secondo argomento appare ancor più insostenibile: che, nell’ ipotesi di mancata pubblicazione delle graduatorie entro il 31 dicembre 2020, si sarebbe corso il rischio della perdita del relativo finanziamento ( i 5 mln), posizione questa che nei post diffusi da alcune sigle si mette in bocca alla stessa D.G.. Non è proprio così….
Alle sigle firmatarie, e nel caso anche alla nostra DG, facciamo presente a tal proposito che, intanto si sarebbe potuto inserire in accordo una clausola di salvaguardia (vds nota a verbale FLP); in secondo luogo, facciamo loro presente che, in risposta a un quesito dell’Università di Ferrara avente per oggetto “diverso utilizzo delle somme stanziate” per progressioni, assunto a prot. con il n. 6400/2014, l’ARAN con nota n. 12333 del 11.07.2014 (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina) rispondeva che le somme non utilizzate nell’anno in corso “devono essere portate in aumento delle risorse dell’anno successivo”, fatta salva la medesima finalizzazione.
In buona sostanza: se le progressioni con decorrenza 1.1.2020 non fossero arrivate al traguardo, i 5 mln impegnati non sarebbero andati persi, ma sarebbero transitati nel FRD 2021 sempre per finanziare progressioni. Perché allora il no?
Questi i fatti, nudi e crudi, e ci è parso doveroso precisare la nostra scelta di fronte ai colleghi.
In allegato, l’Ipotesi di accordo FRD 2020 con firme e note, e in file separato la nota a verbale FLP DIFESA
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno:
L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi con privati per l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture militari, per il tramite di Difesa Servizi, e consente alla Difesa di provare a fare cassa creando sinergie tra pubblico e privato, con convenzioni e accordi locali da cui reperire risorse da destinare, ovviamente fatte salve le priorità operative e manutentive di F. A., al mantenimento/ampliamento dei livelli occupazionali sul territorio, a riattivare Scuole Allievi Operai, ad avviare iniziative formative specialistiche a livello locale. Sarà compito degli SS.MM. di indicare i siti utili allo scopo. L’idea di A.D. è di introdurre un modello che nel contempo valorizzi infrastrutture (x es. il sistema alloggiativo) e porti alla qualificazione del personale. In tale contesto l’A.D. ha ampiamente riaffermato il principio del pieno coinvolgimento delle OO.SS. nei processi decisionali che a partire da domani definiranno contenuti e clausole di accordi e convenzioni (come a suo tempo richiesto da FLP Difesa-vds Notiziario 63/2020). In merito, FLP DIFESA non poteva che apprezzare l’idea di un percorso che nel portare beneficieconomici alla Difesa comportasse benefici per il personale, in particolare in termini di professionalità, e tuttavia rappresentando una qualche preoccupazione sulla necessità di trasparenza dei percorsi da intraprendere per raggiungere l’obbiettivo; ha inoltre ribadito la necessità e l’urgenza di salvaguardare i livelli occupazionaliterritoriali anche in ottica di reinternalizzazione, e ribadito come imprescindibile il ricambio generazionale, stante il progressivo vistoso depauperamento delle risorse umane.
La programmazione strategica di assunzioni del personale civile con proiezioni al 31.12.2024. Il Capo di Gabinetto, Gen. Serino e il CV Burzi del 1° Reparto/SMD hanno introdotto e illustrato il Pianostrategico, sul quale pesa l’obbiettivo di raggiungere le 20.000 unità di personale civile entro il 31.12.2024 di cui ai vincoli assunzionali della L. 244/2012; in realtà il personale civile sta “dimagrendo” molto più velocemente delprevisto, in virtù del maggior numero di pensionamenti conseguenti all’introduzione della “Quota 100”, e perciò, alla luce delle proiezioni di uscita del personale civile, Persociv, di concerto con gli OO.PP., ha consegnato aGabinetto Difesa un piano previsionale di assunzioni da attuare entro il 31.12.2024, per complessive 3.061unità, articolato per profili professionali, Enti e Regioni di destinazione, con riconfigurazione degli organici dal 1 gennaio 2025, al netto degli ex militari transitati all’impiego civile. Il tutto nei limiti assunzionali previsti dallanorma, e subordinato alla quantificazione dei risparmi annualmente conseguiti dall’AD ed agli organici.
La FLP DIFESA nel suo intervento ha rappresentato la necessità:
di un intervento normativo che consenta la proroga del termine del 31.12.2020, sulla riserva del 60% delle assunzioni di tecnici per gli Arsenali, Poli Esercito e stabilimenti militari;
di dare finalmente avvio ad una proposta normativa di riconoscimento della peculiarità del personale civile, in analogia con quanto a suo tempo fatto per il personale militare, che consenta di superare i prevedibili rilievi degli organi certificatori sia ai fini di uno specifico incremento salariale, che ai fini delle assunzioni;
di intervenire con urgenza per rendere strutturali i 21 milioni frutto dell’accordo 5.4.2017 attualmente destinati alla produttività, e in particolare alla performance organizzativa, attualmente certi solo fino a dicembre 2021;
di intervenire sulla legge 244/2012 e sui numeri da questa previsti per il personale civile;
l’importanza della azione politica del Dicastero in merito alle previsioni di assunzioni ordinarie e straordinarie contenute nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2020-2022, e nell’atto d’indirizzo 2021, e in merito all’avvio di strumenti idonei a sostenere incrementi del salario del personale civile utili a colmare il gap;
la necessità di notizie certe in merito ai bandi di concorso ordinari e straordinari già autorizzati;
di porre rimedio alla grave carenza organica attuale che in particolar modo colpisce l’area industriale, e al rischio “collasso”, di cui alle “grida di allarme” rappresentate in diverse sedi, comprese quelle parlamentari, non solo da parte nostra, ma anche dagli Organi di Vertice del Dicastero. Si sottolinea che i numeri autorizzati NON coprono, e sempre meno copriranno, le fuoriuscite di tecnici e di amministrativi in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa e val la pena citare ad esempio la situazione degli Arsenali: il Piano Industriale Integrato 2020-2025 presentato da Maricomlog il 4 giugno u.s., segnalava una carenza di personale al 31.12.2014, del 70% all’Arsenale di Taranto, del 60% a la Spezia e del 55% ad Augusta; e in quel Piano già si parlava di assumere per il 2020, 893 unità di tecnici (445 a Taranto, 273 a Spezia e 175 ad Augusta). Dunque, solo per fare un esempio, vediamo cosa succede all’Arsenale di Taranto: sono previste assunzioni straordinarie di 105 unità per ogni anno dal 2020 al 2022, per un totale di 315 unità (per le quali non sono ancora pronti i bandi di corso-concorso), a fronte delle 445 unità tecniche richieste solo per l’anno 2020; intanto l’Ente già entro fine 2020 presenterà una carenza generale di 626 unità. E le 315 assunzioni autorizzate sono molto inferiori rispetto alle 590 richieste per il triennio 2020-2022. Se questa è la prospettiva per un Ente che pure può considerarsi “fortunato”, non immaginiamo cosa potrà succedere in tutti gli altri, anche nelle altre FF.AA. ;
di intervenire sulle modalità di pianificazione delle assunzioni, da formularsi non più in base alle carenze organiche ma alle effettive esigenze, dunque con la possibilità di adeguare numeri e profili professionali;
di attivare il tavolo tecnico in materia di ex militari transitati all’impiego civile, come concordato lo scorso luglio al Gabinetto a seguito di una nostra storica richiesta, anche in ragione delle possibili ricadute sulla programmazione assunzionale in corso.
Il Capo di Gabinetto ha registrato le richieste, ma ovviamente ha tenuto a precisare che i lavori presentati da SMD e Gab. Difesa non avrebbero potuto prescindere dai limiti imposti dalla legge 244/2012; ed ha preannunciato l’illustrazione del documento al termine della riunione (sui risparmi) di mercoledì 28 ottobre, nella quale sarà fornito un calendario preciso dei successivi incontri.
Notizie più specifiche in merito alle procedure in atto sono state fornite dal D.G. di Persociv, e in particolare:
sono già stati completati a luglio presso la Commissione RIPAM concorsi quali quello per 48 amministrativi, e per 38 dirigenti, e altri saranno gestiti sempre dal RIPAM e dal FORMEZ;
sono in corso interlocuzioni con la F.P. per la predisposizione di un bando unico comprendente le assunzioni straordinarie già autorizzate di 2^ e 3^ area;
sono in fase avanzata le interlocuzioni con FP per l’emanando DM relativo al corso concorso di 315 unità per l’Arsenale di Taranto, che prevede una prima selezione, poi un corso/stage presso l’Arsenale, e l’ esame finale;
sono in corso di definizione i criteri di selezione per l’assunzione del personale di Campalgenio;
i dati elaborati per la pianificazione delle assunzioni sono al netto del personale militare transitato;
è in via di predisposizione il Piano Triennale di Fabbisogni, posto che l’attuale scade quest’anno.
E’ tutto, vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario FLP DIFESA n. 90 del 24 ottobre 2020 –
Il Capo di SME, gen. Salvatore Farina
Nel quadro delle audizioni promosse in ordine agli sviluppi dell’attività delle FF.AA. anche con riferimento alle esigenze operative indotte dall’emergenza epidemiologica, la Commissione Difesa della Camera ha sentito in data 20 ottobre u.s. il Capo di SME, gen. S. Farina (su questa pagina, in allegato 1, il video integrale dell’a seduta).
Nel corso del suo intervento introduttivo, il Capo di SME ha ricordato innanzitutto l’impegno della F.A. nell’emergenza Covid-19 (la messa in disponibilità di ospedali da campo per n. 3500 posti letto e n. 50 in terapia intensiva; i numerosi trasporti di uomini, mezzi e materiali; gli innumerevoli interventi di sanificazione; quelli di controllo delle zone rosse; etc. etc.) ed ha ringraziato le donne e gli uomini dell’Esercito per il lavoro effettuato. Ha quindi ricordato le cinque “linee programmatiche” (organizzazione; addestramento; infrastrutture; capacità e sistemi e personale;) illustrate in una precedente audizione (Notiziario n. 111 del 9.10.2018), e per ciascuna di esse ha operato “un quadro di situazione sulle iniziative avviate, su quelle in itinere e sulle prospettive future”.
Per quanto riguarda la linea “capacità e sistemi”, il Capo di SME ha evidenziato la necessità di colmare il gap capacitivo-tecnologico accumulato negli anni dall’Esercito, sostenendo i programmi in essere (SIC; Blindo Centauro 2; carri Ariete rinnovati; etc.) e quello importantissimo da avviare su digitalizzazione e cyber. Per quanto attiene alle “infrastrutture”, ha ricordato il progetto “Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi per l’Esercito” che prevede l’individuazione di una tipologia costruttiva specifica per la F.A. che segue i principi della green economy, del risparmio energetico, della tutela ambientale e che prevede il “co-uso” in ambiti civili. In materia di organizzazione, ha ricordato le operazioni di accentramento (CAE, per es.) effettuate in questi anni, e ha detto che le strutture di FA si sono complessivamente ridotte del 36% a fronte del 30% richiesto dalla L. 244
Ma la parte indiscutibilmente più interessante per noi è quella che ha toccato il personale, che il Capo di SME ha connotato come “elemento centrale della F.A.”. Trattasi di 98.000 militari e di 7400 civili (9.500 in organico), che appaiono in ogni caso largamente insufficienti rispetto alle necessità della F.A. e peraltro in marcato invecchiamento. Da qui la proposta di una proroga decennale del regime transitorio della Legge 244/2012 (la legge di riordino delle FF.AA. di Di Paola), di cui si parla da anni ma ancora non approdata a nulla.
Sul personale civile, il gen. Farina ha avuto parole di apprezzamento per la nostra categoria ritenuta “componente essenziale per la F.A.” e che ne costituisce il know-how nelle attività tecnico-industriali e infrastrutturali. Ha denunciato la continua riduzione del personale civile effettivo, oggi in numero di 7400 a fronte dei 9.500 previsti, anche a causa delle mancate assunzioni di questi anni. Il Capo di SME ha denunciato come negli ultimi tre anni sono entrati in F.A. solo 11 (undici) professionalità civili neo assunte a fronte degli oltre 800 lavoratori cessati, trend questo che ove dovesse confermarsi in futuro, porterebbe nei prossimi otto anni a ben 3.000 ulteriori uscite di lavoratori civili. Ulteriori, importanti dati sono stati forniti dal gen. Farina in merito agli effetti prodotti dalla L. 244 : dal momento della sua entrata in vigore, l’Esercito ha ridotto la propria forza di 15.000 professionalità militari e di 5.000 professionalità civili, e questo in anni in cui la Forza Armata ha notevolmente incrementato le proprie attività e i propri impegni, anche sullo scenario internazionale, e ancor di più in questi mesi di emergenza Covid-19, con gran parte dell’ “operazione Strade Sicure” su rimodulata di essa.
Per mantenere tutti questi impegni, la F.A. ha bisogno di più personale e di personale più giovane: da qui, la richiesta di proroga decennale del regime transitorio della Legge 244/2012 e di nuove assunzioni. Richieste di cui prendiamo atto, atteso che FLP DIFESA è stata, al momento della presentazione del DDL Di Paola, l’unica O.S. contraria, al punto di organizzare una manifestazione in via XX settembre (era il 6 luglio 2012). Oggi il coro di contestatori della L. 244 si è allargato, ma allora in piazza, nel M.D. e nelle Camere fummo contro solo noi. Ovviamente, siamo contenti di essere oggi in così bella compagnia. E speriamo che il risultato arrivi!
Nel corso dell’audizione, il gen. Farina ha speso parole di apprezzamento per il COCER Esercito, ricordando i loro diversi incontri mentre sul video compariva una slide di una loro riunione. Ne siamo contenti, ma non possiamo non ricordare a tal proposito anche l’ultima riunione con le OO.SS. è del 24 sett. 2019 (Notiziario n. 84 pari data). Pensiamo allora sia tempo di rivedersi, e per questo abbiamo inviato la nota in allegato 2 su questa stessa pagina.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
La Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone
Nella serata 19 ottobre u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha firmato un Decreto Ministeriale con il quale, con riferimento a quanto previsto dall’art. 263 della legge di conversione (L. 17.07.2020, n. 77) del c.d “decreto rilancio” e in relazione ai contenuti dei DPCM 13 e 18 ottobre uu.ss., ha ritenuto di indicare “modalità organizzative e criteri omogenei per tutte le Amministrazioni al fine di assicurare l’applicazione del lavoro agile” (il testo del DM in allegato 1 su questa stessa pagina).
Nelle ore immediatamente successive, la nostra Federazione ha diffuso una nota che reca le proprie osservazioni e considerazioni al riguardo, che riportiamo di seguito nel suo testo integrale:
Firmato nella serata di ieri il Decreto Ministeriale della Ministra per la Pubblica Amministrazione che definisce le modalità di svolgimento del lavoro agile, confermato come una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, alla luce della nuova fase emergenziale che il Paese sta vivendo.
Non ci sono nuove percentuali precise di individuazione del personale da adibire al lavoro da remoto, ma viene ribadito che la percentuale di applicazione è almeno del 50 % e all’articolo 3 comma 3 viene specificato che le Amministrazioni, al fine di prevenire il rischio contagio, dovranno aumentare nell’ambito delle loro articolazioni tale percentuale in modo significativo, garantendo le percentuali più elevate possibili.
Viene confermato ovviamente il lavoro da remoto senza rientri per i lavoratori fragili.
Di fatto vengono superate le restrizioni previste dal comma 263 del Decreto rilancio in materia di percentuale applicabile solo alle attività che possono essere svolte in lavoro agile, con la previsione che rientrano tra queste anche le attività che possono essere svolte in presenza, tramite l’utilizzo di forme di contatto con l’utenza basate sull’utilizzo delle modalità tecnologiche e telefoniche.
Viene inoltre ribadito che nell’attuazione della massima flessibilità dell’articolazione degli orari di lavoro in entrata e in uscita, dovranno essere rispettati i sistemi relazionali previsti dai contratti collettivi.
Tutta questa fase andrà correlata all’individuazione delle modalità di collocazione del personale in attività da remoto, ai criteri di applicazione e di individuazione delle fasce di contattabilità; andranno attivati confronti con le OO.SS., anche al fine di definire le regole di massima tutela e sicurezza sui posti di lavoro, nel rispetto del Protocollo del 24 luglio 2020.
Cambia di fatto il paradigma. Non più attuare politiche di rientro in presenza, ma calibrare in modo più significativo e pregnante la ricollocazione in lavoro da remoto della maggioranza del personale, come fattore di prevenzione del rischio contagio che, come è noto, è molto alto nei trasporti, tragitto casa lavoro, e anche all’interno degli stessi Uffici.
Non vengono affrontati invece altri aspetti, pur importanti, legati ad esempio al riconoscimento dei buoni pasto e al rimborso delle spese sostenute per via dell’utilizzo delle proprie dotazioni informatiche e delle proprie utenze. Ma su questi argomenti sarà la contrattazione a doverne definire gli aspetti e gli ambiti applicativi.
Rispetto agli annunci dei giorni scorsi, sia i DPCM 13 e 18 ottobre 2020 che lo stesso DM, appaiono comunque eccessivamente prudenti rispetto alla nuova fase emergenziale, e probabilmente su questo ha inciso la persistente campagna mediatica di parte dei media e della cattiva politica, che non perdono occasione per continuare a criminalizzare il lavoro pubblico, visto come presunta nicchia di privilegiati che non solo godrebbero di uno stipendio fisso, ma che ostacolerebbero la ripresa economica con i loro ritardi e inefficienze.
Un film già visto troppe volte e che, pur cambiando di volta in volta copione, risponde solo a logiche di parte, a interessi ben precisi, mina la tenuta complessiva e l’identità del nostro Paese.
Sparando nel mucchio, in modo ingeneroso e pericoloso sulle lavoratrici e lavoratori pubblici che invece svolgono spesso senza mezzi e risorse in modo encomiabile il loro lavoro, tende a nascondere le pesanti responsabilità che ricadono tutte nella politica e nell’alta burocrazia che in questi decenni hanno perseguito colpevoli politiche di esternalizzazioni, mancati investimenti strutturali e gestionali.
Risponderemo anche a questi attacchi riconfermando invece la centralità del lavoro pubblico, il ruolo che deve svolgere in modo sempre più significativo a garanzia della tenuta democratica, inclusiva e di servizio che la Costituzione gli assegna.
Senza timori o tentennamenti. A partire dal rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro scaduti e che qualcuno vorrebbe di nuovo mettere in soffitta per spostare le risorse economiche sui soliti noti.
Chiediamo infine a tutte le nostre strutture di continuare l’incredibile lavoro di questi mesi, che ci ha visto in prima linea nel tutelare con la nostra azione e iniziativa sindacale il diritto alla salute di lavoratori e cittadini, garantendo, anche nei periodi più bui del lockdown, l’erogazione di prestazioni e servizi in tutti i campi, senza eccezione alcuna.
Dovremo incalzare tutte le Amministrazioni, superare ove vengano frapposti, tutti gli ostacoli che la burocrazia continuerà a mettere in campo, esigere il pieno rispetto delle regole, perché ne va della salute di tutti.
E in questi momenti non vi possono essere tentennamenti o prudenze di sorta.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
Per quanto riguarda la Difesa, è di tutta evidenza che dovrà essere accelerato in maniera decisa l’aggiornamento del protocollo d’intesa AD – OO.SS. del 22.06.2020 sulle misure di prevenzione e di sicurezza anti Covid-19 e per la definizione degli assetti di lavoro agile ai fini del suo adeguamento al nuovo quadro giuridico e all’attuale superiore livello di rischio di contagio, che è già stato oggetto del confronto del 7 u.s. (vds. Notiziario n. 84 di pari data), un confronto che dovrà essere rapidamente portato a compimento.
A tal proposito, abbiamo inviato alla Delegazione trattante di AD la nota che si pubblica in allegato 2 in questa pagina.
Il Capo di Gabinetto gen. C.A. P. Serino. che ha presieduto la riunione
Si è svolta oggi al Gabinetto del Ministro della Difesa la riunione del tavolo tecnico con all’o.d.g. il decreto di accertamento dei risparmi ex L.244/2012 (riordino FF.AA) e la previsione dei risparmi per cessazione del personale fino al 2024.
Di seguito, riassumiamo quanto riferito in avvio di riunione dal Capo di Gabinetto, gen. Pietro Serino:
È stata resa nota la quantificazione dei risparmi della Difesa di cui alla legge 244/2012 negli anni pregressi (10 mln all’anno circa per i periodi 2016-2018 e altri 65 per il 2019), dunque 95 milioni in tutto, il cui 10% da destinare al FRD Difesa ammonta a 9,5 mln; le tabelle analitiche e la relazione illustrativa allegate allo schema di decreto sono state da A.D. anticipate al MEF per la certificazione e ne è stato assicurato l’invio entro questa settimana anche alle OO.SS., per le eventuali modifiche/integrazioni da sottoporre eventualmente al MEF ;
I risparmi della Difesa per il 2020 sono presuntivamente quantificati in 72 milioni di euro, ma ovviamente potranno essere accertati solo nel 2021, e in questo caso il 10%, sarebbe pari a 7,2 milioni con analoga destinazione al fondo di produttività 2021 del personale civile, anche qui previa certificazione del MEF;
a tal riguardo, il Ministro ci ha fatto sapere di aver chiesto di inserire nel DDL Bilancio 2021 una norma che incrementa le percentuali dei risparmi da destinare al FRD del personale civile dal 4-10% attuali al 25-70%, il che porterebbe ad un forte incremento delle risorse utili a ridurre, già dal 2021, il GAP retributivo del pers.civile;
lo stesso DDL bilancio dovrebbe contenere norme per l’attuazione dell’operazione di perequazione delle Indennità di Amministrazione fra dipendenti pubblici, per come previsto dalla Legge di Bilancio 2020 (L. 27.12.2020, n. 160, art. 1 commi 143 e 144) che ha disposto l’istituzione di un fondo pari a 80 milioni di euro destinato all’armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale appartenente alle aree professionali e del personale dirigenziale dei Ministeri a decorrere dall’ anno 2021. A partire dal 2020, il fondo potrà essere inoltre alimentato, con le eventuali somme che si rendessero disponibili a seguito del rinnovo dei contratti del pubblico impiego precedenti al triennio contrattuale 2019-2021, da attuare da gennaio 2021.
FLP DIFESA nel suo intervento ha innanzi tutto contestato il ritardo nella calendarizzazione della riunione odierna, attesa già per la prima metà di settembre, posto che i suoi esiti hanno pesantemente condizionato la trattativa sul FRD 2020 e che, salvo “ripensamenti dell’ultima ora” di altre sigle, a tutt’oggi vede solo la FLP DIFESA sostenere, con le risorse attualmente disponibili, la seconda proposta dell’A.D., vale a dire quella comprensiva delle progressioni economiche per 2574 unità; ha contestato la riduzione delle risorse da risparmi come oggi quantificate, e denunciato la loro indisponibilità per le progressioni economiche nel 2020, che, se unite a quelle già individuate nel FRD 2020 Difesa, avrebbero consentito di colmare le zero progressioni 2019; ha chiesto conferme in merito alla stabilizzazione dei 21 milioni di euro di cui all’accordo CGIL-UIL-FLP del 5 aprile 2017 destinati a compensare il GAP economico e poi destinati alla performance organizzativa, risorse che per ora non sono strutturali; ha chiesto di conoscere i dati analitici relativi ai risparmi pregressi e a quelli 2020, ivi compresi ovviamente i dati relativi ai pensionamenti; ed ha chiesto infine di sapere se il Gabinetto abbia formulato una qualche proposta normativa per il riconoscimento della peculiarità del ruolo del personale civile, in analogia con quanto già avvenuto per il personale militare, che consenta l’attribuzione di risorse utili a colmare il GAP retributivo con altri dipendenti pubblici anche tramite l’istituzione di un Fondo Integrativo Speciale.
Val la pena di riferire che alla richiesta di altre sigle di riferire in merito alla proposta di istituire una Indennità di Funzione, la delegazione AD ha espresso perplessità circa la sua percorribilità in ragione delle difficoltà che incontrerebbe in F.P. (come da tempo FLP Difesa ha rilevato, e da qui la ns. proposta alternativa).
Questi i contenuti del tavolo tecnico odierno, che proseguirà i propri lavori il 28 ottobre p.v., mentre come noto il 26 p.v. è previsto il tavolo tecnico in materia di assunzioni e sulle Capitanerie di porto. Tavoli tecnici, però, dove è mancata l’Autorità Politica, che avrebbe dovuto rispondere sulle diverse questioni che hanno tutte una prevalente connotazione politica.
Nell’attesa, attendiamo ora il DDL Bilancio 2021….
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 87 del 17 ottobre 2020 –
Sono avviati già da mesi, presso il Ministero del Lavoro, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini di una riforma previdenziale che si ponga come obiettivo il superamento di tutte le criticità innescate dalla riforma Fornero. Del tavolo precedente, abbiamo riferito nel Notiziario n. 79 del 21 sett. u.s., ed aveva riguardato le novità da inserire nel DDL Bilancio; quello in agenda per mercoledì 14 ott u.s., invece, avrebbe dovuto riguardare le scelte di riforma della L. Fornero, ma così non è stato, nel senso che si è ancora parlato delle opzioni da inserire in finanziaria.
Riportiamo qui di seguito il comunicato diffuso a fine riunione dalla nostra Confederazione.
“ La riunione tenutasi ieri con il vertice politico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si è limitata a prendere atto delle proroghe e delle altre misure da inserire nella legge di Bilancio 2021, già annunciate nella riunione del 18 settembre.precedente, abbiamo riferito c
Sostanzialmente si tratta della proroga degli istituti Opzione donna e Ape sociale (è ancora da verificare la fattibilità economica di una estensione dei beneficiari anche ai lavoratori fragili da noi richiesta), dell’estensione del contratto di espansione alle imprese al di sotto dei mille dipendenti, di un possibile ricalcolo ai fini pensionistici dei periodi di part time, e di un alleggerimento dei costi sostenuti dalle aziende per lo scivolo dei dipendenti verso la pensione (isopensione).
Abbiamo di nuovo confermato la nostra sostanziale condivisione rispetto a queste misure, ma come CSE abbiamo ribadito la necessità che non vada perso l’impegno assunto dalla Ministra Catalfo all’atto di insediamento di questi tavoli di confronto, sulla necessità di riformare in modo compiuto e organico il sistema pensionistico.
Il Paese, gli attuali pensionati e chi dovrà andare in pensione, hanno bisogno di una profonda riforma che elimini le attuali iniquità, garantisca il riconoscimento del lavoro svolto, tuteli il reddito, riconosca ai fini pensionistici i lavori usuranti rivisti anche alla luce dei fenomeni pandemici in atto.
Abbiamo quindi ribadito le principali priorità che dovranno essere affrontate nei prossimi giorni in sede di confronto politico e tecnico:
individuazione delle finestre di uscita al termine del triennio sperimentale di quota 100 che superino le iniquità della legge Fornero;
rivalutazione del montante di aggiornamento delle pensioni, al fine di tutelare il potere d’acquisto degli attuali pensionati;
staffetta generazionale con meccanismi che consentano l’uscita dal lavoro e nuove assunzioni;
separazione tra previdenza e assistenza;
rivisitazione e aggiornamento dei lavori usuranti;
superamento degli inaccettabili vincoli sull’erogazione del TFS/TFR ai pensionati pubblici.
Condizioni queste necessarie a dare senso e dignità al confronto con le parti sociali che altrimenti rischia di essere solo un mero, e inutile, esercizio formale”
Nelle prossime settimane ci dovrebbe essere una nuova convocazione Vi terremo puntualmente informati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 86 del 15 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione avente ad oggetto il FRD 2020, e le progressioni economiche 2020. Dopo l’ultima ricognizione delle esigenze relative ai primi nove mesi dell’anno per ppl, turni e reperibilità, la D.G. ci ha sottoposto due nuove bozze di accordo, nelle quali si prevede, in alternativa l’attuazione di 2574 progressioni 2020, per €. 4.930.419,98 €, (che FLP DIFESA vuole) o la non attuazione (come vogliono altre sigle) delle stesse progressioni per l’anno in corso, e dunque con decorrenza 1.1.2020, preferendo il rinvio al 2021 esattamente come nel 2019 quando si era fatto rinvio al 2020, senza poi centrare l’obiettivo. Errare humanum est, perseverare diabolicum! FLP DIFESA non ci sta! FLP DIFESA pensa che le progressioni, ancorché in numero limitato, vadano comunque fatte anche per recuperare un percorso già interrotto nel 2019. Che va ripreso! A tal proposito, Persociv ha confermato la sua disponibilità a dare seguito alle procedure per le progressioni 2020, pur con le difficoltà della ristrettezza dei tempi di esecuzione. Ed è significativa al proposito l’esperienza del 2018, quando il bando di concorso dell’AID, felicemente concluso, recava la data del 22 novembre 2018.
La D.G. ha chiarito le variazioni intervenute rispetto alle precedenti versioni: il MEF ha reso disponibili le risorse provenienti dal FESI incrementando il FRD di 600.000 €.; AID ha chiesto di incrementare di 300.000 €. la propria quota per remunerare turni già effettuati, la cui spesa è lievitata in costanza di prestazioni in conseguenza dell’aumento di tale indennità dopo la contrattazione nazionale del 2018 , richiesta che ha trovato l’accoglimento del tavolo. A tale proposito, la stessa AID, presente all’incontro ha preannunciato l’intendimento di chiedere, in sede di rinnovo della convenzione triennale con la Difesa, che le risorse per il salario accessorio vengano attribuite sulla base delle effettive esigenze e non più in base alla mera proporzione numerica di personale in forza.
Queste le richieste e le valutazioni di FLP Difesa:
Alla luce dell’esperienza 2019 e 2020 in AID e in AD, è di tutta evidenza la necessità di riavviare al più presto tavoli tecnici per la razionalizzazione di ppl, turni e reperibilità al fine di pianificare in modo trasparente e chiaro le risorse necessarie per queste attività, e i relativi pagamenti;
E’ del Ministro della Difesa la grande responsabilità di aver condizionato la tempistica dell’accordo, senza dare riscontro agli impegni presi per settembre; in ogni caso, poiché anche le scelte della D.G. hanno diluito ulteriormente i tempi, oggi FLP Difesa, nel sostenere con fermezza l’ipotesi che prevede le progressioni 2020,chiede all’Amm.ne di spendersi con tutte le proprie forze per realizzarle, promuovendo la procedura a tutti i livelli istituzionali, come già positivamente sperimentato nel 2018.
In merito ai criteri proposti dall’AD per le eventuali progressioni, abbiamo chiesto di diminuire il punteggio da 32 a 27 riferito al “Periodo di servizio nella medesima fascia retributiva” e di aumentare il punteggio massimo previsto per la voce “Competenza professionale” da 15 a 20 punti, al fine di agevolare al massimo le maggiori anzianità di servizio; e come già nel 2018, abbiamo espresso perplessità rispetto ai punteggi da assegnare in caso di assenza di scheda di valutazione. Ma ad ogni buon conto abbiamo precisato che, anche ove le nostre proposte di modica del criterio anzianità non avessero trovato accoglimento, in ogni caso avremmo confermato la disponibilità a firmare solo l’accordo che prevede le progressioni. Ciò anche tenuto conto del fatto che la convocazione del tavolo tecnico al Gabinetto del Ministro non ci dà certezza del reperimento dei promessi ed agognati 20 milioni da destinare alle progressioni, e nella considerazione che una nuova nota congiunta all’accordo come quella del 2019, da noi non sottoscritta, che impegni le parti a nuove progressioni, non porti ad alcun risultato concreto, come è avvenuto per l’anno in corso.
Abbiamo chiesto di rendere trasparenti nell’accordo i numeri delle posizioni organizzative, e l’avvio di una procedura che renda leggibili in busta paga dei dipendenti gli elementi costitutivi delle singole voci del salario accessorio;
Abbiamo chiesto di anticipare all’inizio dell’anno l’avvio della trattativa 2021, per evitare il riproporsi della situazione odierna, e per agevolare i pagamenti delle varie voci di salario accessorio già nel corso dell’anno.
In conclusione Persociv valuterà le nostre proposte, ritenute di per sè accettabili, riservandosi le decisioni alla fine degli incontri odierni; in ogni caso ne conosceremo gli approdi nella giornata di domani, quando sarà trasmesso alle parti il testo definitivo. Vedremo le scelte conclusive, sulle quali ovviamente torneremo per una più attenta riflessione.
E resta sempre di attualità l’incapacità di trovare soluzioni anche economiche di valorizzazione dei colleghi di 1^ Area, per i quali nulla è previsto anche nel testo che non prevede le progressioni 2020.
Intanto il protocollo COVID 19 è in elaborazione alla luce delle normative intervenute nel frattempo, e dovrà essere condiviso con SMD e SGD prima dell’invio alle OO.SS. per la riunione da tenersi giovedì 22 o venerdì 23 p.v. .
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 95 del 2 novembre 2020 – La FLP DIFESA informa che l’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance (OIV) del Ministero della Difesa, con lettera del 24.09.2020 e trasmessa al il 28.09.2020, ha validato nel suo complesso la “Relazione sulla performance dell’anno 2019 dell’Amministrazione Difesa” approvata con DM 15.09.2020 e trasmessa all’OIV. […]
Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 – Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti. In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le […]
Notiziario FLP Difesa n. 93 del 28 ottobre 2020 – Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, per il prosieguo del confronto sulle risorse derivanti dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale civile della Difesa 2016-2019 ex l. 244/2012, sviluppato sulla base della documentazione prodotta dall’AD, e di […]
Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 28 ottobre 2020 – Nel tardo pomeriggio del 26 u.s., la Direzione Generale per il personale civile ha inviato e reso pubblico il testo integrale dell’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, con l’indicazione delle Parti firmatarie e di quelle […]
Notiziario FLP DIFESA n. 91 del 27 ottobre 2020 – Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno: L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi […]
Notiziario FLP DIFESA n. 90 del 24 ottobre 2020 – Nel quadro delle audizioni promosse in ordine agli sviluppi dell’attività delle FF.AA. anche con riferimento alle esigenze operative indotte dall’emergenza epidemiologica, la Commissione Difesa della Camera ha sentito in data 20 ottobre u.s. il Capo di SME, gen. S. Farina (su questa pagina, in allegato […]
Notiziario FLP Difesa n. 89 del 21 ottobre 2020 – Nella serata 19 ottobre u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha firmato un Decreto Ministeriale con il quale, con riferimento a quanto previsto dall’art. 263 della legge di conversione (L. 17.07.2020, n. 77) del c.d “decreto rilancio” e in relazione ai contenuti […]
Notiziario FLP Difesa n. 88 del 19 ottobre 2020 – Si è svolta oggi al Gabinetto del Ministro della Difesa la riunione del tavolo tecnico con all’o.d.g. il decreto di accertamento dei risparmi ex L.244/2012 (riordino FF.AA) e la previsione dei risparmi per cessazione del personale fino al 2024. Di seguito, riassumiamo quanto riferito in […]
Notiziario FLP Difesa n. 87 del 17 ottobre 2020 – Sono avviati già da mesi, presso il Ministero del Lavoro, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini […]
Notiziario FLP Difesa n. 86 del 15 ottobre 2020 – Si è svolta oggi a Persociv la riunione avente ad oggetto il FRD 2020, e le progressioni economiche 2020. Dopo l’ultima ricognizione delle esigenze relative ai primi nove mesi dell’anno per ppl, turni e reperibilità, la D.G. ci ha sottoposto due nuove bozze di accordo, […]