Nel Supplemento Ordinario n. 46/L alla Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30.12.2020, è stata pubblicata la legge 30.12.2020, n. 178 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”. Il testo del provvedimento è quello già votato alla Camera in data 23 dicembre u.s. e che, come da noi anticipato nel Notiziario n. 114 del 28.12.2020, non ha subito modifiche nel secondo passaggio parlamentare.
Confermate ovviamente anche le norme di particolare interesse del personale civile della Difesa, da noi proposte in forma di emendamenti al DDL e poi sempre da noi fortemente sollecitate in sede politico-parlamentare, dandone conto ai colleghi in corso d’opera attraverso i ns. numerosi e successivi Notiziari ( n. 103 del 21 nov; n. 104 del 27 nov; n. 105 del 1 dic; n. 107 del 3 dic; n. 110 del 21 dic e n. 114 del 28 dic), a differenza di quanti ne hanno solo opportunisticamente rivendicato i meriti ex post, senza aver mai dato conto prima delle proprie proposte e iniziative.
Le disposizioni di nostro primario interesse sono oramai ben note ai colleghi: assunzioni straordinarie di n. 431 unità di personale civile non dirigenziale per Enti dell’area Industriale nel triennio 2021-2023 (art. 1, co. 917 e 918); incremento di 20 mln di € del FRD Difesa e messa in disponibilità di altri 30 mln di € per l’aumento dell’Indennità di Amministrazione (IdA) (art. 1, co. 983), misure entrambe finalizzate a ridurre il gap retributivo.
Nella foga di rivendicare il merito degli incrementi economici disposti dalla L. 178 (“50 mln in più, evviva!”), molti non hanno dato conto della condizione che vincola le risorse di cui sopra, che riportiamo di seguito fedelmente traendola dallo stesso comma 983: “L’utilizzo delle predette risorse è subordinato alla progressiva riduzione, sino al raggiungimento del numero di 20.000 unità, della dotazione organica complessiva del personale civile del Ministero Difesa….da operare in sede di programmazione triennale del fabbisogno di personale…”.
Messa così, la condizione fissata dalla legge di bilancio 2021 incrocia indiscutibilmente la norma introdotta nel 2012 dalla Legge n. 244. Legge, quella, a suo tempo osteggiata solo da FLP DIFESA, al punto di scendere in piazza (si veda il Notiziario n. 94 del 9.07.2012 dal titolo eloquente: “Il coraggio di esserci, anche da soli”), e che era finalizzata a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (allora al 70%, di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili) a beneficio del c.d. “esercizio”. Da qui, la prevista riduzione entro il 2018 del 30% (minimo) dell’assetto di allora delle FF.AA. attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze, e il taglio di 33mila posizioni militari e di 10mila posizioni civili, fissandone la dotazione organica al 31.12.2024 in 20.000 unità.
Ebbene, oggi tutte le Parti interessate (OO.SS., ma anche i Vertici militari) convergono nel giudizio negativo sugli effetti prodotti da quella legge, che non ha riequilibrato le spese della Funzione Difesa nella direzione indicata (50% personale; 25% esercizio; 25% investimenti): nel 2019 la spesa per il personale è stata pari al 74,36%, quella per l’esercizio al 13,9% e quella per gli investimenti all’11,73%. Un fallimento clamoroso. I danni sono stati però anche altri, in primo luogo quelli prodotti sul funzionamento degli Enti dell’area industriale della Difesa (Poli, Arsenali e Centri Tecnici): la previsione delle riduzione a 20.000 unità dell’organico del personale civile ha impedito il turnover delle professionalità civili, in particolare tecniche, e ne ha determinato le forti criticità ripetutamente denunciate anche dai Vertici (ricordiamo le audizioni parlamentari dei Cti Logistici di Esercito e Marina), e le richieste di proroga.
Un grido di dolore positivamente raccolto da alcuni parlamentari, che si sono fatti promotori di due disegni di legge:
il primo, AC. 1934 a firma Deidda ed altri, che proroga di un decennio i termini temporali di riduzione della dotazione organica civile sostituendo il riferimento all’anno 2024 con quello all’anno 2034;
il secondo, A.C. 2802 a firma Lo Monaco e altri che, oltre alla proroga decennale, assegna al Governo una delega per un nuovo riassetto ordinamentale
Pubblichiamo in questa pagina i testi dei due AA.CC; il documento prodotto dall’Ufficio Studi della Camera e, infine, il resoconto della seduta del 16 dic. u.s. della Commissione Difesa della Camera che ha avviato l’esame dei DD. DD. LL.).
Ci dobbiamo allora chiedere: che ne sarà delle maggiori risorse a noi destinate dalla legge di bilancio, nei diversi casi che le iniziative parlamentari di cui sopra approdassero o meno a conclusione, e producessero o meno altri numeri di dotazione organica e/o la proroga decennale al 2034?
La risposta non potrà che venire dal prosieguo dell’esame parlamentare dei due provvedimenti, che seguiremo con attenzione dandone puntualmente conto ai colleghi.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI
Dopo la pubblicazione della legge di bilancio per il 2021 e per il triennio 2021-2023, ci sembra utile riepilogare un quadro di situazione e fare una valutazione critica in materia di trattamento economico del personale civile della Difesa, alla luce delle novità introdotte dalla norma.
La Performance Organizzativa (21 milioni): questa risorsa origina dall’accordo del 05/04/2017, nato dalla iniziativa fortemente voluta da CGIL-UIL-FLP, che prevedeva l’impegno ad istituire un “Fondo Integrativo del trattamento economico del personale civile non dirigente”, destinato a remunerare la “peculiare situazione di impiego”.
Quell’impegno La legge di bilancio per il 2018, n. 205/2017, aveva attribuito (art.1, comma 590) 21 milioni all’anno per il 2018, 2019 e 2020, (da alimentare con risparmi derivanti dalle uscite del personale militare, 1.498 unità di cui all’art. 11, c. 5, lettera b), del d. lgs94 del 29.05.2017). ma destinandolo all’incremento del FRD Difesa.
Con il successivo accordo FRD 2018, i 21 mln. (€. 607,21 pro-capite) sono stati più specificamente dirottati a finanziare la performance organizzativa; FLP Difesa non firmò, in quanto con quel modello si era posto fine ad ogni speranza di misurare le performance organizzative reali dei singoli Enti, e di conseguenza dei singoli Dirigenti valutatori, cosa che deve invece aver recato gran soddisfazione, evidentemente, ai vertici militari.
La proroga della copertura, ma solo per il 2021, è stata assicurata dalla legge di bilancio per il 2020 (l. 160/2019, art. 1 c. 134 let a) e b)) attingendo sempre dai risparmi derivanti dalla riduzione del personale militare; dunque sarà necessario perseguirne la effettiva stabilizzazione con la prossima legge di bilancio, semprechè non si possa rivendicare quanto inizialmente assicurato dalla controparte, e cioè che dopo 3 anni di operatività, le risorse attribuite avrebbero dovuto essere definitivamente stabilizzate.
Fondo Risorse Decentrate (e possibili progressioni economiche)
La proposta formulata da FLP DIFESA di disporre di ulteriori 21 milioni all’anno per il triennio 2021-2023 (vds Notiziari FLP Difesa n.103, 104, 105 e 107 del 2020) è stata recepita nella legge di bilancio per il 2021, n. 178/2020, all’art. 1 comma 983, che ha destinato 20 milioni di euro (e non 21 come da noi richiesto) aggiuntivi al Fondo Risorse Decentrate 2021 della Difesa, attingendo le risorse dagli ulteriori risparmi derivanti dalla riduzione del personale civile non dirigente (ai sensi del comma 7 art. 2259-ter del COM (DLvo 66-15.03.2010).
Queste risorse potrebbero consentire (e noi lo auspichiamo vivamente) l’avvio delle tanto attese progressioni economiche orizzontali, dopo lo stop di 2019 e 2020, che in base a un calcolo spannometrico potrebbero consentire il passaggio alla fascia economica superiore per circa 10.000 colleghi. E peraltro a queste risorse dovrebbero sommarsi anche i 5 milioni che nel corso della trattativa per il FUA 2020 l’A.D. aveva proposto di destinare alle progressioni (Notdif. 73/2020), e che invece con l’Accordo FRD 2020 (che FLP Difesa non ha firmato proprio per la mancata previsione delle progressioni) sono stati riversati nel FUS e nella performance individuale 2020 . FLP Difesa, con la nota in allegato 1 al presente Notiziario, ha chiesto a Persociv di attivare quanto prima la trattativa nazionale FRD 2020, con particolare riguardo alle progressioni 2021, le cui risorse dovrebbero essere rese disponibili per la metà del 2021.
Indennità di Amministrazione
La legge di bilancio per il 2020 (n. 160/2019) aveva previsto con l’art. 1, comma 143, l’accantonamento di un Fondo di 80 milioni di €. di cui il 90% delle stesse (pari a 72 milioni di €) da ripartire nell’ambito delle aree professionali dei Ministeri, con la finalità di perseguire la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici accessori, (e dunque sanare il GAP economico fra le diverse componenti del pubblico impiego) a decorrere dall’anno 2021.La norma aveva espressamente previsto che le risorse fossero destinate alla rideterminazione delle Indennità di Amministrazione. Nessuna novità appare ad oggi in materia, che peraltro interessa tutto il settore dei Ministeri, e rispetto al quale devono essere emanati appositi decreti di ripartizione delle somme, cosa che auspichiamo venga attuata al più presto, posto che le risorse sono riferite all’anno in corso.
La legge di bilancio per il 2021, n. 178/2020, dopo anni di rivendicazioni legate alla problematica del divario economico tra la Difesa e le altre componenti del pubblico impiego, ha introdotto una norma speciale interna alla Difesa, destinando 30 milioni di euroall’incremento della Indennità di Amministrazione; e anche queste risorse, come i 20 milioni del FRD, sono alimentate dagli ulteriori risparmi derivanti dalla riduzione del personale civile non dirigente (ai sensi del comma 7 art. 2259-ter del COM (DLvo 66-15.03.2010).
Val la pena ricordare i precedenti: il GAP economico in materia di salario accessorio che il personale civile della Difesa presenta nei confronti del personale di altre AA.PP. era stata oggetto dell’analisi di un Gruppo di lavoro istituito dalla stessa Difesa con DM 16.06.2015 coordinato dall’allora Sottosegretario Rossi; in quella sede era stato prodotto un documento nel quale è stata rilevata la portata della disparità di trattamento economico esistente a discapito del personale civile della Difesa (in media, oltre il 34% in meno, si veda il Notiziario 105 del 13.09.2016), e che riportava 4 ipotesi per superarla, fra cui l’incremento dell’indennità di amministrazione (si veda il documento finale con le risultanze finali del Gruppo di lavoro, che si pubblica in allegato 2 in questa pagina) Dal documento si evinceva come questa ipotesi fosse ritenuta all’epoca scarsamente praticabile, avendo come presupposto uno specifico atto normativo. Perciò ci si era orientati al perseguire l’obiettivo del Fondo Integrativo, pensionabile, da alimentare con Fondi della stessa Difesa, sul quale tuttavia il MEF ha sempre alzato le barricate. Oggi il MEF si è adeguato ai principi introdotti dalla legge di bilancio 2020, accettando l’ipotesi dell’incremento I.d.A., figlio dello studio del Gruppo di Lavoro dell’A.D. e non di chi oggi vorrebbe attribuirsene molto immeritatamente la paternità.
Bene, oggi prendiamo atto con piacere di questo sviluppo della vicenda, ritenendo che debba tuttavia essere chiaro che questo incremento costituisca l’avvio di una operazione a più largo orizzonte, che dovrà avere ulteriori e progressivi incrementi negli anni a venire allo scopo di azzerare o quantomeno ridurre ai minimi termini il GAP.
Una questione è da dirimere in merito all’incremento della I.d.A., è relativa alle ricadute sul personale ex militare transitato: in tal caso, all’incremento dell’I.d.A. si assocerà inevitabilmente il riassorbimento dell’assegno “ad personam” ai sensi dell’art. 14, c.5, L. 266/99 e dell’art. 2 c.8 del D.M. 18/04/2002, e ai sensi del principio irreversibilità stipendiale di cui all’art 1780 del C.OM. – D. Lgs 66/2010. Sono infatti da verificare gli eventuali riflessi negativi ai fini del calcolo della tredicesima e a quelli del discendente trattamento pensionistico; in tal caso resta da valutare se e come i conti possano comunque tornare in pari.
In ogni caso, appare a nostro avviso inaccettabile che l’utilizzo di queste risorse sia subordinato alla progressiva riduzione, sino al raggiungimento del numero di 20.000 unità, della dotazione organica complessiva del personale civile del Ministero della Difesa, fissata dalla tab. 1 del DPCM 22.01.2013, con ciò dando (pare) un definitivo addio ad ogni ipotesi di far slittare in avanti le riduzioni di personale disposte dalla Legge 244/2012.
Posto che la verifica di cui sopra in realtà dovrebbe avere effetti favorevoli all’impiego dei 20+30 milioni, in quanto gli esodi rilevati a oggi sono senz’altro superiori al previsto per effetto della normativa pensionistica sulla “quota 100”, tuttavia non può sfuggire che il vincolo in questione pone in evidenza la riconferma ex lege della piena operatività della riforma Di Paola, intoccabile nonostante tutte le sollecitazioni arrivate da più parti, ivi compresi tutti i vertici militari, e le proposte di ddl di revisione e/o di proroga e di emendamento alla legge di bilancio da FLP Difesa sostenuta.
Questo è il quadro degli elementi relativi al trattamento economico del personale civile della Difesa alla luce della legge di bilancio 2021. Ma naturalmente restano aperte le questioni di interesse del Comparto Funzioni Centrali, cui la Difesa si riconduce, e che attengono al rinnovo del CCNL di Comparto, per il quale, a contratto scaduto, deve essere emanato dalla Funzione Pubblica l’atto di indirizzo all’ARAN che dà l’avvio alla trattativa nazionale per il rinnovo del Contratto, alla copertura dell’elemento perequativo (demandata alla contrattazione collettiva nazionale di Comparto), alle risorse destinate a prestazioni di lavoro straordinario e buoni pasto non utilizzate nel corso del 2020, destinate a finanziare mediante contrattazione integrativa per il 2021 i trattamenti economici accessori quali la performance ovvero gli istituti del welfare integrativo: E resta confermato il cosiddetto “ex Bonus Renzi” oggi peraltro incrementato relativo alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente, dopo la correzione dell’errore iniziaalmente presente nella legge di bilancio attraverso il DL 182 del 31.12.0220
Rinviamo ai prossimi notiziari per altre novità introdotte dalla legge di bilancio 2021.
Cordiali saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI Pasquale BALDARI
Trascriviamo di seguito il notiziario CSE n. 2 avente ad oggetto le misure per il lavoro pubblico e privato e per la previdenza contenute nella legge di bilancio 2021.
“Come è noto il 30 dicembre 2020 il Senato ha approvato in seconda lettura la legge di Bilancio 2021.
Si tratta di un provvedimento sul quale già nei giorni scorsi abbiamo offerto una prima valutazione, segnalandone luci ed ombre.
LAVORO PUBBLICO
In particolare per il lavoro pubblico riteniamo insufficienti le risorse stanziate per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego scaduti ormai da due anni, le assunzioni autorizzate, prive di un disegno coerente di vero rilancio degli organici dopo decenni di blocco, e in definitiva un approccio ancora legato in buona parte alle vecchie logiche delle iniziative episodiche dettate più dall’accettazione di singole richieste che da un piano organico e strutturato di efficientamento delle Pubbliche Amministrazioni.
Per il rinnovo dei contratti vengono stanziati 400 milioni di euro che si aggiungono alle risorse delle leggi di bilancio per il 2019 e per il 2020 portando lo stanziamento complessivo a 3.775 milioni di euro.
Queste risorse però sono comprensive di quelle necessarie a stabilizzare l’elemento perequativo (circa 250 milioni di euro) e per coprire l’indennità di vacanza contrattuale (443 milioni di euro).
Tenuto conto che il finanziamento copre anche il rinnovo dei contratti della dirigenza, è di tutta evidenza che la media degli incrementi retributivi per il personale delle aree è inferiore a quella annunciato dal Governo, ed è stimabile in linea con quella dei contratti 2016-2018 (circa 85 euro medi) e quindi non in grado di recuperare in alcun modo il blocco decennale subito dalle retribuzioni a partire dal 2010 e tantomeno di finanziare il nuovo ordinamento professionale.
Non a caso la CSE nei mesi scorsi ha presentato numerose e specifiche proposte di modifica normativa, che superando i vincoli e i limiti imposti in questi anni alla contrattazione integrativa, potevano permettere, utilizzando risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni, il finanziamento di molti istituti quali quelli delle progressioni economiche, del sistema indennitario, della produttività e del nuovo ordinamento.
A tal fine appare assolutamente riduttiva la norma contenuta nel comma 870 che prevede unicamente il recupero delle risorse dello straordinario e dei buoni pasto non corrisposti nel 2020.
Così come, pur valutando positivamente alcune misure approvate per il finanziamento dei Fondi risorse decentrate del personale del Ministero della Difesa, (anche ai fini della rivalutazione dell’Indennità di amministrazione), della Giustizia, dell’Interno e delle Politiche agricole, ritenevamo necessario un intervento di più ampio raggio che riconoscesse nel suo complesso la centralità delle singole Amministrazioni e l’apporto delle lavoratrici e dei lavoratori in una fase così complessa per la tenuta e il rilancio del Paese.
Per il comparto Sanità tenuto conto del ruolo centrale assunto per la tutela della salute, a decorrere dal 2021 viene incrementata del 27 per cento l’indennità di esclusività per i dirigenti medici, veterinari e sanitari del Servizio sanitario nazionale, vengono introdotte l’indennità di specificità per gli infermieri, per gli addetti alle professioni sanitarie della riabilitazione, della prevenzione, di ostetricia, alla professione di assistente sociale, nonché agli operatori sociosanitari.
Per gli Assistenti sociali vengono previste misure di rafforzamento dei servizi sociali comunali (comma 797) e di assunzioni (commi 801 e 802).
Per la Polizia locale la previsione del superamento dei tetti del DL 78/2010 (commi 993-995) e lo stanziamento di 20 milioni di euro dal 2022 per la riforma della polizia locale.
Norme tutte queste che, come dicevamo, seppure in modo parziale e certamente non esaustivo, sono comunque dovute in larga misura alle iniziative messe in campo in questi mesi dai Coordinamenti nazionali di settore della FLP e dai sindacati della Sanità e delle Autonomie locali aderenti alla Confederazione CSE, che hanno formulato specifiche proposte e rivendicazioni al Governo e a tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione.
Con riferimento al lavoro pubblico segnaliamo inoltre (comma 958) l’abrogazione della norma voluta dalla Ministra Bongiorno dei sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi ai fini del controllo dell’orario di lavoro.
LAVORO PRIVATO
Per il lavoro privato valutiamo positivamente lo stanziamento per i trattamenti di integrazione salariale, la proroga della cassa integrazione (commi 299 e 300), le misure in materia di assunzioni di lavoratori socialmente utili, la proroga del divieto di licenziamento (commi 309-311), il rinnovo dei rinnovo contratti a tempo determinato (comma 279) e il contratto di espansione.
Così come segnaliamo gli sgravi retributivi per incentivare l’occupazione giovanile (commi 10-15), l’esonero parziale dei contributi previdenziali per i contratti di lavoro a tempo indeterminato stipulati nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna (commi 161-167) .
Inoltre viene stabilizzata e portata a regime la detrazione dall’imposta sul reddito da lavoro dipendente delle persone fisiche di 600 euro per i redditi sino a 28.000 euro, con importi riconosciuti in decremento fino al tetto massimo di 40.000 euro (commi 8 e 9).Importi poi modificati e portati fino ad un massimo di 1.200 euro dal Decreto legge n. 182 del 31 dicembre 2020
PREVIDENZA
Sulla previdenza vengono accolte una parte delle richieste che come CSE in questi mesi abbiamo formulato al tavolo sulle Pensioni insediato a fine 2019 presso il Ministero del Lavoro: viene disposta la proroga di Opzione donna (comma 336), dell’APE sociale sino al 2021 (commi 339 e 340), e sino al 2023 della cosiddetta Isopensione – esodo anticipato nei casi di aziende con eccedenza di personale per coloro che potrebbero accedere con in requisiti minimi nei successivi 7 anni – (comma 345).
Viene inoltre riformulata la modalità di calcolo della contribuzione per il personale con contratti di lavoro parziale verticale del settore privato, includendo nel computo dell’anzianità il totale della contribuzione annua al minimo contributivo settimanale (comma 350), superando la penalizzazione rispetto al lavoro pubblico dove viene considerato per intero.
Non è stato invece modificato, come richiesto dalla CSE, il coefficiente di trasformazione del montante contributivo, con il risultato che le pensioni in godimento non solo non vengono rivalutate rispetto all’andamento del costo della vita, ma vengono addirittura diminuite, mentre permane ancora l’inaccettabile discriminazione dell’erogazione del TFS ai dipendenti pubblici che non può essere certamente sanato dal farraginoso e non decollato sistema della Convenzione con gli istituti bancari.
Sul sistema pensionistico nel suo complesso, la sua tenuta e le sue prospettive, per la CSE è necessario agire con una vera riforma, che non si limiti alle proroghe di istituti parziali, ma affronti le questioni nodali a partire dalle modalità di uscita dopo la fine del periodo sperimentale di quota 100, della separazione tra previdenza e assistenza, del riconoscimento delle nuove attività usuranti, della rivalutazione delle pensioni e di quelle future.
Mettendo al centro la previdenza pubblica, senza le fallaci e fuorvianti chimere della previdenza integrativa.
LAVORATORI FRAGILI
Infine per quanto riguarda i lavoratori fragili viene prorogata fino al 28 febbraio 2021 la norma che prevede l’equiparazione dell’assenza dal servizio per patologie da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, al ricovero ospedaliero e il diritto al lavoro agile anche attraverso lo svolgimento della prestazione lavorativa in mansioni diverse da quelle ricoperte, anche di area diversa o attraverso attività formative da remoto.(commi 481-483).
A differenza degli altri anni in cui la legge di bilancio costituiva lo strumento fondamentale di spesa e di investimento per tutti i settori produttivi, quest’anno, a causa della grave emergenza derivante dalla pandemia, numerosi sono i provvedimenti già emanati e quelli in via di approvazione per sostenere il tessuto economico del Paese e rilanciare consumi e investimenti.
Vanno letti quindi tutti nel loro complesso al fine di verificarne l’adeguatezza.
***
Quello che è certo è che la partita decisiva per i prossimi anni la si giocherà con il pieno e coerente utilizzo delle ulteriori risorse rispetto a quelle già autorizzate in deficit di bilancio, derivanti dal recovery plan, su cui purtroppo registriamo già ritardi nell’elaborazione e nella definizione degli strumenti operativi.
Una opportunità che il nostro Paese assolutamente non può perdere e che ci vede già impegnati a incalzare il Governo e tutte le forze politiche nel chiedere misure adeguate, prospettiche, sinergiche e di ampio respiro .
Lo faremo come sempre, mettendo al centro le nostre proposte e le nostre idee, chiedendo un confronto serrato, senza pregiudizi, ma anche senza sconti.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Non possiamo che condividere considerazioni e le critiche, in particolare in merito a rinnovo del CCNL ed alle pensioni. Per quanto riguarda le questioni di casa Difesa, rinviamo ad appositi notiziari, a partire dal Notdif. n. 2/2020, che analizza le ricadute della legge di bilancio sul trattamento economico del personale civile.
In allegato, il Notiziario n. 2 del Dipartimento Politiche Previdenziali e Assistenziali della nostra Federazione, che riferisce in materia di aggiornamento del coefficiente di calcolo del trattamento economico di pensione, e della necessità di un confronto con il Governo per mettere mano a questa scure progressivamente sempre più pesante.
Notiziario FLP Difesa n. 114 del 28 dicembre 2020 –
L’aula del Senato che sarà chiamata a dare il si definitivo alla legge di bilancio 2021
Dopo il voto di fiducia sul provvedimento del 23 dicembre u.s., nella serata di ieri la Camera dei Deputati – con 298 sì, 125 no e 8 astenuti – ha approvato il testo finale del DDL 2790-bis integrato e modificato dalla Commissione Bilancio (vds.ns. Notiziario n. 112), testo che ora passerà al voto definitivo del Senato, voto previsto entro il 30 p.v. al fine di consentire la firma del Capo dello Stato e la successiva pubblicazione in GU entro il 31 p.v.,
Il testo votato dalla Camera, ed ora approdato al Senato (AS 2054), è composto da due sezioni:
la prima, con un unico articolo e 1.150 commi, che reca tutte le disposizioni introdotte dal provvedimento;
la seconda, invece, con gli artt. dal n. 2 in avanti, che reca gli stati di previsione (quello della Difesa è all’art. 13).
Trattasi di una manovra per complessivi 40 mld di euro, che contiene diverse misure in materia di famiglia, fisco, sanità, scuola, pensioni, lavoro, Sud, partite IVA, imprese, enti locali, investimenti, vaccini/test Covid, e infine Pubbliche Amministrazioni. Tra queste, anche quelle che riguardano direttamente il personale civile del MD, che non hanno subito modifiche rispetto a quelle votate dalla Commissione e di cui al ns. Notiziario n. 112 del 22.12.2020.
Ricordiamo ai colleghi, facendo riferimento al nuovo articolato uscito dalla Camera e ora recato dall’ AS 2054 e che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, le norme che ci interessano da vicino come lavoratori civili della Difesa.
ASSUNZIONI STRAORDINARIE DI PERSONALE CIVILE (art. 1, commi 917 e 918)
Questo comma autorizza l’assunzione di 431 unità di personale civile non dirigenziale negli Arsenali di La Spezia (138), Augusta (49), Brindisi (40), Aulla (17) e nei Poli di mantenimento di Piacenza (154) e Terni (33) nel triennio 2021-2023”, assunzioni queste a finalizzate ad assicurare la funzionalità e la continuità dell’efficienza dell’area produttiva industriale del Ministero della Difesa e, in particolare, appunto, di Arsenali, Poli di mantenimento, Stabilimenti e Centri tecnici militari a carattere industriale delle FF.AA. Proprio come FLP DIFESA aveva richiesto e sollecitato con gli emendamenti proposti ancorchè in misura maggiore rispetto a quelli poi passati, che – unita al già avvenuto via libera per le 315 assunzioni civili per l’Arsenale di Taranto – offre ai nostri Stabilimenti industriali un po’ di ossigeno, in attesa ovviamente di altre e più corpose assunzioni.
RISORSE ECONOMICHE A PARTIRE DAL 2021 PER RIDURRE IL GAP RETRIBUTIVO (art. 1, comma 983)
Come richiesto da FLP DIFESA con lo specifico emendamento proposto che chiedeva 21 milioni, il FRD verrà incrementato di 20 milioni di euro (uno in meno); inoltre, è previsto l’aumento della Indennità di Amministrazione del personale civile della Difesa, che come si ricorderà, era una delle quattro opzioni messe in campo dall’Amministrazione dopo il lavoro di ricognizione operato con il Gruppo di lavoro ex DM 16.06.2016), per la quale circostanza l’emendamento approvato prevede lo stanziamento di ulteriori 30 milioni di euro.
Come già da noi riferito, ambedue questi emendamenti di carattere economico, che andranno a modificare il Codice dell’Ordinamento militare D. Lgs 66/2010, ridurranno certamente il gap che le retribuzioni accessorie civili evidenziano nei confronti di quelle del personale di altre AA.PP., sono però subordinati a una precisa condizione: l’utilizzo delle nuove risorse è vincolato alla progressiva riduzione, fino a 20.000 unità, delle dotazioni organiche del personale civile della Difesa, determinate nella tab. 1 allegata al DPCM 22 gennaio 2013,, e dunque di una conferma in toto, senza alcuna proroga, della Legge 244. Una condizione pesante, sfuggita alle note di altre OO.SS.
ATTRIBUZIONI CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA (art. 1, comma 1011)
La novità è volta ad attribuire al Cap di SMD, oltre al loro impiego operativo, anche le funzioni legate alla diretta amministrazione dei fondi del funzionamento dei Cdi direttamente dipendenti ed Enti IF,. Un po’ di Libro Bianco che torna….
RISPARMI FINANZIARI LEGATI ALLA LEGGE 244/2012 (art.1, comma 1012)
I risparmi dovranno essere iscritti nello stato di previsione della spesa del M.D. sulla base delle previsioni effettuate per l’esercizio finanziario di riferimento, e resi disponibili nell’esercizio finanziario successivo a quello oggetto di accertamento.
Il testo varato dalla Camera può essere considerato quello definitivo che poi si tradurrà nella legge di bilancio, atteso che il passaggio al Senato non potrà apportare modifiche al fine di scongiurare l’esercizio provvisorio.
In allegato 2 su questa stessa pagina, una ns. elaborazione con il testo delle norme varate e gli stralci delle relative relazioni illustrative.
Cordiali saluti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 113 del 23 dicembre 2020 –
La Direzione Generale per il Personale Civile ha pubblicato oggi sul sito della Difesa il testo definitivo dell’Accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, dopo il visto degli organi certificatori, insieme alle “Indicazioni per la Contrattazione di Sede .
Come già riferito nel Notiziario n. 92 dello scorso 28 ottobre, visto che gli impegni assunti dal Ministro Guerini a luglio u.s. di implementare significativamente la dotazione del FRD 2020 non erano approdati ad alcun risultato, la delegazione trattante di AD aveva presentato nel corso della riunione dello scorso 15 ottobre due diverse Ipotesi di accordo (la prima con previsione di n. 2.574 progressioni economiche e la seconda con zero progressioni, e senza alcuna previsione di misure finalizzate alla valorizzazione economica del personale di area 1^), e parte delle OO.SS. non ha ritenuto di procedere a fare progressioni economiche per l’anno in corso.
Rispetto all’alternativa proposta dalla Delegazione di AD, la nostra scelta fu da subito molto chiara: quella di avviare una fase di progressioni economiche con decorrenza 1.1.2020, che era molto attesa dalla stragrande maggioranza dei colleghi, e doverosa dopo la mancata realizzazione di progressioni per l’anno 2019. Perciò al tavolo di trattativa, avevamo caldeggiato la scelta delle 2.574 progressioni con decorrenza 1.1.2020, e anzi avevamo sostenuto l’adozione di criteri a maggior beneficio della anzianità, cosa che non avrebbe certamente escluso la possibilità, ove fossero arrivate davvero le risorse da risparmi L. 244 su cui si era impegnato il Ministro, di avviare una nuova e molto più corposa fase di progressioni economiche.
La delegazione trattante si era da subito dichiarata disponibile al proposito, rinviando la scelta alle OO.SS. E queste hanno a maggioranza (tutte, tranne FLP, USB e UNSA) scelto di non fare le progressioni e di non dare seguito alle reiterate dichiarazioni d’intenti a favore del personale di 1^ Area che dicevano di voler valorizzare nelle diverse note congiunte.
Due gli argomenti dichiarati alla base di questa scelta di non fare le progressioni 2020.
Il primo èlegato alla tempistica: la procedura non avrebbe avuto davanti a sé il tempo necessario per arrivare a formulare le graduatorie entro il 31 dicembre 2020. Il riscontro storico è però ben diverso: nel 2018, il bando per n. 6898 progressioni (tre volte il numero previsto per il 2020) è stato pubblicato il 21 nov 2018, e le relative graduatorie sono state pubblicate in data 22 dic. Perciò se si fosse siglata l’Ipotesi entro il 20 ott 2020, non sarebbe stato impossibile avere le certificazioni entro 30 giorni, e dare il via alla procedura in tempo utile.
Il secondo argomento appare ancor più insostenibile: il rischio della perdita del relativo finanziamento: era stato infatti teorizzato che, nel caso in cui la pubblicazione delle graduatorie non avesse potuto attuarsi entro il 31 dicembre 2020, si sarebbe corso il rischio di perdere le risorse destinate a tal fine (i 5 mln). In merito, avevamo ribadito l’infondatezza dell’argomento, alla luce di una risposta data dall’ARAN a un quesito dell’Università di Ferrara avente per oggetto “diverso utilizzo delle somme stanziate” per le progressioni, assunto da ARAN a prot. con il n. 6400/2014. Con detto quesito, l’Ente in questione chiedeva se “le somme stanziate per tali finalità e non utilizzate possano incrementare il fondo dell’anno successivo”; nella sua nota n. 12333 del 11.07.2014 (pubblicata a suo tempo sul ns. sito) l’ARAN rispondeva testualmente che le somme non utilizzate nell’anno in corso “devono essere portate in aumento delle risorse dell’anno successivo”, fatta salva la medesima finalizzazione. Dunque se le progressioni con decorrenza 1.1.2020 non fossero arrivate al traguardo, i 5 mln impegnati non sarebbero andati persi, ma sarebbero transitati nel FRD 2021 per finanziare sempre le progressioni.
Ora abbiamo il testo dell’accordo definitivo, a conferma delle posizioni adottate da ciascuno. Noi non abbiamo firmato e spiegato le ragioni in nota a verbale: valutino i colleghi a chi ricondurre le scelte e le responsabilità.
In allegato, l’Accordo FRD 2020 con firme e note, e la News di Persociv con indicazioni per la contrattazione.
Cordiali saluti a tutti
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni – Pasquale Baldari
Notiziario FLP DIFESA n. 112 del 22 dicembre 2020 –
L’on. Fabio Melilli, da luglio scorso Presidente della Commissione Bilancio della Camera
Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. FLP che dà conto degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera in sede di esame del DDL AC 2790-bis in materia di lavoro pubblico, che ora saranno sottoposti al voto d’aula, per poi passare all’esame e al voto del Senato, immaginiamo attraverso voto di fiducia.
“La Commissione Bilancio della Camera, in sede referente, ha licenziato nella serata di ieri il testo della Legge di bilancio 2021 che da domani sarà in approvazione presso l’Assemblea di Montecitorio.
Nel corso dei lavori, che hanno visto la confluenza su molte delle modifiche apportate da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e opposizione, sono stati anche approvati numerosi emendamenti sul lavoro pubblico, in molti casi presentati e voluti fortemente dalla FLP e dalla Confederazione CSE.
Non tutti nella loro formulazione finale sono interamente condivisibili, a seguito delle modifiche apportate dalla Commissione, in ossequio a presunti vincoli di bilancio e all’intervento delle singole Amministrazioni, che in diversi casi ne hanno ridotto la portata e visione complessiva, ma la nostra valutazione, al momento, riguardo agli emendamenti approvati per i settori interessati, nel complesso è comunque positiva.
In particolare, sul tema della contrattazione integrativa e del finanziamento dei Fondi risorse decentrate sono state approvati gli emendamenti che riguardano: il Ministero della Difesa (art.165 bis) con un’integrazione a partire dal 2021 di 20 milioni di euro sul Fondo e di ulteriori 30 per la rivalutazione dell’indennità di amministrazione; il Ministero della Giustizia (art. 159) integrazione del Fondo risorse decentrate di 6 milioni per il 2021, 8,4 per il 2022 e ulteriori 10 per il 2023; il Ministero dell’Interno (art. 63 bis) 28 milioni di euro per il FRD 2021 e ulteriori 5 per l’indennità di amministrazione; per L’ICQRF (Ispettorato Controllo Qualità e Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole) (art. 21) vengono stanziati ulteriori 1,5 milioni di euro per corrispondere le indennità a detto personale.
Sul fronte delle assunzioni segnaliamo inoltre nuove assunzioni autorizzate al Ministero della Difesa per complessivi 431 posti nel triennio 2021/2023 (art. 160 bis), quelle al Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale e del Ministero dell’Università e della Ricerca (art. 161), al Ministero della Giustizia (art. 159), all’Agenzia Italiana del farmaco (art. 77 bis) e alle Capitanerie di Porto (art. 166 bis).
Inoltre come annunciato nei giorni scorsi dalla Ministra Dadone, è stata approvata una norma inserita nell’art. 159 che prevede l’utilizzo in contrattazione integrativa dei risparmi derivanti nell’esercizio finanziario in corso sul lavoro straordinario e sui buoni pasto, ai fini del loro utilizzo per il pagamento della produttività e degli istituti legati al welfare aziendale.
Segnaliamo inoltre anche le nuove misure in materia di utilizzo dei risparmi derivanti dalla riorganizzazione della Camera per remunerare il lavoro straordinario del personale sanitario (art. 74 bis), oltre a provvedimenti volti alla stabilizzazione del personale, riconoscimento indennità ad assistenti sociali e operatori sociosanitari, tutela di lavoratori fragili (art. 81 bis), stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili (art. 52 bis), interventi per la polizia locale (art. 166 bis) e proroga sino al 31 dicembre 2023 dell’istituto della cosiddetta isopensione.
Una valutazione più complessiva di questa, come della altre modifiche apportate dalla Commissione Bilancio in materia di lavoro, di emergenza sanitaria, di piano vaccinale, così come dell’intera legge di bilancio, la faremo con specifici comunicati prossimamente, nel momento in cui, con l’approvazione da parte dell’Assemblea della Camera, il testo avrà una versione sostanzialmente definitiva che non sarà oggetto di modifiche da parte del Senato, visti i tempi ristretti per l’approvazione per non andare in esercizio provvisorio.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Esprimiamo soddisfazione per gli emendamenti che riguardano il personale civile Difesa, per i quali abbiamo lavorato tantissimo, come da noi documentato in corso d’opera attraverso i Notiziari n. 104 del 27.11.2020, n. 105 del 1.12.2020, n. 107 del 3.12.2020 e n. 110 del 21.12.2020 (clicca su ciascun Notiziario per leggere), diversamente dalle comode, parziali ed opportunistiche rivendicazioni postume di altre sigle.
Pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina tutti gli emendamenti approvati dalla Commissioner Bilancioe in allegato 2 il resoconto della seduta della Commissione.
Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 –
Il gen. CA Salvatore Farina, Capo di Stato Maggiore Esercito
A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo di SME gen. Salvatore Farina, ha incontrato il 17 u.s. le OO.SS. E’ stato un tipico incontro di fine mandato, segnato più dall’intento di esibire i risultati sin qui ottenuti che da quello di confrontarsi sui problemi esistenti e sulle loro soluzioni.
Nel suo intervento introduttivo, il gen. Farina ha ripetuto quanto già detto in audizione alla Camera; ha ricordato i gravissimi effetti del mancato turnover, e ha ribadito la richiesta di proroga decennale della L. 244, segnalando l’importanza del pers. civile e suo know- how in tante attività. Ha informato le Parti sociali che, a breve, il CNAE renderà disponibile un link attraverso cui sarà possibile operare il calcolo della pensione e ha ricordato la convenzione con BPM sull’anticipo TFS. Ha riferito delle ristrutturazioni in corso di alcune caserme (Goito di Gaeta, S. Cristoforo di Como etc) nel rispetto dei protocolli esistenti. Ha infine sottolineato l’impegno della F.A. durante il lock down e anche nel dopo.
E’ quindi seguito il giro di tavolo, e nel corso del suo intervento FLP DIFESA ha espresso queste considerazioni:
Legge 244 e criticità Enti industriali: il giusto e apprezzato riconoscimento per il ruolo e la professionalità del personale civile non viene accompagnato da interventi normativi ad hoc. Anche nel DDL bilancio 2021 (AC 2790-bis), attualmente all’esame della Camera, non c’è traccia né di assunzioni né di provvedimenti a favore dell’area industriale. Non c’è neppure traccia alcuna della proroga decennale per la L.244 richiesta dallo stesso Capo di SME, anche se siamo a conoscenza di due DDL che hanno iniziato in questi giorni l’iter parlamentare. Ovviamente, è di tutta evidenza che senza interventi e provvedimenti ad hoc, l’esito finale delle criticità in atto risultano a tutti evidenti: la paralisi totale.
Gap retributivo: nello stesso DDL, non c’è traccia alcuna di misure retributive tese a ridurre il gap esistente con i lavoratori di altre AA.PP., nonostante gli impegni precisi assunti a luglio scorso dal Ministro (vds Notiziario 72/2020).
FLP DIFESA ha proposto e sollecitato alcuni emendamenti al DDL Bilancio finalizzati alla riduzione dell’inaccettabile divario retributivo che demotiva il personale (tra cui, 21 mln anche per il 2021-2023 al FRD), e anche altri finalizzati a un piano di assunzioni straordinarie per l’area industriale (oltre 400, destinate a Poli e Arsenali). La Commissione Bilancio li sta esaminando, FP e MEF frappongono come al solito ostacoli, che però andranno superati. Per questo, è necessario e urgente una azione tesa a portare a casa misure specifiche sul gap retributivo e sulle assunzioni. Noi ci stiamo lavorando, ma ora chiediamo un impegno straordinario in tal senso anche al Capo di SME e ai Vertici del M.D.
Riordini FA e sessioni informative: abbiamo ricordato al gen. Farina la nostra opinione al riguardo. Riordini e modifiche organiche sono oggi oggetto di scarne informazioni alle OO.SS., a carte già decise, e le OO.SS. si trovano a dover subire i riflessi negativi che arrivano dagli Enti e dagli stessi lavoratori. Anche per questo motivo, già da maggio 2018 avevamo chiesto il ripristino delle sessioni informative periodiche di SME ma la F.A. ha sempre risposto picche. Un esempio fra i tanti: il riordino del settore infrastrutturale -che solo su nostra richiesta è stato oggetto di uno specifico incontro con SME il 22 giugno u.s. e sul quale FLP DIFESA aveva espresso forti perplessità- che fine ha fatto?
Relazioni sindacali ed emergenza Covid-19: la nostra delegazione ha richiamato l’attenzione del Capo di SME su una serie di gravi criticità emerse. Ritardi nella definizione e nell’adeguamento di accordi e protocolli decentrati rispetto alle norme e ai protocolli di livello centrale; zero o quasi informazione preventiva sui contagi, sugli interventi anti infortunistici e sulle misure anti-Covid e scarso coinvolgimento preventivo di OO.SS./RSU, quasi sempre destinatarie di informazioni a posteriori, e scarsa attenzione per il ruolo dei Comitati; una evidente incapacità di cogliere, nell’emergenza ma anche in termini di prospettiva ai fini della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, l’importanza dello smart working come modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa, e altrettanta difficoltà nel comprendere che, a differenza del telelavoro, lo smart working implica per il lavoratore un grado di autonomia che mal si concilia con l’idea che il lavoratore vada controllato per il tempo della sua prestazione e anche oltre; mancanza di strumenti informatici, grande carenza di VPN, inadeguatezza dell’organizzazione del lavoro da remoto con applicativi e piattaforme utili; insufficienti operazioni di sanificazione. Chiediamo risposte in proposito dal Capo SME.
Formazione: la richiesta FLP di inserirla nelle attività smartabili è stata recepita. Occorre ora avviare idonei percorsi, nell’ambito dei redigendi POLA , anche al fine di modificare l’approccio allo S-W in ambito Esercito e FF.AA..
In sede di replica, il Capo di SME ha ribadito le linee del proprio intervento iniziale fornendo poche risposte alle questioni poste, giustificando l’operato della FA in emergenza e manifestando interesse su POLA e formazione S-W.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE: Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP DIFESA n. 109 del 18 dicembre 2020 –
Il Presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo
Riportiamo di seguito il comunicato CSE, ripreso anche dalla nostra Federazione, che esprime le proprie valutazioni in merito al rinvio delle elezioni RSU al 2022 e dà notizia dell’accordo siglatoil 15 u.s. in ARAN sulla rielezione delle RSU decadute prorogando il termine dei 50 giorni previsto dal CCNQ a dopo la fine dello stato di emergenza Covid.
” Le cronache di questi giorni sono piene di denunce e di osservazioni estremamente critiche nei confronti dell’iniziativa assunta da CGIL-CISL-UIL per lo sciopero nella giornata del ponte dell’Immacolata.
Il Governo, con l’articolo 15 del DL n.157 del 30 novembre 2020, vista la situazione di emergenza sanitaria, ha disposto, con riferimento alla tornata contrattuale 2022-2024, il differimento della rilevazione delle deleghe rilasciate alle Organizzazioni sindacali al 31 dicembre 2021 e, contestualmente, il rinvio delle elezioni RSU, previsto per il mese di aprile 2021, che si svolgeranno entro il 15 aprile del 2022.
La norma trae la sua origine da una richiesta alla Ministra per la Pubblica Amministrazione formalizzata nei mesi scorsi da CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e USB.
Come CSE, pur consapevoli della gravità della situazione sanitaria, riteniamo che la rilevazione delle deleghe rilasciate alle OO.SS., avvenendo in via telematica e su dati nella disponibilità delle singole Amministrazioni, poteva essere mantenuta alla scadenza naturale del 31 dicembre 2020, e conseguentemente le elezioni per il rinnovo delle RSU, pur differite rispetto alla scadenza naturale, potevano essere programmate per l’autunno del 2021.
In questo modo non veniva aggirato, come invece è avvenuto, il dato relativo alla consistenza associativa delle singole Organizzazioni sindacali e il mutamento dei livelli di rappresentatività che si sono consolidati nell’anno in corso, garantendo il rinnovo delle rappresentanze unitarie in tempi più ravvicinati rispetto alla primavera del 2022.
Del resto nei mesi scorsi il Paese è stato interessato dalla tornata elettorale per il rinnovo di molti Consigli regionali e comunali con una platea di elettori certamente superiore a quella interessata dalle elezioni RSU e i mesi che ci avrebbero separato dal rinnovo, da noi auspicato per l’autunno del 2021, avrebbe anche permesso, ove la situazione sanitaria fosse ancora caratterizzata da una fase emergenziale, la predisposizione di un regolamento elettorale che avrebbe potuto prevedere la presentazione telematica delle liste, la realizzazione di assemblee a distanza e anche ove necessario, dello stesso voto per via telematica. Ma evidentemente quello che volevano scongiurare i sindacati promotori della richiesta di rinvio era la rilevazione degli iscritti e lo stesso esercizio del diritto di voto nel corso del 2021, visto il crollo degli iscritti e dei consensi che li ha interessati.
Questo rinvio pone problemi anche rispetto al rinnovo di quelle RSU che, elette nel 2018, nel frattempo sono decadute o potrebbero decadere, per effetto di dimissioni, pensionamenti, modifiche organizzative delle Amministrazioni e che, in applicazione del regolamento vigente, andavano rinnovate entro 50 giorni.
Per porre rimedio a tale situazione il giorno 15 dicembre 2020 abbiamo sottoscritto in Aran, insieme alle altre Confederazioni, il Protocollo che alleghiamo, che sospende il termine dei 50 giorni e lo fa decorrere dalla fine della situazione emergenziale.
Questo comporta che, ai fini della contrattazione integrativa, e allo scopo di non bloccare tali negoziazioni, che vedrebbero mancare uno dei soggetti previsti, le RSU saranno rappresentate in tale sede dai componenti rimasti in carica, anche se sono una minoranza rispetto a quelli eletti “
In allegato, l’accordo con l’indicazione delle Parti firmatarie.
Notiziario FLP Difesa n. 108 del 17 dicembre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione del Tavolo Tecnico per la stabilizzazione del personale del Genio Campale AM, nel corso della quale è finalmente stato sciolto il nodo delle sedi di destinazione per i dipendenti interessati. La decisione finale infatti è stata quella di rimodulare l’elenco delle sedi di destinazione del personale interessato tenendo prioritariamente conto delle sedi nelle quali ha prestato finora servizio e/o di quelle dislocate nell’ambito della provincia in cui lo stesso risiede. Aveva dunque visto giusto FLP Difesa: non poteva essere che la norma, nel tutelare i lavoratori precari, creasse loro nuovi problemi legati alla sede di destinazione. Appena noto pubblicheremo l’elenco delle sedi.
Il bando per i 200 addetti tecnici (in numero superiore a quello delle assunzioni autorizzate) dovrebbe essere pubblicato lunedì 21 dicembre p.v.; quello per i 31 assistenti tecnici, se non nella stessa giornata, dovrebbe uscire nei giorni successivi.
Come a suo tempo anticipato, le istanze dovranno essere compilate online sulla apposita piattaforma predisposta sul sito della Difesa, che resterà accessibile per 15 giorni; la procedura prevede una prova orale “semplificata”; la formazione della graduatoria dovrebbe svilupparsi pertanto in tempi rapidissimi, così da consentire il perfezionamento delle procedure di assunzione già nella seconda quindicina del mese di gennaio 2021 per i 145 addetti tecnici autorizzati per legge.
A fine riunione FLP Difesa ha chiesto di conoscere lo stato dell’arte su una serie di questioni:
Le 315 assunzioni straordinarie di professionalità tecniche per l’Arsenale MM di Taranto (105 all’anno per tre anni): SMM ha definito i numeri per ciascun profilo da mettere a concorso, e il bando in itinere cumulerà i numeri previsti per le assunzioni 2020 e per il 2021, per complessive 210 unità. Poiché per queste assunzioni è prevista la procedura del corso-concorso, per poter procedere alla emanazione del bando è necessario prima che sia emanato un Decreto Interministeriale Difesa-FP contenente criteri e requisiti. La bozza del Decreto è al vaglio della FP, e contestualmente la bozza del bando di corso-concorso è stata portata all’esame di SMD e FP per la successiva definitiva firma di quest’ultima. Il corso durerà 4 mesi, e si svolgerà nella sede di Taranto; la partecipazione a questa prima fase darà luogo al pagamento di indennità giornaliere/mensili, il che ha creato un qualche problema attuativo, sia in ragione della mancata previsione economica di queste specifiche risorse, sia per problemi procedurali di pagamento, in via di soluzione con MEF e NoiPA.
Le 294 assunzioni di professionalità tecniche per gli enti dell’Area Industriale e CC.TT. previste dal Piano Triennale 2018-2020 (30 di area 3^ e 264 di area 2^), già autorizzate con la l.145/2018: la DG ha confermato che il bando completo di sedi e profili è stato avviato alla Funzione Pubblica, dalla quale si attende il definitivo riscontro. Ove nulla osti, la emanazione è prevista entro il mese di gennaio 2021.
I passaggi tra le aree: la D.G. conferma l’intendimento di procedere ai passaggi come previsti, mettendo in agenda la predisposizione di criteri e sedi, e il coinvolgimento delle OO.SS. orientativamente nei primi mesi del 2021.
L’accordo definitivo FRD 2020: è in pubblicazione.
Infine la DG ha annunciato la stesura del Piano Organizzativo per il Lavoro Agile della Difesa, da completare il 31 gennaio p.v.; significativa la progressiva implementazione della mappatura delle attività smartabili; per quanto attiene al Regolamento per il Lavoro Agile, lo stesso è attualmente al vaglio di SMD e SGD, e di OIV per gli aspetti connessi con gli indicatori della performance individuale e organizzativa.
Come sempre, vi terremo aggiornati
P. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 107 del 3 dicembre 2020 –
Ingresso in aula della Commissione Bilancio della Camera che sta esaminando il DDL Bilancio 2021
Davvero una gran bella notizia, e ne diamo conto con piacere e molta soddisfazione a tutti i colleghi!
Tre dei quattro emendamenti al Disegno di Legge (AC 2790-bis) sul Bilancio 2021 che avevamo proposto e fortemente sollecitato, e poi approdati all’esame della Commissione Bilancio della Camera (si veda il Notiziario n. 105 del 1 u.s.), hanno superato il vaglio di ammissibilità da parte della stessa Commissione e verranno ora sottoposti direttamente al voto dell’Aula.
Come si ricorderà ( Notiziario n. 103 del 21 novembre u.s.),la nostra O.S. aveva da subito denunciato ai lavoratori l’assenza di disposizioni a favore della componente civile del MD all’interno del Disegno di Legge sul bilancio, e in particolare zero assunzioni civili straordinarie a fronte delle migliaia previste per altre Amministrazioni e zero risorse a favore della componente civile per ridurre il macroscopico gap retributivo, certificato nel 2016 dalla stessa Amministrazione Difesa, che oggi permane nei confronti di altri lavoratori pubblici. Una grande delusione, dopo gli impegni solenni che il Ministro aveva assunto a luglio con le OO.SS.
Con rabbia, ma anche con fiducia, ci siamo messi allora all’opera per predisporre delle proposte di emendamenti, esattamente come abbiamo fatto nel 2017 e nel 2018, e alla fine ci siamo riusciti dando conto ai colleghi del nostro lavoro (si veda il Notiziario n. 104 del 27 novembre 2020), e lo abbiamo fatto confidando nell’attenzione di chi ha a cuore il futuro della componente civile della Difesa e intende farsene carico.
Un percorso, quello di quest’anno, esattamente analogo a quello degli anni precedenti, ma con una sostanziale differenza: la dichiarazione di ammissibilità delle Commissione Bilancio, che ora produrrà l’approdo diretto all’aula e il voto della stessa. Aumentano dunque le possibilità di vedere gli emendamenti tradotti in norme di legge, e per questo confidiamo nel conforto e nel supporto di chi ha a cuore la categoria.
I tre emendamenti che hanno superato il vaglio di ammissibilità sono i seguenti:
quello connotato come “ art. 160-bis – Assunzione di personale civile da parte del Ministero della difesa)” con il quale si dispone l’assunzione straordinaria nel triennio2021-23 di 431 unità di personale delle aree professionali (n. 57 di area 3^ e n.374 di area 2^). E’ ben vero che nella nostra proposta c’era un numero superiore di assunzioni, ma rispetto allo zero presente nel DDL Bilancio possiamo considerarci soddisfatti;
quello connotato come “Art. 165-bis – Disposizioni in materia di personale civile della Difesa”– con il quale si dispone che una quota non inferiore al 25% e non superiore al 70% dei risparmi ex legge 244/2012, sia destinata – previo confronto con le OO.SS. – per il 50% al FRD e per l’altro 50% ad una indennità da attribuire al personale civile sulla base di criteri definiti con le OO.SS. in contrattazione decentrata;
quello connotato come “Art. 174- comma 2-ter” che dispone l’inserimento all’interno del D. Lgs 15.03.2010, n. 66 (Codice dell’Ordinamento Militare) di una norma che prevede, in relazione alla peculiarità del suo impiego (nostro vecchio pallino), l’istituzione di un Fondo Integrativo del personale civile con una dotazione pari a 21 mln di € per il triennio 2021-2023 da ripartirsi attraverso la contrattazione integrativa.
Nel segnalare che gli emendamenti di cui sopra, nel caso venissero approvati dall’Aula, darebbero un contributo significativo alla nostra causa, dobbiamo per correttezza segnalare che non ha superato il vaglio di ammissibilità l’emendamento relativo alle progressioni tra le aree con soglia del 50% per l’accesso dall’interno.
Confidiamo nel sostegno operoso e fattivo del nostro Ministro, delle altre Autorità Politiche del Dicastero, dei Vertici delle FF.AA. e anche nei Gruppi parlamentari sensibili alle problematiche della Difesa.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE (Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari)
Notiziario FLP Difesa n. 3 del 13 gennaio 2020 – Nel Supplemento Ordinario n. 46/L alla Gazzetta Ufficiale n. 322 del 30.12.2020, è stata pubblicata la legge 30.12.2020, n. 178 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”. Il testo del provvedimento è quello già votato […]
Notiziario FLP Difesa n. 2 del 09 gennaio 2021 – Dopo la pubblicazione della legge di bilancio per il 2021 e per il triennio 2021-2023, ci sembra utile riepilogare un quadro di situazione e fare una valutazione critica in materia di trattamento economico del personale civile della Difesa, alla luce delle novità introdotte dalla norma. […]
Notiziario FLP Difesa n. 1 del 08/01/2021 – Trascriviamo di seguito il notiziario CSE n. 2 avente ad oggetto le misure per il lavoro pubblico e privato e per la previdenza contenute nella legge di bilancio 2021. “Come è noto il 30 dicembre 2020 il Senato ha approvato in seconda lettura la legge di Bilancio […]
Notiziario FLP Difesa n. 114 del 28 dicembre 2020 – Dopo il voto di fiducia sul provvedimento del 23 dicembre u.s., nella serata di ieri la Camera dei Deputati – con 298 sì, 125 no e 8 astenuti – ha approvato il testo finale del DDL 2790-bis integrato e modificato dalla Commissione Bilancio (vds.ns. Notiziario […]
Notiziario FLP Difesa n. 113 del 23 dicembre 2020 – La Direzione Generale per il Personale Civile ha pubblicato oggi sul sito della Difesa il testo definitivo dell’Accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate di Amministrazione Difesa per l’anno 2020, dopo il visto degli organi certificatori, insieme alle “Indicazioni per la Contrattazione di Sede […]
Notiziario FLP DIFESA n. 112 del 22 dicembre 2020 – Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. FLP che dà conto degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera in sede di esame del DDL AC 2790-bis in materia di lavoro pubblico, che ora saranno sottoposti al voto d’aula, per poi passare all’esame e […]
Notiziario FLP DIFESA n. 111 del 21 dicembre 2020 – A seguito della precisa richiesta formulata da FLP DIFESA con lettera del 26.10.2020 che ripubbliciamo in allegato su questa stessa pagina, richiesta che era scaturita a seguito dell’audizione in Commissione Difesa della Camera dell’ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 90 del 24.10.2020), il Capo […]
Notiziario FLP DIFESA n. 109 del 18 dicembre 2020 – Riportiamo di seguito il comunicato CSE, ripreso anche dalla nostra Federazione, che esprime le proprie valutazioni in merito al rinvio delle elezioni RSU al 2022 e dà notizia dell’accordo siglatoil 15 u.s. in ARAN sulla rielezione delle RSU decadute prorogando il termine dei 50 giorni […]
Notiziario FLP Difesa n. 108 del 17 dicembre 2020 – Si è svolta oggi a Persociv la riunione del Tavolo Tecnico per la stabilizzazione del personale del Genio Campale AM, nel corso della quale è finalmente stato sciolto il nodo delle sedi di destinazione per i dipendenti interessati. La decisione finale infatti è stata quella […]
Notiziario FLP DIFESA n. 107 del 3 dicembre 2020 – Davvero una gran bella notizia, e ne diamo conto con piacere e molta soddisfazione a tutti i colleghi! Tre dei quattro emendamenti al Disegno di Legge (AC 2790-bis) sul Bilancio 2021 che avevamo proposto e fortemente sollecitato, e poi approdati all’esame della Commissione Bilancio della […]