Notiziario FLP DIFESA n. 16 del 1 marzo 2021 –

Il Generale di C.A. Pietro Serino è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

La consegna della bandiera dal vecchio al nuovo Capo di SME.jpg

L’avvicendamento con il Generale Salvatore Farina, già Capo di SME, è avvenuto il 27 febbraio, alla scadenza del suo mandato triennale, non più rinnovabile.

Nonostante la crisi politica e le complesse fasi per la formazione del nuovo governo, la nomina da parte del Consiglio dei Ministri, presieduto da Mario Draghi, è arrivata in tempo per garantire il passaggio nel rispetto della scadenza di mandato del Gen. Farina su proposta del riconfermato Ministro della Difesa on. Guerini.

Il designato nuovo Capo di SME gen. C.A. Pietro Serino è romano, classe 1960, è stato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa da ottobre 2018, prima con Elisabetta Trenta e poi con Lorenzo Guerini. Prima di approdare a palazzo Baracchini è stato Comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), e In precedenza, all’epoca della Ministra Pinotti, ha presieduto, su incarico della stessa, il Comitato guida per l’implementazione del Libro Bianco della Difesa che avrebbe dovuto rinnovare lo strumento militare (per fortuna successivamente archiviato dalla Ministra Trenta). E’ stato altresì Capo dell’Ufficio Generale per la Pianificazione e Bilancio dello Stato Maggiore Difesa, ed in passato ha svolto l’incarico di addetto per l’Esercito presso l’ambasciata di Washington.

Il Gen. Serino prenderà il posto del Gen. Farina, in un momento molto complesso per l’Esercito e per la Forza Armata, e verosimilmente si porrà in continuità con le scelte e la gestione del predecessore.

La nomina del gen. Serino ha un po’ sorpreso gli attenti osservatori delle vicende della Difesa, ma evidentemente il Ministro Guerini, nel proporre la sua nomina al CdM, ha privilegiato la diretta conoscenza e verosimilmente anche il suo profilo sicuramente più politico rispetto a quelli più tecnico/operativi dei due suoi presunti competitor (il gen. Portolano attuale Comandante COI e il gen. Figliuolo attuale Cte Logistico, che le OO.SS. hanno incontrato in più occasioni al tempo dell’indagine sulle criticità degli Enti Industriali della Difesa disposta nel 2019 dal Senato della Repubblica di cui ai Notiziari n. 61 del 4.07.2019 , n. 64 dell’11.07.2019 e n. 67 del 23.07.2019, e che proprio in data odierna è stato nominato nuovo Commissario Starordinario per l’emergenza COVID 19 in sostituzione di Domenico Arcuri).

La nomina del nuovo Capo di SME fa comunque da battistrada ad una serie di nomine nei ruoli di vertice del Ministero della Difesa, alle quali si dovrà provvedere nelle prossime settimane.

In primo luogo, quella di Sottocapo di SMD, nel caso probabile in cui il gen. De Leverano verrà confermato anche dal Premier Draghi nel ruolo di Consigliere Militare.

In secondo luogo, con la nomina del gen. Serino a Capo di SME, occorrerà nominare anche il suo successore a Capo di Gabinetto del Ministro Guerini, un incarico politicamente molto rilevante in quanto trattasi del più stretto collaboratore del Ministro – insieme all’attuale Capo della Segreteria politica, l’ex deputato e tuttora Amministratore Delegato di Difesa Servizi SpA Fausto Recchia -, dalle cui mani passeranno tutti i più importanti dossier del nostro Ministero. Ebbene, per questo delicatissimo ma anche molto ambito incarico, circola già il nome dell’attuale responsabile delle Scuole della Marina Militare, ammiraglio Enrico Credendino.

Infine, tra qualche mese dovrebbe lasciare anche il gen. (82 anni!) Rolando Mosca Moschini, abbandonando così l’incarico di Consigliere Militare  per gli affari del Consiglio Supremo di Difesa e di Segretario dello stesso Consiglio; per la sua sostituzione circola già il nome del gen. Claudio Graziano, già Capo di SME e poi Capo di SMD, e dal 6 novembre 2018 Presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea, incarico che dovrà lasciare alla scadenza dei tre anni, con appunto possibile nuova destinazione al Quirinale.

Al gen Serino, prossimo Capo di SME, gli auguri più cordiali di buon lavoro da parte della nostra O.S., con l’auspicio di poterlo incontrare subito.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo

Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 26 febbraio 2021 –

Marco Carlomagno, Segr. Gen. FLP

Riportiamo di seguito il comunicato in forma integrale della Segreteria Generale FLP del 25 febbraio u.s. che dà notizia dell’avvio di una importantissima iniziativa da parte della nostra Federazione che, nei prossimi giorni, organizzerà assemblee nazionali in video conferenza in tutte le Amministrazioni, e tra queste ovviamente la Difesa, e indica gli argomenti che saranno posti all’ordine del giorno delle stesse.

” Rinnoviamo i contratti, rilanciamo la PA.

Sono questi i temi dell’iniziativa che la Segreteria generale FLP,  d’intesa con i Coordinamenti nazionali di settore, metterà in campo nei prossimi giorni con l’organizzazione di Assemblee nazionali in videoconferenza in tutti gli Enti e Amministrazioni, a partire da quelle del comparto di contrattazione delle Funzioni Centrali.

Denunceremo i ritardi che a distanza di più di due anni dalla scadenza, non hanno permesso ancora il rinnovo di un contratto i cui contenuti, sia dal punto di vista economico che normativo, erano già assolutamente insufficienti al momento della sua sottoscrizione, che è bene sempre ricordarlo, fu poi siglato dalla FLP, a distanza di mesi, solo per non essere esclusi assurdamente dalle contrattazioni integrative.

Discuteremo con le lavoratrici e i lavoratori delle proposte e delle rivendicazioni contenute all’interno della nostra piattaforma, per garantire significativi riconoscimenti economici, la riscrittura dell’ordinamento professionale, il superamento del mansionismo e dei sotto-inquadramenti presenti nell’attuale prima e seconda area, lo sblocco delle carriere e dei passaggi tra le aree,  il riconoscimento giuridico delle elevate professionalità, la tutela dei diritti e della dignità del lavoro.

Faremo anche il punto della situazione sul lavoro pubblico all’indomani  dell’insediamento  del nuovo Governo, e ribadiremo che per noi la modernizzazione delle Pubbliche Amministrazioni non può prescindere da adeguati investimenti sull’innovazione, sul  personale, sulle assunzioni, sulla formazione e  sul sistema di partecipazione.

Le risorse del recovery fund dovranno essere indirizzate su questo e non, come invece paventato dalle solite lobby, per “fantasmagoriche “spese gonfiate e non controllate, che in questi decenni hanno alimentato sprechi, inefficienze e corruzione.

Si tratta solo del primo appuntamento. Pronti a passare ad iniziative di mobilitazione, ove  non dovessero arrivare in tempi brevi, segnali concreti nella direzione dell’apertura del negoziato.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Con l’occasione, si pubblica in quwesta stessa pagina come allegato il comunicato stampa diffuso in data 24 febbraio dalla nostra Federazione che sollecita l’adozione dei POLA  nelle Amministrazioni inadempienti.

A tal proposto, si segnala anche l’articolo comparso  in data di ieri sul quotidiano  LA REPUBBLICA on line, che riporta anche una dichiarazione del Segretario Generale FLP, Marco Carlomagno (link sotto) https://www.repubblica.it/economia/2021/02/25/news/smart_working_solo_il_33_3_presenta_i_piani_brunetta_convoca_la_commissione_tecnica-289227880/ ).

Si fa riserva di comunicare la data di effettuazione in video conferenza dell’assemblea nazionale del personale civile della Difesa.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Allegato: 25.02.2021 – comunicato stampa FLP su adozione POLA

 

                                                                   

Notiziario FLP Difesa n. 14 del 25 febbraio 2021 –

Si è tenuta ieri la riunione a Persociv con la delegazione trattante, avente ad oggetto il CCNI parte economica 2021 – 2023 e il bando per le progressioni verticali della 1^ Area. Molta la carne al fuoco, e il confronto non si poteva esaurire in una sola giornata, posto che dentro il CCNI ci sono tutte le scelte da fare in materia di distribuzione di un FRD che la finanziaria 2021 ha arricchito di 20 milioni (grazie agli emendamenti predisposti da FLP DIFESA e presentati da alcuni parlamentari, come documentato dai nostri Notiziari dello scorso dicembre), oltre alle risorse derivanti dai risparmi 2020 in materia di buoni pasto e straordinario.

La Finanziaria ci ha attribuito anche 30 milioni per l’incremento della Indennità di Amministrazione della Difesa; per la materia è tuttavia prevista la contrattazione di livello ARAN, e dunque sembrerebbe non far parte del pacchetto in discussione con il CCNI oggi in trattazione. A riguardo sono in corso interlocuzioni tra Persociv, Mef, FP ed Aran.

Nel 2020 l’accordo sul FRD si era concluso senza progressioni (nonostante che fra le proposte formulate da Persociv ci fosse stata la disponibilità a fare progressioni per 5 milioni di €), con l’impegno condiviso dall’A.D. per l’anno 2021 di destinare interamente le risorse derivanti dai risparmi di cui alla l. 244/2012 “…al finanziamento delle progressioni economiche e alla valorizzazione del personale appartenente alla 1^ area…). Ebbene, oggi abbiamo verificato come siamo ancora ben lontani dal perseguire questo obbiettivo.

Nella bozza di proposta formulata da A.D. emerge, nell’ordine, che:

La risultante di tutte queste scelte è che certamente nel complesso si porterebbero molteplici benefici per la 3^ area, che potrebbe attingerebbe positivamente dalle diverse voci (Posizioni Organizzative in primis, ma anche Progressioni, incremento del FUS e della Performance Individuale), certamente recuperando stimoli nei confronti di attività che comportano significativi livelli di responsabilità.

Ma il problema assume contorni problematici se si considera il quadro complessivo: le altre due aree restano fortemente discriminate, con minori benefici economici la seconda, mentre la prima, oltre ai minori benefici economici subisce sempre la stessa ricaduta negativa in termini di FUS, restando al palo per l’ennesima volta, per l’impossibilità di accedere a nuove progressioni orizzontali, e per l’assenza di altre forme di ristoro.

E a questo si aggiungano le peculiarità del bando per la progressione verticale dalla 1^ alla 2^ area: 50 posti sono veramente pochi, la selezione prevede comunque, fra l’altro, la prova orale, e, cornuti e mazziati, il passaggio da A1F3 (ove ormai tutti i colleghi di 1^ area si collocano) a A2F1 è economicamente in perdita; e non è possibile il ricorso a modalità di compensazione assimilabili all’assegno “ad personam” (infatti la norma contenuta nello storico Testo Unico del 1958 è stata abrogata), come invece specificamente previsto per il personale ex militare transitato, che gode di legge speciale in propria tutela. Che dire?

La discussione è aperta, e intanto abbiamo predisposto ed inviato a Persociv una nota, che pubblichiamo in questa pagina con i relativi allegati, riportanti le nostre prime iniziative e proposte, utili all’avvio di un confronto aperto e costruttivo,  e di cui vi daremo come sempre conto.

Cordialissimi saluti.

p SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI

Allegato 1: 25.02.2021 nota FLP Difesa a Persociv su CCNI e Bando Prima area

Allegato 2: 25.02.2021 bozza CCNI 2021-2023 parte economica con proposte FLP Difesa

Allegato 3:25.02.2021 Bozza Accordo sviluppi economici 2021 con proposte FLP Difesa

Allegato 4: 25.02.2021 bozza bando Progressioni verticali dalla Prima alla Seconda Area

Notiziario FLP Difesa n. 13 del 22 gennaio 2021 –

Il ministro della P.A. Renato Brunetta

In vista della riunione tenutasi lo scorso 27 gennaio 2021 con la delegazione trattante di parte pubblica (Persociv, SMD e SGD), l’A.D. aveva sottoposto alle parti una bozza di “Regolamento per l’applicazione del lavoro agile nella Difesa”, quale stralcio del Piano Organizzativo Lavoro Agile, che avrebbe dovuto essere oggetto di confronto con le parti prima del definitivo invio alla Funzione Pubblica entro il 31 gennaio, come previsto all’art. 263, c. 4-bis del DL 34/2020, convertito in l. 77/2020. Tuttavia, nel corso della riunione l’argomento non fu trattato, e fu rinviato ad altra data, tenuto conto dell’ulteriore proroga del ricorso al lavoro agile emergenziale, in quel momento stabilita al 31 marzo, e poi differita al 30 aprile 2021, alla luce dell’andamento della emergenza (vds Notdif. n. 07 del 28 Gennaio 2021). Ci eravamo allora lasciati con l’impegno delle OO.SS. nazionali di far pervenire a Persociv le proprie osservazioni/proposte sulla bozza ricevuta, utili al prosieguo dei lavori.

                FLP DIFESA ha così mandato a Persociv, lo scorso 10 febbraio, una nota (che si pubblica in questa pagina) che, oltre alla richiesta di integrazione della documentazione con quant’altro nel frattempo maturato, riporta le osservazioni e proposte di FLP DIFESA, di cui si riepilogano di seguito i punti salienti:

  1. L’inserimento degli specifici riferimenti normativi relativi alla materia (DL.vo 165/2001, Circ. FP n. 3/2017, DM FP del 09.12.2020, Linee Guida FP sul POLA, ecc..), sottolineando i passaggi relativi alle diverse modalità di relazione sindacale da tenersi in materia, quali:

– la informazione sulle determinazioni relative all’organizzazione degli uffici;

la contrattazione in materia di misure antinfortunistiche;

l’esame congiunto e il confronto preventivo, quali “percorsi di condivisione e confronto con le organizzazioni sindacali che, in un’ottica di collaborazione, possano essere utili per l’applicazione di un istituto innovativo come il lavoro agile;

l’informazione, il confronto, il monitoraggio e l’aggiornamento periodico in materia di mappatura delle attività eseguibili da remoto in modalità agile.

E’ evidente anche l’importanza della trasparenza dei dati relativi al grado di digitalizzazione raggiunto da ciascun Ente, obiettivo peraltro attribuito ai Dirigenti, e dello stato di implementazione della dotazione informatica utilizzata per lo svolgimento dell’attività lavorativa agile; ed è rilevante che l’Amministrazione tenga fede all’impegno di garantire ai lavoratori agili i necessari accessi da remoto e le relative credenziali personali.

  1. Abbiamo inserito il richiamo alla figura e al ruolo del competente Responsabile per la Transizione al Digitale (RTD), garante per il Lavoro Agile e per l’acquisizione della strumentazione informatica utile a supportare il ricorso al lavoro agile, previsto dall’art. 17 del DL.vo 82/2005, aggiornato ai DL.vi n.179/2016 e n.217/2017, e dalla circ. FP n.3/2018, garante contro le discriminazioni nei confronti del personale economicamente più svantaggiato.
  2. Abbiamo rivendicato la libertà di scelta del lavoratore agile sia in termini di luogo di svolgimento del lavoro agile (senza vincoli da parte del datore di lavoro: la sede scelta deve semplicemente rispondere a criteri di ragionevolezza ai fini antinfortunistici), sia in termini di orario (svincolato dall’articolazione oraria della prestazione in presenza, e dall’orario di servizio dell’ente di appartenenza, dovendosi rispettare i soli limiti della durata massima giornaliera e settimanale, della fascia di contattabilità e del rispetto del diritto alla disconnessione, di cui alla l. 81/2017, n. 81, e alle raccomandazioni del Parlamento europeo di cui alla Risoluzine P9_TA-PROV(2021)0021 del 21 gennaio 2021.)

Resta naturalmente da vedere come si porrà rispetto alla materia il nuovo ministro della P.A. …… .

Come sempre, vi terremo aggiornati

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari

Allegato : 10.02.2021 Proposte FLP Difesa per il Regolamento del Lavoro Agile

Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 5 febbraio 2021 –

Il sen. Nicola La Torre, nuovo D.G. di Agenzia Industrie Difesa

Si è svolto ieri  4 febbraio u.s. il primo incontro tra le OO.SS. e  il senatore Nicola Latorre, come da noi richiesto ancora nel mese di ottobre a seguito della sua nomina a nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) da parte del Consiglio dei  Ministri in data 6 ott. u.s. su proposta del Ministro Guerini 8l’incontro è avvenuto in video-conferenza).

Nel suo intervento iniziale, il sen La Torre ha sottolineato l’importanza di corrette relazioni sindacali improntate sulla collaborazione  e finalizzate alla risoluzione delle criticità, che lui stesso ha potuto constatare avendo già visitato alcuni stabilimenti. Ha poi proseguito comunicandoci che sta già lavorando al Piano Industriale 2021-2023 mettendo in campo nuovi investimenti per dare sostanza a tale piano, per il quale ha già chiesto al Ministro più tempo per  avere maggiori elementi al fine di fare proposte realistiche.

Ha poi indicato le sue priorità in questa fase: dare sicurezza agli Stabilimenti con programmi di investimento che ne assicurino l’efficienza e il raggiungimento degli obiettivi, e per questo ha già chiesto e ottenuto le risorse finanziarie necessarie; qualificare le capacità produttive di ciascun Stabilimento anche implementandone le convenzioni, al fine di traguardare per tutti efficienza e produttività. Ha riferito di aver già visitato gli Stabilimenti di Firenze, Baiano e Capua, ma che vorrà visitarli tutti, essendo gli Stabilimenti la spina dorsale di AID e anche in vista di una nuova riorganizzazione che ha in animo di operare.

Ha infine concluso precisando che l’obiettivo primo di questo nostro primo incontro era quello di raccogliere le valutazioni e i contributi delle OO.SS, al fine di avviare costruttive relazioni sindacali per condividere un progetto comune e dare un orizzonte di maggiore certezza ad AID e ai lavoratori.

Nel proprio intervento, FLP DIFESA ha innanzitutto ricordato le motivazioni che a suo tempo hanno portato alla nascita di AID, che erano poi quelle di tentare il salvataggio di realtà industriali che la riforma Andreatta-Saragozza avrebbe voluto cancellare. Dunque una scommessa, che oggi possiamo dire sostanzialmente vinta alla luce dei risultati ottenuti e dell’impegno dei lavoratori dei singoli Stabilimenti.

Ciò premesso, FLP DIFESA è passata a parlare delle criticità tutt’ora esistenti in alcuni Stabilimenti. In particolare, per Fontana Liri abbiamo chiesto lo stato dell’arte in ordine ai problemi legati agli impianti e in primis alla centrale idroelettrica, a proposito della quale l’ing. Anselmino ci aveva comunicato, nel suo ultimo incontro, la necessità di un intervento strutturale economicamente impegnativo; per lo Stabilimento di Capua, dove esistono analoghe problematiche relative alla cabina elettrica e alle linee di lavorazione, emerse nel corso del recente incontro con lo stesso DG, ed allo stato rimaste tali. Infine, a fattor comune per tutti gli Stabilimenti, abbiamo segnalato le criticità legate alla carenza di personale, specie tecnico, dovuto ai pensionamenti, con il rischio di perdere lavoratori specializzati che garantiscono il futuro degli stabilimenti.

Queste ed altre criticità da noi rappresentate al nuovo D.G., emergono anche dalla lettura del “Programma di attività 2021” che il D.G. ha predisposto e che rendiamo disponibile su questa stessa pagina in allegato 1, che ha già avuto il parere favorevole dei Revisori dei Conti, e sulla base del quale il DG ha richiesto al Gabinetto il ritiro del Piano Industriale 2021-2023 presentato a settembre dal precedente D.G. AID, per riformularlo.

Detto programma contiene in generale   una previsione per il 2021 in crescita rispetto al 2020, anche attraverso il potenziamento e una maggiore valorizzazione degli stabilimenti (Firenze e Gaeta, in particolare).  Contiene pero anche altre cose, come la previsione di affido a terzi di aree o di parte di aree di alcuni stabilimenti, nonché la previsione di dare un incentivo premiale al personale e l’istituzione dell’UGEPI come organo esecutivo del genio, questioni sulle quali in riunione abbiamo chiesto lumi al D.G.

A tal proposito, con riferimento alle previsioni per ciascuno Stabilimento, abbiamo rappresentato la necessità di incontri specifici tra D.G. e OO.SS. nazionali,  con il coinvolgimento della Dirigenza e  delle rappresentanze locali dei lavoratori, finalizzate a  fare un punto di situazione circa le problematiche in essere di ciascuna Unità produttiva in ordine all’organizzazione del lavoro e alla sicurezza, sulla previsioni di riduzione del personale causa pensionamenti  e l’utilizzo dei lavoratori interinali e connessa necessità di una loro stabilizzazione, incontri dunque finalizzati all’analisi delle criticità attuali e alle possibili ipotesi di soluzione.

Con riferimento al tema della carenza di personale, preso atto dell’aggiornamento per il biennio in corso  del Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2019-2021 (dopo le 89 assunzioni già autorizzate per il 2019, previste per il 2020-2021 n. 142 assunzioni, di cui 12 funzionari e n. 130 assistenti) che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nell’ immaginare che le stesse non siano comunque sufficienti, abbiamo suggerito di avviare da subito, come è stato fatto nel Ministero della Difesa ed in altri Ministeri, una forte iniziativa presso la Funzione Pubblica e il MEF  al fine di ottenere un piano straordinario pluriennale di assunzioni per AID.

Abbiamo poi sottolineato con particolare determinazione lo spinoso tema dei ben noti deficit nelle relazioni sindacali che sinora si sono registrati in AID, a livello centrale ma anche in alcuni Stabilimenti, più volte denunciati da questa e da altre OO.SS., ma quasi sempre con scarsissimi effetti, e a tal proposito abbiamo segnalato il mancato avvio a tutt’oggi del confronto in merito all’Ipotesi di accordo FRD AID 2020.

In materia di emergenza anti Covid,  abbiamo sottolineato il mancato aggiornamento del protocollo nazionale AID  e  il non aver definito, sede per sede, i lavori urgenti e indifferibili da fare in presenza.

Abbiamo anche evidenziato come presso l’istituto Farmaceutico di Firenze, rimasto in attività per tutto il periodo pandemico, non è stato ancora sottoscritto il protocollo locale e che di conseguenza non si è mai insediato il Comitato, nonostante le richieste delle OO.SS. l’ultima delle quali risale al 3 u.s., e che a Messina,  rimasto anch’esso attivo fin dal mese di aprile , siamo dovuti intervenire per richieder un intervento urgente  in termini di fornitura e integrazione dei DPI o il montaggio di plexiglass per permettere a quei tecnici che lavorano a stretto contatto di gomito alla costruzione Passetti  di lavorare in sicurezza.

Queste in sintesi, le nostre considerazioni al primo tavolo di confronto con il sen. Latorre.

A conclusione degli interventi delle OO.SS., il D.G. ha ripreso la parola, rappresentandoci di aver preso appunti su tutte le problematiche poste, in merito alle quali qualche risposta poteva darcela subito e sulle altre si riservava di darle alla prossima riunione, che pensava di mettere in calendario per i primi giorni marzo.

In materia di relazioni sindacali, ha confermato anche in sede di replica l’impegno a ricercare il giusto coinvolgimento delle Rappresentanze del personale civile, e ha detto che inviterà i Responsabili degli Stabilimenti a favorirle al massimo. Ha poi affermato che, per realizzare il progetto che ha in mente, ha bisogno del confronto  e del supporto delle OO.SS, e che è necessario fare un’analisi approfondita delle diverse criticità  e trovare soluzioni condivise per ogni Ente per garantire il loro futuro (quello che avevamo chiesto).

Queste invece  le risposte del D.G. sulle questioni specifiche da noi poste: sul mancato protocollo su Firenze e sulle criticità su Messina, ha preso atto delle cose da noi dette, sulle quali si è impegnato a intervenire subito attraverso il Responsabile per la Sicurezza;  su Fontana Liri, il sen. La Torre ha ammesso che purtroppo si brancola ancora nel buio, che c’è una vaga ipotesi di gruppi stranieri interessati alle convenzioni che però dovranno essere compatibili con la Difesa, e c’è allo studio anche una ipotesi di lavoro con ENEL; su Castellamare, infine,  sarà necessario risentirci perché ha bisogno di acquisire elementi di valutazione.

Infine, il  Direttore ha espresso il proprio forte convincimento sul fatto che Amministrazione Difesa  abbia sinora sottovalutato il ruolo di AID che è, a suo avviso,  assolutamente strategico sul piano delle attività industriali, e ci ha riferito di avere in mente un piano che  prevede, anche attraverso finanziamenti europei, la costruzione di una nuova area industriale della Difesa articolata nei suoi diversi Stabilimenti, un progetto importante sul quale intende impegnarsi e per il quale è fiducioso ai fini della sua realizzazione, e a tal riguardo ci ha comunicato che è stato deliberato il distacco in Agenzia dell’Ammiraglio Stefano Corona, ingegnere  nonché esperto in materia navale che lavorerà a quel progetto.

Questi, in sintesi, i contenuti del primo incontro con il nuovo D.G. AID, che giudichiamo in termini complessivamente positivi soprattutto per gli impegni assunti in materia di relazioni sindacali e per gli intendimenti enunciati. A tal proposito, confidiamo però che, quanto prima, alle parole seguano i fatti, in primo luogo l’apertura di un tavolo di confronto con le OO.SS. sul Piano Industriale 2021-2023 che abbiamo richiesto già da tempo, piano già predisposto dal vecchio DG ma che il sen. Latorre intende ora riscrivere, che il sen. Latorre intende riscrivere in alcuni importanti contenuti e anche negli obiettivi.

A chiusura dell’incontro siamo rimasti d’accordo con il DG AID su un nuovo e prossimo incontro, del quale informeremo i colleghi non appena pervenuta la convocazione.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo

Allegato 1: Programma_attivita_e_bilancio_di_previsione_AID_2021

Allegato 2: Aggiornamento_fabbisogno_per- gli Anni_2020-2021_AID

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP

Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci appartengono, generando alcune smaccate, scomposte  e interessate strumentalizzazioni da parte di alcune sigle, atteso che non c’è una sola frase detta o scritta negli ultimi 10 anni dalla nostra Federazione o dal suo segretario Generale che sia in linea o si ponga in continuità con la dichiarazione riportata dal giornale.

” Pubblichiamo la lettera di precisazioni inviata stamani dal Segretario generale della FLP Marco Carlomagno  in merito ai contenuti dell’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriere della Sera a firma di Lorenzo Salvia. Nota che riteniamo faccia chiarezza rispetto ad alcuni punti dell’articolo citato.

Cogliamo l’occasione però per denunciare come sia in atto da parte di alcune Organizzazioni sindacali un’operazione di vero e proprio sciacallaggio del tutto strumentale nei confronti delle posizioni della nostra Organizzazione sindacale che – è del tutto evidente – non possono rilevarsi da alcune frasi riportate dalla stampa nelle poche e sintetiche righe un articolo, ma che invece quotidianamente sono oggetto dei nostri comunicati e soprattutto delle azioni che ogni giorno poniamo in campo in tutte le sedi Istituzionali, negoziali e di singola Amministrazione.

Tra l’altro è piuttosto singolare come questi attacchi provengano proprio da chi (vedi Cisl e Uil) negli anni scorsi appoggiarono le politiche dell’ex Ministro Brunetta in materia di disarticolazione del lavoro pubblico,  di individuazione delle famigerate quattro fasce di merito e di blocco della contrattazione nazionale e integrativa.

O di chi negli anni successivi (Cgil), anche con governi diversi o “amici”, ha avallato il recepimento all’interno dei CCNL del lavoro pubblico quote obbligatorie di risorse da destinare alla perfomance  individuale basata su elementi di valutazione  discrezionali e divisivi.

Tra l’altro la previsione di destinare fino al 50% del salario di produttività nel suo complesso (e quindi comprendendo  in tale percentuale le voci erogate prioritariamente alla remunerazione della produttività collettiva di Ente e di Ufficio) è già prevista dai vigenti CCNL del lavoro pubblico e attuata in molte Amministrazioni, mentre la parte rilevante della nostra proposta è quella di implementare le risorse complessivamente destinate alla contrattazione integrativa superando la logica dei tagli e dei tetti ai Fondi imposti proprio a suo tempo da Brunetta e poi confermata dai Governi che si sono succeduti.

Evidentemente la FLP, con la sua crescita di consenso, di credibilità e di attenzione da parte dei media, dà fastidio a chi pensa di avere il monopolio della rappresentanza e quindi, invece di operare  per la ricerca di un quadro comune tra le parti sindacali, caratterizzato da un confronto di idee e proposte, anche franco ma corretto, e mirato a individuare le migliori soluzioni in una fase così difficile e complessa, preferisce tentare di delegittimare i competitor, con comunicati e post diffusi in queste ore decisamente offensivi.

***

Gentile dott. Salvia,

con riferimento all’articolo pubblicato ieri sull’edizione on line del Corriera della Sera sul lavoro agile a regime, che riprendevano in alcune parti il nostro colloquio, svolto in un clima costruttivo, alcune mie dichiarazioni, ovviamente sintetizzate per gli spazi concessi, non rendono appieno il senso delle mie valutazioni.

 In particolare il tema relativo ai premi di produttività nel lavoro pubblico necessita di alcune doverose precisazioni.

Quando parlavo di possibili percentuali di retribuzione da destinare alla produttività non mi riferivo certamente allo stipendio, che è parte fondamentale base della retribuzione e come tale, non correlato direttamente agli incrementi  della perfomance, alla quale invece nei Contratti collettivi nazionali è destinata parte delle risorse della contrattazione decentrata.

In tale ambito le quote da destinare alla produttività, che per la FLP si deve basare su tre pilastri (raggiungimento degli obiettivi di Ente, di singolo Ufficio e individuale), debbono essere incrementate per accompagnare i processi di modernizzazione e digitalizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni,  superando gli attuali vincoli che oggi impediscono di erogarle, seppure siano in molti casi stanziate e nella disponibilità degli Enti, recuperando anche quelle destinate, ad esempio, allo straordinario che, con un lavoro per obiettivi basato sui risultati e non sulla mera presenza fisica in Ufficio, andranno ricomprese nella produttività per il personale in lavoro agile a regime.

In tale ambito, e con il pieno utilizzo delle risorse disponibili e implementate, riteniamo che, come già avviene in molte Amministrazioni virtuose, le risorse complessive destinate alla produttività collettiva e individuale possano arrivare fino al 50 per cento di quelle disponibili in contrattazione integrativa.

Infine, proprio per l’importanza di far decollare il lavoro agile come fattore di innovazione, il quadro normativo e contrattuale dovrà essere necessariamente adeguato per non penalizzare tale modalità di prestazione lavorativa ai fini dei percorsi di carriera e di percezione del salario di produttività.

Nel ringraziarla ancora per la disponibilità dimostrata, Le chiedo gentilmente di voler pubblicare tali precisazioni, al fine di sgombrare ogni dubbio sulle posizioni del sindacato che rappresento, che sono già state in queste ore oggetto di strumentalizzazioni o di letture interessate.

Un cordiale saluto, Marco Carlomagno

Roma, 2 febbraio 2021″ 

Questa la lettera inviata al giornalista, che siamo sicuri servirà a fare definitivamente chiarezza.

Si invitano  tutte le nostre strutture a farla girare tra i nostri iscritti e tra tutti i lavoratori, anche per respingere al mittente le indecorose strumentalizzazioni cui stiamo purtroppo assistendo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

                                                      

Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 –

Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla Corte dei Conti e già pubblicato sul nostro sito,  e delle risultanze del primo confronto sul POLA del Ministero Difesa con la Delegazione di parte pubblica, riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla S.G. FLP in data 29 gennaio u.s. che fa un utilissimo punto di situazione sulla materia, richiama l’attenzione su questa modalità di lavoro come fattore di reale innovazione della PA   e sulla necessità di regolare contrattualmente tutte le sue ricadute sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.

Con riferimento all’attuazione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile) la normativa che si è succeduta in questo mese (DPCM 14 gennaio 2021, Decreto milleproroghe e, da ultimo, il DM 20 gennaio 2021 della Ministra per la Pubblica Amministrazione) alla fine ha prorogato, al momento al 30 aprile 2021, il lavoro agile emergenziale come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, confermando sino a quella data tutte le misure di semplificazione previste e le percentuali oggi in atto nelle Amministrazioni, a fronte del permanere dello stato di emergenza sanitario.

 Con una nota pubblicata nella giornata di oggi sul sito istituzionale il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha chiarito inoltre che resta confermata invece la data del 31 gennaio 2021 (spostata al 1 febbraio 2021 in quanto il 31 gennaio coincide con la domenica), prevista dal Decreto rilancio quale termine per la redazione dei POLA per tutte le Amministrazioni pubbliche, escluse quelle degli Enti locali il cui termine è fissato dal Decreto milleproroghe al 31 marzo 2021.

 A fronte di numerose incertezze verificatesi in questi giorni in alcune Amministrazioni rispetto alla presunta operatività immediata dei POLA è quindi necessario ribadire che il termine del 31 gennaio 2021 ha una valenza essenzialmente endoprocedimentale, utile alle Amministrazioni per predisporre le prime linee della programmazione triennale e per la verifica dell’attuale situazione organizzativa, logistica e infrastrutturale, ma non assume in alcun modo una valenza operativa.

In buona sostanza all’attualità, e fino al 30 aprile 2021, sono confermate le modalità e percentuali oggi in atto sul lavoro agile.

 Per la FLP, l’abbiamo ribadito, il lavoro agile è un importante fattore di innovazione.

 Ma, senza che vengano disperse alcune buone pratiche comunque adottate i questi mesi in molte delle Amministrazioni dei diversi comparti, sarà necessario adottare un nuovo paradigma che, superando l’attuale modalità che risponde principalmente all’esigenza di ridurre al minimo la possibilità di contagio e quindi è limitata a un sostanziale lavoro da remoto a casa, dovrà essere in grado di conciliare pienamente i tempi vita-lavoro, migliorando il benessere organizzativo, costituendo il volano per modernizzare le Pubbliche Amministrazioni e allo stesso tempo valorizzare le tante professionalità oggi presenti.

 Superando le logiche gerarchico-piramidali che ancora permeano in modo diffuso le Amministrazioni, incoraggiando il lavoro per gruppo e l’autonomia lavorativa.

L’attuale quadro, ancora tarato sulle disposizioni normative e contrattuali della fase sperimentale introdotta dalla Ministra Madia nel 2017, che individuava numeri assolutamente diversi da quello ora previsti dalla norma, è insufficiente sia rispetto alle prerogative sindacali, limitate sui modelli organizzativi ad un semplice e mero confronto, sia sugli aspetti tipicamente negoziali che ancora oggi non solo risentono della legislazione punitiva degli ultimi anni, ma sono costruiti su un modello di prestazione lavorativa unicamente in presenza.

 Per permetterne il decollo, ed evitare che anche questa sia l’ennesima riforma scritta sulla carta, calata dall’alto e contro le lavoratrici ed i lavoratori, è necessario e urgente quindi fissare una cornice di riferimento contrattuale che accompagni questo processo nelle diverse fasi previste che si dovranno dispiegare nel prossimo triennio.

Quest’arco temporale più ampio potrà e dovrà permettere di mettere maggiormente a fuoco le diverse problematiche aperte (piani della formazione, dotazioni informatiche, ridefinizione dei processi e dei modelli organizzativi, mappatura delle attività eseguibili in modalità agile, etc.) e soprattutto di affrontare tutte le ricadute sul rapporto di lavoro (buono pasto e lavoro straordinario, rimborso delle spese sostenute, sicurezza informatica e piena disponibilità della lavorazione dei diversi processi lavorativi, definizione di un nuovo modello di assegnazione degli obiettivi e di valutazione delle perfomance, con conseguente pieno riconoscimento di dette attività ai fini dell’erogazione del salario accessorio e di produttività, flessibilità oraria, diritto alla disconnessione, etc.).

 Come FLP abbiamo più volte sollecitato il Governo a promuovere con uno specifico Atto di indirizzo un Accordo quadro in sede Aran che dia alle parti uno strumento in grado di essere immediatamente applicabile, implementabile successivamente all’interno dei singoli contratti del lavoro pubblico.

 La crisi di governo e le incertezze di questi giorni certamente non aiutano, ma quello che è certo è che non daremo mai il nostro via libera a Piani così ambiziosi senza una vera e proficua partecipazione sindacale e la piena tutela del personale interessato.

 I Progetti presentati in questi giorni nelle diverse Amministrazioni (e non tutte hanno attivato ancora il confronto) non sempre delineano, come invece dovrebbero, scelte strategiche sui temi della digitalizzazione, dell’innovazione dei processi e dei modelli organizzativi, che, ove adottati, potrebbero permettere un cambio di passo, modernizzando il modello di Amministrazione che per molti anni è stato immutabile e prigioniero di schemi precipuamente burocratico-formali.

 Così come il sistema di partecipazione e di confronto sindacale appare in troppi casi ridotto al minimo, asfittico e praticato come un mero adempimento da liquidare in pochi minuti.

 Invitiamo tutte le nostre strutture, ad ogni livello, a porre la massima attenzione su queste fasi del processo, incalzando i vertici delle Amministrazioni con proposte specifiche e articolate, allargando il dibattito non solo agli Organismi che devono pronunciarsi (CUG e Organismi Paritetici per l’Innovazione), ma a tutti i lavoratori, ai cittadini, agli utenti, e a tutti i fruitori dei servizi.

 Per trasformare i POLA, da ennesimo acronimo probabilmente incomprensibile a più, a concreti ed effettivi Piani di modernizzazione e di efficientamento delle nostre Amministrazioni.

 Seguiremo da vicino tutti gli sviluppi, sul fronte del comparto e sul quello del Ministero della Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai colleghi.

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 07 del 28 gennaio 2021 –

Si è svolta ieri la riunione in videoconferenza con la delegazione trattante a Persociv, avente ad oggetto le ricadute della legge di bilancio per il 2021 sul trattamento economico del personale civile della Difesa (Risparmi 2020 da straordinari e buoni pasto, incremento del FRD e progressioni, incremento della Indennità di Amministrazione), assunzioni, e Regolamento del Lavoro Agile, stralcio del “Piano organizzativo del lavoro agile” (POLA), e la calendarizzazione delle relative attività. Questi nel dettaglio gli argomenti trattati:

Riassegnazione dei risparmi derivanti dalla progressiva riduzione del personale civile non dirigente della Difesa: la legge di bilancio ha previsto (art. 1, c. 983) che parte di questi risparmi siano destinati allo stesso personale, a decorrere dal 2021, con la finalità di ridurre il gap retributivo; in particolare 20 milioni di euro annui vanno ad alimentare il FRD e 30 milioni di euro annui ad incrementare l’indennità di amministrazione (IDA). Come già in altri Notiziari detto, l’utilizzo di queste risorse è subordinato al rispetto della progressiva riduzione della dotazione organica prevista dalla legge Di Paola (L.244/2012). Al fine di assicurare l’attribuzione delle risorse alla Difesa, PERSOCIV ha confermato che è in fase avanzata di approntamento il Piano Triennale del Fabbisogno 2021-2023, con il quale documentare la rispondente ed effettiva riduzione progressiva del personale civile nei prossimi tre anni, fino al raggiungimento delle 20.000 unità, a partire dalla consistenza al 31.12.2020. Ed ha anche confermato che le risorse 20+30 milioni di euro risulterebbero già presenti, restando da verificare col MEF le procedure necessarie per il corretto utilizzo. E alla luce delle risultanze della trattativa sul FRD 2020 e sulle mancate progressioni per il secondo anno, questi 20 milioni di euro sono senz’altro papabili per le progressioni 2021 (ci chiediamo anche se a questi non possano aggiungersi i 5 milioni già ipotizzati nel 2020). In merito Persociv ha annunciato che sta lavorando su numeri e criteri, anche alla luce della esperienza delle precedenti tornate, e che dunque conta di avviare quanto prima la contrattazione nazionale 2021.

      Bene dunque, ma restano sempre valide le nostre valutazioni (vds il Notdif. n°3 del 13.01.2021) in merito allo stallo dei tentativi di revisione della Legge 244/2012, alla mancata inversione di rotta, e anzi alla integrale riconferma della sua validità. Una legge a suo tempo osteggiata solo da FLP DIFESA, che per questo è scesa in piazza nel luglio 2012, e nei cui confronti oggi tutte le Parti interessate (OO.SS., ma anche i Vertici militari) esprimono un giudizio negativo; non sono state riequilibrate le spese della Funzione militare (si perseguiva la distribuzione per il 50% al personale; per il 25% all’esercizio; per il 25% agli investimenti), e invece nel 2019 la spesa per il personale è stata pari al 74,36%, quella per l’esercizio al 13,9% e quella per gli investimenti all’11,73%. Un fallimento clamoroso. E fra i danni sono in evidenza in primo luogo quelli subiti dagli Enti dell’area industriale della Difesa (Poli, Arsenali e Centri Tecnici): la previsione della riduzione a 20.000 unità del personale civile ha impedito il turnover delle professionalità, in particolare tecniche, e ne ha determinato le forti criticità ripetutamente denunciate anche dai Vertici, che ne hanno ripetutamente riferito in Parlamento, invocando almeno la proroga dei termini. Bisognerà seguire l’iter parlamentare dei due disegni di legge presenti in parlamento, oggi condizionati anche dalle difficoltà connesse con la instabilità dell’attuale quadro politico, che prevedono: l’uno (AC. 1934 a firma Deidda ed altri) la proroga al 2034 dei termini di riduzione della dotazione organica civile, e l’altro (A.C. 2802 a firma Lo Monaco e altri) oltre alla proroga decennale, la delega al Governo per un nuovo riassetto ordinamentale.

Ovvio che, ove le iniziative parlamentari di cui sopra approdassero o meno a conclusione, e producessero o meno altri numeri di dotazione organica e/o la proroga decennale al 2034, resterebbe da capire come ciò inciderebbe sulle risorse di cui sopra.

Risparmi 2020 derivanti da straordinario non utilizzato e buoni pasto non erogati: La legge di bilancio (art. 1, comma 870) ha destinato queste risorse a 3 possibili voci del trattamento economico accessorio del 2021, per le quali fa rinvio alla contrattazione integrativa: la performance, le condizioni di lavoro, o al welfare integrativo.

La quantificazione di tali risparmi da parte di Persociv è quasi terminata, dopodichè è previsto il passaggio al MEF, e da ultimo la contrattazione integrativa, rispetto alla quale la soluzione più semplice porterebbe all’incremento della performance (a nostro parere, quella organizzativa).

Assunzioni: il Ministero della Difesa potrà indire, nel triennio 2021-2023, bandi di concorso per l’assunzione di un contingente massimo di n.431 unità di personale civile non dirigenziale (n.57 A3F1 e n.374 A2F2), da destinare ad Enti dell’area Industriale (art.1 c. 917 e 918 della legge di bilancio 2021); tali assunzioni sono però subordinate al rispetto dei limiti delle dotazioni organiche del personale civile previste dalla riforma Di Paola (e dunque della graduale riduzione della dotazione organica del personale civile fissata in 20.000 unità al 01.01.2025). Ma poiché le 431 unità da assumere non sono ricomprese nel vigente Piano Triennale dei Fabbisogni-2018-2020, di cui al DPCM 20.06.2019, per l’avvio delle procedure bisognerà aspettare il perfezionamento del nuovo PTF 2021-2023.

FLP DIFESA ha poi chiesto aggiornamenti in materia, e Persociv ha fornito i seguenti riscontrI:

Protocollo COVID 19: si è valutata la possibilità di aggiornarlo. Persociv ritiene che non ve ne sia attualmente necessità, posto che le attuali integrazioni possono essere coperte con specifiche circolari, come già avvenuto di recente (pur con le rettifiche richieste da FLP DIFESA di cui al Notdif. n°5 del 20.01.2021).

Piano Organizzativo per il Lavoro Agile della Difesa: a fronte delle preoccupazioni rappresentate da FLP Difesa rispetto al termine previsto al 31 gennaio per la presentazione del POLA, Persociv ha rappresentato che, stante la prosecuzione dello SW semplificato emergenziale sino al 31 marzo 2021, e quindi l’impraticabilità sino a tale data del Lavoro Agile in modalità ordinaria, è giustificabile un ritardo della presentazione dei POLA, pertanto i lavori possono proseguire; e infatti a oggi ci viene sottoposta solo la bozza di Regolamento sul Lavoro Agile, quale primo stralcio del POLA, la cui discussione è comunque aggiornata alla prossima riunione.

E intanto proprio oggi abbiamo notizia della pubblicazione del DM a firma della ministra Dadone, col quale si proroga al 30 aprile il termine per l’utilizzo del Lavoro Agile emergenziale nella P.A., pubblicato sulle news del nostro sito.

E’ tutto. Come sempre, vi terremo aggiornati.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE  Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

 

Notiziario FLP DIFESA n. 6 del 27 gennaio 2021 –

Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. CSE   che dà conto dei contenuti e delle risultanze della riunione del 26 gennaio u.s. in ARAN per definire l’Ipotesi di accordo sul CCNQ relativo all’assetto dei comparti di contrattazione per il prossimo triennio contrattuale.

Si è tenuta ieri in Aran una riunione con le Confederazioni sindacali rappresentative delle Aree funzionali e della dirigenza con all’odg la definizione del nuovo CCNQ per l’individuazione dei comparti di contrattazione. Attività questa prodromica all’avvio della stagione del rinnovo dei contratti del lavoro pubblico per il triennio 2019-2021.

L’incontro di oggi ha costituito la ripresa del confronto sulla materia, interrotto da molti mesi dopo un primo ciclo di incontri avviati dalla precedente Presidenza dell’Aran. L’ambito in cui la negoziazione può muoversi è però indubbiamente ristretto. Le norme volute dall’allora Ministro Brunetta hanno posto un limite massimo per legge, pari a quattro, al numero di comparti, per cui ogni eventuale modifica deve muoversi – a invarianza normativa – in questo ambito.

E’ di tutta evidenza che l’attuale situazione non fotografa in modo soddisfacente le peculiarità delle diverse Amministrazioni e, in parecchi casi, appare insoddisfacente a riconoscere per via negoziale le specificità che caratterizzano il complesso mondo delle nostre Pubbliche amministrazioni.

Ma oggi, a fronte di un quadro politico caratterizzato da una assoluta incertezza e precarietà, che sicuramente non facilita un eventuale cambio di orientamento sulla materia, non sottoscrivere l’Accordo quadro, che lo ripetiamo è condizione preliminare per l’avvio dei negoziati per il rinnovo dei CCNL, a nostro parere è del tutto sbagliato, perché offre solo un alibi alle controparti per ritardare l’emanazione degli Atti di indirizzo e rinviare sine die l’avvio delle contrattazioni.

La priorità per la CSE è il rinnovo dei contratti scaduti ormai da più di due anni,  seppure le risorse economiche stanziate nelle leggi di bilancio, non appaiono ancora sufficienti a garantire contratti in linea con le attese delle lavoratrici e dei lavoratori dopo un decennio di blocco e dei contratti per il triennio 2016-2018 assolutamente insoddisfacenti sotto il profilo economico e peggiorativi dal punto di vista normativo e ordinamentale.

Proprio perché, a prescindere dalle iniziative da noi messe in atto per incrementare le risorse disponibili,  che intendiamo intensificare quando sarà più chiaro lo scenario derivante dalla crisi di governo in corso, è necessario che inizi senza indugio il confronto per affrontare da subito le grandi questioni relative ai nuovi ordinamenti professionali, alle sfide imposte dalla pandemia, con riferimento alle nuove modalità lavorative dello smart-working a regime, e alla conseguente necessità di assicurare nuove e adeguate tutele a questa forma lavorativa che rischia di essere non regolata, o lasciata alle iniziative normative e alla discrezionalità della dirigenza di turno.

Perché vanno superate le ingiuste penalizzazioni oggi vigenti sul trattamento di malattia, sul diritto alla salute, sulle decurtazioni delle indennità di amministrazione, sul mancato riconoscimento del diritto alla carriera. Per ridare voce alle lavoratrici e ai lavoratori e ai loro rappresentanti, riportando alla contrattazione tutti gli aspetti relativi all’organizzazione del lavoro e  degli orari, della formazione e della digitalizzazione, condizioni necessarie per affrontare  al meglio i prossimi mesi  e le sfide che le Amministrazioni dovranno affrontare per assecondare i progetti di rilancio economico e sociale post pandemia.

La CSE ritiene che una parte consistente delle risorse che dovranno affluire dal recovery fund ai progetti di riforma e modernizzazione della PA vadano destinate non solo alle infrastrutture logistiche e infrastrutturali, ma anche allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse umane,  attraverso una straordinaria operazione di nuove assunzioni e di formazione diffusa e mirata, per ridefinire i processi lavorativi, i profili e gli inquadramenti all’interno dei nuovi ordinamenti professionali.

Questi sono i motivi per i quali la CSE ha ribadito la necessità di fare presto, senza indugiare in teatrini al rimpallo

 

che rispondono solo alla logica miope di disegnare i comparti di contrattazione a seconda di come si è presenti o meno nelle diverse amministrazioni, mettendo al primo posto non gli interessi de personale, ma quelli della propria sopravvivenza sindacale.

Se si tratta di fare qualche aggiustamento all’interno dei comparti lo si faccia, presto e bene, senza però, come è avvenuto ieri in riunione da parte di alcuni, mettere in discussione lo specifico comparto della Presidenza del Consiglio, previsto esplicitamente dalla norma, solo perché in quell’importante e nevralgico settore, non si è presenti sindacalmente, giocando pretestuosamente sullo stallo oggi in corso in quell’Amministrazione per il rinnovo del CCNL 2016-2018.

La CSE in questi mesi ha lavorato con impegno per dare ai lavoratori della PCM un buon contratto, consapevole della necessità di allineare temporalmente  questo comparto alla stagione dei rinnovi precedenti senza fargli perdere risorse stanziate e arretrati maturati, contribuendo alla stesura di un’ipotesi che al momento vede aderire Organizzazioni sindacali con una rappresentatività pari al 50,18%, non ancora sufficiente a dare validità ed esigibilità all’accordo.

Su questo siamo impegnati, anche in queste ore, per superare le difficoltà e le resistenze manifestatesi, denunciando anche le strumentalità e la pericolosità delle decisioni assunte dalle OO.SS. ad oggi contrarie, cercando  però sempre di lavorare per costruire un consenso maggiore nell’interesse del personale.

Senza che questo significhi in alcun modo mettere in discussione lo specifico comparto di contrattazione che per la CSE è non solo previsto per legge, ma anche necessario e funzionale.

La riunione è stata aggiornata alla prima decade di febbraio.

 

 

La prossima riunione è prevista tra una quindicina di giorni circa, e ne daremo come sempre conto ai colleghi.

Cordiali saluti.

                                                                                                                              FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale                                                                               

Notiziario FLP Difesa n. 05 del 20 gennaio 2021 – 

La sede di PERSOCIV in viale dell’Università

Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto essere adottato dalla PA entro il 2018, ai sensi della l. n. 124/2015; ma così non fu, e nel 2017 arrivò il “lavoro agile” di cui alla legge 81/2017, e fu applicato solo in realtà minoritarie della P.A.. Ma il modello è tornato utile con lo scoppio della pandemia da COVID 19, dove ha assunto lo specifico connotato di misura di contrasto alla diffusione del virus, con modalità semplificate, il “Lavoro agile emergenziale”, che è stato oggetto di continui rimaneggiamenti normativi:

FLP Difesa, con la lettera del 14.01.2021 in all.2), ha chiesto la rettifica della circolare nel senso che i datori di lavoro impieghino “almeno il 50% dei lavoratori impiegabili in modalità agile, e comunque la più elevata possibile rispetto alle attività telelavorabili”; e ciò anche considerate le segnalazioni pervenute a questa O.S., circa il rischio che venga messo in atto un rilevante rientro in presenza del personale, con il progressivo affossamento dell’esperienza del lavoro agile.

Nella stessa nota abbiamo anche segnalato però la necessità di dare indicazioni rispetto: -alla proroga al 31.12.2021 dei termini per gli acquisti di materiali informativi finalizzati alla diffusione del lavoro agile (art. 1c.11 DL 183/2020); -alla proroga al 28 febbraio 2021 delle disposizioni relative ai lavoratori fragili di cui alla l.27/2020,  e relative:

Ebbene, evidentemente avevamo ragione, posto che Persociv ha provveduto ad emanare la circolare n. 3429 del 19.01.2020 integrando la precedente con gli elementi da noi richiesti (all.3).

La sperimentazione in corso di pandemia fornisce però anche gli elementi di valutazione per la redazione, ai sensi della l. 34/2020, dei “Piani Organizzativi per il Lavoro Agile” da parte delle P.A. entro il 31 gennaio di ciascun anno, sentite le OO.S. I POLA dovranno indicare le modalità organizzative che consentano ad almeno il 60% dei dipendenti impiegati in attività smartabile di avvalersene a richiesta. E non passi inosservato che in caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica ad almeno il 30% dei dipendenti, ove lo richiedano. Dato che ormai la scadenza è prossima, FLP Difesa ha chiesto con la nota in all. 4) alla Delegazione trattante aggiornamenti sullo stato dell’arte, e l’avvio urgente di un tavolo di confronto. Nella stessa nota, ha chiesto anche di conoscere i dati relativi ai risparmi di straordinari e buoni pasto 2020, che la legge di bilancio rende disponibili alla stessa amministrazione per la contrattazione integrativa, che ovviamente rivendichiamo. Vi terremo aggiornati.

Cordiali saluti

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE  Maria Pia BISOGNI   Pasquale BALDARI

Allegato 1:12.01.2021 Persociv circolare n. 1533

Allegato 2:14.01.2021 lettera a Persociv su decreto milleproroghe e lavoro agile

Allegato 3:19.01.2021 Persociv circolare n.3429

Allegato 4:20.01.2021 lettera a delegazione trattante su POLA SW e risparmi 2020

maria pia bisogni


Il gen. CA Pietro Serino, già Capo di Gabinetto dei Ministri Trenta e Guerini, è il nuovo Capo di SME. E’ entrato in carica il 27 febbraio, in sostituzione del gen. Farina che ha concluso il mandato. Lo ha nominato, su proposta del Ministro della Difesa, il Consiglio dei Ministri presieduto dal Premier, che oggi 1 marzo ha nominato il gen. CA F.P. Figliuolo, attuale Cte Logistico Esercito, nuovo Commissario Straordinario per l’emergenza Covid, in costituzione di Arcuri. Le nomine in arrivo nei posti di vertice di A.D.

1 Mar 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 16 del 1 marzo 2021 – Il Generale di C.A. Pietro Serino è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. L’avvicendamento con il Generale Salvatore Farina, già Capo di SME, è avvenuto il 27 febbraio, alla scadenza del suo mandato triennale, non più rinnovabile. Nonostante la crisi politica e le complesse […]


La FLP organizza nelle AA.CC. assemblee nazionali del personale con al centro temi di grande interesse: il ritardo nei rinnovi dei CCNL 2019-2021 e la necessità di significativi riconoscimenti economici, della riscrittura dell’ordinamento professionale, del superamento del mansionismo e dei sotto-inquadramenti presenti nell’attuale 1^ e 2^ area, dello sblocco delle carriere e dei passaggi tra le aree, del riconoscimento giuridico delle elevate professionalità, della tutela dei diritti e della dignità del lavoro.

26 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 26 febbraio 2021 – Riportiamo di seguito il comunicato in forma integrale della Segreteria Generale FLP del 25 febbraio u.s. che dà notizia dell’avvio di una importantissima iniziativa da parte della nostra Federazione che, nei prossimi giorni, organizzerà assemblee nazionali in video conferenza in tutte le Amministrazioni, e tra […]


Avviata a Persociv la trattativa su CCNI economico 2021-2023, FRD 2021 e sulle progressioni di fascia retributiva. Confronto anche sul bando per i passaggi dalla 1^ alla 2^ area, ma purtroppo per sole 50 unità. Inseriti nel FRD i 20 mln € disposti dalla legge di bilancio, ma solo 16 mln € vanno alle progressioni per un numero di posti a concorso pari al 50% degli effettivi di ciascuna fascia retributiva. Presumibile trattativa in sede ARAN per i 30 mln destinati ad aumentare la Indennità di Amministrazione.

25 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 14 del 25 febbraio 2021 – Si è tenuta ieri la riunione a Persociv con la delegazione trattante, avente ad oggetto il CCNI parte economica 2021 – 2023 e il bando per le progressioni verticali della 1^ Area. Molta la carne al fuoco, e il confronto non si poteva esaurire in […]


Superato il termine del 31 gennaio 2021 per la presentazione del POLA della Difesa. Le proposte di FLP Difesa sulla bozza di Regolamento del Lavoro Agile: la valorizzazione degli aspetti inerenti le relazioni sindacali; la figura del Responsabile per la Transizione Digitale quale garante per il lavoro agile e per l’acquisizione della strumentazione informatica utile a supportarlo fra cui gli accessi da remoto; la libertà del lavoratore agile di scegliere sede e di orario di lavoro, nel rispetto dei vincoli di durata massima, di fascia di contattabilità e del diritto alla disconnessione.

22 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 13 del 22 gennaio 2021 – In vista della riunione tenutasi lo scorso 27 gennaio 2021 con la delegazione trattante di parte pubblica (Persociv, SMD e SGD), l’A.D. aveva sottoposto alle parti una bozza di “Regolamento per l’applicazione del lavoro agile nella Difesa”, quale stralcio del Piano Organizzativo Lavoro Agile, che […]


Primo incontro con il nuovo D.G. di Agenzia Industrie Difesa . Che intende impegnarsi nella riorganizzazione degli Enti e ha in testa un progetto per l’area industriale del MD. Intanto ha formulato il programma attività 2021, che pubblichiamo, e vuole riscrivere il piano industriale 2021-2023. Le criticità segnalate da FLP DIFESA e le richieste avanzate, tra le quali -visto il piano assunzioni 2020-21 che pubblichiamo- un piano straordinario di assunzioni per AID e tavoli di confronto per l’analisi delle criticità Ente per Ente. Sembra tirare aria nuova nelle relazioni sindacali.

5 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 5 febbraio 2021 – Si è svolto ieri  4 febbraio u.s. il primo incontro tra le OO.SS. e  il senatore Nicola Latorre, come da noi richiesto ancora nel mese di ottobre a seguito della sua nomina a nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) da parte del Consiglio […]


Lettera del Segretario Generale FLP Marco Carlomagno all’autore dell’articolo comparso nell’edizione on line di ieri sul Corriere della Sera. Che ha generato alcune smaccate, scomposte  e interessate strumentalizzazioni anche da parte di alcune sigle, atteso che non c’è una sola frase detta o scritta negli ultimi 10 anni dalla nostra Federazione o dal suo Segretario Generale che sia in linea o si ponga in continuità con la dichiarazione riportata dal giornale. Dà fastidio la nostra crescita e l’attenzione dei media

2 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 2 febbraio 2021 – Si riporta il testo integrale del comunicato della Segreteria Generale FLP che contiene la lettera inviata dal nostro Segretario Generale Marco Carlomagno ha inviato al giornalista del Corriere della Sera che, in un articolo comparso ieri, gli ha messo in bocca posizioni che non ci […]


La proroga del lavoro agile emergenziale al 30 aprile 2021. FLP fa il punto di situazione sullo stato dell’arte in merito alla definizione dei Piani Attuativi del Lavoro Agile nei diversi Settori della Pubblica Amministrazione; le sue valutazioni sull’esperienza emergenziale e sulle prospettive del Lavoro Agile Ordinario post-emergenza; la sua valenza come fattore di reale innovazione della P.A.; la necessità di regolare contrattualmente tutti gli aspetti comportanti ricadute sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.

1 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 – Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla […]


Riunione con la delegazione trattante a Persociv sulle risorse che la legge di bilancio ha assegnato al personale civile della Difesa Le risorse ci sono, i vincoli di riduzione dell’organico sono (purtroppo) dalla Difesa rispettati, e dunque ci sono le condizioni per l’assegnazione da parte del MEF. La trattativa che inizierà a breve dovrebbe destinare I 20 milioni che incrementeranno il FRD 2021 alle tanto attese progressioni, (magari con l’aggiunta dei 5 milioni proposti dall’A.D. nel 2020 e cassati dalla triplice), e i risparmi da straordinari e buoni pasto all’incremento della performance 2021.

29 Gen 2021 - Flp Difesa

Riunione con la delegazione trattante a Persociv sulle risorse che la legge di bilancio ha assegnato al personale civile della Difesa Le risorse ci sono, i vincoli di riduzione dell’organico sono (purtroppo) dalla Difesa rispettati, e dunque ci sono le condizioni per l’assegnazione da parte del MEF. La trattativa che inizierà a breve dovrebbe destinare I 20 milioni che incrementeranno il FRD 2021 alle tanto attese progressioni, (magari con l’aggiunta dei 5 milioni proposti dall’A.D. nel 2020 e cassati dalla triplice), e i risparmi da straordinari e buoni pasto all’incremento della performance 2021.

Notiziario FLP Difesa n. 07 del 28 gennaio 2021 – Si è svolta ieri la riunione in videoconferenza con la delegazione trattante a Persociv, avente ad oggetto le ricadute della legge di bilancio per il 2021 sul trattamento economico del personale civile della Difesa (Risparmi 2020 da straordinari e buoni pasto, incremento del FRD e […]


Riunione in ARAN per la definizione del CCNQ relativo all’assetto dei comparti per la tornata contrattuale 2019-2021. La posizione di CSE: l’accordo va fatto e presto, per evitare di fornire un alibi alle controparti per ritardare l’emanazione degli Atti di indirizzo e rinviare sine die l’avvio delle contrattazioni. La priorità per la CSE è il rinnovo dei contratti scaduti ormai da più di due anni,  seppure le risorse economiche stanziate non appaiono ancora sufficienti a garantire contratti in linea con le attese dei lavoratori

27 Gen 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 6 del 27 gennaio 2021 – Riportiamo di seguito il comunicato della Segr. Gen. CSE   che dà conto dei contenuti e delle risultanze della riunione del 26 gennaio u.s. in ARAN per definire l’Ipotesi di accordo sul CCNQ relativo all’assetto dei comparti di contrattazione per il prossimo triennio contrattuale. “ Si […]


Dopo la nota di FLP Difesa, Persociv riporta il limite minimo degli impieghi in lavoro agile ad “almeno il 50% del personale impiegato in attività smartabili”, ribadendo anche che il datore di lavoro deve assicurare in ogni caso le percentuali più elevate possibili; e recepisce la proroga al 28 febbraio delle disposizioni relative ai lavoratori fragili. Ancora, FLP Difesa ha chiesto il confronto urgente sul POLA, e di conoscere i dati relativi ai risparmi 2020 per le voci “buoni pasto” e “straordinario”, voci per le quali la legge di bilancio ha previsto la riassegnazione alle rispettive amministrazioni e la contrattazione integrativa .

21 Gen 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 05 del 20 gennaio 2021 –  Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto […]


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