Proseguono le assemblee nazionali della FLP in tutti i settori del Comparto Funzioni Centrali, per presentare e rendere partecipi tutti i lavoratori in ordine ai contenuti della nostra Piattaforma contrattuale 2019-2021 presentata all’ARAN, agli sviluppi legislativi sul lavoro pubblico, alla ns. proposta sull’ordinamento professionale e, al contempo, fare il punto di situazione delle prime riunioni in sede Aran per il rinnovo del CCNL dopo l’emanazione delle linee di indirizzo del Ministro alla PA
Dopo gli ottimi risultati raggiunti con le assemblee tenutesi con i lavoratori delle Agenzie Fiscali, Ministero Beni Culturali, ecc.., martedì 25 maggio 2021, dalle ore 10,00 alle ore 12,00, si terrà l’ASSEMBLEA SINDACALE NAZIONALE FLP rivolta a tutto il personale contrattualizzato del Ministero della Difesa.
Nel rispetto delle vigenti disposizioni governative (DPCM) e delle circolari della Funzione Pubblica e del Ministero della Difesa, volte a contenere il rischio di contagio epidemiologico, l’assemblea avverrà in modalità videoconferenza mediante l’uso di una apposita piattaforma informatica, e pertanto vi potrà partecipare sia il personale che presta servizio in modalità agile che quello che presta servizio in presenza.
La partecipazione all’assemblea (mediante collegamento alla citata piattaforma), potrà essere computata nelle 12 ore individuali annue previste dal combinato disposto tra l’art. 10 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni Centrali 2016-2018 e l’art. 4 del CCNQ 04.12.2017 sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi, nonché delle altre prerogative sindacali.
Argomenti all’ordine del giorno:
Lavoro pubblico e rinnovo contrattuale 2019 – 2021;
Presentazione della piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL;
Nuovo Ordinamento Professionale.
Aggiornamenti sul FRD 2021, progressioni economiche all’interno delle aree, assunzioni.
Interverranno: il Segretario Federale FLP Roberto Cefalo, in qualità di relatore, ed altri dirigenti sindacali di FLP e di FLP Difesa.
Posto che tale innovativa modalità di gestione dell’assemblea ha rivestito carattere di particolare complessità, la FLP DIFESA, con specifiche lettere (in allegato), ha comunicato l’indizione dell’assemblea a SMD, SEGREDIFESA, PERSOCIV, AID, per la successiva diramazione alle articolazioni territoriali, insieme alle credenziali ed alle istruzioni per il collegamento (in allegato) da parte del personale in presenza o in modalità agile, che pubblichiamo tutto su questa stessa pagina in allegato 1 e 2.
In allegato 3, la locandina dell’assemblea da diffondere
Inoltre, è stato richiesto di mettere a disposizione (ove possibile) all’interno della struttura, una sala riunioni o un locale sufficientemente grande, servito da connessione internet, e dotato di schermo per il collegamento, dal quale il personale che lo desidera o che è sprovvisto di una postazione informatica nel proprio ufficio, possa partecipare all’assemblea in videoconferenza.
Si confida nella massiccia partecipazione di iscritti, simpatizzanti e di tutte le colleghe e i collghi civili della .
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI
Si è svolta oggi a Persociv la riunione per la ripresa della trattativa sul FRD e le progressioni 2021, avviata lo scorso 24 febbraio, di cui al Notdif 14/2021. Molta carne al fuoco, dopo che la finanziaria 2021 ha arricchito il FRD di 20 milioni (grazie agli emendamenti predisposti da FLP DIFESA di cui al notdif 114/2020) oltre alle risorse derivanti dai risparmi 2020 in materia di buoni pasto e straordinario.
Nel 2020 l’accordo sul FRD si era concluso senza progressioni (per questo non sottoscritto da FLP DIFESA), e con l’impegno reiterato dall’A.D. per l’anno 2021 di destinare le risorse derivanti dai risparmi di cui alla l.244/2012 “…al finanziamento delle progressioni economiche e alla valorizzazione del personale appartenente alla 1^ area…).
Nella bozza presentata dall’AD e oggi in discussione emerge, rispetto alla bozza di febbraio, quanto segue:
Le risorse del FRD ammontano oggi a €. 77.018.657,59, ivi compresi i 20 milioni aggiuntivi di cui alla Finanziaria per il 2021, il cui utilizzo è condizionato al raggiungimento della riduzione organica del personale previsto dalla l. 244/2012, vincolo che sarà soddisfatto dopo la imminente firma del Ministro Guerini sul Decreto di approvazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2021-2023; vi sono compresi anche i risparmi 2020 per straordinario e buoni pasto, che la norma destinava alla performance, e che AD ha invece destinato a incrementare FUS e Performance Individuale: in merito FLP Difesa ne ha riproposto l’attribuzione alla Performance Organizzativa. Non vi è invece ancora ricompresa la quota derivante dal FESI.
Aggiornata la ripartizione delle somme tra AD e AID, sempre in misura proporzionale alla consistenza organica: in merito abbiamo chiesto di verificare con AID le criticità derivanti dal maggiore fabbisogno di risorse per turni (già emerse nel 2019, ed amplificate nel 2020 per le maggiori peculiari attività svolte da AID nel corso della emergenza COVID 19), e la adeguatezza delle risorse necessarie alle progressioni anche in AID.
Particolari Posizioni di Lavoro: è stato portato un generale incremento del 15% delle misure economiche per le diverse voci: rischio radiologico, tecnici di radiologia; rischio; bonifica campi minati; premio disattivazione per gli artificieri; centralinisti non vedenti; imbarco/lavorazione/collaudo; distruzione di armi chimiche. E’ stata recepita la nostra richiesta (vds proposte FLP Difesa in all. al Notdif 14/2021) di integrare, fra i destinatari della indennità di imbarco, il personale dei settori tecnici e del settore dei servizi generali coinvolto nella costruzione, oltreché di natanti e unità navali, anche di assimilati, quali passetti, bettoline e boe.
La novità è la proposta di una ulteriore indennità di 50 € al giorno per il personale conduttore di gru e autogru, che troverebbe fondamento nella carenza organica di tale personale, e dunque nella necessità di incentivare quello attualmente in forza: noi riteniamo questa proposta insostenibile e discriminatoria nei confronti degli altri dipendenti: non è accettabile l’idea di sopperire alle mancate assunzioni (non più rimandabili) di personale tecnico della Marina con i soldi di tutti, di cui al salario accessorio!! Si potrebbe piuttosto risolvere temporaneamente la questione con assunzioni a tempo determinato di personale esterno, che utilizzi i ns. mezzi , con risparmio di spesa, evitando il ricorso a riconversioni professionali per motivi di servizio (che provocherebbero criticità in altre professionalità), e favorendo l’occupazione sul territorio, in attesa che vengano completate le procedure di assunzione del personale tecnico specificamente previsto dallo Stato Maggiore Marina per la sua area industriale.
Indennità per turni e reperibilità: risalgono gli accantonamenti, rispettivamente €. 6.529.135,00 ed €. 2.459.636,00. In merito abbiamo sollecitato la riapertura di un tavolo tecnico, alla luce della significativa incidenza della voce sul bilancio complessivo; e abbiamo chiesto chiarimenti in merito alla superabilità del limite massimo di spesa annuo delle assegnazioni attribuite agli Enti (già definite con le ricognizioni).
Indennità di Mobilità: confermato l’accantonamento di €.70.000 e il raggio di applicazione entro i 50 Km;
Posizioni Organizzative: evidenziata la consistenza numerica delle due categorie, ed incrementati gli importi, ridimensionati rispetto alla ipotesi di febbraio (41 PO di Cat I e 202 PO di Cat II cui viene rispettivamente riconosciuto l’importo di €. 1.881,43 e di 1.162,76 €. al netto degli oneri a carico del datore di lavoro. In merito abbiamo proposto una rettifica della nozione di “Titolarità di unità organizzativa” nel senso che la stessa debba corrispondere ad articolazioni che contemplino l’effettiva direzione e coordinamento di 1 o più unità di personale.
Performance organizzativa: confermati dalla legge di bilancio, ma solo per il 2021, i 21 milioni acquisiti nel 2017, di cui allo storico accordo del 05/04/2021 tra il vertice politico e CGIL-UIL-FLP Difesa ( 39 del 05/04/2017), per una quota individuale media di €. 751,51 al netto degli oneri a carico del datore di lavoro. Tra FLP Difesa ha ribadito la propria convinzione che debbano essere ricomprese fra le assenze da considerare positivamente ai fini del calcolo della presenza in servizio anche quelle determinate dall’emergenza COVID (Ricovero, Esonero, Malattia, Quarantena, etc), quelle di cui al c.3 della l. 104/92, e tutte le assenze per motivi sindacali, per le quali ha rivendicato il valore intrinseco della specifica attività di rappresentanza del personale.
Maggiorazione del premio per la performance organizzativa per il personale di 1^ Area: AD ha finalmente fatto propria la nostra sollecitazione a risolvere la vexata quaestio economica della 1^ area (ricordiamo che il riconoscimento di una “indennità” per il personale di area 1^ è stato proposto da anni da FLP DIFESA, che anche per questo non ha sottoscritto l’accordo FUA 2020 – si veda la nota a verbale allegata al CCNI 2020), mediante la maggiorazione del premio per la performance organizzativa, pari a €. 527,40 al netto degli oneri a carico del datore di lavoro (misura che riteniamo possa essere incrementata adeguatamente nella misura di un passaggio di fascia), e sarà riconosciuta previa verifica dei requisiti di permanenza nella fascia retributiva apicale da almeno 5 anni, e dell’impegno e della qualità delle prestazioni rese di cui alla valutazione della performance organizzativa. AD si è riservata di verificarne la percorribilità presso gli organi certificatori.
Performance individuale: la quota individuale al netto degli oneri a carico del datore di lavoro è di €. 250,37;
FUS: vi sono accantonati €. 10.733.675,51, per una quota media pro-capite di €.383,91 al netto degli oneri a carico del datore di lavoro . Ma AD riformula il testo dell’accordo, pur già certificato negli anni precedenti, eliminando l’enunciato che prevede che la distribuzione delle somme “sarà stabilita… …sulla base dei criteri individuati dalla contrattazione locale…”, provando a mettere in tal modo una PIETRA TOMBALE SUL DIRITTO DI CONTRATTARE IN SEDE LOCALE I CRITERI PER LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE, rinviando alla performance !!! Una questione sulla quale FLP Difesa ha manifestato con fermezza tutto il suo dissenso. Vogliamo sperare che le altre sigle sindacali facciano come noi una battaglia per impedire questo scempio, che ridurrebbe le Rappresentanze locali a ruoli solo virtuali e notarili rispetto alle scelte operate dal Dirigente.
Progressioni orizzontali: progressioni per 10.352 colleghi, la cifra complessiva sale a 17.058.913,62 milioni di €, un po’ meno dei 20 recuperati a tal fine dal Ministro Guerini, in ragione di precedenti rilievi del MEF e FP che non consentono progressioni per più del 50% del personale in forzaal 1° gennaio (ribadiamo: quanto bene avremmo fatto a fare le progressioni 2020, per le quali ci siamo tanto battuti!!!). Confermato il modello adottato nell’ultima tornata, con gli stessi titoli e gli stessi punteggi. In particolare, Per la 3^ Area, abbiamo condiviso l’eliminazione del titolo “Titolarità della Posizione Organizzativa”, non dipendente solo dal merito individuale ma anche dalle condizioni ambientali; e abbiamo proposto di modificare la definizione del titolo di studio “abilitazione professionale post-lauream per l’esercizio di libere professioni”, eliminando la dicitura “libere”.
Le Progressioni verticali fra le Aree e la parte normativa del CCNI sono aggiornati ad altra successiva riunione, di cui abbiamo sollecitato la calendarizzazione.
A margine , su nostra richiesta di aggiornamento, la Dott.ssa Montemagno ha fornito le seguenti informazioni:
Assunzioni: Il bando di concorso autorizzato con la legge bilancio 2019, per assumere 294 tecnici da destinare ai tre Arsenali, 10 Stabilimenti di Lavoro e altri Enti, è alla Funzione pubblica, che sta provvedendo ad aggiornarlo alle nuove norme emergenziali sui concorsi;
E’ pronto il Decreto Interministeriale F.P.-DIFESA afferente il corso-concorso per le 315 assunzioni di tecnici per l’Arsenale MM di Taranto, che sembrerebbero (ma non erano assunzioni straordinarie?) rientrare nel PTF 2021-2023 presentato da Persociv;
Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2021-2023: il Decreto è alla firma del Ministro della Difesa, e prevede un fabbisogno ordinario di personale civile di 3.481 unità (36 dirigenti, 2372 di 2^ area, 703 di 3^ area, 11 professori e ricercatori, comprensive delle 431 unità previste dalla legge di bilancio 2021 e… forse (?) delle 315 unità per l’Arsenale di Taranto); naturalmente resterà poi da verificare le autorizzazioni alle assunzioni, che dovranno essere formalizzate con apposito successivo DPCM;
Incremento della Indennità di Amministrazione per il personale Civile della Difesa: per l’attribuzione dei 30 milioni di €. attribuiti a tal fine dall’art. 1 comma 983 della legge di bilancio 2021 alla Difesa (a spanne, un incremento medio di 1.400 €. pro-capite) sono in corso le interlocuzioni con l’Aran per capire se la delegazione trattante possa avviare il percorso per un accordo in ambito Difesa (e il lavoro sarebbe già pronto), o se la trattativa debba svolgersi esclusivamente in ARAN, e in tal caso se si possa procedere direttamente, o se sia necessario attendere che sia prima firmato il CCNL FC 2019-2021.
Per ora è tutto. Cordiali saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 28 del 14 maggio 2021, che riferisce dei contenuti della seconda riunione all’ARAN sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Funzioni Pubbliche:
Nel corso della seconda riunione convocata ieri per proseguire il negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, l’Aran ha presentato un indice di argomenti e materie su cui sviluppare il confronto.
Relazioni sindacali, ordinamento professionale, rapporto di lavoro, lavoro agile e trattamento economico, le macro-aree individuate dall’Aran su cui ci siamo pronunciati in un primo giro di interventi.
Come FLP, dando seguito a quanto già dichiarato nella riunione di apertura, il cui resoconto è pubblicato sul nostro Notiziario n. 26, abbiamo ribadito che questo deve essere un Contratto di svolta, che non può limitarsi ad un’operazione di mera manutenzione di alcuni istituti del CCNL 2016/2018, che lo ripetiamo, è stato un Contratto non solo insufficiente dal punto di vista economico, dopo un decennio di blocco, ma peggiorativo su numerosi istituti come quelli sul diritto alla salute, sul sistema di partecipazione e sulle relazioni sindacali, senza parlare poi del rinvio di fatto sine die dell’ordinamento professionale.
La nostra disponibilità a confrontarci quindi sui capitoli dell’indice proposto dall’Aran parte da questa considerazione, che non può essere derubricata e tantomeno sottaciuta.
In particolare è impensabile recuperare il gap di partecipazione pensando di aggiungere qualche parolina sui compiti degli Organismi Paritetici per l’Innovazione che non solo non stati mai attivati in molte Amministrazioni, ma dove sono stati costituiti hanno dimostrato la loro sostanziale irrilevanza, ai fini dell’assunzione delle decisioni che poi le Amministrazioni assumevano in totale autonomia. Per la FLP la strada da seguire è quella di riportare all’interno del sistema di partecipazione, con le sue diverse accezioni, tutte quelle materie che hanno riflessi diretti sul rapporto di lavoro quali l’organizzazione e i carichi di lavoro, il regime degli orari e delle flessibilità, le ricadute delle innovazioni organizzative.
Cosi come è necessario riscrivere l’Ordinamento professionale, a partire dall’individuazione delle nuove Aree di classificazione, che debbono riconoscere le professionalità, i profili necessari e il lavoro svolto in questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori, attualmente sottoinquadrati in tutte le attuali tre Aree, il riconoscimento del middle management e delle Alte professionalità, le nuove modalità di progressioni all’interno delle Aree, riportando all’interno del Contratto anche l’istituto delle progressioni tra le Aree, superando i vincoli normativi in materia di accesso e di percentuali di copertura. Dobbiamo in sintesi definire un Ordinamento professionale che serva per i prossimi anni e che con una norma di primo inquadramento valorizzi le attuali professionalità.
Vanno inoltre significativamente rimosse tutte quelle norme punitive che hanno messo in discussione il diritto alla salute, che hanno limitato in modo inaccettabile la prevenzione e le cure, limitandone incredibilmente l’esercizio ad un numero contingentato annuo di ore di permesso.
In tale ambito, e con i risvolti drammatici derivanti dall’emergenza pandemica, non è pensabile che continui a sussistere la decurtazione dell’indennità di amministrazione in caso di assenze per malattia.
Tagliare lo stipendio a chi si ammala è una follia che non si pratica neppure nelle peggiori “democrature” del mondo, figuriamocise è tollerabile nel nostro Paese, che è una delle culle del miglior giuslavorismo.
Sul trattamento economico, nella considerazione dell’inadeguatezza complessiva delle risorse stanziate per il triennio 2019/2021 dalle leggi di bilancio, riteniamo sia necessario muoverci lungo due direttrici: da un parte
rimuovere il blocco ai Fondi della contrattazione integrativa permettendone il pieno utilizzo e l’implementazione, e dall’altro proseguire in modo generalizzato e non episodico, verso la perequazione delle indennità di amministrazione. A tal fine è necessario liberare subito le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2020 per tale scopo, oggi in attesa del DPCM di ripartizione tra le Amministrazioni interessate, per definire in sede contrattuale le nuove Indennità di Amministrazione.
Sul lavoro agile siamo convinti che sia necessario definire in modo compiuto una specifica regolamentazione contrattuale che garantisca pienamente diritti e tutele, che non penalizzi lo svolgimento di questa modalità lavorativa per noi essenziale non solo per garantire una migliore conciliazione vita-lavoro, ma anche per innovare profondamente l’organizzazione del lavoro delle nostre Amministrazioni, la trasparenza dell’azione amministrativa, la semplificazione e la fruibilità dei servizi resi. In tale ambito andranno quindi riconosciuti non solo tutti gli istituti del rapporto di lavoro, ma anche i buoni pasto e le dotazioni informatiche e infrastrutturali per svolgere con efficacia ed efficienza il lavoro agile. Una regolamentazione tanto più urgente considerato che seppure con le modalità emergenziali il lavoro agile da più di un anno è entrato prepotentemente nei nostri Uffici e ancora oggi troppe sono le discriminazioni e le penalizzazioni subite dalle lavoratrici e dai lavoratori del comparto.
Siamo consapevoli che per dare corpo e sostanza a molte di queste rivendicazioni è necessario apportare modifiche al quadro normativo di riferimento e, proprio per questo, nei mesi scorsi come FLP abbiamo iniziato un forte pressing nei confronti del Governo e del Parlamento predisponendo specifiche proposte ed emendamenti. Così come, nel mese di ottobre del 2020, abbiamo concorso, insieme a tutte le Segreterie nazionali delle OO.SS. rappresentative del comparto, alla definizione di un documento unitario inviato all’allora Ministra Dadone, nel quale sollecitavamo l’adozione di quelle modifiche necessarie a permettere un rinnovo contrattuale che andasse nella direzione da noi auspicata.
Proprio per questo, pur ritenendo un imperdonabile errore la firma di CGIL CISL UIL del cosiddetto Patto per il lavoro pubblico, che ha diviso il fronte sindacale e permesso al Governo di considerarli corresponsabili dei contenuti dell’inaccettabile Atto di indirizzo inviato dal Ministro Brunetta all’Aran, abbiamo rinnovato l’invito a tutte le OO.SS. del comparto a riprendere il percorso unitario per condurre una trattativa sia in sede Aran che nei confronti del Governo, capace di definire un buon Contratto, quello che serve ai lavoratori e al Paese e non una fotocopia sbiadita di quello vigente.
Non perdiamo tempo quindi! Lavoriamo da subito, auspicabilmente insieme, per superare i vincoli e i limiti dell’Atto di indirizzo e del mandato dato all’Aran.
La prossima convocazione è prevista tra una quindicina di giorni e in tale sede l’Aran presenterà una prima bozza di testo su cui confrontarsi.
LA SEGRETERIA GENERALE
Una partita importante per provare a dare regolamentazione più adeguata alle norme punitive introdotte dal precedente contratto quali quelle relative alle relazioni sindacali e alle assenze, e per introdurre con lungimiranza le regole del lavoro agile nella PA. Per la Difesa poi, assume più specifico e particolare interesse la materia della perequazione delle Indennità di Amministrazione, posto che la legge di bilancio per il 2021 ha assegnato alla Difesa in particolare 30 milioni, vincolandoli all’effettivo raggiungimento dei numeri del personale per come previsti dalla riforma Di Paola, oggetto oggi di tre diverse proposte di modifica giacenti presso le Commissioni Difesa delle Camere.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 34 del 07 maggio 2021 –
Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 27 del 04 maggio 2021, che reca le valutazioni di FLP sulle ricadute delle modifiche alla disciplina del lavoro agile introdotte dal DL 56 del 30 aprile 2021:
L’articolo 1 del Decreto legge 30 aprile 2021, n. 56 ha apportato alcune modifiche alla normativa in materia di lavoro agile e di predisposizione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile), demandando alle singole Amministrazioni le modalità di applicazione del lavoro agile con le percentuali idonee a garantire l’erogazione dei propri servizi a cittadini e imprese con regolarità, continuità ed efficienza.
Restano confermate le modalità semplificate di attuazione del lavoro agile fino alla definizione della specifica regolamentazione contrattuale all’interno dei CCNL, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.
E’ di tutta evidenza che, pur in una nuova fase caratterizzata dall’avvio della campagna di vaccinazione di massa e dal miglioramento dell’andamento sanitario, restano tutte la cautele necessarie da adottare sui luoghi di lavoro per garantire la massima sicurezza delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’utenza, così come evitare gli spostamenti massivi sul territorio con i mezzi pubblici.
Misure, la cui cogenza, è confermata dalla proroga dello stato di emergenza sanitario deciso dal Governo fino al 31 luglio 2021, che comporta, fino a tale data, il mantenimento dell’istituto del lavoro agile emergenziale.
Ma vi è un altro aspetto, estremamente importante, che vogliamo sottolineare. Riteniamo non debba in alcun modo essere depotenziata e dispersa l’esperienza maturata in questi 14 mesi nei quali il lavoro agile emergenziale, con tutti i limiti derivanti dalla situazione eccezionale, si è dimostrato uno strumento importante non solo per garantire lo svolgimento delle attività e dei servizi delle Pubbliche Amministrazioni, ma anche capace di produrre importanti risultati per la modernizzazione dei servizi e dei processi, nella spinta alla digitalizzazione e alla trasparenza amministrativa e, cosa di non poco conto, il miglioramento della conciliazione vita – lavoro che, come dimostrano numerose esperienze, ha comportato un significativo aumento dell’efficienza e della produttività.
Per tali motivi, nel confermare le iniziative assunte dalla Segreteria generale FLP per superare in sede di conversione alcuni aspetti delle norme contenute nel Decreto Legge, su cui non concordiamo e che riteniamo siano in contraddizione con il potenziamento dell’istituto del lavoro agile a regime, oltre che di quello emergenziale, riteniamo necessario che le eventuali iniziative che le Amministrazioni intendessero adottare sulla base delle nuove disposizioni normative, siano preventivamente oggetto di confronto con le OO.SS. aventi titolo che è bene ricordarlo, hanno sulla materia siglato in questi mesi specifici Protocolli sia a livello di Ministero per la Pubblica Amministrazione che di singole Amministrazioni.
Vigileremo sulla questione e adotteremo ogni utile iniziativa a tutela del personale e della stessa utenza, contrastando ogni iniziativa che dovesse essere assunta unilateralmente dalle Amministrazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE
FLP Difesa ha inviato a Persociv richiesta di calendarizzazione di una riunione per l’aggiornamento del Protocollo COVI 19 della Difesa, allegata al presente notiziario, al fine di assicurare uniformi comportamenti su tutto il territorio nazionale e di evitare pericolose iniziative di rientro massivo in presenza.
Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 26 del 29 aprile 2021, che reca le prime valutazioni della nostra O.S. all’uscita dalla prima riunione in ARAN per l’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021:
Si è da poco conclusa la riunione in Aran di apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019/2021.
Nonostante la nostra ferma volontà di definire al più presto il contratto, scaduto ormai da quasi due anni e mezzo, gli ostacoli che al momento si frappongono per la stipula di un buon contratto sono purtroppo tanti.
Le risorse stanziate per il triennio sono insufficienti per il coprire un vuoto di più di dieci anni, non colmato certamente dal CCNL 2016/2018, non solo pessimo dal punto di vista normativo e ordinamentale, ma del tutto inadeguato dal punto di vista economico.
A questo si aggiungono i contenuti dell’Atto di indirizzo all’Aran, emanato nei giorni scorsi dal Governo per dettare i limiti e i vincoli al negoziato, che chiude sostanzialmente su tutte le richieste sindacali, riconfermando e riproponendo limiti e vincoli normativi oggi vigenti in materia di disconoscimento del diritto alla carriera, di blocco dei Fondi per la contrattazione integrativa, di negazione del sistema di partecipazione sindacale, con la sottrazione alla contrattazione di istituti importanti e decisivi per l’innovazione e la qualità del lavoro, come quelli relativi all’orario e all’organizzazione del lavoro, impedendo il superamento dell’inaccettabile tassa sulla malattia, oggi ancora più odiosa con l’emergenza pandemica in atto, e la cancellazione delle norme punitive vigenti sul diritto alla salute e alla prevenzione.
Sull’ordinamento professionale, che è uno dei punti chiave del nuovo contratto, la situazione non si prospetta migliore. Vi è di fatto la previsione di un ulteriore rinvio, non essendo previste risorse aggiuntive, che all’attualità vengono rimandate all’esiguo stanziamento previsto nel DEF per il 2022, e quindi al di fuori della vigenza contrattuale.
Così come la regolamentazione pattizia del lavoro agile rischia di essere un puro esercizio di facciata, visto il dietro-front del Ministro Brunetta sul lavoro agile a regime, depotenziato e marginalizzato con il Decreto Legge approvato oggi dal Governo.
Insomma l’opposto di quello che serve per dotare il personale e le nostre Amministrazioni di uno strumento efficace e condiviso per accettare e vincere le sfide dell’innovazione, della modernizzazione e dell’efficienza, in un momento in cui si chiede alla PA il massimo sforzo per definire e attuare il PNRR.
Un quadro assolutamente inaccettabile, frutto del famigerato Patto per il lavoro pubblico siglato a Palazzo Chigi da CGIL CISL e UIL, più volte richiamato nell’Atto di Indirizzo addirittura come ispiratore dei suoi contenuti, che complica non poco il confronto in sede Aran, perché è di tutta evidenza che come FLP non potremmo mai condividere un rinnovo di contratto al ribasso, che sia la fotocopia, nel metodo e nel merito, di quello impresentabile del triennio 2016/2018.
La FLP, nel ribadire oggi queste posizioni al tavolo negoziale, è entrata da subito nel vivo delle questioni, per evitare che la riunione si limitasse ad un mero pronunciamento di dichiarazioni di intenti generici, come avvenuto nelle dichiarazioni di gran parte delle altre Organizzazioni sindacali, quasi come se non ci trovassimo già di fronte ad un quadro delineato, su cui era necessario, invece, pronunciarsi con immediatezza e nettezza.
Abbiamo rappresentato che non ci sottrarremo ovviamente al confronto, ma da subito continueremo ad incalzare il Governo, per l’adozione delle iniziative normative necessarie a rimuovere gli ostacoli oggi presenti in termini di superamento del tetto ai fondi di Amministrazione, di eliminazione dei vincoli sui passaggi tra le aree, di riassegnazione alla contrattazione degli istituti di partecipazione sull’organizzazione del lavoro, cosi come faremo con l’Aran, per riscrivere molti degli istituti contrattuali, a partire dalla struttura dello stipendio, per la perequazione delle retribuzioni, per l’individuazione delle nuove aree di inquadramento del personale e della norma di prima applicazione necessaria a dare una risposta ai fenomeni di mansionismo e sottoinquadramento presenti oggi in tutte e tre le aree, per il pieno riconoscimento del diritto alla salute e le tutele del personale fragile.
L’Aran, al termine della riunione, ha preannunciato una prossima convocazione, non ancora calendarizzata, per incominciare a definire un calendario di incontri sulle singole materie del contratto.
Nel frattempo, come FLP, continueremo a svolgere in tutte le Amministrazioni del comparto le Assemblee in videoconferenza del personale, per rappresentare le situazioni in campo, le nostre proposte e gli ostacoli che si frappongono alla definizione di quel buon contratto di lavoro che le lavoratrici ed i lavoratori si aspettano e si meritano.
LA SEGRETERIA GENERALE
Come FLP Difesa osserviamo come sia bastato affidare di nuovo la Funzione Pubblica alle mani di un uomo come il Ministro Brunetta in particolare, per vedersi di nuovo davanti lo spettro di una P.A. che invece di aggiornarsi e crescere in linea con la prospettata transizione al digitale, torna ad essere un giocattolo da rompere.
E ci dispiace in particolare che l’enorme sforzo in precedenza compiuto, evidentemente non a caso, da due donne, le ministre Madia e Dadone, nella promozione del lavoro agile quale modalità di lavoro green, economica, innovativa, di conciliazione fra la vita professionale e privata, ampiamente sperimentata con successo nell’emergenza, si stia frangendo contro il muro eretto dall’ahimè redivivo responsabile del Dicastero.
Preannunciamo sin d’ora la indizione di una assemblea nazionale in videoconferenza per il personale civile della Difesa, le cui modalità di svolgimento comunicheremo a breve.
Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 31 del 19 aprile 2021 –
Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della CSE in data del 16 u.s. con il quale si informa degli esiti della trattativa in sede ARAN per la definizione del CCNQ per la definizione dei Comparti e delle aree di contrattazione 2019-2021.
Dopo una trattativa durata oltre due anni nella giornata di ieri è stato finalmente sottoscritto in Aran il Contratto Collettivo nazionale Quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione 2019/2021.
La CSE ha sottoscritto l’ipotesi di accordo al solo scopo di permettere l’avvio dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro scaduti ormai da più di due anni, in quanto, come è noto, tale definizione è propedeutica e indispensabile per l’apertura dei singoli contratti nazionali di comparto.
Riteniamo infatti che il rinvio operato con l’intesa per la composizione delle aree della dirigenza limita la questione unicamente a dove collocare la dirigenza tecnica amministrativa del servizio sanitario nazionale (nella Sanità o nelle Funzioni locali), ma non affronta invece le problematiche relative alle competenze specialistiche professionistiche non ricomprese nelle precedenti aree dirigenziali e che oggi, anche all’interno del medesimo comparto di contrattazione (vedi Funzioni Centrali), trovano una diversa e non motivata collocazione nel comparto del personale non dirigente, o non vengono riconosciute come specifiche professionalità negli altri comparti, come ad esempio in quello della Sanità.
Questo invece è uno degli obiettiviche la CSE si pone nell’ambito più complessivo della completa riscrittura degli ordinamenti professionali vigenti, per sbloccare finalmente, per tutto il personale, i percorsi di carriera e riconoscere le competenze e le professionalità possedute, oggi non valorizzate nelle attuali aree di inquadramento.
La nostra iniziativa ovviamente non si ferma qui. E lavoreremo in tale direzione in sede di negoziazione in Aran dei singoli contratti di comparto, il cui avvio ormai è imminente, vista l’emanazione dell’Atto di indirizzo delle Funzioni centrali (a cui seguiranno quelli degli altri comparti) annunciata dal Ministro Brunetta nel corso dell’evento nazionale organizzato oggi dalla nostra Federazione FLP “Italia 2021, Le sfide della Pubblica Amministrazione”.
A tale proposito il Presidente dell’Aran Antonio Naddeo, anch’egli presente al Convegno, ha preannunciato entro la fine del mese di aprile la prima convocazione per l’avvio del negoziato del CCNL delle Funzioni centrali
Dunque, con la firma del CCNQ si viene a determinare uno delle due condizioni necessarie per l’avvio della contrattazione per il rinnovo del CCNL 2019-2021.
La seconda condizione non è al momento ancora maturata, ma dovrebbe maturare a giorni: l’invio all’ARAN da parte del Ministro alla P.A. dell’atto di indirizzo madre, destinato a tutti i comparti, e di quello relativo al nostro comparto delle FF.CC., che sarà il primo dei quattro comparti a partire nel negoziato.
Tra gli altri problemi che il confronto negoziale dovrà affrontare, c’è quello delle risorse insufficienti, che tale permangono, atteso che il DEF approvato qualche giorno fa dal Governo stanzia solo 200 mln in più.
Pubblichiamo in questa pagina l’ipotesi di CCNQ (all. 1), e la nota a verbale CSE (all.2).
Vi terremo informati su tutti gli sviluppi dell’oramai vicino confronto negoziale.
Riportiamo di seguito il testo integrale del Notiziario diffuso dalla Segreteria Generale della nostra Federazione del 15 u.s. con il quale si informa di una importante circolare emanata dall’INPS.
L’INPS ha emanato la circolare n. 55 del 29 marzo, con la quale ha illustrato le modifiche e le innovazioni più significative contenute nel nuovo “Regolamento”, adottato dall’Istituto in data 20 dicembre 2020 a seguito dell’entrata in vigore delle norme modificative della legge 241/1990 che sono state introdotte con la legge 11.09.2020 n. 120 (conversione del c.d. decreto semplificazioni).
Il nuovo Regolamento disciplina in maniera organica la materia della definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi e, in particolare, fissa i termini massimi di risposta dell’Istituto in merito alle istanze di collocamento in pensione presentate dai lavoratori, precisando a tal riguardo che il termine decorre dalla presentazione della domanda oppure dalla data di decorrenza del diritto (se successivo).
Nel dettaglio, a seconda delle singole tipologie di pensione, il termine risulta così fissato:
pensione di vecchiaia: 55 giorni;
pensione di vecchiaia in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
pensione anticipata: 55 giorni;
pensione anticipata in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
pensione di inabilità: 85 giorni;
pensione di inabilità in cumulo o in totalizzazione: 120 giorni;
pensione di reversibilità: 50 giorni;
pensione di reversibilità in cumulo o in totalizzazione: 50 giorni;
pensione ai superstiti indiretta: 55 giorni;
pensione ai superstiti indiretta in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
assegno ordinario d’invalidità: 85 giorni;
pensione di invalidità specifica: 115 giorni;
pensione privilegiata di invalidità: 115 giorni;
pensione supplementare: 55 giorni;
pensione fondi speciali: 85 giorni.
riscatti e ricongiunzioni ai fini pensionistici, il termine fissato dall’Istituto è di 85 giorni.
Nella stessa circolare, l’INPS ricorda anche che i suddetti termini vengono sospesi quando da parte dell’Istituto sia “necessaria l’acquisizione di informazioni o di certificazioni, relative a fatti, stati o qualità, provenienti da Istituzioni estere, non attestati in documenti già in possesso dell’Istituto”.
Decorso il termine di conclusione del procedimento (tenuto conto anche dell’eventuale termine di sospensione) senza che l’interessato abbia nel frattempo ricevuto alcun esito, questo potrà rivolgersi al soggetto titolare del potere sostitutivo il quale a sua volta avrà l’obbligo di concludere il procedimento “entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto”. Nel caso della pensione di vecchiaia, ad esempio, il processo andrà concluso entro i successivi 27 giorni.
Scaduto anche questo termine, l’amministrazione si espone alle conseguenze del ritardo della conclusione dei procedimenti. Tra queste c’è anche il risarcimento del danno ingiusto, escludendo però il caso in cui il ritardo sia da imputare alle Istituzioni estere eventuali parti del procedimento.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
Pubblichiamo in questa pagina in all.1 la citata circolare INPS n. 55 e in all. 2 la deliberazione del CdA INPS con il testo del Regolamento adottato.
La foto sull’incontro del DG AID con le OO.SS. pubblicata sul sito AID
Nella mattinata di ieri 15 aprile u.s., si è svolto presso AID il secondo incontro con il Direttore Generale sen. Nicola Latorre con all’ordine del giorno l’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del Fondo Risorse Decentrate 2020, al quale hanno partecipato per conto della dirigenza AID il Capo Ufficio delle attività industriali Contrammiraglio Corona, il Capo Ufficio personale Ten. Col. Maiorano e la Referente per le relazioni sindacali Dott.ssa Rosselli.
Nel suo intervento iniziale, Il Direttore ha sottolineato la necessità di articolare la discussione in due momenti, dando in primo luogo precedenza alla discussione e sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per il FRD 2020 dell’AID, per poi procedere al confronto sulle tematiche di carattere generale degli Enti AID, mentre le tematiche specifiche a giudizio del D.G. devono prioritariamente trovare risposte all’interno degli stessi. Allo stesso tempo, il sen. Latorre ha ribadito la necessità di una strategia comune proponendo l’apertura di un tavolo di confronto con le con le OO.SS Nazionali in ordine all’esigenza, da noi da tempo sollecitata e ribadita anche nel corso del primo incontro (si veda il Notiziario n 11 del 5 febbraio 2021, primo capoverso di pg. 2), di ottenere un piano straordinario di assunzioni per AID, al fine di superare le difficoltà presenti soprattutto a causa della carenza di personale, difficoltà destinate ad aggravarsi sempre di più nel futuro e che impediscono la pianificazione di possibili ulteriori nuove attività di lavoro che renderebbero complessivamente AID più produttiva. Il sen. Latorre ha poi ricordato gli oltre 200 milioni in arrivo dall’Europa con il Recovery Found, e ha auspicato che, nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che il Governo sta definendo, e che andrà a fine mese all’esame del Parlamento, vengano rese disponibili significative risorse per le esigenze di Agenzia Industrie Difesa.
Infine, nel comunicare che nelle prossime settimane saranno avviate le procedure per l’assunzione di n. 50 unità, ha comunicato che, subito dopo la chiusura delle attività legate alla definizione del bilancio finanziario che gli permetterà di avere una fotografia della situazione finanziaria, è nelle sue intenzioni incontrare le OO.SS. per la presentazione del piano industriale triennale, accogliendo positivamente la nostra richiesta formalizzata per lettera e ribadita anche nell’incontro del 5 feb. u.s.
E’ poi iniziato il giro degli interventi, e in merito al FRD 2020 AID quasi tutte le OO.SS. hanno dichiarato di concordare con la bozza predisposta dalla D.G. Nel suo intervento FLP DIFESA ha innanzitutto sottolineato il ritardo con cui si sta facendo l’accordo (4 mesi dopo la sottoscrizione definitiva dell’accordo della Difesa); ha quindi preso atto dell’incremento della dotazione del Fondo rispetto all’anno precedente (oltre 500mila euro), ma ha sottolineato che sarebbe opportuno conoscere il dettaglio sulle voci che alimentano il fondo e inoltre che gli accantonamenti vengano indicati non solo per tipologia generale (turni, reperibilità, etc) ma, come avveniva in passato, in modo disaggregato per singolo Ente al fine di consentire alle OO.SS. un esame più puntuale delle voci di spesa, e a tal proposito ha avanzato la proposta che per il Fondo Risorse Decentrate 2021 venga modificato nell’impianto, tornando a quanto si è fatto negli anni precedenti al 2019, dunque inserendo il dettaglio per ogni Stabilimento in ordine alle varie indennità. Abbiamo anche segnalato l’utilità di una partecipazione più attiva da parte di AID al tavolo di confronto presso PERSOCIV sul FRD della Difesa, atteso che detto accordo viene poi recepito in toto in ambito AID con effetti sul proprio personale; infine, ha auspicato che, a partire dal prossimo anno, il confronto sul FRD AID in AID si apra nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo della Difesa allo scopo di non accumulare ritardi come avvenuto quest’anno, evitando anche così che i lavoratori di AID possano percepiscano il fondo in ritardo.
La nostra proposta ha trovato riscontro positivo da parte del sen. Latorre, che ha anche condiviso la necessità di evitare i ritardi da noi denunciati.
In allegato su questa stessa pagina, la bozza dell’Ipotesi di accordo su cui si è registrata la convergenza delle Parti sindacali.
A conclusione dell’incontro, Direttore Generale e Parti sindacali hanno concordato sulla istituzione di due tavoli nazionali: il primo tavolo nazionale, con la funzione di analizzare e definire le attuali esigenze in termini di risorse umane complessive per singolo Stabilimento, da inserire in un piano straordinario di assunzioni come da noi già proposto nell’incontro del 4 febbraio u.s.; il secondo, con l’obiettivo di entrare nel merito delle difficoltà esistenti in alcuni Enti sia dal un punto di vista delle relazioni sindacali non sempre corrette e nella gestione degli istituti contrattuali (straordinari, turnazioni, reperibilità ecc..) che producono disparità di trattamento tra gli Enti e anche tra dipendenti dello stesso Ente, spesso con motivazioni non condivisibili, a volte anche con sfumature “clientelari”, che occorre ricondurre ad una maggiore omogeneità.
La volontà espressa inizialmente dal DG di limitare il confronto odierno esclusivamente ai punti iscritti all’o.d.g. non ci ha consentito di entrare nello specifico delle diverse problematiche rappresentateci alla vigilia dell’incontro da parte delle nostre rappresentanze locali, avendo potuto di fatto solo accennare alle situazioni di criticità legate all’emergenza Covid, e tra queste i protocolli e la sicurezza delle Unità produttive di Messina, Capua, Fontana Liri e Baiano di Spoleto.
Se ne parlerà al prossimo incontro, che auspichiamo avvenga in tempi molto ravvicinati.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Diamo notizia ai colleghi interessati che, venerdì 16 p.v., la nostra Federazione ha organizzato un evento nazionale dal titolo “ITALIA 2021 – LE SFIDE DELLA p.a.” che andrà in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook a partire dalle 10:30 di venerdì 16 aprile p.v..
L’evento è articolato in due talk, il primo sul “Ruolo centrale della PA nella ripresa economica del Paese” che vedrà presenti, tra gli altri, il Ministro Brunetta, la Sottosegretaria alla P.d.C. on. A. Messina, il Presidente dell’ARAN A. Naddeo e quello dell’INPS P. Tridico; il secondo talk, avrà invece al centro il “Recovery Fund e la PA” e vedrà confrontarsi, tar gli altri, il sociologo D. De Masi, il Vice Presidente del Parlamento Europeo F.M. Castaldo, il Sottosegretario V. Amendola e il Direttore dell’agenzia delle Entrate, E.M. Ruffini.
In allegato su questqa stessa pagina il programma completo dell’evento, con l’invito rivolto a tutti a partecipare.
Diamo anche notizia del comunicato con il quale la Segreteria Generale della nostra Federazione dà notizia di aver scritto una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Economia e al Ministro per la PA nella quale ha sollecitato l’adozione del decreto per la ripartizione delle somme stanziate con la legge di bilancio del 2020 e finalizzate alla graduale armonizzazione delle Indennità di Amministrazione dei Ministeri, che è questione che interessa molto anche il personale civile del nostro Ministero.
Questo il testo del comunicato diffuso in data di ieri dalla Segreteria Generale FLP:
“ L’art. 1 commi 143 e 144 della Legge di Bilancio 2020 ha previsto, ai fini della graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione dei Ministeri, oggi in gran parte ancora ingiustificatamente sperequate, lo stanziamento, a partire dal 2021, di 80 milioni di euro (72 milioni per la graduale armonizzazione delle indennità di amministrazione dei Ministeri e 8 milioni destinati ai fondi per la retribuzione delle indennità di posizione e di risultato della dirigenza).
A tutt’oggi, purtroppo, non risulta ancora emanato il Decreto, a firma del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il quale si deve provvedere alla ripartizione di detto Fondo tra le diverse Amministrazioni interessate.
Pur consapevoli che tali somme non sono ancora sufficienti per ottenere il risultato auspicato della piena equiparazione in tutti i Ministeri di detta indennità, riteniamo ingiustificati i ritardi nell’applicazione della norma che può costituire un primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo.
Considerata l’importanza dell’argomento in questione, anche alla luce dell’imminente apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021 del comparto delle Funzioni centrali, al quale vogliamo arrivare con le singole indennità di Amministrazione già rivalutate, per evitare che detta operazione possa essere computata all’interno delle già scarse risorse stanziate per i rinnovi, la Segreteria generale della FLP, con una nota inviata in data odierna al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, ha sollecitato l’immediata predisposizione del Decreto in questione, al fine di definire in tempi brevi, nelle singole Amministrazioni interessate, il nuovo trattamento economico spettante a titolo di indennità di amministrazione”.
Di recente Persociv ha sottoposto alle OO.SS. la bozza del POLA (Piano Organizzativo per il Lavoro Agile) per la Difesa, che doveva essere inviata alla Funzione Pubblica già entro il 31/01 (diverse sono le Amministrazioni inadempienti). Il documento (che pubblichiamo in questa pagina in all.1) riporta una ampia disamina della materia, ed ampi richiami ai principi ed agli obbiettivi della normativa in materia, a partire dall’esperienza del lavoro agile emergenziale.
FLP Difesa ha inviato a Persociv le proprie osservazioni e proposte (che pubblichiamo in questa pagina in all. 2), anche in vista della definitiva elaborazione del Regolamento del Lavoro Agile, in via di redazione. Questi i punti oggetto delle osservazioni:
I dati: Sono stati collocati in lavoro agile emergenziale 2020 n. 18.622 dipendenti (12.985U e 637D) per complessive 337.215 giornate; il dato avvalora l’effettivo utilizzo dell’istituto, ma non consente di capire le differenze di comportamento nei diversi territori. Questione non di poco conto, da tempo rappresentata da questa O.S., posto che è sulla base di questi dati che saranno quantificati i numeri dei futuri accessi al l.a., da garantire ad almeno il 60% dei lavoratori che ne facciano richiesta.
Attività non telelavorabili: sono state individuate, lasciando però margine di valutazione positiva in base alle specifiche modalità di espletamento. FLP Difesa propone che vengano comunque incentivati per tali fattispecie la formazione e l’aggiornamento in modalità agile, come già avvenuto in sede di emergenza COVID19. Non si condivide invece l’inserimento fra le fattispecie non telelavorabili la “gestione contratti”, posto che questa attività rientra fra le attività amministrativo-contabili già efficacemente telelavorate in emergenza.
OIV e schede di valutazione: sono oggi previsti nelle schede di valutazione della performance specifici obbiettivi/indicatori. Non può tuttavia sfuggire la disomogeneità tra la dirigenza civile e quella militare (a quest’ultima afferisce la quasi totalità degli enti – a spanne, 1011 meno gli 87 Enti dell’area t.a. centrale), che non risulta essere parimenti valutata… lasciando così formalmente l’attuazione della norma in capo ad uno sparuto gruppetto di dirigenti civili!!!
la Formazione: abbiamo i numeri dei partecipanti civili ai corsi organizzati in materia presso SNA e presso DIFEFORM. Come più sopra detto, il POLA non menziona analoga attività dei confronti della componente militare, e ciò determina l’esistenza di due compartimenti stagni nello stesso Ministero, che non contribuiscono allo stesso POLA, lasciando intravedere il rischio che il lavoro agile continui ad essere pressoché esclusivo appannaggio della sola area tecnico-amministrativa centrale. In ogni modo, FLP Difesa ha sollecitato l’incentivazione della formazione on line per tutte le tipologie professionali, con beneficio di risparmio riguardo alle spese di missione, e di conseguente maggior accesso per il personale delle sedi periferiche.
La mappatura: Il POLA riporta le sole fattispecie telelavorabili per l’area centrale, rinviando alle altre aree la determinazione nei propri ambiti di competenza. Noi riteniamo invece che il POLA debba indicare le fattispecie delle attività telelavorabili come presupposto a fattor comune per TUTTE le aree della Difesa, onde evitare che resti in capo alle singole FFAA/Aree/Dirigenti una discrezionalità che, come verificato in emergenza, ha molte volte dato luogo a situazioni contraddittorie anche all’interno dello stesso Ente. Solo così daremo la stura alla corretta quantificazione dei possibili accessi al l.a., e delle risorse necessarie per il supporto tecnologico, le dotazioni informatiche, gli accessi da remoto. In merito anzi si propone di istituire un Monitoraggio periodico da porre in capo all’Organismo Paritetico per l’Innovazione (OIP).
Relazioni sindacali: FLP Difesa, nel richiamare i ripetuti inviti della Funzione Pubblica alle forme di partecipazione nella materia, in ragione della rivoluzione che questa innovativa forma di organizzazione del lavoro reca con sé, rivendica la necessità di avviare costruttive relazioni sindacali (a partire dall’informazione, e senza esclusione del confronto) per la redazione della mappatura, a partire dal livello locale per approdare a quello nazionale.
Per maggiori dettagli, si rinvia al documento allegato, inviato a Persociv.
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
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