È pervenuta da Persociv in data 2 luglio u.s.,a soli pochi giorni dalla ns. sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per l’Indennità di Amministrazione, e dall’invio della ns. formale richiesta di pervenire a definizione,(Notdif n.46 del 30.06.2021), la ipotesi di CCNI (in All.1)per il FRD 2021 e per le progressioni economiche all’interno delle aree (n. 10.352 unità calcolate sul 50% del personale in forza per ciascuna fascia retributiva) con decorrenza 1° gennaio 2021, per le quali sono accantonati € 17.059.000,00, finanziati con i 20 milioni di euro annui destinati al FRD dalla Legge di bilancio 2021, a seguito dell’approvazione di una proposta di emendamento del DDL Bilancio, presentata lo scorso novembre 2020 da FLP DIFESA (e non da altre sigle che oggi tentano di rivendicarne i meriti) durante l’iter di approvazione (vds. ad es. Notdif n.105 del 1° dic. 2020e n.110 del 21.12.2020.
Ebbene, dopo le interlocuzioni avvenute nelle tre precedenti riunioni, di cui ai Notiz.n.14 del 25.02.2021,n.36 del 18.05.2021en.42 del 14.06.2021, e dopo la ns. specifica richiesta del 30 giugno u.s., di firmare una ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche per avviarle quanto prima, previo placet degli Organi certificatori, e di chiudere anche l’accordo FRD 2021 onde avviare in tempi brevi le procedure per i pagamenti di ppl, turni e reperibilità già maturati nel 2021, FLP DIFESA ha ritenuto comunque condivisibile il testo definitivo elaborato da Persociv e comunicato la propria sottoscrizione.
Vediamo nel dettaglio i punti salienti dell’Ipotesi di CCNI firmata: come da noi richiesto, la rivisitazione in aumento del 15% degli importi attribuiti alle indennità per le Particolari Posizioni di lavoro, è estesa a tutte le voci, dunque anche a quelle che nel corso della trattativa ne erano state escluse, per un accantonamento complessivo di € 2.023.094,11 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro; per lareperibilità si continua ad applicare la disciplina di cui all’art. 20 del CCNL FC del 12.02.2018, avendo questa voce già goduto di specifico incremento nella precedente tornata contrattuale, e che è stata destinataria di un progressivo aumento della spesa, ivi compresa quelle prevista per l’anno 2021 (pur con la pandemia da Covid-19 in corso); per iturni sono state confermate le preesistenti condizioni contrattuali che già avevano portato ad un aumento delle indennità del 100%, attingendo dal FRD a carico delle altre voci; per le indennità diImbarco/Lavorazione/Collaudo (art. 15) è stata recepita la nostra richiesta (vds. proposteFLP Difesa in all. al Notdif 14/2021) di integrare, fra i destinatari della indennità di imbarco, il personale dei settori tecnici e del settore dei servizi generali coinvolto nella costruzione, oltreché di natanti e unità navali, anche di assimilati, quali passetti, bettoline e boe; anche per queste indennità, gli incrementi in aumento sono stati uniformati al 15% e sono stati dettagliati in una specifica tabella di facile lettura, rettificando dunque significativamente la precedente proposta di incrementi in misura compresa tra il 18% e l’ 800%, che avrebbero creato un effetto discriminatorio nei confronti del restante personale, e che sono stati oggetto di critiche reiterate: una proposta che era stata da noi considerata un vero e proprio “assalto alla diligenza delle risorse” e la trasformazione del FRD in un “bancomat della Difesa” per sopperire alle carenze di personale civile e alle mancate assunzioni. In merito rileva infatti come sia rimasto invariato l’aumento dell’indennità destinata al personale gruista che effettua attività di conduzione di gru e autogru, proposto direttamente dalla Marina, evidentemente per risolvere le problematiche interne derivanti dalla carenza di personale tecnico, dalle mancate assunzioni e dalla necessità di ricorrere a temporanea esternalizzazione del servizio con spese a carico del Ministero, facendo gravare la spesa direttamente sulle risorse del FRD, e dunque sul salario accessorio dei dipendenti civili della Difesa; operazione cui si associa l’incentivazione economica al cambio di profilo del personale appartenente a professionalità anche non in esubero e tecniche, a discapito persino di altre attività lavorative considerate “dirette e prioritarie” per gli Enti.
Ovviamente, un metodo che FLP DIFESA non condivide per due motivi:
Crea un grave precedente: attingere dalle risorse del salario accessorio di tutti per risolvere questioni che dovrebbero essere finanziate con risorse diverse, a carico del Ministero, per compensare le negative ricadute della Legge 244/2012 e della assenza di interventi di revisione della stessa.
Non è possibile rincorrere di volta in volta le attività lavorative che vanno in criticitàa seguito della progressiva riduzione organica di civili per pensionamenti ed avviare riconversioni professionali generalizzate; invece, è a ns avviso necessario condividere prima le scelte con tavoli locali/nazionali di confronto sindacale,in una visione completa ed a breve e medio termine, per stabilire insieme le priorità delle attività da supportare fra quelle assegnate agli Enti (tutte utili e indispensabili) in base alle forze umane disponibili in questo lasso di tempo, valutando la sostenibilità nel tempo di tali scelte senza modificare le mission dei singoli Enti e garantendo la minore spesa possibile al Ministero dovendo ricorrere “temporaneamente” all’esternalizzazione di alcune attività.
Siamo pienamente convinti che l’unica soluzione condivisibile sia quella di assumere personale civile: una scelta che costituisce unica vera spending review nel Dicastero.
Sono state aumentate le risorse economiche destinate all’AID, stabilite in € 3.147.909,55, che vengono considerate adeguate a coprire gli effettivi fabbisogni dell’Agenzia per l’anno 2021.
Per le Posizioni Organizzative, si reintroduce la condivisione delle parti nell’individuare le risorse da destinarvi, e oggi si incrementa di circa il 32% l’importo delle precedenti indennità (€ 3.123,26 per la 1^ Categoria ed € 1.925,99 per la 2^ Categoria, al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro).
Come da anni sostenuto da FLP Difesa e come da ns. proposta, a fronte di un più equilibrato incremento delle quote attribuite alle diverse particolari posizioni di cui all’art. 15, viene incrementata la Maggiorazione della performance organizzativa del personale di 1^ Area; finalmente si è trovata una forma di compensazione ai danni economici subiti per anni dal personale di quest’area mediante l’accantonamento nel FRD di un fondo pari a €. 1.375.000,00 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro per l’anno 2021, che dà luogo ad una quota individuale pari a €. 992,06.
Per laperformance organizzativa è stato confermato lo stanziamento di € 21.000.000,00 con una quota media pro capite pari a € 996,73 ed è stata rivisitata e ampliata la casistica delle assenze tutelate ai fini del computo della presenza in servizio. Per laPerformance Individuale, è confermato lo stanziamento di € 7.000.000,00 con una quota individuale pari ad €. 332,24 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro. Il FUS ammonta a €.9.915.554,81 e la quota media pro capite di € 470,62 al lordo degli oneri a carico del datore di lavoro. Benchè la materia sia di competenza della contrattazione locale, non è più espressamente indicato che in questa si stabiliscono i criteri di distribuzione, e si valorizzano i riferimenti alla performance, di fatto azzerando la contrattazione locale: su questo FLP Difesa sola si è battuta, nel silenzio assordante di tutte le altre OO.SS..
Infine, le risorse economiche derivanti dai risparmi di straordinario e buoni pasto non spesi nel 2021 di cui alla Legge di Bilancio 2021, saranno destinate nella misura del 30% ad incrementare la performance individuale e nella misura del 70% ad incrementare la contrattazione di sede (FUS).
Attendiamo ora di ricevere da Persociv le copie firmate delle due ipotesi di accordo (Indennità di Amministrazione e FRD 2021), auspicandone la certificazione da parte di FP e MEF, al fine di approdare rapidamente alla firma definitiva, ai pagamenti, e all’avvio delle tanto attese progressioni economiche.
Nella giornata di ieri abbiamo comunicato alla Direzione Generale di Agenzie Industrie Difesa la nostra scelta di sottoscrivere l’accordo definitivo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrato (FRD) relativo all’anno 2020, il cui testo è qui allegato, la cui “ipotesi” era stata da noi sottoscritta a seguito dell’incontro con il Direttore Generale AID in data 16 aprile u.s (vds. Notiziario n. 29 di pari data).
Rispetto all’Ipotesi, il testo dell’accordo definitivo manca dell’art. 6 oggetto di rilievo di MEF e FP.
Come si ricorderà, nel corso di quell’incontro con il sen. Latorre, FLP DIFESA aveva innanzitutto sottolineato il ritardo con cui si stava concludendo il negoziato (4 mesi dopo la sottoscrizione definitiva dell’accordo della Difesa); aveva poi preso atto dell’incremento della dotazione del Fondo rispetto all’anno precedente (oltre 500mila euro), ma aveva anche segnalato la necessità di conoscere il dettaglio sulle voci che alimentavano il Fondo, e inoltre che gli accantonamenti fossero indicati non solo per tipologia generale (turni, reperibilità, etc. ) ma, come era avvenuto in passato, in modo disaggregato per singolo Ente al fine di consentire alle OO.SS. un esame più puntuale delle voci di spesa, e a tal proposito avevamo avanzato la proposta che per il Fondo Risorse Decentrate 2021 venisse modificato l’impianto, tornando a quanto si è fatto negli anni precedenti al 2019, e dunque inserendo il dettaglio per ogni Stabilimento in ordine alle varie indennità. Avevamo anche segnalato l’utilità di una partecipazione più attiva da parte di AID ai tavoli di confronto presso PERSOCIV sul FRD della Difesa, atteso che detto accordo viene poi recepito in toto in ambito AID con effetti sul proprio personale; infine, avevamo auspicato che, a partire dal successivo anno, il confronto sul FRD AID in AID si aprisse nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo della Difesa, allo scopo di non accumulare ritardi come avvenuto nel 2020, evitando così che i lavoratori di AID percepiscano il fondo in ritardo.
Tutte questioni, queste, che ovviamente permangono, e dovranno essere utilmente attenzionate in sede di trattativa 2021 , con la sola eccezione del rilievo da noi mosso in merito alla necessità di una partecipazione più attiva dell’Agenzia al tavolo di contrattazione di PERSOCIV sul FRD 2021 di A.D., cosa per la verità avvenuta nel corso del negoziato con A.D. sull’Ipotesi FRD 2021, che ha visto, rispetto all’anno 2020, un incremento delle risorse destinate al FRD AID 2021 (da € 2,43 a € 3,147 mln di €).
Siccome la trattativa a PERSOCIV si è sta concludendo, e la FLP DIFESA ha già comunicato a PERSOCIV la propria intenzione di sottoscrivere l’Ipotesi di accordo, è ora necessario che venga rapidissimamente avviato il tavolo di negoziazione al fine di definire quanto prima l’ipotesi di accordo dell’Agenzia, senza che, come avvenuto nell’anno precedente, passino invano dei mesi.
Con l’occasione, è utile infine ricordare che, a conclusione dell’incontro del 16 aprile, il D.G. AID e le O.O.SS. presenti avevano concordato sulla istituzione di due tavoli nazionali: il primo, con la funzione di analizzare e definire le attuali esigenze in termini di risorse umane complessive per singolo Stabilimento, da inserire in un piano straordinario di assunzioni, come da noi già proposto nel precedente incontro di febbraio u.s. (Notiziario n. 11 del 5.02.2021) ; il secondo, con l’obiettivo di entrare nel merito delle difficoltà esistenti in alcuni Enti sia dal un punto di vista delle relazioni sindacali non sempre corrette nella gestione degli istituti contrattuali (straordinari, turnazioni, reperibilità ecc..) che producono disparità di trattamento tra gli Enti e anche tra dipendenti dello stesso Ente, spesso con motivazioni non condivisibili e in certi casi addirittura “clientelari”, che occorre ricondurre ad una maggiore omogeneità.
Ovviamente, nel ricordare che sono già trascorsi invano tre mesi da quell’incontro e dagli impegni assunti in quella sede, confidiamo che, dopo la conclusione della trattativa, ovviamente prioritaria, per la definizione dell’Ipotesi di accordo sul FRD 2021, vengano rapidamente avviati i due tavoli nazionali.
LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
È pervenuta alle OO.SS. nazionali lunedì 28 u.s. la ipotesi di accordo definitiva di Persociv, in all. 1 al presente notiziario, per l’incremento della Indennità di Amministrazione del personale civile di A.D. e A.I.D., con decorrenza 1° gennaio 2021, finanziato dalla legge di bilancio 2021 con l’ormai famoso fondo di 30 milioni di euro, che solo FLP Difesa(e non altri, che oggi ne rivendicano i meriti) ha chiesto con la proposta di emendamento presentata al DDL di bilancio di cui abbiamo riferito, fra l’altro e ad esempio, nei notiziari n.105 del 1° dic. 2020 e n.110 del 21.12.2020, nella quale si proponeva di destinare quelle risorse ad uno specifico Fondo Integrativo del trattamento economico accessorio del personale civile della Difesa, atto a remunerare la peculiare situazione d’impiego del personale civile, emolumento fisso, continuativo e pensionabile. Nel corso dell’iter parlamentare però la proposta è stata modificata, destinando le risorse all’incremento dell’Indennità di Amministrazione. Un risultato sicuramente positivo ma non soddisfacente rispetto alle aspettative dei lavoratori e di FLP DIFESA (in altri tempi anche da parte di altre sigle sindacali) che miravano ad eliminare il gap economico all’interno dello stesso Comparto.
Nello specifico, l’ipotesi di accordo è stata formulata da Persociv dopo aver soddisfatto il vincolo del raggiungimento dei numeri previsti dalla riforma Di Paola mediante il recente Decreto riportante il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale per il triennio 2021 – 2023. E dunque Persociv ha formulato la proposta di distribuzione dell’incremento della Indennità di Amministrazione sulla base della graduazione degli importi per gruppi di fasce retributive, come da precedenti Contratti, adeguando le differenze già esistenti alle nuove risorse disponibili. Calcolato in tal modo, l’incremento mensile viene così distribuito:
1^ area – F2 e F3: +€. 65,92
2^ area – F1 +€. 73,53
2^ area – F2 +€. 80,74
2^area – da F3 a F6 +€. 89,25
3^ area – F1 e F2 +€. 99,65
3^ area – F3 +€. 111,85
3^ area – da F4 a F7 +€. 121,14
Pur condividendo l’obbiettivo di velocizzare quanto più possibile l’attribuzione delle risorse a tutti i dipendenti, non può tuttavia sfuggire che l’istituto, così come formulato nella legge di bilancio per il 2021, ed elaborato dalla Direzione Generale, non porta gli stessi benefici a tutte le componenti del personale:
le differenze fra i gruppi di fasce retributive sono significative (ad es. tra area 1^ ed area 3^), e a nostro parere in contrasto con l’obbiettivo originario di colmare in modo omogeneo il gap economico;
la destinazione del Fondo all’Indennità di Amministrazione anziché ad una voce di salario fissa e continuativa, crea ricadute in particolare per la componente dei militari transitati. Su questo ultimo punto, come più sopra detto, noi la nostra parte l’avevamo fatta a novembre (e continueremo su questa strada), quando avevamo proposto la destinazione di quelle risorse ad uno specifico Fondo Straordinario per la Difesa, in analogia con quanto già accaduto qualche anno fa per il Ministero della Salute, ove costituisce, per l’appunto, quota di salario fisso. Su questo non siamo stati ascoltati, e oggi, invece di continuare a fare facili proclami di vittoria salendo sul carro dei vincitori a cose già fatte come alcune sigle continuano a fare, ci sarebbe bisogno di tutti per andare verso la giusta direzione e non accettare passivamente il semplice contentino, sostenendo con forza un intervento normativo mirato per aggiustare il tiro e puntare a sanare il divario.
Inoltre restano molti dubbi sulla procedura adottata, posto che questo Istituto sembrerebbe dover piuttosto essere ricondotto alla Contrattazione Collettiva di Livello ARAN. Tuttavia l’AD prova a promuovere una trattativa integrativa di Settore, tenuto conto della specifica destinazione delle risorse, ed alla luce delle norme contrattuali vigenti, mirando evidentemente ad ottenere per l’accordo una sanzione della Funzione Pubblica. Ciononostante FLP Difesa ritiene di sottoscrivere l’accordo, anche al fine di definire il percorso di cui alle proprie proposte in sede di legge di bilancio, e consentire comunque la distribuzione delle risorse ai colleghi in tempi quanto più possibile rapidi.
A margine, abbiamo presentato a Persociv anche la richiesta (in all. 2) di procedere allo stralcio di una prima parte di accordo sul FRD 2021, per la materia relativa alle progressioni economiche, posto che non vi sono particolari motivi per ritardare l’avvio delle procedure, e consentire anche ai pensionandi di fine anno di partecipare alle selezioni 2021.
Pubblichiamo di seguito il Notiziario del Dipartimento Studio e Legislazione FLP n. 34 del 24 giugno 2021, che riferisce delle novità in materia di assegni per il nucleo familiare:
La FLP informa che l’INPS, con messaggio n. 2331 del 17 giugno 2021, ha comunicato la rivalutazione degli importi in ottemperanza a quanto previsto dalla Legge 153/1988 e diramato le tabelle con i limiti di reddito familiare da considerare, sulla base del reddito conseguito nel 2020, ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei a decorrere dal 1° luglio 2021; inoltre, ha integrato le note delle relative tabelle riferite ai nuclei con figli per tenere conto delle maggiorazioni disposte dall’articolo 5, del decreto legge 8 giugno 2021, n. 79, recante “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, riconoscendo agli aventi diritto all’assegno per il nucleo familiare, a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, una maggiorazione di euro 37,50 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari con almeno tre figli.
Analoga comunicazione, è stata diramata dal MEF-Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato con la circolare n°17 del 23 giugno 2021.
Pertanto, i lavoratori dipendenti aventi titolo, possono presentare la consueta domanda ANF, come ogni anno, usufruendo per le mensilità da luglio a dicembre 2021 non solo degli importi mensili ANF, stabiliti dalle apposite tabelle ANF 2021-2022 dell’Inps, ma anche della maggiorazione degli assegni per il nucleo familiare stabilita dall’art. 5 del DL 79/2021.
A riguardo, precisiamo che le predette maggiorazioni sono una misura temporanea, valida esclusivamente per il secondo semestre del 2021, considerando che dal 1° gennaio 2022 l’assegno unico dovrebbe sostituire gli ANF, che saranno di fatto aboliti.
Infatti, recependo una norma introdotta dalla Legge di bilancio 2021 nel pacchetto famiglia, con la Legge n. 46 del 1° aprile 2021, il Governo è stato delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge, uno o più decreti legislativi volti a riordinare, semplificare e potenziare, anche in via progressiva, le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale.
Tale assegno, basato sul principio universalistico, costituirà un beneficio economico attribuito progressivamente a tutti i nuclei familiari con figli a carico, nell’ambito delle risorse disponibili previste per legge nonché delle risorse rivenienti dal graduale superamento o dalla soppressione di alcune misure previsti a sostegno delle famiglie (assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, assegno di natalità, premio alla nascita, fondo di sostegno alla natalità) e dal graduale superamento o dalla soppressione, nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, delle detrazioni fiscali e dell’assegno per il nucleo familiare.
I predetti decreti legislativi, prevederanno nuovi principi e criteri per accedere al beneficio e per determinare l’ammontare dell’assegno si terrà conto della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) o sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.
L’assegno unico e universale per i figli a carico sarebbe dovuto già partire per tutti dal 1° luglio 2021, ma il ritardo del passaggio alla fase attuativa, dovuto anche al cambio di Governo, ha portato il nuovo Esecutivo a fare una scelta alternativa e a doppio binario racchiusa nel Decreto Legge 8 giugno 2021, n. 79 e valida dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021:
Ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare (disoccupati, incapienti e autonomi) è riconosciuto un assegno temporaneo su base mensile, a condizione che al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, siano in possesso congiuntamente dei requisiti indicati dall’art.1 con riferimento ai requisiti di accesso, cittadinanza, residenza e soggiorno, e con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità. L’assegno (art.2) è determinato in base alla tabella di cui all’Allegato 1 del DL 79/2021, la quale individua le soglie ISEE e i corrispondenti importi mensili dell’assegno temporaneo per ciascun figlio minore, in relazione al numero dei figli minori. Gli importi di cui all’Allegato 1 sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità. La domanda (art.3) è presentata in modalità telematica all’INPS ovvero presso gli istituti di patronato. Resta ferma la decorrenza della misura dal mese di presentazione della domanda stessa. Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, sono corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021.
Ai nuclei familiari che hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare (ANF) di cui all’articolo 2 del DL 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n.153, è riconosciuta una maggiorazione agli importi mensili in vigore e superiori a zero, di euro 37,50 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli.
Questi dunque gli aggiornamenti delle regole per il riconoscimento degli assegni per il nucleo familiare.
Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno:
Si è riaperta con una bozza di accordo tutta rielaborata la trattativa sul FRD e sulle progressioni 2021, e con una bozza di accordo integrativo per l’Integrazione della Indennità di Amministrazione, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sito.
Alla quarta riunione, dopo le prime tre che erano state caratterizzate dalla sostanziale riproposizione generale delle proposte sindacali, con l’Aran che si era limitata registrare le diverse posizioni, nella riunione di ieri sono iniziati ad emergere con sufficiente nettezza quelli che per l’Aran sono gli ambiti – e diremo noi i limiti – entro i quali dovrebbe muoversi il negoziato per il rinnovo contrattuale.
In buona sostanza, su alcune materie per noi rilevanti e che necessitano di interventi di profonda riscrittura – come il sistema di partecipazione, le relazioni sindacali, il rafforzamento della contrattazione, sia nelle materie che nei diversi livelli di relazione e, in particolare, il superamento delle norme punitive sul diritto alla salute -, tutte materie contenute nella proposta di articolato provvisorio presentata dall’Aran e su cui ci siamo confrontati in riunione, la posizione dell’Aran è stata di sostanziale chiusura.
Sono stati di nuovo rievocati i vincoli normativi che impedirebbero il ripristino della contrattazione sull’articolazione dell’orario di lavoro, sulla definizione dei profili professionali, sui criteri per le procedure di mobilità volontaria, sull’individuazione e la graduazione delle posizioni organizzative.
Così come il maquillage proposto per gli Organismi Paritetici per l’Innovazione appare inadeguato a renderlo effettivamente esigibile nelle Amministrazioni riottose, prevedendo inoltre tra le materie di confronto alcune tipicamente negoziali come le misure per il benessere organizzativo, la formazione , o il lavoro agile.
Mentre noi riteniamo che possano avere un ruolo solo se deputati al confronto sulle materie rientranti direttamente nelle potestà datoriali come l’organizzazione delle Amministrazioni e degli Uffici, e non certo come surrogato e depotenziamento della contrattazione.
Riscontriamo ancora una posizione di netta chiusura sul superamento dell’istituto delle 18 ore di permesso annue per visite mediche specialistiche ed esami diagnostici, che invece per noi devono essere ricondotti al trattamento di malattia, perché riteniamo non praticabile la proposta di altre Organizzazioni sindacali di misurarsi unicamente sull’aumento di ore di permesso.
Tra l’altro l’Aran, considerando detto innalzamento un costo contrattuale, ne vincola la rideterminazione a scapito delle già esigue risorse economiche stanziate per il rinnovo contrattuale.
Abbiamo ribadito nel nostro intervento che su queste materie, anche a invarianza normativa, vi sono le condizioni per migliorare il contratto vigente. I vincoli normativi evocati erano in gran parte già esistenti al momento della stipula dei contratti precedenti a quello delle Funzioni centrali 2016-2018, e nonostante questo, molti istituti relativi alla contrattazione continuano oggi ad essere presenti nei CCNL di altri comparti del lavoro pubblico.
Sulla nostra richiesta di mantenere l’istituto della malattia in caso di visite specialistiche ed esami diagnostici, ricordiamo che la norma – nel rinviare alla contrattazione le modalità applicative – non esclude tale fattispecie, tanto che è stata confermata anche nei rinnovi contrattuali 2016/2018, ad esempio per il personale docente.
Sugli altri punti oggetto della proposta di “riscrittura” dell’Aran portati in discussione, quali la regolamentazione dei turni abbiamo segnalato la necessità di garantire il recupero della maggiore attività lavorativa svolta, ad esempio nel caso dei turni festivi infrasettimanali, e per quanto concerne le ferie, la necessità di rendere coerenti gli archi temporali di fruizione in caso di rinvio per motivi di servizio, o motivate esigenze del lavoratore e di prevederne la fruizione fino almeno ai nove mesi dell’anno successivo a quello di maturazione.
Pur non essendo entrati ancora nel merito degli altri istituti fondamentali (la riunione di ieri era limitata agli aspetti sopra evidenziati) che costituiscono il vero banco di prova per il rinnovo del contratto (parteeconomica, ordinamento professionale, lavoro agile), questa fase conferma tutte le nostre preoccupazioni che sin dalla prima riunione ci hanno portato a definire questa, una trattativa in salita.
Dopo dieci anni di blocco contrattuale e un rinnovo 2016-2018 assolutamente insufficiente dal punto di vista economico e peggiorativo su quello normativo, è necessaria una svolta che non può certamente limitarsi alla riproposizione di gran parte del contratto precedente.
Questo non solo per riconquistare spazi di agibilità, di partecipazione, di tutela e di valorizzazione per le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche per fare del CCNL un formidabile strumento che sia in grado di accompagnare gli ineludibili processi di rilancio delle nostre Pubbliche Amministrazioni alla luce delle sfide richieste dall’attuazione del PNRR .
Dobbiamo contrastare il rischio dicotomia con l’approvazione da parte del Governo e del Parlamento di una serie di norme tutte mirate (almeno nelle intenzioni e nei titoli) alla modernizzazione e all’efficientamento, e un CCNL che invece stancamente ripropone soluzioni datate e inadeguate.
Dobbiamo cioè evitare un “contratto fotocopia” rispetto a quello relativo al triennio 2016-2018, che era apparso già da subito in molte parti inadeguato e che poi tale è risultato nei fatti dopo 3 anni di applicazione, ma che oggi, a fronte del quadro di situazione prodotto dall’emergenza Covid, apparirebbe del tutto anacronistico e inadatto rispetto alle esigenze delle PP.AA. e più in generale del Paese.
Il rinnovo del contratto non è infatti un adempimento burocratico, basato sui “precedenti”, ma deve essere in grado di recepire e normare tutte le modifiche che si sono succedute e guardare al futuro, per regolare e governare il cambiamento in atto.
La prossima riunione è stata fissata per il 1 luglio e in quella sede verificheremo l’ulteriore andamento del confronto.
Nel frattempo confermiamo le nostre iniziative a livello politico e parlamentare per migliorare i contenuti del DL 80 in sede di conversione in legge, allo scopo di agevolare il raggiungimento degli obiettivi che ci prefiggiamo, e continueremo a confrontarci, come abbiamo fatto in questi mesi con le lavoratrici ed i lavoratori, nel corso delle Assemblee indette in tutte le Amministrazioni del comparto.
LA SEGRETERIA GENERALE
La prossima riunione, dunque, il 1° luglio. E’ tutto, vi terremo aggiornati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
NOTIZIARIO FLP DIFESA N. 43 DEL 17 GIUGNO 2021 –
Si riporta, di seguito, il testo del comunicato n. 30 di data odierna della Segreteria Generale della FLP che dà conto ai lavoratori dei contenuti e delle risultanze della quarta, e purtroppo ancora una volta inconcludente, riunione con l’Agenzia negoziale sul rinnovo del CCNL del comparto Funzioni Centrali
“Ci aspettavamo, dopo l’esito della riunione precedente, di iniziare a misurarci su uno dei macroargomenti che avevamo individuato congiuntamente (regolamentazione lavoro agile – ordinamento professionale – relazioni sindacali) per iniziare ad entrare nel merito della scrittura di parte dell’articolato contrattuale, invece l’odg fissato dall’Aran (verifica degli istituti contrattuali vigenti) e gli interventi di CGIL, CISL, UIL e UNSA che, come appreso in riunione, avevano inviato preventivamente dei documenti analitici di “manutenzione” su gran parte degli Istituti del CCNL vigente (tranne – ci pare di capire – sul nuovo ordinamento professionale e la regolamentazione del lavoro agile…) hanno portato la discussione su una elencazione e riproposizione di tutte le proposte inserite nelle diverse piattaforme sindacali, con l’Aran che, al termine della riunione, ha dichiarato di aver registrato le diverse posizioni espresse, senza entrare nel merito delle stesse.
A fronte della situazione prospettatasi, come FLP ovviamente abbiamo evidenziato nuovamente, e questa volta entrando maggiormente nel merito, tutte le criticità del CCNL vigente, che per noi non necessita di una mera manutenzione, bensì di una completa riscrittura su gran parte degli istituti.
Sulle relazioni sindacali e il sistema di partecipazioneper noivanno rafforzate le materie oggetto di contrattazione e confronto, sia di livello nazionale che decentrato, a partire dall’articolazione degli orari di lavoro, alla flessibilità, agli istituti di conciliazione vita-lavoro, all’organizzazione del lavoro, alle ricadute derivanti dai processi di riorganizzazione e riarticolazione delle amministrazioni, alla definizione dei profili professionali, ai criteri di conferimento e alla graduazione delle posizioni organizzative. Su quest’ultimo punto non è ipotizzabile che da un parte detti istituti siano (come lo sono attualmente) a carico dei Fondi del personale e dall’poi sia le modalità di conferimento che la graduazione e la remunerazione delle posizioni vengano di fatto decise unilateralmente dalle Amministrazioni. Se la controparte ritiene che questa debba essere una prerogativa datoriale, le posizioni organizzative devono essere finanziate esclusivamente con fondi a carico delle Amministrazioni.
Gli Organismi Paritetici per l’Innovazione, che in questi anni hanno funzionato poco e male, e sono caratterizzati da un ruolo meramente consultivo, non possono essere di certo la risposta al cambio di svolta necessario per ridare voce ai bisogni e alle proposte delle lavoratrici e dei lavoratori su aspetti tanto rilevanti nel dispiegarsi della propria attività lavorativa.
Così come vanno e riscritti gli istituti dei permessi, delle modalità di fruizione delle ferie, dei turni e ripristinato l’istituto della malattia per le visite mediche specialiste e gli accertamenti diagnostici che non possono essere contingentati con limitati permessi orari, come se il diritto alle cure e alla prevenzione potesse essere predeterminato, previsto o differito.
In tale ambito va cancellata la doppia penalizzazione, sia sul salario aziendale che sull’indennità di amministrazione della tassa sulla malattia.
Per quanto concerne la costituzione dei Fondi Risorse Decentrate abbiamo richiesto di dare applicazione a quanto previsto dall’art. 3 del Decreto legge 80 in merito al superamento dei tetti, prevedendo nell’articolato contrattuale le modalità e le singole voci con le quali detti Fondi possono essere implementati, così come intendiamo modificare anche le modalità attualmente vigenti di utilizzo dei Fondi. Questo vale in particolare per la parte destinata alla produttività individuale e alla cosiddetta maggiorazione del premio.
Abbiamo denunciato la discrasia del sistema vigente che prevede di fatto l’adozione unilaterale di sistemi di valutazione del personale, spesso improvvisati, farraginosi, permeati da una logica punitiva invece che partecipativa e collaborativa, fonte in questi anni di divisioni e di peggioramento del clima all’interno delle singole Amministrazioni, e d’altra parte l’obbligo negoziale in sede di contrattazione decentrata di applicare ai fini dell’erogazione di quota parte del salario aziendale detti sistemi unilaterali. Se vogliamo destinare una parte del salario di produttività alle performance individuali tutto il sistema va ricondotto alla negoziazione, e non solo, come è oggi, l’individuazione a valle del numero dei destinatari.
Anche se l’argomento non è stato trattato negli altri interventi sindacali, abbiamo ribadito che per noi la definizione del nuovo ordinamento professionaleè condizione imprescindibile del rinnovo contrattuale (anche questa è verifica degli istituti contrattuali vigenti…) in quanto sarebbe inaccettabile un nuovo rinvio, o un mero aggiustamento delle posizioni all’interno delle Aree.
Il Decreto legge 80 apporta, come abbiamo evidenziato nel nostro Notiziario n. 31 dei giorni scorsi, alcune modifiche normative necessarie all’istituzione dell’area delle elevate professionalità, la previsione a regime dei passaggi tra le aree, e la possibilità dell’accesso alla dirigenza dall’interno come sviluppo professionale e di carriera.
Siamo consapevoli delle criticità di molti punti del DL in questione, e come abbiamo detto, siamo impegnati come FLP a chiedere in sede di conversione in legge le opportune modifiche e i necessari miglioramenti che possano permettere in sede contrattuale di definire un nuovo Ordinamento professionale al passo con i tempi e che sia in grado di dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del comparto che da anni attendono i riconoscimento della loro professionalità. Nei giorni scorsi già abbiamo chiesto un’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato nella quale è stato incardinato in sede referente il provvedimento in questione.
Ma le criticità evidenziate non possono essere l’alibi per non fare nulla, o girarsi dall’altra parte.
Pur non essendo appassionati a una trattativa epistolare, ci siamo impegnati comunque a far pervenire nel dettaglio le nostre proposte, anche se auspichiamo già a partire dalla prossima riunione che, lavorando in modo analitico sui singoli argomenti con il necessario contraddittorio, si possa iniziare a trarre le prime risultanze sull’esito del confronto, con l’evidenziazione dei punti di convergenza o di contrasto, al fine di offrire al personale un quadro compiuto dello stato della trattativa.
La prossima riunione è prevista per il 23 giugno alle 11,30.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Dunque, ancora una volta nessun punto di approdo significativo della trattativa in corso con l’Agenzia sul rinnovo contrattuale del CCNL del comparto Funzioni Centrali. La riunione ha visto solo la riproposizione delle posizioni delle parti sindacali già contenute nelle proprie piattaforme, dunque nessun fatto nuovo. Eppure, secondo gli impegni assunti a conclusione della precedente riunione, si sarebbe dovuto parlare di ordinamento professionale o di regolamentazione del lavoro agile. Perché questo cambio di programma?
Sono già passati oltre due mesi dall’avvio della trattativa e, di fatto, si è ancora ai nastri di partenza: a quanto l’avvio de un confronto vero tra le Parti?
Speriamo di avere qualche risposta in più sin a partire dalla prossima settimana.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 41 del 09.06.2021 –
Il ministro della P.A. Renato Brunetta
E’ stato pubblicato oggi 9 giugno 2021 in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 80 , denominato “Decreto Reclutamento”, che detta “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle P.A. funzionale all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e per l’efficienza della Giustizia”, che pubblichiamo anche sul nostro sito.
Riportiamo di seguito le considerazioni e le valutazioni di FLP sul documento, in quel momento in imminente uscita, riportate nel notiziario che la nostra Federazione aveva formulato solo ieri, 8 giugno:
E’ stato approvato nel Consiglio dei Ministri del 4 giugno u.s. il testo del cosiddetto DL “reclutamento” in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da una prima lettura del testo provvisorio, diffuso in queste ore, emergono alcune importanti novità che riguardano il lavoro pubblico.
In buona sostanza il Decreto non si limita a definire le modalità di assunzione per le nuove professionalità necessarie a garantire la piena attuazione dei Piani previsti nel PNRR, ma riscrive in buona parte alcune norme del D.Lgs. 150 in materia di rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici. E dobbiamo dire che, nelle linee generali, dette modifiche vanno nella direzione auspicata dalla FLP in questi mesi che, come è noto, ha chiesto con forza ai Governi che si sono succeduti, modifiche normative necessarie a rimuovere i vincoli oggi frapposti al pieno dispiegarsi della contrattazione collettiva, per poter da un lato rinnovare in modo soddisfacente i contratti scaduti ormai da quasi tre anni e allo stesso tempo riscrivere gli ordinamenti professionali e ripristinare il diritto alla carriera bloccato ormai da decenni.
Valutiamo positivamente la norma che supera il tetto predeterminato ai Fondi risorse Decentrati delle Amministrazioni che permetterà finalmente il recupero di molte di quelle risorse che seppure già stanziate e nella disponibilità delle amministrazioni, venivano poi tagliate per rispettare i limiti di consistenza complessiva degli anni precedenti.
Così come accoglie le nostre richieste il ripristino a regime delle procedure dei passaggi tra le Aree per il personale interno, non più limitato ad una vigenza temporanea e sperimentale e con percentuali di copertura fino al 50%. In questo caso restano però le criticità per la formulazione della norma che interviene sui criteri prevedendo una procedura comparativa mediante attribuzione di fasce di merito, basata sulla comparazione dei titoli e soprattutto non supera il vincolo del possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, vanificando l’esperienza professionale e le competenze acquisite nel corso del rapporto di lavoro.
Viene inoltre prevista in sede di contrattazione collettiva nazionale l’istituzione di un’ulteriore Area per le posizioni di elevata specializzazione. Si tratta di una norma che per noi va riempita di contenuti in sede di rinnovo dei Contratti, evitando che possa configurarsi come un contenitore di nicchia, molto limitato nei numeri, e destinato ad inquadrare solo alcune professionalità o titolari di posizioni organizzative. E’ evidente che questa impostazione verrà da noi fortemente contrastata in quanto riteniamo invece che gran parte delle professionalità ora inquadrate nella terza area sono da inquadrare in detta Area.
Importante inoltre quanto previsto in materia di accesso alla dirigenzanella parte nella quale viene riservata una percentuale fino al 30 per cento dei posti disponibili al personale interno inquadrato nell’area apicale delle qualifiche funzionali da almeno 5 anni. In questo modo viene recepita una nostra rivendicazione, che è parte integrante della nostra proposta di nuovo Ordinamento professionale, che vede nella riscrittura delle Aree, nelle norme di primo inquadramento per il personale già in servizio, nello sblocco dei passaggi tra le aree che deve arrivare fino all’ accesso alla dirigenza, il reale riconoscimento del diritto alla carriera e la valorizzazione delle competenze possedute e acquisite nel corso dell’attività lavorativa.
Molte ombre invece sulla parte relativa alle assunzioni temporanee dall’esterno di funzionari e alte professionalità. Per la natura precaria di detto rapporto di lavoro (3+2 anni), che sicuramente porrà poi il problema delle stabilizzazioni, per i titoli richiesti (iscrizione agli albi per i funzionari, dottorato di ricerca o esperienza triennale esterna in organismi della UE per le alte professionalità) che potrebbero predeterminare poi i requisiti di accesso alla nuova area contrattuale da definire nell’ambito del rinnovo del CCNL. Così come appare un’incursione legislativa non accettabile l’individuazione dei nuovi profili professionali in cui inquadrare i neoassunti che lede l’autonomia negoziale e il delicato lavoro di riscrittura dell’ordinamento professionale.
Il rilancio delle Pubbliche amministrazioni necessita di un’operazione di largo respiro, che non si limiti a presumibili (ma non certi, visti i livelli economici previsti) ingressi temporanei solo nelle unità organizzative deputate all’attuazione del PNRR, o alla Giustizia, dove il modello di reclutamento è sempre precario e a termine, ma che rafforzi gli organici di tutte le Amministrazioni, ormai al collasso, per garantire i livelli di efficacia e di qualità che servono al Paese.
Da segnalare infine la norma che elimina il rilascio del nullaosta in caso di mobilità volontaria tra Amministrazioni limitandolo ai casi di carenza di organico superiore al 20 per cento nella posizione, a profili motivatamente infungibili, o a personale assunto da meno di tre anni. Anche in questo caso vi è il rischio che la norma alla fine poi produca effetti del tutto residuali dal momento che le casistiche di esclusione sono variegate e molteplici gli appigli a cui possono aggrapparsi le Amministrazioni cedenti.
Questi brevemente elencati sono i punti salienti del Decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri che hanno diretto riflesso sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.
Infine, il DL non reca purtroppo alcuna norma tesa a favorire il pensionamento anticipato dei lavoratori che, dal 1 gennaio p.v., con la cancellazione di quota 100 e il recupero delle norme Fornero, si troveranno a subire gli effetti nefasti dello “scalone”, che per qualcuno vorrà dire cinque anni di servizio in più. In queste settimane, era stato ipotizzato uno “scivolo”, anche per favorire il ricambio generazionale e consentire accessi di professionalità più in linea con le necessità attuali della P.A., ed era stato lo stesso Ministro con alcune dichiarazioni ad alimentare questa speranza, ma nel DL non c’è nulla al riguardo.
Si fa riserva di intervenire, nel corso dell’iter parlamentare di conversione del Decreto in Legge, per apportare tutte quelle modifiche necessarie a migliorare le parti che non ci convincono, e che possono essere di ostacolo al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissi e che intendiamo poi cristallizzare all’interno dei nuovi CCNL del lavoro pubblico. A partire da quello delle Funzioni Centrali, il cui negoziato è ormai aperto e sul quale possono e debbono incidere, le modifiche normative sopravvenute.
LA SEGRETERIA GENERALE
Un documento che avvia il processo di revisione della normativa sul lavoro pubblico, alla luce dei recenti interventi normativi finalizzati alla ripresa economica del paese. Vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 40 del 08 giugno 2021 –
Il Ministro Guerini in audizione
In data 28 maggio u.s., è stato pubblicato sul sito di PERSOCIV il “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale (PTFP) 2021-2023”, adottato con D.M. del 25.05.2021, in all. 1), redatto dalla D.G. sulla base delle indicazioni contenute nelle “linee guida” di cui al decreto della FP del 18.05.2018.
Il PTFP 2021-2023, delineata la situazione del personale civile al 1.1.2021 (presenze e carenze), al netto dei transiti nei ruoli civili degli ex militari ex DI 18.04.2002, alla luce delle cessazioni per limiti di età nel triennio 2021-2023, dei vincoli fissati dalle norme vigenti e del quadro di situazione attuale, ha previstoper il triennio 2021-2023 un fabbisogno complessivo di personale civile pari a n.3.481 unità, così ripartito: n.36 unità nei ruoli Dirigenti, con riserva del 50% dei posti per il personale di ruolo della terza area funzionale; n.11 unità nei ruoli professori e ricercatori; n. 3140 unità nei ruoli delle aree funzionali (al netto delle 294 unità tecniche da destinare a Arsenali e Stabilimenti militari, già autorizzate e finanziate con la legge 145/2018 (art.1, c.305) e per le quali ancora si attende il Decreto della F.P. di concerto con il MEF), a cui si farà fronte con le procedure concorsuali già autorizzate con il DPCM 20.06.2019, e con apposite disposizioni di legge e nuove procedure concorsuali, che dovrebbero essere autorizzate (stante i precedenti, il condizionale è d’obbligo) con il prossimo DPCM.
Fra questi ultimi concorsi rientrano anche le assunzioni per le 315 unità di 2^ area (assistenti tecnici destinati all’Arsenale MM di Taranto di cui all’art. 11 L. 104/2020), e le 431 unità di 2^ e 3^ area (57 funzionari tecnici e 374 assistenti tecnici di cui all’art. 1, c.917 L.178/2020) destinate alle esigenze di arsenali e stabilimenti militari.
Infine, rientrano fra le progressioni verticali tra le aree da autorizzare con il prossimo DPCM anche le progressioni per 50 unità dalla 1^ alla 2^ area e per 50 unità dalla 2^ alla 3^ Area già autorizzate dal DPCM 20.6.2019 e non ancora effettuate, con previsione di attuazione nel 2022.
Il PTFP 2021-2023 realizza l’obbiettivo alla data del 01.01.2025 di una Dotazione Organica (comprensiva di dirigenti, professori/ricercatori e personale delle aree funzionali) di 20.000 unità del personale civile del Ministero della difesa, con la previsione orientativa delle presenze e delle carenze di personale civile alla data del 1° gennaio 2025 e delle ulteriori cessazioni dal servizio per limiti di età che avverranno nell’anno 2024.
Il PTFP individua i contingenti numerici e le specifiche professionalità da reclutare, preventivamente condivisi dalla D.G. con gli Organi Programmatori (SMD, SS.MM. di F.A. e SGD), che li hanno determinati sulla base delle effettive esigenze annualmente programmate per assolvere la mission dell’Amministrazione, nell’ottica di contemperare il rispetto del principio di ottimizzazione delle risorse finanziarie con le esigenze del futuro assetto organizzativo conseguente al ridimensionamento degli organici previsto dalla legge n.244/2012.
Per la FLP DIFESA, il PTFP in argomento, pur contenendo notizie positive, sul versante del personale non dirigente appare:
del tutto insufficiente e inadeguato rispetto alle attuali e future esigenze dei Comandi/Enti della Difesa (continuiamo a ritenere che serva un piano straordinario di assunzioni, destinato in primis all’area industriale), e in particolare a quelle dell’area tecnico-industriale del Comando Logistico MM. Un fabbisogno di personale civile già riportato nel Piano Industriale Integrato 2020-2025 presentato dalla Marina Militare per gli Arsenali ed a quello per i Centri tecnici che dovrebbe essere presentato nel 2021, che prevedeva a partire dal 2020, l’avvio del processo di “ri-alimentazione” degli organici di personale civile presso i citati Enti al fine sia di dare continuità alle funzioni in essere sia a quello di recuperare le professionalità pregiate, quali atti propedeutici alla re-internalizzazione di funzioni manutentive/tecniche ritenute “strategiche” per la F.A.. (In all.2, le Direttive di MARICOMLOG NA del 25.01.2021 per la gestione 2021-2022). Ancora una volta la tempistica prevista (in tre anni) tra l’avvio delle procedure concorsuali e la concretizzazione effettiva delle assunzioni, a ns. avviso, non potrà dare risposta efficace e tempestiva alle forti, crescenti e progressive criticità nei Comandi/Enti derivanti dalle attuali e future carenze di personale civile, mettendo a rischio la mission assegnata a ciascuna articolazione del Ministero della Difesa;
del tutto inaccettabile nella parte relativa alle progressioni verticali da effettuare nell’anno 2022, risultando risicate quelle previste dalla 2^ alla 3^ area (solo 100 e comprensive delle 50 autorizzate dal DPCM 20.6.2019, che si sarebbero dovute già fare nel 2019) e ancor più risicate quelle previste dalla 1^ alla 2^ area, (solo 200 e comprensive delle 50 autorizzate dal DPCM 20.6.2019, che si sarebbero dovute già concretizzare nel 2019), dato quest’ultimo che proroga all’infinito le problematiche della 1^ Area, mettendo una pietra tombale sulle possibilità per questi colleghi di ottenere un adeguato riconoscimento professionale/economico, anche in considerazione del loro progressivo massivo esodo;
non incisivo rispetto alle seguenti questioni: a) i ritardi verificatisi nel corso degli anni per l’avvio delle procedure e il completamento delle assunzioni ordinarie e straordinarie residue del PTFP 2018-2020; b) le ricadute negative sul personale civile e sugli Enti derivanti dai tagli lineari di cui alla Legge 244/2012 (contestata dalla FLP DIFESA sin dalla sua emanazione); c) i continui rallentamenti determinati dalla F.P. e MEF, sulle procedure di assunzione nel Ministero della Difesa, quale ad esempio la mancata emanazione del DM che avrebbe almeno consentito la pubblicazione dei bandi di concorso e le assunzioni straordinarie delle 294 unità di personale civile da destinare agli Arsenali e Stabilimenti militari, dopo due anni e mezzo dalle autorizzazioni previste dalla legge 145/2018 , che pure finanziava tali assunzioni con risorse certe ed esigibili; d) i massivi pensionamenti per limiti di età che avverranno nel solo anno 2024 (n.2099) saranno ben superiori a quelli stimati (763) nel triennio 2021-2023;
Non completamente esaustivo sui dati relativi alla previsione delle effettive carenze di personale nei prossimi tre anni, perché le proiezioni tengono conto solo dei pensionamenti per limite di età, e non anche dei pensionamenti anticipati consentiti dalla normativa vigente , ivi compresa la più recente disciplina della “quota 100”, che certamente ha incentivato l’esodo degli aventi titolo, andando ad incrementare progressivamente le criticità organizzative degli Enti;
Incompleto nelle informazioni perché non sono stati indicati i profili professionali a concorso e le sedi di destinazione del personale che verrà assunto, limitando la trasparenza delle scelte operate dagli OO.PP., e lasciando aperte le problematiche denunciate dalle tante grida d’allarme provenienti dai territori, a partire dagli Enti dell’Area Industriale della Difesa.
Nel frattempo, mentre dunque si prospetta la possibilità di effettuare procedure concorsuali e assunzioni di personale civile nel triennio 2021-2023, è scaduta a dicembre 2020 la validità della norma (comma 1-bis, art. 2259-bis del DLvo 66/2010) che riservava il 60% delle assunzioni ordinarie all’area industriale della Difesa (Arsenali e Stabilimenti di lavoro). E meno male che a tutti i livelli ministeriali e politici c’era l’attenzione per questi Enti!
A riguardo, segnaliamo due iniziative territoriali assunte dalla FLP DIFESA:
A seguito di una recente visita all’Arsenale di Taranto della SSS PUCCIARELLI, delegata dal Ministro per le questioni afferenti alla Marina, FLP DIFESA le ha rappresentato verbalmente, e poi con la nota che pubblichiamo in 3) sul nostro sito, la necessità di un intervento urgente del Ministro della Difesa, affinché sia inserita nel primo provvedimento utile all’esame del Parlamento una ulteriore proroga dei termini di scadenza sopra indicati, al fine di continuare ad assicurare la riserva del 60% delle assunzioni ordinarie all’area industriale della Difesa;
Come già riportato nel ns. notiziario (Notdif 11 del 05.02.2021) anche in AID sono emerse analoghe problematiche locali in merito alla anemizzazione del personale civile da esodo pensionistico, non compensato da assunzioni, nonostante sia possibile assumere per scorrimento delle graduatorie, come si evince dalla nota in allegato 4, con la quale FLP DIFESA ha rappresentato all’AID in data 31.05.2021 le esigenze e le criticità di organico presenti nell’Arsenale Militare di Messina.
In merito alle problematiche determinate dai tagli massivi imposti dalla riforma Dipaola, segnaliamo che sono all’esame della IV Commissione Permanente Difesa, tre disegni di legge che recano “Modifiche al codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e all’articolo 5 della legge 31 dicembre 2012, n. 244, relativo al differimento della riduzione delle dotazioni organiche del personale militare delle Forze armate e del personale civile del Ministero della difesa.” C. 1934 Deidda, C. 2802 Del Monaco e C. 2993 Ferrari, che prevedono, da un lato, la proroga all’anno 2034 dei termini temporali di riduzione della dotazione organica civile, e, dall’altro, una delega al Governo per un nuovo riassetto ordinamentale (sul ns. sito i tre testi).
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 30 del 04 giugno 2021 della Segreteria Generale della FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali:
Si è tenuta ieri la terza riunione in Aran per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali.
Nei giorni immediatamente precedenti la riunione, l’Aran ha inviato una bozza di primo documento relativo a quattro macro aree (relazioni sindacali, normativa, ordinamento professionale e lavoro agile), che costituisce solo una bozza semplificata di proposta, molto limitata, e che non tiene conto delle diverse osservazioni formulate nelle prime due riunioni dalle OO.SS.
Gran parte delle OO.SS. nei loro interventi si sono soffermate essenzialmente su una questione di metodo chiedendo di definire un calendario che permetta di affrontare volta per volta i macro argomenti al centro del rinnovo contrattuale, e che di fatto sono quelli indicati nel documento Aran con l’aggiunta, certamente non secondaria per noi, della parte relativa ai benefici economici e al loro utilizzo.
Come FLP, pur considerando importante definire un metodo di lavoro che permetta di affrontare compiutamente le singole materie, abbiamo posto comunque da subito le questioni per noi dirimenti e che non trovano al momento alcun accoglimento nelle bozze di lavoro Aran, predisposte sulla base dell’atto di indirizzo del Governo. A nostro parere, lo ribadiamo ancora una volta, non basta una mera manutenzione degli istituti normativi del CCNL 2016/2018, ma è necessaria una loro completa riscrittura, così come è necessario ripensare in modo radicale l’Ordinamento professionale e la rivisitazione del sistema di relazioni sindacali, materie fondamentali sulle quali non ci si può limitare a piccoli aggiustamenti, assolutamente inefficaci a cambiare volto all’attuale quadro contrattuale frutto di un decennio di blocco e di un contratto al ribasso come quello precedente. E la regolamentazione pattizia del lavoro agile deve recuperare tutte le criticità manifestatesi nel periodo emergenziale in materia di buoni pasto, di ristori economici, di dotazioni informatiche e dare piena dignità professionale a questa importante modalità di svolgimento della prestazione lavorativa.
Insomma, darsi un metodo e un calendario di lavoro aiuta a ordinare i percorsi, a sviscerare le questioni e a dare sistematicità agli argomenti, ma ovviamente non basta a rimuovere gli ostacoli che si frappongono e che permangono, che necessitano di una forte iniziativa politica nei confronti del Governo per rimuovere i vincoli normativi e modificare l’Atto di indirizzo.
La riunione è stata quindi aggiornata ad una prossima convocazione che si dovrebbe tenere entro una quindicina di giorni e avere all’o.d.g. il lavoro agile e/o il nuovo ordinamento professionale.
La Segreteria Generale FLP
Condividiamo appieno la linea sostenuta da FLP, e la necessità che il rinnovo contrattuale non sia una mera veloce operazione elettorale, come accaduto con il precedente contratto, ma l’occasione per sanare le lacerazioni che il precedente CCNL ha introdotto, per adeguare l’ordinamento professionale, per dare definitiva disciplina al Lavoro Agile non più emergenziale, e, non ultimo, per dare corso senza indugi al rinnovo della parte economica.
Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 38 del 26 maggio 2021 –
Nel rispetto delle vigenti disposizioni governative (DPCM) e delle circolari della Funzione Pubblica e del Ministero della Difesa, volte a contenere il rischio di contagio epidemiologico, si è svolta in data odierna, in modalità videoconferenza gestita dal Segretario Federale FLP Roberto Sperandini, l’assemblea nazionale della FLP del Ministero della Difesa, nella quale sono stati trattati due tipologie di argomenti, quelli afferenti il CCNL del Comparto Funzioni Centrali e quelli specifici del settore Difesa.
Nella prima parte sono stati illustrati alle numerose lavoratrici e lavoratori intervenuti i seguenti argomenti: la Piattaforma contrattuale FLP per il rinnovo 2019-2021 con la nostra proposta sull’ordinamento professionale, gli sviluppi legislativi sul lavoro pubblico, e il punto di situazione delle prime riunioni in sede Aran per il rinnovo del CCNL, avviate dopo l’emanazione delle relative linee di indirizzo del Ministro della pubblica amministrazione.
Nella seconda parte, la relazione sullo stato attuale delle materie di più specifico interesse della Difesa: – lo stato di avanzamento della trattativa sul Fondo Risorse Decentrate 2021 (alla quale sono annessi i due temi particolarmente sensibili: la possibile definizione entro tempi brevi delle tanto attese progressioni economiche all’interno delle aree, e la soluzione finalmente proposta dall’A.D. di incentivare economicamente il personale civile della 1^ area, soluzione che dovrà superare il vaglio degli organi certificatori); – il punto di situazione delle assunzioni in ambito Difesa; – le criticità derivanti dai tagli lineari agli organici della Difesa derivanti dalla applicazione incondizionata della riforma di Paola, e le proposte di modifica a questa norma attualmente giacenti alle camere.
La partecipazione all’assemblea è stata resa possibile a tutte le lavoratrici e lavoratori interessati, sia coloro che prestavano servizio in presenza che coloro che prestavano servizio in modalità agile, attraverso il collegamento alla piattaforma Zoom – utilizzando le credenziali e le istruzioni preventivamente comunicate anche a tutti gli Uffici Centrali Periferici del Ministero della Difesa – e l’accesso alla nostra pagina FACEBOOK.
Un ringraziamento va a colleghe e colleghi che hanno partecipato in gran numero a questo evento caratterizzato da una modalità di comunicazione assolutamente innovativa e sperimentale, e che hanno contribuito al dibattito con le mole domande formulate in chat in corso d’opera, recepite in diretta, e riscontrate nella parte finale dell’assemblea, che per questo è andata ben oltre le previsioni della durata temporale all’inizio indicata. Un ringraziamento particolare va a tutti i Comandi/Enti che si sono fatti parte attiva mettendo a disposizione, ove è stato possibile, una sala riunioni o un locale sufficientemente grande, servito da connessione internet, e dotato di schermo per il collegamento, all’interno della propria struttura, consentendo al personale interessato o sprovvisto di una postazione informatica nel proprio ufficio, di partecipare all’assemblea in videoconferenza.
Una esperienza importante, a seguito della quale intendiamo avviare , nei prossimi giorni/mesi, un nuovo ciclo di assemblee più circoscritte, in videoconferenza, ove non sia possibile, come ci auspichiamo, in presenza, al fine di riprendere una attività che negli anni ci ha positivamente caratterizzato, e di portare ai colleghi gli aggiornamenti di interesse sulle materie trattate a livello di Comparto, dal quale si attendono gli sviluppi del rinnovo contrattuale, che a più specifico livello di Ministero della Difesa, mantenendo costante il dialogo e il confronto con tutte le lavoratrici e lavoratori.
Vi terremo, ovviamente, aggiornati. Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE – Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 48 del 04 luglio 2021 – È pervenuta da Persociv in data 2 luglio u.s., a soli pochi giorni dalla ns. sottoscrizione dell’Ipotesi di accordo per l’Indennità di Amministrazione, e dall’invio della ns. formale richiesta di pervenire a definizione, (Notdif n.46 del 30.06.2021), la ipotesi di CCNI (in All.1) per il […]
Notiziario FLP Difesa n. 47 del 03 luglio 2020 – Nella giornata di ieri abbiamo comunicato alla Direzione Generale di Agenzie Industrie Difesa la nostra scelta di sottoscrivere l’accordo definitivo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrato (FRD) relativo all’anno 2020, il cui testo è qui allegato, la cui “ipotesi” era stata da noi sottoscritta […]
Notiziario FLP Difesa n. 46 del 30 giugno 2021 – È pervenuta alle OO.SS. nazionali lunedì 28 u.s. la ipotesi di accordo definitiva di Persociv, in all. 1 al presente notiziario, per l’incremento della Indennità di Amministrazione del personale civile di A.D. e A.I.D., con decorrenza 1° gennaio 2021, finanziato dalla legge di bilancio 2021 […]
Notiziario FLP Difesa n. 45 del 26 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario del Dipartimento Studio e Legislazione FLP n. 34 del 24 giugno 2021, che riferisce delle novità in materia di assegni per il nucleo familiare: La FLP informa che l’INPS, con messaggio n. 2331 del 17 giugno 2021, ha comunicato la […]
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno: Si […]
NOTIZIARIO FLP DIFESA N. 43 DEL 17 GIUGNO 2021 – Si riporta, di seguito, il testo del comunicato n. 30 di data odierna della Segreteria Generale della FLP che dà conto ai lavoratori dei contenuti e delle risultanze della quarta, e purtroppo ancora una volta inconcludente, riunione con l’Agenzia negoziale sul rinnovo del CCNL del […]
Notiziario FLP Difesa n. 41 del 09.06.2021 – E’ stato pubblicato oggi 9 giugno 2021 in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 80 , denominato “Decreto Reclutamento”, che detta “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle P.A. funzionale all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e per l’efficienza della Giustizia”, che pubblichiamo […]
Notiziario FLP Difesa n. 40 del 08 giugno 2021 – In data 28 maggio u.s., è stato pubblicato sul sito di PERSOCIV il “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale (PTFP) 2021-2023”, adottato con D.M. del 25.05.2021, in all. 1), redatto dalla D.G. sulla base delle indicazioni contenute nelle “linee guida” di cui al decreto della […]
Notiziario FLP Difesa n. 39 del 07.06.2021 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 30 del 04 giugno 2021 della Segreteria Generale della FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali: Si è tenuta ieri la terza riunione in Aran per il rinnovo del CCNL […]
Notiziario FLP Difesa n. 38 del 26 maggio 2021 – Nel rispetto delle vigenti disposizioni governative (DPCM) e delle circolari della Funzione Pubblica e del Ministero della Difesa, volte a contenere il rischio di contagio epidemiologico, si è svolta in data odierna, in modalità videoconferenza gestita dal Segretario Federale FLP Roberto Sperandini, l’assemblea nazionale della […]