Il senatore Nicola Latorre è il nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID), in sostituzione dell’ing. Gian Carlo Anselmino che occupava quel posto dal lontano luglio 2014, dopo l’ing. Airaghi. Lo ha nominato il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre u.s., su proposta del Ministro Difesa Guerini.
Il nuovo D.G. AID è nato a Fasano il 14 settembre 1955, comune nel quale ha ricoperto la carica di assessore e poi di sindaco. Laureato in Legge e sposato con due figli, ha disimpegnato vari incarichi politici all’interno di PDS, DS e PD, entrando per la prima volta in Parlamento nel 2005 nelle elezioni suppletive per il Senato. Rieletto senatore nelle elezioni politiche del 2006 al Senato, ne diventa il Vice Presidente. Viene successivamente rieletto nello stesso ramo del Parlamento sia nel 2008 che nel 2013, e il 17 maggio dello stesso anno assume l’incarico di Presidente della Commissione Difesa. Nel corso della sua lunga attività parlamentare, è stato negli anni membro delle Commissioni Finanze, Affari costituzionali, Industria, e della Commissione per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Assente dall’ultima competizione elettorale del febbraio 2018, ha fatto recentemente il giornalista in qualità di editorialista de Il Messaggero.
Questo un breve “curriculum” del sen. Latorre, dal quale si evince un profilo decisamente politico, tutto interno al maggior partito della sinistra italiana. Sotto questo aspetto, la sua nomina è apparsa alquanto sorprendente, in quanto sinora i Direttori Generali AID, sin dal momento della sua istituzione, sono stati sempre dei tecnici, come per esempio l’ultimo, l’ing. Anselmino. E anche quando provenivano dalla politica, risultavano professionalmente dei tecnici, come ad esempio il penultimo DG, l’ing. Airaghi. A differenza dei precedenti, dunque, il nuovo D.G. è un politico con prevalenti competenze giuridiche e non tecnico-industriali.
Peraltro, come hanno ricordato alcuni media in questi giorni, la nomina politica del sen. Latorre fa il paio con quella già operante al vertice di Difesa Servizi SpA, società in house del M.D. con la funzione di reperire fondi per il finanziamento delle attività del dicastero per sgravare il più possibile il suo bilancio, dove oggi siede in qualità di amministratore delegato il dr. Fausto Recchia, già parlamentare non rieletto del PD. Infine, per completare il quadro, va anche ricordato come da luglio scorso l’ex Ministra Pinotti sia la nuova Presidente della Commissione Difesa del Senato. Il tutto, ovviamente, non poteva passare inosservato.
Il sen. La Torre raccoglie certamente una pesante eredità, quella dell’ing. Anselmino, che dal 2014 ad oggi ha operato con evidenti buoni risultati. Come riferito nel nostro Notiziario n. 70 del 28 luglio u.s. in occasione del saluto dell’ing. Anselmino alle OO.SS., come FLP DIFESA abbiamo riconosciuto al D.G. di essersi molto e positivamente impegnato nei suoi sei anni di direzione (la nomina da parte del CdM è del 31.07.2014). Sono stati sicuramente sei anni importanti e decisivi per l’Agenzia, che certamente ha raggiunto nel complesso buoni risultati, avendo conseguito una maggiore stabilità e assicurato buone prospettive agli Stabilimenti. Si deve infatti ricordare che agenzia Industrie Difesa AID ha vissuto sino ad un certo punto della sua storia una condizione di permanente precarietà (proroghe continue biennali per la questione “economica gestione”; orizzonti potenzialmente negativi per molti degli Enti, al netto del Farmaceutico e di qualche altro; etc.). Oggi la situazione appare oggettivamente meno complicata, lo dimostrano i dati relativi al raggiungimento dello stato di economica gestione, e il merito va a chi ha prodotto questo risultato. Solo su un punto FLP DIFESA è stata invece molto critica con l’ing. Anselmino: le relazioni sindacali non molto ottimali, a livello nazionale ma anche locale che non hanno consentito il dispiegarsi di fruttuosi ed efficaci confronti durante i cinque anni.
Al neo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa abbiamo inviato un telegramma di felicitazioni e di auguri di buon lavoro anche in un rapporto più fecondo con le Rappresentanze sindacali, e l’auspicio di poterlo incontrare presto per un primo scambio di opinioni e anche per conoscere le sue linee programmatiche. Il primo banco di prova sarà il piano industriale 2021-23 che ci era stato preannunciato dall’ing. Anselmino nella riunione di luglio, allora non ancora definito e che vorremmo conoscere nel dettaglio.
LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 7 ottobre 2020 –
Si è svolta oggi a Persociv la riunione per l’aggiornamento del Protocollo sulle misure di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile. Il Protocollo infatti portava la data dello scorso 22 giugno, e ovviamente aveva perso la sua incisività dopo la emanazione della l. 77/2020, e della Direttiva n. 3 della Funzione Pubblica, e la autonoma emanazione da parte degli Organi di Vertice di atti e circolari interne senza interfacie con le OOSS., giustificandosi così al livello locale la gestione unilaterale della fase del rientro. Tuttavia la recrudescenza dell’epidemia, che si è manifestata anche all’interno della Difesa con diversi focolai, insieme all’aumento dei rischi determinato oggi dalla riapertura delle scuole, fanno si che non possiamo assolutamente dirci fuori dall’emergenza, e che le misure per la sua gestione debbano continuare ad essere monitorate ed adeguate all’interno dei nostri luoghi di lavoro.
Il testo proposto dall’AD è stato adeguato agli aggiornamenti normativi intervenuti da giugno in poi, e contiene due modifiche sostanziali: è stata eliminata la previsione dell’impegno dell’A.D. ad acquisire accessi da remoto a tutto il personale in lavoro agile, ed è stata “alleggerita” la parte relativa alla sanificazione degli ambienti; in merito FLP Difesa ha chiesto: 1) che venga riaffermato l’impegno di AD a proseguire nell’attività di implementazione degli accessi da remoto, nell’ottica di uno smart working sia emergenziale che ordinario e di un processo di digitalizzazione irreversibile; 2) che il punto relativo alla sanificazione venga riformulato in modo più preciso sancendo l’impegno alla periodicità almeno quindicinale della sanificazione volumetrica e della igienizzazione degli ambienti di lavoro e degli impianti di aerazione e condizionamento/climatizzazione, tramite aziende specializzate e con l’utilizzo dei prodotti aventi le caratteristiche previste dall’Autorità sanitaria.
Ma più in generale le proposte di FLP Difesa sono state mirate alla compiuta applicazione dell’art. 263 del d.l. 34/2020, modificato in l. 77/2020 e delle sue finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 da adottare sino al 31.12.2020, (termine aggiornato al 31 gennaio 2021 con DPCM pubblicato proprio oggi in G.U): il ricorso al lavoro agile in modalità semplificata e la rimodulazione dell’organizzazione del lavoro attraverso una maggiore flessibilità degli orari di lavoro.
Pertanto, abbiamo presentato proposte su più fronti, e ne riepiloghiamo punti salienti rinviando al testo integrale per una analisi più approfondita:
il recupero della disciplina del lavoro agile come originariamente concepita dalla normativa del 2015 e del 2017 e dalla direttiva della FP n. 3/2017, tenuto conto che la normativa anti COVID ne semplifica solo le modalità di adozione, ma non interviene su quelle di attuazione; in particolare l’art 18, c.1 della L 81/2017 introduce e promuove “…il lavoro agile.. … quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato…:
senza precisi vincoli di orario: la prestazione ha i soli vincoli del limite di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. E perciò abbiamo chiesto:
il riconoscimento al dipendente dell’autonomia di gestione del proprio orario nell’arco della giornata all’interno dell’orario di servizio dell’Ente, fino al completamento della prestazione lavorativa prevista per quel giorno;
Il riconoscimento del diritto alla disconnessione mediante la previsione di un periodo di riposo di almeno undici ore.
la autocertificazione come documentazione probante la durata della prestazione, le eventuali sospensioni e le riprese;
la creazione di apposita voce del sistema di rilevamento dell’orario per la registrazione delle attività rese.
Senza precisi vincoli di luogo di lavoro: la prestazione lavorativa può essere eseguita in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa.
la valorizzazione delle relazioni sindacali nell’emergenza COVID 19, e in particolare dei Comitati: abbiamo chiesto di integrare il protocollo con le seguenti previsioni:
la partecipazione alle relative riunioni sia considerata attività di servizio a tutti gli effetti di legge;
sia assicurata la costante ed esaustiva comunicazione, il coordinamento fra enti dello stesso territorio tenendo conto delle ditte esterne che vi prestano servizi, il massimo coinvolgimento dei Comitati in caso di insorgenza di eventuali contagi;
la ricognizione delle attività telelavorabili sia eseguita congiuntamente.
Sia ricondotta al confronto locale la organizzazione del lavoro nella fase della ripresa sino al 31 dicembre 2020, (ora 31 gennaio 2021) , e dunque i seguenti temi:
la flessibilità dell’orario di lavoro e articolazione giornaliera e settimanale: – possibilità di ampliamento dell’orario di servizio; – individuazione di un più ampio ventaglio di articolazioni di orario di lavoro, al fine di evitare assembramenti in accessi e uscite nella sede di servizio, di contemperare le esigenze di cura familiare, di rendere compatibili gli orari con quelli dei servizi pubblici, quali scuole e mezzi di trasporto; – la articolazione mista della prestazione lavorativa, parte in presenza e parte in smart working nella stessa giornata oppure per giornate intere alternate per le due fattispecie; – la possibilità di maturare situazioni di debito/credito orario da compensare entro due mesi nei giorni di rientro nella sede di servizio;
la gestione dei rientri eapplicazione al lavoro agile di almeno il 50% del personale impiegato nelle attività telelavorabili;: devono essere evitati rientri massivi e indiscriminati, e si deve tutelare la fragilità, le esigenze di cura familiare, il pendolarismo, anche mediante la esclusione dal computo della quota percentuale. Ciò anche tenuto conto che la FP si è espressa nel senso che tale percentuale possa arrivare anche al 100%. Si chiede inoltre di calcolare la quota sulla base dell’intera compagine di lavoro, e non solo sulle presenze di civili, tenuto conto della sproporzione numerica delle due anime..
L’aggiornamento/implementazione della mappatura delle attività telelavorabili, sia in ottica antinfortunistica che in quella di stabilizzazione del lavoro agile nella PA, come da normativa.
Le misure antinfortunistiche in senso stretto: abbiamo chiesto fra l’altro: – di definire la posizione giuridica in cui si viene a trovare il dipendente positivo ai test sierologici, posto in quarantena di tre giorni; – la predisposizione di locali di isolamento/biocontenimento per il dipendente sintomatico e di mezzi per il suo rientro a domicilio; -l’impegno dell’AD a fornire anche ai civili che ne facciano richiesta test sierologici e molecolari, e il vaccino antinfluenzale.
Infine abbiamo ribadito la necessità di approdare entro il 31 gennaio 2021 alla redazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA), e chiesto l’impegno a concludere un separato accordo per il lavoro agile nella Difesa nella forma ordinaria.
L’AD invierà a breve un testo coordinato, su cui riprendere il confronto il prossimo 15 ottobre p.v. . La data sarà utile anche per riprendere, e possibilmente chiudere, il percorso sul FRD 2020. Ma non ci sono novità in merito ai 20 milioni promessi dal Ministro per le progressioni. In allegato il testo con le nostre proposte.
Vi aggiorneremo, come sempre, quando avremo nuovi elementi utili. Fraterni saluti
La Direzione Generale AID ha inviato alle OO.SS. per la firma definitiva il testo dell’Accordo relativo all’anno 2019 del Fondo Risorse Decentrate (FRD), con le modifiche/integrazioni richieste da F.P. per la sua certificazione, ed FLP ha già provveduto ad apporre la propria firma via posta certificata. In allegato 1 su questa stessa pagina, il testo di accordo firmato da FLP.
Come noto, l’Ipotesi di accordo era stata sottoscritta dalle Parti negoziali in data 10 febbraio 2020 (vds allegato 4 su questa stessa pagina), e la nostra O.S. ne aveva dato notizia ai lavoratori interessati con il Notiziario n. 16 del 19.02.2020, all’interno del quale avevamo messo in evidenza gli aspetti e i contenuti a nostro avviso più importanti: In primo luogo, il forte ritardo nella chiusura della trattativa, frutto a sua volta dei ritardi accumulati nella stessa trattativa a Persociv, che alla fine aveva comporta l’impossibilità di avviare sviluppi economici con decorrenza 1.1.2019, con evidente penalizzazione dei lavoratori; quindi, l’aumento di spesa per PPL, turni e Reperibilità, che aveva indotto la D.G. AID a integrare il FRD 2019 con fondi propri oltre 286mila € al fine di coprire le esigenze del quarto trimestre; quindi, una distribuzione più omogenea della performance organizzativa; infine (e soprattutto), il pieno recupero della contrattazione decentrata locale che nell’accordo 2018 era stata di fatto umiliata, e da cui allora la nostra non firma.
L’Ipotesi di accordo sul FRD AID 2019 sottoscritta dalle Parti è andata però incontro ad un iter molto lungo e complicato per ottenere la certificazione da parte di MEF e F.P. In particolare quest’ultima, che con nota del 7 agosto che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3 e che ha seguito la nota MEF del 6.08.2020 che pubblichiamo anch’essa su questa pagina in allegato 2, ha mosso alcuni rilievi al testo di accordo.
l primo e più importante rilievo della FP è consistito nell’affermazione, in base ad una sentenza della Corte dei Conti della Liguria, che non sia possibile per una Amministrazione, e dunque anche per AID, di integrare la dotazione economica del FRD resa disponibile dal MEF con risorse economiche proprie. Il secondo dei rilievi ha segnalato che la performance individuale deve in ogni caso tenere anche conto della maggiorazione del premio individuale ex art. 78 del CCNL del comparto Funzioni Centrali, e che la stessa maggiorazione deve essere riconosciuta ad una “limitata quota massima di personale valutato”, e per questo ha invitato al contempo le Parti a fornire precisazioni sulle posizioni ex aequo.
Come si può vedere, la certificazione dell’accordo è certo arrivata da MEF e FP, ma sotto alcune condizioni che hanno reso necessario integrazioni e/o modifiche nelle parti di accordo oggetto dei rilievi.
Per questo motivo, rispetto all’’Ipotesi di accordo, l’accordo definitivo risulta così modificato:
all’art. 3, è stato cancellato il secondo alinea che parlava delle risorse integrative rese disponibili da AID e, conseguentemente, è stato cancellato anche il secondo alinea dell’art. 4 che prevedeva, ai fini della determinazione del Fondo di Agenzia, l’integrazione di € 286.473, 27 operata con fondi propri al fine di coprire le maggiori esigenze di PPL, turni e Reperibilità;
all’art. 8, con la modifica dell’art. 20 del CCNI AID parte economica per il triennio 2018-2020 con la precisazione che per il pagamento della performance individuale“la maggiorazione verrà attribuita al 40% dei dipendenti appartenenti a ciascuna area funzionale sulla base della graduatoria dei punteggi di performance individuale di ciascuna area”, e questo in tutt’uno con il chiarimento che“in caso di ex aequo, si farà riferimento alla presenza in servizio e, in caso di ulteriore ex aequo, si farà riferimento alla valutazione della performance individuale dell’anno precedente”.
Naturalmente, anche in questa circostanza, la firma dell’accordo, e con essa lo sblocco delle risorse per il pagamento delle diverse fattispecie, è stata possibile solo operando le modifiche richieste dalla FP, il che evidenzia un limite evidente nel potere negoziale delle Parti. Lo denunciamo da tempo.
Chiusa finalmente la partita del 2019, siccome siamo a soli tre mesi dalla fine dell’anno, occorrerà aprire presto la trattativa sul FRD 2020 di Agenzia. Ma, come sempre, per far questo, occorrerà chiudere prima la trattativa per il FRD 2020 della Difesa, che presenta dei problemi. Il ritardo nei tempi è evidente.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP Difesa n. 82 del 30 settembre 2020 –
Si è tenuta oggi a Persociv una riunione avente inizialmente all’ordine del giorno sia il FRD 2020 che l’aggiornamento del Protocollo COVID, a distanza di ben due mesi e mezzo dagli interventi normativi di luglio con tutte le importanti ricadute sulla organizzazione del lavoro in progressivo rientro, con tutti i rischi connessi, che avrebbero dovuto essere regolamentati in dettaglio con l’aggiornamento del Protocollo Difesa, insieme ad una disciplina più adeguata del lavoro agile nell’emergenza. Va precisato che nel corso della riunione sul FRD 2020 dello scorso fine luglio le parti avevano concordato di aggiornare la riunione a settembre, dopo la prevista riunione al Gabinetto del Ministro Guerini, nella quale lo stesso avrebbe riferito in merito agli sviluppi del suo impegno di recuperare e rendere esigibili i 20 milioni dei risparmi di bilancio della Difesa, che avrebbero cambiato le sorti della contrattazione e della pianificazione delle progressioni 2020. Nessuna convocazione è arrivata dal Gabinetto del Ministro a oggi, e nessuna notizia dei 20 milioni. Perciò Persociv ha deciso di superare gli indugi, e ci ha finalmente convocato unendo nell’ordine del giorno le due tematiche. A Persociv va la nostra impietosa contestazione rispetto alla scelta di aver ritardato incomprensibilmente e pesantemente l’avvio dell’aggiornamento del Protocollo COVID, e di avere deciso ancora oggi di anteporre a questo tema, che sarà oggetto della riunione del prossimo 7 settembre, quello del FRD 2020, di cui peraltro, visti i contenuti, non si comprende l’urgenza.
Dobbiamo piuttosto rendere un immenso e dovuto grazie a tutti quei dirigenti sindacali che sul territorio si sono spesi infaticabilmente per contribuire ai lavori dei Comitati e per dare forma compiuta ai protocolli locali e alle misure utili a salvaguardare l’incolumità e la salute dei nostri colleghi e delle loro famiglie, anche in assenza di un aggiornamento del Protocollo nazionale dopo la emanazione della normativa di luglio. E intanto la situazione non si è risolta, anzi stanno notoriamente aumentando i casi di contagio nella difesa.
Ad ogni buon conto, solo nel tardo pomeriggio di ieri ci sono state fornite le bozze di accordo e oggi il confronto si è concentrato sulle questioni inerenti il FRD 2020 e sulle relative Progressioni.
Abbiamo analizzato le due proposte, che ad ogni buon conto pubblichiamo in allegato 1 e 2 su questa pagina, e le abbiamo riepilogate nella tabella di seguito riportata, nella quale sono indicati:
I dati relativi al FRD 2019;
quelli contenuti nella proposta FRD 2020, presentata dall’Amministrazione lo scorso luglio;
le due nuove proposte FRD 2020 dell’Amministrazione discusse oggi, di cui una prevede l’accantonamento di 3 milioni per le progressioni e l’altra le esclude totalmente.
Come anticipato all’inizio, non c’è segnale di vita dei 20 milioni che il Ministro si era impegnato a recuperare, e dunque per ora è preclusa la possibilità di bandire nel 2020 le relative progressioni per circa 12.000 passaggi di fascia; per quanto riguarda invece la distribuzione delle risorse nelle diverse voci, vediamo che:
Il FRD aumenta dai 47.361.688 euro del 2019 ai 48.395.055 euro del 2020;
Le risorse per le Posizioni Organizzative, quantificate nel 2019 in €. 2.437.305, restano invariate;
Le risorse per la reperibilità, quantificate nel 2019 in €. 2.990.656, restano pressoché invariate;
Le risorse per le Particolari Posizioni di Lavoro (indennità di rischio, disagiata, indennità di imbarco, etc) passano dagli iniziali €. 2.131.278 del 2019 a €. 1.448.628 della proposta di luglio 2020, evidentemente derivanti dalle minori esigenze conseguenti all’emergenza, ma tornano ai valori del 2019 nella bozza di settembre (ritenendo che le minori esigenze iniziali possano compensarsi con maggiori esigenze della seconda parte dell’anno);
Le risorse per i turni, quantificate nel 2019 in €.10.399.597, nella proposta di luglio sono state quantificate in €. 8.381.381, e nella odierna proposta vengono riportate alla situazione ante-COVID, a €. 10.399.597, con la stessa logica di cui al punto precedente;
La performance organizzativa, la performance individuale, il FUS e le Progressioni invece si modificano sensibilmente, secondo il seguente prospetto:
PERFORMANCE ORG.
PERFORMANCE IND.
FUS
PROGRESSIONI
FRD 2019
21.000.000
(Quota ind. 845,10)
2.500.000
(Quota ind. 100,61)
5.832.849
(Quota ind. 234,73)
/////////////////
BOZZA FRD 2020 LUGLIO 2020
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
2.500.000
(Quota ind. 105,90)
4.609.470
(Quota ind. 195,26)
5.000.000
(circa 2.500-3.000 passaggi di f.r.)
+ 20.000.000 derivanti dai risparmi di bilancio
(circa 12.500-15.000 pas
saggi)
BOZZA FRD 2020
SETT 2020
CON PROGRESSIONI
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
1.600.000
(Quota ind. 67,78)
4.776.216
(Quota ind. 201,90)
3.000.000
(circa 1.700 circa)
BOZZA FRD 2020
SETT 2020
SENZA PROGRESSIONI
21.000.000
(Quota ind. 889,57)
3.000.000
(Quota ind. 127,08)
6.366.216
(Quota ind. 269,77)
////////////////////
Due proposte difficilmente accettabili, soprattutto se si tiene conto che:
Persociv asserisce di aver fornito al Gabinetto del Ministro tutta la documentazione di competenza sui risparmi di cui alla l. 244, dunque la questione è tutta nelle mani del Ministro Guerini, che non ha per ora riscontrato (soprassediamo sul diverso livello di attenzione nei confronti del personale in divisa); resta dunque al palo l’aspettativa di bandi per un numero significativo di progressioni (i 20 milioni, sommati ai 5 di luglio, avrebbero portato, a spanne, a 12.500 progressioni, circa 1 su 2);
la proposta FRD 2020 dell’Amministrazione non evidenzia i risparmi derivanti dal ricorso, durante l’emergenza, all’esenzione o alla rotazione con minor numero di prestazioni rese in presenza; piuttosto è stata proposta nella bozza di settembre l’adozione della indennità per turni per le giornate/ore di lavoro agile “a disposizione” (una forma di reperibilità per turnisti in lavoro agile). Ma questa proposta presenta profili di illegittimità che si presterebbero ai rilievi degli organi certificatori, come da noi rappresentato, e peraltro condiviso con il D.G., per cui questa voce dovrebbe essere cassata. Ovvio che i risparmi di cui sopra potrebbero direttamente alimentare il FUS, e per quanto possibile le progressioni 2020; perciò l’Amministrazione si è impegnata ad avviare una nuova ricognizione sulle particolari posizioni di lavoro, turni e reperibilità che faccia il punto di situazione delle risorse realmente utilizzate nei primi 9 mesi dell’anno;
le risorse per le progressioni sono ridotte dai 5 milioni di €. indicati a luglio a 3 milioni indicati a settembre;
l’altra alternativa è di stralciare la previsione di progressioni e potenziare FUS e le due performances.
Proposte che lasciano aperte ferite ancora dolenti: le continue perdite subite negli anni dai colleghi di 1^ area, e la mancata attuazione di progressioni nel 2019. La trattiva riprenderà dopo la ricognizione di cui sopra, e intanto chiediamo (vds all.) un incontro urgente presso il Ministro per avere riscontro sullo stato attuale della procedura e della necessaria certificazione del Mef per la esigibilità dei tanto attesi 20 milioni di €. entro il 2020.
In merito ai pagamenti di performance organizzativa e individuale, sono state validate due giorni fa da OIV e andranno in pagamento a novembre; non risulta invece possibile procedere agli anticipi di PPL, turni e reperibilità 2020 prima che si firmi l’ipotesi di accordo FRD 2020.
In allegato 3, la lettera da noi inviata al Gabinetto
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati, cordialissimi saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 –
La Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo
Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento contenente l’analisi e le proposte delle due Confederazioni Sindacali in merito all’esperienza del lavoro agile nell’emergenza Covid-19 in ambito Pubblica Amministrazione, e alle potenzialità del suo decollo a regime.
Di Smart Working, si è anche parlato però in questi giorni anche al Ministero del lavoro – con in questo caso la visuale rivolta prevalentemente all’esperienza del settore privato – nel corso di un apposito confronto con la Ministra Catalfo che si è tenuto in data 24 settembre u.s., e al quale hanno partecipato le Confederazioni Sindacali.
Riportiamo di seguito il testo del comunicato diffuso dalla Confederazione CSE sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro del 24 u.s. con la Ministra del lavoro e delle Politiche Sociali:
” Si è conclusa da poco la riunione convocata in videoconferenza dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo con le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul tema del lavoro agile. La partecipazione della CSE a questo tavolo, che riguarda i diversi aspetti del lavoro agile in entrambi i settori del lavoro, pubblico e privato, segna indubbiamente il riconoscimento della nostra rappresentatività e del ruolo che in questi mesi abbiamo svolto, sia nella gestione della fase emergenziale, che nelle proposte di regolamentazione a regime, nelle interlocuzioni avute non solo con la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e le singole Amministrazioni e imprese, ma anche con gli organi costituzionali e i gruppi parlamentari.
Nel corso del confronto il Segretario Generale Carlomagno ha rappresentato la necessità che in questa fase, caratterizzata ancora da una forte criticità epidemiologica, è necessario evitare le fughe in avanti e i tentativi da più parti rappresentate di rientri in massa, che non solo mirano ad azzerare le pur importanti esperienze di innovazione, ma mettono a rischio la salute di tutti e i risultati raggiunti durante la fase di lockdown. In questo ambito è necessario adattare e modificare il quadro normativo delineato dal comma 263 del Decreto rilancio.
Per quanto concerne il lavoro agile a regime la CSE ne ha confermato la strategicità come fattore di innovazione organizzativa e dei processi, di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza, di aumento della produttività, di conciliazione vita-lavoro, di miglioramento dell’ambiente e della vivibilità delle nostre città.
Per fare questo, come abbiamo proposto già nel documento inviato nei giorni scorsi alla Ministra Dadone, bisogna riprogettare i modelli organizzativi, implementare le dotazioni tecnologiche e infrastrutturali, le banche dati, ridefinire i profili professionali e le modalità lavorative, attuare importanti programmi formativi.
Cambiare il lavoro e il modo di lavorare necessita la ridefinizione di tutto il quadro contrattuale e delle tutele, a livello nazionale e territoriale, prevedendo l’aumento dei livelli di partecipazione, evitando forme di possibile cottimizzazione del lavoro o di disconoscimento di diritti e riconoscendo invece al lavoro agile tutte le tutele e i diritti giuridici, economici e professionali, previsti per il cosiddetto lavoro in presenza.
La CSE ha infine chiesto, come condizione fondamentale e prioritaria, l’adozione di un Piano coordinato del Governo che definisca le linee strategiche, utilizzi le nuove risorse derivanti dal recovery fund nei settori dell’innovazione e delle infrastrutture, promuova il confronto con le parti sociali per definire un quadro pattizio capace di gestire questa importante fase, garantendo in tutte le aziende e tutte le realtà uguali diritti e tutele.
La Ministra Catalfo, a conclusione dei lavori, ha assicurato che il confronto proseguirà prima del 15 di ottobre, data entro la quale al momento dovrebbe cessare lo stato di emergenza, auspicando che nelle prossime riunioni tale confronto, in corso anche con le Associazioni delle imprese, possa proseguire congiuntamente per mettere a fattor comune le diverse posizioni in campo.
La Segreteria Generale CSE “
Seguiremo ovviamente da vicino gli sviluppi del confronto sul lavoro agile presso il Ministero del Lavoro che hanno l’obiettivo di approfondire i temi legati alle eventuali modifiche da apportare nel Titolo II della Legge 22.05.2017, n. 81 e ne daremo conto ai colleghi.
Infine, facciamo un aggiornamento per quanto attiene altri tavoli di confronto avviati presso il Ministero del lavoro, e più precisamente quello sui temi e problemi legati alle modifiche in materia di pensioni.
Come noto, sono stati avviati presso quel Ministero, già da mesi, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini di una riforma previdenziale che si ponga come obiettivo il superamento di tutte le criticità innescate dalla riforma Fornero.
Come noto, dopo le riunioni di luglio, il confronto è ripreso presso il Ministero del lavoro in data 17 settembre u.s., ed ha riguardato gli interventi che dovrebbero traguardare la prossima legge finanziaria. A conclusione del tavolo, la CSE ha diffuso un comunicato avente ad oggetto gli esiti del tavolo di confronto con la Ministra Nunzia Catalfo, che abbiamo riportato nel Notiziario FLP DIFESA n. 79 del 21.09.2020
Invece, per quanto attiene al secondo dei confronti previsti, riguardante questa volta la messa a punto di modifiche strutturali della legge Fornero e originariamente previsto per il 28 p.v., informiamo i colleghi che è stato differito a data successiva, allo stato ancora non definita.
Vi terremo ovviamente anche in questo caso tempestivamente informati degli sviluppi dei confronti presso il Ministero del lavoro sulla materia previdenziale, che suscitano l’interesse di molti colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 –
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile nell’ambito della Pubblica Amministrazione nell’emergenza, e alle potenzialità del suo decollo a regime:
Nel rimandarvi alla lettura dell’articolato sottolineiamo come lo stesso affronta diversi aspetti e non si limita a definire unicamente quelle che dovrebbero essere le proposte per il decollo del lavoro agile a regime.
La situazione attuale, infatti, è purtroppo caratterizzata ancora da una evidenza epidemiologica, nazionale e internazionale, assolutamente preoccupante e quindi è necessario affrontare questi mesi con la dovuta attenzione, utilizzando ancora le modalità straordinarie del lavoro agile o da remoto, come fattore di prevenzione del contagio.
Le fughe in avanti di troppe Amministrazioni, dovute ad un’interpretazione letterale e molto spesso restrittiva del comma 263 del Decreto rilancio, tra l’altro adottato in una fase che sembrava diversa dal punto di vista del diffondersi del Covid 19, con il rientro in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso senza le dovute attenzioni neanche dei cosiddetti lavoratori fragili, comporta a nostro parere, la necessità di una modifica del quadro normativo o comunque di direttive precise da parte della Ministra Dadone.
La scansione temporale prevista dal comma 263 (cessazione del lavoro agile come modalità di svolgimento ordinario della prestazione dal 15 settembre 2020 e lavoro agile per il 50 per cento del personale impiegabile nelle attività cosiddette “smartabili” fino al 31 dicembre 2020) deve essere riorientata, e correlata all’andamento epidemiologico, con particolare riferimento anche all’apertura delle scuole, attese le ricadute che si stanno già avendo , in particolare per i genitori con figli minori di 14 anni, sia per le chiusure degli Istituti che per gli orari diversificati e i turni di lezione.
Così come vanno definite meglio, ed in modo più flessibile e semplice, le misure di prevenzione per i lavoratori fragili, meritevoli di una maggiore attenzione sanitaria quanto più aumenta la presenza nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici.
Per quanto concerne invece gli aspetti a regime il documento parte dal presupposto che, per far decollare veramente questa nuova modalità di articolazione della prestazione lavorativa, è necessario un vero cambio di paradigma, che modifichi l’organizzazione degli Uffici e del lavoro, rafforzi la capacità tecnologica delle Amministrazioni, superi il gap infrastrutturale delle reti, aumenti la dotazione degli apparati informatici, implementi la digitalizzazione dei processi, la creazione e l’interoperabilità delle banche dati, renda fruibili da remoto a cittadini, imprese e addetti la totalità dei servizi e delle prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni.
E’ di tutta evidenza che l’adozione del lavoro agile produrrà a regime notevoli ricadute anche sul rapporto di lavoro; andranno quindi rivisti e riscritti numerosi istituti, compresi quello relativo all’articolazione dell’orario di lavoro e alle sue modalità di rilevazione, il riconoscimento del diritto alla disconnessione, le nuove modalità di individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e le condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono).
Così come andranno ridefinite le modalità di riconoscimento del salario di produttività e dei buoni pasto, i sistemi di valutazione, il riconoscimento dei permessi e tutte le garanzie contrattuali relative al rapporto di lavoro.
Ma il punto centrale, che spesso viene sottaciuto o non affrontato con la dovuta attenzione, è quello del nuovo ordinamento professionale.
Il lavoro agile a regime comporta certamente nuovi livelli di responsabilità e di autonomia connessi alla lavorazione di intere fasi del processo, oggi disarticolato in più fasi, di scelte da adottare in tempo reale, oggi invece centralizzate burocraticamente e di competenza del vertice della piramide gerarchica.
Per fare questo è necessario individuare nuovi profili e una diversa articolazione delle attuali aree professionali, riaprire con decisione le carriere, oggi ingessate da inaccettabili vincoli normativi riconoscendo le tante professionalità presenti nei nostri Uffici, procedere ad una stagione di formazione dedicata e diffusa, incrementare gli organici con assunzioni mirate nei settori strategici e per le professionalità necessarie.
E’ necessario quindi un quadro organico di azioni e misure, che preveda l’utilizzo coerente dei diversi strumenti necessari ( da quello normativo a quello regolamentare, a quello contrattuale.
In questo ambito un Accordo quadro del Governo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali appare a nostro parere la cornice indispensabile per permettere finalmente il decollo del lavoro agile e allo stesso tempo una vera modernizzazione delle nostre Amministrazione. Che è quello che da tempo ci chiede il Paese tutto.
Infine, occorre anche ricordare che l’art. 263 della legge 77/2020 prevede che “… entro il 31 gennaio 2021, le Amministrazione Pubbliche rendono, sentite le Organizzazioni Sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA)”, che dovrà recare le modalità attuative del lavoro agile, per le cui attività è previsto che “almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersene”, e che dovrà al contempo definire “le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti”.
Tenuto conto che il 31 gennaio non è poi così lontano, e considerate altresì l’importanza della predetta scadenza e l’attesa e l’interesse che suscita nei colleghi, invitiamo i nostri Coordinamenti Nazionali a seguire con grande attenzione questa partita sollecitando le Amministrazioni ad aprire da subito i confronti con le Parti sindacali.
La Segreteria Generale FLP
Sottolineiamo la particolare rilevanza di questo studio e di queste proposte, dettagliate nel citato articolato che pubblichiamo in allegato 1, che mirano alla introduzione di una disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, e dunque della citata prestazione lavorativa in “modalità ordinaria”.
Segnaliamo in merito l’iniziativa adottata da questa Segreteria Nazionale con la Nota al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 2, con la quale si chiede l’avvio di un percorso operativo che porti alla redazione entro il 31 gennaio 2021, come previsto dall’art. 263 della l. 77/2000, di un Piano Organizzativo per l’attuazione del Lavoro Agile (POLA) all’interno della Difesa.
Notiziario FLP Difesa n. 79 del 21 settembre 2020 –
la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo
Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 35 del 18 u.s. della Segreteria Generale della FLP, relativo all’incontro della delegazione CSE con la Ministra del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia CATALFO in materia di pensioni:
“Bene la proroga di opzione donna e APE Sociale. Ora però bisogna mettere mano all’impianto complessivo del sistema, per superare le attuali iniquità” E’ quanto affermato dalla delegazione CSE al tavolo di confronto con la Ministra Catalfo nella riunione tenutasi ieri.
L’dea di inserire nella prossima legge di bilancio la proroga dei due istituti è accoglibile, ma riteniamo che già in tale sede possano essere previste ulteriori misure che implementino la platea dei destinatari, ad esempio ai lavoratori con patologie croniche o esposte al rischio COVID 19.
Così come è necessario finalmente entrare nel merito delle problematiche relative:
alla rivalutazione del montante di aggiornamento delle pensioni;
alla questione della staffetta generazionale;
alle finestre di uscita al termine del triennio sperimentale di quota 100;
alla separazione tra previdenza e assistenza;
all’individuazione dei lavori usuranti;
al superamento degli inaccettabili vincoli sull’erogazione del TFR ai pensionati pubblici.
Vanno a tal fine attivate senza indugio le Commissioni su separazione tra previdenza e assistenza e sulla ridefinizione dei lavori usuranti previste dalla legge di Bilancio 2020 e non ancora attivate.
Il 2021 deve essere l’anno della riforma e il tavolo di confronto con le parti sociali, partito con tante ambizioni a fine 2019, non può limitarsi solo a prendere atto di proroghe di istituti comunque insufficienti.
Già a partire dalla prossima riunione, prevista per il 28 settembre, per la CSE è necessario un cambio di passo.
La Segreteria Generale FLP
Ci associamo alle valutazioni della Federazione, soprattutto tenendo conto di quanto interesse la questione rivesta per i nostri colleghi della Difesa, che, nell’essere per buona parte vicini all’uscita, data l’età media notoriamente avanzata, ovviamente sono i prossimi destinatari degli interventi del legislatore.
Cordialissimi saluti.
LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 pubblicato in data 18 settembre 2020 –
Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 recante il testo del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 recante “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” aggiornato al d.lgs. 31 luglio 2020 n. 101 e pubblicato nel S.O. n. 29 alla G.U. 12.08.2020, n. 201.
La presente pubblicazione raccoglie la normativa citata aggiornandola alla luce degli interventi del legislatore emanati nel corso dell’anno in tutela del lavoratore e della collettività contro i rischi di diffusione della pandemia da COVID 19.
Il documento sarà mantenuto solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente potrà essere reperito presso la sezione “I Quaderni di FLP Difesa” collocata nella barra traversa alta del sito.
Quaderno FLP Difesa n. 7/2020 pubblicato in data 11 settembre 2020 –
Pubblichiamo, di seguito, il“Quaderno FLP DIFESA n. 7/2020” riportante il “Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare” (T.U.O.M.) di cui al DPR 15 marzo 2010, n. 90, e dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246″, pubblicato per la prima volta nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 18.06.2010, Supplemento Ordinario n. 131.
Il testo che pubblichiamo è aggiornato al D.P.R. 15 marzo 2018, n. 40- pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 21 alla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 02.05.2018 – ed è quello vigente alla data di pubblicazione del presente Quaderno FLP DIFESA.
La pubblicazione del “Quaderno FLP DIFESA n. 7/2020” segue quella avvenuta in data 5 settembre u.s. (“Quaderno FLP DIFESA n. 6/2020”) e relativa al “Codice dell’Ordinamento Militare” (D.lgs. n. 66/2010 , aggiornato al D.L. 76/2020, nelle more di eventuali modifiche che potrebbero essere apportate in sede di conversione in legge).
A tal proposito, vogliamo segnalare ai colleghi l’importanza di questo lavoro della nostra O.S., che con queste due pubblicazioni rende disponibile a tutti il “corpus normativo” vigente delle disposizioni che regolano la vita del nostro Ministero, e che costituiscono un punto di riferimento obbligato per tutti coloro che vi operano al suo interno.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
Con la pubblicazione della L. 17.07.2020, n. 77 e della circolare FP n. 3 del 24.07. sono state apportate rilevanti modifiche alla disciplina dell’emergenza, prevedendo: la possibilità di rivedere l’articolazione dell’orario di lavoro giornaliera e settimanale; l’applicazione del lavoro agile sul 50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità sino al 31 dicembre 2020; il rientro del personale anche per le attività non indifferibili e urgenti; il superamento dell’istituto dell’esenzione; la mappatura aggiornata delle attività telelavorabili, l’aggiornamento delle misure di gestione del rischio da rientro in servizio.
FLP Difesa è di conseguenza intervenuta con una lettera al Ministro di cui abbiamo riferito nel Notiziario FLP Difesa n. 75 del 07/08/2020, segnalando le criticità insorte, fra i quali assumeva particolare rilievo la questione connessa con la revoca dell’esenzione per i lavoratori fragili, e ribadendo comunque la necessità di una riapertura del tavolo nazionale per l’aggiornamento del Protocollo COVID-19 nel Ministero della Difesa.
Ebbene, segnaliamo alle lavoratrici e ai lavoratori che il Gabinetto ha recepito le richieste di FLP DIFESA, e con la nota n° 33339 del 2 u.s., che si pubblica in allegato in questa pagina, ha dato disposizioni alla delegazione trattante affinchè si provveda all’aggiornamento del Protocollo Difesa “curando il dialogo già aperto sull’argomento con le OO.SS.”, sia sul piano delle misure di sicurezza che su quello della definizione degli assetti del lavoro agile.
Peccato però che attraverso la stessa nota abbia gia dato disposizioni operative a tutti gli organismi di vertice (procedere ad organizzare il lavoro dei propri dipendenti ai sensi dell’art. 263 della Legge n°77/2020; aggiornare e implementare la mappatura delle attività che possano essere svolte in modalità di lavoro agile dal 50 per cento del personale secondo le indicazioni contenute nell’art. 263 in argomento; di adeguarsi in ambito Difesa al già citato Protocollo “Rientro in sicurezza” sottoscritto in data 24 luglio u.s. da FP- Confederazioni del P.I.), quando sarebbe stato più opportuno che le questioni di cui sopra fossero state interamente rimesse al tavolo di confronto con le OO.SS. e le indicazioni operative fossero venute dopo l’adeguamento del nostro protocollo.
Il prossimo incontro con la Delegazione trattante di A.D. sarà comunque l’occasione utile per discutere anche le altre criticità di cui alla ns. lettera del 7 agosto u.s., senza riscontro nella nota del Gabinetto Difesa:
difficoltà in ordine a segnalazioni di non corrette relazioni sindacali locali quali: la disapplicazione del confronto sindacale per l’applicazione del Protocollo nazionale, la costituzione di Comitati “sulla carta”, di fatto non operanti; incomprensibili arroccamenti e chiusure da parte di Delegazioni locali di Parte Pubblica;
disomogenea applicazione dell’art.263 nella formulazione contenuta nella Legge 77/2020, certamente influenzata dal mancato aggiornamento del Protocollo nazionale Difesa aggiornato, con particolare riguardo: alle modalità dl graduale rientro entro il 15 settembre p.v., alle angolazioni sui diritti dei lavoratori e sulle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa in lavoro agile; alle nuove modalità di tutela dei lavoratori fragili in esenzione, il cui rientro richiede necessariamente precise tutele alla luce dei maggiori rischi: per costoro bisogna intervenire mediante un accesso al lavoro agile in deroga alle percentuali già stabilite, e comunque specifiche modalità di prestazioni lavorative che ne garantiscano la sicurezza;
adozione a livello locale di decisioni unilaterali e indiscriminate i materia di rientri, in spregio delle previste modalità di relazione sindacale (informazione, confronto, costituzione dei Comitati, contrattazione sindacale locale come previsto dall’art. 7 lettera k) del CCNL vigente), con ciò sottraendosi ad es. alla verifica del rispetto degli standard di pulizia giornaliera e della sanificazione periodica, alla adozione della flessibilità dell’orario, alla revisione delle articolazioni dell’orario di lavoro (con particolare riguardo alle esigenze del personale pendolare), alla gestione dei rientri tenendo conto di tutto il personale in forza (civili e militari), al fine evitare che le percentuali di presenza complessiva nei luoghi di lavoro vadano ben oltre a quella prevista, con le scontate ricadute di maggiore rischio da contagio.
Notiziario FLP Difesa n. 85 del 12 ottobre 2020 – Il senatore Nicola Latorre è il nuovo Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID), in sostituzione dell’ing. Gian Carlo Anselmino che occupava quel posto dal lontano luglio 2014, dopo l’ing. Airaghi. Lo ha nominato il Consiglio dei Ministri del 6 ottobre u.s., su proposta del […]
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 7 ottobre 2020 – Si è svolta oggi a Persociv la riunione per l’aggiornamento del Protocollo sulle misure di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” e la definizione degli assetti del lavoro agile. Il Protocollo infatti portava la data dello scorso 22 giugno, e ovviamente aveva […]
Notiziario FLP DIFESA n. 83 del 5 ottobre 2020 – La Direzione Generale AID ha inviato alle OO.SS. per la firma definitiva il testo dell’Accordo relativo all’anno 2019 del Fondo Risorse Decentrate (FRD), con le modifiche/integrazioni richieste da F.P. per la sua certificazione, ed FLP ha già provveduto ad apporre la propria firma via posta […]
Notiziario FLP Difesa n. 82 del 30 settembre 2020 – Si è tenuta oggi a Persociv una riunione avente inizialmente all’ordine del giorno sia il FRD 2020 che l’aggiornamento del Protocollo COVID, a distanza di ben due mesi e mezzo dagli interventi normativi di luglio con tutte le importanti ricadute sulla organizzazione del lavoro in […]
Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 – Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento […]
Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile […]
Notiziario FLP Difesa n. 79 del 21 settembre 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 35 del 18 u.s. della Segreteria Generale della FLP, relativo all’incontro della delegazione CSE con la Ministra del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia CATALFO in materia di pensioni: “Bene la proroga di opzione […]
Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 pubblicato in data 18 settembre 2020 – Pubblichiamo, di seguito, il “Quaderno FLP Difesa n. 8/2020 recante il testo del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 recante “Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” […]
Quaderno FLP Difesa n. 7/2020 pubblicato in data 11 settembre 2020 – Pubblichiamo, di seguito, il“Quaderno FLP DIFESA n. 7/2020” riportante il “Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare” (T.U.O.M.) di cui al DPR 15 marzo 2010, n. 90, e dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246″, pubblicato per la prima volta nella […]
Notiziario FLP Difesa n. 78 del 4 settembre 2020 Con la pubblicazione della L. 17.07.2020, n. 77 e della circolare FP n. 3 del 24.07. sono state apportate rilevanti modifiche alla disciplina dell’emergenza, prevedendo: la possibilità di rivedere l’articolazione dell’orario di lavoro giornaliera e settimanale; l’applicazione del lavoro agile sul 50% del personale impiegato nelle […]