Notiziario FLP Difesa n. 39 del 27 giugno 2022 –

Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 19 del 25 giugno u.s., che reca le positive valutazioni della nostra O.S. in merito all’approvazione del D.Lgs.vo che attua la normativa europea 2019/1158. Un obbiettivo fortemente voluto da FLP, intervenuta più volte in questi mesi nei confronti del Governo e delle Commissioni parlamentari.

     Salutiamo con soddisfazione l’approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto legislativo emanato in attuazione della Direttiva dell‘Unione Europea 2019/1158,  in materia di equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori che all’art. 1 comma 2 prevede che ”nell’ottica della piena equiparazione dei diritti alla genitorialità e all’assistenza, i congedi, i permessi e gli altri istituti oggetto del presente decreto, salvo che non sia diversamente specificato, sono direttamente applicabili anche ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni.”

     Ricordiamo che l’istituto del congedo di paternità, inizialmente previsto nel 2012, negli anni si è notevolmente consolidato, e con la legge di bilancio del 2022 è diventato strutturale e a regime, con la previsione della concessione fino a 10 giorni di  congedo del padre, usufruibili nel periodo tra i due mesi antecedenti il parto e i 5 mesi successivi, anche in concomitanza con la madre.  I giorni in questione possono essere fruiti anche separatamente, e la retribuzione prevista è pari al 100 per cento. In caso di adozione il diritto decorre dal momento dell’entrata in famiglia del bambino.

     Peccato però che tale norma, in questi dieci anni, non ha trovato mai operatività nella pubblica amministrazione a causa dell’interpretazione della Funzione Pubblica che, nel ravvisare la mancata emanazione della norma di raccordo prevista dalla legge del 2012, ne  ha escluso l’applicazione. Il solito corto circuito normativo, unito a una certa sciatteria del legislatore e alla forte propensione burocratica che ancora oggi alberga negli Uffici del Ministro per la Pubblica amministrazione.

     La FLP in questi anni, nel solco delle iniziative assunte nel campo delle tutele e dei diritti, che hanno contraddistinto in modo assolutamente significativo la sua azione, ha chiesto ripetutamente che venisse superata questa discriminazione e nelle scorse settimane è intervenuta più volte nei confronti dei Ministeri interessati (Famiglia, Pari opportunità, Lavoro, Pubblica amministrazione, Economia) e delle Commissioni parlamentari che si sono espresse sullo schema di Decreto legislativo.

     Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale quindi la norma diverrà pienamente applicabile anche alla Pubblica Amministrazione.  Ai lavoratori, comunque, diciamo fin da subito che vigileremo come FLP, con il consueto impegno, per la sua immediata operatività e non tollereremo che i soliti gattopardi possano frapporre  nuovi e speciosi ostacoli relativi a  presunte coperture economiche sull’applicazione dell’istituto.

La  Segreteria Generale FLP

Vigileremo ovviamente sulla applicazione della norma anche in Difesa. E’ tutto, cordialissimi saluti

                                                                                        IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : 27.06.2022 All Articolo IlMessaggero

Notiziario FLP Difesa n. 37 del 14 giugno 2022 –

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta

Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 18 del 13 giugno 2022, nel quale viene affrontata la problematica sulla necessità o meno di produrre una autocertificazione al fine di ottenere il riconoscimento nel mese di luglio p.v. della Indennità “una tantum” di 200 €. di cui  al DL 50/2022 (il “Decreto aiuti”).

Con il cedolino di luglio, pensionati, lavoratori dipendenti e altre categorie di soggetti con reddito 2021 al di sotto dei 35mila euro, dovranno percepire un’indennità una tantum, il c.d. “bonus di 200 euro”, con un costo complessivo per lo Stato di 6,5 miliardi interamente coperti dall’aumento della tassa sugli extra profitti dell’energia, che passa dal 10 al 25%.

     Lo stabiliscono gli artt. 31 (lavoratori dipendenti) e 32 (pensionati e altre categorie) del D.L. 17.05.2022, n. 50 (c.d. “decreto aiuti”), che reca una serie di misure contro l’inflazione che sta crescendo (l’ultimo dato di aprile 2022 ha registrato una crescita stimata al 6% su base annua) e contro il caro bollette per famiglie e imprese.

     Come FLP siamo critici rispetto alla misura adottata dal Governo che appare assolutamente insufficiente rispetto alla perdita del potere di acquisto di salari, stipendi e pensione per effetto dell’aumento esponenziale dell’inflazione sui prezzi energetici e su tutti i principali beni di consumo. Una somma, quella stanziata una tantum, ancora più insufficiente tenuto conto che i contratti (quelli al momento rinnovati e di fatto già scaduti) hanno utilizzato come metodo di calcolo tassi di inflazione del triennio precedente e quindi assolutamente sottostimati.

     Inoltre, oltre che risibile, la somma non tiene conto dei principio della progressività e del diverso impoverimento delle lavoratrici e dei lavoratori anche con riferimento ai carichi di famiglia.

     Per i lavoratori dipendenti, l’erogazione del “bonus 200 euro” spetta al datore di lavoro, il quale, in base al disposto del già richiamato art. 31 del D.L. 50, dovrà riconoscerla “in via automatica, previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’art. 32, commi 1 e 18”. Dunque, il lavoratore dovrà autocertificare di non essere percettore di prestazioni pensionistiche (o di accompagnamento alla pensione), di quelle legate al reddito di cittadinanza e di altre prestazioni erogate dall’INPS (assegno di disoccupazione Naspi o DisColl), che in quanto tali hanno già diritto al bonus che sarà loro attribuito direttamente dall’Istituto previdenziale.

     Per quanto attiene al lavoro dipendente pubblico, invece, da molte parti si è ritenuto che NoiPA (o analoghi Uffici competenti di altre Amministrazioni pubbliche) possano erogare in via automatica con il cedolino di luglio p.v. l’indennità una tantum senza alcuna previa autocertificazione, atteso che la stessa è per decreto attribuita al singolo dipendente pubblico in possesso del requisito reddituale richiesto (sotto i 35mila euro) e che le eventuali prestazioni aggiuntive che dovessero escluderne l’attribuzione sono già note alla P.A. in quanto tutte rintracciabili all’interno delle banche dati dell’INPS.

   La conferma di questa opinione è indirettamente venuta dal Dipartimento della Funzione Pubblica e dalle stesse Amministrazioni Pubbliche che, sul punto, successivamente alla pubblicazione del D.L. 50 in Gazzetta Ufficiale non hanno detto o scritto alcunché (nessuna circolare; nessuna news sui siti istituzionali; nessuna predisposizione di modelli di autocertificazione; infine, nessuna indicazione in ordine agli uffici destinatari delle autocertificazioni, etc.), confermando così, indirettamente, l’idea sulla attribuzione in via automatica con i cedolini di luglio del bonus 200 euro ai dipendenti delle Amministrazioni pubbliche senza previa autocertificazione.

    Come FLP continuiamo a pensarla così, ma, recependo comunque alcune preoccupate sollecitazioni che ci stanno pervenendo da lavoratrici e lavoratori, siamo intervenuti direttamente presso il Ministro della Pubblica Amministrazione chiedendo che si pronunci con urgenza al riguardo e, nel caso, dia chiarimenti e/o urgenti indicazioni di carattere operativo.

La Segreteria Generale FLP

Ad integrazione di quanto sopra, alleghiamo al presente notiziario anche l’autorevole articolo pubblicato in merito dal “Sole24ore” in pari data, le cui valutazioni vanno nella stessa direzione della nostra O.S. .

Restiamo in attesa di conoscere la posizione che sarà adottata dal Ministro Brunetta.

Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 2022.06.13_Nota FLP alla PA su autocertificazione per bonus 200 euro

Allegato 2 : 2022.06.13 IL SOLE 24 ORE – Bonus 200 euro, per i lavoratori dipendenti privati non è automatico, serve una dichiarazion

Notiziario FLP Difesa n. 36 del 7 giugno 2021 –

Il SSSD On. Mulè

In data odierna, si è tenuta la seconda riunione in videoconferenza con il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) On.le Giorgio Mulè, su delega del Ministro Guerini, per un punto di situazione sulle seguenti tematiche da trattare: sviluppi relativi al trattamento economico del personale civile e procedure di reclutamento in corso e di prossimo avvio.

In apertura della riunione, il SSSD ha sottolineato le iniziative sino ad oggi messe in campo dal Ministero, per conseguire l’autorizzazione (non certa) ad un numero più consistente di assunzioni (n°2430) e per ridurre il gap retributivo del personale civile della Difesa rispetto al personale delle altre PP.AA.. Inoltre, ha sintetizzato il punto di situazione dei positivi risultati sinora ottenuti a seguito delle continue interlocuzioni avute con Mef, F.P., Aran e Parlamento: per quanto riguarda il trattamento economico, i risparmi di 20 milioni di euro sono stati assegnati al FRD, che hanno finanziato le progressioni interne effettuate nel 2021 (che saranno pagate dopo l’estate), e i risparmi di 30 milioni di euro sono stati destinati all’aumento dell’indennità di amministrazione Difesa inserita nel CCNL FC 2019-2021. Benefici economici che si aggiungono a quelli derivanti dagli aumenti contrattuali, che saranno pagati a giugno (arretrati) e luglio p.v. (adeguamento stipendio), ed all’armonizzazione delle indennità di amministrazione tra i Ministeri (già pagata ad aprile u.s…). Prosegue, invece, l’impegno del Ministero a cercare soluzioni per la riassegnazione dei 21 milioni di euro da destinare al FRD, utilizzati sino al 2021 per finanziare la performance organizzativa. In merito alle assunzioni, il DPCM 29.03.2022 ha riaperto la strada interrotta negli anni: vi sono già state 200 assunzioni di funzionari amministrativi ed altre a stretto giro con lo scorrimento delle graduatorie ancora valide; saranno a breve assunti i funzionari tecnici che hanno partecipato al bando gestito dal Ripam; sarà indetto nei prossimi giorni e comunque prima della pausa estiva, il concorso per 15 dirigenti non generali con riserva del 50% dei posti al personale di terza area della Difesa; è in dirittura di arrivo il bando per il corso-concorso selettivo di n.315 unità tecniche destinate all’Arsenale MM di Taranto; prosegue la predisposizione delle altre procedure concorsuali autorizzate, che saranno portate a termine entro la metà del prossimo anno; proseguono le assunzioni in AID, nel 2022, di personale funzionario e assistenti, vincitori di concorsi già effettuati o per scorrimento delle graduatorie degli idonei ma non vincitori di concorso. In riferimento alla formazione del personale, è stato approntato un programma di riqualificazione delle risorse umane che interesserà 4000 dipendenti. Ha subito dopo passato la parola alle OO.SS.

La FLP DIFESA in premessa, ha riconosciuto l’impegno dimostrato dal Ministro ed i risultati sinora conseguiti, ed ha salutato il dott. Francesco Rammairone che ha assunto da poco l’incarico di Vice Capo di Gabinetto del personale civile, apprezzando il primo approccio dello stesso tenuto con le OO.SS., attraverso un aperto dialogo che sicuramente porterà al ripristino e al rafforzamento delle relazioni sindacali a livello nazionale.

FLP DIFESA, che già nella riunione del 17 febbraio u.s. aveva dettagliato le problematiche che affliggono il personale civile della Difesa (vds. Notdif n.13 del 18.02.2022), nel suo intervento ha focalizzato l’attenzione su due aspetti fondamentali e legati ad entrambi agli argomenti in esame: 1) la necessità di quantificare, recuperare e riassegnare tutti i risparmi derivanti dalla riduzione dell’organico del personale civile della Difesa imposto dalla Legge 244/2012, individuando possibili “sacche” di risparmi non utilizzati e non restituiti; 2) la urgente esigenza di attuare a breve termine le assunzioni già autorizzate con i DPCM e con specifiche leggi e di presentare al MEF e FP la richiesta di autorizzazione di un piano straordinario di assunzioni per far fronte all’esponenziale esodo di personale che va in pensione, che sta determinando un aumento della spesa al Ministero (dovendo optare alla esternalizzazione di tutte le manutenzioni) e sta portando gli Enti al “collasso”, anche prima del 2024, come più volte segnalato dalle OO.SS: e dagli stessi SS.MM. in tutte le sedi ivi comprese quelle parlamentari.

TRATTAMENTO ECONOMICO – Analizzando e confrontando i dati riportati nel DPCM 20.06.2019 (riferito al PTFP 2018-2020) che ha autorizzato 235 assunzioni e nel DPCM 29.03.2022 (riferito al PTFP 2021-2023) che ha autorizzato 2430 assunzioni, si evince che dal primo DPCM sono residuati circa 6 milioni di euro rispetto alle risorse disponibili e che dal secondo DPCM sono residuati circa 15 milioni di euro. A riguardo, tenuto conto che gli stessi DPCM prevedono la possibilità che se l’Amministrazione è interessata ad utilizzare queste risorse residue per altre assunzioni, ne deve fare richiesta al MEF e FP per poi essere valutata la fattibilità, la FLP DIFESA ritiene che se tale richiesta non è stata formalizzata dal Ministero Difesa, i residui delle risorse economiche messe a disposizione e che derivano dai risparmi della Legge 244/2012 dovrebbero essere riassegnati a beneficio del personale civile e non restare nelle casse del MEF.

In merito ai 30 milioni di euro di risparmi assegnati all’aumento dell’indennità di amministrazione (IDA) dal 2021 del personale civile della Difesa, poi inseriti nel CCNL FC 2019-2021, FLP DIFESA resta dell’avviso che una parte di tali risorse non siano state utilizzate, restando nelle casse del MEF, in linea con la risposta fornita da Persociv all’ARAN prima della firma del contratto. A riguardo, FLP DIFESA propone di effettuare un ulteriore approfondimento e di verificare la possibilità di riassegnare tali residui di risorse economiche al personale civile.

L’operazione contabile di riassorbimento nell’assegno ad personam del personale ex militare transitato all’impiego civile delle risorse derivanti dalla perequazione dell’IDA prevista con DPCM e dall’incremento dell’IDA derivante dalle attuali norme contrattuali che utilizzano i risparmi della Difesa, ad avviso della FLP DIFESA comporta una perdita di risorse economiche (risparmi) per i dipendenti civili e una crescita di risorse nelle casse del MEF. Le risorse economiche con una mano ce le danno e con l’altra se le riprendono. Invece, rendere nuovamente disponibili tali risorse nel FRD ed indirizzarle alle ex progressioni interne e alla fase di prima applicazione del nuovo sistema di classificazione previsto dal CCNL (differenziali stipendiali), porterebbe ad un concreto beneficio economico a tutti, ivi compresi i predetti ex militari transitati all’impiego civile che di fatto subiscono evidenti penalizzazioni economiche e pensionistiche.

A riguardo, la FLP DIFESA ha reiterato la richiesta di attivare quanto prima uno specifico tavolo tecnico per risolvere le varie problematiche che affliggono i ns. colleghi ex militari ed un altro tavolo tecnico per rideterminare i criteri della mobilità volontaria ordinaria al fine di riavviare un istituto fermo da oltre tre anni.

La FLP DIFESA nel ribadire l’urgenza di definire i risparmi di Ministero e la verifica della loro riassegnazione al personale civile, nonché di richiedere al MEF le risorse aggiuntive al FRD previste dalla legge di bilancio 2022 e richiamate nel CCNL, ha segnalato che il MEF ancora non ha fornito i dati economici delle risorse certe disponibili per poter avviare la contrattazione sul FRD 2022, a cui sono collegati alcuni istituti contrattuali come ad esempio la definizione del nuovo sistema di classificazione del personale e l’attuazione delle norme di prima applicazione; infine, ha segnalato la necessità di definire in tempi brevi il regolamento applicativo del lavoro agile nei termini indicati dal vigente CCNL.

ASSUNZIONI – Il PTFP 2018-2020 indicava al 1.1.2018 una presenza di personale civile pari a 24.809 unità (escluso ex militari transitati) e una previsione totale di pensionamenti per limiti di età nel triennio pari a 2.070 unità, mentre il PTFP 2021-2023 riportava al 1.1.2021 una presenza di personale civile pari a 18.919 unità ed una previsione totale di pensionamenti per limiti di età nel triennio stimati in 1.763 unità. Dal confronto dei dati numerici dei due PTFP si nota che i pensionamenti ipotizzati per il 1.1.2021 si sono triplicati (non 2.070 unità ma 5.890 fuoriuscite a vario titolo) e risulta essere plausibile che tale tendenza possa consolidarsi nel prossimo triennio, addirittura con percentuali superiori, (con l’esodo del personale assunto in forza della ex L.285).

I dati esaminati fanno emergere tutte le criticità che già oggi presentano gli Enti della Difesa, soprattutto negli Enti dell’area industriale e negli Stabilimenti di lavoro, ad esempio: alla data odierna nell’Arsenale MM di Taranto rispetto a 1428 unità previste nella TOO sono presenti solo 940 unità di cui circa 370 ex militari, presentando di fatto alla data odierna e non a dicembre 2024 una carenza di personale civile di circa il 60%.

Questi sono i motivi e le preoccupazioni che inducono la FLP DIFESA a chiedere: – un urgente piano straordinario di assunzioni, ritenendo positive ma insufficienti quelle previste dal DPCM 29.03.2022 ed evitando quello che oramai un po’ tutti dicono “il collasso” degli Enti della Difesa; nello stesso tempo; – l’avvio di iniziative politiche, per inserire una norma di legge che preveda, a similitudine di quanto sta avvenendo per il personale militare con il nuovo testo unificato di modifica del COM, la proroga della tempistica per la riduzione dell’organico del personale civile stabilita dalla legge 244/212; – l’avvio di una iniziativa politica, atta a ristabilire una norma di legge che preveda la riserva del 60% dei posti a concorso in favore degli enti dell’area industriale, norma del COM scaduta a dicembre 2020 e senza aver prodotto i suoi effetti nel corso di vigenza a seguito del blocco delle assunzioni.

La FLP DIFESA ha evidenziato che nella predisposizione dei PTFP, si è sempre tenuto conto prioritariamente di quanto richiesto dagli Organi Programmatori (SMD, SMM; SME; SMA, SGD), ad invarianza della “dotazione” di spesa potenziale e dei limiti assunzionali, i quali programmano i fabbisogni sulla base delle scelte delle professioni e delle competenze che effettivamente servono all’Amministrazione, ma tenendo conto anche del futuro riassetto organizzativo conseguente al ridimensionamento degli organici previsto dalla legge 244/2012, e che tali scelte sono di indirizzo per l’approvvigionamento e la distribuzione del personale nonché per lo strumento della riconversione professionale nonché per il perseguimento degli obiettivi di performance organizzativa. Ma le scelte degli Organi Programmatori, che influiscono sulle missioni degli Enti e sulle loro tabelle organiche, non sono portate a conoscenza delle Parti sindacali, e sono soggette a continui cambiamenti di rotta, senza avere la possibilità di applicare correttamente gli istituti contrattuali collegati, a volte sembrando in controtendenza con la progettualità di F.A. (come ad es. con il Piano Industriale Integrato degli Arsenali 2020-2025 presentato da Maricomlog nell’anno 2020). Pertanto, è stato richiesto di rendere partecipi le OO.SS. delle scelte in corso, e di dare tempestiva trasparenza alle tabelle organiche di Ente e alle relative modifiche.

A conclusione della riunione, il SSS On. Mulè nell’apprezzare il lavoro svolto da tutti e nel particolare ringraziare la dott.ssa Montemagno che fra pochi giorni andrà in pensione (cui porgiamo anche noi i migliori auspici per la nuova stagione della sua vita), ha sottolineato le priorità del Ministero:

Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA   Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Notiziario FLP Difesa n. 34 del 30 maggio 2022 –

Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 16 del 26 maggio 2022 relativo alle notizie più aggiornate sui pagamenti degli incrementi salariali conseguenti al rinnovo contrattuale e dei relativi arretrati per l’intero Comparto Funzioni Centrali.

     Si comunica che, come riferito da fonti accreditate, gli arretrati spettanti al personale a seguito dell’entrata in vigore del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali, sottoscritto definitivamente in data 9 maggio 2022 ed entrato in vigore il giorno successivo, per le Amministrazioni gestite da NoiPA (in particolare Ministeri e Agenzie Fiscali) verranno erogati tramite una emissione speciale di pagamento predisposta dal MEF nel mese di giugno 2022.

     Gli arretrati saranno relativi al periodo 1 gennaio 2019—30 giugno 2022, mentre solo con lo stipendio di luglio 2022 vi sarà invece l’aggiornamento a regime degli stipendi con i nuovi importi previsti dal CCNL.

     Invece i lavoratori degli Enti ex-Parastato (in particolare INPS e INAIL) percepiranno gli arretrati ed avranno il contestuale adeguamento stipendiale già dal mese di maggio.

     Non possiamo esimerci dal criticare fortemente l’operato di NoiPA, che dopo i ritardi dovuti all’iter di certificazione e alle lungaggini burocratiche  messe in campo dal Governo e dalla Ragioneria dello Stato, posticipa di ulteriori due mesi l’aggiornamento degli stipendi già messi a dura prova dalla forte crescita dell’inflazione.

     Alleghiamo di seguito le tabelle, distinte per ex Comparti di provenienza e altre Amministrazioni (Ministeri, Agenzie Fiscali, EPNE, CNEL e ENAC/ANSFISAM/ANSV), con le stime da noi elaborate degli arretrati che saranno corrisposti, distinti per aree e posizioni retributive e comprensivi degli ulteriori arretrati maturati da gennaio a giugno 2022.

                                                                                                                      La Segreteria Generale FLP

Dunque a breve gli arretrati, e successivamente il bonus da 200 € di cui al precedente Notdif 33/2022. Poi restiamo ancora in attesa di notizie sugli arretrati delle progressioni economiche 2021. Cordialissimi saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : 2022.05.30 Notdif 34 All. – Arretrati CCNL FC 2019-2021

Notiziario FLP Difesa n. 33 del 25 giugno 2022 –

Pubblichiamo il Notiziario CSE-FLP Pensionati n. 8 del 23 maggio 2022, che riporta le valutazioni in merito ai contenuto del D.L. n. 50 del 17.05.2022, il “Decreto aiuti”.

     Dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri del 2 e 5 maggio uu.ss., ha visto finalmente la luce, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17.05.2022, il Decreto Legge n. 50 di pari data.

     Trattasi del c.d. “Decreto Aiuti”, che contiene una serie di misure contro l’inflazione che sta crescendo (l’ultimo dato di aprile 2022 ha registrato una crescita stimata al 6% su base annua) e contro il caro bollette per famiglie e imprese, misure che pesano complessivamente per circa 14 miliardi di euro.

     Tra le misure varate, di particolare interesse per i pensionati appare il c.d. “bonus da 200 €”, che il decreto connota tecnicamente come “indennità una tantum”, che verrà erogato con il cedolino del mese di luglio ai circa 13,7 milioni di pensionati che hanno un reddito 2021 sotto i 35mila €., misura questa che pesa per 6,5 mld di €, interamente coperti con l’aumento della tassa sugli extra profitti dell’energia, che passa dal 10 al 25%.

     La norma che riguarda il “bonus 200 €” per i pensionati è contenuta nell’art. 32 del D.L. 50, che indica i requisiti necessari per percepirlo e le modalità per la sua erogazione da parte INPS o altro Ente previdenziale.

     Per poter percepire il “bonus 200 €” il/la pensionato/a deve

     Nel computo del reddito, debbono essere esclusi: i trattamenti di fine rapporto/fine servizio (TFR/TFS); il reddito della casa di abitazione; le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata; l’Assegno Unico Universale, gli assegni familiari di varia natura e le indennità di accompagnamento per i ciechi parziali e/o sordi nati tali o diventate tali nei primi anni di vita. 

     Dunque, non è previsto il calcolo dell’ISEE, che si riferisce all’intero nucleo familiare, ma il conteggio riguarda il solo reddito della singola persona, quindi in famiglia potranno arrivare più bonus da 200 euro se altri componenti sono in possesso dei requisiti richiesti.

     Oltre ai pensionati, destinatari del “bonus 200 €” sono però anche altre categorie: in primo luogo, i quasi 14 mln di lavoratori dipendenti con reddito anch’essi non superiore a 35.000 €, che la percepiranno a luglio in busta paga; i lavoratori dello spettacolo e del turismo, badanti e colf, lavoratori stagionali, precari e disoccupati;  i lavoratori autonomi, per i quali il decreto prevede l’istituzione di un fondo ad hoc, ma i cui criteri di distribuzione saranno però fissati entro un mese; infine, i circa 900mila percettori del Reddito di Cittadinanza, frutto di un’ultima mediazione politica all’interno del Governo e della forze politiche che lo sostengono.

     Il “bonus 200 €” verrà corrisposto a luglio p.v. in via automatica dall’INPS o altro Ente previdenziale ai pensionati, e analogamente automatica sarà anche l’erogazione nella busta paga di luglio p.v. per lavoratori dipendenti e percettori del Reddito di Cittadinanza; per altre categorie, lavoratori autonomi in primis, invece, l’erogazione del bonus sarà a domanda dell’interessato.

     Come CSE FLP Pensionati, esprimiamo una valutazione positiva sul “bonus 200 €”, che va incontro di certo alla esigenze delle famiglie gravate da bollette sempre più insostenibili e da un costo della vita che cresce giorno dopo giorno, ma che rappresenta però solo una piccola misura una tantum, a fronte di una esigenza ben più larga, e più volte da noi rappresentata nelle diverse sedi, quella di una politica economica che operi strutturalmente, attraverso strumenti adeguati, ad una redistribuzione del reddito più a favore dei ceti più deboli, tra i quali è certamente ricompresa la stragrande maggioranza dei pensionati,  che vedono il loro potere d’acquisto ridursi ogni giorno di più e che stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi economica che il Paese vive da più tempo.

     Restiamo dunque in attesa di vederci riconosciuta l’indennità una tantum, che dovrebbe arrivare a ruota degli arretrati del CCNL FC, che dovremmo trovare in pagamento in apposito cedolino a giugno.

Cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP DIFESA n. 32 del 10 maggio 2022 –

Il sen. Nicola Latorre, D.G. di Agenzia Industrie Difesa

La Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa ha inviato alle OO.SS. nazionali una nota informativa – prot n. 4642 del 9.05.2022, a firma del Capo Ufficio Sviluppo Capitale Umano e Organizzazione, che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina – avente per oggetto “modifiche al sistema di pagamento  degli emolumenti del personale civile”,  nella quale si informava che, a seguito di alcuni rilievi mossi dalla Magistratura Contabile alla “Convenzione triennale 2021-2023” siglata da Ministro della Difesa e Direttore Generale AID, si rendeva necessario dare attuazione alla previsione contenuta nel decreto istitutivo dell’Agenzia e relativa alla riduzione, per gli Enti ad essa conferiti, delle dotazioni organiche di A.D. e al contestuale trasferimento all’Agenzia delle risorse finanziarie destinate al pagamento degli stipendi.

Come da tradizione in AID, l’informazione alle OO.SS. è arrivata molto tardivamente e peraltro senza alcun supporto di documenti che consentissero la corretta ed esaustiva comprensione del problema, da parte delle Rappresentanze sindacali ma anche e soprattutto da parte dei lavoratori, atteso che il problema tocca il loro stipendio e conseguente la loro vita familiare.  Problema che, ad una nostra prima valutazione, dovrebbe essere alquanto gestibile e ipotizziamo anche in tempi brevi, attraverso la specifica convenzione tra Agenzia e la competente Direzione del MEF di cui parla la stessa Direzione Generale nella nota inviata ai Sindacati.

C’è invece un passaggio di quella nota che da una parte ci sorprende e dall’altra ci preoccupa, e siamo sicuri preoccupi molto anche le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia: il preannuncio di approfondimenti in corso, atteso che “la modifica della procedura in questione abbia un impatto sul sistema di classificazione del personale, considerato che gli Enti Pubblici non Economici, sebbene inseriti nel comparto Funzioni Centrali, presentano un sistema di classificazione diverso da quello dei Ministeri”.

La comprensione di quest’ultimo passaggio appare davvero ardua e faticosa, e nonostante tutta la buona volontà utilizzata, non si riesce a fare nessun passo in avanti per capire la natura vera di questo problema, la portata degli approfondimenti che si stanno operando e soprattutto le prospettive conclusive di questi approfondimenti, che sono poi quelle che oggi interessano più da vicino i lavoratori.

Una cosa comunque appare ancor più incomprensibile: il sollevare il tema degli ordinamenti professionali diversi tra ex comparto Ministeri ed ex comparto EPNE (Enti Pubblici Non Economici) il giorno stesso in cui si firma il nuovo CCNL delle Funzioni Centrali che ha assorbito entrambi gli ex comparti con le disposizioni e i rimandi in materia di sistema di classificazione del personale di cui all’art. 18.

Ovviamente, è necessario e urgente, anche in base ad un elementare criterio di trasparenza, che la Direzione Generale AID mostri tutte le carte in suo possesso, chiarisca la natura e la portata degli approfondimenti che sta operando e indichi le opzioni anche alternative che sono in campo.

E questi approfondimenti non potrà continuare a operarli nel chiuso delle proprie stanze come finora ha fatto, ma deve coinvolgere immediatamente le OO.SS. nazionali ascoltando i loro punti di vista, i loro contributi e ovviamente le loro proposte, atteso che le questioni in campo riguardano le partite stipendiali e la collocazione all’interno del comparto di contrattazione che sono questioni riconducibili a relazione sindacale.

Con queste premesse, abbiamo inviato alla Direzione Generale AID nel pomeriggio di oggi la lettera  con la richiesta di incontro urgente, che pubblichiamo su questa stessa pagina

Con riserva di informazione sugli sviluppi della nostra iniziativa, cordiali saluti a tutti.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo

Allegato 1: 09.05.2022 – Nota AID a OO.SS. Nazionali

Allegato 2: 10.05.2022-Lettera-FLP-DIFESA-richiesta-incontro-al-D.G.-AID-su-collocazione-in-comparto

Notiziario FLP Difesa n. 30 del 5 maggio 2022 –

COVID19

Pubblichiamo di seguito il Notiziario della Conferazione CSE n. 4  del 04.05.2022 che riferisce dei contenuti della riunione svoltasi al Ministero del Lavoro in relazione all’aggiornamento del Protocollo Nazionale per il contrasto al COVID.

In data odierna, abbiamo partecipato come CSE alla riunione convocata dal Ministero del Lavoro per una verifica del protocollo che reca le misure generali per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 sui luoghi di lavoro.

 Come si ricorderà, l’esplodere dell’epidemia a febbraio 2020 obbligò il Governo a tutta una serie di misure restrittive di carattere sia individuale che collettivo, tutte comunque finalizzate al contenimento della diffusione del contagio, e tra queste quelle introdotte con il DPCM 11.03.2020, che portarono al lockdown e alle ben note limitazioni anche nelle attività di lavoro.

 In questo contesto, qualche giorno più tardi, era il 14 marzo 2020, Governo, Parti Sindacali e Parti Datoriali sottoscrissero un primo e specifico “protocollo”, articolato in 13 punti, che recava linee guida e indicazioni di carattere operativo, condivise da tutte le Parti firmatarie, per agevolare le imprese nell’adozione di misure per la prosecuzione delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza all’interno degli ambienti di lavoro e di massima protezione in ordine alle modalità lavorative.

 Il protocollo del 14 marzo registrò poi degli aggiornamenti successivi legati alle evoluzioni del quadro epidemiologico e all’andamento della pandemia, che resero necessarie alcune integrazioni e modifiche al testo originario: il primo aggiornamento avvenne a soli 40 giorni di distanza con la firma del protocollo 24 aprile 2020; il secondo aggiornamento, invece, l’ultimo in ordine di tempo, vide successivamente la luce ad un anno di distanza, con la sottoscrizione del protocollo del 6 aprile 2021.

 Tutte e tre le circostanze videro la presenza al tavolo e l’attiva partecipazione della nostra Confederazione CSE, che appose la sua firma su tutti e tre i protocolli.

 Oggi, infine, una nuova convocazione delle parti firmatarie dei precedenti protocolli da parte del Ministero del Lavoro, al fine di decidere il da farsi sulle misure anti-Covid alla luce del mutato quadro emergenziale che è intervenuto in questi mesi.

 Alla predetta riunione, hanno partecipato per la Parte Pubblica, oltre al Ministero del Lavoro, anche il Ministero della Salute e il Ministero dello Sviluppo Economico; per le Parti Sociali, erano presenti i rappresentanti di Organizzazioni sindacali tra le quali CSE, e quelli di Organizzazioni datoriali tra le quali Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, CNA ed altre; infine, presente al tavolo anche INAIL. 

 La riunione è stata aperta dall’intervento del Rappresentante del Ministro del Lavoro che ha posto al tavolo la questione relativa al mantenimento o meno del “protocollo” alla luce dell’evoluzione della pandemia, prospettando da parte sua la possibilità di una conferma pro tempore, e ha chiesto alle Parti presenti di esprimersi al riguardo.

 Nel suo intervento, la CSE ha espresso la convinzione che, alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico che evidenzia ancora oggi numeri importanti nei contagi da Covid-19 ancorché in significativa discesa, che suggeriscono la conservazione allo stato delle misure di prevenzione in atto, e soprattutto alla luce dell’efficacia che hanno dimostrato nel corso di questi due anni i protocolli nazionali e i discendenti protocolli aziendali che hanno assicurato tutele e sicurezza negli ambienti di lavoro, il protocollo, nel testo ultimo sottoscritto il 6 aprile 2021, vada mantenuto almeno fino a tutto giugno, naturalmente attualizzato con le ordinanze del Ministro della Salute.

 Per quanto attiene ai Dispositivi di Protezione Individuali (DPI), proprio alla luce dell’evoluzione attuale del quadro epidemiologico, la nostra Confederazione ha espresso il proprio convincimento circa la necessità del loro mantenimento negli ambienti di lavoro, in particolare nelle situazioni di particolare addensamento e dove non sia comunque possibile assicurare il distanziamento sociale necessario.

 

CSE ha infine proposto la riconvocazione del tavolo per la metà di giugno per decidere il da farsi alla luce dell’andamento della pandemia, ma anche per una riflessione a tutto tondo sull’esperienza di questi mesi, in primis sul positivo lavoro svolto dai Comitati Aziendali, e su quanto possa essere mantenuto in vita anche in prospettiva post-pandemica (il riferimento va in primo luogo alla positiva esperienza dello smart-working) al fine di introdurre utili modifiche nell’organizzazione del lavoro e di assicurare al contempo più tutele e più sicurezza nei luoghi di lavoro.

 A conclusione del giro di interventi delle Parti presenti al tavolo, si è unanimemente convenuto di confermare sino a tutto giugno p.v. l’efficacia del protocollo del 6 aprile 2021, con l’impegno delle Parti a ritrovarsi verso la metà di giugno p.v. per una verifica attenta dell’evoluzione del quadro pandemico e, alla luce di esso, per una rivisitazione dei contenuti del protocollo e una sua attualizzazione in termini operativi.

 Degli esiti della riunione odierna, verrà redatto un verbale a firma dei Rappresentanti di parte Pubblica presenti, che darà conto delle scelte e degli impegni di cui sopra.

 Nell’esprimere una valutazione positiva in merito alle risultanze della riunione odierna, che evidenziano ancora una volta l’utilità e la necessità del pieno coinvolgimento delle Parti sociali in materia di sicurezza “del” lavoro e “sul” lavoro, si fa riserva di inviare a tutte le nostre strutture sindacali il verbale di riunione non appena ci sarà pervenuto dal Ministero del Lavoro.    

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Dunque il segnale è di non abbassare la guardia. Intanto confidiamo che in sede di riconvocazione del tavolo trovino adeguata attenzione le riflessioni sull’esperienza vissuta e in particolare sugli spazi da destinare al mantenimento dello smart-working.  Fraterni saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 29 del 27 aprile 2022 –

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE-FLP Pensionatin. 7 del 27 aprile 2022, che reca le valutazioni del nostro organismo di Settore in merito ai contenuti del documento in oggetto, con particolare riguardo alla pressochè totale assenza di interventi significativi in materia pensionistica.

 Contrariamente a quanto si era immaginato, il DEF (Documento di Economia e Finanza) per l’anno 2022 non contiene alcun impegno preciso sul versante della riforma pensionistica, in merito alla quale il Governo, dopo l’assenza totale di confronto registratosi nell’anno 2021 e le scelte unilaterali, in primis la c.d. “quota 102”, operate in legge di bilancio, aveva aperto il confronto a gennaio scorso con le Parti sociali, confronto poi purtroppo arenatosi nelle settimane successive e oggi praticamente in stallo. 

 IL DEF, adottato dal Consiglio dei Ministri in data 6 aprile u.s. e il giorno dopo trasmesso alle Camere, nel definire il quadro economico-finanziario e gli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2022-2025, reca la presa d’atto del peggioramento del quadro economico dovuto a un insieme di fattori (guerra in Ucraina; aumento dei prezzi dell’energia, delle materie prime e degli alimentari; crescita dei tassi di interesse; minore crescita nelle esportazioni; eccetera), che disegnano ovviamente uno scenario ben diverso da quello previsto nella NADEF (Nota di aggiornamento del DEF) del settembre 2021, con previsioni generalmente tutte meno positive a partire dal crescita del PIL (solo il 2,9% di crescita prevista per il 2023, a fronte del 4,7% fissato a suo tempo dalla NADEF).

  In questo quadro di situazione peggiorato, a fronte del quale le priorità del Governo sono orientate in primo luogo su guerra, caro energia/materie prime e inflazione, la urgente e  necessaria riforma della legge Fornero, finalizzata in primis a introdurre una maggiore flessibilità in uscita, non ha purtroppo trovato posto all’interno del DEF se non in termini molto general-generici con, da parte del Governo, “l’impegno a proseguire le politiche strutturali già avviate” in diversi settori tra i quali sanità e welfare, “con particolare riguardo all’assetto del sistema pensionistico”. Tutto qui.

Dunque, a questo punto, per saperne concretamente di più in materia di riforma delle pensioni, dovremo attendere il prossimo settembre, quando il Consiglio dei Ministri varerà la NADEF 2022 che, al suo interno, dovrebbe contenerne gli intendimenti, in particolare sul fronte della flessibilità in uscita. E’ allora necessario e non più rinviabile che il Governo riavvi seriamente il confronto con le Parti sociali, anche perché di tempo non è che ce ne sia poi così tanto essendo settembre dietro l’angolo, e tante e complesse sono le questioni da affrontare, tenuto anche conto delle diversità di vedute registrate, tra Governo e Sindacato, negli incontri già avvenuti, e di cui abbiamo riferito in nostri precedenti Notiziari.

L’idea del Governo Draghi pare una sola: applicare in toto la riforma Fornero, concedendo pillole di flessibilità in uscita alla sola condizione che il calcolo del futuro assegno pensionistico avvenga su base esclusivamente contributiva, sul tipo di “opzione donna” e dunque ricomprendendovi anche i periodi di lavoro antecedenti al 1996, che avrebbe come effetto il taglio considerevole della futura pensione, sino addirittura al 30%.

L’opinione di CSE-FLP Pensionati è invece molto diversa in materia di flessibilità in uscita: noi pensiamo che, in primo luogo, occorra rendere possibile l’uscita volontaria con 41 anni di contributi o con 62 anni d’età, per tutti, e senza alcuna penalizzazione sul calcolo; in aggiunta, chiediamo di rendere strutturale “opzione donna” ma senza ricalcolo contributivo; chiediamo infine la riduzione a 30 anni del requisito contributivo per l’APE Sociale dei lavori gravosi, l’aggiornamento e l’estensione delle attività gravose e usuranti ampliandone ulteriormente la platea, a partire dagli operatori della sanità (personale infermieristico, OSS e socio sanitario) e socio assistenziale.

Come si vede, le posizioni sono ancora troppo lontane tra loro, e dunque occorre accelerare significativamente il passo per arrivare a settembre con misure auspicabilmente condivise da inserire nella NADEF, e che dovranno poi trovare posto nel DDL Bilancio 2023. 

 Serve allora, a nostro avviso, un tavolo permanente di confronto sulla riforma delle pensioni tra Ministero del Lavoro e Parti sociali, con incontri periodici e a tema sulle questioni ancora aperte, e con un l’obiettivo di chiudere non oltre agosto p.v..

Un tavolo permanente di confronto, rispetto al quale il Ministro Orlando ha dato una disponibilità di massima, ma che deve partire subito senza ulteriori perdite di tempo.

Seguiremo ovviamente da vicino gli sviluppi del confronto e ne daremo conto ai lavoratori interessati.

 Prima di chiudere, una ultima info. L’INPS ha lanciato in forma sperimentale nei giorni scorsi un nuovo servizio telematico, denominato Consulente Digitale delle Pensioni, realizzato nel quadro degli obiettivi di digitalizzazione dei servizi pubblici previsti dal PNNR.

Si tratta di uno strumento di consulenza virtuale per i pensionati in possesso di credenziali digitali (SPID livello 2, CIE, CNS) finalizzato ad aiutare i pensionati ad individuare potenziali diritti non esercitati, in primo luogo quelli relativi a prestazioni aggiuntive collegate con la propria pensione.

Al momento, le prestazioni proposte dal servizio, che saranno comunque integrate nel corso dell’anno, riguardano: bonus quattordicesima; supplemento pensione e integrazione al trattamento minimo.

Si riporta di seguito il link per accedere al nuovo servizio dell’INPS: https://serviziweb2.inps.it/AS0207/ConsulenteDigitalePensionatoWEB/#/

 IL COORDINAMENTO NAZIONALE CSE FLP PENSIONATI

Certo la materia è di particolare interesse del personale civile della Difesa, la cui età media è di 55 anni, e che guarda con molta attenzione alle possibili ricadute di un qualche significativo ritocco alla normativa vigente soprattutto per quanto attiene alla possibilità di anticipare l’uscita volontaria senza dover pagare  penalità quali la scelta di una opzione al contributivo, tanto gradita invece ai nostri legislatori.

Ci terremo aggiornati, cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 28 del 26 aprile 2022

Finalmente una buona notizia, che darà ossigeno, se attuata tempestivamente, alle gravi problematiche determinate in ambito Difesa dalle conclamate carenze di professionalità civili, in particolare tecniche, da tempo ripetutamente denunciate da FLP DIFESA. Nella G.U. n° 93 del 21 aprile u.s., è stato pubblicato il DPCM 29.03.2022 (che pubblichiamo in allegato su questa pagina), che reca le autorizzazioni per diverse AA. CC. a indire procedure di reclutamento ed assunzione di personale a tempo indeterminato.

Dunque anche il Ministero della Difesa è autorizzato, ai sensi dell’art. 1 del predetto DPCM, “ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale indicate nella Tabella 1 allegata” allo stesso decreto,  aggiuntive rispetto alle procedure concorsuali straordinarie già  finanziate dalla Legge di bilancio per il 2019, n. 145/2018, per l’assunzione di  294 unità tecniche (n.30 di area 3^ e n.264 di area 2^), e di quelle autorizzate con il DPCM 20.06.2019, non ancora effettuate (fra cui le progressioni verticali verso la 2^area e le 50 verso la 3^).

Il predetto DPCM autorizza assunzioni nella Difesa mediante concorso pubblico, per l’anno 2021, per complessive 2430 unità, di cui 476 verso la posizione iniziale della 3^ area e 1946 verso la posizione iniziale della 2^area; inoltre autorizza:-la transizione da part-time al 50% a full-time per 2 unità di A3F1, – l’assunzione di 8 professori con concorso in deroga, -le ulteriori 200 progressioni verticali (di cui 50 verso la 2^ e 150 verso la 3^). Le risorse necessarie, € 73.925.997,42,  sono state reperite dai risparmi derivanti dalle cessazioni del personale degli anni 2018 e 2019, e dal budget 2019 e 2020.

Lo stesso DPCM  autorizza anche Agenzia Industrie Difesa (AID)ad indire procedure di reclutamento e ad assumere a tempo indeterminato le unità di personale indicate nelle Tabelle 37 e 38 allegate”: per l’anno 2020 sono autorizzate assunzioni per 48 unità (2 dirigenti di II fascia, 6 funzionari A3F1 e 40 assistenti A2F2), delle quali una parte sono state già effettuate nel 2021 e la restante parte sono da effettuare mediante concorsi pubblici per 6 funzionari A3F1 e n°21 assistenti A2F2, e  mediante assunzione di  1 assistente A2F2 idoneo di concorso, per una spesa complessiva a regime pari ad € 1.497.539,16 e una disponibilità residua pari ad € 115.192,49; per l’anno 2021 sono autorizzate assunzioni per 101 unità (n°1 dirigente di II fascia, n°6 funzionari A3F1 e n°94 assistenti A2F2), delle quali una parte sono state già effettuate nel 2021, e la restante parte è da effettuare mediante concorsi pubblici per 6 funzionari A3F1 e 42 assistenti A2F2 e mediante assunzione di n°52 assistenti A2F2 idonei di concorso, per una spesa complessiva a regime pari ad € 3.013.277,16 e un accantonamento di € 45.426,95.

Val la pena ricordare come le autorizzazioni di cui sopra trovino fondamento nel “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2021-2023” (PTFP), al netto dei transiti nei ruoli civili del personale ex militare inidoneo ex DI 18.04.2002 di cui al DM 25.05.2021 (vds Notdif n°40 dell’8 giugno 2021). Nel predetto Piano sono state rilevate le carenze al 1° gennaio 2021 rispetto alle previsioni organiche di cui al DM 29.06.2016 (15 professori/ricercatori; 33 dirigenti di cui 31 dirigenti di 2^ fascia; 8.931 personale delle aree funzionali di cui 780 di 3^ area, 7.695 di 2^ area e 456 di 1^ area); dopodichè sono state valutate le cessazioni (presunte) per limiti di età nel triennio 2021-2023 per un totale di 1.763 unità (14 dirigenti, 89 di area 3^, 1.566 di area 2^ e 94 di area 1^) che si vanno ad aggiungere alle attuali carenze in organico;, e su questa base si è pervenuti a quantificare il fabbisogno complessivo di personale per il triennio 2021-2023 pari a n°3.481 unità, così ripartito: 36 Dirigenti (di cui il 50% dei posti sono riservati al personale di 3^ area); 11 professori/ricercatori; 3140 delle aree funzionali; le procedure concorsuali sono state autorizzate in diverse tranches: col DPCM 20.06.2019, con apposite disposizioni di legge, col DPCM 29.03.2022. Val la pena precisare che questi numeri sono al netto delle assunzioni di n°294 unità tecniche da destinare a Arsenali e Stabilimenti militari, già finanziati dalla legge di bilancio per il 2019, n. 145/2018, per le quali si auspica l’emanazione quanto prima del relativo Decreto autorizzativo F.P.- MEF.

Pur valutando in modo molto positivo le scelte del DPCM, che per la prima volta dopo decenni autorizza assunzioni civili in numero significativo per la Difesa, dobbiamo dire che,  a nostro parere, tuttavia, i numeri finora autorizzati, pur rispondenti a quelli indicati dal PTFP 2021-2023, sono ancora insufficienti e inadeguati a superare le criticità attuali e future, ormai conclamate in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa, e dunque continuiamo a sostenere la necessità di lavorare ad un piano straordinario di assunzioni, da destinare in primis all’area tecnico-industriale e dunque anche a sostegno del Piano Industriale Integrato 2020-2025 per gli Arsenali della MM e per i Centri tecnici, come da tempo proposto dal Comando Logistico MM, che prevedeva l’avvio del processo di “ri-alimentazione” degli organici di personale civile al fine di dare continuità alle funzioni in essere, recuperare le professionalità pregiate, e  re-internalizzare funzioni manutentive/tecniche “strategiche” per la F.A.. C’è la necessità di approfondire questo tema, e anche di avviare il confronto su scelte e sviluppi operativi del programmi assunzionali, e per questo abbiamo inviato al Ministro Guerini la nota in allegato 2 con la richiesta di un incontro.

            Cordialissimi saluti

     P. LA SEGRETERIA NAZIONALE

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Allegato 1: 2022.04.21 DPCM 29.03.2022 – autorizzazioni assunzioni – GU 21.04.2022

Allegato 2:  2022.04.27 FLP DIFESA NAZ – a MIN. DIFESA – DPCM 29.03.2022. Richiesta di incontro

                                                                                                                                    

Notiziario FLP Difesa n. 27 del 21 aprile 2022

Si è svolta in data odierna una riunione in videoconferenza dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione della Difesa, istituito in forza dell’art. 6 del CCNL 2016-2018 per realizzare “una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’Amministrazione”, quindi su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, qualità del lavoro, politiche formative, benessere organizzativo, lavoro agile, conciliazione dei tempi vita-lavoro, prevenzione dello stress lavoro-correlato, col compito di formulare proposte all’Amministrazione anche per la contrattazione integrativa. Può svolgere  analisi, indagini e studi, e monitorare l’attuazione dei piani di azioni positive, in collaborazione con il CUG.

Solo oggi finalmente si attiva il coinvolgimento partecipativo delle OO.SS., in materia di formazione, per un tavolo sul “Piano triennale della formazione del personale civile della Difesa” (allegato al presente notiziario”.

Questi i punti salienti del documento cui associamo le considerazioni e le considerazioni di FLP Difesa:

la emanazione del documento arriva in sintonia con la priorità politica dettata dal ministro Brunetta, di mirare al processo di innovazione e trasformazione digitale della PA attraverso il potenziamento delle conoscenze informatiche di  TUTTI i dipendenti, e la Difesa infatti persegue in primis l’obbiettivo promuovendo a DIFEFORM la formazione digitale di 1^ e 2^ area in generale, in primis con corsi sugli applicativi “Office”,  puntando alla massima flessibilità e adattabilità del personale, e all’aggiornamento delle alte specializzazioni tecniche.

Ma il dichiarato intento di coinvolgere TUTTI, dai neo assunti ai più anziani, si scontra con la scarsezza delle risorse destinate alla formazione, dimezzate dal 2011 col Dl 78/2010, e che hanno finora assicurato il proseguo delle attività sostanzialmente nelle materie della prevenzione della corruzione, dell’antinfortunistica, della protezione dei dati, come si evince dai grafici riportati nel Piano. Inoltre val la pena ricordare che mentre per la formazione del personale dirigente e di 3^ area, già dal 2013 si fa riferimento alla SNA, i cui oneri non gravano sulle Amministrazioni, per quello di 1^ e 2^ area la formazione si svolge a DIFEFORM, nata nel 2015 dalle morte ceneri di CEFODIFE, la cui mission attiene alle materie specialistiche della Difesa e all’antinfortunistica. In merito va detto che tale modello porta, per la periferia, il carico delle spese di missione, per cui spesso si rileva una autocensura degli Enti nei confronti del proprio personale, determinando una partecipazione a macchia di leopardo, foriera senz’altro di impari opportunità; e ciò nonostante che nell’area tecnico-operativa operi l’89% del personale. Ciò dovrà senz’altro indurre l’AD ad una pianificazione incentrata sulla formazione da remoto, in vdc e mediante webinar, come sperimentata durante la pandemia, economica e aperta a una platea molto ampia, col vantaggio di ottimizzare i tempi e l’efficacia dei corsi. Ma dovrebbe essere incentivato anche il ricorso al decentramento dei corsi, per agevolare la massima partecipazione in presenza nelle sedi periferiche. E dovrebbe essere avviata una politica di particolare attenzione alla formazione iniziale della componente ex militare transitata, che spesso fatica ad incardinarsi nel suo nuovo status giuridico.

            Rispetto al ciclo della formazione, la nostra attenzione va anche alla totale assenza di relazioni sindacali locali per la pianificazione delle attività formative, un tempo praticate, che darebbero trasparenza, verificabilità, esaustività, e integrabilità alle segnalazioni delle esigenze formative; non a caso nulla è trapelato sulla mappatura delle esigenze formative avvenuta nello scorso mese di febbraio 2022 da parte dagli uffici sulla base dei Cataloghi corsi SNA e DIFEFORM. E questo  mentre con il nuovo CCNL FC, la formazione sarà funzionale alla performance, ed entrambe saranno determinanti fra i titoli per le progressioni a venire.

Molta carne al fuoco, vi terremo aggiornati.

IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI

Allegato: 2022.04.13 OPI Bozza Piano della Formazione del personale civile 2022-2024

maria pia bisogni


Approvato il Decreto Legislativo che estende al pubblico impiego l’esercizio del diritto al congedo di genitorialità e assistenza, superando la discriminazione finora esistente. Si tratta del congedo di paternità, nato nel 2012, e diventato strutturale con la legge di bilancio 2022 – 10 giorni di congedo del padre, usufruibili all’interno dei due mesi antecedenti il parto e dei 5 mesi successivi, anche in concomitanza con la madre, retribuiti al 100%. In caso di adozione il diritto decorre dal momento dell’entrata in famiglia del bambino

27 Giu 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 39 del 27 giugno 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 19 del 25 giugno u.s., che reca le positive valutazioni della nostra O.S. in merito all’approvazione del D.Lgs.vo che attua la normativa europea 2019/1158. Un obbiettivo fortemente voluto da FLP, intervenuta più volte in questi mesi nei confronti […]


Dopo i dubbi sollevati da più parti in merito alla necessità o meno di produrre la autocertificazione al fine di ottenere a luglio il riconoscimento della indennità “una tantum” dei 200 €. di cui al DL 50/2022 (il Decreto Aiuti), FLP, nel ritenere che non sia da applicare nel pubblico impiego, chiede tuttavia con propria nota al ministro Brunetta di pronunciarsi con urgenza al riguardo, dando, ove ritenuto necessario, precise indicazioni operative.

14 Giu 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 37 del 14 giugno 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 18 del 13 giugno 2022, nel quale viene affrontata la problematica sulla necessità o meno di produrre una autocertificazione al fine di ottenere il riconoscimento nel mese di luglio p.v. della Indennità “una tantum” di 200 €. di […]


Incontro con il SSS on. Mulè. All’o.d.g. assunzioni e trattamento economico del personale civile. L’impegno per promuovere le assunzioni autorizzate (FLP Difesa chiede trasparenza e partecipazione su profili, numeri e sedi di destinazione, ma anche un piano straordinario di nuove assunzioni). A giugno gli arretrati del CCNL, a luglio l’ adeguamento degli stipendi. L’impegno per la riassegnazione dei 21 milioni perduti . FLP Difesa chiede la riassegnazione alla Difesa dei risparmi assunzioni e l.244, e il riavvio dei tavoli tecnici, (quali “mobilità” e “problematiche del personale ex militare”).

7 Giu 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 36 del 7 giugno 2021 – In data odierna, si è tenuta la seconda riunione in videoconferenza con il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) On.le Giorgio Mulè, su delega del Ministro Guerini, per un punto di situazione sulle seguenti tematiche da trattare: sviluppi relativi al trattamento economico del personale civile […]


Da notizia pervenuta da fonti accreditate, gli arretrati spettanti al personale a seguito dell’entrata in vigore del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali verranno erogati mediante una emissione speciale di pagamento nel mese di giugno 2022, per le Amministrazioni gestite da NoiPA . Gli arretrati sono relativi al periodo 1.1.2019 – 30.06.2022, e l’aggiornamento a regime dello stipendio partirà dalla busta paga del mese di luglio 2022. Pubblichiamo le tabelle da noi predisposte con tutti gli importi arretrati da percepire

30 Mag 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 34 del 30 maggio 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 16 del 26 maggio 2022 relativo alle notizie più aggiornate sui pagamenti degli incrementi salariali conseguenti al rinnovo contrattuale e dei relativi arretrati per l’intero Comparto Funzioni Centrali.      Si comunica che, come riferito da fonti accreditate, […]


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Aiuti (il DL 50 del 17.05.2022). Fra le misure contro l’inflazione in crescita e il caro bollette per famiglie e imprese, il Bonus da 200€. , una indennità “una tantum” che verrà erogata con il cedolino del mese di luglio dall’INPS ai pensionati con un reddito 2021 sotto i 35.000 €. ; alla stessa condizione la stessa somma sarà erogata nella busta paga di luglio ai lavoratori dipendenti

27 Mag 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 33 del 25 giugno 2022 – Pubblichiamo il Notiziario CSE-FLP Pensionati n. 8 del 23 maggio 2022, che riporta le valutazioni in merito ai contenuto del D.L. n. 50 del 17.05.2022, il “Decreto aiuti”.      Dopo il passaggio in Consiglio dei Ministri del 2 e 5 maggio uu.ss., ha visto […]


Convenzione Triennale 2021-2013 tra Ministro della Difesa e Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa. Insufficiente, e in alcuni passaggi anche incomprensibile, informazione alle OO.SS. sui rilievi operati in sede di controllo preventivo contabile e sugli effetti prodotti sulla gestione delle partite stipendiali e sull’ambito contrattuale di riferimento. La solita storia, parecchie volte abbiamo denunciato la criticità delle relazioni sindacali in ambito AID, e questa circostanza lo conferma. Richiesta di incontro urgente al Direttore Generale AID

10 Mag 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 32 del 10 maggio 2022 – La Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa ha inviato alle OO.SS. nazionali una nota informativa – prot n. 4642 del 9.05.2022, a firma del Capo Ufficio Sviluppo Capitale Umano e Organizzazione, che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina – avente per oggetto […]


Riunione al Ministero del Lavoro sull’aggiornamento del Protocollo COVID 19 per il privato. Come richiesto da CSE, l’efficacia del documento viene prorogata al 30 giugno; le parti si ritroveranno a metà giugno per una verifica del quadro complessivo e per la rivisitazione dei contenuti del protocollo. CSE propone una riflessione sull’esperienza di questi mesi e su quanto di positivo si possa valorizzare per migliorare l’organizzazione del lavoro (con un occhio allo smart working) oltre che la prevenzione. Ora aspettiamo la convocazione di Brunetta per l’allineamento del settore pubblico al privato.

5 Mag 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 30 del 5 maggio 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario della Conferazione CSE n. 4  del 04.05.2022 che riferisce dei contenuti della riunione svoltasi al Ministero del Lavoro in relazione all’aggiornamento del Protocollo Nazionale per il contrasto al COVID. In data odierna, abbiamo partecipato come CSE alla riunione convocata dal […]


Il Documento di Economia e Finanza per il 2022 adottato dal Consiglio del Ministri il 6 aprile u.s., ora alle Camere, reca la presa d’atto del peggioramento del quadro economico determinato da più fattori, fra cui la guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi di energia, materie prime, alimentari; dunque passa in secondo piano la pur urgente e necessaria riforma della legge Fornero: pochissimo spazio a nuove flessibilità in uscita, per lo più legate a penalizzazioni economiche sul modello della “opzione al contributivo”. CSE-FLP Pensionati chiede un tavolo permanente di confronto al Ministero del Lavoro.

29 Apr 2022 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 29 del 27 aprile 2022 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE-FLP Pensionatin. 7 del 27 aprile 2022, che reca le valutazioni del nostro organismo di Settore in merito ai contenuti del documento in oggetto, con particolare riguardo alla pressochè totale assenza di interventi significativi in materia pensionistica.  Contrariamente a quanto […]


Assunzioni col DPCM 29.03.2022. In Difesa 2.430 nuove unità di cui 476 in 3^ area e 1946 in 2^ con appositi bandi, più 50 progressioni verticali verso la 3^ area e altre 150 verso la 2^, che si aggiungono alle 100 già previste e non attuate. In AID 48 assunzioni riferite al 2020, in parte già effettuate nel 2021, ne restano 27 (6 A3F1 e 21 A2F2) da selezionare con concorso; e deve essere assunto 1 A2F2 idoneo di concorso; per il 2021 101 nuove assunzioni, anche queste in parte già effettuate nel 2021, ne restano 48 (6 A3F1 e 42 A2F2) da selezionare con concorso; e devono essere assunti 52 A2F2 idonei di concorso.

27 Apr 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 28 del 26 aprile 2022 – Finalmente una buona notizia, che darà ossigeno, se attuata tempestivamente, alle gravi problematiche determinate in ambito Difesa dalle conclamate carenze di professionalità civili, in particolare tecniche, da tempo ripetutamente denunciate da FLP DIFESA. Nella G.U. n° 93 del 21 aprile u.s., è stato pubblicato il […]


Riunione in vdc dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione, ad oggetto il Piano della Formazione del Personale civile 2022-2024. Il documento analizza il modello di pianificazione, alla luce degli input di Brunetta sulla trasformazione digitale della P.A. La materia è di particolare interesse, per le ricadute su performance e progressioni a venire. In teoria si guarda a tutto il personale, ma di fatto vanno alla SNA (gratis) dirigenti e 3^ area, e in missione a DIFEFORM (caratterizzata su antinfortunistica e materie tecniche) soprattutto 2^ e 1^ area. Per il 2022 già inoltrate al centro a febbraio, in sordina, le esigenze degli Enti.

21 Apr 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 27 del 21 aprile 2022 – Si è svolta in data odierna una riunione in videoconferenza dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione della Difesa, istituito in forza dell’art. 6 del CCNL 2016-2018 per realizzare “una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa […]


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