A 10 anni dalla riforma Di Paola, da subito contestata solo da FLP DIFESA a partire dalla manifestazione nazionale a Roma del 6 luglio 2012, la storia si ripete! Una nuova operazione ad esclusivo beneficio della componente militare è passata, anche nel silenzio di CGIL-CISL-UIL, senza che alcuna attenzione sia stata rivolta alle problematiche ingenerate dalla massiccia emorragia di personale civile, con l’imminente collasso di area industriale e marina, mentre invece silenziosamente oggi si procede a indiscriminati tagli lineari agli organici civili.
Come già da noi paventato lo scorso dicembre (vds Notdif 83/2021), il DDL oggi definitivamente approvato in Parlamento modificherà il Codice dell’Ordinamento Militare, prevedendo la proroga decennale del termine per attuarele riduzioni organiche dei militari alle 150.000 unità indicate dalla legge Di Paola; in realtà la norma innalza surrettiziamente i numeri a 156.125 unità, e sancisce l’ ulteriore impegno del Governo e di tutte le Forze politiche a portarli a 170.000 unità, evidentemente anche al fine di arginare gli esuberi tuttora esistenti.
Con questa operazione viene superato l’originario obbiettivo di spending review, di spostare parte delle risorse destinate al personale verso le altre voci di bilancio (esercizio e investimento). Ma è oggi evidente che, nel corso degli ultimi 10 anni, i vertici militari e la politica hanno usato due pesi e due misure, generando una palese disparità di trattamento: la riduzione del personale militare è andata a rilento, associata alla continuità degli arruolamenti, e dunque del ricambio generazionale; la riduzione del personale civile si è realizzata mediante l’esodo fisiologico, senza ricambio generazionale, sia per i ridotti numeri delle assunzioni ordinarie rispetto alle previsioni del PTFP, sia per il mancato ricorso ad assunzioni straordinarie, come da più parti invocato.
La cosa eclatante è che il DDL (2597) FERRARI ed altri“Disposizioni di revisione del modello di Forze armate interamente professionali, di proroga del termine per la riduzione delle dotazioni dell’Esercito italiano, della Marina Militare, escluso il Corpo delle capitanerie di porto, e dell’Aeronautica militare, nonché in materia di avanzamento degli ufficiali. Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale“, non certamente rientrante fra le questioni di amministrazione corrente (come dovrebbe essere per un governo appena entrato in crisi), sia stato promosso, su iniziativa dell’on. Pinotti, con l’accordo di tutti i gruppi parlamentari e su sollecitazione dei nostri vertici militari, nella riunione del 26 luglio u.s. della Commissione Difesa del Senato (di cui al Resoconto n. 153 pubblicato sul ns sito), e che, già approvato dalla Camera dei Deputati, sia stato discusso ed approvato d’urgenza nel pomeriggio di mercoledì 3 agosto, nella seduta n. 459 dell’assemblea del Senato (di cui al 2° resoconto pubblicato sul ns. sito), presieduta dal sen. Calderoli, relatrice la sen. Pinotti, Presidente della Commissione Difesa del Senato e già Ministra della Difesa ai tempi dell’avvio della riforma Di Paola. Si riportano di seguito i punti salienti della sua relazione:
Premesso che all’inizio dell’iter di esame del provvedimento, vi erano due scelte: – la prima era di intervenire sul testo ampliandone la portata; – la seconda era di non approvare modifiche, per evitare che la seconda lettura della Camera, per una questione di tempi, mettesse a rischio l’approvazione in questa legislatura, “La Commissione difesa ha deciso di prendere questa seconda strada… …perché ce lo hanno chiesto in maniera unitaria i vertici delle nostre Forze armate … … scelta… …condivisa da tutti i Gruppi…,altrimenti… “nella prossima legislatura si sarebbe dovuto ricominciare tutto da capo.“
La ex Ministra così presenta il DDL: “Perché era così urgente approvare questa legge? Intanto perché è una legge importante per le Forze armate… …ma c’è una ragione in più…: il fattore temporale è dirimente, perché uno degli aspetti più importanti del provvedimento è quello di allungare l’orizzonte temporale entro cui procedere alla riduzione graduale degli organici delle Forze armate da 190.000 a 150.000 spostandola dal 1° gennaio 2025 al 1° gennaio 2034.
Il provvedimento in esame non riguarda solo il rinvio della tempistica di riduzione degli organici. Ci sono altri punti di grande rilievo… … la riforma del reclutamento… …il nuovo sistema prevede una ferma iniziale di tre anni e una seconda ferma prefissata di altri tre anni. Ciò significa che, al massimo dopo sei anni ma generalmente già prima, i giovani che scelgono di intraprendere la carriera militare hanno la certezza di continuare questo percorso. … … la delega al Governo per la revisione dello strumento militarecon: 1) la ridefinizione della ripartizione delle dotazioni organiche tra le diverse Forze armate, fermo restando l’obiettivo delle 150.000 unità; 2) un incremento organico non superiore a 10.000 unità di personale militare ad alta specializzazione; 3)l’istituzione di unariserva ausiliaria non superiore a 10.000 unità di personale volontario.
E il SSS alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile on. MULE’, in rappresentanza del Governo, condivide:“ un provvedimento di grande rilievo… …con una sottolineatura importante, rispetto a un ordine del giorno che diventa oggi materia principale di legiferazione… : … contiene undici impegni cogenti rispetto all’azione del Governo…:…incrementare, da 10.000 a 20.000 unità, la possibilità di ampliamento dell’organico complessivo delle Forze armate previsto dalla delega, in modo da attestare lo strumento militare attorno alle 170.000 unità complessive di personale”. La PINOTTI, essendo stato l’OdG “…ampiamente condiviso e sottoscritto da molti, ha espresso parere favorevole all’accoglimento”. E il SSS per la Difesa sen. MULE’ ha dichiarato che “Il Governo lo accoglie.” A quel punto il Presidente CALDEROLI lo ha recepito “Essendo stato accolto dal Governo, l’ordine del giorno G9.1 non verrà posto ai voti.”
In definitiva, il provvedimento e l’OdG sono stati approvati all’unanimità senza modifiche, con un coro unanime di condivisione nelle dichiarazioni di voto. Ma nessuna menzione, nessuna, da parte di nessuna forza politica, in merito alla necessità di preoccuparsi anche della situazione di emergenza del personale civile della Difesa. Bisogna dare atto all’on. Rauti di aver almeno fatto menzione del taglio dei civili fra le negative ricadute della riforma Di Paola, tuttavia neanche lei è andata oltre questo.
Dunque a quanto pare il personale civile è diventato invisibile, sia per i nostri vertici militari, sia per le forze politiche, nessuna esclusa, e ciò perché noi abbiamo già raggiunto i numeri previsti dalla riforma Di Paola… numeri che sono il risultato di:
anni di blocco delle assunzioni nel pubblico impiego;
specifico vincolo assunzionale imposto dalla riforma Di Paola, che ha condizionato a cascata i numeri dei Piani Triennali di Fabbisogno del personale;
autorizzazione e avvio di bandi di concorso per numeri e professionalità sempre di molto inferiori al reale fabbisogno, nonostante tutte le sollecitazioni del sindacato ma anche degli stessi vertici militari, di cui abbiamo memoria indelebile nelle audizioni parlamentari del 2019;
rallentamenti e ostacoli per le procedure dei bandi di concorso presso la Funzione Pubblica;
avanzata età media del personale in forza, e relativo massiccio esodo anche in conseguenza della introduzione della uscita anticipata per quota 100 (che ha almeno consentito ad una più ampia platea di personale ancora in forza di fuggire via da posti di lavoro che ormai subiscono gli effetti nefasti di questa progressiva inesorabile emorragia di colleghi).
E intanto siamo al collasso!!
Ribadiamo la necessità che l’impiego del personale civile venga recuperato alla dignità che gli spetta, a fianco e insieme alla componente militare così diversamente e maggiormente tutelata, a partire dalla legge di bilancio 2023;
Chiediamo che non si prosegua con la riduzione indiscriminata e lineare degli organici recentemente disposta da SMD ed attualmente in corso di elaborazione (sul punto seguirà specifico notiziario).
Chiediamo l’avvio delle procedure concorsuali già autorizzate e di un urgente e consistente piano straordinario di assunzioni di tecnici e amministrativi, da destinare in primis all’area tecnico-industriale.
Chiediamo di recuperare in materia relazioni sindacali degne di questo nome, nel rispetto dei principi di trasparenza delle scelte che la norma pone in capo al Dirigente, sia sul piano nazionale che su quello locale.
Come sempre, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 50 del 02.08.2022 –
Riunione a tavolo unitario stamane a Persociv, convocata dalla neocostituita delegazione trattante presieduta dal dott. Lorenzo Marchesi. All’ordine del giorno di questo primo incontro, la definizione del cronoprogramma delle attività dopo le ferie estive, posto che molta è la carne al fuoco, e l’urgenza di pervenire in particolare agli accordi nazionali integrativi del CCNL.
L’amministrazione ha intenzione di presentare alle OO.SS. con la massima priorità, già da fine agosto, la propria proposta per la trattativa per la parte economica del CCNI che prevede:
-le progressioni economiche 2022, per le quali il CCNL prevede la conferma della precedente disciplina, nelle more della definizione del nuovo ordinamento professionale, (e dunque possono essere mantenuti i criteri e le procedure già applicati nel 2021), nell’intento di arrivare a pubblicare le graduatorie in tempo utile, entro la fine dell’anno; come già noto, rimane il vincolo del limite del 50% dei posti a concorso rispetto ai numeri del personale, e si sta ragionando sull’accantonamento a tal fine di una somma pari a 8 milioni, per complessivi 4178 posti.
– il Fondo Risorse Decentrate 2022. Sono state anticipate alcune informazioni in merito alle risorse economiche che alimenteranno il FRD, ma i dati sono incompleti, in particolare per quanto riguarda il FESI proveniente dai diversi Stati Maggiori.
Per quanto riguarda la Performance Organizzativa, che quest’anno non è più finanziata con gli specifici 21 milioni finora accantonati a tal fine dalle leggi di bilancio, l’AD ha manifestato l’intendimento di mantenere comunque nella stessa misura l’accantonamento, attingendo dalle altre fonti che alimenteranno il FUS, evidentemente a discapito delle altre voci (FUS, performance individuale, altro).
Alla Performance Individuale dovrebbero essere complessivamente destinati 7 milioni
Resta confermata nelle intenzioni di AD la Maggiorazione della Performance per la 1^ Area per le 1200 unità di personale ancora in forza in quell’area.
Al FUS dovrebbero andare 6.750.000 €., con una diminuzione media di 90 €. lordi rispetto al 2021.
Per l’AID riconfermata la quota del 4% del Fondo pari a circa 2,6 milioni di euro.
Naturalmente si tratta di dati provvisori, che saranno anche condizionati dagli esiti delle esigenze necessarie per pagare le Posizioni Organizzative e le PPL, turni e reperibilità (per le quali pare siano formulate proposte di ulteriore incentivazione da destinare a coloro che “lavorano per mantenere la capacità operativa”, una proposta che valuteremo attentamente quando arriverà la bozza di accordo, al fine di evitare che, al di là delle buone intenzioni, si corra il rischio di privilegiare solo alcune categorie di personale a discapito delle altre). Al riguardo, Persociv ha segnalato che al momento, non essendo ancora disponibili le risorse economiche, non si possono pagare le indennità di turno maturate nei primi mesi del 2022 (rivalutate in aumento per contratto) oltre agli arretrati spettanti per gli anni 2019, 2020 e 2021; risorse economiche ricordiamo, che saranno messe tutte a carico del FRD 2022.
In merito alla istituzione delle posizioni organizzative da destinare al personale di 2^ Area, prevista dal nuovo CCNL, naturalmente si ritiene che non si possa procedere “tout court”, ma che sia assolutamente necessario stabilire a priori una apposita regolamentazione, al fine di evitare che si crei una anarchica giungla degli “ordini di servizio” indiscriminati, che non mettano tutti i possibili fruitori sullo stesso nastro di partenza.
La trattativa dovrà avere tempi serratissimi (nonostante la richiesta di tenere le riunioni a tavoli separati presentata dalle solite tre sigle), per consentire la chiusura degli accordi e il completamento di tutte procedure per le progressioni interne alle aree, entro fine anno.
Di seguito, la materia di più urgente trattazione sarà il NOP, che a termini di CCNL FC dovrebbe essere completato entro il mese di novembre p.v., e per il quale l’AD sta già lavorando, nel rispetto degli orientamenti applicativi emanati dall’ARAN.
Molte sollecitazioni sono state formulate anche da FLP Difesa affinché lo stesso SMD dia precise indicazioni operative in merito alla adozione del Lavoro Agile Ordinario, allo stato poco ben visto in periferia, dove si sta verificando il massivo rientro del personale, e dove la tutela dei fragili va inesorabilmente scemando sempre più, a meno di interventi legislativi ad hoc, e dove non viene promossa la acquisizione di strumenti informatici ad hoc. Fra gli altri temi a seguire, la mobilità.
FLP Difesa, nel condividere la tabella di marcia e proporre di calendarizzare anche la trattativa sul CCNI DIFESA parte normativa ferma da oltre 6 anni, si è ovviamente riservata di esprimersi una volta acquisite le bozze di accordo e il prospetto riepilogativo delle risorse economiche certificate dal Mef che costituiscono il Fondo risorse decentrate 2022. Inoltre, ha ritenuto quanto mai necessario rappresentare che la situazione del personale civile sta diventando sempre più drammatica, alla luce delle ricadute dei vincoli di riduzione imposti dalla legge 244: ormai gli effettivi (se vogliamo conteggiare anche gli ex militari transitati all’impiego civile che di norma sono considerati in extra tabella) sono già vicini ai numeri obbiettivo della riforma, e dunque molto prima del 2024, ma hanno condizionato massicciamente negli anni le assunzioni, che oggi, sono autorizzate in numeri assolutamente inadeguati alle esigenze, in particolare dell’area industriale e della Marina Militare; e dunque se nel 2019 era già emersa in sede di audizione parlamentare, sia delle OO.SS. che dei vertici militari, la previsione del drammatico collasso delle strutture, ora stiamo assistendo a quel collasso, e bisogna intervenire con urgenza, invece di limitarsi a dare disposizioni di riduzione dell’organico (come risulta essere in corso nel mese di agosto, e peraltro in percentuali che si attestano attorno al 20-28%, notizie per le quali si fa rinvio ad imminente altro notiziario).
Per questo FLP Difesa, posto che la riforma Di Paola si sta rivelando ben lungi dal conseguire gli obbiettivi migliorativi previsti, ha chiesto a SMD di farsi parte attiva affinché la proposta di proroga dei termini previsti dalla legge Di Paola per il personale militare, che dovrebbe decadere in conseguenza della attuale crisi di Governo, venga riformulata dopo le elezioni estendendo la proroga anche al personale civile.
Come sempre, vi terremo aggiornati. Fraterni saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 22 luglio 2022 –
Facendo seguito al ns. notiziario n°26 del 7 giugno 2022 diramato dopo l’incontro con il SSS on. Mulè, si porta a conoscenza delle lavoratrici e dei lavoratori che il Ministero della difesa si è rivolto al Dipartimento della funzione pubblica per l’organizzazione di due concorsi, anche avvalendosi della Commissione interministeriale RIPAM per l’espletamento della procedura concorsuale, e che nella Gazzetta Ufficiale 4^ Serie Speciale «Concorsi ed esami» n. 56 del 15 luglio 2022, sono stati pubblicati i due bandi di selezione pubblica (Allegati 1 e 2), per titoli ed esami, per il reclutamento a tempo pieno e indeterminato di n°333 unità civili tra Funzionari e Assistenti tecnici.
I posti messi a bando sono di seguito riportati e distribuiti per regione come da tabella riepilogativa in allegato3:
264 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nell’area II, posizione economica F2, nel profilo di assistente tecnico, nei ruoli del personale civile del Ministero della difesa, rivolti a tutti i candidati in possesso di un diploma di maturità (diploma di istruzione secondaria di II grado conseguito presso un istituto statale, paritario o legalmente riconosciuto), per i seguenti profili professionali:
91 posti da assistente tecnico per la motoristica, la meccanica e le armi
22 posti da assistente tecnico per l’elettronica, l’optoelettronica e le telecomunicazioni
59 posti da assistente tecnico per le lavorazioni
16 posti da assistente tecnico chimico-fisico
22 posti da assistente tecnico artificiere
1 posto assistente tecnico per l’informatica
26 posti da assistente tecnico per i sistemi elettrici ed elettromeccanici
7 posti assistente tecnico per la cartografia e la grafica
6 posti da assistente tecnico per l’edilizia e le manutenzioni
14 posti da assistente tecnico nautico.
69 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato da inquadrare nell’area III, posizione economica F1, nel profilo di funzionario tecnico, nei ruoli del personale civile del Ministero della difesa riservati ai candidati in possesso di una laurea (la laurea di primo livello (triennale) o magistrale nelle classi indicate nel bando, specifiche per ogni profilo professionale), sono così ripartiti:
5 posti da Funzionario tecnico per l’informatica
3 posti da Funzionario tecnico per la cartografia
9 posti da Funzionario tecnico per la biologia, la chimica e la fisica
5 posti da Funzionario tecnico per l’edilizia
9 posti da Funzionario tecnico per l’elettronica, l’optoelettronica e le telecomunicazioni
6 posti da Funzionario tecnico per i sistemi elettrici ed elettromeccanici
21 posti da Funzionario tecnico per la motoristica e la meccanica
8 posti da Funzionario specialista tecnico
3 posti da Funzionario specialista scientifico.
Ai sensi degli articoli 678 e 1014 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il cinquanta per cento dei posti è riservato ai volontari in ferma breve e ferma prefissata delle Forze armate congedati senza demerito ovvero durante il periodo di rafferma, ai volontari in servizio permanente, nonché’ agli ufficiali di complemento in ferma biennale e agli ufficiali in ferma prefissata che hanno completato senza demerito la ferma contratta, ove in possesso dei requisiti previsti dal bando. La suddetta percentuale del cinquanta per cento è computata sui posti previsti per ogni singolo codice concorso. Le riserve di legge in applicazione della normativa vigente e i titoli di preferenza (Art. 9) sono valutati esclusivamente ai fini della formazione della graduatoria finale di merito.
I candidati in possesso dei requisiti indicati all’articolo 2 dei rispettivi bandi, dovranno inviare la domanda di ammissione al concorso entro il 16 agosto 2022 ed esclusivamente per via telematica, autenticandosi con una delle seguenti credenziali SPID/CIE/CNS/eIDAS, compilando il format di candidatura sul Portale inPA della Pubblica Amministrazione previa registrazione del candidato. Si ricorda che per la partecipazione al concorso è richiesto il possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) intestato al candidato o un domicilio digitale e che deve essere effettuato, a pena di esclusione, il versamento della quota di partecipazione di 10 euro sulla base delle indicazioni riportate su inPA.
La procedura concorsuale si articolerà in tre fasi: una prova selettiva scritta composta da 40 quiz da risolvere in 60 minuti; una prova selettiva orale, riservata ai candidati che hanno superato la prova scritta (punteggio minimo di 21/30), con colloquio interdisciplinare volto ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati nelle materie della prova scritta e in altre indicate nel bando, diverse per ogni profilo professionale; la valutazione dei titoli e stesura della graduatoria finale di merito che verrà effettuata solo a seguito dell’espletamento della prova orale con esclusivo riferimento ai candidati risultati idonei alla prova (punteggio minimo di 21/30) e sulla base delle dichiarazioni degli stessi, rese negli appositi spazi della domanda di partecipazione.
Le prove selettive scritte e orale si svolgeranno esclusivamente mediante l’utilizzo di strumenti informatici e piattaforme digitali, anche in sedi decentrate e anche in più sessioni consecutive non contestuali, assicurando comunque la trasparenza e l’omogeneità delle prove somministrate in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti.
Ogni comunicazione ai candidati sarà in ogni caso effettuata mediante pubblicazione di specifici avvisi sul portale «inPA» e sul sito http://riqualificazione.formez.it . Tale pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.
I primi classificati nell’ambito della graduatoria finale di merito, validata ai sensi dell’art. 10 dalla Commissione RIPAM, in numero pari ai posti disponibili, tenuto conto delle riserve dei posti di cui all’art. 1, saranno nominati vincitori e, secondo l’ordine di graduatoria, assegnati all’amministrazione interessata per l’assunzione a tempo indeterminato, nelle sedi di destinazione scelte sulla base delle preferenze espresse.
Con l’entrata in vigore del CCNL FC 2019 – 2021, che prevede l’aumento degli importi tabellari di stipendio a far data dal 01.01.2019, dal 01.01.2020, dal 01.01.2021, dal 01.07.2022 e dal 01.11.2022, sono cresciuti anche gli importi orari delle maggiorazioni dei turni per i diversi periodi di riferimento, determinando, per il solo personale turnista, arretrati economici a conguaglio per gli anni 2019, 2020 e 2021 (da liquidare a tassazione separata), e ulteriori incrementi degli importi orari delle maggiorazioni dei turni per l’anno 2022.
In allegato le tabelle riepilogative elaborate da FLP DIFESA.
Sarà il FRD 2022 a farsi carico di tutta la spesa e quindi, ancora prima di avviare la contrattazione nazionale, ci ritroviamo a fare i conti da un lato con un Fondo privo dei 21 milioni finora destinati alla performance organizzativa, non prorogati per legge, (ma la performance organizzativa continua ad esistere, e dunque sarà finanziata con altri denari dello stesso Fondo, tagliando dalle altre voci variabili); dall’altro lato sullo stesso Fondo dovranno gravare non solo gli arretrati dei turni, ma anche la maggior quota da destinare obbligatoriamente ai turni 2022.
Inevitabili le ricadute, fra le altre voci, sulla programmazione di nuove progressioni 2022.
Ricordiamo al riguardo che già in data 11 luglio c.a. (vds Notdif 44), FLP DIFESA aveva chiesto a Persociv, fra l’altro, di avviare la contrattazione nazionale per il FRD 2022, e di conoscere sia la quantificazione esatta della dotazione finanziaria del Fondo come certificata dal MEF che il dettaglio di tutte le somme che concorrono ad alimentarlo.
Il Capo di SME, gen. Pietro Serino, ha incontrato per la prima volta le OO.SS. nazionali. Si è trattato, a nostro giudizio, di un incontro interessante e positivo, che segna un punto di svolta nelle relazioni di livello nazionale. Presenti all’incontro, tra gli altri, il gen. Salvatore Cuoci, Capo del DIPE, e diversi Capi Reparto.
La riunione è stata aperta dal Gen. Cuoci che ha fatto una panoramica su alcune delle questioni che toccano da vicino la componente civile dell’Esercito: in materia di organici, ha segnalato le criticità legate alla carenza di profili tecnici nei Poli, che si aggraverà con le prossime uscite per pensionamento; sul tema assunzioni, ha quantificato in n. 187 unità quelle destinate ai Poli di Terni (PMAL) e Piacenza (PMPN), e ha comunicato che in luglio dovrebbe uscire il bando per 72 nuove assunzioni destinate a Poli e IGM Firenze; rispetto alle n. 2840 previste dal DPCM autorizzatorio, prevedibilmente 700/800 nuove unità dovrebbe essere destinate ad Enti dell’Esercito. Sulle assunzioni, l’opinione della FA è che, come per AID, sia possibile utilizzare per scorrimento le graduatorie ancora valide. Sul tema “lavoro agile”, il gen. Cuoci ha quantificato in n. 1167 i dipendenti della FA che usufruiscono dello smart-working, con la quasi totalità dei lavoratori c.d. “fragili”. Sul punto, il Capo del DIPE ha rassicurato sulla piena disponibilità della FA all’impiego del proprio personale in lavoro agile senza preclusioni preconcette, a condizione naturalmente che l’attività di lavoro sia smartabile e non sussistano altre condizioni ostative. In materia di formazione, il gen. Cuoci ha quantificato in n. 600 circa i dipendenti che hanno partecipato a 24 corsi DIFEFORM, e per il 2022 la stessa ha programmato n. 45 corsi a distanza (n. 24 sull’infortunistica) che consentiranno di coprire il 50% del fabbisogno ravvisato dalla F.A.; per le necessità di formazione extra DIFEFORM, SME continuerà comunque a finanziarle. In materia di riordini, il gen Cuoci ha indicato la seguente agenda: chiusura del Centro Documentale di Como a dicembre 2022, con 5 dipendenti coinvolti nel reimpiego con procedura semplificata; trasferimento della Scuola Militare di Maddaloni dalla caserma Rispoli alla Caserma Magroni; il Poliambulatorio di Firenze si sposterà alla caserma Morandi, mentre i provvedimenti relativi a RAP e Poliambulatorio di Caserta prevedono il ricollocamento di 70 unita civili su Napoli con procedura ordinaria, e analoga procedura ordinaria interesserà le 19 unità di personale di COMFOP SUD Infrastrutture. Il gen Cuoci ha poi concluso il suo intervento auspicando che le Rappresentanze Territoriali delle OO.SS. possano interessare, per problematiche locali, non più direttamente SME come sta avvenendo oggi con sempre maggiore frequenza, ma le proprie strutture nazionali.
E seguito il consueto giro del tavolo sindacale in ordine di rappresentanza. Dopo CGIL, CISL e UIL è stato il turno della FLP DIFESA, che ha ringraziato il Capo di SME per l’incontro non mancando però di rilevare che è stato convocato con molto ritardo, e auspicando comunque che, al pari di quanto già avvenuto con il Capo di SME precedente gen. S. Farina, i momenti di confronto con il Capo di FA avvengano con periodicità almeno semestrale. La nostra O.S. ha poi affrontato il tema importante delle relazioni sindacali territoriali in ambito F.A. che, in alcune realtà, appaiono in forte sofferenza, con il sistematico mancato coinvolgimento del Sindacato, e delle preoccupanti criticità in tema di benessere organizzativo del personale, in particolare in alcuni Enti con un utilizzo improprio del potere disciplinare, rispetto ai quali ci siamo riservati di inviare a breve all’attenzione del Capo di SME una nota di dettaglio con riferimento ad alcuni recenti accadimenti che stanno producendo malessere e disagio nei colleghi.
Per quanto attiene alle relazioni sindacali nazionali, la nostra O.S. ha ricordato che, fino a qualche anno fa, le OO.SS. nazionali incontravano le strutture di Vertice ogni mese (riunioni con l’Ufficio Organizzazione delle Forze e con DIPE) in ordine ai provvedimenti di riordino in itinere, che erano anche l’occasione per segnalare eventuali criticità in sede locale e chiedere interventi della F.A. mirate alla loro soluzione. Oggi, di tutto questo, non c’è più traccia, non solo perché i provvedimenti di riordino sono in numero inferiore, ma anche perché, per quei pochi provvedimenti in itinere, la F.A.. ha scelto di informare e comunicare con le OO.SS. solo per mail, che ci appaiono stringati nei contenuti e con intenti solo rassicuranti, metodo nuovo che la F.A.. ha motivato con le supposte novità introdotte dal CCNL 2016-2018, che di fatto però non ha modificato alcunchè, atteso che il CCNL prevede che il confronto possa essere attivato di sua iniziativa da parte dell’Amministrazione. Nella nostra osservazione, ha proseguito la nostra O.S., la diminutio nelle relazioni sindacali registrata sul tavolo nazionale fa un po’ il paio con la crescita di criticità sul livello locale, con dirigenti che in numerosi casi si comportano come i “satrapi di chi si fa forte con i deboli e debole con i forti” di cui al famoso passaggio delle linee di indirizzo dell’allora Capo di SME del marzo 2018. Nel ritenere che un rapporto più diretto e costante tra F.A. e OO.SS. nazionali consentirebbe, oltre che il monitoraggio delle criticità periferiche, la possibilità per il Sindacato di comprendere meglio i mutamenti organizzativi (abbiamo segnalato che, dopo le riunioni del 2019 e 2020, non ci sono noti gli ulteriori sviluppi nel riordino delle aree “territoriale” e “infrastrutturale”) anche al fine di veicolarli meglio ai lavoratori interessati, abbiamo riproposto al Capo di SME la nostra antica richiesta di recuperare le sessioni periodiche di confronto con lo SME. Il gen. Serino, con un gesto davvero di grande apertura e disponibilità che abbiamo molto apprezzato e per il quale lo abbiamo ringraziato in corso di riunione, ha accolto la nostra richiesta di incontri periodici con il Capo di SME (prossimo incontro, prima di Natale) e, quella di sessioni tecniche mensili con il DIPE,novità queste che pensiamo possano determinare una decisa ripartenza nelle relazioni sindacali nazionali che produrranno di certo effetti postivi anche in quelli territoriali e, indirettamente, pure sul benessere organizzativo.
Nel corso del nostro intervento, abbiamo però toccato altre questioni che riguardano l’impiego civile in Esercito:
LEGGE 244/2012: nel ricordare che, sul fronte sindacale e su quello dei vertici di FA., si lamentano da tempo le criticità indotte dalla L.244/2012, in particolare gli effetti prodotti negli Enti industriali, e la richiesta a fattor comune di slittamento dei tempi di riduzione degli organici (150.000 unità per i militari; 20.000 unità per i civili) che la legge fissava al 31.12.2024, preso atto che la Commissione Difesa della Camera ha già approvato lo slittamento decennale della riduzione degli organici militari e non anche di quelli civili, abbiamo chiesto una forte iniziativa di SME e delle altre FF.AA. perché il differimento riguardi anche gli organici civili, per dare prospettive migliori agli Enti e per non pregiudicare gli sforzi di rilancio e ri-efficientamento dell’area industriale.
ASSUNZIONI: pur dando atto al nostro Ministro che, dopo oltre un decennio di attese vane e di promesse non mantenute, finalmente anche per la Difesa si sono aperte le porte per un numero significativo di assunzioni con le 2.430 previste dal DPCM 29.03.2022, abbiamo espresso il nostro antico convincimento circa la necessità di andare a numeri più alti, e cioè ad un piano straordinario di assunzioni che tenga conto di tutte le attuali criticità, in particolare sul versante dei profili tecnici, anche recuperando la norma che prevedeva l’assegnazione agli Enti industriali del 60% dei tecnici. Occorre però, a nostro giudizio, accorciare tempi e passaggi per rendere subito operative queste assunzioni, e anche qui abbiamo invitato il Capo di SME a far sentire la Sua autorevole voce.
RISPARMI: ancora con riferimento alla L.244, occorrerà dare permanente attuazione a quella norma del D. Lgs. n 8/2014 che prevede di quantificare ogni anno i risparmi relativi al personale destinandone la quota dovuta al FRD, soprattutto oggi che il nostro fondo non gode più del finanziamento dei 21 mln che abbiamo avuto dal 2018 al 2021, e che lo scorso anno è stato utilizzato per la performance org., che andranno tutti recuperati.
EX MILITARI: da anni chiediamo un tavolo tecnico che faccia il punto di situazione attuale sui transiti e l’approfondimento delle problematiche che vivono a fattor comune oggi i colleghi ex militari, tavolo che non è mai stato mai attivato, e rispetto al quale abbiamo richiesto un momento di confronto in tempi brevi.
FORMAZIONE: nei nostri contratti si parla sempre della formazione come della “leva fondamentale” per ammodernare e professionalizzare l’amministrazione, e proprio per questo, siamo interessati a comprendere le linee, le scelte e gli obiettivi della formazione in ambito Esercito, e con essi anche evidentemente le modalità operative con le quali si ritiene di raggiungere gli obiettivi fissati dalla F.A..
SMART-WORKING: nel ricordare che la nostra sigla è stata tra quelle che hanno espresso, sul tavolo negoziale in ARAN e negli incontri politici in F.P.., le posizioni più a favore del lavoro agile, anche in considerazione della straordinaria e positiva esperienza vissuta nel periodo emergenziale. Purtroppo, abbiamo nel corso di questi due anni riscontrato alcune posizioni, se non proprio ostili, almeno di scarsa disponibilità da parte di dirigenti di Enti e Cdi dell’Esercito, in particolare nell’area logistica, che ritengono questa nuova modalità di lavoro quasi come un “vulnus”, prendendo a pretesto la supposta mancanza di indicazioni della FA. non ritendendo evidentemente sufficiente le indicazioni di cui ai protocolli A.D-OO.SS naz. e alle diverse circolari di PERSOCIV. Posizioni ostili che ci hanno obbligato a intervenire presso il DIPE, che ringraziamo per l’attenzione dimostrate in più circostanze. FLP DIFESA ritiene che l’esperienza del lavoro agile vada comunque mantenuta alla nostra organizzazione, e pertanto ci siamo detti molto soddisfatti delle posizioni espresse dal Capo del DIPE in apertura di riunione, ritenendo che occorra fare uno sforzo comune per strutturare e stabilizzare in F.A. questa nuova modalità di lavoro, anche per le ricadute positive che può avere sui lavoratori civili della FA e sulle loro famiglie e per non disperdere un’occasione straordinaria per conciliare i tempi di vita e di lavoro.
MOBILITA’: l’istituto della mobilità ordinaria è il grande “desaparecido” della difesa, sono anni che non viene più pubblicato un bando di mobilità ordinaria, a differenza di quello che avviene in tutte le altre PP.AA., e l’unica mobilità che è praticata in difesa è quella straordinaria (104, maternità e casi c.d. gravi), che ovviamente corre su binari discrezionali e poco trasparenti. Abbiamo chiesto attenzione sul tema alla F.A. e al suo Comandante.
Il Capo di SME si è dimostrato molto attento alle questioni poste, che certamente verranno approfondite nelle sessioni tecniche che, dopo il via libera del gen. Serino, verranno calendarizzati a partire da settembre p.v.
LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 11.07.2022 –
Con nota dell’11 luglio 2022 (Allegato 1), il Vice Capo di Gabinetto Difesa, dott. Francesco RAMMAIRONE, ha comunicato che, ai sensi degli artt. 7, co. 5, e 8, co.2, del CCNL del Comparto Funzioni centrali 2019-2021, sottoscritto in data 9 maggio 2022, è stata definita la composizione della delegazione datoriale per la contrattazione collettiva integrativa per il personale delle aree funzionali, appartenente ai ruoli del Ministero della difesa:in qualità di Presidente, il Direttore della Direzione generale per il personale civile della Difesa e, in caso di suo impedimento/vacanza della relativa carica, il Vice Direttore generale vicario, e in qualità di Componenti, il Capo del I Reparto dello Stato Maggiore della Difesa e, in caso di suo impedimento/vacanza della relativa carica, il Vice Capo del I Reparto competente per la materia del personale civile, nonché il Direttore del I Reparto del Segretariato Generale della Difesa/DNA e, in caso di suo impedimento/vacanza della relativa carica, il Vice Direttore del I Reparto. Gli stessi dirigenti e i relativi sostituti compongono altresì la delegazione trattante di parte pubblica per il personale dirigente, parimenti presieduta dal Direttore della Direzione generale per il personale civile.
In pari data, con la lettera in Allegato 2, FLP DIFESA ha prontamente richiesto alla Delegazione trattante di Amministrazione Difesa e al Direttore Generale di AID, di ricevere urgente convocazione“per calendarizzare gli incontri di avvio/ripresa della contrattazione/confronto per tutte le materie previste dall’articolo 7, comma 6, e dall’articolo 5, comma 3, del CCNL FC 2019-2021 come: la definizione dei criteri per la ripartizione delle risorse economiche destinate al FRD 2022; tutta la parte normativa del CCNI DIFESA ancora oggi da definire; il nuovo ordinamento professionale; l’attuazione delle norme di prima applicazione del CCNL FC 2019-2021; le progressioni economiche all’interno delle aree e le progressioni fra le aree; il lavoro agile e il lavoro da remoto; la riscrittura dei criteri per la mobilità ordinaria tra sedi di lavoro dell’amministrazione; ecc..” e “di ricevere nei tempi, nei modi e nei contenuti le informazioni documentali preventive e di supporto e le relative proposte dell’Amministrazione. Nel particolare, per il FRD 2022, di conoscere la quantificazione esatta della dotazione finanziaria del Fondo, certificata dal MEF, e il dettaglio di tutte le somme che concorrono ad alimentarlo, e tra queste, ovviamente, in primo luogo, quelle relative ai risparmi di gestione riferiti alle spese del personale a seguito dei processi di riordino delle FF.AA. e quelle aggiuntive previste dall’art. 49 del nuovo CCNL FC.”.
Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 20 del 4 luglio 2022, che riporta le osservazioni e le critiche della nostra Federazione in merito ai contenuti del decreto Brunetta-Franco relativo al “Piano integrato di Attività e Organizzazione”.
In zona Cesarini e a distanza di un anno dall’approvazione del Decreto legge n. 80/2021, finalmente sono stati emanati il D.P.R. sul “Regolamento relativo agli adempimenti relativi ai piani assorbiti dal Piano integrato di attività e organizzazione” e, con un D.M., i contenuti e lo schema tipo del PIAO.
Già dal titolo si può intuire che ci troviamo di fronte all’ennesima operazione che, partendo dalle premesse di semplificare le attività delle Pubbliche amministrazioni, di fatto le complica ancora di più, con la previsione di una serie di azioni di natura burocratico-formale che aggravano vieppiù la già notevole mole di adempimenti posti a carico delle Amministrazioni.
Basta scorrere il D.M. e le schede allegate per capire il tipo di approccio seguito, che è direttamente correlato all’idea di Pubblica Amministrazione di Brunetta: per lui la Pubblica amministrazione è popolata in gran parte da lavoratrici e lavoratori fannulloni e da dirigenti inetti, per cui la strada da seguire – sempre secondo lui – è quella di disporre dal centro, di regolamentare minuziosamente ogni aspetto delle attività, parcellizzarle e minacciare sanzioni a ogni piè sospinto.
In verità questo incredibile accentramento sul Ministero è in contrasto con tutta l’evoluzione degli ultimi anni che si basa invece sul rafforzamento delle autonomie e della capacità organizzative delle nostre Amministrazioni che, per come è articolato il sistema istituzionale del nostro Paese, è variegato e plurimo.
Nel nostro ordinamento il Ministero per la Pubblica amministrazione avrebbe dovuto assumere negli anni una funzione regolatoria e programmatoria, non certo di gestione diretta delle attività. E invece, Brunetta più di altri, ha accentrato buona parte delle funzioni gestionali, non solo sull’autorizzazione alle assunzioni, sui piani dei fabbisogni, sulla certificazione dei contratti di lavoro, anche integrativi, che da anni vengono ingessati, ritardati spesso con motivazioni speciose, ma addirittura si è lanciato nell’ambiziosa operazione di gestire tutto il reclutamento del personale per tutte le Amministrazioni centrali e territoriali.
Un superministro, insomma, dotato di pieni poteri che non solo bypassa completamente le parti sociali e in primis le rappresentanze del personale, ma anche il Parlamento legiferando con Decreti legge e soprattutto utilizzando lo strumento del Decreto Ministeriale con cui opera a nostro parere ripetute invasioni di campo.
In particolare, nel caso di specie, registriamo l’ennesimo colpo di mano di Brunetta che, ossessionato dal lavoro agile e innamorato come non mai della timbratura del cartellino come unica e moderna rilevazione della professionalità e della produttività del lavoro pubblico (l’avrà mai timbrato lui?), impone nel testo del D.M. l’obbligo, del tutto surrettizio e non previsto dalle norme primarie, della cosiddetta prevalenza dell’attività in presenza per ogni singolo lavoratore che accede al lavoro agile, unitamente ad altre perle del suo repertorio, quale ad esempio quella dell’adozione concomitante di un piano di recupero dell’arretrato, come se il lavoro agile provocasse di per se nuovo arretrato.
Una nuova invasione di campo che smentisce le sue stesse affermazioni in merito al fatto che le linee guida sul lavoro agile a suo tempo emanate (e che contenevano queste perle) fossero superate comunque dalla contrattazioni collettiva, e sappiamo che in questi mesi tali istituti sono stati per l’appunto, regolamentati nel CCNL delle Funzioni Centrali e in quello della Sanità.
E, ammesso e non concesso che l’articolazione della prestazione lavorativa tra lavoro agile e quello in presenza non sia di pertinenza contrattuale (e invece lo è), in ogni caso tale scelta organizzativa resta in campo alle singole Amministrazioni e al confronto tra le parti in quella specifica realtà.
Brunetta non smentisce se stesso. Ogni tanto imbelletta le sue dichiarazioni con qualche frasetta di imbonimento sul personale e sul lavoro pubblico, ma nei fatti resta quello di sempre. E se negli anni scorsi ha segnato il suo nome alle peggiori azioni di delegittimazione delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, di tagli lineari ed esternalizzazioni, di blocco delle carriere e dei contratti, oggi caratterizza la sua azione in una nuova e pericolosa operazione di rilegificazione, di centralizzazione, di attacco alle autonomie istituzionali e contrattuali. Nonostante le risorse oggi disponibili e l’attuazione del PNRR che potrebbe permettere dopo decenni di abbandono nuovi investimenti, rilancio dell’azione ammnistrativa, rafforzamento degli organici e valorizzazione del personale.
Nel silenzio, la compiacenza, o l’incapacità di tutte le forze politiche che incredibilmente gli hanno lasciato completamente mano libera in uno dei settori vitali e decisivi per il nostro Paese.
Noi della FLP, però, non molliamo la presa, non ci giriamo dall’altra parte, non gli facciamo sconti, non minimizziamo gli effetti di provvedimenti ingiustificati e in controtendenza con quello che realmente servirebbe al nostro Paese e alle nostre Amministrazioni.
Bisogna cambiare registro, e da subito, per non perdere un’occasione storica.
La Segreteria Generale FLP
Non c’era da aspettarsi molto di più dal ministro Brunetta, che ovviamente non ha mai amato il pubblico impiego, e che ha sempre guardato col massimo sospetto al lavoro agile, tanto da introdurre regole che vanno nella direzione di ostacolarne al massimo la diffusione, nonostante la recente introduzione dell’istituto nel CCNL.
Invece anche FLP Difesa continuerà a sostenere il Lavoro Agile come efficace strumento di crescita, evoluzione e ammodernamento del Pubblico Impiego.
Una importante sentenza è venuta recentemente dalla Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli, che si è pronunciata per il riconoscimento delle indennità connesse al trattamento economico accessorio ad alcuni lavoratori turnisti della Scuola Militare Nunziatella collocati in lavoro agile (c.d. “Smart Working”) per circa sei mesi, a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (in allegato, copia di una delle sentenze del Tribunale).
I fatti, innanzitutto: come si ricorderà, a seguito all’esplosione del contagio su tutto il territorio nazionale e delle conseguenti disposizioni restrittive varate dal Governo, la gran parte dei lavoratori pubblici hanno svolto la propria prestazione lavorative in modalità agile, atteso che l’art. 87, comma 1, del D.L. 18.03.2020 n. 18, poi convertito nella Legge 24.04.2020, n. 27, la connotava come “modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa” e ne consentiva conseguentemente l’effettuazione anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi previsti dal D.Lgs. 22.05.2017, n. 81. Dunque, lungo tutto il corso del periodo emergenziale dovuto al Covid-19, lo smart working, lungi dall’essere una scelta individuale del lavoratore, era stato configurato come un vero e proprio obbligo, cui il lavoratore era tenuto ad ottemperare, con il conseguente diritto a percepire anche il trattamento accessorio in applicazione dei contratti collettivi, come peraltro espressamente previsto dall’art. 20 del sopra richiamato Decreto legislativo n. 81/2017, che statuisce che il lavoratore che svolge la prestazione in modalità lavoro agile “ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che eseguono la prestazione con modalità ordinarie esclusivamente all’interno dell’azienda ovvero i dipendenti normali”.
Pur a fronte di questo quadro normativo ineludibile, l’Ente di cui trattasi, e cioè la Scuola Militare Nunziatella, a seguito dell’esplosione del contagio da Covid-19, collocò a suo tempo, per il periodo in esame (aprile/settembre 2020), il proprio personale civile turnista in modalità agile, ma non riconobbe però, per lo stesso periodo, agli stessi lavoratori le indennità di turno e quelle di reperibilità loro spettanti. Rispetto a questa decisione dell’Ente, non unica certamente sul territorio nazionale, la struttura Territoriale FLP DIFESA di Napoli intervenne presso L’Ente in vario modo per cercare di far riconoscere ai lavoratori quanto di loro spettanza, ma con esito purtroppo negativo, dal momento che l’Ente negò loro il diritto alle indennità di turno e di reperibilità.
Da qui, in extrema ratio, il ricorso promosso dalla FLP DIFESA al Tribunale di Napoli attraverso i propri Legali (avvocati Luciano Lepre e Luciano Corda del locale foro) che, dopo aver ricordato il quadro normativo sopra richiamato, hanno chiesto il riconoscimento ai ricorrenti delle indennità accessorie di turnazione e reperibilità.
Nella sua sentenza del 31 maggio u.s., il Tribunale ha accolto la richiesta dei nostri legali, condannando l’Amministrazione Difesa al pagamento ai lavoratori turnisti ricorrenti del trattamento accessorio maturato nel periodo considerato, ma purtroppo solo limitatamente alle indennità di turno. Un riconoscimento comunque importante, che ripara il danno subito dagli stessi a causa del mancato riconoscimento del trattamento accessorio e costringe l’Amministrazione a pagare loro il dovuto sui turni. Dunque, un importante risultato, frutto dell’intelligente iniziativa della FLP DIFESA di Napoli, e che, atteso che non ci risultano altri analoghi procedimenti innanzi l’Autorità Giudiziaria, potrebbe interessare magari anche altri lavoratori turnisti di altri Enti e Sedi che potrebbero, in modalità smart-working, aver subito analogo danno. Gli avvocati Lepre e Corda, che ringraziamo per il loro positivo lavoro, possono essere utilmente contattati dagli eventuali interessati.
E’ comunque all’esame dell’Ufficio legale della FLP DIFESA di Napoli la proponibilità di un appello sul mancato riconoscimento dell’indennità di reperibilità, attesa che la presente vicenda processuale costituisce “un unicum” sulla corretta applicazione dello smart working ai lavoratori della P.A. .
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni e Sandro Di Franco
Come noto, ieri, 30 giugno, hanno cessato di avere efficacia le disposizioni di cui all’art. 26 c. 2 del DL 17.03.2020, n. 18, che prevedevano, per i lavoratori fragili che non potessero rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, la riconducibilità delle conseguenti assenze al ricovero ospedaliero. Di conseguenza, a far data da oggi i lavoratori fragili non potranno più godere della tutela economica finora loro riconosciuta in caso di assenza per impossibilità di rendere la prestazione lavorativa in modalità agile.
In merito, la Direzione Generale per il Personale Civile ha ieri diramato, pur in extremis, la circolare n.43347 del 30 giugno u.s. (all. 1) con la quale, nel prendere atto della cessazione delle misure economiche di tutela di cui sopra, ha tuttavia confermato ai “datori di lavoro”, (rivolgendosi dunque alle articolazioni territoriali della Difesa evidentemente più riottose) l’orientamento già espresso in precedenza con le circolari n. 25075 del 08.04.2022 e 23205 del 31.03.2022, di continuare – secondo buon senso, intelligenza e serietà – con tutte le misure ritenute utili a garantire la tutela dei lavoratori/lavoratrici che versano in condizioni di fragilità, ivi compreso lo smart-working continuativo, suggerendo il prudente apprezzamento da parte del datore di lavoro, sulla base di apposita prescrizione medica, fatta salva la possibilità di avvalersi della sorveglianza sanitaria eccezionale (che resta sempre nella disponibilità del datore di lavoro).
A tal fine, la D.G. ha indicato, quale diretto corollario, la conferma degli attuali accordi individuali in materia di lavoro agile, eventualmente rimodulati. Dunque un segnale forte da parte della D.G.: non è ragionevole disporre, a scadenza della tutela normativa, il rientro massivo dei lavoratori fragili; questi non devono essere esposti a rischi indiscriminati, proprio in quanto gli Enti hanno a disposizione gli strumenti per proseguire nell’esperienza del lavoro agile, e a maggior ragione in quanto il lavoro agile continua a essere misura utile a ridurre il rischio di esposizione alle nuove varianti del COVID, che pure imperversano anche nella stagione calda, caldissima, che stiamo vivendo.
A riguardo, sempre in data 30 giugno, la Funzione pubblica ha pubblicato sul sito internet, fra l’altro, le indicazioni sui lavoratori fragili, precisando che “Laflessibilitàgiàpresentenelladisciplinadirangoprimarioeinquellanegozialeperl’utilizzodellavoroagileperilpubblicoimpiego,evidenziatagiànellacircolaredel5gennaio2022 (all. 2), afirmacongiuntadeiministridellaPA edelLavoro,consente–anchedopoil30giugno2022–alegislazionevigente,digarantireailavoratorifragilidellaPubblicaamministrazionelapiùampiafruibilitàdiquestamodalitàdisvolgimentodellaprestazionelavorativa.Questaflessibilitàpotràcontinuareaessereutilizzata… …anchederogando,ancorchétemporaneamente,alcriteriodellaprevalenzadellosvolgimentodellaprestazionelavorativainpresenza.”
Val la pena ricordare che la questione dei lavoratori fragili si incardina nella più ampia tematica del lavoro agile “ordinario”, e che:
– già dal 2018 era stata avviata una fase sperimentale del Lavoro Agile nella Difesa di cui al Regolamento sottoscritto dal CSMD e dal Segretario Generale della Difesa (all. 3), che si è per lo più concentrata presso Enti dell’Area Centrale;
– con l’emergenza è stato adottato il “lavoro agile emergenziale”, con modalità semplificata, ma intanto si è lavorato al confronto con le OO.SS. per la redazione del “Regolamento del Lavoro agile ordinario della Difesa”, di imminente pubblicazione;
– il Piano Organizzativo per il Lavoro Agile nella Difesa è stato pubblicato lo scorso novembre (all. 4) ed aggiornato il 18 maggio 2022 (all. 5), e dovrà essere adeguato alle nuove indicazioni della P.A. per l’adeguamento in PIAO, il cui Regolamento è stato pubblicato in GU con DPR 24.06.2022, n. 81(all. 6);
– il CCNL FC 2019-2021 ha istituzionalizzato il Lavoro agile e il lavoro da remoto;
– nel frattempo la DG, con le circolari n. 21584 del 25.03.2022 e n. 42673 del 27.06.2022, già pubblicate sul nostro sito, ha richiamato l’attenzione degli Enti alla reale praticabilità del lavoro agile ed alla “prorogabilità degli accordi individuali già sottoscritti con il personale civile degli Enti della AD”.
Dunque, non deponiamo le armi, e facciamo vivere il lavoro agile negli Enti della Difesa.
Riportiamo in forma integrale il testo del comunicato n. 11 emesso oggi dalla Federazione Pensionati CSE-FLP che informa tutti i pensionati sui contenuti della circolare n. 73 del 24 giugno u.s. avente per oggetto le istruzioni applicative in merito all’indennità una tantum di 200 € (c.d. bonus 200 €”).
“L’INPS ha diffuso in data 24 giugno u.s. la circolare n. 73, qui allegata, con la quale fornisce istruzioni applicative in merito alla ‘indennità una tantum” di 200 euro (c.d. “bonus 200 euro”) che verrà erogata nel prossimo mese di luglio ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e ad altre categorie previste dalla norma istitutiva contenuta negli artt. 31 e 32 del Decreto legge 17.05.2022, n. 50, che reca misure contro l’inflazione e il caro bollette per famiglie e imprese.
Come noto, i requisiti per poter percepire il “bonus 200 euro” sono, a fattor comune per tutte le categorie interessate, essenzialmente due: essere residenti in Italia alla data del 1 luglio p.v. e aver percepito nel 2021 un reddito personale assoggettabile ad IRPEF non superiore a 35.000 euro al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, escludendo però dal computo reddituale i trattamenti di fine rapporto comunque denominati, il reddito della casa di abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.
Ciò premesso, la circolare INPS detta istruzioni applicative specifiche per singola categoria:
LAVORATORI DIPENDENTI (parte 1^ della circolare INPS): l’indennità una tantum sarà erogata in via automatica da parte del datore di lavoro con le buste paga di luglio “previa dichiarazione da parte del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’art. 32, commi 1 e 18”. A tal proposito, la circolare INPS reca l’importante precisazione che “… i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni i cui servizi di pagamento siano gestiti dal sistema informatico del MEF (NoiPA)… non sono tenuti a rendere la dichiarazione prevista” dalla norma sopracitata, che è in linea con la posizione espressa dal Segretario Generale FLP nella lettera inviata al Ministro per la P.A. Brunetta e di cui al Notiziario FLP n. 18 del 13 giugno u.s., a fronte degli ingiustificati allarmi venuti da altre sigle sindacali del pubblico impiego;
PENSIONATI, TITOLARI DI TRATTAMENTI ASSISTENZIALI E TITOLARI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA PENSIONE (parte 2^ della circolare INPS): l’indennità una tantum verrà erogata, da parte INPS o da altro Ente di previdenza obbligatoria, a tutti i titolari di pensione, sia quelle dirette che quelle di reversibilità, con erogazione in quest’ultimo caso anche a più soggetti se contitolari di pensione di reversibilità. Il “bonus” non spetta invece ai titolari di pensioni estere o di organismi internazionali ai titolari di pensioni e rendite facoltative.
Sono compresi anche tutti i trattamenti assistenziali: pensione di inabilità; pensioni non reversibili per ciechi (assoluti o parziali) e per i sordi; assegno e pensione sociale.
Il “bonus 200 euro” spetta anche ai titolari di assegno ordinario di invalidità in essere al 30 giugno 2022. Nel caso in cui alla stessa data del 30 giugno 2022 sia in corso il periodo per esercitare l’opzione per la NASpI o la DIS-COLL, gli interessati prenderanno i 200 euro se hanno esercitato l’opzione a favore del trattamento pensionistico, ma con pagamento differito. Se l’opzione esercitata riguarda invece le indennità NASpI o DIS-COLL, percepiranno comunque il bonus ma in tempi più lunghi.
Infine, hanno diritto all’indennità una tantum i titolari di trattamenti di accompagnamento alla pensione, e in particolare: APE Sociale; APE volontaria; assegni straordinari a carico dei Fondi di Solidarietà; indennità mensile del contratto di espansione, tutti comunque con decorrenza entro il 30 giugno p.v.
Con riferimento alla categorie dei pensionati, la circolare INPS reca inoltre alcune importanti precisazioni: l’indennità è pagata comunque una sola volta anche a chi fosse titolare di più prestazioni che ne prevedano il diritto; se un pensionato esercita anche un’attività di lavoro, il bonus viene erogato con la pensione; a fronte di più trattamenti pensionistici erogati anche da Enti diversi da INPS, sarà comunque quest’ultimo Ente a erogare il Bonus; infine, la circolare INPS precisa che, ai fini della percezione del bonus, il pensionato non deve fare nulla, né domande né altro, in quanto sarà INPS a effettuare le eventuali verifiche del caso e a coordinarsi con gli altri Enti previdenziali.
ALTRE CATEGORIE DI SOGGETTI DESTINATARI DEL BONUS (parte 3^ della circolare INPS), l’Istituto opera la distinzione tra due modalità di erogazione del bonus da parte sua, quella c.d. “d’ufficio” (titolari di prestazioni/indennità di disoccupazione; nuclei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, con esclusione di quelli in cui è presente almeno un beneficiario del bonus) e quelle erogate solo a domanda (CO.CO.CO.; lavoratori stagionali; lavoratori domestici ed altre categorie), che dovrà essere presentata all’INPS solo per via telematica.
Queste, in estrema sintesi, i contenuti della circolare INPS sul “bonus 200 euro”, rispetto al quale come CSE-FLP Pensionati diamo un giudizio positivo perché la misura va incontro alla esigenze delle famiglie, ma nella precisa convinzione che il “bonus” rappresenta comunque solo una piccola e molto parziale misura, che certo può essere d’aiuto, ma che non modifica comunque lo stato delle cose, a fronte dell’ esigenza, più volte da noi rappresentata, della necessità di avviare una politica economica profondamente diversa, che sia strutturalmente finalizzata, attraverso strumenti adeguati “a una redistribuzione del reddito a favore dei ceti più deboli, tra i quali c’è la stragrande maggioranza dei pensionati, che vedono il loro potere d’acquisto ridursi ogni giorno di più e che stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi economica che il Paese vive”, come abbiamo scritto nel nostro precedente Notiziario n. 8/2022 dedicato al “bonus”.
Questo il comunicato della nostra Federazione dei Pensionati, che comunque richiama anche l’importante precisazione, recata dalla stessa circolare INPS, e di grande interesse dei lavoratori attualmente in servizio presso le Pubbliche Amministrazioni, che, stante la norma dalla stessa richiamata, non sono tenuti a fornire alcuna dichiarazione o autocertificazione alla propria Amministrazione per poter percepire il “bonus”, in linea dunque con la precisa convinzione a suo tempo espressa dalla Segreteria Generale FLP che si è dimostrata nei fatti assolutamente corretta.
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Notiziario FLP Difesa n. 47 del 19 luglio 2022 – Con l’entrata in vigore del CCNL FC 2019 – 2021, che prevede l’aumento degli importi tabellari di stipendio a far data dal 01.01.2019, dal 01.01.2020, dal 01.01.2021, dal 01.07.2022 e dal 01.11.2022, sono cresciuti anche gli importi orari delle maggiorazioni dei turni per i diversi […]
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Notiziario FLP DIFESA n. 40 del 30 giugno 2022 – Riportiamo in forma integrale il testo del comunicato n. 11 emesso oggi dalla Federazione Pensionati CSE-FLP che informa tutti i pensionati sui contenuti della circolare n. 73 del 24 giugno u.s. avente per oggetto le istruzioni applicative in merito all’indennità una tantum di 200 € […]