Notiziario FLP Difesa n. 13 del 18 febbraio 2022 –
Dopo più di un anno dal suo insediamento, il Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile, on. Mulè, ha finalmente convocato in data di ieri 17 febbraio, per la prima volta, le OO.SS. ad un confronto sui temi di interesse, oggetto peraltro di ripetute richieste da parte della nostra O.S. a partire dallo scorso 12 aprile 2021, al primo punto dei quali c’è stato il via libera alla proroga per il 2022 dei 21 milioni destinati alla performance organizzativa che abbiamo regolarmente percepito negli ultimi anni.
Un via libera da parte delle Commissioni I e IV della Camera, che il SSS Mulè aveva sostanzialmente già dato per fatto, e che successivamente CGIL CISL UIL con nota in data odierna avevano pomposamente annunciato ai lavoratori, attribuendosene naturalmente il merito, come sempre. Purtroppo, le cose non sono andate proprio in questo modo, in quanto le Commissioni Affari costituzionali e bilancio, in sede di voto per la conversione in legge del D.L c.d. “milleproroghe”, hanno bocciato l’emendamento n. 1.119 al DL che prevedeva la proroga per il 2022 dei 21 mln. di € da destinare alla performance organizzativa. Il voto delle due Commissioni, di segno opposto a quello preannunciato dal SSS e poi annunciato da CGIL-CISL-UIL, ha sbugiardato chi improvvidamente, e senza evidentemente alcuna verifica, aveva comunicato ai lavoratori, con nota unitaria di oggi, che “l’emendamento effettivamente presentato dal Sottosegretario Mulè è stato approvato” (i deputati proponenti erano diversi, comunque), attribuendosene palesemente il merito anche strumentalmente in funzione del prossimo voto RSU.
Purtroppo, non è andata così: ne fanno fede i post del 17 febbraio degli on. Gianluca Rizzo e Giovanni Luca Aresta (che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina), che danno notizia della mancata approvazione dell’emendamento “a causa della mancata bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato”, e soprattutto il testo dell’Atto Camera n. 3431-A\R (il “milleproroghe”), approvato dalle due Commissioni in data di oggi e che pubblichiamo su questa stessa pagina, che non reca la norma di cui trattasi perché non approvata.
Questi i fatti, nudi e crudi, ad oggi, nelle more di vedere cosa succederà nel voto conclusivo dell’Aula, e poi nel prosieguo dell’iter parlamentare in Senato (ma si parla già di richiesta di fiducia da parte del Governo, anche in considerazione dei tempi molto ristretti utili alla conversione in legge).
Se questi sono i fatti, tre le riflessioni da fare: la prima, è che evidentemente l’azione del Vertice politico non è stata all’altezza per vincere le resistenze della Ragioneria Generale dello Stato; la seconda, è che chi come CGIL-CISL-UIL Difesa ha rivendicato il merito dell’operazione, a fronte del risultato negativo, dovrebbe oggi per logica rivendicarne il demerito; infine, come FLP DIFESA, nel prendere doverosamente atto dell’esito infausto ad oggi dell’operazione proroga 2022, diciamo chiaramente che non consideriamo in nessun modo la partita persa, e che, a partire da domani, profonderemo ogni sforzo in tutte le sedi per stabilizzare i 21 mln a partire dal corrente anno
Fatta questa necessaria premessa, veniamo ora ad affrontare nel dettaglio gli altri argomenti di cui si è parlato:
Perequazione dei trattamenti retributivi: il SS ha vantato lo stanziamento assegnato con la legge di bilancio per il 2021, n.178/2020, dei 50 milioni di cui 20 al FRD 2021 (grazie anche alla presentazione di appositi emendamenti al DDL di bilancio 2021, presentati da un gruppo di parlamentari su sollecitazione di FLP DIFESA, di cui resta traccia nei notiziari FLP Difesa dell’epoca), con specifica destinazione alle progressioni interne (di cui ha preannunciato la disponibilità economica a giugno), e 30 all’aumento della Indennità di Amministrazione della Difesa. Abbiamo in merito osservato che:
i 20 milioni non hanno potuto essere interamente destinati alle progressioni, non perché sarebbero state presentate meno domande rispetto all’offerta, come sostenuto dal SS, ma a causa del vincolo numerico di posti a concorso (che non poteva superare il 50% del personale in forza) (!).
In merito ai 30 milioni di euro destinati all’aumento dell’Indennità di amministrazione della Difesa dal 01.01.2021, la cui distribuzione è oggetto di apposita voce del CCNL FC 2019-2021, FLP DIFESA già con specifica nota ha segnalato a Gabinetto Difesa che la tabella ARAN riporta una errata ripartizione delle assegnazioni ricevute. Infatti è emerso che l’ARAN aveva formulato la tabella di cui sopra tenendo conto del numero di personale in forza alla data del 31.12.2018. Invece i dipendenti beneficiari di tali aumenti dovevano corrispondere a quelli in servizio alla data del 31.12.2020; tale diverso computo porta ad attribuire al personale in forza nel 2021 una quota individuale inferiore, e ad un danno complessivamente stimato in circa 6 milioni di €. La stessa Persociv lo ha rappresentato all’ARAN, che tuttavia non ha modificato la tabella in aumento, come invece avvenuto per il Ministero dell’Interno per identica problematica. Al riguardo, FLP DIFESA ha chiesto al SSSD di avviare tutte le iniziative necessarie per il recupero e la restituzione delle risorse dal MEF al personale civile della Difesa.
Gli ulteriori risparmi provenienti dalla riduzione del personale civile e militare per espressa previsione della riforma Di Paola: FLP Difesa ha rappresentato che tali risparmi, regolamentati da legge speciale (la L.244/2012) che prevede di riassegnarli in percentuale al FRD del personale civile della Difesa, non debbano confluire nell’unico Fondo risparmi gestito dal Mef. E anche sulla base di questa considerazione, abbiamo chiesto al SSSD il riavvio del Tavolo tecnico per fare chiarezza su tutti i risparmi maturati e sulle risorse effettivamente a ns. disposizione, prima dell’avvio della contrattazione del FRD 2022.
I 72 milioni attribuiti dalla legge di bilancio per il 2020 alla perequazione delle Indennità di Amministrazione. La distribuzione dei citati incrementi fra le diverse Amministrazioni è stata oggetto di specifico DPCM, al quale sono allegate le tabelle riportanti gli importi a ciascuno attribuiti, con gli incrementi percentuali per il 2020 e il 2021 e con efficacia a regime per il 2022. Al riguardo, FLP Difesa rileva che gli importi di cui alla tabella 2, riferiti agli incrementi rideterminati dall’anno 2021, sono per la Difesa incomprensibilmente inferiori a quelli previsti per il 2020 di cui alla tabella 1, mentre invece avrebbero dovuto comprenderli ed assorbirli, con ciò determinando una penalizzazione al posto di un incremento progressivo.
FLP Difesa sollecita dunque un efficace e urgente intervento verso gli organi competenti (MEF, F.P. e PCM) per la corretta determinazione degli importi attribuiti alla Difesa con la Tabella 2, prima della definitiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM.
Assunzioni: nonostante le reiterate segnalazioni di una situazione organica in caduta libera, che ha generato molte criticità, e in particolare il collasso dell’Area Industriale e della Marina, il S.S. rappresenta una prospettiva giudicata risolutiva: l’assunzione in tempi rapidi (ne preannuncia l’avvio per il prossimo mese di giugno) delle 3.481 unità previste dal Piano Triennale per il fabbisogno del personale 2021-2023, a seguito della imminente emanazione del relativo DPCM, in quanto il relativo Decreto è già stato registrato alla Corte dei Conti; e vanta la recente assunzione dei 48 F.A. vincitori del concorsone da poco terminato.
In merito abbiamo segnalato che non condividevamo l’ottimismo dimostrato, alla luce di diversi elementi che portano a una visione molto meno entusiasta: le previsioni assunzionali legate al precedente PTFP, quelle sostenute da apposite leggi (i 294 tecnici di cui alla legge di bilancio 2019 per gli Arsenali, i 10 stabilimenti dell’AID e altri; i 315 tecnici previsti nella legge 126/2020 per l’Arsenale di Taranto; i 431 previsti nella legge di bilancio 2021), non hanno trovato da ormai molto tempo attuazione, e vengono assorbite dal nuovo PTFP; né è stata prorogata, come pure FLP Difesa aveva ripetutamente segnalato e chiesto, la norma del COM scaduta a dicembre 2020, che prevedeva una riserva del 60% dei posti a concorso in favore degli enti dell’area industriale.
E intanto l’AD adotta soluzioni più mirate alla mera sopravvivenza che ad un vero ricambio generazionale al suo interno, quali: – adeguamenti organici che sottendono alla sostituzione del personale civile con quello in divisa (non ultima la sostituzione di quello in posizioni organizzative e dirigenziali), piuttosto che il mancato ricorso a trasparenti interpelli interni per la sostituzione di funzionari/dirigenti in uscita; – il ricorso ad una riconversione professionale spinta, con conseguente perdita delle professionalità riconvertite, e che si cerca di sostenere mediante incentivazioni economiche da attingersi dal FRD (vedasi la proposta delle indennità per il gruisti nel FRD 2021, che abbiamo arginato); – l’adozione di provvedimenti di liberalizzazione ed esternalizzazione verso ditte private delle attività tecnico-industriali (ciò che risulta sia per le attività manutentorie degli Arsenali che per la gestione dei Fari, e per i Poli); – il silenzio più assordante nelle relazioni sindacali nazionali e locali, e la piena disapplicazione dei principi di trasparenza delle scelte operate (ne è segnale l’azzeramento delle sessioni informative presso gli Stati Maggiori).
E anche siamo molto preoccupati in ordine ai contenuti del nuovo testo unificato di DDL di modifica del Codice dell’Ordinamento Militare in esame alla Commissione Difesa della Camera, che prevede per il solo personale militare la proroga temporale delle riduzioni indicate dalla legge 244/2012, l’aumento degli arruolamenti ed i benefici anche economici, escludendone totalmente il personale civile .
In virtù delle predette motivazioni, la FLP DIFESA ha richiesto al SSSD Mulè la urgente rivisitazione della Legge 244/2012, e comunque, l’inserimento della proroga temporale della riduzione anche per il personale civile, l’avvio delle procedure concorsuali e le successive assunzioni, posto che fra gli obiettivi mancati è rilevante il mancato bilanciamento (50-25-25) dei tre capitoli di spesa del Ministero (personale, esercizio e investimenti).
Il SS nella replica si è impegnato a convocare con congruo anticipo le OO.SS. entro fine aprile c.a.per fare il punto di verifica della Legge 244/2012, ed ha escluso tassativamente la volontà politica di privatizzare, richiamando anzi l’impegno alle assunzioni assunto per Baiano di Spoleto, Gaeta, ed altri. Certo apprezziamo le rassicurazioni dell’on. Mulè, ma l’esperienza maturata nell’ultimo decennio e gli annunci più volte lanciati nel tempo “di imminente emanazione dei bandi di concorso” poi non concretizzatisi, ci portano ad essere ancora solo cautamente ottimisti, posto che le scelte e le decisioni finali sono sempre legate ai provvedimenti legislativi votati dal Parlamento, troppo spesso ormai a noi sfavorevoli, e peraltro in clamoroso contrasto con le scelte economiche e giuridiche adottate invece a beneficio della componente militare.
A margine, il SS ha assicurato tutto il suo impegno a velocizzare i passaggi interni fra le aree, con l’azzeramento della 1^ Area e il suo transito nella 2^, e ai passaggi dalla 2^alla 3^ area, come previsto dal nuovo CCNL FC.
Infine l’on. Mulè ha risposto in modo deciso alla richiesta di FLP Difesa di attivare un tavolo tecnico in materia di benefici pensionistici perlavori insalubri, polverifici, ribadendo che non può esservi alcuna apertura: resta solidamente confermata la disciplina attualmente vigente, come sostenuta da norme e da pronunciamenti della Corte dei Conti.
La riunione si è conclusa con la richiesta da parte del SS di avere dei contributi da parte delle OO.SS. che consentano il proseguo del confronto, e con l’impegno di rivedersi entro la fine di aprile. Restano aperte le richieste di FLP Difesa in merito all’attivazione di tavoli tecnici per le problematiche degli ex militari e per la revisione delle procedure di mobilità, già prevista con il precedente SS, on. Tofalo.
E’ tutto, cordialissimi saluti .
IL COORD. NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 –
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24.12.2021.
“Nella giornata di ieri l’Assemblea del Senato ha approvato l’Atto Senato 2488, che converte in legge il DL 221/2021, sulla base del testo licenziato in Commissione Affari Costituzionali che il giorno prima aveva dato il via libera ad alcuni emendamenti presentati dai Senatori Augussori (Lega), Catalfo (M5S), Malan (FdI) e De Petris (LeU), poi riformulati e unificati, che prorogano al 31 marzo 2022 il ricorso al lavoro agile per i lavoratori fragili e, con retroattività dal 1 gennaio 2022, il periodo di equiparazione dell’assenza da lavoro al ricovero ospedaliero per i lavoratori fragili che, per mansione assegnata, non possono ricorrere allo smart working.
Inoltre è stata rinviata al 1 aprile 2022 anche l’applicazione del Decreto a firma dei Ministri della Pubblica Amministrazione, del Lavoro e della Salute che ridefinisce (restringendone notevolmente e ingiustificatamente la portata e i soggetti beneficiari) le malattie croniche in presenza delle quali la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile.
L’Atto passa ora alla Camera in seconda lettura, ma è quasi certo che il testo non subirà ulteriori modifiche in quanto il termine per la conversione del Decreto legge, pena la sua decadenza, è fissato al prossimo 24 febbraio.
Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione delle citate norme, da noi sollecitate, che segnano un ulteriore successo dell’azione della FLP che in questi mesi è stata in prima linea, non solo in ambito contrattuale, ma anche nella proposta e nell’iniziativa parlamentare, per la tutela della salute e la sicurezza sui posti di lavoro.
La Segreteria Generale FLP ”
Tre dunque le novità importanti nel testo approvato dal Senato, tutte e tre fortemente sollecitate dalla nostra Federazione, che si è attivata prontamente ed efficacemente in sede parlamentare per raggiungere questo importante traguardo.
Ora attendiamo fiduciosi il successivo passaggio nell’altro ramo del Parlamento, che auspichiamo confermi queste nuove norme, che, dopo la pubblicazione in G.U, entreranno pienamente in vigore.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 10 del 10 febbraio 2022 –
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 6 del 9.02.2022, che annuncia l’avvenuta emanazione dell’attesissimo DPCM di ripartizione delle risorse assegnate in legge di Bilancio 2020 e destinate alla perequazione delle Indennità di Amm.ne dei Ministeri, tra i quali la Difesa.
“A distanza di due anni dall’approvazione della norma contenuta nella legge di bilancio per il 2020 è stato finalmente emanato il DPCM che ripartisce tra i Ministeri le risorse stanziate per il prosieguo del percorso per la perequazione delle indennità di Amministrazione tra i diversi Ministeri.
Le Amministrazioni interessate sono il Ministero della Transizione Ecologica, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il Ministero degli Esteri, il Ministero della Salute, il Ministero della Difesa, il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Interno, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture.
Raggiungiamo un importante obiettivo, fortemente voluto dalla FLP in questi anni, e su cui ci siamo battuti in tutte le sedi, fino al pressing degli ultimi mesi nei confronti dei Ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione per superare gli ingiustificati ritardi che si stavano manifestando, al fine di riconoscere pari dignità e il pieno riconoscimento delle professionalità del personale di quelle Amministrazioni che in questi anni sono stati fortemente penalizzati.
La rivalutazione in parola, per le Amministrazioni che scontavano un gap retributivo con altre articolazioni Ministeriali, ha efficacia a regime per il 2022, con incrementi percentuali per il 2020 e il 2021 (annualità per le quali saranno corrisposti gli arretrati), nelle misure evidenziate nel DPCM che alleghiamo al Notiziario.
La Segreteria Generale FLP ”
Dunque, oltre agli arretrati maturati, agli incrementi stipendiali derivanti dal rinnovo del CCNL e all’aumento dell’Indennità di Amministrazione Difesa dal 1.01.2021 (vds. tabelle riepilogative allegate al nostro Notiziario n. 8 del 7 u.s.), arriverà un ulteriore incremento della Indennità di Amministrazione, con i relativi arretrati maturati per gli anni 2020/2021, e di cui alle tabelle 1 e 2 del DPCM che pubblichiamo in allegato.
Preso atto di queste importanti novità, dobbiamo però ricordare che c’è un’altra questione importantissima e allo stato ancora irrisolta, e riguarda la stabilizzazione o almeno la proroga (visto che la norma è scaduta il 31.12.2021) delle risorse economiche (21 mln euro) che hanno finora finanziato la performance, in merito alla quale la FLP DIFESA ha lanciato da tempo un grido di dolore e avviato iniziative in varie sedi, politiche e di amministrazione, per ottenere la stabilizzazione dei 21 milioni o quantomeno la riconferma per l’anno in corso attraverso l’approvazione di una specifica norma che vada a modificare il comma 2-bis dell’art.614 (del Codice Ordinamento Militare (D.Lgs 15 marzo 2010, n. 66).
Ebbene, siamo a conoscenza che due membri della Commissione Difesa della Camera, gli onn. Rizzo e Aresta, hanno depositato un emendamento al D.L. c.d. “milleproroghe”, che è oggi in fase di conversione in legge, con il quale chiedono di “prorogare di un ulteriore anno quanto previsto dal codice dell’ordinamento militare, in materia di indennita’ accessoria per il personale civile Difesa”.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi in sede parlamentare, in attesa di conoscere il parere al riguardo del Governo, allo stato non noto e che appare tutt’altro che scontato, e ne informeremo subito i colleghi.
p. IL COORD. NAZ. – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Si è svolta oggi la riunione conclusiva a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da COVID 19 e la definizione degli assetti del lavoro agile, ormai in via di sottoscrizione. Il confronto era partito lo scorso 15 dicembre (vds Notiziario n. 84/2021), a distanza di 1 anno dal precedente aggiornamento. In quella sede, avevamo formulato le nostre prime proposte (all. 1), e altre ne abbiamo prodotte la scorsa settimana in relazione al testo riproposto da Persociv (all. 2).
Oggi siamo approdati alla stesura finale, che ci sarà sottoposta con la massima tempestività per la sottoscrizione. Questi i punti che sono stati inseriti comprendendo precise richieste formulate dalla nostra O.S. di cui agli allegati più sopra citati:
il riaffermare il lavoro agile come strumento per assicurare, ancora oggi, la salubrità e la sicurezza degli ambienti di lavoro e dei processi lavorativi, da autorizzare, previa stipula di contratto individuale, fino al perdurare dell’emergenza sanitaria. Nel frattempo, l’A.D. sta dando nuovo impulso al perfezionamento del Regolamento del Lavoro Agile Ordinario e al suo inserimento nel Piano Organizzativo per il Lavoro Agile della Difesa, che dovrà comunque conformarsi al CCNL FC 2019-2021 in via di certificazione; e intanto è ribadito l’impegno dell’Amministrazione a promuovere percorsi formativi e informativi da svolgere in SW per quel personale la cui attività non può essere telelavorabile. Ed è ribadito anche che il lavoro agile NON è soggetto a vincoli di luogo e di orario, fatta salva la fascia di contattabilità, oltre la quale NON sono consentite altre forme di controllo. Le attività smartabili ricomprendono senz’altro le normali attività istituzionali effettuabili da remoto. L’alternanza delle giornate in presenza e quelle in SW, finalizzata ad evitare assembramenti sia nei luoghi di lavoro che sui mezzi di trasporto, dovrà essere organizzata con principi di equilibrata flessibilità, favorendo la programmazione della rotazione fra il personale che rende la prestazione in presenza, su base settimanale, mensile o addirittura plurimensile; non si è ritenuto di dettagliare il concetto di prevalenza della prestazione lavorativa in presenza, per non imbrigliare le potenzialità organizzative nei singoli casi, ma è evidente che per soddisfare questo vincolo è sufficiente svolgere la propria attività semplicemente oltrepassando anche di poco le 18 ore su 36 settimanali, o programmando la propria presenza in 3 giorni su 5 settimanali.
All’art. 8 è stato specificato che il ricorso al lavoro agile non deve penalizzare professionalità e sviluppi di carriera del lavoratore. All’art. 9 è stato riaffermato l’impegno dell’A.D. a rendere accessibili da remoto i sistemi informativi in favore di tutto il personale in lavoro agile.
Sono indicati all’art. 5 i requisiti richiesti per i lavoratori fragili; è richiamato il ruolo intermediario del medico competente fra il lavoratore e la propria Amministrazione; all’art. 6 sono implementati i criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile, comprendendovi l’età anagrafica e la presenza di figli disabili gravi.
Valorizzazione del ruolo sindacale e dei Comitati: è ribadita l’esigenza che prosegua la promozione delle modalità di comunicazione, confronto e contrattazione con le rappresentanze sindacali in materia infortunistica, col richiamo all’impegno da parte dei singoli datori di lavoro alla condivisione di informazioni e iniziative in materia antinfortunistica anti-Covid19 con le rappresentanze sindacali, dando maggiore e più incisivo impulso al fattivo funzionamento dei Comitati locali; e all’art. 10 è riaffermata la collaborazione del medico competente con il datore di lavoro e gli RLS al fine di proporre integrazioni e aggiornamenti al DVR per quanto attiene le misure di contrasto al Covid.
Assenze per quarantena o isolamento domiciliare. in merito la D.G. ha preferito fare rinvio ad apposita circolare; e, in materia di assenze per vaccini e tamponi, scioglierà la riserva alla luce di uno specifico quesito presentato all’ARAN sulla correttezza della riconducibilità di tali assenze all’ex art.35 CCNL FC 2016-2018.
Protocollo anti Covid 19 per lo svolgimento in sicurezza delle procedure elettorali per le elezioni delle RSU: è stata condivisa da TUTTE le parti in campo la nostra proposta in tal senso, che ha stimolato la D.G. alla elaborazione di una bozza, che ci verrà trasmessa nei prossimi giorni, utile ad assicurare la massima tutela delle procedure e delle figure in gioco, ma anche la massima partecipazione di TUTTI gli aventi diritto all’elettorato attivo e passivo, con specifica attenzione per le casistiche più controverse, quali quelle del personale in quarantena, in isolamento fiduciario, e del personale non in possesso del green pass.
Nell’ultima parte della riunione, l’A.D. ha aperto uno specifico confronto con le OO.SS. sulla materia dellaincompatibilità fra incarichi di rappresentanza sindacale e incarichi in posizioni organizzative. La materia è stata finora disciplinata da una sciagurata circolare, emanata dal precedente D.G. – la dott.ssa Corrado – in corrispondenza alla precedente tornata elettorale RSU.
FLP Difesa, che a suo tempo scese in campo contro quella circolare che ha ingiustamente escluso moltissimi dei funzionari con posizioni organizzative dall’impegno di rappresentanza sindacale attraverso un impropria interpretazione della ben nota circolare della Funzione Pubblica (i cui contenuti erano in realtà riferiti solo ai Dirigenti), senza ottenere purtroppo alcun risultato anche per la sostanziale convergenza espressa a suo tempo da altre sigle sindacali, è di recente reintervenuta sulla questione, richiedendone la revisione, in vista dell’avvio delle procedure elettorali.
La D.G. ha recepito l’istanza e sottoposto nei giorni scorsi alle parti una bozza di nuova circolare riportante innanzi tutto una ampia disamina sulla disciplina dellaincompatibilità di cui dall’art. 53 del D.lgs.vo 165/2001:e qui viene definitivamente fugato ogni dubbio circa i suoi destinatari, che sono solo ed esclusivamente i Dirigenti, sgombrando inequivocabilmente il campo dal coinvolgimento dei funzionari, TUTTI. Nella seconda parte della bozza di circolare poi la disamina è proseguita sulla disciplina del “conflitto di interesse”, da cui tuttavia non erano emerse con chiarezza le indicazioni circa l’eventuale conflitto derivante da una contestuale assunzione di incarichi di rappresentanza sindacale da parte di funzionari che rivestissero particolari posizioni organizzative. E la questione, di massima attualità in sede di raccolta delle candidature e di presentazione delle liste per le elezioni delle RSU, ha portato la nostra O.S. a chiedere chiarimenti con la nota in all. 3. Il definitivo chiarimento è dunque arrivato oggi, nel senso che non è applicabile a TUTTI i funzionari neanche questa fattispecie.
Ciò posto, a breve sarà emanata anche questa circolare, a definitiva pulizia di uno dei tanti orrori firmati dalla dott.ssa Anita Corrado.
E’ tutto, cordialissimi saluti.
IL COORD.NAZ. FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI e Pasquale BALDARI
Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 2 del 20 gennaio 2022 della Confederazione CSE , che riferisce delle conclusioni dell’ultima riunione al tavolo ARAN finalizzata al rinvio delle procedure elettorali per le RSU 2022, che non è approdata al risultato auspicato per la mancata sottoscrizione da parte della UIL, quando la condizione essenziale era la condivisione da parte di tutte le OO.SS. .
Si è concluso con un nulla di fatto il ciclo di riunioni presso l’Aran mirato ad un differimento della data per il rinnovo delle RSU per il permanere dell’emergenza sanitaria che rende oggettivamente molto difficile, se non impossibile, l’avvio delle procedure elettorali (raccolta delle firme, presentazione delle liste, costituzione delle Commissioni elettorali), previste a partire dal 1 febbraio 2022.
In mancanza, all’attualità, di una specifica previsione normativa che rinvii la data delle elezioni, l’unica strada percorribile in sede negoziale era quella di un differimento della data delle elezioni e un conseguente slittamento in avanti di tutte le connesse fasi procedurali, che si muovesse nell’ambito della proroga delle attuali RSU fino ai 50 giorni successivi al 7 aprile 2022.
E’ evidente che tale arco temporale non garantiva di per se che le elezioni potessero essere tenute in quel nuovo periodo, considerato l’andamento della curva pandemica che al momento non permette di avere alcuna certezza, e quindi come CSE avevamo proposto che a metà febbraio 2022 le parti si dovessero incontrare nuovamente per verificare l’andamento epidemiologico, e ove necessario, prendendo atto dell’impossibilità di utilizzare gli strumenti pattizi per avviare le procedure elettorali in modo sicuro e partecipato, avrebbero chiesto unitariamente un provvedimento normativo per spostare le elezioni a fine 2022.
Questo avrebbe permesso da subito di modificare il calendario vigente, spostando di almeno un mese la data di avvio delle procedure per il rinnovo, che invece all’attualità restano confermate secondo il calendario predisposto a inizio dicembre 2021.
Una posizione, la nostra, assolutamente pragmatica, che parte dalla considerazione che nell’attuale fase politica, tutta impegnata nelle elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica, difficilmente avremmo avuto in tempo utile (prima del 31 gennaio 2022) un provvedimento normativo di rinvio, anche per le differenti posizioni espresse al tavolo dalle diverse Confederazioni rispetto ad un rinvio a fine 2022 o a inizio 2023.
Purtroppo, nonostante un lungo lavoro di mediazione, alla fine la UIL si è dichiarata indisponibile alla firma del Protocollo di rinvio, condizione questa che ha portato alla mancata definizione dell’accordo, dal momento che per modificare per via negoziale il calendario, era necessario la firma di tutte le Confederazioni che il 7 dicembre 2021 avevano siglato quello vigente.
La situazione quindi è che al momento restano confermate tutte le date originariamente previste e quindi la necessità comunque di avviare tutte le procedure in una situazione in cui gli Uffici sono quasi deserti, in molti settori addirittura chiusi, o nei quali è impedito o contingentato l’accesso, e con l’impossibilità anche di utilizzare gli strumenti telematici per la presentazione delle liste, dal momento che il nuovo regolamento elettorale, definito in Aran lo scorso 16 novembre, non è vigente in quanto ancora in fase di certificazione.
Come CSE riteniamo che il rinnovo delle RSU sia un importante momento di partecipazione, di democrazia sindacale, di verifica della rappresentatività e dell’azione del sindacato, e che quindi il diritto di voto va garantito e non può essere bypassato, o negato sine die.
Proprio per questo però deve potersi esplicare pienamente, garantendo l’esercizio del diritto di voto e di candidatura in sicurezza, a tutti gli aventi diritto, cosa sicuramente non realizzabile in questa fase.
Se non dovessero emergere in questi giorni provvedimenti normativi di rinvio, pur nella situazione di straordinaria emergenza, comunque faremo la nostra parte per non far mancare la presenza in tutte le Amministrazioni delle nostre liste e quelle delle nostre Federazioni.
Ma è di tutta evidenza che in quest’ultimo caso la responsabilità di un percorso elettorale viziato da tali difficoltà ricadrebbe tutta su chi ha scelto di non sottoscrivere il nuovo calendario.
La Segreteria generale CSE
Intanto, nell’attesa di eventuali diversi sviluppi della vicenda, che possano consentire un ragionevole e quanto mai opportuno rinvio dell’avvio delle procedure, tutte le nostre strutture comincino sin da subito ad impegnarsi per trovare nella Difesa quante più possibili candidature da inserire nelle liste FLP, con l’obbiettivo di coprire quante più sedi possibile di RSU, posto che nelle precedenti tornate avevamo già coperto una percentuale molto elevata, oltre il 75%, aprendo le nostre liste anche ai candidati indipendenti, non iscritti alla nostra O.S., che condividano nella sostanza le nostre linee programmatiche e le nostre posizioni.
Lanciamo un’altra volta dunque un appello alle lavoratrici e ai lavoratori della Difesa affinché si rendano disponibili, scendano direttamente in campo, e ci portino il loro contributo di idee e di azione.
Il triennio che verrà sarà importante per la nostra categoria, e ci auguriamo di trovare la massima disponibilità e il massimo contributo dei colleghi che riconoscono a FLP la qualità e la serietà della propria analisi e delle proprie iniziative, con concretezza e senza condizionamenti.
Dunque invitiamo le colleghe e i colleghi a scendere in campo con FLP, vi aspettiamo!!!
Pubblichiamo su questo sito, nel settore news:
L’ Ipotesi di Accordo Quadro per la costituzione delle RSU del 16.11.2021 con il calendario e la tempistica RSU 2022 attualmente prevista e di imminente avvio, salvo novità;
Il Protocollo Difesa sui criteri per gli accorpamenti alle sedi di RSU del 15,12.2021;
La Mappatura delle RSU della Difesa 2022 inviata all’ARAN il 14.01.2022.
Cordialissimi saluti a tutt.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 04 del 20 gennaio 2022 –
Da marzo, al posto di assegni familiari e detrazioni fiscali attualmente in essere, è istituito l’assegno unico universale per i figli a carico. L’analisi di CSE sulla materia, nel Notiziario n. 1 del 19 gennaio 2022, che pubblichiamo di seguito .
Come si ricorderà, “al fine di favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione, in particolare femminile”, il Parlamento, con legge 01.04.2021 n. 46, ha delegato il Governo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della stessa legge, ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati a riordinare, semplificare e potenziare le misure di “welfare familiare” a sostegno dei figli a carico.
In attuazione della delega di cui sopra, il Governo ha poi approvato il Decreto Legislativo 21.12.2021, n. 230, che è stato successivamente pubblicato sulla G.U. n. 309 del 30 dicembre scorso, che reca disposizioni in merito all’istituzione dell’assegno unico e universale per i figli a carico (in sigla, AUU).
L’AUU consiste in una prestazione, che non concorre comunque alla formazione del reddito, che verrà erogata mensilmente dall’INPS a tutti i nuclei familiari con figli minorenni a carico che ne facciano richiesta mediante apposita domanda, e, se accolta, il relativo assegno verrà corrisposto mensilmente nel periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno seguente.
Detta prestazione spetta anche, ancorché in misura ridotta, ai figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni di età, in uno dei seguenti casi: seguano un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea; siano percettori di un reddito di lavoro inferiore agli 8.000 euro; siano registrati come disoccupati presso i SPI (Servizi Pubblici per l’Impiego); svolgano il servizio civile universale.
La prestazione è comunque destinata a tutti i nuclei familiari indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori (non occupati, disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi e pensionati) e, in aggiunta, senza alcun limite di reddito.
L’erogazione del beneficio avverrà tramite bonifico sul conto corrente di uno o entrambi i genitori, e il relativo importo sarà commisurato all’ISEE; tuttavia, nel caso in cui l’interessato non ritenesse di presentare l’ISEE, è comunque possibile proporre la domanda di AUU e ottenere l’importo minimo per ciascun figlio.
Ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro, spetta per ogni figlio minore un assegno base di 175 euro. Questo valore decresce al crescere dell’ISEE, fino a stabilizzarsi a 50 euro mensili a figlio per ISEE pari o superiori a 40.000 euro.
A questa base si sommano diverse maggiorazioni in ragione di: 1) ogni figlio successivo al secondo; 2) famiglie numerose; 3) figli con disabilità; 4) madri di età inferiore ai 21 anni; 5) nuclei familiari con due percettori di reddito. Una maggiorazione temporanea è, inoltre, prevista per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 25.000 euro.
Per importi e maggiorazioni, si veda la tabella in allegato 1.
L’assegno unico ed universale verrà erogato a partire da marzo 2022. Fino al mese precedente del primo anno di applicazione, e dunque fino a febbraio 2022, vengono prorogate, e saranno pertanto regolarmente corrisposte, tutte le misure in essere in materia di assegni familiari (assegno temporaneo; assegno ai nuclei familiari; assegni familiari e detrazioni fiscali per i figli minori di 21 anni).
Detti assegni non verranno più corrisposti a partire dal mese di marzo 2022 e, in aggiunta, non saranno più riconosciute le detrazioni per figli a carico sotto i 21 anni, e, dalla stessa data, questi benefici verranno sostituiti dall’Assegno Unico Universale.
Per poter percepire l’AUU già da marzo p.v., e conseguentemente evitare una possibile riduzione degli assegni attualmente percepiti in busta paga, è necessario presentare apposita domanda, seguendo a tal proposito le indicazioni fornite dall’ INPS con il msg n.4748 del 31.12.2021, che a ogni buon conto alleghiamo al presente Notiziario in allegato 2.
E’ anche richiesta l’autocertificazione di alcuni dati informativi quali: 1) composizione del nucleo familiare e numero di figli; 2) luogo di residenza dei membri del nucleo familiare; 3) l’IBAN di uno o di entrambi i genitori. La domanda può essere o no accompagnata da ISEE aggiornato.
La domanda deve essere presentata all’INPS, sia presso i suoi sportelli sia per via telematica attraverso il portale dell’Istituto, avvalendosi se del caso anche del supporto di un Patronato.
Le domande possono essere presentate in qualunque momento dell’anno e, se accolte, danno diritto all’erogazione del beneficio fino al mese di febbraio dell’anno successivo. Coloro che presenteranno le domande entro il 30 giugno di ciascun anno avranno comunque diritto a percepire tutti gli arretrati a decorrere dal mese di marzo stesso anno.
Le domande possono essere presentate da un solo genitore ovvero da chi esercita la responsabilità genitoriale. L’assegno viene erogato sul conto corrente di entrambi i genitori in pari misura o, previo accordo degli stessi, su un unico conto corrente. I figli maggiorenni aventi diritto possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.
In caso di affidamento esclusivo l’assegno spetta, in mancanza di diverso accordo, al genitore affidatario, mentre in caso di nuovi nati la domanda può essere presentata entro 120 giorni dalla nascita del nuovo figlio e l’assegno verrà riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza.
In caso di ISEE non presentato, la domanda per l’Assegno Unico Universale può essere comunque proposta e gli aventi diritto riceveranno l’importo minimo previsto. Resta comunque salva la possibilità di presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per la richiesta dell’ISEE in data successiva alla presentazione della domanda di AUU e, in tal caso, l’importo spettante verrà comunque ricalcolato a decorrere dalla data di acquisizione dell’ISEE.
In allegato 3, per opportuna conoscenza di quanti interessati, la scheda illustrativa predisposta da INPS sull’Assegno Unico Universale.
Dopo la emanazione della circolare Brunetta-Orlando sul ricorso al lavoro agile nel riacutizzarsi della pandemia da COVID 19, di cui abbiamo riferito e commentato nel Notdif n. 2 dell’11 gennaio u.s., e dopo la nota FLP Difesa del 10 gennaio u.s. per la Direzione Generale, finalmente Persociv in data odierna ha esteso alle OO.SS. e ai vertici della Difesa, per la capillare diffusione presso le articolazioni territoriali, la circolare allegata al presente notiziario, che riverbera all’interno della Difesa i contenuti della circolare più sopra citata, valorizzando il messaggio che “i due ministri abbiano inteso sensibilizzare le amministrazioni pubbliche… …ad utilizzare appieno tutti gli strumenti di flessibilità che le relative discipline di Settore già consentono”.
Persociv infatti chiarisce “… come ciascuna amministrazione abbia la possibilità di programmare il lavoro agile con una rotazione del personale settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità, anche modulandolo, come necessario in questo particolare momento, sulla base dell’andamento dei contagi, tenuto conto che la prevalenza del lavoro in presenza… …potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile” e pertanto “possa equilibrare il rapporto lavoro in presenza/lavoro agile secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria organizzazione, tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel breve e nel medio periodo, e delle contingenze che possono riguardare i propri dipendenti (quali le quarantene brevi da contatto con soggetti positivi):.
Pertanto “ogni datore di lavoro potrà ridefinire e programmare le modalità organizzative dei propri uffici, estendendo ulteriormente la modalità organizzativa da remoto, laddove possibile, a condizione che l’erogazione dei servizi avvenga con regolarità, continuità e funzionalità.
Il lavoro agile potrà essere programmato con ampia flessibilità, assicurando una rotazione anche sul lungo termine… …tale da rispettare le norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro… …modulando le modalità organizzative sulla base dell’andamento dei contagi e tenendo conto che la prevalenza del lavoro in presenza potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile.”
Un po’ di ossigeno finalmente, tenuto conto dell’attuale recrudescenza della pandemia dopo il dilagare della nuova variante omicron del virus COVID 19, e delle poderose limitazioni al ricorso al lavoro agile determinate dall’approccio punitivo e irresponsabile del ministro Brunetta, che disponendo lo scorso ottobre il rientro massivo in presenza del personale pubblico dipendente, lo ha esposto al rischio proprio nel momento di maggior pericolosità. Anche se si tratta di un ossigeno che certamente non ci rende giustizia: la previsione di una compensazione plurimensile delle giornate lavorate da remoto fa passare l’idea del lavoro agile come di un privilegio, un modo per stare a casa, un bonus per una platea di lavoratori da anni bollati come fannulloni, e non dell’ importante strumento di prevenzione della pandemia, e soprattutto del rilevante strumento di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico sul quale investire.
In ogni caso la circolare riafferma in modo inequivocabile la percorribilità del lavoro agile nella nostra Amministrazione, a dispetto di quanti hanno provveduto a far rientrare tout court in presenza tutto il loro personale indiscriminatamente. Battiamoci tutti perché la mappatura del lavoro agile nei propri posti di lavoro riproduca l’effettiva consistenza delle attività telelavorabili, al fine di assicurare il massimo accesso possibile alle attività da remoto, non solo in ottica emergenziale.
Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 7 gennaio 2022, che riferisce dei contenuti della circolare dei ministri Brunetta e Orlando sulla organizzazione del lavoro agile in tempi di proroga dell’emergenza da COVID 19.
Abbiamo ormai superato i 200.000 contagi giornalieri e purtroppo le stime prevedono che tale crescita sarà ancora esponenziale nei prossimi giorni. Nonostante questo, il Governo fa finta di niente e si limita a prendere atto di una circolare a firma dei ministri Brunetta e Orlando che si limita a suggerire ai datori di lavoro di prevedere una maggiore flessibilità nell’utilizzo del lavoro agile.
Nel settore privato viene confermata la norma che prevede l’adozione delle forme semplificate di lavoro agile fino al termine della fase emergenziale, senza obbligo di stipulare gli accordi individuali e senza alcun limite predeterminato in merito alla cosiddetta prevalenza del lavoro in presenza, mentre per il lavoro pubblico viene confermato l’impianto assunto dal Governo a inizio ottobre 2021 con il quale veniva deciso un rientro massivo in presenza, con una serie di lacci e lacciuoli tesi chiaramente a scoraggiare l’utilizzo del lavoro agile.
Se tale decisione aveva un senso in una fase in cui erroneamente pensavano che il peggio fosse passato (e non l’aveva perché viziata da pregiudizi e che mirava unicamente a far circolare più persone, per farle “spendere” aumentando i consumi, nella convinzione che questo avrebbe prodotto maggior reddito …), confermarla in questo momento è un segnale di totale irresponsabilità.
In buona sostanza l’ineffabile Brunetta cosa dice con la sua circolare? Fermo restando il principio della prevalenza del lavoro in presenza rispetto ad attività che possono essere svolte da remoto (e quindi non tutte, e che limitano alla partenza la platea dei possibili fruitori), la non prevalenza della prestazione in presenza può arrivare sino al 49% della prestazione lavorativa di coloro che hanno avuto accesso al lavoro agile dopo il 15 ottobre 2021. Se la situazione sanitaria lo necessita, le Amministrazioni potranno spalmare questa percentuale su più mesi, autorizzando più giornate in un mese, ma avendo l’accortezza di recuperarle poi nei mesi “tranquilli”.
Insomma un lavoro agile a recupero.
“Ti permetto di fare qualche giorno in più quando la pandemia riempie gli ospedali portandoli al collasso, ma te li tolgo dopo” perché per Brunetta il lavoro agile non è un importante strumento di prevenzione della pandemia, di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico, ma è un privilegio, un modo per stare a casa, un bonus per una platea di lavoratori che per lui sono sempre quelli che nel 2008 aveva bollato come fannulloni, infarcendo la normativa sul lavoro pubblico di decine di inaccettabili norme punitive e discriminatorie.
Ammesso e non concesso che la maggiore flessibilità sia la strada per fronteggiare questa nuova ondata della pandemia, un ulteriore ostacolo si frappone all’adozione di misure veloci da parte delle Amministrazioni. Il voler insistere sulla necessità dell’accordo individuale, rigidamente regolamentato e oggi centellinato, porterà alla necessità di adeguare, volta per volta al variare dei giorni autorizzati di lavoro agile, tutti gli accordi ad oggi in essere, nonchè alla stipula di nuovi per tutti quei soggetti che sono stati oggi esclusi dal lavoro agile dalle Amministrazioni in ossequio al totem brunettiano della prevalenza in presenza e dalla necessità che le attività da svolgere fossero tutte “smartabili”.
Insomma, tutto il contrario di quella che dovrebbe essere una misura immediata, da adottare con urgenza e speditezza. Un ulteriore aggravio di quel groviglio di burocrazia, di adempimenti, di controlli formali che nulla hanno a che vedere con la tutela dei lavoratori, ma che rispondono alla logica del pregiudizio di chi pensa solo ossessivamente a controllare i “nullafacenti”.
L’ennesima offesa nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego che invece in questi due anni hanno dimostrato ancora una volta tutto il loro senso del dovere e la loro professionalità, permettendo al Paese di garantire tutti i servizi, gestendone di nuovi e aggiuntivi, con grande efficacia.
Non è vero che nel periodo emergenziale il lavoro agile non abbia avuto regole, perché in tutte le Amministrazioni sono stati sottoscritti protocolli d’intesa che, sulla base delle norme vigenti e degli accordi pattizi, hanno permesso lo svolgimento delle prestazioni lavorative, garantendo DIRITTI e DOVERI.
È indubbio che tale istituto andasse regolamentato comunque in modo più preciso e che i Contratti nazionali di lavoro debbano definire una cornice condivisa che possa definire ancora meglio tutte le articolazioni del lavoro agile e del lavoro da remoto. E su questo, negli ultimi mesi ci siamo battuti come FLP in tutte le sedi, riuscendo anche a definire nell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Centrali sottoscritto nei giorni scorsi un quadro di riferimento certamente migliore da quello ipotizzato da Brunetta nelle sue linee guida.
Per essere più espliciti, e per rispondere alle affermazioni di Brunetta di questi giorni, noi riteniamo che in una fase che continua ad essere fortemente emergenziale, vadano mantenute tutte le previsioni che garantiscono la gestione condivisa del rapporto di lavoro come determinatesi per effetto degli accordi e dell’Ipotesi di CCNL, ma che vengano superate quelle che, invece che non discendono nè dalla legge, nè tantomeno dai contratti, come quella della prevalenza del lavoro in presenza, frutto di un DM, quello dell’8 ottobre 2021, che non poteva derogare dall’impianto normativo vigente che nulla prevede – giustamente – a tal riguardo.
Così come chiediamo che, come avvenuto per il settore privato, in tutta la fase emergenziale si possa derogare, ove necessario, all’obbligo dell’accordo individuale, il che non significa assolutamente che non restino i piedi e siano attuabili tutte le norme legislative e pattizie che regolano l’istituto a monte, e che sono perfettamente applicabili ai singoli rapporti di lavoro.
Nei prossimi giorni è presumibile che si vada verso un aumento generalizzato delle didattiche a distanza DAD) e appare ancora più necessario attuare misure che, unitamente alla limitazione del rischio derivante dall’affollamento degli Uffici e dall’utilizzo massivo dei mezzi pubblici, siano garantite forme di lavoro agile diffuse che possano permettere la gestione, anche familiare, di situazioni legate all’accudimento dei figli minori.
Consapevoli dell’assoluta inadeguatezza delle decisioni assunte dal Governo in materia di lavoro agile emergenziale, nel confermare tutte le iniziative che continueremo a porre in essere per rimuovere gli ostacoli ancora oggi frapposti, siamo impegnati con tutte le nostre articolazioni, per chiedere da subito a tutte le Amministrazioni centrali e periferiche l’immediata implementazione delle forme di lavoro agile in essere, sia con riferimento alla platea delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, che delle giornate concesse. Lavoro non agevole, come dimostrano i primi comportamenti, timidi e inadeguati, di alcune amministrazioni in queste ore.
Non possiamo certamente assistere inerti a un aggravamento della situazione sanitaria le cui responsabilità ricadono tutte su un Governo, ostaggio di scelte oltranziste, dettate da presunte valutazioni macroeconomiche e da inaccettabili pregiudizi di un Ministro che si dimostra ancora una volta contro le lavoratrici ed i lavoratori che dovrebbe rappresentare. E che avalla, per incompetenza, superficialità o ignavia, decisioni che mettono a rischio la salute e la sicurezza di tutti.
La Segreteria generale
In merito, FLP DIFESA ha inviato al D.G. di Persociv e ai nostri vertici, la allegata nota con la quale chiediamo che siano date precise indicazioni che consentano la massima attuabilità e dilatabilità del ricorso al lavoro agile, pur nel rispetto delle indicazioni contenute nella citata circolare. Cordiali saluti, e buon inizio di 2022 a tutti.
Notiziario FLP Difesa n. 85 del 21 dicembre 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 72 del 21 dicembre 2021, nel quale la nostra Federazione annuncia la sottoscrizione del CCNL 2019-2021, e ne delinea i contenuti, i contributi, gli aspetti innovativi e positivamente valutati, le criticità e le materie intorno alle quali dovrà proseguire l’azione sindacale, dopo una trattativa che ha visto FLP assolutamente protagonista fino all’ultimo, migliorando in extremis le parti sul diritto alla salute e alla sicurezza.
È stato raggiunto oggi un accordo politico sulla firma del rinnovo contrattuale del Comparto Funzioni Centrali, che si perfezionerà non appena sarà approvata la Legge di Bilancio per il 2022.
Infatti, è lì che sono appostati i fondi per finanziare il nuovo ordinamento professionale, che nell’ultima settimana il Governo ha quasi raddoppiato, come aveva chiesto con forza la FLP.
Le oltre venti sessioni di trattativa, durate mesi, sono state caratterizzate dal ruolo di assoluta protagonista da parte della FLP, che ha portato le proprie idee in un tavolo sindacale che ne era quasi completamente privo, riuscendo a mettere al centro dell’agenda i punti qualificanti della piattaforma presentata ai lavoratori.
Ad esempio, i fondi stanziati inizialmente per l’ordinamento professionale avrebbero permesso soltanto di svuotare la prima area mentre quasi tutta la seconda area sarebbe rimasta al palo, nonostante le mansioni superiori svolte per decenni. Con l’aumento dei fondi in bilancio ottenuti dalla FLP, invece, sarà possibile un’operazione di largo respiro anche per i passaggi dalla seconda alla terza area già in fase di prima applicazione del nuovo contratto.
I miglioramenti delle ultime bozze di contratto chiesti e ottenuti dalla FLP non finiscono qui: abbiamo ottenuto, finalmente, che i malati oncologici, dializzati, di Covid dopo la guarigione e tutti gli altri malati che hanno avuto bisogno di terapie salvavita possano fare i controlli in malattia senza alcuna decurtazione salariale e non gravando sulle proprie ferie, come invece prevedeva il precedente contratto. Era questo uno dei punti che aveva spinto la FLP a non firmare il contratto 2016-2018.
Inoltre, abbiamo ottenuto la piena contrattualizzazione delle materie che riguardano la sicurezza sul lavoro, che l’ARAN aveva cercato di affievolire.
E anche sul lavoro agile, proprio nell’ultima fase siamo riusciti ad ottenere il superamento della fascia di operatività, la definizione della fascia di contattabilità all’interno dell’orario di lavoro e non coincidente con esso e la previsione della corresponsione di specifiche indennità in sede di contrattazione integrativa. Infine vengono implementate altre forme di lavoro a distanza, tra le quali il telelavoro e il co-working.
A questi risultati dell’ultima ora possiamo aggiungere quelli già ottenuti durante il lungo confronto e cioè l’esigibilità della perequazione dei trattamenti economici per l’ex comparto ministeri che, pur previsto dalle norme, rischiava di non essere attuato dal contratto, e l’istituzione della quarta area delle elevate professionalità.
Su questa materia, in particolare, ci siamo dovuti battere contro tutto e tutti perché né l’ARAN né, ancor di più, i sindacati avrebbero voluto istituirla. E teniamo conto che le norme vigenti prevedevano la possibilità, ma non l’obbligo, per la contrattazione di istituire un’area che porta finalmente il lavoro pubblico più vicino a quello privato per la valorizzazione delle professionalità interne. Da 36 anni nel lavoro privato esiste l’area dei quadri – anche lì inizialmente ostacolata dal sindacato tradizionale – mentre nulla di tutto ciò, fino a ieri, esisteva nel pubblico impiego.
Un contratto tutto rose e fiori, dunque? No, tutt’altro. Avremmo preferito che la nostra azione riformatrice fosse ancora più incisiva e per questo continueremo a lavorare sia in contrattazione integrativa che a livello politico per migliorare le condizioni di lavoro e la funzionalità delle pubbliche amministrazioni, soprattutto se voi lavoratori ci darete ancora più fiducia, ad iniziare dal prossimo voto alle elezioni RSU di aprile 2022.
Qualche esempio:
siamo riusciti ad istituire la quarta area, ma in prima battuta l’area resterà vuota grazie alla pervicacia dell’ARAN e delle altre Organizzazioni Sindacali nel rifiutare qualunque forma di valorizzazione del personale altamente specializzato. Ebbene, la FLP incalzerà le amministrazioni affinché usino le loro capacità assunzionali per iniziare a riempirla il prima possibile.
le progressioni economiche saranno più difficoltose a causa della carenza di fondi sul nostro salario accessorio? E noi continueremo a fare pressione sul Parlamento perché sia reso realmente esigibile il superamento dei tetti di legge su tutto il salario di produttività;
Il contratto ha recepito le norme che assegnano almeno il 40 per cento del punteggio per le nuove progressioni economiche alla valutazione dei dirigenti? E la FLP lavorerà affinché i sistemi di valutazione siano trasparenti e responsabilizzino la dirigenza a valutare il personale in base alle competenze e non alla fedeltà;
Il contratto ha ingessato, almeno in parte, il ricorso allo smart working? E la FLP farà pressione, a cominciare dal giorno successivo alla firma definitiva, per utilizzarlo al massimo possibilegiacché una volta firmato il contratto verranno meno le linee guida ministeriali e con esse il principio di prevalenza della prestazione da rendere in presenza.
Insomma, il nostro lavoro non è finito al tavolo di trattativa di primo livello, che per la FLP è solo un passo del lungo cammino che dobbiamo e vogliamo percorrere per ammodernare la macchina amministrativa e valorizzare da tutti i punti di vista il lavoro pubblico.
Con questo spirito in questi mesi non ci siamo accodati al Governo e ai sindacati conservatori, che hanno paura del cambiamento e non hanno fiducia nei lavoratori, e nemmeno fatto solo testimonianza rinunciando a cambiare ciò che si poteva.
Le nostre idee sono sempre state al centro della trattativa, anche quelle che poi non hanno trovato sbocco in modifiche contrattuali. Con il vostro aiuto contiamo di cambiare domani tutto ciò che non siamo riusciti a fare oggi.
perché la FLP è IL sindacato
L’UFFICIO STAMPA
In Difesa questo contratto dà prima di ogni altra cosa finalmente risposte ai colleghi di 1^ area, che dopo anni di stop potranno passare in 2^ area in tempi relativamente brevi. Pubblichiamo nel settore “News” del nostro sito il testo della Preintesa e, in allegato al presente notiziario, la “Dichiarazione alla preintesa di FLP”. La materia dovrà essere sviluppata per diversi argomenti in sede integrativa, ma per ora è tutto. Cordialissimi saluti
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 16 dicembre 2021 –
Finalmente si è tenuta in data odierna, ancora purtroppo a tavoli separati, la riunione sindacale tra le OO.SS. nazionali e la Delegazione trattante di parte pubblica (SMD, SGD, PERSOCIV) per l’aggiornamento del Protocollo Nazionale Sicurezza Covid-19 sottoscritto in data 27.11.2020, più volte sollecitato dalla FLP DIFESA.
Il D.G. ha introdotto la riunione avendo preso nota dei contenuti della lettera FLP Difesa del giorno precedente (All.1), con le nostre osservazioni e proposte rispetto alla bozza di Protocollo inviata da Persociv in data 3 dicembre u.s.
In merito, la dott.ssa Montemagno ha affermato che parte delle proposte può essere già da ora condivisa, e che per altre è necessario un approfondimento prima di addivenire al testo riepilogativo delle proposte scaturite dai diversi tavoli e condivise dall’Amministrazione, per la sottoscrizione delle parti, l’inoltro capillare ai Comandi/Enti e la pubblicazione sul sito internet dell’Amministrazione.
Questi gli aspetti più salienti sui quali FLP Difesa ha approfondito il dibattito:
Lavoro agile: è stata rappresentata la necessità di integrare e chiarire gli aspetti relativi alle modalità di rotazione del personale ed al concetto di prevalenza della prestazione in presenza (si ritiene infatti necessario far emergere due aspetti: per assicurare la prevalenza oraria sono sufficienti 18+1 ore alla settimana in presenza; e per assicurare la prevalenza giornaliera, è sufficiente la presenza di 3 giorni su 5 alla settimana, al fine di evitare la deriva dei 4 giorni su 5 che molti Enti tendono a promuovere per arginare il ricorso al lavoro agile. L’AD ha condiviso di massima le riflessioni di FLP DIFESA riservandosi di approfondire ed eventualmente riformulare il testo; inoltre abbiamo sostenuto la necessità di aggiornare il POLA, che la DG dovrà infatti predisporre per il 2022, (Il POLA dovrà far parte del PIAO voluto da Brunetta, da presentare presumibilmente entro marzo /aprile); di contrattare gli istituti applicabili allo s.w., e di definire gli assetti interni del lavoro agile in attuazione della regolamentazione derivante dal CCNL F.C.; e abbiamo chiesto di ampliare i criteri di priorità da applicarsi per la selezione dei dipendenti che aspirano al lavoro agile, ecc…..; non ultimo, è stata ribadita la necessità di confermare l’impegno dell’A.D. di assicurare gli accessi da remoto al personale in SW.
Valorizzazione del ruolo sindacale e dei Comitati: deve essere riaffermata nel Protocollo la necessità del confronto e della contrattazione locale con le OO.SS./RSU e della costante attività dei Comitati Permanenti Covid-19 di sede;
Pulizia e sanificazione: deve essere assicurata la continuità delle misure sanitarie nelle articolazioni della Difesa;
Assenze per quarantena o isolamento domiciliare: abbiamo segnalato la necessità di disciplinare la materia per queste assenze, e la D.G. ha anticipato la predisposizione di apposite circolari.
Assenze per vaccini e tamponi: premessa la valenza generale (dentro e fuori la Difesa) della protezione sociale derivante da una quanto più possibile estesa e tempestiva adesione alla campagna vaccinale (pur nel rispetto della libera scelta del singolo), abbiamo chiesto (come da nota in 2) che tutte le assenze per vaccinazione siano equiparate a servizio, posto che l’equiparazione a servizio delle sole assenze per vaccinazioni eseguite presso strutture dell’A.D. creerebbe una ingiustificata discriminazione, tanto meno comprensibile se l’obbiettivo primario resta l’incentivazione della adesione alla campagna vaccinale. Né pare sostenibile che l’estensione della disciplina non trovi supporto giuridico, posto che si tratta pur sempre di una prestazione sanitaria effettuata da medici e paramedici. Abbiamo inoltre chiesto di rivalutare l’incomprensibile esclusione delle assenze per sottoporsi a tampone dalle fattispecie previste dall’art. 35 co.1 del CCNL FC 2016-2018, trattandosi di esami diagnostici effettuati da sanitari (fattispecie che l’A.D. può comunque autonomamente riconoscere). La D.G. ha raccolto le argomentazioni contenute nella nota di FLP DIFESA del 13.12.2021, e si riserva di emanare una nuova circolare, anche alla luce della risposta che la Funzione Pubblica darà al quesito inviato da Persociv.
Lavoratori fragili: abbiamo chiesto di integrare il Protocollo delle fattispecie che vi possono essere ricondotte e delle procedure da adottare per il loro impiego.
Green pass base e Super green pass: abbiamo chiesto di integrare il Protocollo con la regolamentazione della materia, e di esplicitare i Comandi/Enti in cui i lavoratori civili sono soggetti all’obbligo di esibire il Super Green Pass. A riguardo, abbiamo chiesto a SMD di estendere anche alle OO.SS. nazionali le direttive e le risposte a specifici quesiti, che abbiano ricadute sul personale civile. Ciò anche in ragione delle problematiche sorte in merito all’obbligo di green pass presso alcuni Enti di A.M. e M.M. appartenenti all’area sanitaria e all’area formativa (dopo l’emanazione della circolare di Persociv del 3 dicembre u.s., e le conseguenti disposizioni impartite nei giorni 14 e 15 dicembre dai datori di lavoro, rivolte anche al personale civile); disposizioni a nostro avviso non corrette nelle procedure, emanate in ritardo ed in modo frettoloso, senza il coinvolgimento preventivo dei Comitati permanenti locali. La D.G. ha rappresentato che SMD aveva emanato due circolari di chiarimenti/risposta a quesito, e che si sarebbe fatta carico di emanare specifica circolare riportante chiarimenti in merito ai destinatari dell’obbligo, anticipando che dovrebbero rientrarvi solo le Scuole Superiori militari (Giulio Douhet di Firenze, Teulie’ di Milano, Nunziatella di Napoli) e non ad esempio enti come Mariscuola di Taranto.Si è convenuto inoltre che Persociv si farà per il futuro carico di estendere alle OO.SS. nazionali le Direttive ed altri documenti di SMD che possano avere ricadute sul personale civile.
Campagna di screening con tamponi rapidi: abbiamo chiesto di promuovere nelle sedi locali, soprattutto dopo le festività natalizie, una campagna di screening su base volontaria come misura preventiva anti-Covid-19, cosa che la D.G. si riserva di valutare.
A margine degli argomenti all’ordine del giorno, la D.G ha fornito riscontri a specifiche richieste di FLP DIFESA riguardanti tre temi di enorme attuale interesse dei lavoratori:
Stato dell’arte delle graduatorie provvisorie delle progressioni economiche 2021: alcune sono già pronte, altre sono in via di ultimazione; la loro pubblicazione dovrebbe avvenire prima di Natale e dunque in tempo utile per confermare la decorrenza economica dal 1.1.2021 dell’attribuzione della fascia immediatamente superiore.
Aumento della Indennità di Amministrazione della Difesa: FLP Difesa aveva scritto in merito lo scorso 13.12.2021 (All. 3) al Ministro della Difesa, chiedendo di verificare l’incongruenza tra le misure economiche individuate in seno all’Accordo dello scorso 14.07.2021 fra delegazione trattante della Difesa e OO.SS. nazionali, con quelle risultanti dalla tabella inserita nell’ipotesi di CCNL FC 2019-2021 in corso di definizione all’ARAN, per cui il personale civile della Difesa viene a subire una ennesima penalizzazione. La D.G. ha comunicato che il Gabinetto Difesa ha delegato Persociv a rispondere alla ns. nota, e ci ha confermato che il problema di fatto esiste, e che le differenze degli importi come da noi rilevate derivano da una diversa individuazione del numero dei dipendenti presi a riferimento: la D.G. aveva considerato il numero dei dipendenti in forza il 01.01.2021, mente l’Aran in sede di rinnovo contrattuale utilizza il numero di dipendenti certificato e pubblicato nel conto annuale al 1° gennaio 2018. Le 5.000 unità in più risultanti al 2018 riducono ovviamente l’importo della quota individuale, e poco importa se altrettanto ovviamente non saranno distribuiti tutti i 30 milioni a tal fine destinati dalla Legge di bilancio per il 2021. In ogni caso, dopo la ricezione della lettera di FLP DIFESA, sono state immediatamente avviate interlocuzioni tra Persociv e l’Aran, per tentare di trovare una soluzione (Si ipotizza di assumere a riferimento il numero di dipendenti in forza al 01.01.2020. Già meglio…). Ma le notizie che ci arrivano dalla nostra delegazione trattante all’ARAN avvalorano invece una rigidità di quest’ultima, pena il rischio che il CCNL in via di definizione possa essere messo in discussione dagli organi certificatori.
Ovviamente non vogliamo che le cifre che saranno risparmiate con questa operazione vadano a finire in generici risparmi al MEF, e vigileremo perché vengano accantonate a favore dei legittimi destinatari, i dipendenti civili della Difesa in forza nel 2021, e ci riserviamo in caso contrario di adire le vie legali.
Il DPCM sulle assunzioni dovrebbe essere firmato a giorni, dopo la firma del MEF e della FP (ne verificheremo i termini); in merito segnaliamo le nostre note al Ministro del 19.11(All. 4) e 1.12(All. 5).
Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Notiziario FLP Difesa n. 13 del 18 febbraio 2022 – Dopo più di un anno dal suo insediamento, il Sottosegretario alla Difesa con delega alle relazioni sindacali per il personale civile, on. Mulè, ha finalmente convocato in data di ieri 17 febbraio, per la prima volta, le OO.SS. ad un confronto sui temi di interesse, […]
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza […]
Notiziario FLP DIFESA n. 10 del 10 febbraio 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 6 del 9.02.2022, che annuncia l’avvenuta emanazione dell’attesissimo DPCM di ripartizione delle risorse assegnate in legge di Bilancio 2020 e destinate alla perequazione delle Indennità di Amm.ne dei Ministeri, tra i quali la […]
Notiziario FLP Difesa n. 9 del 9 febbraio 2022 – Si è svolta oggi la riunione conclusiva a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo di prevenzione e sicurezza in ordine all’emergenza sanitaria da COVID 19 e la definizione degli assetti del lavoro agile, ormai in via di sottoscrizione. Il confronto era partito lo scorso 15 dicembre […]
Notiziario FLP Difesa n. 5 del 24 gennaio 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario n. 2 del 20 gennaio 2022 della Confederazione CSE , che riferisce delle conclusioni dell’ultima riunione al tavolo ARAN finalizzata al rinvio delle procedure elettorali per le RSU 2022, che non è approdata al risultato auspicato per la mancata sottoscrizione […]
Notiziario FLP Difesa n. 04 del 20 gennaio 2022 – Da marzo, al posto di assegni familiari e detrazioni fiscali attualmente in essere, è istituito l’assegno unico universale per i figli a carico. L’analisi di CSE sulla materia, nel Notiziario n. 1 del 19 gennaio 2022, che pubblichiamo di seguito . Come si ricorderà, “al […]
Notiziario FLP Difesa n. 3 del 18 gennaio 2022 – Dopo la emanazione della circolare Brunetta-Orlando sul ricorso al lavoro agile nel riacutizzarsi della pandemia da COVID 19, di cui abbiamo riferito e commentato nel Notdif n. 2 dell’11 gennaio u.s., e dopo la nota FLP Difesa del 10 gennaio u.s. per la Direzione Generale, […]
Notiziario FLP Difesa n. 01 del 11 gennaio 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 7 gennaio 2022, che riferisce dei contenuti della circolare dei ministri Brunetta e Orlando sulla organizzazione del lavoro agile in tempi di proroga dell’emergenza da COVID 19. Abbiamo ormai superato i 200.000 contagi giornalieri […]
Notiziario FLP Difesa n. 85 del 21 dicembre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 72 del 21 dicembre 2021, nel quale la nostra Federazione annuncia la sottoscrizione del CCNL 2019-2021, e ne delinea i contenuti, i contributi, gli aspetti innovativi e positivamente valutati, le criticità e le materie intorno alle quali dovrà […]
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 16 dicembre 2021 – Finalmente si è tenuta in data odierna, ancora purtroppo a tavoli separati, la riunione sindacale tra le OO.SS. nazionali e la Delegazione trattante di parte pubblica (SMD, SGD, PERSOCIV) per l’aggiornamento del Protocollo Nazionale Sicurezza Covid-19 sottoscritto in data 27.11.2020, più volte sollecitato dalla FLP […]