Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 4 marzo 2021 –

Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della nostra Federazione in data 3 u.s., nel quale si rappresenta come la soluzione adottata con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 – che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno dei FRD, i risparmi conseguiti dalle Amministrazioni nel 2020 su buoni pasto e straordinari – risulti allo stato insufficiente, controversa e di difficile applicazione, e si segnala a tal riguardo il parere recentemente reso dall’Avvocatura Generale dello Stato al Formez in cui si conferma la possibilità di corresponsione del buono pasto ai lavoratori in smart working, e un parere di analogo segno venuto dall’Agenzia delle Entrate.

” Il permanere dell’emergenza pandemica che in questi giorni, purtroppo, sta registrando nuove impennate, ha comportato, tra le altre misure di prevenzione, la proroga del lavoro agile emergenziale in tutte le Pubbliche Amministrazioni.

Questa situazione rende ancora di estrema attualità la questione della mancata corresponsione dei buoni pasto al personale, considerato che probabilmente e ancora per molti mesi, dovremo fare i conti con questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, senza che vi sia stata ancora data un’adeguata regolamentazione contrattuale a molti degli istituti che regolano il rapporto di lavoro.

Calcoliamo che in questo ultimo anno, per effetto della mancata erogazione dei buoni pasto e del lavoro straordinario, (eppure sappiamo come e quanto la prestazione lavorativa in molti casi sia stata svolta anche in modalità eccedenti l’orario di lavoro al fine di erogare prestazioni e servizi legati all’eccezionalità del momento) vi sia stata una perdita di salario pro-capite almeno pari a 1.500 euro. Se a questo aggiungiamo i costi sostenuti per  le dotazioni informatiche proprie, per le connessioni e i collegamenti, abbiamo chiaro il senso di quanto sia stata rilevante la perdita economica per il personale, in un momento in cui il CCNL è scaduto da più di due anni e le stesse somme dei Fondi Risorse Decentrate sono sempre più decurtate e corrisposte con enorme ritardo.

Del resto la soluzione adottata da Governo e Parlamento con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno dei FRD, i risparmi conseguiti dalle Amministrazioni nel 2020 su buoni pasto e straordinari appare insufficiente, controversa e di difficile applicazione:

Del resto sulla materia vi è da segnalare il parere recentemente reso dall’Avvocatura Generale dello Stato al Formez in cui si conferma la ”possibilità di corresponsione del buono pasto ai lavoratori in smart working in questa fase in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa ha assunto il carattere dell’ordinarietà, collegandola a una determinazione di natura organizzativa, assunta previo confronto con le rappresentanze sindacali”.

Inoltre l’Agenzia delle Entrate, Divisione Contribuenti, nella risposta all’interpello 956-2631/2020  relativo al trattamento fiscale dei buoni pasto erogati al personale in lavoro agile emergenziale, ha  chiarito di fatto che i buoni pasto possono essere erogati anche ai lavoratori in smart working, tenuto conto della circostanza che la realtà lavorativa è sempre più caratterizzata da forme di lavoro flessibili. Del resto la stessa normativa ha subito un’evoluzione. L’articolo 285, comma 4 del DPR 207/2010 richiedeva l’utilizzo dei buoni pasto durante la giornata lavorativa. Il decreto 122/2017 del Ministero dello Sviluppo Economico, invece, non solo ha omesso questo obbligo, ma addirittura ne consente l’uso cumulativo fino a otto buoni pasto al giorno. Svincolando di fatto l’utilizzo del buono dal momento e dal luogo in cui è prestata la prestazione lavorativa.

E’ evidente, quindi, come non sia possibile abbandonare tale rivendicazione, o darla per persa, o rimandarne la definizione al momento della sottoscrizione dei nuovi contratti, o se e quando, entreranno a regime i POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile).

Vi è un anno di attività già reso e, come dicevamo, altri mesi in cui la modalità emergenziale del lavoro agile continuerà ad essere prevalente nell’organizzazione del lavoro delle Pubbliche Amministrazioni. E’ necessario quindi che questi aspetti, unitamente alla regolamentazione negoziale dell’articolazione degli orari di lavoro, del diritto alla disconnessione, della modalità di fruizione delle ferie e dei permessi, sia, come da noi più volte richiesto, oggetto di uno specifico accordo nazionale per tutti i comparti del lavoro pubblico, per offrire da subito un quadro di riferimento certo ed esigibile, senza le incertezze e le ingiustizie verificatesi in questa lunga fase così difficile ed impegnativa per tutto il Paese.

Il rinnovo dei Contratti di lavoro scaduti è la nostra priorità e su questo incalzeremo il Governo Draghi, ma è evidente che al momento i tempi della loro definizione, per ognuno dei singoli comparti di contrattazione, non sono coerenti con l’urgenza di affrontare  e definire le questioni aperte sul lavoro agile e sulla sua tutela trasversale.

Una richiesta, quella dell’Accordo quadro sul lavoro agile, più volte formulata alla Ministra Dadone e che ora riproponiamo al Ministro Brunetta, senza alcun timore, come da qualcuno paventato, rispetto agli esiti della stessa, o alla  sua presunta impopolarità. Perché parliamo di diritti e di tutele di lavoratrici e lavoratori che hanno permesso il funzionamento della Pubblica amministrazione  in una fase di eccezionale emergenza e che, per questo, abbiamo il dovere di rappresentare senza alcuna timidezza”.

Ci sembrano del tutto condivisibili le considerazioni conclusive della nostra Federazione, che ritiene che, alla luce di quanto avvenuto in questi mesi e delle diverse risposte registrate nelle diverse AA.PP., sia assolutamente necessario uno specifico accordo nazionale per tutti i comparti del lavoro pubblico, per offrire da subito un quadro di riferimento certo ed esigibile.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale                                                                                

Notiziario FLP Difesa n. 10 del 04 febbraio 2021 –

Marco Carlomagno, Segr. Gen. FLP

Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sull’Huffington Post di ieri, a firma del Segretario generale FLP Marco Carlomagno, che riporta il pensiero di FLP rispetto all’esperienza del lavoro agile emergenziale, le sue valutazioni e le sue proposte, convinti come siamo che questa esperienza sia un patrimonio da non disperdere e punto di partenza per una più specifica regolamentazione di livello contrattuale del lavoro agile, strumento imprescindibile per dare vere risposte alle esigenze di innovazione della P.A..  Per questo il lavoratore agile non deve essere in alcun modo discriminato e sottostimato. Piuttosto, deve essere incentivato al pari dei colleghi che lavorano in presenza, anche mediante il ricorso a parte dei fondi che potranno affluire tramite il Recovery Plan. Rilevante dunque il ruolo che i Piani Organizzativi di Lavoro Agile avranno nel ridisegnare l’organizzazione del lavoro delle pubbliche amministrazioni.

***

(di Marco Carlomagno, segretario generale FLP)

“La definizione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile) costituisce un’importante occasione, da non sprecare, se veramente vogliamo innovare le nostre Pubbliche Amministrazioni rendendole sempre più adeguate in termini di efficacia ed efficienza, assecondando i processi di ripresa economica e di rilancio cui saremo chiamati nei prossimi mesi.

Il lavoro agile emergenziale, pur con i limiti derivanti dalla necessità di  un’attuazione immediata per cercare di scongiurare il diffondersi della pandemia, con scarse risorse informatiche disponibili, processi lavorativi ancora in gran parte cartacei, modelli organizzativi arcaici e poche tutele contrattuali nella gestione del rapporto di lavoro fino a oggi pensato unicamente come lavoro in presenza, ha dimostrato comunque tutte le potenzialità di questa modalità lavorativa in termini di conciliazione vita-lavoro, di miglioramento della sostenibilità del sistema dei trasporti delle nostre città, di valorizzazione delle professionalità, di miglioramento dei servizi resi ai cittadini e agli utenti.

È di tutta evidenza, quindi, che tale esperienza non deve essere perduta e deve costituire l’occasione per mettere a regime le sue potenzialità, facendola convivere con le altre modalità lavorative che ovviamente non scompariranno, trovando i giusti equilibri affinché ogni modalità non sia penalizzata ai fini dei percorsi di carriera e di percezione del salario di produttività.

È altrettanto inutile interpretare con categorie vecchie problemi nuovi che si stanno ponendo: chi immagina di dividere ancora il lavoro pubblico tra smart working e lavoro in presenza fa un errore metodologico enorme. I modelli organizzativi pubblici, che non funzionavano nemmeno prima della pandemia, devono modificarsi e contenere al loro interno lo smart working.

Parlare quindi di produttività del lavoro agile contrapposta a quella del lavoro in presenza è sbagliato e discriminatorio. Noi della FLP sosteniamo che bisogna prima di tutto investire sul personale e incrementare i fondi di produttività, attraverso l’eliminazione dei tetti di legge al salario accessorio e la confluenza dello straordinario risparmiato all’interno dei fondi destinati alla contrattazione integrativa, e poi passare dalla logica dell’adempimento burocratico a quello del risultato conseguito.

La mera presenza in ufficio non è sinonimo di produttività e spesso costringe soprattutto le fasce più deboli a non poter acquisire parti di reddito se non al costo di stare in ufficio molte ore, sottratte alla famiglia.

Chi pensa di non valorizzare il lavoro di gruppo e poi ripartire il salario aziendale solo in base alla presenza in servizio ragiona in modo anacronistico, inviso agli stessi lavoratori pubblici, e contrario alla valorizzazione delle competenze acquisite dai lavoratori.

La tentazione di regolamentare per legge il lavoro agile a regime, senza che questo processo parta dal basso, coinvolga in primo luogo le lavoratrici e i lavoratori, bypassando i Contratti collettivi nazionali di lavoro, per noi è sbagliata.

Bisogna ridefinire con urgenza il quadro di riferimento contrattuale, riscrivendo gli ordinamenti professionali, garantendo il diritto alla carriera, investendo sulla formazione diffusa, su  nuovi sistemi di valutazione seri, trasparenti, legati a obiettivi di gruppo e di team, liberando le ingenti risorse economiche già disponibili che oggi sono imbrigliate nei vincoli frapposti dalle Amministrazioni e dagli Organi di controllo, mediante interpretazioni cervellotiche e vincoli di legge punitivi ancora esistenti.

In tale ambito i POLA non possono essere una cosa a parte rispetto a un piano di rilancio delle PA che, utilizzando quota parte delle risorse derivanti dal Recovery Plan, non si limiti, come pure è necessario, agli investimenti sulle infrastrutture e sulle dotazioni tecnologiche, ma interessi nel suo complesso tutti i fattori (umani, organizzativi, gestionali) alla base del suo miglior funzionamento.

Ecco perché per noi della FLP il rinnovo dei contratti di lavoro, scaduti ormai da più di due anni, non può essere ancora rinviato o derubricato, ma è una priorità, perché si tratta di uno strumento decisivo per vincere la sfida del cambiamento.

Non siamo certo annoverabili tra i conservatori, tra chi preferisce vivacchiare nell’immobilismo che nuoce ai lavoratori ed ai cittadini. Ma non siamo certamente neanche tra coloro che pensano a un futuro del lavoro senza regole, diritti, tutele e che non vede l’ora di precarizzare anche il lavoro pubblico”.

***

Di seguito riportiamo il link per leggere l’articolo direttamente sul blog:  https://bit.ly/3pFZacp

Seguiremo da vicino tutti gli sviluppi, sul fronte del comparto e sul quello del Ministero della Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai colleghi.

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 –

Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla Corte dei Conti e già pubblicato sul nostro sito,  e delle risultanze del primo confronto sul POLA del Ministero Difesa con la Delegazione di parte pubblica, riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla S.G. FLP in data 29 gennaio u.s. che fa un utilissimo punto di situazione sulla materia, richiama l’attenzione su questa modalità di lavoro come fattore di reale innovazione della PA   e sulla necessità di regolare contrattualmente tutte le sue ricadute sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.

Con riferimento all’attuazione dei POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile) la normativa che si è succeduta in questo mese (DPCM 14 gennaio 2021, Decreto milleproroghe e, da ultimo, il DM 20 gennaio 2021 della Ministra per la Pubblica Amministrazione) alla fine ha prorogato, al momento al 30 aprile 2021, il lavoro agile emergenziale come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, confermando sino a quella data tutte le misure di semplificazione previste e le percentuali oggi in atto nelle Amministrazioni, a fronte del permanere dello stato di emergenza sanitario.

 Con una nota pubblicata nella giornata di oggi sul sito istituzionale il Ministero per la Pubblica Amministrazione ha chiarito inoltre che resta confermata invece la data del 31 gennaio 2021 (spostata al 1 febbraio 2021 in quanto il 31 gennaio coincide con la domenica), prevista dal Decreto rilancio quale termine per la redazione dei POLA per tutte le Amministrazioni pubbliche, escluse quelle degli Enti locali il cui termine è fissato dal Decreto milleproroghe al 31 marzo 2021.

 A fronte di numerose incertezze verificatesi in questi giorni in alcune Amministrazioni rispetto alla presunta operatività immediata dei POLA è quindi necessario ribadire che il termine del 31 gennaio 2021 ha una valenza essenzialmente endoprocedimentale, utile alle Amministrazioni per predisporre le prime linee della programmazione triennale e per la verifica dell’attuale situazione organizzativa, logistica e infrastrutturale, ma non assume in alcun modo una valenza operativa.

In buona sostanza all’attualità, e fino al 30 aprile 2021, sono confermate le modalità e percentuali oggi in atto sul lavoro agile.

 Per la FLP, l’abbiamo ribadito, il lavoro agile è un importante fattore di innovazione.

 Ma, senza che vengano disperse alcune buone pratiche comunque adottate i questi mesi in molte delle Amministrazioni dei diversi comparti, sarà necessario adottare un nuovo paradigma che, superando l’attuale modalità che risponde principalmente all’esigenza di ridurre al minimo la possibilità di contagio e quindi è limitata a un sostanziale lavoro da remoto a casa, dovrà essere in grado di conciliare pienamente i tempi vita-lavoro, migliorando il benessere organizzativo, costituendo il volano per modernizzare le Pubbliche Amministrazioni e allo stesso tempo valorizzare le tante professionalità oggi presenti.

 Superando le logiche gerarchico-piramidali che ancora permeano in modo diffuso le Amministrazioni, incoraggiando il lavoro per gruppo e l’autonomia lavorativa.

L’attuale quadro, ancora tarato sulle disposizioni normative e contrattuali della fase sperimentale introdotta dalla Ministra Madia nel 2017, che individuava numeri assolutamente diversi da quello ora previsti dalla norma, è insufficiente sia rispetto alle prerogative sindacali, limitate sui modelli organizzativi ad un semplice e mero confronto, sia sugli aspetti tipicamente negoziali che ancora oggi non solo risentono della legislazione punitiva degli ultimi anni, ma sono costruiti su un modello di prestazione lavorativa unicamente in presenza.

 Per permetterne il decollo, ed evitare che anche questa sia l’ennesima riforma scritta sulla carta, calata dall’alto e contro le lavoratrici ed i lavoratori, è necessario e urgente quindi fissare una cornice di riferimento contrattuale che accompagni questo processo nelle diverse fasi previste che si dovranno dispiegare nel prossimo triennio.

Quest’arco temporale più ampio potrà e dovrà permettere di mettere maggiormente a fuoco le diverse problematiche aperte (piani della formazione, dotazioni informatiche, ridefinizione dei processi e dei modelli organizzativi, mappatura delle attività eseguibili in modalità agile, etc.) e soprattutto di affrontare tutte le ricadute sul rapporto di lavoro (buono pasto e lavoro straordinario, rimborso delle spese sostenute, sicurezza informatica e piena disponibilità della lavorazione dei diversi processi lavorativi, definizione di un nuovo modello di assegnazione degli obiettivi e di valutazione delle perfomance, con conseguente pieno riconoscimento di dette attività ai fini dell’erogazione del salario accessorio e di produttività, flessibilità oraria, diritto alla disconnessione, etc.).

 Come FLP abbiamo più volte sollecitato il Governo a promuovere con uno specifico Atto di indirizzo un Accordo quadro in sede Aran che dia alle parti uno strumento in grado di essere immediatamente applicabile, implementabile successivamente all’interno dei singoli contratti del lavoro pubblico.

 La crisi di governo e le incertezze di questi giorni certamente non aiutano, ma quello che è certo è che non daremo mai il nostro via libera a Piani così ambiziosi senza una vera e proficua partecipazione sindacale e la piena tutela del personale interessato.

 I Progetti presentati in questi giorni nelle diverse Amministrazioni (e non tutte hanno attivato ancora il confronto) non sempre delineano, come invece dovrebbero, scelte strategiche sui temi della digitalizzazione, dell’innovazione dei processi e dei modelli organizzativi, che, ove adottati, potrebbero permettere un cambio di passo, modernizzando il modello di Amministrazione che per molti anni è stato immutabile e prigioniero di schemi precipuamente burocratico-formali.

 Così come il sistema di partecipazione e di confronto sindacale appare in troppi casi ridotto al minimo, asfittico e praticato come un mero adempimento da liquidare in pochi minuti.

 Invitiamo tutte le nostre strutture, ad ogni livello, a porre la massima attenzione su queste fasi del processo, incalzando i vertici delle Amministrazioni con proposte specifiche e articolate, allargando il dibattito non solo agli Organismi che devono pronunciarsi (CUG e Organismi Paritetici per l’Innovazione), ma a tutti i lavoratori, ai cittadini, agli utenti, e a tutti i fruitori dei servizi.

 Per trasformare i POLA, da ennesimo acronimo probabilmente incomprensibile a più, a concreti ed effettivi Piani di modernizzazione e di efficientamento delle nostre Amministrazioni.

 Seguiremo da vicino tutti gli sviluppi, sul fronte del comparto e sul quello del Ministero della Difesa, e ne daremo come al solito puntualmente conto ai colleghi.

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 05 del 20 gennaio 2021 – 

La sede di PERSOCIV in viale dell’Università

Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto essere adottato dalla PA entro il 2018, ai sensi della l. n. 124/2015; ma così non fu, e nel 2017 arrivò il “lavoro agile” di cui alla legge 81/2017, e fu applicato solo in realtà minoritarie della P.A.. Ma il modello è tornato utile con lo scoppio della pandemia da COVID 19, dove ha assunto lo specifico connotato di misura di contrasto alla diffusione del virus, con modalità semplificate, il “Lavoro agile emergenziale”, che è stato oggetto di continui rimaneggiamenti normativi:

FLP Difesa, con la lettera del 14.01.2021 in all.2), ha chiesto la rettifica della circolare nel senso che i datori di lavoro impieghino “almeno il 50% dei lavoratori impiegabili in modalità agile, e comunque la più elevata possibile rispetto alle attività telelavorabili”; e ciò anche considerate le segnalazioni pervenute a questa O.S., circa il rischio che venga messo in atto un rilevante rientro in presenza del personale, con il progressivo affossamento dell’esperienza del lavoro agile.

Nella stessa nota abbiamo anche segnalato però la necessità di dare indicazioni rispetto: -alla proroga al 31.12.2021 dei termini per gli acquisti di materiali informativi finalizzati alla diffusione del lavoro agile (art. 1c.11 DL 183/2020); -alla proroga al 28 febbraio 2021 delle disposizioni relative ai lavoratori fragili di cui alla l.27/2020,  e relative:

Ebbene, evidentemente avevamo ragione, posto che Persociv ha provveduto ad emanare la circolare n. 3429 del 19.01.2020 integrando la precedente con gli elementi da noi richiesti (all.3).

La sperimentazione in corso di pandemia fornisce però anche gli elementi di valutazione per la redazione, ai sensi della l. 34/2020, dei “Piani Organizzativi per il Lavoro Agile” da parte delle P.A. entro il 31 gennaio di ciascun anno, sentite le OO.S. I POLA dovranno indicare le modalità organizzative che consentano ad almeno il 60% dei dipendenti impiegati in attività smartabile di avvalersene a richiesta. E non passi inosservato che in caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica ad almeno il 30% dei dipendenti, ove lo richiedano. Dato che ormai la scadenza è prossima, FLP Difesa ha chiesto con la nota in all. 4) alla Delegazione trattante aggiornamenti sullo stato dell’arte, e l’avvio urgente di un tavolo di confronto. Nella stessa nota, ha chiesto anche di conoscere i dati relativi ai risparmi di straordinari e buoni pasto 2020, che la legge di bilancio rende disponibili alla stessa amministrazione per la contrattazione integrativa, che ovviamente rivendichiamo. Vi terremo aggiornati.

Cordiali saluti

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE  Maria Pia BISOGNI   Pasquale BALDARI

Allegato 1:12.01.2021 Persociv circolare n. 1533

Allegato 2:14.01.2021 lettera a Persociv su decreto milleproroghe e lavoro agile

Allegato 3:19.01.2021 Persociv circolare n.3429

Allegato 4:20.01.2021 lettera a delegazione trattante su POLA SW e risparmi 2020

Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 –

Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri  a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti.

In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le resistenze e la disattenzione generalizzata al Protocollo Nazionale, rilevate fin dalla sua emanazione: spesso non ve ne è stato richiamo nei riferimenti normativi dei Protocolli locali, (mentre è costante il rinvio alle Linee Guida, alle Direttive e alle Circolari emanate dagli organi di vertice); addirittura in taluni Enti è adottata per il personale civile la modulistica prevista per i militari, nella quale restano i richiami ai codici disciplinari militari. E vi sono Enti dove le relazioni sindacali sono pressochè sconosciute, altri nei quali i Comitati, pur costituiti, rimangono “inattivi”, altri che diradano le relazioni e le riunioni con le OO.SS, altri ancora indisponibili a fornire anche ai loro stessi Comitati le informazioni e documenti relativi alle misure adottate e alle situazioni di positività al COVID 19. E spesso i Protocolli locali non sono aggiornati alle normative più recenti. Pertanto ci siamo dichiarati favorevoli alla intenzione dell’AD di emanare circolari congiunte Persociv/SMD/SGD, utili a incidere sugli Enti dipendenti; non potevamo però non rilevare che l’impegno di AD a nostro parere dovrebbe più specificamente guardare alla massima promozione e diffusione del Protocollo Nazionale su cui si sta lavorando, e alla sua implementazione, che lo renda esaustivo rispetto alle problematiche specifiche.

Peccato allora che, rispetto allo stato delle cose, il Direttore di Persociv non abbia dato certo un buon esempio di riguardo alle relazioni sindacali e alle controparti nazionali, nell’emanare, un giorno prima della riunione, una Direttiva interna a Persociv, che di fatto reca l’aggiornamento delle misure antiCovid-19, al netto delle risultanze del confronto di oggi e dell’aggiornamento del Protocollo nazionale, che sarà dalla stessa sottoscritto in qualità di Presidente della delegazione trattante. E peraltro non passa inosservato che sono passati quasi 3 mesi dalla nostra richiesta di aggiornamento del 7 agosto u.s. seguita alla sottoscrizione del Protocollo 24 luglio 2020 e della successiva circolare della Funzione Pubblica in pari data.

In ogni caso, premesso che lo stato di emergenza è prorogato al 31 gennaio 2021, che le cronache documentano un massiccio incremento della diffusione del virus, e che abbiamo notizia di molteplici segnalazioni anche all’interno della Difesa, è impellente l’urgenza di procedere all’Aggiornamento del Protocollo di sicurezza, e di procedere alla sua tempestiva diffusione a tutti i Comandi/Enti, come punto di riferimento obbligato per il successivo aggiornamento dei protocolli locali.

A tal proposito, FLP Difesa ha formulato le seguenti considerazioni e proposte:

Un nuovo elaborato sarà prodotto dalla AD per il vaglio di SMD e SGD; dunque ancora un aggiornamento della riunione, presumibilmente alla prossima settimana. E’ tutto.

Cordialissimi saluti.

LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Notiziario FLP Difesa n. 89 del 21 ottobre 2020 –

La Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone

Nella serata 19 ottobre u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha firmato un Decreto Ministeriale con il quale, con riferimento a quanto previsto dall’art. 263 della legge di conversione (L. 17.07.2020, n. 77)  del c.d “decreto rilancio” e in relazione ai contenuti dei DPCM 13 e 18 ottobre uu.ss., ha ritenuto di indicare “modalità organizzative e criteri  omogenei per tutte le Amministrazioni al fine di assicurare l’applicazione del lavoro agile” (il testo del DM in allegato 1 su questa stessa pagina).

Nelle ore immediatamente successive, la nostra Federazione ha diffuso una nota che reca le proprie osservazioni e considerazioni al riguardo, che riportiamo di seguito nel suo testo integrale:

Firmato nella serata di ieri il Decreto Ministeriale della Ministra per la Pubblica Amministrazione che definisce le modalità di svolgimento del lavoro agile, confermato come una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, alla luce della nuova fase emergenziale che il Paese sta vivendo.

Non ci sono nuove percentuali precise di individuazione del personale da adibire al lavoro da remoto, ma viene ribadito che la percentuale di applicazione è almeno del 50 % e all’articolo 3 comma 3 viene specificato che le Amministrazioni, al fine di prevenire il rischio contagio, dovranno aumentare nell’ambito delle loro articolazioni tale percentuale in modo significativo, garantendo le percentuali più elevate possibili.

Viene confermato ovviamente il lavoro da remoto senza rientri per i lavoratori fragili.

Di fatto vengono superate le restrizioni previste dal comma 263 del Decreto rilancio in materia di percentuale applicabile solo alle attività che possono essere svolte in lavoro agile, con la previsione che rientrano tra queste anche le attività che possono essere svolte in presenza,  tramite l’utilizzo di forme di contatto con l’utenza basate sull’utilizzo delle modalità tecnologiche e telefoniche.

Viene inoltre ribadito che nell’attuazione della massima flessibilità dell’articolazione degli orari di lavoro in entrata e in uscita, dovranno essere rispettati i sistemi relazionali previsti dai contratti collettivi.

Tutta questa fase andrà correlata all’individuazione delle modalità di collocazione del personale in attività da remoto, ai criteri di applicazione e di individuazione delle fasce di contattabilità; andranno attivati confronti con le OO.SS., anche al fine di definire le regole di massima tutela e sicurezza sui posti di lavoro, nel rispetto del Protocollo del 24 luglio 2020.

Cambia di fatto il paradigma. Non più attuare politiche di rientro in presenza, ma calibrare in modo più significativo e pregnante la ricollocazione in lavoro da remoto della maggioranza del personale, come fattore di prevenzione del rischio contagio che, come è noto, è molto alto nei trasporti, tragitto casa lavoro, e anche all’interno degli stessi Uffici.

Non vengono affrontati invece altri aspetti, pur importanti, legati ad esempio al riconoscimento dei buoni pasto e al rimborso delle spese sostenute per via dell’utilizzo delle proprie dotazioni informatiche e delle proprie utenze. Ma su questi argomenti sarà la contrattazione a doverne definire gli aspetti e gli ambiti applicativi.

Rispetto agli annunci dei giorni scorsi, sia i DPCM 13 e 18 ottobre 2020 che lo stesso DM, appaiono comunque eccessivamente prudenti rispetto alla nuova fase emergenziale, e probabilmente su questo ha inciso la persistente campagna mediatica di parte dei media e della cattiva politica, che non perdono occasione per continuare a criminalizzare il lavoro pubblico, visto come presunta nicchia di privilegiati che non solo godrebbero di uno stipendio fisso, ma che ostacolerebbero la ripresa economica con i loro ritardi e inefficienze.

Un film già visto troppe volte e che, pur cambiando di volta in volta copione, risponde solo a logiche  di parte, a interessi ben precisi, mina la tenuta complessiva e l’identità del nostro Paese.

Sparando nel mucchio, in modo ingeneroso e pericoloso sulle lavoratrici e lavoratori pubblici che invece svolgono spesso senza mezzi e risorse in modo encomiabile il loro lavoro, tende a nascondere le  pesanti responsabilità che ricadono tutte nella politica  e nell’alta burocrazia che in questi decenni hanno perseguito colpevoli politiche di esternalizzazioni, mancati investimenti strutturali e gestionali.

Risponderemo anche a questi attacchi riconfermando invece la centralità del lavoro pubblico, il ruolo che deve svolgere in modo sempre più significativo a garanzia della tenuta democratica, inclusiva e di servizio che la Costituzione gli assegna.

Senza timori o tentennamenti. A partire dal rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro scaduti e che qualcuno vorrebbe di nuovo mettere in soffitta per spostare le risorse economiche sui soliti noti.

Chiediamo infine a tutte le nostre strutture di continuare l’incredibile lavoro di questi mesi, che ci ha visto in prima linea nel tutelare con la nostra azione e iniziativa sindacale il diritto alla salute di lavoratori e cittadini, garantendo, anche nei periodi più bui del lockdown, l’erogazione di prestazioni e servizi in tutti i campi, senza eccezione alcuna.

Dovremo incalzare tutte le Amministrazioni, superare ove vengano frapposti, tutti gli ostacoli che la burocrazia continuerà a mettere in campo, esigere il pieno rispetto delle regole, perché ne va della salute di tutti.

E in questi momenti non vi possono essere tentennamenti o prudenze di sorta.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP

Per quanto riguarda la Difesa, è di tutta evidenza che dovrà essere accelerato in maniera decisa l’aggiornamento del protocollo d’intesa AD – OO.SS. del 22.06.2020 sulle misure di prevenzione e di sicurezza anti Covid-19 e per la definizione degli assetti di lavoro agile ai fini del suo adeguamento al nuovo quadro giuridico e all’attuale superiore livello di rischio di contagio, che è già stato oggetto del confronto del 7 u.s. (vds. Notiziario n. 84 di pari data), un confronto che dovrà essere rapidamente portato a compimento.

A tal proposito, abbiamo inviato alla Delegazione trattante di AD la nota che si pubblica in allegato 2 in questa pagina.  

Cordiali saluti.

 IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 19.10.2020 – DM FP su lavoro agile nelle PP.AA.

Allegato 2 : 23.10.21 lettera a Persociv su lavoro agile e Aggiornamento del Protocollo COVID 19

Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 –

La Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo

Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento contenente l’analisi e le proposte delle due Confederazioni Sindacali in merito  all’esperienza del lavoro agile nell’emergenza Covid-19 in ambito Pubblica Amministrazione, e alle potenzialità del suo decollo a regime.

Di Smart Working, si è anche parlato però in questi giorni anche al Ministero del lavoro – con in questo caso la visuale rivolta prevalentemente all’esperienza del settore privato – nel corso di un apposito confronto con la Ministra Catalfo  che si è tenuto in data 24 settembre u.s., e al quale hanno partecipato le Confederazioni Sindacali.

Riportiamo di seguito il testo del comunicato diffuso dalla Confederazione CSE sui contenuti e sulle risultanze dell’incontro del 24 u.s. con la Ministra del lavoro e delle Politiche Sociali:

” Si è conclusa da poco la riunione convocata in videoconferenza dalla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo con le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative sul tema del lavoro agile. La partecipazione della CSE a questo tavolo, che riguarda i diversi aspetti del lavoro agile in entrambi i settori del lavoro, pubblico e privato, segna indubbiamente il riconoscimento della nostra rappresentatività e del ruolo che in questi mesi abbiamo svolto, sia nella gestione della fase emergenziale, che nelle proposte di regolamentazione a regime, nelle interlocuzioni avute non solo con la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e le singole Amministrazioni e imprese, ma anche con gli organi costituzionali  e i gruppi parlamentari.

Nel corso del confronto il Segretario Generale Carlomagno ha rappresentato la necessità che in questa fase, caratterizzata ancora da una forte criticità epidemiologica, è necessario evitare le fughe in avanti e i tentativi da più parti rappresentate di rientri in massa, che non solo mirano ad azzerare le pur importanti esperienze di innovazione, ma mettono a rischio la salute di tutti e i risultati raggiunti durante la fase di lockdown. In questo ambito è necessario adattare e modificare il quadro normativo delineato dal comma 263 del Decreto rilancio.

Per quanto concerne il lavoro agile a regime la CSE ne ha confermato la strategicità come fattore di innovazione organizzativa e dei processi, di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza, di aumento della produttività, di conciliazione vita-lavoro, di miglioramento dell’ambiente e della vivibilità delle nostre città.

Per fare questo, come abbiamo proposto già nel documento inviato nei giorni scorsi alla Ministra Dadone, bisogna riprogettare i modelli organizzativi, implementare le dotazioni tecnologiche e infrastrutturali, le banche dati, ridefinire i profili professionali e le modalità lavorative, attuare importanti programmi formativi.

Cambiare il lavoro e il modo di lavorare necessita la ridefinizione di tutto il quadro contrattuale e delle tutele, a livello nazionale e territoriale, prevedendo l’aumento dei livelli di partecipazione, evitando forme di possibile cottimizzazione del lavoro o di disconoscimento di diritti e riconoscendo invece al lavoro agile tutte le tutele e i diritti giuridici, economici e professionali, previsti per il cosiddetto lavoro in presenza.

La CSE ha infine chiesto, come condizione fondamentale  e prioritaria, l’adozione di un Piano coordinato del Governo che definisca le linee strategiche, utilizzi le nuove risorse derivanti dal recovery fund nei settori dell’innovazione e delle infrastrutture, promuova il  confronto con le parti sociali per definire un quadro pattizio capace di gestire questa importante fase, garantendo in tutte le aziende e tutte le realtà  uguali diritti e tutele.

La Ministra Catalfo, a conclusione dei lavori, ha assicurato che il confronto proseguirà prima del 15 di ottobre, data entro la quale al momento dovrebbe cessare lo stato di emergenza, auspicando che nelle prossime riunioni tale confronto, in corso anche con le Associazioni delle imprese, possa proseguire congiuntamente per mettere a fattor comune le diverse posizioni in campo.

 La Segreteria Generale CSE “

 Seguiremo ovviamente da vicino gli sviluppi del confronto sul lavoro agile presso il Ministero del Lavoro che hanno l’obiettivo di approfondire i temi legati alle eventuali modifiche da apportare nel Titolo II della Legge 22.05.2017, n. 81 e ne daremo conto ai colleghi.

Infine, facciamo un aggiornamento per quanto attiene altri tavoli di confronto avviati presso il Ministero del lavoro, e più precisamente quello sui temi e problemi legati alle modifiche in materia di pensioni.

Come noto, sono stati avviati presso quel Ministero, già da mesi, due tavoli di confronto con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego, il primo che ha per oggetto gli interventi da inserire nella prossima legge di bilancio e il secondo le scelte da operare ai fini di una riforma previdenziale che si ponga come obiettivo il superamento di tutte le criticità innescate dalla riforma Fornero.

Come noto, dopo le riunioni di luglio, il confronto è ripreso presso il Ministero del lavoro in data 17 settembre u.s., ed ha riguardato gli interventi che dovrebbero traguardare la prossima legge finanziaria.   A conclusione del tavolo, la CSE ha diffuso un  comunicato  avente ad oggetto gli esiti del tavolo di confronto con la Ministra Nunzia Catalfo, che abbiamo riportato nel Notiziario FLP DIFESA n. 79 del 21.09.2020

Invece, per quanto attiene al secondo dei confronti previsti, riguardante questa volta la messa a punto di modifiche strutturali della legge Fornero e  originariamente previsto per il 28 p.v., informiamo i colleghi che è stato differito a data successiva, allo stato ancora non definita.

Vi terremo ovviamente anche in questo caso tempestivamente informati degli sviluppi dei confronti presso il Ministero del lavoro sulla materia previdenziale, che suscitano l’interesse di molti colleghi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 –

Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile nell’ambito della Pubblica Amministrazione nell’emergenza, e alle potenzialità del suo decollo a regime:

Nel rimandarvi alla lettura dell’articolato sottolineiamo come lo stesso affronta diversi aspetti e non si limita a definire unicamente quelle che dovrebbero essere le proposte per il decollo del lavoro agile a regime.

La situazione attuale, infatti, è purtroppo caratterizzata ancora da una evidenza epidemiologica, nazionale e internazionale, assolutamente preoccupante e quindi è necessario affrontare questi mesi con la dovuta attenzione, utilizzando ancora le modalità straordinarie del lavoro agile o da remoto, come fattore di prevenzione del contagio.

Le fughe in avanti di troppe Amministrazioni, dovute ad un’interpretazione letterale e molto spesso restrittiva del comma 263 del Decreto rilancio, tra l’altro adottato in una fase che sembrava diversa dal punto di vista del diffondersi del Covid 19, con il rientro in presenza della stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, spesso senza le dovute attenzioni neanche dei cosiddetti lavoratori fragili, comporta a nostro parere, la necessità di una modifica del quadro normativo o comunque di direttive precise da parte della Ministra Dadone.

La scansione temporale prevista dal comma 263 (cessazione del lavoro agile come modalità di svolgimento ordinario della prestazione dal 15 settembre 2020 e lavoro agile per il 50 per cento del personale impiegabile nelle attività cosiddette “smartabili” fino al 31 dicembre 2020) deve essere riorientata, e correlata all’andamento epidemiologico, con particolare riferimento anche all’apertura delle scuole, attese le ricadute che si stanno già avendo , in particolare per i genitori con figli minori di 14 anni, sia per le chiusure degli Istituti che per gli orari diversificati e i turni di lezione.

Così come vanno definite meglio, ed in modo più flessibile e semplice, le misure di prevenzione per i lavoratori fragili, meritevoli di una maggiore attenzione sanitaria quanto più aumenta la presenza nei luoghi di lavoro e nei mezzi pubblici.

Per quanto concerne invece gli aspetti a regime il documento parte dal presupposto che, per far decollare veramente questa nuova modalità di articolazione della prestazione lavorativa, è necessario un vero cambio di paradigma, che modifichi l’organizzazione degli Uffici e del lavoro, rafforzi la capacità tecnologica delle Amministrazioni, superi il gap infrastrutturale delle reti, aumenti la dotazione degli apparati informatici, implementi la digitalizzazione dei processi, la creazione e l’interoperabilità delle banche dati, renda fruibili da remoto a cittadini, imprese e addetti la totalità dei servizi e delle prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni.

E’ di tutta evidenza che l’adozione del lavoro agile produrrà a regime notevoli ricadute anche sul rapporto di lavoro; andranno quindi rivisti e riscritti numerosi istituti, compresi quello relativo all’articolazione dell’orario di lavoro e alle sue modalità di rilevazione, il riconoscimento del diritto alla disconnessione, le nuove modalità di individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e le condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono).

Così come andranno ridefinite le modalità di riconoscimento del salario di produttività e dei buoni pasto, i sistemi di valutazione, il riconoscimento dei permessi e tutte le garanzie contrattuali relative al rapporto di lavoro.

Ma il punto centrale, che spesso viene sottaciuto o non affrontato con la dovuta attenzione, è quello del nuovo ordinamento professionale.

Il lavoro agile a regime comporta certamente nuovi livelli di responsabilità e di autonomia connessi alla lavorazione di intere fasi del processo, oggi disarticolato in più fasi, di scelte da adottare in tempo reale, oggi invece centralizzate burocraticamente e di competenza del vertice della piramide gerarchica.

Per fare questo è necessario individuare nuovi profili e una diversa articolazione delle attuali aree professionali, riaprire con decisione le carriere, oggi ingessate da inaccettabili vincoli normativi riconoscendo le tante professionalità presenti nei nostri Uffici, procedere ad una stagione di formazione dedicata e diffusa, incrementare gli organici con assunzioni mirate nei settori strategici e per le professionalità necessarie.

E’ necessario quindi un quadro organico di azioni e misure, che preveda l’utilizzo coerente dei diversi strumenti necessari ( da quello normativo a quello regolamentare, a quello contrattuale.

In questo ambito un Accordo quadro del Governo con le Organizzazioni sindacali e le parti sociali appare a nostro parere la cornice indispensabile per permettere finalmente il decollo del lavoro agile e allo stesso tempo una vera modernizzazione delle nostre Amministrazione. Che è quello che da tempo ci chiede il Paese tutto.

Infine, occorre anche ricordare che l’art. 263 della legge 77/2020 prevede che “… entro il 31 gennaio 2021, le Amministrazione Pubbliche rendono, sentite le Organizzazioni Sindacali, il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA)”, che dovrà recare le modalità attuative del lavoro agile, per le cui attività è previsto che “almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersene”, e che dovrà al contempo definire “le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti”.

Tenuto conto che il 31 gennaio non è poi così lontano, e considerate altresì l’importanza della predetta scadenza e l’attesa e l’interesse che suscita nei colleghi, invitiamo i nostri Coordinamenti Nazionali a seguire con grande attenzione questa partita sollecitando le Amministrazioni ad aprire da subito i confronti con le Parti sindacali.

La Segreteria Generale FLP

 

Sottolineiamo la particolare rilevanza di questo studio e di queste proposte, dettagliate nel citato articolato che pubblichiamo in allegato 1, che mirano alla introduzione di una disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, e dunque della citata prestazione lavorativa in “modalità ordinaria”.

Segnaliamo in merito l’iniziativa adottata da questa Segreteria Nazionale con la Nota al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 2, con la quale si chiede l’avvio di un percorso operativo che porti alla redazione entro il 31 gennaio 2021, come previsto dall’art. 263 della l. 77/2000, di un Piano Organizzativo per l’attuazione del Lavoro Agile (POLA) all’interno della Difesa.

Cordialissimi saluti.  

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: All. 1 Proposte_CGS_CSE_lavoro agile

Allegato 2 :All.2 Nota per il Gabinetto del Ministro su avvio percorso POLA del 23.09.2020

Notiziario FLP DIFESA n. 77 del 28 agosto 2020 –

La Ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone

In data 6 agosto u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha avuto un incontro con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) che ha avuto come argomento all’o.d.g. l’organizzazione del  “lavoro agile” nel settore pubblico nella fase post Covid-19 e dunque a regime .

Come si ricorderà, la predetta riunione avvenuta in video conferenza era stata preceduta dall’invio alla Ministra Dadone in data 30 luglio u.s. da parte della Confederazione CSE di una lettera nella quale venivano rappresentate tutta una serie di problematiche connesse al le disposizioni contenute nell’art. 263 del c.d. “decreto rilancio” che stavano generando non poche criticità (su questa stessa pagina, ripubblichiamo in allegato la lettera CSE).

Sulla riunione del 6 agosto, la nostra Federazione ha diffuso in data 26 u.s. il  Notiziario n. 33 che riportiamo di seguito in forma integrale.

“ Riprenderà a settembre, con un calendario che prevede già ulteriori riunioni previste per il 10 e il 15 settembre, il confronto avviato dalla Ministra Dadone con le Confederazioni del pubblico impiego sul lavoro agile e sulla sua articolazione a regime.

E’ quanto emerso al termine della riunione tenutasi lo scorso 6 agosto in videoconferenza con Palazzo Vidoni, che è stata l’occasione per definire il percorso e mettere sul tavolo le principali questioni aperte.

Diciamo subito che abbiamo apprezzato il metodo e anche la volontà della Ministra di non vedere disperso il patrimonio di esperienze che in questi mesi, pur nella situazione emergenziale, e con metodiche che giocoforza assomigliavano più ad un lavoro da remoto che ad un vero lavoro agile, hanno permesso comunque di verificare le grandi possibilità di innovazione organizzativa, di modernizzazione, di efficienza e di conciliazione vita lavoro che il lavoro agile può offrire.

Specie in una fase in cui, anche per le criticità e la rigidità delle modifiche normative dettate dal comma 263 del Decreto rilancio, molte Amministrazioni stanno facendo sulla materia un ingiustificato dietrofront, pericoloso non solo per la persistenza del forte rischio epidemiologico ancora assolutamente in corso, come dimostrato dall’andamento della curva del contagio a livello internazionale e anche nazionale, ma parimenti inaccettabile sul fronte operativo ed organizzativo.

Intendiamo quindi dare un forte contributo al percorso prospettato, proponendo specifiche soluzioni che dovranno da un lato guidare le scelte normative e regolamentari in materia di nuova organizzazione degli Uffici, di semplificazione organizzativa, di digitalizzazione dei servizi e dei processi, con particolare riferimento alla definizione in ogni Amministrazione dei POLA (Piani Organizzativi per il lavoro agile), e dall’altro concordare gli aspetti precipuamente contrattuali legati al rapporto di lavoro che necessariamente dovranno essere rivisti ed aggiornati.

Articolazione dell’orario di lavoro e diritto alla disconnessione, individuazione del luogo di svolgimento della prestazione e condizioni tecnologiche di base per lavorare (pc, connessione, telefono), salario di produttività, permessi e buoni pasto, sono solamente alcune delle fattispecie che dobbiamo e vogliamo regolamentare.

In quest’ambito abbiamo rappresentato alla Ministra l’esigenza che tali questioni, unitamente alla necessità di definire il nuovo ordinamento professionale, che non può non fare i conti con i diversi livelli di responsabilità richiesti da forme di lavoro caratterizzate da maggiore autonomia, siano inserite all’interno dell’Atto di indirizzo all’Aran che il Governo deve emanare al fine di avviare il percorso per il rinnovo dei contratti scaduti al 31 dicembre 2018.

Perché è di tutta evidenza che la pur importante stagione di innovazione del lavoro agile a regime non può, e non deve, mettere in secondo piano l’urgenza del rinnovo dei contratti, che costituiscono la naturale cornice per riconoscere dal punto di vista economico e professionale l’impegno della lavoratrici e dei lavoratori, accompagnando i processi di innovazione e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni.

Infine, oggi più che mai, appare necessario fare il punto sui tempi e sulle modalità di attuazione della norma che dal 15 settembre abroga il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione.

L’ottimismo che ha portato frettolosamente il legislatore a dettare i tempi dei rientri in presenza appare, purtroppo, in queste ore assolutamente fuori luogo e in contrasto con le misure di sicurezza poste in essere dal Governo per contenere i danni della politica del “liberi tutti”.

Si contano a decine gli Uffici chiusi per sanificazione a seguito di casi di positività accertati, e la stessa incertezza sui tempi e le modalità dell’apertura delle scuole impongono, senza ombra di dubbio, un intervento per verificare la rispondenza dell’attuale normativa alla situazione sopravvenuta.

La Segreteria Generale FLP “

Questo il comunicato diffuso dalla nostra Federazione, che riporta i contenuti e le risultanze di quella riunione, nella quale il Segretario Generale CSE, Marco Carlomagno, ha ripreso puntualmente e riproposto tutte le questioni legate all’applicazione dell’a art. 263 del decreto rilancio e segnalate con la lettera della Confederazione del 30 luglio u.s., che sono però rimaste sostanzialmente eluse nell’intervento conclusivo della Ministra.

Questioni che in ogni caso rimangono purtroppo ancora irrisolte, continuando a generare criticità nella nostra Amministrazione,  rispetto alle quali continueremo nella nostra azione a tutti i livelli, in modo coerente ed sperabilmente incisiva, per trovare  soluzioni oggi quanto mai urgenti alla luce delle notizie ogni pgiorno più preoccupanti circa la ripresa della diffusione dei contagi.

Seguiremo da vicino gli sviluppi del confronto in Funzione Pubblica e ne daremo, come sempre, tempestivamente conto alle lavoratrici e ai lavoratori della Difesa.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: 30.07.2020 – lettera CSE alla Ministra per la P.A. Dadone

Notiziario FLP Difesa n. 71 del 29 luglio 2020 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP

Nel corso del digital debate, cui hanno partecipato   la ministra Dadone, alti esponenti della PA fra cui il Presidente dell’ARAN Naddeo, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini,  e per FLP il Segretario Generale Marco Carlomagno, l’impegno alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione mediante la stabilizzazione del lavoro agile, il potenziamento della digitalizzazione e della formazione continua. Si riporta di seguito il comunicato stampa di FLP sull’evento.       

La nostra volontà è quella di andare avanti e di portare a regime, con i dovuti adattamenti l’esperienza del lavoro agile: può diventare la vera svolta per la Pubblica Amministrazione, non solo sul piano organizzativo, ma anche su quello della contrattazione”, ha dichiarato la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone nel corso del Digital Debate Riorganizzare il pubblico per rilanciare il privato, organizzato da Consenso Europa – business unite del gruppo Hdrà dedicata a Public Affairs e Comunicazione Strategica, e da FLP (Federazione dei Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche).

Alta partecipazione, tra esponenti delle istituzioni e rappresentati di organizzazione di lavoratori e quadri di  diversi settori della PA, introdotto e coordinato dal giornalista di Huffington Post Pietro Salvatori, hanno partecipato alla discussione il Segretario Generale FLP Marco Carlomagno, il Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato Mauro Coltorti (M5S), il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, ed Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni).

“L’appello che faccio ai dirigenti è quello di non arroccarsi nella paura del nuovo.” ha continuato la Ministra Dadone: “alla dirigenza l’onere di individuare i tipi di funzioni che possono essere svolte da remoto: l’obiettivo è arrivare al primo gennaio 2021 con in lavoro agile il 50% dei lavoratori pubblici che possono svolgere le loro mansioni da remoto.”

“Da parte mia c’è l’impegno per garantire più risorse per la formazione continua del personale, anche per quello in età avanzata”, ha concluso la ministra.

“Serve una visione strategica” secondo Marco Carlomagno, segretario generale di FLP: “la PA deve diventare il propulsore per il rilancio del sistema economico e produttivo del Paese”. Un obiettivo per realizzare il quale è necessario affrontare tre temi fondamentali:

“la riorganizzazione del lavoro, che deve essere svolto per obiettivi, e dunque deve passare dal semplice adempimento burocratico ad una logica di risultati”;

l’innovazione digitale, “che deve però essere intesa non solo in termini di innovazione tecnologica, ma anche e soprattutto in termini di investimenti in personale: per assumerne di nuovo, promuovere il  ricambio generazionale, e garantire la necessaria formazione continua”;

e infine il rinnovo del contratto per i dipendenti pubblici, che non deve solo riguardare i trattamenti economici, ma che “deve essere inteso come opportunità per rinnovare completamente la struttura di salario basata sui risultati e non sulla presenza fisica negli uffici”.

Di formazione continua ha parlato anche il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, che ha sottolineato come “anche la migliore delle leggi per essere attuata ha bisogno che le donne e gli uomini che lavorano nella PA siano messi nelle condizioni di attuarle”.

“In materia fiscale” ha continuato Ruffini, “le leggi sono troppe, la semplificazione del fisco passa necessariamente dalla semplificazione normativa, ma questo non può prescindere dalla formazione: di per sé una norma non può semplificare se non si danno gli strumenti necessari alla PA per rendere il più veloce possibile la fase di apprendimento e di applicazione della norma.”

Lo smart working è strettamente legato alla semplificazione” ha sostenuto il presidente di ARAN, Antonio Naddeo. “La migliore norma degli ultimi tempi in termini di semplificazione è stata adottata proprio durante l’epidemia: in pochi commi ha permesso a milioni di lavoratori e alle amministrazioni pubbliche di lavorare da remoto”.

“È un esempio positivo delle pubbliche amministrazioni che in pochissimi giorni, dal lavoro in presenza sono riusciti ad organizzare il lavoro agile, spesso con mezzi propri dei lavoratori.” ha continuato Naddeo. “La fase d’emergenza ci ha insegnato quanto è importante questo strumento, che consente ai lavoratori di operare da casa ed efficientare il proprio il tempo.”

“Naturalmente”, ha concluso il presidente di ARAN, “non tutte le attività si possono fare in smart working. Per il futuro è necessario regolamentarlo da un punto di vista contrattuale, ed organizzare questo tipo di strumento all’interno di uno strumento più ampio, cioè la riorganizzazione complessiva delle Pubbliche Amministrazioni.”

“Molte delle norme inserite nel DL Semplificazioni servono ad accorciare i tempi ed essere sicuri che gli appalti partano e contribuiscano a generare economia di sostegno al mondo del lavoro” ha affermato il senatore Mauro Coltorti. “Abbiamo adottato norme, come nei casi dei commissariamenti, che consentono di accelerare notevolmente le procedure rispetto agli anni precedenti, ed è stato fatto un grande sforzo per rendere immediata la disponibilità dei fondi che si deve riversare nel mondo dell’economia reale.”

l’Ufficio Stampa

La soddisfazione per il livello del dibattito e per i suoi contenuti è anche la nostra, ovviamente le affermazioni di principio dovranno trovare linfa reale per la loro attuazione, ma le questioni trattate sono senz’altro di primo piano ai fini della evoluzione del modello di Pubblica Amministrazione che tutti aspiriamo a perseguire. Pubblichiamo in questa pagina in allegato al presente notiziario:

lavoro agile


Buoni Pasto e Lavoro Agile. Nota della Federazione FLP: la soluzione adottata con la legge di bilancio (art.1, comma 870) su buoni pasto e lavoro straordinario risulta allo stato insufficiente, controversa e di difficile applicazione. Perdita media di salario pro-capite di 1500 € per la loro mancata erogazione. Assistiamo a risposte diverse tra le diverse Amministrazioni, serve dunque un accordo nazionale per tutti i comparti del P.I. Due interessanti pareri, il primo dell’Avvocatura e il secondo di Agenzia Entrate

4 Mar 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 4 marzo 2021 – Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della nostra Federazione in data 3 u.s., nel quale si rappresenta come la soluzione adottata con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 – che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno […]


Pubblicato ieri sull’Huffington Post l’articolo a firma di Marco Carlomagno, Segretario Generale FLP, che riporta l’analisi della nostra O.S. sull’esperienza del lavoro agile emergenziale, patrimonio da non disperdere ai fini della successiva regolamentazione del lavoro agile ordinario, a partire dalla redazione dei POLA. L’importanza del L.A. per ridisegnare l’organizzazione del lavoro nelle P.A. Il possibile utilizzo di parte dei fondi derivanti dal Recovery Plan per incentivare tutto il lavoro pubblico, senza discriminazioni.

4 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 10 del 04 febbraio 2021 – Riportiamo di seguito l’articolo pubblicato sull’Huffington Post di ieri, a firma del Segretario generale FLP Marco Carlomagno, che riporta il pensiero di FLP rispetto all’esperienza del lavoro agile emergenziale, le sue valutazioni e le sue proposte, convinti come siamo che questa esperienza sia un patrimonio […]


La proroga del lavoro agile emergenziale al 30 aprile 2021. FLP fa il punto di situazione sullo stato dell’arte in merito alla definizione dei Piani Attuativi del Lavoro Agile nei diversi Settori della Pubblica Amministrazione; le sue valutazioni sull’esperienza emergenziale e sulle prospettive del Lavoro Agile Ordinario post-emergenza; la sua valenza come fattore di reale innovazione della P.A.; la necessità di regolare contrattualmente tutti gli aspetti comportanti ricadute sul rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti.

1 Feb 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 8 del 01 febbraio 2021 – Facendo seguito al nostro precedente Notiziario n. 7 del 28 gennaio u.s. nel quale avevamo dato notizia della proroga al 30 aprile p.v. del Lavoro Agile emergenziale disposto con proprio decreto datato 20.01.2021 dalla Ministra per la PA Fabiana Dadone, in via di registrazione alla […]


Dopo la nota di FLP Difesa, Persociv riporta il limite minimo degli impieghi in lavoro agile ad “almeno il 50% del personale impiegato in attività smartabili”, ribadendo anche che il datore di lavoro deve assicurare in ogni caso le percentuali più elevate possibili; e recepisce la proroga al 28 febbraio delle disposizioni relative ai lavoratori fragili. Ancora, FLP Difesa ha chiesto il confronto urgente sul POLA, e di conoscere i dati relativi ai risparmi 2020 per le voci “buoni pasto” e “straordinario”, voci per le quali la legge di bilancio ha previsto la riassegnazione alle rispettive amministrazioni e la contrattazione integrativa .

21 Gen 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 05 del 20 gennaio 2021 –  Scade il 31.01.2020 il termine per la redazione dei Piani Organizzativi per il Lavoro Agile. Val la pena ripercorrere i punti salienti della evoluzione della disciplina del lavoro agile, distinguendone la diversa connotazione “durante” e “dopo” l’emergenza. Il telelavoro, prototipo del lavoro agile, avrebbe dovuto […]


Dopo quasi 3 mesi dal Protocollo siglato in Funzione Pubblica del 24 luglio, e molte normative intervenute nel frattempo, riunione a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19. Riunione interlocutoria, con calendarizzazione di un nuovo incontro. Tra gli aspetti di rilievo recepiti nel documento: la tutela dei lavoratori fragili, la formazione in lavoro agile per le professionalità tecniche, il preannuncio di un tavolo per uno specifico Protocollo sul lavoro agile in Difesa. Peccato che nella pratica il Protocollo sia spesso posto in ombra dalle Direttive Interne, quali quella emanata proprio a Persociv il giorno prima…

1 Nov 2020 - Flp Difesa

Dopo quasi 3 mesi dal Protocollo siglato in Funzione Pubblica del 24 luglio, e molte normative intervenute nel frattempo, riunione a Persociv per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19. Riunione interlocutoria, con calendarizzazione di un nuovo incontro. Tra gli aspetti di rilievo recepiti nel documento: la tutela dei lavoratori fragili, la formazione in lavoro agile per le professionalità tecniche, il preannuncio di un tavolo per uno specifico Protocollo sul lavoro agile in Difesa. Peccato che nella pratica il Protocollo sia spesso posto in ombra dalle Direttive Interne, quali quella emanata proprio a Persociv il giorno prima…

Notiziario FLP Difesa n. 94 del 30 ottobre 2020 – Dopo la riunione del 7 ottobre, è ripreso ieri  a Persociv il confronto per l’aggiornamento del Protocollo COVID 19 alla luce della normativa intervenuta nel frattempo, che ha imposto una revisione anche delle bozze di lavoro più recenti. In premessa, FLP DIFESA ha rappresentato le […]


Le valutazioni di FLP sul DM della Ministra Dadone in materia di lavoro agile nella Pubblica Amministrazione nella attuale fase di recrudescenza della pandemia da COVID 19. Il lavoro agile diventa una delle modalità ordinarie di prestazione lavorativa nell’emergenza, da svolgere in assenza di precisi vincoli di orario e luogo di lavoro. La necessità di una articolata mappatura delle attività telelavorabili. In lavoro agile almeno il 50% dei lavoratori che le svolgono, ma si impegnano le Amministrazioni a garantire le percentuali più elevate possibili. Il recupero della tutela dei lavoratori fragili.

22 Ott 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 89 del 21 ottobre 2020 – Nella serata 19 ottobre u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha firmato un Decreto Ministeriale con il quale, con riferimento a quanto previsto dall’art. 263 della legge di conversione (L. 17.07.2020, n. 77)  del c.d “decreto rilancio” e in relazione ai contenuti […]


Lavoro Agile: il comunicato della CSE con i contenuti e le risultanze della video-riunione del 24 u.s. con la Ministra del Lavoro sulle problematiche e sulle prospettive dello smart working nell’Italia del dopo Covid-19. CSE ha ricordato la strategicità per il futuro del nostro Paese del lavoro agile, per il quale occorrerà riprogettare i modelli organizzativi, implementare le dotazioni tecnologiche e infrastrutturali e le banche dati, ridefinire i profili professionali e le modalità lavorative, e infine attuare importanti programmi formativi. Per questo, serve un piano coordinato del Governo

26 Set 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 81 del 26 settembre 2020 – Con il il precedente Notiziario FLP DIFESA n. 80 del 23 settembre u.s., abbiamo dato notizia che le CGS e CSE avevano presentato alla Ministra della Funzioni Pubblica Dadone, nel quadro del confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sullo Smart Working, un documento […]


Le Confederazioni CGS e CSE presentano alla F.P. un documento con valutazioni e proposte sul lavoro agile. Oggi però serve modificare il quadro normativo per superare le criticità emerse con i rientri in servizio, con i rischi derivanti dalle riaperture delle scuole e quelli legati ai lavoratori fragili. Ma è anche necessario guardare oltre, e costruire una disciplina dei nuovi assetti del lavoro agile nelle PP.AA., quale modalità di prestazione lavorativa ordinaria nel dopo-Covid. FLP Difesa chiede al Ministro della Difesa l’avvio del confronto per il Piano Organizzativo per il Lavoro Agile (POLA)

24 Set 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 80 del 23 settembre 2020 – Si riporta, di seguito, il testo del notiziario n. 36 del 21 settembre 2020 della Segreteria Generale della FLP, relativo alla analisi e alle proposte presentate alla Ministra Dadone in merito al confronto avviato in questi mesi a palazzo Vidoni sulla esperienza del lavoro agile […]


A settembre, partono i tavoli di confronto in Funzione Pubblica sull’introduzione a regime del lavoro agile nelle PP.AA. Le due prime riunioni sono previste giovedì 10 e martedi 15 pp.vv. L’avvio del confronto con le Parti Sociali costituisce l’approdo conclusivo e positivo della riunione avvenuta in data 6 agosto con la Ministra Dadone, in merito ai cui contenuti pubblichiamo il comunicato diffuso dalla nostra Federazione. Le mancate risposte della Ministra rispetto alle questioni da noi sollevate sulle criticità innescate dall’art. 263 del decreto rilancio, che permangono allo stato ancora irrisolte

28 Ago 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 77 del 28 agosto 2020 – In data 6 agosto u.s., la Ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha avuto un incontro con le Confederazioni Sindacali del Pubblico Impiego (per noi, la CSE) che ha avuto come argomento all’o.d.g. l’organizzazione del  “lavoro agile” nel settore pubblico nella fase post Covid-19 […]


Il digital debate alla presenza della ministra della P.A. Fabiana Dadone. Il tema era “Riorganizzare il pubblico per rilanciare il privato”. La ministra ha manifestato la volontà di portare a regime la stabilizzazione del lavoro agile, e di potenziare la digitalizzazione e la formazione. L’intervento del Segretario Generale FLP Marco Carlomagno, sui tre punti: riorganizzare il lavoro per obbiettivi, innovare sul piano della digitalizzazione sia sul piano delle tecnologie che su quello della formazione continua e del ricambio generazionale, ridare motivazione al personale mediante un soddisfacente rinnovo contrattuale.

30 Lug 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 71 del 29 luglio 2020 – Nel corso del digital debate, cui hanno partecipato   la ministra Dadone, alti esponenti della PA fra cui il Presidente dell’ARAN Naddeo, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini,  e per FLP il Segretario Generale Marco Carlomagno, l’impegno alla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione mediante la stabilizzazione del lavoro […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: