Si è svolta oggi a Persociv una riunione, convocata in tutta velocità, per un confronto sui contenuti della circolare, da noi richiesta ed attesissima, che tratti in via transitoria la specifica materia del lavoro agile nel periodo successivo al 31 ottobre e fino al 31 dicembre, o comunque fino a quando la materia non sarà oggetto di nuova disciplina da parte del CCNL delle Funzioni Centrali, in discussione di questi tempi all’ARAN.
Persociv ci aveva inviato ieri, martedì 26 alle 12, una convocazione urgente per discutere le bozze di circolare e di accordo allegate al presente notiziario, con l’evidente intento di ufficializzare il fatto che NON fosse vero che, una volta arrivati a fine ottobre, si sarebbe arrivati senza colpo ferire alla definitiva sepoltura dell’esperienza del lavoro agile. E infatti la bozza di circolare e di Accordo individuale rimarcano la apertura al Lavoro Agile, con qualche adattamento, che prevede la possibilità di continuare il ricorso al lavoro agile previa stipula del contratto individuale e nel rispetto di indicazioni che almeno per il momento ne rendono possibile la formalizzazione e l’attuazione.
Le considerazioni e le proposte di FLP Difesa, fra l’altro, hanno riguardato in particolare la necessità di ribadire il richiamo al rispetto delle tutele e delle misure antinfortunistiche locali anti Covid-19 (distanziamento, DPI, pulizia, sanificazione, etc.), posto che a fronte di una politica mirata al rientro massivo in presenza e non a modalità graduali, l’emergenza non è finita, e i rischi legati alla pandemia sono sempre ben presenti, che dunque devono essere preservate le misure contro il sovraffollamento nei posti di lavoro e nei mezzi di trasporto pubblico, fra le quali ha ancora rilevanza il ricorso al lavoro agile. Devono essere dunque assicurati i lavoratori fragili in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, per i quali la stessa D.G. conferma il ricorso al lavoro agile full-time, ma anche gli altri colleghi riconosciuti fragili a seguito del parere del medico competente, per i quali resta possibile accedere al lavoro agile in misura prevalente. Invece, sono in corso interlocuzioni con il Ministro per le disabilità riguardo all’applicabilità a oggi delle tutele previste per i lavoratori che assistano un disabile grave facente parte del proprio nucleo familiare. Abbiamo ragionato anche sul possibile accesso al lavoro agile del personale tecnico, non solo fragile, ma su questo punto la D.G. ha espresso le sue riserve.
È stato significativo e importante il richiamo della DG alla necessità che in materia di lavoro agile, rotazione e flessibilità sia necessario attivare i tavoli di contrattazione locale, e che si debba avere conto della validità ancora attuale del Protocollo anti-COVID19 della Difesa sottoscritto dalla delegazione trattante con le OO.SS., che dovremo quanto prima possibile aggiornare.
Per quanto riguarda la bozza di Accordo individuale, posto che il lavoro agile non pone precisi vincoli di orario e di luogo di svolgimento della prestazione, abbiamo chiesto l’eliminazione del passaggio in cui si prevedeva che il luogo di svolgimento della prestazione agile dovesse essere “individuato d’intesa fra le parti”, e di quello in cui si stabiliva che “il dipendente si obbliga a comunicare al Dirigente immediatamente, e comunque senza ritardo, ogni rischio per la sua salute e la sua sicurezza, che abbia eventualmente riscontrato nel luogo di residenza”. Una ridondanza di controlli che credevamo aver superato con il Protocollo anti-COVID 19, ma che evidentemente ogni tanto prova a tornare a galla. Accolta dalla D.G. la ns. proposta di specificare negli accordi gli obiettivi o i compiti, in riferimento alle aree funzionali di appartenenza dei lavoratori, che non andranno a modificare le vigenti schede performance individuali.
A margine, alcune notizie su altre questioni: CCNI 2021-2023, FRD e progressioni 2021, dovrebbero essere prossimi alla definizione da parte degli organi certificatori, e Persociv è pronta a pubblicare tempestivamente il bando e aprire la piattaforma per le domande utili alle progressioni; per la Indennità di Amministrazione invece, la Funzione Pubblica ha avocato a sé la trattativa, dunque bisognerà seguirne gli sviluppi nel corso della trattativa per il CCNL all’ARAN; il POLA è stato firmato dal ministro Guerini lo scorso 6 settembre, e deve essere pubblicato sul sito della Difesa, collegandolo al Ciclo della Performance (ma ove ci fossero rallentamenti, Persociv si riserva di pubblicarlo negli spazi disponibili del sito); il Regolamento per il Lavoro Agile Ordinario è invece fermo ai box, in attesa degli sviluppi della attività di Brunetta in materia. Per ora è tutto, ci aggiorniamo appena ci saranno novità. Cordialissimi saluti.
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 57 del 19 ottobre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN:
La bozza presentata oggi da Aran nel corso della riunione per il prosieguo del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, relativa ad un aggiornamento delle sole parti dell’ordinamento professionale e del lavoro agile non apporta sostanziali passi in avanti nella discussione e non contiene significative modifiche rispetto a quanto già discusso nel corso delle precedenti riunioni.
LAVORO AGILE
In particolare, sul lavoro agile permangono tutte le criticità preesistenti, già da noi evidenziate, con un’ipotesi di regolamentazione che si configura addirittura peggiorativa dell’attuale quadro normativo, con norme contrattuali che non solo sono inadeguate, ma che, ove adottate, penalizzerebbero l’istituto anche rispetto al lavoro in presenza, con la riproposizione ancora una volta di fasce di contattabilità e di operatività che addirittura sconfinerebbero in un arco temporale superiore allo stesso orario di lavoro, con penalizzazioni anche dal punto di vista economico, sia rispetto alla corresponsione dei buoni pasto e dei ristori per i costi sostenuti, che su alcune voci della retribuzione accessoria.
Così come la nuova proposta di regolamentazione delle altre tipologie di lavoro da remoto appaiono addirittura meno attuali e con minori tutele di quelle oggi vigenti in materia di telelavoro e co-working, con riferimento alla normativa vigente, agli accordi quadro e alle intese sottoscritte in questi anni in molte Amministrazioni del comparto.
ORDINAMENTO PROFESSIONALE
Sull’ordinamento professionale, chiarito che al momento la proposta Aran si limita a riscrivere il sistema delle progressioni economiche all’interno delle Aree, al di là di un’apertura sul ruolo della contrattazione integrativa nell’implementazione dei criteri di possibile conferimento, permane la necessità di chiarire alcune questioni fondamentali, quali il numero di differenziali stipendiali (tipologia che sostituirebbe le attuali fasce economiche) attribuibili in ciascuna area, il valore economico di tali differenziali, l’attivabilità e la cadenza di tali procedure che, ove non definite con chiarezza, peggiorerebbero l’attuale sistema di fasce economiche.
Così come è necessario rimodulare il peso da attribuire alla cosiddetta valutazione, che nella proposta Aran continua a essere prevalente rispetto all’esperienza professionale, modificando l’attuale previsione contrattuale che prevede un equilibrio tra i diversi criteri.
Le progressioni economiche costituiscono non solo il riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita, ma sono anche un momento importante di accrescimento salariale, in un sistema contrattuale “duale” che con il CCNL garantisce (in maniera sempre meno significativa) l’incremento tabellare, e che con la contrattazione integrativa in questi anni ha permesso dinamiche salariali fisse e ricorrenti, stabili e valide ai fini pensionistici.
E’ di tutta evidenza che un indebolimento di tale sistema, con procedure più ingessate, diluite nel tempo (Aran propone almeno tre anni di permanenza nella posizione per partecipare), con meno differenziali (fasce) disponibili e di importo inferiore rispetto alle attuali, comporterebbe un arretramento non solo professionale, ma anche economico.
Così come all’attualità nella proposta Aran manca ogni riferimento alla norma di prima applicazione, prevista dal DL 80, in materia di inquadramento del personale all’interno delle nuove Aree, essendo disciplinata solo quella relativa a fare salvi gli effetti delle procedure all’interno e tra le aree bandite dalle diverse amministrazioni del comparto ai sensi del vecchio ordinamento.
Per la FLP questo è un altro punto fondamentale e non negoziabile, nella riscrittura dell’ordinamento professionale.
Vedremo se le anticipazioni relative ad alcune norme che sarebbero inserite nel disegno di legge sul bilancio, relative alla specificazione delle modalità del possibile superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate e sul finanziamento aggiuntivo per la definizione del nuovo ordinamento professionale, saranno in grado di migliorare il quadro di riferimento contrattuale che all’attualità appare, a parere della FLP, ancora assolutamente insoddisfacente.
La prossima riunione è prevista per il 26 ottobre alle 10,30.
La Segreteria Generale
Non possiamo ignorare le possibili ricadute di un contratto di tal sorta sui colleghi della Difesa, e in particolare sul prosieguo dell’esperienza del lavoro agile da un lato, e sul trattamento economico accessorio del personale civile dall’altro. Val la pena di rilevare come, contestualmente, sembrerebbe essere ritornata nelle mani della Funzione Pubblica la trattativa sull’incremento della Indennità di Amministrazione della Difesa (i 30 milioni derivanti dai risparmi della Difesa di cui all’Ipotesi di Accordo dello scorso mese di luglio, mai perfezionata); non è da escludere infatti che quelle risorse possano essere oggetto di distribuzione su base premiale, secondo il modello tanto caro a Brunetta.
Vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 70 del 19 ottobre 2021 –
Il DL 127 del 21 settembre 2021 ha introdotto l’obbligo, in particolare per quanto di interesse dei lavoratori pubblici, di possedere ed esibire il green pass dal 15 ottobre 2021 e fino al termine di cessazione dello stato di emergenza, dunque al 31 dicembre 2021, pena l’applicazione del collocamento in assenza ingiustificata senza retribuzione. E il Ministro Brunetta ha prontamente provveduto ad associare ai contenuti del citato DL il proprio Decreto per la PA, con il quale dispone il superamento del lavoro agile emergenziale a decorrere dal 15 ottobre 2021, “nel rispetto delle vigenti misure di contrasto al COVID ”previa emanazione di apposite Linee Guida, sempre emanate in totale solitudine dallo stesso Brunetta.
Soffi graditissimi nelle orecchie dei nostri vertici, che non hanno mai amato il lavoro agile, e che non vedevano evidentemente l’ora di far rientrare tutti quanto prima possibile, già dal 15 ottobre, per averne finalmente il pieno controllo visivo. Prova ne siano le circolari prontamente emanate in primis da SMD, poi seguite da quelle degli altri Stati Maggiori, e da ultimo dalle DG per il Personale Militare e Civile, anche a costo di rapide correzioni e rettifiche. Non bastasse che i contenuti di queste circolari hanno circoscritto le disposizioni di Brunetta a quelle mirate al rapido rientro massivo del personale, anche civile, già dal 15 ottobre, senza dilungarsi sugli spazi rimasti aperti in merito al lavoro agile, è di tutta evidenza la fretta di procedere per evitare che sulle disposizioni in questione potesse minimamente incidere il sindacato.
Non può sfuggire infatti agli addetti ai lavori il fatto che gli interventi normativi richiamano sempre la necessità che sia assicurata ad ogni costo la tutela antinfortunistica, posto che il rientro massivo determina inequivocabilmente nuovi e maggiori rischi di contagio per le condizioni di sovraffollamento che si verranno a creare da qui in poi sia nel trasporto pubblico che nei posti di lavoro (spesso nella Difesa inadeguati già prima dell’avvento del COVID 19, e dove al personale esterno non è comunque richiesto il pass). E non può di conseguenza sfuggire che la materia antinfortunistica, oggi più che mai, DEVE essere oggetto di contrattazione nazionale (con l’aggiornamento del Protocollo Nazionale), di contrattazione locale con OO.SS. e RSU, di coinvolgimento dei Comitati Permanenti anti Covid-19 di Ente, naturalmente prima, e non dopo, l’emanazione dei provvedimenti interni e l’aggiornamento dei DVR. Ciò al fine di adeguare in modo condiviso:-le modalità di rientro dal lavoro agile in forma graduale (e non massiva);-le modalità di prosecuzione del lavoro agile (rotazione; alternanza giornate in presenza e sw);-la tutela del personale in situazioni particolari, in quarantena, con figli minori che hanno contratto la infezione da COVID 19/in quarantena;-le misure di prevenzione nei posti di lavoro;-l’articolazione degli orari di servizio e di lavoro;-la flessibilità degli orari in entrata e in uscita;-le modalità di controllo del green pass.
In merito, la D.G. per il Personale Civile aveva indetto, dopo la nostra diffida al ministro Guerini del 8 ottobre u.s. di cui al Notdif 69 del 14 ottobre, una riunione per giovedì 21 ottobre. Peccato che nel frattempo abbia già emanato la propria circolare (in all. 1) con le disposizioni sul rientro, dai contenuti ancor più rigorosi e, se possibile, restrittivi rispetto al decreto Brunetta e alle disposizioni di SMD. Oggi. oltre al danno, la beffa: Persociv ha comunicato il rinvio dell’appuntamento, su richiesta della Triplice, a dopo il confronto previsto per il successivo giorno 22 ottobre in Funzione Pubblica; il tutto, mentre i rientri procedono massivamente, e restano senza tutela le categorie dei lavoratori più fragili.
Nello specifico, sarebbe fondamentale sviluppare il confronto nazionale sulle seguenti argomentazioni:
Posto che la Difesa non ha, di massima, servizi di sportello, chiarire che non c’è urgenza di rientro massimo già secondo il DM Brunetta; non a caso, nella propria circolare”Rientri”, l’INAIL afferma che “Le attività sviluppate mediante funzionalità informatiche non sono ritenute tali da richiedere il rientro dal lavoro agile”; analoga considerazione avrebbe potuto essere fatta anche in Difesa, non dando indicazioni di drastico rientro massivo dal lavoro agile emergenziale, ma prevedendo intanto almeno la gradualità fino al 31 ottobre;
Sarebbe buona cosa importare in Difesa quanto INAIL ha espressamente garantito ai lavoratori fragili, agli immunodepressi, ai pazienti con malattie oncologiche, in trattamento con terapie salvavita: la continuità del lavoro agile emergenziale fino al 31.12.2021, in base al combinato disposto dell’art 26 DL 18 del 20/03/2020 conv. In legge con mod. dall’art. 1 c.1 l. 24.04.2020 n. 27 e dell’art 1 c. 481 l. 178 del 30/12/2020, e della legge 133/21, confermando loro il lavoro agile full time, con eventuale ricorso a mansioni diverse telelavorabili o ad attività di formazione, e l’equiparazione dell’assenza al ricovero ospedaliero, ove non possibile smartarli;
Sarebbe anche importante richiamare in Difesa quanto previsto nella circolare rientri della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “il ricorso al lavoro agile potrà essere autorizzato, nelle more dell’adozione di una nuova disciplina generale per l’Amministrazione, e di una apposita piattaforma digitale, fino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi, e comunque, non oltre il 31 dicembre 2021”, garantendo che:
Sia effettuata una adeguata rotazione del personale smartabile;
Sia assicurata la prevalenza dell’attività in presenza ;
Sia perseguita la minore compresenza possibile;
Siano pienamente perseguite le maggiori escursioni possibili della flessibilità dell’orario, al fine di evitare al massimo gli assembramenti, con particolare riguardo agli accessi;
Siano implementate e correttamente applicate le misure di contenimento del rischio epidemiologico di cui al Documento di Valutazione dei Rischi;
Non venga compromessa la funzionalità degli uffici e sia assicurato l’adempimento dei compiti istituzionali di ciascuna struttura;
Siano forniti ai lavoratori agili apparati tecnologici adeguati alla prestazione svolta;
Sia avviata attività istruttoria degli obbiettivi resi da ciascun dipendente.
Ciò anche nella considerazione che qualche dubbio si pone in merito al fatto che la forma regolamentare del DM Brunetta possa superare tout court la legge vigente, derogando le modalità semplificate previste dall’art 263 della legge 77/202.
Ad integrazione di quanto detto al punto precedente, sarebbe importante recepire quanto fatto dall’INAIL in materia di esenzione dalla rotazione a i lavoratori con disabilità grave di cui alla l. 104/92 o che abbiano nel nucleo familiare una persona con disabilità grave di cui alla l.104/92, ovvero che abbiano familiari conviventi immunodepressi, prevedendo la possibilità di procedere alla rivalutazione dello stato di salute di questi ultimi, al fine di accertare l’idoneità allo svolgimento della prestazione in presenza.
Sarebbe utile, quale misura sanitaria anti-Covid-19 finalizzata ad uno screening generale di posto di lavoro, l’adozione di tamponi a carico dell’amministrazione, cui possa accedere, volontariamente e periodicamente, TUTTO il personale, tenuto conto che anche i vaccinati sono esposti al rischio di infezione, e che potrebbero essere comunque fonte di contagio.
Resta da chiarire qualche altro punto dubbio del “lavoro agile ordinario secondo Brunetta”, e in particolare:
La corretta definizione di “prestazione prevalente” (su base oraria? Giornaliera?)
La esclusione dei lavoratori fragili che accedono allo SW dal computo della percentuale minima del 15% dei lavoratori smartabili;
Come trattare gli esenti dalla vaccinazione e i soggetti in quarantena (come già rappresentato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome);
Quando e come sarà predisposto il nuovo modello di riferimento per lavoro agile ordinario, e come operare materialmente fino a quel momento senza ostacolare definitivamente la prosecuzione del lavoro agile.
Che fine hanno fatto il POLA e il Regolamento per il Lavoro Agile Ordinario della Difesa?
Nel contesto convulso di questi giorni, rilevano le iniziative delle singole Forze Armate, quale quella della Marina (all. 2), rispetto alla quale siamo intervenuti con la nota FLP Difesa in allegato 3).
Tutti questi temi restano ora sospesi in attesa della nuova convocazione di Persociv, comunque tardiva ed inefficace a risolvere le criticità dell’attualità, e prorogata a dopo la prossima riunione ARAN, quando evidentemente Brunetta avrà fornito ulteriori strumenti per fare altri danni all’esperienza del lavoro agile e comunque ai dipendenti pubblici.
Già dal mese di settembre scorso abbiamo assistito alle esternazioni di Brunetta in merito alla sua scarsissima considerazione dell’esperienza del lavoro agile nel pubblico impiego, e alla sua volontà di rimandarci tutti a lavorare “sul serio”, dopo esserci fatto un bel po’ di vacanze con l’esperienza del lavoro agile emergenziale. Per perseguire questo obbiettivo non ha guardato in faccia a nulla, promuovendo in prima persona le norme che dispongono l’obbligo di possedere e di esibire, dal 15 ottobre, il green pass a tutto il personale delle pubbliche amministrazioni, ivi compresi i lavoratori agili e i fragili, a pena del collocamento in assenza ingiustificata, con le inevitabili ricadute economiche e disciplinari; quelle stesse norme che finanziano i test antigenici rapidi fino alla fine dell’emergenza, e dunque al 31.12.2021, per i soli soggetti che non possono ricevere o completare la vaccinazione per motivi sanitari certificati, e che parimenti sanciscono la fine del lavoro agile emergenziale: ora si dovrebbe accedere al lavoro agile solo in modalità ordinaria, senza alcun richiamo ancora ad una riserva per i lavoratori fragili, ai caregiver, e a coloro che abbiano particolari situazioni personali e familiari.
FLP è insistentemente intervenuta sul merito, con quotidiani comunicati stampa, interviste, notiziari di federazione, per contrastare la retorica e la demagogia del ministro Brunetta, nella misura in cui disconosce il lavoro pubblico, menziona presunti arretrati e disfunzioni, bolla come lavativi i lavoratori pubblici che hanno lavorato in modalità agile, mettendo a disposizione le proprie dotazioni informatiche, pagando in proprio i costi del lavoro da remoto, e rendendosi disponibili ad assolvere il loro lavoro anche fuori dall’orario ordinario, con ciò contribuendo attivamente e personalmente al processo di innovazione della PA. Di questo approccio del Ministro Brunetta al lavoro agile nella PA, sono prova il DM del 8 ottobre u.s. e il DPCM Draghi-Brunetta con le relative Linee Guida del 11.10.2021 (allegati 1 e 2), che prevedono il ricorso al lavoro agile ordinario alle seguenti condizioni:
Il L.A. non deve in alcun modo pregiudicare o ridurre la fruizione dei servizi a favore degli utenti;
L’Amministrazione deve garantire la rotazione dei lavoratori potenzialmente agili;
Deve essere prevalente la prestazione in presenza;
L’Amministrazione:
si deve dotare di strumentazioni informatiche atte a garantire la più assoluta riservatezza dei dati da trattare in modo agile;
deve prevedere il piano di smaltimento del lavoro arretrato;
fornire apparati digitali adeguati alla prestazione di lavoro richiesta;
la rotazione del personale impiegato in presenza;
adottare le misure di che trattasi direttamente attraverso i singoli responsabili di ufficio.
L’accordo individuale deve definire, oltre agli specifici obbiettivi, alle modalità e ai tempi di esecuzione e di disconnessione, alle fasce di contattabilità, soprattutto le modalità e criteri di misurazione , i cui esiti condizioneranno il proseguimento della prestazione agile;
Le Linee guida devono essere adottate previo confronto con le OO.SS., (che tuttavia non c’è stato);
Sono create le figure dei “mobility manager” (ce n’era bisogno!!!) per elaborare i piani degli spostamenti casa-lavoro relazionandosi con le analoghe figure negli Enti locali per adeguare tempestivamente i piani di trasporto pubblico locale alle nuove fasce di flessibilità delle PA.
Val la pena far notare in merito a quanto sopra come il DM Brunetta, si ponga in contrasto, nella parte in cui dispone la stipula del contratto individuale di lavoro per il personale collocato in SW dopo il 15 ottobre, con quanto previsto dall’art. 263 della l. 77/2020, come modificato dal DL Rientri, che prevede il mantenimento di forme semplificate di lavoro agile fino alla nuova definizione contrattuale, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Ciò in quanto non può un Regolamento modificare un termine di legge.
E altresì val la pena di sottolineare che la stessa Conferenza delle Regioni e delle Province autonome abbia rilevato, nel proprio parere in data 7 ottobre 2021, come la bozza del DM Brunetta non disciplinasse i lavoratori fragili, gli esenti dalla vaccinazione , i soggetti in quarantena, e non chiarisse se questi lavoratori dovessero essere ricompresi nella quota del 15% dei potenziali lavoratori agili, o se piuttosto non dovessero essere annoverati a parte.
Tutto ciò mentre i Piani Organizzativi per il Lavoro Agile e le bozze di Regolamentazione del lavoro agile ordinario di Settore giacciono ormai da tempo nei cassetti più nascosti, e la regolamentazione della materia in ambito CCNL è nelle mani del ministro più reazionario e retrogrado che la PA abbia mai avuto. Non sfugga per contro il fatto che da più autorevoli fonti anche pubbliche viene sollecitato il mantenimento dell’esperienza del lavoro agile, come esperienza positiva sul piano della resa lavorativa, oltreché su quello della esperienza green.
Naturalmente, Brunetta non ha poi avuto alcun riguardo alla necessità di assicurare che un rientro massivo sia accompagnato da un adeguato aggiornamento delle linee guida nazionali in materia antinfortunistica, dei protocolli nazionali anti COVID 19 di Settore, e dei conseguenti protocolli locali di competenza dei Comitati Anti COVID 19 di Ente, argomenti, peraltro, rientranti tra le materie di contrattazione nazionale e locale indicate dal vigente CCNL FC.
Nella considerazione che la Difesa non è caratterizzata da attività di sportello e da servizi nei confronti di utenze esterne, nulla giustifica iniziative in favore di drastici rientri massivi; per contro non sfugge ai lavoratori il fatto che il virus SARS COVID 19 sia tuttora in circolazione, che dunque il rientro massivo non possa che essere foriero di una nuova impennata di contagi, come già si è visto nella Scuola; e naturalmente non è confortante sapere che moltissime delle location in cui sono collocati i nostri uffici sono sedi vecchie, se non antiche, dove i lavoratori sono concentrati in spazi angusti e poco rassicuranti sul piano igienico-sanitario. Di qui la necessità di un adeguamento del Protocollo nazionale Difesa per il contrasto alla pandemia da virus SARS – COVID 19.
Vi è inoltre l’assoluta necessità di regolamentare, in modo condiviso e non con provvedimenti d’autorità come segnalato da molte parti, gli orari di servizio e di lavoro e la flessibilità in entrata e in uscita al fine della massima prevenzione dei rischi derivanti dall’affollamento nei mezzi di trasporto ed all’accesso dei Comandi/Enti.
Ma vi è un ultimo aspetto significativo di questa vicenda: il combinato disposto della decretata fine del lavoro agile emergenziale (che però a norma di legge finirebbe il 31/12/2021), con l’obbligo di possesso ed esibizione del green pass, di cui al Dl 127 del 12/09/2021 e al Dl 139 del 8 ottobre u.s., configura un obbligo di vaccinazione mascherato al fine di incrementare le percentuali dei vaccinati. Ciò è ancora più evidente alla luce del fatto che i costi dei tamponi restano a carico dell’Amministrazione solo nei casi di esenzione adeguatamente certificati, per cui il non vaccinato si ritrova a proprio insostenibile carico i costi dei tamponi, da reiterare all’infinito. A ulteriore conferma di quanto detto, il divieto di deroghe per la esibizione del green pass, e la autonomia di ciascuna amministrazione nell’organizzare i controlli, in misura giornaliera non inferiore al 20%. E ancora, l’allontanamento del lavoratore sprovvisto di green pass, comporta, per quella giornata e per le successive eventualmente non coperte, una assenza ingiustificata, senza retribuzione né contributi previdenziali, incidendo negativamente anche sulla maturazione delle ferie, con l’aggravante che se il lavoratore in fase di controllo risulti essere entrato senza green pass, oltre alle predette conseguenze si applica anche la sanzione economica e quella disciplinare. Tutto ciò accade in Italia, e non accade negli altri Paesi. Sarebbe più trasparente il Governo se si assumesse la piena responsabilità di rendere ufficiale la obbligatorietà del vaccino.
In conclusione, poiché sono pervenute sempre più numerose segnalazioni da parte delle nostre strutture territoriali e dai lavoratori stessi, in merito all’adozione indiscriminata delle misure di cui alla documentazione citata, la scrivente O.S. ha provveduto a diffidare con la nota in allegato, attraverso il Ministro della Difesa, l’intera Amministrazione dall’avvio di iniziative nella materia di che trattasi, se non previo:
Emanazione di ulteriori linee guida da parte della F.P. previo confronto con le OO.SS.;
Aggiornamento del protocollo nazionale anti COVID 19 che specifichi le modalità di adeguamento delle misure antinfortunistiche, e degli orari di servizio e di lavoro;
Compiuta regolamentazione del lavoro agile fino al 31/12/2021 e di quello ordinario;
Regolamentazione dei lavoratori fragili e di altre fattispecie di specifica tutela;
Razionalizzazione della tempistica anche ai fini della gradualità del rientro.
Proprio oggi è arrivata la convocazione di Persociv per giovedì 21 ottobre p.v.. Vi terremo aggiornati sull’esito dell’incontro. Cordialissimi saluti.
Per IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario FLP Difesa n. 63 del 20 settembre 2021 –
2021.09.14 Notflp Dip. Pol. Previd. Istanze quota100 oltre il 2021Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 48 del 19 settembre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito alle recenti disposizioni in materia di Geen Pass e alle esternazioni del ministro Brunetta sul Lavoro Agile, e della richiesta di attivare con urgenza un tavolo di confronto:
Le recenti disposizioni in materia di Green pass, unitamente alle inopinate e inaccettabili restrizioni adottate in molte Amministrazioni nelle ultime settimane in materia di lavoro agile emergenziale, e alle stesse esternazioni del Ministro Brunetta sul rientro in massa negli Uffici e sul sostanziale azzeramento del lavoro agile comportano, a parere della FLP, la necessità di attivare con la dovuta urgenza un tavolo di confronto sindacale con il Ministro della Pubblica amministrazione per definire un quadro chiaro, organico e possibilmente condiviso delle azioni da porre in essere, perché con la ripresa delle attività a pieno regime, sarà all’ordine del giorno la questione di come garantire l’efficacia e la qualità dei servizi resi salvaguardando, nel contempo, la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.
È di tutta evidenza, infatti, che l’adozione del Green pass obbligatorio per i dipendenti pubblici (e non per tutta l’utenza che quotidianamente frequenta gli Uffici) non solo appare contraddittoria rispetto al risultato che si vorrebbe raggiungere, ma di per sé non dà assoluta garanzia di sicurezza e di prevenzione dal contagio all’interno degli Uffici, sui luoghi di lavoro che sono caratterizzati in troppi casi da locali angusti, affollati, privi delle necessarie forme di sicurezza e con un continuo afflusso di pubblico.
In tale contesto, pur auspicando una ulteriore accelerazione del trend vaccinale, che è condizione fondamentale per evitare i rischi del contagio, in mancanza di specifici obblighi in materia e con le problematiche tuttora irrisolte relative all’uso dei mezzi di trasporto, appare necessario adottare tutte quelle iniziative (implementazione del lavoro agile, flessibilità dell’articolazione dell’orario di lavoro, pieno utilizzo degli strumenti e delle dotazioni informatiche per la gestione dei servizi) che, unitamente alla verifica dei protocolli di sicurezza a suo tempo sottoscritti, possano garantire la tutela della salute delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’utenza che ogni giorno necessita di recarsi presso gli Uffici.
Per questi motivi la FLP, che a firma del suo Segretario Generale, Marco Carlomagno, nel mese di agosto ha chiesto un incontro al Ministro Brunetta, è impegnata in questi giorni a sollecitarne la realizzazione, per affrontare in tale sede anche tutte le problematiche e le ricadute che possono verificarsi a seguito dell’approvazione del Decreto sull’obbligo del green pass per i lavoratori dipendenti pubblici e privati.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
E’ di tutta evidenza come la partecipazione e il confronto siano quanto mai opportuni al livello del ministro Brunetta, ma anche, per le stesse ragioni, a cascata, sui tavoli nazionali di Settore, intanto per adeguare i Protocolli Nazionali per il contrasto al COVID 19, come da noi richiesto alla D.G.. Ciò tenuto conto del fatto che: -la pandemia è ben lontana dall’aver trovato il proprio epilogo; -si sta procedendo alla somministrazione della 3^ dose di vaccino a partire dalle categorie più fragili; -le varianti in continua evoluzione ci esporranno ancora per tempi non prevedibili ai rischi di ulteriori contagi. Non pare perciò accettabile il superamento tout-court del lavoro agile auspicato da Brunetta, non foss’altro perché ancora utile alla gestione della pandemia. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 62 del 16 settembre 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 47 del 15 settembre 2021, che riporta le proposte della Federazione FLP all’ARAN per una regolamentazione del lavoro agile che, a partire dalla positiva esperienza in corso di emergenza sanitaria, ne valorizzi gli aspetti innovativi e migliorativi dell’organizzazione del lavoro, e tuteli le lavoratrici e i lavoratori adibiti a tale modalità di prestazione lavorativa.
Nonostante le ripetute esternazioni del Ministro Brunetta, che vorrebbe mettere in soffitta il lavoro agile e oscurare tutti i risultati che in questi mesi di emergenza sanitaria, pur con modalità estemporanee e con i ritardi infrastrutturali di molte Amministrazioni, sono stati raggiunti grazie alla capacità e all’abnegazione di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego, la regolamentazione del lavoro agile costituisce uno dei tasselli più rilevanti ed innovativi di quello che dovrà essere il nuovo Contratto delle Funzioni Centrali.
Di questo ne siamo fortemente convinti, non solo per far decollare finalmente un importante strumento di conciliazione vita lavoro, ma anche per permettere una reale modernizzazione e digitalizzazione delle nostre Amministrazioni, del loro modo di lavorare e di rapportarsi con i cittadini e le imprese.
Lo scenario di riferimento è sicuramente complesso.
I continui dietrofront del Governo, una legge di riferimento che necessita di essere aggiornata (non a caso in queste ore alla Camera sono in discussione numerosi progetti di legge sulla materia), un sistema di relazioni sindacali e di partecipazione asfittico e inadeguato, a causa dei limiti imposti negli anni da una legislazione punitiva, unitamente alle incertezze derivanti nella controparte derivante dalla assoluta novità della regolamentazione di questi istituti all’interno di un CCNL pubblico, rendono anche su questa tematica la strada in salita.
Le proposte della FLP in materia di lavoro agile sono ormai note e su questo da mesi conduciamo una forte iniziativa in tutti i campi, per non disperdere il patrimonio di esperienze e di buone pratiche consolidatosi in questi mesi. Così come sono conosciute le nostre proposte per definire un adeguato impianto contrattuale contenute analiticamente nella piattaforma consegnata ad Aran e Funzione Pubblica e discussa nei mesi scorsi con tutti i lavoratori nel corso di centinaia di assemblee.
Ma ora è giunto il momento di tradurre le proposte in norme contrattuali e, quindi, nel nostro intervento ci siamo confrontati direttamente con la bozza predisposta da Aran, pur consapevoli delle numerose criticità contenute, proponendo punto per punto integrazioni e modifiche, per migliorarne gli aspetti e renderla maggiormente adeguata alle aspettative del personale, ai bisogni delle Amministrazioni e alla necessità, ormai ineludibile, di una chiarezza applicativa necessaria rispetto ad una situazione attuale, assolutamente disarmonica e confusa.
I punti su cui ci siamo soffermati, individuati analiticamente in un documento predisposto dalla Segreteria generale FLP inviato nella giornata di ieri all’Aran, si muovono lungo più direttrici:
La prima è quella di confermare e conseguentemente assicurare, nell’ambito della predisposizione dei POLA (Piani Organizzativi per i Lavoro Agile) ancora previsti e non cancellati e dei Piani della Perfomance, l’individuazione di tutte quelle attività che possono essere svolte in smart working allo scopo di evitare il gioco al ribasso delle singole Amministrazioni o peggio ancora iniziative unilaterali, episodiche e discrezionali di singoli Dirigenti rispetto invece ad un’operazione che è precipuamente organizzativa e progettuale.
In tale ambito il confronto con le OO.SS. a livello di contrattazione decentrata è ineludibile, così come il pieno coinvolgimento in tutte le diverse fasi dell’Organismo paritetico per l’Innovazione, a tutt’oggi un oggetto pressoché sconosciuto in molte Amministrazioni.
Questo significa non solo individuare le attività, ma anche le percentuali di personale da collocare in lavoro agile, e le giornate di alternanza tra lavoro in presenza e in smart working. E questo va fatto Amministrazione per Amministrazione.
La norma pur modificata da Brunetta, all’attualità, dispone l’impiego di almeno il 15% di personale adibito ad attività smartabili e quindi da quello partiamo come punto di partenza, e non certo di arrivo; ma poi bisogna anche capire per quanti giorni all’anno tale modalità lavorativa può essere svolta e da chi. E non è certo cosa da poco.
L’altra direttrice riguarda il rapporto tra accordo individuale e regole generali (il primo deve comunque muoversi in un ambito le cui regole sono definite chiaramente per via negoziale), le modalità di effettuazione della prestazione in lavoro agile, con riferimento all’articolazione dell’orario di lavoro, le fasce di contattabilità, che non possono essere confuse in alcun modo con gli istituto della reperibilità, ma che all’interno dell’orario di lavoro costituiscono i momenti in cui il lavoratore può essere contattato, il diritto alla disconnessione che non riguarda ovviamente unicamente la fascia oraria obbligatoria di riposo prevista dal CCNL pari a 11 ore consecutive, ma che deve essere garantito anche con l’utilizzo condiviso delle fasce di contattabilità.
Il lavoro agile è un lavoro per obiettivi, che va misurato sul loro raggiungimento e sulla qualità del lavoro, e non è pensabile introdurre per via contrattuale forme surrettizie meramente di controllo formale della presenza e dell’orario, le cui modalità, ove attivate, dovranno tenere conto delle diverse tipologie lavorative, dei livelli di informatizzazione e di efficienza delle Amministrazioni che oggi, per i ritardi e la miopia della politica e delle classi dirigenti, sono ancora fortemente deficitarie.
Così come la risoluzione dell’accordo individuale, o le modalità di rientro in presenza, anche temporaneo, debbono essere adeguatamente disciplinate, evitando iniziative discrezionali, punitive e non motivate, che potrebbero creare numerosi disagi ove non caratterizzate da un congruo preavviso.
Un ulteriore aspetto è quello delle dotazioni informatiche che debbono essere rese disponibili dalle Amministrazioni. Se nella fase emergenziale, per evitare gli assembramenti ed il contagio, i lavoratori hanno dovuto utilizzare i propri PC, tablet e smartphone, è evidente che una regolamentazione a regime non può prescindere dalla dotazione fornita dalle Amministrazioni, anche al fine di garantire adeguate forme di sicurezza nelle lavorazioni e nella trasmissione dei dati. Così come anche è necessario chiarire che sono a carico delle Amministrazioni anche le utenze utilizzate per i collegamenti.
All’interno della parte relativa alla piena equiparazione del lavoro agile al lavoro in presenza ai fini del diritto alla carriera, alle progressioni economiche, alla percezione del salario accessorio, alla formazione, ai permessi etc etc, abbiamo ribadito la necessità che venga disciplinato, per via contrattuale, il diritto all’erogazione dei buoni pasto per le giornata di lavoro agile.
Infine, in analogia con quanto previsto da alcuni accordi siglati nei mesi scorsi in molti Enti anche di natura Pubblicistica come la Banca d’Italia, o aventi caratteristiche di servizio pubblico come Ente Poste, abbiamo chiesto la previsione della tutela assicurativa obbligatoria per i giorni di lavoro in smart working, e la garanzia del pieno esercizio dei diritti sindacali tra cui a titolo esemplificativo, il diritto alla partecipazione alle assemblee sindacali, l’utilizzo della bacheca e delle strumentazioni elettroniche per la ricezione e l’invio di comunicazioni aventi rilevanza sindacale e relative al rapporto di lavoro.
Al termine della riunione il Presidente dell’Aran Naddeo, nel prendere atto delle proposte formulate e dello stesso documento presentato, si è impegnato a predisporre un nuovo testo sul lavoro agile che verrà inserito all’interno di una prima bozza di CCNL, completa di tutte le parti affrontate in questi mesi, che costituirà oggetto di un esame generale sullo stato di avanzamento dei lavori, sulle differenze che ancora permangono, allo scopo di verificare i singoli istituti e di apportare in quella fase gli ulteriori aggiustamenti necessari.
A tal fine sono state convocate due ulteriori riunioni che si terranno il 22 e il 23 settembre.
LA SEGRETERIA GENERALE
Non possiamo che condividere e sostenere la piattaforma della nostra Federazione in difesa del Lavoro Agile, che, a fronte delle ripetute esternazioni del ministro Brunetta, che ha del Lavoro agile un’idea decisamente oscurantista, e delle analoghe tendenze manifestate dalle diverse Amministrazioni, porta convintamente avanti la propria battaglia di innovazione e modernizzazione, la stessa che anche FLP Difesa ha sostenuto nel proprio ambito di competenza, a partire dai tavoli nazionali sul protocollo per il contrasto al COVID 19, nei quali per la prima volta una disciplina del lavoro agile, sia pure emergenziale, ha operato in Difesa su tutto il territorio nazionale.
Come sempre, seguiremo il dibattito e vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali.
E’ ripreso stamani in Aran il negoziato per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali.
Nell’aprire la riunione il Presidente dell’Aran Naddeo, nel prendere atto delle modifiche normative intervenute con la conversione in legge del DL 80, in particolare per il nuovo ordinamento professionale, ha auspicato un’accelerazione del confronto per definire nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo, e ha fissato da subito tre riunioni che si terranno il 9, il 15 e il 22 settembre p.v., impegnandosi nel frattempo a predisporre una nuova proposta di articolato da sottoporre alla discussione.
Come FLP abbiamo confermato la nostra disponibilità a proseguire con ritmi serrati il negoziato, convinti come siamo che sia necessario dare al personale del comparto, al più presto, il nuovo CCNL, considerato che siamo ormai giunti quasi al termine della sua vigenza.
Permangono – è di tutta evidenza – numerose criticità, in particolare sulle risorse economiche complessivamente stanziate, sul trattamento dell’istituto della malattia e delle visite mediche, sul sistema di partecipazione e delle relazioni sindacali.
Così come è inaccettabile la mancata predisposizione del Decreto che deve ripartire tra le Amministrazioni del comparto i 70 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2020 per la perequazione delle indennità di amministrazione e che è, evidentemente, propedeutico all’utilizzo e alla ripartizione in sede contrattuale dei benefici economici.
Tutti aspetti sui quali continuerà la nostra iniziativa per rimuovere gli ostacoli ancora frapposti e migliorare le proposte iniziali presentate dall’Aran.
Per la FLP le questioni chiave che debbono essere affrontate in sede negoziale nelle prossime riunioni, unitamente a quelle sopra evidenziate, sono legate a come ricondurre nell’ambito contrattuale le modifiche normative intervenute sull’ordinamento professionale, sul superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni e la regolamentazione del lavoro agile a regime.
In particolare sul nuovo ordinamento bisognerà definire un nuovo quadro complessivo, organico e chiaro, che individui le nuove Aree e le relative declaratorie, le modalità di inquadramento all’interno delle stesse in sede di primo inquadramento, i criteri di accesso a regime, sia dall’interno che dall’esterno, le dinamiche professionali e di carriera all’interno e tra le aree con l’individuazione dei requisiti, delle procedure e delle forme di finanziamento, fornendo un quadro certo ed esigibile alla contrattazione integrativa.
In tale ambito rivendichiamo il pieno ruolo della contrattazione nel recepimento e nell’interpretazione delle nuove norme all’interno del CCNL.
Così come andranno definite con chiarezza le modalità di superamento dei tetti predeterminati dei Fondi di Amministrazione, mediante il pieno utilizzo delle risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni e non utilizzate, o rinvenienti da attività svolte conto terzi, da economie di gestione o da cessazioni dal servizio.
Sul lavoro agile intendiamo riaffermare la centralità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che non solo è uno strumento importante di conciliazione vita lavoro, ma anche una opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro, la qualità dei processi e dell’interazione con i cittadini egli utenti, fattore di modernizzazione e di miglioramento dell’azione delle nostre Amministrazioni.
In tale ambito andranno garantiti pienamente i diritti alla disconnessione, alla formazione, alle dotazioni infrastrutturali, alla pari dignità lavorativa, senza alcuna discriminazione professionale o economica rispetto al lavoro in presenza.
Questa potrà essere la migliore risposta a chi, come il Ministro Brunetta, pensa di intervenire sulla materia, nel pieno del confronto negoziale, con nuove norme che inopinatamente e in contrasto con lo stesso Atto di indirizzo, vorrebbero riportare indietro di decenni il lavoro pubblico e le innovazioni organizzative e procedurali.
Un lavoro quello che ci aspetta, quindi, non semplice, che svolgeremo con il consueto approccio, senza alcuna demagogia, ma anche senza scorciatoie, dimenticanze, o minimizzazioni.
Abbiamo contribuito in questi mesi, con la nostra iniziativa, a modificare aspetti che impedivano alla radice di affrontare positivamente molte delle questioni aperte (a partire dal nuovo ordinamento professionale e al riconoscimento del diritto alla carriera), permettendo così dopo anni di poterle affrontare in sede negoziale.
Non intendiamo quindi proprio ora mollare la presa e, tantomeno, cambiare registro.
La Segreteria Generale
E ovviamente gli argomenti in discussione rivestono rilevanza notevole per la Difesa, e in particolare la riforma dell’Ordinamento, con nuove regole per le progressioni verticali, e la disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, materia oggi resa controversa dalle drastiche prese di posizione del ministro Brunetta, rispetto alle quali il sindacato è chiamato ad esprimere la massima determinazione per riaffermare la piena validità e modernità di tale modalità di prestazione lavorativa, e la massima capacità di fronteggiare la voglia di oscurantismo dell’altra parte del tavolo.
Come sempre, vi terremo aggiornati.
Fraterni saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 6 luglio 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 36 del 3 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, peraltro ormai in scadenza.
“Prosegue il negoziato, con riunioni a cadenza settimanale, per il rinnovo del CCNL 2019/2021 delle Funzioni Centrali. Nell’ultima riunione, tenutasi giovedì 1 luglio, l’Aran ha presentato nel dettaglio le risorse economiche disponibili che portano ad un incremento del tabellare di 78,39 euro medi lordi mensili con decorrenza 1 gennaio 2021.
Per il 2019 e i 2020 gli incrementi, sulla base degli stanziamenti delle rispettive leggi di bilancio, sono pari rispettivamente a 31,56 (1,3%) e 48,80 (2,01%) euro lordi mensili. Una quota dell’incremento contrattuale, euro 9,82 pari allo 0,56%, sarebbe destinata a stabilizzare il cosiddetto “elemento perequativo”, già percepito da parte del personale del comparto, finanziato provvisoriamente con il CCNL 2016/2018 e la cui erogazione, in attesa del rinnovo del CCNL, è stata confermata per legge, portando l’incremento contrattuale complessivo del tabellare al 4,34%. A questi andrebbero ad aggiungersi, con decorrenza 2021, circa 15 euro lordi medi da destinare all’implementazione dei Fondi risorse decentrate per la contrattazione integrativa.
Come era già noto, e da noi più volte denunciato in occasione della predisposizione delle leggi di bilancio, le risorse stanziate sono del tutto insufficienti, anche se fossero destinate tutte ai cosiddetti incrementi tabellari, e non permettono alcun investimento sul nuovo ordinamento professionale che invece, unitamente alla regolamentazione del lavoro agile e al miglioramento di molti istituti normativi, costituiscono il punto di svolta e il parametro di riferimento per la sottoscrizione di un contratto soddisfacente.
Su questi punti, lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo, intendiamo qualificare e concentrare la nostra azione, convinti che non si debba perdere l’occasione per aumentare i livelli di partecipazione e di confronto sindacale, migliorare gli istituti che tutelano il diritto alla salute e alle cure, ampliare le tutele, rilanciare il lavoro agile come importante strumento di conciliazione vita-lavoro e di miglioramento organizzativo delle nostre Amministrazioni.
Sul lavoro agile la bozza di articolato presentata dall’Aran è ancora insoddisfacentee ne abbiamo chiesto la modifica, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento e di articolazione della prestazione lavorativa in modalità agile, alla piena specificazione del diritto alla disconnessione, alla previsione del riconoscimento dei buoni pasto e di ristori connessi ai costi sostenuti, alle dotazioni informatiche e alla tutela assicurativa.
Per quanto concerne il nuovo ordinamento professionale riteniamo che sia giunto il momento di affrontare ed entrare nel merito di tale importante capitolo, senza alcun rinvio, definendone da subito gli ambiti, le aree di inquadramento, l’istituzione dell’area delle elevate professionalità, le modalità di primo inquadramento, il superamento del mansionismo, i criteri e le modalità per i passaggi dentro e tra le aree.
Riteniamo infatti che la definizione dell’ordinamento professionale sia non solo ineludibile, ma costituisca la necessaria cornice di riferimento anche per gli anni a venire, e per i prossimi rinnovi contrattuali (questo di fatto verrà rinnovato alla fine del triennio di applicazione). Tra l’altro molti degli aspetti (profili professionali, passaggi dentro e tra le aree) andranno poi regolati comunque in sede di contrattazione nazionale di Amministrazione.
Quindi, per poterne quantificare i costi contrattuali è necessario prima definirne gli aspetti, altrimenti il tutto si risolve nell’ennesimo escamotage per buttare la palla in calcio d’angolo, non affrontare i problemi e differirne le soluzioni. Esercizio che non ci interessa e che contrasteremo.
La prossima riunione è prevista per il giorno 8 luglio.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Dunque i punti salienti sono la inadeguatezza delle risorse, e la scarna prospettiva in materia di lavoro agile e ordinamento professionale, temi di notevole interesse anche in ambito Difesa. Seguiremo gli sviluppi, e come sempre, vi aggiorneremo. Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 –
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno:
Si è riaperta con una bozza di accordo tutta rielaborata la trattativa sul FRD e sulle progressioni 2021, e con una bozza di accordo integrativo per l’Integrazione della Indennità di Amministrazione, che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sito.
Alla quarta riunione, dopo le prime tre che erano state caratterizzate dalla sostanziale riproposizione generale delle proposte sindacali, con l’Aran che si era limitata registrare le diverse posizioni, nella riunione di ieri sono iniziati ad emergere con sufficiente nettezza quelli che per l’Aran sono gli ambiti – e diremo noi i limiti – entro i quali dovrebbe muoversi il negoziato per il rinnovo contrattuale.
In buona sostanza, su alcune materie per noi rilevanti e che necessitano di interventi di profonda riscrittura – come il sistema di partecipazione, le relazioni sindacali, il rafforzamento della contrattazione, sia nelle materie che nei diversi livelli di relazione e, in particolare, il superamento delle norme punitive sul diritto alla salute -, tutte materie contenute nella proposta di articolato provvisorio presentata dall’Aran e su cui ci siamo confrontati in riunione, la posizione dell’Aran è stata di sostanziale chiusura.
Sono stati di nuovo rievocati i vincoli normativi che impedirebbero il ripristino della contrattazione sull’articolazione dell’orario di lavoro, sulla definizione dei profili professionali, sui criteri per le procedure di mobilità volontaria, sull’individuazione e la graduazione delle posizioni organizzative.
Così come il maquillage proposto per gli Organismi Paritetici per l’Innovazione appare inadeguato a renderlo effettivamente esigibile nelle Amministrazioni riottose, prevedendo inoltre tra le materie di confronto alcune tipicamente negoziali come le misure per il benessere organizzativo, la formazione , o il lavoro agile.
Mentre noi riteniamo che possano avere un ruolo solo se deputati al confronto sulle materie rientranti direttamente nelle potestà datoriali come l’organizzazione delle Amministrazioni e degli Uffici, e non certo come surrogato e depotenziamento della contrattazione.
Riscontriamo ancora una posizione di netta chiusura sul superamento dell’istituto delle 18 ore di permesso annue per visite mediche specialistiche ed esami diagnostici, che invece per noi devono essere ricondotti al trattamento di malattia, perché riteniamo non praticabile la proposta di altre Organizzazioni sindacali di misurarsi unicamente sull’aumento di ore di permesso.
Tra l’altro l’Aran, considerando detto innalzamento un costo contrattuale, ne vincola la rideterminazione a scapito delle già esigue risorse economiche stanziate per il rinnovo contrattuale.
Abbiamo ribadito nel nostro intervento che su queste materie, anche a invarianza normativa, vi sono le condizioni per migliorare il contratto vigente. I vincoli normativi evocati erano in gran parte già esistenti al momento della stipula dei contratti precedenti a quello delle Funzioni centrali 2016-2018, e nonostante questo, molti istituti relativi alla contrattazione continuano oggi ad essere presenti nei CCNL di altri comparti del lavoro pubblico.
Sulla nostra richiesta di mantenere l’istituto della malattia in caso di visite specialistiche ed esami diagnostici, ricordiamo che la norma – nel rinviare alla contrattazione le modalità applicative – non esclude tale fattispecie, tanto che è stata confermata anche nei rinnovi contrattuali 2016/2018, ad esempio per il personale docente.
Sugli altri punti oggetto della proposta di “riscrittura” dell’Aran portati in discussione, quali la regolamentazione dei turni abbiamo segnalato la necessità di garantire il recupero della maggiore attività lavorativa svolta, ad esempio nel caso dei turni festivi infrasettimanali, e per quanto concerne le ferie, la necessità di rendere coerenti gli archi temporali di fruizione in caso di rinvio per motivi di servizio, o motivate esigenze del lavoratore e di prevederne la fruizione fino almeno ai nove mesi dell’anno successivo a quello di maturazione.
Pur non essendo entrati ancora nel merito degli altri istituti fondamentali (la riunione di ieri era limitata agli aspetti sopra evidenziati) che costituiscono il vero banco di prova per il rinnovo del contratto (parteeconomica, ordinamento professionale, lavoro agile), questa fase conferma tutte le nostre preoccupazioni che sin dalla prima riunione ci hanno portato a definire questa, una trattativa in salita.
Dopo dieci anni di blocco contrattuale e un rinnovo 2016-2018 assolutamente insufficiente dal punto di vista economico e peggiorativo su quello normativo, è necessaria una svolta che non può certamente limitarsi alla riproposizione di gran parte del contratto precedente.
Questo non solo per riconquistare spazi di agibilità, di partecipazione, di tutela e di valorizzazione per le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche per fare del CCNL un formidabile strumento che sia in grado di accompagnare gli ineludibili processi di rilancio delle nostre Pubbliche Amministrazioni alla luce delle sfide richieste dall’attuazione del PNRR .
Dobbiamo contrastare il rischio dicotomia con l’approvazione da parte del Governo e del Parlamento di una serie di norme tutte mirate (almeno nelle intenzioni e nei titoli) alla modernizzazione e all’efficientamento, e un CCNL che invece stancamente ripropone soluzioni datate e inadeguate.
Dobbiamo cioè evitare un “contratto fotocopia” rispetto a quello relativo al triennio 2016-2018, che era apparso già da subito in molte parti inadeguato e che poi tale è risultato nei fatti dopo 3 anni di applicazione, ma che oggi, a fronte del quadro di situazione prodotto dall’emergenza Covid, apparirebbe del tutto anacronistico e inadatto rispetto alle esigenze delle PP.AA. e più in generale del Paese.
Il rinnovo del contratto non è infatti un adempimento burocratico, basato sui “precedenti”, ma deve essere in grado di recepire e normare tutte le modifiche che si sono succedute e guardare al futuro, per regolare e governare il cambiamento in atto.
La prossima riunione è stata fissata per il 1 luglio e in quella sede verificheremo l’ulteriore andamento del confronto.
Nel frattempo confermiamo le nostre iniziative a livello politico e parlamentare per migliorare i contenuti del DL 80 in sede di conversione in legge, allo scopo di agevolare il raggiungimento degli obiettivi che ci prefiggiamo, e continueremo a confrontarci, come abbiamo fatto in questi mesi con le lavoratrici ed i lavoratori, nel corso delle Assemblee indette in tutte le Amministrazioni del comparto.
LA SEGRETERIA GENERALE
La prossima riunione, dunque, il 1° luglio. E’ tutto, vi terremo aggiornati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 17 maggio 2021 –
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 28 del 14 maggio 2021, che riferisce dei contenuti della seconda riunione all’ARAN sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Funzioni Pubbliche:
Nel corso della seconda riunione convocata ieri per proseguire il negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, l’Aran ha presentato un indice di argomenti e materie su cui sviluppare il confronto.
Relazioni sindacali, ordinamento professionale, rapporto di lavoro, lavoro agile e trattamento economico, le macro-aree individuate dall’Aran su cui ci siamo pronunciati in un primo giro di interventi.
Come FLP, dando seguito a quanto già dichiarato nella riunione di apertura, il cui resoconto è pubblicato sul nostro Notiziario n. 26, abbiamo ribadito che questo deve essere un Contratto di svolta, che non può limitarsi ad un’operazione di mera manutenzione di alcuni istituti del CCNL 2016/2018, che lo ripetiamo, è stato un Contratto non solo insufficiente dal punto di vista economico, dopo un decennio di blocco, ma peggiorativo su numerosi istituti come quelli sul diritto alla salute, sul sistema di partecipazione e sulle relazioni sindacali, senza parlare poi del rinvio di fatto sine die dell’ordinamento professionale.
La nostra disponibilità a confrontarci quindi sui capitoli dell’indice proposto dall’Aran parte da questa considerazione, che non può essere derubricata e tantomeno sottaciuta.
In particolare è impensabile recuperare il gap di partecipazione pensando di aggiungere qualche parolina sui compiti degli Organismi Paritetici per l’Innovazione che non solo non stati mai attivati in molte Amministrazioni, ma dove sono stati costituiti hanno dimostrato la loro sostanziale irrilevanza, ai fini dell’assunzione delle decisioni che poi le Amministrazioni assumevano in totale autonomia. Per la FLP la strada da seguire è quella di riportare all’interno del sistema di partecipazione, con le sue diverse accezioni, tutte quelle materie che hanno riflessi diretti sul rapporto di lavoro quali l’organizzazione e i carichi di lavoro, il regime degli orari e delle flessibilità, le ricadute delle innovazioni organizzative.
Cosi come è necessario riscrivere l’Ordinamento professionale, a partire dall’individuazione delle nuove Aree di classificazione, che debbono riconoscere le professionalità, i profili necessari e il lavoro svolto in questi anni dalle lavoratrici e dai lavoratori, attualmente sottoinquadrati in tutte le attuali tre Aree, il riconoscimento del middle management e delle Alte professionalità, le nuove modalità di progressioni all’interno delle Aree, riportando all’interno del Contratto anche l’istituto delle progressioni tra le Aree, superando i vincoli normativi in materia di accesso e di percentuali di copertura. Dobbiamo in sintesi definire un Ordinamento professionale che serva per i prossimi anni e che con una norma di primo inquadramento valorizzi le attuali professionalità.
Vanno inoltre significativamente rimosse tutte quelle norme punitive che hanno messo in discussione il diritto alla salute, che hanno limitato in modo inaccettabile la prevenzione e le cure, limitandone incredibilmente l’esercizio ad un numero contingentato annuo di ore di permesso.
In tale ambito, e con i risvolti drammatici derivanti dall’emergenza pandemica, non è pensabile che continui a sussistere la decurtazione dell’indennità di amministrazione in caso di assenze per malattia.
Tagliare lo stipendio a chi si ammala è una follia che non si pratica neppure nelle peggiori “democrature” del mondo, figuriamocise è tollerabile nel nostro Paese, che è una delle culle del miglior giuslavorismo.
Sul trattamento economico, nella considerazione dell’inadeguatezza complessiva delle risorse stanziate per il triennio 2019/2021 dalle leggi di bilancio, riteniamo sia necessario muoverci lungo due direttrici: da un parte
rimuovere il blocco ai Fondi della contrattazione integrativa permettendone il pieno utilizzo e l’implementazione, e dall’altro proseguire in modo generalizzato e non episodico, verso la perequazione delle indennità di amministrazione. A tal fine è necessario liberare subito le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2020 per tale scopo, oggi in attesa del DPCM di ripartizione tra le Amministrazioni interessate, per definire in sede contrattuale le nuove Indennità di Amministrazione.
Sul lavoro agile siamo convinti che sia necessario definire in modo compiuto una specifica regolamentazione contrattuale che garantisca pienamente diritti e tutele, che non penalizzi lo svolgimento di questa modalità lavorativa per noi essenziale non solo per garantire una migliore conciliazione vita-lavoro, ma anche per innovare profondamente l’organizzazione del lavoro delle nostre Amministrazioni, la trasparenza dell’azione amministrativa, la semplificazione e la fruibilità dei servizi resi. In tale ambito andranno quindi riconosciuti non solo tutti gli istituti del rapporto di lavoro, ma anche i buoni pasto e le dotazioni informatiche e infrastrutturali per svolgere con efficacia ed efficienza il lavoro agile. Una regolamentazione tanto più urgente considerato che seppure con le modalità emergenziali il lavoro agile da più di un anno è entrato prepotentemente nei nostri Uffici e ancora oggi troppe sono le discriminazioni e le penalizzazioni subite dalle lavoratrici e dai lavoratori del comparto.
Siamo consapevoli che per dare corpo e sostanza a molte di queste rivendicazioni è necessario apportare modifiche al quadro normativo di riferimento e, proprio per questo, nei mesi scorsi come FLP abbiamo iniziato un forte pressing nei confronti del Governo e del Parlamento predisponendo specifiche proposte ed emendamenti. Così come, nel mese di ottobre del 2020, abbiamo concorso, insieme a tutte le Segreterie nazionali delle OO.SS. rappresentative del comparto, alla definizione di un documento unitario inviato all’allora Ministra Dadone, nel quale sollecitavamo l’adozione di quelle modifiche necessarie a permettere un rinnovo contrattuale che andasse nella direzione da noi auspicata.
Proprio per questo, pur ritenendo un imperdonabile errore la firma di CGIL CISL UIL del cosiddetto Patto per il lavoro pubblico, che ha diviso il fronte sindacale e permesso al Governo di considerarli corresponsabili dei contenuti dell’inaccettabile Atto di indirizzo inviato dal Ministro Brunetta all’Aran, abbiamo rinnovato l’invito a tutte le OO.SS. del comparto a riprendere il percorso unitario per condurre una trattativa sia in sede Aran che nei confronti del Governo, capace di definire un buon Contratto, quello che serve ai lavoratori e al Paese e non una fotocopia sbiadita di quello vigente.
Non perdiamo tempo quindi! Lavoriamo da subito, auspicabilmente insieme, per superare i vincoli e i limiti dell’Atto di indirizzo e del mandato dato all’Aran.
La prossima convocazione è prevista tra una quindicina di giorni e in tale sede l’Aran presenterà una prima bozza di testo su cui confrontarsi.
LA SEGRETERIA GENERALE
Una partita importante per provare a dare regolamentazione più adeguata alle norme punitive introdotte dal precedente contratto quali quelle relative alle relazioni sindacali e alle assenze, e per introdurre con lungimiranza le regole del lavoro agile nella PA. Per la Difesa poi, assume più specifico e particolare interesse la materia della perequazione delle Indennità di Amministrazione, posto che la legge di bilancio per il 2021 ha assegnato alla Difesa in particolare 30 milioni, vincolandoli all’effettivo raggiungimento dei numeri del personale per come previsti dalla riforma Di Paola, oggetto oggi di tre diverse proposte di modifica giacenti presso le Commissioni Difesa delle Camere.
Ne seguiremo da vicino gli sviluppi. Cordialissimi saluti.
Notiziario FLP Difesa n. 72 del 27 ottobre 2021 – Si è svolta oggi a Persociv una riunione, convocata in tutta velocità, per un confronto sui contenuti della circolare, da noi richiesta ed attesissima, che tratti in via transitoria la specifica materia del lavoro agile nel periodo successivo al 31 ottobre e fino al 31 […]
Notiziario FLP Difesa n. 71 del 20 ottobre 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 57 del 19 ottobre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN: La bozza presentata oggi da Aran nel corso della riunione per il prosieguo del negoziato per […]
Notiziario FLP Difesa n. 70 del 19 ottobre 2021 – Il DL 127 del 21 settembre 2021 ha introdotto l’obbligo, in particolare per quanto di interesse dei lavoratori pubblici, di possedere ed esibire il green pass dal 15 ottobre 2021 e fino al termine di cessazione dello stato di emergenza, dunque al 31 dicembre 2021, […]
Notiziario FLP Difesa n. 69 del 14 ottobre 2021 – Già dal mese di settembre scorso abbiamo assistito alle esternazioni di Brunetta in merito alla sua scarsissima considerazione dell’esperienza del lavoro agile nel pubblico impiego, e alla sua volontà di rimandarci tutti a lavorare “sul serio”, dopo esserci fatto un bel po’ di vacanze con […]
Notiziario FLP Difesa n. 63 del 20 settembre 2021 – 2021.09.14 Notflp Dip. Pol. Previd. Istanze quota100 oltre il 2021 Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 48 del 19 settembre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito alle recenti disposizioni in materia di Geen Pass e alle esternazioni del ministro Brunetta sul […]
Notiziario FLP Difesa n. 62 del 16 settembre 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 47 del 15 settembre 2021, che riporta le proposte della Federazione FLP all’ARAN per una regolamentazione del lavoro agile che, a partire dalla positiva esperienza in corso di emergenza sanitaria, ne valorizzi gli aspetti innovativi e migliorativi dell’organizzazione […]
Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali. E’ ripreso stamani in Aran […]
Notiziario FLP Difesa n. 49 del 6 luglio 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 36 del 3 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, peraltro ormai in scadenza. “Prosegue il negoziato, con riunioni a cadenza settimanale, per il rinnovo […]
Notiziario FLP Difesa n. 44 del 24 giugno 2021 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 24 giugno 2021, nel quale sono riferite le valutazioni della nostra Federazione in merito all’andamento della trattativa sul rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali a seguito del 5° incontro all’ARAN di mercoledì 23 giugno: Si […]
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 17 maggio 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 28 del 14 maggio 2021, che riferisce dei contenuti della seconda riunione all’ARAN sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Funzioni Pubbliche: Nel corso della seconda riunione convocata ieri per proseguire il negoziato per il rinnovo del […]