Nel primo pomeriggio di oggi, a tavoli uniti, sì è svolta la prima sessione informativa con SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) dopo un’interruzione di quasi cinque anni, e il cui recupero è stato in questi anni fortemente richiesto da FLP DIFESA purtroppo con esiti negativi fino alla riunione del 13 luglio u.s. con il Capo di SME, nella quale il gen. Serino ha ritenuto di accogliere la nostra richiesta oggi divenuta operativa.
E il dato ulteriormente positivo emerso in riunione è che SME DIPE intende strutturare queste sessioni informative all’interno delle relazioni sindacali con le OO.SS. nazionali, dando loro una periodicità mensile o bimensile (la prossima riunione dovrebbe essere calendarizzata nella prima settimana di dicembre).
La riunione è stata presieduta dal Gen Salvatore Cuoci, Capo del DIPE, il quale, subito dopo i saluti iniziali rivolti alle OO.SS. presenti, ha dato le risposte che attendevamo in ordine alle questioni che avevamo sollevato nell’incontro con il Capo di SME (di quella riunione avevamo parlato in dettaglio nel Notiziario n. 45 del 13.07.2022).
Proviamo allora a riferire, a beneficio dei colleghi, le questioni toccate differenziate per argomento:
RELAZIONI SINDACALI: preso atto delle lamentazioni di diverse OO.SS. in merito alle criticità in essere nelle relazioni sindacali locali, a distanza di qualche giorno dall’incontro con le OO.SS., il Capo di SME ha inviato a tutti gli AA.CC. di F.A. la nota datata 8.08.2022 avente per oggetto: “Rapporti dei Comandanti/Direttori con i Rappresentanti delle OO.SS. a livello locale”, che pubblichiamo sul nostro sito, che raccomandiamo alla lettura integrale di tutti i nostri Dirigenti locali e delle nostre RSU.
FORMAZIONE: sono stati organizzati nei mesi scorsi, e continueranno ad essere organizzati da qui in avanti, degli appuntamenti informativi e formativi sugli istituti del personale civile destinati a Cti di corpo e di Rgt.
La F.A ha comunque organizzato nell’ultimo anno n. 1.694 corsi, di cui 589 con l’ausilio di DIFEFORM, n. 322 in materia antinfortunistica, e quelli restanti tramite attività formative extra Difesa.
DOTAZIONI ORGANICHE CIVILI: come da impegno assunto dallo stesso Capo di SME a luglio scorso, entro qualche settimana e comunque non oltre il mese di novembre p.v., saranno consegnate le dotazioni organiche civili di tutti gli Enti della F.A., che tutte le OO.SS. chiedevano da tempo immemore e che ora troverà finalmente ascolto;
ASSUNZIONI CIVILI: in dirittura di partenza la procedura concorsuale per l’assunzione dei 72 tecnici da destinare ai Poli industriali e all’IGM di Firenze; entro fine anno potrebbe essere bandito il concorso di n. 187 unità, destinate in n. di 97 allo Stabilimento di Piacenza (PMPN) e in n. di 90 a quello di TERNI (PMAL), altro non si sa.
In merito alle n. 2.430 assunzioni civili per la Difesa autorizzate con DPCM 29.03.2022, ma le cui procedure concorsuali sono ancora in “mente Dei”, il gen. Cuoci ci ha detto che la quota parte destinata all’Esercito sarebbe di 700/800 unità, che certamente, una volta assegnati, darebbero davvero un po’ di ossigeno agli Enti di F.A.
RIORDINI/REIMPIEGHI: questo l’elenco, in estrema sintesi, dei provvedimenti in itinere:
Area del Vicecomandante delle Infrastrutture SUD: la procedura di reimpiego ordinaria è a buon punto e le 19 unità troveranno tutte utili collocazioni in Napoli e dintorni; seguirà poi il medesimo provvedimento interessante l’Area del Vice Comandante delle Infrastrutture Nord;
IGM Firenze: soppresso l’Ufficio Documentale, le 14 unità transiteranno in altre caserme della sede; il Poliambulatorio si trasferirà presso la caserma Morandi di Firenze, in n. di 18 i civili interessati;
Scuola Commissariato Maddaloni (CE): n. 11 lavoratori da ricollocare in altra caserma del territorio;
RAT Caserta e Poliambulatorio COMFOP Sud: 70 civili da reimpiegare presso la caserma Calò di Napoli, per tutti a procedura ordinaria
RAT Como: 5 civili da reimpiegare, con procedura ordinaria.
COMANDI DI PERSONALE: il gen. Cuoci ci ha comunicato che, in considerazione del combinato disposto tra la pesante riduzione degli effettivi in forza all’Esercito e le mancate assunzioni, non sarà più consentito il via libera a comandi le cui professionalità risultano deficitarie nel rapporto organici/effettivi, tranne casi gravi.
SMART WORKING : SME DIPE ha già trasmesso a tutti i propri Enti e Comandi la recente circolare di PERSOCIV sui “fragili”. Nelle more dell’emanazione del nuovo Regolamento per lo Smart Working in ambito Difesa, l’opinione di SME DIPE è che, allo scopo di non creare problemi al personale, si potrebbero mantenere in vita i vecchi accordi, se ovviamente compatibili con il nuovo quadro normativo.
Questi, in estrema sintesi, gli argomenti trattati in avvio di riunione dal gen. Cuoci. Dobbiamo riferire altresì che sul problema assunzioni, su quello della formazione in particolare del personale tecnico e sugli antichi problemi legati alla differenze di retribuzione accessoria dei civili della Difesa, il Capo di SME ha inviato un lettera di sensibilizzazione e di sollecitazione al Capo di SMD perché avvii le più idonee iniziative del caso.
E’ poi seguito il consueto giro di tavolo delle OO.SS. presenti al tavolo, tra le quali naturalmente la nostra. In avvio di intervento, la FLP DIFESA ha ringraziato SME DIPE per le ulteriori risposte fornite alle diverse questioni poste dalle OO.SS., il che, allo stato, costituisce davvero un unicum in ambito relazioni sindacali con le FF.AA. . La nostra O.S. ha poi proseguito il proprio intervento articolando in diversi argomenti:
RELAZIONI SINDACALI:Rispetto a quanto da noi rappresentato nella riunione di luglio con il Capo di SME, cui è seguita una nota dettagliata circa i comportamenti posti in essere dal Cte del 3° CERIMANT di Milano, abbiamo ricevuto la risposta del Comando Logistico, diretta a noi e anche a SME DIPE che aveva coinvolto il Cdo d’area.
Più che una risposta, una non risposta, perché, in ordine alle nostre obiezioni e segnalazioni di fatti e circostanze precise, riporta solo ed esclusivamente il punto di vista del Comandante, totalmente autoassolutorio e autoreferenziale, che peraltro era ben noto da tempo e non aveva certo bisogno del sigillo certificatorio del Comando Logistico. Tra le vicende su cui è calata la benedizione assolutoria del Comando Logistico rispetto alla nostra denuncia di utilizzo abnorme del potere disciplinare da parte del Comandante, c’è anche la vicenda di una collega, nei cui confronti è stato avviato un procedimento disciplinare circostanza questa di cui avevamo fatto cenno nella nostra nota, e che si è concluso pochi giorni fa con l’assoluzione piena della dipendente e il suo proscioglimento da ogni addebito da parte del D.G. di Persociv. E la cosa non appare insignificante. Ovviamente i problemi permangono nell’Ente, e vedremo in quali direzioni dovremo procedere, certo non molliamo la presa.
Ma c’è un altro punto della risposta del Comando Logistico che ci ha fatto letteralmente sobbalzare, ed quello della “ramanzina” a noi destinata, e con noi anche a DIPE, perché, a dire del Cdo Logistico, abbiamo fatto male noi a investire del problema SME, e ha ancor più fatto male SME a interessare il Comando Logistico, rispetto a un problema che doveva essere totalmente confinato al livello locale di relazione sindacale. Con l’invito finale, allegando copia di una circolare PERSOCIV, rivolto a noi ma indirettamente anche a SME DIPE, che “eventuali criticità rilevate presso Enti periferici di questo Vertice d’area vengano rappresentate e discusse nell’ambito del corretto perimetro relazionale/Istituzionale”.Una “ramanzina” bella e buona, e peraltro gratuita, rivolta a noi ma, indirettamente rivolta anche a SME -DIPE. Ci chiediamo se sia possibile tollerare questi atteggiamenti impropri da parte di un Comando di Area nei confronti del vertice di Forza Armata. Sappiamo tutti che il Comando logistico non è nuovo a questi “eccessi di potere”, come sa bene chi da anni li frequenta. Siamo convinti che SME DIPE saprà rispondere da par Suo, noi confidiamo che faccia capire ai soloni del ComLog che il porre problemi di livello locale allo SME è cosa che avviene da sempre da parte di tutte le OO.SS. e che viene fatto solo quando le criticità appaiono irrisolvibili sul piano locale e al sol fine di prevenire i conflitti, che è un dovere di tutti. Il Comando Logistico non sa probabilmente che i contenuti della circolare Persociv non sono nuovi, in passato ne ha fatte di analoghe anche il Gabinetto del Ministro, ma poi i comportamenti delle OO.SS. e dei Vertici di F.A., in Esercito come in altre FF.AA. sono stati diversi proprio al fine di prevenire possibili conflitti. Ma il Cdo Logistico lo capirà?
LEGGE 244/2012: Sappiamo oggi che nelle ultime sue settimane di vita, il Parlamento ha votato in modo bipartisan una norma che differisce al 31.12.2030 la riduzione degli organici militari, ma non anche quelle degli organici civili, che pertanto al 31.12.2024 minane fissata a 20.000 unità. Una scelta incomprensibile, e il nostro augurio è che il Vertice rappresenti subito al nuovo Ministro la necessità di un urgente intervento correttivo, e il prossimo DDL Bilancio 2023 può essere utile a tal proposito.
ASSUNZIONI: le 2.430 assunzioni di cui al DPCM 29.03.2022 daranno certo ai nostri Enti un po’ di ossigeno vitale, anche se noi continuiamo a ritenere che occorrerebbe andare a numeri più alti e cioè ad un piano straordinario di assunzioni che tenga conto di tutte le attuali criticità, in particolare sul versante dei profili tecnici, anche recuperando la norma che prevedeva l’assegnazione del 60% agli Enti industriali. Il problema, però, è che le procedure assunzionali non sono ancora partite e chissà se e quando partiranno. Occorre fare presto perché rischiamo che i nostri Enti nel frattempo vadano incontro a crisi irreversibili di non ritorno anche per gli ingenti pensionamenti da qui al 2024. E’ una delle questioni in priorità 1 che dovremo porre al nuovo Ministro.
EX MILITARI: da anni chiediamo un tavolo tecnico che faccia il punto di situazione attuale attraverso la quantificazione, dal 2012 a oggi, dei transiti e l’approfondimento delle problematiche che vivono a fattor comune oggi i colleghi ex militari transitati. Lo chiediamo da anni, non capiamo perché non sia mai stato fatto, e AD continua ad eludere il tema, e lo stesso è avvenuto nelle due riunioni con SME. Ribadiamo però la nostra richiesta
RIORDINI DELLA F.A.: non avendo ricevuto risposte al riguardo, abbiamo riproposto in riunione la richiesta di avere, attraverso uno specifico incontro, un punto di situazione aggiornato sul riordino delle aree infrastrutturali, oggetto a suo tempo di riunioni interlocutorie senza successivo seguito e comunicazioni. Riguardo al Poliambulatorio di Anzio, è allo studio con il Comune la sottoscrizione di un protocollo che assegni all’Ente locale la pineta, mentre la struttura di cura rimarrà in capo al M.D., senza mobilità del personale.
Vedremo se, nelle prossime riunioni, riceveremo risposte su ex militari e su riordino area infrastrutturale.
Cordiali saluti a tutte le colleghe e colleghi.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE– Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione:
Gli ultimi avvenimenti testimoniano come avessimo visto giusto quando nei mesi scorsi come FLP lanciammo l’allarme legato all’abbassamento delle misure di prevenzione sanitaria legata alle nuove varianti Omicron, al depotenziamento del lavoro agile, e da ultimo alla mancata esplicita tutela dei lavoratori fragili, lasciati alla discrezionalità e alla responsabilità dei medici competenti delle singole Amministrazioni, misure che comunque, a prescindere dalle loro variegate decisioni, a invarianza normativa, scadono il 31 luglio 2022.
Nei mesi scorsi inoltre, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, che ha comportato un forte innalzamento dei prezzi legati ai combustili, e dell’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature che ancora si registrano e che probabilmente ci accompagneranno per i prossimi mesi, abbiamo scritto a Draghi e ai Ministri Brunetta e Franco, chiedendo di utilizzare e incentivare il lavoro agile semplificato in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte in lavoro agile e da remoto.
Misure necessarie sia per contrastare la ripresa dei contagi e tutelare la salute, che per andare incontro alle spese sostenute per raggiungere gli uffici dai lavoratori e dall’utenza (uffici spesso non a norma). Per non parlare del contributo ad alleggerire il traffico nelle ore di punta, diminuire le emissioni di ossido di carbonio, conciliare i tempi di vita e di lavoro in periodi di chiusura delle scuole e la mancanza di servizi alternativi.
In queste ore circolano anticipazioni di stampa che, a fronte del possibile e paventato imminente blocco della fornitura del gas dalla Russia, descrivono le iniziative che il Governo intenderebbe mettere in campo per contrastare il deficit energetico, che tra le altre prevederebbero la chiusura degli Uffici pubblici alle 17,30, interventi sulle temperature massime da rispettare negli Uffici (19 gradi in inverno e 27 in estate), riduzione dell’illuminazione pubblica del 40 per cento e altro. Misure che non contrastano il caro energia, ma che aggiungono all’aggravio economico che c’è e ci sarà anche notevoli criticità connesse alla sicurezza e alla vivibilità dei posti di lavoro. Nessun accenno invece al lavoro agile e al lavoro da remoto.
In questi mesi le nostre richieste sono purtroppo rimaste inascoltate da un Governo che su queste vicende ha assunto colpevolmente un atteggiamento tutto mirato a un “libera tutti” che, ben lungi dall’aumentare l’efficienza e la qualità dei servizi resi a cittadini e imprese (che nei mesi di pandemia e di lockdown hanno funzionato sempre e nella stragrande maggioranza molto bene), ha assecondato le spinte di chi reclamava il ritorno di tutti e per tutti i giorni negli uffici. Questo per dare, a loro dire, ossigeno alle attività commerciali site nelle vicinanze dei grandi plessi, dimenticando che il nostro tessuto produttivo è fatto di centinaia di migliaia di attività che non sorgono necessariamente nelle vicinanze dei grandi Uffici pubblici, essendo questo Governo permeato da una visione di Pubblica amministrazione in gran parte influenzata dal ritorno di Brunetta e dalla tecnocrazia ora al vertice di Palazzo Chigi e del MEF, che ha costruito le sue fortune negli ambiti più burocratici e ostili al cambiamento nel nostro Paese: quelli della Ragioneria Generale dello Stato.
Atteggiamento reiterato anche sulle misure per contrastare il caro energia limitate per il lavoro pubblico unicamente come dicevamo sopra, a proposte di chiusura anticipata degli Uffici o alla riduzione dei consumi per il condizionamento e il riscaldamento.
Ma la gravità della situazione su tutti gli ambiti da noi denunciati è tale che non può rimanere inascoltata.
Ribadiamo la richiesta di implementare il lavoro agile mediante il superamento dell’inaccettabile previsione, inserita da Brunetta prima nel DM di Ottobre 2021 e poi surrettiziamente nel DM sui PIAO, della prevalenza del lavoro in presenza rispetto a quello in modalità agile pur in presenza di attività “smartabili”, il pieno rispetto del CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021 e dell’autonomia delle singole Amministrazioni. Chiediamo che il lavoro agile venga utilizzato al massimo come strumento di contenimento delle emergenze sanitarie ed energetiche. Prevedendo che i costi, o i minori introiti, derivanti dalla modalità lavorativa e dall’utilizzo di dotazioni e utenze dei singoli lavoratori, vengano remunerati dando piena applicazione alla norma che abbiamo voluto con forza all’interno del nuovo CCNL, utilizzando quote aggiuntive da inserire nei FRD derivanti da quota parte dei risparmi contabilizzati dalle singole Amministrazioni.
Appare infatti del tutto contradditorio che il Governo faccia ripartire di fatto una campagna di nuove vaccinazioni sempre più generalizzata e poi chiuda gli occhi di fronte ai milioni di contagi che in questo mese si stanno registrando e che stanno portando di nuovo a situazioni di estrema criticità nell’assistenza sanitaria, negli ospedali, nei mezzi di trasporto e nella funzionalità dei servizi. Così come mette in campo piani straordinari di Austerity e poi dimentica il lavoro agile e quello da remoto.
Sulle tutele per i fragili abbiamo sollecitato oltre che il Governo anche i gruppi parlamentari affinché venga prevista, nel primo provvedimento utile, la proroga del lavoro agile full time per detto personale. Gli emendamenti da noi sollecitati al “DL Aiuti” non sono passati per l’ostracismo della summenzionata “Ragioneria” che ha osservato la mancata copertura finanziaria nella parte in cui si disponeva che in mancanza di attività che potevano essere svolte da remoto, vi sarebbe stata l’equiparazione ai fini retributivi al ricovero ospedaliero. E’ stato approvato un OdG che impegna comunque il Governo a inserire tale proroga in un prossimo provvedimento, e su questo, e per questo, siamo impegnati.
Ci aspettano giorni difficili per l’aumento incontrollato dell’inflazione, delle materie prime, della mancata tenuta degli stipendi e dei salari, rinnovati con cifre esigue sulla base di algoritmi del decennio scorso, o non ancora rinnovati, che impoveriscono sempre di più larghe fasce di popolazione. Inflazione che colpisce anche pensionati e soprattutto le giovani generazioni che pur in una fase di ripresa della richiesta, si vedono offrire solo contratti a termine sottopagati, o lavoro in nero. Argomenti che necessitano di soluzioni e su cui un Sindacato come il nostro e la nostra Confederazione, non mancheranno di attivare tutte le proposte e le iniziative necessarie.
In tale scenario le proposte sul lavoro agile trovano piena cittadinanza e centralità: perché batterci per non abbandonare e anzi implementare tale modalità lavorativa, significa battersi per la tutela della salute, della sicurezza sui posti di lavoro, della vivibilità delle nostre città e dei posti di lavoro, per una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro, per la modernizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni, dei modelli organizzativi e dei processi lavorativi, per la maggiore fruibilità dei servizi per cittadini e imprese, per la valorizzazione del personale in servizio e di quello che dovrà essere reclutato all’interno di un Piano di assunzioni generalizzato, non più rinviabile, e soprattutto non basato su contratti a termine o ad personam.
La Segreteria Generale FLP
Sottoscriviamo appieno il documento della nostra Federazione, e assicuriamo tutto il nostro impegno affinchè il lavoro agile trovi pieno dispiego per tutte le attività smartabili, intanto come strumento di contrasto alla diffusione delle nuove varianti del COVID, ma anche come strumento di contrasto all’emergenza climatica, oltrechè come modalità lavorativa cui in altri paesi è già pienamente riconosciuta efficacia ed efficienza, perché non vogliamo che la PA resti ancora una volta condizionata dalle retrograde posizioni del ministro Brunetta.
Cordialissimi saluti a tutti i colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 41 del 1 luglio 2022 –
lavoro agile
Come noto, ieri, 30 giugno, hanno cessato di avere efficacia le disposizioni di cui all’art. 26 c. 2 del DL 17.03.2020, n. 18, che prevedevano, per i lavoratori fragili che non potessero rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, la riconducibilità delle conseguenti assenze al ricovero ospedaliero. Di conseguenza, a far data da oggi i lavoratori fragili non potranno più godere della tutela economica finora loro riconosciuta in caso di assenza per impossibilità di rendere la prestazione lavorativa in modalità agile.
In merito, la Direzione Generale per il Personale Civile ha ieri diramato, pur in extremis, la circolare n.43347 del 30 giugno u.s. (all. 1) con la quale, nel prendere atto della cessazione delle misure economiche di tutela di cui sopra, ha tuttavia confermato ai “datori di lavoro”, (rivolgendosi dunque alle articolazioni territoriali della Difesa evidentemente più riottose) l’orientamento già espresso in precedenza con le circolari n. 25075 del 08.04.2022 e 23205 del 31.03.2022, di continuare – secondo buon senso, intelligenza e serietà – con tutte le misure ritenute utili a garantire la tutela dei lavoratori/lavoratrici che versano in condizioni di fragilità, ivi compreso lo smart-working continuativo, suggerendo il prudente apprezzamento da parte del datore di lavoro, sulla base di apposita prescrizione medica, fatta salva la possibilità di avvalersi della sorveglianza sanitaria eccezionale (che resta sempre nella disponibilità del datore di lavoro).
A tal fine, la D.G. ha indicato, quale diretto corollario, la conferma degli attuali accordi individuali in materia di lavoro agile, eventualmente rimodulati. Dunque un segnale forte da parte della D.G.: non è ragionevole disporre, a scadenza della tutela normativa, il rientro massivo dei lavoratori fragili; questi non devono essere esposti a rischi indiscriminati, proprio in quanto gli Enti hanno a disposizione gli strumenti per proseguire nell’esperienza del lavoro agile, e a maggior ragione in quanto il lavoro agile continua a essere misura utile a ridurre il rischio di esposizione alle nuove varianti del COVID, che pure imperversano anche nella stagione calda, caldissima, che stiamo vivendo.
A riguardo, sempre in data 30 giugno, la Funzione pubblica ha pubblicato sul sito internet, fra l’altro, le indicazioni sui lavoratori fragili, precisando che “Laflessibilitàgiàpresentenelladisciplinadirangoprimarioeinquellanegozialeperl’utilizzodellavoroagileperilpubblicoimpiego,evidenziatagiànellacircolaredel5gennaio2022 (all. 2), afirmacongiuntadeiministridellaPA edelLavoro,consente–anchedopoil30giugno2022–alegislazionevigente,digarantireailavoratorifragilidellaPubblicaamministrazionelapiùampiafruibilitàdiquestamodalitàdisvolgimentodellaprestazionelavorativa.Questaflessibilitàpotràcontinuareaessereutilizzata… …anchederogando,ancorchétemporaneamente,alcriteriodellaprevalenzadellosvolgimentodellaprestazionelavorativainpresenza.”
Val la pena ricordare che la questione dei lavoratori fragili si incardina nella più ampia tematica del lavoro agile “ordinario”, e che:
– già dal 2018 era stata avviata una fase sperimentale del Lavoro Agile nella Difesa di cui al Regolamento sottoscritto dal CSMD e dal Segretario Generale della Difesa (all. 3), che si è per lo più concentrata presso Enti dell’Area Centrale;
– con l’emergenza è stato adottato il “lavoro agile emergenziale”, con modalità semplificata, ma intanto si è lavorato al confronto con le OO.SS. per la redazione del “Regolamento del Lavoro agile ordinario della Difesa”, di imminente pubblicazione;
– il Piano Organizzativo per il Lavoro Agile nella Difesa è stato pubblicato lo scorso novembre (all. 4) ed aggiornato il 18 maggio 2022 (all. 5), e dovrà essere adeguato alle nuove indicazioni della P.A. per l’adeguamento in PIAO, il cui Regolamento è stato pubblicato in GU con DPR 24.06.2022, n. 81(all. 6);
– il CCNL FC 2019-2021 ha istituzionalizzato il Lavoro agile e il lavoro da remoto;
– nel frattempo la DG, con le circolari n. 21584 del 25.03.2022 e n. 42673 del 27.06.2022, già pubblicate sul nostro sito, ha richiamato l’attenzione degli Enti alla reale praticabilità del lavoro agile ed alla “prorogabilità degli accordi individuali già sottoscritti con il personale civile degli Enti della AD”.
Dunque, non deponiamo le armi, e facciamo vivere il lavoro agile negli Enti della Difesa.
Riportiamo di seguito il comunicato stampa rilasciato dal Segretario Generale di FLP, Marco Carlomagno, nella giornata di oggi in merito alla firma del CCNL FC 2019-2021, che pubblichiamo nelle news sul nostro sito.
Roma, 9 maggio – Nella tarda mattinata di oggi sarà firmato definitivamente il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2019-2021, che si applica ai lavoratori dei Ministeri, delle Agenzie Fiscali e degli Enti Pubblici non Economici (INPS, INAIL, ENAC, ACI e altri enti minori) e che riguarda quindi oltre duecentomila lavoratori del pubblico impiego.
Il nuovo contratto nasce già scaduto e giunge alla fine di un lungo iter di approvazione durato oltre quattro mesi dalla firma della preintesa, avvenuta all’inizio di gennaio.
Sui contenuti è intervenuto il Segretario Generale della Federazione Lavoratori Pubblici e funzioni pubbliche (FLP) Marco Carlomagno: “Non possiamo certo essere soddisfatti degli aumenti stipendiali in senso stretto, vista anche l’inflazione che ha ricominciato a correre negli ultimi mesi, né delle manovre dilatorie del governo, che ha ritardato in ogni modo possibile la firma definitiva per rinviare il pagamento degli arretrati.
Nonostante ciò, Carlomagno rimarca i tratti positivi che hanno portato la FLP a firmare questo contratto: “Malgrado le criticità siamo soddisfatti per le potenzialità innovative di questo contratto. La contrattazione integrativa dei nuovi istituti contrattuali può portare a un ammodernamento della struttura organizzativa dello Stato i cui buoni frutti sarebbero colti sia dai lavoratori che da utenti e imprese.
“Si aprono nei prossimi mesi opportunità formidabili. La contrattazione di nuove famiglie professionali più rispondenti al lavoro da svolgere rispetto a quelle precedenti vecchie di venti anni, il finanziamento extra contrattuale delle carriere, il recupero e l’utilizzo di maggiori fondi per la produttività, l’istituzione dell’area delle alte professionalità assente sinora nei contratti, la possibilità di contrattare nuove forme di conciliazione vita-lavoro, a partire dallo smart working, sono tutti temi sui quali ci misureremo entro il 2022 e che faranno emergere la reale volontà delle amministrazioni dello Stato di cambiare pelle e passare dal mero adempimento formale dei propri compiti alla soddisfazione reale dei bisogni di cittadini e operatori economici.
“È proprio nei momenti di crisi come l’attuale – conclude il Segretario Generale della FLP – che si affermano i cambiamenti epocali. La FLP è pronta a scommettere sul senso di appartenenza dei lavoratori pubblici e sulla loro capacità di innovare. Dall’altra parte ci aspettiamo analoga dimostrazione a non difendere l’esistente e a puntare sulla valorizzazione delle persone e sulla loro professionalità all’interno di modelli organizzativi meno burocratizzati e caratterizzati da più autonomia e responsabilità, a ogni livello”.
Entra in vigore dunque il CCNL FC già scaduto, finalmente vedremo finalmente riconosciuti gli arretrati, e inizia la nuova fase di contrattazione e confronto, di particolare interesse nella Difesa, soprattutto per le novità che riguarderanno il nuovo sistema di classificazione, le nuove progressioni, le assunzioni e i passaggi verticali, il lavoro agile ordinario e il lavoro da remoto, di cui vi renderemo mano a mano conto.
Fraterni saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 –
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 24.12.2021.
“Nella giornata di ieri l’Assemblea del Senato ha approvato l’Atto Senato 2488, che converte in legge il DL 221/2021, sulla base del testo licenziato in Commissione Affari Costituzionali che il giorno prima aveva dato il via libera ad alcuni emendamenti presentati dai Senatori Augussori (Lega), Catalfo (M5S), Malan (FdI) e De Petris (LeU), poi riformulati e unificati, che prorogano al 31 marzo 2022 il ricorso al lavoro agile per i lavoratori fragili e, con retroattività dal 1 gennaio 2022, il periodo di equiparazione dell’assenza da lavoro al ricovero ospedaliero per i lavoratori fragili che, per mansione assegnata, non possono ricorrere allo smart working.
Inoltre è stata rinviata al 1 aprile 2022 anche l’applicazione del Decreto a firma dei Ministri della Pubblica Amministrazione, del Lavoro e della Salute che ridefinisce (restringendone notevolmente e ingiustificatamente la portata e i soggetti beneficiari) le malattie croniche in presenza delle quali la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile.
L’Atto passa ora alla Camera in seconda lettura, ma è quasi certo che il testo non subirà ulteriori modifiche in quanto il termine per la conversione del Decreto legge, pena la sua decadenza, è fissato al prossimo 24 febbraio.
Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione delle citate norme, da noi sollecitate, che segnano un ulteriore successo dell’azione della FLP che in questi mesi è stata in prima linea, non solo in ambito contrattuale, ma anche nella proposta e nell’iniziativa parlamentare, per la tutela della salute e la sicurezza sui posti di lavoro.
La Segreteria Generale FLP ”
Tre dunque le novità importanti nel testo approvato dal Senato, tutte e tre fortemente sollecitate dalla nostra Federazione, che si è attivata prontamente ed efficacemente in sede parlamentare per raggiungere questo importante traguardo.
Ora attendiamo fiduciosi il successivo passaggio nell’altro ramo del Parlamento, che auspichiamo confermi queste nuove norme, che, dopo la pubblicazione in G.U, entreranno pienamente in vigore.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 3 del 18 gennaio 2022 –
lavoro agile
Dopo la emanazione della circolare Brunetta-Orlando sul ricorso al lavoro agile nel riacutizzarsi della pandemia da COVID 19, di cui abbiamo riferito e commentato nel Notdif n. 2 dell’11 gennaio u.s., e dopo la nota FLP Difesa del 10 gennaio u.s. per la Direzione Generale, finalmente Persociv in data odierna ha esteso alle OO.SS. e ai vertici della Difesa, per la capillare diffusione presso le articolazioni territoriali, la circolare allegata al presente notiziario, che riverbera all’interno della Difesa i contenuti della circolare più sopra citata, valorizzando il messaggio che “i due ministri abbiano inteso sensibilizzare le amministrazioni pubbliche… …ad utilizzare appieno tutti gli strumenti di flessibilità che le relative discipline di Settore già consentono”.
Persociv infatti chiarisce “… come ciascuna amministrazione abbia la possibilità di programmare il lavoro agile con una rotazione del personale settimanale, mensile o plurimensile con ampia flessibilità, anche modulandolo, come necessario in questo particolare momento, sulla base dell’andamento dei contagi, tenuto conto che la prevalenza del lavoro in presenza… …potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile” e pertanto “possa equilibrare il rapporto lavoro in presenza/lavoro agile secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria organizzazione, tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel breve e nel medio periodo, e delle contingenze che possono riguardare i propri dipendenti (quali le quarantene brevi da contatto con soggetti positivi):.
Pertanto “ogni datore di lavoro potrà ridefinire e programmare le modalità organizzative dei propri uffici, estendendo ulteriormente la modalità organizzativa da remoto, laddove possibile, a condizione che l’erogazione dei servizi avvenga con regolarità, continuità e funzionalità.
Il lavoro agile potrà essere programmato con ampia flessibilità, assicurando una rotazione anche sul lungo termine… …tale da rispettare le norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro… …modulando le modalità organizzative sulla base dell’andamento dei contagi e tenendo conto che la prevalenza del lavoro in presenza potrà essere raggiunta anche nella media della programmazione plurimensile.”
Un po’ di ossigeno finalmente, tenuto conto dell’attuale recrudescenza della pandemia dopo il dilagare della nuova variante omicron del virus COVID 19, e delle poderose limitazioni al ricorso al lavoro agile determinate dall’approccio punitivo e irresponsabile del ministro Brunetta, che disponendo lo scorso ottobre il rientro massivo in presenza del personale pubblico dipendente, lo ha esposto al rischio proprio nel momento di maggior pericolosità. Anche se si tratta di un ossigeno che certamente non ci rende giustizia: la previsione di una compensazione plurimensile delle giornate lavorate da remoto fa passare l’idea del lavoro agile come di un privilegio, un modo per stare a casa, un bonus per una platea di lavoratori da anni bollati come fannulloni, e non dell’ importante strumento di prevenzione della pandemia, e soprattutto del rilevante strumento di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico sul quale investire.
In ogni caso la circolare riafferma in modo inequivocabile la percorribilità del lavoro agile nella nostra Amministrazione, a dispetto di quanti hanno provveduto a far rientrare tout court in presenza tutto il loro personale indiscriminatamente. Battiamoci tutti perché la mappatura del lavoro agile nei propri posti di lavoro riproduca l’effettiva consistenza delle attività telelavorabili, al fine di assicurare il massimo accesso possibile alle attività da remoto, non solo in ottica emergenziale.
Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 7 gennaio 2022, che riferisce dei contenuti della circolare dei ministri Brunetta e Orlando sulla organizzazione del lavoro agile in tempi di proroga dell’emergenza da COVID 19.
Abbiamo ormai superato i 200.000 contagi giornalieri e purtroppo le stime prevedono che tale crescita sarà ancora esponenziale nei prossimi giorni. Nonostante questo, il Governo fa finta di niente e si limita a prendere atto di una circolare a firma dei ministri Brunetta e Orlando che si limita a suggerire ai datori di lavoro di prevedere una maggiore flessibilità nell’utilizzo del lavoro agile.
Nel settore privato viene confermata la norma che prevede l’adozione delle forme semplificate di lavoro agile fino al termine della fase emergenziale, senza obbligo di stipulare gli accordi individuali e senza alcun limite predeterminato in merito alla cosiddetta prevalenza del lavoro in presenza, mentre per il lavoro pubblico viene confermato l’impianto assunto dal Governo a inizio ottobre 2021 con il quale veniva deciso un rientro massivo in presenza, con una serie di lacci e lacciuoli tesi chiaramente a scoraggiare l’utilizzo del lavoro agile.
Se tale decisione aveva un senso in una fase in cui erroneamente pensavano che il peggio fosse passato (e non l’aveva perché viziata da pregiudizi e che mirava unicamente a far circolare più persone, per farle “spendere” aumentando i consumi, nella convinzione che questo avrebbe prodotto maggior reddito …), confermarla in questo momento è un segnale di totale irresponsabilità.
In buona sostanza l’ineffabile Brunetta cosa dice con la sua circolare? Fermo restando il principio della prevalenza del lavoro in presenza rispetto ad attività che possono essere svolte da remoto (e quindi non tutte, e che limitano alla partenza la platea dei possibili fruitori), la non prevalenza della prestazione in presenza può arrivare sino al 49% della prestazione lavorativa di coloro che hanno avuto accesso al lavoro agile dopo il 15 ottobre 2021. Se la situazione sanitaria lo necessita, le Amministrazioni potranno spalmare questa percentuale su più mesi, autorizzando più giornate in un mese, ma avendo l’accortezza di recuperarle poi nei mesi “tranquilli”.
Insomma un lavoro agile a recupero.
“Ti permetto di fare qualche giorno in più quando la pandemia riempie gli ospedali portandoli al collasso, ma te li tolgo dopo” perché per Brunetta il lavoro agile non è un importante strumento di prevenzione della pandemia, di innovazione e modernizzazione del lavoro pubblico, ma è un privilegio, un modo per stare a casa, un bonus per una platea di lavoratori che per lui sono sempre quelli che nel 2008 aveva bollato come fannulloni, infarcendo la normativa sul lavoro pubblico di decine di inaccettabili norme punitive e discriminatorie.
Ammesso e non concesso che la maggiore flessibilità sia la strada per fronteggiare questa nuova ondata della pandemia, un ulteriore ostacolo si frappone all’adozione di misure veloci da parte delle Amministrazioni. Il voler insistere sulla necessità dell’accordo individuale, rigidamente regolamentato e oggi centellinato, porterà alla necessità di adeguare, volta per volta al variare dei giorni autorizzati di lavoro agile, tutti gli accordi ad oggi in essere, nonchè alla stipula di nuovi per tutti quei soggetti che sono stati oggi esclusi dal lavoro agile dalle Amministrazioni in ossequio al totem brunettiano della prevalenza in presenza e dalla necessità che le attività da svolgere fossero tutte “smartabili”.
Insomma, tutto il contrario di quella che dovrebbe essere una misura immediata, da adottare con urgenza e speditezza. Un ulteriore aggravio di quel groviglio di burocrazia, di adempimenti, di controlli formali che nulla hanno a che vedere con la tutela dei lavoratori, ma che rispondono alla logica del pregiudizio di chi pensa solo ossessivamente a controllare i “nullafacenti”.
L’ennesima offesa nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego che invece in questi due anni hanno dimostrato ancora una volta tutto il loro senso del dovere e la loro professionalità, permettendo al Paese di garantire tutti i servizi, gestendone di nuovi e aggiuntivi, con grande efficacia.
Non è vero che nel periodo emergenziale il lavoro agile non abbia avuto regole, perché in tutte le Amministrazioni sono stati sottoscritti protocolli d’intesa che, sulla base delle norme vigenti e degli accordi pattizi, hanno permesso lo svolgimento delle prestazioni lavorative, garantendo DIRITTI e DOVERI.
È indubbio che tale istituto andasse regolamentato comunque in modo più preciso e che i Contratti nazionali di lavoro debbano definire una cornice condivisa che possa definire ancora meglio tutte le articolazioni del lavoro agile e del lavoro da remoto. E su questo, negli ultimi mesi ci siamo battuti come FLP in tutte le sedi, riuscendo anche a definire nell’ipotesi di CCNL delle Funzioni Centrali sottoscritto nei giorni scorsi un quadro di riferimento certamente migliore da quello ipotizzato da Brunetta nelle sue linee guida.
Per essere più espliciti, e per rispondere alle affermazioni di Brunetta di questi giorni, noi riteniamo che in una fase che continua ad essere fortemente emergenziale, vadano mantenute tutte le previsioni che garantiscono la gestione condivisa del rapporto di lavoro come determinatesi per effetto degli accordi e dell’Ipotesi di CCNL, ma che vengano superate quelle che, invece che non discendono nè dalla legge, nè tantomeno dai contratti, come quella della prevalenza del lavoro in presenza, frutto di un DM, quello dell’8 ottobre 2021, che non poteva derogare dall’impianto normativo vigente che nulla prevede – giustamente – a tal riguardo.
Così come chiediamo che, come avvenuto per il settore privato, in tutta la fase emergenziale si possa derogare, ove necessario, all’obbligo dell’accordo individuale, il che non significa assolutamente che non restino i piedi e siano attuabili tutte le norme legislative e pattizie che regolano l’istituto a monte, e che sono perfettamente applicabili ai singoli rapporti di lavoro.
Nei prossimi giorni è presumibile che si vada verso un aumento generalizzato delle didattiche a distanza DAD) e appare ancora più necessario attuare misure che, unitamente alla limitazione del rischio derivante dall’affollamento degli Uffici e dall’utilizzo massivo dei mezzi pubblici, siano garantite forme di lavoro agile diffuse che possano permettere la gestione, anche familiare, di situazioni legate all’accudimento dei figli minori.
Consapevoli dell’assoluta inadeguatezza delle decisioni assunte dal Governo in materia di lavoro agile emergenziale, nel confermare tutte le iniziative che continueremo a porre in essere per rimuovere gli ostacoli ancora oggi frapposti, siamo impegnati con tutte le nostre articolazioni, per chiedere da subito a tutte le Amministrazioni centrali e periferiche l’immediata implementazione delle forme di lavoro agile in essere, sia con riferimento alla platea delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, che delle giornate concesse. Lavoro non agevole, come dimostrano i primi comportamenti, timidi e inadeguati, di alcune amministrazioni in queste ore.
Non possiamo certamente assistere inerti a un aggravamento della situazione sanitaria le cui responsabilità ricadono tutte su un Governo, ostaggio di scelte oltranziste, dettate da presunte valutazioni macroeconomiche e da inaccettabili pregiudizi di un Ministro che si dimostra ancora una volta contro le lavoratrici ed i lavoratori che dovrebbe rappresentare. E che avalla, per incompetenza, superficialità o ignavia, decisioni che mettono a rischio la salute e la sicurezza di tutti.
La Segreteria generale
In merito, FLP DIFESA ha inviato al D.G. di Persociv e ai nostri vertici, la allegata nota con la quale chiediamo che siano date precise indicazioni che consentano la massima attuabilità e dilatabilità del ricorso al lavoro agile, pur nel rispetto delle indicazioni contenute nella citata circolare. Cordiali saluti, e buon inizio di 2022 a tutti.
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 16 dicembre 2021 –
Finalmente si è tenuta in data odierna, ancora purtroppo a tavoli separati, la riunione sindacale tra le OO.SS. nazionali e la Delegazione trattante di parte pubblica (SMD, SGD, PERSOCIV) per l’aggiornamento del Protocollo Nazionale Sicurezza Covid-19 sottoscritto in data 27.11.2020, più volte sollecitato dalla FLP DIFESA.
Il D.G. ha introdotto la riunione avendo preso nota dei contenuti della lettera FLP Difesa del giorno precedente (All.1), con le nostre osservazioni e proposte rispetto alla bozza di Protocollo inviata da Persociv in data 3 dicembre u.s.
In merito, la dott.ssa Montemagno ha affermato che parte delle proposte può essere già da ora condivisa, e che per altre è necessario un approfondimento prima di addivenire al testo riepilogativo delle proposte scaturite dai diversi tavoli e condivise dall’Amministrazione, per la sottoscrizione delle parti, l’inoltro capillare ai Comandi/Enti e la pubblicazione sul sito internet dell’Amministrazione.
Questi gli aspetti più salienti sui quali FLP Difesa ha approfondito il dibattito:
Lavoro agile: è stata rappresentata la necessità di integrare e chiarire gli aspetti relativi alle modalità di rotazione del personale ed al concetto di prevalenza della prestazione in presenza (si ritiene infatti necessario far emergere due aspetti: per assicurare la prevalenza oraria sono sufficienti 18+1 ore alla settimana in presenza; e per assicurare la prevalenza giornaliera, è sufficiente la presenza di 3 giorni su 5 alla settimana, al fine di evitare la deriva dei 4 giorni su 5 che molti Enti tendono a promuovere per arginare il ricorso al lavoro agile. L’AD ha condiviso di massima le riflessioni di FLP DIFESA riservandosi di approfondire ed eventualmente riformulare il testo; inoltre abbiamo sostenuto la necessità di aggiornare il POLA, che la DG dovrà infatti predisporre per il 2022, (Il POLA dovrà far parte del PIAO voluto da Brunetta, da presentare presumibilmente entro marzo /aprile); di contrattare gli istituti applicabili allo s.w., e di definire gli assetti interni del lavoro agile in attuazione della regolamentazione derivante dal CCNL F.C.; e abbiamo chiesto di ampliare i criteri di priorità da applicarsi per la selezione dei dipendenti che aspirano al lavoro agile, ecc…..; non ultimo, è stata ribadita la necessità di confermare l’impegno dell’A.D. di assicurare gli accessi da remoto al personale in SW.
Valorizzazione del ruolo sindacale e dei Comitati: deve essere riaffermata nel Protocollo la necessità del confronto e della contrattazione locale con le OO.SS./RSU e della costante attività dei Comitati Permanenti Covid-19 di sede;
Pulizia e sanificazione: deve essere assicurata la continuità delle misure sanitarie nelle articolazioni della Difesa;
Assenze per quarantena o isolamento domiciliare: abbiamo segnalato la necessità di disciplinare la materia per queste assenze, e la D.G. ha anticipato la predisposizione di apposite circolari.
Assenze per vaccini e tamponi: premessa la valenza generale (dentro e fuori la Difesa) della protezione sociale derivante da una quanto più possibile estesa e tempestiva adesione alla campagna vaccinale (pur nel rispetto della libera scelta del singolo), abbiamo chiesto (come da nota in 2) che tutte le assenze per vaccinazione siano equiparate a servizio, posto che l’equiparazione a servizio delle sole assenze per vaccinazioni eseguite presso strutture dell’A.D. creerebbe una ingiustificata discriminazione, tanto meno comprensibile se l’obbiettivo primario resta l’incentivazione della adesione alla campagna vaccinale. Né pare sostenibile che l’estensione della disciplina non trovi supporto giuridico, posto che si tratta pur sempre di una prestazione sanitaria effettuata da medici e paramedici. Abbiamo inoltre chiesto di rivalutare l’incomprensibile esclusione delle assenze per sottoporsi a tampone dalle fattispecie previste dall’art. 35 co.1 del CCNL FC 2016-2018, trattandosi di esami diagnostici effettuati da sanitari (fattispecie che l’A.D. può comunque autonomamente riconoscere). La D.G. ha raccolto le argomentazioni contenute nella nota di FLP DIFESA del 13.12.2021, e si riserva di emanare una nuova circolare, anche alla luce della risposta che la Funzione Pubblica darà al quesito inviato da Persociv.
Lavoratori fragili: abbiamo chiesto di integrare il Protocollo delle fattispecie che vi possono essere ricondotte e delle procedure da adottare per il loro impiego.
Green pass base e Super green pass: abbiamo chiesto di integrare il Protocollo con la regolamentazione della materia, e di esplicitare i Comandi/Enti in cui i lavoratori civili sono soggetti all’obbligo di esibire il Super Green Pass. A riguardo, abbiamo chiesto a SMD di estendere anche alle OO.SS. nazionali le direttive e le risposte a specifici quesiti, che abbiano ricadute sul personale civile. Ciò anche in ragione delle problematiche sorte in merito all’obbligo di green pass presso alcuni Enti di A.M. e M.M. appartenenti all’area sanitaria e all’area formativa (dopo l’emanazione della circolare di Persociv del 3 dicembre u.s., e le conseguenti disposizioni impartite nei giorni 14 e 15 dicembre dai datori di lavoro, rivolte anche al personale civile); disposizioni a nostro avviso non corrette nelle procedure, emanate in ritardo ed in modo frettoloso, senza il coinvolgimento preventivo dei Comitati permanenti locali. La D.G. ha rappresentato che SMD aveva emanato due circolari di chiarimenti/risposta a quesito, e che si sarebbe fatta carico di emanare specifica circolare riportante chiarimenti in merito ai destinatari dell’obbligo, anticipando che dovrebbero rientrarvi solo le Scuole Superiori militari (Giulio Douhet di Firenze, Teulie’ di Milano, Nunziatella di Napoli) e non ad esempio enti come Mariscuola di Taranto.Si è convenuto inoltre che Persociv si farà per il futuro carico di estendere alle OO.SS. nazionali le Direttive ed altri documenti di SMD che possano avere ricadute sul personale civile.
Campagna di screening con tamponi rapidi: abbiamo chiesto di promuovere nelle sedi locali, soprattutto dopo le festività natalizie, una campagna di screening su base volontaria come misura preventiva anti-Covid-19, cosa che la D.G. si riserva di valutare.
A margine degli argomenti all’ordine del giorno, la D.G ha fornito riscontri a specifiche richieste di FLP DIFESA riguardanti tre temi di enorme attuale interesse dei lavoratori:
Stato dell’arte delle graduatorie provvisorie delle progressioni economiche 2021: alcune sono già pronte, altre sono in via di ultimazione; la loro pubblicazione dovrebbe avvenire prima di Natale e dunque in tempo utile per confermare la decorrenza economica dal 1.1.2021 dell’attribuzione della fascia immediatamente superiore.
Aumento della Indennità di Amministrazione della Difesa: FLP Difesa aveva scritto in merito lo scorso 13.12.2021 (All. 3) al Ministro della Difesa, chiedendo di verificare l’incongruenza tra le misure economiche individuate in seno all’Accordo dello scorso 14.07.2021 fra delegazione trattante della Difesa e OO.SS. nazionali, con quelle risultanti dalla tabella inserita nell’ipotesi di CCNL FC 2019-2021 in corso di definizione all’ARAN, per cui il personale civile della Difesa viene a subire una ennesima penalizzazione. La D.G. ha comunicato che il Gabinetto Difesa ha delegato Persociv a rispondere alla ns. nota, e ci ha confermato che il problema di fatto esiste, e che le differenze degli importi come da noi rilevate derivano da una diversa individuazione del numero dei dipendenti presi a riferimento: la D.G. aveva considerato il numero dei dipendenti in forza il 01.01.2021, mente l’Aran in sede di rinnovo contrattuale utilizza il numero di dipendenti certificato e pubblicato nel conto annuale al 1° gennaio 2018. Le 5.000 unità in più risultanti al 2018 riducono ovviamente l’importo della quota individuale, e poco importa se altrettanto ovviamente non saranno distribuiti tutti i 30 milioni a tal fine destinati dalla Legge di bilancio per il 2021. In ogni caso, dopo la ricezione della lettera di FLP DIFESA, sono state immediatamente avviate interlocuzioni tra Persociv e l’Aran, per tentare di trovare una soluzione (Si ipotizza di assumere a riferimento il numero di dipendenti in forza al 01.01.2020. Già meglio…). Ma le notizie che ci arrivano dalla nostra delegazione trattante all’ARAN avvalorano invece una rigidità di quest’ultima, pena il rischio che il CCNL in via di definizione possa essere messo in discussione dagli organi certificatori.
Ovviamente non vogliamo che le cifre che saranno risparmiate con questa operazione vadano a finire in generici risparmi al MEF, e vigileremo perché vengano accantonate a favore dei legittimi destinatari, i dipendenti civili della Difesa in forza nel 2021, e ci riserviamo in caso contrario di adire le vie legali.
Il DPCM sulle assunzioni dovrebbe essere firmato a giorni, dopo la firma del MEF e della FP (ne verificheremo i termini); in merito segnaliamo le nostre note al Ministro del 19.11(All. 4) e 1.12(All. 5).
Come sempre, Vi terremo aggiornati. Fraterni saluti.
Emanata in mattinata da Persociv la circolare n. 70445 del 28.10.2021, che fornisce indicazioni operative sulle nuove procedure per il ricorso al lavoro agile, dopo il confronto a tavoli separati convocato in tutta urgenza mercoledì 27 ultimo scorso. Una decisione attesissima dai nostri colleghi, ma anche dagli Uffici, che dopo la emanazione del Decreto Brunetta, erano nel caos più totale, non ritenendo di poter adottare autonomamente iniziative conservative del ricorso al lavoro agile. Arrivano dunque in soccorso a tal fine le indicazioni della Direzione Generale per il Personale Civile, a sgombrare il campo, almeno per ora, dalle difficoltà operative
La circolare, che abbiamo pubblicato stamane nella sezione “News” del nostro sito, recepisce nella sua forma definitiva molte osservazioni e proposte formulate nella riunione di mercoledì da FLP Difesa (si veda a tal riguardo il Not. 72, che reca in allegato la bozza originariamente predisposta da PERSOCIV), mentre altri si erano riservati di comunicare – con calma – le loro osservazioni…); ma vediamone gli aspetti di dettaglio:
precisa in premessa che la presente disciplina è finalizzata alla gestione del lavoro agile fino al 31 dicembre, o comunque fino alla entrata in vigore del CCNL attualmente in discussione all’ARAN;
in tale contesto, i rientri non possono prescindere dalla necessità di garantire la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori, con particolare riguardo alla pandemia da COVID 19, presupposto che giustifica il permanere delle misure antinfortunistiche e del ricorso al lavoro agile, pur con modalità adeguate alla evoluzione normativa;
la rotazione del personale impiegato in presenza e le forme di flessibilità oraria in entrata e in uscita sono questioni che impongono la necessità della contrattazione locale (è cambiato significatamente il verbo, non più il “potranno” della bozza originaria di Persociv, ma “dovranno” come da noi espressamente richiesto);
si ribadisce il permanere in vigore della tutela dei lavoratori fragili, che almeno fino al 31 dicembre continuano a svolgere la prestazione in modalità agile full time;
quali criteri prioritari di assegnazione al lavoro agile “prevalente” sono indicati lo stato di salute del dipendente e del suo nucleo familiare, la presenza nel nucleo dei figli di età inferiore a 14 anni, le lavoratrici madri nel triennio successivo al congedo di maternità, il pendolarismo, la tipologia e quantità dei mezzi di trasporto, i tempi di percorrenza, ed eventuali ulteriori problematiche da valutare più specificamente.
Spetta al dipendente formulare richiesta di ricorso al lavoro agile, e l’accordo individuale contiene la positiva valutazione in tal senso del datore di lavoro. Questi gli aspetti salienti:
Il lavoro agile è una forma di organizzazione del lavoro per cicli, fasi, obbiettivi/compiti, che si svolge senza precisi vincoli di orario (entro i limiti massimi di durata dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale) e di luogo, col solo vincolo di svolgimento all’interno del territorio nazionale).Dunque non siamo tenuti a precisare nell’accordo in quale specifico luogo fisico andremo a prestare la prestazione agile, come invece era previsto nella bozza originaria della DG poi modificata a seguito della nostra richiesta in aderenza alla L. n. 81/2017, né siamo vincolati al rispetto della stessa articolazione oraria della prestazione in presenza;
La natura del rapporto di lavoro non si modifica, né i diritti, le tutele il trattamento economico;
Si definiscono nell’accordo le giornate di lavoro in presenza e quelle in SW, col solo limite della prevalenza del lavoro in presenza;
Nel contratto vengono specificati gli obbiettivi/compiti assegnati ai fini della valutazione della performance, senza discriminanti per la prestazione resa in modalità agile, che continua ad essere svolta anche mediante l’ausilio di strumentazione informatica propria.
Buon lavoro agile, e fraterni saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP Difesa n. 73 del 27 ottobre 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP è l’unico sindacato che si oppone all’ennesimo attacco di Brunetta alla dignità e all’efficienza del lavoro pubblico:
Quello che sempre più sta prendendo corpo nel corso del negoziato con l’Aran, iniziato ormai da circa sei mesi, per il rinnovo del Contratto delle Funzioni Centrali, è, purtroppo l’ennesimo contratto al ribasso, non solo dal punto di vista del recupero del potere d’acquisto, ma anche nella definizione dell’ordinamento professionale e nella tutela dei diritti.
Mentre appare sempre più necessario dotare le lavoratrici e i lavoratori e le stesse Amministrazioni di uno strumento contrattuale in grado di riconoscere, dopo anni di blocco contrattuale e di contratti al ribasso, le professionalità acquisite e il lavoro svolto, definendo un sistema di regole e di prospettive di carriera coerente con i nuovo compiti per Amministrazioni che in questi decenni sono profondamente cambiate, l’Aran nella riunione di oggi ha riproposto, ancora una volta, un modello di ordinamento professionale basato unicamente sulla riscrittura delle cosiddette fasce retributive all’interno delle Aree.
Un modellopeggiorativo della situazione attuale (che non è certamente idilliaca), sia in termini di valore economico delle progressioni, che sarà unico per Area e non più progressivo e correlato alle diverse fasce economiche, di fatto dimezzato rispetto a quello attuale, sia per il mancato riconoscimento dell’attuale inquadramento conseguito dalle lavoratrici e dai lavoratori all’interno delle Aree (si verrebbe tutti inquadrati alla posizione economica iniziale dell’Area, a prescindere dall’attuale posizione economica, mantenendo solo il differenziale acquisito negli anni con un trattamento economico ad personam).
L’Aran ha proposto un numero massimo di differenziali (possiamo definirli anche “scatti”) che possono essere conseguiti dal personale nella vita lavorativa, pari a 6 per la seconda e la terza Area e a 3 per la prima Area, che sostituirebbero le attuali posizioni economiche (fasce retributive) all’interno delle Aree. Si potrebbe partecipare alle procedure per l’attribuzione dei differenziali solo dopo almeno tre anni dal conseguimento del differenziale acquisito.
In merito al valore economico di tali differenziali stipendiali unici di area, l’Aran ha proposto due ipotesi:
basata sulla media delle diverse fasce retributive oggi presenti nei settori che compongono l’attuale comparto (Agenzie fiscali, EPNE e Ministeri) che produrrebbero differenziali con i seguenti importi:
I Area: € 460 II Area: € 840 III Area: € 1.518 (importi lordi annui)
basata su importi nettamente più bassi motivando la proposta che con tale impostazione potrebbero essere attribuiti un numero maggiore di differenziali:
I Area: € 281 II Area: € 616 III Area: € 1.247 (importi lordi annui)
E’ evidente che il valore di tali “scatti” è inferiore ai benefici economici che scaturiscono dall’attuale sistema di progressioni interne alle Aree che, come è noto, variano anche in aumento per le indennità di Amministrazione e non solo per gli stipendi tabellari.
Evidenziamo anche che il “nuovo“ modello nulla cambia rispetto al finanziamento delle progressioni (ora denominati differenziali) che rimangono sempre a carico delle esigue risorse del Fondo di Amministrazione. In più vi sarebbero anche nuovi criteri di conferimento che appaiono ora vieppiù sbilanciati verso la valutazione del dirigente rispetto all’equilibrio ora esistente tra i tre criteri contrattuali (esperienza professionale, titoli, valutazione).
Insomma una proposta che dal punto di vista economico appare più vicina ad un mero scatto di anzianità, ma che non lo è in alcun modo nella pratica per i vincoli appena esposti.
Se a questo aggiungiamo che al momento non vi è nessuna garanzia di poter dare applicazione alla norma che prevede la possibilità di passaggi tra le Aree in quanto la materia, essendo finanziata dalle facoltà assunzionali delle singole Amministrazioni, sarà attivata (se attivata…) in modo diversificato Amministrazione per Amministrazione, e che lo stesso primo inquadramento nelle Aree superiori (quello per intenderci che si può fare valorizzando l’esperienza professionale anche in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno con le tabelle di equiparazione) potrà essere previsto, in modo random, solo in presenza di risparmi conseguiti da ogni singola Amministrazione sulle assunzioni autorizzate dall’esterno.
Il quadro che emerge è decisamente negativo e lascerebbe ancora una volta al palo il personale della prima e della seconda area che da anni svolge mansioni superiori .
Per quanto concerne l’Area delle elevate professionalità essa verrebbe istituita con il CCNL, ma vuota, senza nessuna lavoratrice e lavoratore oggi in servizio, dal momento che sempre secondo l’interpretazione Aran della norma inserita nel DL 80/2021 così come convertito dal Parlamento, i costi contrattuali relativi alla nuova Area saranno sempre a carico delle singole Amministrazioni che potranno decidere di attivarla o meno nel rispetto delle risorse derivanti dalle facoltà assunzionali autorizzate, con la conseguenza che nell’immediato futuro potrà essere inquadrato unicamente il personale assunto in questi giorni a tempo determinato con fondi del PNRR.
Una vera e propria beffa nei confronti delle decine di migliaia di colleghi inquadrati nella terza Area che da anni svolgono funzioni e attività di elevata responsabilità e professionalità.
In questi mesi di negoziato abbiamo più volte proposto come FLP un modello di nuovo ordinamento organico, basato su una riscrittura del sistema delle progressioni economiche che mantenendo l’impianto e la progressività delle fasce, fosse più coerente con le dinamiche professionali e soprattutto esigibile con il superamento dei tetti ai Fondi di Amministrazione che costituiscono oggi il principale collo di bottiglia per la loro attivazione.
Il ripristino e la contrattualizzazione dei passaggi tra le Aree sui criteri delle procedure e sulla loro periodicità, una norma di primo inquadramento che riconoscesse e valorizzasse la professionalità acquisita e le mansioni svolte, anche in deroga al possesso del titolo di studio previsto dall’esterno, per superare decenni di blocco delle carriera e di sottoinquadramento del personale.
Obiettivi assolutamente percorribili, che le recenti modifiche normative, da noi fortemente sollecitate e parzialmente realizzate, possono certamente permetterne la realizzazione.
La proposta dell’Aran invece è, purtroppo, a nostro parere, assolutamente insufficiente e sarebbe auspicabile, ora più che mai, un fronte sindacale compatto nel chiederne sostanziali modifiche.
Invece, e lo diciamo con preoccupazione, al di là di qualche distinguo, qualche richiesta di chiarimento, o qualche tentativo di prendere tempo per “studiare”, di fatto solo la FLP ha dichiarato la sua contrarietà al modello proposto, ritenendolo non solo inadeguato rispetto a quanto ci eravamo prefissi tutti con la nota unitaria di ottobre 2020 inviata all’ex Ministra Dadone, ma addirittura peggiorativo dell’attuale ordinamento.
E lo stesso atteggiamento lo ritroviamo anche su altri aspetti non condivisibili della proposta di CCNL dell’Aran, come ad esempio sulla regolamentazione del lavoro agile, sulla tutela della salute e sul regime dei permessi in caso di accertamenti diagnostici e visite mediche specialistiche.
La prossima riunione è prevista per il 3 novembre alle 10,30.
La Segreteria generale
Val la pena ricordare in particolare le posizioni di contrasto assunte da FLP e CSE con il comunicato stampa del 22 ottobre, in merito alle Linee Guida sul Lavoro Agile presentate da Brunetta, in difesa della esperienza e dei risultati di questi mesi, rivendicandone la piena contrattualizzazione.
Le linee guida sono valutate negativamente in quanto:
appaiono caratterizzate da una visione punitiva e impeditiva di questo importante strumento di conciliazione vita lavoro e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni;
mettono nuovi e ulteriori paletti, in gran parte pretestuosi, a livello procedurale e organizzativo, oltre a quelli già oggetto della “controriforma dei mesi scorsi;
Intervengono in modo unilaterale su aspetti puramente negoziali relativi alla gestione del rapporto di lavoro (contratto individuale, diritto alla disconnessione, definizione della contattabilità, flessibilità dell’orario di lavoro etc ) riproponendo in modo pedissequo parti della proposta Aran sulla materia, per niente condivise in sede di rinnovo del CCNL FC e già oggetto di forti critiche da parte della FLP;
non tengono conto della proroga al 31 dicembre 2021 dello stato di emergenza e della disciplina prevista dal DL 34/2020 sullo smart working semplificato, mai abrogata, ponendo le basi per un rientro indiscriminato e non graduale, delle attività in presenza, in contrasto con la prudenza necessaria in un momento in cui, purtroppo, si rischia una nuova fase critica, come testimoniato dalla possibilità sempre meno remota di una ripresa massiccia della campagna vaccinale necessaria, a parere del Governo, per scongiurare una ripresa della pandemia.
In questa battaglia contro il ritorno al medioevo, nonostante il silenzio e l’acquiescenza della quasi totalità delle altre OO.SS., sulle nostre posizioni si ritrova la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, settori rilevanti del mondo accademico e della ricerca, buona parte della stessa dirigenza pubblica, praticamente tutto il mondo del lavoro privato, con l’obiettivo di superare la logica punitiva e arcaica nei confronti delle PA di Brunetta, di cambiare finalmente passo e di valorizzare le professionalità esistenti, nell’interesse dell’intero sistema Paese che ora più che mai ha bisogno di Amministrazioni efficienti, aperte ai cittadini e all’utenza, inclusive, volano di sviluppo e non collo di bottiglia.
FLP continuerà a battersi per una completa riscrittura di quelle linee guida, in opposizione e contrasto alle decisioni ideologiche che le supportano
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 18 ottobre 2022 – Nel primo pomeriggio di oggi, a tavoli uniti, sì è svolta la prima sessione informativa con SME-DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) dopo un’interruzione di quasi cinque anni, e il cui recupero è stato in questi anni fortemente richiesto da FLP DIFESA purtroppo con esiti negativi […]
Notiziario FLP Difesa n. 45 del 13 luglio 2022 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione: Gli ultimi avvenimenti […]
Notiziario FLP Difesa n. 41 del 1 luglio 2022 – Come noto, ieri, 30 giugno, hanno cessato di avere efficacia le disposizioni di cui all’art. 26 c. 2 del DL 17.03.2020, n. 18, che prevedevano, per i lavoratori fragili che non potessero rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, la riconducibilità delle conseguenti assenze al […]
Notiziario FLP Difesa n. 31 del 09 maggio 2022 – Riportiamo di seguito il comunicato stampa rilasciato dal Segretario Generale di FLP, Marco Carlomagno, nella giornata di oggi in merito alla firma del CCNL FC 2019-2021, che pubblichiamo nelle news sul nostro sito. Roma, 9 maggio – Nella tarda mattinata di oggi sarà firmato definitivamente […]
Notiziario FLP DIFESA n. 11 del 10 febbraio 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione FLP n. 7 del 10 u.s., che dà notizia ai lavoratori del voto positivo del Senato alla conversione in legge del Decreto Legge n. 221 del 24 dicembre 2021 recante “proroga dello stato di emergenza […]
Notiziario FLP Difesa n. 3 del 18 gennaio 2022 – Dopo la emanazione della circolare Brunetta-Orlando sul ricorso al lavoro agile nel riacutizzarsi della pandemia da COVID 19, di cui abbiamo riferito e commentato nel Notdif n. 2 dell’11 gennaio u.s., e dopo la nota FLP Difesa del 10 gennaio u.s. per la Direzione Generale, […]
Notiziario FLP Difesa n. 01 del 11 gennaio 2022 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 2 del 7 gennaio 2022, che riferisce dei contenuti della circolare dei ministri Brunetta e Orlando sulla organizzazione del lavoro agile in tempi di proroga dell’emergenza da COVID 19. Abbiamo ormai superato i 200.000 contagi giornalieri […]
Notiziario FLP Difesa n. 84 del 16 dicembre 2021 – Finalmente si è tenuta in data odierna, ancora purtroppo a tavoli separati, la riunione sindacale tra le OO.SS. nazionali e la Delegazione trattante di parte pubblica (SMD, SGD, PERSOCIV) per l’aggiornamento del Protocollo Nazionale Sicurezza Covid-19 sottoscritto in data 27.11.2020, più volte sollecitato dalla FLP […]
Notiziario FLP Difesa n. 74 del 29 ottobre 2021 – Emanata in mattinata da Persociv la circolare n. 70445 del 28.10.2021, che fornisce indicazioni operative sulle nuove procedure per il ricorso al lavoro agile, dopo il confronto a tavoli separati convocato in tutta urgenza mercoledì 27 ultimo scorso. Una decisione attesissima dai nostri colleghi, ma […]
Notiziario FLP Difesa n. 73 del 27 ottobre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP […]