Notiziario n. 56 del 29 maggio 2018 –

La riunione a PERSOCIV del 22 u.s. era stata richiesta dalla quadruplice sindacale per tutt’altri argomenti (si veda il loro comunicato del 9.05.2018), tra i quali il più urgente si affermava fosse quello relativo alla definizione del contratto nazionale integrativo (CCNI) sull’art. 18 (riduzione orario di lavoro), art. 19 (turnazioni), art. 20 (reperibilità) e art. 22 (orario multiperiodale) del CCNL.

Al riguardo, la FLP DIFESA ha già detto come la pensa (Notiziario n. 52 del 21 u.s.): noi siamo per la definizione dell’intero CCNI con approccio complessivo e non per singoli pezzi, come si fa in ARAN per il CCNL; in secondo luogo, non riteniamo corretto aprire il confronto in presenza di una delega di fatto scaduta dopo le dimissioni del Governo.

La riunione del 22 u.s. a PERSOCIV è andata comunque buca, nonostante ne fosse stata invocata dai  richiedenti l’urgenza, e ciò potrebbe apparire incomprensibile.

Ma chiediamoci:  perché è andata buca?

La motivazione ufficiale è che il D.G. non ha dato risposte sul tema delle “incompatibilità”, posto sul tavolo dalle quattro sigle addirittura come pregiudiziale! Ma è proprio quello il motivo vero della rottura? O, piuttosto, è stato solo il pretesto per non discutere dell’o.d.g., perché la quadra tra i tre primattori non era stata ancora raggiunta?

Attendevamo di conoscere la loro proposta di regolamentazione in ambito M.D. di quei quattro articoli del CCNL,  anche per capire come si sarebbero affrontati alcuni nodi: quello delle maggiori risorse (per le turnazioni, per es., la spesa relativa alle maggiorazioni giornaliere raddoppierebbe rispetto agli importi fissi del 2017); o sull’orario multiperiodale (due mesi o più?); o, per ultimo, il più delicato, la possibile introduzione delle 35 ore per i turnisti, con il carico divisivo che si porterebbe dietro.

Non aver consentito l’avvio  del confronto dalle stesse sigle richiesto su questi temi, ha certo deluso le aspettative dei lavoratori interessati, che peraltro non conoscono neanche le richieste sindacali in proposito. E, allora, l’idea che il tema incompatibilità e l’abbandono del tavolo siano serviti solo a uscire dalle secche nelle quali le tre sigle si erano cacciati in mancanza della quadra ovviamente  necessaria al loro interno, è ipotesi certo non peregrina

In ogni caso, nel prendere atto che il tema dell’incompatibilità è oggi sul tavolo anche per il via libera del D.G. che ha accettato  a capo chino il diktat, non ci sottraiamo sul punto e diciamo la nostra.

Il “problema incompatibilità” esiste da tempo e va certo affrontato e risolto, anche se ai nostri occhi non appare poi così urgente: son ben altre, in questo momento, le priorità in ambito Difesa. Ma proprio perché il problema esiste e anche su larga scala, FLP DIFESA non pensa che la vicenda sia stata innescata con l’occhio rivolto solo a PERSOCIV, secondo la lettura che qualcuno ne fa. Quale è allora la nostra opinione al riguardo?

Sul piano del metodo usato nella circostanza da A.D., non abbiamo compreso il procedere di SMD e SGD che, in funzione della riunione di oggi, hanno richiesto a tutti i propri Enti “i nominativi del personale eletto rappresentante RSU, la relativa sigla sindacale per la quale sono stati eletti e l’incarico ricoperto” (da msg SME, 23 maggio).

Perchè solo i nominativi RSU? E a qual fine chiedere anche la sigla nella quale sono stati elette, essendo le RSU per definizione un soggetto unitario e basta? E perché non vengono richiesti anche i nominativi dei dirigenti sindacali territoriali in carica, scattando pure per loro l’incompatibilità? Dunque, una ricognizione incongruente, palesemente affannosa, e per certi versi anche preoccupante sotto il profilo della tutela della privacy, ma  anche monca perchè priva dei dati sugli incarichi in partiti politici (non infrequenti nel MD) e che sono altrettanto incompatibili in base alla norma.

Sul piano invece del merito, noi non siamo d’accordo con l’antica posizione della D.G. (si veda l’allegato 2 su questa stessa pagina) che limitava ai soli Dirigenti l’applicabilità della circolare F.P. n. 11/2010 (che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1) , e pensiamo invece  che la D.G. debba assumere presto una propria iniziativa (circolare? altro?) per estendere l’applicazione del regime di incompatibilità anche ai funzionari con posizione organizzativa,  ma solo nel caso in cui godano di autonomia decisionale, anche delegata, e siano individuati come responsabili del procedimento (e non è il caso della stragrande parte degli Enti dell’area T/O).

A tal riguardo, pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina la delibera n. 1/2014 del “Responsabile della Prevenzione della Corruzione e Responsabile per la Trasparenza” del Ministero della Difesa.

Vediamo ora cosa uscirà dalla riunione di oggi a PERSOCIV…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 06.08.2010 – Circolare Funzione Pubblica n. 11-2010

Allegato 2: 11.02.2013 – risposta Persociv a quesito Maridipart Taranto su incompatibilità

Allegato 3: Delibera n. 1 del 2014 del Responsabile Autorità Anticorruzione

30.05.2018 – PERSOCIV ha pubblicato in data odierna la  Circolare n. 37031-30.05.2018 – incompatibilità PO e cariche sindacali

Notiziario n. 55 del 28 maggio 2018 –

Con mail pervenuta in data 14 maggio u.s., l’Ufficio Organizzazione delle Forze (O.F.) del III Reparto Pianificazione Generale (RGF) dello Stato Maggiore  dell’Esercito, “alla luce del recente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centraliperiodo 2016¸2018”,  ha inviato alle OO.SS. nazionali “ai fini dell’informazione”  la scheda tecnica, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, “afferente ai provvedimenti ordinativi disposti/di prossima attuazione”.

Trattasi di provvedimenti relativi alle aree Operativa, Logistica e della Formazione, alcuni dei quali già posti all’o.d.g. di precedenti sessioni informative, tra i quali segnaliamo come di maggior l’interesse:

la costituzione in aprile u.s. dell’Ufficio Matricola presso il Centro Unico Stipendiale Esercito (CUSE), che si colloca all’interno del progetto di informatizzazione ed accentramento della matricola di F.A., e il cui sviluppo è anche finalizzato a realizzare il graduale accentramento, che dovrà essere ultimato entro il corrente anno 2018, della funzione matricola del personale militare (ricordiamo che di questo provvedimento si era parlato nel corso della riunione del 7.11.2017, vds. Notiziario n. 112 dell’8.11.2017).;

la riorganizzazione , già operata a far data dal 1 maggio u.s., dell’attuale Ufficio Amministrazione in Direzione di Intendenza dello SME, nell’ambito del progetto di riordino dei Servizi Amministrativi di F.A. di cui abbiamo ampiamente riferito attraverso i Notiziari n. 13 del 26 gennaio 2016 e n. 40 del 13 aprile 2017, che sarà accompagnata, dal 1 luglio p.v., dalla riconfigurazione  in Sezione di Coordinamento Amministrativo degli attuali Uffici Amministrativi del  Centro di Selezione Reclutamento Nazionale dell’Esercito,  del Comando C4 Esercito, del  RALOCE (Raggruppamento Logistico Centrale) e del Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale;

la riconfigurazione, a far data dal 24 gennaio 2018,  del Dipartimento Militare Medicina Legale (DMML) in Centro Ospedaliero Militare di Milano, in attuazione al DM 19 luglio 2017, e di cui avevamo già riferito attraverso il Notiziario n. 52 del 23 maggio u.s.

il transito di dipendenza, da CERIMANT PADOVA a SERIMANT TREVISO, del Deposito Carburanti e Lubrificanti di Grande Capacità di Giavera del Montello (TV).

Questi dunque , con riferimento alla mail di SME-RGF, i provvedimenti di maggior interesse.

Va però, a tal riguardo, utilmente ed opportunamente osservato da parte nostra quanto segue:

– alla luce del nuovo CCNL, la scheda di SME assume a partire da oggi la connotazione di “scheda informativa” e dunque  non verrà accompagnata dalla automatica convocazione delle OO.SS. per l’esame dei provvedimenti indicati, una ulteriore dimostrazione come,  sul piano delle relazioni sindacali, il nuovo CCNL non ne accresce gli ambiti ma ne determina un qualche abbassamento;

– sempre con riferimento al nuovo CCNL, la procedura di reimpiego, laddove prevista, è scelta dalla F.A. e comunicata alle OO.SS. all’interno della scheda, cosa ben diversa, evidentemente,  da quanto sinora praticato, che rimetteva la scelta della procedura di reimpiego al tavolo di confronto con DIPE.

A tal proposito, abbiamo inviato al Capo di SME la lettera, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, con la quale abbiamo segnalato l’utilità di mantenere, anche per il futuro, la pratica delle sessioni informative a cadenza periodica con RGF e DIPE, che in tutti questi anni sono state elemento essenziale e insostituibile nel rapporto con la F.A., in particolare per quanto attiene il monitoraggio dei processi di riordino, ancora non ultimati, che rappresentano il “grosso” del D. Lgs. 7/2014.

E, con l’occasione, abbiamo anche chiesto al gen. Farina il primo incontro con il nuovo Capo dell’Esercito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 28.05.18 – Lettera Capo SME per sessioni mensili riordini FA

Allegato 2: 14.05.2018 – SME RGF scheda tecnica riordini

Notiziario n. 54 del 25 maggio 2018 –

La Ministra Roberta Pinotti lascia la Difesa salutata dagli F 35

A quest’ora, dopo l’incarico dato al prof. Conte di formare il nuovo Governo, la Ministra Pinotti starà preparando gli scatoloni per lasciare definitivamente gli uffici di via XX Settembre, e questo dopo oltre 5 anni di incarichi di vertice nel M.D. (10 mesi da Sottosegretario, dal 2.05.2013 al 20.02.2014;  poi, oltre quattro anni da Ministra, essendo in carica dal 21.02.2014). E dunque tempo di bilanci, e noi vogliamo dire la nostra.

La sua avventura nel Ministero della Difesa era stata accompagnata, all’inizio, da grandi speranze, in quanto politico buon conoscitore delle cose di casa Difesa, in ragione delle sue esperienze nelle Commissioni parlamentari, e in quanto ritenuto molto attento alle ragioni del personale civile e al rapporto con le OO.SS.

E in partenza è stato proprio così: ricordiamo, da Sottosegretario,  i tre giorni di confronto sugli schemi di DD. Lgs. attuativi della legge 244/2012, che videro recepite alcune importanti istanze di parte sindacale (Notiziario n. 87 del 30.07.2013) e, poi, l’accordo sulla nuova tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili (Notiziario n. 122 del 12.11.2013).

E anche i suoi primi passi, da Ministro, erano stati per noi molto confortanti: ricordiamo tutti la prima audizione parlamentare (15.03.2014), nella quale,  illustrando alle Commissioni Difesa le sue “linee programmatiche”, aveva pronunciato parole mai sentite sulla valorizzazione delle “eccellenze sicuramente presenti tra il personale civile”  e sulla necessità di superare gli steccati che hanno circoscritto tradizionalmente i civili della Difesa a specifici compiti e funzioni, escludendoli da altre riservate di norma al personale militare”  (ripubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 2, quella relazione). Impegni importanti, dunque, e, conseguentemente, grandi attese da parte nostra.

Che però oggi, a distanza di cinque anni,  appaiono in tutta evidenza per quelli che sono stati: grandi annunci, ma poche realizzazioni.  Dopo i suoi cinque anni, non ci pare proprio che il personale civile sia stato “valorizzato” e, se poi guardiamo al rapporto con i militari, gli steccati non sono stati per nulla rimossi e, anzi, la forbice si è certamente ampliata, sia sotto il profilo economico che normativo (si pensi solo alle novità recate dal D. Lgs. 94/2017).

Ed è stato proprio sul piano del giudizio negativo, che allora ci accomunava in merito all’operato della Ministra, che a febbraio 2017 CGIL, UIL e FLP DIFESA avviarono una iniziativa unitaria di mobilitazione e di lotta che sfociò alla fine nell’accordo del 5 aprile, accordo che portò alla fine, e in soli nove mesi, ad alcuni risultati positivi, primo fra tutti  i 21 milioni di euro per il triennio 2018-2010 ancorchè destinati alla produttività),  ma anche a ennesime prese in giro (es: tabella corrispondenza militai/civili del novembre 2013, mai entrata in vigore).

Nel complesso, i cinque anni della Ministra (sono stati solo tre gli incontri con le OO.SS.!) non hanno segnato quella svolta sulla quale Lei si era impegnata e che noi attendavamo. Tutt’altro. Ad esserne convinta, sembra essere la stessa Pinotti che, nell’ultimo messaggio del 18 u.s. indirizzato ai civili (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina), dopo aver ricordato gli obiettivi raggiunti tra i quali ha collocato (ed è tutto dire!) anche il protocollo sulle funzioni civili che ha poi generato la Direttiva SMD/SGD che non ha cambiato di una sola virgola lo statu quo nell’impiego civile nel rapporto con l’impiego dei militari,  afferma che “il cammino per la valorizzazione è ancora lungo” . Il che, a pensarci bene, dopo 10 mesi da Sottosegretario e oltre 4 anni da Ministra, appare una vera e propria dichiarazione di fallimento o quasi.

Ci prepariamo ora a vivere una nuova esperienza, che speriamo sia per noi un po’ più proficua. Il prof. Conte ha avuto il 23 u.s. dal Presidente Mattarella l’incarico di formare il nuovo governo sostenuto da M5S e Lega, il che ovviamente porterà anche alla nomina del nuovo Ministro Difesa.

In questi giorni, i media si sono sbizzarriti nelle previsioni (l’amm. Binelli Mantelli; poi l’ex Sottosegretario Crosetto, che si è poi dimesso dalla Camera; etc.), che però, in queste ore, stanno convergendo sul nome della prof. Elisabetta Trenta (M5S, ancora un tecnico!), esperta di sicurezza, ma sulla quale gli stessi media riferiscono di perplessità da parte del Quirinale. Vedremo quale la scelta finale.

Per il momento, nell’attesa, possiamo il nostro tempo con la  lettura del programma per la Difesa contenuto nel “contratto di Governo” tra M5S e Lega, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina. Un pò troppo general generico, o no?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Contratto di governo M5S-Lega – il programma per la Difesa

Allegato 2: 18.05.2018 – Messaggio della Ministra Pinotti al personale civile

Allegato 3: 15.03.2014 – La relazione della Ministra Pinotti alle Commissioni difesa

Notiziario n. 53 del 22 maggio 2018 –

La vicenda legata alla distribuzione delle “ulteriori risorse” del FUA 2017 assume, giorno dopo giorno, contorni veramente incredibili, ed allo stato sembra finita in un cono d’ombra preoccupante. Ricordiamo innanzitutto le puntate precedenti, che sono molto indicative di un certo modo di procedere.

A fine gennaio u.s., il MEF ha comunicato ufficialmente a PERSOCIV l’importo delle “ulteriori risorse FUA 2017 (10.073.972,19).  La dr.ssa Corrado convocò allora prontamente le OO.SS. nazionali  in data 6 febbraio (vds. Notiziario n. 14 di pari data),  sottoponendo loro una bozza di “ipotesi di accordo”, che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina,  la quale prevedeva la destinazione di tutte le risorse a livello locale e ne quantificava anche le quote pro-capite: per la performance (la ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina), 42,93 €per il FUS, invece, 243, 27 € , da intendersi entrambe al netto degli oneri A.D.. Dunque, un importo complessivo pro capite pari a € 286,20, che si sarebbe aggiunto a quello complessivo, ma davvero molto modesto, previsto dall’accordo del 2017 (€ 215, 82), così raddoppiandone la consistenza.

In quella sede, ci fu chi, come noi, si dichiarò immediatamente disponibile a firmare l’Ipotesi. Se così fosse avvenuto davvero, come peraltro era anche negli auspici dichiarati dalla stessa dr.ssa Corrado, è probabile che alla data odierna fosse stato già completato l’iter certificativo e le somme ulteriori già pronte per essere assegnate, con successiva distribuzione in base agli stessi criteri fissati dai tavoli locali all’interno degli accordi sulla distribuzione dei fondi locali 2017. Così però non è andata, purtroppo,  perché i soliti noti chiesero di rinviare il confronto a dopo le RSU, con ciò ponendo in un cono d’ombra quelle somme che avrebbero certo fatto comodo a tante lavoratrici e a tanti lavoratori civili della Difesa. O no?

Nel frattempo, però, era entrato in vigore il nuovo CCNL, e con esso le norme di cui agli artt. 77 e 78 prima richiamate. Attraverso un comunicato dei soliti noti, abbiamo appreso che la dr.ssa Corrado si sarebbe convinta, sempre con riferimento alle “ulteriori somme 2017”, ad abbandonare la sua proposta originaria (destinazione ai fondi locali di tutte le ulteriori risorse) esprimendo di contro l’intendimento di distribuirle avendo a riferimento le linee guida sulla performance del Ministero della Difesa, ma con le modalità previste dal nuovo C.C.N.L. in tema di performance organizzativa” , vds. comunicato unitario del 5 aprile 2018). Non abbiamo registrato smentite a questo virgolettato, e allora proviamo a ragionarci sopra.

La distribuzione delle risorse su base performance organizzativa ci risulta molto difficile da realizzare, per non dire addirittura impossibile, in particolare in area operativa, e ciò alla luce di quanto comunicato da SMD alle OO.SS. con nota  n. 31854 del 4.3.2016, che negava la possibilità di rendere pubblica la performance organizzativa dell’Ente/Ufficio della Difesa (la conoscibilità all’esterno dell’A.D. della sezione dedicata alla definizione degli obiettivi operativi relativi alle sedi periferiche è, invece, esclusa, in relazione alle prioritarie esigenze di riservatezza correlate alle funzioni di difesa e di garanzia della sicurezza nazionale proprie delle strutture che rientrano nell’area tecnico-operativa”), ammesso e non concesso che gli obiettivi di performance organizzativa fossero stati effettivamente assegnati agli Enti/Uffici e, successivamente, altrettanto effettivamente misurati e valutati, cosa per nulla scontata. E siccome il 2017 è già trascorso e valutazioni postume non sono ammesse, rimane il problema di come si misurerà, ai fini della distribuzione delle ulteriori risorse FUA 2017, la performance organizzativa 2017.

Va inoltre sommessamente ricordato che, laddove per la distribuzione di che trattasi  si dovessero utilizzare le nuove norme del CCNL, occorrerà farlo anche in ragione della performance individuale (lettera b), comma 2, art. 77) e aggiungendovi la differenziazione del premio individuale (art. 78, il c.d. “fondino”). Come la mettiamo, allora?  Non era meglio metterci la firma o anche tentare di forzare la mano (questo vale per il D.G., ovvio) su quella benedetta Ipotesi presentata il 6 febbraio u.s. invece di menare il can per l’aia?

Abbiamo pertanto inviato al Gabinetto, l’allegata nota che chiede la rapida convocazione del tavolo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:22.05.2018-lettera a Gabinetto per trattativa ulteriori risorse FUA 2017

Allegato 2: Bozza ipotesi di accordo risorse ulteriori FUA 2017 predisposta da PERSOCIV per la riunione del 6.02.2018

Notiziario n. 52 del 21 maggio 2018 –

MARINARSEN Taranto ha chiesto a  PERSOCIV se, per quanto attiene l’orario multiperiodale ex 7 co. 7 del CCNL 2016-2018, ritenesse possibile, “nelle more della contrattazione integrativa nazionale”, negoziarne in sede territoriale la sua elevazione. La risposta fornita dalla D.G., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1 insieme al quesito posto e in allagato 2, al di là degli aspetti relativi alla specifica questione posta, reca comunque un’affermazione importante di carattere generale: se prima non si  procede alla definizione del CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) , non si potrà procedere ad alcuna contrattazione locale nelle materie di cui all’art. 7, comma 7, dello stesso CCNL 2016-2018 del comparto Funzioni Centrali.

A tal proposito, è utile ricordare che, a mente di quanto previsto dalla norma sopra richiamata, “sono oggetto di contrattazione integrativa di sede territoriale, i criteri di adeguamento presso la sede, di quanto definito a livello nazionale relativamente alle materie di cui al comma 6, lettere b), i), k), l), o), p), q), v)” .

E utile anche ricordare le specifiche materie nelle quali la contrattazione locale è subordinata alla definizione e sottoscrizione del CCNI Difesa 2016-2018: i criteri per l’attribuzione dei premi correlati alla performance; l’elevazione dei limiti previsti dall’art. 19, comma 4, in merito ai turni effettuabili; le misure concernenti la salute e sicurezza sul lavoro; l’elevazione dei limiti previsti dall’art. 20, comma 5 per i turni di reperibilità; i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare; l’elevazione del periodo di 13 settimane di maggiore e minore concentrazione dell’orario multiperiodale, ai sensi dell’art. 22; l’individuazione delle ragioni che permettono di elevare, fino ad ulteriori sei mesi, l’arco temporale su cui è calcolato il limite delle 48 ore settimanali medie, ai sensi dell’art. 17, comma 2; i riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche inerenti l’organizzazione di servizi).

Ebbene, pare, ora, che nel MD si sia deciso di battere ogni record: la D.G. ha convocato per il 22 p.v. le OO.SS. per la definizione dell’accordo integrativo nazionale in ordine agli istituti di cui all’art. 18 (riduzione orario di lavoro), art. 19 (turnazioni), art. 20 (reperibilità) e art. 22 (orario multiperiodale) del CCNL.  Sappiamo come la predetta convocazione sia stata sollecitata da alcune sigle sulla scorta di recenti problemi intervenuti in alcuni territori (Taranto), ma, per quanto ci riguarda, abbiamo un paio di riserve in proposito, che pongono all’Amministrazione degli interrogativi circa l’utilità e la serietà di un percorso di questo tipo.

La nostra O.S. ha sempre pensato al CCNI Difesa (e – si ricorderà – anche con riferimento ai contratti precedenti) come ad un unicum, secondo l’ispirazione originaria che ha prodotto il primo (e unico) CCNI Difesa (6.07.2000), e non come poi è avvenuto in tutti questi anni con accordi separati.

Un unicum, proprio come  avviene all’ ARAN: l’ipotesi di CCNL si discute tutta insieme e poi si firma o non si firma, con un testo finale che mette insieme tutte le regole convenute e su tutte le materie. Dunque, non si procede a spizzichi e bocconi su singole materie o articoli perchè, così agendo, l’approccio al contratto da stipulare diventa un approccio a 360 gradi, e noi pensiamo che sia più utile così, invece che procedere per piccoli e separati accordi, che mancano necessariamente di una visione d’insieme. D’altronde in ARAN non si procede certo facendo accordi sul singolo articolo o singola materia, ma lo si fa sull’intero contratto collettivo, il che consente peraltro di avere altri vantaggi: un’unica certificazione e un unico testo con tutte le norme.

Abbiamo poi una seconda riserva: la Ministra è in scadenza di mandato, ha già salutato tutti, è in carica solo per l’ordinaria amministrazione.  E’ ovvio che, allo stato, identica connotazione dovrebbero avere le deleghe da lei attribuite, come quella alla dr.ssa Corrado per la contrattazione: solo ordinaria amministrazione.

Ci chiediamo: rientrano nell’ordinaria amministrazione accordi CCNI a poche ore dall’arrivo del nuovo Ministro?

Che, aggiungiamo da indiscrezioni, potrebbe anche essere l’ex Capo SMM, Binelli Mantelli……..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 27.04.2018 – Risposta DG sul quesito orario multiperiodale

Allegato 2: 09.04.2018 – Quesito Marinarsen Taranto orario multiperiodale

Notiziario n. 50 del 17 maggio 2018 –

19.10.2017 – Parziale del presidio di Roma promosso da CGIL-UIL-FLP-UNSA contro il DG di PERSOCIV, che è visibile nello sfondo

Dobbiamo purtroppo riconoscere che la Direzione Generale per il Personale civile, nell’ultimo anno in particolare, si è caratterizzata per scelte e comportamenti che hanno generato numerose perplessità.

E il caso di ricordare i diversi, e da noi e non solo da noi censurati, comportamenti posti in essere nei mesi precedenti (es.: circolare sui lavori insalubri) e che hanno poi portato, caso assolutamente unico nella storia del nostro Dicastero,  alla “giornata di mobilitazione, con presidi a Roma e in tutte le maggiori sedi della Difesa, contro il Direttore Generale di PERSOCIV” che unitariamente a CGIL, UIL e UNSA, abbiamo indetto nella giornata del 19 ottobre 2017 (Notiziari nn. 99 del 16 ottobre  e n. 102 del 19 ottobre 2017).

E poi il caso di ricordare, per andare ad accadimenti più recenti, i chiarimenti applicativi sull’art. 35 del CCNL forniti agli Enti della Difesa con la circolare n. 24216 del 09.04.2018, che sappiamo essere stata fortemente sollecitata, e proprio in quei termini, da sigle firmatarie del CCNL (eravamo nel pieno della campagna elettorale RSU…..),  poi diffusa via internet ancor prima di essere firmata e pubblicata, e che, una volta ufficializzata,  ha generato innumerevoli perplessità negli Uffici che amministrano personale civile,  come è dimostrato dai numerosi quesiti posti all’attenzione della D.G. e ancora in attesa di risposta. Una lettura dell’art. 35 che fa a cazzotti con le autorevoli interpretazioni venute dalla Presidenza del Consiglio e dall’INPS (le ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegati 4 e 5)  e sulle quali avevamo sollecitato un approfondimento che invece tarda ad arrivare.

O ancora, per andare ad accadimenti di questi giorni, la teorizzazione del principio di “informazione senza replica” con conseguente precipitosa (e imbarazzante) fuga dal tavolo, che appare un nonsense anche sul piano più strettamente logico oltre che su quello delle relazioni sindacali, frutto di un approccio censorio e che svilisce il ruolo super partes che un’Amministrazione seria dovrebbe avere (si legga, a tal proposito, su questa stessa pagina in allegato 3, la nota della D.G. Personale e Formazione del  Ministero della Giustizia, con ben altri contenuti e soprattutto ben altro stile!).

Infine, l’ultima chicca: in sede di risposta ad un quesito proveniente da un Ente di Taranto circa l’ammissibilità ai tavoli di contrattazione locale delle OO.SS. non firmatarie del CCNL 12.02.2018, la nostra D.G.  ha espresso il convincimento che la disposizione di cui all’art. 7 del CCNL riservasse l’ammissione alle sole OO.SS. firmatarie del CCNL “a nulla rilevando l’argomento oggetto di contrattazione”, con ciò tracciando una strada che portava dritto all’esclusione “sic et simpliciter” dai tavoli della nostra O.S., indipendentemente dall’argomento trattato (e la delibera n. 15/2009 del Comitato Direttivo ARAN sulle c.d. code contrattuali?????).

Ma la cosa che ci è apparsa ancor più incredibile è che, al solo scopo di rendere più plausibile l’intenzione ad excludendum  della nostra sigla, la D.G. abbia fatto riferimento alla nota ARAN n. 6970/2018 del 9.4.2018 diretta al Ministero della Giustizia, anche allegata, che, a nostro modesto parere, non pare proprio esprimere quel “conforme avviso” richiamato da PERSOCIV

Ebbene, dispiace dirlo anche perché non pratichiamo l’accanimento terapeutico, ma i termini della questione non sono, ancora una volta, quelli delineati dalla nostra D.G.. Facciamo presente, a tal proposito, che, in sede di risposta a un quesito posto dal Ministero dell’Interno in ordine al FUA 2017 con la nota   prot. n. 10635 del 14.05.2018 che pubblichiamo in allegato 2  su questa stessa pagina, ARAN ha ritenuto di far presente che “i soggetti legittimati a sottoscrivere in via definitiva il contratto integrativo siano gli stessi che hanno partecipato al negoziato, indipendentemente dal fatto che, nel frattempo, con l’entrata in vigore di un  nuovo CCNL si sia modificata la delegazione trattante di parte sindacale”. 

Ci pare che la posizione dell’ARAN sia al riguardo molto chiara, e pertanto abbiamo scritto all’attenzione del Direttore Generale la nota che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.

Domanda finale: ma con i problemi, vecchi e nuovi che abbiamo, non sarebbe meglio che tutti gli attori  concentrassero su di essi il proprio impegno invece di perdere tempo in guerre di religione?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16 05 2018-lettera FLP DIFESA a DG per ammissibilità sigle non firmatarie CCNL 

Allegato 2: 14.05.2018 – Nota ARAN a Ministero Interno su code contrattuali

Allegato 3: 26.03.2018 – Nota Ministero Giustizie  a sigle non firmatarie 

Allegato 4: Circolare INPS 65-13.04.2018-chiarmenti applicativi CCNL F.C.

Allegato 5: Presidenza del Consiglio  circolare applicativa CCNL 

 

18.05.2018 – Pubblichiamo di seguito anche una nota della Procura generale della Cassazione che converge con il parere ARAN: 

Notiziario n. 48 del 9 maggio 2018 –

Il D.G. di PERSOCIV ha convocato in data di oggi le OO.SS. per il “confronto” ex art. 5 del nuovo CCNL su procedure e criteri per la mobilità e i reimpieghi, su cui, prima di dar conto degli esiti, è quanto mai utile una riflessione a premessa, anche per gli aspetti paradossali che la vicenda presenta.

Come si ricorderà, in data 29.09.2015, è stato sottoscritto dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario Rossi, il “protocollo d’intesa”  su mobilità e reimpieghi,  un accordo per certi versi storico in quanto per la prima volta  i lavoratori interessati avrebbero potuto partecipare a un bando di mobilità con regole precise fissate per tutti, come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero state più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP) come era sempre avvenuto sino ad allora.

La gestione della prima nuova procedura 2016 rese però evidenti alcune criticità, in particolare quelle riferite ai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”,  in media molto bassi e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno ridotto davvero ai minimi termini le possibilità di trasferimento. Anche per questo, dopo la pubblicazione delle graduatorie del bando di mobilita 2016, la FLP DIFESA chiese la “verifica” del protocollo ai fini di una sua revisione, richiesta poi recuperata e rilanciata all’interno dell’accordo del 5 aprile 2017 (vds. comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA in Notiziario n.39 di pari data). Al quale accordo  ha fatto seguito l’apertura di un tavolo tecnico specifico (i contributi di CGIL-UIL-FLP sono stati inviati in data 18 luglio 2017)  che si è poi tenuto in data 20.09.2017 a SMD, seguito quattro mesi dopo dalla riunione al Gabinetto del 13.12.2017 ritenuta da tutti conclusiva (si legga il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 128 di pari data).

Come già detto, era lecito attendersi, a seguire, la convocazione delle OO.SS. nazionali per la firma del nuovo protocollo prima dell’entrata in vigore del nuovo CCNL, per chiudere la partita e non rischiare di incorrere nelle restrizioni da esso indotte, che riconducono all’istituto del “confronto”  ex art. 5  i “criteri generali di priorità per la mobilità tra sedi di lavoro dell’Amministrazione.”.  Ma non è andata proprio così….

Infatti, il Gabinetto ha colto la palla al balzo, non ha convocato alcuna riunione per la firma del protocollo, ed ha preferito attendere la firma del CCNL per convocare una nuova riunione, che è si è tenuta in data 15 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 18 di pari data), nella quale (udite, udite!) CGIL-CISL-UIL-UNSA hanno chiesto di “adottare quanto previsto dall’art. 5”  e CONFINTESA di incardinare la discussione all’interno dell’Art. 5”, dunque il famoso “confronto”, poi formalmente affidato dal  Gabinetto alla D.G.. Un confronto che, però, nella circostanza,  appare una autentica fregatura atteso che, sulla materia, in Difesa avevamo strappato una vera e propria negoziazione, come certificato dalle firme del protocollo del 29.09.2015, cui ora si darà l’addio per un “confronto” che, di fatto, significa poter sì discutere con A.D., ma con scelte finali ricondotte solo alla Amministrazione stessa, la quale, dunque, da oggi, potrà modificare procedura e criteri confrontandosi prima con le OO.SS. ma senza essere vincolata a protocolli da firmare. E, nel contempo, dopo tutto il 2017, abbiamo perso altri quattro mesi per il secondo bando di mobilità…

Fatte queste doverose premesse, veniamo ora alle risultanze della riunione odierna, che dovrebbe (il condizionale è però d’obbligo di questi tempi…) aver chiuso il confronto. I documenti pervenuti dalla D.G., che ripubblichiamo in allegato 1 e 2 su questa stessa pagina, evidenziano come la procedura (annuale) e i criteri restino quelli già convenuti nella riunione del 13.12.2017, fatto salvo l’allineamento procedurale e lessicale  alla nuova tipologia prevista  dal CCNL (“confronto”).

In ordine al grado di scopertura, gli intendimenti comunicati dall’Amministrazione sono i seguenti: per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, soglia del 15% per tutti i profili; invece, per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), soglia del 15% per i profili tecnici e del 25% per gli amministrativi. Cancellato dunque il grado di scopertura “zero”, ma le soglie appaiono ancora troppo basse, rendendo disponibili davvero pochissimi posti.

Ovviamente, atteso che il confronto di cui all’art. 5  del CCNL 2016-2018 prevede solo la redazione “di una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”, non ci sarà, come ha precisato la stessa Amministrazione, la sottoscrizione di alcun protocollo, a conferma del ragionamento fatto in premessa.

A seguire, ci dovrebbe essere pertanto la comunicazione a PERSOCIV delle esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti, e, dopo, la pubblicazione del secondo bando di mobilità interna volontaria, che noi auspichiamo veda la luce davvero molto rapidamente,  tenuto conto del blocco che dura da 16 mesi e che ha prodotti danni personali e familiari anche pesanti per molti lavoratori.

Chiusa la vicenda relativa alle nuove procedure e criteri per la mobilità interna e i reimpieghi, rimangono ancora in piedi questioni rilevantissime che andranno affrontate.

In primo luogo, la definizione dell’ Ipotesi di accordo per la distribuzione delle ulteriori risorse pervenute al FUA 2017 dal MEF. Trattasi di oltre 10 milioni di € (per la precisione di € 10.073.972, 19), che, nella proposta avanzata dalla dr.ssa Corrado nella riunione del 6 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 14 di pari data)  ne prevedeva, come per gli anni precedenti,  la totale destinazione a livello locale e nei seguenti importi pro capite: per la performance, 42,93 €;  per il FUS, invece, 243, 27 € (tutti al netto oneri A.D.). Si fosse allora sottoscritta quell’Ipotesi di accordo, come noi chiedevamo, a quest’ora i soldi sarebbero potuti essere già in viaggio per le tasche dei lavoratori. Invece, i soliti noti (CGIL-CISL-UIL-UNSA) si resero allora assurdamemente indisponibili, e dunque oggi ci troviamo ancora al punto di partenza con l’aggravante dell’entrata in vigore del nuovo CCNL che certo qualche difficoltà in più la presenta in ordine alla distribuzione di dette risorse. Quando si dice voler complicarsi la vita….  A tal proposito, assumeremo nei prossimi giorni una iniziativa presso la D.G. e ne daremo come ai colleghi.

Per quanto riguarda invece il Fondo di produttività 2018, che ricomprende quest’anno anche i 21 milioni previsti dal comma 590 della legge di bilancio 2018 frutto dell’accordo politico del 5 aprile 2017 che oggi qualcuno, che evidentemente ha perso la memoria, ascrive all’azione di non meglio precisati “sindacati confederali”, dimenticandosi di quanto scriveva nel comunicato unitario CGIL-UIL-FLP diffuso dopo l’accordo che chiudeva una vertenza avviata da mesi SOLO dalle scriventi OO.SS.“ (la grossettatura e le lettere maiuscole sono nel testo del comunicato), se ne parlerà ovviamente a tempo debito. Al suo interno, ovviamente, dovranno essere anche definiti numeri e coperture per gli sviluppi economici 2018 (le graduatorie provvisorie della procedura 2017 vedranno la luce entro questo mese, verosimilmente nella terza decade).

A tal proposito, esprimiamo una considerazione:  al momento in cui scriviamo, sembra in via di soluzione l’attuale crisi politica e appare probabile il varo a breve di un governo politico a due teste (M5S e Lega). Ebbene, ove così fosse davvero, avremmo a breve un nuovo  Ministro della Difesa, che dovrà attribuire la delega per la contrattazione prima che si possa attivare qualunque negoziato, e in primis la stesura del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Difesa.  A tal riguardo, abbiamo avuto occasione di leggere nei giorni scorsi la risposta di PERSOCIV a un quesito di MARINARSEN Taranto sulla contrattazione locale, al quale dedicheremo a breve uno specifico Notiziario.

In primo piano anche le progressioni tra le aree, uno dei punti fondamentali dell’accordo del 5 aprile 2017, che oggi però dovranno essere realizzate secondo il disposto dell’art. 22, comma 15, del D. Lgs. 25.05.2017 n. 75, per avviare le quali dovrà essere prima autorizzato dalla F.P. il piano triennale di fabbisogno del personale, che è preliminare anche alla definizione del nuovo piano assunzionale, su cui la D.G. sta già lavorando ancorchè in assenza delle linee guida della F.P., e successivamente al quale dovranno essere necessariamente pubblicati i bandi di mobilità esterna, come espressamente prevede la legge.

C’è poi un’altra questione che si sta trascinando da lungo tempo e sulla quale è necessario fare chiarezza, come invano chiediamo da anni. Ci riferiamo alle problematiche legate al personale ex militare transitato nei ruoli civili, su cui manca un punto di situazione (sui numeri, sui criteri di attribuzione dei profili, sulla destinazioni d’impiego, sulle diverse problematiche innescate dal cambio di status, etc. etc.), l’ultimo essendo stato fatto nel 2012 in sede di ridefinizione degli organici in attuazione del DL 95. Il tutto,  anche alla luce delle previsioni contenute nel D. Lgs. 8/2014, che come noto reca disposizioni in materia di riduzione e ricollocazione del personale militare in esubero (150.000 unità nel 2024).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Nuova procedura e criteri mobilità interna e reimpieghi

Allegato 2: Allegato: Situazione_Area_T.O.

 

Notiziario n. 46 del 4 maggio 2018 –

A sei mesi dall’ultimo incontro avvenuto in data 11 ottobre u.s., in data di ieri si è tenuta presso la D.G. una riunione con l’ing. GC Anselmino, Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) e con la Responsabile delle relazioni sindacali, dr.ssa A. Roberti La riunione, su tavoli separati, è stata l’occasione per fare l’ennesimo, ma ancora molto parziale, punto di situazione relativamente al quadro produttivo, gestionale e finanziario dell’AID nel suo complesso e delle sue Unità Produttive (U.P.) nello specifico.

In apertura, il D.G. ha dato notizia che il piano industriale 2018, predisposto da AID e approvato dal M.D., è ancora alla verifica del MEF; ha poi confermato, a chiusura del bilancio 2017, gli andamenti anticipati nella riunione dell’11 ottobre  (vds. Notiziario n. 97 di pari data): raggiungimento dell’economica gestione per il Farmaceutico di Firenze, il suo rafforzamento per Noceto e Baiano, la riduzione delle perdite per Messina, per Torre A. e Fontana Liri, in un quadro di tendenza positiva per tutte le UU.PP..

Sul fronte delle attività delle UU.PP.:  per il settore di munizionamento ed esplosivi, il D.G. ha valutato in positivo le attività  di Noceto e Baiano;  per Fontana Liri, prosegue il percorso di valorizzazione del mercato, la ricerca di nuove falde acquifere e la ricerca di soluzioni tese al riciclo dell’acqua per la produzione di nitrocellulosa; per il Farmaceutico di Firenze, va avanti il “progetto cannabis”; per le attività navali, Arsenale di Messina sta rafforzando l’offerta di servizi alle unità navali e galleggianti e l’interesse per le attività’ di demolizione navale; per quanto concerne Cedecu Gaeta, è confermato l’incremento delle attività di demateralizzazione, mentre, infine,  per Torre A. il risultato 2017 è migliorato rispetto al 2016.

Il D.G. ha infine parlato delle politiche assunzionali, comunicando che sta proseguendo il percorso relativo alle procedure concorsuali autorizzate con DPCM 10 ottobre 2017 e che permane l’impegno per la stabilizzazione del lavoratori interinali attraverso percorsi in fase di analisi e valutazione presso la F.P..

Nel suo intervento, FLP DIFESA, dopo aver posto in evidenza il troppo tempo trascorso dall’ultimo confronto, ha segnalato come la riunione odierna si svolgesse a valle della definizione non solo del Piano Industriale 2018 ma anche della Convezione triennale con A.D. sottoscritta in data 27.12.2017 con la Ministra Pinotti, senza che su questi due importantissimi e vitali documenti per il futuro della stessa Agenzia e delle rispettive UU.PP. sia stata attivata l’informazione preventiva e il confronto con le Parti sociali.  Una scelta, quella della D.G. AID., che abbiamo stigmatizzato,  segnalando all’ing. Anselmino che una cosa è discutere con le OO.SS. prima della messa a punto definitiva del piano industriale e della convenzione, e cosa ben diversa è invece il discuterne dopo che le scelte siano già state operate, che rappresenta oggi l’orizzonte obbligato che abbiamo di fronte.

Sul piano industriale, che non è allo stato noto nei contenuti, il DG non ha detto nulla, impegnandosi solo a convocare le OO.SS. per discuterne insieme dopo la sua approvazione; sulla convenzione, il cui testo è invece noto e che pubblichiamo su questa stessa pagina, abbiamo segnalato la problematicità di alcune scelte in essa presenti, per esempio la reale praticabilità di alcuni percorsi tesi a traguardare obiettivi e risultati da parte delle UU.PP. attraverso attività “in house”;  parimenti, abbiamo richiamato la necessità di maggiori elementi informativi in ordine alla presenza di personale militare nelle UU.PP. AID, anche in attività e responsabilità proprie del personale civile.

In ragione di quanto sopra, la FLP DIFESA ha infine chiesto che, pur a valle di scelte già operate, si apra comunque il confronto con le OO.SS. sia sul piano industriale 2018 – e sulle politiche assunzionali ad esso connesse e funzionali – che sulla convenzione triennale con il M.D., e che questo confronto sia comunque esteso alle situazioni in essere e alle prospettive di ciascuna U.P., su cui il DG si era impegnato nell’incontro dell’ 11 ottobre u.s. che non è avuto a tutt’oggi seguito alcuno, ma su cui il DG ha riconfermato a sua disponibilità, indicando non oltre metà del prossimo mese l’avvio dei confronti da noi richiesti.

Vedremo se sarà così.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Convenzione Triennale tra AID e MD 

Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018 –

Il Capo di SMM, amm. Valter Girardelli

Il Capo di SMM,  amm. Valter Girardelli,  ha incontrato il 26 aprile 2018,  “a quarantanove giorni dallo richiesta” come afferma il loro stesso comunicato unitario, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UNSA.

Un incontro, va subito detto,  destinato esclusivamente, già in sede di convocazione con lettera del 19 u.s. a firma del Capo del 1° Reparto, alle quattro OO.SS. che, con nota unitaria del 7 marzo 2018, lo avevano richiesto in ragione di “talune rilevanti criticità” non meglio precisate esistenti “in alcune sedi”.

Una esclusione grave, incomprensibile e peraltro irrituale, quella operata dal Capo del 1° Reparto nei confronti delle altre tre sigle tra le quali FLP DIFESA, atteso che la prassi da sempre in atto nel nostro Ministero prevede l’estensione a tutte le sigle rappresentative delle riunioni/incontri in agenda, pur a fronte di richieste provenienti solo da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro è avvenuto anche recentemente in ambito SMM, e ci riferiamo alla convocazione di tutte le sigle avvenuta con lettera 1° Reparto del 12.01.2018  pur in presenza di una richiesta arrivata allo stesso 1° Reparto solo da una O.S..

Perché questi comportamenti, così incomprensibilmente difformi, da parte del 1° Reparto di SMM?. Ne riparleremo a tempo debito, l’Amministrazione non dovrebbe mai venir meno al suo ruolo super partes.

L’incontro con l’amm. Girardelli è stato giudicato “deludente” dalle stesse quattro OO.SS. che vi hanno partecipato. Condividiamo il loro giudizio, basta leggere le risposte assolutamente general generiche e prive di impegni concreti venute dal Capo di SMM che, però, nella circostanza, e sempre a leggere il comunicato unitario, ha forse beneficiato di qualche amnesia da parte dei suoi interlocutori.

Proviamo allora a mettere insieme le questioni che, a nostro avviso, necessitavano di risposte e di impegni precisi.

Il punto di partenza non poteva che essere il precedente (e sin qui unico) incontro con l’amm. Girardelli avvenuto in data 9.03.2017. Leggiamone le risultanze dal comunicato unitario CGIL-UIL-FLP DIFESA di allora, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, e confrontiamo gli impegni di allora con i fatti e le risposte di oggi:

E’ grave, a nostro avviso, che sul riordino di Arsenali e CC.TT.,  la F.A. abbia sinora disatteso gli impegni assunti dal Capo di SMM e che lo stesso amm. Girardelli non sia stato chiamato in riunione a chiarire il perché dei ritardi e a intervenire direttamente e operativamente per procedere speditamente in avanti.

Per chiudere il cerchio, c’è un’ultima questione: il riordino del servizio di vigilanza nella sede di Taranto. Il comunicato unitario non ne accenna minimamente, immaginiamo per i contenuti divisivi sul fronte sindacale, eppure se ne è parlato, come si evince dalla nota di CISL Taranto datata 26.04.2018.

La questione, esaminata a livello nazionale nel corso dell’incontro del 30 novembre (vds. comunicato unitario), ha subito una sterzata imprevista, a causa dei precisi impegni assunti da A.D. nel corso dell’incontro dell’11.01.2018 a PERSOCIV per la definizione della mappatura RSU, e poi però disattesi. Un precedente gravissimo, che peraltro ha avuto ricadute dannose in loco, e che di certo andrà chiarito.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data odierna al Capo di SMM la lettera qui allegata con la quale si chiede un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 02.05.18 – Lettera a Capo di SMM e richiesta di incontro

Allegato 2: 09.03.2017 – Comunicato unitario incontro con Capo SMM

Allegato 3: 30.11.2017-Comunicato unitario riunione SMM vigilanza TA, riordino Arsenali e relaz. sind.

Notiziario n. 44 del 30 aprile 2018 –

Domani, 1° Maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, civili e militari, della Difesa.

Un festa che, a distanza di più di ben oltre un secolo dal momento storico che l’ha generata (il grande movimento di lotta alla fine degli anni 800 del XIX secolo, che ha mobilitato milioni di lavoratori per la conquista delle otto ore lavorative, in Europa e in America, là poi tragicamente sfociata il 4 maggio 1886 nei martiri di Chicago), mantiene intatta tutta la sua straordinaria forza evocativa  e serve a ricordare a tutti noi la centralità del lavoro nella vita di una democrazia. Una centralità che deve essere oggi orientata ad ottenere più sviluppo e più progresso sociale, ed è proprio da qui che nasce il dovere di continuare a lottare per estendere i diritti dei lavoratori, un impegno che è oggi di tutto il Sindacato.

La ricorrenza del 1° Maggio cade quest’anno in un momento difficile della vita del nostro Paese, ancora immerso in una crisi economica pesantissima dalla quale facciamo tanta fatica ad uscire, e che, in questi giorni, si intreccia con una fase complicata della vita politica, conseguenza del voto del 4 marzo u.s., in cui pare davvero lontana l’ipotesi di dare un governo stabile e duraturo al Paese.

E, dentro questa crisi complessiva, registriamo quella non meno acuta che vive la nostra Amministrazione, impegnata da venti anni in un processo di ristrutturazione lungo, faticoso e senza fine, che è stato  guidato in tutti questi anni da una classe politica, a destra come a sinistra, davvero poco illuminata, che ha prodotto scelte molto miopi (pensiamo alle esternalizzazioni e alle condizioni di abbandono in cui sono stati lasciati gli Stabilimenti industriali), e con altre scelte ancor più miopi che si stagliano all’orizzonte (pensiamo alla nuova e corposa riorganizzazione disegnata dai Vertici militari nel Libro Bianco), che potrebbe portare a  ulteriori e più pesanti problemi per le lavoratrici e i lavoratori, che si aggiungerebbero ai tanti ereditati dal passato.

In questo quadro, complesso e complicato, ci sarebbe bisogno di una forte iniziativa unitaria del Sindacato, fatta di rivendicazioni, di mobilitazioni e di lotta e non solo di iniziative sterili e divisive che diventano una manna per la nostra controparte,  impegnata da anni solo sul fronte della crescita economica e professionale dei militari dei ruoli superiori e dimentica di fatto delle problematiche del personale civile.

E invece, dopo la positiva esperienza unitaria del 2017 che alcuni buoni risultati ha portato ai lavoratori,  la ricorrenza del 1° Maggio purtroppo ritrova quest’anno i Sindacati nazionali della Difesa su tavoli separati nelle relazioni e nel confronto con lA.D., per volontà di alcune Organizzazioni che non abbiamo mai né compreso nelle motivazioni né condiviso nelle finalità.  Una modalità, questa, del tutto anacronistica a quasi trenta anni dalla caduta del muro di Berlino, che nasce ovviamente dalla loro difficoltà di confrontarsi con le altre Parti sindacali nel rapporto con l’A.D., ma che sicuramente porta acqua al mulino della nostra controparte e certo non dà forza alle ragioni dei lavoratori civili e del Sindacato.

Il nostro auspicio è che la ricorrenza di domani possa costituire per tutti noi una occasione di profonda riflessione, per ritrovare tutti insieme, Lavoratori e Sindacato,  le ragioni di una comune battaglia a difesa della nostra categoria, per dare soluzione ai tanti problemi irrisolti che ci portiamo dietro e per difendere fino in fondo il ruolo insostituibile dei lavoratori civili della Difesa.

A nome di FLP DIFESA, buon 1° Maggio a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, civili e militari, del Ministero della Difesa!

(Giancarlo Pittelli)

giancarlo pittelli


Non ancora partito il confronto per l’applicazione in ambito Difesa degli articoli del CCNL su riduzione orario lavoro, turnazioni, reperibilità e orario multiperiodale. Evidentemente, le idee non sono ancora chiare. In sostituzione, sul tavolo, il problema legato alla c.d. “incompatibilità”. L’indagine affannosa, monca e anche preoccupante degli OO.PP. Le nostre opinioni sul tema, che non può riguardare solo i dirigenti

29 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 56 del 29 maggio 2018 – La riunione a PERSOCIV del 22 u.s. era stata richiesta dalla quadruplice sindacale per tutt’altri argomenti (si veda il loro comunicato del 9.05.2018), tra i quali il più urgente si affermava fosse quello relativo alla definizione del contratto nazionale integrativo (CCNI) sull’art. 18 (riduzione orario di lavoro), […]


SME invia alle OO.SS. la scheda informativa sui provvedimenti di riordino della Forza Armata, ma senza accompagnarla, come avveniva sinora, con la convocazione delle OO.SS. per il relativo esame. Il tutto, alla luce delle nuove disposizioni del CCNL. FLP DIFESA scrive al Capo di SME per il mantenimento delle sessioni periodiche che hanno accompagnato sin qui i provvedimenti di riordino della F.A.

28 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 55 del 28 maggio 2018 – Con mail pervenuta in data 14 maggio u.s., l’Ufficio Organizzazione delle Forze (O.F.) del III Reparto Pianificazione Generale (RGF) dello Stato Maggiore  dell’Esercito, “alla luce del recente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali – periodo 2016¸2018”,  ha inviato alle OO.SS. nazionali “ai fini dell’informazione”  […]


Finisce l’era Pinotti. Per i lavoratori civili, risultati certamente non all’altezza degli impegni assunti e delle speranze che avevano suscitato. In cinque anni al vertice del Ministero, non c’è stata la svolta promessa, e gli steccati con il personale militare non solo non sono stati superati, ma sono addirittura cresciuti. Ed ora il nuovo Ministro: sarà la prof. Trenta? Il programma di M5S e Lega per la Difesa, un pò pochino…

25 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 54 del 25 maggio 2018 – A quest’ora, dopo l’incarico dato al prof. Conte di formare il nuovo Governo, la Ministra Pinotti starà preparando gli scatoloni per lasciare definitivamente gli uffici di via XX Settembre, e questo dopo oltre 5 anni di incarichi di vertice nel M.D. (10 mesi da Sottosegretario, dal 2.05.2013 […]


Che fine hanno fatto gli oltre 10 milioni di € pervenuti dal MEF come risorse ulteriori del FUA 2017 (oltre 286 € di quota pro capite complessiva)? Persociv aveva convocato le OO.SS. per la firma dell’Ipotesi di accordo, ma i soliti noti hanno detto di no. Poi è arrivato il nuovo CCNL, e l’orizzonte si è annerito. I lavoratori attendono quei soldi, iniziativa di FLP DIFESA presso il Gabinetto

22 Mag 2018 - Flp Difesa

Che fine hanno fatto gli oltre 10 milioni di € pervenuti dal MEF come risorse ulteriori del FUA 2017 (oltre 286 € di quota pro capite complessiva)? Persociv aveva convocato le OO.SS. per la firma dell’Ipotesi di accordo, ma i soliti noti hanno detto di no. Poi è arrivato il nuovo CCNL, e l’orizzonte si è annerito. I lavoratori attendono quei soldi, iniziativa di FLP DIFESA presso il Gabinetto

Notiziario n. 53 del 22 maggio 2018 – La vicenda legata alla distribuzione delle “ulteriori risorse” del FUA 2017 assume, giorno dopo giorno, contorni veramente incredibili, ed allo stato sembra finita in un cono d’ombra preoccupante. Ricordiamo innanzitutto le puntate precedenti, che sono molto indicative di un certo modo di procedere. A fine gennaio u.s., […]


Parte la contrattazione integrativa nazionale sugli artt. 18,19,20 e 22 CCNL. Con due limiti: un approccio a spizzichi e bocconi, e dunque non unitario, al CCNI Difesa, e l’esercizio della delega da parte del D.G., che, come per l’attuale Ministra, dovrebbe limitarsi all’ordinaria amministrazione, a poche ore dalla nomina del nuovo Ministro. Che potrebbe anche essere l’ex Capo di SMM, amm. Binelli Mantelli…

21 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 52 del 21 maggio 2018 – MARINARSEN Taranto ha chiesto a  PERSOCIV se, per quanto attiene l’orario multiperiodale ex 7 co. 7 del CCNL 2016-2018, ritenesse possibile, “nelle more della contrattazione integrativa nazionale”, negoziarne in sede territoriale la sua elevazione. La risposta fornita dalla D.G., che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1 […]


L’ARAN riconosce l’ammissibilità ai tavoli sulle c.d. code contrattuali delle sigle non firmatarie del CCNL. Tutto l’opposto, come spesso accade, di quanto affermato da PERSOCIV in risposta a specifici quesiti posti da Enti della Difesa. Nostra lettera al Direttore Generale con richiesta di rettifica dei pareri sinora espressi al riguardo. Nota della Procura Generale della Cassazione che converge con il parere ARAN

17 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 50 del 17 maggio 2018 – Dobbiamo purtroppo riconoscere che la Direzione Generale per il Personale civile, nell’ultimo anno in particolare, si è caratterizzata per scelte e comportamenti che hanno generato numerose perplessità. E il caso di ricordare i diversi, e da noi e non solo da noi censurati, comportamenti posti in essere […]


Riunione a PERSOCIV sulle nuove procedure e sui criteri della mobilità interna e dei reimpieghi. Dopo 16 mesi di blocco, forse siamo in vista del secondo bando. Previsti gradi di scopertura molto bassi. Dalla negoziazione con tanto di protocollo d’intesa a solo un “confronto”, A.D. avrà mano libera. Le altre questioni in campo alla vigilia della nomina del nuovo Ministro

10 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 48 del 9 maggio 2018 – Il D.G. di PERSOCIV ha convocato in data di oggi le OO.SS. per il “confronto” ex art. 5 del nuovo CCNL su procedure e criteri per la mobilità e i reimpieghi, su cui, prima di dar conto degli esiti, è quanto mai utile una riflessione a premessa, […]


Riunione con il D.G. di Agenzia Industrie Difesa. Bilancio 2017 complessivamente in positivo. Già definiti il piano industriale 2018, ancora non noto e all’esame del MEF, e la Convenzione triennale con A.D. che pubblichiamo, ma al netto di ogni confronto preventivo con le Parti sociali. Il dissenso espresso al riguardo da FLP DIFESA e gli impegni assunti dall’ing. Anselmino per l’apertura rapida dei confronti

4 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 46 del 4 maggio 2018 – A sei mesi dall’ultimo incontro avvenuto in data 11 ottobre u.s., in data di ieri si è tenuta presso la D.G. una riunione con l’ing. GC Anselmino, Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa (AID) e con la Responsabile delle relazioni sindacali, dr.ssa A. Roberti La riunione, su […]


Che fine ha fatto il tavolo nazionale finalizzato a fare un punto di situazione sul riordino di Arsenali e Centri Tecnici della Marina? Richiesta di incontro di FLP DIFESA al Capo di SMM, con il quale vorremmo anche discutere dei criteri posti alla base della rideterminazione degli organici degli Enti e della riorganizzazione del servizio di vigilanza su Taranto

2 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018 – Il Capo di SMM,  amm. Valter Girardelli,  ha incontrato il 26 aprile 2018,  “a quarantanove giorni dallo richiesta” come afferma il loro stesso comunicato unitario, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UNSA. Un incontro, va subito detto,  destinato esclusivamente, già in sede di convocazione con lettera del […]


Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici civili e militari della Difesa. Una ricorrenza, quella di quest’anno, che cade in un momento difficile nella vita del Paese e anche della nostra Amministrazione, che continua ad essere attenta ad altre cose e spesso dimentica delle buone ragioni dei civili. Ci vorrebbe un’azione forte e unitaria, ed invece siamo tornati ai tavoli separati su richiesta dei soliti noti. Rifletterci non sarebbe male….

30 Apr 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 44 del 30 aprile 2018 – Domani, 1° Maggio, è anche la festa delle lavoratrici e dei lavoratori, civili e militari, della Difesa. Un festa che, a distanza di più di ben oltre un secolo dal momento storico che l’ha generata (il grande movimento di lotta alla fine degli anni 800 del XIX secolo, che […]


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