I sen. Mauro e Pinotti nell’incontro del 18 luglio con le OO.SS.
Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta Pinotti, a sua volta collocata a conclusione dei tavoli tecnici che si sono tenuti nella scorsa settimana. Dobbiamo quindi informare i colleghi su tutti i diversi passaggi di questa intensa settimana di confronti, e cercheremmo di farlo procedendo con ordine e, come nostra abitudine, in modo dettagliato.
Come si ricorderà, in data 3 u.s. (vds. Notiziario n. 77 di pari data) è stata consegnata alle OO.SS. nazionali la prima bozza degli articolati, con relativi allegati, dei due schemi di decreti legislativi (il primo sulla parte ordinamentale; il secondo sul personale civile e militare) attuativi della legge delega 31.12.2012, n. 244. A seguire, in data 15 luglio, la nostra O.S. presentò un proprio articolato documento recante, da una parte le nostre ben note posizioni critiche sulla legge delega, e dall’altra una serie di osservazioni e proposte modificative dei testi dei due decreti attuativi messi a punto dall’Ufficio Legislativo (il documento da noi elaborato è pubblicato sul nostro sito come allegato al Notiziario n. 82 del 15 u.s.). In data 18 luglio il Ministro ha incontrato le OO.SS. nazionali. In quella sede, illustrammo al sen. Mauro le nostre osservazioni e proposte di modifica, indicando da subito i limiti oggettivi derivanti dai paletti della delega (che aveva visto il Sindacato escluso da ogni confronto di merito sui contenuti della stessa) sui quali sarebbe stata comunque necessaria operare una riflessione, chiedendo al contempo di avviare tavoli tecnici di confronto per verificare la praticabilità di alcune modifiche finalizzate a ridurre la sproporzione esistente, enorme ed inaccettabile, delle opzioni diversamente offerte ai militari e ai civili a fronte dei tagli di posizioni organiche. In quella circostanza, il Ministro dichiarò la propria disponibilità al coinvolgimento delle OO.SS. anche in fase di costruzione dei provvedimenti legislativi (proprio quello che era mancato con Di Paola), una novità di non poco conto che apprezzammo molto. E, da questa apertura, sono nati i confronti tecnici della scorsa settimana (23, 24 e 25 luglio), ancorché all’interno di ambiti temporali molto ristretti dettati dalla tempistica indicata dal Ministro.
La intensa “tre giorni” di tavoli tecnici con l’Amministrazione ha indiscutibilmente portato ad alcuni buoni risultati, ancorchè ancora tutti da consolidare, che non possono essere in alcun modo sottovalutati. Risultati tutti dovuti alla capacità delle OO.SS., ed in modo sostanzialmente condiviso, di interloquire credibilmente con l’Amministrazione, che ne ha riconosciuto la fondatezza delle osservazioni e la sostenibilità delle proposte di integrazione e modifica, pur a fronte di quella delega e dei paletti e criteri da essa fissati. E, in apertura della riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario Pinotti, sono finalmente arrivate le risposte dall’A.D., che il Capo Ufficio Legislativo ha così sintetizzato:
Schema D.Lgs. sul personale
i transiti dei militari in esubero nei ruoli civili potranno avvenire solo a domanda e nel rispetto degli organici e dei vincoli assunzionali (questione per noi pregiudiziale) e nel limite max del 20% annuo;
estensione al personale civile della Difesa della possibilità di esenzione dal servizio (ex esonero per noi) per come prevista per il personale militare, con retribuzione stipendiale dell’85% (era il 50%);
crescita dal 25 % al 100 della parte strutturale del FESI (il fondo dei militari) che andrà ad alimentare il nostro FUA in caso di transito di personale militare nei ruoli civili;
destinazione al FUA Difesa, in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati che deriveranno dai processi di riordino delle FF.AA.;
destinazione, sempre in quota parte dal 2 al 5%, dei risparmi certificati per finanziare la formazione e ammissione dei civili ai corsi svolti negli Istituti militari in misura non inferiore al 20% ;
moduli formativi di base e di specializzazione per il personale civile di tutte le aree;
elevazione da 48 a 60 mesi del periodo di permanenza in servizio del personale eccedente che maturi entro quel termine i requisiti per la pensione, opzione più favorevole di quella prevista dalla L. 135;
avvio di processi di internalizzazione di servizi e lavori per gli Enti della c.d. “area industriale” (Arsenali M.M. e Poli E in primis) i cui risparmi verranno destinati all’efficientamento degli Enti, con ricognizione annuale di servizi e lavori esternalizzati ed esame dei settori di spesa improduttivi;
eliminazione di ogni riferimento alle “fasce retributive”, ma solo ad area e profili professionali;
adozione, e non approvazione, previo esame con le OO.SS., del piano di assorbimento delle eccedenze
rinvio a specifica relazione sindacale per tutta una serie di partite e di passaggi.
Schema D.Lgs. sugli assetti ordinamentali
obbligo di informazione preventiva alle OO.SS. sui provvedimenti di riordino, quelli inseriti nel D. Lgs. e quelli riconducibili all’art. 10 c. 3 del COM, e applicazione delle procedure contrattuali sui reimpieghi;
“Osservatorio” con le Rappresentanze del personale sullo stato di attuazione dei processi di riordino;
Acquisizione del parere delle OO.SS. ai fini dell’adozione del Regolamento di ripartizione di compiti e funzioni del Ministero Difesa, con “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi a Uffici dirigenziali retti da Dirigenti civili
Queste, in estrema sintesi, le proposte sindacali che il Capo Ufficio legislativo ha dichiarato essere state recepite. Trattasi di modifiche/integrazioni importanti, apportate all’interno dei due testi e nei termini da noi richiesti, e di questo diamo atto all’Amministrazione. Tuttavia, restano ancora dei problemi.
Innanzitutto, ci sono delle richieste del Sindacato rimaste tuttora irrisolte, e per noi comunque importanti: l’estensione della “tendenziale attribuzione” di funzioni e compiti amministrativi anche a Uffici non dirigenziali retti da funzionari civili; la questione della “tabella di equiparazione”, rispetto alla quale non è stata fornita alcuna risposta rispetto alla proposta unitaria del tavolo sindacale di prevedere il transito secco di tutti i SU in area 2^ e degli U in area 3^; inevasa anche la proposta, avanzata nel corso dell’incontro con il Ministro del 18 u.s. (Notiziario n. 84 di pari data) per l’inserimento, nel provvedimento legislativo allo studio per la riforma della legge Fornero, di una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore per l’accesso al trattamento pensionistico ex L. 135/2012; la questione del 50% di riserva dei posti nei concorsi civili per il personale militare volontario; la mobilità interna anche su base regionale (avevamo chiesto fosse prevista solo “a domanda” e con modalità da ridefinire attraverso un apposito tavolo); ed altre di minor portata. Non potevamo accettare che queste questioni rimanessero irrisolte, e pertanto era necessario che il confronto tra le Parti proseguisse. Per questo, tutte le OO.SS. hanno rappresentato la necessità del rinvio a settembre della presentazione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti e, per questo motivo, tutte le sigle presenti hanno avanzato una richiesta di incontro urgente con il sen. Mauro, che si è tenuta oggi pomeriggio, e sui cui contenuti e risultanze conclusive proviamo ora a fornire una sintesi.
Dopo la breve introduzione del Sottosegretario Pinotti, che ha sintetizzato le risultanze dei tavoli tecnici e le richieste sindacali, è iniziato il consueto giro di tavolo della Parti sociali che ancora una volta, pur con diverse sottolineature, hanno evidenziato posizioni sostanzialmente unitarie e condivise.
FLP DIFESA ha innanzitutto riconosciuto il buon lavoro fatto dai tavoli tecnici, che ha portato alle modifiche/integrazioni sopra ricordate; ha però anche segnalato le questioni irrisolte sopra indicate, sulle quali occorrerà comunque riprendere la discussione e trovare auspicabilmente punti d’incontro.
Ha quindi segnalato al Ministro che restavano comunque altri nodi sul tappeto, e di spessore questa volta tutto politico. Ne abbiamo già parlato diffusamente nei nostri precedenti Notiziari, e vi abbiamo dedicato tutta la prima parte del “Documento” recante le osservazioni e proposte di FLP DIFESA inviato in data 15 u.s. al Gabinetto (vds. Notiziario n. 82 di pari data). I problemi di fondo, abbiamo detto al sen. Mauro, restano due, l’uno intrecciato all’altro: in primo luogo, l’enorme differenziazione tuttora esistente, in termini normativi e retributivi, tra personale militare e civile, che la delega avrebbe potuto e dovuto ridurre, e che viceversa non ha fatto; in secondo luogo, il mancante riconoscimento di ruolo e funzioni del personale civile, che, ove fossero state affermate, avrebbero potuto avviare quel processo di “civilizzazione” del Dicastero, che rappresenta la grande incompiuta della ristrutturazione Andreatta di metà anni ’90. Su questi nodi, la delega non ha fornito le risposte che attendevamo, e che continuiamo comunque ad attendere. Per questo, abbiamo chiesto al Ministro che, alle aperture in sede tecnica che abbiamo apprezzato, si affianchino impegni politici seri affinché, in tempi rapidi, queste due questioni vengano affrontate e avviate a soluzione allo scopo di aprire orizzonti nuovi all’impiego dei civili. Questo, a nostro avviso, potrebbe avvenire attraverso il riconoscimento di una qualche “specificità” della nostra categoria, o anche per altra strada, per noi non fa molta differenza, l’importante è che la forbice tra militari e civili si riduca e che il processo di civilizzazione cominci a marciare finalmente nella Difesa. Infine abbiamo ricordato al Ministro due ultime questioni. La prima: occorre affrontare, una volta per tutte, il problemi degli sprechi che ancora si annidano nella nostra Amministrazione e dei privilegi che appaiono ancora tanti, e a tal riguardo abbiamo ricordato l’ “ausiliaria” che costerà nel 2013 ben 430,6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2012 di 74,6 milioni pari al 21% (intervento del relatore sul Documento programmatico pluriennale 2013-2015 – Commissione Difesa della Camera del 24 luglio u.s.). In secondo luogo, in relazione alle voci che circolano su una possibile, seconda spending review in arrivo, abbiamo segnalato l’insostenibilità per la Difesa di ulteriori tagli di risorse e di posizioni organiche, che metterebbero certamente in grandissima sofferenza la nostra Amministrazione, e forse anche in modo irreparabile. Con la L.244, la Difesa ha avviato una operazione profonda e pluriennale di riduzione di spesa, e per questo deve restare fuori da ulteriori tagli, che rischierebbero di mandarla in default.
Nel suo intervento, il Ministro ha innanzitutto confermato che l’esame dei provvedimenti da parte del Consiglio dei Ministri è in agenda per il 2 agosto p.v., appuntamento a suo giudizio non rinviabile in considerazione dei tempi fissati dalla delega per il varo dei provvedimenti attuativi. Ha però confermato piena disponibilità e impegno, innanzitutto a difendere tutti gli approdi dei tavoli tecnici nelle verifiche tecniche preliminari all’esame degli “schemi” da parte del Consiglio dei Ministri; in secondo luogo, alla prosecuzione del confronto con le OO.SS. per approfondire tutte le questioni rimaste ancora irrisolte, al fine di trovare punti di convergenza che poi verrebbero recepiti in seno ai decreti che il Consiglio dei M. adotterà in via definitiva dopo l’espressione dei pareri da parte delle due Commissioni Difesa.
In merito alle questioni più squisitamente politiche da noi poste (riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni del personale civile e impegni concreti per ridurre la forbice, retributiva e normativa, tra personale militare e civile), il Ministro si è detto disponibile ad aprire un tavolo politico di confronto per la riforma della Difesa, “che individui le specificità e per chi”, nel cui contesto sarebbe possibile rivedere ruolo e funzioni del personale civile. Un’apertura davvero importante, che segue peraltro a quella del primo incontro, e potrebbe aprire scenari nuovi e prospettive interessanti per la categoria. Il Ministro ha però segnalato la difficoltà nel far “digerire” tutti i contenuti dei decreti alle altre AA.PP., che dovrebbero, a suo giudizio, aiutare questa grande operazione di riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA., per esempio accettando nei propri ruoli il personale militare in esubero. Ove così fosse, ha detto il Ministro, sarebbe certo più facile procedere nella direzione di quella “civilizzazione “ tanto invocata.
Queste le risultanze degli incontri tecnici e di quelli politici, il primo con l’on Pinotti di ieri e quello conclusivo di oggi con il Ministro. Un giudizio complessivamente positivo il nostro, ma ovviamente subordinato: innanzitutto alla conferma, in sede di preesame dei provvedimenti prima dell’approdo in Consiglio dei Ministri, di quanto convenuto nei tavoli tecnici e alla successiva adozione da parte del CdM; in secondo luogo, all’effettivo prosieguo del confronto con le OO.SS. per trovare soluzioni rispetto alle questioni irrisolte; infine, all’apertura di un tavolo politico finalizzato a disegnare una nuova Difesa, nella quale il personale civile possa finalmente trovare quello spazio e quei riconoscimenti mai avuti nel passato.
(Giancarlo Pittelli)
In allegato, le ultime stesure dei testi dei decreti attuavi con le modifiche intervenute a seguito dei confronti tecnici con le OO.SS.:
E’ stata emanata in data odierna dalla Funzione Pubblica la circolare n. 3, che pubblichiamo di seguito, molto attesa dai colleghi interessati e preannunciata dalla Direttiva n. 10/2012 della stessa Funzione Pubblica.
Detta circolare reca indirizzi e criteri in ordine all’applicazione dell’art. 2, comma 11, let. a) della legeg 7.08.2012, n. 135 (spending review) che, come noto, concede al personale statale in soprannumero a seguito dei tagli delle dotazioni organiche operati dalla stessa legge, di poter essere collocato in pensione se in possesso, entro il 31.12.2014, dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico con le vecchie regole antecedenti alla riforma Fornero.
La circolare era particolarmente attesa nella nostra Amministrazione dove, a seguito dei tagli della spending, si sono prodotti, alla data del 31.10.2012, circa 1500 esuberi (oggi sicuramente in numero inferiore per le cessazioni dal servizio già intervenute), in grandissima parte di area 2^, rispetto ai quali, a seguito della ricognizione a suo tempo operata da Persociv, il personale in possesso dei requisiti di accesso alla pensione con le regole pre Fornero risultava essere molto di più (circa 2500 unità).
Con l’emanazione della circolare della F.P., sarà ora possibile procedere alla formazione della graduatoria del personale civile in possesso dei requisiti di cui sopra, dalla quale emergeranno i lavoratori che potranno essere collocati in pensione con le regole vigenti prima delle riforma Fornero
Si fa riserva di ulteriori informazioni al riguardo.
Nella giornata di ieri si è svolta, presso la Sala briefing dello Stato Maggiore Marina, un incontro fra l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, e le OO.SS. nazionali della Difesa, nella quale l’alto Ufficiale ha illustrato alle Parti sociali il documento relativo alle “Linee Programmatiche” della Forza Armata che Egli stesso aveva già presentato alle Commissioni Difesa di Camera e Senato mercoledì 19 giugno ultimo scorso e sulle quali questo Coordinamento Nazionale ha già dato specifica informazione con il Notiziario n. 74 del 27 giugno 2013 e la pubblicazione sul nostro sito del documento di che trattasi, che ad ogni buon conto ripubblichiamo.
L’illustrazione del Capo di SMM, accompagnata nella circostanza dalla presentazione di una serie di slides, ha messo a fuoco lo stato attuale di situazione della Forza Armata che appare in grande sofferenza, e che è alla base della scelta operata dalla Marina Militare di proporre alle parti politiche un percorso teso a impostare una nuova “Legge Navale” che renda possibile la costruzione di nuove navi militari multiruolo, e questo sia per scongiurare il pericolo di ulteriori criticità in ordine all’assolvimento dei peculiari compiti di istituto in ambito europeo ed internazionale, sia per dare ossigeno e nuove potenzialità occupazionali e di investimento all’industria della difesa italiana che, allo stato, è ancora una delle poche nelle condizioni di fornire un prodotto quasi “chiavi in mano” e di alta competitività.
Una proposta importante, quella disegnata dell’amm. De Giorgi, che come già abbiamo avuto modo di commentare con il Notiziario precedentemente richiamato, non solo presenta un versante di grande interesse per il sistema Paese, ma che può avere significative ricadute in positivo anche per quella parte di Difesa che fa capo agli Arsenali della M.M., che vedrebbero necessariamente rivalutato il loro ruolo.
Tutto il tavolo sindacale ha espresso convintamente il proprio apprezzamento in merito al progetto del CSM della Marina Militare e, tra queste, anche la nostra Organizzazione Sindacale, la quale nel suo intervento ha sottolineato la necessità che proprio dal Ministro della Difesa parta un segnale preciso diretto alle forze politiche e al Parlamento per dare corpo al necessario percorso legislativo che dovrà traguardare, appunto, l’emanazione di una nuova “Legge Navale” .
FLP DIFESA ha però anche colto l’occasione per chiedere al Capo di SMM un impegno diretto, e tutto all’interno del Dicastero, in ordine ai diversi problemi del personale civile, atteso che è proprio la sua Forza Armata a gestire gli Arsenali Militari, Enti importantissimi nel sistema industriale delle Difesa, che presentano oggi diverse criticità che rendono problematiche le prospettive future.
Urgenti assunzioni utilizzando le attuali graduatorie relative ai concorsi già fatti e un programma straordinario di nuove assunzioni; avvio appena possibile di nuove progressioni di carriera o di fascia retributiva per il personale in servizio; incremento delle indennità legate a compiti di istituto, che gravano sulle “casse” di un FUA sempre più asfittico e che deve trovare nuove forme di finanziamento; una formazione più estesa e di maggiore qualità; l’auspicabile avvio di nuovi “corsi allievi operai” che diano una speranza di lavoro ai giovani, in una ottica di maggiore “civilizzazione” delle attività di carattere tecnico, logistico e manutentivo: sono questi gli impegni che ci aspettiamo dalla M.M., alcuni dei quali dovranno necessariamente essere accompagnati da un altrettanto forte impegno dell’Autorità Politica.
Nel pomeriggio di oggi, abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2013, il cui testo completo alleghiamo di seguito, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti.
Il confronto negoziale è partito il 20 giugno u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data) e si è poi snodato attraverso due successive riunioni, la prima del 2 e la seconda del 16 luglio (si vedano i Notiziari rispettivamente i Notiziari nn. 76 e 83). Vediamone i contenuti più importanti e le novità rispetto al 2012.
Le somme FUA 2013 messe a bilancio dal MEF, purtroppo per la seconda volta quest’anno senza i dati di dettaglio in merito alle risorse che alimentano il fondo che comunque il Direttore Generale ha richiesto al MEF a seguito di una nostra precisa sollecitazione) sono pari a € 58.000.097,00, al lordo degli oneri dell’Amministrazione. Rispetto al 2012, la dotazione FUA 2013 mostra un incremento (+2.919.524 €), ma va subito precisato che la crescita è solo apparente, in quanto lo stanziamento 2013, a differenza di quello 2012, ricomprende di fatto anche le somme variabili già calcolate dal MEF (è il motivo per il quale nell’ipotesi quando si parla di somme variabili, si usa sempre il condizionale).
Da questa disponibilità iniziale, adranno detratti gli accantonamenti per le diverse voci finanziate dal FUA, che sintetizziamo per punti, segnalando al contempo le novità rispetto al 2012:
Fondo AID: è pari al 4% della dotazione del fondo (€ 2.320.003,88); inoltre, come per gli anni scorsi, è assicurata al personale AID la stessa quota pro capite FUS destinata al personale della Difesa.
Posizioni Organizzative (P.O.): confermate per il 2013 sia la somma accantonata nel 2012 (2.525.281,00 lordo oneri AD) che il contingente numerico (n. 1.723 unità). Su nostra richiesta, il D.G. ha precisato che dovrebbero essere confermate per il 2013 i criteri di attribuzione del 2012.
Particolari posizioni di lavoro (PPL), turni e reperibilità: gli accantonamenti 2013 risultano esattamente gli stessi del 2012 (rispettivamente: 4.295.649,23, 8,1 e 3,7 mln, tutti lordo oneri AD). Circa la loro disciplina, queste le varianti rispetto al 2012:
turni: come da noi espressamente richiesto, l’allegato 9 verrà integrato al comma 4 con un preciso richiamo alla tipologia di orario riferita alla “turnazione su 12 ore”, che qualche Dirigente aveva messo in dubbio in ragione della mancanza di questa previsione nell’accordo 2012 (presente invece nei vecchi accordi FUA) e il richiamo al CCNL 12.01.1996 che non prevede deroghe alle nove ore.
indennità di rischio: aumento dell’indennità agli operatori subacquei nella misura di € 10,00 per ogni ora di attività (ricordiamo che l’indennità di rischio è stata rivalutata nel 2012 del 10%);
indennità di imbarco: due le novità, la prima relativa alla cancellazione del limite minimo delle “4 ore di permanenza a bordo”; la seconda, relativa alle modalità di accertamento della prestazione, non limitata più ai soli documenti ufficiali del Comando di bordo, ma estesa anche a quelli in possesso“delle officine di appartenenza”, come FLP aveva sollecitato nella riunione del 24 apr. (vds. Notiziario n. 47 di pari data). In aggiunta, l’allegato 7 conterrà delle ulteriori variazioni al comma 1 (sostituzione di “natanti” con “imbarcazioni con o senza motori” e integrazione con la specifica che percettori sono anche i lavoratori che effettuano la prestazione “a bordo di bacini galleggianti”).
Indennità di mobilità: la somma accantonata è pari a 900mila €, e dunque risulta ridotta di 100mila € rispetto all’iniziale previsione, come FLP DIFESA aveva chiesto già nella prima riunione.
Fondo Unico di Sede (FUS): la quota pro capite 2012 risulterà pari a €953,16al netto degli oneri datoriali, tenuto conto del numero dei dipendenti in servizio al 1.01.2013 (n. 28.825), e farebbe dunque registrare un incremento rispetto al 2012 (+ € 94,82), dato questo che va però considerato alla luce del fatto che nelle somme FUA considerate sono già ricomprese tutte o quasi le risorse variabili. Confermate anche le finalità del FUS nelle percentuali previste dall’accordo 2012: fino al 10% per “remunerare situazioni e condizioni di lavoro caratterizzanti l’attività istituzionale dell’Ente”; fino al 15% per “remunerare i turni e le reperibilità, il cui fabbisogno ecceda l’assegnazione” ; fino al 3% per “compensare il lavoro straordinario qualora le risorse siano esaurite”; la restante parte, infine, in quota comunque non inferiore al 72%, andrà a finanziare progetti e programmi locali di produttività. I criteri per la distribuzione del FUS ripropongono l’impianto 2012: è mantenuto il preciso riferimento alla contrattazione locale; la misurazione/valutazione dell’apporto individuale è riferita alla “produttività progettuale resa nel 2013”, e dunque ai progetti locali; la misurazione/valutazione dell’apporto individuale è legata esclusivamente al progetto locale, e verrà espressa con il solito coefficiente tra 1 e 1,5. Unica novità: “per il personale riassegnato a seguito di soppressione dell’ente, l’intera quota andrà parimenti riassegnata all’ente di destinazione” che però, come richiesto da FLP DIFESA, “dovrà tenere conto della attività svolta nell’ente soppresso…”
Passaggi economici: in merito alla nostra richiesta (vds. Notiziario n. 71 del 20.06.2013) di prevedere un “accantonamento di una somma destinata ai passaggi economici, con ridestinazione al FUS nel caso di non svolgimento della procedura come avvenuto a suo tempo per le riqualificazioni al fine di evidenziare l’impegno delle Parti nel prevedibile scenario di proroga dei blocchi retributivi attuali” (vds. Notiziario n. 71 del 20 giu. u.s.), preso atto dei rischi paventati dalla D.G. in merito all’accantonamento di somme in vigenza di blocco, abbiamo concordato conla dr.ssa Preti la sottoscrizione di una “dichiarazione congiunta” che rende evidente già da oggi l’impegno delle Parti sul fronte dei passaggi economici in previsione del FUA 2014. La dichiarazione congiunta recita infatti testualmente così: “Le Parti, su invito della O.S. FLP, si impegnano a rivedere nel 2014, in vista dell’effettuazione degli sviluppi economici, l’ammontare di tutti gli attuali accantonamenti per singolo istituto al cui finanziamenti il FUA è preordinato”. Dunque, un segnale preciso di impegno anche da parte dell’Amministrazione per effettuare quanto più rapidamente possibile la seconda tornata di sviluppi economici dopo quella del 2010, che proietta un piccolo raggio di luce sul buio pesto determinato dal blocco di contratti e delle retribuzioni che sta falcidiando il nostro potere d’acquisto.
L’ipotesi di accordo si avvia da oggi al percorso per la necessaria certificazione prevista dal D.Lgs. 165: Bilacentes, Ministero dell’Economia e Funzione Pubblica. Un percorso, come è noto, certamente non rapido, che risulta ancor più difficile tenuto conto che agosto è oramai dietro l’angolo.
Da anni segnaliamo al Direttore Generale la necessità di avviare ad inizio d’anno la trattativa nazionale per la distribuzione del FUA, e su questo la dr.ssa Preti si era anche impegnata con noi. Purtroppo, quest’anno non è stato possibile: il combinato disposto tra il ritardo nella sottoscrizione dell’accordo definitivo FUA 2012 (7 maggio 2013!) a causa dei problemi intervenuti in sede di certificazione, e poi il ritardo nel conferimento alla dr.ssa Preti della delega alla contrattazione integrativa da parte del nuovo Ministro, hanno impedito l’avvio della contrattazione fino al 20 giugno. Siamo però sicuri, la conferma è venuta peraltro dallo stesso Direttore Generale, che nel 2014 si intende partire in avvio di anno.
Per finire, alcune indicazioni di carattere operativo per le nostre strutture territoriali, che sollecitiamo ad agire rapidamente per richiedere l’avvio e/o la chiusura dei tavoli locali di contrattazione per la distribuzione del FUS 2013, per la cui utilizzazione suggeriamo di prevedere il massimo possibile di risorse sui progetti locali, che andranno comunque definiti con le OO.SS/RSU nei contenuti, negli obiettivi, nelle verifiche intermedie e finale, e nei criteri per la valutazione degli apporti individuali.
Il tavolo con il Ministro e le delegazioni sindacali
Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di un incontro per noi molto confortante e positivo, rispetto al quale, proprio in considerazione della sua estrema importanza, desideriamo dare con questo Notiziario, molto più lungo del solito, esaurienti informazioni al riguardo.
Nel suo breve intervento introduttivo, il Ministro ha innanzitutto confermato piena disponibilità al confronto con le OO.SS. sui contenuti dei provvedimenti attuativi, anche attraverso l’apertura di specifici tavoli tecnici, preannunciando comunque la sua intenzione di sottoporre entro questo mese all’esame del Consiglio dei Ministri gli schemi dei decreti legislativi ai fini della loro adozione. Ha quindi dato la parola ai rappresentanti sindacali, dichiarandosi interessato a conoscerne le relative posizioni.
Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Ministro per aver voluto coinvolgere il Sindacato già in fase di costruzione dei decreti, riconoscendone così indirettamente il ruolo di interlocutore importante, un ruolo, questo, di fatto negato dai predecessori La Russa e Di Paola. La nostra O.S. ha ritenuto di cogliere questa opportunità, ribadita e sollecitata nel corso dell’incontro del 3 u.s. dal Sottosegretario Pinotti presente alla riunione odierna, e ha elaborato un proprio documento articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi critica e il nostro giudizio sui contenuti della legge delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo, che abbiamo, nei suoi punti essenziali, illustrato al Ministro.
Siamo partiti innanzitutto da un paio di importanti considerazioni di carattere generale. La prima ha riguardato i tagli di personale e la sproporzione abissale esistente tra personale civile e personale militare in merito alle diverse opzioni connesse alla riduzione graduale delle dotazioni organiche: al personale militare viene offerto un ventaglio notevole di possibilità, anche molto interessanti; a noi, in raffronto, quasi nulla, e con la triste prospettiva della “disponibilità” (cassa integrazione degli statali). Ebbene, questa macroscopica sproporzione nasce da un sistema di regole diverse, presenti nell’ordinamento e non modificate dalla legge delega come pure noi avevamo richiesto, che producono questo stato di fatto. Un diverso sistema di regole che, per i militari fa riferimento alla “specificità” sanzionata dall’art. 19 della Legge 183/2010 che costituisce una breccia per far passare ogni norma, mentre a noi tutto (o quasi) è vietato in virtù di un ordinamento generale che ci ingabbia. Se questa è la situazione, ha proseguito la nostra O.S., è di tutta evidenza che una riflessione andrà operata a tal riguardo: noi pensiamo che sia stato giusto riconoscere la specificità del ruolo del personale militare; al tempo stesso, però, pensiamo che il ruolo del personale civile abbia anch’esso una propria specificità che vada riconosciuta. Fin tanto che questo nodo non verrà affrontato, i risultati non potranno che essere questi. Seconda considerazione generale: FLP DIFESA ha sempre pensato e detto che la riforma dovesse fornire un’opportunità forse irripetibile per ripensare il ruolo e la funzione della componente civile, traguardando quella “civilizzazione” che è stata l’obiettivo mancato della riforma del compianto Ministro Andreatta, e questa anche in chiave di spending review (a parità d’impiego, il costo del lavoro civile è meno della metà di quello militare). Invece, così purtroppo non è stato, Di Paola aveva ben altri obiettivi, e, nella fase di costruzione della delega, molta parte del Sindacato è stata a guardare. Ebbene, a nostro avviso, pur attraverso le rigide strettoie determinate dalla legge delega 244/2012, noi pensiamo che alcune scelte nella direzione di una maggiore civilizzazione siano comunque possibili, ed è questa la filosofia ispiratrice del documento presentato da FLP DIFESA. E, dopo queste due premesse, siamo passati ad illustrare al Ministro le nostre più importanti osservazioni e proposte.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO ALLA RIDUZIONE DEGLI ORGANICI CIVILI
Transiti nei ruoli civili: l’art. 3, comma 2, let. a), della Legge 244 prevede che la riduzione delle dotazioni organiche civili sia ispirata al principio della “elevazione qualitativa delle professionalità”. Ebbene, se così è, appare evidente che per rispettare questo principio occorra primariamente non inflazionare i ruoli civili, come accadrebbe giocoforza nel caso di massicci transiti del personale militare, che costituisce una delle opzioni, la più praticabile, tra quelle messe in campo dalla legge delega. Occorre allora mettere dei vincoli precisi per quel transito: rispetto delle dotazioni organiche e dei vincoli assunzionali vigenti. E’ stata la nostra prima richiesta (inascoltata) a Di Paola, e purtroppo in perfetta solitudine. Oggi abbiamo sentito posizioni analoghe da parte di altre sigle.
Gestione eccedenze civili: come appare in tutta evidenza, questa operazione ha valenza politica più che tecnica, e per questo abbiamo proposto la rimodulazione dell’art. 2259-quater al fine di dare spessore al profilo politico delle scelte e alle relazioni sindacali (esame e accordo tra le Parti): abbiamo anche chiesto che gli elenchi vengano fatti con riferimento solo ad area e profilo (e non anche alla fascia retrib.). Per quanto attiene i pensionamenti, abbiamo proposto che venga inserita nel provvedimento legislativo allo studio di riforme della legge Fornero una norma ad hoc che consenta, almeno da qui al 2018, il recupero delle modalità di maggior favore di cui alla L. 135/2012.
Formazione: se l’obiettivo è elevare la qualità professionale dei civili, la formazione ne diventa lostrumento decisivo. Abbiamo pertanto chiesto innanzitutto più risorse, e per questo, con riferimento all’art. 4, comma 1, let c) della delega, abbiamo proposto che quota parte dei risparmi certificati derivanti dalla riduzione delle FF.AA. sia destinata a fare formazione, e di qualità. In secondo luogo, atteso anche le limitazioni imposte dal DPR 70/2013, abbiamo segnalato la necessità che i piani straordinari annuali d prevedano anche moduli formativi per i lavoratori di area 2^ e 1^.
Fondo di produttività: tenuto conto della crescente riduzione della dotazione del FUA a causadelle norme introdotte da Tremonti, e in considerazione della necessità di procedere già nel 2014 ad una nuova tornata di passaggi interni, abbiamo chiesto, sempre in base all’art. 4, comma 1, let c) della delega, che nel decreto legislativo venga inserita una espressa norma che destini annualmente al FUA quota parte dei risparmi certificati dell’anno precedente derivanti dai riordini delle FF.AA..
Area industriale: nel condividere l’estensione al 2019 della riserva del 60% delle nuove assunzioni, abbiamo segnalato al Ministro la situazione di estrema criticità degli Stabilimenti di lavoro, Arsenali MM e Poli in primis, e abbiamo sollecitato un suo intervento urgente sulla F.P., per ottenere l’autorizzazione richiesta da Persociv per l’assunzione di 208 vincitori di concorsi che fornirebbe un po’ di ossigeno. In aggiunta, per il riefficientamento di quegli Enti, abbiamo segnalato la necessità di un piano straordinario di assunzioni, attingendo in primis agli idonei dei concorsi già espletati.
* SCHEMA DI D. LGS. RELATIVO AGLI ASSETTI ORDINAMENTALI
Segretariato: nel segno delle scelte della L. 25 sui Vertici, abbiamo espresso la nostra contrarietà al suo depotenziamento, reso evidente dalle bozze, a tutto vantaggio di SMD, e abbiamo chiesto un passo indietro rispetto alle novità che si intende introdurre agli artt. art. 15 e 41 Codice Ordinamento Mil.
Organi consultivi: abbiamo proposto la costituzione di un “Osservatorio” a composizione mista paritetica A.D.-OO.SS., con il compito di seguire e monitorare tutte le fasi del processo di riordino.
Reimpieghi: abbiamo richiesto che, ai fini della ricollocazione del personale, il Decreto attuativo faccia espresso riferimento alla procedura di cui al CCNI 2000, anche rivisitata attraverso specifico accordo
A conclusione del nostro intervento, evidenziata la complessità delle questioni, abbiamo chiesto al Ministro tavoli tecnici di approfondimento a carattere tematico, e conseguentemente un differimento dell’invio dei provvedimenti a Palazzo Chigi a dopo agosto, tenuto anche conto che l’assegnazione alla Commissione parlamentare prima dell’interruzione estiva comporterebbe di fatto una contrazione notevole dei tempi a sua disposizione per l’esame dei provvedimenti e il relativo parere (60 giorni).
Dobbiamo dire che, ancora una volta, abbiamo ascoltato posizioni non dissimili da parte delle altre sigle, che lasciano intendere che una piattaforma unitaria potrebbe tranquillamente essere costruita, e gestita unitariamente nel rapporto con l’Amministrazione. Perché continuiamo a farci del male sul fronte sindacale, mantenendo assurde, irreali e controproducenti divisioni, peraltro senza fondamento alcuno? Quanto più forte e sostenibile sarebbe la nostra battaglia se la conducessimo tutti insieme!
E’ seguita la replica del Ministro Mauro, e francamente è stata questa la parte che ci ha più piacevolmente sorpresi. Il sen. Mauro ha esordito sottolineando che il riordino delle FF.AA. è una condizione imposta dalla situazione di forte sofferenza del bilancio della Difesa (ridotto del 19% dal 2003 a oggi), e che pertanto non ha le caratteristiche proprie di una riforma, per come erroneamente e sistematicamente viene connotata dai media, spesso ammantati, a suo giudizio, di una certa cultura preconcetta nei confronti di tutto ciò che comunque ruota intorno alla Difesa e alle sue scelte.
Ha quindi confermato la sua intenzione di portare in Consiglio dei Ministri i due provvedimenti indicativamente per fine luglio, allo scopo di assicurare tempi sufficienti per traguardare l’obbligo imposto dalla delega (i decreti debbono vedere la luce entro 12 mesi dalla data di pubblicazione in G.U della legge, avvenuta – lo ricordiamo – il 16 gennaio 2013). Il sen. Mauro ha però al tempo stesso precisato che l’accelerazione dell’iter relativo ai provvedimenti non comporterà in alcun modo una compressione nel confronto che potrà dispiegarsi attraverso tavoli tecnici per temi, con l’impegno del Ministro che gli approdi dei tavoli vengano poi recepiti nei testi dei decreti delegati adottati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri. E, a tal proposito, ha dato il via alla costituzione di cinque tavoli tecnici: strumenti normativi (leggasi parte generale);formazione; tabella di corrispondenza gradi militari-posizioni d’inquadramento civile; mobilità e reimpieghi; destinazione dei risparmi al FUA.
Rispondendo poi a due delle questioni da noi poste, ha innanzitutto convenuto sui limiti attuali di scrittura dei decreti attuativi in considerazione dei vigenti vincoli normativi, che fanno capo da una parte alla specificità del ruolo dei militari e dall’altra all’ordinamento generale, non modificato dalla legge delega (e doveva essere quella l’occasione per avviare un minimo di riequilibrio tra le due categorie). Nel condividere la premessa del nostro ragionamento (se esiste una specificità del ruolo militare, una qualche specificità andrebbe riconosciuta anche a chi, i lavoratori civili, lavorano a fianco dei militari e nelle stesse sedi di lavoro), ha dato la propria disponibilità ad approfondire il “problema specificità” al fine di trovare soluzioni adeguate e praticabili, che naturalmente non potranno che trovare posto in provvedimenti legislativi successivi. Un’apertura davvero notevole, e che apre prospettive interessanti.
Infine, rispondendo all’altra questione da noi posta in merito al palese ridimensionamento del Segretario Generale a tutto vantaggio del Capo di Stato Maggiore Difesa, ha comunicato di aver già dato precise indicazioni all’Ufficio legislativo per la modifica del testo degli artt. 15, 33 e 41 presente nelle prime bozze (quelle a noi consegnate) del D. Lgs. sugli assetti ordinamentali , che ricondurranno ad unità le attribuzioni del Ministero della Difesa rinviando ad un successivo Regolamento da adottare la ripartizione delle competenze. Dovremo ricevere a breve la nuova stesura degli articoli di cui sopra, che, immaginiamo, dovrebbero recuperare in pieno il ruolo del Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti, le cui caratteristiche sono state ben illustrate dal gen. Claudio Debertolis nel corso della sua audizione presso le Commissioni difesa di Camera e Senato del 16 luglio u.s., il cui intervento troverete pubblicato sul nostro sito. Troverete anche pubblicata sulla stessa pagina di questo Notiziario, le deleghe attribuite dal Ministro Mauro ai due Sottosegretari (G.U. n. 158 dell’ 8 u.s.).
Conclusivamente, un incontro davvero positivo quello di oggi con il Ministro Mauro, che ha manifestato grande apertura e volontà di coinvolgimento del Sindacato, restituito finalmente al ruolo che gli è proprio, quello di interlocutore importante dell’A.D. . Quanto lontani appaiono i tempi del fratello La Russa e dell’ammiraglio Di Paola! Speriamo solo che lungo questa strada si proceda senza ripensamenti.
Foto 1: le delegazioni sindacali presenti all’incontro Foto 2: Il Ministro e, a fianco, il Sottosegretario
News del 17 luglio 2013 –
In data 17 u.s., è’ stato sottoscritto in via definitiva l’accordo per la distribuzione del Fondo Unico dell’Agenzia Industrie Difesa.
Rispetto all’ Ipotesi di accordo sottoscritta in data 10 ottobre 2012 (si veda il nostro Notiziario n. 132 di pari data), il testo definitivo di accordo reca una modifica dell’ art. 4 che indica, al lordo e non al netto, la somma destinata agli arretrati degli sviluppi economici 2010 che l’Agenzia deve corrispondere a un lavoratore che ha vinto un ricorso in giudizio, modifica resa necessaria a seguito di specifico rilievo venuto da MEF e FP in sede di certificazione dell’ipotesi.
In allegato, il testo dell’accordo definitivo con le firme delle Parti
Si è concluso in data odierna il confronto negoziale con l’Amministrazione in merito alla distribuzione del FUA 2013, avviato il 20 giugno u.s. (Notiziario n. 71) e proseguito poi in data 2 luglio (Notiziario n. 76). Rispetto ai punti già convenuti nei precedenti incontri, queste le ulteriori novità di oggi
Provenienza delle somme che alimentano il FUA: la dr.ssa Preti ci ha comunicato che, in accoglimento della nostra sollecitazione, ha formalmente richiesto al MEF il dettaglio delle voci che compongono il FUA 2013 (dettaglio negato lo scorso anno per il FUA 2012), che, vogliamo credere, il MEF non potrà ancora negarci, sia per dovere di trasparenza, sia perché lo stesso dettaglio il Ministero di Saccomanni non ha avuto difficoltà a consegnare alle proprie OO.SS. (l’accordo FUA MEF del 10 giu. u.s. reca il prospetto relativo alla composizione del Fondo). Restiamo in attesa della risposta del MEF, anche per conoscere l’entità dei risparmi di gestione della Difesa che vanno a confluire nel FUA 2013.
Equiparazione delle assenze alle presenze ai fini FUA: abbiamo riproposto la necessità di tutelare alcune tipologie di assenze aventi particolare valenza sociale (maternità, paternità, legge 104, donazioni organi). A tal riguardo, la dr.ssa Preti ha ribadito al propria opinione circa il fatto che, in tal caso, si correrebbe il rischio di nuovi rilievi di MEF e FP. Non abbiamo la stessa opinione, in ogni caso non possiamo che prendere atto di questa posizione, essendo stata FLP l’unica O.S. a porre il problema. A questo punto, non ci resta che attendere gli esiti degli iter di certificazione di ipotesi di accordo FUA di altri Ministeri che fanno invece salve quelle tipologie di assenze, e poi riprenderemo l’iniziativa.
Turni: come da noi espressamente richiesto, l’allegato 9 verrà integrato al comma 4 con un espresso richiamo alla tipologia di orario riferita a “turnazioni su 12 ore”, che qualche Dirigente aveva messo in dubbio in ragione del combinato tra la mancanza di questa previsione nell’accordo 2012 (presente invece nei vecchi accordi FUA) e il richiamo al CCNL 12.01.1996 che non prevede deroghe alle nove ore.
Indennità di mobilità: confermato l’ accantonamento ridotto (-100mila € rispetto all’intendimento iniziale), come da espressa richiesta di FLP DIFESA, che alzerà di circa 3 € la quota media pro capite di FUS portandola così a € 953,16 al netto oneri A.D. e dunque al lordo degli oneri del lavoratore.
Passaggi economici: in merito alla nostra richiesta di prevedere un “accantonamento di una somma destinata ai passaggi economici, con ridestinazione al FUS nel caso di non svolgimento della procedura come avvenuto a suo tempo per le riqualificazioni al fine di evidenziare l’impegno delle Parti nel prevedibile scenario di proroga dei blocchi retributivi attuali” (vds. Notiziario n. 71 del 20 giu. u.s.), preso atto dei rischi paventati dalla D.G. in merito all’accantonamento di somme in vigenza del blocco, abbiamo concordato conla dr.ssa Preti la sottoscrizione di una “dichiarazione congiunta” che renda evidente già oggi l’impegno delle Parti sul fronte dei passaggi economici in previsione del FUA 2014.
Indennità di imbarco:oltre alle due novità di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 71 del 20 giugno (la prima, cancellazione del limite minimo delle “4 ore di permanenza a bordo”; la seconda, modalità di accertamento della prestazione estesa ai “documenti ufficiali” in possesso “delle officine di appartenenza”), l’allegato 7 conterrà delle ulteriori variazioni al comma 1 (sostituzione di “natanti” con “imbarcazioni con o senza motori” e integrazione con “nonché a bordo di bacini galleggianti”).
Reperibilità: la D.G. ha dato risposta alla nostra richiesta, rendendo noto che la ricognizione avviata con la circolare Persociv n. 19262 del 19.04.2013 ha evidenziato circa il 26% di maggiori esigenze.
Lunedì prossimo, 22 luglio, è prevista la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo FUA 2013.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 –
Il Ministro M. Mauro e il Sottosegretario R. Pinotti
Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora prima dal funerale del cap. Giuseppe Larosa, tragicamente scomparso due giorni prima in Afghanistan.
Al centro dell’incontro con il Ministro, ci saranno gli schemi di decreti attuativi della legge delega sulla riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), le cui bozze, predisposte dall’Ufficio Legislativo, ci sono state consegnate nel corso dell’incontro con il Sottosegretario delegato del 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data che reca in allegato tutti i documenti ricevuti), riunione nella quale, come si ricorderà, la stessa on. Pinotti sollecitò le OO.SS. a produrre eventuali osservazioni e a fornire contributi in merito ai contenuti delle bozze. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto.
Nei giorni successivi alla riunione con il Sottosegretario, abbiamo letto con estrema attenzione tutti i documenti che ci sono stati consegnati, e in particolare i due schemi di decreti legislativi relativi, il primo agli assetti ordinamentali e il secondo al personale, militare e civile. Ebbene, diciamo subito che, nel complesso, sotto il profilo dei contenuti, l’impressione che ne abbiamo tratto non è sicuramente positiva. Siamo certamente soddisfatti del fatto che, finalmente, le OO.SS. vengano chiamate a pronunciarsi sulla bozza di un testo, e dunque a monte della presentazione dei provvedimenti (un’autentica rivoluzione rispetto a La Russa e Di Paola), ma per quanto attiene ai contenuti non possiamo, allo stato, certo essere soddisfatti. E diciamo questo, avendo ben chiari i limiti che la delega comporta.
La nostra posizione critica su quella legge è stata chiara sin dal momento del suo approdo in Parlamento come disegno di legge, e ne abbiamo indicato sin da subito le parti che non ci convincevano e che avremmo voluto cambiassero. Riguardavano, in primo luogo, le norme relative al personale civile, fortemente penalizzato a nostro giudizio dalle scelte di Di Paola, che voleva tagliare 10.000 posti di lavoro, dopo i 12.500 tagliati negli anni precedenti da Tremonti, di fatto non concedendo nulla in cambio. Ci colpì, in particolare, la sproporzione nei confronti del personale militare: anche lì tagli, e notevoli, ma a fronte di una serie di garanzie e di opzioni per rendere l’operazione la meno cruenta possibile. Cercammo in tutti i modi di far cambiare quel provvedimento, ne fanno fede le iniziative da noi portate avanti, dalla straordinaria manifestazione nazionale di protesta del 6 luglio 2012 (si veda il Notiziario n. 94/2012) al documento prodotto all’attenzione della Commissione Difesa della Camera (si veda il Notiziario n.159/2012). L’intervento dei poteri forti, le forti e ripetute pressioni dei Vertici della Difesa, politici e militari, e l’intesa delle forze che sostenevano allora il Governo Monti, in particolare PDL e PD, alla fine portarono all’approvazione della legge da parte del Parlamento. A nostro avviso, il Sindacato registrò allora una amara sconfitta, e la registrò anche per per le sue divisioni, mostrate anche in una circostanza come questa dove si stava per scrivere la storia, della Difesa e nostra, dei prossimi dieci anni. Peccato!
Oggi, però, quel provvedimento è legge dello Stato, e le norme che lo compongono costituiscono la strettoia entro cui organizzare i percorsi di riduzione. Ci è molto chiaro questo aspetto. Pur tuttavia, riteniamo che alcune scelte siano possibili e compatibili anche all’interno dei paletti fissati dalla delega.
E, proprio a partire da questa convinzione, che, raccogliendo l’invito del Sottosegretario Pinotti, FLP DIFESA ha elaborato il documento che pubblichiamo come allegato in questa stessa pagina, che è articolato in due parti, la prima che ripropone la nostra analisi sulla delega e la seconda che reca le nostre osservazioni e proposte in merito ai contenuti delle bozze predisposte dall’Ufficio legislativo. E dopo averlo messo a punto, lo abbiamo inviato questa stessa mattina al Gabinetto. Ora chiediamo ascolto e attendiamo fiduciosi le risposte del Ministro.
Si è svolta in data 9 luglio presso Segredifesa la riunione del CUG (Comitato Unico di Garanzia), alla quale ha partecipato per conto di FLP la collega Maria Pia Bisogni, che ha redatto la seguente nota, e ha visto la partecipazione, in qualità di “Responsabile delle Pari Opportunità per la Difesa”, della dott.ssa Montemagno, Vice Dir. Gen. Persociv, e del Direttore di Cefodife, dott. Mangani. Questi i punti trattati:
1) Consigliera di Fiducia. Nominata con decreto direttoriale del 23/11/2012, la Consigliera non si è ancora insediata, avendo rappresentato in diverse circostanze una serie di ostacoli e difficoltà pregiudiziali, quali: mancanza del Regolamento di tutela del Mobbing (ancora non approvato in Difesa!!!) e di quello in materia di Pari Opportunità (ma esiste il Codice in forma di legge!), assenza di specifiche tutele giuridiche, inadeguatezza della sede attribuitole presso Segredifesa per insufficiente tutela della privacy, e altro. Il Comitato ha deciso di chiederle di formalizzare le sue esigenze entro il termine del mese di settembre, al fine di verificare se vi siano, e quali, soluzioni praticabili al fine di consentirle di cominciare a lavorare sulle richieste di intervento finora inevase .
2) Programmazione di percorsi informativi/formativi sullo sviluppo delle Pari OpportunitàinDifesa
Il dott. Mangani ha relazionato in merito all’inserimento di corsi e seminari in materia nell’ambito dei piani formativi della Scuola da lui diretta.
3) Avvio dell’organizzazione logistica dell’attività seminariale di promozione del ruolo e delle attività del CUG, promossa da uno dei Gruppi ristretti del CUG, che risulta aver già riscontrato l’interesse concreto ad essere ospitato in alcune sedi periferiche dell’A.D. .
La dott.ssa Montemagno ha poi illustrato il progetto affidatole dalla CIVIT quale “Responsabile della Pari Opportunità per il Ministero della Difesa” (dunque anche per Militari e Magistrati). Gli obbiettivi, in parte condivisi con il CUG, sono: il potenziamento del sito del Ministero, dando visibilità alle diverse anime della Pari Opportunità (CUG, Comitato Consultivo del Capo di SMD, Consigliere/a di Fiducia), e procedendo all’inserimento di normative, regolamenti, linee guida, e della più generica documentazione di interesse; in secondo luogo, l’ avvio di forme di collaborazione e coordinamento tra i diversi organismi. Ovvio dunque l’interesse e l’attenzione della dott.ssa Montemagno per le attività svolte dai Gruppi di Lavoro del CUG; peraltro il 2°Gruppo, più concentrato su Pari Opportunità e Benessere organizzativo, ha di recente lavorato: ad una richiesta dati a Persociv sulla situazione del personale civile, i cui risultati sono già pervenuti e saranno oggetto di specifica analisi; alla predisposizione del materiale normativo e della documentazione utile al potenziamento del sito, il cui inserimento è in cantiere; e, infine, alla redazione della bozza, in via di approvazione, di un nuovo questionario da sottoporre alle colleghe e ai colleghi per verificare il comune sentire in materia di Pari Opportunità, Mobbing e benessere organizzativo.
Ultima questione, posta in evidenza da FLP, è l’esclusione del personale di seconda e prima area dai piani formativi straordinari, ad eccezione delle fattispecie individuate dalla bozza di decreto attuativo della riforma Di Paola presentata dal Sottosegretario alla Difesa nella riunione del 3 luglio u.s.. (profili tecnici area industriale e riconversione professionale). Su questo punto sono preannunciate iniziative, condivise da molti dei presenti, in tutela della pari opportunità.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 80 dell’ 11 luglio 2013 –
Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con le accelerazioni impresse dal DL 95/2012 (spending review). Di seguito, offriamo una sintesi del confronto, con riferimento alle diverse aree e alle posizioni da noi espresse.
* Area Operativa e Area Formazione: è prevista la riconfigurazione del Cdo Logistico di proiezione in Scuola TRAMAT con transito di dipendenza dal COMFOTER al nuovo Cdo di vertice COMFORDOT. Sette i dipendenti interessati, che troveranno comunque, tutti, utile impiego nella nuova struttura.
* Area Logistica: SME-RPGF ha ipotizzato una variante organica all’Ufficio Amministrativo del MACRA di Piacenza che, pur mantenendo la posizione di “funzionario amministrativo” nelle tabelle organiche dell’Ente, vorrebbe connotarla “anche per i militari”, rendendone così possibile la temporanea copertura da parte di un militare. A tal riguardo, FLP DIFESA ha espresso netta discordanza, sia per ragioni di carattere generale (la c.d civilizzazione la si fa recuperando posizioni e incarichi attualmente attribuiti a militari, e non aprendo ulteriori varchi ai tanti già esistenti) sia per ragioni di carattere specifico atteso che, all’interno del MACRA, la posizione risulta attualmente già coperta da un funzionario amministrativo e che prestano servizio nello stesso Ente altri colleghi di pari profilo professionale. SME-RPGF ha preso atto delle nostre argomentazioni e si è riservata un approfondimento al riguardo.
Nel corso della riunione, SME-RPGF ha fornito anche alcuni chiarimenti in merito al POLMANTEO di Roma, Ente nel quale un sopralluogo effettuato recentemente da personale di Difesa Servizi SpA aveva suscitato un comprensibile allarme da parte dei lavoratori. A tal riguardo, SME-RPGF ha affermato che non esiste, allo stato, alcun intendimento della F.A. di rilocare l’Ente in altre strutture, per il quale ci sono invece progetti allo studio ai fini di un potenziamento delle attività.
* Area Territoriale: dando seguito a quanto ci era stato anticipato nella precedente riunione del 12 giu. u.s., SME-RPGF ha illustrato la struttura organizzativa del nascente Comando Forze di Difesa Interregionale (COFOD) Nord di Padova, che sarà uno dei sei alti Comandi periferici (gli altri saranno: CMI Nord Torino; COFOD Sud Napoli; IGM e i due CMA Sicilia Palermo e Sardegna Cagliari).
Il COFOD Nord nascerà il 1 ottobre 2013 dalla riorganizzazione del CME VenetoPadova e dalla soppressione del CEDOC Padova e del 1° FOD (Comando Forze Difesa) di Vittorio Veneto, provvedimento già decretato (DM 20.02.2013 a firma Di Paola, pubblicato nella G.U. n. 153 del 2 u.s.).
La struttura organizzativa del nuovo Ente prevede una dotazione organica civile di 157 unità, di cui 15 di Area 1^, 133 di area 2^ e 9 di area 3^, e tiene conto anche della soppressione, prevista per il 2014, del Comando Logistico Nord Padova. Sotto il profilo delle quantità , la dotazione del nuovo Ente offre dunque sufficienti garanzie (sono 167 le unità oggi complessivamente effettive nei tre Enti, dunque dieci in più, ma si deve anche considerare che sono previsti alcuni pensionamenti ex DL 95); a giudizio di FLP DIFESA, però, per avere il quadro completo di situazione, occorre anche conoscere la struttura organizzativa dell’Ente, l’articolazione degli Uffici/Sezioni e le professionalità previste al loro interno, con i relativi incarichi. Dire, per esempio, che sono previsti 9 funz. amm. senza aggiungervi dove saranno impiegati e con quali incarichi, significa per noi non poter comprendere appieno gli effetti del riordino. E’ di tutta evidenza, dunque, che senza quei dati di conoscenza, il confronto con le OO.SS. risulta mancante di elementi essenziali ai fini di una corretta valutazione, anche per quanto attiene i reali intendimenti della F.A. in merito alla c.d. “civilizzazione” che dovrebbe orientare il processo di riforma. Abbiamo pertanto chiesto a SME-RPGF di fornirci i dati di cui sopra (organigramma, professionalità e incarichi) e di aggiornare conseguentemente la riunione a successiva data, sospendendo nell’attesa ogni determinazione. A tal riguardo, SME-RPGF ha preso atto della nostra richiesta e si è riservata una risposta a breve.
Abbiamo anche chiesto che, analogamente a quanto avvenuto per altri Enti riorganizzati (IGM di Firenze, per esempio), si apra quanto prima possibile il tavolo locale per approfondire tutte le questioni comunque legate alle attività del nuovo Ente e all’impiego del personale, allo scopo di determinare le migliori condizioni di partenza. Ovviamente, lo stesso ragionamento è stato proposto da FLP DIFESA anche per la Scuola TRAMAT e verrà riproposto per tutti gli Enti di nuova costituzione.
Sempre con riferimento all’area territoriale, su precisa richiesta di FLP DIFESA scaturita dalla lettura dei provvedimenti inseriti negli “annessi” degli schemi di decreti attuativi della delega consegnati alle OO.SS. il 3 luglio u.s. (si veda il Notiziario n. 77 di pari data), SME-RPGF ha precisato che, a seguito dell’entrata in vigore del DPR 15 novembre 2012, n.236 recante il nuovo Regolamento del Ministero della difesa in materia di lavori, servizi e forniture in vigore dal 6 luglio 2013 (vds Quaderno FLP DIFESA n. 6, pubblicato come “News” sul nostro sito web), la F.A. è stata obbligata ad un ripensamento in merito all’originale intendimento di accorpare le aree territoriale e infrastrutturale (vds. Notiziario n. 10 del 24 gennaio 2013). Le due aree rimarranno dunque separate: al vertice dell’area territoriale sarà posto, entro il 31.12.2014, il Comando per il territorio per riconfigurazione dell’attuale Comando militare della Capitale, mentre al vertice dell’area infrastrutturale sarà posto il costituendo Dipartimento Infrastrutture dello SME da cui dipenderanno direttamente gli Enti periferici (Reparti Infrastrutture etc.), essendo comunque confermata per il 2016 la soppressione dei Comandi Infrastrutture Nord di Padova , Centro di Firenze e Sud di Napoli cui attualmente fanno capo gli Enti periferici.
Infine, e ancora con riferimento all’ area territoriale, a seguito di nostra precisa richiesta, SME-RPGF ha confermato l’invio delle nuove dotazioni organiche a carattere sperimentale dell’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze, che, come è noto, è stato riorganizzato accorpando alle storiche competenze cartografiche anche quelle nuove di carattere territoriale in capo ai sopprimendi CME Toscana e CEDOC Firenze, operazione questa da noi non condivisa per i motivi più volte spiegati.
A tal riguardo, e con l’intendimento di dare una corretta partenza della sperimentazione, abbiamo chiesto che SME-RPGF solleciti l’Ente a fornire rapidamente alle OO.SS./RSU interessate le nuove dotazioni/organigrammi/incarichi dell’IGM, e con le stesse Rappresentanze locali definisca il percorso, i tempi e le verifiche di questa sperimentazione. E’ di tutta evidenza che, senza questa necessaria premessa, diventa improponibile dare il via alla procedura di reimpiego del personale, atteso che il reimpiego ha come presupposto essenziale la conoscenza delle possibilità effettive d’ impiego.
Pubblichiamo di seguito la “scheda illustrativa” predisposta da SME-RPGF in previsione della riunione di ieri, già in possesso delle nostre strutture, e le slides utilizzate per l’illustrazione in riunione, che ci sono state fornite da SME-RPGF su nostra richiesta.
Notiziario n. 87 del 30 luglio 2013 – Secondo incontro, oggi pomeriggio, con il Ministro della Difesa sen. Mario Mauro sui contenuti degli schemi di decreti attuativi della delega per il riordino dello strumento militare, incontro unitariamente richiesto dalle OO.SS. a fine riunione di ieri 29 luglio con il Sottosegretario delegato sen. Roberta […]
News del 29 luglio 2013 – E’ stata emanata in data odierna dalla Funzione Pubblica la circolare n. 3, che pubblichiamo di seguito, molto attesa dai colleghi interessati e preannunciata dalla Direttiva n. 10/2012 della stessa Funzione Pubblica. Detta circolare reca indirizzi e criteri in ordine all’applicazione dell’art. 2, comma 11, let. a) della legeg 7.08.2012, n. 135 […]
Notiziario n. 86 del 24 luglio 2013 – Nella giornata di ieri si è svolta, presso la Sala briefing dello Stato Maggiore Marina, un incontro fra l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, e le OO.SS. nazionali della Difesa, nella quale l’alto Ufficiale ha illustrato alle Parti sociali il […]
Notiziario n. 85 del 22 luglio 2013 – Nel pomeriggio di oggi, abbiamo sottoscritto l’ipotesi di accordo per la distribuzione del FUA 2013, il cui testo completo alleghiamo di seguito, con riserva di pubblicare quello con le firme delle Parti. Il confronto negoziale è partito il 20 giugno u.s. (vds. Notiziario n. 71 di pari data) […]
Notiziario n. 84 del 18 luglio 2013 – Il Ministro della Difesa sen. M. Mauro ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. della Difesa e discusso con loro dei provvedimenti attuativi della legge 31.12.2012, n. 244 recante delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale. Si è trattato, lo diciamo subito, di […]
News del 17 luglio 2013 – In data 17 u.s., è’ stato sottoscritto in via definitiva l’accordo per la distribuzione del Fondo Unico dell’Agenzia Industrie Difesa. Rispetto all’ Ipotesi di accordo sottoscritta in data 10 ottobre 2012 (si veda il nostro Notiziario n. 132 di pari data), il testo definitivo di accordo reca una modifica […]
Notiziario n. 83 del 16 luglio 2013 – Si è concluso in data odierna il confronto negoziale con l’Amministrazione in merito alla distribuzione del FUA 2013, avviato il 20 giugno u.s. (Notiziario n. 71) e proseguito poi in data 2 luglio (Notiziario n. 76). Rispetto ai punti già convenuti nei precedenti incontri, queste le ulteriori […]
Notiziario n. 82 del 15 luglio 2013 – Giovedi mattina, 18 luglio p.v., il Ministro della Difesa prof. M. Mauro incontrerà le OO.SS. della Difesa. Sarà, questa, la prima vera occasione di confronto con il nuovo Ministro, atteso che l’incontro precedente del 10 giugno u.s. ebbe un carattere molto particolare, essendosi tenuto solo qualche ora […]
Notiziario n. 81 del 12 luglio 2013 – Si è svolta in data 9 luglio presso Segredifesa la riunione del CUG (Comitato Unico di Garanzia), alla quale ha partecipato per conto di FLP la collega Maria Pia Bisogni, che ha redatto la seguente nota, e ha visto la partecipazione, in qualità di “Responsabile delle Pari […]
Notiziario n. 80 dell’ 11 luglio 2013 – Nuova sessione informativa, ieri mattina, a palazzo Esercito, nella quale SME – RPGF (Reparto Programmazione Generale Finanziaria) ha illustrato alle OO.SS., su tavoli separati, alcuni provvedimenti di riordino che naturalmente si inquadrano nel contesto più generale della riduzione dello strumento militare in attuazione della legge n.244/2012, con […]