Mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia
La vicenda dei Cappellani Militari, di cui abbiamo riferito ai colleghi nel Notiziario n. 66 del 27.05.2016, è tornata recentemente d’attualità a seguito di alcune lodevoli iniziative in sede parlamentare.
In molti, e noi eravamo certo tra questi, pensavano che il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA avviato dalla L. 244/2012 e attuata attraverso i Decreti legislativi nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016 dovesse essere accompagnato anche dalla riforma dell’Ordinariato militare in Italia (OMI), con l’analogo obiettivo di ridurre i costi a carico dei cittadini. Si ricorderà come, a tal proposito, era stato avviato nel 2015 un tavolo di lavoro tra Vaticano/CEI (Conferenza Episcopale Italiana) da una parte e Governo dall’altra, finalizzato alla riforma dell’“assistenza spirituale”, che pareva essere stato accompagnato in ambito MD dalla costituzione di una “commissione tecnica” con il compito di elaborare proposte per il tavolo bilaterale.
Come già riferito in altra circostanza, l’OMI è una circoscrizione della Chiesa cattolica, assimilata ad una diocesi, che ha giurisdizione sul personale di tutte le FF.AA. (EI, MM, AM, CC, e anche G.d.F.). E’ suddiviso oggi in sedici zone pastorali geografiche ed è guidato da un Vescovo (“Ordinario Militare”) designato dal Papa, nominato con DPR e che assume il grado di Gen. di C.A.. L’organigramma dell’OMI prevede anche un Vicario Generale (Gen. Divisione)e degli Ispettori (Gen. Brigata). A livello territoriale, le funzioni di assistenza spirituale sono svolte dai Cappellani Militari Capi (gradi a scalare da Colonnello a Capitano) e Cappellani Militari Addetti (grado di Tenente), e non poteva mancare una scuola di formazione (“Scuola Allievi Cappellani Militari”, sede a Roma). Che tutto questo pesi parecchio sulle casse pubbliche, è del tutto ovvio. Secondo alcuni, “la cura spirituale dei militari impegnati in missione è costata quasi 17 mln €; questa cifra comprende gli stipendi, le pensioni e il mantenimento degli uffici; solo questi pesano 2 mln di € l’anno” (i dati sono riferiti all’anno 2013), mentre secondo una stima più recente le attività afferenti all’OMI costerebbero oggi ai cittadini italiani intorno ai 20 mln all’anno (si legga su questa stessa pagina, in allegato 3, l’articolo dell’Espresso del 2.05.2016).
Di cancellare, o quantomeno decisamente ridurre, questa costosa organizzazione si parlava da un po’ di tempo, sia nella scorsa legislatura che in questa, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il numero dei Cappellani (oggi 204 in organico) ma soprattutto di togliere i gradi militari che fanno ovviamente lievitare i costi, tra i quali quelli previdenziali (156 i pensionati, e tra questi il Presidente CEI card. Bagnasco, ex Ordinario, che ha la pensione di Generale di C.A.).
Se questo è dunque il quadro, una marcata cura dimagrante appariva una scelta quanto mai doverosa, atteso che mentre in questi anni si bloccavano i contratti, si tagliavano le pensioni e il welfare, e si mandavano a casa centinaia di migliaia di lavoratori, i Governi che si sono succeduti negli anni hanno tollerato questa situazione e questi privilegi ottocenteschi.
Il tavolo bilaterale Governo/Vaticano-CEI pareva ad un certo punto essere arrivato a qualche utile approdo (ne avevamo riferito nel Notiziario n. 66/2016: riduzione dei cappellani da 204 a 158; riduzione dei posti dirigenziali dagli attuali 14 a solo due, l’Ordinario militare e il Vicario), ma solo comunque attraverso i collocamenti a riposo. Dunque, ridotti sì, ma con ancora i gradi militari. Poi comunque non si è andati avanti, e la riforma dell’OMI è cosa di là da venire.
In questo quadro, si iscrivono oggi due lodevoli iniziative del M5S alla Camera dei Deputati, che pubblichiamo entrambe su questa stessa pagina, la prima consistente in una interrogazione sulla “commissione tecnica” che il Governo ha negato essere stata costituita mentre ha invece confermato che i lavori del tavolo bilaterale proseguono senza però indicarne gli approdi finali o attuali, e la seconda consistente in una risoluzione a “provvedere al riordino dei ruoli e delle carriere dei cappellani militari in senso riduttivo al fine di ottenere dei risparmi di spesa nel bilancio del Dicastero Difesa già dall’esercizio finanziario 2018”.
Alla prossima, allora, se mai verrà, ma che certamente traguarderà la prossima legislatura. Amen!
Si riporta di seguito il testo del “comunicato unitario” CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che riferisce in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri a palazzo Marina con lo Stato Maggiore di questa Forza Armata.
” In data odierna, si e’ svolta presso MARISTAT una riunione tra 1° Reparto e le OO.SS. nazionali, che ha avuto all’o.d.g. alcune problematiche in essere nella F.A., che è stata presieduta dal Capo del 1° Reparto, CA G. Ottaviani, accompagnato dal nuovo Capo del 3° Ufficio D. Civico.
Di seguito, gli argomenti trattati, i contenuti del confronto e le risultanze conclusive.
Organizzazione del servizio di vigilanza nella sede di Taranto.
Il problema era stato innescato a gennaio scorso da una nota indirizzata alle Rappresentanze Territoriali con la quale la maggior parte dei lavoratori di MARINARSEN (n. 31 su 41) impiegati nel servizio denunciavano i numerosi disagi di carattere logistico amministrativo in conseguenza dell’attuale organizzazione centralizzata, e sollecitavano l’ ”accorpamento logistico amministrativo presso Marinarsen”. Una sollecitazione raccolta dalle scriventi OO.SS. che con due successive note chiedevano allo SMM di dare risposta al parere nel frattempo richiesto da MARINA SUD.
Ebbene, dopo un approfondimento di carattere organizzativo che ha richiesto più mesi di lavoro e che ha visto il coinvolgimento anche di MARICOMLOG, è arrivata oggi la risposta dello SMM, che ha espresso l’intendimento di procedere ad una riorganizzazione dei servizi di vigilanza in chiave decentrata, articolandoli per Cdo/Ente anche attraverso l’accorpamento di più siti ad essi afferenti. Una scelta che il CA Ottaviani ha precisato essere frutto di una attenta valutazione da parte di MARISTAT, anche con riferimento all’organizzazione del servizio in ambito più generale di F.A., e ha detto essere chiaramente finalizzata a ridurne i costi complessivi e a ottimizzarne la resa.
Nei nostri interventi, abbiamo espresso una sostanziale concordanza rispetto agli intendimenti espressi dalla F.A., segnalando al contempo la necessità di procedere con speditezza al riassetto dei servizi di vigilanza in chiave decentrata e alle connesse operazioni di reimpiego del personale.
A breve, dunque, dovrebbe essere emanata una specifica direttiva di SMM e avviati i reimpieghi.
Stato delle relazioni sindacali presso i Comandi/Enti della Marina
Abbiamo segnalato che permangono in alcuni Enti e Comandi di MM evidenti criticità nelle relazioni sindacali, in gran parte dovute alla indisponibilità dei Dirigenti a fornire le informazioni richieste e ad avviare confronti di merito con le Rappresentanze locali.
A tal proposito, abbiamo ricordato i contenuti della nota unitaria inviata in data 9 settembre u.s. all’attenzione della Ministra, nella quale evidenziavamo le criticità in materia di relazioni sindacali negli Enti industriali intrecciandole con i problemi legati alle “grida di allarme” provenienti dalle lavoratrici e dai lavoratori di quegli Enti in ragione dei diversi e crescenti problemi (mancanza di risorse; invecchiamento della forza lavoro; blocchi del turnover; etc.). Infine, abbiamo sollecitato una iniziativa diretta di SMM verso gli Enti, volta a valorizzare il confronto con il Sindacato e a indicare le linee attraverso le quali deve essere sviluppato, in un’ottica di prevenzione dei conflitti.
Nel dare piena disponibilità al riguardo, il CA Ottaviani ci ha comunicato che, con riferimento alla nota unitaria sopra richiamata del 9 settembre u.s., è in fase di elaborazione la risposta recante gli “elementi di informazione” che il Gabinetto ha richiesto a MARISTAT in data 18 ottobre u.s.
Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina.
Abbiamo segnalato a SMM come non sia stato in tutti gli Enti ultimato il percorso convenuto con le scriventi OO.SS. nell’incontro del 25 luglio, e di cui alla nota dello stesso SM del 26 successivo, che prevedeva che le Direzioni di Arsenali e CC.TT. fornissero le necessarie informazioni e avviassero i confronti locali per fare un punto di situazione, ad un anno data dal processo di riordino avviato dal D. Lgs. n. 8/2014 e che si è poi concretizzato nei DD.MM. di struttura degli Enti e nei successivi decreti direttoriali, a premessa del successivo confronto nazionale.
Nel prenderne atto, il CA Ottaviani ha confermato piena disponibilità della F.A. a procedere nei termini con noi convenuti a luglio e si è impegnato ad avviare una iniziativa centrale finalizzata al completamento dei confronti locali. Seguirà poi il tavolo nazionale, che si è convenuto di fissare non oltre il 15 marzo, e che dovrebbe essere preceduto dal secondo incontro con il Capo di SMM.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA-GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
In allegato 1, il file pdf del comunicato unitario per l’affissione in tutte le bacheche degli Enti interessati
In allegato 2, la nota unitaria delle OO.SS. territoriali CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA di Taranto diffusa in data 27 u.s.
Ha fatto abbastanza rumore nelle secrete stanze del M.D. l’ audizione parlamentare del dr. Raffaele Guariniello, già Procuratore a Torino, la cui attività è stata principalmente rivolta ai settori del lavoro, della salute e dell’ambiente. Famose, nella sua storia professionale, le inchieste sui sette morti causati dal rogo divampato nella notte tra 5 e 6 dicembre 2007 all’acciaieria ThyssenKrupp di Torino e quella sui tanti morti per mesotelioma avvenute tra gli ex-dipendenti dell’ Eternit, che hanno poi portato alla storica sentenza di Torino del 2012. In pensione da dicembre 2015, il dr. Guariniello è da due anni consulente della IVCommissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, e in questa veste è stato audito il 15 u.s. da detta Commissione a palazzo S. Macuto.
Abbiamo già avuto modo di parlare del lavoro straordinario che sta portando avanti questa Commissione, presieda dall’on. Gian Piero Scanu, che nonostante la sua nominazione che parrebbe circoscriverne il perimetro d’intervento, si è meritoriamente occupata di tutti gli aspetti relativi alla tutela della salute del personale e agli ambienti di lavoro del Ministero della Difesa. Un lavoro non facile, con tante audizioni e diversi sopralluoghi nei siti della Difesa, che pare non sia stato accompagnato da una grande disponibilità di A.D., ma che alla fine ha prodotto una interessantissima “Relazione sull’attività d’inchiesta in materia di sicurezza sul lavoro tutela ambientale nelle Forze Armate: criticità e proposte” approvata il 19 luglio u.s. in modo quasi bipartisan dalla Commissione, e che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, raccomandandone, in particolare, anche con riferimento all’udizione del dr. Guariniello, la parte relativa alle “carenze nella valutazione dei rischi: DVR e DUVRI” (a pg. 339).
Ma cosa ha detto il dr. Guariniello in audizione? Tre, ci sembrano, le affermazioni più pesanti.
La prima: una “giurisdizione domestica” in materia di sicurezza e tutela degli ambienti di lavoro del Ministero Difesa, che non differenzia i ruoli tra controllore e controllato, e prevede che la vigilanza e i controlli non siano gestiti da terzi, ma operati da “servizi tecnici e sanitari” interni allo stesso MD, nel quadro di una evidente confusione dei ruoli e con tutti gli annessi e connessi del caso. La soluzione sarebbe quella di affidare il tutto a soggetti esterni, ma la cosa non sembra entusiasmare i Vertici.
La seconda: la persistenza di numerose criticità, già individuate dalle precedenti Commissioni e tuttora irrisolte, frutto di una legislazione inadeguata. Dunque, c’è bisogno di un nuovo assetto normativo.
La terza: le risposte pervenute dagli Enti coinvolti nella ricognizione avviata da DICOPREVA su imput della stessa Commissione, hanno evidenziato che, rispetto ai circa 300 Enti interessati, i DVR (Documento di valutazione dei rischi, documento cardine in materia di sicurezza previsto dagli artt. 17 e 28 del D.Lgs 81/2008, il c.d. testo unico sulla sicurezza sul lavoro) è stato redatto o aggiornato nell’ultimo trimestre 2016 in 163 Enti e addirittura nel 2017 in 25 Enti. E, a tal proposito, il dr. Guariniello menziona alcuni Enti (COI, CETLI) e ricorda che qualche Direttore ha addirittura ammesso“di non essere in condizione di assolvere ai compiti di prevenzione e di sicurezza”. Una situazione di affermata violazione delle norme vigenti, che, oltre a indurre forte preoccupazione in tutti coloro che operano nel MD in queste condizioni, rinvia, a detta dello stesso Guariniello, a responsabilità precise: a quelle di chi dovrebbe vigilare e non lo fa o lo fa in modo insufficiente; a quelle dei Dirigenti datori di lavoro; infine, a quelle dei “datori di lavoro di fatto” che altri non sono che i Vertici di A.D.
Raccomandiamo a tutti l’ascolto integrale dell’audizione del dr. Guariniello, che pubblichiamo s questa stessa pagina allegato 1, ne esce fuori uno spaccato di A.D. che certo preoccupa e fa pensare. E pubblichiamo inoltre l’articolo a firma di A. Custodero sulla stessa audizione comparso su Repubblica.it il 15 u.s.
Come i colleghi ricorderanno, nel corso della riunione con il Direttore Generale di PERSOCIV dell’8 u.s., ci era stata data comunicazione su alcune possibili integrazioni del FUA 2017: la prima, a provenienza MEF e la somma ipotizzata stava in una forbice compresa tra i 5,8 e i 6 mln di euro; la seconda, invece, in relazione alla destinazione in via permanente al FUA dei risparmi di spesa connessi alla riduzione del personale – all’interno di una forbice compresa tra il 4 e 10% – in base a quanto previsto dalla Legge delega di riordino delle FF.AA. (L.31.12.2012, n. 244) e dai successivi decreti attuativi (D. Lgs. n. 8/2014 e n. 91/2016), ed era stata quantificata in poco più di 2,6 mln di € applicando la percentuale max del 10%, all’interno dello schema di decreto interministeriale predisposto dalla nostra D.G. (si veda il comunicato unitario CGIL FP–UIL PA–FLP DIFESA- CONFSAL UNSA, di cui al Notiziario n. 113 di pari data).
Ebbene, con riferimento all’integrazione MEF, dobbiamo dire che le somme formalmente allocate dal Ministero in questione sono addirittura superiori, e di molto, a quanto inizialmente ipotizzato dalla stessa DG. A tal proposito, informiamo i colleghi che, in data odierna, abbiamo infatti ricevuto dalla nostra Direzione Generale la comunicazione a firma della dr.ssa Anita Corrado che riportiamo di seguito nella sua forma integrale
“Si comunica che in data odierna in sede di incontro presso il MEF, richiesto da questa Direzione Generale per la quantificazione definitiva delle ulteriori risorse da contrattare per il FUA 2017, l’IGOP ha comunicato che le risorse di cui sopra per il Ministero della Difesa sono pari ad Euro 10.073.972,19 che vanno ad incrementare l’importo di Euro 42.854.398,81 indicato nell’accordo medesimo”
Per la distribuzione di queste ulteriori risorse, si dovrà procedere ora ad una specifica trattativa per la definizione di nuova e separata ipotesi di accordo, in ragione di quanto previsto dall’art. 16 del CCNI 9.10.2017, formulazione questa che da qualche anno compare negli articolati degli accordi FUA a seguito dei rilievi di MEF e FP in sede di certificazione.
Se, come probabile o come almeno noi auspichiamo, le Parti decideranno di destinare l’intera dotazione delle predette “ulteriori risorse” al Fondo di sede (FUS) e solo al FUS, senza quota parte da destinare alla “performance”, le risorse che affluiranno in sede locale, in ragione dei n. 26.313 dipendenti in servizio alla data del 1.1.2017, secondo i nostri calcoli, dovrebbero dar luogo ad una ulteriore quota pro capite di FUS pari a € circa 380 € al lordo oneri datoriali, e dunque circa 286 € al netto oneri AD.
Un incremento importante, in ragione del quale la quota pro capite complessiva del FUS 2017 salirebbe a circa 470.00 € al netto oneri AD (183,45 + 286).
Senza dimenticare che le risorse derivanti dai risparmi ex L. 244 dovrebbero dar luogo, negli stessi termini, ad una ulteriore quota FUS di circa 76 € sempre al netto oneri AD.
(Giancarlo Pittelli)
Con l’occasione, pubblichiamo in allegato 1 il comunicato unitario diffuso a fine riunione con SME DIPE del 16 u.s, in merito alla spinosa vicenda dei buoni pasto di COMFOP SUD e CERIMANT Napoli, e, in allegato 2, la risposta pervenuta proprio in in data odierna dallo stesso DIPE.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV.
” Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione, richiesta dalle scriventi OO.SS. con nota del 9 u.s. e prontamente convocata dal D.G. che l’ha anche presieduta, finalizzata ad approfondire alcune problematiche innescate dall’avvio della procedura selettiva per gli sviluppi economici 2017.
In apertura, la dr.ssa Corrado ha fatto innanzitutto il punto di situazione sui ricorsi promossi da lavoratori e relativi alla procedura 2016. A parte alcuni a carattere individuale, sono stati notificati ad A.D. tre ricorsi collettivi, di cui due promossi da funzionari in ordine alla supposta scarsa rilevanza dei titoli di studio rispetto all’ anzianità (15 ricorrenti il primo, 17 il secondo) e il terzo promosso da n. 32 lavoratori comandati, in particolare presso la PdCM, in ordine al rigetto dei titoli diversi presentati sulla “valutazione della prestazione professionale”. A parere del D.G, sulla base dei numeri di cui sopra e a fronte della ben più numerosa platea dei lavoratori interessati alla procedura selettiva 2017 (circa 20.000), non appaiono in alcun modo praticabili modifiche in corso d’opera delle modalità di ammissione già fissate dal bando pubblicato il 30 u.s..
In merito alle problematiche legate al bando 2017, abbiamo posto le seguenti questioni.
Titoli valutabili: abbiamo rilevato le contraddizioni in merito alla richiesta allegazione, innanzitutto rispetto alle precise diposizioni recate dal DPR 445/2000 e, in via secondaria, rispetto alle contraddizioni presenti nello stesso bando (art. 4, commi 10 e 15). A tal proposito, abbiamo chiesto che la D.G. chiarisca i termini esatti del problema, anche al fine di evitare successivi contenziosi.
Valutazioni multiple: abbiamo segnalato come molti lavoratori, in particolare sulla sede di Roma, siano stati impropriamente esclusi dagli elenchi predisposti da OIV in sede di attribuzione dei punteggi ponderati, e richiesto a tal proposito una urgente iniziativa della D.G.
Valutazione prestazione professionale: in merito alla non valutazione dei periodi di servizio inferiori ai 90 gg (Direttiva 10.11.2015, pg. 8), che rischia di ricomprendere assenze dal servizio anche di rilevanza sociale (assenze per maternità; per patologie gravi), abbiamo chiesto di adottare come criterio quanto previsto nella stessa Direttiva per l’attribuzione del trattamento accessorio.
Titoli di studio coerenti con le attività del p.p. posseduto: nel ricordare le posizioni di dissenso espresse a suo tempo in sede di trattativa FUA, abbiamo segnalato la necessità di fissare criteri più trasparenti ed oggettivi, prendendo a riferimento le tabelle predisposte dal Ministero dell’Istruzione e già utilizzate per le riqualificazioni 2008, evitando le formulazioni molto generiche e di cui alla FAQ n. 22, che affida di fatto alla discrezionalità delle Commissioni di verifica le scelte al riguardo.
Abbiamo infine segnalato la necessita che l’URP risponda sollecitamente ai quesiti proposti direttamente dai lavoratori interessati o per il tramite delle Rappresentanze sindacali.
Il D.G. ha preso atto delle nostre richieste e si è impegnata a darne rapida e concreta soluzione.
Nel corso della stessa riunione, il D.G. ha ufficializzato i dati relativi alle prossime nuove assunzioni di professionalità civili, uno dei frutti positivi della nostra iniziativa di questi mesi.
Sono già partite le lettere di assunzione di n. 70 idonei (funzionari e assistenti tecnici, erano 86 in tutto, in 16 vi hanno rinunciato) collocati nelle graduatorie ancora aperte e relative ai concorsi pubblici già espletati per il MD, e a giorni verranno pubblicati tre bandi di concorso per assumere complessivamente n. 30 professionalità civili del settore tecnico, scientifico e informatico. Una buona notizia, davvero, che insieme alla riattivazione delle ex scuole allievi operai di cui all’emendamento governativo al DDL attuativo del Libro Bianco, apre davvero nuove prospettive.
A conclusione dell’incontro, in risposta ad una nostra precisa richiesta in ordine ai problemi innescati dalla circolare INPS n. 94 del 31.05.2017, ha chiarito che l’A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti,e che il problema ravvisato per altre AA.PP, non sussiste per il personale civile della Difesa. Nel prenderne positivamente atto, abbiamo chiesto e ottenuto che la DG formalizzi questa precisazione con apposita comunicazione on line.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA – GC Pittelli CONFSAL UNSA – GF Braconi “
Pubblichiamo, in allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA per la diffusione tra i lavoratori e l’affissione nelle bacheche.
Per quanto attiene alle problematiche innescate dalla circolare INPS di cui all’ultimo capoverso del sopra riportato comunicato unitario, rendiamo noto ai colleghi che l’Istituto previdenziale ha pubblicato in data odierna la circolare n. 169 che sposta i termini per la prescrizione dei contributi pensionistici al 1.1.2019.
Pubblichiamo sempre su questa stessa pagina in allegato 2 la predetta circolare, con riserva di fornire le osservazioni al riguardo della nostra O.S.
Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nel corso degli ultimi mesi, un posto certamente di rilevo occupa il problema innescato dall’emanazione della circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 avente per oggetto “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ai sensi degli articoli 19 e 25 del D.P.R. 29.12.1973, n. 1092”, a cui è poi seguita la circolare con errata corrige n. 23994 del 15.04.2016.
A tal proposito, nel rinviare al nostro precedente Notiziario n. 62 del 27 giugno 2017 per i problemi innescati dalla circolare di che trattasi e per gli accadimenti che si sono registrati in successione, riportiamo di seguito la nota unitaria CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA inviata in data odierna all’attenzione della Ministra.
“Gentile Ministra, la Direzione generale del personale civile del Ministero della Difesa ha, con circolare del 14.03.2016, dettato una serie di disposizioni relative ai benefici pensionistici derivanti da supervalutazione di periodi di servizio in lavori insalubri, polverifici, imbarchi ex artt. 19 e 25 del D.P.R. 1092/1973. Con la medesima circolare la predetta amministrazione ha espressamente abrogato una serie di circolari precedenti, restringendo fortemente le ipotesi in cui spetta il riconoscimento dei benefici, in parte recependo taluni gli arresti della giurisprudenza, in altra parte fornendo essa stessa l’interpretazione delle norme vigenti, parte delle quali, a giudizio delle scriventi OO.SS., assolutamente obsolete ed inadeguate.
Tale delicata problematica – che ha immediatamente prodotto conseguenze inattese e drammatiche per le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, particolarmente in coloro che proprio in forza di quei benefici stavano o avrebbero dovuto essere posti in quiescenza – è stata fin da allora subito affrontata dalle scriventi rappresentanze sindacali, che a più riprese hanno chiesto ed ottenuto di discuterne dapprima con la Direzione Generale del personale, invero rimasta sempre sulla propria rigida ed inflessibile posizione, e poi con l’ex Sottosegretario delegato, On. Domenico Rossi, invero sul caso dimostratosi più disponibile alla comprensione della dimensione del problema e, quindi, anche alla possibile individuazione delle soluzioni immediatamente praticabili. Al punto che, anche profittando delle motivazioni contenute nella sentenza n. 331/2015 della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, lo stesso Sottosegretario aveva rimandato la discussione dell’argomento al tavolo di confronto che si sarebbe dovuto svolgere lo scorso 20 Luglio, in attesa di verificare preliminarmente l’esito del tavolo bilaterale che avrebbe dovuto tenersi tra una delegazione di SMD e la dirigenza dell’INPS, necessario ad approfondire di più e meglio gli aspetti d’interesse legati alla predetta sentenza, oltre che a valutare la possibilità di intervenire, modificandone i contenuti, sull’ormai vecchio e inadeguato Decreto luogotenenziale n.1100/1019.
Eppure, sebbene il tema proposto oggi alla Sua cortese attenzione sia più che mai attuale e, purtroppo, tuttora foriero dei gravissimi danni arrecati ai trattamenti di quiescenza pressoché ormai raggiunti da molte di quelle lavoratrici e/o lavoratori – persone che starebbero per maturare il loro sacrosanto diritto alla pensione se solo venissero loro riconosciuti quei periodi di servizio legittimamente rivendicati-, e malgrado i nostri ripetuti inviti destinati tanto a SMD quanto alla Direzione generale del personale, ancora oggi non sappiamo quando e se saremo mai convocati per discutere dell’annosa questione, né ci è dato di sapere se l’incontro a suo tempo disposto dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’Inps si sia mai effettivamente tenuto e, nel caso, quale effetto concreto abbia poi eventualmente sortito.
In tale compromessa condizione, non resta alle scriventi OO.SS. che prendere ufficialmente atto del fallimento dei propositi declinati nella riunione del 5 Luglio scorso, e dell’ingiustificabile silenzio fatto fin qui colpevolmente calare sul tema sia dal vertice politico del Ministero – poiché la semplice riconsegna delle deleghe da parte dell’ex Sottosegretario non esaurisce né potrebbe in alcun modo interrompere l’esercizio delle responsabilità che investono le sue funzioni -, sia dalla predetta Direzione generale – con ogni probabilità ancora ferma nel suo proposito – e quindi forse disinteressata a regolare definitivamente la materia.
In ogni caso sul tema, considerati i guasti già provocati e quelli che saranno presto prodotti in danno delle lavoratrici e dei lavoratori civili rappresentati e interessati da quei processi in costanza di applicazione dei contenuti di quella circolare, le scriventi organizzazioni sindacali La invitano ad intervenire quanto prima nel merito della questione esposta, disponendo l’immediata verifica degli esiti della riunione conseguiti da SMD nell’incontro ordinato dal Sottosegretario Rossi con la dirigenza dell’INPS e, quindi, la tempestiva riapertura del tavolo di confronto tra le parti.
Confidiamo nella Sua nota sensibilità istituzionale e personale, gentile Ministra, certi che appena raggiunta dalla presente comunicazione disporrà l’adozione di tutti i provvedimenti del caso.
Ma al contempo riteniamo sia giusto sappia, che se nelle prossime due settimane non dovessimo ancora ricevere nessun segnale tangibile sul tema avanzato, le scriventi OO.SS. si riterranno libere di ricorrere a tutti gli strumenti di lotta a propria disposizione per rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti di vedersi riconosciuti quei benefici che nel tempo hanno legittimamente maturato e di cui sono stati ingiustamente privati.
Con viva cordialità.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA – GC. Pittelli CONFSAL–UNSA – GF. Braconi “
Pubblichiamo in allegato 1, il comunicato unitario l’affissione in tutte le bacheche e per la diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori interessati.
In allegato 2 e 3, ripubblichiamo le circolari PERSOCIV di cui all’apertura del presente Notiziario e, in allegato 4, la sentenza della Corte dei Conti del Lazio n. 331 pubblicata il 9 luglio 2015.
Come i colleghi ricorderanno, ci siamo già ripetutamente occupati del c.d. “lavoro agile”.
Lo abbiamo fatto una prima volta con il Notiziario n. 58 del 12.06.2017, nel quale abbiamo riferito della Direttiva Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017 che avviava finalmente nel settore pubblico quanto già positivamente sperimentato nel settore privato circa l’attuazione dello “smart-working”, positiva evoluzione del “telelavoro”, e prevedeva che, entro tre anni, in ogni A.P. – e fino al 10% dei lavoratori pubblici che lo avessero richiesto – ci si potesse avvalere delle nuove modalità di lavoro agile, mantenendo in ogni caso inalterate le opportunità di crescita e di carriera per tutti i dipendenti che ne avessero usufruito.
Ce ne siamo poi successivamente occupati attraverso il Notiziario n. 61 del 22.06.2017, nel quale abbiamo riferito delle disposizioni recate dalla legge 22.05.2017, n. 81 e, in ultimo, all’interno del Notiziario n. 79 del 21.08.2017, nel quale abbiamo dato conto della positiva iniziativa avviata con il fg. n. 53544 del 28 luglio u.s. da SGD, che aveva chiesto a tutte le FF.AA. di verificare la possibilità di realizzare progetti di smart working all’interno degli Enti/Comandi dipendenti, e di individuare, al contempo, eventuali attività lavorative ritenute compatibili.
Allo stato, non sono ancora noti gli approdi conclusivi della verifica avviata da SMD, e non sappiamo se parimenti abbia agito anche SEGREDIFESA nei confronti degli Enti dell’area T/A.
Atteso comunque l’interesse che l’argomento suscita tra i colleghi, diamo ora conto, della circolare INAIL n. 48 del 2.11.2017, che reca le prime istruzioni operative in materia di assicurazione, tariffe, retribuzione imponibile, tutela assicurativa e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, e lo facciamo riportando, di seguito, la nota diffusa dal nostro Dipartimento Politiche Assistenziali e Previdenziali.
” Con circolare n. 48 del 2 novembre 2017, l’INAIL ha ripreso la legge 22 maggio 2017, n. 81 che ha disciplinato il lavoro agile, cioè “un modo di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, che si concretizza in forme flessibili di svolgimento della prestazione rispetto all’orario e al luogo”. La legge, tra le altre cose, ha esplicitamente esteso la tutela assicurativa INAIL al lavoratore “agile” (art. 23) contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Con la circolare in oggetto, l’INAIL ha dettato le prime istruzioni operative per una corretta applicazione della nuova normativa, con riferimento all’obbligo assicurativo, tariffe, retribuzione imponibile, tutela assicurativa e tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Per quanto attiene il tema che interessa la tutela assicurativa, l’INAIL rileva come l’obbligo assicurativo (e la conseguente tutela) sussista qualora si svolga una delle attività previste dall’art. 1 del T.U. Infortuni n. 1124/65 (Attività protette). Al ricorrere di tale presupposto, anche al lavoro agile si devono applicare “i criteri di carattere generale validi per tutti gli altri lavoratori”, che, come noto, riconoscono la indennizzabilità agli eventi infortunistici occorsi come conseguenza di un rischio comunque connesso alla prestazione lavorativa (nesso eziologico). La tutela, quindi, opera per la fattispecie degli infortuni in itinere e anche nei confronti di tutti gli eventi verificatisi all’esterno dei locali aziendali e nel luogo scelto dal lavoratore, purché causati da un rischio in ogni caso riconducibile all’attività lavorativa.
Per il riconoscimento delle prestazioni, riveste particolare importanza l’accordo scritto ex art. 19 della legge 81/2017, con il quale sono regolamentate le concrete modalità di svolgimento del lavoro agile e che “si configura come lo strumento utile per l’individuazione dei rischi lavorativi ai quali il lavoratore è esposto e dei riferimenti spazio-temporali”. Appare ovvio come un accordo scritto, carente sotto tale profilo, determini un iter più accidentato nel riconoscimento delle prestazioni infortunistiche, giacché l’individuazione della necessaria connessione tra rischio e attività lavorativa appare più difficoltosa”.
Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, la circolare INAIL n. 48 del 2.11.2017, mentre in allegato 2, 3 e 4 rispettivamente: la Direttiva n. 3/2017 della PdCM; la legge 81/2017 e, infine, la presentazione del “lavoro agile” predisposta da SMD a beneficio dei propri Enti.
PERSOCIV ha inviato ieri alle OO.SS., solo per la firma e senza alcuna riunione di esame e di approfondimento tra le Parti, il testo di accordo definitivo FUA 2017 (già inviato e pubblicato sul nostro sito) che, rispetto ai contenuti dell’Ipotesi di accordo (vds. Notiziario n. 67 del 10.07.2017), prevede la riduzione del numero di sviluppi economici dal 1.1.2017: ne erano previsti n. 12.000, ne verrebbero effettuati n. 9.940.
Per quanto sopra, insieme a CGIL FP, UIL PA e CONFSAL UNSA abbiamo predisposto e già inviato a Ministra, Sottosegretario Rossi e Gabinetto Difesa la nota di seguito riportata integralmente.
“Le scriventi OO.SS. hanno ricevuto nella giornata di ieri, ai fini della sottoscrizione definitiva del C.C.N.I., il testo di accordo definitivo sulla distribuzione del FUA 2017 modificato sulla base dei discutibili rilievi mossi dalla F.P. con la nota prot. n. 54411 del 29.09.2017.
Nei fatti, la modifica imposta dal predetto organo di controllo interviene in maniera del tutto inopportuna e incomprensibile nel merito dell’accordo già sottoscritto dalle parti in data 10.07.2017 con le risorse economiche rese disponibili alle lavoratrici e ai lavoratori civili della difesa per il corrente anno, e comporta, in particolare, la riduzione da 12.000 a 9.940 del numero degli sviluppi economici nelle aree funzionali con decorrenza 1.1.2017, apportando un taglio di ben 2.060 progressioni alla fascia retributiva immediatamente superiore. Un operazione pesantissima quella concepita dal Dip. Funzione Pubblica, che stigmatizziamo fortemente perché trancia di netto le legittime aspettative di tante lavoratrici e lavoratori che ormai attendevano con ansia solo l’uscita del bando di concorso, rimettendo vieppiù in discussione tutti gli accordi F.U.S. fin qui stipulati sull’intero territorio nazionale.
Ma oltre il merito dei rilievi operati dalla F.P., ciò che colpisce ancora una volta è l’arbitrario modus operandi utilizzato anche in quest’importante occasione dal Direttore Generale del personale. Il quale, rispetto ad un intendimento della F.P. noto a più da almeno un mese, che sarebbe poi divenuto ufficiale nei giorni scorsi, non ha ritenuto affatto necessario né informare per tempo le rappresentanze sindacali del personale civile, né di parteciparle e convocarle ad un incontro – come in effetti avrebbe dovuto fare, in quanto parti co-firmatarie dell’Ipotesi di accordo -, preferendo invitarle alla semplice sottoscrizione di un accordo ormai stravolto nei giorni 5 e 6 del mese corrente, violando ancora una volta le prerogative sindacali e negando a queste ultime perfino il diritto di rivedere e ridiscutere l’impianto complessivo dell’accordo unilateralmente rimodulato.
Una maniera di concepire il rispetto delle relazioni sindacali, quello evidenziata anche in tale circostanza dal Direttore Generale del personale, che fa il paio con quanto abbiamo già purtroppo visto, registrato e più volte invano denunciato nel passato, anche recente, e che ora però dovrà certamente imporre serie riflessioni e conseguenti iniziative all’attuale vertice politico del Dicastero.
Nella considerazione che, in quanto parti firmatarie dell’accordo, abbiamo il diritto/dovere di conoscere meglio e di approfondire tutti i termini della questione, e di farlo in via preliminare rispetto alla firma dell’accordo definitivo, anche per poter informare i lavoratori che rappresentiamo e che a tal proposito sollecitano risposte, chiediamo di essere convocati urgentemente e, al fine di mantenere la tempistica ristretta suggerita dal Direttore Generale, proponiamo la giornata di giovedì 5 p.v.
Nel caso in cui l’invito testé rivolto non dovesse trovare positivo accoglimento, ci riserviamo di promuovere ogni azione ritenuta utile a rivendicare il rispetto delle prerogative sindacali e dei lavoratori rappresentati.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro e si porgono cordiali saluti.
In allegato 1 , la nota unitaria in pdf per la massima diffusione; in allegato 2 il testo di accordo FUA predisposto per la firma dalal D.G; in allegato 3, la lettera di FP con i rilievi sull’Ipotesi di accordo; infine, in allegato 4, la lettera di trasmissione di PERSOCIV alle OO.SS.
Quaderno FLP DIFESA n. 7 / 2017 (pubblicato in data 25.09.2017) –
Pubblichiamo, di seguito, su questa stessa pagina, il “Quaderno FLP DIFESA n. 7 / 2017″ recante il testo integrale della Legge 7 agosto 1990, n. 241 recante ” Nuove norme sul procedimento amministrativo” (in G. U. 18 agosto 1990, n. 192), coordinato e aggiornato sino sino al Decreto Legislativo 16 giugno 2017, n. 104 (in G.U. 06/07/2017, n.156).
Il testo di cui alla presente pubblicazione è quello attualmente in vigore.
La presente pubblicazione sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del sito; successivamente, potrà essere reperita presso la sezione “I Quaderni di FLP DIFESA” collocata nella barra trasversale alta del sito.
Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale, in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.
Con il predetto decreto vengono individuati in particolare: le tipologie degli esercizi commerciali presso i quali potrà essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso attraverso i buoni pasto; le caratteristiche dei buoni pasto; il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili.
Il Dipartimento Studi e Legislazione della nostra Federazione ha predisposto un nota informativa e illustrativa dei contenuti del decreto in argomento, che riportiamo integralmente qui di seguito.
” La FLP informa che, sulla Gazzetta ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017, è stato pubblicato il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 7.06.2017, di concerto con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, che individua gli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto (intendendosi, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera b) del decreto in esame, le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo effettuate dagli esercenti le attività elencate all’articolo 3), le caratteristiche dei buoni pasto e il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili. Tale decreto è stato emanato in applicazione dell’articolo 144 (che disciplina i servizi di ristorazione), comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
Le nuove norme, cheentreranno in vigore dal 10 settembre 2017, prevedono che i buoni pasto potranno essere spesi oltre che al supermercato e aldroghiere, al self service e alla pizzeria, ora anche negli agriturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti e bevande, costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, presso la propria azienda, negli ittiturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti costituiti prevalentemente da prodotti derivanti dall’attività di pesca, nei mercatini e negli spacci aziendali. Tra i soggetti che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto sono elencati, oltre a quelli già evidenziati, anche coloro che sono legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa aziendale e interaziendale, la vendita al dettaglio di alimenti, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi anche chi opera in mercatini), la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari, la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività’ agricola. Per tutti resta ferma la necessità del rispetto dei requisiti igienico sanitari prescritti dalla normativa vigente.
L’art. 4 del decreto del MISE, prevede che i buoni pasto (che possono essere in forma cartacea o in forma elettronica nel rispetto delle prescritte caratteristiche) siano utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente (il datore di lavoro che acquista dalla società di emissione i buoni pasto al fine di erogare il servizio sostitutivo di mensa) un rapporto di collaborazione anche non subordinato. E, inoltre, che i buoni pasto non siano cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro, siano utilizzabili solo dal titolare (questo significa che il dipendente non può regalarli ai colleghi di lavoro, né può cederli, ad esempio, alla propria moglie o convivente affinché li utilizzi per la spesa settimanale) ed esclusivamente per l’intero valore facciale (è vietato quindi frazionare la spesa in più occasioni o pretendere il resto in denaro). Poiché il buono pasto serve come servizio sostitutivo della mensa, esso non può essere speso per acquistare prodotti diversi da quelli alimentari come spazzolini, deodoranti, ecc.
Il valore facciale del buono pasto è comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo. Le variazioni dell’imposta sul valore aggiunto lasciano inalterato il contenuto economico dei contratti gia’ stipulati, ferma restando la libertà delle parti di addivenire alle opportune rinegoziazioni per ristabilire l’equilibrio del rapporto.
Le nuove regole forniscono anche indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.
Si ricorda che l’articolo 51, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 attualmente vigente, prevede che a far data dal 1° luglio 2015 «Non concorrono a formare reddito (…) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione”.
Questi, dunque, in sintesi, gli aspetti di maggiore interesse dei lavoratori percettori dei buoni pasto: si potranno usare non più di otto buoni pasto nell’ambito della stessa spesa, che comunque dovrà avere ad oggetto solo prodotti alimentari; esiste il divieto di cessione o di utilizzo nelle giornate non lavorative; l’esercizio commerciale non potrà dare resto in denaro; infine, il lavoratore non potrà cedere al proprio coniuge il buono pasto affinché lo utilizzi nell’ambito della spesa familiare.
Su questa stessa pagina, in allegato, è pubblicato il testo integrale del Decreto Ministeriale del MISE n. 122 del 7.06.2017.
Notiziario n. 123 del 4 dicembre 2017 – La vicenda dei Cappellani Militari, di cui abbiamo riferito ai colleghi nel Notiziario n. 66 del 27.05.2016, è tornata recentemente d’attualità a seguito di alcune lodevoli iniziative in sede parlamentare. In molti, e noi eravamo certo tra questi, pensavano che il riordino in chiave riduttiva delle FF.AA […]
Notiziario n. 122 del 30 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato unitario” CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA e CONFSAL UNSA che riferisce in merito ai contenuti e agli esiti della riunione di ieri a palazzo Marina con lo Stato Maggiore di questa Forza Armata. ” In data odierna, […]
Notiziario n. 120 del 23 novembre 2017 – Ha fatto abbastanza rumore nelle secrete stanze del M.D. l’ audizione parlamentare del dr. Raffaele Guariniello, già Procuratore a Torino, la cui attività è stata principalmente rivolta ai settori del lavoro, della salute e dell’ambiente. Famose, nella sua storia professionale, le inchieste sui sette morti causati dal […]
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Notiziario n. 117 del 15 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV. ” Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione, richiesta dalle scriventi OO.SS. con nota […]
Notiziario n. 116 del 15 novembre 2017 – Tra i problemi che le lavoratrici e i lavoratori hanno posto con più forza alla nostra attenzione nel corso degli ultimi mesi, un posto certamente di rilevo occupa il problema innescato dall’emanazione della circolare PERSOCIV n. 16749 del 14.03.2016 avente per oggetto “Benefici pensionistici derivanti da supervalutazione […]
Notiziario n. 115 del 14 novembre 2017 – Come i colleghi ricorderanno, ci siamo già ripetutamente occupati del c.d. “lavoro agile”. Lo abbiamo fatto una prima volta con il Notiziario n. 58 del 12.06.2017, nel quale abbiamo riferito della Direttiva Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3/2017 che avviava finalmente nel settore pubblico quanto già […]
Notiziario n. 94 del 3 ottobre 2017 – PERSOCIV ha inviato ieri alle OO.SS., solo per la firma e senza alcuna riunione di esame e di approfondimento tra le Parti, il testo di accordo definitivo FUA 2017 (già inviato e pubblicato sul nostro sito) che, rispetto ai contenuti dell’Ipotesi di accordo (vds. Notiziario n. 67 del […]
Quaderno FLP DIFESA n. 7 / 2017 (pubblicato in data 25.09.2017) – Pubblichiamo, di seguito, su questa stessa pagina, il “Quaderno FLP DIFESA n. 7 / 2017″ recante il testo integrale della Legge 7 agosto 1990, n. 241 recante ” Nuove norme sul procedimento amministrativo” (in G. U. 18 agosto 1990, n. 192), coordinato e aggiornato sino sino al Decreto Legislativo […]
Notiziario m. 83 del 4 settembre 2017 – Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale, in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni […]