Notiziario n. 151 del 12 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola in visita alla Folgore

Il Ministro Di Paola ha scritto una nuova lettera al personale civile e militare della Difesa, che ad ogni buon conto troverete  pubblicata in questa pagina.  E’ la terza volta in ordine di tempo che lo fa, e il gesto appare ancora una volta per quello che è: un tentativo alquanto scoperto di “captatio benevolentiae” nei confronti dei lavoratori, che avevano a suo tempo riposto molte attese nel nuovo Ministro, profondo conoscitore delle cose di casa Difesa, ma che oggi, a distanza di quasi un anno dall’inizio del suo incarico, appaiono estremamente delusi del suo operato: ne fanno testo non solo i giudizi impietosi che arrivano quotidianamente dalle rappresentanze del personale, ma anche le contestazioni di cui il Ministro è stato oggetto in questi ultimi tempi, come quella plateale di Pisa durante il passaggio in rassegna di un reparto della Folgore. Il Presidente della Provincia di Livorno, presente alla manifestazione, ha detto di “essere rimasto molto sorpreso per la contestazione rivolta a un ministro proveniente dal mondo militare”.  La cosa, invece, non sorprende affatto il popolo della Difesa, che in questi mesi lo ha visto all’opera.

In questa lettera, come nelle precedenti due, il Ministro sembra animato da un’ intenzione positiva di trasparenza e di coinvolgimento del proprio personale in ordine alle diverse e complesse questioni sul tappeto,  prima fra tutte quella relativa alla riduzione dello strumento militare (disegno di legge delega – D.D.L.D. – A.S. 3271) che proprio qualche giorno fa ha avuto il via libera dal Senato.  Anche noi lo pensavamo all’inizio del suo mandato;  oggi però non lo pensiamo più,  avendo nel corso di questi mesi sperimentato che trasparenza e coinvolgimento sono due parole purtroppo poco frequenti nel vocabolario del Ministro Di Paola. Le vicende sindacali di questi mesi lo provano ampiamente:  tanto fumo (leggasi riunioni e fiumi di parole), ma molto poco arrosto,  come è testimoniato dal fatto che il nostro Ministro usa decidere senza tenere in nessun conto le proposte che vengono dalle Forze sociali (per es.: il DDLD di riforma dello strumento militare)  e in molti casi al netto di qualsiasi confronto preventivo (per es.: il recente riordino della sanità militare).

Tra le proposte che FLP DIFESA aveva fatto in merito alla riassetto della Difesa, c’era al primo posto la questione relativa al taglio di sprechi e privilegi, ancora presenti in abbondanza nella Difesa.  Sin da quando il progetto di riforma era ancora in costruzione, avevamo segnalato con forza il problema: nel nostro Notiziario n. 14 del 27.01.2012, che ripubblichiamo in questa pagina, avevamo suggerito al Ministro un ordine diverso di interventi: prima di pensare a tagli del personale, a esuberi e a ipotetiche mobilità verso altre PP.AA.. ….forse è meglio avviare l’operazione cominciando ad azzerare gli sprechi esistenti e a cancellare alcuni privilegi davvero fuori luogo e fuori tempo che, nel mentre mancano negli Enti le risorse per le cose più elementari (pulizie dei locali; acquisti materiali ufficio; sfalcio sterpaglie; etc.), vengono incredibilmente mantenuti suscitando la crescente e critica attenzione della pubblica opinione”,  concludendo  alla fine con questo invito: Sig. Ministro, prima di mandar via personale, cominci da qui l’operazione tagli… sarà più credibile!”.  Come sempre, il Ministro non ha tenuto alcun conto della nostra sollecitazione, ed è andato avanti con il suo progetto di riforma, non toccando sprechi e privilegi (in quel Notiziario ne avevamo segnalato alcuni) ma in compenso tagliando 43.000 posti di lavoro tra civili e militari.  E la cosa appare davvero vergognosa!

Se ne è avuta una ulteriore conferma da un articolo apparso venerdì 9 u.s. su “La Repubblica”, che ha fatto parecchio rumore nei palazzi romani e che alleghiamo al presente Notiziario per l’utile conoscenza da parte dei colleghi. Leggendolo, si comprende bene perché il progetto di riforma del Ministro Di Paola appaia così poco credibile, e per questo dovrebbe essere stoppato: noi lavoreremo in proposito!

Su questa stessa pagina , troverete allegato il testo integrale del disegno di legge delega approvato dal Senato.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Articolo de LA REPUBBLICA del 9 .11.2012

Allegato 2: La lettera del Ministro Di Paola al personale della Difesa

Allegato 3: Il testo del disegno di legge delega approvato dal Senato

Allegato 4: Notiziario FLP DIFESA n.14 del 27.01.12

Notiziario n. 149 del 7 novembre 2012 –

Il Ministro Di Paola in visita ad Herat

Come avevamo largamente anticipato nel nostro recente Notiziario n. 147 del 5 u.s.,  il Senato della Repubblica ha approvato ieri pomeriggio il disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale con 252 voti a favore e solo 12 voti contrari, e dunque con il sostegno di una amplissima maggioranza che si era già resa evidente al momento del voto finale della Commissione Difesa.

 Nei nostri diversi Notiziari dedicati negli ultimi dieci mesi all’argomento, abbiamo più volte evidenziato le motivazioni e gli obiettivi ripetutamente dichiarati dallo stesso Ministro Di Paola che è il primo ispiratore di questa riforma;  al tempo stesso,  riteniamo che sia altrettanto noto ai colleghi che ci seguono, il giudizio negativo della nostra O.S. per i motivi anch’essi più volte illustrati e che ci hanno portato  a scendere in piazza con la manifestazione nazionale del 6 luglio u.s.  (Notiziario n.94 del 9 lug.).

Nel corso della tre giorni di discussione nell’Aula del Senato, ci sono stati molti interventi (45 circa), e tra questi anche quelli dell’amm. Di Paola che ha inteso replicare in prima persona ai Senatori intervenuti, ma senza aggiungere grandi elementi di novità rispetto alle considerazioni precedentemente espresse.  Riteniamo comunque utile riportare un paio di passaggi del discorso del Ministro Di Paola:

–     la  spending review determinerà una riduzione iniziale di 20.000 unità  nei primi quattro anni;

–     la riorganizzazione territoriale e organizzativa terrà conto di molteplici fattori, quali l’esistenza di adeguate infrastrutture e di aree addestrative, ma anche di una certa distribuzione territoriale, quindi del Centro-Sud Italia”;  e ancora:  “nel Centro-Sud e nelle isole vi sono e continueranno ad esservi importanti realtà e presenze militari (nel Lazio, in Abruzzo, in Campania, nelle Puglie, in Calabria, in Sicilia ed in Sardegna);

–     la riorganizzazione dell’area tecnico-industriale della Difesa verrà valorizzata proprio grazie alla revisione proposta, che consentirà di disporre di più adeguate risorse di esercizio e di investimento da dedicare alla manutenzione tecnico-industriale di mezzi, equipaggiamenti e dotazioni. Anche nella riconfigurazione dei ruoli del personale civile, le professionalità necessarie per gli stabilimenti dell’area tecnico-industriale della Difesa riceveranno attenzione e priorità. “.

Le dichiarazioni di voto finali a favore del provvedimento sono state pronunciate  dai sen. Carrara (Misto), Sbarbati (UDC), Torri (LNP), Pinotti (PD) e Ramponi (PdL). Il sen. Caforio (IdV) ha espresso una dichiarazione di voto contraria, mentre  la Lega Nord ha sollecitato modifiche presso l’altro ramo del Parlamento. In dissenso dal Gruppo, i sen. Perduca e Poretti (PD) si sono invece astenuti su un provvedimento che ritengono non condivisibile.

Il disegno di legge delega  passa ora all’esame della  Camera dei Deputati, dove arriverà verosimilmente nella prossima settimana e verrà sicuramente assegnato alla Commissione Difesa. Ricomincia dunque un nuovo giro, che la nostra O.S. continuerà a seguire da vicino informando puntualmente i colleghi, come peraltro già fatto per l’esame del Senato. E lavoreremo con tutte le nostre forze per verificare la possibilità di introdurre modifiche in quell’art. 3 (criteri per i tagli di personale), che le forze politiche hanno di fatto accettato a scatola chiusa, in particolare per quanto riguarda i civili. E’ di tutta evidenza che nel caso in cui il provvedimento dovesse subire modifiche, dovrà ritornare al Senato, e i tempi di approvazione si allungherebbero conseguentemente mettendo a forte rischio la sua approvazione nei tempi oramai ristretti che ci separano dalla conclusione della legislatura.

(Giancarlo Pittelli)

L’Aula del Senato

Notiziario n. 147 del 5 novembre 2012 –

Mercoledì 31 ottobre,  l’Aula del Senato ha avviato l’esame del Disegno di Legge Delega (DDLD – A.S. 3271) voluto dal Ministro per la riforma in chiave riduttiva dello strumento militare nazionale.

Come abbiamo più volte ricordato, il progetto di riforma trova la sua ragion d’essere nella precaria e disequilibrata situazione finanziaria della Difesa, che penalizza in particolare il c.d. “esercizio”  risultando invece sovradimensionata sul versante della spesa per il personale, che incide per il 70% sul bilancio complessivo, di cui però solo il 10% riguarda  la componente civile: per questo, il DDLD è finalizzato al riequilibrio della spesa.

Dopo il vaglio del Consiglio dei Ministri del 6 aprile u.s., che aveva modificato in più parti la proposta originaria messa a punto dall’amm. Di Paola,  il DDLD è stato presentato al Senato in data 23 aprile.  Prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% minimo dell’assetto attuale della Difesa,  attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave riduttiva, anche a livello interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che, come i colleghi ben sanno,  a FLP DIFESA è piaciuto molto poco, anche perché privo di scelte nuove e importanti  in materia di personale civile, i cui ruoli peraltro rischiano di diventare luogo di assorbimento degli esuberi militari, e anche per questo siamo scesi in piazza il 6 luglio u.s. per chiedere modifiche significative del provvedimento.  Il vaglio operato dalla Commissione Difesa, durato oltre sei mesi anche a causa del sovrapporsi del D.L. 95 sulla c.d.  “spending review”  che ha anticipato una buona parte dei tagli previsti dal DDLD,  non ha portato certamente alle modifiche da noi  richieste, ad eccezione di un paio di emendamenti su “area industriale” e “sanità militare” che avevamo fortemente sollecitato.

Il testo votato dalla Commissione e ora al vaglio dell’Aula risulta modificato in alcune parti rispetto a quello approdato al Senato ( in allegato, il testo con le parti nuove evidenziate in verde).  L’art. 3, che contiene le disposizioni di maggiore interesse del personale civile e militare, risulta praticamente invariato rispetto al testo presentato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dalle OO.SS. e dalle Rappresentanze militari hanno trovato accoglimento dalle forze politiche della c.d. “strana maggioranza”. Le quali, alla fine, hanno approvato quel testo, accompagnandolo da giudizi molto lusinghieri che, almeno per alcune di esse, ci hanno un po’ sorpreso.

Il nostro giudizio rimane invece fortemente negativo, per i motivi più volte evidenziati: solo tagli di personale e di strutture; manca una vera riqualificazione della spesa;  non ci sono le opportune riduzioni di spesa in armamenti; non vengono toccati in alcun modo i privilegi che ancora esistono (pensiamo solo all’”ausiliaria”!) e i tantissimi sprechi che ancora si evidenziano nel Ministero della Difesa. Ultima, in ordine di tempo, la incredibile vicenda del lavoro commissionato alla Price Waterhouse Cooper per la verifica di fattibilità dell’accorpamento di Persociv-Persomil-Previmil alla modica somma di 400mila €, oggetto di interrogazione da parte dello stesso relatore del DDLD on. Scanu (vds. allegati).   Il quale senatore, però, nell’intervento di presentazione in aula del DDLD di cui c’è traccia nel resoconto che alleghiamo, afferma che “poiché il testo rappresenta un’ottima sintesi tra le posizioni in campo, è auspicabile che sia approvato all’unanimità”.

Forse l’auspicio è un po’ eccessivo, ma l’ampia maggioranza che sostiene il provvedimento garantisce il voto favorevole del Senato, previsto già per questa settimana. E poi alla Camera, per il secondo pezzo di strada.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto della seduta del Senato del 31.10.2012

Allegato 2: Interrogazione sen. Scanu a Ministro della Difesa del 31.10.2012

Allegato 3: La risposta del Sottosegretario Milone alla interrogazione del sen. Scanu

Allegato 4: Il testo del D.D.L.D. all’esame dell’Aula del Senato

Notiziario n. 138 del 20 ottobre 2012 –

Il Ministro della Difesa, amm. Gianpaolo Di Paola

La Commissione Difesa del Senato ha dato il via libera il 17 u.s. al disegno di legge delega per la riduzione dello strumento militare presentato dal Ministro il 23 aprile u.s. (Atto Senato n. 3271).

Il progetto di riforma nasce dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo le spese per il personale (circa il 70% sul complessivo, di cui per il personale civile solo il 10%)  a beneficio  del c.d. “esercizio”.  Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% dell’assetto attuale della Difesa, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze e il taglio sino al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che a FLP è piaciuto poco, anche perché completamente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (no formazione, no riqualificazione, no civilizzazione, etc.) e con la preoccupante  prospettiva di diventare lo sfogatoio di tantissima parte degli esuberi militari. Per questo la nostra O.S. si è  mobilitata con le centinaia di  assemblee fatte nella primavera scorsa,  siamo scesi in piazza con la grande manifestazione nazionale del 6 luglio (vds. Notiziario n.94 del 9.07.2012) e abbiamo  lavorato sul fronte parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a segno.

Il nuovo testo votato dalla Commissione Difesa del Senato risulta modificato in alcune parti rispetto a quello adottato dal Consiglio dei Ministri e di cui all’A.S.n.3271,  che comunque  risultava già cambiato in  alcune parti significative rispetto a quello iniziale proposto dal Ministro.  In allegato, il nuovo testo votato dalla Commissione,  coordinato con le integrazioni/modifiche evidenziate in verde.

Le novità più rilevanti riguardano la parte finanziaria (art.4): viene assicurata (e menomale!) centralità al ruolo del Parlamento, che è chiamato ad esprimere pareri vincolanti,  e viene eliminata la previsione che assegnava al Ministero Difesa la possibilità di attività negoziali sugli armamenti all’estero.

L’ art.2 (principi e criteri della riforma) contiene due novità che FLP DIFESA aveva sollecitato (riordino sanità militare –co. 5– e Stabilimenti industriali –let. d-bis-),  anche se con contenuti un pò diversi di quelli da noi immaginati  (per es: non c’è nessun accenno al riefficientamento di Arsenali e Poli!).

L’art. 3 (“Princìpi e criteri direttivi per la revisione delle dotazioni organiche del personale militare e civile…”), che contiene  la parte di più stretto interesse del personale civile e militare,  risulta praticamente invariato rispetto al testo entrato al Senato, segno evidente che neanche una sola delle richieste venute dal Sindacato (si vedano i documenti consegnati nell’audizione parlamentare) hanno trovato accoglimento dalle forze politiche.  Speravamo che almeno in questa circostanza ci fosse un po’ più di attenzione sulle questioni che toccano da vicino i civili,  ma evidentemente sbagliavamo.

In allegato, il resoconto parlamentare della seduta della Commissione del 17 u.s., nel quale sono registrate le dichiarazioni di voto finale delle forze politiche, che esprimono quasi tutte pieno apprezzamento per il progetto del Ministro,  anche quelle che si dichiaravano inizialmente critiche. Il nostro giudizio è invece fortemente negativo: ancora una volta, solo tagli di personale e di strutture; non c’è dentro una vera riqualificazione della spesa; non ci sono misure di abbattimento di sprechi e privilegi borbonici che sono ancora tanti;  non c’è riduzione di spesa in armamenti.  Una riforma che nasce già vecchia,  e di cui pagheremo le pesanti conseguenze nei prossimi anni.  Un giudizio negativo, il nostro, che fa però il paio con quello delle Rappresentanze militari: il COCER Esercito parla di “totale non condivisione”  del progetto e di “provvedimenti devastanti”!  E noi non possiamo che essere d’accordo!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il nuovo testo del D.D.L.D. con gli emendamenti approvati

Allegato 2: Resoconto seduta Commissione Difesa Senato 17.10.12

Allegato 3: Tutti gli emendamenti e l’ordine del giorno

Notiziario n. 136 del 17 ottobre 2012 –

L’Amministrazione della Difesa ha definito e già inviato alla Funzione Pubblica (FP) la proposta di riduzione degli organici civili in applicazione dell’art. 2  Legge 8.08.2012, n. 135 (“spending review”), che è stata messa a punto sulla base degli indirizzi contenuti nella Direttiva n. 10 a firma del Ministro Patroni Griffi.  In allegato, la nota del Gabinetto con la relativa tabella che ricomprende sia i nuovi organici riferiti al personale non dirigente che quelli riferiti al personale non dirigente.

Con riferimento alle aree funzionali,  rispetto a quanto anticipato alle OO.SS. nella riunione del 2 u.s. (si veda a tal riguardo il nostro Notiziario n. 129 di pari data e relativa tabella allegata),  la proposta inviata alla F.P. mantiene  lo stesso impianto e le stesse scelte di fondo finalizzate a scongiurare situazioni di esubero al 30 giugno 2013 che verrebbero collocate  nelle “liste di disponibilità”  (la c.d. “cassa integrazione degli statali”,  con trattamento economico pari al 65% circa di quello complessivo attuale e per un massimo di 24 mesi, dopo i quali si aprirebbero le porte del licenziamento e dell’uscita dai ruoli). Cambiano solo alcuni numeri  in conseguenza delle ultime verifiche effettuate dall’Amministrazione in ordine ai lavoratori che matureranno i requisiti per il collocamento in pensione al 31 ottobre p.v.,  ma il risultato finale appare addirittura più favorevole in quanto si riduce il numero dei soprannumeri  (rispetto a quanto comunicato nella riunione del 2 u.s.: -10 in area 1^ e -153 in area 2^).  Dunque, a fronte del numero di posizioni riassorbibili rilevate da Persociv e comunicate alle OO.SS. nella riunione del 2 u.s.,  si allarga il paracadute per evitare i rischi di collocamento in disponibilità e di perdita di posti di lavoro.  In allegato, la tabella riassuntiva da noi rielaborata in base ai dati contenuti nella tabella del Gabinetto.

Rispetto agli organici attuali, derivanti dall’ ultimo taglio apportato in applicazione della Legge 148/2011  il cui DPR attuativo è ancora in corso di registrazione,  il dato più significativo, val la pena di ribadirlo, riguarda la scelta di recuperare in dotazione organica  il personale di area 1^ (al netto dei pensionamenti previsti fino al 2014),  una operazione questa che oggi tutte le OO.SS. segnalano come frutto della propria iniziativa, anche chi a suo tempo (era la primavera del 2005) condivise la proposta e acconsentì alla cancellazione dagli organici di quasi tutto il personale di area 1^.   FLP DIFESA assunse allora una posizione decisamente contraria, come è dimostrabile dalla lettura del nostro Notiziario n. 27 del 31.03.2005, che pubblichiamo in allegato sul nostro sito web  a beneficio di quanti, e non sono pochi, hanno nel frattempo smarrito la memoria.  Come sono altrettanto dimostrabili, attraverso l’ archivio storico della nostra O.S. accessibile dal nostro sito web,  le tante iniziative avviate dalla nostra O.S. nel corso di questi ultimi anni per rimarginare quella ferita che altri, anche recentemente, hanno rivendicato come scelta di grande responsabilità!

La proposta messa a punto dall’Amministrazione dovrà ora passare al vaglio della Funzione Pubblica ed essere “valutata ed approvata nel quadro più generale relativo a tutte le pubbliche Amministrazioni”. Noi ovviamente speriamo che l’intelligente quadratura trovata dall’Amministrazione della Difesa non registri ostacoli di sorta a Palazzo Vidoni.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La nota del Gabinetto del Ministro

Allegato 2: Tabella elaborata da FLP DIFESA

Allegato 3: Notiziario FLP DIFESA n. 27 del 31 marzo 2005

Notiziario n. 129 del 2 ottobre 2012 –

Si è tenuta oggi a Palazzo Baracchini una riunione con il Sottosegretario Magri convocata urgentemente in data di ieri: all’o.d.g., l’esame della proposta della nostra Amministrazione sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, comma 1, della Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”)  che dovrà essere inoltrata alla Funzione Pubblica (F.P.) entro il 4 p.v. e che è stata messa a punto sulla base degli indirizzi della Direttiva n. 10  datata 24.09.2012, che è pubblicata sul nostro sito.

Come è ampiamente noto ai colleghi, la norma sopra richiamata prevede il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale”, riferito al pensonale non dirigente.  Applicando  i criteri di calcolo presenti negli allegati della Direttiva n. 10,  l’ Amministrazione ha calcolato che la spesa complessiva per il personale è pari € 931.149.418,20 e pertanto la riduzione del 10% della spesa dovrà corrispondere  a € 93.114.941,82.

Rispetto alla dotazione organica attuale discendente dal D.L. 138/2011  convertito dalla Legge 148/2011 ( n. 30.283 di cui: n. 63 in area 1; n. 26.590 in area 2^ e n. 3.630 in area 3^), la proposta della Amministrazione in applicazione della L. 135/2012 prevede il taglio complessivo di n. 2.536 posizioni organiche,  attestandosi la nuova dotazione organica del personale civile non dirigente a complessive  n. 27.747 unità, così distribuite: n. 1.824 in area 1 (attualmente: n. 63); n. 23.230 in area 2^ (attualmente: n. 26.590) e n. 2.693 in area 3^ (attualmente n. 3630). Sono, più o meno, i numeri complessivi, contenuti nella relazione della Ragioneria Generale all’A.S. 3271 (disegno di legge delega di riforma , da noi anticipati nel Notiziario n. 128 del 1 u.s.)

Balza immediatamente agli occhi la grande novità contenuta nella proposta dell’Amministrazione: la reimmissione in organico di oltre 1.750 lavoratori di area 1^ (p.p. “ausiliario”),  lavoratori fino ad oggi quasi tutti in eccedenza e sui quali pendeva  maggiormente il rischio esubero al 30.06.2013  e di collocamento in disponibilità  (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi).  I colleghi che ci seguono sanno bene che il ripopolamento dell’organico  dell’ area 1^, dopo la scelta azzardata del 2005 (DPCM 22 lug) fatta dall’A.D. con il consenso di CGIL-CISL-UIL, era stata la prima richiesta di FLP DIFESA finalizzata ad evitare che  tutto il costo dell’ “operazione spending” si scaricasse sulle gracili e tartassate spalle del personale di area 1^.  Quella richiesta era stata giudicata allora dalla stessa Amministrazione  (e anche direttamente dal Ministro Di Paola  nella riunione del 17 luglio u.s., in risposta a una nostra sollecitazione) come difficilmente praticabile;  e invece la Direttiva della F.P. pare averla resa praticabile attraverso la c.d. “compensazione interna”  nella parte in cui prevede che “.. il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”).  Gli organici di area 2^ vengono così ridotti di 3.360 unita e quelli di area 3^ di 937 unità rispetto a quelli discendenti dal D.L. 138.

Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 sono invece le seguenti: n. 2.056 in area 1^; n. 24.723 in area 2^ e n. 2.518 in area 3^.  Rispetto alle nuove dotazioni organiche proposte dall’A.D., emergerebbero  eccedenze in area 1^ per n. 232 unita e in area 2^ per n. 1493, e invece  carenze per n. 175 unità in area 3^ (sono i posti che dovrebbero venire occupati dai vincitori di concorsi pubblici indetti dall’A.D., una volta emanata dalla F.P. l’autorizzazione alle assunzioni 2011).

Dunque, i cosiddetti “soprannumeri”  allocherebbero in area 1^ (n. 232) e soprattutto in area 2^ (n. 1.493),  e anche questi numeri si leggevano nella relazione della Ragioneria Generale (vds. Notiziario n. 128).  Ma  sarebbero comunque tutti ampiamente riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1,  let. a)  L. 135  (pensionabilità al 31.12.2014 con le regole ante riforma Fornero per un numero esattamente pari in area 1^ (n. 232) e per un numero quasi doppio in area 2^ (n. 2.560).

Nessun soprannumero riassorbibile allocherebbe invece in area 3^,  ancorchè i lavoratori che maturerebbero i requisiti ante Fornero al 31.12.2014 sarebbero stimati da Persociv in numero di 310.

I numeri che abbiamo riferito sono stati tutti indicati in riunione dal Vice Capo di Gabinetto dr.ssa A. Fava, ma va precisato che sono numeri tutti ancora suscettibili di affinamenti successivi e dunque da prendere ancora non alla lettera (su nostra richiesta, l’Amministrazione si è impegnata a fornire alle OO.SS. nazionali i numeri definitivi che troveranno posto nella proposta che la Difesa inoltrerà alla F.P. entro il 4 p.v.).  In allegato, una tabella da noi predisposta che riassume tutti i numeri dati dall’Amministrazione nel corso della riunione di oggi con le OO.SS. nazionali.

Al di là dei numeri, comunque, rimangono le scelte di fondo operate dall’Amministrazione, che dovrebbero consentirci di superare le forche caudine della spending review, che tante preoccupazioni ha indotto nella nostra gente, e di superarle attraverso la sola leva della “compensazione interna” . Va infatti precisato che l’Amministrazione non ha preso in considerazione l’utilizzo della seconda leva prevista dalla Direttiva,  la “compensazione verticale”  che coinvolge gli Enti vigilati (nel nostro caso, avrebbe interessato l’Agenzia Industrie Difesa).

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha innanzitutto dato atto all’Amministrazione di aver messo a punto una proposta intelligente ed efficace  che, laddove venisse recepita in toto dalla F.P. come noi ci auguriamo,  ci consentirebbe di ridurre a zero i rischi di perdita di posti di lavoro e di mantenere  gli attuali livelli di personale occupato, un risultato questo nel quale avevamo sperato. Va inoltre aggiunto che l’annoso problema degli ausiliari, per il quale tanto la nostra O.S. ha detto, scritto e lavorato  in questi anni,  trova all’interno di questa proposta una sua prima concreta soluzione che si concretizza nell’azzeramento delle attuali eccedenze, che avrebbero avuto scarse possibilità di transito verso altre Amministrazioni. Sotto questo profilo, la fiducia nel buon lavoro di Persociv e l’ottimismo che avevamo espresso sulla possibilità di trovare soluzioni per azzerare la possibilità di esuberi,  non erano poi così  campate in aria.  Bene davvero!

FLP DIFESA ha però posto altre questioni, che brevemente qui richiamiamo. La prima, fa riferimento al “cronoprogramma” indicato nell’ultima parte della Direttiva F.P.  n. 10.  Entro il 31 dicembre 2012, l’Amministrazione dovrà: quantificare “i soprannumerari sulla base dei presenti alla data di adozione del DPCM”;  predisporre “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”;   individuare “nominativamente il personale in possesso dei requisiti” per il pensionamento, sia con le regole ante Fornero sia secondo il regime ordinario;  comunicare “al personale interessato la data di collocamento a riposo”; infine,  individuare “i soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.  Si tratta di incombenze importantissime e decisive, rispetto alle quali la nostra O.S. ha chiesto tavoli di confronto preventivi per dare massima trasparenza alle scelte  e consentire al Sindacato di offrire il proprio contributo.  Sappiamo bene che la F.P.  ha preannunciato una successiva direttiva recante i criteri in merito alle incombenze di cui sopra,  e sappiamo anche che ci saranno tavoli di confronto con le OO.SS. a palazzo Vidoni;  è però necessario, lo abbiamo detto al dr. Magri, che “l’informazione alle OO.SS.” prevista dalla Direttiva stessa sia, mai come questa volta, onorata pienamente e in tempi congrui, anche perché questa volta le scelte potrebbero incidere sulla pelle viva dei lavoratori.

In ultimo, accenniamo alle scelte che l’Amministrazione ci ha comunicato sul fronte degli Uffici Dirigenziali, Generali e non, che dovranno subire un taglio in misura non inferiore al 20%. Attualmente, sono n. 133 i nostri dirigenti civili,  di cui n. 6 in Giustizia Militare, settore però immune dai tagli (sia di Uffici che di organici) rientrando nelle esclusioni di cui al comma 7. Dei 127 Dirigenti interessati, il taglio del 20% comporterà la perdita di 25 unità, e dunque la dotazione residua sarà di n. 102 Dirigenti (più i 6 della Giustizia Militare), per un totale di n. 108 complessivi post spending review.  Degli attuali n. 11 Dirigenti Generali, ne verranno così cancellati n. 2, con un residuo di n. 9 unità, che risulta fortunatamente pari al numero degli effettivi.

A conclusione di questo Notiziario, desideriamo sottoporre una riflessione a tutti i colleghi. Tutte le Parti, in riunione, hanno apprezzato il lavoro svolto nella circostanza dalla nostra Direzione Generale e dal suo Direttore: senza questo lavoro, oggi forse i numeri sarebbero diversi e gli esuberi dietro l’angolo. Eppure, c’è chi lavora per cancellare Persociv!  Per quanto ci riguarda, FLP DIFESA non sarà mai d’accordo con questa scelta che, se effettivamente operata, determinerà tali e tanti problemi di cui porterà piena responsabilità in primo luogo lo stesso Vertice politico.

 (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Tabella con i numeri comunicati dall’Amministrazione

Allegato 2: Direttiva F.P. n. 10 del 24.09.12 – linee guida per l’applicazione art. 2 Legge 135 sulla spending review

Notiziario n. 128 del 1 ottobre 2012 –

E’ ripreso in Commissione Difesa del Senato l’esame congiunto sul disegno di legge delega (DDLD) per la riduzione dello strumento militare (Atto Senato n. 3271), presentato dal Ministro Di Paola in data 23 apr. u.s. e dei cui contenuti ci siamo già occupati in molti Notiziari (in particolare, nn. 53, 60 e 68 c.a.).

Come è ben noto, il progetto del Ministro è finalizzato a riequilibrare la spesa sul versante del c.d. “esercizio” riducendo le spese del personale. Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% dell’assetto attuale della Difesa attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione, in chiave soprattutto interforze, e il taglio al 2024 di 10mila posti organici civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali smaltiti tramite l’estensione dell’ARQ e il transito nei ruoli civili. Un progetto che a noi non è piaciuto molto e rispetto al quale abbiamo indetto una manifestazione nazionale di protesta il 6 luglio u.s..

Come è però altrettanto noto, in modo del tutto imprevisto anche per gli stessi Vertici della nostra Amministrazione,  il DDLD è stato superato in corsa dal D.L. 95 (“spending review”), che ha determinato una forte e preoccupante accelerazione in ordine ai tagli di organici e Uffici, di cui vedremo gli approdi (“posizioni soprannumerarie”)  nel DPCM che dovrà essere adottato entro il 31 ottobre p.v. .

Tornando alla Commissione Difesa del Senato, chiuso ad agosto l’iter parlamentare per la conversione del D.L. 95,  è ripreso in questi giorni l’esame del DDLD, che come si ricorderà aveva visto nei primi di luglio la presentazione di parecchi emendamenti, alcuni dei quali sollecitati dalla nostra O.S. (area industriale e riordino sanità, in particolare).  Nella riunione del 27 u.s.,  è stata decisa la riapertura del termine per la presentazione di ulteriori emendamenti, che potrebbe essere fissato per domani. Entro metà ottobre ci potrebbe essere il pronunciamento conclusivo della Commissione Senato, e quindi il rinvio all’Aula per il voto; successivamente, il DDLD dovrà approdare alla Camera (Commissione Difesa e poi Aula).  Domanda cruciale: ce la farà il DDLD a diventare legge prima della fine della legislatura? Qualche dubbio è a questo punto lecito, tenuto conto che si voterà probabilmente a marzo; diventa comunque  difficile immaginare che Di Paola riesca a far adottare i decreti delegati (attuativi)  prima della fine del suo mandato. Forse anche per questo assistiamo alle fughe in avanti di questi giorni (riordino Sanita; accorpamento DD.GG.),  al netto di qualsiasi informazione e/o confronto con le OO.SS.

In attesa di conoscere il testo votato dal Senato, è interessante soffermarsi su alcuni passaggi della relazione tecnica al DDLD predisposta dalla Ragioneria Generale dello Stato. Interessanti le considerazioni svolte in merito alla riduzione organica del personale militare, laddove si afferma che, per raggiungere l’obiettivo dei 150mila nel 2024,  le misure “dirette ad agevolare il transito di contingenti di personale militare nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa e delle altre PP.AA., ovvero ad agevolare e accelerare la fuoruscita anticipata del personale militare, dovranno interessare non meno di 22.669 unità..”  (di questi, quale sarà numero dei transitati nei ruoli civili? migliaia certamente!). Ma ancor più interessanti risultano i passaggi che la relazione della Ragioneria offre sul versante dei tagli di personale civile: la dotazione organica discendente dalla L. 135 dovrebbe attestarsi su 9 dirigenti generali e 144 non generali,  mentre quella riferita al personale non dirigente dovrebbe attestarsi sulle 27.800 unità, con una perdita secca di 2.481 posti rispetto agli organici attuali (30.281). Tenuto conto delle presenze effettive (al 30 giu. u.s. eravamo in  29.430),  i soprannumeri dovrebbero dunque attestarsi sui 1.600 circa e la totale riassorbibilità potrebbe essere allora un traguardo raggiungibile

    In allegato, la relazione della Ragioneria e  il nuovo “Dossier” del Senato sul DDLD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Relazione tecnica della Rag. Gen. sull’A.S. 3271

Allegato 2: Dossier del Senato su A.S. 3271 – riordino strumento militare

 

Notiziario n. 122 del 17 settembre 2012 –

Marco Carlomagno, Segretario Generale della CSE

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.21 del 17.09.2012, in cui la CSE propone a tutto il sindacato la proclamazione dello sciopero generale.

L’inflazione nel mese di agosto è salita al 3,2 per cento ma l’aumento del cosiddetto “carrello della spesa” cioè i prodotti consumati più di frequente dalle famiglie italiane è del 4,2 per cento; gli stipendi sono fermi da anni e continua ad aumentare il numero di coloro che perdono il lavoro o vanno in cassa integrazione; la tassazione sul lavoro non è mai stata così alta nella storia del nostro paese e l’evasione fiscale continua a farla da padrona a danno dei percettori di redditi fissi (salari e pensioni) che devono sobbarcarsi tutto l’onere delle spese dello Stato.

Sembra un bollettino di guerra e infatti lo è: la guerra delle famiglie che ogni giorno devono far quadrare i conti mentre in quasi un anno di governo, Monti non ha tagliato un euro degli sprechi della politica (che lo mantiene a galla), non ha approvato una legge anticorruzione che ci farebbe risparmiare da sola 60 miliardi di euro all’anno, non ha fatto l’accordo sulla doppia tassazione con la Svizzera che rischierebbe di portarci altri 100 miliardi di euro in cassa mentre anche Grecia e Spagna lo stanno facendo. Forse aspetta che i soldi siano fuggiti verso lidi più tranquilli grazie alle banche a lui tanto care.

Ecco, per quelle i soldi ci sono: siamo il paese che nello stesso decreto ha tagliato i dipendenti pubblici e regalato 4 miliardi di euro ad una banca, senza che ci sia stato un moto globale di indignazione.

Rispetto a una situazione del genere e a nessuna idea presentata per far ripartire il lavoro, nessuna per rimettere in moto l’economia, solo tasse e tagli indiscriminati e recessivi, Monti scopre che la colpa è …. dello Statuto dei Lavoratori, che a sentir lui, è troppo rigido e non fa crescere l’occupazione. La colpa insomma, è dei pochi diritti che ci restano come lavoratori. Peccato che un minuto dopo Monti sia smentito da Marchionne, che nonostante abbia avuto in regalo gratuito la cancellazione di quasi tutti i diritti dei lavoratori negli stabilimenti FIAT, annuncia che non ha alcuna intenzione di fare gli investimenti promessi.

Di fronte allo sfacelo e alla totale mancanza di idee del governo non si può essere inerti  e  non  si  può  pensare  nemmeno  di  affrontare un problema globale con vertenze nelle singole categorie. Il tempo è scaduto, i lavoratori pubblici e privati, i pensionati, le imprese sane di questo paese hanno toccato con mano i fallimenti di questo governo.

 È NECESSARIA ANZI INDISPENSABILE UNA GRANDE MOBILITAZIONE GENERALE!!

Per questo la CSE chiede a tutti i sindacati la proclamazione di uno sciopero generale unitario per recuperare la democrazia, i diritti, la giustizia e l’equità. Uno sciopero che faccia cambiare subito strada al governo che taglia con strabismo solo la carne viva e lascia inalterati superfluo e privilegi; oppure che lo mandi a casa se non comprende il grido di dolore del ceto medio e delle fasce deboli della popolazione.

La CSE, pur condividendo appieno le ragioni dello sciopero proclamato da alcune sigle sindacali per il 28 settembre prossimo nel pubblico impiego (esclusa la scuola), e comprendendo che un sindacato non chiede mai a cuor leggero ai lavoratori di rinunciare a un giorno di salario, propone di sospendere (non revocare) questo sciopero e proclamare tutti insieme lo sciopero generale.

 “Con una situazione come questa” – ha dichiarato Marco Carlomagno, segretario generale della CSE – “non possiamo chiedere a una parte dei lavoratori pubblici di rinunciare da soli a un giorno di salario e caricarsi sulle spalle una vertenza che ormai riguarda tutto il mondo del lavoro”.

 “E nemmeno possiamo immaginare di chiamare questi lavoratori a due scioperi ravvicinati, uno di categoria e uno generale, viste le difficoltà economiche nelle quali si trovano”.

 “La proclamazione di uno sciopero generale” – conclude Carlomagno – “con una grande mobilitazione unitaria può davvero scuotere il governo e la politica dalle fondamenta e far capire ad entrambi che la situazione è ormai insostenibile e bisogna trovare soluzioni subito!!”

LA SEGRETERIA GENERALE CSE “

Notiziario n. 121 del 14 settembre 2012 –

Monti e Biondi, gli autori della spending review: chissà cosa avranno da sorridere…

A seguito della diffusione del nostro Notiziario n. 119 del 7 u.s., dedicato ai riflessi in ambito Difesa del nuovo taglio degli organici  disposto dalla Legge 14.08.2012, n. 135 (conversione del D.L. 95 sulla c.d. “spending review”) e che in pochi giorni  è già stato letto da quasi 1.500 utenti del nostro sito (!), abbiamo ricevute parecchie sollecitazioni ad approfondire le ricadute del taglio sul personale di area 1^.

La scelta operata nel 2005 dall’A.D. con il consenso di CGIL-CISL-UIL, a quel tempo dalla nostra O.S. giudicato  imprudente e che tale oggi appare alla luce dei più recenti accadimenti, tolse alla quasi totalità di quel personale il diritto di cittadinanza nei ruoli civili della Difesa, atteso che, a fronte dei circa 3000 effettivi del tempo,  le dotazioni organiche dell’allora “Area A” furono fissate in n. di 66 (DPCM 22.07.2005),  rendendo così eccedente quasi tutto il personale di quell’area. Dette posizioni sono state successivamente ridotte di ulteriori tre unità e attualmente sono fissate in n. 63 (provvedimento attuativo L. 148/2011, adottato dal Consiglio dei Ministri il 3 ago. u.s. e in attesa di pubblicazione in G.U.).

Questa condizione di eccedenza dell’area 1^ costituisce da tempo uno dei grandi problemi irrisolti della Difesa. La nostra O.S.  se ne è fatta ampiamente carico con varie iniziative, anche di carattere politico-parlamentare, senza purtroppo traguardare il risultato sperato. E’ mancata, a nostro avviso, una iniziativa politica incisiva dei Ministri che si sono succeduti dal 2005,  in particolare dal 2008 in avanti, quando non si è saputo o voluto cogliere l’occasione offerta dal disegno di legge Vico, che tanto avevamo sollecitato, e che, ove tradotto in legge,  avrebbe risolto definitivamente il problema. E non convincono molto neanche le spiegazioni di oggi, come quelle offerte a luglio scorso dal Sottosegretario Magri in risposta ad una interrogazione della sen. Pinotti, che alleghiamo in copia al presente Notiziario: nel paese delle tante leggi ad personam, si sarebbe potuto ottenere una motivata  legge ad categoriam.

E veniamo al presente: quale sono oggi  gli scenari possibili di fronte al nuovo taglio degli organici disposto dalla Legge 135?  Riprendendo cose già dette,  rispetto al quadro attuale (organici conseguenti L.148/2011: n. 30.283;  presenze  effettive: n. 29.000 circa), il nuovo taglio disposto dalla L. 135 dovrebbe cancellare circa 2800/3000 posizioni, producendo così  posizioni soprannumerarie reali calcolati dallo stesso Ministro in circa 3000 unità. Noi naturalmente ci auguriamo che tutti i soprannumeri siano riassorbibili attraverso i percorsi previsti dal comma 11 art. 2 Legge 135 (requisiti per l’accesso alla pensione con regole ante Fornero maturabili entro il 2014; mobilità guidata; part-time), e sotto questo profilo siamo anche fiduciosi.  Ma nel caso in cui le posizioni soprannumerarie non fossero tutte riassorbibili, a quali aree professionali verrebbero imputate quelle residue che permarrebbero?

 Se si dovesse seguire lo schema adottato nelle riduzioni precedenti in attuazione delle Leggi n. 133/2008, n. 25/2009 e n. 148/2011,  è di tutta evidenza che le eccedenze toccherebbero in primo luogo l’area 1^,  rendendo soprannumerario tutto (o quasi)  il personale di quell’area e scaricando su di esso quasi tutto il costo dell’operazione.  Sarà così’ anche stavolta o è ipotizzabile anche una via diversa, che porti ad innalzare  i numeri  nella 1^ area  per abbassarne le eccedenze e coinvolga così anche le altre due aree,distribuendo i riflessi negativi in modo un po’ più trasversale? E’ questa, a nostro avviso, la “domanda clou”, e pertanto vi invitiamo a partecipare al sondaggio che abbiamo predisposto sul nostro sito web.

Un’ ultima considerazione: anche alzando i numeri dell’area 1^, però, le eccedenze di quell’area comunque rimarrebbero in buona parte (saldo rispetto all’ organico).  Per eliminarle, occorrerà una norma che fissi che le eccedenze vadano calcolate solo sul rapporto tra organici/effettivi di tutte le aree.

(Giancarlo Pittelli)

 Allegato: Risposta del Sottosegretario Magri alla interrogazione dell’on. Pinotti sul personale della 1^ Area

Notiziario n. 119 del 7 settembre 2012 –

Nel Supplemento ordinario n.  173/L della Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14.08.2012,  è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del Decreto Legge (DL) 6.07.2012, n. 95 sulla c.d.  “spending review” (il testo coordinato è contenuto nel “Quaderno FLP DIFESA n. 5/2012” pubblicato sul nostro sito web). Il provvedimento tocca direttamente le AA.CC. e in particolare il loro personale,  e sui suoi contenuti la nostra O.S. ha espresso in più sedi il proprio pesantissimo giudizio critico, che qui riconfermiamo in toto.

In  questi giorni, stiamo ricevendo molte e  preoccupate richieste di chiarimenti e di informazioni in merito alla questione relativa agli esuberi connessi al nuovo taglio degli organici, e per questo abbiamo pensato di redigere questo Notiziario per illustrare i contenuti dell’oramai  tristemente famoso art. 2.

Il comma 1 dell’ art.2 L.135 prevede una nuova riduzione del 20% degli Uffici dirigenziali di livello generale (salterà un’altra D.G.?)  e non generale (quali Uffici saranno soppressi?) e il comma 2 un nuovo taglio del 10% della spesa rispetto alle dotazioni organiche ridefinite in attuazione della Legge 148/2011, il cui provvedimento attuativo è stato approvato  dal Consiglio dei Ministri il 3 agosto u.s. ed è in attesa di pubblicazione in G.U.  Siamo dunque in presenza del quarto taglio lineare degli organici, dopo quelli già intervenuti con le leggi 133/2008, 25/2009 e 148/2011 e che hanno già prodotto la perdita secca di 11.800 posti civili di lavoro. E questa quarta riduzione avrà questa volta effetti pesantissimi, leggasi posizioni in soprannumero, che dovranno essere formalizzate e poi gestite con le procedure ex art. 33 D.Lgs. 165/2001 riscritto dall’art. 16 della L.183/2011, l’ultimo regalo di Brunetta.

I commi dal 3 in avanti dell’art. 2  tracciano il percorso operativo di questo nuovo taglio:

entro il 31 ott. p.v., dovrà essere adottato il DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) sui nuovi organici, con riduzioni anche selettive e compensate da maggiori tagli di altre Amministrazioni in assenza del quale interverrà il blocco delle “assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto”  (fino all’emanazione del DPCM, gli organici sono rideterminati sulla base delle presenze al 6.07.2012);

entro i sei mesi successivi al DPCM,  l’Amministrazione dovrà adottare il nuovo regolamento di organizzazione, che entro il 2012 potrà essere recepito con DPCM e non con provvedimento legislativo;

le posizioni in soprannumero risultanti dal rapporto tra nuovi organici e presenze effettive, dovranno essere gestite con le “seguenti procedure e misure in ordine prioritario” (comma 11):

Il  personale  che  risulterà non riassorbibile  a conclusione di tutti i percorsi di cui sopra verrà  “collocato in disponibilità”  (la cassa integrazione degli statali) non oltre la data del 30 giu.2013, e rimarrà a casa per 24 mesi con stipendio  ridotto all’80 % (ma con retribuzione effettiva ridotta a circa il 60/65 % di quella attualmente in godimento, tenuto conto che I.d.A. e FUA/FUS non verrebbero più percepiti), periodo che potrà essere prorogato fino a 48 mesi per il personale che maturi i requisiti per la pensione entro tale periodo. La F.P. monitorerà l’andamento e pubblicherà sul proprio sito i posti vacanti, aggiornandone progressivamente i dati, e le Amministrazioni, nei limiti delle loro disponibilità in organico,  dovranno obbligatoriamente accogliere le domande del personale in disponibilità. In ogni caso, decorso tale periodo di 24 mesi, c’è il licenziamento definitivo e l’uscita dai ruoli dello Stato.

Ultimo aspetto, certamente non secondario: la gestione della procedura sotto il profilo delle relazioni sindacali (commi 17, 18 e 19).  In sintesi, è prevista  “la sola informazione ai Sindacati ” (e dunque non più la “consultazione”)  in caso di riorganizzazione degli Uffici,  ma “limitatamente alle misure riguardanti i rapporti di lavoro”, e, solo in presenza di esuberi o di processi di mobilità, “l’esame congiunto”  con le OO.SS., istituto nuovo questo. Dunque,  ci sono modifiche significative nelle relazioni sindacali previste dal CCNL 1998/2001,  e anche per questo la nostra CSE ha chiesto al Ministro Patroni Griffi nell’ultima riunione a Palazzo Vidoni del 4 u.s. l’avvio di un confronto negoziale con l’ ARAN per la definizione di un CCNQ (contratto collettivo nazionale quadro) sulle relazioni sindacali.

Questa la complessa procedura che riguarda la gestione delle posizioni soprannumerarie del personale non dirigente.  Prima questione, la più importante: ci saranno  posizioni soprannumerarie per noi civili della Difesa?  Sicuramente sì, tenuto conto che rispetto al quadro attuale (dotazioni organiche conseguenti alla L.148/2001 n. 30.283;  presenze  effettive n. 29.350 circa ad aprile 2012, oggi un po’ meno),  il nuovo taglio degli organici, presumibilmente quantificabile in 2800/3000 posizioni circa, determinerà sicuramente posizioni soprannumerarie, anch’esse presumibilmente quantificabili in circa 2500/3000, che poi sono i numeri che il Ministro ha dato nell’intervista al “Corriere della Sera” del 18 luglio u.s. (vds allegato al Notiziario n. 100 di pari data).

Seconda domanda: a quali aree verranno imputate le posizioni da sopprimere? Se si dovesse seguire lo schema adottato nelle riduzioni precedenti, è di tutta evidenza che le eccedenze toccherebbero in primis l’area 1^. Questo è uno dei nodi da sciogliere entro il 31 ottobre p.v.:  come verranno rimodulati gli organici civili della Difesa? Noi speriamo che, a differenza di quanto avvenuto per lo schema di DPR attuativo della L. 148/2011, e al di là della natura della relazione sindacale che il DM 95 addirittura modifica (da “consultazione” a “informazione”, come già detto),  l’A.D. operi un coinvolgimento preventivo ed effettivo delle OO.SS. ai fini delle non facili scelte da fare,  e dalle quali emergeranno le posizioni soprannumerarie.

Terza domanda, certo la più importante: sarà possibile riassorbire tutte o quasi le posizioni soprannumerarie utilizzando appieno le “procedure e misure” di cui al comma 11 che abbiamo descritto in precedenza,  evitando così la dichiarazione di “esubero” e la messa in cassa integrazione (“in disponibilità”) dei lavoratori ”non oltre il 30 giugno 2013”? Per rispondere a questa domanda, dovremo evidentemente attendere che l’Amministrazione completi le rilevazioni attraverso l’ incrocio dei dati anagrafici e di quelli relativi all’anzianità contributiva con successiva verifica presso INPS/INPDAP, che ci sono stati preannunciati nel corso dell’ultimo incontro del 31 luglio u.s. con il Sottosegretario Magri (si veda il nostro Notiziario n. 107 di pari data). Sappiamo che l’A.D. sta lavorando molto, e perciò vogliamo essere ottimisti: l’auspicio è che tutti i soprannumeri risultino alla fine riassorbibili.

Dalla L. 135 la Difesa è comunque toccata anche su altri fronti: innanzitutto la riduzione non inferiore al 10% (art.2, comma 3) del personale militare che comporterà prevedibilmente circa 6/7000 esuberi, che godranno comunque dell’ARQ – aspettativa riduzione quadri- con stipendio ridotto al 95%,  (escluso invece il personale del “comparto sicurezza”  – P.S., C.C., V.F.,  etc.-, al pari delle altre categorie di cui al c. 7).  Previste la riduzione dei finanziamenti 2012-2014 per A.I.D. e delle spese per le missioni all’estero.  Mantenuti invece, anche  in questo contesto di tagli,  gli impegni per i 90 aerei F-35 e, seppur  ridotti,  anche quelli per la c.d. “mini naia”, il grande carrozzone propagandistico voluto da La Russa. Mah!

(Giancarlo Pittelli)

allegato 1:  Quaderno n. 05-2012 – L. 7.08.12 n. 135 (conversione del D.L. 95 su spending review) – testo coordinato

Tagli al personale







Le eccedenze tutte riassorbibili con i pensionamenti. Il personale di area 1^ rientra in organico.

2 Ott 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 129 del 2 ottobre 2012 – Si è tenuta oggi a Palazzo Baracchini una riunione con il Sottosegretario Magri convocata urgentemente in data di ieri: all’o.d.g., l’esame della proposta della nostra Amministrazione sulla rideterminazione degli organici in applicazione dell’art. 2, comma 1, della Legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”)  che dovrà essere inoltrata […]



CSE propone a tutto il Sindacato lo sciopero generale del pubblico impiego

17 Set 2012 - CSE, Flp Difesa

Notiziario n. 122 del 17 settembre 2012 – Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n.21 del 17.09.2012, in cui la CSE propone a tutto il sindacato la proclamazione dello sciopero generale. L’inflazione nel mese di agosto è salita al 3,2 per cento ma l’aumento del cosiddetto “carrello della spesa” cioè i prodotti consumati più di […]



Spending review nella Difesa: tagli pesantissimi di personale e risorse

7 Set 2012 - Flp Difesa

Notiziario n. 119 del 7 settembre 2012 – Nel Supplemento ordinario n.  173/L della Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14.08.2012,  è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del Decreto Legge (DL) 6.07.2012, n. 95 sulla c.d.  “spending review” (il testo coordinato è contenuto nel “Quaderno FLP DIFESA n. 5/2012” pubblicato sul nostro […]


Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: