Notiziario n. 108 del 2 ottobre 2013 –

Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia in Senato
Stretta di mano tra Letta e Alfano dopo il voto di fiducia

Nel momento in cui scriviamo, solo da qualche minuto il Senato ha votato a larga maggioranza la fiducia al Governo Letta dopo una settimana estremamente travagliata e dai contorni a tratti incomprensibili e paradossali, e lo stesso si accinge a fare tra qualche ora la Camera dei Deputati.

Il voto di fiducia assicura continuità all’attuale esecutivo, e dunque anche al Vertice politico della Difesa,  la cui azione potrà ora riprendere secondo le direttrici politiche tracciate dal Ministro nel corso della sua prima audizione parlamentare (vedasi Notiziario n. 58 del 20 maggio u.s.) e, per quanto attiene le questioni che afferiscono alle relazioni sindacali,  nel solco degli impegni assunti con le OO.SS.

Proviamo a metter in fila le questioni sulle quali dovrà svilupparsi prioritariamente il confronto con l’Amministrazione.

Al primo posto, ci sono naturalmente  i Decreti attuativi della delega per la riduzione dello strumento militare (Legge 31.12.2012, n. 244). Come i colleghi ricorderanno, l’8 agosto u.s. il Consiglio dei Ministri ha adottato i due schemi di decreto legislativo, che dovranno ora passare all’esame delle Commissioni Difesa che dovranno esprimere il “parere” entro 60 giorni dall’assegnazione. Nella parte d’interesse del personale civile, quei provvedimenti recano punti concordati con i Sindacati e anche novità in positivo, ma fanno anche registrare, purtroppo, punti di arretramento rispetto alle cose convenute negli incontri di luglio con le Parti sociali, e punti irrisolti e rinviati a successivi confronti.  Ebbene, tenuto conto dei ristretti limiti di tempo per il varo dei decreti attuativi, è urgente, a nostro avviso, riprendere il confronto tra le Parti: c’è ancora troppa distanza tra lavoratori civili e militari nelle opzioni offerte al personale eccedentario, e questa forbice deve essere riavvicinata in un qualche modo.

Nel stesso contesto delle problematiche comunque afferenti ai decreti attuativi, si iscrivono altre questioni per noi di prioritaria importanza, che qui brevemente proviamo a richiamare per punti:

Mobilità e reimpieghi: c’è nel testo dello schema di decreto sul personale la previsione di mobilità interna non a domanda su base regionale, ed è un nodo che va affrontato, altrimenti nel 2016 potremmo trovarcelo sul groppone; e c’è poi la necessità, alla vigilia di una nuova e corposa fase di riordino, di rivisitare la procedura  contrattuale di reimpiego fissandone meglio i tempi, i percorsi e le modalità.

Tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili: è uno dei nodi gordiani, da affrontare rapidamente;  la nostra proposta è quella emersa unitariamente nei confronti di luglio, è che si traduce molto semplicemente  in questa semplicissima equazione:  Sottufficiali in area 2^ e Ufficiali in area 3^.

Funzione e compiti del personale civile: abbiamo apprezzato l’apertura contenuta nello schema di decreto “ordinamentale” (“tendenziale attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi…..”),  ora però occorrerà declinarla puntualmente e fissarla  nel redigendo “Regolamento”  e anche all’interno del d.d.l.  di riforma dei ruoli e delle carriere di cui al comunicato del C. dei Ministri dell’8 agosto u.s.

Area industriale: lo schema di decreto attuativo reca  alcune importanti e significative novità richieste dal Sindacato, ma che non sono sufficienti evidentemente a rilanciare un’area ritenuta strategica dalla stessa A.D.. Occorre far ripartire il confronto su un progetto di riefficientamento di Poli e Arsenali.

Ridefinizione organici: a distanza di oltre nove mesi dall’entrata in vigore del DPCM 23.01.2013, è il caso di avviare rapidamente il confronto sulla loro articolazione in profili e sulla distribuzione tra gli OO.PP.

Infine, c’è la questione dei pensionamenti in soprannumero che reca dietro di sé le problematiche innescate dal D.L. 101 con riferimento all’ assunzione dei vincitori di concorso, che appare essenziale per la stessa area industriale.

Tanta carne al fuoco, dunque, e per questo è bene riprendere prestissimo il confronto tra A.D. e OO.SS. su tutte le materie di cui sopra.

Attendiamo pertanto di essere convocati a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 –

Il sen. Nicola La Torre e l on. Elio Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa
Il sen. N. La Torre e l on. E. Vito, Presidenti delle Commissioni Difesa

“Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale  il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale.  Come è noto, il c.d. “question time” costituisce un momento dell’attività delle Camere nella quale vengono illustrate una serie di interrogazioni parlamentari già presentate, di solito riguardanti argomenti di particolare urgenza, e a cui viene data risposta in aula dall’organo esecutivo, nella circostanza direttamente dal Ministro.

Con riferimento ai due schemi di decreti legislativi adottati dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto u.s., il primo sul personale e il secondo sull’ordinamento sui cui contenuti abbiamo riferito diffusamente  nei nostri recenti Notiziari nn. 89, 91 e 92,   alcuni parlamentari interroganti hanno chiesto: “l’apertura di una fattiva dialettica tra Governo e Parlamento con il confronto sui decreti attuativi” (sen. Pegorer, PD);  “a che punto è il processo di revisione degli organici” (sen. Piccinelli, PDL). Altri componenti della Commissione hanno invece posto altre questioni riguardanti il piano di dismissioni dei beni della Difesa (sen. Di Biagio, SCpI)  mentre altri infine hanno posto questioni relative al solo personale militare: “alloggi di servizio”,  “riallineamento delle carriere del personale appartenente al ruolo dei marescialli”  e ”previdenza complementare dei volontari in ferma prefissata”  (sen. Battista, M5S).

 Nella sua risposta, il Ministro Mauro ha  innanzitutto comunicato che, nella stessa giornata, il provvedimento relativo al personale  era all’esame della “Conferenza Unificata Stato-Regioni” (sul nostro sito pubblichiamo il relativo “parere”); ha poi comunicato che “dalle prossime settimane – è già stata data comunicazione alle Commissioni di merito di Camera e Senato – comincerà l’esame in sede parlamentare”.

E questa è davvero una notizia, atteso che  la delega ha tempo un anno per essere esercitata e scade a metà gennaio,  e dunque  il tempo a disposizione non è davvero molto. Si è poi soffermato sulla riduzione degli organici  militari e civili, che avranno due distinte fasi temporali, la prima entro il 31.12.2015 in attuazione dei tagli della spending  review (L. 135/2012)  e  la seconda entro il 31.12.2024 ( L.244/2012).

In termini numerici, al 1 gen. 2016, gli organici militari dovranno ridursi a 174.900 unità (-5370), mentre quelli civili si attesteranno sulle 28.179 posizioni, con un saldo negativo di 2.069 unità.  A tal proposito, segnaliamo la tabella riportata nell’allegato B del resoconto di riunione, forse là collocata impropriamente ma indubbiamente interessante, che contiene la dinamica di riduzione nel quadriennio 2012-2015. Ovviamente, l’auspicio di tutti è che questi tagli coincidano con i pensionamenti in soprannumero previsti dalla Legge 135/2012, i cui termini temporali sono stati prorogati al 31.12.2015 dal DL 31.08.2013, n. 101,  ai fini della maturazione dei requisiti pre Fornero, atteso che dal 1 gennaio 2016 decorrerà il primo “piano di riassorbimento delle unità in eccedenza” previsto dall’art.12 del decreto attuativo c.d “ordinamentale”.

Interessante anche le risposte fornite dal Ministro in merito al piano di dimissioni degli immobili, operazione dalla quale la Difesa dovrebbe ricavare il 30% delle quote dei fondi d’investimento immobiliare cedute.  E’ previsto “un bacino di oltre 1.500 beni prontamente dismissibili”, di cui n. 20 idonei a confluire in un fondo immobiliare, n. 390 che potrebbero essere oggetto di accordi con AA.PP. interessate e n. 1.146 non utilizzabili, che verranno conferiti gradualmente all’Agenzia del Demanio.

Sul nostro sito, pubblichiamo il resoconto parlamentare sul “question time” del Ministro Mauro.

A conclusione di questo Notiziario, in relazione all’imminente avvio da parte delle Commissioni Difesa di Camera e Senato dell’esame sui contenuti dei decreti attuativi della delega ex Legge 244/2012, comunichiamo di aver già inviato  l’allegata  richiesta di audizione ai due Presidenti e a tutti i componenti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto question time Ministro Difesa

Allegato 2: Proposte emendative della Conferenza Stato Regioni

Allegato 3: Lettera di FLP DIFESA con richiesta di audizione

Il Capo di SME, gen. Claudio Graziano
Il Capo di SME, gen. Claudio Graziano

Notiziario n. 55 del 10 maggio 2013 –

Nella mattinata di oggi, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano,  ha incontrato le OO.SS. nazionali.  Si è trattato del primo confronto con il Capo di SME,  davvero proficuo e cordiale, che è servito a un primo giro d’orizzonte sulle principali questioni sul tappeto che interessano il personale civile.

Il confronto è stato avviato dall’intervento introduttivo del gen. Graziano che ha ricordato il momento difficile che il Paese sta attualmente attraversando, nel cui contesto si iscrive anche la riforma dello strumento militare, finalizzata a migliorarne l’assetto complessivo in termini qualitativi e ad adeguarlo agli intervenuti mutamenti geostrategici.  Ha ricordato i tagli di personale da qui al 2024 (-33.000 militari e -10.000 civili) e  l’impegnativo riordino strutturale (-30% minimo in sei anni), con le accelerazioni impresse dalla “spending review”.  Una profonda riforma del suo assetto operativo, dunque, è quella che attende nei prossimi anni la F.A. , rispetto alla quale il Capo di SME ha segnalato la necessità di una piena valorizzazione delle professionalità civili e di un rapporto di collaborazione  con le Parti sociali. E’ poi seguito il consueto giro di interventi di tutte le OO.SS. presenti al tavolo, che sono apparsi abbastanza convergenti tra di loro.

Nel proprio intervento, la FLP DIFESA ha riproposto gli stessi argomenti già posti all’attenzione degli altri Vertici militari. La prima questione, la più importante, riguarda l’imminente riordino delle FF.AA. in attuazione della legge delega voluta dall’ex Ministro Di Paola,  con il connesso rosario di provvedimenti che troveranno posto nei Decreti delegati di prossima adozione. L’Esercito sarà, di gran lunga, la F.A. maggiormente interessata, e anche, per questo,  abbiamo segnalato anche al gen. Graziano la necessità di un coinvolgimento a monte e non a valle delle scelte connesse ai provvedimenti di riordino. Immaginare di procedere prescindendo da questo aspetto,  significa a nostro avviso muovere con il piede sbagliato, convinti come siamo che riforme di tale portata viaggino molto meglio attraverso la ricerca di “soluzioni condivise”  e inclusive, piuttosto che attraverso soluzioni imposte, percorsi autoritativi  ed esibizioni  muscolari, che a volte  sembrano orientare l’azione di qualche nostro Dirigente. Recenti accadimenti, su cui abbiamo richiamato l’attenzione del tavolo, ci convincono che esiste oggi un rischio di questa natura, il che preoccupa.  Analogamente, abbiamo  sollecitato un coinvolgimento delle OO.SS.  anche per quanto attiene la imminente rivisitazione delle dotazioni organiche, con la connessa rideterminazione degli assetti organizzativi degli Enti e degli incarichi: trattasi di una partita decisiva, le cui scelte avranno riflessi importanti su più versanti (FUA/FUS; progressioni; mobilità; reimpieghi), sui quali ultimi abbiamo richiamato la necessità di una puntuale osservanza delle procedure del CCNI.

Abbiamo infine sollecitato l’attenzione del Capo di SME sul problema relativo al progressivo invecchiamento delle professionalità civili (l’età media è vicina ai 56 anni!), questione particolarmente importante per i Poli, e per questo abbiamo segnalato la questione relativa all’assunzione dei vincitori di concorso nei termini già posti all’attenzione del Capo SMD (vds. Notiziario 53).

Il Capo di SME ha preso atto degli argomenti sollevati, riservandosi su alcuni di essi un successivo approfondimento, in particolare sulle problematiche dei Poli, il cui potenziamento, ha detto  il gen. Graziano,  rappresenta comunque per la F.A. una priorità rispetto a tante altre (anche agli stessi F35).  Infine, il Capo SME si è detto  disponibile ad ulteriori confronti e ha ribadito l’intenzione di coinvolgere le OO.SS. nei processi di riordino, confermando comunque il progetto di accorpamento delle aree territoriale e infrastr.

Il confronto di oggi chiude il ciclo di incontri con i Vertici militari, che ha certamente rappresentato un fatto nuovo e positivo nelle relazioni sindacali nazionali, e che ci auguriamo abbia un seguito in futuro.

 Di seguito, pubblichiamo come allegato  la “Direttiva tecnica” emanata da  SME sulla formazione del personale civile  dell’anno 2013.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva tecnica dello SME per la formazione del personale civile – anno 2013

Notiziario n. 45 del 18 aprile 2013 –

Il Sottosegretario Magri
Il Sottosegretario Magri

Quell’interrogativo che campeggiava nel titolo del nostro Notiziario n. 43 del 12 u.s. (“Tabella di equiparazione: dove sta il nostro interesse a discuterne oggi?”),  verosimilmente alla fine condiviso da tutto il fronte sindacale,  spiega forse meglio di ogni altra cosa l’esito della riunione di ieri al Gabinetto Difesa presieduta dal Sottosegretario Magri che, alla fine, si è risolta nella semplice presentazione della bozza di tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili, e nell’avvio del confronto tra le Parti.

Come si ricorderà, la riunione era nata da un richiesta di CISL CISL UIL, avanzata nel corso della precedente riunione del 9 u.s., alla quale aveva fatto seguito, a sole 72 ore di distanza (record assoluto nelle relazioni sindacali della Difesa!), l’immediata convocazione del tavolo, segno evidente, a nostro avviso, dell’interesse dei Vertici a cogliere al volo l’occasione offerta da quelle OO.SS.  per chiudere rapidamente una partita storicamente complicata, e oggi certamente molto di più alla luce del combinato disposto contenuto nelle leggi 183/2011 (transito personale militare verso altre AA.PP. nel rispetto delle dotazioni organiche vigenti e dei vincoli assunzionali ) e n. 244/2012 (transito personale in esubero nei ruoli civili della Difesa, senza vincoli, e dunque in soprannumero).  Nella differenza delle regole di accesso, che limitano enormemente gli ingressi nelle altre AA.PP. e aprono invece un’autostrada senza barriere nella Difesa con le ovvie e naturali ricadute sul personale civile attualmente in servizio (pensiamo solo ai limiti nelle progressioni economiche e di area),  sta il nodo centrale, e tutto politico, del problema, che Di Paola non ha voluto affrontare e risolvere come avevamo chiesto, e che pertanto dovrà essere ridiscusso (noi questo chiederemo al Ministro che verrà) a premessa di qualsiasi confronto sulla tabella di corrispondenza. E’ quello che FLP DIFESA ha detto ieri al dr. Magri, ed è la considerazione che probabilmente hanno fatto anche le stesse CGIL-CISL-UIL (la riunione è avvenuta a tavoli rigorosamente separati, come da copione voluto dalle stesse CGIL-CISL-UIL), che si sono limitate solo a prendere atto della tabella elaborata dall’A.D. chiudendo velocissimamente il loro tavolo. C’era proprio bisogno di parlarne ora di questa questione?

E veniamo alla nuova tabella, messa a punto dall’Amministrazione e illustrata alle OO.SS., e che alleghiamo al presente Notiziario.  L’impostazione base prevede l’inquadramento dei  Sottufficiali in area 2^ e quello degli ufficiali in area 3^, nelle diverse fasce retributive a secondo del grado di provenienza. Fanno eccezione i gradi apicali dei Sottufficiali (Luogotenente e 1° Maresciallo) per i quali è previsto il transito in area 3^, prima fascia retributiva, qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica o quadriennale vecchio ordinamento  o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali”  ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC) del C.O.M. (L.66/2010).

Questa la tabella elaborata da SMD, che rappresenta certo, a nostro giudizio, un superamento in positivo rispetto alla vigente tabella  allegata al D.I.M. 18.04.2002 (e anche rispetto a quella concordata da CGIL-CISL-UIL con l’Amministrazione, e poi arenatesi nelle secche del MEF).  Ma che rappresenta anche un deciso passo in avanti nella direzione richiesta da FLP DIFESA (si veda il Notiziario n. 9 del 18.01.2012 relativo all’audizione delle OO.SS. da parte del Presidente del “Gruppo di lavoro” costituito con DM 21.12.2011).  C’è solo una piccolissima questione:  no problem da parte nostra a discutere di inquadramento in area 3^ di Primi Marescialli e Luogotenenti in possesso dei requisiti indicati a piè della tabella presentata dall’Amministrazione, ma a condizione che si trovino percorsi e strumenti idonei a garantire analoga progressione al personale civile attualmente inquadrato in area 2^ in possesso di requisiti assimilabili  (lauree specialistiche e funzioni/incarichi/titoli), che certo non rappresentano merce rara in  quell’area. 

Va risolto comunque, e per noi in primis, il problema legato agli accessi non vincolati nei ruoli civili.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La nuova tabella di corrispondenza predisposta da SMD

Allegato 2: Il Decreto 18 aprile 2002 con la vigente tabella di corrispondenza

Notiziario n. 43 del 12 aprile 2013 –

immagineNella tarda serata di oggi,  è pervenuta alle OO.SS. dal Gabinetto l’allegata e inattesa convocazione per il 17 p.v. per discutere della tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali civili.

La convocazione  pare sia nata da una richiesta della O.S. CISL a margine della riunione al Gabinetto del 9 u.s., come si legge nel comunicato di pari data della stessa sigla (CGIL e UIL la condividono?  nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione del 9 u.s. non se ne fa menzione…..).      Una richiesta, va opportunamente sottolineato, alla quale l’Amministrazione ha dato riscontro con inusuale e (sospetta) tempestività, tenuto conto che fra la richiesta e l’invio della convocazione sono passate meno di 72 ore! Un record assoluto, considerando i tempi medi di risposta della A.D.: vogliamo ricordare, solo per limitarci alle ultime vicende, che ci sono voluti due mesi per avere la riunione sul riordino della Sanità già disposto dal Ministro, o che è passato quasi un mese prima di poter discutere delle problematiche del cedolino NoiPA?

Viene innanzitutto da chiedersi da dove nasca la necessità o l’utilità  di discutere della tabella di equiparazione militari-civili, in questo momento e con un Vertice Politico a fine mandato; e viene anche da chiedersi come mai lo stesso Vertice Politico abbia raccolto rapidissimamente la richiesta, quando su altre questioni (per es, la rivisitazione di alcune parti del CCNI) lo stesso Sottosegretario, proprio in considerazione della parzialità attuale del mandato,  abbia solo un mese fa espressamente dichiarato a FLP DIFESA la propria indisponibilità a discuterne, e abbia rinviato tutto al nuovo Ministro. Vorremmo capire!

L’ esigenza di una profonda rivisitazione della vigente tabella di equiparazione tra gradi militari e aree funzionali, quella allegata al Decreto Interministeriale 18.04.2002 che regola i transiti nei ruoli civili del personale militare  inidoneo per motivi sanitari,  è cosa sulla quale le OO.SS. della Difesa  si sono sempre dichiarate interessate,  e tra queste FLP DIFESA che, insieme ad altri Sindacati autonomi,  contro quella tabella organizzò a suo tempo una forte protesta culminata con la grande manifestazione del 6 luglio 2002.

Il problema è stato risollecitato nel corso del 2011, dalla nostra O.S. e anche da altre sigle, e questo in considerazione del crescente numero di transiti nei ruoli civili (oltre 1.500 nel periodo tra il 2002 e il 2011), suscitando questa volta piena disponibilità  da parte dell’A.D., tenuto anche conto di quanto introdotto, in materia di mobilità verso le  AA.PP.,  dalla L. 183/2011.  E,  per questo,  con D.M. 22.12.2011,  fu costituito un “Gruppo di lavoro”  ad hoc,  presieduto dal Vice Segretario Generale civile avv. Di Palma, “con il compito di esaminare la disciplina  del transito del personale militare all’impiego civile… e di predisporre apposite tabelle di equiparazione tra personale militare e personale civile”.  Gruppo di lavoro nel quale, va ricordato, non ha trovato posto nessun esponente sindacale, come pure FLP DIFESA aveva chiesto ripetutamente.    

Un paio di mesi più tardi, era esattamente il 17 gennaio 2012,  si tenne a Segredifesa l’audizione (fu connotata proprio così!) a tavoli uniti delle OO.SS. nazionali, nella quale la nostra O.S. espresse le proprie considerazioni (si veda, a tal riguardo, il Notiziario n. 9 del 18.01.2012). Poi più nulla, sino ad oggi. Nel frattempo, però, è entrata in vigore la legge delega per la riduzione dello strumento militare (L. 244/2012), e con essa la previsione di (tanti) transiti ordinari (e non più solo per inidoneità fisica) nei ruoli civili, in soprannumero e senza vincoli rispetto alle dotazioni organiche e alle possibilità assunzionali.

Ci chiediamo allora:  ma non avevamo tutti chiesto modifiche della legge delega su questo punto?  E dove sta, a fronte delle attuali  previsioni della L. 244,  il nostro interesse a definire in questo momento la tabella?   Noi non ne comprendiamo davvero le ragioni e l’utilità,  e abbiamo il dubbio che l’Amm. abbia colto al volo l’ assist  fornito da chi ne ha fatto richiesta,  per chiudere subito la partita e aggiungere un altro tassello al progetto di gestire il grosso degli esuberi militari attraverso un corposo transito nei ruoli civili.

Ne seguiremo comunque attentamente gli sviluppi.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Lettera di convocazione

Notiziario n. 40 del 3 aprile 2013 –

Monti, Giarda e Bondi, gli attori principali della spending review
Monti, Giarda e Bondi, gli attori principali della spending review

La Corte dei Conti ha registrato in data 18 marzo u.s. il DPCM datato 22.01.2013 che recepisce i nuovi organici di alcune AA.CC. tra cui la Difesa, in applicazione del D.L. n. 95/2012(“spending review”).

Come si ricorderà, la  norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico ..”  del personale non dirigente.    Rispetto alla dotazione organica discendente dal D.L. 138/2011, il DPCM fissa così le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63);  n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc.; la nuova dotazione organica del personale dirigente è invece pari a n. 117  (erano n. 133 dopo il D.L. 138). Il DPCM recepisce in toto la proposta messa a punto dall’A.D. attraverso il positivo confronto con il Sindacato (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012)  e reca  una novità grande e positiva: il rientro in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005  tutti in eccedenza, e sui quali pendeva  maggiormente il “rischio esubero” al 1 luglio 2013  e di collocamento in disponibilità.

Ora dovrebbe  (il condizionale è, al punto in cui ci troviamo,  però d’obbligo..)  partire la seconda fase di attuazione della “spending”, con la gestione della c.d.  “eccedenza assoluta”  (la definizione è della F.P.), che nella Difesa al 31.10.2012  era stimata a n. 1.560 unità circa (oggi meno),  a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014  sarebbe risultato quasi doppio. Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 luglio p.v., e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma allegato alla Direttiva FP n. 10/2012, si dovrebbe tradurre, tra le altre cose,  nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”;  nella individuazione nominativa  “del personale in possesso dei requisiti”  per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”;  e,  infine, nella individuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”. Come si può capire, la strada è ancora lunga e complessa.

Rendiamo anche noto ai colleghi interessati che nel Supplemento Ordinario n. 20 della Gazzetta Ufficiale n. 72 del 26 marzo u.s., è stato pubblicato il Decreto Ministeriale datato 16.01.2013 recante Struttura del Segretariato generale, delle Direzioni generali e degli Uffi ci centrali del Ministero della difesa..” .  Trattasi del provvedimento attuativo del taglio del 10% di organici/Uffici non dirig. disposto dalla L.148/2011, di cui abbiamo riferito in vari nostri Notiziari (nn. 116 e 119/2011 e n. 12 e n. 157/2012), e che è stato oggetto di confronto con le OO.SS. nazionali in data 13 dic. u.s. (vds. Notiziario n.174 di pari data).  Il D.M. recepisce l’ulteriore riorganizzazione in chiave riduttiva dell’area centrale del Ministero, che si traduce nella costituzione di un nuovo Reparto, il VI°, che tratterà di contenzioso e affari legali, e nella soppressione dell’ ex Geniodife, che viene riconfigurata all’interno di Segredifesa.  Prevede anche la ricollocazione all’interno del 1° Reparto della ex Civilscuoladife, rinominata CEFODIFE (Centro di formazione della Difesa), con le novità già indicate nel Notiziario n. 174 sopra richiamato. E’ bene  però precisare, a tal riguardo, che le strutture di SGD, DD.GG. e UU.CC. così come configurate nel DM 16.01.2013,  risultano di fatto già superate, rendendosi necessaria un’ulteriore loro riorganizzazione in senso riduttivo in attuazione degli ulteriori  tagli agli organici ex DL 95,  e di cui al DPCM 22.01.2013.

Comunichiamo infine che, nella G.U. n. 78  del 3 u.s., è stato pubblicato il DPR 12.02.2013, n. 29 che reca la riduzione delle dotazioni organiche del personale militare in attuazione della spending review.

In allegato le tabelle dell’A.D.; i testi integrali di DPCM, DM e DPR sono invece pubblicati sul nostro sito. 

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:   La tabella e gli allegati di interesse del Ministero della Difesa

Allegato 2: D.P.C.M. 22.01.2013 – testo e tabelle fino al n. 20      D.P.C.M. 22.01.2013 – tabelle dal n. 21 al n. 66     

Allegato 3: D.M. 16.01.13 Struttura Segr. Gen. , Dir.Gen.,Uff. Gen. G.U. 26.3.13

Allegato 4:  DPR 12.02.13 n. 29 e DPCM 11.01.13 – G.U. n.78 

Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 –

Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola
Il Ministro della Difesa, amm. G. Di Paola

E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero”  che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare.   In allegato, copia del protocollo che reca le firme del Ministro Di Paola e di tutte le OO.SS. del Dicastero.
Come i colleghi ricorderanno, nella precedente riunione al Gabinetto del 4 febbraio u.s. la FLP DIFESA rappresentò la propria posizione in merito all’ipotesi di sottoscrizione di un protocollo che stabilisse la destinazione al FUA di quota parte delle risorse derivanti dai tagli della Sanità militare. In quella circostanza (si veda il Notiziario n. 15 del 4.02.2013),  la nostra O.S. espresse “piena disponibilità” al riguardo, ponendo però alcuni paletti e facendo alcune richieste che hanno trovato oggi pieno riscontro nel testo del “Protocollo d’Intesa” . Da qui, la nostra convinta adesione e la sottoscrizione del documento.
Avevamo chiesto che il protocollo disciplinasse “in che modo, con che criteri, da parte di quali soggetti  e in che tempi”  verranno individuate le risorse da destinare al FUA, e ci pare che i contenuti del protocollo rispondano a nostra questa richiesta. Avevamo poi chiesto (e questo era per noi il vero punto irrinunciabile) che “le risorse disponibili derivanti dalle riduzioni di spesa vengano destinate alla contrattazione integrativa”,  senza alcun “esplicito riferimento, in seno al protocollo, a rigide destinazioni alla premialità ex D.Lgs. 150/2009 (legge Brunetta) nei termini fissati dall’art. 16, comma 5, del  DL 6.07.2011, n. 98, (che, lo ricordiamo, ha recepito l’Intesa del 4 febbraio precedente sottoscritta da Brunetta e da  CISL, UIL e altre OO.SS., ma non da altre sigle tra le quali CGIL e CSE ) che avrebbe costituito un evidente problema ai fini della sottoscrizione del protocollo”,  e così è stato, atteso che il protocollo non contiene alcun passaggio che preveda la destinazione di una parte delle risorse alla premialità.  Inoltre, con l’intendimento dichiarato di dare al Protocollo una valenza che andasse oltre il riordino della Sanità, avevamo chiesto che la destinazione al FUA venisse estesa anche alle risorse derivanti dai riordini precedenti e “successivi a luglio 2008  atteso che la norma originaria del finanziamento della contrattazione integrativa con le riduzioni di spesa  è contenuta nell’art. 61, comma 17, del  D.L. 112/2008”,  e, sul punto, il protocollo va addirittura oltre, offrendo una prospettiva di più lungo termine  che travalica il riordino della Sanità militare e si protende anche ai riordini successivi,  che certo non saranno pochi, in particolare per l’Esercito. Infine,  va anche segnalata ai colleghi l’entità della percentuale destinata al FUA, il 25%, che appare significativamente più alta di quanto originariamente immaginato dalla stessa Amministrazione, atteso che si parlava di non oltre il 10%.
Nel complesso, un protocollo importante, dalla forte valenza politica, e che ha raccolto l’adesione di tutte le sigle sindacali.  Un fatto, questo, davvero molto significativo, il cui merito va ascritto a chi ha saputo costruire un testo condiviso, in cui tutte le Parti hanno potuto riconoscersi.  Nell’affermare l’importanza e il valore politico dell’intesa odierna,  non possiamo però dimenticare che il Protocollo reca  per l’A.D. la firma di un Ministro a conclusione di mandato… Ci sono, a tal riguardo,  precedenti importanti che non vanno dimenticati, come il Protocollo del 29.11.1996 (giudicato allora “epocale” dalle OO.SS., era Ministro l’on. Parisi) e poi letteralmente stracciato dal successore, l’ on. la Russa. La cautela non guasta!
E non possiamo neanche dimenticare che il risultato odierno (più soldi al FUA) è il frutto di chiusure di Enti e di cancellazione di posti di lavoro, che recheranno un gravissimo disagio a molti nostri colleghi.  Non dobbiamo dimenticarlo, e per questo evitiamo di cantar vittoria e trionfalismi fuori posto.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Protocollo A.D-OO.SS. 13.02.2013

Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 –

fotoCome vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.

La nostra O.S., pur comprendendo le ragioni che sono alla base di quel provvedimento e che traggono origine dalla situazione di grave sofferenza e di squilibrio del bilancio della Difesa, ha espresso un giudizio fortemente negativo sia nel metodo (mancanza di qualsiasi confronto vero ed effettivo con le Rappresentanze del personale) sia soprattutto nel merito,  atteso che  la legge delega propone una cura di cavallo su un organismo già debilitato e risulta totalmente mancante di scelte qualificate  e significative sul versante del personale civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.), i cui ruoli peraltro potrebbero diventare la valvola di sfogo di migliaia e migliaia di esuberi militari. 

Ebbene, nonostante la ferma opposizione dei Sindacati e anche dei COCER, e nonostante il marcato dissenso di grandissima parte del personale della Difesa, militare e civile (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, il giudizio negativo su Di Paola raggiunge quasi il 90%!), la legge è stata votata da una larga maggioranza del Parlamento. Ciò è avvenuto dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla pesantissima lobby dell’industria della Difesa,  e sulla base di un compromesso al ribasso, un “do ut des”, che ha portato un Parlamento già scaduto ad approvare a fine legislatura una riforma epocale e il Ministro Di Paola a impegnarsi a non varare i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino. Per questo, lo abbiamo detto più volte nei nostri Notiziari, gli schemi dei decreti attuativi,  già messi a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM.,  sono stati necessariamente “riposti nei cassetti”.  Ma qualcuno li ha tirati fuori nei giorni scorsi, e così hanno cominciato a girare.

Noi di FLP DIFESA ne siamo venuti in possesso nella scorsa settimana, e nella riunione con il Sottosegretario Magri del 23 u.s. (ne sono testimoni i presenti, ed erano davvero tanti) abbiamo segnalato al Sottosegretario, esibendo nella circostanza copia del documento in nostro possesso, che lo schema di D.Lgs. messo a punto dall’Uf. Legislativo in attuazione della delega stava cominciando a girare, e che avrebbe creato certamente  un pericoloso allarme e una forte preoccupazione tra il personale tutto.  Per questo (si legga la parte finale del nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s.),  abbiamo riproposto al dr. Magri  “ la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei DD. Delegati” .

Siccome  “la risposta a breve” che attendevamo non è purtroppo arrivata,  e tenuto conto che i files dello schema di D. Lgs con l’elenco dei provvedimenti sono già comparsi sul  sito “forzearmate.org” che peraltro ha contestualmente pubblicato il nostro Notiziario sul recente incontro a SME,  trasmettiamo alle nostre strutture, e pubblichiamo contestualmente anche noi sul nostro sito, lo  schema di decreto attuativo della delega che reca l’elenco dei provvedimenti da qui al 2018, parte dei quali – quelle relativi al 2013 –  già comunicati  alle OO.SS..  Un elenco che potrebbe certo ancora cambiare, ma che consente di comprendere le direzioni di marcia, su cui naturalmente avremo presto modo di ritornare.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Testo Schema Decreto Legislativo

Allegato 2: Appendice Tabella A – soppressioni Esercito

Allegato 3: Appendice Tabella B – Riorganizzazioni Esercito

Allegato 4: Annesso 1-riorganizzazioni e soppressioni Esercito

Allegato 5: Annesso 2 -Riorganizzazioni Marina

Allegato 6: Annesso 3 – Riorganizzazioni A.M.

Notiziario n. 11 del 28 gennaio 2012 –

Il Ministro Patroni Griffi con il Capo Dip. Naddeo
Il Ministro Patroni Griffi con il Capo Dip. Naddeo

Il Ministro della F.P. Patroni Griffi, per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il Ministro dell’Economia e Finanze Grilli,  hanno finalmente firmato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)  che reca la data del 22.01.2013 e recepisce i nuovi organici di alcune AAAmministrazioni Centrali, tra le quali anche la Difesa, in applicazione dell’art. 2, c.1, del D.L. 6.07.2012, n. 95 (“spending review”).

Come si ricorderà, la  norma sopra richiamata ha disposto il taglio del 20% degli Uffici dirigenziali (generali e non)  e “la riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale” con riferimento al personale non dirigente.  Rispetto alla dotazione organica discendente dal D.L. 138/2011 unità, il DPCM fissa così le nuove dotazioni: n. 1.824 in area 1 (erano n. 63); n. 23.246 in area 2^ (erano n. 26.590); n. 2.681 in area 3^ (erano n. 3.630) e n. 26 professori etc. Invece,  la nuova dotazione organica del personale dirigente è pari a n. 117  (erano n. 133 dopo il D.L. 138).

IL DPCM recepisce in toto la proposta messa a punto dalla Difesa anche attraverso il positivo confronto con il Sindacato (vds. Notiziario n. 136 del 17.10.2012)  e reca  una novità grande e positiva: il rientro in organico di 1.761 lavoratori (1.824 – 63) di area 1^, dal 2005  tutti in eccedenza, e sui quali pendeva  maggiormente il “rischio esubero” al 1.07.2013  e di collocamento in disponibilità  (trattamento complessivo al 65% per 24 mesi, e poi il licenziamento).  Era stata, come si ricorderà,  la prima richiesta di FLP DIFESA, che era stata giudicata in un primo momento poco praticabile dallo stesso Ministro, e poi invece resa possibile dalle indicazioni venute dalla Direttiva FP n. 10/2012  che, in relazione alla c.d. “compensazione interna”,  aveva previsto che “….il soprannumero di un’area/profilo è eventualmente possibile neutralizzarlo riducendo le disponibilità di posti nelle altre aree secondo una corrispondenza di valore finanziario”.  Opportunità colta al volo dall’A.D., alla quale va dato atto del positivo lavoro fatto.

Ora dovrebbe partire la seconda fase di attuazione della “spending”.  Le presenze effettive di personale stimate da Persociv al 31.10.2012 (si veda la tabella da noi messa a punto e allegata al Notiziario n. 136) erano le seguenti: n. 2.046 in area 1^; n. 24.586 in area 2^ e n. 2.506 in area 3^.  Rispetto alle nuove dotazioni organiche recepite nel DPCM, emergerebbero  dunque  eccedenze in area 1^ per n. 222 unita e in area 2^ per n. 1.340, e invece  carenze per n. 175 unità in area 3^.  Nel complesso, la “eccedenza assoluta”,  come la definisce la F.P., , è pari a n. 1.562 unità, a fronte del quale il numero di personale in possesso dei requisiti ante riforma Fornero per l’accesso al pensionamento entro il 31.12.2014  sarebbe però di molto superiore (dai nostri calcoli, n. 232 in area 1^ e n. 2.560 in area 2^, per un totale di n. 2.792 posizioni soprannumerarie riassorbibili, in ragione della possibilità offerta dall’art. 2, comma 1,  let. a) del DL 95, poi convertito nella Legge 135. Una situazione, dunque, apparentemente tranquilla, che scongiurerebbe la possibilità di avere esuberi e collocamenti in disponibilità al 1 lug.2013, e che, a fronte di quanto previsto dal cronoprogramma allegato alla richiamata Direttiva FP n. 10, si dovrà tradurre ora, tra le altre cose,  nella predisposizione di “piani previsionali delle cessazioni di personale in servizio fino a tutto il 31.12.2014”;  nella individuazione nominativa  “del personale in possesso dei requisiti”  per il pensionamento; nella comunicazione “al personale interessato della data di collocamento a riposo”;  e,  infine, nellaindividuazione “dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gen. 2013”.  Come si può capire, la strada da fare  è ancora abbastanza  lunga e complessa.

In attesa della pubblicazionedel provvedimento  in Gazzetta Ufficiale, pubblichiamo di seguito   il testo integrale del DPCM  22.01.2013 e le tabelle che interessano il Ministero della Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: DPCM 22.01.2013 – testo integrale

Allegato 2: DPCM 22.01.2013 – tabelle di interesse del Ministero Difesa

 

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 –

Forze armateE’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA.,  e che abbiamo seguito in questi mesi in tutti i passaggi.

Come noto, il progetto trae origine dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (oggi al 70%,  di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili)  a beneficio  del c.d. “esercizio”.   Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” attraverso l’estensione dell’ARQ a tutti e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che a FLP DIFESA è piaciuto poco, anche perché totalmente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.)  e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari.  Per questi motivi,  FLP DIFESA si è  mobilitata da subito, con centinaia di  assemblee fatte in tutta Italia; è scesa in piazza con la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio (Notiziario n.94 del 9.07.2012);  ha lavorato anche sul versante parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a buon segno (riordino Sanità militare e Stabilimenti militari).

Il provvedimento è stato votato dall’Aula del Senato il 6 novembre, e successivamente lo stesso testo ha ottenuto anche il voto favorevole della Camera dei Deputati l’11 dicembre u.s.,  a crisi di governo già aperta.   Insieme ad altri,  avevamo chiesto e sperato nel rinvio alla prossima legislatura del varo della legge,  anche allo scopo di rendere possibile una ulteriore riflessione su alcune criticità;   ma le forti pressioni venute dai Vertici politici e militari e dai c.d. “poteri forti”, in primis quelli che fanno capo alla potentissima industria della difesa,  hanno prodotto un’accelerazione mai vista e, infine, il disco verde. Ma con un compromesso, a tutti ben evidente: il Parlamento ha votato il provvedimento, ma impedendo a Di Paola di esercitare la delega nel corso del suo mandato;  ha chiesto al Ministro e ottenuto l’ impegno formale di non mandare avanti i decreti attuativi (già pronti e ora per la gran parte riposti nei cassetti di SMD)  e, per essere più sicuri, la Camera ha votato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa, l’on. Cirielli) che impegna il Ministro a rinviare al nuovo Parlamento e al suo successore l’attuazione della riforma.   Dunque, una vittoria di Pirro per l’amm. Di Paola che però, dimentico un po’ degli impegni, sembra voler andare avanti comunque:  non si spiegano altrimenti i ritmi incredibilmente accelerati impressi in queste settimane al riordino della Sanità militare e di altri settori delle FF.AA. (nella prossima settimana, ben tre riunioni nazionali!), e gli ultimi imput sull’area centrale.

Poca cosa, comunque, rispetto al grosso che verrà certamente con la prossima legislatura. A noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla.  La riprenderemo con forza  di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un  confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene  (vds, buon’ ultima,  la Direttiva politica per il 2013)  ma razzolato davvero male!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Legge 16.01.13, n. 244 – revisione strumento militare nazionale

Tagli al personale



Question time in Senato del Ministro Mauro. A giorni, l’inizio dell’esame delle Commissioni Difesa dei decreti attuativi della delega

23 Set 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 105 del 23 settembre 2013 – “Question time” con il Ministro della Difesa nella seduta pomeridiana del Senato del 19 u.s., nella quale  il sen. Mauro ha risposto ad interrogazioni a risposta immediata su vari argomenti, ed in particolare sui profili di attuazione della revisione dello strumento militare nazionale.  Come è noto, il […]



Tabella di corrispondenza tra gradi militari e aree funzionali civili. Frenata, solo presa d’atto e rinvio

18 Apr 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 45 del 18 aprile 2013 – Quell’interrogativo che campeggiava nel titolo del nostro Notiziario n. 43 del 12 u.s. (“Tabella di equiparazione: dove sta il nostro interesse a discuterne oggi?”),  verosimilmente alla fine condiviso da tutto il fronte sindacale,  spiega forse meglio di ogni altra cosa l’esito della riunione di ieri al Gabinetto […]




Protocollo d’Intesa: destinato alla contrattazione integrativa il 25% delle risorse recuperate dal riordino della Sanità Militare

13 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 19 del 13 febbraio 2013 – E’ stato sottoscritto nella tarda serata di oggi a Palazzo Baracchini, il “Protocollo d’intesa tra l’Amministrazione della Difesa e le Organizzazioni sindacali operanti nel Dicastero”  che destina alla contrattazione integrativa il 25 % delle risorse recuperate dal riordino della Sanità militare.   In allegato, copia del protocollo che […]



Firmato il DPCM con le nuove dotazioni organiche del personale civile della Difesa

28 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 11 del 28 gennaio 2012 – Il Ministro della F.P. Patroni Griffi, per conto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e il Ministro dell’Economia e Finanze Grilli,  hanno finalmente firmato il DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)  che reca la data del 22.01.2013 e recepisce i nuovi organici di alcune AAAmministrazioni […]


E’ legge dello Stato la delega per la revisione dello strumento militare nazionale

19 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva […]


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