Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 –

Il Ministro Di Paola in visita a Herat
Il Ministro Di Paola in visita a Herat

Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, fissato dalla stessa legge, di riduzione del 30%  minimo dell’attuale assetto delle FF.AA.

Comprendiamo bene lo stupore che si è generato nei lavoratori interessati, civili e militari; comprendiamo però molto meno, anzi quasi per nulla,  l’esibita incredulità  di  alcuni addetti ai lavori come noi che dovrebbero conoscere bene le cose di casa Difesa, e che sono invece in cerca di conferme formali

Proviamo a riassumere le puntate precedenti.  Il Ministro Di Paola presenta al Senato il disegno di legge delega (ddld)  in data 23 apr.2012, esaminato il giorno 6 precedente dal Consiglio dei Ministri. Il complesso iter parlamentare del provvedimento dura quasi otto mesi, e si conclude solo l’11 dic. u.s. con il voto favorevole della Camera.  E’ di tutta evidenza che, in questi lunghi mesi di attesa, lo SMD e gli SS.MM. di F.A. abbiamo lavorato alacremente per definire per tempo i provvedimenti attuativi di riordino, tenuto anche conto che  l’orizzonte temporale del Ministro era breve (ad aprile scadeva la legislatura) e che Egli stesso ci teneva a chiudere  per tempo il cerchio con il varo dei decreti attuativi. Noi queste cose le abbiamo ripetute più volte, ne fanno fede i nostri Notiziari; per questo abbiamo richiesto un confronto preliminare con l’A.D., ovviamente non concesso. E d’altronde il lavoro intenso degli SS.MM. era a conoscenza di tutti: quante riunioni interne e quante teleconferenze fatte in questi mesi!

Ora sappiamo bene come è andata a finire: il Parlamento ha alla fine votato la legge, anche dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla efficientissima lobby dell’industria della difesa,  ma lo ha fatto sulla base di un compromesso che “obbliga”  il Ministro Di Paola  a non portare avanti durante il suo mandato i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino, e questo sulla base di impegni richiesti e pubblicamente assunti da Di Paola e delle precise indicazioni venute dalla Camera.  Motivi per i quali la bozza di decreto attuativo con i provvedimenti, già messo a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM,  è stato necessariamente “riposto nei cassetti”, come  abbiamo ripetuto più volte nei nostri Notiziari di questi ultimi mesi.  Ma accantonato temporaneamente, non certo cestinato!

E da quei “cassetti”  è ora emerso,  ha cominciato a girare anche negli Enti,  e la FLP DIFESA ne è venuta a conoscenza nella scorsa settimana.  Non è la prima volta che succede, non sarà certo l’ultima!  I colleghi ricorderanno lo schema di legge delega entrato a Palazzo Chigi e da noi pubblicato (vds Notiziario n. 53 del 10.04.2012): anche allora molti dubbi, ma poi alla fine si comprese come era proprio quello il testo di ddld che il Ministro aveva sottoposto al Consiglio dei Ministri. E la storia sembra ripetersi oggi.

CGIL-CISL-UIL, a seguito della pubblicazione sul nostro sito, hanno scritto al Ministro Di Paola chiedendo un incontro urgente “al fine di chiarire la veridicità di quanto pubblicato in rete e di dominio pubblico”.   Veridicità?  Mah……..   Può darsi non sia tutto vero, lo abbiamo già precisato nel Notiziario n. 13,  e che qualcosa possa ancora cambiare.  Ma la sostanza è vera, non c’è dubbio. E, comunque,  anche se il documento non fosse vero,  appare quantomeno verosimile, vista la perfetta coerenza delle scelte in esso presenti con quelle recentemente illustrate alle OO.SS. dagli SS.MM., in particolare SME: pensiamo all’accorpamento fra le aree Territoriale e Infrastrutturale, i provvedimenti ci sono proprio tutti!

Noi pensiamo comunque che il problema non sia la “veridicità” del documento, bensì il fatto che, ancora una volta, le decisioni, quali che siano, vengono prese senza un confronto preliminare con le Parti sociali. Vogliamo affrontare questo problema, una volta per tutte e senza divisioni tra le OO.SS.?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 13 del 29 gennaio 2013 –

fotoCome vi è noto, nella Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 è stata pubblicata la legge delega 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” che prevede la riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.

La nostra O.S., pur comprendendo le ragioni che sono alla base di quel provvedimento e che traggono origine dalla situazione di grave sofferenza e di squilibrio del bilancio della Difesa, ha espresso un giudizio fortemente negativo sia nel metodo (mancanza di qualsiasi confronto vero ed effettivo con le Rappresentanze del personale) sia soprattutto nel merito,  atteso che  la legge delega propone una cura di cavallo su un organismo già debilitato e risulta totalmente mancante di scelte qualificate  e significative sul versante del personale civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.), i cui ruoli peraltro potrebbero diventare la valvola di sfogo di migliaia e migliaia di esuberi militari. 

Ebbene, nonostante la ferma opposizione dei Sindacati e anche dei COCER, e nonostante il marcato dissenso di grandissima parte del personale della Difesa, militare e civile (nel sondaggio pubblicato sul nostro sito, il giudizio negativo su Di Paola raggiunge quasi il 90%!), la legge è stata votata da una larga maggioranza del Parlamento. Ciò è avvenuto dietro le forti pressioni esercitate dai Vertici politici e militari e dalla pesantissima lobby dell’industria della Difesa,  e sulla base di un compromesso al ribasso, un “do ut des”, che ha portato un Parlamento già scaduto ad approvare a fine legislatura una riforma epocale e il Ministro Di Paola a impegnarsi a non varare i decreti attuativi con la lista dei provvedimenti di riordino. Per questo, lo abbiamo detto più volte nei nostri Notiziari, gli schemi dei decreti attuativi,  già messi a punto da SMD d’intesa con gli altri SS.MM.,  sono stati necessariamente “riposti nei cassetti”.  Ma qualcuno li ha tirati fuori nei giorni scorsi, e così hanno cominciato a girare.

Noi di FLP DIFESA ne siamo venuti in possesso nella scorsa settimana, e nella riunione con il Sottosegretario Magri del 23 u.s. (ne sono testimoni i presenti, ed erano davvero tanti) abbiamo segnalato al Sottosegretario, esibendo nella circostanza copia del documento in nostro possesso, che lo schema di D.Lgs. messo a punto dall’Uf. Legislativo in attuazione della delega stava cominciando a girare, e che avrebbe creato certamente  un pericoloso allarme e una forte preoccupazione tra il personale tutto.  Per questo (si legga la parte finale del nostro Notiziario n. 9 del 23 u.s.),  abbiamo riproposto al dr. Magri  “ la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei DD. Delegati” .

Siccome  “la risposta a breve” che attendevamo non è purtroppo arrivata,  e tenuto conto che i files dello schema di D. Lgs con l’elenco dei provvedimenti sono già comparsi sul  sito “forzearmate.org” che peraltro ha contestualmente pubblicato il nostro Notiziario sul recente incontro a SME,  trasmettiamo alle nostre strutture, e pubblichiamo contestualmente anche noi sul nostro sito, lo  schema di decreto attuativo della delega che reca l’elenco dei provvedimenti da qui al 2018, parte dei quali – quelle relativi al 2013 –  già comunicati  alle OO.SS..  Un elenco che potrebbe certo ancora cambiare, ma che consente di comprendere le direzioni di marcia, su cui naturalmente avremo presto modo di ritornare.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Testo Schema Decreto Legislativo

Allegato 2: Appendice Tabella A – soppressioni Esercito

Allegato 3: Appendice Tabella B – Riorganizzazioni Esercito

Allegato 4: Annesso 1-riorganizzazioni e soppressioni Esercito

Allegato 5: Annesso 2 -Riorganizzazioni Marina

Allegato 6: Annesso 3 – Riorganizzazioni A.M.

Notiziario n. 9 del 23 gennaio 2012 –

Il Sottosegretario Magri in Afghanistan
Il Sottosegretario Magri in Afghanistan

Nel pomeriggio di oggi, si è tenuta al Gabinetto una riunione con il Sottosegretario Magri, che aveva all’o.d.g. il riordino della Sanità militare. Ma, come era nostra intenzione anticipata agli iscritti in due successive mail, il primo argomento affrontato è stato quello delle problematiche legate al transito al MEF della gestione delle buste paga con il sistema del c.d. “cedolino unico”.

Come è noto, la nostra O.S. ha dato notizia per prima di questa novità con il Notiziario n. 2 del 7 gen u.s., sino ad allora del tutto sconosciuta ai colleghi e possiamo aggiungere anche agli stessi Uffici Amministrativi, e che recava in allegato la prima nostra lettera inviata a SMD. Nei giorni a seguire, siamo stati tempestati di mail e telefonate di colleghi che denunciavano gli errori presenti nelle buste paga,  nella gran parte dei casi in difetto (mancanza delle voci IdA, assegni familiari, detrazioni fiscali, competenze accessorie 2012, etc.),  in altri casi in eccesso (stipendio pieno a personale in part time, per es.) o addirittura in super eccesso (un nostro iscritto ex militare si è visto accreditare 7000 € lordi!), mentre qualcuno lo stipendio non lo aveva neanche visto (per mancato IBAN o anche per mancato riconoscimento del proprio IBAN da parte del sistema NoiPA, come successo a Bari e Galatina). Preso atto di questa situazione, e anche delle mancate risposte che ai colleghi  venivano dai propri Uffici amministrativi, abbiamo scritto in data 15 u.s. a SMD risegnalando i problemi e chiedendo un incontro urgente, inizialmente convocato per domani 24, e poi slittato al 29 dietro richiesta di alcune sigle. 

Nel corso di questi giorni, abbiamo lavorato davvero su più fronti e, anche per questo,  sentita la relazione sull’argomento del Capo del 1° Rep. di SMD gen. Marsiglia, confermiamo davvero con piacere quanto abbiamo anticipato ai nostri iscritti nell’ email inviate in data 21 e 23

I problemi sono stati causati dalla scarsa compatibilità tra il sistema in uso in Difesa (Sistema BDUS) e quello del MEF (Sistema NoiPA) e dal no del MEF ad adottare per alcuni mesi un regime transitorio. Il punto di maggiore diversità sta in questo: la Difesa predisponeva il cedolino circa il 20 del mese con pagamento al giorno 24 successivo;  il MEF lo predispone circa in pari data, ma per il mese successivo.  Il Capo del 1° Reparto di SMD ha dato anche alcuni numeri: dei 25.785 amministrati transitati al MEF, circa 1000 lavoratori hanno percepito stipendi ridotti,  a fronte dei circa 6.000 che invece hanno avuto buste con più soldi. In ogni caso, i problemi sono in via di soluzione, e gran parte di essi possono dirsi risolti in questo modo:

per coloro che hanno preso stipendi ridotti: il“Sistema informatico NOIPA del M.E.F. emetterà specifici conguagli, che saranno accreditati auspicabilmente entro il prossimo 28 gennaio con distinti cedolini” (DIRAM A.M. ha già invitato gli Enti della F.A. a rendere edotto il personale di quanto sopra, e lo stesso faranno a breve verosimilmente le altre FF.AA.);

per coloro che hanno preso stipendi più alti:  verranno operate trattenute mensili per la  restituzione totale delle somme indebitamente percepite nell’arco di 12 mesi;

per chi non era in possesso di IBAN e ha ricevuto stipendio zero, il MEF spacchetterà il cedolino e provvederà al relativo pagamento;  

– permane allo stato il problema delle mancate trattenute in busta paga a favore di terzi (cessioni quinto; finanziamenti; etc), per la cui regolarizzazione ci vorranno  un paio di mesi;

per chi non ha percepito le competenze accessorie riferite al 2012 (turni, reperibilità, etc.),  Persociv ha già emanato in data 18 u.s.  la circolare n. 2675 (qui allegata) nella quale viene precisato che le competenze non erogate “dovranno essere oggetto di liquidazione a sé stante”.

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato atto ad SMD di aver operato con grande prontezza per dare soluzione ai problemi, ma ha espresso al contempo alcune riserve sia per la scelta fatta dall’A.D. (perché non si è adottata la seconda opzione prevista dall’art. 5, comma 10, del DL 95?) che per la insufficiente informazione. Inoltre, FLP DIFESA ha segnalato le criticità ancora esistenti negli Enti dei CC e in AID. Su nostra richiesta, l’Amministrazione ha comunque precisato che il passaggio al sistema NoiPA  riguarderà in futuro anche il personale militare.  Confermata infine per il  29 p.v. la riunione sull’argomento da noi richiesta con SMD.

Nella seconda parte della riunione, si è passati alla trattazione del punto iscritto all’o.d.g, che riguardava il riordino della Sanità militare in chiave interforze.

Queste le novità illustrate dal Sottosegretario: la raccolta dei desiderata, con relative concertazioni locali,  saranno ultimate nel giro di due/tre settimane. A seguire,  vi sarà una nuova riunione di livello nazionale  per l’esame e il varo dei piani generali di reimpiego, che riguarderanno tutti gli Enti interessati indipendentemente dalla data del provvedimento e a cui poi seguiranno le contrattazioni locali per la definizione dei piani definitivi di reimpiego. Come già detto in precedenti Notiziari, siamo di fronte ad una velocizzazione incredibile, con piani generali di reimpiego portati al  tavolo nazionale prima ancora della data di decorrenza dei  provvedimenti di soppressione. Cose davvero mai viste!  In sede di riunione, ci sono state comunque consegnate le disponibilità d’impiego interforze,  che pubblichiamo sul nostro sito web.

Per quanto riguarda la sede di Chieti, il Sottosegretario ci ha informati che i lavoratori da ricollocare sono 34, comprendendovi anche il personale del soppresso 123°. L’Arma ha offerto maggiori disponibilità di reimpiego in propri Enti (11 per il DMML, 1 per il 123°), mentre SME sta verificando la possibilità di mantenere in vita ancora per qualche anno il CEDOC per avere ulteriori collocabilità.  In aggiunta, la Conferenza dei Servizi promossa dal Prefetto ha permesso di individuare le disponibilità di collocamento in altre  AA.PP. (si veda la nota unitaria pubblicata sul nostro sito), che però, come ha sottolineato FLP DIFESA, andranno verificate con le AA.CC. che spesso, in precedenti occasioni, hanno negato le disponibilità venute dagli Uffici periferici.

La nostra O.S. ha anche consegnato al dr. Magri due note riguardanti il DMML di Palermo, pubblicate sul nostro sito, che chiedevano la sospensione del provvedimento, che però il Ministro Di Paola nega volendo chiudere la “partita sanità” prima di lasciare l’incarico.

A conclusione della riunione, abbiamo riproposto al Sottosegretario la richiesta, già formulata nella precedente riunione del 7 u.s., che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con SMD e/o gli OO.PP. di F.A.  in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino in attuazione della legge delega n. 244/2012, e che dovranno trovare posto nei Decreti Delegati verosimilmente già pronti ancorchè per il momento necessariamente  riposti nel cassetto alla luce degli impegni del Ministro e delle sollecitazioni venute dalla Camera.   Il dr. Magri si è riservato di parlarne con il Ministro, e pertanto attendiamo risposta  a breve.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: CircPersociv2675-18.01.13-cedolino unico, comp. acc. 2012

Allegato 2: Disponibilità interforze nelle sedi degli Enti della sanità militare in soppressione

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. Chieti

Allegato 4: Note OO.SS. Palermo ed RSU DMML

Notiziario n. 8 del 22 gennaio 2013 –

Marina militareNella mattinata di oggi,  si è tenuta a Palazzo Marina la riunione da noi richiesta in data 10 u.s. con Stato Maggiore Marina, che  è stata  presieduta dal Capo del 1° Reparto,  Amm. P. Luciano Ricca.

Come si ricorderà, la nostra richiesta di incontro urgente era scaturita dalla “scoperta” della Direttiva n. 2/2012  a firma dell’attuale Capo di SMM e prossimo Capo di SMD, che dettava tutta una serie di disposizioni  di cui abbiamo riferito nel  Notiziario n. 4 dell’11 u.s,  recante in allegato il testo integrale della Direttiva.  In estrema sintesi: il riordino va inquadrato nel contesto delle disposizioni di cui  alla Legge 135/2012  (“spending review”) e alla Legge 244/2012 (legge delega riordino strumento militare); sotto il profilo ordinativo, è prevista la riarticolazione della F.A. in quattro aree  (centrale; operativa; logistica e formativa). Per quanto attiene l’area operativa,  il Comando in capo della Squadra navale (CINCNAV) viene elevato a unico referente operativo della F.A..  Fortemente innovativa appare la revisione dell’area logistica/territoriale (costituzione, entro il 31 dic.2013,  dei Comandi logistici di area per riconfigurazione dei preesistenti Alti Comandi), strettamente connessa al riordino dell’area centrale, che prevede entro il 30 aprile p.v. la costituzione in Roma, per riconfigurazione dell’attuale Navispelog,  del Comando Logistico Nazionale.   Quest’ultimo in futuro dovrebbe essere trasferito a Nisida (ex base Nato), e, nella nuova sede, dovrebbero ad esso far capo varie attività di supporto, che garantirebbero in prospettiva anche l’attuale personale di Maridist Napoli.  Inoltre, entro il 30 apr. p.v., è prevista la riconfigurazione dell’attuale Ispettorato in Comando Scuole, che successivamente avrà sede in Ancona. 

In questo quadro sinteticamente delineato,  si innestano  i provvedimenti per il  2013 (allegato 1),   con il maggior dettaglio di cui all’allegato 2 in ordine ai riflessi sul personale per quelli previsti entro il 30 giu.

Nel suo intervento,  la nostra O.S:

–  ha espresso la propria non condivisione  rispetto a provvedimenti che, per la Marina come per la Sanità militare, appaiono fortemente velocizzati nei tempi e a nostro avviso anche disposti al di fuori dei percorsi previsti dalla L. 244 (Decreti Delegati) e delle indicazioni venute dal Parlamento (o.d.g. Cirielli);

– ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle OO.SS., ancora una volta oggetto solo di comunicazioni a valle di decisioni già assunte, e a tal riguardo ha richiesto: sul livello nazionale, l’apertura di tavoli tecnici  per gli approfondimenti di tutti gli aspetti legati al  riordino di ciascuna area (provvedimenti, tempistiche; riflessi sull’impiego del personale, etc.);  sui  livelli territoriali,  l’avvio urgente di tavoli di informazione/confronto con RSU ed OO.SS., richieste entrambe accolte dallo SMM;

– ha affermato il proprio disappunto per la mancanza nella Direttiva di qualsiasi riferimento all’impiego dei civili, mentre per SU e LGT si prevedono “incarichi di responsabilità “ finora riservati solo agli Ufficiali;

– ha denunciato la mancanza di qualsiasi informazione/confronto in ordine allo spinoso ed irrisolto problema del riefficientamento degli Arsenali, su cui continuiamo a registrare l’assordante silenzio della F.A.;

– ha infine rappresentato la forte preoccupazione nostra,  delle OO.SS./RSU  (vds. nota unitaria allegata, che abbiamo consegnato a SMM) e dei lavoratori,  per la prevista soppressione al 31.12.2013 di Maridist Messina, che comporterebbe il reimpiego  di  210 unità in una sede e in un’area a forte criticità sotto il profilo della reimpiegabilità, sia interna che esterna alla Difesa.  Per questo, la nostra O.S. ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico specifico su Maridist Messina allo scopo di verificare la praticabilità di soluzioni alternative finalizzate al mantenimento degli attuai livelli occupazionali in M.M.  L’amm. Ricca ha accolto questa nostra richiesta, precisando che il termine d’attuazione del provvedimento deve intendersi comunque non perentorio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Provvedimenti di riordino M.M. per il 2013

Allegato 2: Provvedimenti urgenti di riordino M.M. – 1° semestre 2013

Allegato 3: Nota unitaria OO.SS. territoriali di Messina

Allegato 4: Direttiva Capo di S.M.M. n. 2 del 31.12.2012

Allegato 5: Pubblicazione M.M.-Cambiare per crescere – v.0612

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 –

Forze armateE’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva l’assetto delle FF.AA.,  e che abbiamo seguito in questi mesi in tutti i passaggi.

Come noto, il progetto trae origine dalle difficoltà finanziarie attuali della Difesa ed è finalizzato a riequilibrare la spesa riducendo i costi per il personale (oggi al 70%,  di cui comunque solo il 10% per i dipendenti civili)  a beneficio  del c.d. “esercizio”.   Da qui, la prevista riduzione nei prossimi sei anni del 30% (minimo) dell’assetto attuale delle Forze Armate, attraverso provvedimenti di soppressione/riorganizzazione in chiave soprattutto interforze,  e il taglio sino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari,  la gran parte dei quali “smaltiti” attraverso l’estensione dell’ARQ a tutti e il transito nei ruoli civili.  Un progetto di riforma che a FLP DIFESA è piaciuto poco, anche perché totalmente privo di scelte nuove e significative sul versante dell’impiego civile (niente su formazione, riqualificazione, civilizzazione, etc.)  e con la non felice prospettiva di diventare la valvola di sfogo degli esuberi militari.  Per questi motivi,  FLP DIFESA si è  mobilitata da subito, con centinaia di  assemblee fatte in tutta Italia; è scesa in piazza con la straordinaria manifestazione nazionale del 6 luglio (Notiziario n.94 del 9.07.2012);  ha lavorato anche sul versante parlamentare sollecitando emendamenti, un paio dei quali andati parzialmente a buon segno (riordino Sanità militare e Stabilimenti militari).

Il provvedimento è stato votato dall’Aula del Senato il 6 novembre, e successivamente lo stesso testo ha ottenuto anche il voto favorevole della Camera dei Deputati l’11 dicembre u.s.,  a crisi di governo già aperta.   Insieme ad altri,  avevamo chiesto e sperato nel rinvio alla prossima legislatura del varo della legge,  anche allo scopo di rendere possibile una ulteriore riflessione su alcune criticità;   ma le forti pressioni venute dai Vertici politici e militari e dai c.d. “poteri forti”, in primis quelli che fanno capo alla potentissima industria della difesa,  hanno prodotto un’accelerazione mai vista e, infine, il disco verde. Ma con un compromesso, a tutti ben evidente: il Parlamento ha votato il provvedimento, ma impedendo a Di Paola di esercitare la delega nel corso del suo mandato;  ha chiesto al Ministro e ottenuto l’ impegno formale di non mandare avanti i decreti attuativi (già pronti e ora per la gran parte riposti nei cassetti di SMD)  e, per essere più sicuri, la Camera ha votato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario il Presidente della Commissione Difesa, l’on. Cirielli) che impegna il Ministro a rinviare al nuovo Parlamento e al suo successore l’attuazione della riforma.   Dunque, una vittoria di Pirro per l’amm. Di Paola che però, dimentico un po’ degli impegni, sembra voler andare avanti comunque:  non si spiegano altrimenti i ritmi incredibilmente accelerati impressi in queste settimane al riordino della Sanità militare e di altri settori delle FF.AA. (nella prossima settimana, ben tre riunioni nazionali!), e gli ultimi imput sull’area centrale.

Poca cosa, comunque, rispetto al grosso che verrà certamente con la prossima legislatura. A noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla.  La riprenderemo con forza  di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un  confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene  (vds, buon’ ultima,  la Direttiva politica per il 2013)  ma razzolato davvero male!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Legge 16.01.13, n. 244 – revisione strumento militare nazionale

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 –

Il Ministro della Difesa amm. G.P. Di PaolaIl Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: nella prima, viene tracciato il quadro politico strategico, ad impronta fortemente europeista e atlantica, nel quale l’Italia  è chiamata ad assumere un ruolo chiave; nella seconda,  si parla dello “strumento militare” che deve essere improntato sulla qualità anche a costo di sacrificare, quando necessario, la dimensione quantitativa delle Forze”; nell’ultima, infine, il Ministro detta le direttive operative vere e proprie, ed è su queste che vogliamo soffermarci.

Il punto di partenza è sempre lo stesso, quello di carattere finanziario: il bilancio della Difesa è sbilanciato e in grande sofferenza e pertanto occorre tendere al progressivo riequilibrio, riducendo gli impegni di spesa sul personale fino al 50% (oggi sono al 70%) e riequilibrando in aumento le due altri voci (25% esercizio – oggi al 12% – e 25% investimenti – oggi al 18%).  Vanno in questa direzione le riduzioni degli organici, civili e militari operate con la “spending review” (L.135);  e vanno nella stessa direzione le ulteriori riduzioni previste dalla legge delega, quelle sugli organici (-43.000 posizioni al 2024) e quelle sulle  strutture (-minimo 30% al 2018).  

Alcuni passaggi della Direttiva ci sembrano particolarmente significativi:

– per le eccedenze di personale militare ”si dovrà continuare a fare ricorso ai transiti nelle aree funzionali del personale civile del Ministero della Difesa..”,  che rappresenta sicuramente il percorso più agevole e facilitato tra quelli individuati dalla legge delega per la gestione degli esuberi;  

“la rimodulazione delle dotazioni organiche …dovrà avvenire mediante l’adozione di piani di riduzione graduale, informati al principio dell’elevazione qualitativa delle professionalità.  Il processo dovrà essere mirato alla valorizzazione del personale”;

“nella considerazione che la formazione professionale costituirà uno dei pilastri della riforma, il personale civile dovrà acquisire nuove e più articolate capacità, partecipare attivamente ai cicli formativi ed integrarsi sinergicamente con il personale militare. Il principio della valorizzazione delle risorse professionali civili dovrà, comunque, essere a presidio delle occorrenti misure dirette a limitare al massimo le eventuali ricadute sul personale delle riduzioni organiche, agevolando la mobilità interna, la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, il ricorso a forme di lavoro a distanza ed il trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni”;

– infine, “dovranno essere tutelate le esigenze di continuità e di funzionalità dell’Amministrazione, con particolare riguardo a quelle prioritarie e specifiche degli arsenali e degli stabilimenti militari. La riaffermata valorizzazione delle professionalità civili dovrà trovare una sua concreta attuazione anche mediante l’ampliamento dei settori di impiego, in modo da ottimizzarne le potenzialità”.

Affermazioni nuove ed importanti le ultime due,  che ovviamente condividiamo pienamente, anche perché appare  in esse (finalmente!) il riconoscimento pieno del ruolo e delle funzioni dei civili. Un passo importante, ma purtroppo sinora limitato solo alle parole: sul piano concreto, infatti,  abbiamo visto davvero poco, per non dire nulla, in questo anno di gestione Di Paola! Ne è un esempio l’attenzione che in questi quattordici mesi è stata riservato agli arsenali e stabilimenti militari, che nella proposta iniziale di legge delega non comparivano neanche. E i lavoratori se ne sono certamente  accorti, se il giudizio che esprimono sull’operato del Ministro nel sondaggio che troverete nella home page del nostro sito (e al quale invitiamo tutti a partecipare) vede al momento una schiacciante prevalenza delle espressioni negative di voto.  Parole dunque, quelle del Ministro, che sin quando non si tradurranno in fatti concreti, non ci faranno fare un solo passo in avanti.  

Colpisce anche, in negativo, nella Direttiva, la mancanza di ogni riferimento al rapporto con le Rappresentanze civili e militari, e alle relazioni sindacali.  E’  di tutta evidenza che, nelle intenzioni di Di Paola, questa riforma epocale della Difesa dovrebbe essere gestita in assoluta e totale solitudine dall’Amministrazione e dagli Stati Maggiori, con le Rappresentanze del personale coinvolte solo a valle di ogni decisione, e in tempi abbondantemente successivi.  E’ quello che nei nostri Notiziari abbiamo definito il “metodo Di Paola”  e che abbiamo sperimentato in quattordici mesi di rapporto con il Vertice politico, buon ultimo il riordino della Sanità Militare in chiave interforze, portato avanti con una velocità impressionante e fuori dal controllo del Parlamento, con ciò “tradendo” in qualche modo lo stesso impegno assunto da Di Paola alla Camera e le precise indicazioni del Parlamento (o.d.g. Cirielli votato all’unanimità).   Un riordino, quella della sanità,  che afferma la stessa Direttiva “dovrà procedere senza indugi nella riorganizzazione in chiave interforze”, con nessuna attenzione nei confronti delle richieste delle OO.SS.

Sotto questo profilo, appaiono di ancor maggiore interesse le direttive che il Ministro dà per il riordino dell’area tecnico-amministrativa. Secondo Di Paolasarà necessario procedere con un’incisiva riorganizzazione dell’area tecnico-amministrativa mediante:

un accorpamento a guida civile delle Direzioni del Personale (Persomil, Persociv, Previmil), nonché una revisione e semplificazione delle procedure adottate per la trattazione delle rispettive competenze;

una razionalizzazione e snellimento di COMMISERVIZI……. una razionalizzazione e snellimento di GENIODIFE…… una revisione delle funzioni delle Direzioni Tecniche, mediante l’accorpamento delle funzioni similari e una migliore integrazione delle attività di marketing..;

la maggiore efficienza dell’area tecnico-amministrativa dovrà essere ricercata anche mediante una ulteriore e decisa razionalizzazione nell’utilizzo delle infrastrutture, giungendo ad un sollecito completamento della struttura di Centocelle, unificando tutto il settore del personale nella esistente struttura presso la Cecchignola e alienando le strutture non più necessarie”.

            Già tutto deciso, dunque, in primo luogo il tanto contestato accorpamento “3 in 1”  di Persomil-Persociv-Previmil,  alla faccia dei lavoratori interessati e delle loro Rappresentanze che avevano espresso opinioni diverse,  e tutto deciso nelle secrete stanze al di fuori di qualsiasi confronto di merito.  Colpisce quel riferimento alla “guida civile”  della costituenda macro Direzione Generale, un piccolo contentino che non sposta di un millimetro il problema  e che rappresenta solo uno specchietto per le allodole: come se la guida civile in una struttura a fortissima impronta militare potesse modificare i termini del problema….. Noi avevamo avanzato altre proposte a tal riguardo, sempre nell’ottica di una efficace spending review: perché non transitare all’INPS ex INPDAP la gestione della previdenza militare, e magari anche quella della gestione delle buste paga, così come è stato fatto  per i lavoratori civili?  Neanche considerate!!

E permane un buio pesto su tutta l’enorme partita delle spese esagerate, dei tantissimi sprechi  e dei privilegi borbonici che ancora albergano nella Difesa.  Non un  solo gesto di buona volontà…. Per fare un esempio, nel 2013, come letto recentemente in un articolo, l’aumento dei costi per l’ausiliaria sarà del 21 per cento, con altri 74 milioni di euro di costo. ..nel 2013 serviranno ben 431 milioni di euro, ..nel 2008 pesava per 231 milioni di euro, che sono praticamente raddoppiati nel giro di cinque anni”.  E vogliamo parlare dei costi degli alti gradi militari? “C’è un generale ogni 381 militari. Il censimento del 2010 ne evidenziava ben 480, mentre la Germania ne ha poco più di duecento. Inoltre nei ranghi si contano oltre 2.300 colonnelli, destinati quasi tutti alla promozione, spesso in maniera esclusivamente formale: molti indosseranno i gradi solo alla vigilia del pensionamento, in modo da assicurarsi però il diritto all’ausiliaria”. Come mai qui la spending qui non è ancora arrivata?  E i costi esagerati per gli armamenti: vogliamo parlarne?  Dopo gli F35, ancora soldi (2 miliardi di euro, la metà dell’IMU versata per la prima casa!) per l’acquisto di due sommergibili U-212!

            Caro Ministro, era da qui (sprechi, privilegi, spese militari) che occorreva iniziare, altro che dal taglio di 43.000 posti di lavoro!  Proprio per questo non appare credibile ai nostri occhi!  E menomale che il tempo a sua disposizione sta finendo, l’eredità che lascia sulle spalle del successore è davvero pesante!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il testo della Direttiva ministeriale sulla politica militare 2013

Notiziario n. 4 dell’ 11 gennaio 2012 –

L'amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM
L’amm. Binelli Mantelli, Capo di SMM

Da mesi, in tantissimi Enti della Marina, circolavano voci su riorganizzazioni allo studio dello Stato Maggiore di F.A., in particolare per quanto riguarda la parte logistica, e queste voci, nelle sedi a maggior presenza della  Marina,  avevano innescato una decisa attenzione dei media (ultimo episodio ad Ancona).
Dopo tanto studio, alla fine il parto c’è stato, e proprio l’ultimo giorno dell’anno.  Ci riferiamo alla Direttiva n. 2  a firma del Capo di Stato Maggiore Marina e prossimo Capo di SMD e Cte delle FF.AA.,  amm. Luigi Binelli Mantelli,  che riporta la data del 31 dic. 2012 e reca in oggetto “Revisione organizzativa dello strumento militare – disposizioni attuative nel settore ordinativo ed organico”, che  alleghiamo al presente Notiziario con preghiera ai nostri dirigenti di massima diffusione tra il personale interessato.
Il punto d’innesco è riferito alla legge 7.08.2012, n. 135 (“spending review”) e al modello a cui la Marina dovrà necessariamente pervenire entro gennaio 2016,  a causa delle minori risorse finanziare disponibili a quella data per assolvere ai propri compiti istituzionali.  Il progetto di ridimensionamento, “in linea con le  direttive di SMD e omologo a quello delle altre FF.AA.”, prevede “la riorganizzazione della Forza Armata in quattro aree” (area di Vertice; area operativa; area logistica e area formativa), con l’accorpamento della funzione territoriale e di quella logistica.
Questi gli obiettivi a nostro avviso più importanti fissati dalla Direttiva per le diverse aree:
– area centrale: il 1° Reparto verrà riorganizzato “acquisendo la policy della formazione, dell’impiego e del supporto al personale” ;  riorganizzati anche il 3° Reparto con “trasferimento di tutte le competenze operative a CINCNAV”   e il 4° Reparto “che assorbe le competenze di pianificazione dell’attuali Reparto Infrastrutture e Reparto Logistica”;
– area territoriale e formativa:  in conseguenza dell’istituzione del Comando Logistico, verrà operato un riassetto territoriale con la soppressione di Maridipart Ancona (“prevista l’istituzione del Comando Scuole”, cui farà capo l’area della formazione), quella molto preoccupante di Maridist Messina e la riconfigurazione di Maridipart Taranto e La Spezia, di Marisicilia e Maricapitale in Cdi logistici di area;
– area operativa: verrà soppresso da qui al 2018 “un significativo numero di unità”, una trentina circa “a fronte dell’ingresso di soli 8” ;  verrà operata la “totale concentrazione dei reparti e unità nei tre poli di Taranto/Brindisi; La Spezia e Augusta/Catania” e la riorganizzazione della strutture di comando, con l’elevazione di CNCNAV “a unico referente operativo di F.A.” ; riconfigurati anche CONFORAL, COMFORSBARC, COMFORDRAG, COMFORAUS, COMFORSUB E COMSTANAV;
– area sanitaria: riordinamento di MARISPESAN separando le funzioni di indirizzo e coordinamento degli organismi sanitari di F.A. da quella deputata a funzioni di sostegno, incardinata nel Comando Logistico; per il resto, i provvedimenti sono quelli già noti e previsti dal riordino interforze della sanità militare.
Questi gli obiettivi più importanti fissati dalla Direttiva, nel merito dei quali al momento non entriamo. Poniamo però due problemi, che ci sembrano di non poco conto:  la mancanza di ogni confronto preventivo con le Forze Sociali,  nonostante le richieste da noi avanzate in più sedi e a più riprese, secondo un modello “dipaoliano” che si sta sempre più diffondendo e consolidando in Difesa;  la mancanza  nella Direttiva, pur essenzialmente tarata sul personale militare,  di qualsiasi accenno al personale civile cui fanno da contraltare  gli espliciti riferimenti alla necessità di valorizzare le figure di Luogotenente e Primo Maresciallo “prevedendo per essi incarichi di responsabilità”. Perché non anche per i funzionari civili?
Abbiamo pertanto inviato in data di ieri al Capo di SMM la nota allegata con richiesta di incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Direttiva del Capo di S.M.M. n. 2 del 3.12.2012

Allegato 2: 11.01.2013 – lettera FLP DIFESA a Capo SMM con rich. incontro

Notiziario n. 3 dell’8 gennaio 2013 –

Il dr. Magri in visita in Libano a novembre scorsoQuarta riunione in data odierna con il Sottosegretario Magri sui provvedimenti di riordino della Sanità militare in chiave interforze.  Dopo le precedenti del 7 nov , 13 e 20 dic (si vedano i nostri Notiziari rispettivamente nn. 150, 174 e 176),  si è tenuta oggi pomeriggio a Palazzo Baracchini una nuova riunione per fare un punto di situazione e per alcune comunicazioni relative all’avvio delle  procedure di reimpiego.

Nel suo intervento introduttivo, dopo aver ricordato le scelte e la tempistica dei provvedimenti, il dr. Magri ha comunicato che gli Organi Programmatori (OO.PP.) interessati (SME e SMM) hanno già avviato le procedure di reimpiego,  con le modalità previste dal CCNI Difesa e richieste da FLP sin dalla prima riunione,  rendendo note per ciascuna sede le disponibilità in ambito F.A.. Notizia questa che la nostra O.S. ha già partecipato ai colleghi con il Notiziario n. 1 del 2 u.s., cui era  allegata la nota FLP DIFESA spedita a SMD che recava la richiesta di differimento del termine perentorio fissato dagli OO.PP. per la conclusione delle concertazioni locali legate alla raccolta dei desiderata (il 5 gennaio, addirittura!), richiesta accolta dall’Amministrazione che ne ha differito il termine di una diecina di giorni.  Accolta anche la nostra richiesta di conoscere le disponibilità di reimpiego in ambito F.A. nelle diverse sedi, che gli OO.PP. ci hanno inviato e che pubblichiamo di seguito.  Il Sottosegretario ci ha quindi comunicato che sono in corso di verifica le disponibilità  di reimpiego in ambito interforze,  e ci ha anticipato che, a conclusione delle concertazioni locali e dunque tra una quindicina di giorni (23 gennaio?), vi sarà un nuovo incontro nazionale per l’esame, previsto dal CCNI Difesa,  dell’ “ipotesi generale di piano di reimpiego” , alla quale dovrebbero poi seguire (immaginiamo anche qui in tempi ristrettissimi) le contrattazioni locali per la messa a punto dei piani definitivi di reimpiego, cui seguiranno i trasferimenti di personale disposti da Persociv. Una accelerazione incredibile, come si può capire, davvero mai vista in decenni di riordini,  e  per questo un po’ sospetta  in quanto rende evidente la volontà decisa e precisa dell’attuale Vertice di chiudere rapidamente questa partita della Sanità, e in ogni caso di chiuderla prima di cedere il passo al nuovo Vertice del Dicastero che scaturirà dalle prossime elezioni politiche.  Il dr. Magri si è quindi soffermato sulla critica situazione di Chieti, da noi già segnalata all’attenzione dell’Amministrazione, informandoci che il Cdo Generale ha esteso a n. 6 le disponibilità in loco in  Enti dell’Arma CC, e che il Prefetto di Chieti ha assicurato il rapido avvio della “Conferenza dei Servizi” per la verifica delle disponibilità di posti in altre Pubbliche  Amministrazioni.  Infine, a conclusione del suo intervento, il Sottosegretario ci ha comunicato che l’Amministrazione aveva deciso di accettare la richiesta di CGIL-CISL-UIL di “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, che dovranno però essere prima verificate e quantificate a provvedimenti ultimati e successivamente assegnate in percentuale al FUA e (udite, udite!) alla “premialità” (testuale!!!!).

Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ribadito il proprio fermo dissenso, di metodo e di merito, sul riordino in argomento, ed ha ricordato come le richieste di FLP DIFESA avanzate nelle precedenti riunioni (rinvio ai Decreti attuativi della delega per la riduzione della strumento militare o, in subordine,  sospensione di sei mesi per una ulteriore verifica delle scelte alla luce degli spazi nuovi offerti dagli emendamenti introdotti al Senato su “convenzioni” e “intramoenia”) siano state entrambe rigettate dall’Amministrazione.  Un fermo dissenso, il nostro,  che era condiviso inizialmente da tutto il fronte sindacale,  anche da CGIL-CISL-UIL (“netto dissenso di metodo e di merito”, vds. comunicato del 13.12.2012), che poi incomprensibilmente (o forse troppo comprensibilmente) hanno dato un sostanziale via libera ai provvedimenti, come si evince dalla lettura del comunicato del 20 dicembre che reca l’elencazione delle richieste: destinare parte dei risparmi al FUA; avviare le procedure di reimpiego, che su nostra richiesta l’Amministrazione aveva comunque confermato sin dalla prima riunione; esame delle situazioni di criticità locali legate al reimpiego. Richieste, ovviamente, tutte accolte dal dr. Magri.

Quanto avvenuto successivamente, e in particolare la velocizzazione cui stiamo assistendo in questi giorni, si inquadra certo nel contesto nuovo di situazione emerso dalla riunione del 20 dic.: l’avvio della prima fase di livello locale (raccolta desiderata e relative concertazioni) da concludersi perentoriamente durante il periodo natalizio (cose mai viste!) e di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 2;   e, più recentemente,  l’emanazione del Decreto del Capo di SMD del 21 dic. u.s. che reca la ridefinizione delle competenze territoriali delle Comm. Mediche di 2^ istanza e delle CC.MM.OO.,  che per gli interessati pubblichiamo di seguito.

In merito al reimpiego del personale civile, FLP DIFESA ha preso atto che non dovrebbero esserci particolari problemi nelle sedi di Torino, Firenze e Caserta; ha segnalato che nella sede di Taranto il personale ex DMML è stato già formalmente assegnato a Marispedal, come da comunicazione a FLP DIFESA da parte di SMM, e non si comprende come mai lo si sia già fatto dal momento che il verbale di riunione con le OO.SS territoriali nulla reca in proposito;  ha ricordato i contenuti della nota pervenuta alle OO.SS. nazionali dalle Rappresentanze del DMML di Palermo, che contestano decisamente i dati sulla produttività dell’Ente forniti dall’A.D. chiedendo un ripensamento; infine, per quanto riguarda il DMML di Chieti, che presenta a giudizio di tutti le maggiori criticità, FLP DIFESA ha preso atto delle maggiori disponibilità offerte dall’Arma e dall’avvio prossimo della Conferenza dei servizi,  ma ha espresso le proprie perplessità circa il fatto che tutto il personale civile dell’Ente (27 unità) possa trovare utile collocazione in loco, tenuto conto che di Difesa non c’è praticamente più nulla (le disponibilità in ambito Esercito toccano le sedi di L’Aquila e addirittura di Roma) e anche delle probabili insufficienti risposte delle altre AA.PP. Per questo, la nostra O.S. ha sollecitato l’A.D. ad un profondo ripensamento e ad  accogliere la proposta inviataci dalle OO.SS./RSU in data 28 u.s. (che in pari data abbiamo trasmesso al Gabinetto), proposta che abbiamo motivato in riunione, anche facendo riferimento alla ipotesi di implementazione delle attività,  con positivi ritorni anche economici, frutto di uno studio avviato in loco e di cui abbiamo fornito copia al dr. Magri, che si è riservato di approfondire  e di risponderci  nella prossima riunione.

Nella seconda parte del nostro intervento, abbiamo avanzato due richieste che toccano altre problematiche di carattere più generale:

– la prima, che durante questi tre mesi di sostanziale stand-bay in attesa del nuovo vertice Politico, il tavolo nazionale  venga impegnato in una serie di confronti tecnici preliminari con gli OO.PP. in merito agli scenari e alle ipotesi di riordino delle FF.AA. in attuazione della delega recentemente approvata dal Parlamento, una esigenza questa che avvertiamo fortemente anche alla luce di alcune operazioni annunciate da alcune FF.AA. e decise al netto di ogni confronto con le OO.SS.

– la seconda, la necessità di verificare/riscrivere  alcune parti del CCNI Difesa, messe pesantemente in discussione da alcune posizioni unilaterali venute da AA.CC.

Su entrambe le richieste, il Sottosegretario ci darà risposta nella prossima riunione.

In sede di replica al nostro intervento, il dr.  Magri ha espresso il proprio stupore perché la nostra O.S. non aveva colto in positivo la disponibilità venuta dall’Amministrazione di destinare al FUA parte dei risparmi di spesa venuti dalle soppressioni e dai riordini, come da richiesta di CGIL-CISL-UIL.

Abbiamo risposto al Sottosegretario che la cosa non ci era certo sfuggita, ma che avevamo preferito glissare per non evidenziare un’altra spaccatura  del fronte sindacale, già diviso (anche oggi, tavoli separati… se pensiamo di difendere così le buone ragioni dei lavoratori, campa cavallo!).  Ma di fronte alla sollecitazione del dr. Magri, non abbiamo evitato di esprimere il nostro dissenso rispetto a questa richiesta,  non solo perché essa fa riferimento all’accordo politico con Brunetta del 4 febbraio 2012 che la nostra O.S. ha osteggiato, ma anche per una questione di pudore: quando FIAT annuncia la chiusura di Termini Imerese, il Sindacato si schiera tutto a difesa dei posti di lavoro, e non chiede subito di spartire tra i lavoratori di Melfi, di Mirafiori etc. i ricavi derivanti dalla morte di Termini Imerese.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Reimpieghi Esercito – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 2: Reimpieghi Marina – disponibilità nelle sedi in ambito F.A.

Allegato 3: Decreto Capo SMD 21.12.2012- rideterminazione bacini utenza Commissioni mediche 2a istanza e CC.MM.OO.

Notiziario n. 1  del 2 gennaio 2013-

Il DMML di Chieti
Il DMML di Chieti

Altro che disponibilità da parte del Vertice politico del Ministero ad avviare  “un confronto vero con il sindacato”  in merito ai provvedimenti di  riordino della Sanità militare in senso interforze, come CGIL-CISL-UIL avevano dichiarato nel comunicato unitario diffuso a conclusione della riunione con il Sottosegretario Magri del 13 dicembre u.s..  La realtà è purtroppo ben diversa: gli Organi Programmatori, e precisamente SME-DIPE e SMM 1° Reparto, con note qui allegate rispettivamente  prot. n. 2308 e. n. 10092743 entrambe del 21 dic. u.s. inviate  agli AA.CC. interessati di Esercito e Marina,  in coordinamento con lo SMD, hanno già avviato le procedure di reimpiego previste dal CCNI Difesa 6.07.2000:
– comunicando, per ogni Sede interessata, le disponibilità di ricollocazione in ambito Enti Forza Armata (quelli in ambito interforze saranno verificate e rese note successivamente);
– invitando gli AA.CC. a procedere all’acquisizione dei “desiderata”  dei lavoratori interessati e a formulare e inoltrare agli OO.PP.  una ipotesi di piano di reimpiego  che dovrà comunque preliminarmente passare al vaglio della concertazione locale con le OO.SS. territoriali e le RSU. , operazione questa che, in base alle indicazioni degli OO.PP.,  dovrà comunque essere perentoriamente ultimata “entro e non oltre il 5 p.v.”.

Dobbiamo a tal riguardo registrare:  da una parte, la conferma in toto dei provvedimenti e del cronoprogramma  fissato dalla nota SMD n. 384 del 24.10.2012 (allegata al nostro Notiziario n. 155 del 15.11.2012);  dall’altra, una forte accelerazione che imporrebbe di concludere la prima fase della procedura (raccolta dei desiderata e concertazione locale) addirittura entro sabato prossimo 5 gennaio, termine perentorio ma al tempo stesso difficilmente praticabile;  proprio per questo,  abbiamo inviato agli OO.PP. le note qui allegate  che ne chiedono il differimento.

Dunque, avevamo ragione noi (vds. Notiziario n. 174 del 13.12.2012)  a ritenere che il Sottosegretario, su indicazione del Ministro Di Paola,  avendo rigettato la nostra proposta di sospendere pro tempore l’attuazione dei provvedimenti,  aveva di fatto chiuso a qualsiasi ipotesi di riconsiderazione delle scelte già operate, e che trovano oggi puntuale conferma nell’iniziativa degli OO.PP.  Un convincimento, il nostro,  che aveva poi trovato piena conferma anche nel successivo incontro del 20 dicembre u.s., come abbiamo scritto nel Notiziario FLP DIFESA n. 176 di pari data, di cui riportiamo il passaggio conclusivo: “Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati.  E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi”.  Dunque, siamo stati buoni profeti, anche perché abbiamo in tutti questi mesi imparato bene il c.d. “metodo Di Paola”,  che prevede molte riunioni con le OO.SS., ma la barra dritta sulle scelte già operate al netto di ogni confronto vero con le OO.SS..  Ora, una nuova riunione è in programma con il Sottosegretario per l’8 p.v.:  per dirci cosa? Oramai,  i buoi sono scappati,  e le procedure di reimpiego, che hanno trovato conferma nelle note degli OO.PP.,  prevedono percorsi precisi, già avviati.   Mah…………
La cosa che certo non faremo, a differenza di altre sigle, è chiedere di  “destinare parte delle risorse che si risparmieranno per finanziare ulteriormente il Fondo Unico di Amministrazione”, richiesta questa che appare oggi francamente di dubbio gusto, a cadavere ancora caldo degli Enti cancellati.
Infine, entrando nel merito delle disponibilità di reimpiego indicate dagli OO.PP.,  dobbiamo dire che, come avevamo anticipato, la maggiore criticità è presente nella sede di Chieti: le disponibilità individuate da SME toccano addirittura le sedi de L’Aquila e di Roma!  Sul DDML di Chieti, ribadiremo al richiesta di deciso ripensamento,  nelle linee indicate nella allegata nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP territoriali di Chieti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota di SME DIPE del 21.12.2012

Allegato 2: Nota di SMM 1 Reparto del 21.12.2012

Allegato 3: Lettera FLP DIFESA allo SME-DIPE

Allegato 4: Lettera FLP DIFESA a SMM 1° Reparto

Allegato 5: Nota unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP CHieti 28.12.2012

Notiziario n. 176 del 20 dicembre 2012 –

Si è tenuta nel primo pomeriggio di oggi la terza riunione a tavoli uniti fra il Sottosegretario Magri e le OO.SS. Nazionali,  alla presenza di autorevoli Rappresentanti delle AA.CC. Scopo dell’incontro, l’ulteriore approfondimento sul riordino della Sanità Militare in chiave interforze, messo in agenda  a conclusione della precedente riunione del 13 u.s. nella quale il dr. Magri  aveva comunque confermato tutti i provvedimenti e la relativa tempistica, così come richiamato dal nostro Notiziario n. 174 di pari data.

In avvio, con  l’ausilio di apposite slides che  troverete pubblicate sul nostro sito web, il gen. Marmo di IGESAN ha ripercorso  tutte le scelte del Ministro Di Paola su tale importantissimo riordino; di seguito,  la parola è passata alle OO.SS. Nazionali, alcune delle quali, evidentemente, erano arrivate alle riunione con speranze, o forse meglio, con aspettative diverse. Infatti,  un comunicato unitario di CGIL-CISL-UIL a valle della precedente riunione del 13 u.s., aveva preannunciato la riapertura del confronto politico su tale argomento, lasciando un po’ tutti francamente sorpresi.

Invece la sorpresa (scontata) della riunione odierna è stata quella della conferma da parte del Sottosegretario di tutto il pacchetto relativo al riordino in argomento, con la piccola eccezione del DDML di Chieti sul quale, come peraltro avevamo già segnalato in precedenza, proprio in considerazione della estrema difficoltà di reimpiego del personale in loco, vi potrebbero essere sviluppi anche diversi.  Il primo giro di tavolo della parte sindacale è stato “fortemente” unitario, e ha visto tutti richiedere la sospensione dei provvedimenti e l’apertura di tavoli per ragionare sui provvedimenti e sulle diverse ricadute in ordine all’impiego del personale in servizio presso gli Enti interessati.  Nella replica, però, il Sottosegretario Magri ha “smazzato le carte”, e con la grande bonomia ha fatto apparentemente una piccola apertura, “concedendo” la possibilità di tavoli tecnici locali per meglio comprenderne la “ratio” dei provvedimenti, ma dall’altro confermandone pienamente l’operatività. Ed allora è saltato tutto!!

C’è stato, sul tavolo sindacale, chi ha apprezzato la “concessione”, espresso la propria condivisione, ed ha rilanciato chiedendo che i risparmi (ma quali?) di questa riorganizzazione venissero in parte utilizzati per finanziare il FUA.   E c’è stato chi ha addirittura plaudito alla disponibilità espressa dal dr. Magri in ordine all’avvio di tavoli locali di confronto.  La FLP DIFESA, ma per la verità anche altre OO.SS. presenti,  ha invece confermato il proprio forte dissenso sul complesso di quei provvedimenti di riordino,  che sono stati incomprensibilmente anticipati e stralciati rispetto al riordino complessivo dello strumento militare di cui alla legge delega votata dal Parlamento, un dissenso forte e totale sia sul piano del merito che del metodo;  ha riproposto la richiesta di blocco  o, in subordine, di sospensione per almeno sei mesi; ha infine sottolineato che i tavoli locali per il reimpiego del personale non potevano essere considerati una benevola concessione del Sottosegretario, essendo un preciso e codificato obbligo contrattuale.

Ebbene, a fronte di tutto ciò, il Sottosegretario ha solo fatto gli auguri di Natale ed ha chiuso la riunione confermando l’attuazione dei provvedimenti  e le connesse scelte organizzative, dando solo indicazione a SMD di emanare una direttiva per pianificare l’avvio e lo svolgimento delle procedure di reimpiego e  convocando una ulteriore riunione di approfondimento per la seconda settimana di gennaio.

Dunque, solo schermaglie nella riunione odierna, tanto fumo e niente arrosto, atteso che i provvedimenti e relativa tempistica sono stati confermati.  E temiamo che lo stesso avverrà nella riunione di gennaio, atteso che a quella data alcuni importanti Enti saranno già stati soppressi.  Buon Natale!

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Slides presentazione riordino Sanità Militare

Riordino strumento Militare


Bozza di decreto attuativo della delega pubblicato da FLP: non sarà tutto vero, ma certo è verosimile

2 Feb 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 14 del 2 febbraio 2013 – Ha fatto davvero molto rumore, e d’altronde non poteva che essere così, la pubblicazione sul nostro sito della bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega per la riduzione dello strumento militare, che recava l’elenco di soppressioni e riorganizzazioni da qui al 2018 finalizzati a traguardare l’obiettivo, […]





E’ legge dello Stato la delega per la revisione dello strumento militare nazionale

19 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 7 del 19 gennaio 2013 – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale  n. 13 del 16.01.2013 la legge 31.12.2012, n. 244 recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia”,  il cui testo  è qui allegato . Trattasi del provvedimento che ridisegna in chiave fortemente riduttiva […]


La Direttiva del Ministro sulla politica militare per l’anno 2013

18 Gen 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 18 gennaio 2013 – Il Ministro della Difesa ha emanato in data 19 dic. u.s. la “Direttiva ministeriale in merito alla politica militare per l’anno 2013”, che pubblichiamo di seguito come allegato.  La Direttiva detta le linee di “policy” della Difesa per l’anno in corso ed è articolata in tre parti: […]


Direttiva del Capo di Stato Maggiore sulla riorganizzazione della Marina Militare

11 Gen 2013 - Flp Difesa

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Riordino Sanità militare: SME e SMM hanno già avviato la procedura di reimpiego del personale degli Enti in soppressione

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Niente di nuovo, i provvedimenti di riordino della Sanità militare vanno avanti.

20 Dic 2012 - Flp Difesa

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